Parte prima
1 – Quali sono gli aspetti caratterizzanti l'azienda come coordinazione economica?
Gino Zappa, fondatore dell'economia aziendale in Italia, ci dà due definizioni di azienda. Nella prima la definisce come "coordinazione economica in atto, istituita e retta a soddisfacimento dei bisogni umani" e considera l'attività nel suo aspetto oggettivo. La definisce poi come "istituto economico atto a perdurare, che, per il soddisfacimento dei bisogni umani, ordina e svolge in continua coordinazione la produzione, o il procacciamento e il consumo della ricchezza", in questo caso egli considera il carattere strumentale delle aziende che è quello di soddisfare i bisogni umani. Identifica la disciplina come scienza del governo o dell'amministrazione delle aziende; tale governo punta a ricondurre a un unico fine una pluralità di atti e operazioni.
2 – Quali sono gli aspetti caratterizzanti l'azienda come istituto?
Gino Zappa definisce l'azienda come un istituto dove vi è una stretta relazione tra volontà dei soggetti a istituirla e l'esigenza di soddisfare determinati bisogni umani, i quali costituiscono la stessa ragion d'essere dell'azienda.
3 – Perché l'economia aziendale viene definita la scienza del governo e dell'amministrazione delle aziende?
L'economia aziendale è così definita in virtù del significato dei due termini che la compongono. Il termine economia deriva dalla fusione di due termini greci: casa e norma; vale a dire quindi “governo della casa”. Essa nasce con riferimento al governo della famiglia, che nell'antica Grecia svolgeva non solo attività domestiche, ma anche attività di tipo imprenditoriale, agricole o artigianali. Il termine azienda, definito da Zappa, fa riferimento a un istituto realizzato da uomini allo scopo di soddisfare determinati bisogni. Da ciò si ha l'identificazione della disciplina come scienza del governo e dell'amministrazione aziendale.
4 – In che cosa differisce il significato del termine “azienda” nelle discipline giuridiche rispetto all'economia aziendale?
Il codice civile definisce l'azienda come "il complesso di beni organizzati dall'imprenditore per l'esercizio dell'impresa" mostrando di prediligere una concezione statica e patrimoniale rispetto a quella dinamica dell'economia aziendale. L'ottica giuridica si focalizza sull'elemento patrimoniale considerando l'azienda come l'effetto patrimoniale dell'attività dell'imprenditore, effetto nel quale si rispecchia il principale fondamento della garanzia dei terzi creditori.
5 – Quali sono i principi di governo per la continuità e lo sviluppo delle aziende?
Sono: il principio di progresso, di unità e finalismo aziendale, di economicità, di solvibilità, di autonomia, ed infine efficacia ed efficienza. Gli effetti di tali principi consentono all'azienda di progredire nella sua capacità di soddisfare determinati bisogni determinando, quindi, una crescita del benessere degli individui che comunque ne vengono coinvolti.
6 – Enunciare il principio di progresso e spiegarne sinteticamente il significato
Il principio di progresso afferma che è necessario che l'azienda abbia una tensione, un progressivo divenire, all'accrescimento della disponibilità di beni utili al soddisfacimento dei bisogni umani. Il progresso non deve essere solo materiale ma coinvolgere anche la realizzazione della personalità degli uomini che così facendo realizzano anche se stessi. Il progresso dell'uomo è essenziale per la vita delle aziende. Per progresso non si deve intendere un accrescimento quantitativo, ma anche qualitativo, con riferimento alla personalità degli uomini coinvolti nell'attività aziendale. Questo, infatti, se vede il lavoro come un’opportunità di crescita e di realizzazione, si sente più propenso a sottoporsi a sacrifici, senza pensare di essere sfruttato.
7 – Enunciare il principio di unità e spiegarne sinteticamente il significato
Il principio di unità è un principio essenziale poiché le aziende che sono divise al loro interno e dominate da confusione di intenti, di valori cui aspirare, in genere non sopravvivono nel tempo. È un principio che afferma che all'interno di un'azienda tutte le risorse e le operazioni che coinvolgono queste risorse devono essere tra loro collegate, coordinate e coerenti. L'azienda è un'entità teleologica, cioè si muove in relazione a un fine che è la soddisfazione dei bisogni umani.
8 - Enunciare il principio di economicità e spiegarne sinteticamente il significato
Il principio di economicità è condizione perché si possano raggiungere e realizzare progresso e sviluppo. Questo esprime la capacità dell'azienda, attraverso la sua attività, di reintegrare in un tempo anche non breve i suoi investimenti. È un principio che deve configurarsi nella relazione esistente tra il valore delle risorse impiegate nella gestione delle aziende e il valore di quelle che dalla medesima gestione vengono generate ed è legato prevalentemente alla gestione operativa. La condizione di economicità si verifica qualora esista un differenziale positivo tra il valore dei realizzi e quello degli investimenti consumati nei processi di trasformazione, aumentato del valore degli interessi relativi alle risorse finanziarie prese in prestito.
9 – Descrivere il ciclo processuale tipico e darne la rappresentazione grafica
Sono: finanziamenti, investimenti, trasformazioni, realizzi. Per svolgere qualsiasi attività di carattere aziendale servono dei mezzi finanziari che, di norma, vengono messi a disposizione dai soggetti stessi che intendono intraprendere l'attività, conferendo del denaro a titolo di capitale proprio; molto spesso, però, questo non risulta sufficiente e occorre, allora, procurarsi ulteriori risorse tramite il ricorso all'intervento di terze economie. L'insieme delle operazioni volte al procacciamento dei mezzi finanziari prende il nome di finanziamento. Detti mezzi finanziari deperiti devono essere spesi per acquistare i fattori produttivi materiali e immateriali a svolgere l'attività intrapresa, questa fase costituisce l'investimento. Le risorse investite vengono poi utilizzate e impiegate mediante processi di trasformazione materiale per la produzione dei beni e/o servizi che vengono poi immessi nel mercato dando luogo al realizzo dei relativi prezzi. Mediante i realizzi conseguiti si possono, quindi, ripristinare i finanziamenti e assicurare la continuità del ciclo.
10 – Enunciare il principio di solvibilità e spiegarne sinteticamente il significato
Il principio di solvibilità esprime la capacità dell'azienda di estinguere le obbligazioni assunte alle rispettive scadenze senza comprometterne l'economicità. L'azienda deve quindi essere in grado di adempiere le obbligazioni assunte, senza mutare la destinazione degli investimenti già effettuati, allo scopo di recuperare rapidamente la somma occorrente, e senza ricorrere ad ulteriore indebitamento. La solvibilità è determinata dall'equilibrio tra le entrate e le uscite.
11 – Indicare sinteticamente l'origine delle entrate e delle uscite nell'ambito del ciclo processuale tipico
Le entrate possono derivare da finanziamenti o dalle riscossioni dai clienti, le uscite invece possono aversi o a causa dell'estinzione di prestiti finanziari o a causa del pagamento dei fornitori.
12 – Descrivere sinteticamente l'aspetto finanziario e l'aspetto economico della gestione e darne la rappresentazione grafica
L'aspetto economico e l'aspetto finanziario costituiscono due facce della stessa medaglia, perché le stesse operazioni di gestione determinano sia un effetto economico sia uno finanziario. Sul versante economico gli investimenti determinano costi e i realizzi ricavi; il saldo positivo fra ricavi e costi si chiama utile, il saldo negativo si chiama perdita. Sul versante finanziario invece, gli investimenti determinano uscite e i realizzi entrate; il saldo positivo fra le due si chiama avanzo, quello negativo si chiama disavanzo. Risultato economico e finanziario non è detto coincidano perché per esempio, non è detto che al sostenimento del costo corrisponda subito l'uscita.
13 – Enunciare il principio di autonomia e spiegarne sinteticamente il significato
Il principio di autonomia prevede che l'azienda sia dotata di autosufficienza economico-patrimoniale, che discende dalla capacità della stessa di rispettare il principio di solvibilità ed economicità. L'autonomia si fonda sulla professionalità, capacità e consapevolezza degli uomini che lavorano all'interno dell'azienda, qualità che fanno sì che quest'ultima si governi da sé e non siano altri a comandarla.
14 – In che cosa consiste l'efficacia e come viene misurata?
L'efficacia è definita in generale come la capacità di raggiungere un obiettivo; è più efficace chi meglio soddisfa i bisogni per i quali ha scelto di operare. Essa si misura attraverso il rapporto fra risultato raggiunto e risultato atteso. Tanto efficace è l'attività svolta dalle aziende nel soddisfare i bisogni, quanto maggiore sarà l'economicità.
15 – In che cosa consiste l'efficienza e come viene misurata?
L'efficienza consiste nella capacità dell'azienda di utilizzare al meglio le proprie risorse e si misura attraverso il rapporto fra risorse investite e risultati ottenuti. Il principio di efficienza è quella qualità di coordinazioni aziendali che consente di ottenere parità di risultati con quantitativi minori di fattori di produzione impiegati, o maggiori risultati a parità di fattori di produzione impiegati. Presuppone non solo una responsabilità economica, ma anche un'etica, che consiste nell'oculato uso delle risorse disponibili onde evitare inutili sprechi che potrebbero compromettere la quantità e la qualità dei beni o servizi da produrre in futuro. Tanto maggiore è l'efficienza nell'impiego delle risorse, quanto maggiore sarà l'economicità.
16 – In cosa consiste il rischio economico-aziendale, e in che relazione si pone con il rischio economico-patrimoniale?
Le combinazioni economiche di gestione aziendale implicano un rischio che è connaturato nello stesso concetto di azienda. Tale rischio è essenzialmente di natura economico-patrimoniale in quanto deriva dall’eventualità che il capitale proprio venga eroso, a causa del conseguimento di realizzi inferiori agli investimenti e al costo dei mezzi finanziari presi a prestito, o che in generale non riceva congrua remunerazione, a causa di un divario fra realizzi e investimenti.
17 – In cosa consiste il rischio economico generale e il rischio economico particolare?
Il rischio economico generale fa riferimento all’eventualità che l’incerto flusso di realizzi non sia in grado di reintegrare il flusso di investimenti effettuati. Il rischio economico particolare invece può riguardare, o minori realizzi conseguiti a fronte di quelli attesi, o maggiori investimenti effettuati rispetto a quelli programmati, o entrambe le cose.
18 – In che cosa è identificabile il rischio economico particolare riconducibile alle relazioni con i clienti?
Il rischio economico particolare è anche riconducibile alle diverse categorie di soggetti che sono portatori di aspettative nei confronti dell’azienda. Il rischio connesso ai clienti riguarda la possibilità che i prodotti o i servizi forniti dall’azienda non siano confacenti i loro bisogni. I fornitori di prodotti o servizi devono fronteggiare un rischio connesso alla solvibilità e ai riflessi che le combinazioni gestionali dell'azienda finanziata potranno generare sulla propria immagine.
19 – In che cosa è identificabile il rischio economico particolare riconducibile alle relazioni con i prestatori di lavoro subordinato?
Il rischio riconducibile alle relazioni con i prestatori di lavoro subordinato, è connesso alla qualità, ai contenuti etici e all’intensità del contributo che viene loro richiesto, alla congruità della remunerazione e perfino al mantenimento stesso dell’occupazione nel tempo. I fornitori di prodotti o servizi devono fronteggiare un rischio connesso alla solvibilità e ai riflessi che le combinazioni gestionali dell'azienda finanziata potranno generare sulla propria immagine.
20 – In che cosa consiste l'incertezza e cosa la determina?
L'incertezza è un fattore che accomuna il rischio economico-patrimoniale aziendale e quello al quale devono fare fronte i diversi portatori di interessi verso l'azienda; è definita come la non sufficiente conoscenza del futuro assetto delle variabili aziendali e ambientali; deriva dal dinamismo del contesto in cui l’azienda opera e dalle difficoltà di percezione delle diverse variabili rilevanti da tenere in considerazione prima di attuare una decisione e nel modo in cui esse sono reciprocamente collegate.
21 – Cosa significa che il rischio economico generale non può essere annullato ma deve essere governato?
Il rischio economico non può essere annullato perché connaturato nello stesso concetto di azienda. Può e deve però essere governato, attraverso un’azione volta ad individuare le cause che lo determinano, e dunque mediante un’analisi della vulnerabilità strategica dell’azienda, nell’individuazione dei punti di forza, di debolezza, delle minacce e delle opportunità di mercato. È importante che ci sia anche un controllo degli effetti economici del rischio, questo implica che il costo dovuto al futuro manifestarsi degli eventi sfavorevoli connessi al rischio venga trasferito a terzi, ad esempio attraverso contratti di assicurazione.
22 – È possibile, e se sì in che maniera, trasferire a terzi il rischio economico generale?
Non è possibile trasferire a terzi il rischio economico generale, ma si può trasferire a terzi il rischio economico particolare, ad esempio il rischio di risarcimento danni in caso di incidenti ad un’azienda assicurativa.
23 – In che relazione si pongono tra loro l'economicità e la solvibilità?
L'economicità deve essere per forza rispettata nel breve periodo ed è legata alla gestione operativa e alla misura degli interessi e quindi alla struttura dell’indebitamento e alla sua onerosità; la solvibilità deve essere rispettata in ogni istante di vita dell’azienda ed è legata, oltre che alla misura dei risultati conseguiti, alla capacità di credito dell’azienda in rapporto alle scadenze, tra di esse vi è una fitta rete di relazioni che attengono ai tempi delle scadenze dei debiti e ai tempi di reintegro degli investimenti.
24 – Dare la rappresentazione grafica della relazione fra economicità e solvibilità e commentare la situazione relativa a ciascuno dei quadranti della matrice
Il I e il IV quadrante designano una situazione armonica, in quanto il reintegro degli investimenti coincide con le scadenze dei finanziamenti. Il II quadrante prevede una situazione di squilibrio favorevole legata al fatto che si avrà un reintegro molto anticipato rispetto alle scadenze; Il III quadrante prevede invece uno squilibrio legato al fatto che l’azienda, poiché il reintegro degli investimenti avverrà dopo la scadenza dei debiti, non sarà immediatamente solvibile.
25 – Cosa è la capacità di credito?
La capacità di credito è la capacità del cliente bancario di restituire il denaro che gli è stato prestato, maggiorato dagli interessi, nel tempo determinato. Può essere definita come la capacità di ricevere finanziamenti.
26 – In che relazione si pongono fra loro l'economicità e la capacità di credito?
L’economicità condiziona molto la capacità di credito di un'azienda. Se quest’ultima infatti ha un'alta economicità (che ricordiamo essere la capacità di reintegrare, almeno nel lungo periodo gli investimenti) avrà anche elevata capacità di credito. Emergono quattro situazioni relazionali tra economicità e capacità di credito: situazioni nelle quali la capacità di reddito comporta anche capacità di credito; situazioni in cui la capacità di reddito non riesce a tradursi in adeguata capacità di credito; situazioni in cui la capacità di credito non si fonda su presupposti di economicità aziendale ma su garanzie patrimoniali; situazioni in cui la negatività della gestione e la sfiducia dei finanziatori si intrecciano nell'aggravare la crisi.
27 – Dare la rappresentazione grafica delle relazioni fra economicità e capacità di credito e commentare la situazione relativa a ciascuno dei quadranti della matrice
Il primo quadrante denota una situazione in cui l’elevata capacità di reddito comporta un’elevata capacità di credito. Il secondo quadrante delinea una situazione in cui la capacità di reddito non riesce a tradursi in adeguata capacità di credito, per esempio per difetti nelle relazioni con i finanziatori. Il terzo quadrante mostra situazioni in cui la capacità di credito non si fonda su presupposti di economicità aziendale, ma su garanzie patrimoniali o personali esterne o su una scarsa conoscenza dell’azienda da parte degli istituti di credito.
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