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Domande su Cartesio

1. Commenta "io sono, io esisto... Ed è necessariamente vero tutte le volte che lo pronuncio"

Questo estratto di “Meditazioni metafisiche” fu il primo passo che Cartesio compie per posizionare le fondamenta del suo metodo. Cartesio raggiunge la certezza fondamentale del suo pensiero quando si rese conto che possiamo mettere in discussione tutto, ma non posso mettere in discussione il fatto che in questo momento, noi stiamo pensando. Non posso essere sicuro che un oggetto esista realmente, non posso essere sicuro di nulla, ma certamente, se io sto pensando, questo mio pensiero che mette in dubbio tutto, esiste. Cartesio così raggiunge un punto fermo, una realtà chiara e distinta che è al di fuori di ogni dubbio.

2. Commenta "non sono un vento, un soffio..."

Cartesio distingue tra res cogitans e res extensa, dove la prima indica il pensiero e la seconda il mondo materiale. Ma essendo le caratteristiche sensibili fallaci, non è possibile averne conoscenza certa, ma, secondo Cartesio, questa realtà è vera ed esiste, poiché concepibile matematicamente. I corpi sono macchine dentro le quali noi siamo insidiati e il pensiero ne fa da guida. Non riesce a definire la res cogitans con una particolare sostanza materiale, di cui ribadisce impossibile la conoscenza certa (come un soffio o il vento) e riesce a definire l’intuizione della sua esistenza definendo ciò che non è, come esplicitato in questo frammento.

3. Commenta "sono una cosa che pensa, che dubita, che sente anche..."

Cartesio distingue tra res cogitans e res extensa, dove la prima indica il pensiero e la seconda il mondo materiale. Ma essendo le caratteristiche sensibili fallaci, non è possibile averne conoscenza certa, ma, secondo Cartesio, questa realtà è vera ed esiste, poiché concepibile matematicamente. Cartesio cerca quindi delle regole da applicare alla conoscenza tradizionale che permetta di distinguere il vero dal falso, ma è da rilevare che gran parte di essa si fonda sui sensi, che Cartesio ammette essere molte volte ingannevoli. Ciò implica che la sensazione non è negata, ma smentita dal pensiero che, in questo caso, si presenta sotto forma di dubbio. La conoscenza tradizionale, quindi, crolla con il dubbio iperbolico, che mette in discussione tutti i campi del sapere, anche quelli ritenuti certi (come la matematica, che non si fonda sui sensi, ma sulla ragione) e propone una conoscenza alternativa con il dubbio metodico, che consiste nel passaggio necessario per giungere alla verità. È quindi sul dubbio che si fonda il pensiero di Cartesio.

4. Commenta l'esempio del pezzo di cera

Con l’esempio della cera Cartesio spiega l’ingannevolezza dei sensi e introduce il concetto di idee innate. Se l’uomo si affidasse totalmente ai sensi non riconoscerebbe come una stessa sostanza la cera sotto forma solida e sotto forma liquida: solo l’intelletto può cogliere la mutevolezza e il divenire di un corpo, pur riconoscendone la stessa essenza. Il giudizio, quindi, non deriva dall’esperienza del sensibile, poiché essa è possibile solo per l’idea innata di estensione, ma dalla visione che la mente ha della realtà.

5. Commenta "Noi non concepiamo i corpi se non per la facoltà di intendere..."

Cartesio mette in dubbio la veridicità della conoscenza attraverso i sensi e afferma che nulla di ciò che conosciamo ci perviene dal modo in cui lo percepiamo, ma solo poiché abbiamo la facoltà di pensare. Ciò che fa da tramite tra il pensiero e l’esperienza sono le idee innate, attraverso cui filtriamo le informazioni dei sensi. Questo modo di pensare mette in discussione continua la realtà esterna e cede il primato di unica fonte di certezza al pensiero, essendo unica testimonianza attendibile di esistenza.

6. Commenta le obiezioni di Hobbes

La prima obiezione di Hobbes riguarda la distinzione tra res cogitans e res extensa in Cartesio è troppo netta: non è possibile separare totalmente il soggetto pensante dalla sua capacità di pensare, il che scioglie la distinzione netta tra materiale e immateriale, che per Hobbes arrivano ad essere due facce della stessa medaglia: questa conclusione coincide con la seconda obiezione. Con la terza obiezione viene commentata l’accessibilità all’essenza delle cose. Se per Cartesio, inoltre, l’essenza delle cose può essere colta dall’intelletto, Hobbes controbatte affermando che ciò che ci permette di cogliere l’essenza delle cose sono i loro nomi, quindi le convenzioni legate ai loro significati. A tali obiezioni tre sono le risposte: non vi è legame tra atti del corpo e pensiero, non esiste corrispondenza tra i modi di pensare e mondo esteriore, è l’immaginazione a fermarsi alla classificazione per nomi, l’intelletto li classifica per la loro essenza.

7. Commenta le obiezioni di Arnauld

L’obiezione di Arnauld riguarda il dualismo corpo-anima e sulla loro esistenza autonoma (riprendendo Agostino, obietta l’esclusione della corporeità): il corpo ha accezione positiva e non è sottoposto all’anima. La risposta a quest’obiezione è che tra spirito e corpo non può esistere comunicazione, la distinzione tra anima e corpo è reale, essendo queste due sostanze complete (è un rapporto di esclusione, l’anima non è prodotta dal corpo).

8. Commenta le obiezioni di Gassendy

Le obiezioni di Gassendy partono dal criticare l’intero discorso di Cartesio sull’esistenza, la quale, essendo un dato di fatto oggettivo, non ha bisogno di argomentazioni. Critica poi il dualismo corpo-anima e l’autonomia dell’ultima, quindi anche l’esclusione della corporeità dalla facoltà...

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-FIL/06 Storia della filosofia

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher FabioC di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia della filosofia 2 e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Perugia o del prof Vinti Carlo.
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