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redazione originaria solo costituzioni dioclezianee. Gli autori delle due raccolte, Gregorio ed

Ermogeniano dovevano essere probabilmente funzionari dell' amministrazione centrale, dato

che per riprodurre nel testo originale le varie costituzioni dovevano aver avuto accesso agli archivi

imperiali. Il Codex Theodosianus, pervenutoci in modo ben piu' completo degli altri due, pur

essendo una continuazione delle due raccolte private, come prodotto dell' attività legislativa dello

stato rappresenta un nuovo tipo di fonte: con esso comincia, infatti, la serie delle

codificazioni tardo-romane. Il 15 Febbraio del 438 d.C. il Codex fu adottato nella parte

orientale dell' impero, poco dopo dall' imperatore d' Occidente Valentiniano III per il territorio a

lui sottoposto e, infine, il 1 Gennaio del 439 entrò in vigore per tutto l' Impero. L' opera si divide

in 16 libri, ogni libro in un certo numero di titoli (tituli, ciascuno dedicato ad una determinata

materia e comprendente le rispettive costituzioni in ordine cronologico). Le leggi imperiali

successive al Codex Theodosianus sono state piu' volte raccolte sia in occidente sia nella parte

orientale dell' impero. Mentre le raccolte orientali furono soppiantate dalla codificazione di

Giustiniano in cui si fusero, quelle occidentali si sono conservate : Novellae

Posttheodosianae. Esse contengono costituzioni degli anni dal 438 al 468 d.C..

Edictum Theoderici : 458-459 d.C., compilazione ufficiale di diritto Romano il cui nome, con

molta probabilità, non si riferisce al re degli Ostrogoti Teodorico il Grande (come a lungo si è

creduto), ma al sovrano visigoto Teodorico II, sotto il regno del quale esisteva ancora l' Impero d'

Occidente ed in Gallia era il Praefectus pretorio Galliarum che lo rappresentava. Proprio dal

titolare di questa prefettura, Magno di Narbona, pare sia stato emanato l' Editto. Il materiale per i

155 brevi capitoli che lo compongono è ricavato essenzialmente dalle leggi Imperiali dei tre

codici Gregoriano, Ermogeniano e Teodosiano, e dalle Sententiae di Paolo, ma spesso al

posto del loro testo originale viene usata una parafrasi volgarizzata.

Codex Euricianus : 475 d.C., un' altra compilazione di origine Visigota, redatta sotto il re

Eurico, successore di Teodorico II, questa compilazione è opera di giuristi romani, ma fu

destinata solo ai Goti, il suo contenuto è costituito in prevalenza da diritto volgare romano

rielaborato con notevole originalità e non solo da materiale giuridico germanico, come si

potrebbe pensare. Il Codex Euricianus, oltre a servire come base per le successive codificazioni

visigote, influì anche sul diritto delle stirpi franche, burgunde, alemanne e bavare

svolgendo una importante funzione di mediatore tra il diritto volgare romano e il mondo

germanico del primo Medioevo.

Lex Romana Visigothorum : 506 d.C., detta anche Breviarum Alarici. Il re visigoto Alarico II,

poco prima della caduta del dominio visigotico nella Francia meridionale fece compilare e

pubblicare un codice per i suoi sudditi romani (la legge fu un tentativo di rafforzare in extremis

l' intesa con la popolazione romana e con la Chiesa cattolica che la rappresentava in vista di una

guerra con i Franchi il cui re era cattolico). Con un lavoro affrettato e approssimativo furono

disposte l' una dopo l' altra le fonti che erano allora piu' familiari alle scuole e ai tribunali della

Gallia meridionale: il Codice Teodosiano, in forma fortemente abbreviata, accanto alle

Novelle posteodosiane, un rifacimento in soli due libri delle Istituzioni di Gaio, che si

discostava in piu' punti dal testo originale, un estratto delle Sententiae di Paolo, alcune

costituzioni prese dai codici Gregoriano ed Ermogeniano, e da ultimo un unico breve

responso di Papiniano. Ad eccezione del rifacimento di Gaio, il testo del codice è

accompagnato da una Interpretatio che fornisce ora un sommario del contenuto, ora una

dettagliata parafrasi del testo, e contiene anche dei richiami (che in parte si riferiscono a fonti non

accolte nel codice: da ciò si può desumere che l' Interpretatio non fu composta direttamente dai

compilatori visigoti, ma fu estratta da un' opera privata piu' antica (scritta al piu' tardi subito dopo

la metà del V Sec. d.C.) che è possibile fosse stata usata già per la redazione dell' Edictum

Theoderici). Nonostante la Lex Romana Visigothorum fosse rozza ed inadeguata come opera

legislativa, essa svolse una funzione di notevole importanza nella storia giuridica dell'

Europa sudoccidentale durante il Medioevo. Nella Spagna visigotica costituì insieme al Codex

Euricianus una delle basi del codice promulgato intorno alla metà del VII Sec. d.C. dal re

Recesvindo, destinato tanto ai Romani quanto ai Goti. Nella Francia meridionale essa

sopravvisse allo stesso dominio visigotico (si estese, anzi, al territorio dei Burgundi e alla Provenza)

rimanendo in vigore per circa mezzo millennio fin quando non fu soppiantata nel XIII Sec. d.C.

dalla codificazione di Giustiniano che vi si diffuse dall' Italia.

Lex Romana Burgundiorum : Questo codice risale probabilmente al regno burgundo di

Gundobado morto nel 516 d.C., alla base del codice fu lo stesso gruppo di opere utilizzate per la

Lex Romana Visigothorum (i codici Gregoriano, Ermogeniano e Teodosiano, le Sententiae di Paolo

e le Istituzioni di Gaio), a differenza del codice visigoto qui le fonti sono fuse in un testo unitario

che si allontana dai suoi modelli e si basa spesso su Interpretationes uguali o molto vicine a

quelle che accompagnano il testo della legge romano-visigotica. Il codice burgundico è

fortemente impregnato di diritto volgare e oltre a non aver avuto significato rilevante per la

storia giuridica del Medioevo, ci offre molto poco per la conoscenza del diritto romano anteriore.

Giustiniano : 527-565 d.C.

528 d.C. 13 Febbraio : Giustiniano, con la costituzione Haec, nominò una commissione di dieci

membri, tutti alti funzionari dell' amministrazione centrale tra i quali Triboniano e Teofilo

(professore della Scuola di Costantinopoli nonchè membro del consiglio imperiale). Egli affidò loro

l' incarico di comporre sulla base dei codici Gregoriano, Ermogeniano e Teodosiano e delle

costituzioni promulgate successivamente una nuova raccolta di leggi imperiali; le leggi

sorpassate dovevano essere escluse, le contraddizioni eliminate e i testi ridotti al loro contenuto

praticamente rilevante. L' opera fu condotta a termine in un anno e il 7 Aprile del 529 fu pubblicata

con la costituzione Summa entrando in vigore il 16 Aprile. Le altre leggi imperiali che non erano

state incluse persero validità da quel giorno. Il Codex Iustinianus del 529 rimase in vigore per

pochi anni poichè se ne fece una nuova redazione nel corso del lavoro di codificazione. Triboniano,

in questi anni magister officiorum (sovrintendente alle cancellerie imperiali), fece parte della

commissione che aveva preparato il Codex del 529, ma come semplice membro di essa e non

come suo capo; in questo lavoro, però, egli si distinse a tal punto, che gli fu conferita la carica di

ministro della giustizia (Quaestor sacri Palatii) e gli fu affidata da allora in poi la direzione dell'

opera codificatoria.

530 d.C. 15 Dicembre : La costituzione Deo auctore dette il via per una raccolta in grande stile del

diritto giurisprudenziale. Triboniano ottenne la presidenza e i pieni poteri nella scelta dei

collaboratori. Egli chiamò a partecipare all' opera il magister officiorum Costantino, che a

quell' epoca era anche ministro del tesoro, quattro professori, due della Scuola di Berito e

due di quella di Costantinopoli, e undici avvocati del tribunale del praefectus praetorio

Orientis. La gigantesca impresa che doveva in origine occupare dieci anni procedette così

speditamente che il risultato (il Digesto) potè essere pubblicato dopo appena tre anni con la

Constitutio Tanta.

Institutiones : Con la costitutio Imperatoriam del 21 Novembre 533 era stato portato a termine e

pubblicato un manuale ufficiale destinato all' insegnamento del diritto. Esso era tratto dalle

Istituzioni di Gaio e da altre opere elementari classiche e post-classiche e come queste era

chiamato. La suprema direzione dei lavori fu affidata a Triboniano, mentre i suoi autori furono i

due professori di diritto Teofilo e Doroteo, al pari delle Istituzioni di Gaio il nuovo testo ufficiale

si divideva in quattro libri, che però, diversamente dall' opera gaiana, erano suddivisi in titoli.

Sebbene fosse destinata all' insegnamento del diritto, quest' opera ebbe efficacia legislativa a

partire dallo stesso giorno del Digesto. [Accanto ai brani copiati piu' o meno letteralmente

dagli originali classici e postclassici, le Istituzioni contengono aggiunte del legislatore]

Digesta : Nome dell' opera codificatoria (che prende esempio dalle grandi opere casistiche del medio

periodo classico); Il secondo nome del Digesto fu Pandectae (dal greco raccogliere tutto).

Diviso in 50 libri a loro volta suddivisi in titoli, esso entrò in vigore il 30 Dicembre del 533 d.C.:

da questo giorno in avanti gli originali dei giuristi classici e le opere elementari

postclassiche scomparvero sia dall' insegnamento che dalla prassi giudiziaria dell' Impero

d' Oriente. Il Digesto è la fonte principale delle nostre conoscenze sul periodo classico, il

legislatore giustinianeo ha raccolto perfino alcuni frammenti dei giuristi repubblicani, da Q. Mucio

Scevola in poi; così il Digesto ci offre una sezione longitudinale di tutto lo sviluppo della

giurisprudenza romana sino alla fine del periodo classico. Un elenco degli scritti giuridici utilizzati

dai compilatori cita piu' di 200 opere; lo stesso Giustiniano riferisce d' altronde che si dovette

lavorare su circa 2000 libri (nel senso della antica ripartizione in libri), con piu' di tre milioni di

righe. L'ipotesi piu' attendibile sul metodo di lavoro dei compilatori ci è stata fornita nel 1820 da

Friedrich Bluhme: all' interno di ciascun titolo del Digesto i brani tratti da determinati gruppi di

opere giurisprudenziali classiche figurano solitamente l' uno accanto all' altro; il nucleo di un primo

gruppo è formato dai commentari allo ius civile degli autori tardo classici, i libri ad Sabinum

di Paolo e Ulpiano: perciò questo gruppo viene chiamato "massa sabiniana". Un secondo

gruppo di escerti, la cosiddetta "massa edittale" è incentrato sui commentari ad Edictum dei

giuristi medio e tardo classici, e un terzo sulle raccolte di responsa e di quaestiones di

Papiniano, Paolo e Ulpiano: quest' ultimo è chiamato "massa papinianea" perchè in esso i

frammenti di Papiniano sono di regola collocati al primo posto. Infine in alcuni titoli del Digesto

figura un quarto piu' piccolo gruppo di frammenti tratti da opere di carattere vario: la

cosiddetta "appendice". Queste osservazioni indussero Bluhme a ipotizzare che la commissione

del Digesto fosse divisa in tre sottocommissioni, incaricate di attendere ciascuna ad una

determinata parte della letteratura giuridica classica, cioè ad una delle tre masse principali e

che alla fine le masse di escerti fossero state disposte non ad intarsio, ma una dietro l' altra. L'

appendice si compone di un certo numero di opere giurisprudenziali che, ritrovate nel corso del

lavoro di compilazione, vennero escerpite solo in un secondo tempo. Basandosi su queste

osservazioni, due studiosi inglesi (Honorè e Rodger) hanno tentato di far luce sul procedimento

seguito dalle tre sottocommissioni nell' elaborare le masse loro rispettivamente assegnate, la loro

ipotesi è la seguente: la parte principale del lavoro fu sbrigata da 6 dei 17 componenti la

commissione compilatrice del Digesto, cioè dallo stesso Triboniano, dal magister officiorum

Costantino e dai quattro professori di diritto; questi divisi in coppie, formarono le tre

sottocommissioni, mentre gli undici avvocati venivano chiamati qui o lì secondo la necessità,

specialmente quando c'erano da escerpire opere che contenendo in gran parte lo stesso materiale,

era piu' opportuno leggere contemporaneamente in piu' persone, confrontandole

costantemente tra loro. Per far sì che il lavoro procedesse con lo stesso ritmo, le opere da

escerpire in ciascuna sottocommissione furono divise in gruppi e, all' interno di ogni gruppo

divise in egual numero di libri tra i due commissari. Ciascuno di loro attendeva per conto

proprio al suo compito, sembra anzi che entro certi limiti ognuno potesse a propria

discrezione decidere cosa escerpire e cosa tralasciare. Se i risultati di questa indagine sono

esatti cade il fondamento della tesi secondo la quale prima della codificazione giustinianea doveva

esistere un "predigesto" (una o piu' opere in cui sarebbe stato già riunito in modo piu' o meno

completo il materiale dei Digesta. Mentre agli inizi si tendeva ad attribuire tutte le contraddizioni, le

oscurità e le asperità che si venivano scoprendo nel Digesto a interventi della commissione

giustinianea, oggi si pensa, invece, che gli scritti dei giuristi classici siano pervenuti a questa

commissione in una forma già alterata da omissioni, aggiunte, parafrasi, cioè appunto come ci

appaiono in quei pochi frammenti di opere tardo-classiche che ci sono stati tramandati, al di

fuori della codificazione giustinianea, dalle collezioni private degli inizi del IV Sec.d.C.

(Fragmenta Vaticana, Collatio legum Mosaicarum et Romanarum). Dal canto loro i

compilatori di Giustiniano hanno contribuito alla trasformazione dei testi classici molto piu' con

abbreviazioni che non con aggiunte di carattere innovativo. Inoltre talora si è preteso troppo

dallo stile e dalla correttezza grammaticale dei testi classici: non è lecito figurarsi i classici ,e

soprattutto i tardo-classici, come dei puristi arcaizzanti, essi erano uomini del loro tempo che

adoperavano i vocaboli in uso e certamente non erano molto scrupolosi nell' evitare tutte le license e

le improprietà grammaticali e stilistiche diffuse.

Codex repetitae praelectionis : Il 16 Novembre del 534 fu pubblicato, portato a termine da

Triboniano, dal professore di Berito Doroteo e da tre avvocati, il rifacimento del Codex del

529 che adesso era rifuso con la raccolta di numerose costituzioni riformatrici, Quinquaginta

decisiones (estate 530), ed era stato adattato al nuovo stato del diritto. Il Codice, che entrò in

vigore il 29 Dicembre 534, si divide in dodici libri a loro volta divisi in titoli (ciascun titolo tratta

una determinata materia giuridica e reca le relative costituzioni in ordine cronologico: la

costituzione piu' antica risale ad Adriano, mentre le piu' recenti sono del 534). [Anche nel Codex

vi sono interpolazioni. Qui Giustiniano ha interpolato addirittura le proprie costituzioni, per

adattarle ai progressi della sua legislazione]

*Codice, Digesto e Istituzioni, pur mancando di un titolo comune (Corpus iuris civilis o

Corpus iuris Iustiniani risalgono all' età moderna ed appare per la prima volta come titolo di una

edizione completa della codificazione giustinianea nel 1583 con l' edizione di Dionisio

Gotofredo), costituivano, nelle intenzioni del legislatore, una codificazione unitaria. In essa non

avrebbero dovuto trovarsi oscurità o contraddizioni. Nessuno, forse, si è illuso mai della perfezione

della propria opera quanto Giustiniano e i suoi compilatori (compilare=saccheggiare, per la

codificazione "saccheggiarono" le opere dei classici e le costituzioni). Data la natura casistica e l'

enorme mole del materiale rielaborato, e la rapidità con la quale la gigantesca impresa fu condotta a

termine, non potevano mancare numerosi difetti, nonostante gli interventi dell' Imperatore miranti a

riformare secondo un piano preciso. Dovunque la codificazione di Giustiniano ha avuto valore di


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flaviael

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DESCRIZIONE APPUNTO

Appunti di storia cronologica del diritto romano, con nozioni su: l’età delle grandi conquiste (amministrazione della giustizia, le modifiche apportate dall’imperatore Augusto all’ordinamento repubblicano, la riforma giudiziaria di Augusto), l’estensione della cittadinanza romana a tutto l’impero ad opera di Caracalla, l’epoca tardo-romana (costituzione Haec, legislazione di Giustiniano).


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza
SSD:
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher flaviael di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia del diritto Romano e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Crifò Giuliano.

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