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242 a.C. : Il compito dell' amministrazione della giustizia sia civile che penale, prima affidato al

pretore, da quest' anno fu ripartito tra due pretori: al titolare dell' antica pretura, chiamato ora

praetor urbanus, rimase affidata la giurisdizione tra cittadini romani, mentre quello di nuova

creazione, il praetor peregrinus, fu competente per processi fra stranieri o fra stranieri e cittadini

romani. Anche così una massa enorme di affari gravava soprattutto sul praetor urbanus.

149 a.C. : Lex Calpurnia Repetundarum (Per il processo per concussione commesso da magistrati

romani in Italia o nelle province esistette a partire da questa legge una speciale "lista dei giudici"

predisposta per l' intero anno di carica dei magistrati).

133-121 a.C. : Riforme sociali dei Gracchi.

122 a.C. : Lex Acilia Repetundarum (Legge della Tarda Repubblica, caratterizzata da una

minuziosità pedantesca, destinata a difendere i sudditi di Roma, e soprattutto la popolazione

provinciale, dalle vessazioni dei magistrati romani).

122 a.C. : Lex Sempronia Iudiciaria di C.Gracco (Fu eliminato l'obbligo di formare i consigli dei

tribunali penali esclusivamente con membri del Senato (che a quest' epoca ne conta

normalmente solo 300), questa legge, che aprì ai cavalieri l'accesso al banco dei giudici, costituì il

punto di avvio di un sistema di corti giurate, alle quali, nella tarda Repubblica e agli inizi dell'

Impero, spettò il compito di amministrare la giustizia criminale ordinaria).

111 a.C. : Lex Agraria (Legge della Tarda Repubblica, caratterizzata da una minuziosità

pedantesca, che ebbe lo scopo di liquidare la legislazione agraria graccana).

91-89 a.C. : Guerra sociale (I confederati, Socii, fondano un nuovo stato con capitale Corfinium ed

eleggono un Senato italico di 500 membri. Alla guerra sociale mette fine la concessione della

cittadinanza agli italici con la Lex Plautia Papiria dell 89 a.C..

81 a.C. : Riforma costituzionale di Silla.

30 a.C. : Augusto incorpora l' Egitto all' Impero.

28-27 a.C. : Augusto restaura in modo esplicito e solenne l'ordinamento repubblicano.

27 a.C. : Data di fondazione del nuovo ordinamento (Principato, che nella sua essenza anche se non nel

suo aspetto esteriore era una monarchia), il Senato attribuisce a C.Ottavio il nome onorifico di

Augusto.

17 a.C. : Lex Iulia Iudiciorum privatorum (a partire da questa legge, facente parte della riforma

giudiziaria di Augusto, il processo formulare segnò la sua vittoria definitiva su quello per legis

actiones, le formule orali delle legis actiones furono ormai impiegate, per la fase introduttiva del

processo, solo in alcuni casi speciali , in particolare nel procedimento dinanzi al tribunale dei

centumviri. L' estensione del processo formulare alla sfera dei rapporti dell' antico diritto

civile ebbe come conseguenza che l' attività innovatrice dei magistrati giurisdizionali si fece

sentire anche in questo campo).

Traiano : 98-117 d.C..

Adriano : 117-138 d.C..

130 d.C. : Il testo degli editti giurisdizionali fu definitivamente fissato da Salvio Giuliano, uno dei

giuristi romani piu' grandi, che ebbe da Adriano l' incarico di provvedere ad una redazione definitiva;

questa fu poi ratificata da un senatoconsulto, e da quel momento avrebbe potuto essere

modificata solo dal principe in persona.

Settimio Severo : 193-211 d.C. (a partire da lui il Principato mostra il suo vero volto di monarchia

assoluta fondata sul potere militare).

212 d.C. : Constitutio Antoniniana, famoso editto con cui Antonino Caracalla estese d' un colpo la

cittadinanza romana a tutto l' Impero, nato da esigenze di politica spicciola, probabilmente dalle

necessità finanziarie del momento (si suppone che Caracalla estendendo la cittadinanza a tutto l'

Impero volesse aumentare il gettito dell' imposta del 5% sull' eredità (vicesima hereditatium),

imposta che fu introdotta a suo tempo da Augusto per il mantenimento dell' esescito e che gravava

soltanto sui cittadini romani.), esso ci è giunto in un papiro della collezione di Giessen, ma in una

forma così mutila che alcune questioni importanti permangono oscure: una determinata classe della

popolazione dell' Impero, i dediticii, pare fosse esclusa dalla concessione della cittadinanza;

ma non è stato ancora dimostrato in modo sufficientemente attendibile quali elementi della

popolazione appartenesse in quell' epoca a questa classe. Con la Costistutio antoniniana l' idea

di un Impero universale sovranazionale aveva definitivamente trionfato sulla concezione della

supremazia della città-stato romana. Il sistema costituzionale repubblicano, mantenuto in vita

artificialmente da Augusto, e che con l'andar del tempo si era sempre piu' svuotato di contenuto e

ridotto a una logora facciata, era ormai maturo per il crollo definitivo. Con l' ammissione nella

comunità cittadina della massa della popolazione dell' Impero che fino ad allora ne era rimasta

esclusa (i peregrini), tutto l' Imperium Romanum sarebbe dovuto diventare un territorio

giuridicamente unitario, in cui fosse ormai applicato solo diritto romano, e cioè indifferentemente ius

civile e ius gentium, ma alcuni ritrovamenti papirologici in Egitto alla fine del 1800 hanno

dimostrato che ciò non avvenne o, almeno, non avvenne in tutte le province dell' Impero. La vita

giuridica della parte greca dell' Impero continua ad essere largamente dominata dal patrimonio

concettuale del diritto indigeno. E' il "diritto locale" dell' Oriente greco che si afferma di fronte al

"diritto Imperiale" romano. La Constitutio Antoniniana aveva cambiato soltanto lo status

"politico" di quelli che fino ad allora erano stati dei sudditi; ma continuava ad esistere la

autonomia amministrativa delle ex comunità di peregrini le quali probabilmente conservarono in

certi limiti anche una giurisdizione propria.

Diocleziano : 284-305 d.C. L' EPOCA TARDO-ROMANA

Costantino il Grande : 306-337 d.C. (fondò la seconda capitale, Costantinopoli).

321 d.C. : Prima legge delle citazioni (tolse validità alle note critiche ai Responsa e alle

Quaestiones di Papiniano, tramandate sotto i nomi di Paolo e Ulpiano. Solo l' opinione

propria di Papiniano poteva essere citata nei tribunali).

322 d.C. : Seconda legge delle citazioni (confermò l' autorità di tutte le opere di Paolo,

comprese le Sententiae che circolavano sotto il nome di questo autore, ma che erano opera di un

autore postclassico).

410 d.C. : Presa e sacco di Roma da parte dei Visigoti.

425 d.C. : Per iniziativa dello stato fu fondata una scuola di diritto a Costantinopoli (dell' esistenza

della Scuola Giuridica di Berito (Beirut) in Fenicia si hanno notizie sin dalla metà del III Sec.

d.C.; una costituzione di Diocleziano, conservataci dal codice giustinianeo, accolse la richiesta

di un gruppo di giovani che si trovava lì per seguire gli studi giuridici, concedendo loro l'

esenzione dalle prestazioni obbligatorie (munera) a cui erano tenuti nella loro comunità d'

origine. Nel V Sec. d.C. la scuola di Berito era una vera e propria facoltà giuridica, con un piano di

studi fisso, suddiviso in corsi annuali ed avente come oggetto lo studio delle costituzioni

imperiali e della letteratura giuridica classica).

426 d.C. : Fu promulgata la piu' ampia tra le leggi delle citazioni, una costituzione di Teodosio II e di

Valentiniano III, essa delimitava la cerchia dei giuristi che, in un processo, potevano essere citati

come "autorità" dello ius, introducendo contemporaneamente per loro una specie di meccanismo

di votazione: avevano validità nei tribunali tutte le opere dei maggiori giuristi tardo classici, cioè

Papiniano, Paolo, Ulpiano e Modestino; ed inoltre quelle di Gaio che, essendo l' autore di un

manuale di largo uso, agli occhi dei romani del tardo Impero si collocava tra i grandi; infine erano

valide le opere dei giuristi piu' antichi citati da questi cinque, ma solo se le loro affermazioni venivano

comprovate in modo attendibile mediante il confronto di piu' manoscritti. Nel caso che in una

questione di diritto le "autorità" riconosciute fossero di parere diverso, decideva la maggioranza di

esse e, a parità di suffragi, il parere di Papiniano. Quando si aveva parità di suffragi e

Papiniano non compariva tra nessuna delle parti era chiamata a decidere la prudenza del giudice;

era ribadita la validità delle Sententiae di Paolo. Con la codificazione di Giustiniano la terza

legge delle citazioni non ha piu' motivo di esistere, sostituita dal Digesto, ce lo testimonia il fatto

che essa non è contemplata nel Codex repetitae praelectionis.

Codex Theodosianus : 438-439 d.C., Pochi anni dopo la legge delle citazioni, Teodosio II

concepì il grandioso progetto di creare, con il vastissimo materiale sia dello ius che delle

leges, un codice che non desse adito ad alcun errore o oscurità e, pubblicato sotto il nome

dell' Imperatore, mostrasse ad ognuno che cosa dovesse fare e cosa, invece, evitare. La

commissione nominata dall' Imperatore a questo scopo non concluse niente, solo una seconda

nominata sei anni piu' tardi portò a termine in due anni un' opera che, secondo il piano originario,

doveva solo essere un lavoro preparatorio rispetto a quel codice vero e proprio, cioè la raccolta

delle costituzioni da Costantino in poi. Quest' opera, il Codex Theodosianus, rappresenta la

continuazione di due raccolte private di costituzioni, composte negli anni di Diocleziano. La

piu' antica di esse, il Codex Gregorianus, conteneva costituzioni da Adriano fino a

Diocleziano; la piu' recente e meno ampia, il Codex Hermogenianus, conteneva nella sua

redazione originaria solo costituzioni dioclezianee. Gli autori delle due raccolte, Gregorio ed

Ermogeniano dovevano essere probabilmente funzionari dell' amministrazione centrale, dato

che per riprodurre nel testo originale le varie costituzioni dovevano aver avuto accesso agli archivi

imperiali. Il Codex Theodosianus, pervenutoci in modo ben piu' completo degli altri due, pur

essendo una continuazione delle due raccolte private, come prodotto dell' attività legislativa dello

stato rappresenta un nuovo tipo di fonte: con esso comincia, infatti, la serie delle

codificazioni tardo-romane. Il 15 Febbraio del 438 d.C. il Codex fu adottato nella parte

orientale dell' impero, poco dopo dall' imperatore d' Occidente Valentiniano III per il territorio a

lui sottoposto e, infine, il 1 Gennaio del 439 entrò in vigore per tutto l' Impero. L' opera si divide

in 16 libri, ogni libro in un certo numero di titoli (tituli, ciascuno dedicato ad una determinata

materia e comprendente le rispettive costituzioni in ordine cronologico). Le leggi imperiali

successive al Codex Theodosianus sono state piu' volte raccolte sia in occidente sia nella parte

orientale dell' impero. Mentre le raccolte orientali furono soppiantate dalla codificazione di

Giustiniano in cui si fusero, quelle occidentali si sono conservate : Novellae

Posttheodosianae. Esse contengono costituzioni degli anni dal 438 al 468 d.C..

Edictum Theoderici : 458-459 d.C., compilazione ufficiale di diritto Romano il cui nome, con

molta probabilità, non si riferisce al re degli Ostrogoti Teodorico il Grande (come a lungo si è

creduto), ma al sovrano visigoto Teodorico II, sotto il regno del quale esisteva ancora l' Impero d'

Occidente ed in Gallia era il Praefectus pretorio Galliarum che lo rappresentava. Proprio dal

titolare di questa prefettura, Magno di Narbona, pare sia stato emanato l' Editto. Il materiale per i

155 brevi capitoli che lo compongono è ricavato essenzialmente dalle leggi Imperiali dei tre

codici Gregoriano, Ermogeniano e Teodosiano, e dalle Sententiae di Paolo, ma spesso al

posto del loro testo originale viene usata una parafrasi volgarizzata.

Codex Euricianus : 475 d.C., un' altra compilazione di origine Visigota, redatta sotto il re

Eurico, successore di Teodorico II, questa compilazione è opera di giuristi romani, ma fu

destinata solo ai Goti, il suo contenuto è costituito in prevalenza da diritto volgare romano

rielaborato con notevole originalità e non solo da materiale giuridico germanico, come si

potrebbe pensare. Il Codex Euricianus, oltre a servire come base per le successive codificazioni

visigote, influì anche sul diritto delle stirpi franche, burgunde, alemanne e bavare

svolgendo una importante funzione di mediatore tra il diritto volgare romano e il mondo

germanico del primo Medioevo.

Lex Romana Visigothorum : 506 d.C., detta anche Breviarum Alarici. Il re visigoto Alarico II,

poco prima della caduta del dominio visigotico nella Francia meridionale fece compilare e

pubblicare un codice per i suoi sudditi romani (la legge fu un tentativo di rafforzare in extremis

l' intesa con la popolazione romana e con la Chiesa cattolica che la rappresentava in vista di una

guerra con i Franchi il cui re era cattolico). Con un lavoro affrettato e approssimativo furono

disposte l' una dopo l' altra le fonti che erano allora piu' familiari alle scuole e ai tribunali della

Gallia meridionale: il Codice Teodosiano, in forma fortemente abbreviata, accanto alle

Novelle posteodosiane, un rifacimento in soli due libri delle Istituzioni di Gaio, che si

discostava in piu' punti dal testo originale, un estratto delle Sententiae di Paolo, alcune

costituzioni prese dai codici Gregoriano ed Ermogeniano, e da ultimo un unico breve

responso di Papiniano. Ad eccezione del rifacimento di Gaio, il testo del codice è

accompagnato da una Interpretatio che fornisce ora un sommario del contenuto, ora una

dettagliata parafrasi del testo, e contiene anche dei richiami (che in parte si riferiscono a fonti non

accolte nel codice: da ciò si può desumere che l' Interpretatio non fu composta direttamente dai

compilatori visigoti, ma fu estratta da un' opera privata piu' antica (scritta al piu' tardi subito dopo

la metà del V Sec. d.C.) che è possibile fosse stata usata già per la redazione dell' Edictum

Theoderici). Nonostante la Lex Romana Visigothorum fosse rozza ed inadeguata come opera

legislativa, essa svolse una funzione di notevole importanza nella storia giuridica dell'

Europa sudoccidentale durante il Medioevo. Nella Spagna visigotica costituì insieme al Codex

Euricianus una delle basi del codice promulgato intorno alla metà del VII Sec. d.C. dal re

Recesvindo, destinato tanto ai Romani quanto ai Goti. Nella Francia meridionale essa

sopravvisse allo stesso dominio visigotico (si estese, anzi, al territorio dei Burgundi e alla Provenza)

rimanendo in vigore per circa mezzo millennio fin quando non fu soppiantata nel XIII Sec. d.C.

dalla codificazione di Giustiniano che vi si diffuse dall' Italia.

Lex Romana Burgundiorum : Questo codice risale probabilmente al regno burgundo di

Gundobado morto nel 516 d.C., alla base del codice fu lo stesso gruppo di opere utilizzate per la


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flaviael

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DESCRIZIONE APPUNTO

Appunti per l'esame di Storia del diritto privato romano del professor Fascione. Gli argomenti trattati sono i seguenti: lastoria cronologica del diritto romano, il 753 a.C., 21 Aprile : leggendaria data della fondazione di Roma ("ab urbe condita"); la fondazione di Roma porta ad un allentamento del legame tribale e ad una progressiva autonomia.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze dei servizi giuridici
SSD:
A.A.: 2012-2013

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher flaviael di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto Romano e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Roma Tre - Uniroma3 o del prof Fascione Lorenzo.

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