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LA TIPOLOGIA AGGIORNATA DELLE FORME DI GOVERNO

Governo a direzione monocratica: Il vertice è un organo non collegiale quindi monocratico il quale

assume la direzione politica del governo ed ha la responsabilità nei confronti del corpo elettorale. Vige

negli Stati Uniti, Germania, Inghilterra. Negli Stati Uniti il capo dello Stato è eletto direttamente. In

Germania e in Inghilterra indirettamente dal parlamento

Governo a direzione ripartita o dualistica: La politica del governo è bilanciata su due vertici: il capo

dello Stato e il primo ministro che esercitano il potere esecutivo. Essi sono spesso espressione di due

correnti politiche diverse e quindi hanno bisogno di un compromesso.

Governo a direzione plurima:La direzione politica è collegiale ed affidata al consiglio dei ministri.

DIRITTI FONDAMENTALI DEL CITTADINO

La costituzione italiana vigente è del tipo lungo e consta 139 articoli oltre a 18 disposizioni transitorie e

finali, ed è divisa in due parti. La prima parte intitolata diritti e doveri dei cittadini mentre la seconda parte

e disciplina l’ordinamento

intitolata ordinamento della Repubblica e il funzionamento dei poteri pubblici.

La sua prima parte si nota che disciplina tre aspetti dei diritti e doveri dei cittadini diversi:

contiene la garanzia dei diritti fondamentali dell’individuo e stabilisce i limiti

- dell’intervento statale nei loro confronti

- disciplina le organizzazioni sociali e politiche o gruppi

- introduce il principio di uguaglianza sostanziale

La garanzia costituzionale dei diritti fondamentali risponde ad un esigenza difensiva cioè mira a tutelare i

cittadini nei confronti degli interventi dei poteri pubblici. La costituzione prende atto che i cittadini non

agiscono solo come individui ma in gruppi e per dispone che: la repubblica riconosce e garantisce i diritti

inviolabili dell’uomo sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità.

Per la disciplina costituzionale delle organizzazioni sociali e politiche la costituzione riconosce funzioni:

ad esempio l’art 39 per i sindacati prevede il potere di stipulare contratti collettivi obbligatori per tutte le

categorie alle quali il contratto si riferisce e l’art 49 per i partiti determinando che non concorrano con

metodo democratico a determinare la politica nazionale.

Quindi la tutela costituzionale delle organizzazioni si riferisce ai gruppi.

sostanziale si capisce in modo chiarissimo dall’art 3 della costituzione che è compito della

Per uguaglianza che, limitando la libertà e l’uguaglianza

repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale

umana e l’effettiva partecipazione di tutti i

dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona

lavoratori all’organizzazione politica economica e sociale del paese.

POSIZIONI E SITUAZIONI GIURIDICHE SOGGETTIVE

I soggetti hanno qualità o posizioni e si trovano in situazioni giuridiche.

Le posizioni giuridiche sono attributi propri del soggetto che prescindono dal verificarsi di un evento.

La qualità o posizione deriva direttamente dall’ordinamento giuridico (status di cittadino).

di un evento e nell’ambito di un

Nelle situazione giuridiche il soggetto viene a trovarsi al verificarsi

rapporto. E’ situazione giuridica ad esempio il diritto di proprietà.

La principale coppia di situazioni soggettive è quella diritto (soggettivo-obbligo). Il diritto soggettivo è

una situazione attiva e di vantaggio (esempio: diritto di proprietà). Una seconda coppia di situazioni

soggettive è quella potestà o potere-soggezione. Il potere è una situazione preliminare perché con il suo

esercizio produce, situazioni soggettive vincolanti per altri soggetti. Una terza coppia è quella doveri-

pretese. Il dovere è un vincolo per lo più generale. A fronte di tale dovere vi è la pretesa dei pubblici poteri

che la costituzione e le leggi siano osservate. Vi è infine la coppia interesse legittimo-potestà pubbliche.

Qui il privato si vede riconoscere un interesse legittimo che è una situazioni soggettiva attiva minore,

rispetto al diritto soggettivo. L’interesse legittimo è attribuito per assicurare una tutela ai privati. La prima

parte della costituzione ha per titolo: diritti e doveri dei cittadini. Sembra, quindi, che le situazioni

giuridiche soggettive, siano oggetto di una garanzia costituzionale. Più precisamente in alcuni articoli sono

fissati principi giuridici o etici soggettivi. In altri articoli sono contenute regole di comportamento o

discipline di istituti, come la scuola per la quale l’art 34 dispone che è aperta a tutti.

LA GARANZIA COSTITUZIONALE DEI DIRITTI FONDAMENTALI: caratteristiche generali

sfiducia nell’amministrazione

La costituzione appare ispirata al principio di pubblica. Infatti, essa dispone

che i limiti siano fissati in generale con legge e applicate nei singoli casi dal giudice. La costituzione

inoltre, stabilisce una riserva relativa di legge: il parlamento deve fissare con legge i criteri essenziali

mentre alla loro applicazione provvederà la pubblica amministrazione.

LE SINGOLE LIBERTA’ COSITUZIONALMENTE GARANTITE:

 libertà personale (art. 13): è la libertà relativa alla persona per la quale non si può essere sottoposti

o a detenzione. La costituzione prevede che, l’autorità di pubblica

a ispezioni o perquisizione

sicurezza possa limitare provvisoriamente la libertà (fermo di polizia) con provvedimenti che

devono essere comunicati al giudice entro 48 ore.

 Libertà di domicilio (art. 14) è la libertà relativa alla dimora abituale per la quale non si può essere

sottoposti a ispezioni perquisizioni e sequestri

 Liberta e segretezza della corrispondenza (art. 15)

 Liberta di circolazione, soggiorno di espatrio e immigrazione (art. 16-35): in questo caso, i limiti

fissati dalla legge possono essere applicati concretamente anche dalle autorità amministrative.

 Libertà di riunione (art. 17) è garantita a tutti purché ci si riunisca pacificamente senza armi. La

costituzione, poi distingue: riunioni aperte al pubblico e riunioni in luogo pubblico

 Libertà di religione (art. 19) secondo il quale tutti hanno diritto di professare liberamente la

propria fede religiosa in qualsiasi forma individuale o associata, di farne propaganda e di

esercitarne in privato o in pubblico il culto

 E’ la manifestazione del proprio pensiero con la

Liberta di manifestazione del pensiero (art. 21)

propria parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

 l’arte e la scienza sono

Libertà di insegnamento e liberta della scienza (art 33): libere e libero ne è

l’insegnamento.

 è libera l’iniziativa imprenditoriale

Libertà di impresa (art .41)

 40) riguarda l’astensione

Libertà di sciopero (art. dal lavoro

 Uguaglianza in senso formale (art .3 comma 1) è principio che garantisce contro le discriminazioni

e impone che le leggi non facciano discriminazioni e abbiano un ragionevole fondamento le

disposizioni che parifichino o differenzino i cittadini.

Secondo alcuni uno dei diritti fondamentali, costituzionalmente garantiti sarebbe la proprietà.

Il concetto di libertà non è statico ma dinamico. Occorre quindi introdurre nuove forme di gestione

collettiva e sviluppare le istituzioni delle libertà. Gli strumenti delle libertà vengono quindi in primo

piano.

EGUAGLIANZA FORMALE: vuole dire uguale capacità di tutti i cittadini. Non possono essere

emanate leggi che discriminano alcuni cittadini. Questi sono uguali di fronte alla legge.

L’eguaglianza formale non si preoccupa che ci sono persone che partono sfavorite; per l’appunto la

l’EGUAGLIANZA SOSTANZIALE per far si che bisogna fare qualcosa di

costituzione ha introdotto

più per colmare le differenze dei punti di partenza di chi proviene da zone sottosviluppate e di chi non

ha i mezzi per istruirsi cercando di realizzare un aspirazione moderna a una parità di fatto e non solo di

diritto.

DIRITTI SOCIALI: SCUOLA

Mentre una volta, c’era solo libertà d’istruzione oggi vi è anche un diritto all’istruzione. La legge

121/1985 garantisce ai cittadini anche il diritto di scegliere se avvalersi o meno dell’insegnamento

religioso. Mentre la legge n.62/2000 ha dettato norme sulla parità scolastica istituendo un sistema

nazionale di istruzione del quale fanno parte scuole statali e private. Infine la costituzione (art.34)

stabilisce: l’istruzione inferiore (8 anni), è obbligatoria e gratuita.

…LAVORO

La costituzione: art 4 “la Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le

condizioni che rendano effettivo questo diritto”. Per assicurare il diritto al lavoro si è stimolata

l’offerta di lavoro riducendo i vincoli per i datori di lavoro. La legge n. 30/2003 ha come obbiettivo

quello di realizzare attraverso forme di flessibilità, un sistema di tutele non già del solo rapporto di

lavoro, ma “ nel mercato del lavoro”.

…OCCUPAZIONE

“ diritto al lavoro” non è un vero e proprio diritto a ottenere un posto, ma un aspettativa,

Il cosiddetto

una “promessa” della Repubblica di adottare i provvedimenti che realizzino la piena occupazione.

DIRITTI FONDAMENTALI DEL CITTADINO (DIRITTI POLITICI E SOCIALI)

Concetti preliminari

POPOLAZIONE: Insieme di individui che si trovano entro i confini di un ente territoriale (apolidi,

stranieri, cittadini cioè i soggetti che in realtà sono titolari dei diritti civili e fondamentali dell’uomo quindi

dignità personale, sanità d’urgenza)

libertà,

POPOLO: insieme di individui di un determinato territorio con un proprio governo, retti e organizzati da

un proprio ordinamento giuridico, legati dal vincolo comune della cittadinanza.

CITTADINI: Insieme di individui che appartengono ad uno stato titolari di particolari diritti e doveri.

CORPO ELETTORALE: Parte del popolo che raggruppa tutti i cittadini titolari dell’elettorato attivo

(nozione più ristretta di cittadini in quanto si può far parte dell’elettorato attivo cioè eleggere gli elettori a

patire da 18 anni per la camera e 25 anni per il senato.

NAZIONE: concetto non giuridico ma di ordine sociale- politico cioè indica quegli individui legati da

fattori riguardanti la tradizione, fattori etnici che prescindono dal legame giuridico.

Il popolo

 Il popolo è inteso come fonte di potere (art 1 cost)

L’Italia è una repubblica democratica

o

o La sovranità appartiene al popolo il quale è fonte di legittimazione di qualsiasi potere

statale. La sovranità non può appartenere a nessun altro potere. Il popolo non può cedere la

sovranità a nessuno, solo temporaneamente tramite le elezioni.

 Il popolo come destinatario dell’attività pubblica (art 3 comma 2):

E’ compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che , limitando di

fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini,impediscono il pieno sviluppo della persona umana e

l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica economica e sociale del paese.

Attraverso l’applicazione di suddetto articolo si garantisce l’eguaglianza sostanziale cioè l’assenza di

situazioni di fatto e disparità.

E’ compito primario dei pubblici poteri tutelare e promuovere gli interessi generali della

- collettività

- I pubblici impiegati sono al servizio esclusivo della nazione (art.98 Cost)

Il popolo come fonte di potere:

1. Ha influenza sulla politica nazionale (articoli 49 per i partiti e 39 per i sindacati)

- Il diritto di associarsi in partiti e in sindacati

2. Partecipa alle decisioni pubbliche

- partecipazione diretta: attraverso le petizioni, iniziative legislative popolari, referendum

- partecipazione indiretta: elezione dei rappresentanti

3.L’accesso ai pubblici uffici e alle cariche elettive (in prima persona possiamo occuparci di politica

cioè partecipare alle cariche elettive oppure influire sull’attuazione delle norme accedendo ai pubblici

uffici diventando funzionari, dipendenti).

1. Il diritto di associarsi in partiti e in sindacati fa parte del più ampio diritto di associazione che è

sancito dall’ articolo 18 della costituzione e ancor prima fa parte della tutela

indipendentemente

dell’individuo nelle formazioni sociali all’art 2 della cost. L’ articolo 18 tutela il diritto di

associazione in senso ampio, tutelando gli individui anche quando si vincolano giuridicamente

per seguire un fine comune che li lega. La differenza è che l’art 2 e l’art 18 rispetto agli articoli 49

si riferiscono alle formazioni sociali in senso ampio ad esempio alla famiglia e all’impresa,

e 39 l’individuo

formazioni o organizzazioni pubbliche. è libero o meno di associarsi volontariamente

vincolandosi giuridicamente ad organizzazioni sociali o politiche (associazione del diritto

la tutela dell’ il caso dell’appartenenza

privato,per enogastronomia di un paese). Diverso è ad

organizzazioni pubbliche in quanto non tutti decidono di essere cittadini di un certo comune o

e necessariamente cittadini di un comune. C’è

provincia poiché quando si nasce si è di diritto l’appartenenza ad un ente territoriale rimane

eventualmente libertà di cambiare cittadinanza, ma

comunque necessaria.

I SINDACATI

Secondo l’articolo 39 della costituzione l’organizzazione sindacale è libera, cioè ognuno può iscriversi o

sindacato appartenere. Inoltre c’è libertà

non iscriversi ad un sindacato ed è libero di scegliere a quale

d’istituzione dei sindacati, e ciò è a tutela del pluralismo sindacale. Il compito principale dei sindacati è

quello della tutela professionale nei confronti degli associati, cioè di chi si iscrive, inizialmente la tutela

era solo a favore dei lavoratori, poi si è estesa ai lavoratori autonomi e successivamente anche ai datori di

lavoro.

La struttura dei sindacati:

-organizzazione territoriale e settoriale. Copre quasi tutti i settori produttivi e quasi tutto il territorio. I

sindacati hanno una base nelle imprese,poi hanno sezioni territoriali provinciali che confluiscono nelle

confederazioni statali e che poi a loro volta si dividono in settori produttivi. Grazie alla loro struttura

riescono a tutelare fortemente i lavoratori.

all’art 39

La Costituzione prosegue ponendo le prescrizioni ai sindacati, quali:

- la registrazione dello statuto delle organizzazioni sindacali con efficacia della registrazione

nei confronti dei terzi, la quale li obbligava a rendere conto del loro operato.

La costituzione prevedeva in questo modo, una forma di controllo sui sindacati, che però non si sono

voluti registrare, mantenendosi cosi come associazioni di diritto privato non registrate. Ciò, non ha

impedito che dal punto di vista giuridico la loro attività fosse estesa a quella dei loro associati, questo ad

opera della giurisprudenza che ha esteso l’operatività dei contratti collettivi nazionali di lavoro che sono i

contratti collettivi che le confederazioni sindacali maggiormente rappresentative stipulano con i datori di

lavoro ed hanno efficacia nazionale. Nonostante l’art 39 non fosse del tutto attuato ha fatto si che le

prescrizioni dei contratti collettivi nazionali di lavoro fossero intese come prestazioni minime.

L’art. 40 della costituzione disciplina il diritto di sciopero il quale fa parte dei diritti politici. Il diritto di

sciopero è nato come sciopero economico nel senso di rivendicazione contrattuale economica per ottenere

condizione di tutela del lavoro più favorevoli che ha poi visto ad opera della giurisprudenza estendere il

suo raggio d’azione lecito e come diritto anche alla sfera politica e di solidarietà. Quindi, si parla di

sciopero anche se riferito a fini politici cioè per far sentire la propria voce per determinate riforme nel

settore del lavoro nei limiti del non sovvertimento della costituzione o del non impedimento delle funzioni

legittime di un organo costituzionale. lo sciopero di solidarietà ha arricchito il diritto di sciopero cioè è

inteso come lo sciopero per sostenere le esigenze di altri lavoratori appartenenti ad altri settori lavorativi.

La serrata è un astensione dal lavoro da parte dei datori di lavoro; non è un diritto a livello costituzionale

a differenza del diritto di sciopero, è comunque lecita cioè non sottoponibile a sanzioni.

Il diritto di sciopero ha però dei limiti nel nostro ordinamento indicati dalla legge n. 146 del 1990, la

in quest’articolo

quale riguarda lo sciopero nei servizi pubblici essenziali (acqua ,gas, energia elettrica); si

è cercato un contemperamento tra la tutela del diritto di sciopero dei lavoratori e il diritto di cittadini di

avere un servizio di base , contemperamento che è stato trovato con diversi accorgimenti cioè l’obbligo dei

lavoratori di preavvisare in caso di sciopero, di garantire i servizi minimi essenziali.

PARTITI POLITICI l’art

Gli articoli di Relativi ai diritti politici sono il 18 e il 49 della costituzione. 49 sancisce il diritto di

tutti i cittadini di associarsi ai partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica

nazionale. I partiti sono associazioni di diritto privato con un proprio statuto e la costituzione non

stabilisce una forma di tutela o controllo sugli stessi in quanto non li obbliga alla registrazione, ciò anche

per non ingerire nell’attività dei partiti. il diritto di associarsi può essere riferito alla liberta di iscriversi, di

scegliere, e di istituire nuovi partiti. in concreto i partiti influenzano la politica, anche se gli eletti di un

parlamento non sono obbligati a seguire sempre l’orientamento del partito, ma possono votare

partito nel

secondo il loro pensiero.

LA PARTECIPAZIONE DIRETTA DEL POPOLO ALLE DECISIONI PUBBLICHE

-Le petizioni (art.50): il diritto di presentare petizioni riguardava il soddisfacimento di interessi personali

venivano presentati all’attenzione del sovrano. Oggi, le petizioni rimangono,

i quali richieste, per tutelare

non interessi personali ma della collettività le quali vengono poste all’ attenzioni delle commissioni

parlamentari per consentirne un esame in parlamento come disegno di legge che inizia il suo iter a seguito

di un iniziativa diretta da parte del popolo. È una forma che non ha molto successo perché raramente

esempio di accoglimento della petizione è stata l’eliminazione

vengono tradotte in progetti di legge. Un

del requisito della buona condotta per accedere al pubblico impiego in seguito ad una petizione

legislativa del popolo (art.71):

-L’iniziativa in questo caso 50.000 elettori che raccolgano le loro firme

possono presentare al parlamento dei disegni di legge per sperare in un accoglimento dopo che il

parlamento ne abbia discusso. Il successo è maggiore delle petizioni anche se scarso. Un esempio di

quella relativa alla modifica dell‘art 2095 che ha introdotto

riforma varata grazie all iniziativa popolare è

la figura dei quadri intermedi tra i funzionari e dirigenti.

I referendum sono di carattere consultivo se non hanno un efficacia diretta ma mediata, i referendum

decisionali ad esempio abrogativi di una legge, hanno un effetto decisionale e definitivo. I referendum a

rilevanza nazionale sono:

-il referendum abrogativo (art. 75): Può essere richiesto da 500.000 elettori o da cinque consigli

regionali. Ha come obiettivo l’abrogazione parziale o totale di leggi ordinarie, decreti legge, leggi

E’ stato disciplinato dalla

delegate. legge n.352/1970. Partecipano al referendum tutti i cittadini che

per l’elezione della

possono votare camera dei deputati. Il referendum richiede, per dar luogo

all’abrogazione, che partecipi alla votazione il 50,1% del corpo elettorale (quorum), e che la maggioranza

assoluta dei votanti si pronunci per l’abrogazione. Non si valutano le schede nulle e quelle bianche. Se il

referendum è approvato, la legge viene abrogata. I referendum abrogativi non sono ammessi per le leggi

tributarie e di bilancio, di amnistia e indulto, di autorizzazione a ratificare trattati internazionali.

La procedura per la richiesta del referendum abrogativo delle leggi ordinarie consta di sei fasi:

iniziativa, deposito, accertamento della legittimità della richiesta, ammissione e indizione del referendum,

votazione e scrutinio, dichiarazione del risultato. La fase di iniziativa comincia con la richiesta fatta da

almeno dieci cittadini (promotori). La richiesta, col quesito da proporre alla popolazione, è presentata alla

Corte di cassazione. La richiesta e tutti gli atti della procedura sono pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale. La

richiesta può essere presentata dall’1 gennaio al 30 settembre di ogni anno. Non si può, però presentare

richiesta di referendum nell’anno precedente alla scadenza delle camere e nei sei messi successivi alla

convocazione di comizi elettorali. Se vi sono più richieste di referendum, esse vengono riunite per votare

una volta sola. Si procede alla raccolta delle firme di tutti i cittadini che siano elettori per la Camera dei

deputati. Una volta depositate le firme, l’accertamento della legittimità e regolarità delle firme raccolte è

effettuato dalla Corte di Cassazione. L’ammissione del referendum spetta alla Corte Costituzionale. La

Corte deve esaminare se la materia che è disciplinata dalla legge che si vuole abrogare non rientri tra

quelle indicate dall’art. 75 Cost. Esaurito questo esame, la Corte costituzionale decide con sentenza per

quali leggi il referendum sia da ammettere e per quali sia da escludere. La Corte costituzionale negli ultimi

anni ha allargato i casi di inammissibilità del referendum, poiché secondo la sua opinione, esistono valori

di ordine costituzionale che vanno tutelati e che devono essere di volta in volta interpretati dalla Corte.

Vanno dichiarate inammissibili anche le richieste che contengono quesiti non chiari per l’elettorato (troppe

domande eterogenee). L’indizione del referendum spetta al presidente della repubblica, che riceve gli atti

dalla corte costituzionale. E’ un atto dovuto, e avviene dopo una deliberazione del consiglio dei ministri

(art. 87). Il presidente della repubblica deve fissare la data in cui si svolgerà il referendum. Se però, prima

del referendum si sciolgono le camere, il referendum slitta di un anno. La proclamazione dei risultati è

fatta dall’ufficio centrale per il referendum, presso la corte di cassazione. Se il risultato è favorevole

all’abrogazione, il presidente della repubblica, con proprio decreto dichiara l’avvenuta abrogazione

dell’atto sottoposto al referendum. Il decreto è pubblicato sulla gazzetta ufficiale. Se il risultato è contrario

all’abrogazione, il referendum non può essere riproposto prima che siano trascorsi 5 anni. L’ordinamento

però preferisce al referendum abrogativo l’attività legislativa del parlamento, che consente di sostituire

uno o più articoli di un testo, con altre disposizioni, evitando che si crei un vuoto legislativo.

-Il referendum costituzionale (art. 138): Può essere richiesto solo entro tre mesi dalla pubblicazione di

una legge di revisione costituzionale o di una legge costituzionale. La legge viene sottoposta a referendum

se ne fanno domanda un quinto dei membri di una camera o 500.000 elettori o cinque consigli regionali.

Se la maggioranza degli aventi diritto al voto non approva, la legge non è promulgata. Il referendum può

essere richiesto solo se, in seconda votazione, la legge costituzionale abbia ottenuto solo la maggioranza

assoluta dei consensi, la quale è inferiore a 2/3. In tal caso, dalla pubblicazione della legge decorrono tre

mesi entro i quali è possibile chiedere il referendum e la promulgazione della legge è sospesa per tre mesi.

Trascorso tale termine può accadere che: la procedura per il referendum è avviata, ed occorre allora

attendere l’esito della votazione o la procedura per il referendum non è avviata e la legge viene

promulgata. E’ un referendum consultivo previsto

-Il referendum sulle variazioni territoriali (art. 132,133): per la

fusione di regioni, l’istituzione di nuove regioni, il distacco di province e comuni da una regione e la loro

aggregazione ad un'altra, l’istituzione di nuovi comuni e la modificazione della circoscrizione o della

denominazione di comuni.

LE ELEZIONI DEI RAPPRESENTANTI (diritto di voto)

L’art 48 della costituzione prevede che il voto è personale ed uguale, libero e segreto. Il suo esercizio è

dovere civico. Il voto è anche non delegabile, e universale; anche se alle donne è stato esteso dal 1948. Il

gli elettori possono designare direttamente tramite esso i rappresentanti all’interno

voto è diretto in quanto

del parlamento. Quando si parla di elezioni politiche, si fa riferimento alle elezioni del parlamento

nazionale invece con le elezioni amministrative si eleggono e rinnovano ad esempio i consigli regionali

comunali o provinciali.

Se l’elezione riguarda un organo monocratico si privilegiano formule maggioritarie. Se invece gli organi

sono composti da una pluralità di individui (collegiali) si può scegliere tra il sistema maggioritario, il

nell’ambito

quale privilegia chi ha ricevuto più voti (ad esempio di una coalizione) o proporzionale che

invece garantisce in parlamento una maggiore rappresentatività dal punto di vista numerico dei voti che

ciascun partito ha ottenuto . Questa è una scelta che ogni ordinamento fa in base a propri calcoli

soprattutto politici eseguiti dai partiti.

L’evoluzione del sistema elettorale

Nel 1993 il sistema elettorale italiano è cambiato in seguito ad un referendum, si è passati da un sistema

proporzionale, basato sulla traduzione in parlamento dei voti in misura proporzionale a quelli che ciascun

partito aveva ottenuto su scala nazionale, al sistema misto cioè ad un sistema tendenzialmente

maggioritario ma in realtà misto che prevedeva il 75 per cento dei seggi assegnati con il sistema

maggioritario e il 25 scelto con il sistema proporzionale, rispecchiando in questo modo la suddivisione in

partiti delle coalizioni e dando cosi maggiore rappresentatività ai partiti. Grazie a quella riforma I partiti

si sono mossi verso due grandi coalizioni cioè il centro destra e il centro sinistra.

La legge 270 del dicembre 2005 varata dal governo Berlusconi ha riformato il sistema; si è ritornati ad un

sistema sostanzialmente proporzionale, corretto da un premio di maggioranza. Il sistema proporzionale che

è in vigore attualmente ha suddiviso l’Italia in circoscrizioni, le liste sono state bloccate e il voto non

esprime più la preferenza per un candidato (tipico del sistema maggioritario) ma per i partiti. Per la

camera i candidati sono eletti in numero proporzionale ai voti ottenuti su scala nazionale, con un

premio di maggioranza per i partiti della coalizione che hanno ottenuto la maggioranza dei voti che

consiste in un aggiunta di seggi i quali permettono alla coalizione di avere la maggioranza assoluta nella

camera. Per il senato il meccanismo è diverso in quanto il sistema elettorale è proporzionale con premio di

maggioranza, ma su base regionale, poiché sia la scelta della coalizione che il premio di maggioranza

viene dato su base regionale. Non tutte le regioni hanno le stesse circoscrizioni e in questo caso il premio

di maggioranza ha un peso diverso in base al numero di senatori eletti in ciascuna di esse.

IL PARLAMENTO

L’origine del parlamento risale all’ organizzazione feudale. Il re spesso era il feudatario più potente che

convocava gli altri feudatari richiedendo aiuti speciali durante le assemblee.

I feudatari concedevano aiuti richiesti ma in cambio ottenevano dal re benefici. Più tardi alle assemblee

venivano inviati alcuni rappresentanti i quali con il passare degli anni furono eletti ricevendo precise

istruzioni sulle concessioni che dovevano ottenere dal re in cambio di aiuti finanziari o materiali.

All’ origine dunque il parlamento ha una funzione di controllo sull’attività del sovrano; può obbligare il

sovrano ad adottare le leggi ma non esercita una funzione legislativa. Con la Restaurazione il

bicameralismo perfetto, in Italia, assegna alle camere le stesse funzioni. Se in futuro fosse completata la

riforma costituzionale avviata nel 2001 il principio del bicameralismo potrebbe essere abbandonato.

Secondo la Costituzione repubblicana, il parlamento è composto da due assemblee: la camera dei deputati

e il senato della repubblica. Normalmente le due assemblee operano separate. Solo in casi eccezionali si

riuniscono e costituiscono un terzo organo chiamato parlamento in seduta comune.

Le ragioni del sistema bicamerale sono:

l’intento di ottenere decisioni più accurate, attraverso l’intervento di due differenti organi,

- sui progetti di legge

l’interesse di allargare il consenso nella formazione delle leggi, sottoponendo all’esame e

- alla deliberazione di un maggior numero di rappresentanti popolari

Nel sistema bicamerale adottato dalla costituzione (art 70), le due camere sono poste in condizioni di

parità. Ciò significa che le decisioni di entrambe hanno la stessa importanza.

Il Senato a differenza del parlamento (organo rappresentativo per eccellenza) non è interamente elettivo e

fanno parte del senato anche:

- 5 senatori a vita nominati dal presidente della repubblica per meriti scientifici, culturali,

artistici. anch’essi a vita, di diritto

- Tutti gli ex presidenti della repubblica che divengono senatori,

senza bisogno di nomina.

Le differenze tra camera dei deputati e senato sono riferite a:

1. Il numero dei componenti: la camera ha 630 membri e il senato 315

L’elettorato attivo:

2. per votare al senato occorre aver compiuto 25 anni, mentre ne bastano 18 per

votare la camera

L’elettorato passivo:

3. per essere senatore occorre aver compiuto 40 anni, mentre, per si può essere

deputati a 25

ASSUNZIONE E CESSAZIONE DELLA CARICA DI PARLAMENTARE

Secondo l’art 66 della costituzione, ciascuna camera giudica dei titoli di ammissibilità dei suoi componenti

e delle cause sopraggiunte di ineleggibilità e di incompatibilità.

L’ineleggibilità: E’ l’incapacità di essere eletto per una causa obbiettiva

L’incompatibilità: E’ l’impossibilità di ricoprire la carica di parlamentare contemporaneamente ad altre

cariche. L’ineleggibilità rende impossibile l’elezione, mentre che si trova in una situazione di

incompatibilità può essere eletto ma dovrà scegliere tra lo status di parlamentare e l’altra carica che ricopre.

DURATA DELLE CAMERE

In base alla costituzione (art.60), le due camere sono elette per cinque anni. Allo scadere del quinto anno si

indicono nuove elezioni:

- per tener conto delle variazioni nelle opinioni politiche dei cittadini che hanno già votato

- per tener conto delle opinioni dei cittadini che hanno acquistato, per età, il diritto di voto.

La durata delle camere non può essere prorogata oltre i cinque anni, se non in caso di guerra.

Lo scioglimento delle camere anticipato può avvenire solo se le camere non riescono a trovare un accordo

per sostenere il governo dandogli fiducia attraverso una votazione. Il periodo di vita delle camere si chiama

LEGILATURA.

L’AUTONOMIA DELLE CAMERE

Le camere sono organismi dotati di autonomia che si manifesta in due modi:

con l’adozione del regolamento

- con l’autonomia finanziaria

-

in base all’ art.64 della costituzione ciascuna camera adotta il regolamento con il quale si organizzano la

L’autonomia

struttura e il funzionamento di ciascuna camera a maggioranza assoluta dei propri componenti.

finanziaria è una garanzia importante per il funzionamento delle camere. Ciascuna camera determina

annualmente in seduta segreta il proprio fabbisogno finanziario. Le somme vengono erogate dal ministero

dell’economia e delle finanze e amministrate dalla presidenza di ciascuna camera.

L’ORGANIZZAZIONE DELLE CAMERE

Ciascuna camera quando si riunisce in assemblea per la prima volta, elegge i propri organi interni

- IL PRESIDENTE: eletto da ciascuna assemblea a maggioranza, deve garantire il buon andamento dei

lavori parlamentari, facendo osservare il regolamento. Dirige e modera la discussione, stabilisce l’ordine

delle votazioni e partecipa all’organizzazione dei lavori. Come garanti dell’imparzialità i presidenti delle

camere non votano

L’ UFFICIO DI PRESIDENZA: E’ strutturato in modo da rappresentare le forze politiche di ciascuna

-

camera: è composto dal presidente, da 4 vicepresidenti che presiedono le sedute dell’assemblea in sua

assenza, 3 questori che vigilano sull’applicazione delle norme del regolamento e delle direttive del

presidente, 8 segretari che sovrintendono alla redazione dei resoconti delle sedute.

- LE GIUNTE: sono organi creati per risolvere questioni di carattere tecnico che possono sorgere nel corso

della vita di ciascuna camera.

- LE COMMISSIONI PARLAMENTARI: sono 14 in ciascun ramo del parlamento. Sono composte di

deputati e senatori in modo da rispecchiare, proporzionalmente le forze politiche presenti. Vengono

rinnovate ogni 2 anni ed ogni parlamentare deve far parte di almeno una commissione. LE COMMISSIONI

MISTE sono composte da deputati e senatori insieme (es. commissioni per questioni regionali e per

l’indirizzo generale). COMMISSIONI D’INCHIESTA: organi temporanei previsti dall’art. 82 della cost. e

Tra le funzioni necessarie c’è

COMMISSIONI PERMANENTI: svolgono funzioni necessarie ed eventuali.

quella di esaminare i disegni di legge.

- I GRUPPI PARLAMENTARI: sono la proiezione dei partiti politici in parlamento. Chi non vuole

qualificarsi come appartenente a questo o a quel partito si iscrive al gruppo misto. Ogni gruppo elegge il

proprio presidente che indirizza io comportamento dei parlamentari del gruppo sia una discussione di una

legge sia durante la votazione. Va precisato che secondo l’art 67 cost. ogni parlamentare rappresenta la

nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo nei confronti del gruppo parlamentare d’appartenenza. I

parlamentari quindi, si possono discostare dalla linea comune del gruppo parlamentare ( fenomeno dei

franchi tiratori).

L’ORGANIZZAZIONE DEI LAVORI DELLE CAMERE

Le camere per potersi riunire e discutere vanno convocate. La convocazione spetta al presidente di ciascuna

camera, a un terzo dei membri di ciascuna camera, al presidente della repubblica. La costituzione prevede

inoltre due convocazioni annuali automatiche per evitare che si verifichino pause troppo lunghe. Ogni

sessione è composta da più sedute e il lavoro dell’assemblea è svolto in base ad un programma. Il

programma è preparato dal presidente e discusso e approvato dalla conferenza dei capigruppo composta da

tutti i presidenti dei gruppi parlamentari e dal presidente della camera. Il programma deliberato può

riguardare l’organizzazione dei lavori di ciascuna camera per i due tre mesi successivi, e sulla base di questi

gli stessi presidenti dei gruppi formano il calendario dei lavori. Al termine di ogni seduta il presidente di

ciascuna camera comunica all’assemblea l’ordine del giorno della seduta successiva. Secondo l’art. 64 le

deliberazioni di ciascuna camera non sono valide se non è presente il numero legale dei membri. Se manca

questo numero la seduta deve essere rinviata. Le deliberazioni devono essere adottate a maggioranza dei

presenti a meno che non sia prevista dalla costituzione una maggioranza particolare.

le assemblee sono chiamate a esprimere le proprie convinzioni in relazione all’argomento in discussione

attraverso un voto, il quale può essere di approvazione di non approvazione o di astensione. Le votazioni

sono classificate in tre gruppi a seconda che:

non si richieda l’identificazione delle persone ne il numero dei votanti

- si richieda l’identificazione delle persone e il numero dei votanti ma non si richieda la

- pubblicità del contenuto del voto (scrutinio segreto)

si richieda l’identificazione

- delle persone, del numero dei votanti e la pubblicità del

contenuto del voto (appello nominale)

OSTRUZIONISMO

L’ostruzionismo è un’attività posta in essere dalle minoranze, volta a impedire l’approvazione di

deliberazioni da parte della maggioranza. I rappresentanti delle minoranze presentano un gran numero di

emendamenti al testo in discussione per impedire le deliberazioni. Onde evitare abusi dell’ostruzionismo in

passato si sono stabiliti dei limiti all’iscrizione a parlare e alla durata degli interventi.

LE QUESTIONI INCIDENTALI, PREGIUDIZIALI E SOSPENSIVE

Altri strumenti previsti dal regolamento che possono ritardare o ostacolare la non deliberazione ma la

discussione sono:

le questioni incidentali: hanno la precedenza sulla discussione principale, che non può iniziare o proseguire

se non è esaurita quella incidentale.

le questioni pregiudiziali: proposte dai parlamentari prima che inizi la discussione, adducendo motivi

affinché la discussione su quel dato argomento non abbia luogo.

le questioni sospensive: sono proposte per rinviare la discussione al verificarsi di uno specifico evento

IL PARLAMENTO IN SEDUTA COMUNE

Le camere debbono riunirsi in seduta comune:

- per eleggere il presidente della repubblica

- per assistere al giuramento del presidente della repubblica

- per deliberare la eventuale messa in accusa del presidente della repubblica, per i reati di alto

tradimento e di attentato alla costituzione

- per eleggere alcune alte cariche dello stato

la maggioranza dei componenti necessaria per la validità delle sedute e delle deliberazioni va riferita al

numero complessivo dei membri dell’ organo.

LE IMMUNITA’ PARLAMENTARI

Le immunità parlamentari previste dall’art. 68 della cost. sono uno stato di particolare garanzia di cui

godono i membri del parlamento e sono:

L’ insindacabilità: è una garanzia in base alla quale i parlamentari sono considerati irresponsabili in

campo penale, amministrativo e civile, e non possono, pertanto, essere perseguiti per le opinioni espresse e

i voti dati nell’esercizio delle loro funzioni. Non possono godere della garanzia sancita dall’art. 68 tutte

quelle opinioni che possono essere ricondotte all’attività solo genericamente politica di un parlamentare.

L’inviolabilità: ha lo scopo di tutelare l’indipendenza della funzione che ogni parlamentare esercita. Nel

1993 una legge di revisione costituzionale ha modificato la disciplina dell’inviolabilità prevedendo che

l’autorizzazione della camera di appartenenza non sia necessaria per la sottoposizione a procedimento

del parlamentare, ma soltanto per l’adozione di provvedimenti che limitano la sua libertà:

penale

perquisizione personale o domiciliare, arresto o mantenimento in detenzione o altra forma di restrizione

della libertà personale, intercettazione di conversazioni o comunicazioni o sequestro di corrispondenza.in

secondo luogo stabilisce che anche senza autorizzazione il parlamentare possa essere privato della libertà

personale quando ciò avvenga in esecuzione di una sentenza irrevocabile di condanna, oppure qualora

colto nell’atto di commettere un delitto per il quale è previsto l’arresto obbligatorio in flagranza.

venga

LE FUNZIONI DEL PARLAMENTO

Le funzioni principali del parlamento sono:

-FUNZIONE LEGISLATIVA

-FUNZIONE DI CONTROLLO SUL GOVERNO

-FUNZIONE DI INDIRIZZO POLITICO

s’intende l’attività di preparazione, esame

Per funzione legislativa

e approvazione delle leggi. In base all’art.70 l’approvazione delle

leggi spetta ad entrambe le camere

Le leggi vanno esaminate sotto tre profili: contenuti, forma, e gli effetti.

Si chiama procedura legislativa l’insieme degli atti previsti dalla costituzione e posti in essere da ciascuna

camera per approvare una legge ordinaria consta di cinque fasi

-INIZIATIVA

-ISTRUTTORIA

-DISCUSSIONE E APPROVAZIONE

-PROMULGAZIONE

-PUBBLICAZIONE

L’iniziativa

La fase di iniziativa consiste nella presentazione di un progetto di legge diviso in articoli davanti a una delle

due camere. In base alla costituzione art. 71 l’iniziativa spetta:

- al governo e in questo caso prende il nome di disegno di legge

- a ciascun membro del parlamento

- ai consigli regionali

al consiglio nazionale dell’economia e del lavoro

-

- al popolo

tra i soggetti dotati del potere di iniziativa, il governo è di fatto l’organo che maggiormente lo esercita

attraverso la presentazione dei disegni di legge che sono redatti da uffici specializzati, esaminati nel consiglio

dei ministri e inviati al presidente della repubblica che ne autorizza con un proprio decreto la presentazione in

parlamento per l’approvazione.

L’istruttoria

in base alla costituzione (art.72) il presidente di ciascuna camera prima di mettere in discussione e in

votazione qualunque proposta la invia alla commissione parlamentare permanente competente per materia

perché compia l’istruttoria (commissione in sede referente). L’esame della commissione in sede referente è un

obbligo costituzionale. La commissione può ottenere informazioni utili per l’elaborazione del testo e

richiedere il parere di determinati organi e modificare anche profondamente il testo del progetto. Gli

emendamenti sono proposte di modifica del testo ( di singoli articoli o parti di essi), presentati dai membri del

parlamento sia in aula che in commissione. Essi possono essere accettati o respinto. La commissione al

termine dell’ istruttoria redige una relazione con le proprie osservazioni sul progetto. Le relazioni sono due,

una di maggioranza e una di minoranza le quali mettono in evidenza i punti contrastanti manifestatisi nel corso

dell’istruttoria.

La discussione e l’approvazione

L’approvazione con procedura ordinaria in assemblea: avviene dopo una discussione generale e una

votazione del progetto, articolo per articolo e poi con lettura e votazione finale del testo nel suo insieme. Il

principio fondamentale che si segue nella formazione di una legge, infatti, è quello di consentire il maggior

numero possibile di modifiche al progetto in discussione. I procedimenti abbreviati non sono procedure

speciali ma più brevi adottate per alcune materie o per le proposte per le quali l’assemblea dichiari con un voto

la procedura d’urgenza. Nei procedimenti abbreviati i tempi sono ridotti alla metà. L’approvazione in

assemblea (sia con proc. ordinaria che abbreviata) è obbligatoria quando si tratti di approvazione di bilanci

preventivi e consuntivi, ratifica di trattati internazionali, approvazione di leggi costituzionali, di leggi elettorali

e di leggi di delegazione legislativa. Quando si segue la procedura speciale di approvazione in commissione la

l’ha già esaminata in sede referente che svolge una

proposta di legge viene attribuita alla commissione che

funzione deliberante. Quando il progetto è respinto, decade e può essere ripresentato solo dopo sei mesi.

Quando il progetto di legge è approvato, il testo viene inviato all’altra camera che compie le stese operazioni.

Se la camera che per seconda esamina il progetto ne approva il testo, la legge è approvata definitivamente, ma

se lo modifica introducendo emendamenti questi devono essere approvati dalla camera che per prima ha dato

il proprio assenso al progetto.

La promulgazione

La promulgazione deve avvenire entro un mese dall’ approvazione della legge da parte delle camere. La

promulgazione è un atto del presidente della repubblica con il quale questi controlla la regolarità del

procedimento di approvazione della legge. Per motivi di opportunità o per motivi formali o quando il

procedimento non è stato regolare il presidente della repubblica può con un messaggio motivato rinviare il

testo alle camere per richiedere una nuova deliberazione. Se le camere approvano nuovamente la legge questa

deve essere promulgata. Di solito le leggi entrano in vigore 15 giorni dopo la pubblicazione sulla gazzetta.

La pubblicazione

La legge firmata dal presidente della repubblica controfirmata dal presidente del consiglio dei ministri e dal

ministro o dai ministri proponenti, munita del visto del ministro della giustizia viene pubblicata in uno

speciale quotidiano che si chiama gazzetta ufficiale.

LA PROCEDURA PER L’APPROVAZIONE DELLE LEGGI COSTITUZIONALI

Le Leggi costituzionali possono modificare la costituzione, aggiungersi ad essa o sopprimerne alcune parti e

vengono denominate leggi di revisione della Costituzione. Le leggi costituzionali non di revisione, non fanno

parte del dettato costituzionale a differenza delle leggi di revisione della costituzione. Le leggi di revisione

della costituzione non possono assolutamente modificare i principi supremi dell’ordinamento costituzionale,

mentre le leggi costituzionali possono riguardare solo la materia loro affidata dalla costituzione e possono

essere approvati in base all’ art. 138 con il procedimento aggravato, ovvero:

- sono approvate da ogni ramo del parlamento, ognuno dei quali deve compiere due

deliberazioni, di cui la seconda a maggioranza assoluta dei componenti. Se nella seconda

votazione ogni camera ottiene la maggioranza qualificata dei 2/3 dei componenti di ciascuna

camera, non sarà necessario procedere a referendum popolare.

LE FUNZIONI DI CONTROLLO governo. Gli atti a cui l’esercizio di questa

Il parlamento esercita una funzione di controllo nei confronti del

funzione da luogo sono di vario tipo:

Le interrogazioni: sono domande orali o scritte, rivolte al governo. Con le interrogazioni il parlamento vuole

accertare se un fatto è vero o se su quel fatto il governo possiede informazioni più approfondite. Se

l’interrogazione è urgente essa deve svolgersi immediatamente, per le altre se sono orali il governo deve

rispondere entro 15 giorni, se scritte entro 20.

Le interpellanze: con le interpellanze il parlamento formula per iscritto domande al governo sui motivi della

condotta in relazioni a fenomeni che investono la sua politica. A tali quesiti il governo deve dare una risposta

motivata. La risposta del governo è orale e deve essere data in aula per permettere una discussione. Se

l’interpellante non è soddisfatto, può trasformare l’interpellanza in mozione.

Le mozioni: sono presentate da almeno un decimo dei componenti di ciascuna camera. Con esse si

promuovono discussioni che terminano con una votazione. Le mozioni più importanti sono quelle di fiducia o

sfiducia. Un secondo gruppo di atti di controllo del parlamento sul governo sono le inchieste parlamentari su

materie di pubblico interesse.

LA FUNZIONE DI BILANCIO con il quale viene esercitato il controllo sull’attività

Il bilancio è un atto approvato con legge dal parlamento

finanziaria del governo. L’art. 81 della costituzione dispone che le camere approvano ogni anno i bilanci e il

rendiconto consuntivo presentati dal governo. Il bilancio riassume le scelte circa la distribuzione delle risorse

raccolte a mezzo dei tributi. Il parlamento diviene perciò arbitro e interprete dei bisogni dei cittadini che

richiedono spese per essere soddisfatti, e l’approvazione consente al parlamento di conoscere e di controllare

l’intera attività dell’amministrazione. Con il patto di stabilità e crescita non solo i governi ma anhce gli enti

territoriali locali sono obbligati a tenere sotto controllo le proprie finanze operando riduzioni percentuali

richiesti dall’ unione europea. Per rispondere alle richieste finanziarie

annuali sino a raggiungere i risultati

dell’ unione europea il governo ha emanato il patto di stabilità interno. Negli stati contemporanei vige il

principio che il governo non può decidere autonomamente le spese ma che queste debbono avere

l’approvazione del parlamento.

La materia di bilancio è disciplinata dall’art. 81 della costituzione che pone tre regole fondamentali:

1. le camere approvano ogni anno i bilanci presentati dal governo

l’esercizio provvisorio del bilancio

2. è ammesso per un periodo non superiore a quattro mesi e deve

essere approvato con legge

3. con la legge di approvazione del bilancio di previsione non si possono stabilire nuove entrate e nuove

spese.

La prima regola riguarda la legge di bilancio che deve essere approvata ogni anno. Il suo periodo di vita si

chiama esercizio finanziario. Per esso è esclusa la discussione e l’approvazione in commissione; quest’ultima

svolge solo compiti istruttori.

La seconda regola riguarda l’esercizio provvisorio del bilancio e indica che mancando l’autorizzazione

parlamentare, qualsiasi spesa anche la più minuta non potrebbe essere fatta e lo stato si fermerebbe. La

costituzione per evitare che ciò accada consente al parlamento che non riesce ad approvare il bilancio entro il

31 dicembre di autorizzarne con legge l’esercizio provvisorio. L’esercizio provvisorio permette allo stato per

un periodo di tempo non superiore a 4 mesi di spendere le somme necessarie per il proprio funzionamento.

La terza regola riguarda l’approvazione. Essa impedisce che il parlamento nel momento in cui approva il

bilancio possa introdurre nuove entrate e nuove spese.

L’APPROVAZIONE DEL BILANCIO

Il parlamento si pronuncia due volte sui provvedimenti legislativi che comportano entrate e spese. La prima

pronuncia si ha quando le camere approvano una legge che comporta spese, la seconda si ha in sede di

approvazione del bilancio. Al momento della discussione e approvazione del disegno di legge di bilancio il

potere di emendamento del parlamento è limitato in quanto non gli è consentito introdurre novità finanziarie:

ha perciò il divieto di aumentare le entrate per finanziare nuove spese. Nel quarto comma dell’art. 81 la

costituzione indica che le modificazioni alle entrate e alle spese possono essere assunte dalle camere al

momento in cui si approvano leggi diverse dal bilancio purché esse indichino dove reperire i mezzi necessari a

far fronte al loro costo. Negli ultimi anni il parlamento si è autoimposto alcuni limiti modificando i

regolamenti parlamentari e introducendo presso ciascuna camera due sessioni di bilancio. Nel corso delle

sessioni di bilancio le camere e le commissioni parlamentari hanno tempi limitati di esame e discussione, non

possono discutere e deliberare disegni di legge diversi da quelli di bilancio o collegati alla manovra

finanziaria.

L’INTRODUZIONE DELLA LEGGE FINANZIARIA

Ai sensi della legge numero 468/1978, entro il 30 settembre di ogni anno, contemporaneamente al disegno di

legge di bilancio viene presentato dal governo al parlamento un disegno di LEGGE FINANZIARIA.

La legge finanziaria è stata introdotta per aggirare la rigidità del bilancio. Infatti, con tale legge si possono

apportare alle leggi a contenuto finanziario, le modifiche che appaiono necessarie al governo per tradurre in

termini finanziari il proprio indirizzo politico, aggirando i vincoli posti al bilancio dall’art. 81 cost. Tali norme

possono prevedere un espansione della spesa pubblica purché esse siano finalizzate al sostegno dell’economia.

ha previsto l’approvazione da parte del parlamento del documento di

- La legge numero 362/1988

programmazione economica e finanziaria (dpef), che definisce per un quadriennio la manovra di finanza

pubblica cui il bilancio deve adeguarsi. Il documento viene presentato entro il 30 giugno di ogni anno e viene

approvato dal parlamento con una risoluzione. Questo documento vincola la successiva attività finanziaria del

parlamento ai propri contenuti,

- entro il 30 settembre il governo presenta al parlamento il BILANCIO DI PREVISIONE ANNUALE e il

disegno di legge finanziaria, redatto in termini di competenza: (redatto sulla base dei crediti che lo stato vanta

nei confronti degli enti pubblici e dei debiti assunti dallo stato) e di cassa: redatto riferendosi alle entrate che

effettivamente si incasseranno e alle spese che effettivamente saranno erogate. Al bilancio di previsione è

allegato il bilancio pluriennale ( non obbligatorio), che copre un triennio e che è redatto in modo da poter

orientare le scelte finanziarie dell’ordinamento negli anni futuri. Se è necessario modificare il contenuto del

bilancio, si può ricorrere ad una LEGGE DI VARIAZIONE DEL BILANCIO o decreti di variazione del

bilancio. Ulteriori modifiche possono essere apportate con il BILANCIO DI ASSESTAMENTO che si

entro il 30 giugno. L’atto con cui termina la procedura di bilancio è il RENDICONTO.

presenta

I CONTROLLI SULLE SPESE

Ogni atto della procedura di spesa è sottoposto a due controlli:

- registrazione degli uffici centrali del bilancio

- controllo della corte dei conti sulla gestione: è un controllo successivo sulla gestione esteso al

funzionamento dei controlli interno.

IL SISTEMA DELLE RAGIONERIE

Si è visto che gli organismi di controllo sono la corte dei conti e il dipartimento della ragioneria generale dello

stato che ha una piena competenza nella formazione e gestione dei bilanci dello stato.

Le caratteristiche essenziali del sistema delle ragionerie oggi, sono:

- la dipendenza degli uffici centrali del bilancio

- la circostanza che il sistema costituisce una rete complessa

LA FUNZIONE DI INDIRIZZO POLITICO

la funzione di indirizzo politico è quella che ha per fine la determinazione dei grandi obbiettivi della politica

nazionale e la scelta degli strumenti per conseguirli. All’attività di indirizzo politico concorrono:

ELETTORALE: che votando per il programma di un partito politico, sceglie l’indirizzo che gli è più

-CORPO

consono

- I PARTITI POLITICI: che, attraverso i loro rappresentanti in parlamento formano la maggioranza

- IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA: che attribuisce ad un presidente del consiglio incaricato il

compito di formare il governo

- IL GOVERNO: il suo indirizzo politico è contenuto nel programma di governo. Ad esso il governo da

attuazione, attraverso la presentazione di disegni di legge, la deliberazione di decreti legge e la deliberazione

delle nomine di presidenti di numerosi enti pubblici

- IL PARLAMENTO: che si manifesta attraverso la votazione, con la quale concede la propria fiducia al

governo.

Altri atti attraverso i quali si esplica la funzione di indirizzo politico del parlamento sono:

l’approvazione delle leggi, in particolare la legge di bilancio e finanziaria

-

- la conversione in legge dei decreti legge

- gli ordini del giorno di indirizzo al governo

- le mozioni di sfiducia, a seguito delle quali, se approvate, il governo deve dimettersi.

I compiti del parlamento sono:

- autorizzare con legge, la ratifica dei trattati internazionale stipulati dal governo

delegare con legge, il presidente della repubblica a concedere l’amnistia e l’indulto

-

- deliberare con legge, lo stato di guerra e conferire al governo i relativi poteri

EFFETTI DELLA FINE DELLA LEGISLATURA

Il termine della legislatura comporta l’annullamento di tutto il lavoro che non sia stato perfezionato nel corso

della vita delle camere precedenti. I regolamenti parlamentari, hanno previsto ad alcune condizioni la

possibilità di recuperare il lavoro svolto nella legislatura precedente. È stato stabilito che, se entro i primi sei

l’identico

mesi della nuova legislatura viene presentato testo già approvato da una camera nella legislatura

può esserne dichiarata l’urgenza e la discussione può avvenire sulla base delle relazioni presentate

precedente

precedentemente

DIVIETO DI PROROGA E PROROGATIO

La costituzione, vieta la proroga delle camere con una sola eccezione, da disporre con legge, in caso di guerra.

Con l’art. 61 si è introdotto l’istituto della prorogatio. con la prorogatio si mantengono eccezionalmente e

temporaneamente in vita i poteri dei componenti delle camere, per i quali è cessato il mandato ordinario, ciò al

fine di garantire la continuità del funzionamento del parlamento.

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA


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tonia_la

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in educatore professionale (Facoltà di Economia, Ancona - Facoltà di Medicina e Chirurgia, Ancona)
SSD:
A.A.: 2010-2011

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher tonia_la di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto pubblico e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Politecnico delle Marche - Univpm o del prof Trucchia Laura.

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