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Diritto romano - le fonti del diritto nel periodo post-classico e giustinianeo Appunti scolastici Premium

Appunti per l'esame di Diritto romano del professor Vacca sulle fonti del diritto nel periodo post-classico e giustinianeo. Gli argomenti trattati sono i seguenti: Diocleziano, Costantino, il settore giuridico, Giustiniano, il Codex, Cost Tanta.

Esame di Diritto Romano docente Prof. L. Vacca

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uno avrebbe dovuto raccogliere le cost imperiali con carattere generale emanate da Costantino in

poi;

il secondo avrebbe dovuto contenere tutto il diritto vigente, ivi compresi i rescripti e i pareri dei

giuristi classici e preclassici.

Il progetto era troppo ambizioso; i tempi troppo stretti. Venne portato ad ultimazione solo il primo

codice; chiamato il codice Teodosiano.

A Teodosiano seguì Giustiniano….

Giustiniano, divenuto imperatore nel 527 dC è passato alla storia per due motivi:

la compilazione giustinianea (Corpus Juris Civilis: nome però dato dai giuristi medievali, e non da

lui, alla sua compilazione) e per riconquistato, anche se per breve tempo, i territori romani occupati

dai barbari.

Nel 528dC, emana una costituzione programmatica nominando una commissione di giuristi

capeggiati da Triboniano e li incarica di raccogliere tutte le costituzioni in vigore traendole solo dai

codici gregoriano, ermogeniano e teodosiano. Tale cost programmatica prende il nome di “Haec

que necessario est”.

I compilatore sono particolarmente rapidi e completano questo lavoro in solo un anno.

Subito dopo Giustiniano ordina la creazione di una “raccolta di 50 decisioni” cioè una raccolta dei

50 principi di diritto maggiormente in uso nella prassi.

Viene deciso di realizzare il Corpus Juris Civilis. Il corpus juris civilis si divide in tre parti:

Digesto (opere dei giuristi dell’età repuppliana e del principato)

Istituzioni (manuale di diritto romano)

codice (raccolta di cost imperiali a partire dal III sec fino a Giustiniano)

Nel 530 emana la costituzione De Auctore con la quale definisce le linee programmatiche per la

redazione del Digesto e contemporaneamente ne affida il compito a 16 giuristi, guidati da

Triboniano.

In teoria, per volontà espressa di Giustiniano, Triboniano si sarebbe dovuto servire unicamente

delle opere di giuristi del passato che erano stati investiti dello jus respondendi ex autori tate

principis; in realtà, Triboniano, è ricorso anche a giuristi dell’età Repubblicana quindi

necessariamente non investiti di quell’ufficio che sappiamo essere stato introdotto col principato e

non prima.

Giustiniano attribuisce alla commissione la più ampia libertà di modificare i testi dei giuristi al fine di

armonizzare quanto più possibile i contenuti dei Digesto con la realtà della Roma di allora. E da qui

il fraintendimento dei pandettisti nel 1800.

Nel 533, con la Cost Tanta (nome greco Dedoken) viene attribuita efficacia normativa al Digesto

che entra in vigore. Per la sua compilazione, i giuristi di cui più si è servito Triboniano sono stati

Paolo ed Ulpiano.

Attenzione ai numeri; quando troviamo scritto: D 1.2.2.5. significa Digesto, libro primo, titolo

secondo, frammento secondo, paragrafo quinto del frammento.

Ma come ha fatto quella commissione a fare tutto quel lavoro in così pochi anni? In proposito

esistono due teorie: la teoria dei pre­digesti, secondo la quale, sotto Giustiniano, già esistevano

delle raccolte simili al Digesto e pertanto la commissione non avrebbe fatto altro che raccoglierle;

la teoria delle masse in base alla quale i commissari si sarebbero divisi i compiti, occupandosi di

tre categoria dividendosi in tre gruppi: d. civile, d. pretorio e d. casistico. In effetti questa è la

struttura del Digesto.

Quando si parla di DIGESTO si parla spesso del problema della interpolazione: la tendenza dei

suoi compilatori ad adeguare i testi dei giuristi utilizzati in modo da adattare il loro pensiero alla

realtà dell’Impero giustinianeo. Ma in realtà essi si limitarono solo a chiamare con i nomi dell’epoca

i vecchi istituti. Es la mancipatio (una forma di compravendita) non esisteva più sotto Giustinano;

essa venne alora chiamata traditio.

LE ISTITUZIONI

Pubblicate nel 533 senza una specifica costituzione.

Si tratta di una sorta di manuale di d romano che viene pensato per iniziare i giovani agli studi

giuridici.

Essa ricalca la struttura delle Istituzioni di Gaio

La Cost Tanta le rende il manuale obbligatorio da adottare per gli studiosi del diritto.

IL CODEX

Pubblicato nel 534. Raccoglieva le costituzioni emanate dal 529 al 534 e quelle precedenti al 529.

Diviso in 12 libri.


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nadia_87

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze dei servizi giuridici
SSD:
A.A.: 2012-2013

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher nadia_87 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto Romano e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Roma Tre - Uniroma3 o del prof Vacca Letizia.

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