Che materia stai cercando?

Anteprima

ESTRATTO DOCUMENTO

Cap. 2 - Par. 4

R. Bin - G. Pitruzzella Diritto Pubblico, Giappichelli Editore, Torino, 2002. RAPPRESENTANZA POLITICA

Concetto di RAPPRESENTANZA POLITICA:

All’interno della nozione di rappresentanza politica si possono individuare due significati distinti.

Il rappresentante dispone di una

Rapporto diretto tra rappresentante e

rappresentato: situazione di potere autonomo:

in questa accezione, esiste un preciso in questa accezione, non esiste alcun

legame tra i due soggetti, basato su un rapporto diretto tra rappresentante e

mandato esplicito e vincolante. rappresentato.

Nozione di origine liberale basata sul

Si parla anche di Rappresentanza di cosiddetto divieto di mandato

interessi: tipica dei Parlamenti imperativo, comparso nella

medievali, nei quali il rappresentante è Costituzione francese del 1791.

tenuto ad agire nell’interesse del

soggetto rappresentato con cui corre Tale divieto è tuttora espresso

un rapporto basato su un mandato dall’articolo 67 della Costituzione

imperativo. italiana. Torna alla prima

pagina

SINTESI A CURA DI: Andrea BAROLINI - Emanuele ISONIO Cap. 2 - Par. 4

R. Bin - G. Pitruzzella Diritto Pubblico, Giappichelli Editore, Torino, 2002. RAPPRESENTANZA POLITICA

RESPONSABILITA’ POLITICA:

E’ un concetto strettamente connesso con la rappresentanza politica: un soggetto dotato di potere

politico dovrà rispondere ad un altro soggetto per il modo in cui ha esercitato il potere di cui è

investito e, in caso di giudizio negativo, perderà il potere politico.

Il concetto di responsabilità politica è chiaramente basilare nelle democrazie pluraliste, nelle quali

il corpo elettorale è chiamato periodicamente a dare un giudizio (mediante le elezioni) sui propri

rappresentanti. :

Legittimazione democratica e governabilità

Negli Stati di democrazia pluralista si è ben presto presentato il problema di riuscire a garantire la

legittimazione democratica dello Stato basata sul consenso popolare, al tempo stesso assicurando al

sistema la capacità di decidere (la cosiddetta governabilità).

Per riuscire a salvaguardare questi due pilastri degli Stati moderni, è necessario far convivere i due

aspetti della rappresentanza politica. Rappresentanza come situazione di potere

Rappresentanza come rapporto con

gli elettori: autonomo:

per garantire la legittimazione del per scongiurare il pericolo di una “paralisi

sistema. decisionale”

Torna alla prima

pagina

SINTESI A CURA DI: Andrea BAROLINI - Emanuele ISONIO Cap. 2 - Par. 4

R. Bin - G. Pitruzzella Diritto Pubblico, Giappichelli Editore, Torino, 2002. RAPPRESENTANZA POLITICA

Storicamente si sono affermati diversi modelli per risolvere il problema di coniugare legittimazione

democratica e governabilità:

A - Lo Stato dei partiti: sono sistemi basati sulla doppia virtù dei partiti:

• strumento di collegamento con gli elettori (vedi art.49 Costituzione italiana)

Realizzano una partecipazione permanente del popolo alla vita politica

• garanzia di sintesi politica degli interessi particolari dei vari gruppi presenti nella società civile.

Permettono al sistema di superare i contrasti e di decidere.

Tuttavia, in una simile situazione, c’è il rischio concreto che lo strapotere dei partiti all’interno delle

istituzioni finisca per limitare, di fatto, l’effettività del divieto di mandato imperativo. Infatti, i

rappresentanti dei cittadini devono spesso sottostare alla disciplina di partito.

B- il rafforzamento del Governo e l’investitura popolare del premier:

Introducendo norme di investitura popolare diretta del potere esecutivo si ottiene il risultato di

tutelarlo dalle pressioni immediate dei vari gruppi. Esso è in tal modo legittimato a governare

nell’interesse generale.Esempio estremo di questo sistema è rappresentato dal presidenzialismo

statunitense.

In sistemi siffatti, i due aspetti della rappresentanza già ricordati sono divisi:

• il Parlamento è lo strumento di collegamento con gli elettori.

• l’Esecutivo è lo strumento di sintesi degli interessi particolari. Torna alla prima

pagina

SINTESI A CURA DI: Andrea BAROLINI - Emanuele ISONIO Cap. 2 - Par. 4

R. Bin - G. Pitruzzella Diritto Pubblico, Giappichelli Editore, Torino, 2002. RAPPRESENTANZA POLITICA

C- gli assetti neocorporativi:

Nei sistemi corporativi classici, i rappresentanti delle categorie economiche e professionali erano

riuniti in un’assemblea che sostituiva il Parlamento tradizionale (elettivo). Un esempio tipico era

rappresentato dalla Camera dei Fasci e delle Corporazioni che sostituì il Parlamento nell’Italia

fascista (legge 129/1939).

Nei sistemi democratici, gli assetti neocorporativi:

• non si sostituiscono ma si affiancano agli organi rappresentativi elettivi

• sono composti da organizzazioni autonome

• si costituiscono spontaneamente all’interno della società.

Il governo, spesso, cerca di concertare le decisioni mediante periodiche consultazioni con le

associazioni di categoria (es: sindacati dei lavoratori e associazioni di imprenditori).

D- la rappresentanza territoriale:

sono sistemi basati sulla creazione di un ramo del Parlamento composta da rappresentanti degli enti

territoriali. Esempio classico è costituito dal Bundesrat tedesco, in cui siedono rappresentanti

direttamente nominati dai vari Land che costituiscono la federazione tedesca.

E- la sottrazione della decisione al circuito rappresentativo:

In questo caso si affida il controllo e la cura di interessi inerenti particolari settori ad autorità

amministrative indipendenti, autonome rispetto al circuito democratico-rappresentativo.

Torna alla prima

pagina

SINTESI A CURA DI: Andrea BAROLINI - Emanuele ISONIO Cap. 2 - Par. 4

R. Bin - G. Pitruzzella Diritto Pubblico, Giappichelli Editore, Torino, 2002. RAPPRESENTANZA POLITICA

DEMOCRAZIA DIRETTA E DEMOCRAZIA RAPPRESENTATIVA:

In tutti i sistemi di democrazia rappresentativa permangono alcuni istituti di democrazia diretta.

Questi strumenti affidano al corpo elettorale la possibilità di prendere direttamente le decisioni

riguardanti l’ordinamento statale.

• iniziativa legislativa popolare: si possono presentare proposte di

legge in Parlamento se sono firmate da un numero congruo di

cittadini.

Principali strumenti di • petizione: i cittadini possono in tal modo avanzare richieste agli

democrazia diretta organi istituzionali con l’obiettivo di sensibilizzarli su determinati

argomenti

• referendum: è una consultazione che coinvolge l’intero corpo

elettorale ed è produttiva di effetti giuridici. Torna alla prima

pagina

SINTESI A CURA DI: Andrea BAROLINI - Emanuele ISONIO Cap. 2 - Par. 4

R. Bin - G. Pitruzzella Diritto Pubblico, Giappichelli Editore, Torino, 2002. RAPPRESENTANZA POLITICA

La Costituzione italiana e il referendum:

La Costituzione repubblicana prevede espressamente tre tipi di referendum

Referendum consultivo:

Referendum abrogativo:

Referendum di revisione

costituzionale: (art. 75 Costituzione) (art. 132 e 133 Costituzione)

(art. 138 Costituzione) Può essere indetto per Deve essere indetto in caso di

abrogare una legge o un modificazione territoriale di

Può essere inserito atto avente forza di legge, Regioni, Province e Comuni.

nell’ambito di un già in vigore.

procedimento di revisione Ha carattere eventuale e

costituzionale. successivo.

Ha carattere eventuale.

Alle tre tipologie di referendum previste dalla Costituzione italiana, si può affiancare un quarto tipo:

i referenda abrogativi o consultivi su leggi e provvedimenti amministrativi delle Regioni.

Torna alla prima

pagina

SINTESI A CURA DI: Andrea BAROLINI - Emanuele ISONIO Cap. 2 - Par. 5

R. Bin - G. Pitruzzella Diritto Pubblico, Giappichelli Editore, Torino, 2002. SEPARAZIONE DEI POTERI

LA SEPARAZIONE DEI POTERI:

Il principio di separazione dei poteri è un prodotto del costituzionalismo liberale (Montesquieu, Lo

Spirito delle leggi, 1748). Tradizionalmente si è soliti indicare tre poteri:

• potere legislativo A ciascun potere è associata una funzione pubblica

• potere esecutivo delineata e distinta dalle funzioni degli altri poteri.

• potere giudiziario

La divisione delle funzioni è elemento essenziale per evitare il rischio dell’arbitrio. Tale divisione,

inoltre, ha l’effetto positivo di assicurare un reciproco bilanciamento tra poteri dello Stato (checks

and balances).

Il principio di separazione può avere un’applicazione più o meno rigida. Negli USA si è affermata

una nettissima distinzione tra poteri, mentre in Europa l’applicazione è avvenuta in modo più

moderato. Si possono ricordare due esempi:

• forme di governo parlamentari: in esse, il Governo rimane in carica solo se e finché gode della

fiducia del Parlamento.

• casi in cui un potere esercita funzioni tipiche di un altro potere Torna alla prima

pagina

SINTESI A CURA DI: Andrea BAROLINI - Emanuele ISONIO Cap. 2 - Par. 5

R. Bin - G. Pitruzzella Diritto Pubblico, Giappichelli Editore, Torino, 2002. SEPARAZIONE DEI POTERI

Oltre alle tre tradizionali funzioni, nelle moderne democrazie pluraliste si è affermata una quarta

funzione:

la funzione di indirizzo politico.

Essa consiste nella determinazione delle linee fondamentali di sviluppo dell’ordinamento, della

politica interna ed internazionale dello Stato. Attraverso tale funzione si vuole perseguire l’obiettivo

di garantire una guida coerente ed efficace alle altre funzioni.

Alla funzione di indirizzo politico è dedicato il primo comma dell’articolo 95 della Costituzione

italiana:

“Il Presidente del Consiglio dei ministri dirige la politica generale del Governo e ne è responsabile.

Mantiene l’unità di indirizzo politico ed amministrativo, promuovendo e coordinando l’attività dei

ministri”.

L’indirizzo politico viene assicurato attraverso l’utilizzo di diversi atti formali. Ad esempio:

• leggi del Parlamento

• decreti legislativi e regolamenti del Governo

• atti amministrativi di valenza politica

• stipulazione di trattati internazionali. Torna alla prima

pagina

SINTESI A CURA DI: Andrea BAROLINI - Emanuele ISONIO Cap. 2 - Par. 6

R. Bin - G. Pitruzzella Diritto Pubblico, Giappichelli Editore, Torino, 2002. LA REGOLA DI

MAGGIORANZA

LA REGOLA DI MAGGIORANZA:

E’ l’elemento caratterizzante il funzionamento dello Stato liberale e della democrazia pluralista.

Essa assume tre significati differenti:

il principio di maggioranza è lo strumento per adottare le decisioni. E’

• Principio funzionale:

adottata la decisione che ottiene il maggior numero di consensi (opposto al principio di unanimità).

Si possono distinguere vari tipi di maggioranza: - relativa o semplice

- assoluta

- qualificata

• Principio di rappresentanza: attiene alle modalità con cui si forma il Parlamento e si determina

una maggioranza parlamentare e la relativa minoranza.

• Principio di organizzazione politica: è connesso con una determinata concezione delle elezioni

2° concezione: le elezioni sono lo strumento

1° concezione: le elezioni sono lo per fotografare il peso di ciascuna forza

strumento per costituire una all’interno del corpo elettorale.

maggioranza politica stabile.

Dalla prevalenza di una delle due concezioni dipende il tipo di sistema elettorale prescelto.

Torna alla prima

pagina

SINTESI A CURA DI: Andrea BAROLINI - Emanuele ISONIO Cap. 2 - Par. 6

R. Bin - G. Pitruzzella Diritto Pubblico, Giappichelli Editore, Torino, 2002. LA REGOLA DI

MAGGIORANZA

In base al tipo di rapporti che si instaurano tra soggetti politici, si possono distinguere:

: :

DEMOCRAZIE CONSOCIATIVE

DEMOCRAZIE MAGGIORITARIE

“Esse sono basate sulla contrapposizione tra “Tendono a incentivare l’accordo tra i

due partiti o due coalizioni di partiti tra loro principali partiti al fine di condividere il

alternative, ovvero tra due leader politici, tra controllo del potere politico”

loro in competizione per ottenere la titolarità

- sempre temporanea e reversibile - del potere Alle elezioni, i partiti si presentano senza

politico” coalizzarsi.

Non si crea la distinzione funzionale tra

Esempi: USA, GB, Germania, Francia maggioranza e minoranza politica.

Nelle democrazie maggioritarie esiste una Le decisioni sono frutto di negoziazioni e

distinzione funzionale tra compromessi politici.

maggioranza politica

(che sostiene il Governo)

e minoranza politica

(che assume funzione d’opposizione)

Principio dell’alternanza Torna alla prima

pagina

SINTESI A CURA DI: Andrea BAROLINI - Emanuele ISONIO Cap. 2 - Par. 6

R. Bin - G. Pitruzzella Diritto Pubblico, Giappichelli Editore, Torino, 2002. LA REGOLA DI

MAGGIORANZA

Le minoranze permanenti :

Accanto alle minoranze politiche (temporanee), possono esistere, all’interno delle moderne

democrazie pluraliste, le cosiddette minoranze permanenti. Esse si creano sulla base di differenze

stabili presenti nella società e dovute a fattori etnici, religiosi, linguistici etc.

Di solito, le Costituzioni degli Stati democratici si premurano di tutelare espressamente i diritti, le

tradizioni e l’identità di queste minoranze.

Ad esempio, leggendo la Costituzione italiana si possono osservare le seguenti norme:

• divieto di discriminazione razziale: l’articolo 3 comma 1 recita:

“Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge, senza distinzione di

sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali”.

• divieto di discriminazione linguistica: oltre a quanto stabilito dall’art.3, l’articolo 6 recita:

“La Repubblica tutela con apposite norme le minoranze linguistiche”.

• divieto di discriminazione religiosa: oltre a quanto stabilito dall’art.3, l’articolo 8,comma 1 recita:

“Tutte le confessioni religiose sono egualmente libere davanti alla legge.”. Torna alla prima

pagina

SINTESI A CURA DI: Andrea BAROLINI - Emanuele ISONIO Cap. 2 - Par. 7

R. Bin - G. Pitruzzella Diritto Pubblico, Giappichelli Editore, Torino, 2002. STATO UNITARIO,

STATO FEDERALE,

STATO REGIONALE

STATI UNITARI E STATI COMPOSTI:

La separazione dei poteri, principio base degli Stati liberali e delle democrazie pluraliste, può

avvenire su due livelli:

• a livello orizzontale: nel rapporto tra i poteri dello Stato

• a livello verticale: riguarda, in questo caso, la distribuzione del potere di indirizzo politico e delle

funzioni pubbliche tra lo Stato centrale ed altri enti territoriali. In questo caso si distingue tra:

Stato composto:

Stato unitario: il potere è distribuito tra lo Stato centrale ed

Il potere è attribuito solo allo Stato enti territoriali da esso distinti, titolari di potere

centrale o a soggetti periferici ad esso d’indirizzo politico e funzione legislativa in

dipendenti (decentramento determinate materie.

amministrativo). Torna alla prima

pagina

SINTESI A CURA DI: Andrea BAROLINI - Emanuele ISONIO Cap. 2 - Par. 7

R. Bin - G. Pitruzzella Diritto Pubblico, Giappichelli Editore, Torino, 2002. STATO UNITARIO,

STATO FEDERALE,

STATO REGIONALE

All’interno dei cosiddetti Stati composti, si possono individuare due tipi di Stati: lo Stato federale e

lo Stato regionale. : :

STATO REGIONALE

STATO FEDERALE E’ caratterizzato dai seguenti elementi:

E’ caratterizzato dai seguenti elementi: • la Costituzione statale garantisce l’esistenza

• esiste un ordinamento statale federale basato degli enti territoriali con un certo grado di

su una Costituzione scritta e rigida e da alcuni autonomia politica e propri Statuti (non

enti territoriali basati, a loro volta, su proprie Costituzioni)

Costituzioni • la Costituzione attribuisce alle Regioni

• la Costituzione federale ripartisce le competenze legislative e amministrative

competenze tra lo Stato centrale e gli Stati

membri • non esiste una Camera rappresentativa delle

Regioni

• il Parlamento ha struttura bicamerale: la

prima Camera è composta da rappresentanti • le Regioni partecipano assai limitatamente

dei cittadini, eletti direttamente, a suffragio al processo di revisione costituzionale

universale; la seconda Camera è composta dai

rappresentanti degli Stati membri

• gli Stati membri partecipano al processo di

revisione costituzionale. Torna alla prima

pagina

SINTESI A CURA DI: Andrea BAROLINI - Emanuele ISONIO Cap. 2 - Par. 7

R. Bin - G. Pitruzzella Diritto Pubblico, Giappichelli Editore, Torino, 2002. STATO UNITARIO,

STATO FEDERALE,

STATO REGIONALE

Per comprendere a fondo il funzionamento di uno Stato composto è necessario delineare una

ulteriore differenza: quella fra federalismo duale e federalismo cooperativo.

Federalismo cooperativo:

Federalismo duale: si afferma con la nascita delle democrazie

E’ il tipo di federalismo tipico pluraliste, nelle quali sono andati aumentando i

dell’esperienza liberale. Esso è compiti e i settori d’intervento dei poteri pubblici.

caratterizzato da una forte divisione tra lo

Stato federale e gli Stati membri. Esso è caratterizzato dalla presenza di interventi

congiunti e coordinati nelle medesime materie

Non ci sono interferenze tra le due sfere: tra lo Stato centrale e gli Stati membri (o

ognuno opera nell’ambito delle sue Regioni).

attribuzioni. Torna alla prima

pagina

SINTESI A CURA DI: Andrea BAROLINI - Emanuele ISONIO


PAGINE

32

PESO

190.48 KB

AUTORE

Exxodus

PUBBLICATO

+1 anno fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze e tecnologie della comunicazione (POMEZIA, ROMA)
SSD:
A.A.: 2008-2009

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Exxodus di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto pubblico, dell’informazione e della comunicazione e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Allegri Maria Roman.

Acquista con carta o conto PayPal

Scarica il file tutte le volte che vuoi

Paga con un conto PayPal per usufruire della garanzia Soddisfatto o rimborsato

Recensioni
Ti è piaciuto questo appunto? Valutalo!

Altri appunti di Diritto pubblico, dell’informazione e della comunicazione

Diritto dell'informazione e della comunicazione, Caretti - Schemi
Appunto
Riassunto esame Diritto, prof. Teodoro, libro consigliato Diritto dell'informazione e della comunicazione, Caretti
Appunto
Diritto dei mezzi di comunicazione - i principi costituzionali e i diritti fondamentali
Dispensa
Riassunto esame Diritto dei mezzi di comunicazione, prof. Bianca, libro consigliato Corso di Diritto Pubblico, Barbera Fusaro
Appunto