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Diritto Urbanistico

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Esame di Diritto urbanistico docente Prof. M. Carrà

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ESTRATTO DOCUMENTO

- Riguarda la costituzione di un legame ravvicinato tra il governo del territorio e l’esecuzione delle

infrastrutture

- Il ruolo dell’espropriazione per pubblica utilità (EPU) nell’ambito della disciplina urbanistica. Nei

primi anni dopo l’unità d’Italia era uno strumento per garantire maggiori standard igienico sanitari

Previsioni urbanistiche e i vincoli

Riaffermata la centralità della programmazione e della pianificazione legando il trasferimento del bene agli

atti pianificatori tramite la localizzazione con il vincolo preordinato all’esproprio (VPE). Tale vincolo si pone

come contatto tra l’urbanistica e il potere di esproprio Il VPE riguarda suoli ed aree specifiche dove è

prevista la successiva espropriazione in vista della futura realizzazione di un’opera pubblica.

L’espropriazione per pubblica utilità nella costituzione: i principi

L’espropriazione per pubblica utilità pone il problema della tutela del diritto di proprietà nei confronti

dell’esercizio del potere per un fine pubblico.

Art.42 Cost. dispone che la proprietà nei limiti della legge può essere espropriata per motivi di pubblico

interesse generale indennizzando.

La legge fissa tre principi:

- la riserva di legge: relativa

- l’esistenza di un motivo di interesse generale

- la previsione di un indennizzo

l’unificazione del modello espropriato e le fasi del relativo procedimento

Il modello espropriativo è articolato in fasi necessarie ed eventuali.

Le necessarie:

- apposizione del VPE

- la DPU dell’opera

- la determinazione dell’indennità

- l’emanazione e l’esecuzione del decreto di esproprio che produce il vero e proprio trasferimento

del diritto.

Le eventuali:

- occupazione d’urgenza preordinata all’esproprio

- cessione volontaria del bene

i soggetti sono l’espropriato (può essere persona giuridica, pubblica o privata), autorità espropriante (chi

emana l’atto), il promotore (chi richiede l’esproprio e che paga l’indennità), beneficiario (colui che acquista

la proprietà).

Questo può essere disposta per la realizzazione di opere pubbliche, di pubblica utilità o per consentire

l’utilizzazione da parte della collettività di beni e di terreni.

Il suo oggetto sono beni immobili; se del demanio prima devono essere sdemanializzati, e se del Vaticano

sono in casi con gravi ragioni.

Vincolo preordinato all’esproprio (art.9-10)

L’opera scelta deve essere priva di atto di pianificazione (o equivalente). Il vincolo (VPE) può essere

introdotto con norme procedurali di pianificazione urbanistica, o con procedure speciali, e può essere

disposto su richiesta dell’interessato con conferenza dei servizi, o con una variante al piano urbanistico.

Il VPE comporta uno svuotamento del diritto di proprietà, con efficacia limitata a 5 anni entro i cui deve

intervenite l’atto con la DPU altrimenti il vincolo decade. La sua decadenza determina che per i suoli a

destinazione urbanistica dentro il perimetro del centro abitato vieta la costruzione, e fuori da esso con una

densità massima di 0,03mc/mq.

Il VPE può essere comunque reiterato se:

- persistenza dell’interesse pubblico e la sua attualità

- le specifiche ragioni del ritardo che hanno determinato la decadenza del vincolo

- necessità di rinnovazione del vincolo

- mancanza di alternative

- serietà e affidabilità della programmata realizzazione nel quinquennio.

Il privato può partecipare nella fase di apposizione, viene avvisato il proprietario 20 giorni prima del

procedimento, ed entro 30 giorni si possono presentare motivazioni contrastanti l’atto.

Dichiarazione di pubblica utilità (CAPO III)

L’esproprio è legittimato solo se riconosciuta e dimostrata la pubblica utilità

Il decreto di esproprio (DPU) ha limite di 5 anni (può essere prorogato in casi eccezionali, altrimenti decade)

L’esecuzione del DPU deve essere dentro i successivi 2 anni, e i lavori hanno 2 anni per iniziare e 10 per

finire.

Il DPU legittima l’approvazione del P.D., del piano attuativo, e di uno strumento urbanistico.

L’urgenza dell’opera quale causa di specialità del procedimento espropriativo: l’adozione del decreto di

esproprio in via d’urgenza e l’occupazione d’urgenza preordinata all’esproprio. (art.22 bis)

L’amministrazione pubblica per realizzare l’opera deve necessariamente acquisire prima la proprietà

dell’area con l’adozione del decreto di esproprio e determinare l’indennizzo, solo dopo può effettivamente

occupare l’area, ma questo schema può avere delle modificazioni in funzione all’urgenza:

- Adozione del decreto di esproprio in via d’urgenza

- Occupazione d’urgenza preordinata all’esproprio

L’urgenza svolge un ruolo differente:

- Il primo è legato al carattere d’urgenza dell’avvio dei lavori che non consente di attendere l’esito

dell’ordinario procedimento di determinazione dell’indennità.

Altri casi in cui l’indennizzo è calcolato in maniera semplificata

1) Realizzazione di interventi descritti nella l.n°443/2001 (grandi infrastrutture ecc.)

2) Quando il numero di espropriati supera i 50

- Occupazione d’urgenza preordinata dell’esproprio non previsto in origine dal t.u.e.p.u. potere

espropriante di ottenere la disponibilità materiale nel momento successivo alla DPU, prima

dell’adozione del decreto di esproprio.

1) Per interventi della l.n°443/2001

2) Quando il numero di espropriati supera i 50

Decreto di esproprio (CAPO IV)

Il procedimento di esproprio può concludersi:

- Con l’adozione di un provvedimento unilaterale (decreto di esproprio). È un atto unilaterale e

imperativo, deve essere emanato entro la scadenza del DPU.

- Con un accordo (cessione volontaria)

Cessione volontaria

In questo caso quando il proprietario cede volontariamente l’indennizzo è aumentato del 10 %

L’indennità di espropriazione (CAPO V)

L’espropriazione rappresenta il massimo grado di manifestazione della potestà pubblica di comprimere la

proprietà privata e, quindi, la giusta determinazione dell’indennità di esproprio è il modo in cui viene

monetizzato il bilanciamento delle ragioni della proprietà privata con gli scopi della funzione pubblica.

La giusta definizione della commisurazione dell’indennità, quindi, è sempre restata al centro dell’attenzione

del legislatore, della giurisprudenza e della dottrina, oscillando tra il valore di mercato e il valore venale del

bene.

- Aree edificabili: per una giusta indennità prima si accerta l’edificabilità del suolo (non solo

residenziale, ma qualsiasi), l’indennità è determinata sul valore venale (ridotta del 25% per

realizzare opere economiche-sociali, aumentata del 10% con le cessioni)

- Aree non edificabili: indennità in base al valore agricolo

- Aree edificate legittimamente: indennità pari al valore venale del bene

- Aree necessarie per la realizzazione di opere di pubblica utilità da parte dei privati

Il procedimento di determinazione dell’indennità di espropriazione

- Determinazione provvisoria dell’indennità: l’autorità espropriante formula la sua offerta, i

proprietari possono presentare osservazioni, nel termine dei 30 giorni la conclusione si ha con la

cessione volontario o con l’emissione e l’esecuzione del decreto di esproprio

- Determinazione definitiva dell’indennità: vengono invitati i proprietari a comunicare se vogliono

affidarsi ad un tecnico, e si conclude con l’accettazione dell’indennità, o con il rifiuto e ricorso a

corte d’appello.

La retrocessione dei beni espropriati (CAPO X)

testo unico sull’esproprio mostra due ipotesi:

- dopo la scadenza dei termini per l’esecuzione dell’opera questa non sia stata eseguita

(retrocessione totale): entro 10 anni l’opera non è realizzata

- dopo l’esecuzione residuino delle porzioni del bene espropriato non utilizzate (retrocessione

parziale): l’espropriato può richiedere restituzione di parte del bene non utilizzato

L’utilizzazione senza titolo di un bene per scopi di interesse pubblico: l’acquisizione provvedimentale

- L’istituto dell’occupazione appropriativa è venuto meno con l’emanazione del t.u.e.p.u. ha

disciplinato l’acquisizione provvidementale. Consiste nel potere autoritativo di adottare un atto

traslativo della proprietà di un bene immobile occupato per scopi di interesse pubblico e

sottoposto a modifica in assenza del valido ed efficace provvedimento di esproprio. Tale

disposizione è stata ritenuta illegittima dalla Corte costituzionale.

I sistemi di realizzazione delle opere pubbliche

L’attività di programmazione è articolata su tre livelli:

- identificazione e quantificazione dei bisogni da parte delle singole amministrazioni ed elaborazione

degli studi di fattibilità mediante i quali sono i individuati i lavori strumentali per soddisfare i

bisogni con l’indicazione delle caratteristiche funzionali, tecniche, gestionali ed economico-

finanziarie. Lo studio di fattibilità costituisce il presupposto necessario ed imprescindibile per

l’inserimento del lavoro nel programma triennale.

- Programma triennale, deve contenere l’indicazione delle loro finalità, dei risultati attesi, delle

priorità, delle localizzazioni ecc. l’amministrazione è tenuta a valutare la proposta entro 6 mesi dal

loro ricevimento e possono adottare gli studi di fattibilità ritenuti di pubblico interesse.

- Elenco annuale, concretizza il programma annuale mediante l0indiazione dei lavori da eseguire per

ogni anni del programma stesso.

La fase di progettazione costituisce:

- Progetto preliminare: definisce le caratteristiche qualitative e funzionali dei lavori, il quadro

residenziale e delle prestazioni.

- Progetto definitivo: contiene tuti gli elementi necessari ai fini dei titoli abilitativi, delle conformità e

altro.

- Progetto esecutivo: definisce ogni particolare architettonico, strutturale ed impiantistico da

realizzare nel pieno rispetto del progetto definitivo.

Il decreto di esproprio produce effetti giuridici dopo la comunicazione all’interessato

ORGANIZZAZIONE DEL SISTEMA POLITICO E AMMINISTRATIVO

Pubblica amministrazione: composta da:

- organismi pubblici ovvero enti (Stato, Comune) composti da:

- organi (ministro, sindaco) titolari di poteri giuridici,

svolgono attività esterne. È una parte

costitutiva dell’ente. Possono essere

monocratici (una sola persona), collegiali

(più persone), complessi (più organi)

-uffici: non hanno poteri giuridici, svolgono attività

interne. Parte a sé stante dell’ente

- organismi privati.

Enti:

- Pubblici: finalità pubbliche (il legislatore può modificarlo, trasformarlo e sopprimerlo)

- Politici: pubblici e rappresentano il popolo

- Privati: il legislatore interviene per verificare i diritti garantiti

- Organismi di diritto pubblico: per evitare che gli enti formano altri enti di diritto privato per

aggirare le regole ad essi imposte si sono introdotti questi organismi che equiparano un ente

privato ad uno pubblico con condizioni di personalità giuridica, finalità di interesse generale,

controllo da parte dello stato.

Compito degli enti: definire i compiti e determinare chi li esercita. I compiti sono materiali, tecnici, giuridici

o scelte politiche.

Gli enti pubblici che compongono la P.A. sono organizzati in:

- Enti politici: composti da organi politici e amministrativi

- Enti amministrativi: composti da organi amministrativi

Rapporti:

- Gerarchia: l’organismo gerarchicamente superiore ha poteri di indirizzo, controllo e revoca e di

annullamento. Vi à tra organi e non tra enti

- Strumentalità: un organismo ha il potere di indirizzare e controllare altri, ma uno spazio di

decisione rimane

- Autonomia: l’organismo ha proprio spazio decisionale ed è limitato dalla finalità

- Indipendenza: consente all’organismo di esercitare la propria podestà decisionale sena alcuna

osservanza esterna.

Personale: è l’insieme delle persone che lavora nell’amministrazione e nei sui enti sono individuati con

concorso e hanno un rapporto o coattivo (leva) o volontario (onorario, subordinato). Oggi buona parte dei

rapporti sono privatizzati (diritto privato, contratti collettivi, tutela spetta al giudice ordinario)

Beni: sono pubblici o privati, tra quelli pubblici ci sono quelli demaniali, dell’amm e indisponibili

Privati con esercizio di attività con interessi pubblici: spesso attività con finalità pubbliche sono affidate a

privati, a questi vengono imposte regole degli enti pubblici come imparzialità, gare pubbliche, trasparenza.

ATTIVITA’, POTERI, PROCEDIMENTI E ATTI DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE (l.n° 241/90)

L’attività e gli atti dei poteri di governo e di amministrazione, attività di diritto pubblico e di diritto privato;

principi; funzioni e servizi.

L’attività degli enti pubblici può avere caratteri molto diversi:

- Attività costituente esercizio di potere: ovvero la possibilità di produrre effetti giuridici (attività di

diritto privato, pubblico o misto)

- Attività materiale: fatti concretamente tenuti dai soggetti pubblici o privati (esercizio di un’attività,

obblighi)

In generale i principi dell’attività dei soggetti pubblici sono: principio di imparzialità, principio di buon

andamento dove si racchiudono le prescrizioni di economicità, efficienza ed efficacia.

Altra importante distinzione da fare è tra:

- Funzioni (attività doverosa per raggiungere una finalità, tutte le attività degli enti pubblici)

Le funzioni sono sempre intese come obiettivi eterodeterminati:

Non finali: non si prescrivono direttamente. Comprendono attività ausiliarie: rimangono interne e i

suoi organi sono il Consiglio di Stato e la Corte dei conti

Finali: producono effetti giuridici direttamente percepibili; possono essere di prestazione (erogano

beni/servizi pubblici) o di regolazione (poteri pubblici in grado di costituire/identificare situazioni

giuridiche). Permette di pretendere il potere discrezionale dell’amm.

- Servizi pubblici (attività per il soddisfacimento dei diritti sociali) e possono essere di natura

economica (intervento dei privati, servizi di pubblica utilità) o sociale (domina un principio giuridico

ulteriore dove sono presenti gli aspetti fondamentali dei diritti della persona, e lo Stato deve

garantire la tutela)

L’attività discrezionale e attività vincolata

L’attività vincolata consiste nella mera attuazione della legge, l’amministrazione non ha alternative né

scelte, è la legge a stabilire esattamente i presupposti di fatto e di diritto relativi all’emanazione di un atto.

Attività segnata dal modello norma-fatto-effetto dove l’amministrazione ha ruolo meccanico

La discrezionalità politico amministrativa

In questo caso indispensabile l’intervento della pubblica amministrazione che valuta e decide, questa

appartiene al buon senso giuridico e fissa i principi di: imparzialità, buon andamento (l’amm deve

adempiere i propri compiti nel migliore dei modi, efficiente, economico, ed efficacie)

La discrezionalità amministrativa indica un potere di scelta che il legislatore ha affidato alla pubblica

amministrazione. L’esercizio del potere amministrativo coinvolge una serie di interessi secondari

(pubblici/privati) che si scontrano con quelli primari, in questo caso la discrezionalità consiste nella

ponderazione comparativa dei vari interessi con l’interesse pubblico primario.

Nell’attività discrezionale si segue il modello norma-potere-effetto dove l’amministrazione ha un potere

valutativo e creativo.

Discrezionalità tecnica

Consente un potere di scelta e ha come oggetto la regola tecnico scientifica da applicare in un caso

concreto. Viene utilizzata quando non si ha univocità sulle qualità tecnico scientifiche.

Discrezionalità tecnica: quando l’amministrazione deve scegliere tra soluzioni tecnico scientifiche

Discrezionalità amministrativa: quando l’amministrazione deve scegliere tra interessi di 1° e 2° grado

Attività amministrativa e contenuti delle regole cha la disciplinano

la differenza che separa l’attività vincolata da quella discrezionale si riflette sui contenuti delle regole che

ne disciplinano l’esercizio e sul rapporto tra amm e giudice chiamato a verificare:

- Attività vincolata: l’azione dell’amm è totalmente disciplinata dalle norme gerarchiche e il giudice

ne può verificare l’avvenuto rispetto.

- Attività discrezionale: in questo caso mancano le norme che possano consentire al giudice di

verificare l’opportunità della decisione, ma deve comunque seguire delle regole di carattere

procedurale (prendere in considerazione tutti gli interessati) e di carattere sostanziale (principio di

imparzialità, ragionevolezza, proporzionalità, correttezza e buona fede)

Fondamentale è l’applicazione anche di altri diritti: principio di responsabilità (art.28 Cost.): ogni

soggetto esercente l’amministrazione pubblica ha responsabilità diretta nella violazione dei diritti.

L’art.97 Cost. responsabilizza gli uffici (c’è un legame con il principio di trasparenza)

Principi non scritti:

- Proporzionalità: nasce in Germania poi diffuso dall’unione. Consiste nella possibilità che il potere

discrezionale dell’amministrazione sia controllabile dal giudice attraverso il controllo di

proporzionalità dell’atto stesso (costi-obiettivi): verifica l’idoneità dell’atto, verifica se l’atto è

adeguato, verifica se è il più adeguato e ottimizza il lavoro (costi/benefici)

- Affidamento: viene applicato tra privati in fase precontrattuale.

Caratteri dell’attività amministrativa e situazioni soggettive dei privati

Per situazione giuridica soggettiva si intende la relazione tra un soggetto e un bene che costituisce

l’oggetto di un interesse.

Nel caso di attività vincolata dovrebbe essere garantita al privato la soddisfazione del proprio interesse

Nel caso discrezionale il privato non ha certezza in merito agli effetti dell’esercizio del potere. Questa può

essere attiva o passiva, vantaggiosa (diritto) o svantaggiosa (obbligo).

Interesse legittimo: situazione soggettiva legata al potere discrezionale dell’amministrazione, distinti in:

interessi pretesivi (il privato si aspetta di ottenere dall’esercizio del potere amministrativo un ampliamento

della propria sfera giuridica, giurisdizione sulla domanda di risarcimento dei danni)

interessi oppositivi (posizione soggettiva di colui che mira a mantenere una utilità già acquisita.)

Procedimento, la partecipazione, il diritto d’accesso

In termini generali, per procedimento si intende una sequenza ordinata e coordinata di atti e fatti, compiuti

da organi e soggetti differenti in vista della realizzazione di un effetto finale. Tutte le attività pubbliche sono

procedimentalizzate.

È espressione evidente e necessaria di imparzialità che obbliga l'amministrazione ad assumere le proprie

decisioni dopo aver preso in considerazione tutti gli interessi coinvolti (forma attraverso cui si esplica la

funzione amministrativa).

Legge 241/90 (sul procedimento amministrativo): disciplina il procedimento amministrativo, racchiude i

principi fondamentali nella materia in oggetto e delinea un modello di base, composta da più fasi:

_Fase iniziativa: si avvia il procedimento, l’iniziativa può essere di parte o di ufficio. Si affida ad un RUP che

ne cura l’andamento e informa tutti i portatori di interessi art.8-9. Può essere di parte (privato) che

presenta una richiesta all'amministrazione per ottenere l'emanazione di un provvedimento; oppure

d'ufficio (amministrazione) allorché il procedimento è originato da un'amministrazione. Ogni procedimento

è affidato ad un'unità organizzativa e al responsabile del procedimento. Responsabile d'ufficio: (persona

fisica) che cura l'avvio e l'andamento; adempie a tutti gli obblighi normativi previsti e rappresenta

l'interfaccia alla quale possono rivolgersi i cittadini per esercitare i diritti procedimentali. Il responsabile del

procedimento deve comunicare ai soggetti indicati che possono subire pregiudizi dalla decisione finale,

purché siano individuati. La comunicazione di avvio del procedimento vale a far conoscere la pendenza di

un procedimento e fornisce indicazioni, tra l'altro in merito alle competenze, all'oggetto, ai tempi di

svolgimento e ciò al fine di agevolare la partecipazione al procedimento stesso.

L'intervento nel procedimento è consentito anche ai soggetti che possono ricevere un pregiudizio

indirettamente.

_Fase istruttoria: raccoglie tutti gli elementi necessari per prendere la decisione finali. Si deve accertare il

fatto, importanza dei pareri. serve per raccogliere tutti gli elementi necessari per la decisione finale. La

partecipazione degli interessati si manifesta in questa fase con diritto d'accesso agli atti del procedimento

(prendere visione dei documenti) e diritto di presentare

_Fase decisoria: trasmissione delle risultanze del procedimento all’amministrazione competente e si

conclude con un provvedimento. Conclusione con provvedimento espresso e motivato; avvolte il

procedimento può concludersi con un accordo con gli interessati. Normalmente il procedimento si conclude

con un atto che è destinato a produrre gli effetti.

_Fase integrativa dell’efficacia (spesso l’efficacia del provvedimento espresso è subordinata allo

svolgimento di altri adempimenti)

Per la trasparenza verso i cittadini si è previsto il diritto di accesso ai documenti amministrativi.

Documento amministrativo: un atto detenuto dall’amministrazione e concernente un’attività di pubblico

interesse.

Gli ambiti applicativi della legge sono specificati nell’art.29 (amm. Statali, enti pubblici nazionali, amm locali

seguono i principi della legge ma si disciplinano i procedimenti autonomamente).

Ogni fase è affidata al RUP con un duplice vincolo: coordinare le attività necessarie per la decisione ed

essere il referente per i privati.

Atto amministrativo

Il procedimento amministrativo si conclude con il provvedimento espresso. Gli atti giuridici possono essere

assunti dall’amministrazione nella fase iniziativa, istruttoria come atti della decisione finale, da questi atti

procedimentali, strumenti o atti ammnistrativi si distingue il provvedimento. Se illegittimo il provvedimento

può essere impugnato in 60 giorni da un giudice amministrativo per richiedere l’annullamento.

Provvedimento amministrativo: l’amm chiude il procedimento con un provvedimento espresso (atto

amministrativo unilaterale), comprende i provvedimenti emanati su accordi da pubbliche amministrazioni

nell’esercizio di poteri, la decisione in questi atti è sintetizzata dal dispositivo che costituisce la parte

percettiva. Questa decisione si distingue in: atto amministrativo semplice (può essere assunto

autonomamente da un organo monocratico o collegiale), atto amministrativo complesso (apporto di uno o

più organi, es conferenza dei servizi)

Caratteri dell’atto amministrativo:

- autoritarietà (l’atto costituisce un potere di adottare una decisione che prescrive effetti giuridici

vincolanti per coloro che ne sono toccati.)

- tipicità e nominatività (Il principio di nominatività significa che l’atto deve essere previsto dalla

legge, mentre il principio di tipicità significa che l’atto autoritativo deve trovare nella legge lo

schema normativo che ne regola i presupposti, la forma, il procedimento, l’organo competente e gli

effetti giuridici)

- esecutività ed esecutorietà (l’esecutività è l’insieme dei fatti per eseguire un atto, l’esecutorietà

consiste nella possibilità di attuare atti in modo anche forzato)

Gli atti giuridici producono effetti giuridici:

Reali: di produrre l’atto in modo immediato, l’emanazione dell’atto si produce immediatamente

Obbligatori: individuati da atti che obbligano di fare, consegnare, pagare.

- mancanza di una stretta dipendenza dell’efficacia dell’atto della sua validità (non necessaria

corrispondenza tra validità ed efficacia (invalidità e inefficacia). l’atto invalido può comunque

produrre effetti giuridici se non si procede all’annullamento dell’atto)

- inoppugnabilità (il privato non deve rimanere indifeso difronte all’amministrazione, può rivolgersi

ai ricorsi amministrativi e ai giudici amministrativi entro 60 giorni, se non lo fa l’atto, anche se non

legittimo diventa inoppugnabile e solo un atto amm. di 2° lo può annullare)

Effetti giuridici degli atti:

- Effetti conformativi: provocano una conformazione di un diritto, delimitazione del contenuto del

diritto, lo individua (è anche prodotto da certe leggi, es. legge urbanistica del 42). Alcuni piani

urbanistici producono effetti conformativi, ma la maggior parte di questi effetti è prodotta da atti

amministrativi generali. Questi effetti si producono tramite effetto autoritativo della P.A senza

bisogno di ulteriore approvazione

- Effetti ablatori: si dividono in ablatori personali (incidono sul diritto privato), ablatori obbligatori (si

hanno in forma autoritativa quando si creano rapporti autoritativi, quando discende dal

proprietario il diritto di prestazione), ablatori reali (sottrazione del diritto reali, esproprio: effetto

ablatorio e traslativo della proprietà, e l’esproprio assume efficacia dopo la comunicazione della

notifica all’interessato.

- Effetti autorizzatori: legittima attività che altrimenti non sarebbero regolari. La lege urbanistica

richiede il rilascio della licenza edilizia per edificare nuove costruzioni; successivamente la legge

Bucalossi introduce la concessione edilizia onerosa, ed oggi abbiamo il permesso di costruire

All’amministrazione è attribuito il potere di controllare se esistono i requisiti dell’ordinamento

giuridico e se riscontra tutti i requisiti necessari emana l’atto autorizzatorio. È un’attività vincolata

dell’amministrazione.

- Concessioni: queste fanno nascere un diritto, possono essere di due tipologie, traslative (il nuovo

diritto è nella sfera giuridica dell’amministrazione e poi si trasferisce al privato) e costitutive

Legge 10/77 inserisce il titolo oneroso come concessione edilizia

Principali tipi di atti

- Atti amministrativi generali: destinati a produrre effetti giuridici nei confronti di una pluralità di

soggetti considerati come un insieme. (Es.: Piani, programmi, provvedimenti che determinano

tariffe o livelli di qualità di servizi di pubblica utilità, bandi di gara etc.)

- Atti amministrativi individuali: Gli atti amministrativi individuali hanno efficacia nei confronti di

soggetti considerati come singoli individui. Tra questi:

a) gli atti ablatori: Hanno il potere di sottrarre autoritativamente al privato un diritto o alcuni dei

poteri, sono espressione del potere attributivo dell’amministrazione di sacrificare l’interesse

del privato. Gli ordini positivi (comandi) o negativi (divieti) comprimono parzialmente i diritti

personali di liberà (es. leva militare). In caso di emergenza si può sottrarre proprietà o beni

immobili salvo indennizzo. Personali (comprimono il diritto personale di libertà), obbligatori

(nascita di obblighi), reali (privano del diritto di proprietà)

b) atti sanzionatori: questi producono effetti giuridici simili agli atti ablatori ma senza generare

indennizzo, sono più simili ad una pena. Spesso mirano a ripristinare uno stato di fatto che

l’ordinamento intende tutelare e che è stato alterato dalla condotta trasgressiva.

c) autorizzatori: le concessioni: producono l’effetto di legittimare un’attività non consentita dalla

legge, sono anche detti permessi, licenze, nulla osta. All’amm. è riconosciuto il potere

discrezionale di modificare situazioni soggettive dei privati a prescindere dal loro consenso.

d) dischiarativi: l’autocertificazione: per semplificare l’iter burocratico il legislatore ha previsto

l’istituto di autocertificazione (art.181 l.p.a.e.). in base a ciò si deve ritenere illegittima le

richieste di certificazioni concernenti stati, qualità personali o fatti che siano attestati in

documenti il loro possesso. Sono tenuto ad accettare dichiarazioni prodotte dall’interessato in

sostituzione dei certificati o atti di notorietà

Pareri, silenzio (art.20 l.241/90)

La conclusione naturale del procedimento amministrativo è l’adozione del provvedimento entro 30 giorni, il

mancato rispetto del termine, in mancanza di vincoli importanti, il silenzio corrisponde ad un assenso.

Pareri facoltativi: nessun obbligo, ma può essere utile. Se il parere non giunge entro 20 gg perde di valore

Pareri vincolanti: si decide conformemente al parere rilasciato. Se non viene rilasciato la decisione può

prescindere o meno da questo (silenzio non impediente)

Pareri tecnici: in caso non vengano forniti il RUP deve rivolgersi ad altri organi.

La segnalazione certificata di inizio attività

È un modello che presuppone la liberalizzazione dello svolgimento di un’attività privata e semplifica il

procedimento amministrativo, il soggetto interessato presenta all’ufficio competente una dichiarazione con

la quale si dimostra la sussistenza dei requisiti prescritti e si comunica l’intenzione di intraprenderla.

L’amministrazione ha 60 giorni per accettare l’esistenza delle condizioni richieste dalla legge

Gli accordi (art.11 l.241/90)

Con l’emanazione della l.p.a. nel 1990, è stata statuita la possibilità dell’amministrazione di esercitare i

propri poteri anche mediante accordi (bilaterali o unilaterali), che possono essere conclusi non soltanto con

altre amministrazioni pubbliche, ma anche con soggetti privati.

Tra gli atti consensuali tra amministrazioni e privati, in particolare, si distinguono:

- Accordi endoprocedimentali o integrativi: sono accordi raggiunti nel corso del procedimento per

determinare il contenuto discrezionale del provvedimento finale. In questo caso, l’atto giuridico

che pone fine alla sequenza procedimentale mantiene la veste formale di atto amministrativo

unilaterale.

- Accordi sostitutivi: Gli accordi sostitutivi sono accordi raggiunti nella fase decisoria e sostituiscono,

quindi, il provvedimento decisorio. In questo caso, l’atto conclusivo del procedimento è una

determinazione consensuale che regola il rapporto tra amministrazione e privato, sostituendo le

prescrizioni altrimenti stabilite dal dispositivo del provvedimento.

Sia gli accordi integrativi che quelli sostitutivi hanno regime e natura giuridica assimilabile a quella dei

contratti di diritto privato e producono effetti giuridici immediatamente vincolanti per le parti (pubbliche e

private) che li sottoscrivono.

Una differenza dal regime dei contratti privati si ricava poiché per sopravvenuto motivi di pubblico

interesse l’amministrazione recida unilaterale l’accordo salvo obbligo ad un indennizzo senza prescrizione

nel contratto.

I VIZI DEGLI ATTI AMMINISTRATIVI

Nel caso in cui nell’adozione di un atto amministrativo si compiano errori, male interpretazioni o

applicazioni in maniera errata delle norme, l’atto amministrativo si dice viziato, con patologie che hanno

rilevanza giuridica.

Perfezione, efficacia e validità degli atti amministrativi

L’atto viene definito perfetto quando chiude il procedimento amministrativo e porta a compimento la

norma disciplinata. Solo un atto perfetto può anche essere efficace, ovvero idoneo a produrre effetti

giuridici che gli sono propri; solo un atto perfetto può essere valido, cioè conforme alle regole e ai principi

che lo riguardano.

Ma un atto perfetto non sempre è immediatamente efficace e necessariamente valido, non c’è coincidenza

tra efficacia e il momento della perfezione del provvedimento; inoltre anche se perfetto può mancare di

uno o più requisiti richiesti dal diritto per la sua validità. Di regola un atto valido è anche efficace, ma gli

effetti giuridici di un atto valido possono essere preposti ad una fase integrativa dell’efficacia.

Un atto invalido però non è sempre privo di efficacia, questa, salve le ipotesi di nullità, non si ha fino a che

si istanza degli interessati o per iniziativa dell’amministrazione gli effetti giuridici non vengono sospesi o

eliminati.

I vizi degli atti amministrativi: la distinzione tra i vizi di legittimità e vizi di merito

I vizi vengono suddivisi in due grandi categorie: i vizi di legittimità e i vizi di merito

I vizi di legittimità indicano gli stati patologici determinati dal contrasto di un atto amministrativo con le

regole o principi giuridici per lo stesso, determinano l’invalidità dell’atto

I vizi di merito possono verificarsi a prescindere dalla conformità o meno dell’atto a regole e principi

giuridici perché derivano dalla violazione di criteri di opportunità, convenienza e buona amministrazione

nella cura degli interessi pubblici; riguardano solo gli atti discrezionali e non sono soggetti a sindacato

giurisdizionale, ma possono essere emendati dall’amministrazione di propria iniziativa o su istanza di

interessati (ricorso amministrativo)

Vizi di legittimità, le categorie tradizionali: violazione di legge, incompetenza ed eccesso di potere

L’invalidità di un atto amministrativo non può essere derivata in negativo dalla mancanza di tali

presupposti.

L.n. 5992/1889 struttura le funzioni del Consiglio di Stato, istituendo la IV sezione alla quale attribuiva una

competenza di decidere i ricorsi per incompetenza, eccesso di potere o per violazione di legge contro atti o

provvedimenti amministrativi, questa legge è stata rinnovata dal legislatore con l’art 21 octies nel 2005 e

nel 2010 con l’emanazione del codice del processo amministrativo

Vizi di legittimità formale

La legittima/illegittimità formale indica la conformità/difformità dell’atto amministrativo alle regole che ne

disciplinano il venire in essere e alle norme sul procedimento.

Nella tripartizione tradizionali queste si collocano nella categoria di violazione di legge, vizio che ricopre

uno spazio residuale rispetto all’incompetenza e all’eccesso di potere. L’autonomia del vizio di violazione di

legge è stata tradizionalmente identificata nell’inosservanza di norme giuridiche puntuali. Ma queste sono

anche regolate dall’incompetenza come quelle sulla forma e sul procedimento amministrativo.

In Italia tra i vizi di incompetenza si distinguono quelli di incompetenza assoluta e relativa.

Vizi di legittimità sostanziale

Si riferisce al contenuto dispositivo dell’atto che deve essere conforme alle leggi esistenti e ai principi

giuridici. Il contenuto del provvedimento deve costituire la manifestazione di un potere che le norme

effettivamente attribuiscono all’amministrazione. Sarà illegittimo l’atto che proviene da un organo che

difetta in modo assoluto dalla titolarità del potere giuridico di emanarlo. Questa patologia, incompetenza

assoluta o carenza di potere si verifica quando si esercita un potere del tutto inesistente nell’ordinamento

giuridico. L’atto è viziato di incompetenza relativa quando l’organo che lo ha assunto non è titolare del

potere di provvedere ma appartiene

Conseguenze dei vizi degli atti amministrativi

- Irregolarità: per violazioni minori, non comporta l’invalidità né il venir meno degli effetti.

L’amministrazione in ogni momento può correggerlo.

- La nullità: sanzione per vizi più grazi, comporta l’invalidità dell’atto; si prevede in mancanza degli

elementi essenziali, vizi di difetto assoluto di attribuzione, adozione in violazione del giudicato.

- L’annullabilità: comporta l’invalidità dell’atto ma non la preclusione dei suoi effetti, questi sono

subordinati ad atti giuridici o di 2° grado

Rimedi

Rimedi su istanza dell’interessato:

- Rivolgersi all’amministrazione: il cittadino si rivolge all’amministrazione ripresentando un ricorso

amministrativo avviando un procedimento con l’adozione di un nuovo atto. Si ha il ricorso

gerarchico (ricorso presentato all’autorità gerarchicamente superiore di quello che ha emanato

l’atto), ricorso in opposizione (presentato all’autorità che ha emanato l’atto), ricorso straordinario al

Pres. Rep.

- Rivolgersi al tribunale amministrativo: con soluzione di annullamento, di accertamento o di

condanna

Rimedi per iniziativa dell’amministrazione:

- Sanatorie o convalide: salvano un provvedimento viziato elidendo il vizio retroattivamente ma

lasciano inalterato il contenuto

- Annullamento d’ufficio: cancella del tutto l’atto viziato con efficacia retroattiva

- Revoche: rimedio che ancella l’atto viziato ma non in modo retroattivo.

I TITOLI ABILITATIVI

Questi si identificano come provvedimenti dell’amministrazione diretti a consentire l’esecuzione di

interventi edilizi. Oggi la distinzione viene fatta tra edilizia libera (art. 6 t.u.e. interventi che non necessitano

di titolo abilitativo), attività sottoposta a permesso di costruire (art. 10 interventi che necessitano di titolo

abilitativi) e attività sottoposta a DIA (art.22 Il permesso di costruire può essere sostituito da una DIA qual

ora non ci sia alcuna discrezionalità) tutti quegli interventi che non si trovano all’interno dell’edilizia libera e

che non necessitano di un titolo abilitativo possono essere svolti semplicemente con la SCIA

L’amministrazione alla quale compete l’esame della richiesta deve solo limitarsi ad accertarne la conformità

alla normativa urbanistica ed edilizia, è un atto di accertamento privo di discrezionalità.

La necessità di sottoporre la realizzazione di nuove costruzioni al preventivo controllo dell’amministrazione

comunale risale alla l.n. 640/1935 dove tutti i comuni dovevano prevedere l’obbligo si osservare le buone

regole dell’arte del costruire, ma in assenza di regolamenti l’edilizia era libera.

Successivamente con la legge 1150/42 si faceva obbligo di licenza per tutte le nuove costruzioni ma solo

negli agglomerati urbani. La successiva legge 765/67 estende l'ambito di applicazione a tutto il territorio

comunale e non più solo per le nuove opere ma anche per modifiche, ampliamenti, demolizioni. In questa

prima fase la licenza viene inquadrata tra le AUTORIZZAZIONI. La tappa successiva è la legge 10/77 la quale

sostituì il termine licenza con CONCESSIONE e attribuì al nuovo titolo carattere oneroso. Inizialmente si

pensò che lo scorporo dello ius edificandi dalla proprietà potesse giustificare la nuova denominazione

dell'istituto ma la corte costituzionale ritenne che poiché la pretesa a ottenere la concessione spetta ancora

al proprietario dell'area, anche il diritto a costruire continua a inerire sulla proprietà. Dopo questo

intervento prevalse l'idea che la concessione non fosse altro che un atto autorizzatorio che differiva dalla

licenza solo per il carattere oneroso. Dopo la riforma dei suoli la questione si è fatta più complessa con

l'introduzione anche della DIA. Il testo unico del 2001 ha sostituito il regime concessionario col PERMESSO

A COSTRUIRE e definendo il quadro di controllo dell’edilizia composto da: attività edilizia libera, interventi

subordinati a permesso di costruire e interventi subordinati a DIA

Onerosità dei titoli

Il rilascio del permesso a costruire comporta l’obbligo di pagare un contributo calcolato sulla base di:

- Oneri di urbanizzazione: sono di natura tassativa ed è la partecipazione ai costi comunali di

urbanizzazione di opere primarie

- Costo di costruzione: è una quota calcolata in maniera proporzionale all’opera realizzata.

Il pagamento degli oneri di urbanizzazione si paga alla richiesta del permesso a costruire, questo sì può

pagare anche in maniera rateizzata (scomputo)

Il pagamento del costo di costruzione invece va pagato immediatamente, ritardi comportano sanzioni

pecuniarie fino al doppio del costo iniziale.

Si prevedono anche riduzioni in caso di edilizia per prima casa, e per realizzazioni in zone agricola da parte

dell’imprenditore

L’esenzione è prevista per ristrutturazione e piccoli ampliamenti per edifici unifamiliari, opere pubbliche,

opere di urbanizzazione eseguiti da privati.

Permesso di costruire

il permesso di costruire si articola in tre fasi:

- Sottoposizione del progetto all’approvazione comunale: il privato sottopone a verifica del suo

progetto nel momento in cui va a richiedere il permesso di costruire

- Fase istruttoria: un’istruttoria è volta ad accertare la conformità del progetto alle previsioni

pianificatori e ai regolamenti urbanistici.

- Approvazione e rilascio: una volta rilasciato questo è irrevocabile. Se l’immobile viene ceduto

attraverso una voltura anche il permesso di costruire viene ceduto al nuovo proprietario. La sua

efficacia si esaurisce immediatamente dopo l’emanazione, non è prolungata nel tempo perché

deve sono verificare i requisiti.

Il permesso di costruire prevede una stretta funzione tra privato e pubblico, ma qual ora un terzo si ritenga

danneggiato può chiedere tutela al giudice ordinario (risarcimento danni) o al giudice amministrativo

(annullamento del permesso di costruire)

È un atto vincolato poiché dipende dai piani urbanistici e dai regolamenti, l’amministrazione svolge solo

un’attività di controllo e autorizzazione.

L’ambito dove il permesso di costruire (e DIA) si muovono sono a discrezione delle regioni, e sono

generalmente: nuova costruzione, ristrutturazione urbanistica, ristrutturazione edilizia pesante.

Atto che combina la sfera giuridica dell’interessato, l’efficacia è subordinata alla data del rilascio poiché ha

un tempo limitato dove entro un anno vanno iniziati i lavori e terminati entro tre. In caso di motivi validi

questo può essere prorogato. Una volta conclusi i lavori va comunicato attraverso un provvedimento.

Nel caso in cui siano apportate delle varianti non troppo invasive al progetto si può procedere tramite DIA

Il permesso di costruire è irrevocabile (il comune non può ritirarlo una volta rilasciato, anche con

motivazione), ma può essere annullato.

Ha inoltre un carattere reale, cioè come oggetto l’approvazione di un progetto sulla base di condizioni

obiettive

Il permesso di costruire può essere rilasciato se esistono già le opere di urbanizzazione o sono previste a

breve ed è oneroso: la somma è calcolata come contributo delle opere di urbanizzazione e in funzione alla

dimensione dell’opera

Ai sensi dell’art.14 del t.u.e. è possibile il rilascio del permesso in deroga agli strumenti urbanistici per

impianti pubblici e di interesse pubblico previa delibera del consiglio comunale, ma ormai è raro.

Le amministrazioni comunali devono prevedere lo sportello unico per l’edilizia per curare i rapporti con il

privato e con le altre amministrazioni. Quindi i titoli abilitativi si richiedono presso lo SUE

L’art. 20 definisce le fasi del procedimento di rilascio del permesso: presentazione domanda,

comunicazione al RUP, istruttoria, proposta di provvedimento, richiesta di modeste modifiche, acquisizione

di documenti integrativi, conferenza dei servizi, adozione del provvedimento finale, pubblicità e notifica.

Entro trenta giorni dalla presentazione della richiesta di permesso di costruire si ha il verdetto

dell’amministrazione, questo può essere di accoglimento o silenzio-assenso quando sono rispettate tutte le

richieste ed in assenza di vincoli importanti, altrimenti può essere silenzio rifiuto (con vincoli importanti) o

nel caso in cui la domando di permesso è in contrasto con gli strumenti urbanistici adottati ma in accordo

con quelli vigenti il comune non può pronunciarsi, può adottare misure di salvaguardia (soprasessione),

l’amministrazione sospende la decisione in attesa della decisione di autorità. La salvaguardia si ha solo nel

caso un progetto sia conforme con il piano vigente ma difforme da il piano adottato. Questa ha efficacia 3

anni (o 5)

Poteva succedere che con i PL i privati si accollassero i costi di urbanizzazione, ma nel 2001 la Corte di

giustizia ha dichiarato che queste urbanizzazioni dovessero essere eseguite solo con appalti pubblici così da

garantire anche gare

Il comune può richiedere l’intervento sostitutivo della regione la quale nei 15 giorni nomina una

commissione che provvede in 60 giorni a valutare la richiesta, in questo caso il silenzio è eguale al rifiuto.

(art.20 t.u.e)

Titolo invalido e poteri della pubblica amministrazione

I titoli edilizi rilasciati mediante il compimento di reati sono nulli, sottoposte a sanzioni penali.

Il potere di autotutela si esercita con l’adozione di un provvedimento di secondo grado poiché successivo a

quello rilasciato a cui è opposto con motivazioni di interesse pubblico (art. 21. nonies 241/90)

L’annullamento d’ufficio è eseguito dallo stesso ufficio che ha comunicato l’atto o da uno adibito, e si ha se

interviene entro un termine ragionevole, se sussistono ragioni di interesse pubblico, e se si tiene conto

degli interessi dei destinatari e controinteressati. Si deve ristabilire lo stato antecedente all’approvazione

dell’atto (potere inibitorio), quando non è possibile si paga un indennizzo

Ma non possono essere annullati quegli atti di natura vincolata, in quanto il loro testo non poteva essere

altrimenti

DIA: DENUNCIA DI INIZIO ATTIVITA’, DICHIARAZIONE DI INIZIO ATTIVITA’

Art.22 t.u.e. l’ambito è definito negativamente dall’art.10 e dall’art. 6, e nei casi pesanti va a coprire il

permesso a costruire quando non esiste neanche un piccolo margine di discrezionalità. La DIA è onerosa.

Quando però sono oggetti della DIA beni paesaggistici-ambientali, o storico-culturali questa è subordinata a

pareri o autorizzazioni.

Ambito della DIA: opere di ristrutturazione leggera, opere di demolizione, varianti dei permessi a costruire,

interventi soggetti al permesso di costruire (quando non vi è discrezionalità)

Natura-effetti: C’è chi sostiene che la DIA sia un atto soggettivamente ed oggettivamente privato e in

determinate condizioni fornisce al privato una legittimazione ex legge, altri intendono la DIA come uno

strumento di semplificazione procedimentale che consente di conseguire un titolo abilitativo implicito a

seguito di un determinato termine.

Sul piano della tutela dei terzi che vogliono opporsi a edilizia approvate dalla DIA, questo atto può essere

impugnato nei confronti del giudice amministrativo nell’ordinario termine di decadenza per contestare la

realizzabilità dell’intervento, secondo la tesi della liberalizzazione decorso il termine di legge senza esercizio

del potere inibitorio da parte del comune, in generale il terzo può eseguire azioni di accertamento della

carenza dei presupposti per l’esercizio della DIA in 60 giorni.

Procedimento: Possono presentare la DIA i medesimi soggetti legittimati a richiedere il permesso di

costruire. La denuncia si presenta al SUE insieme alla relazione tecnica che asseveri la conformità

dell’attività con gli strumenti urbanistici e altri elaborati secondo i regolamenti comunali, inoltre deve

contenere la ditta che esegue i lavori. La DIA acquisisce efficacia in 30 giorni e ha 3 anni per eseguire i lavori

(per la SCIA i 30 giorni iniziali non ci sono, è subito valida), se non si rispettano i tempi non si proroga la DIA

ma si richiede un’altra DIA. Questo permesso decade se i lavori non sono iniziati entro 1 anni dal rilascio;

comunque alla conclusione dei lavori va comunicato al SUE. Ma il termine di 30 giorni iniziali può sottostare

al rilascio di ulteriori permessi se necessari (vincoli importanti), o dalla conclusione della conseguenza dei

servi se richiesta.

In caso di accertata irregolarità l’amministrazione comunale ha l’obbligo entro 30 giorni di inibire l’attività,

è il potere di verifica dell’amministrazione.

Decorsi i 30 giorni decade il potere inibitorio ma resta quello di verifica con il potere sanzionatorio

SCIA: SEGNALAZIONE CERTIFICATA DI INIZIA ATTIVITA’

La SCIA differisce dalla DIA solo per il suo schema procedimentale, qui i pareri e gli atti di assenso (esclusi i

vincoli importanti) sono sostituiti sa autocertificazione dell’interessato

Il deposito della SCIA abilita immediata esecuzione dei lavori, se nei 30 giorni successivi l’amministrazione

accerta mancanza dei requisiti intima la sospensione dell’attività e la rimozione degli effetti. Dopo i 30

giorni l’intervento dell’amministrazione si ha solo se sussiste pericolo di danno per il patrimonio artistico-

culturale e ambientale.

È una semplificazione dei compiti dell’amministrazione, questa viene fatta dal privato il quale si assume

tutte le responsabilità dichiarando di avere tutti i requisiti previsti per esercitare un’attività e deve riuscire a

dimostrarlo all’amministrazione. Non c’è margine discrezionale, non è un atto amministrativo ma solo una

verifica dei requisiti, quindi non può neanche essere impugnata (diversamente dal silenzio assenso che può

essere impugnato essendo un atto), la scia pur semplificando l’amministrazione complica la vita al privato

poiché vi scarica il rischio giuridico.

Nel caso in cui i requisiti non esistano abbiamo la cessazione dell’attività e il ripristino della situazione

precedente: potere inibitorio (entro 30 giorni per la scia/dia, 60 gironi per altri)

Se l’amministrazione entro questi giorni non determina la cessazione dell’attività la fase inibitoria si

conclude, ma può far valere il potere sanzionatorio con il quale ‘affermerebbe’ di rivisitare la scelta di non

aver utilizzato il potere inibitorio

È un potere di autotutela dell’amministrazione che comporta l’annullamento d’ufficio o la revoca

Questi atti di 2° gradi sono previsti per gli atti amministrativi

La scia sostituisce la vecchia dia tranne per attività edilizia che si divide in permesso a costruire e scia. Il

testo unico per l’edilizia definisce in quali casi si usa la scia e in quali casi si usa il permesso a costruire

ABUSI EDILIZI D.p.r. 280/2001

Interventi edilizi in difetto del relativo titolo abilitativo

La loro realizzazione comporta l’applicazione di sanzioni civili, amministrative e penali. Quelle civili e penali

hanno carattere afflittivo immediato, mentre quelle amministrative afflittivo in via sussidiaria.

Questa autorità è preordinata l’attività di vigilanza del territorio con funzione di prevenzione e

accertamento in corso al fine di inibire il compimento attraverso la tutela dei lavori

Lottizzazione abusiva

Gli abusi edilizi hanno in genere carattere materiale, ma la lottizzazione abusiva ha carattere sia materiale

che cartolare, questa compare non solo quando ci sono urbanizzazioni non autorizzate ma anche quando ci

sono frazionamenti e vendite di territorio non direttamente edificabili.

Gli interventi in assenza o violazione di titolo abilitativo

Gli interventi realizzati in assenza di permesso a costruire costituiscono abuso edilizio, equiparati alla

realizzazione in totale difformità dal permesso id costruire o con variazioni essenziali.

La totale difformità consiste nella realizzazione di un organismo edilizio integralmente diverso da quello

approvato per caratteristiche tipologiche, o di utilizzazione. Le variazioni essenziali sono di minore gravità

ma comunque sottoposte a sanzioni.

Accertamenti di conformità

Se quanto realizzato abusivamente è conforme alla disciplina urbanistica ed edilizia al momento dell’abuso

e al momento della domanda è consentito richiedere al comune l’accertamento di conformità pagando il

doppio del contributo di costruzione: Sanatoria

Sanatorie straordinarie: i condoni edilizi

Il decreto legge 47/85 ha dettato una disciplina per la sanatoria edilizia straordinaria delle opere abusive

ultimate entro il 1° ott 1983 a fronte di un pagamento di una somma pari al contributo di concessione.

Successivo condono è stato eseguito nel 1994 e infine nel 2003.

LE SANZIONI

Sanzioni civili

Con la l. n. 47/1985 si è aggiunta una sanzione di carattere civile (a quella penale e amministrativa) diretta a

colpire la circolazione del bene abusivo, rendendolo incommerciabile. È sancita, infatti, la nullità degli atti di

trasferimento dei terreni privi di certificato di destinazione urbanistica e degli atti di trasferimento della

proprietà e di diritti reali di edifici o loro parti di cui non sono indicati gli estremi del permesso di costruire o

del permesso in sanatoria.

Sanzioni amministrative

Le sanzioni edilizie sono imprescrittibili e hanno carattere oggettivo; inoltre non è vincolata al tempo nel

quale l'abuso è stato compiuto. Nel caso di abusi edilizi più gravi (mancanza del permesso di costruire e

totale difformità/variazioni essenziali dallo stesso) si applicano sanzioni ripristinatorie, che comportano la

demolizione e il ripristino dello stato dei luoghi.

Quando il responsabile dell’abuso non provveda nel termine di 90 giorni il bene e l’area di sedime sono

acquisiti di diritto gratuitamente al patrimonio del comune. Questo provvede alla demolizione a spese del

responsabile e l’area rimane in possesso del Comune.

Inoltre, se il bene è stato oggetto di trasferimento, allora il responsabile destinatario della sanzione

amministrativa è l'attuale proprietario del bene, dato il carattere reale della sanzione.

I responsabili dell’abuso sono il titolare del permesso a costruire, il committente e il costruttore e il

direttore dei lavori.

Gli interventi di ristrutturazione eseguiti in assenza di titolo abilitativo a con totale difformità sono

sanzionati con la demolizione, questa soluzione non si applica quando il ripristino non è possibile allora si

mette una sanzione pecuniaria pari al doppio dell’aumento di valore venale del bene conseguente alla

realizzazione dell’opera abusiva.

Sanzioni penali

La realizzazione di interventi edilizi in assenza o totale difformità di permesso di costruire o DIA pesante

costituisce reato contravvenzionale.

Quando il giudice penale accerta l’esecuzione di opere senza permesso di costruire o di totale difformità o

con variazioni essenziali ordina la demolizione delle opere se non è già stata eseguita per effetto dei

provvedimenti sanzionatori amministrativi.

La lottizzazione abusiva è punita con sanzioni più pesanti, identicamente nel caso di interventi edilizi

soggetti a vincolo storico, artistico, archeologico, paesaggistico ed ambientale. Accertata la lottizzazione

abusiva si predispone anche la confisca dei terreni.

La sentenza che accerta la lottizzazione abusiva dispone anche la confisca dei terreni abusivamente

lottizzati.

Infine costituisce reato contravvenzionale, punito soltanto con l'ammenda, la violazione di norme e

prescrizioni previste dal testo unico nonché dai regolamenti edilizi, dagli strumenti urbanistici e dal

permesso di costruire e dalla DIA.

LA RESPONSABILITA’

La responsabilità è la situazione in cui versa un soggetto chiamato a rispondere di azioni o omissioni alle

quali leggi penali, civili o amministrative legano conseguenze.

- Responsabilità penale: situazione di una persona sottoposta ad una pena riguardo il codice penale;

questa è personale, quindi può essere imputata alle persone che agiscono per una pubblica

amministrazione ma non all’amministrazione stessa

- Responsabilità civile: situazione in cui versa chi viola una o più regole di condotta danneggiando la

sfera protetta di terzi. L’obbligo è di risarcire il danno. Ci si possono trovare soggetti fisici e persone

giuridiche.

- Responsabilità per attività legittime: situazione in cui nonostante la condotta del soggetto si

consente l’eventuale sacrificio del terzo che deve essere compensata economicamente

Responsabilità civile della pubblica amministrazione

Nel caso in cui l’attività della pubblica amministrazione provochi danni il fatto rientra nelle norme del

codice civile.

Negli enti privati vale la responsabilità indiretta per fatto altrui, mentre per gli enti pubblici vale la

responsabilità diretta per fatto proprio.

N.B.: La responsabilità civile dell'amministrazione nei confronti del terzo non è sempre esclusiva. Per il

vincolo di “solidarietà passiva” può essere chiamato a rispondere l’ente pubblico così come il soggetto

fisico. Tuttavia chi subisce il danno tendenzialmente si rivolge all’ente, dato che offre maggiori garanzie di

solvibilità. La possibilità di chiedere un risarcimento al funzionario presuppone che questi abbia agito con

dolo o colpa grave, mentre l'amministrazione risponde anche dei danni causati da una colpa lieve dei propri

agenti.

Forme di responsabilità civile e la loro applicazione

- Responsabilità contrattuale: incorre tra chi non esegue una prestazione alla quale è tenuta in forza

di un prevalente vincolo giuridico. La controversia spetta al giudice amministrativo

- Responsabilità precontrattuale: prevista per garantire il corretto svolgimento della fase che

precede il contratto, durante la trattativa c’è obbligo di buona fede e rendere note eventuali cause

di invalidità

- Responsabilità extracontrattuale: riguarda qualunque fatto colposo o doloso che provochi danno

ingiusto e obbligo di risarcire il danno.

Responsabilità dei funzionari e dei dipendenti pubblici

Secondo l’art. 28 Cost. la responsabilità dei funzionari e dipendenti pubblici assume un proprio rilievo

rispetto alle persone fisiche.

- Responsabilità penale: nello svolgimento dei loro compiti gli agenti pubblici possono essere

chiamati a rispondere, personalmente o direttamente, delle condotte che configurino reato per

altri cittadini. Se il reato è legata ad un nesso di occasionalità necessaria con l’attività dell’ufficio

allora potrà essere chiamata a rispondere l’amministrazione, in solido con il dipendente

- Responsabilità civile: il cittadino può chiamare a rispondere il dipendente anzi che

l’amministrazione, e al dipendente può essere imputata una responsabilità civile per i danni causati

solo se ha un dolo in colpa grave. Se i danni sono lievi risponde la pubblica amministrazione.

- Responsabilità amministrativa e contabile: gli agenti pubblici possono incorrere a responsabilità

riguardanti il rapporto con la pubblica amministrazione. La più importante è la responsabilità

amministrativa se provoca un danno all’amministrazione con la violazione dolosa o gravosa colposa

degli obblighi di servizio.

la responsabilità contabile è imputabile ai dipendenti incaricati alla custodia e gestione di denaro

pubblico che violino gli specifici obblighi. Questi sono casi competenti alla Corte dei Conti

- Responsabilità disciplinare e la responsabilità dirigenziale: imputabile in caso di inadempimento alle

prestazioni lavorative o di trasgressione di regole di rapporto di lavoro. Può essere imputata a

dirigenti in caso di mancato raggiungimento degli obiettivi.

L’ATTIVITA’ DI DIRITTO PRIVATO

Attività contrattuale delle pubbliche amministrazioni

Le persone giuridiche pubbliche sono legittimate a porre in essere attività negoziali comuni a quelle private.

Gli atti negoziali più utilizzati in questo caso sono i contratti nelle diverse forme tipiche e atipiche.

I rapporti contrattuali tra privati e p.a. possono essere:

- Contratti passivi: l’amministrazione non paga per i lavori eseguiti ma li remunera in seguito con gli

utili dell’opera

- Contratti attivi: comportano una spesa per l’ente pubblico

In ogni caso le amministrazioni devono seguire un procedimento: bando di gara, apertura di una procedura

concorsuale, scelta del contraente.

L’evidenza pubblica

La stipula di un contratto di tipo privato viene preceduta da una ‘evidenza pubblica’ ovvero la possibilità di

avere contezza dell’operato dell’amministrazione.

Le principali fasi del procedimento sono:

- Decisione di stipula di un contratto

- Pubblicazione di un bando di gara o di un invito ad offrire

- Esame delle domande di partecipazione e confronto delle offerte presentate

- Stipulazione del contratto.

Per quanto concerne il problema delle conseguenze dei vizi procedurali sul contratto, è previsto che la sua

sorte, dopo l'annullamento dell'aggiudicazione, sia attribuita alla giurisdizione esclusiva dei tribunali

amministrativi. Nell'annullare l'aggiudicazione, il giudice si pronuncia anche sull'efficacia del contratto.

Sintesi

Ordinamento europeo

L’Italia è un membro dell’UE, processo iniziato con la CECA 1952, poi con la CEE nel 1957, con l’EURATOM

1057 e fino al 1992 con i 27 stati attuali. A livello europeo non si ha una costituzione ma dei trattati che

hanno pari sostanza; i principi cardine sono di sussidiarietà orizzontale e verticale e di proporzionalità.

Le principali istituzione da cui è composta sono il Consiglio europeo (capi di stato), consiglio (ministri dei

vari membri), commissione europea (strumento nominati dal Consiglio Europeo), parlamento europeo (non

è un vero e proprio parlamento perché le leggi sono fatte in concorrenza con il Consiglio europeo. Poi

abbiamo la corte di giustizia, il tribunale, la banca centrale e il mediatore europeo.

Le fonti del diritto vigente in Italia

L’Italia vive sotto due ordinamenti, nazionale e sovranazionale

FONTI DEL DIRITTO EUROPEO:

- Trattati

- Diritto derivato

Possono avere effetto diretto (direttamente efficace), o effetto indiretto (necessita dell’integrazione

dell’efficacia), effetto verticale (tra Stato e cittadino), effetto orizzontale (tra cittadini)

Trattati: fonti originali superiori, definisce obblighi, diritti e doveri, simili ad una costituzione

Fonti derivate tipiche e vincolanti:

- Regolamenti: corrispondono alle leggi nazionali, direttamente efficaci

- Direttive: prescrivono obiettivi da perseguire a determinati stati, non direttamente efficaci

- Decisioni: prescrizioni puntuali, simili agli atti amministrativi.

Fonti derivate tipiche non vincolanti:

- Raccomandazioni: sollecitano gli stati

- Pareri: pinti di vista

- Risoluzioni

- Dichiarazioni

- Piani d’azione

Principi non scritti: proporzionalità, affidamento

FONTI DEL DIRITTO NAZIONALE:

gerarchia delle fonti:

- Costituzionali (costituzione, leggi costituzionali, regolamenti enti autonomi)

- Primarie (legge ordinaria, atti aventi forza di legge, referendum abrogativo, leggi e statuti regionali)

- Secondarie (regolamenti, contratti collettivi di lavoro, statuti enti locali, consuetudini)

I regolamenti hanno 4 tipologie a seconda del loro potere discrezionale (esecuzioni, attuazione,

indipendenza, delegato)

Rapporto tra le fonti:

- Cronologico: date due fonti equidirezionali in contrasto prevale la più recente (con abrogazione

espressa, implicita o tacita della meno recente)

- Gerarchico: sottomissione di una fonte ad un'altra

- Competenza: riguarda l’ambito di manovra di una fonte

Il potere giurisdizionale

Il potere giudiziario si mostra come un organo imparziale poiché deve decidere su controversie tra cittadini

e/con P.A.

Corte Costituzionale:

- Decide se le leggi sono incostituzionali

- Decide su conflitti di attribuzione tra Stato e regione

- Decide su l’ammissibilità delle richieste di referendum abrogativi

Opera in via diretta (se Stato e Regioni presentano ricorso), in via accidentale (se attraverso un giudice una

legge viene posta d’innanzi alla Corte Cost.)

Composta da 15 membri:

- 5 nominati dalle supreme magistrature (3 Cassazione, 1 Consiglio di Stato, 1 Corte dei Conti)

- 5 nominati dal parlamento

- 5 nominato dal presidente della repubblica

Giudice ordinario

Non ha il potere di annullare un atto amministrativo ma solo di disapplicarlo

Interviene per le controversie fra privati, composta da:

- Giudice di pace: giudice onorario per decisioni minori

- Giudice di 1°: tribunale civile

- Giudice 2°: corte d’appello (revisione dei fatti e della decisione di 1°)

- Giudice di 3°: cassazione (revisione solo della decisione, e sull’attribuzione di competenza dei

giudici)

Giudice amministrativo

Giudica nei casi tra cittadini e p.a. sono apparati giurisdizionali separati e autonomi, con autogoverno.

Potere giurisdizionale nei confronti della pubblica amministrazione.

- 1°: tribunale regionale (TAR)

- 2°: consiglio di stato

- 3°: solo in rarissimi casi interviene la Cassazione

Spettano:

- Controversie fra p.a. e privati, e privati che agiscono nell’esercizio di attività pubbliche

- Materie con diritti soggettivi (esproprio, urbanistica)

- Materie di controversie speciali

Corte dei Conti: potere di controllo della contabilità pubblica, e di responsabilità degli agenti pubblici nei

confronti della p.a.

La Corte dei Conti e il Consiglio di Stato sono due organi che sommano il potere giuridico e amministrativo

(controllo amministrativo contabilità) e questo va in disaccordo con l’idea che il giudice deve essere

autonomo dallo Stato.

Corte europea dei diritti dell’uomo: vi si può fare appello solo se si sono già operati tutti i gradi nazionali.

In materie di:

- Competenza in via pregiudiziale (dubbi per la sentenza del giudice nazione)

- Controversie (in materie e argomenti dell’UE)

Diritto Urbanistico

Disciplina del territorio, ambiti di applicazione:

- Urbanistica: gestione dello sviluppo degli insediamenti

- Paesaggio: protezione carattere storico-artistici-culturali

- Ambiente: gestione delle attività nocive all’ecosistema

Il primo approccio si ha con le Leggi Bottai degli anni 30: ma si limitano alla protezione e tutela delle

bellezze naturali e aspetti culturali

Tutela paesaggistica: Legge Bottai fino al 77 dove questa diviene di competenza regionale

Tutela ambientale: riguardo tutti gli inquinamenti

Procedure di coordinamento: VAS (per piani e programmi), VIA (per singole opere), AIA (per impatti

ambientale di impianti industriali)

Legge urbanistica 42: unica legge nazionale, è gerarchica e a cascata: PTC, PRG, PP-PL-RE-PdF, e si limitava

solo ai terreni già orbanizzati

Nel 52 si introducono misure di salvaguardia: la licenza edilizia non può essere sospesa più di 5 anni, e il

rilascio era di competenza regionale.

Con il nascere della legge urbanistica si intensificano anche le attività edilizie, e fino a quando non ci furono

piani regolamentari l’attività era libera a vantaggio dello speculatore, successivamente con la legge ponte

765/65 vengono introdotti gli standard urbanistici (ad operatività immediata, operatività in differita) per

cercare di risolvere il problema, e l’obbligo di prevedere programmi e piani prima di edificare.

Successivamente ci furono sentenze costituzionali poiché nacquero dei vincoli incostituzionali sulla

proprietà ed andò a incidere sulla rendita urbana (proposta di Sullo per soluzione: collegazione tra la legge

del 42 e la programmazione economica, previsione obbligatoria di piano). A causa delle diverse previsioni

del PRG, inoltre, si crearono disparità tra i proprietari, per risolvere venne introdotta la perequazione.

Nacque il problema dell’indennizzo dell’esproprio.

Tutto ciò comportò della confezione nel territorio urbano italiano del dopoguerra poiché non esisteva

ancora una efficace disciplina urbanistica.

Esproprio

Centralità della programmazione e pianificazione con il vincolo preordinato all’esproprio (VPE)

Principi: riserva di legge relativa, motivo di interesse generale, previsione di un indennizzo.

Modello di esproprio: apposizione VPE, DPU, determinazione indennità, emanazione ed esecuzione del

decreto

Modello eventuale: occupazione d’urgenza preordinata all’esproprio, cessione volontaria del bene

Soggetti: espropriato, autorità espropriante, promotore, beneficiario.

Oggetto: beni immobili

VPE: si introduce con procedure speciali varianti o altro, ha validità 5 anni nel cui tempo si deve apporre il

DPU altrimenti la zona diventa bianca (0,03) e non si può reiterare (salvo precisi casi).

La partecipazione del privato si ha nei 30 gironi dall’apposizione del VPE

DPU: legittima l’esproprio se esiste un reale motivo di interesse pubblico, limite di 5 anni, entro 2 si deve

iniziare i lavori entro 10 finirli.

Urgenza: in casi di urgenza si può semplificare il calcolo di indennizzo, velocizzare l’opera e ridurre

l’indennizzo.

Il decreto di esproprio si conclude o con un accordo (cessione volontaria, indennizzo maggiorato del 10%) e

con un provvedimento unilaterale

Indennizzo: inizialmente era venale, poi napoili, poi agricolo, poi napoli, oggi venali

Se la realizzazione non si conclude o comprende solo parte della proprietà espropriata si ha un

retrocessione totale o parziale.

Organizzazione del sistema politico e amministrativo

Pubblica amministrazione: composta da:

- organismi pubblici ovvero enti (Stato, Comune) composti da:

- organi (ministro, sindaco) titolari di poteri giuridici,

svolgono attività esterne. È una parte

costitutiva dell’ente. Possono essere

monocratici (una sola persona), collegiali

(più persone), complessi (più organi)

-uffici: non hanno poteri giuridici, svolgono attività

interne. Parte a sé stante dell’ente

- organismi privati.

Enti:

- Pubblici: finalità pubbliche (il legislatore può modificarlo, trasformarlo e sopprimerlo)

- Politici: pubblici e rappresentano il popolo

- Privati: il legislatore interviene per verificare i diritti garantiti

Compito degli enti: definire i compiti e determinare chi li esercita. I compiti sono materiali, tecnici, giuridici

o scelte politiche.

Gli enti pubblici che compongono la P.A. sono organizzati in:

- Enti politici: composti da organi politici e amministrativi

- Enti amministrativi: composti da organi amministrativi

Rapporti:

- Gerarchia: strumento giuridico capace di imporre

- Strumentalità: consente in parte indirizzo e controllo con margine di decisione

- Autonomia: spazio di decisione maggiore

- Indica il podestà che deve esercitare un organismo

Personale: è l’insieme delle persone che lavora nell’amministrazione e nei sui enti sono individuati con

concorso e hanno un rapporto o coattivo (leva) o volontario (onorario, subordinato)

Beni: sono pubblici o privati, tra quelli pubblici ci sono quelli demaniali, dell’amm e indisponibili

Privati con esercizio di attività con interessi pubblici: la legge deve garantire che siano rispettate delle

garanzie per i cittadini, al pari delle attività pubbliche.

Attività, poteri, procedimenti e atti della pubblica amministrazione

ATTIVITA’

Gli enti pubblici hanno capacità di diritto pubblico e privato

Principi dell’attività dei soggetti pubblici: principio di imparzialità, di buon andamento (economicità,

efficienza, efficacia)

Funzioni: attività per raggiungere un fine

Servizi pubblici: attività per soddisfare i diritti sociali

Attività vincolata: attuazione di leggi, ruolo meccanico della P.A. norma-fatto-effetto. Vincolate da norme

giuridiche con cui il giudice controlla.

Attività discrezionale: intervento della P.A. che valuta secondo i principi di imparzialità, buon andamento,

ragionevolezza, proporzionalità. Norma-potere-effetto. Crea degli interessi legittimi soggettivi. Questi sono

pretesivi (se il privato si aspetta un ampliamento della sfera giuridica) o oppositivi (se vuole mantenere una

sua situazione)

Discrezionalità tecnica: l’amm sceglie tra soluzioni tecniche

Discrezionalità amministrativa: l’amm sceglie tra interessi primari e secondari

Le attività devono seguire dei principi:

- Responsabilità: ogni soggetto della P.A. ha diretta responsabilità nella violazione dei diritti.

- Proporzionalità: controllo del potere discrezionale dal giudice attraverso la verifica dell’idoneità,

adeguatezza e ottimizzazione

- Affidamento: in fase procedurale

Tra le attività ci sono le funzioni, queste sono non finali (non si prescrivono direttamente, attività ausiliare-

Consiglio di stato, Corte dei Conti), e finali (effetti giuridici diretti, sono di prestazione o regolazione)

Le funzioni amministrative devono essere direte dai principi di : sussidiarietà (verticale: per andare vicino al

cittadino/orizzontale: tra cittadini), adeguatezza (se meglio operare a livello provinciale anzi che comunale

lo si fa), differenziazione (per dimensioni diverse le norme variano)

PROCEDIMENTO

È un insieme di atti e fatti compiuti da organi per la realizzazione di un effetto finale, l’amm deve assumere

le decisioni dopo aver considerato tutti gli interessi coinvolti.

Legge 241/90: disciplina il procedimento amministrativo:

- Fase iniziativa: si dà inizio al procedimento (da parte di privato o d’ufficio), si nomina il RUP che

segue tutto il procedimento, comunica con i privati e avvisa tutti i possibili interessati.

- Fase istruttoria: è la fase dove si raccolgono tutte le informazioni e pareri necessari per la

decisione, qui intervengono gl’interessati con il diritto di accesso

- Fase decisoria: si conclude con un provvedimento, generalmente questo è un atto con effetti,

oppure un accordo con gli interessati

- Fase integrativa dell’efficacia: spesso l’efficacia del provvedimento è subordinata all’adempimento

di altri atti

Ambiti applicativi della legge (art. 29): amm Statali, enti pubblici nazionali, amm locali disciplinate

autonomamente. Delinea un modello base dove non sia prevista una disciplina speciale. (esempio piani e

programmi sono specificati in generale dalla legge del 42, con specificazioni delle leggi regionali e dalla

legge 241/90)

Legge del 42 nel procedimento pianificatorio:

- Adozione: indirizzi di politica urbanistica comunale, progetto del piano, adozione comunale

- Osservazioni: dopo l’adozione e pubblicazione del piano si invitano gli interessati, entro un termine,

a presentare osservazioni (partecipazione debole perché dopo l’adozione)

- Approvazione: rielaborazione sulle adozioni e pubblicazione (immediatamente efficace)

Chiunque può fare osservazioni sul piano ma sono i lesi lo possono impugnare

Misure di salvaguardia: si applicano nel caso in cui un’opera sia conforme con i piani attuali ma non in

conformità con quelli approvati

Piano di lottizzazione: strumento attuativo del PRG, nasce da un concorso di volontà tra privato e pubblico

dove le urbanizzazioni primarie è di competenza pubblica.

Pareri-silenzi: i pareri sono untili durante il procedimento amministrativo, possono essere facoltativi o

vincolanti e tecnici. Il silenzio può essere utilizzato come conclusione dell’atto tacita.

Tutela dell’ambiente e paesaggio:

-VAS: analizza tutte le implicazioni ambientali per piani e programmi, prima della realizzazione e durante.

-VIA: analizza le implicazioni ambientali per una singola opera

ATTO AMMINISTRATIVO

La conclusione del procedimento amministrativo è data dal provvedimento espresso, e quindi da un atto

amministrativo.

L’atto amministrativo può essere semplice (prodotto da organi monocratici o collegiali), o complesso

(prodotto da più organi)

Caratteri degli atti:

- Autoritarietà: l’atto emanato vincola i destinatari

- Nominatività: si individua l’organo e gli effetti giuridici

- Tipicità: rafforzativo del principio di legalità

- Esecutività: i fatti che eseguono un atto

- Esecutorietà: potere di applicare anche forzatamente un atto

- Non dipendenza tra invalidità e inefficacia: finché non è annullato è valido

- Inopugnabilità: può essere impugnato solo in 60 giorni, dopo si può solo annullare tramite atto di 2°

Gli atti amministrativi sono: reali (produzione immediata dell’atto), obbligatori (individuano obblighi,

conseguenze, pagamenti)

- Atti amministrativi generali: derivano da piani e programmi, determinano attività di esecuzione

- Atti amministrativi individuali, ablatori: sottraggono al privato diritto o poteri con indennizzo

- Atti amministrativi sanzionatori: simili ad una pena

- Atti amministrativi concessori: legittimano attività non prevista da legge

- Atti dischiarativi, autocertificazione: per semplificare l’iter burocratico.

Effetti giuridici degli atti

- Conformativi: delimitano il contenuto del diritto

- Ablatori: personali (diritto privato), obbligatori (autoritativi), reali (sottraggono il diritto, esproprio)

- Autorizzatori: legittima attività non permesse dalla legge (permesso di costruire)

Come conclusione del procedimento amministrativo, oltre che un’emanazione di atto amministrativo, si

prevedono anche gli accordi

- Accordi tra amministrazioni: seguono lo stesso regime dei privati

- Accordi tra amministrazioni e privati: il RUP è il collegamento e l’incoraggiatore di questi accordi

- Accordi endoprocedimentali: accolti durante il procedimento

Il regime giuridico che vigila su tutti gli accordi è quello del codice civile

L’amministrazione in accordi con privati, salvo indennizzo, può recedere l’accordo anche se non previsto dal

contratto

ATTIVITA’ EDILIZA

Per la costruzione suoli sono necessari dei titoli abilitativi, nei casi più incisivi serve il permesso a costruire.

Il titolo abilitativo viene rilasciato a seguito di un procedimento dove l’amm verifica le conformità, è

un’azione di accertamento, quindi atto vincolato e non discrezionale

Il permesso di costruire è un titolo abilitativo che nel 77 diventa oneroso. Questo titolo però a volte è

sottoposto anche ad altri titoli come quelli paesaggistici, ambientali, culturali.

La legge del 42 obbliga la licenza per le nuove costruzioni all’interno degli spazi urbani, la legge 765/67

estende la licenza a tutto il territorio comunale e alle opere di modifica. Successivamente nel 77 l.n-10 si

sostituisce la licenza con una concessione con titolo oneroso. Infine si arriva al permesso di costruire nel

2001

L’onerosità del permesso di costruire deriva dalla partecipazione all’urbanizzazione del suolo e della

dimensione della costruzione.

Titoli abilitativi

Provvedimenti (conclusione di procedimento) atto a autorizzare la costruzione edilizia. Il campo di

applicazione si divide in: edilizia libera (interventi che non necessitano di titolo abilitativo), attività

sottoposte a permesso di costruire, e attività sottoposte a DIA (se non c’è discrezionalità si può sostituire l

permesso di costruire la DIA). Per tutte le altre attività è sufficiente la SCIA.

Permesso di costruire: consente particolari attività edilizie, ha una durata di 3 anni. Essendo un titolo

abilitativo è un atto vincolato dell’amm. non è revocabile ma solo annullabile ed ha carattere reale.

Si rilascia se ci sono opere di urbanizzazione o sono previste a breve. Decade se i lavori non sono iniziati in 1

anno e finiti in 3

Potere di autotutela: nel caso il permesso di costruire non sia valido si procede con l’annullamento d’ufficio

e con il potere inibitorio.

DIA: sostituisce il permesso nei dove non esiste discrezionalità (e fuori da ambiti ambientali, paesaggistici).

Efficace dopo 3 giorni con 3 anni di tempo.

SCIA: per attività minori, immediatamente efficacie. Autocertificazione del privato, semplifica l’azione

dell’amm ma appesantisce le responsabilità del privato, non è un atto discrezionale ma una verifica dei

requisiti, non può essere impugnato. In 30 giorni se non esistono i requisiti si esegue il potere inibitorio, al

decorso di questi si usa il potere sanzionatorio. Solo con atti di 2° si può cessare l’attività (annullamento

d’ufficio, revoca). Vale il silenzio assenso all’infuori degli ambiti ambientali, paesaggistici, culturali,

altrimenti diventa silenzio-rifiuto.

Domande con risposte a quesiti a risposta multipla.

1) Le podestà legislative dello stato e delle regioni:

-sono limitate dalle norme costituzionali e dai vincoli derivanti del diritto dell’unione europea e

dagli obblighi internazionali

-sono limitate esclusivamente dalle norme costituzionali

-sono incontrano alcun limite perché dirette alla produzione di norme primarie

-sono limitate dai regolamenti dell’unione europea

2) Una legge in contrasto con la costituzione:

-non può essere applicata dalla pubblica amministrazione e dai giudici

-deve essere applicata fino alla sua dichiarazione di incostituzionalità da parte della corte

costituzionale (art. 136 Cost.)

-deve essere applicata fino alla sua dichiarazione di incostituzionalità da parte della corte

costituzionale

-deve essere applicata dai soggetti privati e dall’amministrazione e disapplicata dai giudici

3) Quando si parla di organo si intende:

-una persona giuridica pubblica

-l’unità organizzativa titolare di poteri produttivi di effetti giuridici nei confronti di altri soggetti

-un ufficio interno dell’amministrazione che non è titolare di poteri giuridici

-un organismo di diritto pubblico

4) La discrezionalità politico-amministrativa è:

-la libertà dell’amministrazione di adottare provvedimenti che ritiene più idonei a soddisfare gli

interessi pubblici

-il potere-dovere di ponderazione e di scelta tra i diversi interessi pubblici e privati rilevanti per gli

obiettivi da perseguire

-un potere dell’amministrazione vincolato nell’an

-l’attività dell’amministrazione non sottoposta a regole di diritto pubblico

5) La gerarchia è:

-il rapporto che di regola intercorre tra enti pubblici

-il rapporto che intercorre tra lo stato e le regioni

-il rapporto tra organi collegiali

-un tipo di rapporto che può intercorrere solo tra alcuni organi

6) Il permesso di costruire:

-un atto autorizzatorio con funzione di controllo

-un atto conformativo del diritto di proprietà

-una concessione traslativa dello ius aedificandi

-il nullaosta del ministro per i beni e le attività culturali

7) L’emanazione di leggi sul governo del territorio:

-è attribuita alla competenza esclusiva dello stato

-è attribuita alla competenza concorrente dello stato e delle regioni

-è attribuita a tutti gli enti territoriali nel rispetto del principio di sussidiarietà, differenziazione e

adeguatezza


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xj6-600

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DESCRIZIONE APPUNTO

Gli appunti forniti sono una ottima unione dello studio del libro di testo suggerito dalla professoressa ma anche della frequentazione di tutte le lezioni del corso. Per una materia che troppo spesso appare complicata e confusa questi appunti sono ben strutturati, e pur scendendo nel dettaglio spiegano schematicamente tutto l'ordinamento urbanistico. Ideali per chi non ha tempo di seguire il corso ma vuole una preparazione completa, ma anche per chi pur seguendo il corso necessita si un chiarimento.
Oltre agli appunti sono presenti in fondo al file, più di 70 domande a risposta multipla, con relativa risposta esatta, le quali saranno presenti nel parziale scritto, obbligatorio per sostenere l'esame.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in architettura
SSD:
Università: Firenze - Unifi
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher xj6-600 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto urbanistico e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Firenze - Unifi o del prof Carrà Matilde.

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