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Diritto dell'Unione Europea

L'UE è formata da 27 stati e conta circa 500 milioni di cittadini; inoltre è la prima potenza economica mondiale, seguita dagli Stati Uniti. La nascita risale a circa 60 anni fa, con diversi trattati internazionali che vincolano i firmatari, incidendo anche sulle loro leggi, i loro governi. Una norma europea è al vertice delle norme del diritto, ma non può modificare la costituzione, la quale si trova un gradino più in alto.

Articolo 11 della costituzione

ARTICOLO 11 della costituzione sancisce che l'Italia ripudia la guerra, al fine di risolvere le controversie internazionali, consentendo la limitazione della sovranità, necessaria alla creazione di un governo che assicuri pace e giustizia, promuovendo quindi le organizzazioni con questo scopo. Il motivo principale per la quale era stata inserita è per l'entrata dell'ONU, che avrebbe avuto sovranità di fronte a una scelta di pace.

Unione economica monetaria

L'unione economica monetaria nasce dopo diversi anni, per ragioni politiche e per il normale processo di integrazione, abolendo le monete nazionali (per esempio in Francia il franco coesisteva con il marco tedesco per gli scambi internazionali) per una unica. La politica monetaria viene gestita da una banca centrale indipendente dalla politica e dai governi.

Politica agricola comune

Nata dopo la 2GM, la politica agricola comune è la prima e principale politica dell'UE, nata al fine di garantire a tutti l'approvvigionamento di cibo. La domanda è rigida, l'offerta un po' più sensibile a causa dei diversi fattori atmosferici (che aumenterebbero i prezzi e renderebbero impossibile l'acquisto; ma se l'offerta fosse troppo alta, il prezzo crollerebbe a picco). Per questo l'Europa ha imposto diverse regole, al fine di garantire gli approvvigionamenti, tutelando la produzione all'interno dell'Europa rispetto a quella straniera. Si impone il prezzo minimo garantito, l'impegno ad acquistare la produzione in eccesso e si impone il prezzo soglia, cioè il prezzo minimo di importazione.

Lingue in Europa

Le lingue sono fondamentali in Europa, per motivi di lavoro e al fine di rendere comprensibile a tutti i membri, poiché il diritto li condiziona. Ogni norma viene tradotta in ciascuna lingua europea e ne ha medesima valenza. Tutti i documenti hanno medesima validità giuridica, così come ogni cittadino è uguale all'altro: importanti sono anche i diritti aggiuntivi nell'UE per i cittadini, permettendo loro di risolvere i loro problemi in una qualsiasi ambasciata presente del paese UE, se la propria non è presente, fornendo la stessa assistenza che si darebbe ai propri cittadini.

Organizzazioni internazionali

Distinzione tra organizzazioni di tipo classico e federale

Sono associazioni dotate di propria personalità giuridica, alle quali gli stati partecipano volontariamente. Esistono organizzazioni governative e non governative: quest'ultima è un'associazione di due o più stati che decidono di collaborare insieme per un fine, che può essere militare (NATO), economico (CEE), o umanitario. Il trattato esecutivo stabilisce quale sia lo scopo dell'organizzazione. Hanno natura convenzionale, cioè esistono per volontà degli stati.

Il trattato è l'atto costitutivo che dà origine a questo accordo fra i due stati (bilaterale), o fra più stati (multilaterale), che ne definisce obiettivo e condizioni di adesione (limite geografico → USA non possono far parte dell'UE), la struttura, le competenze. Il trattato pone dei vincoli agli stati, con conseguenze sul piano giuridico. Lo scopo deve essere plausibile, deve rispettare quelli che sono i diritti dell'uomo (sono vietate dalla convenzione di Vienna le organizzazioni che vanno contro le norme di diritto internazionale, conosciute universalmente).

L'organizzazione può essere aperta, cioè vi possono entrare altri stati, o chiusa (non vi possono essere adesioni successive). Le organizzazioni multilaterali hanno carattere paritario, ma non sono tutte uguali. L'UE è un'organizzazione internazionale, la quale funziona se vi è la collaborazione fra gli stati, e non è sovrana su di essi.

Le organizzazioni internazionali si dividono fra classiche e federali. Per quanto riguarda le classiche, gli stati vi partecipano senza rinunciare alla loro sovranità, quindi il metodo di lavoro seguito è la CIG (conferenza internazionale governativa), alla quale partecipano i governanti degli stati membri. Le decisioni devono essere prese all'unanimità, per consenso. Se uno non è d'accordo, ha diritto di veto e non si arriva a nulla.

Nelle federali, è presente una cessione di sovranità, anche se limitata ai fini del raggiungimento degli scopi per cui è nata l'organizzazione, per cui si rinuncia per poter lavorare in quell'ambito. Il trattato definisce quale sia il metodo di lavoro (istituzionale → come dovrà avvenire la decisione). Le decisioni vengono prese per maggioranza qualificata (ogni stato, a seconda della popolazione, ha diritto ha un tot di voti e la maggioranza viene raggiunta anche per un certo numero di stati a favore, non solo di voti, o semplice (50+1), non necessariamente all'unanimità. Si parla anche di minoranza di blocco, con la quale si blocca la votazione a favore.

L'UE fa parte delle organizzazioni federali, pur essendo particolare. Fra le classiche vi è il Consiglio d'Europa, cui partecipano molti stati ed è perciò difficile prendere decisioni vincolanti, non trovando quasi mai l'accordo.

Organizzazioni europee di tipo classico del secondo dopoguerra: OECE, UEO e il Consiglio d'Europa

La situazione nel secondo dopoguerra risulta essere complicata: da un lato troviamo l'Unione Sovietica, con l'egemonia sugli stati dell'Europa orientale (1948), dall'altra gli Stati Uniti, con l'intento di dare vita alla dottrina Truman, cioè aprire nuovi mercati in Europa occidentale per effettuare una rapida ripresa (1946). Per gli USA era quindi una grande opportunità di creare un blocco alternativo a quello comunista e al tempo stesso contrastare la possibile ascesa comunista dei partiti in Italia e in Francia. Quindi l'Europa occidentale manteneva un'economia basata sulla libertà di impresa e di mercato, mentre l'Europa orientale su basi collettivistiche (seguendo il modello sovietico).

Nel 1947 il segretario di stato (USA) Marshall, delineò i tratti fondamentali del programma di aiuti promosso dall'amministrazione statunitense per favorire, incentivare la ricostruzione degli stati europei coinvolti nella guerra, l'ERP – EUROPEAN RECOVERY PROGRAM, che prevedeva la costruzione di un organismo delegato che ripartisse gli aiuti. Perciò vennero attuati il piano Marshall (lato politico-economico) e adottata la partecipazione degli stati membri alla Nato e all'Ueo (lato militare).

OECE → Nato dalla prospettiva del Piano Marshall di costituire un gruppo di paesi legati economicamente e politicamente. Organizzazione europea per la cooperazione economica, nata nel 1948, contava fra i suoi membri sedici stati dell'Europa occidentale, fra cui Italia, Francia, GB, per la Germania firmarono le tre potenze occidentali vincitrici (GB, USA e Francia) e la Spagna vi aderì nel 1959. Compito dell'OECE fu ripartire gli aiuti del Piano Marshall agli stati e procedere al controllo dell'operazione; successivamente si adoperò per limitare gli ostacoli tariffari e normativi alle importazioni, per incrementare il commercio internazionale. Fu creato un sistema di pagamenti internazionali, che trovò la sua espressione nella Uep, Unione Europea dei Pagamenti, per costruire un sistema di pagamenti multilaterali. Lavorò poi alla formazione di un'area di libero scambio, trasformandosi in OCSE – ORGANIZZAZIONE PER LA COOPERAZIONE E LO SVILUPPO ECONOMICO, che con l'entrata di USA, Giappone e Canada, assunse la funzione di coordinamento dell'attività economica occidentale. Gli stati socialisti, in risposta, crearono nel 1949 il COMECON (CONSIGLIO DI AIUTO ECONOMICO RECIPROCO), creando una spaccatura definitiva in Europa, sia sul piano politico ed economico.

UEO → Unione dell'Europa Occidentale: per molto tempo sede della cooperazione in materia di difesa e sicurezza in Europa. Venne istituita nel 1954 a Parigi, sulla base del preesistente trattato di Bruxelles, e già concluso da Regno Unito, USA, Francia, Belgio, Lussemburgo e Paesi Bassi, ai quali si aggiunsero anche la RFT e l'Italia. Nonostante che il compito di difesa fosse assegnato alla NATO, gli stati europei sentirono la necessità di istituire un'organizzazione militare continentale, separata e non controllata da quella statunitense. Rimase comunque per 30 anni all'ombra della NATO e dal 2001 le capacità dell'UEO furono trasferite all'Unione. Cessa il suo mandato dopo l'11 giugno 2011, cioè dopo l'entrata in vigore del trattato di Lisbona (cedendo quindi il suo “ruolo storico”). Compito dell'Ueo era integrazione alla difesa militare e collaborazione in campo economico e sociale.

Consiglio d'Europa → il 5 maggio del 1949 con il trattato di Londra venne istituito il CE, con lo scopo di favorire una più stretta collaborazione fra gli stati membri al fine di salvaguardare gli ideali politici e di libertà che costituiscono un comune patrimonio di civiltà e democrazia, seguendo alcuni punti fondamentali, quali:

  • Democrazia pluralista
  • Rispetto dei diritti umanitario
  • Preminenza del diritto

Tali scopi vengono raggiunti affrontando problemi di comune interesse (come difesa nazionale), favorendo conclusioni in ambito economico-sociale, culturale, scientifico, giuridico, amministrativo, e vigilando sulla tutela dell'uomo e suo riconoscimento delle sue libertà fondamentali. Il CEDU del 1950 è stato fra gli accordi più importanti fatti, che sanciva la tutela dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali, portando anche alla creazione di un organo giurisdizionale: la Corte europea dei diritti dell'uomo. Infatti è proprio in questo campo che continua a operare, nonostante fu una delusione, a causa della struttura decisionale debole e dei vaghi obiettivi.

Teorie europeiste

Dominarono la scena politica degli anni 50 e 60 e possono essere suddivise in tre:

  • Idea confederale (De Gaulle & Churchill): volevano un modello di cooperazione intergovernativa, con la creazione di una struttura sovrastatale e non di un superstato, pensando che non si potesse superare l'idea di stato sovrano;
  • Idea confederalista (Alberto Spinelli, Brugmans): auspicavano la nascita di una federazione di popoli europei. L'idea di fondo era quindi quella di scavalcare gli stati creando una struttura sovranazionale.
  • Idea funzionalista (Monnet & Shuman): integrazione progressiva e volontaria in diversi settori, al fine di creare fenomeni di integrazione sempre più complessi.

L'inizio del processo di integrazione: la creazione della C.E.C.A.

La CECA nasce il 9 maggio 1950, quando il ministro degli esteri francese Schuman propose di mettere in comune le risorse di carbone e acciaio; in realtà, il piano Schuman aveva come obiettivo la creazione di un'unione economica fra gli stati europei. Per raggiungere questo traguardo, la cooperazione avviata fu limitata a un settore solo, quello del carbone e dell'acciaio, finalizzato anche al riavvicinamento fra Francia e Germania (perciò venne favorito quel settore che maggiormente interessava quei due stati). L'imminente adesione fu fatta dall'Italia, dal Belgio, Paesi Bassi, Lussemburgo, ma non dal Regno Unito, a causa delle avversioni alla limitazione di sovranità e al timore di alterare i rapporti con il Commonwealth.

Principi fondamentali di questa dichiarazione erano che l'Europa si sarebbe creata passo dopo passo con realizzazioni concrete, eliminando l'opposizione secolare fra Francia e Germania. L'azione immediata si doveva concentrare a un problema limitato, ma decisivo, cioè la produzione franco tedesca di carbone e acciaio. Ciò avrebbe contribuito a un risanamento sociale e alla nascita di una comunità economica. Le decisioni prese dell'Alta autorità sarebbero state sempre indipendenti e vincolanti. Questa dichiarazione era aperta non solo a quelle due nazioni, ma anche a tutte le altre. Era un modo per dare il controllo dell'industria pesante a un organo sovranazionale, porre fine a rivalità politiche e a interessi su territori (Ruhr e Saar).

Il 18 aprile 1951 a Parigi, viene firmato il Trattato istitutivo della Comunità europea del carbone e dell'acciaio, i cui obiettivi erano:

  • Instaurazione di un mercato comune carbo-siderurgico;
  • L'attuazione di una politica economica e sociale nel medesimo settore merceologico;
  • La creazione di istituzioni comuni destinate a perseguire gli scopi del Trattato e a garantire l'osservanza degli obblighi derivanti dal Trattato stesso.

Il trattato istitutivo prevedeva l'Alta autorità, un organo collegiale di gestione col compito di curare l'attuazione degli scopi del trattato, composta da autorità indipendenti (9 in totale, due per Francia, Italia e Germania), con potere decisionale, emanando atti di carattere vincolante e non vincolante nei confronti di stati membri (con decisioni prese a maggioranza); il Consiglio dei ministri, composto da rappresentanti degli Stati membri (organo consultivo chiamato ad esprimere pareri su importanti decisioni dell'Alta autorità); Assemblea comune, composta da membri designati dei parlamenti nazionali e formata da delegati scelti dal parlamento di ciascuno stato, che era un organo consultivo; Corte di giustizia, composta da giudici nominati dagli Stati membri e competente a garantire il rispetto delle disposizioni contenute nel trattato istitutivo e nel rispetto degli atti dell'Alta autorità. Il Trattato CECA è scaduto nel 2002, dopo 50 anni, oggi quindi la CECA non esiste più, essendo le sue funzioni confluite nella Comunità europea e con le modifiche del Trattato di Lisbona, nell'Unione europea.

La Comunità Europea di Difesa (CED), un'occasione perduta

La CED costituiva un progetto molto ambizioso, poiché andava al di là della semplice collaborazione militare, poneva infatti anche le basi per l’unione politica europea. La nascita e il fallimento della CED erano strettamente legati da due fattori, da un lato l’URSS di Stalin e la continua minaccia di un nuovo conflitto mondiale, dall’altro invece lo scoppio della guerra in Corea nel giugno del 1950, che ha visto l’intervento di USA e URSS. La nascita di un esercito europeo occidentale avrebbe incontrato il malcontento dei francesi, dovendo infatti riarmare la Germania (poiché si trovava anche in una posizione strategica), i quali però, non contraddissero il volere degli americani, perché fornivano gli aiuti economici del Piano Marshall e garanzie di sicurezza della NATO.

Quindi Jean Monet propose al ministro francese Pleven la nascita di un esercito occidentale, comandato da una potenza sovranazionale. Il Piano Pleven fu approvato nell’ottobre 1950. Questo però incontrò dapprima il disappunto e poi l’appoggio degli Stati Uniti; prese poi corpo l’istituzione della CED, della quale iniziarono le trattative nel 1951. Alcide de Gaspari poi, premier italiano, propose la costituzione di un potere politico sopranazionale accanto a quello militare. Quindi i sei paesi della Vecchia Europa (Belgio, Paesi Bassi, Italia, Francia, BRD e Lussemburgo) convennero sull’istituzione di un’assemblea, il cui compito era quello di studiare un’organizzazione per la difesa che studiasse nel contempo il progetto per una futura unità politica europea. Tuttavia, ciò aveva dei limiti (come si legge nell’Art 38): infatti l’assemblea svolgeva solo un compito di studio ed era subordinata dalla ratifica del trattato CED e all’entrata in funzione dell’Assemblea.

Quindi l’Italia propose di dare alla CECA il compito non solo di studiare, ma anche di elaborare il Trattato per la creazione di una Comunità politica europea (CPE). La proposta fu approvata. Entrambi i progetti (CED E CPE) si arenarono, con la mancata ratifica della CED. I motivi vanno ricercati nella morte di Stalin nel 1953 e l’ascesa di Kruscev alla segreteria del PCUS, estendendo i rapporti fra Est e Ovest. Dopo l’uscita di de Gaspari, i nuovi governi di occuparono principalmente di politica estera con il rientro di Trieste all’Italia e vollero attendere la ratifica francese, che non avvenne, perché per la Francia la CED non era altro che un pretesto per riarmare la Germania, perciò, non riavendo la rinegoziazione, non fu fatta alcuna ratifica. Perciò naufragò anche il progetto CPE, occasione perduta di avere unità politica già negli anni 50.

La nascita della CEE e della CEEA

Dopo il fallimento della CED, il passo successivo della costruzione europea furono i trattati della CEE e della CEEA (anche nota come EURATOM), che si impegnavano nell’unione doganale e dell’energia atomica, istituiti durante la conferenza di Messina del giugno 1955. La Francia, con Jean Monet, responsabile del fallimento della CED, decise di proporre infatti una nuova forma di integrazione in ambito economico, proponendo un mercato liberalizzato che ampliasse le potenzialità del settore carbo-siderurgico. A Messina si riunirono i sei membri della CECA, presieduti dal ministro degli esteri belga Henry Spaak e deliberarono sulla costruzione di questo progetto, creando un mercato comune generale e l’istituzione di una comunità dell’energia atomica.

Nel maggio 1969 si tenne una conferenza di sei giorni, nella quale di discusse della realizzazione di tale progetto (rapporto Spaak). I due progetti vennero approvati e a Bruxelles in una conferenza

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Scienze giuridiche IUS/14 Diritto dell'unione europea

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher giuliac91 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto dell'Unione Europea e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Genova o del prof Pusillo Edoardo.
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