Discorso di addio alle vittime del disastro aereo di Cubana
Discorso pronunciato per il Comandante in Capo Fidel Castro Ruz, Primo Segretario del Comitato Centrale del Partito Comunista di Cuba e Primo Ministro del Governo Rivoluzionario, nell'atto di addio di dolore delle vittime dell'aeroplano di Cubana distrutto in volo, il 6 ottobre, effettuato nella Piazza della Rivoluzione il giorno 15 di ottobre del 1976, "Anno del XX anniversario del Granma".
Familiari dei cubani assassinati e compatrioti
Commossi, luttuosi, indignati, ci riuniamo oggi in questa storica Piazza per licenziare, sebbene quasi simbolicamente, i resti dei nostri fratelli assassinati nel brutale atto di terrorismo perpetrato contro un aeroplano civile in volo con 73 persone a bordo, di cui 57 cubani. La maggior parte dei resti giacciono nelle profondità abissali dell'oceano, senza che la tragedia abbia lasciato ai parenti nemmeno la consolazione dei suoi cadaveri. Solo i resti mortali di otto cubani hanno potuto essere recuperati. Si trasformano così in simbolo di tutti i caduti, l'unico resto materiale al quale daremo sepoltura nella nostra terra di chi furono 57 salutari, vigorosi, entusiasti, abnegati e giovani compatrioti.
La loro età media appena oltrepassava i 30 anni, benché le loro vite fossero già, tuttavia, immensamente ricche nel loro sedimento al lavoro, allo studio, allo sport, all'affetto dei loro parenti vicini ed alla Rivoluzione. Quando leggiamo le biografie di ognuno di essi vediamo che splendida foglia di servizi al paese costituiscono le loro vite. Il capitano dell'imbarcazione era stato scelto, questo stesso anno, Eroe Nazionale del Lavoro. Molti avevano ricevuto la Medaglia XX Anniversario. Numerosi tra i marinai avevano prestato distinti servizi internazionalisti e gli atleti avevano appena scritto una brillante ed insuperabile pagina sportiva, guadagnando la totalità delle medaglie di oro nelle competenze regionali di scherma che si erano effettuate a Caracas.
Molti erano militanti della Gioventù o del Partito, tutti risaltavano nelle loro attività, ognuno di essi era stato un chiaro esempio di come la consacrazione allo studio, al superamento, al lavoro ed il compimento del dovere sia oggi la caratteristica essenziale dei nostri concittadini. Non erano milionari in viaggio di piacere, non erano turisti che disponevano di tempo e di risorse per visitare altri paesi; erano umili lavoratori o studenti e sportivi che compivano con modestia e consacrazione i compiti assegnati per la patria. Tra i viaggiatori dell'aeroplano c'erano 11 giovani guyanesi, sei di essi selezionati per realizzare studi di medicina in Cuba, vite che si perdono di uomini il cui destino era salvare vite nel loro paese sottosviluppato e povero. Morirono anche cinque abnegati cittadini della Repubblica Popolare Democratica della Corea, un paese tanto tempo assediato per gli Stati Uniti che visitavano paesi dell'America Latina in viaggio di amicizia.
In volo l'aeroplano fu distrutto da un carico esplosivo pochi minuti dopo il decollo dall'aeroporto delle Barbados. Con eroismo indescrivibile i valorosi ed esperti piloti dell'imbarcazione fecero un supremo sforzo per farla ritornare a terra, ma la squadra, ardendo e quasi distrutto, assolo poté rimanere più nell'aria alcuni minuti. Contarono, tuttavia, col tempo e l'interezza sufficiente per spiegare che era successo a bordo un'esplosione che l'imbarcazione ardeva e cercavano di ritornare a terra. È inimmaginabile il dramma che deve aver significato per i passeggeri ed i marinai l'esplosione e l'incendio rinchiusi in un'imbarcazione aerea ad un'altezza approssimativa di 6 000 metri.
Alcune agenzie imperialiste parlarono immediatamente di una possibile sentenza meccanica, ma nel registratore rimasero registrate tutte le parole del pilota trasmesse all'aeroporto delle Barbados. A quell'evidenza si aggiunsero immediatamente altre. Due individui con documenti che li accreditavano come venezuelani avevano preso l'aeroplano in Trinidad per scendere dallo stesso in Barbados prima dell'incidente; quasi immediatamente dopo che l'imbarcazione esplodesse nell'aria presero un altro aeroplano di ritorno alla Trinidad, dove si alloggiarono senza bagaglio alcuno nel più lussuoso hotel. A richiesta delle autorità delle Barbados a chi erano stati fatti loro sospetti, furono arrestati. Le investigazioni iniziate per la polizia di entrambi i paesi lanciarono immediatamente indizi che facevano ricadere su essi la forte presunzione di essere gli autori materiali del sabotaggio.
Per il carattere della documentazione, le autorità del Venezuela ebbero anche rapida conoscenza dei fatti ed accesso all'investigazione. Al giorno dopo, 7 ottobre, il presidente del Venezuela, Carlos Andrés Pérez, in cavo di condoglianze a Cuba, qualificava il fatto di abominevole crimine. In termini pubblici simili si espresse dopo, nella sede di Nazioni Unite, il proprio Primo Ministro delle Barbados. Il fatto che quei governi—i cui funzionari avevano accesso alle fonti più immediate ed importanti di informazione che erano i propri arrestati, le circostanze che circondavano la loro condotta ed i loro documenti—qualificassero l'atto come terrorismo, era già di per sé molto significativo.
Benché dalle prime informazioni il Governo di Cuba non albergasse il minore dubbio circa la causa della tragedia, si astenne da fare dichiarazione alcuna in attesa di analizzare accuratamente le notizie che si andassero ricevendo, come gli antecedenti e relazioni—alcuni pubblici ed altri confidenziali—che operavano in suo potere.
Nei primi istanti non si conosceva con esattezza la vera identità dei detenuti. Si parlò della possibilità che la documentazione fosse falsa. Si diedero alla pubblicità i nomi di Freddy Lugo e José Velázquez e si disse che quest'ultimo si faceva chiamare anche José García, menzionandosi che trasportava più di un passaporto. Si pubblicò anche, più avanti, che il console del Venezuela aveva conversato cinque ore coi detenuti e che l'Ambasciatore degli Stati Uniti in Barbados era partito affrettatamente verso Washington. Nonostante, le notizie intorno a quegli arrestati ed altri dettagli e circostanze di interesse si guardavano abbastanza ermeticamente.
Conclusioni e responsabilità
Il 9 ottobre il Governo del Venezuela dichiarò che Freddy Lugo era cittadino venezuelano e che si proseguivano le indagini per identificare José Velázquez o José García. Il 10 ottobre varie fonti assolutamente fededegne di circoli giornalistici del Venezuela, indignati per il mostruoso crimine, fecero arrivare da Cuba informi di somma importanza.
Questi rivelavano che un fotografo del giornale Il Mondo, chiamato Hernán Ricardo, due settimane dietro parlò stato visto in compagnia di Félix Martínez Suárez, conosciuto nemico della Rivoluzione Cubana, e due individui più. Che questo Hernán Ricardo era inseparabile di Freddy Lugo. Che due giorni dopo l'esplosione di una bomba negli uffici di Cubana di Aviazione in Panama, Hernán Ricardo era arrivato all'aeroporto di Maiquetía proveniente da quello paese. Che possedevano indizi certi che detto individuo contava su tre passaporti, uno di essi a nome di José Velázquez. Si aggiungeva che nella propria redazione del giornale Il Mondo aveva ostentato conoscere che un aeroplano cubano sarebbe volato in Barbados.
La cosa più essenziale ed importante che ci comunicarono queste fonti ben informate del Venezuela, è che in ampi circoli si conosceva che Hernán Ricardo era agente della Co. che molte volte maneggiava relazioni provenienti dalla stesse e che, riscuotendo un stipendio relativamente modesto di 1 600 bolivar, possedeva un'automobile di 40 000 ed un appartamento di 100 000. Alcuni persone l'avevano sentito anche commentare con Freddy Lugo su corsi di esplosivi che stavano ricevendo. Che per tutti questi antecedenti essi sospettavano che l'altro arrestato che si faceva passare per José Velázquez, era Hernán Ricardo.
Due giorni dopo, il 12 ottobre, il Governo del Venezuela annunciò ufficialmente che il secondo detenuto, José Velázquez, era veramente Hernán Ricardo. Questo lo spiega tutto. Alle relazioni provenienti dal Venezuela dobbiamo aggiungere che, di accordo coi dati che hanno ricevuto, Félix Martínez Suárez è celebre agente della Co. Notizie pubbliche provenienti dal Venezuela parlano di favolose quantità di denaro dedite agli autori materiali del fatto.
Il territorio del Venezuela fu indiscutibilmente usato per la materializzazione del sabotaggio nella fase finale del stesso e cittadini di quel paese, senza posto a dubbi, furono gli autori materiali dell'orribile crimine. Ma questo non ci conduce a confusioni di nessuna indole. È certo che in Venezuela esiste un gruppo di connotati elementi contrarrevoluzionari cubani, con un certo accesso a determinate sfere politiche che stanno implicati nei piani imperialisti di terrorismo contro la nostra patria e che è molto difficile che alcuni di essi non abbiano dovuto vedere coi fatti.
Ma noi non alberghiamo il minore dubbio che il Governo del Venezuela è assolutamente altrui ai piani aggressivi degli Stati Uniti contro Cuba; che il suo atteggiamento verso il nostro paese è stato onesto; che, come l'ha promesso il proprio presidente Carlos Andrés Pérez, farà un'investigazione esaustiva sulle implicazioni che hanno potuto avere cittadini venezuelani o residenti nel paese nei ripugnanti fatti, e che esigerà responsabilità a chi corrisponda per l'utilizzo del territorio del Venezuela come base di aggressioni per atti terroristici.
Il reclutamento di cittadini e l'impiego del territorio di altri paesi per realizzare atti di quella natura, sono metodi tipici della Co. Al principio avevamo dubbi se la Co. aveva organizzato direttamente il sabotaggio o l'elaborò accuratamente attraverso le sue organizzazioni di copertura integrate per contrarrevolucionarios cubani; ora c'incliniamo decisamente per la prima tesi. La Co. ebbe una partecipazione diretta nella distruzione dell'aeroplano di Cubana in Barbados.
La cosa più ripugnante di questo caso è l'impiego di mercenari che sono capaci di falciare in alcuni secondi 73 preziose vite di persone indifese per denaro, con le quali incluso viaggiarono prima nell'aeroplano minuti.
Attività terroristiche recenti
Negli ultimi mesi il Governo degli Stati Uniti, deteriorato per la contribuzione di Cuba alla sconfitta rassegnata per gli imperialisti ed i razzisti in Africa, vicino a brutali minacce di aggressione, slegò una serie di attività terroristiche contro Cuba. Quella campagna si è venuta intensificando per giorno e si è diretto, fondamentalmente, contro le nostre sedi diplomatiche e le nostre linee aeree.
Il 9 luglio del presente anno, in Kingston, Giamaica, assolo varie settimane prima del sabotaggio all'aeroplano delle Barbados, una potente bomba fece esplosione nel vagone che caricava i bagagli del volo di Cubana di Aviazione che si dirigeva verso Cuba. L'artefatto non esplose dentro l'imbarcazione in volo, poiché si produsse un ritardo nell'arrivo della stesso.
Il 2 ottobre di questo anno, quattro giorni prima del sabotaggio all'aeroplano in Barbados, il giornalista contrarrevolucionario Piani Monti che ha ragioni per essere ben informato su quelli bisogni, pubblicò su Il Mondo di Caracas che una bomba di dinamite plastica era stata posizionata sotto l'ala di un aeroplano della Compagnia Cubana di Aviazione in Barbados e che la stessa si era staccata per un piccolo spargimento di benzina quando l'aeroplano andava per la pista per iniziare il volo. Aggiunse che un impiegato di Sicurezza dell'aeroporto trovò la dinamite plastica nel suolo, lo tolse il detonatore e la portò agli uffici, di dove sparì senza che rendesse conto ai suoi superiori.
Negli atti di terrorismo perpetrati contro Cuba in tutti gli stati della zona dei Caraibi ed America Centrale che mantengono relazioni con la nostra patria, sono stati utilizzati non solo i territori di quei paesi: Messico, Panama, Colombia, Giamaica, Barbados, Trinidad Tobago e Venezuela, bensì inoltre quelli di altre nazioni vicine come Sacradomenica e Costa Rica, dove risiedono anche, si muovono ed organizzano i terroristi, senza escludere, naturalmente, Stati Uniti, Porto Ricco, Nicaragua e Cile dove hanno le sue basi ed agiscono apertamente con appoggio ufficiale. Nello sviluppo di queste attività egli imperialismo ha violato sfacciatamente la sovranità e le leggi di numerosi paesi dell'area.
Gli autori di questi crimini si muovono impunemente dappertutto; contano su risorse finanziarie inesauribili; utilizzano passaporti degli Stati Uniti come cittadini naturalizzati di quel paese o documenti reali o falsi di altri numerosi paesi, ed usano i mezzi più sofisticati di terrore e crimine. Chi se non la Co., alla difesa delle condizioni di dominio ed impunità imperialista stabilite in questo emisfero, può realizzare questi fatti?
Un aspetto importante è la stretta associazione dell'Agenzia Centrale di Intelligenza con le tirannie del Nicaragua e Cile per portare a termine questi piani. Benché già nei giorni dell'attacco mercenario a Girón i territori del Nicaragua e Guatemala servirono di base alle aggressioni armate contro Cuba, e più avanti gli attacchi pirati si portarono a termine da basi a Miami, Porto Ricca, Sacra domenica e Costa Rica, attualmente gli stessi gruppi di elementi contrarrevolucionarios stanno essendo utilizzati anche per Somoza e Pinochet di accordo coi fine specifici di ognuno, non solo contro Cuba, ma anche contro Panama, Giamaica, Guyana, il movimento popolare cileno ed altri movimenti progressisti latinoamericani.
È ben conosciuto che la Co., ogni volta che forgiò un piano di azione contro Cuba nei giorni di Girón o più avanti, per perpetrare l'interminabile catena di attacchi pirati, atti sovversivi e sbarco da armi organizzati e diretti per lei, in ogni occasione mascherò sempre le sue attività sotto il manto di determinate organizzazioni contrarrevolucionarias cubani. È impossibile ricordare la quantità di nomi e sigle che questa tenebroso istituzione yanki ha creato.
Il passato mese di giugno un gruppo di organizzazioni contrarrevolucionarias terroristici radicati tutte negli Stati Uniti—quelle denominate Fronte di Liberazione Nazionale di Cuba, Azione Cubana, Movimento Nazionalista Cubano, Brigata 2506 e F-14, integrate nella sua maggioranza per elementi che hanno lavorato per la Co. durante vari anni e riceverono di lei l'allenamento—, si riunirono in Costa Rica per creare una chiamata Comando di organizzazioni Rivoluzionarie Unite (CORU). Questi gruppi non solo agiscono libero ed impunemente da territorio degli Stati Uniti, ma i suoi capoccia principali, attraverso l'organizzazione CORU, sono strettamente vincolato alle attività della Co. contro Cuba. Non sempre le azioni sono realizzate per elementi di questi gruppi di copertura. Molte volte la Co. realizza lo sporco lavoro per altri mezzi, e le organizzazioni create servono per attribuirsi la paternità dei fatti.
Negli Stati Uniti questi gruppi proclamano pubblicamente i suoi crimini ed annunciano nuovi atti vandalici. Nel mese di agosto del 1976 apparve edito in un periodico contrarrevolucionario che si pubblica a Miami una supposta parte di guerra, dove dopo avere riferito come volarono un'automobile di fronte all'Ambasciata cubana in Colombia e distrussero gli uffici di Air Panamá, dichiarano alla fine testualmente: Molto pronto attaccheremo aeronavi in "volo"... E firmano le cinque organizzazioni terroristiche radicate a Miami che anteriormente segnaliamo.
In un altro giornale di Miami, il 19 settembre di questo proprio anno, vediamo una descrizione dettagliata che fa il CORU di come il tentativo fu di sequestro del console cubano in Merida e l'assassinio del tecnico peschereccio Artagnán Díaz Díaz combinato col progetto di dinamitare l'Ambasciata cubana in Messico. Due degli assassini avevano volato di Miami al Messico con passaporti nordamericani per realizzare i fatti, e furono arrestati in quel paese dopo il crimine. Un terzo ritornò negli Stati Uniti per scappare all'azione dalla giustizia messicana.
In un altro dei libelli che si pubblica a Miami, appare il giorno 9 di settembre di 1976 una pagina grafica su un supposto congresso dell'organizzazione terroristica Brigata 2506 celebrato in quella città. Nella stessa si aggiunge la foto del tiranno Somoza facendo il riassunto dell'atto e vicino a lui un rappresentante yanki, Claude Pepper. In un'altra pubblicazione appare la foto di un'assemblea di quei gruppi contrarrevolucionarios dove si trovano presiedendo l'atto, come prega il piede di incisione, Julio Durán, ambasciatore del Cile in Nazioni Unite; il sindaco di Miami, Maurice Ferrer; il colonello Eduardo Sepúlveda, console generale del Cile a Miami; ed il congressista nordamericano Tom Gallager.
Che cosa ha di estraneo che ora il CORU rivendichi davanti all'agenzia AP la ripugnante impresa di avere dinamitato a bordo nell'aria un aeroplano di passeggeri con 73 persone? Che cosa avrebbe di estraneo che questi stessi elementi fossero gli autori dell'assassinio dell'ex cancelliere cileno Orlando Letelier il cui morte indignò all'opinione latinoamericana e mondiale?
Facendo un scrutinio degli atti terroristici portati a capo contro Cuba, dopo che il Governo degli Stati Uniti lanciò le sue insolenti minacce contro il nostro paese, abbiamo i seguenti:
- Anno 1976. Sei aprile. Due barche pescherecci, "Ferro" 119 e "Ferro" 123, sono attaccati per lance pirati provenienti dalla Florida causando la morte al pescatore Benvenuto Mauriz e gravi danni alle imbarcazioni.
- 22 aprile. Una bomba è posizionata nell'Ambasciata cubana in Portogallo causando la morte di due diplomatici cubani.
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