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Discipline demoetnoantropologiche

L'antropologia

Antropologia: Studia i fatti umani sotto l'aspetto culturale. Quindi studia l'uomo nella sua quotidianità, le diverse identità e i tratti culturali degli individui. Studia nei suoi riti pubblici e privati, sul posto di lavoro come ospedali, fabbriche o luoghi di aggregazione e nella vita contadina.

Agli inizi del 19 secolo, gli antropologi erano studiosi che non andavano sul campo a recuperare le notizie, ma restavano nel proprio studio e attendevano i report di chi era nelle colonie o viaggiava: preti, pastori protestanti, soldati e commercianti. Venivano chiamati antropologi armchair, ovvero antropologi da poltrona. Si leggevano documenti già con il punto di vista di chi li aveva redatti e quindi privi di oggettività. Il pregiudizio e l'etnocentrismo, in molti casi vero e proprio razzismo che metteva al centro la cultura bianca europea dominante, etnocentrica e razzista, ritenendo l'Altro da colonizzare. L'antropologia quindi studia l'uomo come “animale culturale”.

Possiamo ritenere padri dell'antropologia, intellettuali che hanno scritto tra il 1500 e il 1700: Jean de Levy, Michel de Montaigne, Joseph-Francois Lafiteau, Jean-Jacques Rousseau che consigliava ai suoi amici e colleghi di viaggiare e vedere con i propri occhi le culture altre prima di gettarsi in speculazioni filosofiche povere di contenuti e piene di pregiudizi.

Metodi e teorie

Sir Frazer con il suo metodo di analisi comparata, prende in esame più popolazioni e li compara per vedere uguaglianze e differenze. E sistematizza che la magia compare in un momento precedente all'arrivo dell'uomo al concetto di religione. Mary Douglas mette in discussione questi metodi primitivi a avanzati e che questo tipo di idea forma delle differenze. È un'antropologa contemporanea che si avvale dello schema della filosofia hegeliana per fare una critica al pensiero occidentale etnocentrico e razzista, tra magia, religione (Tesi) e scienza (Sintesi). Per gli occidentali le popolazioni primitive erano pervase da un tipo di religione, l'animismo in contrapposizione con l'Occidente civilizzato, portatore della Vera e Unica Civiltà.

Approfondimento: "L'uomo dorme nel letto" di Linton.

Edward Tylor nel suo testo "Primitive Culture", indicò tre differenti stadi dell'evoluzione sociale, ovvero step evolutivi della religione: dal primo stadio, animismo, ovvero la concezione che ogni oggetto sia possessore di uno spirito interno. In seguito i gruppi umani hanno sviluppato il Culto degli Antenati ed evolvendosi, il Feticismo (chiamato dai portoghesi Feticieiro) rappresenta uno spirito presente in un oggetto carico di energia per modificare la realtà.

A questa segue una seconda fase, il Politeismo, pensiamo a quello romano e greco, considerate società pre-moderne, per poi arrivare all'affermarsi del Monoteismo, la religione della vera e sola Civiltà, quella ovviamente per Tylor bianca e cristiana. Inoltre formulò il suo concetto di cultura, ovvero quell’insieme che include la conoscenza, le credenze, l’arte, la morale, il diritto, il costume e qualsiasi altra capacità e abitudine acquisita dall’uomo come membro di una società.”

Siamo in piena epoca vittoriana, dove si giustifica una superiorità bianca e inglese sulle altre popolazioni del mondo definite “primitive”, proprio perché “bloccate”, secondo Tylor in una fase, quella della cultura occidentale. Tylor ha come punto l'evoluzione sociale della specie. Ma qui il suo concetto di cultura è un tipo di categoria bloccata, dove non c'è relazione tra culture cosiddette superiori e inferiori.

Teorie sull'evoluzione

Tra la fine del 1700 e il 1800 i predecessori di Darwin, Lamarck e Cuvier, arrivano, con dei dubbi e degli errori che riguardano l'uomo. Lamarck svilupperà una teoria, “Lamarckismo” che individua la modifica degli organismi attraverso l'adattamento all'ambiente. Lamarck sostiene, anche, che l'uso o il non uso di un arto porta ad un indebolimento, o potenziamento se iper utilizzato. Lo sbaglio teorico è nella concettualizzazione dei caratteri genetici acquisiti in una generazione. Cuvier riteneva, invece, che la terra avesse vissuto nei millenni diverse catastrofi naturali con l'eliminazione di specie e che, quelle sopravvissute, sarebbero quelle che popolano attualmente la terra.

Darwin dopo un lavoro nelle Isole Galapagos pubblica il testo: "L'origine della Specie". Darwin, elaborò la sua teoria: l'uomo è il frutto di un'evoluzione e, in questi passaggi da una generazione all'altra, le modificazioni presenti sui diversi individui sono dovute all'adattamento ai luoghi. Ma l'evoluzione umana è data dal mutamento del patrimonio genetico, ovvero dal cambiamento del fenotipo e del genotipo. Per fenotipo intendiamo in genetica, l’insieme delle caratteristiche morfologiche e funzionali di un organismo. Per genotipo intendiamo la costituzione genetica. In seguito il pensiero di Darwin sarà stravolto fino a dire che nella selezione della specie esistono razze superiori e razze inferiori, e che vincano nella selezione naturale.

Il massimo esponente del darwinismo sociale è Lewis Henry Morgan: divide le epoche in periodi, che chiama etnici, e rappresentano la condizione specifica di una società in relazione alla propria vita. I periodi etnici erano così suddivisi: Selvaggio-Babaro-Civilizzato. Ognuno di questi aveva periodi: Inferiore-Intermedio-Superiore.

Colonialismo e razza

Colonialismo: sfruttamento, che possiamo definire come un tipo di violenza assoluta delle nazioni europee. Si ritiene che dalla scoperta dell'America nel 1492, che l'antropologo Todorov chiama la "conquista dell'America", si possa iniziare a parlare di sfruttamento delle popolazioni altre da parte delle Nazioni europee.

Un esempio dello sfruttamento delle regioni extraeuropee da parte dei governi e delle compagnie commerciali, ricordiamo tra tutte la Compagnia delle Indie (Congo Belga). Il Congo Belga, costituito in Stato indipendente fra il 1876 e il 1885 resta un possedimento personale, consideratelo come la propria riserva di caccia personale del Re Leopoldo II del Belgio. Nel 1908 il Belgio ereditò il Congo per iniziativa del sovrano Leopoldo II.

Razza: Già nel 1500 con la cacciata degli ebrei dalla Spagna e la conquista dell'America da parte di Hernán Cortés si instaura un rapporto di egemonia tra popoli bianchi e europei, che si considerano portatori della sola e unica e vera Civiltà e vera Religione (cattolica).

A questo punto fu inviata una lettera degli spagnoli a Papa Paolo III Farnese per chiedere se gli Indios fossero esseri umani e quindi destinati alla salvezza o fossero come animali e quindi senza anima. Papa Paolo III emanerà una Bolla papale, la "Veritas Ipsa" conosciuta meglio come Sublimis Deus, nel 1537, dove sottolinea che gli abitanti delle Americhe sono esseri umani e consideriamo gli stessi indiani come veri uomini, non solo capaci di ricevere la fede cristiana, ma anche ad accorrere alla stessa fede.

Ricordiamo il vescovo domenicano Bartolomeo de las Casas e il Frate Francescano Berbardino de Sahagun. Lo studioso De Gobinau, con il suo testo "Il Saggio sulla disuguaglianza delle razze umane" afferma che le razze, bianca superiore e le altre, non si devono mischiare, che c’è una gerarchia tra le razze e che la razza bianca è all’apice di questa gerarchia. Inizia una teoria razzista: L’eugenetica, letteralmente “buona vita”.

L'eugenetica è una disciplina che si prefigge di favorire e sviluppare le qualità innate di una razza, giovandosi delle leggi dell’ereditarietà genetica (Galton). Si trasformò nella prima metà del 20° sec. in un movimento politico-sociale volto a promuovere la riproduzione dei soggetti socialmente desiderabili e a prevenire la nascita di soggetti indesiderabili per mezzo di infanticidio e aborto.

Dopodiché si è fatta strada una nuova eugenetica tecnologica, che persegue tre scopi:

  • Selezione genotipica dei soggetti a rischio con diagnosi prenatale
  • Selezione germinale, scelta di gameti raccolti e utilizzati nell’ambito di fecondazione artificiale
  • Geneterapia, mediante la modificazione dell’informazione genetica

Negli anni successivi, l’applicazione della genetica umana alla sanità pubblica, si è indirizzata alla riduzione della mortalità riconducibile alla malattia e alla prevenzione della malattia stessa. Il nazismo è la base dell'eugenetica. Parte dall’idea che l’uomo tedesco e ariano è l’essere superiore e il resto delle razze umane sono numeri e forza lavoro, schiavi (disabili ecc).

Razza ariana: che si pensava fossero biondi, alti e con gli occhi azzurri e che avessero colonizzato l’Europa e fossero gli antenati, della “razza tedesca ariana” dell’epoca nazista.

Antropologia criminale

Cesare Lombroso esponente italiano dell’antropologia criminale. La psichiatria criminale è la ricerca degli indicatori che permettono un'indicazione precisa dell’uomo criminale e della donna criminale, tesi portate avanti nei testi:" La donna delinquente, la prostituta e la donna normale" e "L’uomo delinquente." Lombroso era convinto che il criminale e la criminalità fossero una forma patologica dell’uomo.

Il punto fondamentale della sua teoria sull’atavismo (comparsa in un individuo di caratteristiche non possedute né dai genitori, né da ascendenti, interpretata come un ritorno a condizioni che esistevano in lontanissimi antenati) è nella scoperta di una fossetta di alcuni centimetri presente alla base del cranio, vicino all’osso occipitale, di un famoso brigante calabrese di nome Vilella nel 1870. L’errore di Lombroso è quello di ritenere una variabile unica, forma comune di un tipo di atteggiamento. Invece si dimostrò, nel tempo che non si poteva trovare un tipo di gene o formazione ossea che indichi senza dubbio chi è criminale e chi no.

Lombroso si ispira a Tarnowsky per il trattato “La donna delinquente, la prostituta e la donna normale” e mantengono un rapporto di collaborazione e scambio con lo scienziato, inviandogli molte fotografie di donne criminali russe, presenti nel fondo archivistico. Lombroso inoltre individua nel tatuaggio una prova della primitività del delinquente. Egli descrive i criminali tatuati accomunandoli alle popolazioni dell’emisfero australe, come gli aborigeni e i maori.

Il manifesto della razza italiano, premessa alle leggi razziali, sempre del 1938, è la risposta italiana alla Germania e delinea la politica razziale e di razzializzazione italiana. La razzializzazione è una rappresentazione delle differenze tra i gruppi umani come derivanti da fattori biologici. La tradizione dice che solo 12 professori universitari su 1225 rifiutarono il giuramento nel 1931. Il manifesto, redatto e firmato da Lidio Cipriani che fu anche caporedattore della rivista: “La difesa della Razza”, denota la politica e il posizionamento dell'Italia nel panorama del razzismo biologico. L'Italia è fieramente razzista, esistono diverse razze e quelle italiana è pura, mai mischiata e priva della macchia della contaminazione ebraica, è diversa dalle altre razze ariane.

  • Le razze umane esistono.
  • Esistono grandi razze e piccole razze.
  • Il concetto di razza è concetto puramente biologico.
  • La popolazione dell'Italia attuale è nella maggioranza di origine ariana e la sua civiltà ariana.
  • È una leggenda l'apporto di masse ingenti di uomini in tempi storici.
  • Esiste ormai una pura "razza italiana".
  • È tempo che gli Italiani si proclamino francamente razzisti.
  • È necessario fare una netta distinzione fra i Mediterranei d'Europa (Occidentali) da una parte gli Orientali e gli Africani dall'altra
  • Gli ebrei non appartengono alla razza italiana.
  • I caratteri fisici e psicologici puramente europei degli Italiani non devono essere alterati in nessun modo.

Antropologia sociale

Malinowski nasce in Polonia, ed è il padre della moderna antropologia sociale britannica. In Inghilterra con i consigli del suo maestro, William Rivers maturò la decisione di dover andare sul campo per poter mettere in pratica alcune teorie e metodi (Isole Trobriand). Essere antropologo per Malinowski significava andare nelle popolazioni che si volevano studiare, impiantare il proprio campo, rimanere a contatto con gli oggetti della ricerca il più possibile, studiare e annotare i dettagli della vita sociale, le strutture familiari, i modi di apprendimento e farci raccontare i miti e i riti.

I dettagli del nuovo metodo etnografico sono descritti nel testo: "Argonauti del Pacifico Occidentale": un campo prolungato nel luogo della ricerca; l'osservazione partecipante, significa far sì che anche il più diffidente dei nativi si fidi di te; significa entrare a far parte del gruppo e osservare partecipando; la scrittura continua di un diario di campo che possiamo definire una scrittura etnografica e la restituzione alla comunità scientifica di una monografia, vera conclusione scientifica di un lavoro antropologico.

Malinowski raccolse anche un gran numero di fotografie etnografiche che rappresentano l'inizio dell'antropologia visiva, che delinea la centralità dell'incontro del ricercatore con il suo oggetto di studio. A venticinque anni dalla morte, la moglie volle far pubblicare, come omaggio al marito il diario di campo della sua ricerca nelle Isole Trobriand: "A Diary in the Strict Sense of the Term" (Giornale di un Antropologo, a cui si aggiungono, i dubbi sulla sua permanenza, i suoi problemi con la sessualità e la nostalgia per l'Europa).

Malinowski è anche il padre della teoria funzionalista, ovvero mette in primo piano la funzione sociale e culturale che un fenomeno ha all'interno di una società. La stesura dei risultati deve essere “imparziale e sincera”. Da qui la ricerca della piena oggettività dell'antropologo e della ricerca della giusta distanza tra ricercatore e oggetto di studio. In etnografia il ricercatore è anche uno storico e un testimone della realtà.

Lo “spaesamento” che colpisce l'antropologo all'arrivo in una cultura altra, un rito di passaggio che il ricercatore subisce e che deve subire per poter continuare. Il rischio nel bloccarsi è quello di non riuscire ad instaurare un rapporto autentico con gli “indigeni”. Per evitare di far sorgere agli individui protagonisti delle ricerca sfiducia, le condizioni sono: l'assenza di altri uomini bianchi, vivere nel villaggio e prendere parte alle loro attività.

La ricerca empirica, basata sull'esperienza e l’osservazione diretta e sulla partecipazione, ha bisogno di una preparazione profonda che Malinowski chiama “carta mentale" che poi si trasforma in “carta reale”, che vuol dire trasformare il materiale in diagrammi, schemi, tavole sinottiche. Le tavole genealogiche sono forme concrete di una costruzione dell'indagine parentale e delle relazioni familiari.

L'antropologo comprese che le società sono pervase da un “sistema di funzioni” che rappresentano la loro struttura. Malinowski non è d'accordo con Freud sull'idea di parricidio originario, ma attraverso le sue ricerche che sviluppa nel testo: "Sesso e Repressione Sessuale tra i Selvaggi", arriva alla conclusione che nelle società matrilineari (dove è la donna che conta) le “pulsioni ostili” sono dirette dal padre allo zio materno e le pulsioni sessuali di tipo incestuoso sono indirizzate verso la sorella.

Questo, per Malinowski, rappresenta che il complesso di Edipo non era universale, quindi non una struttura fondante della cultura. Va ad investigare le ritualità degli abitanti attraverso un rito di condivisione di dono che è il Kula. La parte iniziale racconta che loro sono abili a costruire canoe e altri utensili e con questo si sviluppano dei veri commerci.

Nella ritualità del Kula si scambiano due tipi di beni: collana (soulava), composta da dischi di conchiglia di spondilo rosa, perle di vetro rosse, foglia di pandanus secca e Bracciale, (mwali), con perle di vetro gialle, rosse, bianche e blu e semi di banana nera sono attaccati al bracciale con fibra vegetale. Le prime circolavano nelle canoe sulle isole solo in senso orario, i mwali in senso antiorario.

Questo perché gli oggetti potevano essere scambiati solo con un oggetto dell'altro tipo. Aumentavano il prestigio di chi le possedeva. Lo scambio avveniva attraverso dei riti, nei quali si raccontavano storie sacre e il mito di fondazione dell'eroe culturale. L'eroe culturale è colui il quale porta la “cultura” ad un gruppo. Il Kula, quindi, aumentava e rinsaldava le relazioni amicali e parentali dei gruppi e influenzava la possibilità di accedere a posizioni di potere.

Franz Boas e l'antropologia statunitense

Franz Boas, è alla base dell'antropologia statunitense moderna ed è considerato il fondatore dell'antropologia moderna americana. Nel Pacifico e in Messico e a Portorico ha sviluppato un interesse per le popolazioni indigene degli Stati Uniti. Rifiuta il darwinismo sociale, e l'idea di un'evoluzione delle razze umane da “primitive” a “civilizzate”. Per Boas lo sviluppo delle culture umane è dato dalla capacità umana di scoprire nuove capacità e di inventare nuovi oggetti e dallo sviluppo di tratti culturali diversi.

Il suo metodo è alla base del “particolarismo storico”, che riteneva che non si potesse comprendere come un gruppo umano avesse elaborato tratti culturali diversi da altri senza andare ad investigare le ragioni storiche. Nel suo testo: “L'uomo primitivo” si delineano i primi passi.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-DEA/01 Discipline demoetnoantropologiche

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Marti17__ di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Discipline demoetnoantropologiche e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università telematica "e-Campus" di Novedrate (CO) o del prof Pesce Mario.
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