Divina Commedia di Dante Alighieri
Descrizione generale
Titolo: L'aggettivo “Divina” non viene assegnato direttamente da Dante, ma riprende una definizione critica di Boccaccio contenuta in “Trattatello in laude di Dante”. Compare per la prima volta in un'edizione pubblicata a Venezia nel 1555.
Periodo di composizione: Quasi certamente risale al periodo dell’esilio, anche se restano dubbi su quali periodi attribuire a ogni parte:
- Inizio del poema = 1304, secondo alcuni 1306 - 1307
- Fine dell’Inferno = 1308 - 1309
- Fine del Purgatorio = 1312
- Paradiso = 1316 - poco prima della morte
Nell’epistola XIII dedicata a Cangrande della Scala, Dante cita il termine “Commedia”. Le motivazioni per cui l’autore dà questa definizione all’opera sono due:
- La trama narrativa ha un inizio spaventoso, ma si conclude con un lieto fine
- Il poema è caratterizzato da uno stile mediocre ed è scritto in volgare
Questo appellativo compare per due volte: Inf., XVI, v.128 “questa comedia”; Inf., XXI, v.2 “mia comedia”.
Dante supera la teoria dei generi medievali, perché la sua opera è caratterizzata da varietà e mescolanza di registri stilistici (opera totale).
L’opera è organizzata secondo criteri molto precisi: alla base abbiamo il numero 3, simbolo della Trinità cristiana; è divisa in 3 cantiche (Inferno, Purgatorio, Paradiso), chiamate dal poeta canzoni. La materia è distribuita in canti, nel numero complessivo di 100 (33+1 Inferno, 33 Purgatorio, 33 Paradiso).
Metrica
Il numero 3 torna anche nell’organizzazione dei versi:
- Terzina, composta da 3 versi endecasillabo, progressione narrativa
Sono legate tra loro attraverso una rima incatenata. La rima centrale di ogni verso annuncia la terzina successiva, permettendo la progressione della narrazione e dell’argomentazione. La struttura strofica era stata usata soltanto nel sonetto prima di Dante. La terzina diventa l’unità ritmica fondamentale e la rima assume una nuova funzione, quella di comunicare l’atmosfera: “rauca, stridente” - Inferno; dolce e piana - Purgatorio.
Lingua
L’intera opera è caratterizzata da un forte plurilinguismo. L’autore ricorre a:
- Dialetti italiani contemporanei (prevale il fiorentino)
- Arcaismi
- Latinismi
- Provenzalismi
- Neologismi
Il volgare acquista con Dante una nuova ricchezza lessicale che non ha eguali nella storia della lingua.
Stile
Lo stile mostra un accentuato pluristilismo: dal parlato più plebeo a sublimi dimostrazioni teologiche, innalzandosi di cantica in cantica.
Trama
È la storia del viaggio compiuto da Dante nell’aldilà. Dante è l’autore e il protagonista della narrazione. Il suo viaggio inizia nell’aprile del 1300 e Dante potrà ricorrere all’aiuto di tre guide:
- Virgilio, Inferno e Purgatorio
- Beatrice, Paradiso
- San Bernardo da Chiaravalle, 31º canto del Paradiso
Lo scopo del viaggio è la salvezza del protagonista, ma raccontandoci ciò che ha visto, contribuisce alla salvezza dell’umanità. Il viaggio inizia tra il 7 e l’8 aprile e si conclude intorno al 13 (settimana santa del 1300).
Perché scegliere proprio questo periodo?
Non è una scelta casuale, perché il 1300 è stato l’anno del Giubileo, occasione in cui la Chiesa ha concesso il perdono dei peccati - redenzione, rinascita spirituale.
Dante attraversa l’Inferno, prodotto dalla caduta di Lucifero sulla Terra, dopo che precipita a seguito della sconfitta da parte di Dio. Qui, incontra diversi gruppi di dannati puniti per i loro peccati. Attraverso un cunicolo, Dante risale nella terra emersa dell’Emisfero australe: la montagna del Purgatorio, formatasi a seguito del precipitare di Lucifero. La montagna è divisa in 7 cerchi, in cui Dante incontra le anime di coloro che si sono pentiti prima di morire e per accedere al cielo, devono purificarsi. È una dimensione intermedia e l’ambiente è molto simile a quello terreno, anche grazie all’alternarsi di giorno e notte. Sulla cima del Purgatorio troviamo il Paradiso Terrestre: lì, Adamo ed Eva compiono il peccato originale. Dopo aver attraversato la sfera del fuoco, giunge nel Paradiso, una dimensione suddivisa in 9 cieli, che ruotano intorno alla Terra. Oltre al Paradiso, si trova l’Empireo, luogo in cui i beati godono della visione di Dio. Anche Dante avrà la possibilità di contemplare la Trinità. Il viaggio di Dante è soprannaturale e provvidenziale perché fortemente voluto da Dio. Solo Enea e San Paolo avevano compiuto questo viaggio.
Contribuiva alla fondazione dell’Impero Romano e rappresenta il potere spirituale della Chiesa. Le tre cantiche rappresentano un percorso di:
- Caduta
- Espiazione
- Salvezza
L’autore critica aspramente la società del tempo, ma in particolare:
- Vita comunale [profitto - avidità]
- Papato - Impero [hanno un preciso mandato spirituale - temporale]
Guide
- San Bernardo di Chiaravalle
- Virgilio
- Beatrice
Virgilio è un maestro di poesia e rappresenta la ragione. Non accede al terzo regno, perché essendo vissuto prima di Cristo, non ha potuto conoscere il messaggio evangelico. Si ferma sulla cima del Purgatorio. Beatrice è la donna fiorentina amata da Dante, lo seguirà fino all’Empireo, sede di Dio e dei beati. In questo contesto, rappresenta la teologia.
Interpretazione figurale
Ogni anima che Dante incontra è caratterizzata dalla propria individualità ed esemplare (peccatori - beati). Quindi ogni anima può essere rappresentata come:
- Individuo concreto, vissuto in un preciso momento storico
- Portatore di significati universali
Il rapporto tra vita terrena e aldilà è legato da una stretta correlazione: ogni uomo non esprime totalmente se stesso, gli uomini scoprono la propria parte più vera; sono se stessi. Il senso dell’esistenza terrena si svela soltanto dopo la morte, nel momento in cui interviene il giudizio divino. I contemporanei di Dante avevano una concezione molto diversa: erano abituati a interpretare ogni episodio e ogni personaggio della vita reale come un’anticipazione imperfetta di quanto si sarebbe realizzato nel disegno divino.
Esempio = La Bibbia racconta che gli Ebrei furono liberati dalla schiavitù d’Egitto grazie a Dio (fatto storico).
Figura (interpretazione medievale) = fa sì che la liberazione dell’umanità dal peccato rappresenti la redenzione del Cristo. La concezione figurale prevede che entrambi i fatti messi in relazione siano considerati storici (questo concorda con la visione di Dante). L’originalità del poeta lo porta ad assumere la prospettiva eterna al posto di quella terrena e a concepire “una visione che vede e proclama come già adempiuta la realtà figurale”. Il punto di vista figurale è ancora più interessante se si considerano le guide di Dante:
- Beatrice - Teologia e fede
- Virgilio - Ragione e sapienza terrene
Nella vita era stata un personaggio positivo per Dante, quindi può guidarlo fino al cielo più alto. Virgilio era ritenuto l’annunciatore dell’imminente venuta di Cristo e colui che aveva celebrato nei suoi versi la pace garantita dall’impero.
I protagonisti hanno un significato allegorico: non perché alludono a un significato ultraterreno estraneo alla loro vita, ma perché realizzano se stessi nell’aldilà. Per questo motivo, il mondo è stato figura di quello ultraterreno, sia esso dannazione o salvezza. Ogni cosa per il poeta ha sempre due significati:
- Storico
- Allegorico - Metafisico
Che viene fissato da Dio e viene spiegato dall’autore durante il suo viaggio. Tutti i fatti storici vengono interpretati alla luce della concezione cristiana e inseriti al suo interno.
Sincretismo culturale: concezione della classicità come prefigurazione del cristianesimo, guardando alla storia pre-cristiana in termini allegorici.
Inferno [33 canti + 1]
Concezione, creazione, conseguenze
Il profondo abisso a forma di imbuto è stato prodotto dalla caduta di Lucifero, angelo che condusse la ribellione contro Dio, che perse lo scontro e venne scagliato sulla terra dell’Oceano. La cavità si costituì proprio grazie al precipitare di Lucifero, che è giunto nel punto più lontano da Dio, nel centro di Terra e Universo. Provocando la formazione di questa cavità, si creò nell’emisfero opposto il monte del Purgatorio, che sorge tra le acque.
In questo modo, Dio provoca la creazione di due realtà:
- Luogo in cui si sarebbe raccolto tutto il male del mondo e dell’Universo
- Luogo in cui esiste la possibilità di purificarsi dal male per raggiungere la beatitudine paradisiaca
Struttura, modelli, fonti
La cavità infernale è suddivisa in 9 cerchi, che costituiscono i 9 gradini di dannazione che conducono a Lucifero: più i cerchi si restringono, più gravi sono peccato e punizione.
Alle soglie dell’Inferno: Antinferno - Ignavi. Gli ignavi sono stati esclusi dal giudizio, perché sono esenti da colpe o meriti, sono degni del solo disprezzo, spesso sottolineato da Dante.
Primo cerchio = Limbo. In esso, troviamo i bambini non battezzati e i virtuosi che non credettero in Dio, semplicemente perché pagani [non vengono puniti, ma sono esclusi dalla salvezza e vivono nell’irrealizzabile desiderio di vedere Dio, emettendo in continuazione sospiri, che fanno vibrare l’aria di questo cerchio].
Origine del nome = deriva da lembo, ossia orlo estremo della voragine infernale. In questo cerchio, Dante incontra:
- Omero
- Orazio
- Lucano
- Ovidio
Visitano poi il castello degli spiriti magni, ossia il luogo che ospita le anime dei pagani che si distinsero particolarmente in vita.
Altri otto cerchi: La loro struttura è impostata sulla base dell’Etica Nicomachea di Aristotele. È una raccolta di appunti di Aristotele ed è considerata il primo trattato sull’etica come argomento filosofico specifico. Dedicata al figlio Nicomaco.
Ci sono alcune eccezioni e varianti tratte da:
- Tradizione medievale della filosofia scolastica
- San Tommaso
I dannati vengono interamente travolti dalla natura del proprio peccato e condannati alla ripetizione eterna della propria punizione.
Legge del contrappasso: rovescia contro il dannato i mali che ha procurato: essenza della cantica. Ciò può avvenire in due modi:
- Contrasto = La pena è l’opposto del peccato [Ignavi]
- Analogia = La pena è uguale al peccato [Lussuriosi]
In questa dimensione, Dio è assente come forza positiva, ma si manifesta attraverso ordine e giustizia, perché attraverso il complesso apparato organizzativo del male, esso viene sconfitto e punito.
Lingua e stile
Il lessico e lo stile alternano i registri tragico - sublime e comico - basso, ricorrendo a tutte le soluzioni offerte dalla lingua. Il racconto è in primo luogo personale e biografico, ma mantiene costante la propria universalità, ossia il fatto di essere indirizzato a tutto il genere umano.
Virgilio viene inquadrato come:
- Dottore = colui che conosce e a cui chiede informazioni
- Magister = colui che è superiore
- Agens = colui che accresce il contenuto dell’opera
È una cantica che rivela le grandi doti di sperimentatore linguistico del poeta: a causa della materia trattata è costretto a sfruttare un registro basso, a tratti intensamente violento e a introdurre un lessico tecnico - colloquiale realistico ed espressivo. Grande è anche la varietà narrativa.
Rapporto conflittuale Dante - dannati
Spinge i dannati a manifestare la propria natura, che coincide quasi sempre con il peccato, anche in momenti tragici come:
- V canto – Francesca e Paolo
- X canto – Farinata
Dante nei loro confronti si pone sempre come antagonista e sempre in un’atmosfera drammatica. La maturità e la consapevolezza di Dante crescono mano a mano che prosegue il cammino verso Lucifero.
Distribuzione dei peccatori
I peccati sono distribuiti secondo due criteri:
- Incontinenza
- Malizia
Incontinenza: Eccesso di amore rivolto a un bene o contro di esso, ma al di fuori della giusta misura. Sono puniti dal 2º al 5º cerchio.
Malizia: Amore falso rivolto contro il bene. Si esprime in due circostanze:
- Violenza, espressione di negazione del bene
- Frode, negazione del bene che implica l’uso delle facoltà intellettive dell’uomo, al fine di ingannare. Dal 6º all’8º cerchio (entro le mura della città di Dite)
Prima coloro che peccano per un eccesso di passione fisica. Lussuriosa - Gola. Poi coloro che peccano per un eccesso spirituale. Avarizia - Ira - Prodiga.
Sesto cerchio = Eretici, una categoria non prevista da Aristotele. Ci sono anche coloro che non hanno creduto all’immortalità dell’anima. Settimo cerchio = Violenti, divisi in tre gironi per i vari tipi di violenza. Ottavo cerchio = Fraudolenti, divisi in 10 bolge separate da argini e attraversati da ponti che li uniscono. Nono cerchio = Tradimento, diviso in 4 zone.
Riassunto dei canti
Canto primo
1-30: Dante a 35 anni si perde nella selva e riesce a descriverla tanto è angosciante. Non sa come vi sia arrivato, ma sa di aver perso la strada giusta. Si ritrova ai piedi di un colle, da cui vede i primi raggi di sole. Tenta di scalare il colle con fatica e incertezza.
31-60: Mentre sale il colle, compaiono tre fiere. La lupa gli incute maggiore timore, tanto da spingerlo a tornare indietro, nella zona non illuminata dal sole.
61-90: Dante conosce Virgilio che lo rimprovera per la discesa. Il poeta lo aiuta a superare la lupa.
91-111: Virgilio profetizza la venuta del feltro, un cane da caccia che ucciderà la lupa con molto dolore e la rimanderà nel luogo in cui è venuta. Costui sarà interessato ai beni spirituali e non avrà una patria particolare. Salverà l’Italia, come tanti altri avevano già fatto.
112-136: Virgilio dice a Dante che dovrà seguirlo nei tre regni dell’Oltretomba. Lo avvisa che non potrà fargli da guida nel Paradiso, perché Dio non può ammetterlo al regno dei cieli. Dante comincia a seguirlo.
Le tre fiere sono:
- Lonza = Lussuria
- Leone = Superbia
- Lupa = Avarizia
Canto secondo
1-9: Arriva la notte e Dante è il solo a dover affrontare un percorso colmo di difficoltà, mentre le altre creature riposano. Il poeta invoca l’aiuto delle Muse, perché lo aiutino a ricordare.
10-42: Dante esprime a Virgilio tutti i suoi dubbi sul viaggio che deve affrontare. Ricorda San Paolo ed Enea come persone che hanno compiuto questo viaggio. Dante capisce di non essere come loro e si chiede chi glielo conceda.
43-74: Virgilio accusa Dante di non avere coraggio. Gli spiega allora di come sia comparsa una donna bellissima, con voce soave, che gli chiedeva di soccorrere Dante. La donna gli aveva detto di provenire dal Paradiso.
75-120: Beatrice spiega perché non abbia paura di scendere fino all’Inferno. Spiega che la Vergine aveva avuto compassione per Dante, perché rischiava la morte trascinato dal peccato. Beatrice piange e Virgilio non può non acconsentire.
121-142: Virgilio si rivolge a Dante per spronarlo ad abbandonare i suoi dubbi. Ribadisce che tre donne benedette si curano di lui, quindi deve trovare forza e coraggio. Il poeta lo ringrazia ed è contento che la donna abbia a cuore la sua vita.
Canto terzo
1-21: Sulla porta dell’Inferno troneggia una scritta di colore scuro, che mette in guardia chi si accinge ad entrare: "Una volta entrati non c’è speranza di tornare indietro". Virgilio prende Dante per mano e i due oltrepassano la porta.
22-69: Dante sente urla e strane lingue, che lo spingono a piangere. Virgilio gli spiega che sono gli ignavi. Secondo Virgilio non è necessario prestare attenzione perché non sono anime degne.
70-105: I due giungono nei pressi del fiume Acheronte, dove ci sono tutte le anime. Dante vuole sapere tutto delle anime, ma il maestro gli spiega che dovrà attendere. Compare poi Caronte, che rema a bordo di una barca e invita Dante ad andarsene in modo molto brusco. Virgilio lo zittisce e gli ricorda che Dio ha voluto quel viaggio. Il nocchiero tace, mentre le anime bestemmiano Dio.
106-129: Caronte invita le anime a salire sulla barca. Le porta dall’altra parte del fiume, dove formano una schiera.
130-136: Dopo che Virgilio ha spiegato perché Caronte abbia reagito in quel modo, l’Inferno è scosso da un terremoto e una luce fa perdere i sensi a Dante. Il poeta sviene.
Ignavi = Coloro che non si schierano né a favore del bene né a favore del male. Contrappasso = Corrono dietro a un’insegna senza significato che gira su se stessa. Sono punti da vespe e mosconi, che fanno colare il sangue dal volto, che viene raccolto da ripugnanti vermi.
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Divina commedia
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Analisi d'introduzione generale alla Divina Commedia
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Riassunto "Divina Commedia" (Dante)_Inferno
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Divina Commedia Riassunto