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Diritto processuale civile - principi costituzionali nel processo civile

Appunti sul seminario tenuto dal Dottor Gioia, avente come oggetto i principi costituzionali nel processo civile, con analisi dei seguenti argomenti: il diritto d' azione, la giurisdizione condizionata, il vincolo del tentativo obbligatorio di conciliazione prima dell’inizio... Vedi di più

Esame di Diritto processuale civile docente Prof. N. Picardi

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Quindi non solo dobbiamo avere la possibilità di agire in giudizio per tutelare i nostri diritti, ma dobbiamo

avere la possibilità di agire in giudizio davanti al giudice naturale precostituito per legge.

Noi d'accordo con la controparte possiamo decidere di devolvere la lite agli arbitri, ma il legislatore ci deve

dare la possibilità di adire il giudice naturale precostituito per legge.

Altri problemi che si sono posti sono quelli che riguardano la cosiddetta GIURISDIZIONE

CONDIZIONATA.

Il legislatore a volte sottopone la possibilità di adire il giudice al compimento di una determinata attività. In

questo caso dobbiamo fare delle distinzioni:

Negli anni addietro si era posto il problema riguardo alla tutela davanti alle Commissioni tributarie; c'era il

cd. Principio del “solvere rent”: cioè, il contribuente che voleva opporsi al pagamento di una determinata

tassa, doveva prima pagarla e poi poteva fare opposizione. E' intervenuta allora la Corte Cost. e ha stabilito

che non si può sottoporre l'adire il giudice al pagamento, e quindi l'ufficio andrà avanti nella sua riscossione

delle imposte regolarmente, e il soggetto debitore o presunto tale potrà dall'altra parte fare opposizione.

L'ufficio non può, per il solo fatto che il soggetto vuole fare opposizione, pretendere il pagamento, perché

sarebbe un modo privilegiato per ottenere tale pagamento (perché non dovrebbe seguire l'iter normale di tutti

i creditori, ma immediatamente pretendere il pagamento perché il soggetto vuole fare opposizione).

E' chiaro poi che il soggetto quando propone opposizione chiede immediatamente la sospensione della

cartella esattoriale, in modo tale che il soggetto non dovrà pagare – per i 10, 11, 15 mesi – quella somma

perché il ricorso sembrerebbe fondato.

Una sentenza recentissima della C. Cost. che riguarda questo problema è del 8 Aprile 2004. Il problema si è

posto in maniera quasi identica per le multe automobilistiche. Poiché per le multe automobilistiche si fa

opposizione davanti al Giudice di Pace, e poiché questi ultimi hanno migliaia e migliaia di queste multe, il

legislatore per limitare tale fenomeno ha stabilito ad un certo punto il pagamento di una cauzione; cioè per

fare opposizione bisogna prima pagare una cauzione. La C. Cost. è intervenuta e ha tenuto ferma la sua

Giurisprudenza. Cioè, ha affermato che il legislatore non può sottoporre la giurisdizione a questo

condizionamento del pagamento.

Inoltre, ci sono ricorsi giurisdizionali e ricorsi amministrativi e la giurisprudenza della C. Cost. ritiene che

non può essere sottopost5o all'esperimento del ricorso amministrativo il ricorso giurisdizionale, quindi il

soggetto può proporre indistintamente o quello amministrativo e quello giurisdizionale. Questa è un'altra

ipotesi di Giurisdizione Condizionata.

Però, secondo la giurisprudenza, la Giurisdizione Condizionata è ammissibile nei casi in cui il

condizionamento serve ad una risoluzione migliore e più snella delle controversie.

Nel diritto del lavoro, dove il processo è diverso, si deve esperire il TENTATIVO OBBLIGATORIO DI

CONCILIAZIONE ; quindi prima di iniziare la causa si deve tentare la conciliazione.

E anche questa è un caso di Giurisdizione condizionata, in quanto si condiziona la possibilità di proporre

ricorso al giudice, al tentativo di conciliazione (anche se poi fallisce quasi sempre). Cmq si ritiene che questo

tentativo sia costituzionale, perché se le parti si conciliano si evita la causa, e quindi si snellisce tutta l'attività

del giudice. Così come nelle cause previdenziali c'è un procedimento amministrativo che deve essere fatto

prima di iniziare la causa.

Il 1° comma dell'art.24 a grandi linee, riguarda chi agisce, chi propone la domanda, cioè l'attore.

2° comma: “la difesa è diritto inviolabile in ogni stato e grado del procedimento”.

Il 2° comma , invece riguarda chi si difende, cioè il convenuto. Espletando così il DIRITTO DI DIFESA.

Chi viene chiamato deve avere sempre la possibilità di potersi difendersi. Diritto di difesa significa anche che

il soggetto deve avere il tempo di difendersi. Ad Es. quando l'attore che stila l'atto lo notifica al convenuto,

cioè porta il convenuto a conoscenza di questo atto, il convenuto deve avere almeno 60 giorni liberi per

costituirsi in giudizio. Questo perché il diritto di difesa deve essere reale, effettivo; deve dare al convenuto la

possibilità di andare da avvocato, e questi deve potersi studiare la controversia, chiedere i documenti al

cliente per poi redigere il suo atto e costituirsi. Quindi, il diritto di difesa deve mettere il soggetto chiamato

nella condizione di difendersi.

A volte diritto di azione e diritto di difesa si devono contemperare perché si trovan0o in contrasto. Si pensi

ad Es. al caso in cui si chiede un Provvedimento cautelare. Si tratta di provvedimenti che vengono emessi

prima della sentenza finale; per tutelare in via cautelare una determinata posizione giuridica, perché attendere

la sentenza finale sarebbe a volte deleterio, in quanto essa arriverebbe quando non ci sarebbe più bisogno

della tutela ( es. : tutela del diritto all'immagine). Il provvedimento cautelare viene dato a volte “ in audita

altera parte”, senza che l'altra parte venga sentita o avvisata. Quindi, qui il diritto di difesa soccombe sotto il

diritto di azione, perché in alcuni casi, se dessimo la possibilità alla controparte di difendersi, il tempo della

difesa lederebbe il nostro diritto, perché il provvedimento sarebbe tardivo.

La tutela cautelare é anche quella che riguarda il sequestro conservativo, che è il sequestro che la parte

chiede quando ha il timore che il suo debitore alieni i suoi beni, così quando ottiene la sentenza non ha

nessun bene su cui soddisfarsi. Anche questo è un provvedimento cautelare. Siccome questo provvedimenti

cautelari non garantiscono a pieno il diritto di difesa, diritto costituzionalmente garantito, si è dibattuto più

volte sulla loro costituzionalità o incostituzionalità.

Alla fine la giurisprudenza ha ritenuto che la tutela in via cautelate è un principio costituzionalmente

garantito, perché il processo non deve mai andare contro la persona che ha ragione.

Dobbiamo puntualizzare una cosa a proposito del Diritto di azione. “Diritto di azione” vuol dire che

passiamo tutelare i nostri diritti , ma non che possiamo tutelarli ad ogni costo facendoli valere come e

quando vogliamo (ad es. il soggetto che ha un diritto di proprietà può farlo valere se qualcuno lo ha

contestato, cioè deve aver un interesse in astratto ha la tutela del diritto di proprietà, ma in concreto deve

avere un interesse a questa tutela. Per cui in astratto può far valere il diritto quando vuole ma se perde la

causa paga le spese, perché la possibilità di averla gratis; é così solo se il soggetto vince la causa, perché ha

ragione).

Quindi bisogna sempre vedere questo contemporaneamente tra azioni e difesa.

Il diritto di difesa può essere individuato anche come:

DIRITTO AL CONTRADDITTORIO.

Anche la tutela cautelare avviene in contraddittorio, tranne nei casi molto speciali in cui la tutela deve essere

imminente; ma anche lì il soggetto contro cui si chiede il provvedimento deve essere chiamato, quindi anche

lì c'è il contraddittorio.

Il contraddittorio serve al soggetto che deve avere la possibilità di potersi difendersi, ma serve anche

all'ordinamento perché il processo tende a raggiungere alla verità, e alla nostra conoscenza attuale, il mezzo

più adeguato per i8l raggiungimento della verità è appunto il contraddittorio.

Con il contraddittorio, a un potere dell'attore deve corrispondere un altro del convenuto e viceversa. Il

giudice è, per così dire, “l'arbitro” del processo, colui che ascolta ciò che le parti dicono, e non può avere il

potere di dire ciò che deve essere provato perché così facendo darebbe ragione all'una o all'altra parte. Però

ci sono dei casi in cui ciò può accadere, cioè in cui il giudice ha dei poteri dispositivi, e quando ha tali poteri

e soprattutto nel caso in cui c'è la possibilità di rilevare d'ufficio alcune questioni (ad es. la nullità dei

contratti è rilevabile d'ufficio in ogni stato e grado) allora in questi casi l'ordinamento prevede che il giudice

non dovrebbe fare sentenza “sorpresa”, ma dovrebbe leggere le carte e invitare le parti al contraddittorio.

E l'art. 183, 3° comma prevede proprio questo.

3° comma , art. 24 Cost. La difesa dei non abbienti.

Il nostro ordinamento vuole che tutti i diritti di tutti i soggetti siano tutelati, anche se tali soggetti non

possono permettersi l'avvocato.

C'è da dire che nel nostro ordinamento per adire il giudice c'è sempre bisogno di un avvocato ( tranne in casi

rarissimi) e l'avvocato va pagato, quindi questo 3° comma si preoccupa dei non abbienti i quali devono cmq

avere una tutela dei loro diritti. Questa norma non ha un grande successo nel nostro ordinamento. C'è però

una norma del 1923, che ancora si applica, per cui un soggetto che ha un reddito molto basso fa una

domanda alla Commissione (formata dai giudici, pubblici ministeri e avvocati) e chiede il cd. Gratuito

patrocinio.

La commissione poi discrezionalmente dovrà decidere. Riguardo al Diritto del Lavoro poi, il rito introdotto

nel '73, c'è una norma anch'essa del '73, per il gratuito patrocinio in tema di tutela del lavoratore. Qui è

previsto un reddito massimo di 2 milioni, quindi con una cifra così bassa nessuno riesce ad ottenere questo

gratuito patrocinio.

ART. 101 COST.

“La giustizia è amministrata in nome del popolo . I giudici sono soggetti soltanto alla legge”.

Su tutte le sentenze c'è scritto:” In nome del popolo italiano”. Questo vuol dire che è garantito anche nel

sistema della giustizia il principio della sovranità popolare.

Molto importante è poi la soggezione del giudice soltanto alla legge. Questa sottoposizione del giudice

soltanto alla legge implica che nel nostro ordinamento i giudici non sono sottoposti tra loro, essi sono tutti

sullo stesso piano. Quindi non c'è un rodine burocratico nell'ambito della magistratura, ma i giudici si

distinguono, cioè acquistano gradi solo in base agli anni di carriera che hanno ; inoltre i giudici non sono

sottoposti a quello che dicono altri giudici. Cioè nel nostro ordinamento non c'è il precedente vincolante. Nel

nostro ordinamento c'è una giudice unico in tutta Italia, La Corte di Cassazione, che è giudice di Legittimità


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DESCRIZIONE APPUNTO

Appunti sul seminario tenuto dal Dottor Gioia, avente come oggetto i principi costituzionali nel processo civile, con analisi dei seguenti argomenti: il diritto d' azione, la giurisdizione condizionata, il vincolo del tentativo obbligatorio di conciliazione prima dell’inizio della causa, il diritto di difesa, il diritto al contraddittorio, i giudici straordinari e speciali.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza
SSD:
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher valeriadeltreste di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto processuale civile e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Picardi Nicola.

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