Il teatro postdrammatico
Cosa significa il teatro postdrammatico?
Di Hans-Thies Lehmann
Il teatro postdrammatico è stato spesso interpretato come un teatro dopo il testo o senza il testo. Szondi ha indagato sulla crisi del dramma moderno. Essendo la forma drammatica una forma che vive di conflitti (vedi teatro greco, per esempio), uno dei fattori che potrebbe averla messa in crisi potrebbe essere relativo proprio al fatto che ormai viviamo in un'epoca sociale senza veri conflitti. Gli aspetti sociali e politici sembrano rispecchiarsi meglio nelle forme filmiche o documentarie, che in quelle drammatiche, rese innaturali dalla loro vocazione alla personalizzazione.
Visto che il teatro, rispetto al film, si vede come qualcosa più di un'industria del divertimento e si considera piuttosto una pratica che ha l'obiettivo di costituirsi in quanto forma d'arte, deve iniziare a cercare diverse e più adeguate forme espressive. Molto spesso la nostra percezione del teatro antico è sbagliata e falsificata, perché tendiamo a vederla con gli "occhiali" di Aristotele, che non prendeva in considerazione la musica, i cori e altri elementi fondamentali come i movimenti danzanti e le macchine. In questo senso, la nostra immagine delle tragedie antiche può dirsi letteralizzata.
È solo a cominciare dal Rinascimento che il teatro sviluppa il nucleo centrale del dramma, emancipandosi dalle narrazioni religiose e dalla cultura della festa, dove la danza, la celebrazione dei principi, la pompa, la meraviglia visiva e la musica erano gli elementi principali. Un teatro drammatico è fiorito in forme relativamente pure fino al diciannovesimo secolo, poi, già nel Novecento, è stato messo in discussione.
(pag. 6) Molti degli elementi del postdrammatico erano già presenti nel teatro delle avanguardie storiche, ma hanno acquisito un valore ancora più significativo nell'epoca della multimedialità diffusa a livello di massa. Se si accetta l'idea di una società dello spettacolo, allora si potrebbe ritenere che non c'è funzione più importante, per l'arte di oggi, che quella di mettere in discussione lo stato del borghese come spettatore, come ricevente passivo dei processi di messa in scena della realtà.
Bisogna dunque coinvolgere lo spettatore, anche attraverso modi giocosi. Il teatro postdrammatico, infatti, evidenzia maggiormente l'asse del teatro, ossia l'asse che congiunge l'attore con il pubblico, piuttosto che l'asse della messinscena, cioè quella che lega i personaggi all'interno del dramma. Negli anni Sessanta si è sviluppato un tipo di teatro che, pur se considerato di secondo rango, è poi diventato un a-priori imprescindibile della cultura mediatica, ossia il teatro si è aperto, come le altre arti avevano già fatto prima, alla cultura mediatica.
Se a causa della Poetica di Aristotele fino al Rinascimento si era ritenuto che il testo fosse l'elemento più importante della tragedia, nel mondo mediatico della contemporaneità l'aspetto dominante diventa invece il face to face, la situazione, l'atto di accadimento del teatro. Aristotele riteneva che la composizione tragica si risolvesse in un'unità con un inizio, un centro e una fine, la quale concezione non a caso si è storicamente apparentata con la percezione cristiana del tempo (genesi-apocalisse). Ma inserito nei paradigmi artistici di altre civiltà, come si sarebbe sviluppato lo specifico europeo dramma?
(pag. 7) Chiaramente ai giorni nostri il teatro deve disinteressarsi al concetto aristotelico di unità, poiché è diventato centrale il rapporto tra osservatore e oggetto, mentre l'opera conclusa in se stessa ha perso senso e importanza.
Un incontro con Hans-Thies Lehmann
Discussione sul teatro pop, l'iper-regia, il chortheater, Brecht, Crimp, Kane, l'attore e il post-post-drammatico. Problema della regia nel postdrammatico
(pag.8) Spesso negli ultimi tempi i termini "postdrammatico" e "regia" vengono utilizzati in maniera equivalente, nonostante vi siano molte aperture e possibilità di rapporto. L'evoluzione della regia, per esempio, dipende dal teatro delle avanguardie che vedevano nel teatro un'arte autonoma dal testo e provvista di propri valori. Quindi le evoluzioni della regia e del postdrammatico sono in un certo senso inseparabili. Adesso ci sono teatri che praticano anche una regia meno "dittatoriale", teatri per cui sono piuttosto essenziali le esperienze degli attori, le loro idee, i loro stimoli che, nel venire trasmessi al pubblico, superano il modello del discorso teatrale in cui il regista manovra tutto. Dall'altro lato persiste l'idea del regista demiurgo.
Teatro possibile in questa società
(pag. 9) Se all'epoca di Brecht si poteva ancora credere in un teatro delle forme alte, oggi noi siamo connotati dell'estetica dell'attenzione, non si tratta più di creare grandi forme, ma di mettere a fuoco determinate capacità percettive, di affinare l'attenzione.
Teatro pop
È un termine utilizzabile per diverse forme di esperienze teatrali. Ci sono riferimenti e allusioni a Internet e ad altri aspetti dei mondi in cui viviamo; si fa riferimento al fatto che non esiste più una suddivisione tra la sfera lavorativa e quella del privato. Ma, attraverso la risata della cultura pop, si solleva uno sguardo particolarmente sensibile e consapevole alle tragedie in cui siamo immersi.
Possibilità future del teatro, il post-post-drammatico
L'idea che vedeva il teatro come un mezzo di comunicazione di massa è finita. In futuro è improbabile un ritorno al teatro drammatico, probabilmente vi sarà un teatro post-post-drammatico, con forme impossibili da prevedere ora.
La figura dell'attore
(pag. 10) Probabilmente il teatro postdrammatico non farà scomparire le capacità tradizionali degli attori, al contrario, probabilmente questi avranno bisogno di più tecniche, di più prospettive e risorse personali da svolgere in proprio. Possiamo riassumere le capacità dell'attore in due aspetti fondamentali: quello di impersonare e quello di comunicatore. In questo momento storico c'è uno spostamento di attenzioni dalla capacità di impersonare a quella di comunicare, ma ciò non significa che la prima sia diventata inutile. Un altro aspetto importante è il fatto che l'attore sia diventato in molti casi autore.
Continuità/rottura tra avanguardie e postdrammatico
(pag. 11) Esiste sì una continuità, che è quella dei mezzi, ma esiste anche una censura legata al cambiamento degli aspetti tecnologici e del contesto politico globale. Esiste poi un elemento di interculturalità che è profondamente cambiato.
Dramma vs Postdrammatico
Atti del Convegno Internazionale di Studi. A cura di Marco de Marinis e Gerardo Guccini.
La prospettiva postdrammatica: Novecento e oltre
Marco de Marinis
(pag.12) Il vero problema non è più scegliere testo sì/testo no, ma sia a livello teorico che sul piano delle pratiche, è quale testo, scritto come, e poi, soprattutto, quale uso scenico del testo/i fare.
- Il livello della composizione drammatica: Qui la prospettiva post-drammatica coincide in buona sostanza con la radicale presa d'atto contemporanea della crisi della forma-dramma e dei suoi statuti classici-tradizionali.
- Il livello della messinscena: Qui essa consiste nel superamento, sempre precario e sempre in discussione, dell'ideologia testocentrica sottesa alle pratiche maggioritarie del teatro di regia. La tendenza largamente prevalente della scena contemporanea non è quella dell'abolizione della parola o del testo, ma appunto, quella verso una prospettiva post-drammatica, cioè verso il superamento di un teatro interamente ed esclusivamente finalizzato alla rappresentazione di un'opera drammatica.
Lavorare per il testo significa assolvere l'opera letteraria come valore principale dello spettacolo (ed è quello che accade nella...
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