Che materia stai cercando?

Disegno aspetto psico analitico del disegno infantile stadi evolutivi fantasia creatività e immaginazione

Appunti di disegno sull'aspetto psico-analitico del disegno infantile, mezzi grafici, meccanismi di difesa, schema spaziale simbolico, fantasia, creatività, immaginazione secondo munari, stadi evolutivi del disegno secondo loquet. Scarica il file in formato PDF!

Esame di Disegno docente Prof. P. Puma

Anteprima

ESTRATTO DOCUMENTO

Sulla scia delle teorie stadiali dello sviluppo intellettivo, si è venuto a creare un filone di ricerca (negli anni

’20 in francia inizia l’interpretazione psico-analitica del disegno infantile)che utilizza l’espressione grafica

per misurare la maturità intellettiva del bambino. Nascono molti test per valutare l’intelligenza attraverso il

disegno, alcuni usati ancora oggi es. test dell’albero; della figura umana ecc. non sempre sono considerati

affidabili, metodo usato solo da professionisti abilitati, poiché è una materia particolarmente delicata e

cascare in errore è facile (errori interpretativi es. sproporzionalità, assenza colore non sono errori ma tutti

attengono ad aspetti intellettivi propri di specifiche funzioni psichiche, collegate allo sviluppo cognitivo e

alle proprietà del medium pittorico). Più disegni prodotti dallo stesso soggetto infatti possono presentare

variabilità associate a fattori ambientali e contestuali.

Disegno: è una tecnica psicodiagnostica vera e propria, che permette di analizzare l’indice di sviluppo

cognitivo (elaborazione informazioni, sviluppo meta conoscenza dell’attività grafica); rivelatore di

dimensione affettivo relazionale (rappresentazione delle relazioni). Il soggetto sente meno l’inibizione dei

meccanismi difensivi e può esprimere pulsioni aggressive e libidiche in forma simbolica e accettabile per la

coscienza. Il grafismo ha una valenza/funzione proiettiva che permette sia di osservare lo sviluppo che le

dinamiche affettive relazionali, è necessario però individuare il processo con cui il soggetto ha organizzato

il lavoro, poiché vi proietta la struttura della sua personalità. I test proiettivi permettono una risposta

inconscia a determinati input, permettendo un collegamento con il soggetto. Si ha anche una valenza

terapeutica poiché permette di rappresentare i vissuti, di cambiare aspetti della vita reale, di rielaborare i

meccanismi di difesa (non liberi dal dolore ma permette di esternare la sofferenza e casomai accettarla). Il

principale oggetto di indagine è sempre la famiglia, poiché ha maggiori legami con il bimbo.

Funzione proiettiva: analisi corretta dei disegni secondo alcuni criteri, datazione (gg. Età bimbo);

motivazione delle figure rappresentate (perché); tema raffigurato imposto o orientato; osservazione del

bimbo nel disegno (meccanismi di difesa della propria autostima e da ansie)

Meccanismi di difesa:

-la soppressione (negazione realtà che provoca dispiacere) esclusione di personaggi dai nuclei familiari, di

parti del corpo (che sa riprodurre ma non vuole), di determinati oggetti.

-valorizzazione/svalorizzazione , se un personaggio è valorizzato allora esso domina emotivamente il

pensiero del bimbo (differenza grafico-iconica delle figure basata su: utilizzo schemi +/- strutturati;

numero di tratti; aggiunta di accessori; colorazione)

-la sproporzione (grandezza del personaggio che indica lo spazio psicologico occupato nella vita del

bimbo)

-la cancellazione, eliminazione di un personaggio già disegnato o in corso di rappresentazione verso cui

presenta difficoltà nei rapporti interpersonali (si può tradurre in: incertezza/incapacità nel disegno;

cancellare la figura per troncare rapporto o scaricare aggressività; uso del colore per coprire o rendere

irriconoscibile il soggetto; esclusione del personaggio sintomo di conflitto; autoesclusione quando tutta la

situazione è vissuta negativamente, denota depressione, regressione, svalutazione di sé, paura, senso di

colpevolezza)

-ordine di esecuzione, di solito per primo l’elemento da valorizzare (considerare nel nucleo familiare

l’ordine grafico infatti spesso si tende a partire dai genitori non perché vi è un problema però); osservare

inoltre l’utilizzo di schemi volti a dividere il foglio in più zone per creare spaccature o ostacoli sintomo di

conflitti con un genitore. ( stesse cose si possono individuare nel caso di poca cura nella rappresentazione,

pochi tratti ecc.)

-le figure ombra riconoscibili e considerati spesso errore, tentativi abbandonati di rappresentazione.

Necessario osservare se la loro presenza coincide con assenza di membri del nucleo familiare. Infatti

talvolta il bambino vuole eliminare la persona con cui è in conflitto senza escluderla (compromesso che

porta alla figura ombra, per capirlo occorrono domande precise per capire quanto incide nella sua vita quel

personaggio anche se è estraneo alla famiglia; tali figure a differenza della cancellazione non hanno lo

schema di strutturazione schematico-iconico, è un qualcosa che non c’è)

Il rifiuto a disegnare: può nascere già ai tempi dello scarabocchio quando la famiglia talvolta non lo

apprezza, suscitando nel bimbo iniziale frustrazione e inibizione. A scuola non si deve scoraggiare i bimbi

ma apprezzare e sostenere le loro iniziative, per insegnare anche a fare un esercizio intellettuale in

autonomia. Dire “fate quello che vi piace” permette solo a chi ha idee di esperienze intense di esprimersi.

Scegliere argomenti astratti inibisce la produzione grafica così come scegliere contenuti forti per il bimbo al

suo posto perché spesso lui non sa cosa fare.

Mezzi grafici: (strumento necessario per la creazione, varietà di essi deve essere coerente con le fasi

evolutive dell’espressione grafica)

-matita: idonea nello scarabocchio, può causare inibizione, frustrazione, rinuncia se l’adulto rimarca es. te

l’ho già appuntato 3 volte; non pigiare ecc. inoltre spuntandosi facilmente interrompe il lavoro del bimbo

suscitando indecisione e insicurezza. Deve sperimentare per tutto il tempo che vuole e in maniera continua.

-gomma: negativa per la creazione (per alcuni indispensabile alla creazione) favorisce gli errori,provoca

insoddisfazione, toglie la decisione indispensabile al processo creativo ed indebolisce la fiducia di base per

cui la possibilità di cancellare diventa un obbligo di farlo. Inoltre i bimbi, che la usano per imitare gli adulti,

non sanno usarla per cui rompono spesso il foglio ecc. ciò provoca insoddisfazione del loro prodotto.

(diventa strumento per imitare non creare)

-la penna a feltro/il pennarello: (ispiratrice della creazione) è il mezzo più idoneo a stimolare la creatività

poiché ispira, egli è in grado di usarlo come una matita linearmente. È in grado di motivare anche coloro

portati a copiare poiché scuote la loro creatività

-la penna a sfera: mezzo eccellente per l’espressione grafica, non si spunta, disponibile sempre e in più

colori, resiste al movimento e permette di scegliere tra disegno lineare o a colori.

-i pastelli a cera: hanno un sicuro effetto creativo, stesso effetto della matita, richiedono meno sforzo dei

pastelli normali e non sono brillanti. Consentono diretto contatto con il colore, prodotto immediato e

vivace, anche se si rompono facilmente. La punta grande determina la necessità di lavorare in grande e

spinge il bimbo a coprire le superfici dei suoi disegni, mai dire loro fai il disegno con la matita e poi ripassi

con il pastello poiché per loro è come chiedere un disegno doppio.

Suggerimenti operativi: non esistono errori nei disegni infantili per cui se ce ne sono vuol dire che sono

errori educativi (mancata attenzione del processo di realizzazione del prodotto; non vi è la capacità di

capire il senso delle linee malferme e colori impropri; fornire modelli da colorare e far vedere a tutti i

costi come si fa.

Lo schema spaziale simbolico: alcuni esempi di uso e di cosa può significare

-totalmente riempito (anche con linea terra e cielo): situazione solitamente positiva

- spazio riempito con bruschi cambiamenti di direzione (colori rosso, nero): aggressività, nervoso

- solo parte bassa occupata: concretezza, scarsi entusiasmi, obiettivi realistici, sensazione di sentirsi

schiacciato (6-7 anni è normale lo sbilanciamento dello spazio)

- spazio vuoto a destra: paura, inibizione del futuro, del nuovo

-scarso riempimento a destra in alto: inibizioni, insicurezza, timore e sfiducia in se stesso e sue potenzialità

-occupato solo in basso e centrale: non sa sfruttare le esperienze del passato, (teme di mettersi in gioco, se

solo sinistra o solo destra, riduzione degli obiettivi se in alto, per timore di non essere in grado)

-spazio riempito con tratti veloci e nervosi: impulsività, se figura rivolta a sinistra possibile mancanza di

coraggio e insicurezza.

-tratti rigidi, compressi o trattenuti: scarsa spontaneità


PAGINE

6

PESO

175.88 KB

PUBBLICATO

6 mesi fa


DETTAGLI
Esame: Disegno
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in scienze dell'educazione degli adulti e della formazione continua ed in scienze pedagogiche
SSD:
Docente: Puma Paola
Università: Firenze - Unifi
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher martina.nacci.97 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Disegno e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Firenze - Unifi o del prof Puma Paola.

Acquista con carta o conto PayPal

Scarica il file tutte le volte che vuoi

Paga con un conto PayPal per usufruire della garanzia Soddisfatto o rimborsato

Recensioni
Ti è piaciuto questo appunto? Valutalo!

Altri appunti di Disegno

Disegno: il colore, la percezione, teoria tricromatica, contrasti, linguaggio
Appunto