Che materia stai cercando?

Divina Commedia, Descrizione e riassunto

Appunti di letteratura italiana con descrizione della Commedia con stile, lingua, trama. Riassunto integrale di tutti i canti, con suddivisione in sequenze. Inserzione di immagini al fine di rendere più semplice la comprensione. Scarica il file in formato PDF!

Esame di Letteratura italiana docente Prof. A. Storti

Anteprima

ESTRATTO DOCUMENTO

I CORNICE II CORNICE III CORNICE

Camminano curvi sotto un Hanno gli occhi cuciti da fil di Camminano in una spessa e fitta

macigno, che li costringe a ferro e non possono guardare in oscurità, che provoca irritazione

guardare verso il basso malo modo. agli occhi.

SUPERBIA INVIDIA IRA

AMORE TROPPO SCARSO DEL BENE:

IV CORNICE

Corrono a perdifiato lungo la cornice, contrariamente a ciò che hanno fatto in vita

ACCIDIOSI

AMORE ECCESSIVO DI BENI RELATIVI:

V CORNICE VI CORNICE VII CORNICE

Sono stesi proni sul pavimento Sono consumati dalla fame e Camminano in un muro di fiamme

della cornice, con il volto a terra dalla sete, provocato da alberi da che li separa dall’Eden e che

frutto invitanti simboleggia il fuoco della

passione amorosa, che ebbero in

vita

AVARIZIA GOLOSI LUSSURIA

Paradiso Terrestre o Eden:

è una sorta di altipiano posto sulla cima del monte, dal fascino

indescrivibile. È il luogo che Dio aveva scelto per Adamo ed Eva.

condizione dell’uomo libero da peccato.

è il punto di passaggio al cielo.

alla fine compare Beatrice, scompare Virgilio.

TRAMA

Il poeta compie il viaggio accompagnato da Virgilio, che non è un grande esperto di

quel luogo, dal momento che non ha mai avuto occasione di visitarlo. Prima di

attraversare la porta del Purgatorio, l’angelo guardiano incide sulla fronte di Dante le

sette P, che rappresentano i 7 peccati capitali che Dante dovrà scontare moralmente.

L’ascesa di Dante si presenta come un percorso di purificazione morale. La salita è

molto più faticoso che il viaggio infernale. Dante deve compiere almeno tre soste in

altrettanti notti durante l’ascesa. Alla fine del viaggio, ai due poeti si unisce Stazio,

che, dopo aver scontato la sua pena, può terminare il suo percorso. Stazio offre a Dante

alcune indicazioni sulla struttura morale del regno. Arrivato nel Paradiso Terrestre,

38

incontra anche Beatrice e Virgilio scompare. Dante piange e si dispera per la

scomparsa di Virgilio, ma viene rimproverato da Beatrice.

RIASSUNTO DEI CANTI

CANTO PRIMO Dante e Virgilio arrivano sulla spiaggia del

Purgatorio. Vede le quattro stelle e appare

CATONE L’UTICENSE. Virgilio prega Catone di

ammettere Dante al Purgatorio e in seguito cinge il

discepolo con il giunco. La nave dell’ingegno lascia

1 - 12 l’Inferno per percorrere acque migliori, visto che

Dante sta per cantare il percorso di purificazione

dell’anima che sale verso il cielo. Dante invoca le

Muse, in particolare Calliope, perchè lo assistano.

L’aria restituisce a Dante la gioia di osservare tutto.

La stella Venere illumina tutto l’Oriente, offuscando

con la sua luce la costellazione di Pesci. Dante

distoglie lo sguardo dalle stelle e vede un vecchio,

13 - 39 Catone, dall’aspetto molto autorevole. La luce delle

4 stelle illumina il volto, tanto che Dante lo vede

come se fosse di fronte al sole.

Il vecchio si rivolge ai due poeti chiedendo chi

siano, perchè li scambia per due dannati che sono

fuggiti dall’Inferno. Chiede loro chi li abbia guidati.

Virgilio dice a Dante di inchinarsi di fronte a Catone,

abbassando lo sguardo. Il poeta latino dice di

essere stato incaricato del viaggio da Beatrice, che

gli aveva chiesto di soccorrere Dante e fargli da

guida. Virgilio dichiara che:

Dante non è ancora morto;

40 - 84 Dante ha rischiato la dannazione per i suoi

• peccati;

Virgilio è stato inviato per salvarlo;

• Sono obbligati a percorrere questa strada.

Vuole mostrare a Dante i penitenti, che si purificano

sotto il controllo di Catone. Virgilio sostiene che

nessuna legge è stata infranta. Virgilio prega

Catone di lasciarli andare in nome dell’amore per la

moglie.

Catone risponde di aver amato molto Marzia, ma

ora, essendo nel Limbo, non può più commuoverlo.

I due poeti devono lusingarlo, ma semplicemente

invocare la donna che ha voluto proteggere Dante.

85 - 111 Catone invita i poeti a proseguire, togliendo a Dante

ogni segno dell’Inferno, perchè non ci si può mai

presentare davanti ad un angelo in quelle

condizioni. Catone sparisce. 39

Virgilio dice a Dante di seguire i suoi passi e lo

invita a tornare indietro, lungo un pendio che li

condurrà alla parte bassa della spiaggia. Dante,

all’alba, può vedere il tremolio della superficie del

112 - 136 mare. I due proseguono sulla spiaggia deserta,

come qualcuno che torna alla strada che aveva

perso. Virgilio lava via da Dante i segni dell’Inferno.

CANTO SECONDO Il sole sta tramontando all’orizzonte di

Gerusalemme, il cui cerchio meridiano sovrasta la

città con il suo punto più alto. La notte sorge dal

Gange nella costellazione della Bilancia. Sulla

spiaggia del Purgatorio l’aurora rossa diventa

1 - 36 arancione. Dante e Virgilio pensano al percorso da

intraprendere, quando al poeta sembra vedere una

luce simile a quella di Marte. Capiscono che sono

delle ali e Dante viene invitato a unire le mani in

segno di preghiera, per l’avvicinarsi di un angelo.

Dante non riesce a sostenere lo sguardo

dell’angelo e deve guardare a terra. Il nocchiero

celeste spinge una barchetta molto leggera, che

non affonda nell’acqua. Nella barca, le anime

intonano il salmo In exitu Israel de Aegypto.

L’angelo fa il segno della Croce e le anime si

37 - 75 gettano sulla spiaggia. Il sole è già nella

Costellazione del Capricorno. Le anime si rivolgono

ai poeti e chiedono loro di mostrare la via verso il

monte, ma Virgilio spiega che sono appena arrivati.

Si accorgono che Dante è vivo e impallidiscono.

Dante vede un’anima corrergli incontro per

abbracciarlo; l’anima essendo inconsistente, non

riesce ad abbracciare Dante. I due si appartano e

l’anima:

gli chiede perchè è vivo;

76 - 111 si interroga sul perchè si trovi in quel

• mondo.

Lo riconosce come l’amico CASELLA, che dalla

foce del Tevere, è stato condotto su quella spiaggia.

Casella intona AMOR CHE NE LA MENTE MI

RAGIONA. Tutte le anime lo ascoltano stupite e

attente alle note. Le anime poi fuggono verso il

112 - 133 monte, perchè spaventate da qualcosa di

improvviso.

CANTO TERZO Dante si stringe a Virgilio, che lo rimprovera per il

1 - 18 comportamento. Virgilio inizia a camminare e Dante

lo segue guardandosi intorno. 40

Dante non vede l’ombra di Virgilio e temendo di

essere stato abbandonato, si volta verso il maestro,

che lo rimprovera, perchè continua a non fidarsi.

Virgilio spiega che il suo corpo si trova a Napoli,

19 - 45 quindi non ci si deve sorprendere se non c’è

un’ombra. Comincia poi a nominare i grandi filosofi,

poi china la fronte ed è evidentemente turbato.

I due poeti giungono ai piedi del monte e Virgilio

cerca il percorso migliore per l’ascesa al monte. Nel

frattempo, Dante continua a guardarsi attorno e

Virgilio lo intima a cercare informazioni sul

46 - 102 cammino. Virgilio rassicura le anime che Dante è in

vita, ma sta compiendo questo viaggio secondo il

volere di Dio I penitenti dicono loro di procedere

nella loro stessa direzione.

Una delle anime si rivolge a Dante, per capire se lo

abbia mai visto in vita. Si presenta come

MANFREDI di SVEVIA, nipote di Costanza

d’Altavilla. Si pentì dei propri peccati, nonostante le

103 - 145 gravissime colpe attribuitegli. Deve attendere

nell’Antipurgatorio, a meno che qualcuno non

cominci a pregare per lui. Manfredi prega Dante di

rivelare la verità alla figlia.

CANTO QUARTO L’anima umana si concentra su qualcosa per dolore

o piacere e questo annulla tutte le altre

facoltà.Quando l’uomo non comprende il passare

1 - 18 del tempo, lo fa perchè è concentrato su qualcosa.

Ora è possibile cominciare l’ascesa del monte.

Virgilio si incammina su un sentiero erto e Dante lo

segue. I due salgono con difficoltà e si aiutano con

mani e piedi, fino a quando giunsero all’orlo di una

montagna. Il maestro lo invita a seguirlo fino a

19 - 54 quando non troveranno qualcuno che dia loro

indicazioni. Virgilio esorta Dante a resistere fino ad

un ripiano roccioso, che cinge tutto il monte. Dante

compie un ultimo sforzo.

Dante osserva il sole e Virgilio comprende che il

proprio allievo è stupito del fenomeno, per cui gli

spiega che se fosse il solstizio d’estate lui vedrebbe

il sole più a settentrione. Gerusalemme e il

55 - 84 Purgatorio sono agli antipodi e hanno lo stesso

orizzonte. Dante ha compreso la spiegazione.

Dante chiede a Virgilio quanto durerà l’ascesa e il

maestro afferma che l’ascesa è sempre molto

85 - 96 faticosa, anche se diventava agevole mano a mano

che si sale. 41

Dante sente una voce che lo apostrofa e osse4rva

che dovrà sedersi. I due poeti vedono una grande

roccia che prima non avevano notato. Una delle

anime cammina, tenendo la testa abbassata. Dante

97 - 139 riconosce BELACQUA e lo raggiunge, scoprendo

che non può salire al Purgatorio, perchè è stato

troppo pigro a pentirsi. Dante deve abbandonare

l’amico, perchè devono proseguire il cammino.

CANTO QUINTO Dante e Virgilio lasciano questa prima zona e

vedono le anime che continuano ad indicare Dante

per il fatto che proietta un’ombra. Virgilio lo esorta a

1 - 21 proseguire senza dare ascolto a nessuno. Dante

accetta il rimprovero di Virgilio.

Alcune anime cantano il Miserere e vanno incontro

ai due poeti. Virgilio deve nuovamente spiegare il

perchè Dante sta compiendo questo viaggio.

Virgilio dice a Dante di essere breve e limitarsi ad

22 - 63 ascoltare le loro preghiere senza arrestarsi. Sono

tutti morti per forza e si sono pentiti all’Ultimo.

Dante non riconosce nessuno, ma li invita a parlare.

IACOPO del CASSERO dice a Dante che non gli

servono giuramenti, ma lo invita a dire ai suoi

64 - 84 conoscenti di pregare per lui.

Si presenta un altro spirito, BONCONTE DA

MONTEFELTRO, la cui vedova non si è occupata di

85 - 129 lui. Il suo cadavere fu seppellito sul fondale del

fiume Arno.

Prende la parola un’altra anima penitente. Costei

chiede a Dante di ricordarsi di lei, PIA DE’

130 - 136 TOLOMEI, che morì violentemente in Maremma,

come sa l’uomo che l’ha chiesta in sposa.

CANTO SESTO Tra le anime ci sono:

- Aretino (ucciso da Ghino di Tacco e Guccio

de’ Tarlati);

1 - 24 - conte Orso degli Alberti;

- Pierre de la Brosse (ucciso per invidia)

Dante si libera e si rivolge a Virgilio ricordandogli

come neghi alla preghiera di poter piegare un

decreto divino. Dante ha il dubbio di aver frainteso,

ma il maestro ribadisce di essere stato chiaro.

Dante attenderà le spiegazioni di Beatrice, che lo

25 - 57 aspetta sulla cima del monte. Il maestro dice che

cammineranno più che potranno. Prima di arrivare

vedranno il sole tramontare e risorgere. 42

Virgilio indica a Dante un’anima che si sta

muovendo verso di loro. È lombarda e muove gli

occhi in modo abbastanza dignitoso. Lo spirito non

dice nulla, ma Virgilio vuole sapere quale sia la

58 - 75 strada per proseguire, ma questa è ancora in

silenzio. L’anima sentendo Virgilio lo abbraccia e si

presenta come SORDELLO.

Dante inizia una INVETTIVA CONTRO L’ITALIA,

76 - 126 sede di dolore. L’anima è pronta a salutare Virgilio,

solo perchè ha saputo che sono conterranei.

Continua l’invettiva parlando di Firenze.

Cambiamento delle usanze e confronto con la

127 - 151 civiltà antica.

CANTO SETTIMO Sordello, chiede ai due poeti chi siano e Virgilio

risponde di essere morto quando Ottaviano era al

potere, prima dell’avvento del Cristianesimo.

1 - 39 Sordello abbraccia Virgilio ed elogia la sua poesia.

Il maestro spiega di provenire dal LIMBO Gli

chiedono come giungere alla porta del Purgatorio.

Sordello risponde che le anime non hanno una

sede fissa, ma possono vagare per il mondo. Salire

con il buio è impossibile, per cui i due devono

trovare un modo e un posto per passare la notte.

40 - 63 Virgilio chiede a Sordello di condurli al luogo di cui

parlavamo prima.

I tre si allontanano e Dante vede che il monte è

incavato sul fianco, ospitando una piccola valle.

Sordello li invita a trovare un luogo per riposare. La

vegetazione è rigogliosa e colorata. Sordello

64 - 90 avverte che è meglio osservare i PRINCIPI

NEGLIGENTI da lontano, mentre cantano Salve, o

Regina.

Sordello indica alcuni spiriti ospitati nella valle:

uno siede più in alto degli altri e mostra di

• aver trascurato il suo dovere, non

partecipando alla preghiera. RODOLFO

D’ASBURGO.

un altro governò la Boemia, OTTOCARO II.

• un altro è uno spirito che morì in fuga,

• disonorando la Francia, FILIPPO III

L’ARDITO.

91 - 136 accanto a lui c’è un altro che poggia la

• guancia al palmo della mano, ENRICO DI

NAVARRA

gli ultimi due sono CARLO D’ANGIÒ,

• PIETRO D’ARAGONA.

ENRICO III

• GUGLIELMO VII DEL MONFERRATO

CANTO OTTAVO 43

Ormai è il tramonto, ora in cui i viaggiatori sentono

1 - 18 maggiormente la nostalgia di casa. Dante osserva

un’anima che si alza in piedi ed eleva le mani al

cielo. Inizia a recitare l’inno Te lucis ante con

grande decisione.

Dante invita il lettore ad attivare lo sguardo alla

verità, perchè l’allegoria è molto sottile. Le anime

stanno in attesa e guardando in alto. Scendono gli

angeli:

19 - 42 uno si pone dalla parte opposta della valle;

• uno si pone sopra Virgilio e Sordello.

• Entrambi vengono dal grembo di Maria. Dante

prova paura e si stringe al suo maestro.

Sordello invita i due a scendere nella valle tra le

ombre dei principi. Appena i tre cominciano a

scendere, uno spinto comincia ad avvicinarsi.

Dante riconosce NINO VISCONTI, ed è felice di

vederlo fra le anime. I due si salutano e lui chiede a

Dante quando sia arrivato sulla spiaggia. Il poeta

43 - 84 sostiene di essere giunto dopo un viaggio

all’inferno. Decide, per lo stupore, di chiamare

CORRADO MALASPINA per mostrargli ciò che ha

concesso la grazia divina.

Dante ha lo sguardo al cielo, nel punto in cui le

stelle ruotano più lentamente e Virgilio cerca di

capire cosa stia osservando il suo allievo. Il

discepolo afferma che sta guardando 3 stelle, così

splendenti da illuminare tutto il cielo australe.

85 - 108 Sordello lo stringe a sè e gli indica un punto con il

dito da dove arriva un loro avversario. Il serpente

striscia tra erbe e fiori. Il serpente è messo in fuga

dagli angeli.

Le anime parlano con Dante; in particolare con

109 - 139 Corrado.

CANTO NONO Nel Purgatorio sono trascorse 3 ore dall’inizio della

notte. Dante, ormai stanco per il viaggio, si sdraia

su quell’erba e si addormenta. Il poeta sogna di

1 - 33 vedere un’aquila dalle penne d’oro, sul punto di

scendere a terra. In questo sogno, prova dolore

tanto da svegliarsi bruscamente.

Dante si sveglia e impallidisce, ma il maestro cerca

di spiegargli che non deve temere nulla, perchè il

viaggio sta procedendo nel migliore dei modi e

34 - 69 ormai è giunto alla porta del Purgatorio. Il poeta è

confortato dalle parole del maestro, che decide di

procedere verso la porta. 44

Avverte il lettore che la materia del poema si sta

innalzando e lo stile è più elevato. I due poeti

arrivano ad una porta protetta da un angelo, che

tiene in mano una spada, che riflette i raggi del sole

70 - 93 e impedisce a Dante di vederla. Dà ai due il

permesso di entrare.

Dante sale i tre gradini:

marmo bianco e candido che ci si specchia

• pietra ruvida spaccata di colore scuro

• porfido roso come il sangue

L’angelo incide sulla fronte le 7P con la punta della

94 - 145 spada, invitandolo a lavare via queste piaghe nel

cammino. Ha due chiavi una d’oro e una d’argento,

consegnategli da San Pietro. Dante sente cantare

l’inno Te deum laudamus.

CANTO DECIMO La porta si chiude alle spalle dei due poeti. I due

iniziano a salire lungo una spaccatura nella roccia,

1 - 27 ma Virgilio avverte Dante di fare attenzione.

Arrivano nella PRIMA CORNICE

Dante e Virgilio non si sono ancora mossi e il poeta

si accorge della presenza dei bassorilievi in marmo.

28 - 45 Rappresentazione di Maria = Ecce ancilla dei

Virgilio lo invita a non osservare solo la scultura di

46 - 69 Maria e ne vede un’altra = Re David

In quella successiva è rappresentata la gloria

dell’imperatore TRAIANO, raffigurato a cavallo,

mentre una vedova gli si avvicina in lacrime. Chiede

70 - 96 giustizia per il figlio e l’imperatore glielo concede

perchè prova pietà per lui. Solo Dio può aver creato

tali sculture.

Virgilio lo avvisa che molte anime si avvicineranno a

lui. Dante è incuriosito, ma avverte il lettore che ciò

che dirà non lo distoglierà dai suoi propositi, perchè

la pena è dura. Virgilio gli spiega la pena che sta

per vedere e viene invitato a guardare bene.

97 - 139 INVETTIVA CONTRO I CRISTIANI SUPERBI, che

procedono all’indietro senza capire che l’obiettivo è

la giustizia divina.

CANTO UNDICESIMO I superbi recitano il Pater Noster e invocano la

pace di Dio e ogni creatura deve lodare Dio.

1 - 30 Chiedono al padre di non metterli di fronte al

peccato e di liberarli dalla tentazione diabolica.

Virgilio si rivolge ai penitenti e augura loro di riuscire

a liberarsi dei peccati, chiedendo dove sia la scala

31 - 45 per andare alla cornice successiva. 45

Una delle anime risponde a Virgilio, ma Dante non

riesce a capire chi sia. Dice di:

essere italiano;

• essere figlio di Guglielmo Aldobrandeschi;

46 - 72 avere un nobile lignaggio;

• la sua arroganza gli procurò la morte.

• L’anima si presenta come OMBERTO

ALDOBRANDESCHI

Dante riconosce anche ODERISI, maestro della

73 - 117 miniatura. Spiega perchè la fama lo abbia travolto.

Nella cornice c’è anche PROVENZAN SALVANI,

che voleva essere padrone di Siena. Oderisi smise

118 - 142 di parlare.

CANTO DODICESIMO Dante passeggia assieme a Oderisi, ma Virgilio lo

invita a proseguire il cammino. Lo avvisa che il

pavimento della cornice è utile per capire gli

1 - 24 insegnamenti, perchè sembrano coperchi di certe

tombe.

Vede rappresentati gli esempi di superbia:

Lucifero

• Briareo

• Apollo

• Pallade

• Marte

25 - 63 Nembrod.

• Osservano la battaglia di Flegra. Vede anche

l’esempio di Niobe e di Saul. Continua la

descrizione degli esempi che Dante vede

rappresentati nel pavimento.

Dante esorta gli uomini a continuare a camminare

64 - 72 così.

Virgilio esorta il proprio allievo a non camminare più

chinato. Vedono un angelo e devono assumere un

atteggiamento differente. L’angelo invita i due poeti

a salire la scala che li porterà alla cornice

73 - 99 successiva. L’angelo colpisce la fronte di Dante con

le ali e gli promette un cammino sicuro.

I due poeti sentono una voce che canta Beati

pauperes spiritu così soavi da non poterle

descrivere. Gli accessi in questi percorsi sono molto

diversi da quelli infernali. Dante sale con più felicità

100 - 136 e si sente più leggero. Dante si tocca la fronte e

vede che una P è stata cancellata.

CANTO TREDICESIMO 46

Arrivano in cima alla scala che conduce alla II

cornice, che ha una circonferenza minore della

precedente. Non sono presenti sculture. Virgilio

1 - 21 dice che attendere qualcuno per una indicazione

sarebbe troppo pesante. La luce sarà la loro guida.

I due poeti si rimettono in cammino e procedono

spediti, quando sentono volare sopra di sè degli

spiriti. Ci sono distantamente 3 voci:

La prima ripete non hanno vino;

• La seconda ripete io sono Oreste;

• La terza ripete amate colui che vi ha fatto

22 - 42 del male.

Questi sono gli invidiosi, che non apprezzano la

carità. Dante udirà altri esempi prima di incontrare

l’angelo.

Virgilio spinge Dante a guardare nella cornice,

perchè ci saranno anime sedute lungo la parete. Si

sentono delle anime che invocano:

Maria;

• Michele;

43 - 72 San Pietro;

• tutti i santi.

Sono simili ai ciechi, che chiedono l’elemosina fuori

dalle Chiese e fanno leva sulla carità dei passanti.

Anche queste anime non vedono nulla.

A Dante non piace camminare tra quelle anime che

non vedono e si rivolge a Virgilio che -

comprendendo i dubbi del discepolo - lo invita a

parlare. Dante si rivolge loro e li definisce spiriti

73 - 99 sicuri di vedere la luce divina. Un’anima risponde

che loro sono cittadine del Paradiso, mentre lui

vuole solo sapere se una è straniera in terra

italiana.

Un’ombra solleva il mento con aria interrogativa. Il

poeta chiede informazioni alla penitente. Il nome

era SAPIA e cercherà di spiegare perchè è più lieta

100 - 132 dei danni altrui. Anche lei chiede a Dante

informazioni.

Dante risponde che gli occhi saranno cuciti anche

lui anche se per breve tempo. Sapia gli chiede chi

133 - 154 lo abbia condotto fino a lì e Dante gli indica Virgilio

e le conferma di essere ancora vivo.

CANTO QUATTORDICESIMO Dante sente due penitenti che parlano e chiedono

come un uomo vivo possa trovarsi li assieme a loro.

1 - 21 Le due anime non rivelano i propri nomi.

GUIDO del DUCA osserva che Dante sta parlando

dell’Arno, mentre RINIERI de CALBOLI chiede

perchè il poeta non abbia pronunciato il nome del

22 - 54 fiume. Discorso sull’Arno. 47

Guido comincia a compiere una profezia: Prevede

che il nipote di RINIERI - FULCIERI DA CALBOLI

- diventerà cacciatore di lupi e li riempirà di

55 - 72 terrore sulle RIVE del fiume feroce.

Dante vuole sapere i nomi dei due penitenti e prega

loro di rivelare la propria identità. Gli spiegano poi la

73 - 86 loro identità e il loro peccato.

Guido inizia una lunga serie di antichi romagnoli

97 - 126 virtuosi. Parla poi della corruzione in Romagna.

Dante e Virgilio si allontanano dalle anime, sicuri di

procedere nella direzione giusta. I due poeti

sentono poi una voce Chiunque mi troverà, mi

ucciderà, ma la voe poi svanisce. Si sente poi

un’altra voce che dice Io sono Aglauro, che fui

127 - 151 tramutata in pietra. Dante si stringe a Virgilio, che

spiega al suo allievo perchè l’uomo è attirato da

cose sbagliate.

CANTO QUINDICESIMO In Purgatorio è il vespro, mentre in Italia è

mezzanotte. I raggi solari arrivano sul volto di Dante

e Virgilio e il poeta si meraviglia per l’aumento della

luce. In realtà, si stanno mano a mano avvicinando

ad un messo celeste (ANGELO DELLA

1 - 39 MISERICORDIA) che li invita a salire. I due

raggiungono l’angelo e sentono cantare Beati i

misericordiosi.

Dante vuole chiedere a Virgilio qualcosa, ma in

particolare quale significato avesse la profezia di

Guido del Duca. Virgilio risponde che il penitente sa

benissimo quale sia la sua colpa, ma se l’uomo

desiderasse Dio, non si troverebbe qui. Dante non

è soddisfatto della risposta del maestro, perchè non

40 - 81 capiscde come un bene posseduto da molti sia

goduto da pochi. Dio si concede a seconda della

carità che trova in ogni animo. Deve affrettarsi a

cancellare le 5P per avere risposta da Beatrice.

Dante vorrebbe ringraziare il maestro, ma capisce

di essere arrivato alla III cornice e desidera vedere

cose nuove. Ci sono molte persone radunate in un

tempio, mentre Maria entra e rimprovera Gesù, che

ha fatto preoccupare la sua famiglia. Viene

distratto, improvvisamente, dalla visione di una

donna che piange indispettita, rivolgendosi a

82 - 114 Pisistrato esortandolo a vendicarsi di colui che ha

baciato in pubblico sua figlia. Dante vede delle

persone che lapidano un giovano, incitandosi l’uno

con l’altro mentre il martire crolla a terra. 48

Dante comprende di aver avuto delle visioni e

Virgilio vuole capire quello che è successo. Il

maestro prima che Dante inizi a parlare, gli dice di

115 - 138 aver già capito cosa lo turbi. Ciò che ha sognato

sono esempi di MANSUETUDINE, che devono

distogliere dall’ira.

I poeti continuano a camminare e stanno molto

attenti allo spostarsi dei raggi solari. All’improvviso

vedono un fumo nero e intenso, dal qual è

139 - 145 impossibile allontanarsi. Il fumo li acceca

completamente.

CANTO SEDICESIMO I due avanzano lungo la III cornice, attraversano il

fumo denso che rende quel luogo ancora più buio.

Dante cammina come se fosse cieco e Virgilio lo

intima a non separarsi da lui. Si sentono delle voci

1 - 24 che intonano le prime parole dell’Agnus dei. Virgilio

conferma che sono i penitenti a cantare.

Uno dei penitenti si rivolge a Dante e gli chiede chi

sia. Virgilio esorta il discepolo a rispondere,

chiedendo se quella è una delle strade giuste per

proseguire. Il penitente li accompagnerà fino a che

25 - 51 il fumo glielo consentirà. Dante e lo spirito

continuano a parlare e quest’ultimo rivela di essere

MARCO LOMBARDO e che in quella direzione si

arriva alle scale.

Marco dichiara che il mondo è pieno di malizia.

Dante chiede perchè e Marco sostiene che il

mondo è cieco e lui dovrebbe saperlo, visto che

52 - 81 proviene da lì. Gli spiega il concetto di LIBERO

ARBITRIO.

La causa di tutto sono gli uomini. Confronto papa -

82 - 114 imperatore a Roma.

Ci sono ancora tre vecchi in cui l’età antica

rimprovera quella nuova e sono:

Corrado da Palazzo

• Gherardo

• Guido da Castello (conosciuto come

• Lombardo)

La chiesa cade nel peccato, perchè tende a

115 - 145 confondere i due poteri. Dante risponde che il

ragionamento veritiero e capisce perchè i sacerdoti

furono esclusi da una eredità di beni temporali. Il

penitente se ne va e non ascolta altro, perchè non

comprende i discorsi di Dante.

CANTO DICIASSETTESIMO 49

Dante e Virgilio escono dal fumo che avvolge la III

cornice e la mente del poeta è colpita da grande

immaginazione, che sottrae l’intelletto a ogni

stimolo esterno e nasce in cielo per volere divino. Il

poeta vede:

Progne trasformata in usignolo;

1 - 39 un uomo crocifisso, Aman, con

• atteggiamento sdegnato vicino ad Assuero,

Ester e Mardocheo;

Lavinia piange disperata e rimprovera la

• madre per essersi uccisa.

Dante torna in sè e il sonno gradualmente

scompare. Le immagini svaniscono e il poeta è

colpito da una luce estremamente abbagliante. Una

voce invita Dante a salire e desidererebbe guardare

di fronte a sè, anche se non vede nulla. Virgilio gli

40 - 69 spiega che è l’ANGELO DELLA MANSUETUDINE,

che li invita a salire. Apena Dante mette piede sul

primo gradino, sente un vento che gli colpisce il

viso e una voce che dice Beati i pacifici.

Il sole è ormai tramontato e stavano comparendo le

prime stelle. I due vengono fermati in cima alla

scala e Virgilio spiega a Dante che avrà

70 - 90 spiegazione della prossima cornice ben presto.

Virgilio spiega che ogni creatura prova amore che

può essere:

naturale (il primo è giusto)

• d’elezione (può mandare nella direzione

• sbagliata)

L’amore genera ogni virtù e ogni peccato. Il male

91 - 139 può manifestarsi in 3 modi:

chi eccelle calpestando il prossimo

• chi teme di essere superato in onore e fama

• chi riceve un’offesa e vuole vendetta.

• Virgilio interrompe la spiegazione e invita Dante a

riflettere.

CANTO DICIOTTESIMO Dante vorrebbe altri chiarimenti, ma non osa

chiederli; Il maestro comprende questo desiderio e

lo invita a parlare liberamente. Dante dice di aver

capito la spiegazione, ma di voler capire in modo

più dettagliato informazioni sull’amore. Il maestro lo

1 - 39 esorta ad ascoltare attentamente e dichiara che

l’anima si rivolge esclusivamente verso ciò che le

piace, non appena è pronta ad amare.

Le parole di Virgilio sono state chiare, ma hanno

accresciuto i suoi dubbi, perchè se l’anima ama ciò

che è offerto dalla realtà esterna, questo non può

40 - 75 essere considerato una colpa. Continua poi la

spiegazione. 50

Virgilio ha sciolto i dubbi di Dante, che, nonostante

sia colto da sonnolenza, viene scosso dalle anime

degli ACCIDIOSI. La corsa delle anime è

paragonata a quella dei Tebani. I penitenti

raggiungono i due poeti e due di loro gridano

76 - 105 piangendo gli esempi di sollecitudine di Maria e di

Cesare. Le altre anime invitano i compagni a non

perdere tempo.

Virgilio dichiara che Dante è ancora viva e vuole

risalire la cornice, ma ha bisogno di sapere quale

sia il passaggio. Uno degli spiriti lo invita a seguirlo,

106 - 129 perchè essi non possono fermarsi. Si presenta

come ABATE SAN ZENO.

Dante non sa se il penitente aggiungerà altro o

starà in silenzio, dal momento che corre via da loro

velocemente. Virgilio gli indica altri due accidiosi.

Essi gridano che gli Ebrei furono lenti a seguire

130 - 145 Mosè e morirono prima di giungere al Giordano,

mentre i Troiani ebbero una vita ingloriosa. Dante

passa dalla veglia al sonno finchè comincia a

sognare.

CANTO DICIANNOVESIMO Il calore sulla Terra è svanita e Dante sogna una

donna balbuziente, con occhi storti e zoppa,

dalle dita rattrappite e di colore smorte. Nel

sogno, Dante la rende bellissima. La donna parla

con scioltezza e dichiara di essere una dolce

1 - 33 sirena, che lega a sè chi ascolta. La donna non ha

smesso di parlare e ne appare una dall’aspetto di

santa che parla con Virgilio. Il maestro mostra al

suo allievo l’aspetto deforme della donna.

Dante si sveglia e Virgilio gli dice di averlo chiamato

tre volte per continuare il cammino. Il poeta sente la

voce dell’ANGELO DELLA SOLLECITUDINE, che li

34 - 51 invita a salire. L’angelo apre le ali e fa vedere loro

una scala, muove penne e crea del vento che

colpisce la fronte dei due poeti.

Virgilio chiede a Dante perchè è così pensieroso e il

discepolo espone tutti i dubbi su quel sogno. Virgilio

gli spiega che:

la donna rappresenta la cupidigia dei beni

52 - 69 materiali;

l’uomo può liberarsi da tale peccato.

• Ora i poeti devono affrettarsi. 51

Dante vede le anime dei penitenti stese con la

faccia a terra, che piangono e recitano il slamo

ADHAESIT PAVIMENTO ANIMA MEA Con

profondi sospiri. Virgilio cerca di capire quale sia la

strada per giungere alla cornice successiva. Il

70 - 114 penitente vorrebbe dire altro e Virgilio glielo

consente. Il peccatore è Adriano V e si presenta

come successore di San Pietro. Spiega loro quale

sia la sorte.

La pena degli avari rispecchia il loro peccato. Dante

si inginocchia davanti ad Adriano e sta per parlare

quando gli viene chiesto il motivo dell’inchino. Il

penitente lo invita ad alzarsi in piedi, perchè

115 - 145 nell’Oltretomba tutti hanno pari dignità. Lo invita

anche ad andarsene.

CANTO VENTESIMO Dante deve rispettare la volontà del pontefice di

non continuare il colloquio. Maledice la lupa,

chiedendo quando sarà cacciata dalla terra. I

peccatori citano ancora Maria e circondano

1 - 33 FABRIZIO LUSCINIO, console romano che preferì

vivere poveramente con virtù piuttosto che cedere

al vizio. Dante è spinto ad avvicinarsi all’anima che

ha parlato.

Dante gli chiede chi sia, domandandosi perchè era

l’unico a citare esempi di liberalità. Il poeta promette

di ricompensarla e ricordarla sulla Terra. Dichiara di

34 - 96 essere il capostipite della dinastia dei CAPETINGI.

Si presenta come UGO CAPETO. Vengono

raccontate le vicende legate alla dinastia.

Gli esempi di liberalità vengono nominati solo di

giorno, mentre di notte vengono citati quelli di

avarizia. Tra questi ultimi troviamo:

Pigmalione

97 - 123 Re Mida

• Acan

• Safra e suo marito

• Licinio Crasso

I due poeti si allontanano dal penitente e tentano di

percorrere la cornice, quando, improvvisamente il

monte crea un sordo rimbombo e Dante si sente

raggelare il cuore. Inizia poi un grido emesso dalle

124 - 151 anime che intonano il Gloria in excelsis deo. Il

grido si interrompe dopo il terremoto e i due poeti

riprendono il cammino. Dante vorrebbe poter

sapere l’origine del fenomeno.

CANTO VENTUNESIMO 52

Dante è tormentato dalla curiosità, ma si affretta a

seguire Virgilio lungo la Cornice e prova

compassione per le anime. Appare un’anima di

nome Stazio, che segue i due poeti intenti a

camminare. Il nuovo arrivato augura loro la pace; i

1 - 36 due si voltano e Virgilio risponde al saluto. Il nuovo

arrivato augura loro pace e salvezza. Virgilio spiega

che Dante ha sulla fronte i segni incisi dall’angelo,

quindi è degno di stare in Purgatorio. Dante gli

chiede allora perchè poco prima c’è stato un

terremoto.

Stazio spiega che lì non avviene alcun fenomeno

atmosferico e gli unici terremoti che avvengono

37 - 75 sono quelli di quando un’anima ascende al cielo.

Dante è soddisfatto dalla spiegazione

Virgilio risponde a Stazio di aver compreso e gli

chiede il motivo per cui si trova in questa Cornicfe.

L’anima spiega di essere vissuta ai tempi in cui Tito

vendicò la crocifissione di Cristo con la distruzione

del tempio di Gerusalemme. È ricordato come

autore di:

76 - 93 Tebaide

• Achilleide

• Sarebbe voluto vivere al tempo di Virgilio.

Virgilio si volta verso Dante e gli fa cenno di tacere.

Stazio è curioso di capire perchè Dante sorride e

Virgilio spiega che lui è proprio quel Virgilio che ha

103 - 136 offerto lui ispirazione poetica. Stazio corre ad

abbracciare il poeta, ma entrambi sono anime

inconsistenti.

CANTO VENTIDUESIMO L’ANGELO DELLA GIUSTIZIA indirizza Dante,

Virgilio e Stazio verso la VI cornice, dopo aver

1 - 24 cancellato la 5P dalla fronte di Dante. Virgilio vuole

capire il perchè della presenza di Stazio.

Stazio gli Spiega che i suoi peccati non riguardano

25 - 54 l’avarizia, ma la prodigalità.

Virgilio vuole capire perchè Stazio si è convinto a

convertirsi al cristianesimo. Stazio afferma che il

merito sarebbe stato proprio di Virgilio e di ciò che

55 - 93 scrisse nella IV ecloga. Nonostante tutto, egli non

dichiarò mai la propria fede.

Stazio vuole sapere il destino di:

Terenzio

• Plauto

• Varrone

94 - 114 Vuole sapere qualche sorte sia toccata a quelle

persone. Virgilio rispose che tutti loro si trovano nel

LIMBO, assieme a molti altri personaggi famosi.

53

Dante segue i due poeti e ascolta i loro discorsi. Ad

un tratto, il cammino si interrompe per la visione di

un albero da frutto profumato. Una voce li

ammonisce di non toccare i frutti. Vicino alla parete

rocciosa, camminano tre poeti. Vengono qui

115 - 154 elencati 3 esempi di temperanza:

Maria

• Donne di epoca romana

• Giovanni Battista

CANTO VENTITREESIMO I poeti sentono delle anime che, piangendo,

cantano Labia mea domine. Dante chiede

spiegazioni a Virgilio. Sono arrivati alla cornice dei

1 - 36 GOLOSI. Hanno il volto scavato dalla magrezza,

perchè non possono raggiungere i frutti dell’albero.

Dante tra quelle anime non avrebbe mai

riconosciuto l’amico FORESE DONATI, se non

34 - 75 avesse parlato. Prega il poeta di non badare al suo

aspetto, ma gli spiegherà perchè si trovi lì.

La morte dell’amico è avvenuta 5 anni prima e si

trova già lì perchè la moglie Nella ha pregato Dio.

76 - 114 Critiche alle donne fiorentine.

Pochi giorni prima, Virgilio aveva tratto Dante fuori

dalla vita peccaminosa. Ora lo sta guardando qui e

115 - 133 lo farà sino all’arrivo di Beatrice.

CANTO VENTIQUATTRESIMO 54

Forese e Dante continuano a camminare lungo la

Cornice, mentre tutti osservano Dante vivo. Forese

gli chiede la sorte della sorella Piccarda, venendo a

scoprire che ella è già ascesa al cielo. Forese

rivendica anche un’altra anima, BONAGIUNTA DA

1 - 33 LUCCA e accanto a lui MARTINO DI TOURS.

Nomina altre persone tra cui:

UBALDINO DELLA PILA

• BONIFACIO FIESCHI

• Bonagiunta sembra rientrare tra gli interessi di

Dante. Gli predice che nascerà una giovane in

grado ospitarlo quando verrà esiliato. Chiede anche

se Dante abbia scritto DONNE CH’AVETE

34 - 63 INTELLETTO D’AMORE. Bonagiunta comprende la

differenza che separa lui dallo stilnovo, il cui

termine è stato coniato dal sommo poeta.

Le anime si allontanano da Dante e con lui rimane

solo Forese, che gli chiede quando si rivedranno.

Dante non sa rispondere a questa domanda.

Forese gli preannuncia che il responsabile di tutti i

64 - 93 mali è CORSO DONATI (suo fratello), che verrà

trascinato all’Inferno da una bestia feroce. Presto

Dante potrà chiarire il senso di questa profezia.

Forese si allontana con passo rapido e Dante resta

in compagnia dei due poeti. Il poeta scorge poi un

secondo albero da frutto e anche in questo caso

94 - 120 sentono una voce che attribuisce questa pianta

all’EDEN, che causò i peccati di Adamo ed Eva.

Vengono ricordati esempi di gola punita, fra cui:

centauri che combatterono Teseo;

121 - 129 ebrei inclini a bere per cui Gedeone non li

• vuole come soldati.

I tre poeti proseguono nella cornice ormai deserta,

riflettendo su ciò che hanno udito. Ad un tratto,

sentono una voce che chiede loro cosa stanno

pensando. Vedono l’ANGELO DELLA

TEMPERANZA, che invita i tre a salire se vogliono

130 - 154 arrivare nella cornice successiva. L’angelo cancella

la 6 P e dichiara beati coloro che sono illuminati

dalla grazia e non sono troppo inclini alla gola.

CANTO VENTICINQUESIMO I tre poeti percorrono la strada verso la prossima

cornice con un passo veloce. Virgilio risolve ancora

1 - 30 una volta i dubbi di Dante, invitando Stazio ad

avere spiegazioni più dettagliate per Dante.

Stazio accetta di parlare in presenza di Virgilio, ma

solo perchè non può rifiutare di farlo. Inizia una

lunga spiegazione, facendo anche una serie di

31 - 78 esempi e traendo alcuni principi dalla filosofia di

Averroè. 55

Arrivano nell’altra cornice, che emana una sorta di

vento verso l’alto. I tre costeggiano il ciglio della

79 - 108 cornice e Stazio continua a spiegare comemai le

anime patiscano la fame e dimagriscano.

Virgilio raccomanda a Dante di stare molto attenta,

mentre si sentono gli spiriti che cantano l’inno

Summae deus clementiae. Le anime, capisce

109 - 139 Dante, cercano per tutta la loro permanenza di

rimarginare la piaga del loro peccato.

CANTO VENTISEIESIMO I tre continuano a camminare e Virgilio continua a

mettere in guardia sul percorso da fare, ma il poeta

è colpito sul braccio dal sole. Uno dei lussuriosi non

1 - 24 comprende perchè Dante proietti un’ombra.

L’attenzione di Dante viene colta da una schiera di

lussuriosi, che procede in senso contrario alla

25 - 51 prima. Descrizione delle anime attraverso le

similitudini.

Dante spiega che sta salendo il monte per liberarsi

dal peccato e lo attende una donna che gli

52 - 66 procurerà la grazia.

Un’anima dice che Dante ha il privilegio di visitare

67 - 87 tutto questo da vivo, dicendo agli altri quali peccati

hanno compiuto.

Si presenta l’anima di GUIDO GUINIZZELLI, che si

pentì dei propri peccati prima della morte. Racconta

a Dante di ciò che accadde. Ci presenta altre

anime:

ARNCUT DANIEL, preferito dagli stolti

88 - 132 troppo tardi.

Chiede poi a Dante di recitare un Pater Noster

davanti a CRISTO.

Guido scompare nel fuoco e Dante si avvicina al

penitente che ha indicato prima. Esso prega Dante

133 - 148 di ricordarsi di lui una volta finito il viaggio.

CANTO VENTISETTESIMO Il sole è ormai al tramonto nel Purgatorio, alba a

Gerusalemme, mezzogiorno sul Gange. Ai tre poeti

compare l’ANGELO DELLA CASTITÀ, che canta la

1 - 15 sesta beatitudine Beati mundo corde e li inita ad

attraversare il fuoco. Dante è raggelato dal terrore

Dante guarda all’interno del fuoco, spaventato

all’idea di passare tra le fiamme. Virgilio gli spiega

che nessuna pena qui può causare la morte. Dante

16 - 45 non vuole attraversare il fuoco, Virgilio deve

ricordagli di farlo per conoscere Beatrice. 56

Dante per rinfrescarsi dal caldo riuscirebbe a

gettarsi dentro del vetro, ma Virgilio gli dice che

vede già Beatrice. I due poeti vengono guidati dalla

voce di un angelo, che dice Venite, benedicti

46 - 63 patris mei. A causa del fulgore, Dante non riesce a

riceverlo. Il sole sta per tramontare e i 3 devono

sbrigarsi.

I tre iniziano a salire la scala che li condurrà al

Paradiso Terrestre. Percorrono solo pochi passi

64 - 93 prima che il sole tramonti. Dante, alla fine, stanco,

si addormenta.

Dante sogna una donna che si chiama Lia, che

parla della sorella. ormai il sole sta sorgendo e

94 - 114 Dante si sveglia e vede Virgilio e Stazio già in piedi.

Virgilio dice a Dante che finalmente potrà ottenere

la felicità terrena. Le parole confortano Dante di

gioia e volontà, quindi percorre velocemente gli

ultimi gradini. Virgilio lo avvisa anche di averlo

condotto fino ad un certo punto, ma oltre non può

115 - 142 andare. Dante può entrare nel Paradiso Terrestre,

nell’attesa dell’arrivo di Beatrice. Virgilio lo incorona

come signore di se stesso.

CANTO VENTOTTESIMO Dante è curioso e vuole esplorare la foresta

1 - 21 dell’Eden.

Dante si è inoltrato nella selva e non vede più

l’ingresso, quando giunge al fiume Lete le cui acque

scorrono verso sinistra. Dante scorge una bella

22 - 51 donna, MATELDA, che cammina solitaria e canta,

mentre raccoglie i fiori. La donna gli ricorda molto

Proserpina, quando fu rapita da Plutone.l

Matelda si volge verso Dante e si avvicina a lui

quanto basta perchè possa sentire il suo canto. Lo

sguardo della donna è pieno di amore. Solo tre

passi separano lei e il poeta, che sta cominciando

ad odiare il fiume. La donna si rivolge a Dante,

52 - 84 Virgilio e Stazio, spiegando che essi possono

meravigliarsi del suo sorriso, ma la spiegazione

possono trovarla nel Salmo Delectasti. Invita Dante

a rivolgerle molte domande.

Dante osserva che la presenza del vento, contrasta

con ciò che gli avevano detto del Purgatorio.

Matelda promette a Dante che ogni sua risposta

dissiperà ogni dubbio. Il vento è prodotto dal

85 - 133 movimento delle sfere celesti che fanno ruotare

l’atmosfera rarefatta. L’acqua del fiume è alimentata

dalla volontà divina.

Matelda fornisce a Dante un corollario: dichiara

che i poeti classici che scirvono nei loro versi

134 - 148 dell’età dell’oro, forse sognarono proprio l’eden.

57

CANTO VENTINOVESIMO Matelda canta piena d’amore e dichiara beati coloro

che hanno coperto il peccato con il perdono. Dante

1 - 15 comincia a seguire la donna e lei lo invita a

guardare e ascoltare con attenzione.

Un fulgore attraversa la foresta e Dante pensa che

sia un lampo che persiste nel tempo. Una dolcfe

16 - 36 melodia si diffonde nell’aria e decide di proseguire il

cammino.

Dante si rivolge alle Muse per chiedere aiuto in

nome dei sacrifici compiuti per dedicarsi alla

37 - 60 poesia. Si sente il canto dell’Osanna. Virgilio è

meno sorpreso del suo discepolo.

Matelda esorta Dante ad osservare cosa avviene

dietro i candelabri. Il poeta vede delle figure vestite

di bianco che seguono i candelabri come guide.

L’acqua del Lete risplende grazie ad essi. Il poeta

61 - 81 avanza ancora per poi fermarsi davanti a 7 liste

luminose che vanno al di là della vista.

Dietro i candelabri si celano 24 vecchi, a due a due

coronati da gigli che cantano lodi alla bellezza della

Vergine. Dietro i vecchi compaiono 4 animali:

82 - 105 ciascuno di essi ha sei ali le cui penne sono piene

di occhi.

I quattro animali circondano un carro trionfale a due

ruote, trainato da un grifone con un giogo al collo.

106 - 120 Ogni carro famoso non è nulla confronto a questo.

Avanzano tre donne:

una rosso fuoco;

• una verde smeraldo;

• una bianco candido.

• Accanto ad esse, ci sono 4 donne vestite di

121 - 154 porpora, che seguono una con tre occhi. Dietro ci

sono due vecchi, dietro ancora 4 personaggi seguiti

da un vecchio inespressivo. Quando arriva il carro

si sente un tuono e il carro si arresta.

CANTO TRENTESIMO Uno dei 24 vecchi grida la frase Veni, sponsa, de

Libano. 100 angeli si alzano in volo sul carro come

1 - 21 rispondendo a un grido. Essi dicono Benedictus

qui venis, gettando fuori.

Dante descrive l’apparizione di una donna coperta

da una nuvola di fiori. Indossa un velo bianco e una

ghirlanda di ulivo, un mantello verde e una veste

22 - 54 color rosso vivo. Il suo spirito gli ricorda già la

donna amata in vita, BEATRICE. Virgilio è

scomparso e Dante si sente abbandonato e piange.

58

Beatrice si rivolge a Dante e lo invita a non

piangere, perchè presto dovrà farlo per motivi più

seri. Beatricef ha un aspetto duro e intransigente ed

55 - 81 esorta Dante a guardarla bene. Beatricef gli ricorda

la madre che rimprovera il figlio.

Beatrice tace e gli angeli cantano il salmo In te,

domine, speravi. Non vanno oltre l’ottavo versetto.

82 - 99 Dante trattiene le lacrime, ma scoppia poi in un

pianto disperato.

Beatrice resta accanto al carro e si rivolge agli

angeli, dicendo che essi vedono nella mente di Dio

tutto ciò che accade nel mondo e le sue parole

saranno rivolte a Dante. Viene specificato che

Dante, finchè Beatrice era in vita, fu guidato sulla

100 - 145 retta via. Dopo la sua morte, la abbandonò per

dedicarsi ad altre donne. L’unico modo per dargli

una lezione era fargli vedere i dannati all’Inferno.

CANTO TRENTUNESIMO Beatrice si rivolge a Dante e lo esorta a dire se le

sue parole sono vere, perchè le sue accuse devono

essere accompagnate dalla confessione del poeta.

Dante tenta invano di parlarle, ma la donna lo

1 - 36 incalza con varie domande, ma il poeta risponde

con un si e un pianto a dirotto.

battibecco tra Beatrice e Dante, in cui la donna lo

37 - 63 invita a smettere di piangere e ascoltarla.

Dante la ascolta in silenzio e vede che gli angeli

hanno smesso di spargere fiori. Dante prova odio

64 - 90 per ciò che lo ha distolto dall’amore per Beatrice.

Dante si trova immerso fino alla gola nel fiume Lete,

con Matelda che lo esorta ad aggrapparsi a lei con

forza. Il poeta sente gli angeli cantare Aspergeres

81 - 102 me con dolcezza. Matelda spinge la testa del poeta

sotto acqua, per costringere a bere.

Matelda trae Dante fuori dall’acqua e lo affida alle 4

donne che danzano alla sinistra del carro. Le donne

103 - 126 cantano di essere ninfe e stelle in cielo.

Dante continua ad osservare lo spettacolo e non è

127 - 145 in grado di descrivere la bellezza di queste donne.

CANTO TRENTADUESIMO Dante osserva il volto di Beatrice per soddisfare il

desiderio di non averla vista per 10 anni. A volte le

tre donne gridano a Dante di non fissare troppo

Beatrice. Le 7 donne tornano presso le ruote del

1 - 33 carro, trainato dal grifone senza che le penne si

mutino. Dante, Matelda, Stazio seguono il carro

accanto alla ruota destra. 59

Tutti circondano un albero spoglio, mormorando il

nome di Adamo. L’albero si allarga man mano che

sale. Il grifone trascina il carro ai piedi dell’albero e

34 - 63 questo fiorisce producendo fiori rosa e violetto. I

personaggi intonano un canto celestiale.

Dante non sa come si è addormentato, può solo

descrivere il momento del risveglio, provocato dalla

voce di Matelda. Il poeta chiede dove possa trovarsi

Beatrice e Matelda la indica seduta ai piedi

64 - 99 dell’albero. Le sette donne la circondano e tengono

in mano delle lampade.

Beatrice dice a Dante che tratterrà poco, perchè

presto lui sarà cittadino del Paradiso come lei.

100 - 108 Dante è desideroso di ubbidire a Beatrice

Dante vede un’aquila che danneggia il carro e una

volpe che si avventa sul fondo del carro. Beatrice la

109 - 123 mette in fuga e l’animale si allontana.

Dante vede l’aquila scendere dal carro e lasciare

qui le sue penne. Vede la terra aprirsi fra le ruote

124 - 141 del carro e si vede uscire un drago.

Il carro si trasforma e mette in 7 teste:

3 sul timone

• 1 per ognuno dei quattro lati.

• Dante vede una prostituta sedere su un carro

142 - 160 diventato mostro. La prostituta rivolge a Dante uno

sguardo e poi scompare.

CANTO TRENTATREESIMO Le 7 donne intonano un canto alternandosi fra loro con

cui lamentano la distruzione del Tempio di Gerusalemme.

Beatrice sospira. Avvisa le donne che presto comparirà

1 - 12 nuovamente.

Beatrice si mette in cammino e dice a Dante ad affrettare

il cammino e lui obbedisce. Dante deve abbandonare

ogni vergogna e parlare in modo chiaro. Lo avvisa che

13 - 51 tra poco un inviato di Dio arriverà e ucciderà la prostituta

e il gigante.

Beatrice spiega a Dante che tra poco sarà tutto chiaro.

52 - 78 Dante conserva minuziosamente le parole di Beatrice. Lei

gli spiega che è ancora lungo il percorso per arrivare al

79 - 102 regno di Dio.

Il sole ha raggiunto il meridiano e le 7 donne si fermano.

Hanno raggiuntoi un punto in cui i raggi penetrano

debolmente. Qui Dante vede due fiumi:

Lete

103 - 135 Eunoè

che sgorgano da un’unica fonte. Matelda conduce Stazio

e Dante verso l’Eunoè.

Dante non può descrivere le acque del fiume, perchè la

136 - 145 cantica è finita. Ormai è purificato, 60

PARADISO [33 CANTI] 61

CONCEZIONE CHI ACCOGLIE CONSEGUENZE

È una città celeste perfetta e In esso sono accolti i giusti dopo Raggiunto il numero, il mondo

definitiva, non soggetta a la morte. finirà e con il giudizio universale

turbamenti e trasformazioni. avverrà la suddivisione finale tra

salvi e dannati.

Il loro numero è stabilito da Dio Tutti, in quel momento,

da sempre. rivestiranno i propri corpi mortali:

• i dannati perchè siano

accresciute le loro pene;

• i beati per godere

pienamente della felicità.

Il Paradiso è abitato per nove decimi da angeli e per un decimo da uomini. Sono due le

caratteristiche di base della sfera celeste:

PREDESTINAZIONE = Il disegno divino è stabilito da Dio.

LIBERO ARBITRIO = La realizzazione del piano divino segue strade diverse e

individuali.

Il Paradiso è tutto ciò che sopra alla sfera del fuoco, che segna il confine tra:

COSE DEPERIBILI E MUTEVOLI;

COSE INCORRUTTIBILI ED ETERNE.

A differenza di Inferno e Purgatorio, tutte le anime sono collocate in un’unica sede,

l’Empireo. Non tutte raggiungono lo stesso grado di beatitudine.

COME LE ANIME RAGGIUNGONO IL PARADISO?

Dante immagina che la Grazia divina abbia creato le condizioni perchè ai suoi occhi

umani sia visibile la dimensione interiore delle anime.

Le anime sono distribuite nei vari cieli a seconda del grado di beatitudine. Le

anime si manifestano tutte in quella sede, perchè è la vera forma del Paradiso e a

Dante è data la possibilità di vedere i beati nei loro corpi terreni (come saranno dopo il

Giudizio Universale.

STILE E CARATTERISTICHE

Manca la drammaticità che caratterizza le due cantiche;

È priva di tensione la relazione di Dante con gli interlocutori;

drammatica è la tensione per conquistare la beatitudine.

Hanno particolare risalto le tematiche teologiche e dottrinali in una prospettiva

narrativa, che le rende interessanti. Ci sono anche altre tematiche, come quella

politica, che però è ridotta all’essenziale attraverso nuclei definiti:

Chiesa; 62

Impero;

Firenze.

La sua concezione politica tende ad ammorbidirsi e rendersi più equilibrata. La poesia

di Dante è comunque molto realistica, ma sfrutta riferimenti terreni per descrivere

fenomeni sovrumani.

LUCE = tutto ciò che si manifesta a Dante, lo fa in questo modo. Dio è rappresentato

come Luce. Ha un significato allegorico, perchè rappresenta la Grazia in senso ampio.

A questa luce, si contrappongono gli scenari delle altre due cantiche.

LINGUA

Spesso, per Dante è molto complesso adeguare le facoltà di lingua e arte all’oggetto che

devono esprimere. Toccare il tema dell’ineffabilità, significa avvicinarsi a Dio

attraverso la parola, anche se quest’ultima non potrà toccare Dio. Il fatto di parlare di

Dio sta proprio nel non poterne parlare.

STRUTTURA del PARADISO

Ciascuno dei primi 9 cieli è governato da una intelligenza angelica. I primi 8 sono

associati a un influsso celeste e una schiera di beati.

È governato dagli Angeli

I CIELO ed è associato agli Spiriti

(è considerato un Cielo della luna difettivi, ossia coloro che INFLUSSO = DEBOLE

astro mutevole, per non portano a VOLONTÀ

questo motivo gli compimento i voti

spiriti hanno una pronunciati.

mancanza) È governato dagli INFLUSSO =

II CIELO Cielo di Mercurio Arcangeli ed è associato DESIDERIO DI GLORIA

agli spiriti operanti per la TERRENA

gloria terrena

È governato dai INFLUSSO = AMORE

Cielo di Venere Principati ed è associato PER IL PROSSIMO

III CIELO agli spiriti amanti

È governato dalla INFLUSSO = AMORE

Cielo del Sole podestà ed è associato PER LA SAPIENZA

IV CIELO agli spiriti sapienti

È governato dalle virtù INFLUSSO =

Cielo di Marte ed è associato agli spiriti COMBATTIVITÀ

V CIELO combattenti per la fede

È governato dalle INFLUSSO = AMORE

DOMINAZIONI ed è PER LA GIUSTIZIA

VI CIELO Cielo di Giove associato agli spiriti

giusti 63

È governato dai Troni ed INFLUSSO = VITA

Cielo di Saturno è associato agli Spiriti CONTEMPLATIVA

VII CIELO contemplativi

Cielo delle stelle fisse È governato dai INFLUSSO = AMORE

VIII CIELO CHERUBINI PER IL BENE

È governato dai Serafini

Cielo del Primo Mobile e imprime il movimento a _ _

IX CIELO tutti gli altri cieli

Empireo Sede di Dio, Angeli,

X CIELO Beati _ _

LEGGENDE NEL PRIMO CANTO

Leggenda di Apollo e Marsia: Racconta il mito che un giorno Atena, per riprodurre

il lamento lanciato dalle Gorgoni quando Perseo decapitò la sorella Medusa, inventò uno

strumento a fiato, l’aulòs, un flauto a doppia canna. Qualche tempo dopo, al termine di un

banchetto degli dei, la dea per compiacere Zeus e gli altri convitati, prese il suo strumento ed

iniziò a suonare. La musica era piacevole, ma ciò nonostante Era e Afrodite scoppiarono a

ridere, prendendosi gioco di lei. Offesa, Atena fuggì dall'Olimpo, fermandosi nei pressi di un

lago; qui riprese a suonare lo strumento, ma vedendo il suo volto riflesso nell’acqua capì il

motivo dell’ilarità delle due dee: soffiando nelle canne del flauto, infatti, il viso della dea si

gonfiava, arrossava e deformava. Adirata, Atena gettò via lo strumento musicale maledicendo

chiunque l’avesse raccolto. L’aulòs fu trovato e raccolto da Marsia, un satiro di origine frigia,

che esercitandosi divenne abilissimo nel suonarlo. La fama acquisita era tale che un giorno il

satiro osò lanciare una sfida ad Apollo, dio della musica, certo di poterlo battere. Il dio accettò

e chiamò le Muse a giudicare la contesa. In un primo momento la giuria rimase molto colpita

dalle melodie dell’aulòs di Marsia; Apollo quindi – temendo una sconfitta – iniziò a suonare la

sua lira e a cantare contemporaneamente, sfidando il rivale a fare altrettanto: chiaramente, la

natura stessa dello strumento a fiato del satiro non gliel’avrebbe consentito, e così la vittoria

fu assegnata al dio. Come punizione per aver osato sfidare un dio, mettendosi in competizione,

Apollo sottopose Marsia ad una tortura atroce (ed è proprio da questo punto che parte il

racconto ovidiano): legatolo ad un albero, lo scorticò vivo. Satiri, ninfe e fauni accorsero per

piangere un ultima volta il compagno, e dalle loro lacrime nacque un fiume che prese il suo

.

nome

Leggenda di Glauco: è una figura mitologicfa greca, figlio di Poseidone e di una

Naiade. Fu divinità del mare e comparve nelle opere di Apollonio Rodio e Ovidio.

Secondo la leggenda, nacque umano, praticò l’attività di pescatore in Beozia, la sua

immortalità e la sua natura magica derivarono da un’erba. Un giorno, posò il pescato

su un prato in cui nessuno aveva mai messo piede. I pesci, magicamente, mangiando

l’erba, riprendevano via e si rigettavano in acqua. Il suo corpo mutò le sembianze

assumendo la coda di pesce. 64

CANTO PRIMO Dante dichiara di essere stato nell’Empire, che

riceve la lue divina che si diffonde dall’Universo.

Avverte il lettore cfhe ha visto cose difficili da riferire

a parole, perchè la ragione umana non può

ricordare ciò che vede quando incontra Dio. Il poeta

1 - 38 cerca di descrivere il regno santo e per questo

invoca APOLLO. Il dio pagano dovrà ispirarlo con

suo canto, come fece quando sconfisse Marsia.

Dante spera che il suo esempio venga seguito da

altri poeti.

Il sole sorge da diversi punti, ma il punto da cui

sorge quando è EQUINOZIO DI PRIMAVERA si

congiunge alla COSTELLAZIONE DELL’ARIETE.

39 - 63 Dante vede Beatrice rivolta a fissare il sole. Dante

prova ad imitarla, ma per ora può vedere solo la

luce, come se fosse spuntato un secondo sole.

Dante comincia a fissare il sole e Beatrice che a

propria volta fissa il cielo. il poeta subisce una

trasformazione pari a quella di GLAUCO. È

impossibile descrivere l’andare oltre la natura

64 - 81 umana, perciò il lettore deve accontentarsi di un

esempio tratto dalla mitologia. Gli sembra quasi che

la luce del sole renda straordinario lo spazio

circostante.

Il poeta matura il fortissimo desiderio di conoscere

l’origine del suono e della luce, per cui Beatrice si

rivolge a lui per tranquillizzare il suo animo. La

82 - 93 donna spiega che Dante immagina le cose

sbagliate, perchè non è più sulla Terra. Sta salendo

verso i Cieli.

Beatrice ha risolto il PRIMO DUBBIO di Dante, ma

ora un altro e tormenta il poeta che chiede alla

donna come sia possibile che lui, umano e vivo,

poss salire il cielo con il proprio corpo mortale.

Beatrice lo rimprovera come una madre fa con il

94 - 142 figlio e gli spiega che tutte le cose dell’Universo

sono armoniche tra loro. In quest’ordine tutte

scorgono Dio in base alla natura. Alla fine del

discorso torna a guardare il Cielo.

CANTO SECONDO Dante si rivolge ai lettori che non possiedono le

conoscenze teologiche necessarie a comprendere

tutto e lo ammonisce a non seguire le proprie idee,

perchè rischiano di perdersi. Il campo analizzato da

1 - 18 Dante non è mai stato percorso da alcuno e lui

stesso è assistito dall’ispirazione divina. Solo coloro

che hanno studiato teologia possono seguirlo. 65

I due procedono verso l’alto e ascendono al CIELO

DELLA LUNA, dove l’attenzione del poeta è attirata

dall’aspetto dell’astro. Beatrice lo invita a

ringraziare Dio per l’ascesa. L’astro appare al poeta

come una nuvola splendente, simile a un diamante

19 - 45 illuminato dal sole. I due entrano nel Cielo e Dante

si stupisce per come ci siano riusciti. In questa

cantica, si cercherà di descrivere ciò che non è

dimostrabile scientificamente.

Dante risponde a Beatrice di essere grato a Dio per

averlo ammesso in Paradiso, ma le chiede

informazioni sulle macchie lunari. Beatrice sorride e

dichiara che Dante non dovrebbe basarsi solo sulla

46 - 63 ragione, perchè essa non può assolutamente

comprendere l’esperienza sensibile.

Beatrice spiega che nel CIELO DELLE STELLE

FISSE ci sono tanti astri diversi per qualità e

dimensione. Le stelle possiedono virtù diverse,

64 - 105 aspetto che rende la spiegazione del poeta sulla

densità, errata.

La mente di Dante ha eliminato le proprie

convinzioni e Beatrice può ora alimentarla con una

luce vivida. La donna gli spiega che entro

l’EMPIREO ruota il PRIMO MOBILE, nella cui virtù

è contenuta la vita di tutto l’Universo, mentre il Cielo

delle stelle fisse distribuisce la virtù a coloro che si

106 - 148 trovano all’interno. I cieli ricevono questa virtù e la

dispongono per fini vari. La differenza nello

splendore dipende dalla maggiore o dalla minore

gioia dell’intelligenza che si manifesta nelle varie

stelle e nelle parti di un astro. (LUNA)

CANTO TERZO Beatrice svela a Dante la verità circa le macchie

lunari e il poeta cerca di volgersi verso la donna,

ma una visione attira il suo sguardo. Dante vede

degli spiriti pronti a parlare, ma tanto evanescenti

da sembrare riflessi e il poeta sta per commettere

1 - 33 l’errore di Narciso. Si volta, ma non vede alcuna

immagine. La donna lo invita a non stupirsi per il

fatto che le anime sorridono. Spiega che le anime

sono qui, perchè non hanno rispettato un voto.

Dante si rivolge all’anima che pare voler parlare e le

chiede il nome. L’anima risponde con occhi

sorridenti e Dante la riconoscerà come PICCARDA

DONATI. È stata relegata con gli SPIRITI

34 - 57 DIFETTIVI, perchè non hanno portato a

compimento un voto o perchè lo hanno in parte

trascurato. 66

Danet spiega a Piccarda che nel loro aspetto c’è

qualcosa che le fa risplendere diversamente da

come erano in vita. Piccarda risponde che la carità

58 - 90 placa ogni loro desiderio discorde dalla volontà di

Dio. L’essere beati comporta proprio adeguarsi alla

volontà divina. Tutto questo dà loro pace.

Dante comprende che tutti i beati hanno la felicità

estrema ed eterna anche se in gradi diversi. La

risposta di Piccarda ha acceso in Dante un ALTRO

DUBBIO; per cui il poeta le chiede quale voto non

abbia portato a compimento.

Piccarda da giovane era entrata nell’ordine di

Santa Chiara, per cui molte donne si votano e

91 - 120 prendono il velo. Ella pronunciò i voti

monastici, ma degli uomini dediti al male la

rapirono e la obbligarono ad una vita diversa.

Piccarda indica un’altra anima cui è stata portata

via la propria scelta di vita. È COSTANZA

D’ALTAVILLA, imperatrice e madre di Federico II.

Piccarda intona l’Ave Maria e piano piano

scompare. Dante la segue con lo sguardo finchè

può. Comincia poi ad osservare Beatrice, ma lei col

121 - 130 suo splendore lo abbaglia. Questo rende Dante più

restio a domandare.

CANTO QUARTO Dante ha dei dubbi e non sa quale esprimere per

primo, per cui non parla. Il suo dubbio traspare sul

volto, per cui Beatrice si comporta come

un’indovina. La donna sa quali sono i dubbi di

Dante:

il primo riguarda l’inadempienza del voto,

• quando la vicenda è causata dalla violenza

altrui;

1 - 27 Il secondo riguarda la sede dei beati e si

• riferisce all’opinione espressa da Platone

nel “Timeo”.

Beatrice si propone di risolverli entrambi,

cominciando dal secondo, che è più pericoloso dal

punto di vista della fede.

Beatrice spiega che il serafino più vicino a Dio e gli

altri hanno sede nello stesso posto, l’EMPIREO. Gli

spiriti difettivi si trovano qui, ma con un maggiore

28 - 63 grado di intensità. Viene smentito ciò che afferma

Platone nel “Timeo”.

Beatrice ha ancora il compito di sciogliere i dubbi

del poeta sui voti non compiuti, argomento

sicuramente poco rischioso sul piano dottrinale. Se

una violenza avviene e la persona che la subisce

non risponde, allora le anime vengono perdonate

64 - 90 per non aver rispettato il voto. Questo accadde alle

due anime appena incontrate. Il dubbio venne

risolto. 67

La spiegazione accende un nuovo dubbio, che

Dante non può risolvee sa solo:

Beatrice ha spiegato che le anime beate non

• possono mentire;

Piccard ha detto a Dante che Costanza è

• sempre stata fedele alla regola monastica.

91 - 117 Ciò sembra contraddire Beatrice. Ma la donna gli

spiega che per evitare un pericolo, si fa ciò che si

deve fare. Anche questa volta la spiegazione di

Beatrice placad tutti i dubbi di Dante.

Dante esprime la propria gratitudine verso Beatrice

e dichiara che l’intelletto umano non è mai sazio se

non viene illuminato dalla verità divina. Questo

118 - 142 desiderio di raggiungere la verità crea ancora più

dubbi, che Dante intende esprimere a Beatrice.

Tutte le anime tornano, dopo la morte, alla stella dalla quale sono state separate; ma è

sbagliato, perchè può avere validità solo se inteso in senso letteralmente metaforico e se faccia

riferimento all’influenza che gli astri esercitano sulle anime in vita [il principio viene male

interpretato e induce il mondo pagano in errore].

CANTO QUINTO Beatrice spiega a Dante che se lei abbaglia la sua

vista, ciò non deve stupirlo, perchè la donna,

vedendo la mente di Dio, può accrescere il proprio

1 - 33 splendore. La donna spiega anche che la libera

volontà è il più grande dono che Dio ha fatto agli

uomini e agli angeli.

Beatrice ha chiarito ormai il punto principale, ma

Dante deve ancora ascoltarla attentamente. La

donna gli spiega che l’essenza del voto consiste

nella materia, ossia ciò che viene offerto nel patto

con Dio. Questo patto non può essere cancellato.

34 - 63 La materia del voto, invece, si può cambiare e può

essere fatto questo a patto che fosse consentito

dalla Chiesa.

Beatrice rivolge un monito agli uomini perchè non

64 - 84 prendano alla leggera il voto: devono rispettarlo e

mantenerlo. Gli uomini devono essere attenti alla

cupidigia e non lasciarsi trascinare.

Beatrice smette di parlare e guarda in alto. I due

85 - 99 ascendono al CIELO DI MERCURIO.

Il poeta vede più di 1000 anime farsi avanti, tutte

luminose e intente a dirgli che Dante accrescerà la

lor carità. Il poeta vuole parlare con loro e una delle

anime si rivolge a lui e lo esorta a fare domande.

100 - 139 Beatrice lo esorta a credere a quanto gli diranno. Il

beato inizia poi il discorso.l 68

CANTO SESTO GIUSTINIANO risponde alla prima domanda di

Dante e spiega che egli è un imperatore romano,

grazie a cui venne riformata la legislazione romana.

1 - 27 Continua la presentazione.

Il poeta deve rendersi conto di quanto sbagliano

coloro che si oppongono al simbolo sacro

28 - 36 dell’aquila (guelfi) e coloro che se ne appropriano

per propri fini (ghibellini).

Giustiniano riprende le vicende storiche dell’aquila

imperiale:

Alba Longa fino alla battaglia tra Orazi e

• Curiazi;

Ratto delle Sabine;

37 - 54 Oltraggio a Lucrezia (causa cacciata dei re);

• Vittorie contro i popoli vicini a Roma;

• Battaglia contro i Galli di Brenno, Pirro,…

• L’aquila venne poi presa da Cesare, che realizzò

incredibili imprese, continua poi il racconto con i

55 - 96 successori di Cesare, fino a Carlo Magno.

Giustiniano invita Dante a giudicare l’operato dei

97 - 111 guelfi e dei ghibellini, causa dei mali del mondo.

Giustiniano risponde allora alla seconda domanda

di Dante e spiega cosa caratterizza il cielo e che

essi non nutrono alcun pensiero negativo. Voci

112 - 126 diverse producono delle melodie.

Giustiniano gli indica l’anima di ROMEO di

VILLANOVA. Vuole spiegare a Dante la dignità di

127 - 142 quest’uomo.

CANTO SETTIMO Giustiniano intona un canto in cui inneggia Dio,

1 - 9 signore degli eserciti. Il beato ruota al ritmo del suo

stesso canto, risplendendo più degli altri.

Dante è colto da un dubbio, ma si trattiene dal

10 - 51 chiedere a Beatrice. La donna percepisce

l’incertezza e gli rivela di conoscere il suo dubbio,

ossia come può essere stata giusta la punizione di

una giusta vendetta (Crocifissione di Cristo).

Beatrice spiega che Adamo non volle sottostare al

divieto divino e commise il peccato originale,

condannando l’umanità.

Beatrice intuisce i nuovi dubbi di Dante, perchè non

52 - 120 comprende come Dio abbia scelto questa via per

redimere l’umaità dal peccato originale.

Comprenderlo è molto difficile per l’intelletto umano,

ma lei fornirà una spiegazione esauriente. 69

La donna spiega ancora a Dante che gli angeli e i

121 - 148 Cieli sono stati creati nella pienezza del loro essere,

mentre gli elementi naturali sono stati formati dalle

influenze celesti.

CANTO OTTAVO Dante spiega che il mondo pagano credeva che la

dea Venere diffondesse la tendenza all’amore

sensuale. Arrivano al CIELO DI VENERE. Le luci si

1 - 30 avvicinano più o meno veloci e intonano un

OSANNA, in modo tale che il poeta possa sentire

ancora quella melodia.

Una delle anime, CARLO MARTELLO, si avvicina a

Dante e dichiara di essere pronta a soddisfare le

sue richieste. Dante rivolge uno sguardo a Beatrice,

31 - 48 che risponde con un cenno di assenso, per poi

tornare dall’anima per fare domande.

Il beato spiega di essere vissuto per poco tempo.

Ora la gioia avvolge il poeta completamente. Il

49 - 84 personaggio si presenta, raccontando a tutti la sua

storia.

Dante manifesta la gioia nel parlare con Carlo

Martello. L’anima spiega al poeta che è Dio a

determinare le nature umane e la loro essenza,

nonchè il loro fine nel mondo. Ogni cosa si avvera

85 - 135 sulla base di un preciso scopo. Se Dio non

operasse così, i figli seguirebbero sempre le orme

dei padri.

Dante ha compreso perfettamente, ma desidera

aggiungere qualcosa alla spiegazione. Se la

disposizione naturale trova un ambiente

circostante discordante, gli effetti saranno

136 - 148 sempre negativi. Se gli uomini ascoltassero le

proprie inclinazioni, ci sarebbero persone più

rette.

CANTO NONO Dante si rivolge a CLEMENZA, moglie di Carlo

Martello narrando che il marito ha chiarito tutti i suoi

dubbi e gli ha profetizzato gli inganni che i suoi

discendenti dovranno subire. Alla fine del discorso,

Carlo si allontana e torna a rivolgersi a Dio e Dante

1 - 12 inizia una lunga INVETTIVA CONTRO I CATTIVI

CRISTIANI, che si distolgono dai beni celesti per

cercare cose vane. 70

La luce di un altro beato si avvicina e vuole parlare

con lui. Beatrice gli fa un cenno di assenso. Dante

parla con lo spirito e lo prega di rispondergli,

dimostrandogli che può leggere i suoi pensieri.

L’anima smette di cantare e inizia a parlare con

Dante. Dichiara che nella Marca Trevigiana sorge

13 - 36 un colle non molto alto, da dove discese Ezzelino

da Romano. L’anima che parla è la sorella

CUNIZZA e risplende in questo cielo grazie

all’influsso di Venere.

Cunizza indicaf a Dante l’anima che gli è più vicina,

FOLCHETTO di MARSIGLIA, dicendo che ebbe

grande fama nel mondo ed essa durerà ancora per

secoli. Gli uomini dovrebbero lasciare un buon

ricordo di sè sulla Terra. Vengono riportati alcuni

fatti della Marca Trevigiana. Cunizza legge tutte le

37 - 63 profezie nella mente dei Troni, attraverso cui Dio

esercita la sua giustizia e pronuncia severe

condanne.

Cunizza smette di parlare e sembra rivolta verso

qualcuno, anzi è intenta a danzare in cerchio come

all’inizio, mentre lo spirito prima indicato compare di

fronte a Dante. Il poeta si rivolge allo spirito e

afferma che può leggere nella mente divina, per cui

nulla è ignoto. Lo spirito dice di provenire dal Mar

64 - 108 Mediterraneo nato tra Ebro e Magra. Continua

parlando della sua città natale.

Folchetto vuole appagare i desideri di Dante, che

vuole sapere chi sia l’anima che risplende accanto

al beato. Vuole sapere se sia RAAB, simbolo della

109 - 126 grande vittoria ottenuta da Cristo con il sacrificio

della croce.

Folchetto continua dicendo che Firenze produce il

fiorino che ha sviato agnelli e pecore nel momento

in cui ha trasformato il pastore in lupo. Papato e

127 - 142 cardinali sono poco interessati ad una crociata per

liberare Nazareth.

CANTO DECIMO Dante osserva che Dio ha creato i cieli con tal

perfezione che non è possibile guardare un tale

spettacolo senza godere del suo valore, per questo

motivo invita il lettore a guardare il punto in cui si

intersecano:

Equatore celeste;

• Eclittica.

per ammirare l’opera del supremo artefice. Da quel

1 - 27 punto diverge lo Zodiaco, obliquo rispetto

all’Equatore per generare le stagioni. Il lettore deve

pensare a ciò che si preannuncial, perchè il poeta è

assorbito dalla materia dei suoi versi e non potrà

assisterlo. 71

Il sole si trova nel punto equinoziale e Dante non si

accorge di esservi entrato. Beatrice guiad Dante di

cielo in cielo tanto velocemente che il suo scatto è

istantaneo. Arriva nel IV cielo e vede luci ancora più

splendenti e non riesce a descriverle a parole. Il

28 - 54 linguaggio non può esprimere contenuti elevati.

Appaiono gli SPIRITI SAPIENTI, sempre appagati

dalla visione di Dio.

Dante è pronto ad esprimere gratitudine: si volge

verso Dio per ringraziarlo e per un attimo dimentica

55 - 63 Beatrice. Lei sorride a tal punto che Dante deve

dividere la propria attenzione tra lei e Dio.

Dante vede numerose luci sfolgoranti che

circondano lui e la donna come una corona. Il poeta

54 - 81 non riesce a descrivere tutto questo a parole.

Danzano e cantano continuamente.

Uno dei beati si rivolge a Dante e dichiara che la

grazia divina risplende nel poeta. Dante vuole

sapere quali siano gli altri SPIRITI DELLA

CORONA e il beato si presenta come un membro

dell’ordine domenicano. Egli è TOMMASO

D’AQUINO e al suo fianco c’è ALBERTO MAGNO.

Il beato convince Dante ad ascoltarlo, seguendo le

luci con lo sguardo. Il beato invita Dante a seguirlo

e gli presenta FRANCESCO GRAZIANO. Il beato

82 - 138 indica altri spiriti e si intravedono molti spiriti della

corona:

Dionigi l’AREOPAGITA;

• Paolo Orosio;

• Isidoro di Siviglia;

• Beda il Venerabile;

• Riccardo di San Vittore;

• Sigieri di Brabante.

• La corona comincia a cantare dolcemente, tanto

che ricorda a Dante un orologio che tintinna.

139 - 142 L’armonia del canto è tale che Dante non potrebbe

mai descriverla.

CANTO UNDICESIMO 72

Dante osserva che i ragionamenti degli uomini li

inducono verso cose terrene. Il poeta è libero da

ogni cosa ed è accolto con Beatrice nell’alto dei

cieli. I 12 spiriti sapienti si fermano e TOMMASO

D’AQUINO riprende la parola e aumenta il proprio

1 - 27 splendore. Tommaso dichiara che conosce i

pensieri di Dante e sa che il poeta ha dei dubbi, per

cui è necessaria una spiegazione.

Tommaso spiega che la Provvidenza dispone la

nascita di due principi che guidassero la Chiesa e la

affiancassero. Di questi:

uno è SAN FRANCESCO;

28 - 42 l’altro è SAN DOMENICO.

• Tommaso parlerà solo del primo.

Tommaso spiega che tra due fiumi digrada la

pianura del monte Subasio, da cui Perugia riceve il

calore estivo e il freddo invernale. Natalità di San

43 - 54 Francesco.

Unione di S. Francesco con il principio di povertà.

55 - 75 Francesco abbraccia la nuova vita e chiede alla

76 - 117 Chiesa di accettare la propria predicazione.

Tommaso inizia allora a parlare di San Domenico e

invita il poeta ad osservare i difetti della Regola

domenicana. In questo modo, potrà comprendere le

118 - 139 critiche.

CANTO DODICESIMO San Tommaso termina di parlare, quando la prima

corona di spiriti sapienti riprende a nuotare, prima di

essere circondato da una seconda corona. Le due

corone sembrano due arcobaleni, che ricordano:

1 - 21 mito di Iride inviata da Giunone sulla Terra;

• racconto biblico del patto tra Dio e l’uomo.

• Giunge poi una voce che induce Dante a prestare

la massima attenzione. Il beato dichiara il senso di

carità che lo spinge a parlare del fondatore

22 - 45 dell’Ordine domenicano. A parlare è

BONAVENTURA, che spiega come la chiesa sia

incerta ed esitante.

Viene spiegato l’avvicinamento alla fede di San

46 - 72 Domenico.

Domenico dimostra sin dall’inizio l’amore verso

Cristo e i suoi insegnamenti. Ottenuta

l’approvazione papale, Domenico cominciò a

73 - 105 combattere le eresie. Il suo esempio venne seguito

dai confratelli. 73

Bonaventura spiega che Dante dovrebbe capire

l’eccellenza dell’esempio descritto da Tommaso.

L’ordine francescano un tempo seguiva le orme del

106 - 126 suo fondatore, poi si vedrà la divisione tra

francescani fedeli e francescani degeneri.

Il beato si presenta come Bonaventura da

Bagnoregio che nelle cariche ecclesiastiche

ricoperte mise in secondo piano i desideri mondani.

Vengono presentati gli spiriti della seconda corona:

Illuminato da Rieti

• Agostino da Assisi

127 - 145 Ugo di San Vittore

• Pietro Mangiadore

• Pietro da Lisbona

• Bonaventura conclude il discorso spiegando che

egli ha pronunciato l’elogio di San Domenico.

CANTO TREDICESIMO Per descrivere il movimento rotante dele delle due

corone, Dante invita il lettore a immaginare le 15

stelle più splendenti della volta celeste, le 7 stelle

1 - 30 del carro dell’Orsa Maggiore e quelle più basse

dell’Orsa Minore.

Il silenzio dei beati è interrotto da San Tommaso

che poco prima ha narrato a Dante la vita di san

Francesco, dicendo che è pronto a sciogliere i

dubbi su Salomone. Dante è convinto che in Adamo

31 - 51 e in Cristo sia stata infusa la sapienza consentita da

Dio a un uomo. San Tommaso è pronto a chiarire

tutti i dubbi di Dante.

Tommaso spiega che tutte le cose incorruttibili e

corruttibili sono prodotti dalla Trinità, in quanto il

figlio, che deriva dal Padre, per la sua bontà,

concentra i suoi raggi come se si specchiasse nei

52 - 111 nove cori angelici, senza perdere la sua unità. I due

parlano di Salomone.

Ciò che Tommaso ha detto, deve indurre Dante ad

avere più accortezza quando giudica una questione

non ovvia, perchè è stupido l’uomo che si lascia

andare a giudizi affrettati. Gli uomini non devono

112 - 142 essere precipitosi nel giudicare ciò che non

conoscono. Non possiamo giudicare e conoscere il

destino di un uomo.

CANTO QUATTORDICESIMO San Tommaso ha smesso di parlare e la sua voce

suscita le parole di Beatrice rivolte ai beati. Beatrice

svela alle anime che Dante nutre un altro dubbio,

1 - 33 anche se non lo ha espresso apertamente. Le due

corone riprendono a cantare e ruotare. Esse

intonano 3 volte un canto che inneggia alla Trinità.

74

Dante sente una voce provenire dalla luce più

intensa della prima corona, simile a quella

34 - 60 dell’Arcangelo Gabriele. I beati saranno avvolti nella

beatitudine per l’eternità.

Tutti gli spiriti pronunciano AMEN e manifestano il

desiderio di riavere i loro corpi mortali.

Improvvisamente Dante vede aumentare la lucfe e

61 - 78 gli sembra di intravedere luci di altri beati. Dante

non riesce a sostenere lo sfolgorio di voci.

Beatrice si mostra molto bella, tanto da non

permettere più al poeta di descriverla. il cielo

successivo appare di un rosso più intenso a causa

della presenza della donna. Dante rende grazie a

Dio per avergli concesso tale privilegio. Molte delle

cose che vede, Dante non riesce a descriverle. C’è

79 - 126 una croce, lungo le cui braccia vediamo le luci dei

beati, gli SPIRITI COMBATTENTI. I beati intonano

un canto indicibile ed egli capise che si tratta di un

inno di lode,.

Dante è incantato da tutto come se niente prima

127 - 139 potesse fargli questo effetto.l

CANTO QUINDICESIMO Gli spiriti combattenti della croce mettono fine al

canto, spinti dalla loro volontà di fare il bene e di

consentire a Dante di esporre i propri dubbi.

Come possono le anime beate essere sorde di

fronte alle preghiere degli uomini, visto che gli

spiriti tacciono per consentirgli di parlare.

1 - 30 Un beato si muove lungo la croce. Dante paragona

la devozione di quest’anima a quella di ANCHISE;

esso si rivolge al poeta parlando latino e

manifestando la gioia per il fatto che a Dante è

stata aperta due volte la porta del Paradiso.

Dante rivolge la propria attenzione al beato e in

seguito guarda Beatrice, rimanendo stupefatto.

CACCIAGUIDA riprende a parlare e dice delle cose

tanto profonde da non riuscire a comprenderle., Il

31 - 69 beato dice a Dante che da tempo attendeva il suo

arrivo ed ora è molto felice.

Dante rivolge lo sguardo verso Beatrice, che

intuisce la sua richiesta e gli dà un cenno di

assenso. Dante ringrazia lo spirito per la bella

70 - 96 accoglienza. Uno spirito si presenta come un suo

antenato, affermando che Alighiero I è da anni in

Purgatorio.

Cacciaguida rivive la situazione della Firenze

97 - 129 antica. 75

Il beato rivela di essere nato in quella città,

127 - 148 battezzato con il nome di Cacciaguida. Seguì

l’imperatore Corrado III nella seconda crociata,

andando a combattere gli infedeli in Terrasanta. Fu

ucciso in battaglia dagli infedeli.

CANTO SEDICESIMO Dante osserva che la nobiltà inducfe a vantarsi in

Paradiso e non si stupiscfe che ciò avvenga in

misura maggiore sulla terra. Il poeta si rivolge a

Cacciaguida dandogli del Voi, tanto che Beatrice

1 - 27 sorride della debolezza di Dante. Dante allora gli

chiede chi furono i suoi antenati e alcune

informazioni sulle famiglie fiorentine.

L’anima di Cacciaguida si illumina per la gioia di

rispondere e inizia a rispondere alle domande con

voce dolce, parlando in una lingua diversa dal

28 - 48 fiorentino moderno. Cacciaguida spiega le sue

origine.

Vengono spiegate le cause della decadenza di

49 - 87 Firenze.

Cacciaguida ha passato in rassegna le principali

famiglie fiorentine, già in decadenza nei tempi

illustri:

Ravignani (conte Guido Guerra - Bellincione

• Berti)

della Pressa, del Galigao, dei Pigli;

• Donati (nacquero i Calfucci, Sizi, Arrigucci);

• Uberti - Lamberti (ormai estinte);

88 - 154 Visdomini - Tosinghi (amministrano le

• rendite del vescovado);

Adimari;

• Caponsacchi;

• Giudi.

CANTO DICIASSETTESIMO La donna percepisce i dubbi di Dante e lo invita a

manifestarle, cosicchè le anime possano conoscere

i loro desideri. Dante si rivolge a Cacciaguida,

rivelandogli le oscure profezie che ha udito su di lui

1 - 30 nelle dimensioni precedenti. Dante rivela ogni

dubbio all’anima del suo antenato.

Cacciaguida risponde con un discorso chiaro e

comprensibile. Il beato spiega che tutti i fatti sono

31 - 45 già scritti nella mente divina. È in grado di

prevedere il futuro di Dante.

Dante dovrà abbandonare Firenze, visto che il

provvedimento è già stato deciso da Bonifacio VIII.

46 - 69 Dante dovrà lasciare ogni cosa amata e conoscere

la dura vita di chi si mette al servizio di altri signori.

76

Cacciaguida continuerà la profezia dicendo che

Dante troverà dei benefattori, tra cui il grande

CANGRANDE della SCALA, che sarà

particolarmente benevolo nei suoi confronti. Dante

70 - 99 non deve serbare rancore, perchè la vita è

destinata a durare ben oltre la punizione che li

colpirà.

Dopo che il beato smette di parlare, Dante torna a

rivolgersi a lui, perchè in cerca di una spiegazione

di conforto visto che è sicuro di avere di fronte la

figura di un sapiente. È preoccupato che il dire la

100 - 120 verità, possa costargli la fama presso le generazioni

future.

La luce che risplende intorno a Cacciaguida sembra

uno specchio d’oro colpito dal sole. Il beato

sostiene che solo i lettori con la coscienza sporca

121 - 142 proveranno fastidio per le sue parole. Una volta

digeriti, i suoi versi saranno nutrimenti per l’animo.

CANTO DICIOTTESIMO 77


PAGINE

90

PESO

5.30 MB

PUBBLICATO

+1 anno fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Scienze dell’antichità: Archeologia, storia, letterature
SSD:
Docente: Storti Anna
Università: Trieste - Units
A.A.: 2017-2018

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher jessicabortuzzo di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Letteratura italiana e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Trieste - Units o del prof Storti Anna.

Acquista con carta o conto PayPal

Scarica il file tutte le volte che vuoi

Paga con un conto PayPal per usufruire della garanzia Soddisfatto o rimborsato

Recensioni
Ti è piaciuto questo appunto? Valutalo!

Altri appunti di Scienze dell’antichità: archeologia, storia, letterature

Storia romana - Res Gestae Divi Augusti
Appunto
Tesi - De Ortographia di Alcuino da York
Tesi
Grammatica latina - nominativo: sintassi dei casi
Appunto
Letteratura greca - Il Canto I dell'Odissea
Appunto