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Disciplina del contratto, Diritto privato Appunti scolastici Premium

Appunti schematici per l'esame del professor Sartori, molto approfonditi e dettagliati con citazione di articoli circa la disciplina del contratto in generale; elaborata al fine di conseguire l'esame brillantemente ed avere le idee non solo chiare ma precise e specifiche su tutta la materia

Esame di Diritto privato dal corso del docente Prof. F. Sartori

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ESTRATTO DOCUMENTO

interesse generale o per contrarietà all'ordine pubblico- economico

ma a fini di tutela di una delle parti;

vizio che investe alcune clausole; il contratto è travolto dalla nullità se

nullità parziale: risulta che i contraenti non lo avrebbero concluso senza quella parte

del suo contenuto che è colpita dalla nullità (art.1419); in base ad

un'attenta analisi si può verificare se la parte viziata è da ritenersi

essenziale oppure no affinchè venga data giustizia alla volontà delle

parti;

sostituzione automatica delle clusole invalide: quando la nullità di

singole clausole inficia il

resto del negozio il

legislatore sostiene che

questo possono essere

sostituite con nuove

clausole imposte dalla

legge (art.1339)

vizio che investendo l'intero negozio lo rende nullo

nullità totale: ciscuna delle parti ha diritto alla restituzione della prestazione eseguita

azioni di nullità: in attuazione di un contratto nullo a meno che non si tartti di

prestazioni immobiliari, e in questi casi bisognerà rivolgersi al giudice

per far accertare e dichiarare la nullità del negozio in questione; deve

avere alcune caratteristiche:

imprescrittibilità: non deve essere soggetta a prescrizione

a. insanabilità: esclusa qualsiasi sanatoria del negozio; non può essere

b. convalidato il negozio nullo; le parti non possono ne convalidare gli

effetti del negozio nullo ne confermarlo rinunciando a far valere il vizio

che lo affetta;

azione di mero accertamento: la sentenza volta ad accogliere la

c. domanda di nullità non modifica la situazione giuridica preesistente ma

i limita ad acceratre in modo non più controvertibile che il negozio è

nullo

legittimazione attiva: il diritto a far valere la nullità di un negozio è

d. riconosciuta a chiunque vi abbia interesse

rilevabilità d'ufficio: la nullità dell'atto può essere rilevata d'ufficio dal

e. giudice; qual'ora un contratto venga azionato in giudizio da una delle

parti per ottenere l'esecuzione o comunque farne valere gli effetti se ne

può dichiarare la nullità anche in assenza di domanda in tal senso

dell'altra parte (d'ufficio)

fenomeno di trasformazione o limitazione di quanto pattuito in maniera

conversione: tale che l'atto pattuito possa produrre taluni effetti; è il giudice a

rendere operante l'effetto di conversione del contratto nullo; che si

produce solo in forza di legge e non per effetto di una rinnovata

manifestazione di consenso tra la volontà delle parti; la parte intenzionata

allpavverarsi di quanto pattuito dal contratto ritenuto nullo potrebbe

domandare la giudice di emettere una sentenza che faccia produrre l'atto

concretamente perfezionato in un contratto di tipo diverso; non esige una

nuova manifestazione di volontà; necessita dei seguenti presupposti

(art.1424):

deve essere stato stipulato un contratto nullo;

I. deve presentare se pur nullo tutti i requisiti di un contratto diverso da

II. quello concretamente posto in essere;

deve essere possibile ritenere che le parti fossero state consapevoli nel

III. momento della conclusione del contratto della sua nullità;

il vizio che affetta il contratto non dev eomportare illiceità;

IV. tipo di conversione che opera automaticamente e non indaga

conversione formale: sulla volontà delle parti;

le parti pongono in essere u nuovo negozio privo di vizio che dia luogo

rinnovazione: alla nullità di quello precendente

anomalia di minor gravità rispetto alla nullità; deriva dall'inosservanza delle

ANNULLABILITà: regole che mirano a proteggere particolarmente uno sei soggetti; il contratto

rpoduce comunque tutti gli effetti a cui era diretto, questi effetti vengono meno

solo se vien accolta la proposta di annullamento e sia stata prodotta una

sentenza;

caratteristiche:

I. tendendo a far annullare un negozio viene considerata azione

costitutiva perchè non si limita a far accettare l situazione

giuridica preesistente ma mira a modificarla;

legittimazione attiva: la leggittimazione a chiedere

II. l'annullamento spetta solo alla parte interessata; la rimozione

degli effetti del negozio è fatta dipendere dall'iniziativa della

persona che la legge intende proteggere

non può essere rilevata d'ufficio dal giudice proprio in relazione

III. al punto II

IV. è soggetta a prescrizione dopo 5 anni dal giorno in cui è cessata

la causa che ha dato luogo al vizio; all'attore sta l'onere della

prova di dimotrare che il vizio si sia svolto nel quinquennio

antecedente l'azione di annullamento;

imprescrittibilità dell'eccezione:

V.

cause:

a. incapacità del soggetto:

> legale: è causa di annullamento del contratto (tranne nel caso in cui un

minore abbia posto in essere con raggiri per occultare la propria minore

età)

> naturale: incapacità di intendere e volere; non basta a determinare

l'invalidità del contratto (a questa dovrebbe aggiungersi la mala fede del

contraente)

b. vizi della volontà (errore, violenza, dolo )(art.1427)

ha effetto retroattivo se la domanda viene accolta dal giudice e si

effetti: considera come se il contratto non avesse avuto prodotto nessun

effetto giuridico; (art.1443-1445); (art.2039) annullamento per

incapacità; la trascrizione della domanda di annullamento riguardanti

diritti reali rende opponibile la relativa senyenza a tutti coloro che

abbiano acquistato diritti in base ad atti trascritti successivamente ; se

la domanda di annullanento viene trascritta dopo il decorso dei 5

annidalla trascrizione dell'atto impugnato la sentenza d'annullamento

non incide sui diritti acquistati a qualunque titolo dai terzi in buona

fede (art.2652);

può sanare il negozio annullabile; attraverso questo viene posto in

convalida: essere un contratto con il quale la parte leggittimata a proporre

l'azione di annullamento si preclude la possibilità di far valere il

vizio; deve provenire da chi ha intenzioni di concludere validamente

il contratto la cui volontà non dev essere affetta dallo stesso vizio

che ha determinato l'annullabilità del negozio che si vuol sanare; per

fa si che questa sia valida è necessaria la conoscenza del vizio che

colpisce il negozio; non può essere utilizzata quando si tratta di

sanare il contratto a causa di errore;

deve contenere la menzione del negozio annullabile, del

espressa: motivo di annullabilità e la dichiarazioen che si intende

convalidare il negozio;

quando la parte che potrebbe dedurre l'annullabilità del

tacita: negozio da esecuzione al negozio viziato;

il codice non la contempla e se ne parla solo in dottrina e in giurisprudenza (come figura distinta

INESISTENZA:

dai negozi nulli); implica una grave deficienza da impedire l'identificazione dell'atto compiuto

come negozio giuridico; invocata in giurisprudenza nei casi di sanatorie o efficacia di negozi

invalidi; scarso spazio all'interno della categoria contrattuale (utilizzata per quanto riguarda

questioni di pubblica amministrazione;

quando un contratto non è idoneo a produrre effetti verso i quali è preordinato;

INEFFICACIA: inefficacia transitoria (non comporta nullità);

originaria: dipende dall'impugnativa di una delle parti o da terzi;

successiva:

AZIONE DI RESCISSIONE:

la legge concede tale rimedio di annnullamento del contratto che ricorre quando la parte risulta incapace di

determinarsi o la sua volontà risulta viziata;

all'azione di rescissione si può applicare la regola della per eliminare l'elemento oggettivo della

non convalida

sproporzione si deve prestare il supplemento;

la rescissioone non ha efficacia retroattiva infatti non pregiudica i diritti acquistati dai terzi salva l'applicazione

dei principi sulla trascrizione della domanda (art.1452);

quest'azione si prescrive dopo 1 anno;

si richiede nel caso di anomalie genetiche in 2 ipotesi: (caso della volontà viziata)

1. PER CONTRATTO CONCLUSO IN ISTATO DI PERICOLO:

tutela la parte la cui decisione di stipulare un certo contratto sia stata condizionata da particolari situazioni

che l'hanno indotta ad accettare un contratto economicamente pregiudizievole;

(la nozione di pericolo al quale l'azione si riferisce è legato alla medesima che definisce lo stato di necessità)

(art.2045) implica l'esisteza di una situazione di necessità di salvare se o altri da un pericolo attuale

lo stato di pericolo

di un danno grave alla persona;

art.1447: devono sussistere tali presupposti per utilizzare tale azione quando ci trovamo di fronte a un

contratto stipulato in condizioni di pericolo:

- il fatto che lo stato di pericolo fosse noto alle parti;

- l'iniquità delle condizioni a cui il contraente ha dovuto soggiacere

richiesta di somma sproporzionata per effettuare un salvataggio;...

ES:

- lo stato di pricolo in cui giace uno dei cntraenti deve riguardare un pericolo attuale id un danno

grave alla persona

incendio dell'edificio dove si trova una persona cara;

ES:

il contratto è rescindibile anche se lo stato di pericolo è stato volontariamente causato o era evitabile;

mi sono arrampicato da solo su una roccia e adesso non sapendone scendere da solo devo chiedere

ES: l'ausilio id una guida alpina;...

art.2045: chi abbia volontariamente causato un danno pur di sottrarsi d aun pericolo provocato da lui stesso

non può esimersi dall'esserne coinvolto visto che non è causa sugffciente affinchè il contratto si

estingua;

art.1447: al soccorritore che aassiste colui che giace nello stato di pericolo possiede il diritto di ricevere un

equo compenso per le azioni svolte a vantaggio del secondo; tale compenso viene quantificato dal

giudice;

2. PER LESIONE:

rimedio valido in favore dei contratti sinallagmatici nei casi in cui vi sia sporporzione tra le due prestazioni e si è

provveduto con un azione di carattere generale;

art.1448: affinchè possa verificarsi tale azione devono verificarsi tali presupposti:

- deve esserci una lesione (il valore della prestazione eseguita o promessa dalla parte

ultra dimidium

danneggiata valutata con riferimento al tempo in cui la domanda è proposta)

art.1448.4: la lesione dei contratti aleatori non è concepita visto che è connaturata nell'istituto la

sua natura di prestazioni inique che dipendono molto dalla sorte;

- dell aprte danneggiata (indigenza momentanea e non per forza assoluta tale da

lo stato di bisogno

incidere sulla libera determinazione a contrarre e da funzionare come motivo dell'accettazione della

proporzione fra le prestazioni da parte del contraente danneggiato;

ricorre a volte anche quando un soggetto pur disponendo di beni abbia urgente necessità di fondi

liquidi che teta di procurarsi anche a costo di stipulare contratti disastrosi

lo stato di bisogno consiste in una situazione di difficoltà di ordine economico;

- un elemento goggettivo come l'approfittarsi di una situazione di bisogno dell'altro; deve sussistere

però la consapevolezza dello stato di bisogno altrui e quindi l'intenzione di trarre il miglior beneficio

possibile dal punto di vista economico dal contratto costitutito;

il contraente contro cui si vuole esercitare la prestazione può evitarla eliminando lo squilibrio che ne

costituisce il fondamento cioè offredno un aumento della sua prestazione o una odifica del contratto

sufficiente per ricondurlo ad equità;

RISOLUZIONE:

scioglimento del vincolo ontrattuale e la cessazione degli effetti derivanti da esso;

è prevista per anomalie funzionali che impediscono la concreta attuazione del regolamento di interessi

disciplinato dal contratto;

può avvenire:

- PER INADEMPIMENTO:

applicabile solo ai contratti a prestazioni corrispettive dove il sacrificio di ciascuna parte trova la sua

giustificazione nella controprestazione che deve essere eseguita dall'altra in caso di inadempimento da parte di

uno dei contraenti;

il legislatore ammette che l'altro posto in questa condizione di svantaggio possa preferire porre nel nulla

l'intero rapporto contrattuale;

art.1453: di fronte all'inadempimento di una parte, all'altra è lasciata la possibilità di:

> insistere per l'adempimento egli accordi hiedendo la manutenzione del contratto e quindi la

condanna della controparte ad eseguire la prestazione non ancora adempiuta

> esercitare il diritto potestativo di chiedere la risoluzione del contratto

il contraente adempiente ha il diritto di pretendere il risarcimento dei danni subiti

manutenzione del contratto: l'adempimento della controparte è ancora possibile e ci troviamo di fronte ad un

semplice ritardo;

nell'ipotesi di semplice ritardo si prestazione il contraente adempiente potrà pretendere l'esecuzione della

prstazione e il risarcimento del danno subito, ma sarà anche obbligato ad erogare la controprestazione dovua;

nel caso in cui la parte non inadempiente (creditore) vorrà ovviare per lla risoluzione istanganea del contratto

egli dovrà semplicemente non adempiere nemmeno lui alla prestazione stabilita dal contratto, oppure se l'ha

già erogata chiedere la sua restituzione e sarà libero di rivolgersi ad altri per ottenere l'adempimento della

prestazione oggetto del contratto che spettava alla controparte;

tale tipo di risoluzione avviene attraverso la ponuncia del giudice ttraverso una sentenza di natura costitutiva, e

finchè non è emanata la responsabilità per inadempimento della controparte non produce alcuna conseguenza

giuridica;

la sentenza di risoluzione incide sulla situazione esistente fra le parti modificandola;

prima di essa fra le parti esisteva il rapprto contrattuale per effetto di essa il rapporto contrattuale cessa di

esistere perchè la sentenza lo scioglie;

per concedere la risoluzione in giudice deve provvedere alla verifica di 2 presupposti:

A. l'esistenza dell'inadempimento e se questo è imputabile all'inademiente stesso;

B. la gravità dell'inadempimento;

il contratto non si risolve se l'inadempimento ha scarsa importanza avuto riguardo all'interesse della parte che

lo subisce;

sarebbe ingiusto se un contraente potesse liberarsi dal vincolo contrattuale prendendo a pretesto qualsiasi

minima e insignificante inesattezza riscontrabile nella prestazione dell'altra parte;

- DI DIRITTO:

non è di natura giudiziale;

non è determinata da una senttenza del giudice secondo queste 3 eccezioni:

1. la clausola risolutiva espressa che le parti possono inserire nel contratto prevede che il contratto stesso si

risolverà se una determinata obbligazione nascente da questo non verrà regolarmente adempiuta

(art.1456.1);

se si verifica un tale inadempimento il contratto va senz'altro in contro a risoluzione

è necessario che la clausola individui con precisione le obbligazioni il cui inadempimento determinerà la

risoluzione

non è ammissibile che questa si riferisca in modo generico a qualunque obbligazione nascente dal presente

contratto o formula analoga;

verificatosi l'inadempimento considerato dalla clausola la risoluzione non si produce però in modo

automatico, ma richiede un'iniziativa della vittima dell'inadempimento;

il contratto si risolve solo quando questa dichiara di volersi avvalere della clausola (art.1456)

essa potrebbe avere l'interesse a tenere fermo il contratto nonostante l'inadempimento e cercarne

l'attuazione;

per questo la legge le riserva la possibilità di decidere se risolvere o meno;

2. il termine essenziale è termine di esecuzione della presrtazione scaduto il quale la prestazione non ha più

utilità per la parte che doveva riceverla;

ES: fornitura di manifesti e volantini per rpopagandare un'iniziativa pubblica che si terrà in un giorno

prestabilito, nel caso in cui fosse svolta in ritardo non sarebbe utile a nulla;

scaduto il termine essenziale senza che la prestazione sia stata eseguita si crea il presupposto per la

risoluzione automaticaa; la parte che subisce l'inadempimento potrebbe avere ugualemnte interesse a

ricevere la prestazione (sia pure in ritardo); la legge gli consente di esigerla rinunciando alla risoluzione del

contratto ma stabilisce che di tale eventuale decisione egli deve dare notizia a quest'ultimo entro 3 giorni

passati i quali il contratto si risolve per diritto (art.1457);

3. la diffida as adempiere che può essere utilizzata per risolvere il contratto senza dover incorrere

nell'intervento del giudice nei casi in cui il termine dell'adempimentoe ra essenziale per la prestazione

oppure se la prestazione pur essendo fatta in tempo risulta inesatta;

la vittima dell'inadempimento in uesto caso formula un'intimazione scritta all'inadempiente di adempiere

entro un congruo termine (di regola inferiore ai 15 giorni), decorso il quale il contratto si considererà risolto di

diritto (art.1454);

la parte che si avvale della risoluzione di diritto ottiene il vantaggio di distruggere un contratto che non le

interessa piùliberandosi del relativo vincolo per una via più rapida ed economica di quella che passa per la

risoluzione di diritto e che dunque in realtà il contratto si risolve ma comporta comunque la conseguenza che la

controparte inadempiente incorre comunque in reasponsabilità per inadempienza;

sta aiu giudici dichiarare la responsabilità di inadempienza della controparte attraverso la pronuncia di una

sentenza dichiarativa che is limita ad accertare la situazione giuridics esistente;

il contratto si risolve senza bisogno di un provvedimento del giudice;

- PER IMPOSSIBILITà SOPRAVVENUTA:

la sopravvenuta impossibilità della prestazione non imputabile al debitore estingue l'obbligazione;

s il prestatore è liberato l'utente non deve più pagare il prezzo, se invece lo ha pagato gli deve essere

restitutito;

art.1463:

il giudice può accetare tale risoluzione ex post con una sentenza dichiarativa;

ilmccanismo della risoluzione per diritto dovuta a impossibilità sopravvenuta incontra qualche limite:

> il contratto non si risolve se l'impossibilità si verifica durante la mora del creditore; questo non ricevendo la

prestazione resta obbligato a eseguire la controprestazione;

> nel caso di contratto con effetti reali avente per oggetto una cosa determinata se la cosa va distrutta per

causa non imputabile all'alienante che non può più consengarla all'acquisrente il contratto non si risolve;

l'acquirente rimane obbligato ad eseguire la sua prestazione per l'effetto traslativo del consenso (l'acquirente

diventa proprietario della cosa nel momento della conclusione del contratto anche se la cosa non gli è stata

ancora consegnata; se la cosa in questione viene distrutta la perdita rimane a suo carico;

> nel caso di contratto che trasferisce una quantità di cose generiche che non si risolve se le cose vanno

distrutte dopo l'individuazione (art.1465)

il contratto si risolve e il cedente non ha più diritto alla controprestazione se la cosa va distrutta durante la

pendenza di una consizione sospensiva (art.1465)

IMPOSSIBILITà PARZIALE: 2 situazioni:

1. se l'avente diritto non ha un apprezzabile interesse a ricevere una prestazione

ridotta, egli può recedere dal contratto che si scioglie;

2. se accetta la prestazione ridotta, egli ha diritto a una riduzioe della prestazione da

lui dovuta (art.1464);

IMPOSSIBILITà TEMPORANE: l'obbligazione vive o muore in base alla regola del ar.1256, la medesima norma

vale anche per la controprestazione, e dunque il contratto;

- PER ECCESSIVA ONEROSITà:

art.1467: opera solo per i contratti di durata;

si applica quando nel corso dell'esecuzione del contratto si verificno fatti che alterano notevolmente a

vantaggio di una parte l'originario equilibrio economico del contratto stesso (sopravvenienze);

per ammettere una conseguenza tale da provocare l distruzione del contratto la legge esige però una serie di

requisiti che riguardano sia i fatti che determinano lo squiibrio economico sia lo squilibio stesso;

le sopravvenienze devono essere:

> successive alla conclusione del contratto visto che:

A. se i fatti fossero stati anteriori a quel tempo la parte conoscendoli ne avrebbe tenuto conto nel

definire l'equilibrio economico del contratto ;

B. se li avesse ignorati potrebb eventualmente invocare l'annullabilità per errore;

> anteriori all'esecuzione del contratto il rimedio non è applicabile se lo squilibrio interviene quando entrambe

le prestazioni sono già state eseguite;

è inabblicabile anche quando risulti completamente eseguita anche una sola delle due prestazioni e cioè

quella toccata dal fatto squilibante;

> oggettive ed esterne;

devono dipendere da cause non riconducibili alla spefa del contraente colpito;

> straordinarie e imprevedibili (art.1467); perchè il rimedio protegge solo contro le sopravvenienze anomale;

lo squilibrio economico determinato da sopravveniente invece può derivare:

I. sia da aumenti di costo della prestazione dovuta dalla parte penalizzata (onerosità diretta)

II. sia da diminuzioni di valore della prestazione attesa da lei (onerosità indiretta);

per verificarsi questa risoluzione il contratto deve diventare economicamente squilibrato rispetto all'equilibrio

originario così come le parti lo avevano liberamente stabilito; tae squilibrio doveva avere anche una

determinata consistenza (deve superare l'alea (valore del rischio) normale del contratto) (art.1467);

il contratto è risolubile solo se lo squilibrio supera quel margine; se ne rimane la di sotto invece non c'è

risoluzione perchè lo svantaggio ontrattuale sopravvenuto corrisponde a un rischio che il contraente si era

assunto;

la risoluzione non può essere chiesta se il contraente onerato risultava già inadempiente quando si verifica la

sopravvenienza;

la risoluzione per eccessiva onerosità è una risoluzione giudiziale: il rapporto contrattuale si sxioglie solo con la

sentnza di risoluzione che è una sentenza costitutiva

tale tipo di risoluzione tutela i contraenti contro il riscio imprevedibile;

non ha senso applicarlo ai contratti che si basano in modod deliberato sul rischio connesso all'imprevedibilità

di certi eventi (ecco perchè questo rimedio non opera conro i contratti aleatori )(art.1469);

ECCEZIONI:

PRESUPPOSIZIONE:

è una causa di risoluzione del contratto appliacta dalla giurisprudenza e non regolata dal codice;

situazione di fatto che entrambe le parti pur non menzionandola esplicitamente hanno considerato come

spresupposto fondamentle del contratto

la sua inesistenza e il suo venir meno toglierebbero al contratto stesso la sua base;

pla giurisprudenza applica il rimedio della presupposizione affermando che il contratto si risolve per

l'inesistenza o il venir meno del presupposto su cui le parti hanno fondato il contratto stesso;

il regolamento di un contratto dipende essenzialmente dalla disciplina del tipo contrattuale di appartenenza

che si determina a sua volta dalla qualificazione del contratto

CONTRATTO GENERALE (art.1321-1469)

CONTRATTO SPECIALE

classificazione redatta secondo le funzzioni economiche e gli effetti giuridici:

- CONTRATTI CHE TRASFERISCONO LA TITOLARITà DEI BENI

- CONTRATTI CHE TRASFERISCONO IL GODIMENTO DEI BENI

- CONTRATTI RELATIVI A SERVIZI (non a beni)

- CONTRATTI CHE REGOLANO LA CREAZIONE DI BENI NUOVI

- CONTRATTI GENERICI (in via residuale)

CLASSIFICAZIONE:

contratti tipici/nominati: disciplinati dal 3°titolo del IV libro; contratti specificatamente analizzati e trattati dal

legislatore;

contratti atipici/innominati: contemplati dall'art 1322 secondo il quale i soggeti sono liberi di stipulare

contraatti diversi da quelli disciplinati in maniera dettagliata dall'ordinamento;

contratti plurilaterali: il vizio che colpisce la prestazione di una delle parti non coinvolge necessariamente la

sorte dell'intero contratto;

contratti a prestazioni corrispettive/ sinallagmatici: consiste nello scambio di due prestazioni; le attribuzioni

patrimoniali rispettivamente a carico di ciascuna parte e a

vantaggio della controparte sono legate da un nesso di

reciprocità o sinallagma, è proprio questo nesso che

spiega la comune sorte delle prestazioni corrispettive:

> se è illecita o fin dall'origine

sinallagma generico: impossibile la prestazione a carico

di una parte e risulta invalidato

l'intero contratto;

> se non viene adempiuta o

sinallagma funzionale: diventa impossibile una

prestazione non è più dovuta

neppure quella della controparte;

contratti con obbligazioni a carico di una sola parte:


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza
SSD:
Università: Trento - Unitn
A.A.: 2015-2016

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher arianna.sottile di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto privato e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Trento - Unitn o del prof Sartori Filippo.

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