Emozioni
Nozione e funzione delle emozioni
L'emozione costituisce un processo che prende avvio dall'interazione tra l'individuo e l'evento stimolo. In termini evolutivi, la principale funzione delle emozioni consiste nel rendere efficace la reazione dell'individuo a situazioni in cui è necessaria una risposta immediata ai fini della sopravvivenza, reazione che non utilizza processi cognitivi ed elaborazione cosciente. L'emozione ha inoltre effetto sugli aspetti cognitivi: l'interazione con l'evento stimolo genera una valutazione cognitiva che innesca la complessità della risposta emotiva. L'emozione non è il frutto dell'evento ma della valutazione che diamo all'evento. Le emozioni non sono solo un vissuto o un'espressione corporea; sono processi adattivi multidimensionali che permettono all'organismo di interfacciarsi in modo adeguato con l'ambiente.
Emozione come processo
L'emozione non è il frutto dell'evento ma della valutazione che diamo all'evento. Costituisce un processo che prende avvio dall'interazione tra l'individuo e l'evento stimolo; questa interazione genera una valutazione cognitiva che innesca la complessità della risposta emotiva. Le emozioni non sono solo un vissuto o un'espressione corporea; sono processi adattivi multidimensionali che permettono all'organismo di interfacciarsi in modo adeguato con l'ambiente. Questo processo, che si conclude con una risposta complessa, viene in certa misura controllato dall'uomo. L'individuo interagisce con un evento stimolo, intervengono le valutazioni cognitive e si ha una risposta personale: la premessa cognitiva determina la risposta.
Componenti della risposta emotiva
Le componenti della risposta emotiva sono: cognitiva, fisiologica, espressiva, motivazionale, soggettiva. Se non ci fossero i processi cognitivi non ci sarebbero risposte emotive. Le modificazioni fisiologiche avvengono a seguito dell'emozione e sono tanto più marcate quanto più sono forti le emozioni stesse. Gli esseri umani sono dotati di un repertorio espressivo molto vasto: modulazione della voce, della postura dell'espressione del volto, dei gesti. È inoltre possibile distinguere le emozioni in base ai cambiamenti nella tendenza all'azione: la componente motivazionale ha un ruolo fondamentale nella risposta emotiva (Frijda). Infine, è da sottolineare che l'emozione non va identificata con il sentimento (aspetto fenomenologico) ossia con il vissuto soggettivo. La componente che tentiamo di controllare maggiormente è l'espressività, ma tutte le componenti possono essere regolate.
Descrivere le componenti emozionali, e nello specifico una a scelta
- Componente cognitiva: Se non ci fossero i processi cognitivi non ci sarebbero risposte emotive. I processi cognitivi si realizzano in forma ricorrente: mentre si realizza il processo emozionale si raccolgono costantemente le informazioni, interne ed esterne al nostro corpo, che vengono sottoposte a processi cognitivi. I processi cognitivi ci permettono di portare avanti una costante azione di monitoraggio e di regolazione durante il processo emotivo. Se non ci fosse elaborazione cognitiva non ci sarebbe nemmeno il sentimento ossia l'esperienza soggettiva.
- Componente fisiologica: Le modificazioni fisiologiche dell'organismo avvengono sempre in seguito alle emozioni e sono tanto più marcate quanto più sono forti le emozioni stesse. Esistono parametri oggettivi per ogni sistema o apparato con cui è possibile misurare l'intensità della modificazione:
- SNC: a seconda delle emozioni che si provano si attivano determinate zone del cervello.
- SNA: il sistema simpatico attiva il corpo per una situazione di emergenza sollecitando alcuni apparati e inibendone altri; il parasimpatico influisce sull'attivazione in senso inverso. Ha tempi di risposta molto più lenti del simpatico e può arrivare ad una reazione eccessiva di rebound che può portare alla morte (il cuore rallenta fino a fermarsi).
- Apparato muscolare: variazioni della tensione muscolare.
- Apparato cardiovascolare: il più coinvolto attraverso variazioni della frequenza cardiaca, della pressione arteriosa e della vasodilatazione dei capillari del volto (grande variabilità individuale e di genere).
- Apparato gastrointestinale: aumento della motilità intestinale all'intensificazione delle emozioni.
- Cute: aumento di sudorazione, variazioni della conduttanza e della resistenza cutanea.
- Organi interni e ghiandole endocrine: psico-neuro-endocrino-immunologia, adrenalina.
- Componente espressiva: Gli esseri umani sono dotati di un repertorio espressivo molto vasto. Le emozioni provocano modificazioni nella modulazione della voce, nella postura del corpo, nell'espressione del volto. Gli esseri umani dispongono del sistema mimico facciale più evoluto; le espressioni facciali emozionali difficilmente sono intenzionali; non sono socialmente apprese ma lo sono le regole sociali attraverso cui esprimerle. Le emozioni provocano modificazioni anche nei gesti: movimenti di parti del corpo, soprattutto gli arti superiori, che possono assumere una funzione di segnalazione. I gesti che hanno a che fare con le emozioni sono i cosiddetti movimenti di adattamento: ogni persona possiede un proprio repertorio (es: mordersi le unghie).
- Componente motivazionale: È possibile distinguere le diverse emozioni in base ai cambiamenti nella tendenza all'azione. È la componente motivazionale ad avere un ruolo fondamentale nella risposta emotiva. Frijda analizza 3 aspetti del vissuto emozionale, rispetto alla consapevolezza:
- Consapevolezza del modo in cui la situazione stimolo ci appare: attesa o inattesa, piacevole o spiacevole.
- Consapevolezza delle sensazioni organiche: sintomi, tensioni, turbamenti, rilassamento.
- Consapevolezza delle tendenze comportamentali: ognuno di noi ha un diverso grado di consapevolezza delle proprie emozioni (riconoscerle, denominarle, verbalizzarle, ecc).
- Componente soggettiva: Per molto tempo l'emozione è stata identificata completamente con il sentimento (aspetto fenomenologico) ossia con il vissuto soggettivo. A seconda dell'approccio teorico (introspezione, comportamentismo, cognitivismo) cambia il modo di vedere e considerare le emozioni.
Regolazione delle emozioni (emozionale)
Gli esseri umani non si limitano a provare emozioni ma tentano di regolarle e governarle. Tanto più siamo capaci di interagire con la realtà, tanto più siamo capaci di regolare le nostre emozioni. La regolazione può essere rivolta all'evento stimolo, ai processi di valutazione cognitiva, alle componenti fisiologiche, alle componenti espressive, motivazionali e soggettive e alle sequele psicologiche che derivano dalla risposta emotiva.
L'espressione delle emozioni
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Implicazioni cliniche e sociali della regolazione emozionale
Nel quotidiano ci sono eventi con i quali dobbiamo scontrarci necessariamente, ma abbiamo la possibilità di selezionare gli eventi che prevediamo potenzialmente suscitatori di emozioni favorevoli. Il nostro modo di valutare la realtà costituisce un'importante valvola di sicurezza: creiamo condizioni, interpretiamo, cambiamo giudizi e valutazioni. Secondo la psicanalisi i meccanismi di difesa sono uno dei modi con cui regoliamo la nostra valutazione cognitiva. Ogni individuo ha interiorizzato un repertorio di regole attraverso le quali è in grado di manifestare la propria espressività emotiva. La regolazione delle emozioni si realizza in modo diverso a seconda dei contesti e delle culture = display rules (Paul Ekman visione film americani/giapponesi). Un processo che svolge un'importante funzione di modulazione sulle conseguenze di un'emozione è l'esteriorizzazione delle proprie emozioni, che si manifesta attraverso la componente espressiva e comunicativa. Queste due modalità di esteriorizzazione delle emozioni hanno effetti a breve e a lungo termine sul benessere e sull'equilibrio dell'individuo. Alcuni autori hanno classificato gli individui in base agli stili di espressione emotiva: esiste una relazione importante tra capacità di verbalizzare i propri sentimenti ed altre capacità cognitive quali il fantasticare e l'immaginare.
Teorie delle emozioni
- James-Lange: in seguito all'attivazione fisiologica e alla messa in atto di un comportamento, si percepisce il vissuto soggettivo. Att.fis.→comportamento→vissuto sogg.= emozione.
- Cannon-Bard: attivazione fisiologica, comportamento e vissuto soggettivo sono attivati dal talamo e sono pressoché simultanei.
- Schachter-Singer: fanno parte dell'emozione anche fattori cognitivi: si ha un'emozione quando viene applicata una particolare etichetta ad una generica attivazione fisiologica. L'emozione è data dalla percezione di arousal (attivazione fisiologica) e dalla sua interpretazione cognitiva (appraisal).
- Frijda: è la componente motivazionale ad avere un ruolo fondamentale nella risposta emotiva. L'individuo non si limita a provare emozioni intervenendo sul proprio processo emozionale nel tentativo di controllarlo.
- Leventhal e Scherer: il rapporto tra attivazione fisiologica dell'organismo = arousal e valutazione cognitiva del dato emozionale = appraisal costituisce un punto nodale del processo emozionale. Tale processo prevede diverse fasi disposte in modo gerarchico, che consentono un'elaborazione dei dati sempre più complessa dal piano delle esigenze biologiche alle dinamiche interpersonali più sofisticate. L'informazione in entrata passa attraverso una serie di controlli da livelli elementari situati in basso nella scala ontogenetica e filogenetica a livelli più sofisticati che richiedono un adeguato sviluppo del singolo individuo e della specie. Scherer chiama questi controlli stimulus evaluation checks (SECs), ovvero controlli valutativi dello stimolo. Vengono individuati 5 SECs.
- Teoria neuro culturale di Paul Ekman: Nelle espressioni delle emozioni vengono coinvolte determinate strutture neuromotorie che creano le specifiche espressioni facciali. Programmi neuromotori innati mediati da regole apprese socialmente display rules regolano l'espressione delle emozioni (famosissimo studio risposte espressive di soggetti americani e giapponesi alla visione di film). Secondo Paul Ekman e Carroll Izard (1993/1997) le emozioni attivano programmi innati di espressioni facciali: il produrre determinate espressioni facciali ed esserne consapevoli, influenza l'esperienza emotiva soggettiva (penna tra i denti). Inoltre, Ekman e Izard condussero gli universality studies che portarono alla convinzione dell'esistenza panculturale di una serie di emozioni (sei emozioni primarie: rabbia, disgusto, paura, gioia, tristezza, sorpresa).
- Teoria di Le Doux: teoria del cervello emotivo. Lo stimolo emotivo raggiunge il talamo dal quale partono due vie: una via alta che va ad attivare la corteccia cerebrale, una via bassa che va ad attivare le strutture sottocorticali, in particolare l'amigdala. Questi due percorsi producono insieme il vissuto emotivo individuale.
Motivazioni
Motivazioni primarie biologiche o organiche
La distinzione tra motivazioni primarie e secondarie è oggetto di dibattito: le motivazioni primarie sono fondamentali, organiche, biologiche, necessarie alla sopravvivenza; le secondarie, frutto di apprendimento sociale, sono il risultato di processi di interiorizzazione e socializzazione. Negli anni '60 e '70 il tema della motivazione è stato molto approfondito ma il dibattito non è ancora risolto. Le motivazioni primarie derivano dal concetto di omeostasi, ossia costanza dei parametri biologici entro un determinato range. Quando l'equilibrio si altera vengono messi in atto comportamenti strumentali tesi alla ricostituzione dell'omeostasi. Motivazione organiche sono: fame, sete, sonno, termoregolazione, sesso.
Motivazioni secondarie
La distinzione tra motivazioni primarie e secondarie è oggetto di dibattito: le motivazioni primarie sono fondamentali, organiche, biologiche, necessarie alla sopravvivenza; le secondarie, frutto di apprendimento sociale, sono il risultato di processi di interiorizzazione e socializzazione. Negli anni '60 e '70 il tema della motivazione è stato molto approfondito ma il dibattito non è ancora risolto. Alcune motivazioni umane sono condivise con diverse specie animali: la curiosità, la competenza, la socialità.
- Motivazione alla curiosità o bisogno di esplorazione. È un indicatore del rapporto con l'ambiente: l'essere umano è dotato di un insieme di sistemi attraverso i quali è in grado di raccogliere una grande varietà di stimoli dall'ambiente; questa abilità va esercitata in quanto può essere persa. Esistono diversi livelli di stimolazione: ottimale, sottostimolazione, sovrastimolazione. La deprivazione sensoriale è una situazione in cui l'organismo non viene sollecitato né stimolato. Può essere: assoluta (teorica) = nessuno stimolo sensoriale colpisce l'organismo, o parziale = le conseguenze sono varie: variazioni d'umore, perdita del senso del tempo, grave calo di rendimento delle funzioni cognitive.
- Motivazione alla competenza. L'essere umano nell'agire quotidiano ha bisogno di mettere a frutto la sua capacità di agire, di sentirsi competente ed efficace, di padroneggiare e controllare l'ambiente. Il bisogno di competenza è presente fin dalla nascita e produce nel bambino la volontà di avere padronanza nelle aree: cognitiva, sociale e fisica. Se il bambino viene scoraggiato nei tentativi di padronanza, tende a sviluppare un bisogno di approvazione esterna che lo porta a sentirsi dipendente dal rinforzo dell'adulto, con conseguente riduzione della propria autostima e autonomia. Bandura (1977) ha proposto il costrutto di autoefficacia: la decisione di affrontare o meno una certa azione dipende dal fatto di pensare di essere in grado di portarla a termine. Mihály C. (1922 -) ha introdotto (1975) il concetto di flusso o esperienza ottimale di flusso: stato di coscienza in cui la persona è completamente immersa in un'attività. Si caratterizza per il totale coinvolgimento, focalizzazione sull'obiettivo, motivazione intrinseca, positività e gratificazione nello svolgimento del compito. Il concetto di flusso si è diffuso in vari campi di applicazione della psicologia: sport, spiritualità, educazione e seduzione.
- Bisogno di socialità o di affiliazione: l'essere umano interagisce con altri individui, a questo scopo ha sviluppato sistemi di comunicazione complessi. Al momento della nascita il bambino è completamente dipendente da altri (cure parentali): questa dipendenza dura più a lungo che in qualsiasi altra specie. I soggetti che subiscono deprivazioni gravi delle cure parentali nelle prime fasi dello sviluppo, possono manifestare gravi conseguenze a livello emotivo, cognitivo e fisico. Il soggetto adulto ha un bisogno significativo di relazioni interpersonali: tale bisogno varia nel tempo e da persona a persona. Due delle più importanti funzioni del contatto sociale nell'adulto sono rappresentate dal sostegno sociale e dal confronto sociale.
- Altre motivazioni secondarie sono specificatamente umane: bisogno di approvazione sociale, motivazione al successo e tendenza ad evitare il fallimento, motivazione a fare in modo efficace, motivazione al completamento, motivazione all'attribuzione, motivazione e volontà.
- Bisogno di approvazione sociale. Teoria di Marlow e Crown. Questo bisogno attraversa l'intero arco di vita: più forte da bambini, minore nell'età adulta. Nell'infanzia approvazione e disapprovazione sono usate dagli adulti come strumento di controllo. Marlow e Crown hanno dimostrato che un forte bisogno di approvazione sociale nasce da un livello medio/basso di autostima. Chi possiede un elevato bisogno di approvazione sociale è conformista, sceglie obiettivi di media difficoltà in modo da raggiungere scopo e approvazione sociale.
- Motivazione al successo e tendenza ad evitare il fallimento. Teoria di Atkinson. La motivazione alla riuscita dipende da due tendenze motivazionali contrapposte e conflittuali: tendenza al successo (speranza di riuscita) e tendenza ad evitare il fallimento (paura dell'insuccesso). Raggiunto il successo, la tendenza è quella di attribuire la riuscita al proprio impegno e alla propria capacità; ne deriva un desiderio di affinare le proprie capacità per affrontare compiti sempre più complessi. La tendenza ad evitare il fallimento porta invece a scegliere prove e compiti piuttosto facili oppure talmente difficili da non mettere in discussione, in caso di insuccesso, la propria abilità o il proprio impegno. L'emozione tipica che accompagna la tendenza ad evitare l'insuccesso è la vergogna anticipata, il compito può essere affrontato con rassegnazione o ansia. L'eventuale insuccesso viene interpretato come mancanza stabile di capacità personali da cui può derivare un sentimento di impotenza rispetto alla situazione.
- Motivazione a fare in modo efficace. Bisogno di realizzare con competenza: gli esseri umani tendono a impegnare il loro tempo in attività dovute (= lavoro). Recentemente Bandura, teorico dell'apprendimento sociale dei bambini e degli adulti, si è interessato di autoefficacia come ulteriore sviluppo sul bisogno di agire con competenza.
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