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R. Bin - G. Pitruzzella Diritto Pubblico, Giappichelli Editore, Torino, 2002.

Capitolo 2 FORME DI STATO Torna alla prima

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Cap. 2 - Par. 1

R. Bin - G. Pitruzzella Diritto Pubblico, Giappichelli Editore, Torino, 2002. FORMA DI STATO e

FORMA DI GOVERNO

: :

FORMA DI GOVERNO

FORMA DI STATO

“Il rapporto che corre tra le autorità “I modi in cui il potere è suddiviso tra gli

dotate di potestà d’imperio e la organi principali di uno Stato-apparato e

società civile nonché l’insieme dei l’insieme dei rapporti che intercorrono

principi e valori a cui lo Stato ispira tra di essi”

le proprie azioni”

A seconda dell’obiettivo principale che A seconda del tipo di distribuzione dei

esso si pone si hanno differenti forme di poteri tra gli organi costituzionali

Stato: abbiamo differenti forme di governo:

• Stato assoluto • Governo parlamentare

• Stato liberale • Governo neoparlamentare

• Stato a democrazia pluralista • Governo presidenziale

• Stato totalitario • Governo semipresidenziale

• Stato socialista • Governo direttoriale

ATTENZIONE: Le applicazioni reali presentano spesso caratteri diversi dalle tipologie qui indicate.

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SINTESI A CURA DI: Andrea BAROLINI - Emanuele ISONIO Cap. 2 - Par. 2

R. Bin - G. Pitruzzella Diritto Pubblico, Giappichelli Editore, Torino, 2002. L’EVOLUZIONE DELLE

FORME DI STATO

1 - LO STATO ASSOLUTO

E’ stata la prima forma assunta dagli Stati moderni. Sorge tra la fine del XV secolo e il XVI

secolo. • il potere sovrano è accentrato nelle mani della Corona

(funzione legislativa + funzione esecutiva)

• il potere giudiziario è esercitato dalle Corti di nomina reale

Elementi caratterizzanti • la volontà del Re è la fonte primaria del diritto

(quod Principi placuit legis habet valorem)

• il potere del Re è legibus solutus Torna alla prima

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SINTESI A CURA DI: Andrea BAROLINI - Emanuele ISONIO Cap. 2

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FORME DI STATO

2 - LO STATO LIBERALE

Nasce come conseguenza del declino dello Stato assoluto (secc. XVIII e XIX).

In seguito all’affermazione dello Stato liberale, si svilupparono due tendenze giuridiche.

Codificazioni civili:

Codificazioni costituzionali: viene creato un codice sistematico di regole

i principi fondanti e organizzativi aventi carattere di

dello Stato sono consacrati in una

Carta costituzionale • generalità (sono riferibili a tutti gli individui,

uguali di fronte alla legge)

• astrattezza (sono applicabili ripetutamente

nel tempo)

• certezza (sono riunite in un corpo normativo

unitario)

Il primo codice civile fu il codice napoleonico,

introdotto nel 1805. Torna alla prima

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SINTESI A CURA DI: Andrea BAROLINI - Emanuele ISONIO Cap. 2

1 - Par. 2

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FORME DI STATO

Elementi caratterizzanti dello Stato liberale

1- Finalità politico-costituzionale garantistica: lo Stato è concepito come lo strumento per tutelare i

diritti e le libertà individuali

2- Concetto di “Stato minimo”: lo Stato liberale deve intervenire solo per garantire i diritti individuali

in campo economico, si afferma la dottrina del laisser faire

3- Principio di libertà individuale: lo Stato riconosce le libertà fondamentali (personale, privata,

contrattuale, di pensiero, di religione, di domicilio)

4- Principio di separazione dei poteri: il potere politico è suddiviso tra soggetti istituzionali diversi

5- Principio di legalità: la tutela dei diritti è affidata alla legge.

Per questo motivo, lo Stato liberale si configura come Stato di diritto: ogni limitazione alle libertà

individuali deve essere stabilita dalla legge.

Il principio di legalità si basa su 2 pilastri: - la legge deve essere generale ed astratta

- la legge deve essere approvata dai rappresentanti della

Nazione.

6- Principio rappresentativo: con lo Stato liberale sorgono le Assemblee legislative che rappresentano

l’intero popolo. Nonostante ciò, il corpo elettorale (che le elegge) è ancora molto ristretto.

proprio per questo si parla di Stato monoclasse (la base sociale dello Stato liberale coincide

con la borghesia). Torna alla prima

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SINTESI A CURA DI: Andrea BAROLINI - Emanuele ISONIO Cap. 2 - Par. 3

R. Bin - G. Pitruzzella Diritto Pubblico, Giappichelli Editore, Torino, 2002. LO STATO DI DEMOCRAZIA

PLURALISTA

3 - LO STATO DI DEMOCRAZIA PLURALISTA

A seguito dell’allargamento della base sociale, lo Stato liberale si trasforma in Stato pluriclasse.

Tale processo si sviluppa grazie al progressivo ampliamento del corpo elettorale e si conclude con

l’affermazione del suffragio universale.

Le trasformazioni interne allo Stato liberale provocarono la nascita degli Stati di democrazia

pluralista:

1- Affermazione dei partiti di massa: i partiti degli Stati pluriclasse si distinguono nettamente dai

partiti operanti all’interno degli Stati liberali: - hanno una solida struttura organizzativa

- sono strumenti di mobilitazione popolare

- fungono da collegamento tra istituzioni e società

civile.

2- Gli organi elettivi si configurano come luogo di confronto tra interessi diversi: i vari partiti

rappresentavano settori differenti della popolazione. Ciò ha trasportato all’interno dei Parlamenti le

contrapposizioni esistenti nella società.

3- Riconoscimento delle libertà positive: accanto alle tradizionali libertà negative, le Costituzioni

delle democrazie pluraliste riconoscono e tutelano i diritti sociali (salute, istruzione, lavoro,

assistenza sociale)

Gli Stati intervengono per ridurre le disuguaglianze esistenti tra i cittadini.

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SINTESI A CURA DI: Andrea BAROLINI - Emanuele ISONIO Cap. 2

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PLURALISTA

Con il passaggio dallo Stato liberale allo Stato sociale, si sono sviluppate varie forme di intervento

pubblico nell’economia e nella società.

Lo Stato sociale, con i suoi interventi, corregge le disuguaglianze create dall’economia di mercato

per tutelare le classi economicamente più deboli, integrandole nella società.

L’intervento pubblico dello Stato rappresenta un fattore fondamentale di coesione sociale.

“E’ compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che, limitando di

fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e

l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del

Paese”. (art. 3 comma 2 della Costituzione della Repubblica Italiana).

Nonostante molti elementi comuni, si possono notare differenze tra gli Stati di democrazia pluralista:

• ruolo dei partiti politici

• livello di condivisione dei valori fondanti dello Stato

• modalità di intervento dello Stato Torna alla prima

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SINTESI A CURA DI: Andrea BAROLINI - Emanuele ISONIO Cap. 2

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PLURALISTA

Elementi caratterizzanti dello Stato di democrazia pluralista

1- Principio di tolleranza: l’esistenza del suffragio universale e del pluripartitismo si collega con la

presenza di una pluralità di interessi e idee, spesso in contrasto reciproco. Il principio di tolleranza

garantisce che il dissenso non può essere represso (almeno finché non assuma caratteri antisistema,

cfr. XII Disposizione della Costituzione Italiana)

2- Principio di pluralismo: di idee, di formazioni sociali, di gruppi politici. Connesso con tale

principio, le Costituzioni degli Stati di democrazia pluralista tutelano le libertà essenziali

(associazione, formazione dei partiti, libertà sindacale, libertà di culto).

3- Riconoscimento dell’esistenza di un “politeismo di valori”: non esiste un unico interesse generale

perché spesso ai valori sono connessi interessi reciprocamente confliggenti.

Necessario prevedere forme di bilanciamento.

4- Consolidamento di una sfera pubblica che garantisca il confronto: in essa si formano le idee, le

opinioni e i programmi che poi si svilupperanno all’interno del sistema politico-istituzionale.

• membri politici Per garantire un equilibrato

• leader d’opinione confronto tra opinioni diverse è

fondamentale prevedere forme di

• intellettuali

Sfera pubblica tutela del pluralismo del sistema

• gruppi di pressione informativo

• sistema dei mass-media Torna alla prima

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R. Bin - G. Pitruzzella Diritto Pubblico, Giappichelli Editore, Torino, 2002. LO STATO

LO

DI

STATO

DEMOCRAZIA

PLURALISTA

4 - LO STATO TOTALITARIO

E’ una forma di Stato affermatasi storicamente a causa di crisi interne agli Stati liberali e di

democrazia pluralista.

Tale forma di Stato si potè affermare in quei Paesi nei quali ancora scarsa era l’accettazione dei

valori di pluralismo e di tolleranza da parte delle forze politiche esistenti e nei quali non esistevano

adeguate garanzie a tutela del sistema democratico.

• sistema monopartitico: l’unico partito esistente diventa un vero e

proprio organo costituzionalizzato dello Stato.

• negazione del pluralismo politico e culturale

Elementi caratterizzanti •attributo della totalitarietà: la collettività nazionale si integra

totalmente nello Stato, che interviene in tutti gli aspetti della vita

sociale ed individuale.

Esempi: lo Stato fascista italiano e lo Stato nazionalsocialista tedesco.

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LO

DI

STATO

DEMOCRAZIA

PLURALISTA

5 - LO STATO SOCIALISTA

La principale esperienza storica di questo tipo di Stato è rappresentata dall’Unione delle

Repubbliche Socialiste Sovietiche, dalla quale si è poi diffusa negli Stati dell’Europa orientale.

Il principio basilare dello Stato socialista è la dittatura del proletariato, mediante la quale si

doveva sconfiggere la classe borghese e, in un secondo momento, instaurare una “società senza

classi”, in cui i conflitti sociali erano assenti.

• abolizione della proprietà privata:

• proprietà statale dei mezzi di produzione

Elementi caratterizzanti • economia collettivistica in alternativa all’economia di mercato:

A seguito della dissoluzione dell’URSS, la forma di Stato socialista è entrata in crisi. Gli Stati in

cui era applicata hanno adottato nuove Costituzioni basate sui principi della democrazia pluralista.

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SINTESI A CURA DI: Andrea BAROLINI - Emanuele ISONIO Cap. 2 - Par. 4

R. Bin - G. Pitruzzella Diritto Pubblico, Giappichelli Editore, Torino, 2002. RAPPRESENTANZA POLITICA

Concetto di RAPPRESENTANZA POLITICA:

All’interno della nozione di rappresentanza politica si possono individuare due significati distinti.

Il rappresentante dispone di una

Rapporto diretto tra rappresentante e

rappresentato: situazione di potere autonomo:

in questa accezione, esiste un preciso in questa accezione, non esiste alcun

legame tra i due soggetti, basato su un rapporto diretto tra rappresentante e

mandato esplicito e vincolante. rappresentato.

Nozione di origine liberale basata sul

Si parla anche di Rappresentanza di cosiddetto divieto di mandato

interessi: tipica dei Parlamenti imperativo, comparso nella

medievali, nei quali il rappresentante è Costituzione francese del 1791.

tenuto ad agire nell’interesse del

soggetto rappresentato con cui corre Tale divieto è tuttora espresso

un rapporto basato su un mandato dall’articolo 67 della Costituzione

imperativo. italiana. Torna alla prima

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R. Bin - G. Pitruzzella Diritto Pubblico, Giappichelli Editore, Torino, 2002. RAPPRESENTANZA POLITICA

RESPONSABILITA’ POLITICA:

E’ un concetto strettamente connesso con la rappresentanza politica: un soggetto dotato di potere

politico dovrà rispondere ad un altro soggetto per il modo in cui ha esercitato il potere di cui è

investito e, in caso di giudizio negativo, perderà il potere politico.

Il concetto di responsabilità politica è chiaramente basilare nelle democrazie pluraliste, nelle quali

il corpo elettorale è chiamato periodicamente a dare un giudizio (mediante le elezioni) sui propri

rappresentanti. :

Legittimazione democratica e governabilità

Negli Stati di democrazia pluralista si è ben presto presentato il problema di riuscire a garantire la

legittimazione democratica dello Stato basata sul consenso popolare, al tempo stesso assicurando al

sistema la capacità di decidere (la cosiddetta governabilità).

Per riuscire a salvaguardare questi due pilastri degli Stati moderni, è necessario far convivere i due

aspetti della rappresentanza politica. Rappresentanza come situazione di potere

Rappresentanza come rapporto con

gli elettori: autonomo:

per garantire la legittimazione del per scongiurare il pericolo di una “paralisi

sistema. decisionale”

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Storicamente si sono affermati diversi modelli per risolvere il problema di coniugare legittimazione

democratica e governabilità:

A - Lo Stato dei partiti: sono sistemi basati sulla doppia virtù dei partiti:

• strumento di collegamento con gli elettori (vedi art.49 Costituzione italiana)

Realizzano una partecipazione permanente del popolo alla vita politica

• garanzia di sintesi politica degli interessi particolari dei vari gruppi presenti nella società civile.

Permettono al sistema di superare i contrasti e di decidere.

Tuttavia, in una simile situazione, c’è il rischio concreto che lo strapotere dei partiti all’interno delle

istituzioni finisca per limitare, di fatto, l’effettività del divieto di mandato imperativo. Infatti, i

rappresentanti dei cittadini devono spesso sottostare alla disciplina di partito.

B- il rafforzamento del Governo e l’investitura popolare del premier:

Introducendo norme di investitura popolare diretta del potere esecutivo si ottiene il risultato di

tutelarlo dalle pressioni immediate dei vari gruppi. Esso è in tal modo legittimato a governare

nell’interesse generale.Esempio estremo di questo sistema è rappresentato dal presidenzialismo

statunitense.

In sistemi siffatti, i due aspetti della rappresentanza già ricordati sono divisi:

• il Parlamento è lo strumento di collegamento con gli elettori.

• l’Esecutivo è lo strumento di sintesi degli interessi particolari. Torna alla prima

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SINTESI A CURA DI: Andrea BAROLINI - Emanuele ISONIO Cap. 2 - Par. 4

R. Bin - G. Pitruzzella Diritto Pubblico, Giappichelli Editore, Torino, 2002. RAPPRESENTANZA POLITICA

C- gli assetti neocorporativi:

Nei sistemi corporativi classici, i rappresentanti delle categorie economiche e professionali erano

riuniti in un’assemblea che sostituiva il Parlamento tradizionale (elettivo). Un esempio tipico era

rappresentato dalla Camera dei Fasci e delle Corporazioni che sostituì il Parlamento nell’Italia

fascista (legge 129/1939).

Nei sistemi democratici, gli assetti neocorporativi:

• non si sostituiscono ma si affiancano agli organi rappresentativi elettivi

• sono composti da organizzazioni autonome

• si costituiscono spontaneamente all’interno della società.

Il governo, spesso, cerca di concertare le decisioni mediante periodiche consultazioni con le

associazioni di categoria (es: sindacati dei lavoratori e associazioni di imprenditori).

D- la rappresentanza territoriale:

sono sistemi basati sulla creazione di un ramo del Parlamento composta da rappresentanti degli enti

territoriali. Esempio classico è costituito dal Bundesrat tedesco, in cui siedono rappresentanti

direttamente nominati dai vari Land che costituiscono la federazione tedesca.

E- la sottrazione della decisione al circuito rappresentativo:

In questo caso si affida il controllo e la cura di interessi inerenti particolari settori ad autorità

amministrative indipendenti, autonome rispetto al circuito democratico-rappresentativo.

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SINTESI A CURA DI: Andrea BAROLINI - Emanuele ISONIO


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Exxodus

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze e tecnologie della comunicazione (POMEZIA, ROMA)
SSD:
A.A.: 2008-2009

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Exxodus di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto pubblico, dell’informazione e della comunicazione e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Allegri Maria Roman.

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