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Cervantes - Don Chisciotte

Don Chisciotte è una parodia del romanzo cavalleresco e il primo grande romanzo della modernità. Non si può ancora definire romanzo realista, ma ha dei congegni narrativi modernissimi.

Prologo

Incalzato dal desiderio di scrivere, l'autore dice di avere un blocco, non ha immaginazione. Si autorappresenta con la testa appoggiata sul gomito. All'improvviso compare uno sdoppiamento: un amico gli chiede come mai si trova in quella situazione e gli dà diversi consigli per risolvere la questione. Mentre l'amico spiega, il prologo si sta scrivendo: mise en abyme, viene esplicitato chiaramente.

Giudizio negativo sui libri di cavalleria

Cervantes: non seguono le 3 unità aristoteliche, non rispettano il principio della verosimiglianza. Nel 1524, Vives, in "De institutione feminae christianae", definisce i libri di cavalleria pestiferos perché parlano di armi e amore. Le donne non devono interessarsi alle armi, e l'amore era fuorviante per la condotta delle lettrici. Amadis rappresenta un cattivo esempio.

Il concetto di mimesis del verosimile non è ancora consolidato, le opere si distinguono tra storiche e inverosimili. Queste opere non educano il lettore alla razionalità. Nonostante ciò, i libri continuano a essere scritti.

Juan de Valdés - Dialogo de la lengua

Un personaggio, Murcio, chiede a Valdés perché legge i libri di cavalleria. Egli risponde che li ha letti tutti ed ha sprecato il suo tempo (anche Santa Teresa se ne pente).

Critiche

  • Stile: lingua arcaica. Nel Quijote, è lo stile del protagonista elemento di comicità.
  • Le cose: le menzogne dovrebbero rispettare coerenza e coesione testuale. Com'è possibile che nell'Amadis Perion faccia cadere a terra la spada e nessuno senta il rumore? Perion si accorge di aver perso la spada solo dopo giorni. Non è possibile che il padre di Helisena non si sia accorto di nulla.

Cervantes: Rucio, l'asino di Sancho, scompare e riappare all'improvviso, senza sapere che fine abbia fatto.

I primi capitoli del DC

Martin de Riquer sostiene che Cervantes voleva scrivere un cuento e non un romance perché i primi 8 capitoli hanno un inizio, svolgimento e una fine (impazzisce, va all'avventura e poi torna a casa).

Sancho Panza

Nome parlante.

Capitolo V: 1° sortida di Don Chisciotte

Don Chisciotte è investito cavaliere dal locandiere, quindi torna alla villa per procurarsi quello che gli manca. Il curato (rimedio religioso) e il barbiere (rimedio medico) lo accolgono. Selezionano i titoli da bruciare dalla biblioteca. Si salvano: la Galatea (opera di Cervantes), Sannazzaro, l'Amadis.

Cervantes non scrive testi di teoria poetica (ars compositiva), ma ci fa capire le sue idee dai dialoghi dei personaggi. Cap. 47: metaletteratura: riflessione si parla di cavalleria.

Capitolo 7: 2° sortida da casa

Stavolta è accompagnato.

Elemento carnascialesco

Sancho Panza è un nome da ambiente rustico, rimanda all'aspetto fisico e proviene dalla commedia carnascialesca.

Avventura dei mulini a vento - Capitolo 8

L'avventura dei mulini a vento contiene tre caratteristiche:

  • Brevità: è il più famoso, è la prima vera avventura di Don Chisciotte.
  • Prima avventura della seconda sortita di Don Chisciotte con Sancho Panza.
  • Modellica per la sua struttura interna: paradigmatica. Battaglia con i mulini: Sancho rappresenta la razionalità, dice che sono mulini dando una descrizione quasi tecnica.

Per i contemporanei è vista con la lettura comica: Filippo II, camminando per il palazzo, quando sentiva qualcuno ridere, o rideva perché era pazzo, o perché leggeva il Quijote.

Cartas Marruecas: si dice che ha anche una lettura seria ma non si chiarisce del tutto cosa sia. Cadalso intuisce l'ambivalenza del testo ma non ne capisce il motivo: il protagonista dice di aver letto un libro divertente, che però ha una componente seria.

Romanticismo

1799-1805: Shelling spiega cos'è l'eroismo di Don Chisciotte: è simbolo della lotta dell'ideale versus il reale. I filosofi idealisti dicono che la mancata integrazione è il prezzo della singolarità, tipico delle intelligenze non comuni.

Sismond de Sismondi: critico svizzero, definisce un personaggio tragico quando è condannato all'emarginazione. Di qui si capisce come Don Chisciotte va volontariamente alla disfatta, pur di non perdere il suo ideale.

Francisco Rico: è il più illustre ispanista, dice che è un'opera comica, ma c'è anche una lettura seria, tuttavia non spiega come sia possibile la compresenza di due componenti opposte. 1948: articolo sull'interpretazione dell'opera. 1969: studio monografico, DC, a funny book. Nel 1900 si predilige la lettura comica.

Giganti e torri

Altre parti dove si parla di giganti e torri: cap 5 pag 147 la nipote di Don Chisciotte spiega le ragioni per cui lo zio impazzisce; cap 47 (2° parte) pag 618 il canonico fa l'arringa contro i libros de caballeria. Riferimento ai giganti come nel cap 5 nella parte della sobrina.

Cap I (2° parte) p 41: gigante Morgante. En estas de gigantes pag 51 e 52: Davide e Golia. Parallelo nella Commedia dantesca (canto 21° dell'Inferno): Virgilio fa capire a Dante il suo errore (ovviamente si tratta di una fonte indiretta, non sappiamo se Cervantes davvero l'avesse letto).

Dante si trova nel lago Cocito, ovvero il Pozzo dei Giganti e gli sembra di vedere dei giganti. Così Dante testimonia un'esperienza analoga, condizionato dalla nebbia ma una volta superato il momento critico dell'errore psicologico-conoscitivo torna a stabilirsi in una condizione cognitiva sana.

Ritorneranno nella commedia per altre tre volte una comparazione con i giganti.

Ciò che anima il senso di quest'avventura è quell'errore che Don Chisciotte compie nel momento in cui la sua tradizione di riferimento (materia cavalleresca) comparazione mulini-giganti. Lui vittima della sua follia immaginativa stabilisce un'identità: giganti=mulini.

Icasticamente, come si svolge quel doppio salto? Con Don Chisciotte il problema è serio, il lettore non è portato a identificarsi. Il testo si fa carico di chiarire che non c'è nessuna causa esterna che legittimi l'errore del protagonista: né la distanza, né problema ambientale (oscurità, nebbia). I sensi di Dante funzionano, quelli di Don Chisciotte no. Perché si comparano i giganti alle torri? Per la stazza.

Dietro questa questione si può scorgere la sede della comicità e serietà dell'episodio. Il testo ospita entrambe queste due istanze non in maniera conflittiva, non in termini antitetici. Modello freudiano: witz si articola sul doppio momento identificazione/non identificazione. Don Chisciotte impiega un dispendio di energie superiore di quello richiesto per i mulini a vento, per questo il lettore si sente superiore a Don Chisciotte e pensa: se fossi io non spenderei tanta energia fisica per compiere quella stessa azione.

Comicità: situazionale, non solo sul piano fisico, ma anche sul piano di ragionamento. La comicità da situazionale diventa verbale quando il lettore sente quello che dice Don Chisciotte: le pale sono le braccia ecc., anche da un punto di vista verbale non s'identifica, per cui ride. L'esito comico è facile. Modello teorico: witz: l'istanza seria può emergere a patto che ci sia la lettura comica.

Ha una vittima seconda che di solito è un contenuto serio. Componente seria: l'errore di ragionamento non è giustificato da cause esterne, rende uguale ciò che è solo simile: mulini e giganti condividono la mole. Don Chisciotte sbaglia, è un errore mentale per aberrazione mentale, la capacità estimativa è corrotta e rielabora in maniera sbagliata.

Quello che risiede nella sua mente malata sono prodotti che non corrispondono alla realtà perché sono stati formulati male e lui li preleva e li sostituisce. Don Chisciotte è affetto da herois, è vittima di un essiccamento dell'umore per cui si infiamma la membrana e si genera l'alienatio mentis.

Lì dove c'è solo analogia, la metafora spinge all'eccesso e porta all'analogia. Estetica barocca sfrutta metafora dell'eccesso perché sfrutta il principio di analogia. Manca un modello che deve storicizzare il modello freudiano all'aneddoto del 1600, dall'ambito della psicanalisi alla storia delle idee.

Cultura rinascimentale: si basa su convinzione che il cosmo si fonda su quattro ordini: animale, minerale, vegetale. Quattro ordini sono in rapporto di simmetria e tensione armoniche (di armonia) verso gli altri. Episteme (concetto elaborato da filosofo francese), svolte epistemologiche: nuovo approccio alla conoscenza su basi diverse. Che significa che la conoscenza si basa.

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-LIN/05 Letteratura spagnola

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher frida26 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Letteratura spagnola 2 e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Napoli Federico II o del prof Gherardi Flavia.
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