Capitolo 1: L'ordinamento giuridico e il diritto costituzionale
Il complesso delle norme e delle istituzioni che disciplinano l'ordinato svolgimento della vita sociale e delle relazioni interpersonali costituisce l'ordinamento giuridico, e le singole regole rappresentano le norme giuridiche. Le norme giuridiche sono le singole regole precostituite da un corpo sociale e che disciplinano in astratto la condotta dei consociati. Il precetto è il comando con cui si impone un determinato comportamento, che può essere positivo o negativo; la sanzione è la reazione dell'ordinamento all'inottemperanza, all'inosservanza del precetto.
Le norme giuridiche prendono in considerazione alcuni eventi della vita di relazione umana e ricollegano al loro verificarsi o non verificarsi alcuni effetti determinati. Tali eventi sono i fatti giuridici; si distinguono in: fatti giuridici naturali, cioè che derivano da cause naturali, e fatti giuridici umani, cioè provocati dall'azione dell'uomo, fatti giuridici in senso stretto, non dipendono dalla sua volontà, e atti giuridici, dipendendo dalla sua volontà.
Le situazioni giuridiche soggettive si distinguono in: situazioni attive (o di vantaggio) e situazioni passive (o di svantaggio). Il diritto soggettivo è una situazione giuridica di vantaggio che la legge attribuisce ad un soggetto, riconoscendo determinate utilità in relazione ad un bene e la possibilità di tutelare questa posizione in modo diretto e immediato. Il diritto di proprietà o il diritto di credito rientrano, ad esempio, nella nozione di diritto soggettivo. L'interesse legittimo può sorgere nel caso in cui il cittadino e la pubblica amministrazione sono posti su due piani diversi, ed in particolare quest'ultima agisce come soggetto di diritto pubblico attraverso l'emanazione di un provvedimento amministrativo.
I soggetti del diritto
Le persone fisiche sono tutti gli individui, uomini o donne, adulti o minori, cittadini o stranieri, purché nati e viventi. Le persone giuridiche sono entità astratte cui l'ordinamento riconosce, sulla base di determinati requisiti, la personalità giuridica; si distinguono in varie categorie: associazioni e fondazioni, persone giuridiche pubbliche e private (le persone giuridiche pubbliche perseguono interessi generale, propri dello stato, le persone giuridiche private perseguono fini che non sono di carattere generale).
La capacità giuridica è l'attitudine del soggetto ad essere titolare di diritti e di doveri; si acquista autonomamente con la nascita. La capacità d'agire è l'idoneità del soggetto a porre in essere, autonomamente, manifestazioni di volontà preordinate ad acquistare, disporre ed esercitare diritti o assumere obblighi: la capacità di compiere atti giuridici solo raggiunta la maggiore età e non sono dichiarate incapaci di intendere e di volere.
Ordinamenti di common law e civil law
Ordinamenti di common law, tessuto di regole in prevalenza non scritte, su decisioni giurisprudenziali e su principi derivanti dall'esperienza consuetudinaria della prassi e degli usi. Ordinamenti civil law, formazione di un complesso di regole scritte di rango costituzionale e ordinario che hanno, di norma, come riferimento una lex suprema (carta costituzionale).
Il diritto costituzionale è quel ramo del diritto pubblico che studia i principi e le norme fondamentali della vita dello stato, dei cittadini e di tutti gli altri soggetti della comunità. Il diritto pubblico è il complesso di norme che disciplina la formazione, l'organizzazione e l'attività dello stato e degli enti pubblici, nonché i rapporti che questi intrattengono con i privati nel caso in cui siano in posizione di superiorità derivante dal loro agire in veste di pubblica autorità.
Capitolo 2: Lo Stato
Lo Stato è una comunità di individui (popolo), stanziata su un determinato territorio e organizzata secondo un ordinamento giuridico indipendente ed effettivo. Lo Stato è un'istituzione: politica, perché diretta a fini generali, giuridica, perché trova il suo fondamento nel diritto, originaria, in quanto non riceve da altri, se non da se stesso, il proprio ordinamento, sovrana e indipendente, effettiva cioè idonea ad imporre in concreto, il proprio ordinamento e le proprie leggi.
Le funzioni dello Stato
- Funzione costituente: la più alta delle funzioni spettanti allo stato, poiché con essa si dà vita alla Costituzione;
- Funzione legislativa: emanazione delle norme necessarie;
- Funzione giurisdizionale: consiste nell'attuazione e nel mantenimento dell'ordinamento giuridico attraverso l'applicazione giudiziale delle norme ai rapporti tra cittadini e tra gli stessi e lo Stato;
- Funzione amministrativa: funzione esecutiva dello stato;
- Funzione di indirizzo politico.
Lo Stato si compone di tre elementi costitutivi o essenziali: un elemento personale (popolo), un elemento spaziale (territorio) e un elemento organizzativo (governo o sovranità).
Popolo, popolazione e nazione
Il popolo è l'insieme degli individui conviventi in un determinato territorio, sotto la potestà di un proprio governo, retti ed organizzati da un ordinamento giuridico originario. Due diversi criteri:
- Criterio di sudditanza, che indica la sottoposizione dell'individuo all'ordinamento giuridico dello stato; tale criterio si riferisce ai cittadini, agli stranieri e agli apolidi, e in più generale a tutti coloro che si trovano sul territorio dello stato;
- Criterio della cittadinanza, che implica un rapporto stabile fra stato e individuo.
La popolazione è l'insieme degli individui che si trovano in un certo momento nel territorio di uno stato; la nazione è una nozione politica e sociologica, che tende ad aggregare gli individui in base a fattori etnici, di lingua, di religione etc.
I criteri per qualificare una persona come cittadino sono: se è nato da genitori cittadini, sia nato sul territorio di uno stato, sia i nati da cittadini, sia coloro che, pur essendo figli di stranieri, nascono nel territorio di uno stato. La cittadinanza si acquista per nascita, per estensione: acquistano la cittadinanza il figlio riconosciuto o dichiarato che sia minore d'età, il minore straniero adottato; il coniuge straniero o apolide, di cittadino italiano che risieda legalmente da almeno 6 mesi in Italia, oppure dopo 3 anni dalla data del matrimonio; per beneficio di legge: lo straniero apolide, del quale il padre o la madre o uno degli ascendenti in linea retta di secondo grado sono stati cittadini italiani; per naturalizzazione.
Dal 1° novembre 1993 tutti i cittadini di uno stato che fa parte dell'Unione europea, affiancano alla propria cittadinanza nazionale anche quella europea; è cittadino dell'Unione chiunque abbia la cittadinanza di uno stato membro. I cittadini dell'unione godono dei diritti e sono soggetti ai doveri previsti dal trattato: il diritto di circolare e soggiornare liberamente nel territorio degli stati membri, il diritto di votare e di essere eletto nello stato membro in cui risiede.
Territorio e sovranità
Il territorio è la sede su cui è stabilmente organizzata la comunità statale e rappresenta l'ambito spaziale entro il quale lo stato esercita la propria sovranità in modo effettivo ed indipendente. Il territorio comprende: la terraferma, il mare territoriale (il limite esterno del mare territoriale ad una distanza massima di 12 miglia), la piattaforma continentale, il sottosuolo e lo spazio aereo sovrastante la terraferma e il mare territoriale, fin dove esistono interessi concreti degli stati, territorio fluttuante.
La sovranità è la potestà di governo suprema, esclusiva e originaria che fa capo allo stato e che viene esercitata sul suo territorio. Non riconosce altri poteri a sé superiori. La sovranità dello stato è originaria, in quanto sorge al momento della nascita dell'organizzazione statale. La sovranità, al giorno d'oggi, incontra una serie di limiti che ne mettono in discussione la stessa esistenza:
- Limiti di fatto che determina una sostanziale perdita di controllo da parte dello stato su processi sempre più legati ad una dimensione transnazionale, quali le comunicazioni e la circolazione di risorse e capitali;
- Limiti giuridici, dovuti all'appartenenza dello stato all'ordinamento internazionale, le cui norme prevaricano sempre più i confini nazionali e mirano a coinvolgere popoli ed individui.
Forma di Stato
Forma di Stato è il modo d'essere dell'intero assetto della corporazione statale, l'atteggiarsi reciproco dei suoi elementi costitutivi, in particolar modo il rapporto intercorrente fra governanti e governati. Nella democrazia gli organi posti al vertice sono liberamente scelti dalla comunità e controllati attraverso la presenza di una opposizione politica che possa aspirare a diventare forza di governo. Nell'autocrazia vi è assenza di elezione popolare o, qualora esista, tale investitura è solo formale; nella presenza di gruppi ristretti che affermano il loro potere, cancellando l'opposizione, mediante la forza fisica o attraverso forme più raffinate di persuasione.
La prima forma di stato moderno è lo stato assoluto, inteso come regime politico in cui il potere è esercitato dal sovrano senza restrizioni e limitazioni. L'esigenza di disporre di eserciti e diplomazie permanenti, la necessità di regolamentare una società lacerata dai contrasti impongono la creazione di una struttura amministrativa alla dirette dipendenze del monarca (monarchia amministrativa). Lo Stato assoluto si presenta come stato di polizia, orientato ad accrescere il benessere dei sudditi attraverso una compiuta direzione e regolamentazione delle attività sociali.
Sul fine del XVIII secolo la trasformazione dell'economia da sistema agricolo a sistema agricolo-industriale segna l'ascesa di una nuova classe sociale, la borghesia. Rivendicava una sfera di autonomia dei singoli nei confronti dello stato e sottolineava la necessità di un controllo e di limiti nei confronti al potere dei governanti. Tale teoria politica prese il nome di liberalismo e rappresenta il fondamento teorico della nascita dello Stato liberale. Caratteri: una base sociale omogenea, il ridimensionamento dei compiti dello stato, la natura rappresentativa dei sistemi costituzionali, supremazia della legge, la tendenziale separazione dei poteri.
La classe dirigente liberale si trovò di fronte ad una radicale alternativa: riformare le strutture dello stato per assorbire l'urto delle masse oppure soccombere portando all'instaurazione di regimi totalitari o di ispirazione socialista. I tratti peculiari dello stato democratico sono: una maggiore attenzione per la materia economico-sociale, la creazione di un'economia mista in cui l'iniziativa pubblica si accompagna a quella privata; l'evoluzione del principio di legalità in quello di costituzionalità; l'affermazione del principio democratico della sovranità popolare; il pluralismo.
Nel periodo compreso fra le due guerre mondiali, diversi paesi europei conoscono una forma di stato assai peculiare: lo stato fascista o totalitario. Gli interessi forti si saldano con i timori di proletarizzazione della piccola borghesia, dando vita ad un'integrazione coatta delle diverse classi sociali. Le esperienze più significative nell'Italia fascista e nella Germania nazionalsocialista. Presupposti comuni furono: esaltazione della collettività nazionale, fiducia nella capacità quasi magica del Capo, partito unico di massa, concentrazione dei poteri, soppressione delle libertà fondamentali.
L'avvento in Russia, nel 1917, della dittatura del proletariato e del successivo Stato socialista degli operai e dei contadini, garantì la diffusione della dottrina marxista-leninista. Caratteri: collettivizzazione forzata, pianificazione economica burocratica e centralizzata, ruolo centrale del partito comunista, subordinazione del diritto al fine dell'edificazione del socialismo, funzionalizzazione delle libertà fondamentali pur formalmente riconosciute venivano significativamente compresse laddove minacciose per gli interessi del regime.
La società articolata in classi contrapposte ed organizzate in parti e sindacati si frantuma in un arcipelago di gruppi sociali. I flussi migratori dai paesi del terzo mondo tendono ad immettere in collettività cose dal punto di vista etnico religioso e linguistico significativi elementi di tensione di conflittualità. L'affermazione generalizzata dei principi liberisti, la crisi fiscale dello stato pone limiti ingenti alla spesa pubblica e alle politiche di ridistribuzione delle risorse.
Stato unitario, federale e regionale
Lo stato unitario è quello stato in cui sussiste un unico governo sovrano, operante sia a livello centrale che periferico. Lo stato federale è lo stato in cui al governo centrale si contrappongono diversi governi locali. Lo stato federale è passato attraverso un'evoluzione da forme di federalismo duale in cui l'esigenza primaria era quella di assicurare una rigida separazione di competenze fra stato federale e stati membri, a forme di federalismo cooperativo, più adatte alle moderne socialdemocrazie, in cui fra stato federale e articolazioni interne prevale l'intervento congiunto e coordinato. Queste evoluzioni rendono più difficile lo stato federale da un tipo di stato sempre più diffuso in Europa (Italia, Spagna), lo stato regionale. Le regioni vengono riconosciute sfere di autonomia variamente articolate nel campo dell'amministrazione, della legislazione.
Capitolo 3: Lo Stato e gli altri ordinamenti. L'ordinamento internazionale
Il diritto internazionale è il complesso delle norme e dei principi che regolano i rapporti intercorrenti tra i soggetti della comunità internazionale; essa è sorta dalla coesistenza di più entità sovrane e indipendenti, che spontaneamente, nell'arco di svariati secoli, si sono dettate numerose regole di convivenza. L'origine è fatta risalire alla stipula della pace di Westfalia (1648), concludendo la sanguinosa guerra dei trent'anni. Gli elementi che differenziano tale ordinamento rispetto a quelli nazionali sono: mentre l'ordinamento statale è strutturato in modo gerarchico, nell'ambito della comunità internazionale, data l'esistenza di un ente sovraordinato, la struttura è paritaria; l'inesistenza di un ente superiore, le uniche norme dell'ordinamento internazionale che vincolano tutti sono le consuetudini, mentre i trattati sono obbligatori soltanto per i soggetti che hanno contribuito a produrli; in caso di violazione di tali regole non esiste nell'ordinamento internazionale un organo capace di imporne il rispetto, la differenza rispetto agli ordinamenti nazionali è evidente, dal momento che in questi ultimi esiste un organo (la magistratura).
Nell'ordinamento internazionale, per acquisire la qualità di soggetti non basta essere destinatari di diritti e di obblighi, ma bisogna anche dimostrare la capacità d'agire, cioè di essere in grado di creare, modificare o estinguere norme internazionali.
Requisiti di soggettività internazionale
I requisiti necessari all'acquisizione della soggettività internazionale sono sostanzialmente due:
- Effettività, intesa come la capacità di uno stato di esercitare, attraverso i propri organi, la cosiddetta potestà di imperio;
- Indipendenza, il possesso di un ordinamento giuridico originario e indipendente da qualsiasi altro apparato statale.
Altri soggetti dell'ordinamento internazionale, diversi dagli stati, sono le organizzazioni internazionali, giacché presentano i requisiti dell'effettività e dell'indipendenza.
ONU
L'ONU è la più importante organizzazione operante a livello internazionale ed è l'unica che può contare tra i suoi membri quasi tutti gli stati che attualmente formano la comunità internazionale. La sua istituzione risale al secondo dopoguerra quando, il 26 giugno 1945, fu adottata all'unanimità una convenzione multilaterale, la Carta dell'Organizzazione delle Nazioni Unite, che fu ratificata da tutti gli stati firmatari nel corso dello stesso anno e che entrò in vigore il 24 ottobre 1945.
- L'assemblea generale delle nazioni unite è l'organo pianificatore dell'organizzazione, nel quale sono rappresentati tutti gli stati membri. I principali compiti: discutere ogni questione relativa al mantenimento della pace e della sicurezza internazionale, esaminare i principi generali di cooperazione per il mantenimento della pace e della sicurezza internazionale, incoraggiare lo sviluppo del diritto internazionale, decidere dell'ammissione, sospensione ed espulsione di un membro.
- Il consiglio di sicurezza è l'organo più importante; è composto da 15 membri: 10 eletti dall'assemblea generale per un periodo di 2 anni, mentre altri 5 (Stati Uniti, Gran Bretagna, Cina, Russia e Francia) sono membri permanenti e dispongono del cosiddetto diritto di veto, ovvero la facoltà di bloccare l'adozione di una risoluzione del consiglio manifestando la propria opposizione.
- Il consiglio economico e sociale fa il coordinamento e il conseguimento dei fini socioeconomici dell'ONU nonché alla cooperazione umanitaria e culturale. Il ruolo per quanto attiene ai rapporti con: gli istituti specializzati e le organizzazioni non governative.
- Il consiglio di amministrazione fiduciaria aveva il compito di accelerare il processo di decolonizzazione e di controllare la fase di transizione dei paesi sottoposto a dominio coloniale alla completa indipendenza. Il suo compito è terminato con la conclusione del processo di decolonizzazione e attualmente non tiene più riunioni.
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