Donatello 1386-1466
Con l'aprirsi del nuovo secolo, a Firenze ci si rivolge all'antico. Salutati è cancelliere e nostalgico della Roma repubblicana. Visconti, signore di Milano, si impadronisce di città come Bologna, Siena e Pisa, ed è pronto a prendersi anche Firenze, ma alla sua morte Firenze è salva, che successivamente riesce ad allearsi con Venezia e ristabilire l'assetto politico italiano che durerà fino al 1500. La città è ricca, colta, aperta e ambiziosa. Si susseguono eventi importanti come il concorso per il battistero che vedrà Ghiberti vincitore su Brunelleschi e Firenze intanto sforna artisti talentuosi come Donatello, Uccello, Michelozzo. Mentre Brunelleschi vince il concorso della Cupola.
Artisti del periodo pre-rinascimentale
Negli anni trenta, artisti come L'Angelico, Uccello e Lippi si affacciano a un periodo pre-rinascimentale insieme alla pittura di Maolino e Masaccio. Iacopo della Quercia è uno degli artisti più intraprendenti nella Firenze dei primi del 1400. È uno dei concorrenti per la porta del battistero insieme a Ghiberti e Brunelleschi. Si distingue da Donatello poiché quest'ultimo è molto più realistico, naturale e meno austero. Jacopo è autore di opere come Zaccaria nel Tempio della Quercia. In questa opera, Jacopo fu influenzato dalla prospettiva di Donatello e risente dell'influenza del Festino di Erode realizzato tre anni prima. Influenzato anche da Masaccio, crea un bassorilievo Cacciata dal Paradiso in cui però non c'è la terza dimensione di Masaccio. La scena si svolge in superficie e Eva sono raffigurati Adamo nudi, con uno straordinario realismo. In questo caso si intuisce come anche i difetti, per altro minori (come la caviglia di Adamo un po' tozza), non siano dovuti a imperizia, ma a una ricerca di maggiore espressività. I due protagonisti sono rappresentati in espressioni di Adamo di toccante dolore e condividono la loro colpa senza accusarsi a vicenda.
Confronto con Donatello
Oltre a Jacopo, a confrontarsi con Donatello è Nanni di Bacco, figlio di architetto e scultore, che può esercitare la sua professione d'artista senza preoccuparsi di partire da mestieri più umili come l'artigianato. Forse per questo la sua arte è molto più distaccata. Gli sono attribuite opere come il tema della decorazione scultorea è quello della Vergine e della sua missione salvifica per l'umanità, testimoniato dalla cessione della cintola durante la sua salita in cielo. Si chiama così per la mandorla che racchiude la Vergine. È considerata la porta più bella rispetto alle 4 del Duomo di Firenze. Nanni di Bacco resterà sempre molto classicista, lontano dalla mobilità plastica di Donatello. Erano quattro scalpellini cristiani e subirono il martirio sotto l'impero di Diocleziano.
Donatello e la sua eredità artistica
Donatello visse ottant'anni, una vita molto lunga per quel periodo. Dal catasto sappiamo certa la sua morte ma poco certa la sua nascita. Partendo dal 1401, Donatello si affaccia su una Firenze in cui il gotico sta scomparendo e il rinascimento sta attecchendo con le sue prime radici. Donatello passa per un succedersi di eventi che rimarranno nella storia dell'arte, come la disputa tra Brunelleschi e Ghiberti per la porta del Battistero. Possiamo scorgere la figura di Donatello grazie a un ritratto eseguito da Paolo Uccello. Figura come un uomo raro e semplice che non scrive trattati e non scrive massime ma semplicemente esegue la sua arte. Nei primi anni del 1400 arriva a Roma insieme a Brunelleschi e successivamente risulta immatricolato come Orafo presso Firenze. Il rapporto con la natura è essenziale per lui che si fonda con la rappresentazione dell'antico. Sono gli anni di opere come il San Giorgio e il David marmoreo in cui sancisce il distacco dai modelli della scultura gotica. L'elemento principale delle opere di Donatello è la ricerca del carattere; egli è il primo a comprendere che una forma perfetta non è valida se non esprime uno stato d'animo, una tensione umana. Attraverso il confronto con l'antico, costantemente attualizzato e calato nella realtà a lui contemporanea, Donatello riesce così a conferire una nuova dignità fisica e morale ai personaggi scolpiti. Essi possono vivere gli eventi in modo drammatico o sereno, ma sempre “agendo” per determinarne il corso; di conseguenza sono inseriti nello spazio, poiché nel mondo si compie il loro destino.
Prima opera certa dell'artista acquistata da Palazzo Vecchio, il dinamismo di questo David viene imposto dalle gambe divaricate, lo scivolare del panneggio e la luce che viene valorizzata. Qui il santo è rappresentato come un eroe del mondo classico, che rappresenta virtù e nobiltà morale del popolo.
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