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Il mondo del colore

Il colore è luce: per i pittori sono pigmenti che permettono di creare un quadro, per le persone comuni il colore è una caratteristica intrinseca degli oggetti. Per un fisico sono aspetti dell’energia radiante, la visione dipende dalla luce che ci porta informazioni su forma e colore di oggetti del nostro ambiente. In una stanza buia infatti non vedi nulla.

Colore e luce

Colore: deriva dalla luce, forma di energia radiante che si propaga attraverso onde che colpiscono gli oggetti e si riflettono sulla loro superficie per poi essere catturate dai nostri occhi, facendoci vedere così il colore. La luce è visibile a 400nm (frequenze più alte) a 700nm (frequenze più basse). Non è una caratteristica del mondo reale, ma il complesso risultato dell’effetto della luce sul sistema percettivo.

La visione del colore

Vi intervengono molti fattori quali: luce, relazioni occhio-cervello, interazioni di assorbimento, riflessione, rifrazione (legate a struttura, composizione chimica della materia) e fattori genetici (maggiore o minore ricchezza di sensazioni cromatiche percepite da una persona).

Luce

La luce è una radiazione elettromagnetica, un'onda che si propaga nello spazio a 300mila km/sec. Tre caratteristiche principali dell’onda: lunghezza (distanza tra due creste successive); ampiezza (distanza tra cresta e piano che interseca l’onda); frequenza (quantità di oscillazioni che l’onda compie nell’unità di tempo, velocità). Quando la luce colpisce un oggetto, essa può essere assorbita, attraversarlo e risultare così trasmessa, o riflessa. La quantità assorbita e riflessa dipende dal materiale e lunghezza d’onda.

L'occhio

Le radiazioni visibili dall’occhio umano sono comprese in una fascia molto limitata dello spettro elettromagnetico. Il fatto che noi riusciamo a percepire sotto forma di luce soltanto una parte limitata delle radiazioni elettromagnetiche è dovuto alla particolare natura del nostro occhio. L’occhio riceve un fascio di raggi luminosi provenienti da ogni punto dell’oggetto, il cristallino, lente biconvessa, concentra i raggi in una zona sulla retina formando così un gran numero di punti immagine che costituiscono l’immagine retinica dell’oggetto.

La percezione del colore

Se alcune lunghezze d’onda dello spettro visibile sono più assorbite di altre, l’oggetto ci appare colorato. Se assorbe tutte le onde tranne una, risulterà del colore corrispondente a quella radiazione (se non assorbe rosso risulta rosso). Se riflette tutte le onde luminose appare bianco (somma di colori). Se assorbe tutte le onde senza restituirle ai nostri occhi, ci appare nero (assenza di colori). Se un corpo è di colore trasparente, vuol dire che lascia passare senza riflettere tutti i raggi luminosi. Se vediamo un vetro blu è perché vi passa solo il raggio blu.

Onde di luce a alta frequenza = viola, onde a bassa frequenza = rosse. Le frequenze tra questi due estremi sono giallo, verde, arancione, blu e così via.

Colmkelleher sostiene che il colore è una proprietà fisica della luce stessa e non dipende dalla percezione umana. Nell’immagine accanto rosso e verde si sovrappongono e la luce è gialla, cosa strana, essendo la luce un’onda, due diverse frequenze non dovrebbero interagire tra loro ma coesistere, sono presenti infatti due tipi di onde luminose.

Cellule recettrici della luce

Nella retina ci sono 2 tipi di cellule recettrici della luce: coni (trasformano impulsi luce in impulsi nervosi) e bastoncelli (per vedere in condizioni di scarsa luce, prendono il controllo e sono di un solo tipo, quindi 1 solo segnale inviato, luce o non luce e avere un solo tipo di rilevatore di luce non ci permette di vedere il colore).

Tre tipi di coni/cellule che corrispondono ai colori rosso, blu e verde (usati anche per i televisori). Quando vediamo un colore ciascun cono invia il suo distinto segnale attraverso il cervello. Se ci troviamo davanti una luce gialla, essendo come colore vicino a rosso e verde entrambi i coni mandano segnale al cervello. Stessa cosa capita se simultaneamente si presenta sia luce rossa che verde. Il nostro cervello riceve lo stesso messaggio sia se frequenza del giallo che frequenze verde e rosso simultanee. Es: lampadina (giallo)/fiore (rosso e verde).

Teoria tricromatica della visione

Primi del 1800 Thomas Young (medico inglese) propose una teoria del colore in cui si sosteneva la presenza di tre differenti tipi di recettori, ognuno dei quali in grado di percepire un particolare colore e dalla combinazione delle sensazioni provenienti da ognuno risulterebbe la percezione dei colori nello spettro visibile. Inizialmente individuò giallo, rosso, blu ma poi indica come primari il rosso, il verde e violetto. Nel 1850 Hermann Von Helmholtz riprende le ricerche di Young per redigere la teoria tricromatica del colore, basata sull’azione combinata di tre diversi tipi di recettori fotosensibili.

Le rivelazioni effettuate nel 1964 con tecniche di microspettrometria diedero la conferma sperimentale dell’esistenza dei tre tipi di recettori e della speciale sensibilità nei confronti della lunghezza d’onda della radiazione elettromagnetica. Le differenti posizioni rispetto alla lunghezza d’onda, dei picchi di assorbimento della luce da parte dei tre tipi di coni dipende dalle differenti caratteristiche del pigmento (iodopsina) in essi contenuto. Dato un modello tricromatico di percezione dei colori, la visione del giallo è l’effetto dei coni-M (sensibili al verde) e dei coni-L.

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