Che materia stai cercando?

Diritto processuale civile - Lezioni Appunti scolastici Premium

Appunti di Diritto processuale civile. Gli argomenti trattati sono i seguenti: l’oggetto del giudizio, l’identificazione dell’azione, il giudicato (formale e sostanziale) ed i suoi limiti, la definizione di causa petendi (motivazione giuridica), la litispendenza internazionale, la continenza,... Vedi di più

Esame di Diritto processuale civile docente Prof. N. Picardi

Anteprima

ESTRATTO DOCUMENTO

1

Esercitazione procedura civile, ( ARG. 7 ), Merc.28/04/04, dott.ssa Gioia6

OGGETTO DEL GIUDIZIO → L’IDENTIFICAZIONE DELL’AZIONE; IL GIUDICATO ED I SUOI

LIMITI.

ELEMENTI IDENTIFICATIVI DELLA DOMANDA: → SOGGETTI MEDIATO

→ PETITUM ∕─ IMMEDIATO

→ CAUSA PETENDI

La causa petendi è la motivazione giuridica: essa identifica la nostra domanda. Nel caso in cui

chiediamo una somma di denaro, dobbiamo dire perché la chiediamo.

Se nella causa A ci è stata chiesta una somma di denaro a titolo di risarcimento del danno e nella

causa B ci è stata chiesta la stessa somma di denaro dalla stessa parte ma a titolo di

adempimento, le due cause non sono identiche perché la causa petendi è diversa. Quindi, la

causa petendi identifica la domanda. Se invece nella causa A chiedo che contro Caio venga

riconosciuto il mio diritto di proprietà perché ho acquistato quel bene, e nella causa B chiedo

invece che venga accertato il proprietario di quel bene perché è stato usucapito, le due cause sono

identiche perché il diritto di proprietà è uno solo, cioè posso essere proprietario una ed una sola

volta di quel determinato bene, mentre posso essere debitore di una somma di denaro per svariato

motivi. Quindi, nel caso di una somma di denaro ci troviamo di fronte ad una domanda

eterodeterminata o eteroregolamentata, per cui la causa p. identifica la domanda. Nel caso invece

del diritto di proprietà che è un diritto autodeterminato, non c’è bisogno che io dica che sono

proprietario perché si identifichi la domanda: è il mio vantare il diritto di proprietà che identifica la

domanda, non il titolo che voglio far valere all’interno del processo.

Questi concetti e queste differenze percorrono tutto il diritto processuale civile, perché li

ritroveremo nel procedimento, quando vedremo fino a quando si può modificare la domanda.

Questo incide sul giudicato, perché se chiedo una somma di denaro a titolo di pagamento di un

contratto di mutuo e la mia controparte si costituisce in giudizio affermando che il contratto di

mutuo è nullo, potrò allora, quando vedo che sto perdendo, cambiare e chiedere quei soldi a titolo

di risarcimento del danno? No, perché non posso stravolgere la domanda. Però, quando il giudice

avrà accertato che non mi è dovuta quella somma di denaro a titolo di mutuo, posso proporre

un’altra domanda nuova in cui chiederò quella somma di denaro a titolo di risarcimento dei danni,

perché il giudicato si forma solo sul fatto che a me non è dovuta quella somma di denaro perché

non c’era un contratto di mutuo, ma potrò vantare quella somma ad altro titolo. Mentre, nel caso di

diritto di proprietà: se io chiedo che venga riconosciuta la mia proprietà perché ho acquistato quel

2

bene, il convenuto si costituisce e dice che il contratto di compravendita è nullo e il giudice accerta

che io non sono proprietario, posso poi proporre una domanda e dire che sono proprietario perché

ho usucapito quel bene? No, perché sulla proprietà si è formato il giudicato ed io non sono

proprietario. Ma posso modificare la domanda in corso di causa: se all’inizio ho chiesto che mi

venisse riconosciuta la proprietà perché avevo acquistato quel bene con un contratto di

compravendita ed il convenuto ha detto che tale contratto è nullo, io, in pendenza di causa, posso

dire di avere usucapito perché avevo questo bene da 20 anni. Quindi: in questo caso posso

modificare la domanda in corso di causa ma una volta che è sceso il giudicato, non posso fare più

nulla. Nell’altro caso, invece, non posso modificare la domanda in corso di causa ma posso

riproporla dopo che si è formato il giudicato. Questo perché: nel caso di domande

eterodeterminate, le domande non sono uguali e per questo possono sempre essere riproposte;

mentre, in quelle autodeterminate, le domande sono uguali e per questo motivo non posso far

decidere 2 giudici sulla questione, perché è già stato deciso.

La litispendenza si ha quando 2 domande sono proposte davanti a giudici

( uffici giudiziari ) diversi ( es.: davanti al Tribunale di Roma e davanti al Tribunale di Velletri ). In

caso di litispendenza la causa deve essere trattata davanti al giudice preventivamente adito, cioè

quello della causa che è stata notificata per prima.

Quando invece le cause non vengono proposte davanti ad uffici giudiziari diversi, ma davanti allo

stesso giudice, ( es.: Tribunale di Roma ), non ci sarà una litispendenza, ma le cause vengono

riunite, quindi troverà applicazione l’articolo 273, I e II comma, cpc.

La litispendenza può essere rilevata in ogni stato e grado, sia dalle parti sia dal giudice; se il

giudice constata una litispendenza, la dichiara con sentenza, e con ordinanza ordina la

cancellazione della causa dal ruolo.

Litispendenza internazionale: La legge 218 del 1995 ha detto che ci sono cause che

indistintamente possono essere trattate dal giudice o dagli altri giudici dell’UE o di altri Paesi e che

ci può essere competenza sia del giudice italiano che di quello straniero ( ad es. le parti abitano in

Olanda, ma il contratto è stato concluso in Italia ). Siccome si tratta di due competenze paritarie,

potrebbe accadere che la causa venga proposta sia davanti al giudice italiano che davanti a quello

di un altro Stato: in questo caso si avrà una litispendenza qualora le domande coincidano.

Ma quando si parla di litispendenza internazionale, non c’è solo un problema di cause che

coincidono, ma anche di CONTINENZA, cioè di una causa più grande che contiene una causa più

piccola. Anche in questo caso si applicano le norme sulla litispendenza internazionale ( per es.: in

una causa si chiede il pagamento del capitale più gli interessi ed in un’altra causa si chiede solo il

pagamento degli interessi ). Quindi, la litispendenza internazionale, si applica:

Sia alla LITISPENDENZA

- Sia alla CONTINENZA

- 3

Quando viene definito un caso di litispendenza internazionale, il giudice successivamente adito

deve sospendere la sua decisione in attesa che l’altro giudice decida sulla questione ( perché

questi potrebbe ritenere di non essere competente ). Quindi, in Italia, se il giudice italiano ritiene di

essere successivamente adito, sospende in attesa che l’altro giudice si pronunci.

Cosa significa che una sentenza passa in giudicato? Significa che è immodificabile perché sono

stati esperiti tutti i mezzi di impugnazione.

Abbiamo così colto 2 aspetti del giudicato:

 GIUDICATO FORMALE → riguarda il processo

GIUDICATO SOSTANZIALE → riguarda il diritto sostanziale

Il giudicato è il ponte fra il processo e il diritto sostanziale: mentre il primo ponte che va dal diritto

sostanziale al processo è la domanda, l’altro ponte per tornare al diritto sostanziale leso è il

giudicato che modifica il diritto sostanziale. Però il giudicato ha anche una valenza interna al

processo: c.d.: giudicato formale.

Il giudicato è la decisione contenuta nella sentenza divenuta immutabile in conseguenza della

preclusione dell’impugnazione. Quindi, vediamo entrambi gli aspetti: quello sostanziale e quello

formale ( processuale ).

E’ precluso un nuovo giudizio sullo stesso oggetto: ormai quell’oggetto è stato deciso e un nuovo

giudizio non può esserci, per cui il contenuto della decisione deve essere rispettato perché è

vincolante tra le parti. Nel giudicato c’è un interesse delle parti a che i diritti vengano accertati e ci

sia una certezza immodificabile. Ma c’è anche un altro interesse, di carattere pubblicistico.

L’interesse dello Stato ad avere certezze sulle istituzioni giuridiche; quindi lo Stato deve intervenire

presso la magistratura affinché venga accertata la verità sulle istituzioni giuridiche che divengono,

appunto, incontestabili.

GIUDICATO FORMALE: ART.324CPC → “ Si intende passata in giudicato la sentenza che non è

più soggetta né al regolamento di competenza, né ad appello, né a Ricorso per Cassazione, né a

revocazione per i motivi di cui ai numeri 4 e 5 dell’articolo 395 cpc “

Una sentenza passa in giudicato formale quando non sono più esperibili i mezzi di impugnazione

ordinari elencati nell’articolo 324, e cioè:

REGOLAMENTO DI COMPETENZA

- APPELLO

- RICORSO PER CASSAZIONE

-

- REVOCAZIONE PER I CASI 4 E 5, CIOè REVOCAZIONE ORDINARIA ( perché i casi di

cui a numeri 1,2,3 e 6 sono casi di impugnazione straordinaria → art. 395 e 404 significa


PAGINE

7

PESO

128.08 KB

PUBBLICATO

+1 anno fa


DESCRIZIONE APPUNTO

Appunti di Diritto processuale civile. Gli argomenti trattati sono i seguenti: l’oggetto del giudizio, l’identificazione dell’azione, il giudicato (formale e sostanziale) ed i suoi limiti, la definizione di causa petendi (motivazione giuridica), la litispendenza internazionale, la continenza, il regolamento di competenza, l’appello, il ricorso per Cassazione.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza
SSD:
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher valeriadeltreste di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto processuale civile e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Picardi Nicola.

Acquista con carta o conto PayPal

Scarica il file tutte le volte che vuoi

Paga con un conto PayPal per usufruire della garanzia Soddisfatto o rimborsato

Recensioni
Ti è piaciuto questo appunto? Valutalo!

Altri appunti di Diritto processuale civile

Riassunto esame Diritto Processuale Civile, Il Processo di Cognizione, prof. Vaccarella
Appunto
Riassunto esame Diritto Processuale Civile, prof. Vaccarella, libro consigliato Principi Generali, Luiso
Appunto
Riassunto esame Diritto Processuale Civile, prof. Vaccarella, libro consigliato Il Processo Esecutivo
Appunto
Diritto processuale civile - risoluzione non giudiziale delle controversie
Appunto