Spiega in modo sintetico quali sono i principi in base a cui Munari progettava i laboratori “Giocare con l’arte” facendo riferimento in particolare
alla funzione della sperimentazione e del gioco.
I principi in base a cui Munari progettava i laboratori “Giocare con l’arte” sono i seguenti:
- Per far capire l’arte ai bambini bisogna spiegargli le tecniche attraverso cui l’artista è riuscito a realizzare un’opera d’arte.
- Per capire come è prodotta l’opera d’arte bisogna scoprire le qualità dei materiali e le caratteristiche degli strumenti e poi sperimentare tecniche e
regole.
- Non bisogna dire al bambino cosa fare o assegnare un tema uguale per tutti, ma bisogna insegnargli le tecniche per realizzare un soggetto
scelto da lui.
- Non bisogna dare giudizi di valore sui prodotti dei bambini, perchè l’obiettivo non è imparare sperimentando; non bisogna concentrarsi sui risultati ma
sui processi.
Il gioco per Munari è uno spazio di libertà in cui si può sperimentare qualcosa di nuovo e originale, e ha due funzioni:
• Avvicina alla realtà e permette di scoprire le sue regole;
• Stimola l’originalità del soggetto e il trovare soluzioni ai problemi.
Spiega come cambia la concezione di creatività nel ‘900 rispetto al periodo romantico, considerando in particolare il rapporto tra creatività e
regole e gli ambiti in cui si possono trovare i processi creativi.
Nel ‘900 la creatività sembra possibile in tutti i campi della produzione umana, ad esempio nella scienza e nella tecnica. Quando il concetto di
creatività entra nell’ambito della scienza e della tecnica, le regole non vengono più viste come un ostacolo alla creatività, perchè anche la creatività
segue un metodo, quindi essa non viene più opposta alle regole.
Inoltre si crea un legame più stretto tra creatività e conoscenza: la creatività artistica dipende da un pensiero progettante, che si nutre di conoscenze in
rapporto con la tradizione.
Nel periodo romantico, invece, la creatività veniva opposta alle regole: per i romantici l’artista non scopre ma inventa, quindi non obbedisce a regole ma
esprime la sua soggettività, e le regole sono viste come un ostacolo alla creatività.
Inoltre essi pensavano che la creatività avesse a che fare soltanto con l’ambito artistico, e che dipendesse da un talento innato, la genialità artistica, quindi
seconda questa concezione non si può insegnare la creatività ma lasciarla libera e non soffocarla.
Spiega in che modo si incontrano la cultura europea e quella indigena nei dipinti messicani analizzati d
-
Estetica - domande aperte
-
Domande aperte Estetica della Comunicazione
-
Domande aperte estetica filosofica prof. Contini
-
Risposte domande aperte di Estetica della comunicazione aggiornate al 2023