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UNITA' 1 - INTRODUZIONE ALLA FRUTTICOLTURA

1) Dare la definizione di “Cultivar”, “Clone” e come si indica il nome

scientifico completo di una pianta

coltivata.

CULTIVAR : insieme di individui coltivati che si distinguono per alcuni caratteri,

morfologici, fisiologici, citologici, chimici o altri, e che se riprodotti sessualmente o

asessualmente mantengono questi caratteri distintivi. CLONE : cultivar propagata

agamicamente (innesto, talee, divisioni), è un insieme di individui geneticamente

uniforme, proveniente da un solo individuo

2) Descrivere brevemente che cosa si intende per “Centro di origine”

secondo Vavilov e il numero di centri di origine per le specie da frutto.

CENTRI DI ORIGINE (VAVILOV) (Luogo di massima diversificazione di una specie)

OTTO CENTRI GENETICI DI ORIGINE PER LE SPECIE DA FRUTTO

UNITA' 2 - FILIERA DI PRODUZIONE FRUTTICOLA E QUALITA'

4) Tradizionale e industriale

-Equilibrio e basso impatto 1) Maggiore variabilità/cultivar policlonali 2) > dimensione

albero, 3) Utilizzo risorse disponibili 4) Difesa a basso impatto

-Elevato impatto – Elevati input/Elevate rese 1) Omogeneità/varietà brevettate 2)<

dimensione/ >densità 3) Portinnesti deboli/sostegni 4) Difesa chimica/calendario –

suscettibilità 5) Riduzione costi manodopera

3) Dare la definizione di “Frutticoltura Integrata

Produrre vantaggiosamente riducendo l’uso dei pesticidi 1) Vocazionalità (suolo,

ambiente, specie con idonee varietà resistenti e tecniche accurate e distanze ottimali)

2) Integrata con monitoraggio e mezzi biologici (dati agrometeo, trappole feromoni) 3)

Tecnica colturale (gestione pianta, nutrizione) 4) Difesa secondo disciplinari di

produzione controllo biologico – riconoscere gli insetti utili e difenderli o controllo

chimico 5) Tracciabilità prodotto - Vendita Grande distribuzione - marchi di qualità

integrata

4) Dare la definizione di “Frutticoltura Biologica

Riequilibrio (basso impatto) 1) Vocazionalità – resistenza 2) Ripristino delle difese

naturali - riconversione 3) Equilibrio pianta/ambiente e radice/suolo (solo dopo diversi

anni) 4) Gestione nutrizione e difesa (prodotti consentiti dal disciplinare – chimici di

origine naturale) 5) Qualità e distribuzione di nicchia

5) Descrivere i principali indici di maturazione chimici dei frutti.

• Zuccheri totali Zuccheri Predominanti nei frutti Solubili: Fruttosio, glucosio

(saccarosio) Misurati per via rifrattometrica come zuccheri totali, ed espressi in °Brix. •

Acidità Citrico Fragola, Piccoli Frutti (Mirtillo, Lampone, Mora, Uvaspina, Ribes), Agrumi,

Kiwi. Malico Melo, Pero, Albicocco, Ciliegio, Pesche/Nettarine, Susine, Fico. • Amido

totale Insolubili: Amido (polisaccaride, costituito da Amilosio e Amilopectina)

6) Descrivere i principali indici di maturazione fisici dei frutti.

FORMA Definizione dello standard varietale (piatta, rotonda, conica, etc.), del rapporto

altezza/diametro, simmetria valve. •CALIBRO–PESO Suddivisione in categorie

•COLORE: -COLORE DI FONDO. Indicazione per categorie varietali (tonalità verde –

giallo) -SOVRACOLORE. Estensione (% superficie), tonalità, distribuzione. •SUPERFICIE

DELLA BUCCIA Liscia, ondulata, lenticelle, rugginosità, resistenza. •POLPA Colore,

consistenza, stabilità. •PEDUCOLO. Presenza/assenza, lunghezza, curvatura.

7) Raccolta precoce e tardiva

Prec: pezzatura insufficiente, peso ridotto, deficit di sapore, avvizzimento, butteratura

Tardi: cascola del frutto, vitrescenza, deficit acidità, riscaldo da senscenza,

rammollimento

8) maturazione caratteri chimici e sensoriali

• Zuccheri totali • Acidità • Amido totale

Consistenza (durezza, croccantezza, succosità, farinosità) - Aspetto (colore, forma,

pezzatura, difetti, lucentezza, cerosità) - Sapore (dolcezza, acidità, astringenza, amaro,

aroma ecc..)

9) Etilene nei frutti

Aumento della respirazione • Idrolisi dell’amido (aumento di zuccheri semplici •

Degradazione della clorofilla e sintesi di pigmenti (antociani e carotenoidi) •

Diminuzione di acidi organici e tannini (diminuzione dell’astringenza) • Idrolisi dei

polisaccaridi di parete e intenerimento della polpa

7) Quali sono le problematiche relative ad un eccessivo carico dei frutti in

una pianta?

Riesce a maturare ma ci vuole piu tempo, in alcune varieta se dirado troppo i frutti si

spaccano per troppo accumulo

8) La misura del colore nei frutti secondo lo spazio di colore L*, a*, b*.

spazio di colore lap che è definito da 3 numeri, L (luminosita, corrisponde all’asse zeta)

a e b (sono le coordinate cromatiche e rispettivamente a appartiene all’asse x e b

all’asse y) . Il tutto viene rappresentato da un cerchio con asse z, x , y. L*= luminosità

a* e b* = coordinate di cromaticità C = Chroma= saturazione del colore (intensità del

colore) è l’ipotenusa del triangolo che abbiamo ottenuto con le coordinate eindica

l’intensita del colore

9) Descrivere la metodica e la strumentazione utilizzata per la

determinazione degli zuccheri nei frutti.

Zuccheri Solubili: Fruttosio, glucosio (saccarosio) Misurati per via rifrattometrica

espressi in °Brix. Insolubili: Amido. Si mette una due goccine di succo del frutto e si

sfrutta il grado di rifrazione della luce. Calcola di quanto i raggi vengono rifratti dal

succo. Piu l’angolo di rifrazione è elevato piu quel succo contiene dei soluti.

Il grado brix esprime in percentuale i solidi solubili presenti in quelle gocce di succo.

Se il risultato è 10 vuol dire che presenta un 10% di solidi solubili che per la maggior

parte sono zuccheri.

10) Descrivere la metodica e la strumentazione utilizzata per la

determinazione degli acidi nei frutti.

Facciamo un titolazione con soda 0,1 normale, andiamo a neutralizzare il succo acido

dei nostri frutti con la soda. Mi fermo ad aggiungere soda quando tutta la soluzione è

passata al blu. Usiamo una buretta graduata Alla fine della titolazione so quanti ml di

soda ho messo in 10m di succo, quei ml di soda rappresentano 5 milli equivalenti di

soda su 100 ml di succo.

11) Descrivere la metodica per la determinazione dell’amido nei frutti.

Per capire la quantita di iodio nei frutti li tagliamo e li mettiamo a bagno con la parte

tagliata verso il basso con una soluzione di ioduro di potassio. Lo iodio si lega all’amido

e visivamente vediamo una colorazione bluastra, la parte blastra è a parte che ha

assorbito e legato lo iodo ed è la partein cui è presente l’amido. Se io ho un furtto

completamente blu significa che è acerbo perche ancora tutto l’amido è presente. Se è

presete poco blu signifia che l’amido è stato degradato e che il frutto non è acerbo.

12) Differenza tra frutti climaterici e aclimaterici.

Frutti climaterici Caratterizzati da un repentino e transitorio aumento della

respirazione (climaterio) alla fine della fase di distensione Mele, pere, pesche, susine,

banane Frutti aclimaterici Attività respiratoria decresce progressivamente fino alla

senescenza • Uva, ciliegia, fragola

13) Descrivere i parametri che possono essere modificati in cella frigorifera

per migliorare la conservazione dei frutti.

Pesche e nettarine: intervallo tra la raccolta e il consumo dovrebbe essere limitato a

pochi giorni (circa 7) Si deve pertanto ricorrere alla conservazione, che non dovrebbe

superare, per evitare eccessivi decadimenti qualitativi, i 15-20 giorni, se in

refrigerazione normale e i 25- 30 giorni se in Atmosfera Controllata (AC). Melo: Per

questa specie sono utilizzati soprattutto la durezza, il test dello iodio e talora residuo

secco rifrattometrico, acidità titolabile.

UNITA' 3 - LE PRINCIPALI SPECIE APPARTENENTI AL GRUPPO DELLE POMACEE

MELO

14) ) La biologia fiorale del melo (fiore, strutture, impollinazione ecc…)

Fiori: riuniti in gruppi di 4-9 a formare un’infiorescenza a corimbo provvista di una

rosetta di foglie alla base. La fioritura inizia con il fiore centrale chiamato anche “King

Flower”. -5 petali bianchi -5 sepali persistenti - circa 20 stami - Ovario infero con 5 stili,

5 stigmi, 5 logge carpellari. Impollinazione: entomofila (autoincompatibilità

gametofitica) mentre c’è intercompatibilità tra gruppi varietali

19) caratteristiche botaniche

Portamento: eretto, espanso, pendulo (a seconda dell’angolo di inserzione dei rami

sul fusto)

Frutto: Pomo (falso frutto) deriva dallo sviluppo del ricettacolo e in parte da quello

dell’ovario. Presenta due incavi: Uno peduncolare detto Cavità peduncolare, Uno

calicino detto Cavità calicina dove sono situati i resti dei sepali. Il frutto: deriva dalla

concrescita dei tessuti carpellari e del ricettacolo e avvolge i 5 carpelli

21) habitus

Habitus Standard: caratteristiche del melo comune precedentemente descritte

Habitus Spur (portatore di lamburde): caratterizzati da minor vigore, portamento

delle piante compatto, con internodi ravvicinati, portamento assurgente, ricchi di

lamburde. Habitus intermedi o semispur: non riconducibili a nessuno dei 2 tipi

precedenti

22)Liste varietali

•riduzione di errori nella scelta varietale; •utilità nel programmare le nuove

piantagioni; •sufficiente completezza nelle informazioni fornite; •oggettività

dell’informazione fornita

18) La classificazione delle cultivar di melo.

-destinazione del prodotto: Mele da consumo fresco,Mele da industria -Adattabilità alle

diverse zone climatiche : Alpina Pedemontana Pianura Sud Italia -Epoca di

maturazione Mele estive (luglio – agosto) Mele autunnali (settembre) Mele invernali

(da ottobre in poi)

21) Quali portinnesti di melo sono più indicati per impianti ad elevata

densità? Descrivere le caratteristiche,

MM 106: Precoce entrata in produzione Buona efficienza produttiva Resistente a siccità

e ad afide lanigero Ottimo ancoraggio. MM 111: Ottimo ancoraggio Resistente all’Afide

Lanigero Resistente a siccità

23) Melo: descrivere le caratteristiche principali del gruppo …………….(2

gruppi).

Golden delicious: buona pezzatura forma tronco conica, il colore buccia giallo-

verde, lenticelle pronunciate, la polpa è croccante, sapore dolce, leggermente acido.

Pianta: Albero di medio vigore, portamento espanso, di facile gestione e produttività

costante.

FUJI: elevata pezzatura, bicolore, a polpa soda e croccante; sapore dolce; il

sovracolore uniforme o striato. Pianta:difficile gestione e tendenza all’alternanza. La

regolazione della carica produttiva e ottenimento di colorazione attraente dei frutti

sono i principali problemi agronomici.

24) Metodi di controllo della carica produttiva nel melo.

intervenendo su gemme a frutto, fiori, frutticini con lo scopo di migliorare la

produzione commerciale Diradamento delle gemme : eliminate le gemme mal

esposte alla luce, Diradamento dei fiori con strumenti Meccanici: costituiti da aste

rotanti con pettini che battono le strutture fiorali, Diradamento dei fiori con prodotti

Chimici: sfruttano l’azione causticante di alcune sostanze, Diradamento dei frutticini

26)I principali obiettivi del miglioramento genetico nel melo.

Ricerca di mutanti per i principali gruppi varietali (Red Delicious spur -Golden Delicious

-Gala -Jonagold), Costituzione di nuove varietà diverse da affiancare ai precedenti

gruppi varietali (Braeburn -Fuji -Pink Lady -Ticchiolatura Resistenti)

20) Quali portinnesti di melo sono più indicati per impianti a bassa densità?

Descrivere le caratteristiche.

M9: Apparato radicale superficiale e fragile Resistente a Phytophtora , Veloce entrata

in produzione. Sensibile al freddo (-20) Necessita di sostegni

M 26: Apparato radicale più resistente dell’M9 Veloce entrata in produzione Necessita

comunque di sostegni

25) Quali sono i principali indici di maturazione utilizzati per i frutti di melo

destinati alla conservazione?

Individuazione del periodo di maturazione: l’uso di indici oggettivi di maturità. Per

questa specie sono utilizzati soprattutto la durezza, il test dello iodio (lunga e media

conservazione) e talora residuo secco rifrattometrico, acidità (commercializzazione a

breve termine).

26) Impollinatori

Nei frutteti monovarietali, da inserire almeno il 10-15% di impollinatori in sesto o fuori

sesto. Interessante risulta l’utilizzo della cv Granny S. poiché presenta una fioritura

precoce e costante negli anni e scarsa sensibilità a prodotti diradanti (su fiori)

17) Descrivere il frutto delle drupacee e delle pomacee

Frutto: Pomo (falso frutto), deriva dalla concrescita dell’ovario con il ricettacolo.

Partenocarpia: sviluppo del frutto senza fecondazione. Drupa: L’epicarpo è sottile e

membranoso, mentre il mesocarpo è carnoso; l’endocarpo risulta sclerificato cioè

legnoso ed è costituito da uno o più nòccioli di solito con un solo seme

22) I principali rami fruttiferi delle pomacee e descrizione.

MELO: Rami a legno: Succhioni e polloni. Rami a frutto: - Lamburde vegetative (dardi) -

Lamburde fruttifere - Borse - Brindilli (coronati e non) - Rami misti

PERO: I principali rami a frutto nel pero: - Lamburde (vegetative, fruttifere, spinose) -

Borse - Brindilli - Rami misti

PERO

16) Cosa si intende per autoincompatibilità e sterilità di tipo “gametofitico”?

è l'incapacità di una pianta ermafrodita a produrre semi tramite autoimpollinazione. è

un meccanismo creatore di nuova variabilità genetica. Tipo gametofitico: Locus S

presente nel cromosoma 17 costituito da 3 parti: 1. Determina il tipo allelico 2 e 3

controllo attivazione reazione incompatibilità Ap (polline) e As (stilo)

19) La classificazione delle cultivar di pero.

SPECIE ASIATICHE (Orientali) (Cina - Siberia – Corea) calice persistente, frutto medio

con poche sclereidi utilizzato in zone fredde e come portinnesto Pyrus pyrifolia Nak.

(Cina – Corea - Giappone) Frutto maliforme, rugginoso, ricco di sclereidi. Buon sapore,

scarsa acidità. Sepali caduchi.

SPECIE EUROPEE (Occidentali) Europa – Bacino Mediterraneo Le principali specie

europee sono 4 la più importante è il Pyrus communis

15)La biologia fiorale del pero (fiore, strutture, impollinazione ecc…)

Fiori: sono riuniti in gruppi di 5-15 a formare un tipica infiorescenza a corimbo

provvista di una rosetta di foglie alla base. - 5 petali bianchi ( a volte rosei) - 5 sepali

persistenti (specie europee) o caduchi (specie orientali) - circa 20 stami - ovario

pluricarpellare con 5 stili e 5 logge carpellari (2 ovuli x loggia.

Impollinazione: in genere entomofila (poiché quasi tutte le varietà presentano una

autoincompatibilità gametofitica)

16) Caratteristiche botaniche

Albero: di dimensioni medio-elevate (fino a 20 m), di forma piramidale (raramente

arbusto), deciduo (raramente sempreverde), a volte spinoso. Frutto: Pomo (falso

frutto), deriva dalla concrescita dell’ovario con il ricettacolo

17) Modelli di fruttificazione

WILLIAM - Coscia Fruttificazione: Piante giovani: rami di un anno (brindilli) o misti

Piante mature: anche su lamburde portate da legno vecchio (30%) Potatura: tagli di

diradamento dei rami di un anno e non di raccorciamento per evitare l’asportazione

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Scienze agrarie e veterinarie AGR/04 Orticoltura e floricoltura

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher vuvi123 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Frutticoltura e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università Politecnica delle Marche - Ancona o del prof Capocasa Franco.
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