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Il Codex Euricianus,

potrebbe pensare. oltre a servire come base per le successive codificazioni

influì anche sul diritto delle stirpi franche, burgunde, alemanne e bavare

visigote,

svolgendo una importante funzione di mediatore tra il diritto volgare romano e il mondo

germanico del primo Medioevo.

Lex Romana Visigothorum 506 d.C., Breviarum Alarici. re visigoto Alarico II,

: detta anche Il

fece compilare e

poco prima della caduta del dominio visigotico nella Francia meridionale

pubblicare un codice per i suoi sudditi romani (la legge fu un tentativo di rafforzare in extremis

l' intesa con la popolazione romana e con la Chiesa cattolica che la rappresentava in vista di una

furono

guerra con i Franchi il cui re era cattolico). Con un lavoro affrettato e approssimativo

disposte l' una dopo l' altra le fonti che erano allora piu' familiari alle scuole e ai tribunali della

il Codice Teodosiano, in forma fortemente abbreviata, accanto alle

Gallia meridionale:

Novelle posteodosiane, un rifacimento in soli due libri delle Istituzioni di Gaio, che si

discostava in piu' punti dal testo originale, un estratto delle Sententiae di Paolo, alcune

costituzioni prese dai codici Gregoriano ed Ermogeniano, e da ultimo un unico breve

responso di Papiniano. il testo

Ad eccezione del rifacimento di Gaio, del codice è

accompagnato Interpretatio

da una che fornisce ora un sommario del contenuto, ora una

dettagliata parafrasi del testo, e contiene anche dei richiami (che in parte si riferiscono a fonti non

Interpretatio

accolte nel codice: da ciò si può desumere che l' non fu composta direttamente dai

al piu' tardi subito dopo

compilatori visigoti, ma fu estratta da un' opera privata piu' antica (scritta

la metà del V Sec. d.C.) possibile usata Edictum

che è fosse stata già per la redazione dell'

Theoderici). Lex Romana Visigothorum

Nonostante la fosse rozza ed inadeguata come opera

svolse una funzione di notevole importanza nella storia giuridica dell'

legislativa, essa

Europa sudoccidentale durante il Medioevo. Codex

Nella Spagna visigotica costituì insieme al

Euricianus basi del codice promulgato intorno alla metà del VII Sec. d.C. dal re

una delle

Recesvindo, Nella Francia meridionale

destinato tanto ai Romani quanto ai Goti. essa

sopravvisse allo stesso dominio visigotico (si estese, anzi, al territorio dei Burgundi e alla Provenza)

fu soppiantata nel XIII Sec. d.C.

rimanendo in vigore per circa mezzo millennio fin quando non

dalla codificazione di Giustiniano che vi si diffuse dall' Italia.

Lex Romana Burgundiorum regno burgundo di

: Questo codice risale probabilmente al

Gundobado 516 d.C.,

morto nel alla base del codice fu lo stesso gruppo di opere utilizzate per la

Lex Romana Visigothorum (i codici Gregoriano, Ermogeniano e Teodosiano, le Sententiae di Paolo

le fonti sono fuse in un testo unitario

e le Istituzioni di Gaio), a differenza del codice visigoto qui

che si allontana dai suoi modelli e si basa spesso su Interpretationes uguali o molto vicine a

Il codice burgundico è

quelle che accompagnano il testo della legge romano-visigotica.

fortemente impregnato di diritto volgare non aver avuto significato rilevante per la

e oltre a

storia giuridica del Medioevo, ci offre molto poco per la conoscenza del diritto romano anteriore.

Giustiniano 527-565 d.C.

:

528 d.C. 13 Febbraio Giustiniano, costituzione Haec, dieci

: con la nominò una commissione di

membri, tra i quali Triboniano e Teofilo

tutti alti funzionari dell' amministrazione centrale

(professore della Scuola di Costantinopoli nonchè membro del consiglio imperiale). Egli affidò loro

comporre sulla base dei codici Gregoriano, Ermogeniano e Teodosiano e delle

l' incarico di

costituzioni promulgate successivamente una nuova raccolta di leggi imperiali; le leggi

sorpassate dovevano essere escluse, le contraddizioni eliminate e i testi ridotti al loro contenuto

7 Aprile del 529

praticamente rilevante. L' opera fu condotta a termine in un anno e il fu pubblicata

costituzione Summa 16 Aprile.

con la entrando in vigore il Le altre leggi imperiali che non erano

Codex Iustinianus del 529

state incluse persero validità da quel giorno. Il rimase in vigore per

Triboniano,

pochi anni poichè se ne fece una nuova redazione nel corso del lavoro di codificazione.

magister officiorum

in questi anni (sovrintendente alle cancellerie imperiali), fece parte della

commissione che aveva preparato il Codex del 529, ma come semplice membro di essa e non

come suo capo; in questo lavoro, però, egli si distinse a tal punto, che gli fu conferita la carica di

sacri Palatii)

ministro della giustizia (Quaestor e gli fu affidata da allora in poi la direzione dell'

opera codificatoria.

530 d.C. 15 Dicembre costituzione Deo auctore

: La dette il via per una raccolta in grande stile del

diritto giurisprudenziale. Triboniano ottenne la presidenza e i pieni poteri nella scelta dei

magister officiorum Costantino, che

collaboratori. Egli chiamò a partecipare all' opera il a

era anche ministro del tesoro, quattro professori, due di Berito e

quell' epoca della Scuola

due di Costantinopoli, e undici avvocati del tribunale del praefectus praetorio

di quella

Orientis. La gigantesca impresa che doveva in origine occupare dieci anni procedette così

dopo appena tre anni

speditamente che il risultato (il Digesto) potè essere pubblicato con la

Constitutio Tanta.

Institutiones costitutio Imperatoriam del 21 Novembre 533

: Con la era stato portato a termine e

manuale ufficiale destinato all' insegnamento del diritto. tratto dalle

pubblicato un Esso era

Istituzioni di Gaio e da altre opere elementari classiche e post-classiche e come queste era

direzione Triboniano, autori

chiamato. La suprema dei lavori fu affidata a mentre i suoi furono i

professori Teofilo e Doroteo, il nuovo testo

due di diritto al pari delle Istituzioni di Gaio ufficiale

si divideva in quattro libri, che però, erano suddivisi in titoli.

diversamente dall' opera gaiana,

quest' opera ebbe efficacia legislativa a

Sebbene fosse destinata all' insegnamento del diritto,

partire dallo stesso giorno del Digesto. ai brani copiati piu' o meno letteralmente

[Accanto

dagli originali classici e postclassici, le Istituzioni contengono aggiunte del legislatore]

Digesta : Nome dell' opera codificatoria (che prende esempio dalle grandi opere casistiche del medio

secondo nome Pandectae raccogliere tutto).

periodo classico); Il del Digesto fu (dal greco

50 libri suddivisi in titoli, 30 Dicembre del 533 d.C.:

Diviso in a loro volta esso entrò in vigore il

da questo giorno in avanti gli originali dei giuristi classici e le opere elementari

postclassiche scomparvero sia dall' insegnamento che dalla prassi giudiziaria dell' Impero

d' Oriente. Il Digesto è la fonte principale delle nostre conoscenze sul periodo classico, il

da Q. Mucio

legislatore giustinianeo ha raccolto perfino alcuni frammenti dei giuristi repubblicani,

Scevola in poi; così il Digesto ci offre una sezione longitudinale di tutto lo sviluppo della

giurisprudenza romana sino alla fine del periodo classico. Un elenco degli scritti giuridici utilizzati

piu' 200 opere;

dai compilatori cita di lo stesso Giustiniano riferisce d' altronde che si dovette

circa 2000 libri piu' di tre milioni di

lavorare su (nel senso della antica ripartizione in libri), con

righe. fornita nel 1820 da

L'ipotesi piu' attendibile sul metodo di lavoro dei compilatori ci è stata

Friedrich Bluhme: all' interno di ciascun titolo del Digesto i brani tratti da determinati gruppi di

primo

opere giurisprudenziali classiche figurano solitamente l' uno accanto all' altro; il nucleo di un

gruppo commentari allo ius civile degli autori tardo classici, ad Sabinum

è formato dai i libri

Paolo e Ulpiano: sabiniana". secondo

di perciò questo gruppo viene chiamato "massa Un

gruppo edittale" commentari ad Edictum

di escerti, la cosiddetta "massa è incentrato sui dei

giuristi medio e tardo classici, terzo responsa e di quaestiones di

e un sulle raccolte di

Papiniano, Paolo e Ulpiano: papinianea"

quest' ultimo è chiamato "massa perchè in esso i

in alcuni titoli

frammenti di Papiniano sono di regola collocati al primo posto. Infine del Digesto

quarto piu' piccolo gruppo opere di carattere vario:

figura un di frammenti tratti da la

cosiddetta "appendice". Queste osservazioni indussero Bluhme a ipotizzare che la commissione

tre sottocommissioni, ciascuna

del Digesto fosse divisa in incaricate di attendere ad una

determinata parte della letteratura giuridica classica, cioè ad una delle tre masse principali e

che alla fine le masse di escerti fossero state disposte non ad intarsio, ma una dietro l' altra. L'

appendice si compone di un certo numero di opere giurisprudenziali che, ritrovate nel corso del

lavoro di compilazione, vennero escerpite solo in un secondo tempo. Basandosi su queste

studiosi inglesi e Rodger)

osservazioni, due (Honorè hanno tentato di far luce sul procedimento

seguito dalle tre sottocommissioni nell' elaborare le masse loro rispettivamente assegnate, la loro

parte principale 6 dei 17 componenti

ipotesi è la seguente: la del lavoro fu sbrigata da la

Triboniano, dal magister officiorum

commissione compilatrice del Digesto, cioè dallo stesso

Costantino e dai quattro professori di diritto; divisi in coppie, tre

questi formarono le

sottocommissioni, undici avvocati venivano chiamati secondo la necessità,

mentre gli qui o lì

specialmente quando c'erano da escerpire opere che contenendo in gran parte lo stesso materiale,

leggere contemporaneamente confrontandole

era piu' opportuno in piu' persone, le opere

costantemente tra loro. Per far sì che il lavoro procedesse con lo stesso ritmo, da

in ciascuna sottocommissione divise in gruppi ogni gruppo

escerpire furono e, all' interno di

divise in egual numero di libri tra i due commissari. Ciascuno di loro attendeva per conto

sembra anzi che entro certi limiti ognuno potesse a propria

proprio al suo compito,

discrezione decidere cosa escerpire e cosa tralasciare. Se i risultati di questa indagine sono

cade tesi

esatti il fondamento della secondo la quale prima della codificazione giustinianea doveva

esistere un "predigesto" (una o piu' opere in cui sarebbe stato già riunito in modo piu' o meno

completo il materiale dei Digesta. Mentre agli inizi si tendeva ad attribuire tutte le contraddizioni, le

oscurità e le asperità che si venivano scoprendo nel Digesto a interventi della commissione

giustinianea, oggi si pensa, invece, che gli scritti dei giuristi classici siano pervenuti a questa

commissione in una forma già alterata da omissioni, aggiunte, parafrasi, cioè appunto come ci

pochi frammenti di opere tardo-classiche che ci sono stati tramandati, al di

appaiono in quei

fuori della codificazione giustinianea, collezioni private degli inizi del IV Sec.d.C.

dalle

(Fragmenta Vaticana, Collatio legum Mosaicarum et Romanarum). Dal canto loro i

compilatori piu' con

di Giustiniano hanno contribuito alla trasformazione dei testi classici molto

abbreviazioni che aggiunte preteso troppo

non con di carattere innovativo. Inoltre talora si è

stile testi classici:

dallo e dalla correttezza grammaticale dei non è lecito figurarsi i classici ,e

soprattutto i tardo-classici, come dei puristi arcaizzanti, essi erano uomini del loro tempo che

adoperavano i vocaboli in uso e certamente non erano molto scrupolosi nell' evitare tutte le license e

le improprietà grammaticali e stilistiche diffuse.

Codex repetitae praelectionis 16 Novembre del 534

: Il fu pubblicato, portato a termine da

Triboniano, professore di Berito Doroteo tre avvocati, rifacimento del Codex del

dal e da il

529 rifuso Quinquaginta

che adesso era con la raccolta di numerose costituzioni riformatrici,

decisiones 530), entrò in

(estate ed era stato adattato al nuovo stato del diritto. Il Codice, che

vigore il 29 Dicembre 534, dodici libri divisi in titoli titolo tratta

si divide in a loro volta (ciascun

una determinata materia giuridica costituzioni in ordine cronologico:

e reca le relative la

nel Codex

costituzione piu' antica risale ad Adriano, mentre le piu' recenti sono del 534). [Anche

vi sono interpolazioni. Qui Giustiniano ha interpolato addirittura le proprie costituzioni, per

adattarle ai progressi della sua legislazione]

*Codice, Digesto e Istituzioni, iuris civilis o

pur mancando di un titolo comune (Corpus

Corpus iuris Iustiniani età moderna

risalgono all' ed appare per la prima volta come titolo di una

edizione completa 1583 con l' edizione di Dionisio

della codificazione giustinianea nel

Gotofredo), costituivano, nelle intenzioni del legislatore, una codificazione unitaria. In essa non

avrebbero dovuto trovarsi oscurità o contraddizioni. Nessuno, forse, si è illuso mai della perfezione

della propria opera quanto Giustiniano e i suoi compilatori (compilare=saccheggiare, per la

codificazione "saccheggiarono" le opere dei classici e le costituzioni). Data la natura casistica e l'

enorme mole del materiale rielaborato, e la rapidità con la quale la gigantesca impresa fu condotta a

termine, non potevano mancare numerosi difetti, nonostante gli interventi dell' Imperatore miranti a

riformare secondo un piano preciso. Dovunque la codificazione di Giustiniano ha avuto valore di

legge, la scienza giuridica si è vista costretta a risolvere sul piano interpretativo le innumerevoli

contraddizioni, e proprio le contraddizioni costituiscono per la moderna ricerca storico-giuridica degli

utilissimi punti di partenza per la comprensione dello sviluppo giuridico pregiustinianeo e in

particolare del diritto classico.*

Novelle : La pubblicazione del Codex del 534 concluse la grande opera codificatoria di Giustiniano,

ma non significò la fine delle sue riforme legislative: infatti l' imperatore intervenne anche

successivamente a modificare lo stato del diritto con numerose leggi singole. Il proposito di fare una

Novellae),

raccolta ufficiale di queste nuove leggi (Leges anche se espresso in occasione della

pubblicazione del Codice, non fu mai da lui realizzato, furono compilate invece parecchie raccolte

private (la cui maggioranza fu redatta in lingua greca). La minoranza di Novelle che ancora fu

pubblicata in latino o si rivolgeva alle lontane province occidentali, o riguardava il funzionamento

interno degli uffici centrali, o si riferiva a determinate costituzioni piu' antiche redatte in latino, solo

poche furono quelle redatte in entrambe le lingue. Aparte le raccolte speciali delle leggi imperiali

La piu' antica,

riguardanti il diritto ecclesiastico, possediamo quattro collezioni di Novelle. la

Epitome Iuliani, Giuliano,

cosiddetta composta dal professore di diritto di Costantinopoli mentre

vivo Giustiniano 124 leggi degli anni

era ancora è un rifacimento abbreviato in lingua latina di

535-555. seconda collezione 134 Novelle 1100

La latina di riaffiorò intorno al nella scuola

Bologna Authenticum,

giuridica di e fu chiamata credendo erroneamente fornisse il testo originale,

latine sono originali,

solo le novelle quelle greche sono tradotto in maniere alquanto scorretta,

anche la provenienza di questa raccolta è attribuibile alla Scuola di Costantinopoli (ancora bilingue

greca delle Novelle"

nel VI secolo). La "Collezione sarebbe quella autentica solo che è priva di

quelle originali in lingua latina che, non essendo piu' capite in Oriente, furono tralasciate o sostituite

168 testi,

da estratti in greco; Quando era ancora completa essa conteneva si trovano infatti leggi

Giustino II e Tiberio II,

risalenti ai successori di Giustiniano: mentre altri tre testi sono editti

emanati da prefetti del pretorio. Uno dei manoscritti della collezione greca contiene a guisa di

13 Novelle di Giustiniano Edicta Iustiniani.

appendice sotto il titolo

**Il neocittadino assumeva di regola il nome gentilizio dell' imperatore che gli aveva concesso la

cittadinanza.**


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DESCRIZIONE APPUNTO

Appunti contenenti la storia cronologica del Diritto romano dalla fondazione alla caduta con tutte le varie leggi. Nello specifico gli argomenti trattati sono i seguenti: fondazione di Roma, Comizi Curiati, re Latino-Sabini (tutti i re anche quelli etruschi venivano eletti presumibilmente con auguratio),Romolo, Numa Pompilio, Tullio Ostilio.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza
SSD:
Università: Salerno - Unisa
A.A.: 2009-2010

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Exxodus di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto Romano e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Salerno - Unisa o del prof Solidoro Laura.

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