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Il processo delle legis actiones ed il procedo formulare hanno tratti in comune: in entrambi c’è la

bipartizione della fase in iure ed in udici o e in entrambi vi è la litis contestatio, nelle legis actiones

era presente in forma verbale mentre nel processo x formulas viene attestata.

C’è un problema che in diritto romano viene chiamato PLURIS PETITIO, cioè chiedere di più, e

si ha quando l’A. nell’Intentio presenta in modo diverso da com’è nella realtà il proprio diritto o

l’obbligo del C.In questo caso se l’A. commette Pluris Petitio consuma l’azione e il C. viene

assolto. Cioè in caso di Pluris Petitio si aveva a carico dell’A. il CAUSA CADERE: egli perdeva la

lite, perché l’Intentio non corrispondeva alla reale situazione di fatto, e non poteva più riproporre

l’azione, in seguito all’effetto estintivo della litis contestatio..

Ci sono 4 tipi di PLURIS PETITIO:

1- PLURIS PETITIO RE: vuol dire chiedere oggettivamente di più. L’A.chiede di più.;

2- PLURIS PETITIO LOCO: si ha quando l’A. chiede l’adempimento in un luogo diverso da

quello consueto, più scomodo x il C.;

3- PLURIS PETITIO TEMPORE: si ha quando l’A.chiede l’adempimento prima del termine

stabilito o in assenza di termini stabiliti, quindi secondo una modalità temporale più

scomoda x il C.;

4- PLURIS PETITIO CAUSA: si ha un tipo particolare di obbligazioni generiche e

alternative. Quelle GENERICHE sono quelle che hanno x oggetto un genus, un insieme di

cose dello stesso genere e il C. deve scegliere tra queste. Si commette la Pluris Petitio Causa

se l’A. obbliga il C. a scegliere. Quelle ALTERNATIVE sono quelle che danno

un’alternativa al C. Adempiere con la prestazione A piuttosto che con la B. Il C. dovrebbe

avere la libera scelta che però l’A. non rispetta perché sceglie lui stesso una delle 2

prestazioni.

Con la decadenza del processo formulare e dell’effetto estintivo della litis contestatio, scompare

anche l’istituto della pluris petitio.

I MEZZI AUSILIARI DEL PROCESSO FORMULARE:

Verso la fine del III sec. a.C., gli interventi del pretore nella Iurisdictio urbana avvengono mediante

quelli che sono comunemente chiamati i MEZZI AUSILIARI DEL PROCESSO PRETORIO, tutti

fondati sull’imperium:

1- INTERDICTA; (vietare una cosa)

2- STIPULATIONES PRAETORIAE; (stipulazioni-contratti pretori)

3- RESTITUTIONES IN INTEGRUM; (rendere l’intero)

4- MISSIONES IN POSSESSIONEM. (libertà di dominio)

1- L’INTERDICTUM è un ordine del pretore, che ingiunge ad un soggetto di tenere un certo

contegno, emesso su richiesta di altro soggetto interessato a tale comportamento.

Degli Interdetti, i giuristi Romani facevano una tripartizione in base al contenuto dell’ordine,

distinguendo quelli:

• RESTITUTORI;

• ESIBITORI;

• PROIBITORI.

Con l’Interdictum RESTITUTORIUM si ordinava di restituire all’istante il possesso o la

detenzione di una cosa o,comunque, di ripristinare una situazione di fatto precedente;

Con L’interdictum EXHIBITORIUM si ingiungeva di procedere alla presentazione In Iure di

persone o di cose;

Con L’Interdictum PROHIBITORIUM, si ingiungeva di astenersi dal compiere qualcosa,

soprattutto da un comportamento violento tenuto per raggiungere un certo risultato.

In alcuni casi di Interdetti Proibitori il magistrato rivolgeva l’ordine ad entrambe le parti: si trattava

dei c.d. INTERDICTA DUPLICIA.

Se il destinatario non eseguiva l’ordine ricevuto e non chiedeva, ove possibile, la Formula

Arbitraria, l’A. poteva ricorrere al procedimento PER SPONSIONEM, dopo aver convocato il C.

dinanzi al magistrato. Tale procedura prevedeva una SPONSIO ed una RESTIPULATIO: la

promessa di una somma di denaro da parte del C. a favore dell’A x il caso in cui fosse stato violato

un ordine legittimo del pretore, e dell’A. a favore del C. x il caso contrario.

2- Nelle STIPULATIONES PRAETORIAE un soggetto chiede al magistrato di costringere un

altro soggetto ad assumersi, mediante Stipulatio, un’obbligazione il cui contenuto era

predeterminato dal pretore nell’editto.. Alcune volte è sufficiente la semplice promessa del soggetto

obbligato (REPROMISSIO), ma il più delle volte la STIPULATIO PRAETORIA assume la forma

della SATISDATIO, in cui alla promessa dell’interessato accedono garanti (SPONSORES).

3- Con il termine RESTITUTIO IN INTEGRUM si indica il risultato di un provvedimento del

pretore che si risolve praticamente in una DATIO ACTIONIS. Il magistrato effettua un’IN

INTEGRUM RESTITUTIO, quando egli esercita la Iurisdictio come seun determinato fatto

giuridico,che ha prodotto l’estinzione di un diritto soggettivo, non fosse avvenuto.

La Restituito in Integrum può essere presa nei confronti di atti giuridici viziati, ma viene concessa

anche contro fattti giuridici in senso stretto estintivi di diritti soggettivi, come la Capitis Deminutio

Minima.

La concessione della rstitutio in integrum si identifica con la concessione di una Formula Ficticia, in

cui si impone al giudice di non tener conto del fatto che, per il ius civile, avrebbe estinto il diritto su

cui si fonda l’azione proposta dall’istante.

5- Le MISSIONES IN POSSESSIONEM ed IN BONA consistevano in un atto, fondato

sull’Imperium del magistrato, che immetteva l’istante nel possesso di singole cose

(missiones in possessionem) o nell’universalità dei beni (missiones in bona).

PROCESSO APUD IUDICEM E LA SENTENZA

La fase APUD IUDICEM appare meno disciplinata di quella In Iure, essa attirava di neo

l’attenzione del giurista.

La Lex Iulia fissava i termini precisi entro cui il processo doveva essere portato a compimento

altrimenti si estingueva: 18 mesi dalla litis contestatio x i Iucia Legittima, oppure l’anno di carica

del magistrato in quelli Imperio Continentia.

Nella fase Apud Iudicem sorgeva la necessità di modificare il Iudicium: 1- nel caso di morte di una

delle 2 parti sostanziali o formali, come il COGNITOR (garante, avvocato) e il PROCURATOR

(amministratore, procuratore), il che avviene con la TRASLATIO IUDICII (trasporto tribunali).;

2- in seguito alla morte o alla sopravvenuta incapacità del giuidice, e si ha la MUTATIO IUDICIS

(scambio giudice). Dovendosi intervenire sulla formula, è necessaria la cooperazione delle parti e

del magistrato, quindi occorre una nuova comparizione in iure, ed un nuovo decreto del pretore che

approva il Iudicium con le modificazioni che si sono rese necessarie, ma non occorre un anuova litis

contestatio. Anche nella procedura formulare l’assenza ingiustificata di una delle parti nella fase In

Sudicio produce l’automatica soccombenza dell’assente, in quanto la trattazione delle causa può

essere effettuata soltanto in presenza di entrambi i contendenti. Il giudice decideva la controversia

secondo il proprio discrezionale parere. Il contenuto ed i presupposti della sentenza di condanna

erano predeterminata nella formula. A prescindere dall’Adiudicatio nei giudizi divisori e dalla

sentenza dei Preiudicia, la condanna aveva ad oggetto solo una somma di denaro. Qualsiasi diritto

avesse versato e consumato nell’azione, l’A. ne otteneva soltanto l’equivalente in denaro.

La sentenza del giudice privato non era soggetta, nell’ambito del processo formulare, ad

impugnazione. Quindi la sentenza o era efficace o nulla: il C. condannato ne poteva far valere la

nullità in sede di Actio Iudicati.

In qualsiasi sistema processuale viene garantita la definitività dell’esito del processo, mediante la

preclusione processuale, collegata alla litis contestatio: essendosi definitivamente estinta l’azione,

sul diritto fatto valere in giudizio non può più istaurarsi un ulteriore processo, indipendentemente

dal contenuto della sentenza.

PROCESSO ESECUTIVO

Nelle Legis Actiones , l’esecuzione della sentenza avveniva mediante la MANUS INIECTIO, una

forma di esecuzione essenzialmente personale.

L’Obbligatio Iudicati nascente dalla sentenza di condanna veniva fatta valere mediante L’Actio

Iudicati, che anche se diretta ad aprire il processo esecutivo, era introdotta allo stesso modo di

qualsiasi altra actio: dopo l’In ius Vocatio e la comparizione In Iure, se il C. contestava il

fondamento dell’azione, aveva luogo la litis contestatio sull’actio iuidcati, altrimenti si apriva la via

al processo esecutivo. Sull’esecuzione personale dopo la Lex Iulia siamo poco informati, essa si

fondava ancora su un’Addictio, che non portava più ovviamente alla riduzione in schiavitù o alla

messa a morte dell’Addictus (debitore).

L’esecuzione personale aveva quindi lo scopo di esercitare una coazione indiretta sul debitore, e

soprattutto sugli amici e parenti, perché venisse adempiuta l’Obbligatio Iudicati.. Quanto alla

possibilità di riscattarsi mediante la prestazione del proprio lavoro, il debitore non ne era obbligato.

L’esecuzione era prevalentemente patrimoniale e generale poiché per qualsiasi credito si

procedesse, il debitore perdeva tutto il suo patrimonio. Bisogna quindi mettere al corrente tutti i

creditori e x far ciò serviva la pubblicità che il pretore imponeva mediante avvisi esposti in pubblico

(PROSCRIPTIONES) che dovevano durare 30 giorni, se si procedeva contro un soggetto vivente,

15 giorni se sottoposti ad esecuzione erano i beni di un defunto.

Durante il termine x la Proscriptio potevano intervenire nuovi creditori. Scaduto il termine x la

Proscriptio, e continuando l’insolvenza, i creditori eleggevano un MAGISTER BONORUM che

amministrava i beni soggetti ad esecuzione e preparava la LEX BONORUM VENDUNDORUM,

in cui veniva descritto l’attivo ed il passivo dell’esecuzione e si fissavano le condizioni x la vendita

in blocco del patrimonio del debitore.

Dopo l’approvazione del pretore, il Magister procedeva alla vendita in blocco dei beni al

BONORUM EMPTOR, in base alla miglior offerta: il prezzo però non consisteva in una somma

di denaro, ma nella percentuale sui crediti che i singoli offerenti si erano dichiarati disposti a

pagare.

Inoltre, una particolare forma di esecuzione è la BONORUM DISTRACTIO, applicata contro

l’incapace sprovvisto di rappresentante legale ed ove si procedesse nei confronti di un’appartenente

alla classe senatoria. In entrambi i casi viene nominato un CURATORI BONORUM che procede

alla vendita dei singoli beni del debitore x poter soddisfare col ricavato i creditori, viene così evitata

l’infamia e, tacitati tutti i creditori, quanto resta del patrimonio è restituito alla persona sottoposta ad

esecuzione.

Il debitore caduto senza sua colpa in insolvenza può evitare l’esecuzione personale e l’infamia

conseguente a quella patrimoniale ricorrendo alla CESSIO BONORUM, con cui cede tutti i suoi

beni ai creditori mediante una dichiarazione fatta al magistrato, che successivamente immette i

creditori stessi nel patrimonio così ceduto.

PROCESSO EXTRA-ORDINEM.

Scomparsa fase In Iure ed In Iudicio. Il processo si svolge x l’intero dinanzi ad un organo dello

stato, un funzionario imperiale o magistrati del cursus honorum repubblicano, che assumono nuove

funzioni nel mutato assetto istituzionale dello Stato. Ciò influisce sulla natura della sentenza, che

non è più il parere del giudice, a cui conferiscono efficacia la volontà delle parti e del magistrato.

Nel passato si è molto discusso sull’origine della COGNITIO. Essa si incentra sulla figura del

Princeps. Processi Cognitori si hanno sia nella prassi metropolitana sia in quella Provinciale. Nella

Prima, le Cognitiones iniziano con Augusto, fondandosi in questo periodo sull’Imperium che

attribuiva ad Augusto un potere che gli spettava senza limiti territoriali. Augusto poteva organizzare

processi indipendentemente dal diritto civile, come aveva fatto a suo tempo il pretore nella

iurisdictio peregrina e urbana, anche se nel mutato clima le forme ne sarebbero state diverse.

A partire dal III sec d.C. le Cognitiones vengono introdotte come istanze di 1°grado x proteggere

situazioni nel sistema dell’ordo non trovavano tutela o ne avevano una inadeguata.

Esse venivano affidate a magistrati del sistema repubblicano come i PRAEFECTI AERARII od il

PRAEFECTUS URBI.

PRAEFECTII AERARII: erano deputi alla gestione della cassa pubblica

Sempre nelle forma della Cognitio sono possibili processi fra l’amministrazione pubblica ed i

privati per rapporti di carattere patrimoniale: ad es., per i CADUCA (beni vacanti,appartenenti ad

un patrimonio ereditario,non attribuiti in successione all’erede o al legatario incapace), devoluti

all’erario e poi al fisco, e x i BONA EREPTORIA., devoluti al fisco, con la rispettiva competenza

dei PRAFECTI AERARII e del PRETOR FISCALIS..

E’invece più generica la competenza, ampia anche materia civile, del PRAEFECTUS URBI; più

specifiche e modeste quelle del PRAEFECTUS ANNONAE e VIGILUM, alti funzionari

imperiali rispettivamente a capo dell’approvvigionamento di Rm e della sicurezza pubblica con

riguardo soprattutto agli incendi.

Diverse sono le vicende nella Prassi Provinciale. Nella Repubblica il governatore provinciale

procedeva x le controversie che riguardavano cittadini romani in forme che riproducevano quelle

del processo formulare. Pur tenendo presente la pluralità delle cognitiones, è possibile individuare

un regime di fondo comune alle stesse, in vari aspetti che rappresentano differenze essenziali nei

confronti dell’ordo. Una prima si ha x la citazione del C. ed è molto importante la partecipazione

dell’autorità pubblica.

Nella Cognitio si conoscono 2 forme di citazione del C.: L’EVOCATIO e la DENUNTIATIO:

- l’EVOCATIO: è una citazione pubblica, il C. era invitato a presentarsi a mezzo di un’intimazione

dell’autorità giudiziaria sollecitata dall’A. Secondo l’opinione diffusa essa avviene in 3 forme:

1- mediante una DENUNTIATIO pubblica, ovvero LITTERIS od EDICTIS.

L’Evocatio Litteris serviva x convocare dinanzi al giudice una persona residente in una città diversa

da quella in cui doveva comparire: il giudice competente inviava una missiva(lettera)al magistrato

della città di residenza, perché procedesse alla convocazione.

L’Evocatio Edictis era invece x pubblici proclami, era usata nel caso di citazione del C.irreperibile,

allo scopo di insaturare la procedura contumaciale. La cognitio conosce il processo in contumacia

del C.quando quest’ultimo pur citato, non compaia.

-la DENUNTIATIO è la più diffusa e consiste in un atto di parte comunicato al C., in cui si

espongono i fatti di causa ed è contenuto l’invito a comparire dinanzi al giudice competente.

Nelle fonti si allude anche ad una Denuntiatio orale, di cui si redigeva un processo verbale nella

forma della TESTATIO, ancora una forma citazione privata, ma sembra raramente usata.

La Denuntiatio è in genere un atto scritto, predisposto dalla parte, notificato al C. ad opera della

pubblica autorità. La mancata comparizione del C., la sua contumacia (originariamente

disobbedienza all’ordine della pubblica autorità) produceva in un primo momento la perdita

automatica del processo, come nelle fase in sudicio delle legis actions e del processo formulare.

L’assenza dell’A.comportava soltanto l’inefficacia della citazione effettuata e la necessità di

procedere ad una nuova citazione x altra udienza.

Il giudice della Cognitio era competente x tutta la procedura, ma non era tenuto a definire

personalmente il processo, in quanto, almeno nelle giurisdizioni più alte, poteva delegare ad un

IUDEX DATUS, o PEDANEUS, sia l’intero giudizio, sia parte di esso. Inoltre nelle Cognitio

classica esisteva ancora un momento denominato Litis Contestatio identificata probabilmente con

quello in cui le parti fissano le reciproche posizioni sull’oggetto della controversia. La sentenza

della cognitio è appellabile.

L’APPELLO sorge già all’epoca di Augusto. L’appello si sviluppa da un tipo di ricorso che si

potrebbe definire gerarchico (con l’appello si chiedeva all’istanza superiore di procedere ad un

nuovo giudizio sulla controversia, senza indicare specifici motivi di doglianza).

L’appello doveva essere presentato in termini brevissimi, dalla parte soccombente al giudice che

aveva emesso la sentenza. Quest’ultimo aveva il potere di accogliere o di respingere l’appello

stesso, x vizi di forma o di sostanza come nel caso di appelli manifestamente dilatori.

Nella cognitio si sviluppa un tipo di esecuzione:

IL PIGNUS N CAUSA IUDICATI CAPTUM. In esso il magistrato o il funzionario che aveva

emanato la sentenza procedeva mediante i suoi APPARITORES all’apprensione di singole cose del

debitore (mobili ed immobili), vendute tali cose all’asta pubblica, col ricavato della vendita si

soddisfaceva il creditore od i creditori, mentre l’eventuale supero della somma ricavata rispetto ai

crediti da soddisfare era rimesso -insieme alle cose pignorate, ma non venute- al debitore sottoposto

ad esecuzione.

PROCESSO POSTCLASSICO E GIUSTINIANEO.

Il processo postclassico come processo scritto sarebbe stato alla base del processo c.d.romano-

canonico dell’età di mezzo, influenzando così le forme del processo civile dell’età moderna.

Il giudice ordinario x i processi di 1°grado è il governatore della provincia. Solo eccezionalmente la

competenza di prima istanza spetta ai vicari che stanno a capo delle diocesi ed ai PREFECTI

PRAETORIO, che stanno alla base delle 4 prefetture in cui si divide l’impero e che giudicano al

posto dell’imperatore (VICE SACRA).

Le forme della citazione del C. variano fra il processo del IV sec. e della prima metà del V sec. d.C.

Agli inizi de IV sec.la citazione avviene nella forma della litis denuntiatio,una citazione scritta

proveniente dall’A. che era un atto privato notificato in forma pubblica su autorizzazione del

giudice adito. Il C. risponde con i CONTRADICTORI LIBELLI. Dal giorno della notifica

decorre un termine di 4 mesi entro il quale, x non incorrere nella contumacia, le parti debbono

comparire dinanzi al giudice di prima istanza, normalmente il governatore provinciale. A questa

forma si sostituirà verso la metà del V sec.d.C. il LIBELLUS CONVENTIONIS, in cui l’A. non si

rivolgeva più direttamente al C., ma inoltra un ricorso al giudice competente, POSTULATIO

SIMPLEX, con cui chiede la Conventio del C. Se non respinge il ricorso, il giudice ordina la

citazione del C, che diviene un atto esclusivamente pubblico, sebbene compiuto a richiesta di un

privato.

Il termine x la comparizione del C. è fissato dal giudice stesso e sembra essere stato più breve di

quello massimo previsto x la comparizione delle parti nella litis denuntiatio.

La possibilità della procedura in contumacia è ancora subordinata all’effettuazione della triplice

citazione del C.in via ordinaria a cui segue la notifica contumaciale. Anche qui è dubbio se la

contumacia del C.stesso portasse al’automatica perdita del processo o se si svolgesse un giudizio in

sua assenza e l’A fosse tenuto a provare le sue pretese.

Il processo si svolge x l’intero dinanzi al giudice competente, attraverso il principio dispositivo,

secondo il quale il giudice deve decidere sulla base del materiale sottopostogli dalle parti.

Tale potere può esplicarsi nell’interrogatorio delle parti, nell’assunzione di informazioni d’ufficio,

nell’indicazione dei punti da provare e dei mezzi probatori più idonei.

La prova documentale assume un valore sempre maggiore nei confronti della prova testimoniale

anche sul piano di diritto. In questo periodo si afferma poi, definitivamente il trincio che la parte

soccombente deve rifondere alla parte vittoriosa il costo del processo, che diventa sempre più

gravoso: sia x le spese sostenute x la difesa, ormai praticata da professionisti che riscuotono

regolarmente un onorario, sia le tasse (sportules), pagate x accedere all’amministrazione dela

giustizia.

Nel periodo postclassico si viene definitivamente fissando il regime dell’APPELLO.

Il giudice supremo d’appello è l’imperatore, il quale consce nel proprio tribunale solo gli appelli

contro le sentenze di 1° e 2° grado. L’esecuzione patrimoniale si svolge normalmente sui singoli

beni appartenenti al debitore, nella forma del PIGNUS IN CAUSA IUDICATI CAPTUM, che non

subisce particolari modificazioni, ed anche nella quale è possibile il concorso dei creditori.

CONTRATTI CONSENSUALI :

Questi sono i più moderni ed i più simili ai nostri.

La loro caratteristica è che il CONSENSO può essere manifestato in qualunque modo, anche con

comportamenti concludenti, tacitamente. Essi sono 4:

1- COMPRAVENDITA;

2- LOCAZIONE;

3- MANDATO;

4- SOCIETA’.

1) La COMPRAVENDITA ha come funzione economico-sociale lo scambio di una cosa contro il

pagamento di un prezzo in denaro.E’ da qui che nascono le obbligazioni.

La prima grava sul venditore che ha l’obbligo di trasferire la materialità della cosa specifica e

definitiva. La seconda grava sul compratore che è tenuto a pagare al venditore la somma di denaro

pattuita.

Il Venditore ha il compito di accompagnare la consegna della cosa con un modo di trasferimento

dalla proprietà che è distinto dalla compravendita. Deve fare la Mancipatio, l’in iure cessio o la

Traditio. Ad es. se il venditore ha venduto un bue (res mancipi), se vuole trasferire la proprietà al

compratore deve fare la mancipatio. Quindi x trasferire la proprietà ci vuole un specifico negozio

distinto dalla compravendita.

Ci sono 2 eccezioni:

1- E’ una compravendita speciale: l’EMPTIO REI SPERATAE: cioè la compravendita di una

cosa sperata, che non esiste ancora in natura. Cioè è l’accordo di vendere o di comprare una cosa

futura, che essendo tale non si sà se verrà in essere.

Es..è il caso del PARTUS ANCILLAE, cioè la vendita del figlio della schiava quando ancora il

bimbo non sia nato e non si à se nascerà o meno.

L’obbligazione è sottoposta alla produzione della cosa sperata, se la cosa non si produce, quindi se

ad es. il figlio non nasca, l’obbligazione non nasce.

2- E’ l’EMPTIO SPEI, la compravendita della speranza, oggetto della compravendita è l’ALEA, il

rischio,la sorte. I 2 soggetti si accordano e stabiliscono un prezzo che la cosa venga in essere, ed il

prezzo è comunque dovuto, quindi l’obbligazione sorge ugualmente anche se la cosa non si

produce, non nasce. Ad.es: il padrone di un ristorante acquista del pesce prima ancora che gli venga

consegnato,ed anche se il pesce non gli verrà consegnato, perché ad.es il pescatore, che è il

venditore, non è riuscito a pescarlo, il proprietario del ristorante,il compratore deve comunque

pagare quanto pattuito.

Nella compravendita il prezzo è una somma di denaro, tesi sostenuta dai Proculiani, i Sabiniani

ritenevano invece che il prezzo potesse essere qualunque cosa. Ma tale tesi non prevale perché lo

scambio di una cosa contro altra cosa si trasforma in permuta, mentre la compravendita consiste

nello scambio di una cosa contro una somma di denaro. Il prezzo è una somma di denaro

determinata, PER RELATIONEM cioè x qualche fatto esterno alla compravendita.

Nell’età di Giustiniano, il prezzo può essere determinato dall’arbitrato di un terzo.

Es.: 2 persone si accordano x vendere o comprare e sarà poi un terzo a stabilire il prezzo.

Le obbligazioni ACCESSORIE del venditore sono:

- LA GARANZIA X L’EVIZIONE;

- LA GARANZIA X I VIZI OCCULTI.

LA GARANZIA X L’EVIZIONE si ha quando una persona viene privata della proprietà della

cosa.


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Moses

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in Giurisprudenza
SSD:
Docente: Sicari A.
Università: Bari - Uniba
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Moses di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto romano e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Bari - Uniba o del prof Sicari A..

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