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Domande di teoria

Teoremi di Thevenin e Norton (enunciato e dimostrazioni di bipoli equivalenti):

Teorema di Thevenin:

Un bipolo attivo, lineare e tempo invariante equivale, agli effetti esterni ad un bipolo attivo di tipo serie avente per forza elettromotrice la sua tensione a vuoto e avente per resististenza quella vista ai suoi morsetti una volta reso passivo.

  • Dimostrazione:
  1. Applico il principio di sostituzione sostituendo il bipolo B con un generatore di corrente, di valore pari alla corrente effettiva I.
  2. Da cui, per principio di sovrapposizione cause effetti, si ha:

N⁰ = N⁰ + N⁰ = Eo - Req · II = I⁰ + I⁰

  1. Di conseguenza si ottiene che

N⁰ = la tensione a vuoto ossia la tensione sviluppata dalla parte elettrica quando I=0Eo = tensione a vuoto

Thevenin

Teorema di Norton:

Un bipolo attivo, lineare e tempo invariante equivale, agli effetti esterni, ad un bipolo attivo di tipo parallelo avente per corrente interna la sua corrente di cortocircuito e per conduttanza quella vista ai suoi morsetti una volta reso passivo.

  • Dimostrazione:
  1. Applico il principio di sostituzione sostituendo il bipolo B con un generatore di tensione, di valore pari alla tensione effettiva ns
  2. Da cui, per il principio di sovrapposizioni si ha:

N⁰ = N⁰ + N⁰ = 0 + N⁰

Nrs = N⁰ + N⁰ = (I + N⁰s)

I = I⁰ + I⁰ = Icc + Geq Nrs

  1. Di conseguenza si ottiene che

Icc = corrente di cortocircuito

Norton

Potenze in regime sinusoidale, Teoremi di Tellegen, Boucherot:

Potenza attiva:

P = VI cos Ψ [W]

Valori medio del trasferimento energetico nel semi-periodo, è la responsabile del trasferimentodegli effetti alla porta del bipolo.

Potenza reattiva:

Q = VI sen Ψ [VA]

È la potenza che alternativamente fluisce nelle reattanze senza essere trasformata in altreforme di energia. Quindi è possibile scambiarla solo se nei circuiti ci sono delle reattanze,mentre non può essere scambiata nelle resistenze perché un bipolo passivo non è responsabiledella variazione delle reattanze. Si scambia con il circuito a cui è collegato.

Potenza apparente (modulo delle potenze complesse):

S = √(P² + Q²) = VI [VA] triangolo delle potenze

Non ha significato fisico ma è un valore a livello tecnico in quanto è la massima potenzaprelevabile dall'edificio se fosse completamente attivo.

La potenza apparente è la somma delle potenze effettive e reattive.

Fattore di potenza:

PF = cos Ψ = P / S

Teorema di Tellegen:

k=1N N(k, l)·IkEk = 0

Ipotizzi fattori

k=1N Vk · Ik = 0 ⟹ ∑k=1N Sk = 0 ⟹ ∑k=1N (Pk + jQk) = 0 teorema di Tellegen in regime alternato sinusoidale

Corollario di Boucherot:

Il corollario di Boucherot deriva del teorema di Tellegen e introduce la conservativitàanche delle potenze attiva e reattiva: ∑k=1N Pke = 0 (∑k=1N Qke = 0)

Il metodo di Boucherot si basa sul bilancio della potenza, esso vorrà la sezione successiva.Il precedente circuito deve essere la stessa tensione e la stessa corrente.

La potenza complessa assorbita da un bipolo è uguale alla somma delle potenze complesseassorbite dagli elementi della compagnia lo stesso vale per la potenza attiva e quella reattiva.

LKC e LKT

1. LKC: La somma delle correnti entranti (entranti) in un nodo è uguale a zero. La somma delle correnti entranti in un nodo equivale a somma di quelle uscenti da esso (la carica non può accumularsi nel nodo).

     k=1N Ik = 0

2. LKT: La somma algebrica delle tensioni ordinatamente misurabili (con la stessa convenzione) lungo un percorso chiuso è uguale a 0.

     k=1N Vk = 0

Teorema fondamentale delle reti elettriche

Un rete di L lati è risolubile, cioè è possibile individuare le 2L incognite corrispondenti alle tensioni e correnti di lato, avvalendosi delle equazioni e le equazioni costitutive L e delle equazioni di indipendenza traindependent conseguenti alle LKC e LKT: vista la distinzione che se N sono i nodi, una rete è caratterizzata da S equazioni indipendenti si può basate sulla LKC e L-1 (N-1) equazioni di lati indipendenti basate sulla LKT.

Introduca il modello circuitale del trasformatore monofase...

1. Il modello completo di un trasformatore monofase è il seguente:

 R1, R2

 x1, x2

 r0      R1 Resistenza avvolgimento primario

     x0 R2       Resistenza avvolgimento secondario

          x0 flusso dispersione dell'avvolgimento

          xn2 nel 2o avvolgimento

r0: Prelievi di potente... a vuoto

x0: ... potenza electrical magnetization del nucleo ferromagnetico

2. Il modello ridotto (a T) è il seguente:

 rcc, xcc

       r0, x0

   xcc Potenzie elettronica dispersione in corto circuito

   Pcc: ... power dissipati per rcc

   P0: Potenzie difficulti a vuoto x0

Questi parametri si ottengono ... prova a vuoto e prova corto circuito:

- Nella prova a vuoto si allisma il circuito primario con una tensione nominale e si lascia apcertain il secondar... executor.

- Le prove in cortocircuito invece alimentano il primario con una tensione ridotta tale per cui ssorrono negli avvolgimenti le correnti nominali.

5x

5x

- Definizione di auto e mutua induttanza e calcolo delle forze nei circuiti magnetici ed energia accumulata in un mutuo induttore.

- L'autoinduttanza è definita come: N2dove Nè il numero di spire dell'avvolgimento ed Req la resistenza equivalente del circuito magnetico. L'autoinduttanza è la grandezza fisica che lega la corrente che scorre nel circuito con il flusso del campo di induzione magnetica. È generata dalla corrente i.

- La mutua induttanza invece è definita come: M = N1N2dove Nindice il numero di spire degli avvolgimenti, N2quello del Req la resistenza equivalente del circuito. La mutua induttanza è l'induttanza tra due circuiti elettricamente separati quando il campo magnetico generato da uno esercita una forza elettromotrice sull'altro e viceversa, creando un flusso magneticoconcatenato tra i due avvolgimenti.

- Si misurano entrambe in Henry: [H].

- L'energia magnetica accumulata in un mutuo induttore è definita come:

W = 1/2 L1i1(t)2 + 1/2 L2i2(t) + L12i1(t)i2(t),dove L1 ed L2 sono le autoinduttanze ed i1 ed i2 le relative correnti circolanti negli avvolgimenti.

- L'energia in un circuito magnetico si accumula nel traferro in quanto esso possiede flusso, campo e tensione magnetica. In particolare, l'energia accumulata nel traferro vista glieffetti esterni è pari a:W = 1/2Li2,con l’induttanza

- Ora studiamo il caso di un traferro avvicinato ad un'ancora mobile:

Sull’ancora mobile girano delle forze meccaniche date da:

F = (Φ2 / 2μ0S),dove Φè il flusso magnetico, μ0la permeabilità magnetica del vuoto (μ0 = 4π . 10-7 H/m)ed Sla sezione del traferro.

La forza agente al traferro invece sarà pari a:

F2= (Φ2 / 2μ0S)

Il segno negativo indica che il traferro attrae l’ancora mobile per ridurre lo spazio vuoto e giungere alla condizione di minima energia.

Bipoli elementari: definizione e legami costitutivi

I bipoli elementari sono: bipoli generatori (generatore ideale di tensione e generatore ideale di corrente), bipoli conservativi (induttori e condensatori) e bipoli resistori.

L'equazione costitutiva di un generatore ideale di tensione è:

V(t) = Ve

Per un generatore ideale di corrente:

i(t) = a(t)

Per un resistore:

V(t) = Ri(t) (Legge di Ohm)

Per un condensatore:

q = CV

i = C

Per un induttore:

U = L

  • i
  • I bipoli generatori erogano una potenza uscente pari a quella entrante: Pe = Vi.

    I bipoli conservativi, invece, riguardano l'accumulo di energia all'interno di un campo magnetico o elettrico prodotto dal bipolo stesso:

    Wc = 1/2CV2 (condensatori)

    WL = 1/2Li2 (induttori)

    I bipoli resistori, invece, dissipano energia per effetto Joule, quindi trasformando calore con potenza termica: Pt = Vi.

    Teorema di Millman:

    Il teorema di Millman enuncia che, sia data una rete bimodale costituita da N bipoli in parallelo di tipo generatore reale di tensione e generatore reale di corrente, la tensione tra i due nodi è data da:

    VAB = Σ/NA

    con NE = numero generatori di tensione

    NA = numero generatori di corrente

    9) Rifasamento di un carico industriale (caso monofase)

    Il rifasamento di un carico industriale si effettua per ridurre al minimo le dispersioni di potenze nel sistema. Il cosφ è il fattore di potenza e identifica l’angolo di rifasamento. Più cosφ è alto, più il sistema è capace di rifasamento. Si definisce PF (power factor), ideale sarebbe cosφ=1 ma avrei dei costi troppo elevati dovuti alle cadute induttive se cosφ<0,8 non posso collegare un carico alla rete. In genere dunque si rifasa con valori di cosφ0,9 o superiori, che sono valori che rendono stabile la rete, ossia che permettono di trasmettere il potenziale elettrico con un minor rischio di blackout. Ora ricavo la formula di dimensionamento delle capacità di rifasamento:

    Per il triangolo delle potenze

    Qc= Pc tg(ψrif) = Pctg(ψ)

    Qcons= Pctg(ψ) - tg(ψrif)

    Qcons= Qc + QL

    Dove Qcons è la potenza reattiva che il condensatore deve generare per rifasare il carico Qcons= V2/XC - W/CV = 2πf CV2

    • uguagliando, ottengo che:

    Pd[tg(ψc= tg(ψrif)] = 2πf CV2

    ⇒ C = Pc[tg(ψ) - tg(ψrif)]/2πf V2

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    Ingegneria industriale e dell'informazione ING-IND/33 Sistemi elettrici per l'energia

    I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher marco.castiglioni99 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Principi di energia elettrica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Politecnico di Milano o del prof Dolara Alberto.
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