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Come nasce la città?

La città nasce con l'invenzione dell'agricoltura (IX-X millennio A.C.), in varie parti del mondo in diversi periodi (Asia 6000 a.C. ecc.). Nella prima fase, chiamata da Bairoch “Proto-Urbanizzazione” (dal V millennio al I millennio a.C.), l'uomo vive di caccia e pesca ed è nomade. Comincia a coltivare (orzo, grano, olivo) aumentando la produzione alimentare, che diventerà merce di scambio. La sedentarietà permetteva:

  • Il commercio e gli scambi
  • La disposizione di più cibo con conseguente crescita demografica causata dalla stabilità generata dall’agricoltura
  • La specializzazione dei singoli e la nascita di attività non legate alla sopravvivenza

Questo punto in particolare rappresenta l'embrione dell'essere città, con la nascita di un settore proto-terziario. Nascono le prime città pre-urbane: Gerico 8000 a.C. presenta resti di cinta muraria ed abitazioni che dimostrano la sedentarietà della popolazione. Col progresso delle tecniche nascono più città, più grandi, come fossero metropoli del tempo. Ur-Nassiriayh, ad esempio, aveva una differenziazione di servizi con una stratificazione sociale delle case, dei negozi e dei templi.

La città antica

Nella seconda fase della “Città Antica”, dalla metà del I millennio alla Rivoluzione Industriale, dalla zona continentale del vicino Oriente, la cultura “urbana” si sposta verso il Mediterraneo (Creta, Grecia), caso a parte costituisce la cultura egizia. Mycenae presentava una struttura concentrica intorno al potere. Nascono poi le polis come riflessione ponderata sulla città, e l'agorà. I Greci, come nel passato i Fenici, si spostarono attraverso la colonizzazione conquistando ad ovest (nella Magna Grecia) ed a est (nel Mar Nero). I Greci, insieme ai Romani, forzarono l'urbanizzazione. In seguito le colonie divennero più forti della stessa madre patria (Siracusa che sconfigge Atene). Le città romane erano fatte “con lo stampino”, erano tutte uguali. Con la caduta dell'Impero, tutto si rivoluzionò, mandando a “scatafascio” il sistema delle città. Per questo nel Medioevo troviamo tutte le nuove città arroccate su delle alture protette da mura e lontane dai molteplici pericoli. La diffusione urbana si ferma con la peste nera del 1348. Fu durante il Rinascimento che le città ebbero una ripresa. Ci si concentra sulle signorie, sul potere assoluto e sui palazzi reali.

La città moderna

Nella terza fase abbiamo la “Città Moderna”, dalla Rivoluzione Industriale al XX secolo. La Rivoluzione Industriale generò delle vere e proprie città industriali. La sovrappopolazione delle campagne unita al bisogno dei lavoratori nelle fabbriche fece sì che ci fu una vera e propria esplosione demografica (osmosi naturale: dalle campagne alle città). Si passò da poche città chiuse entro delle mura (che vennero per la maggior parte abbattute) ad un'Europa urbana. In Italia tutto questo sviluppo arrivò solo nel XX secolo. Nel ventennio fascista ci furono numerose città di nuova fondazione.

L'urbanizzazione del mondo povero

La quarta fase è quella dell'“urbanizzazione del mondo povero”. In questa fase, la città non è più sinonimo di sviluppo.

Città nel Medioevo e nel Rinascimento

Con l'Impero Romano d'Oriente e d'Occidente, le città si svilupparono maggiormente in pianura, ma quando l'Impero crolla, nel 476 a.C., ebbe impatti fortissimi sul territorio, i barbari distrussero molto. I siti diventano pericolosi: le pianure tornano paludi e le coste non sono più punti favorevoli al commercio, bensì punti facilmente attaccabili, si assiste quindi a:

  • La distruzione (Luni)
  • L'incastellamento: le città dovettero adattarsi elevandosi sulle vicine alture (San Marino)
  • La fortificazione delle città in pianura, seguendo il tracciato delle loro mura romane, o dissociandovisi costruendo nuove cinta murarie

I lati negativi furono:

  • La scarsa accessibilità delle strade
  • La ridotta mobilità urbana (salite, scale…)
  • Lo spazio limitato

Le città medievali sono quindi estremamente compatte con pochi spazi verdi. Il potere politico non è più unico: nascono i comuni (che porteranno a grandi dispute territoriali). Se ci troviamo in altura è normale creare mura rotonde intorno alla città. Le cinta murarie pisane sono state costruite larghe perché si prevedeva una crescita demografica (Pisa 11 km). Una città di minore importanza, con minore prospettiva di sviluppo, faceva mura più aderenti (Lucca: 4km). Gli Arabi iniziano a conquistare nuovi territori sul Mediterraneo dopo la caduta di Costantinopoli.

Le mura medievali

Come sono le mura medievali? Sono strette e alte, in quanto la guerra si faceva sfondando le porte con gli arieti e scavalcando le mura con le scale (si usavano archi, frecce, lance e spade). Il discrimine sarà poi con l'invenzione della polvere da sparo. Con la costruzione di mura, spesso tondeggianti (Padova, Treviri), la città da quadrata (romana) diventa radiocentrica, ellittica. Cittadella (Padova) è una città di fondazione medievale che nasce già tondeggiante, al tempo, la forma più semplice. Le strade anno a raggiera per poi portare verso le mura. Bari, in questa città sono state sfruttate le alture costiere per difendersi. Le mura sulla costa sono racchiuse da speroni. La città si amplia verso il mare con aspetto irregolare.

Le città diventano quindi sempre più complesse, caotiche, compatte per:

  • Mancanza di spazio, in quanto, se ci si trova su un'altura o se sono state costruite le cinta murarie non ci si può allargare
  • Presenza di pochissimi spazi verdi, la maggior parte del territorio è solo edificato
  • Valenza di tipo difensivo:
    • Strade strette e tortuose, servivano per disorientare i nemici
    • Edifici sviluppati in altezza, per minimizzare lo spazio ed evitare attacchi esterni

È quindi difficile orientarsi in una città medievale, al contrario di una città romana. Rimane centrale il concetto di piazza. L'importanza del popolo e della piazza viene presa dall'Agorà, ma riadattata, vicino alla piazza si trovano i palazzi del potere: la Chiesa e la Loggia dei Mercanti. Si trovano affacciati i palazzi del potere e i mercati. Rimane centro della vita della città per questo il cittadino doveva vedere i poteri che lo governavano.

Il Rinascimento

Nel Rinascimento le cose cambiano radicalmente. A livello politico si ha il superamento dei comuni:

  • Nascono le signorie governate da una o più famiglie, mettendo da parte le repubbliche. Il potere viene meno la democrazia e il potere diventa personale (si parla di Monocrazia). Non tutti i comuni diventano signorie, ma soprattutto i più potenti e importanti (Firenze), perciò nascono dissidi tra le varie signorie per chi debba avere il sopravvento. I comuni iniziano ad espandersi verso l’esterno. Nascono gli Stati Regionali.
  • Inoltre muta il modo di fare la guerra: vengono inventate le armi da fuoco: polvere da sparo, cannoni. Non serve più arrampicarsi o sfondare le porte, conseguentemente deve cambiare il modo di difendersi, perciò le mura diventano più spesse e nascono i bastioni, essi devono resistere a cannonate, perciò sono bassi e spessi e si trovano ad angolo, sugli spigoli, perché se fossero stati abbattuti non avrebbero preso il centro della città. Un esempio sono le mura di Lucca o Grosseto: lo spazio verde disboscato e piano davanti alle mura era tatticamente posto per far sì che i nemici non potessero appostarsi, poiché sotto la diretta mira di chi si trovava sopra le mura. Alcune signorie si impegnarono a espandere le mura oltre quelle medievali. Il centro della città non è più la piazza, ma il palazzo: ostentazione del potere di un’unica famiglia.
  • Si riscopre l’età classica e ritorna in voga il gusto: per es. la geometria. Oltre ad essere funzionale deve essere anche bella: dipinti e progetti di “città ideale” (Palmanova, Udine, città militare con doppio bastione a stella, raffinata dal punto di vista artistico, con piazza centrale esagonale da cui dipartono strade a raggiera). C’è una rivoluzione rispetto alle città caotiche medievali: Karlsruhe, Versailles Reggia di Caserta, città che si concentrano nel potere del signore, la piazza perde importanza.

Le città coloniali

L’età moderna inizia con la scoperta dell’America nel 1492, in generale con le grandi scoperte geografiche. Inizia quindi un altro periodo di nuova fondazione delle città con la colonizzazione di nuove aree:

  • Modello accampamento romano, con al centro una Piazza enorme (la plaza de Armas)
  • Sistema (incrocio ortogonale) street-avenue delle città americane di fondazione anglosassone

Città nella Rivoluzione Industriale

Si ha una rivoluzione agricola, aumentando le risorse alimentari e di conseguenza la crescita demografica. La Rivoluzione Industriale avviene principalmente in Inghilterra (Manchester, Londra) grazie sia all'invenzione della macchina a vapore, sia alle materie prime disponibili (carbone, ferro, lana) e molte provenienti dalle colonie (cotone). Avviene anche in Germania (Ruhr) e in Belgio (Fiandre), in Olanda e nell’Italia Settentrionale. Si passa dall’artigianato alla produzione in serie. La compagna è sovrappopolata e la città ha bisogno di manodopera per le nuove industrie. Avviene una migrazione di massa verso la città.

Il paesaggio urbano cambia, nascono grandi apparati produttivi lontani dal cuore delle città, nascono le periferie con quartieri per la nuova popolazione. Il paesaggio è caratterizzato da grandi fabbriche, proto-industrie, ciminiere, e il cielo è coperto da smog e nebbia, fornendo il primo clima di inquinamento. La città non può contenere cittadini e attività, si amplia verso l’esterno, abbattendo le mura per recuperare materiale. Nella zona di Firenze le mura abbattute vengono sostituite con grandi valli di circonvallazione, migliorando la circolazione di mezzi, merci e persone.

Una volta sviluppata l’industria, si cerca di trovare siti più adatti per ridurre i costi di trasporto. Da una parte le città si ampliano, dall’altra si ha una moltiplicazione di città nuove in insediamenti più adatti alla produzione. Le città sorgono dove le materie prime sono disponibili. Nascono le città fantasma: una volta finita, la produzione di quel materiale, la città di svuota e rimane deserta. È il caso di Sewell in Cile.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-GGR/01 Geografia

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