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Diritto processuale civile - GATT Appunti scolastici Premium

Appunti sul seminario tenuto dal Professor Picardi, aventi come oggetto il GATT (Accordo Generale sulle tariffe doganali ed il commercio), con analisi dei seguenti argomenti: la descrizione delle disposizioni di legge delle relazioni commerciali con lo scopo di aumentare il benessere e il reddito... Vedi di più

Esame di Diritto processuale civile docente Prof. N. Picardi

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ESTRATTO DOCUMENTO

16. Se le Parti contraenti ne la invitano, la Parte contraente considerata avvierà con esse delle

consultazioni sopra l’oggetto della misura divisata, le diverse misure tra le quali la Parte ha la scelta

nell’ambito del presente accordo e le ripercussioni che ne possano conseguire agli interessi

commerciali o economici di qualunque altra Parte. Quando sul fondamento di tali consultazioni le

Parti contraenti convengano dell’impossibilità pratica di istituire una misura compatibile con le

altre disposizioni del presente accordo, onde attuare il disegno definito nel numero 13 del presente

articolo, e approvino la misura divisata, la Parte contraente, della quale si tratta, sarà liberata dagli

obblighi che le spettano secondo le disposizioni degli altri articoli pertinenti del presente accordo,

in quanto occorra nell’applicazione della misura.

17. Qualora le Parti contraenti non approvassero la misura nel termine di novanta giorni a contare

da quello della notificazione della medesima in conformità del numero 14 del presente articolo, la

Parte contraente considerata la potrà istituire, dopo averle informate.

18. Se la misura divisata concerne un prodotto per il quale sia stata conferita una concessione

compresa nell’elenco pertinente, allegato al presente accordo, la Parte contraente, della quale si

tratta, avvierà delle pratiche con tutte quelle Parti, con le quali aveva negoziato tale concessione e

con tutte quelle cui le Parti contraenti abbiano riconosciuto un interesse sostanziale alla medesima.

Quest’ultime l’approveranno, qualora convengano dell’impossibilità pratica di istituire una misura

compatibile con le altre disposizioni del presente accordo, onde attuare di disegno definito nel

numero 13 del presente articolo, e siano certe

(a) che, nonostante le consultazioni menzionate, nessun accordo si sia potuto conseguire dalle Parti

contraenti delle quali si tratta;

(b) oppure, se nessun accordo si sia potuto conseguire nel termine di sessanta giorni a contare da

quello in cui le Parti contraenti abbiano ricevuto la notificazione prevista nel numero 14, che la

Parte contraente, la quale si vale della presente sezione, si sia ragionevolmente adoperata per

conseguirlo e siano sufficientemente tutelati gli interessi delle altre Parti.*

In tale caso, la Parte contraente, che si vale delle disposizioni della presente sezione, sarà sciolta

dagli obblighi che le spettano secondo le disposizioni degli altri articoli pertinenti del presente

accordo, in quanto occorra nell’applicazione della misura.

19. Quando una misura divisata secondo che dispone il numero 13 concerne un ramo di produzione

il cui stabilimento sia stato agevolato, nell’intervallo iniziale, con la protezione accessoria di

restrizioni imposte dalla Parte contraente allo scopo di mantenere pari la sua bilancia dei

pagamenti, la Parte potrà valersi delle disposizioni e dei procedimenti stabiliti nella presente

sezione, sempreché la misura sia stata approvata dalle Parti contraenti.*

20. Le disposizioni dei numeri che precedono non autorizzano di derogare a quelle degli articoli I,

II e XIII del presente accordo. Le riserve del numero 10 del presente articolo saranno applicabili a

qualunque restrizione fondata sulla presente sezione.

21. Durante l’applicazione d’una misura in virtù delle disposizioni del numero 17 del presente

articolo, qualunque Parte contraente, che ne fosse sostanzialmente colpita, potrà sospendere, in

ogni momento, l’applicazione di concessioni, o d’altri obblighi, di contenuto equivalente, fondati

sul presente accordo, al commercio della Parte che si valga delle disposizioni della presente

sezione, sempreché le Parti contraenti non disapprovino la sospensione e siano state avvisate 60

giorni innanzi, entro sei mesi da quando la misura sia stata istituita, o sostanzialmente mutata, a

danno della Parte contraente colpita. Quest’ultima dovrà prestarsi a consultazioni in conformità

delle disposizioni dell’articolo XXII del presente accordo.

Sezione D

22. Ogni Parte contraente considerata nella lettera (b) del numero 4 del presente articolo, che per

favorire lo sviluppo della sua economia intenda istituire una misura secondo che dispone il numero

13 del presente articolo per quanto concerne lo stabilimento d’un ramo determinato di produzione,

può domandarne l’approvazione alle Parti contraenti. Queste consulteranno senza indugio con la

detta Parte e, nel risolvere, si fonderanno sulle considerazioni esposte nel numero 16. Ove

approvino la misura divisata, esse scioglieranno la Parte contraente dagli obblighi che le spettano

secondo le disposizioni degli altri articoli pertinenti del presente accordo, in quanto sia necessario

affinché possa applicarla. Se la misura colpisce un prodotto per il quale sia stata conferita una

concessione compresa nell’elenco pertinente, allegato al presente accordo, si applicheranno le

disposizioni del numero 18.*

23. Ogni misura applicata in virtù della presente sezione dovrà essere compatibile con le

disposizioni del numero 20 del presente articolo.

Articolo XIX

Misure d’urgenza concernenti l’importazione di prodotti determinati

1. (a) Quando, per contingenze impreviste o per obblighi, concessioni tariffali comprese, che una

Parte contraente avesse assunto in virtù del presente accordo, un prodotto venga importato, sul

territorio della medesima, in quantità talmente accresciute e con tali condizioni da recare o essere

per recare grave pregiudizio ai produttori nazionali di merci congeneri oppure direttamente

concorrenti, la Parte avrà la facoltà di sospendere in tutto o in parte l’obbligo assunto, di revocare o

di mutare la concessione, rispetto a quel prodotto, nella maniera e per l’intervallo di tempo

necessari a prevenire o a riparare il pregiudizio.

(b) Se una Parte contraente abbia accordato una concessione circa a una preferenza e il prodotto

cui essa attiene venga in maniera importato sul territorio della medesima nelle circostanze

considerate nella lettera (a) del presente numero, che l’importazione rechi o sia per recare grave

pregiudizio agli importatori di prodotti congeneri, oppure direttamente concorrenti, stabiliti sul

territorio della Parte contraente che beneficia o ha beneficiato della preferenza, questa Parte potrà

presentare una domanda alla Parte contraente importatrice, la quale avrà la facoltà di sospendere

in tutto o in parte l’obbligo di revocare o mutare la concessione, rispetto a quel prodotto, nella

maniera e per l’intervallo di tempo necessari a prevenire o a riparare il pregiudizio.

2. La Parte contraente, prima di valersi di misure in conformità del numero 1 del presente articolo,

avviserà per scritto, più tosto che sarà possibile, le Parti contraenti. Essa darà a queste ultime e alle

Parti che abbiano un interesse sostanziale nell’esportazione del prodotto, del quale si tratta,

l’opportunità di esaminare di concerto le misure che ha divisato. Nel caso d’una concessione circa a

una preferenza, l’avviso menzionerà la Parte contraente che ha chiesto la misura. In contingenze

critiche, quando qualunque ritardo potrebbe cagionare un pregiudizio difficilmente sanabile, le

misure considerate nel numero 1 del presente articolo potranno essere prese provvisoriamente

senza che preceda una consultazione, purché questa sia avviata subito dopo l’istituzione della

misura.

3. (a) Se le Parti contraenti interessate non riescono ad accordarsi su queste misure, la Parte che le

divisa potrà istituirle o continuarne l’applicazione. Ove essa eserciti questa facoltà, le Parti

contraenti che fossero lese potranno sospendere, nel termine di 90 giorni a contare

dall’applicazione delle medesime e decorso un intervallo di 30 giorni da quello in cui le Parti

contraenti abbiano ricevuto, per scritto, un avviso anticipato, l’applicazione di concessioni o di altri

obblighi, di contenuto equivalente, risultanti dal presente accordo, al commercio della Parte che le

ha prese o, nel caso considerato nella lettera (b), del numero 1 del presente articolo, al commercio

della Parte che ne abbia chiesta l’istituzione, sempre che le Parti contraenti non vi facciano alcuna

obiezione.

(b) Quando delle misure prese in virtù del numero 2 del presente articolo, senza una precedente

consultazione, rechino o siano per recare, sul territorio di una Parte contraente, un grave

pregiudizio ai produttori nazionali della merce da essa gravata, e ogni ritardo fosse per recare un

pregiudizio difficilmente sanabile, tale Parte potrà, con riserva della lettera (a) del presente

numero e secondo che sia necessario per prevenire o riparare il pregiudizio, sospendere delle

concessioni o altri obblighi, a contare dall’attuazione delle misure e durante la consultazione.

Articolo XX

Eccezioni generali

Sempre che l’applicazione non sia fatta in maniera da essere un mezzo di discriminazione

arbitraria, o ingiustificata, tra i Paesi che sono nelle medesime condizioni, né da essere un

palliamento di restrizione del commercio internazionale, nessuna disposizione del presente

accordo sarà interpretata come divieto a una Parte contraente qualsiasi di istituire o d’applicare

delle misure

(a) necessarie alla tutela della morale pubblica;

(b) necessarie alla protezione della sanità e della vita delle persone e degli animali e alla

conservazione dei vegetali;

(c) attenenti all’importazione o all’esportazione dell’oro o dell’argento;

(d) necessarie ad assicurare l’applicazione delle leggi e dei regolamenti che siano compatibili con le

disposizioni del presente accordo, come, a cagione d’esempio, le leggi e i regolamenti che attengono

all’applicazione delle misure doganali, all’esercizio di monopoli in conformità del numero 4

dell’articolo II, o dell’articolo XVII, alla protezione dei brevetti, marchi di fabbrica e diritti d’autore

e di riproduzione e alle misure intese a impedire delle pratiche che possano trarre in errore;

(e) attenenti a merci fabbricate nelle prigioni;

(f) intese alla protezione di tesori artistici, storici, o archeologici, nazionali;

(g) attenenti alla conservazione di risorse naturali esauribili, qualora siano applicate insieme con

delle restrizioni su la produzione o il consumo nazionali;

(h) prese nell’applicazione di obblighi contratti in virtù d’una convenzione intergovernativa su un

prodotto primario, conchiusa secondo i criteri comunicati alle Parti contraenti, né da queste

disapprovati, oppure comunicata alle medesime, né da esse disapprovata;*

(i) istituenti delle restrizioni sull’esportazione di materie prime, prodotte nell’interno del Paese e

necessarie ad assicurare le quantità occorrenti a un’industria nazionale di trasformazione, durante

gli intervalli in cui, in esecuzione di un disegno governativo di stabilizzazione, il prezzo nazionale di

esse sia mantenuto inferiore a quello mondiale, sempre che tali restrizioni non cagionino un

accrescimento delle esportazioni o della protezione accordata a siffatta industria nazionale, né

siano contrarie alle disposizioni del presente accordo concernenti la non discriminazione;

(j) essenziali per l’acquisto o la ripartizione di prodotti che fossero localmente o generalmente

scarsi; sempre che queste misure siano comportabili con il principio per il quale tutte le Parti

contraenti hanno diritto a un’equa porzione dell’approvvigionamento internazionale e che le

misure le quali siano incompatibili con le altre disposizioni del presente accordo vengano revocate

come prima non abbiano più luogo le contingenze che le hanno cagionate. Le Parti contraenti

esamineranno non più tardi del 30 giugno 1960, se le disposizioni della presente lettera debbano

essere mantenute in vigore. Articolo XXI

Eccezioni concernenti la sicurezza

Nessuna disposizione del presente accordo sarà considerata

(a) come intesa a obbligare una Parte contraente a fornire delle notizie la cui divulgazione sia, a suo

avviso, contraria agli interessi essenziali della sua sicurezza;

(b) come intesa a impedire una Parte contraente da ogni misura che stimi necessaria alla tutela

degli interessi essenziali della sua sicurezza,

(i) circa alle materie fissili e a quelle che servono alla fabbricazione dei materiali siffatti,

(ii) circa al traffico di armi, munizioni, materiale da guerra e al commercio, qualunque esso sia, di

altre merci e materiali destinati direttamente o indirettamente ad assicurare l’approvvigionamento

delle forze armate,

(iii) in tempo di guerra o di grave tensione internazionale;

(c) come intesa a impedire una Parte contraente da misure attenenti all’adempimento di obblighi

spettantile, secondo la Carta delle Nazioni Unite, nella conservazione della pace e della sicurezza

internazionali. Articolo XXII

Consultazioni

1. Ogni Parte contraente esaminerà con benevolenza le rimostranze di qualunque altra Parte, le

quali vertano su questioni d’applicazione del presente accordo, e consentirà a discuterle.

2. A istanza d’una Parte contraente, le Parti contraenti piglieranno consiglio, con una o più Parti,

sulle difficoltà alle quali non venga fatto di trovare mezzo nelle consultazioni previste nel numero 1.

Articolo XXIII

Protezione delle concessioni e dei vantaggi

1. La Parte contraente la quale reputi annullato o messo in pericolo un vantaggio derivantele

direttamente o indirettamente dal presente accordo, oppure reputi compromessa l’attuazione degli

scopi cui il medesimo tende, per la cagione

(a) che un’altra Parte non adempia gli obblighi contratti in virtù di esso;

(b) che un’altra Parte applichi una misura, ancorché non contraria alle disposizioni di esso;

(c) che lo stato delle cose sia mutato,

potrà presentare rimostranze o proposte scritte all’altra o alle altre Parti delle quali, a suo giudizio,

si tratta, allo scopo di trovare nella questione un partito soddisfacente. Ogni Parte contraente, che

in tale modo sarà stata richiesta, esaminerà con benevolenza le rimostranze o le proposte che le

siano presentate.

2. Quando alle Parti contraenti non venisse fatto, in uno spazio di tempo ragionevole, di trovare un

temperamento, oppure se si trattasse di una delle difficoltà considerate nelle lettera (c) del numero

1 del presente articolo, la questione potrà essere sottoposta alle Parti contraenti. Su ogni questione

che fosse loro sottoposta, queste daranno subito principio a un’indagine e, secondo i casi, faranno

raccomandazioni alle Parti contraenti delle quali, a loro giudizio, si tratta, oppure delibereranno

sulla faccenda. Le Parti contraenti, quando stimino che occorra, potranno consultare con delle

Parti contraenti, con il Consiglio economico e sociale delle Nazioni Unite e con qualsiasi altra

organizzazione intergovernativa competente. Qualora reputino che lo stato delle cose sia tanto

grave da giustificare il provvedimento, esse potranno dare facoltà a una, o a parecchie Parti

contraenti, di sospendere rispetto ad altre Parti, secondo stimino che occorra, l’applicazione di

qualunque concessione, od obbligo, risultante dall’accordo generale. Se una concessione o un

obbligo siffatti venissero sospesi rispetto a un’altra Parte, questa avrà la facoltà di notificare per

iscritto, nel termine di sessanta giorni a contare dall’attuazione della sospensione, al segretario

esecutivo delle Parti contraenti il suo intendimento di disdire l’accordo generale; la disdetta avrà

effetto sessanta giorni dopo quello in cui il detto segretario abbia ricevuto la notificazione.

PARTE III

Articolo XXIV

Applicazione territoriale – Traffico di confine – Unioni doganali e aree di

libero scambio

1. Le disposizioni del presente accordo saranno applicate sul territorio doganale metropolitano

delle Parti contraenti, come anche su qualsiasi altro territorio doganale, rispetto al quale il presente

accordo sia stato accettato secondo l’articolo XXVI, oppure sia applicato in virtù dell’articolo

XXXIII o in conformità del protocollo concernente l’applicazione provvisoria. Ognuno dei detti

territori doganali sarà considerato, esclusivamente per quanto s’attiene all’applicazione territoriale

del presente accordo, come Parte contraente del medesimo, sempreché le disposizioni del presente

numero non abbiano a essere interpretate come intese a stabilire dei diritti o delle obbligazioni tra

due, o parecchi territori doganali, rispetto ai quali il presente accordo sia stato accettato secondo

l’articolo XXVI, oppure sia applicato in virtù dell’articolo XXXIII, o in conformità del protocollo

concernente l’applicazione provvisoria, da una sola Parte contraente.

2. Nell’applicazione del presente accordo, è considerato doganale qualunque territorio nel quale

siano applicati, a una parte sostanziale del suo commercio con altri territori, una tariffa doganale

particolare o altri ordinamenti commerciali particolari.

3. Le disposizioni del presente accordo non dovranno essere interpretate come intese a intralciare

(a) i vantaggi accordati da una Parte contraente a Paesi limitrofi, per agevolare il traffico di

confine;

(b) i vantaggi accordati al commercio con il Territorio libero di Trieste dai Paesi ad esso limitrofi,

sempre che tali vantaggi siano compatibili con le disposizioni dei tratti di pace conchiusi dopo

l’ultima guerra mondiale.

4. Le Parti contraenti convengono che sia desiderabile accrescere la libertà del commercio,

promovendo, con accordi conseguiti liberamente, una più compiuta integrazione delle economie

dei Paesi che a tali accordi partecipano. Del pari, esse convengono che l’istituzione di un’unione

doganale, o di un’area di libero scambio, debba tendere ad agevolare il commercio tra territori che

ne sono parte, non a porre inciampi al commercio di altre Parti rispetto a simili territori.

5. Per conseguenza, le disposizioni del presente accordo non intralceranno l’istituzione, tra i

territori delle Parti contraenti, di un’unione doganale o di un’area di libero scambio, oppure la

conclusione di un accordo provvisorio inteso a una siffatta istituzione, sempre

(a) che, nel caso di un’unione doganale o di un accordo provvisorio inteso a istituirla, i dazi

doganali, stabiliti al momento dell’istituzione dell’unione o della conclusione d’un accordo siffatto,

non abbiano, nell’insieme, a essere in generale più elevati, rispetto al commercio con le Parti

contraenti che non partecipino a tali unioni o accordi, né gli altri ordinamenti commerciali a essere

più severi, di quanto non siano stati, nei territori che partecipano all’unione, prima della istituzione

di essa o della conclusione dell’accordo;

(b) che, nel caso di un’area di libero scambio o di un accordo provvisorio inteso a istituirla, i dazi

doganali, mantenuti in vigore in ciascun territorio che vi partecipi e applicabili, nel momento della

istituzione dell’area o della conclusione dell’accordo, rispetto al commercio con le Parti contraenti

che non facciano parte d’un territorio o d’un accordo siffatto, non saranno più elevati, né gli altri

ordinamenti commerciali saranno più severi, di quanto essi non siano stati, nei medesimi territori,

prima dell’istituzione dell’area o della conclusione dell’accordo;

(c) che qualunque accordo provvisorio, considerato nelle lettere (a) e (b), rechi un disegno e un

programma concernenti l’istituzione, in uno spazio dicevole di tempo, di un’unione doganale o di

un’area di libero scambio.

6. Se nell’adempire le condizioni indicate nella lettera (a) del numero 5, una Parte contraente

disegna di elevare un dazio in maniera non compatibile con le disposizioni dell’articolo II, si

applicherà la procedura prevista nell’articolo XXVIII. Nel determinare le compensazioni, sarà

tenuto debito conto della compensazione che già conseguisse dalle diminuzioni apportate al dazio

corrispondente degli altri territori dell’unione.

7. (a) Ogni Parte contraente, che intende accedere a un’unione doganale, o partecipare a un’area di

libero scambio o a un accordo provvisorio inteso a istituire un’unione o un’area siffatta, ne darà

immediatamente avviso alle Parti contraenti e fornirà a esse, su quell’unione o area, tutte le

informazioni che loro sono necessarie per fare, alle Parti contraenti, i rapporti e le raccomandazioni

che stimino opportuni.

(b) Qualora le Parti contraenti, esaminati il disegno e il programma recati nell’accordo provvisorio

di cui al numero 5, in consultazione con le parti del medesimo, e debitamente considerate le

informazioni fornite secondo la lettera (a), giudicassero che l’accordo non è tale da condurre, nei

termini divisati dalle Parti del medesimo, all’istituzione di un’unione doganale o di un’area di libero

scambio, oppure che i detti termini non siano ragionevoli, faranno delle raccomandazioni alle dette

Parti. Ove queste fossero aliene dal mutare l’accordo in conformità di tali raccomandazioni, lo

dissolveranno oppure non lo metteranno in vigore.

(c) Ogni modificazione sostanziale del disegno o del programma considerato nella lettera (c) del

numero 5 sarà comunicato alle Parti contraenti, le quali domanderanno alle Parti contraenti di

consultare seco se la modificazione sia per compromettere oppure ritardare indebitamente

l’istituzione dell’unione doganale oppure dell’area di libero scambio.

8. Secondo il presente accordo

(a) è reputata unione doganale la sostituzione d’un unico territorio a due o a parecchi territori

doganali, onde ne consegua

(i) che i dazi doganali e gli altri ordinamenti commerciali restrittivi (escluse, in quanto sia

necessario, le restrizioni autorizzate secondo gli articoli XI, XII, XIII, XIV, XV e XX) siano

sostanzialmente soppressi per il grosso degli scambi commerciali tra i territori dell’unione o,

almeno, per il grosso degli scambi commerciali dei prodotti originari di tali territori,

(ii) e che, riservate le disposizioni del numero 9, i dazi doganali e gli altri ordinamenti, applicati da

ciascuno dei membri dell’unione al commercio con i territori che non vi facciano parte, siano

sostanzialmente identici;

(b) è reputata area di libero scambio l’insieme di due o più territori doganali, nei quali i dazi

doganali e gli altri ordinamenti commerciali restrittivi (escluse, in quanto sia necessario, le

restrizioni autorizzate secondo gli articoli XI, XII, XIII, XIV, XV e XX) siano soppressi per il grosso

degli scambi commerciali dei prodotti originari dei territori che fanno parte dell’area.

9. Le preferenze considerate nel numero 2 dell’articolo 1 non saranno alterate dall’istituzione di

un’unione doganale o da un’area di libero scambio; esse, nondimeno, potranno venir soppresse

oppure temperate mediante negoziati con le Parti contraenti interessate. Questa procedura si

applicherà segnatamente per sopprimere quelle preferenze che siano d’intralcio all’osservanza delle

disposizioni delle lettere (a)/i e (b) del numero 8.

10. Le Parti contraenti potranno, con risoluzione presa a maggioranza di due terzi, approvare delle

proposte non affatto conformi alle disposizioni dei numeri dal 5 al 9, purché conducano

all’istituzione di un’unione doganale o di un’area di libero scambio secondo che dispone il presente

articolo.

11. Considerate le contingenze straordinarie che procedono dall’essersi l’India e il Pakistan

costituiti in Stati indipendenti e riconoscendo che i medesimi composero per lungo tempo un’unità

economica, le Parti contraenti hanno convenuto che le disposizioni del presente accordo non

impediranno quei due Paesi dal concludere degli accordi particolari sul loro commercio

vicendevole, fino a tanto che siano definitivamente stabiliti i loro rapporti commerciali.*

12. Ogni Parte contraente prenderà tutte le misure ragionevoli, in suo potere, affinché i Governi o le

amministrazioni regionali o locali osservino le disposizioni del presente accordo.

Articolo XXV

Azione collettiva delle Parti contraenti

1. I rappresentanti delle Parti contraenti si aduneranno periodicamente, per assicurare

l’applicazione delle disposizioni del presente accordo che richiedano un’azione collettiva, e, in

generale, per rendere agevole l’esecuzione dell’accordo medesimo e secondarne gli scopi. Le Parti

contraenti, quando nel presente accordo sono considerate come operanti collettivamente, sono

contrassegnate: Parti contraenti.

2. Il Segretario generale delle Nazioni Unite è invitato a convocare la prima assemblea delle Parti

contraenti, la quale sì adunerà il 1° marzo 1948, al più tardi.

3. In tutte le assemblee delle Parti contraenti, ciascuna Parte ha diritto a un voto.

4. Salvo disposizione contraria del presente accordo, le Parti contraenti risolvono a maggioranza

dei voti resi.

5. In contingenze straordinarie, non previste in altro luogo del presente accordo, le Parti contraenti

potranno sciogliere una Parte contraente da un obbligo che le spetti secondo il medesimo,

mediante risoluzione presa a maggioranza di due terzi dei voti resi e di oltre la metà delle Parti

contraenti. Mediante una risoluzione siffatta, le Parti contraenti potranno altresì

(i) specificare certe sorte di contingenze straordinarie, rispetto alle quali siano da applicarsi altre

condizioni di voto per sciogliere una Parte contraente da uno o da parecchi dei suoi obblighi,

(ii) prescrivere i criteri necessari all’applicazione del presente numero.

Articolo XXVI

Approvazione, entrata in vigore e registrazione

1. Il presente accordo recherà la data del 30 ottobre 1947.

2. Il presente accordo sarà aperto all’approvazione di qualsiasi Parte contraente che, il 1° marzo

1955, era tale o negoziava allo scopo d’accedervi.

3. Il presente accordo, steso in un esemplare in lingua francese e in un esemplare in lingua inglese,

i quali testi fanno ugualmente fede, sarà depositato presso il Segretario generale delle Nazioni

Unite, che ne trasmetterà una copia autenticata a tutti i Governi interessati.

4. Ogni Governo che approva il presente accordo dovrà depositare uno strumento d’approvazione

presso il segretario esecutivo delle Parti contraenti, il quale informerà tutti i Governi interessati

della data del deposito dello strumento d’approvazione e della data in cui il presente accordo

entrerà in vigore conformemente alle disposizioni del numero 6 del presente articolo.

5. (a) Ogni Governo che approva il presente accordo l’approva per il suo territorio metropolitano e

per gli altri territori che rappresenta nella parte internazionale, riservati i territori doganali

determinati, che avrà indicato, al momento dell’approvazione, al segretario esecutivo delle Parti

contraenti.

(b) Ogni Governo che abbia notificato al segretario esecutivo un’eccezione secondo la lettera (a) del

presente numero potrà comunicargli, in ogni momento, che la sua approvazione concernerà del

pari il territorio doganale determinato, innanzi escluso; questa notificazione avrà effetto il

trentesimo giorno dopo quello in cui sia stata ricevuta dal segretario esecutivo.

(c) Il territorio per il quale una Parte contraente abbia approvato il presente accordo sarà

considerato Parte contraente, qualora quella Parte ne faccia la proposta e accerti con una

dichiarazione che esso gode, o acquista il godimento, di una completa autonomia nei suoi rapporti

commerciali con l’estero e rispetto alle altre faccende considerate nel presente accordo.

6. Il presente accordo entrerà in vigore, tra i Governi che l’avranno approvato, il trentesimo giorno

dopo quello nel quale il segretario esecutivo delle Parti contraenti avrà ricevuto lo strumento

d’approvazione dei Governi menzionati nell’allegato H, i cui territori rappresentano l’ottantacinque

per cento del commercio estero complessivo dei territori dei Governi menzionati in quell’allegato,

calcolato secondo la colonna pertinente recata nel medesimo. Lo strumento d’approvazione di

ciascuno degli altri Governi avrà effetto il trentesimo giorno dopo quello in cui sarà stato

depositato.

7. Le Nazioni Unite sono autorizzate a registrare il presente accordo, non appena sarà entrato in

vigore. Articolo XXVII

Sospensione o revoca di concessioni

Qualsiasi Parte contraente avrà, in ogni momento, la facoltà di sospendere o di revocare,

intieramente o in parte, una concessione compresa nell’elenco pertinente, allegato al presente

accordo, per la ragione che essa era stata negoziata con un Governo che non sia Parte contraente o

abbia cessato d’essere tale. La Parte contraente che prendesse una simile decisione è tenuta a

notificarla alle Parti contraenti e consulterà, se invitata, con le Parti che siano sostanzialmente

interessate al prodotto del quale di tratta.

Articolo XXVIII*

Modificazione degli elenchi

1. Il primo giorno di ogni periodo triennale, di cui il primo comincia il 1° gennaio 1958 (o il primo

giorno dì qualunque altro periodo che le Parti contraenti stimassero di stabilire con risoluzione

presa alla maggioranza dei due terzi dei voti resi), ogni Parte contraente (denominata appresso:

“Parte contraente istante”) potrà mutare, o revocare, una concessione compresa nell’elenco

pertinente, allegato al presente accordo, dopo averne trattato ed essersi accordata con tutte quelle

Parti contraenti con le quali l’aveva negoziata, come anche con tutte quelle Parti contraenti il cui

interesse, come principali fornitrici, sia riconosciuto dalle Parti contraenti (queste due sorte di

Parti contraenti, come anche la Parte contraente istante, sono denominate nel presente articolo:

“Parti contraenti essenzialmente interessate”) e con la riserva che essa ne abbia consultato con ogni

altra Parte contraente, il cui interesse sostanziale nella concessione considerata sia riconosciuto

dalle dette Parti.

2. In siffatti negoziati e accordo, il quale potrà comprendere delle compensazioni concernenti altri

prodotti, le Parti contraenti interessate si sforzeranno di mantenere le concessioni, accordate sul

fondamento della scambievolezza e di vantaggi vicendevoli, a un grado non meno favorevole di

quello che risultava, prima dei negoziati, dal presente Accordo.

3. (a) Qualora le Parti contraenti essenzialmente interessate non riescano a fermare un accordo,

innanzi il 1° gennaio 1958 o innanzi il decorso di uno dei periodi considerati nel numero 1 del

presente articolo, la Parte contraente, che ne fa disegno, avrà nondimeno la facoltà di mutare e

revocare la concessione. Prendendo questa una misura siffatta, ogni Parte contraente con la quale

la concessione era stata negoziata, ogni Parte contraente il cui interesse, come principale fornitrice,

sia stato riconosciuto secondo il numero 1, e ogni Parte contraente il cui interesse sostanziale sia

stato riconosciuto secondo questo numero, avranno nel termine di sei mesi a contare

dall’applicazione di questa misura e trenta giorni dopo che le Parti contraenti ne abbiano ricevuto

l’avviso scritto, la facoltà di revocare delle concessioni sostanzialmente equivalenti, che erano state

negoziate con la Parte contraente istante.

(b) Se le Parti contraenti essenzialmente interessate conchiudano un accordo che non soddisfaccia

a un’altra Parte contraente il cui interesse sostanziale sia stato riconosciuto secondo il numero 1,

quest’ultima avrà, nel termine di sei mesi a contare dall’applicazione della misura prevista in tale

accordo e trenta giorni dopo che le Parti contraenti ne abbiano ricevuto l’avviso scritto, la facoltà di

revocare delle concessioni sostanzialmente equivalenti, che erano state negoziate con la Parte

contraente istante.

4. In contingenze speciali, le Parti contraenti potranno autorizzare, in ogni momento, una Parte

contraente, ad avviare pratiche intese a mutare o a revocare una concessione compresa nell’elenco

pertinente, allegato al presente accordo, secondo le forme e condizioni seguenti:

(a) I negoziati, e tutte le consultazioni attenenti, saranno condotti conformemente ai numeri 1 e 2.

(b) Se, negoziando, venga fatto di firmare un accordo tra le Parti contraenti essenzialmente

interessate, si applicheranno le disposizioni della lettera (b) del numero 3.

(c) Se non venga fatto di fermare un accordo tra le Parti contraenti essenzialmente interessate, nel

termine di sessanta giorni a contare da quello in cui i negoziati siano stati autorizzati o di qualsiasi

altro intervallo maggiore che sia stato stabilito dalle Parti contraenti, la Parte contraente istante

potrà sottoporre la faccenda a queste Parti.

(d) In quest’ultimo caso, le Parti contraenti esamineranno prontamente la faccenda e

comunicheranno il loro parere alle Parti contraenti essenzialmente interessate, allo scopo di

accomodare le difficoltà. Se viene trovato un accomodamento, si applicheranno le disposizioni

della lettera (b) del numero 3, come se le Parti contraenti essenzialmente interessate avessero

fermato un accordo. Ove tra le Parti contraenti essenzialmente interessate non venga fatto di

trovare un accomodamento, la Parte contraente istante avrà la facoltà di mutare o revocare la

concessione, salvo che le Parti contraenti non accertino che essa non sia adoperata, come ragione

comanda, per offrire una compensazione bastevole. Quando fosse presa una misura siffatta, ogni

Parte contraente con la quale la concessione era stata negoziata, ogni Parte contraente il cui

interesse, come principale fornitrice, sia stato riconosciuto secondo la lettera (a) del numero 4, e

ogni Parte contraente il cui interesse sostanziale sia stato riconosciuto secondo questa lettera,

avranno nel termine di sei mesi a contare dall’applicazione di questa misura e trenta giorni dopo

che le Parti contraenti ne abbiano ricevuto l’avviso scritto, la facoltà di mutare, o di revocare, delle

concessioni sostanzialmente equivalenti, che erano state negoziate con la Parte contraente istante.

5. Innanzi il 1° gennaio 1958 e innanzi il decorso di uno dei periodi considerati nel numero 1, ogni

Parte contraente potrà, dandone notificazione alle Parti contraenti, riservarsi, per la durata del

periodo successivo, il diritto di mutare l’elenco pertinente, sempre che si conformi alle procedure

disciplinate nel numero dall’1 al 3. Se una Parte contraente si vale di questa facoltà, ogni altra Parte

contraente potrà mutare o revocare qualunque concessione che con quella aveva negoziato, sempre

che si conformi alle dette procedure. Articolo XXVIII bis

Negoziati tariffali

1. Le Parti contraenti convengono che, sovente, i dazi doganali arrecano gravi intralci al

commercio; e però, i negoziati intesi a diminuire sostanzialmente lo stato generale dei dazi

doganali e delle altre imposizioni su l’importazione e l’esportazione, e segnatamente a diminuire i

dazi elevati che intralciano le importazioni di merci ancora che in minime quantità, quando siano

fondati sulla vicendevolezza e su vantaggi scambievoli e tengano in debito conto gli scopi del

presente accordo e i bisogni differenti di ciascuna Parte contraente, sono di grande momento per

l’espansione del commercio internazionale. Per conseguenza, le Parti contraenti possono, di tempo

in tempo, dare forma a siffatti negoziati.

2. (a) I negoziati secondo il presente articolo possono concernere dei prodotti scelti separatamente

l’uno dall’altro, oppure fondarsi su una procedura multilaterale, approvata dalle Parti contraenti

delle quali si tratta. Questi negoziati possono essere intesi a diminuire dei dazi, a vincolarli allo

stato in cui siano al momento del negoziato, o a stabilire l’obbligo di non accrescere oltre a un

grado determinato in singolo dazio, oppure i dazi medi che gravano sui prodotti di certe sorte. Per

l’ordinario, il vincolo di dazi doganali poco elevati, o d’un ordinamento d’ammissione in franchigia,

sarà considerato come una concessione equipollente a una diminuzione di dazi doganali elevati.

(b) Le Parti contraenti convengono, che, ordinariamente, il buon esito dei negoziati multilaterali

dipenderebbe dalla partecipazione di ciascuna di quelle Parti i cui scambi con altre Parti

rappresentino una porzione sostanziale del suo commercio estero.

3. I negoziati saranno condotti in maniera, da tenere sufficientemente conto

(a) dei bisogni di ciascuna Parte contraente e di ciascun ramo della produzione;

(b) del bisogno, per i Paesi meno progrediti, di valersi, con maggiore adattabilità, della protezione

tariffale, onde agevolare il loro progresso economico, e di quello, che loro è proprio, di conservare

dei dazi a scopo fiscale;

(c) di ogni altra contingenza sulla quale dovesse accadere di fare riflesso, compresi i bisogni

attenenti al fisco e al progresso economico delle Parti delle quali si tratta, come anche i bisogni

strategici e di altra natura. Articolo XXIX

Attinenze del presente accordo con la Carta dell’Avana

1. Le Parti contraenti si obbligano a osservare, con ogni diligenza comportabile con i poteri

esecutivi dei quali dispongono, i princìpi generali enunciati nei capi dal I al VI e XI della Carta

dell’Avana, fino a tanto che non l’abbiano approvata in conformità delle loro norme costituzionali.*

2. Alla data dell’entrata in vigore della Carta dell’Avana, l’applicazione della parte II del presente

accordo verrà sospesa.

3. Se, il 30 settembre 1949, la Carta dell’Avana non sarà in vigore, le Parti contraenti si aduneranno

prima del 31 dicembre 1949 per convenire se il presente accordo debba essere emendato,

completato oppure conservato.

4. Se la Carta dell’Avana cessasse, in un momento qualsiasi, d’avere effetto, le Parti contraenti si

aduneranno, come prima sarà possibile, per convenire se il presente accordo debba essere

completato, emendato oppure conservato. Fino a tanto non sarà stato firmato un accordo a questo

rispetto, entrerà nuovamente in vigore la parte II del presente accordo; rimanendo inteso che alle

disposizioni di questa Parte, eccettuato l’articolo XXIII, sarà sostituito, mutatis mutandis, il testo

della Carta dell’Avana, il quale fosse in vigore in quel momento, e che nessuna Parte contraente

sarà vincolata per le disposizioni che non la obbligavano allorchè la Carta dell’Avana abbia cessato

d’avere effetto.

5. Se una Parte contraente non avesse approvato la Carta dell’Avana allorchè fosse entrata in

vigore, le Parti contraenti si aduneranno per convenire se, e come, il presente accordo debba essere

completato o emendato, in quanto muti i rapporti tra la Parte contraente che non abbia accettato la

Carta dell’Avana e le altre Parti. Fino a tanto che non sarà stato firmato un accordo a questo

rispetto, le disposizioni della Parte II del presente accordo seguiteranno ad essere applicate tra

quella e queste altre Parti contraenti, nonostante le disposizioni del numero 2 del presente articolo.

6. Le Parti contraenti che sono membri dell’Organizzazione Internazionale del Commercio non

potranno fondarsi sulle disposizioni del presente accordo, allo scopo di togliere effetto a una

disposizione qualunque della Carta dell’Avana. L’applicazione del principio stabilito nel presente

numero a una Parte contraente che non sia membro della detta Organizzazione sarà determinata in

un accordo, conformemente alle disposizioni del numero 5 del presente articolo.

Articolo XXX

Emendamenti

1. Qualora non sia altrimenti disposto circa agli emendamenti che fossero da apportare al presente

accordo, gli emendamenti alle disposizioni della parte I del medesimo, dell’articolo XXIX, e del

presente articolo, entreranno in vigore non appena siano stati approvati da tutte le parti contraenti,

laddove gli emendamenti alle altre disposizioni del presente accordo entreranno in vigore, rispetto

alle Parti contraenti che li abbiano approvati, non appena siano stati approvati dai due terzi delle

Parti contraenti, e, successivamente, rispetto alle altre Parti contraenti, non appena siano stati

approvati da queste.

2. Ogni Parte contraente, che approvi un emendamento al presente accordo, depositerà uno

strumento d’approvazione, presso il Segretario generale delle Nazioni Unite, entro un termine che

sarà stabilito dalle Parti contraenti. Queste ultime potranno risolvere che un emendamento entrato

in vigore secondo che dispone il presente articolo, sia di tale sorta, che qualsiasi Parte contraente la

quale non l’abbia approvato nel termine stabilito, potrà recedere dal presente accordo, oppure

potrà, con il loro assenso, seguitare a esserne parte.

Articolo XXXI

Recesso

Riservate le disposizioni del numero 12 dell’articolo XVIII, dell’articolo XXIII, o del numero 2

dell’articolo XXX, ogni Parte contraente potrà recedere dal presente accordo, oppure operare il

recesso di uno o parecchi territori doganali determinati, da esse rappresentati per la parte

internazionale e che godano in quel momento di una completa autonomia nei loro rapporti

commerciali con l’estero e rispetto alle altre faccende considerate nel presente accordo. Il recesso

avrà effetto decorsi sei mesi a contare dal giorno in cui il Segretario generale delle Nazioni Unite ne

avrà ricevuto una notificazione scritta. Articolo XXXII

Parti contraenti

1. Saranno considerate Parti contraenti del presente accordo i Governi che ne applichino le

disposizioni secondo che dispongono degli articoli XXVI e XXXIII, oppure in virtù del protocollo

d’applicazione provvisoria.

2. Le Parti contraenti, che abbiano approvato il presente accordo secondo che dispone il numero 6

dell’articolo XXVI, potranno, in ogni momento successivo all’entrata in vigore del presente accordo

conformemente al numero 4 del detto articolo, risolvere che una Parte contraente, la quale non

l’avesse approvato secondo questa procedura, cesserà d’esserne tale.

Articolo XXXIII

Adesione

Ogni Governo il quale non sia Parte del presente accordo, e ogni Governo il quale operi in nome di

un territorio doganale determinato, che goda di una completa autonomia nei suoi rapporti

commerciali con l’estero e rispetto alle altre faccende considerate nel presente accordo, potrà

aderire al medesimo, per conto suo o per conto del detto territorio, con le condizioni stabilite tra sé

e le Parti contraenti. Queste ultime prenderanno le risoluzioni considerate nel presente numero,

alla maggioranza di due terzi. Articolo XXXIV

Allegati

Gli allegati al presente accordo sono parti integranti del medesimo.

Articolo XXXV

Non applicazione dell’accordo tra le parti contraenti

1. Il presente accordo, o il suo articolo II, non si applicherà tra due Parti contraenti

(a) se, non abbiano trattato, fra loro, dei negoziati tariffali,

(b) se una delle due, al momento in cui una di esse diviene Parte contraente, non consenta

all’applicazione.

2. A richiesta d’una Parte contraente, le Parti contraenti potranno esaminare dell’applicazione del

presente articolo in casi particolari e fare delle raccomandazioni.

PARTE IV*

COMMERCIO E SVILUPPO

Articolo XXXVI

Principi e finalità

1.* Le Parti contraenti,

(a) coscienti che gli scopi fondamentali del presente accordo sono intesi a migliorare il livello di

vita e lo sviluppo progressivo dell’economia di ogni Parte contraente, e considerando che la

realizzazione di questi scopi è urgente per le Parti contraenti in via di sviluppo;

(b) considerando che i ricavi dall’esportazione delle Parti contraenti in via di sviluppo possono

avere un’importanza determinante nel loro sviluppo economico, e che l’ampiezza di tale apporto

dipende a sua volta dai prezzi che le dette Parti contraenti pagano per i prodotti essenziali che esse

importano, dalla quantità delle loro esportazioni e dai prezzi che vengono loro pagati per queste

esportazioni;

(c) constatando la grande differenza fra il livello di vita dei Paesi in via di sviluppo e quello degli

altri Paesi;

(d) riconoscendo che un’azione individuale e collettiva è indispensabile per favorire lo sviluppo

economico delle Parti contraenti in via di sviluppo e per assicurare loro un miglioramento rapido

del livello di vita;

(e) riconoscendo che il commercio internazionale considerato come strumento di progresso

economico e sociale dovrà essere diretto da regole e procedure – e da misure conformi a tali regole

e procedure – che siano compatibili con gli scopi stabiliti nel presente articolo;

(f) rivelando che le Parti contraenti possono autorizzare le Parti contraenti in via di sviluppo ad

osservare misure speciali per favorire il loro commercio e il loro sviluppo;

hanno convenuto quanto segue.

2. È necessario assicurare un aumento rapido e sostenuto del ricavo d’esportazione delle Parti

contraenti in via di sviluppo.

3. È necessario produrre sforzi positivi affinché le Parti contraenti in via di sviluppo abbiano ad

assicurarsi la parte dell’aumento del commercio internazionale corrispondente alle necessità del

loro sviluppo economico.

4. Dal momento che le numerose Parti contraenti in via di sviluppo sono ancora vincolate

all’esportazione di una gamma limitata di prodotti primi, è necessario assicurare a questi prodotti,

nella più larga misura possibile, condizioni più favorevoli ed accettabili d’accesso ai mercati

mondiali e, se necessario, elaborare misure destinate a stabilizzare e a migliorare la situazione dei

mercati mondiali di questi prodotti, in particolare delle misure destinate a stabilizzare i prezzi ad

un livello equo e rimunerativo, in modo da consentire un’espansione del commercio mondiale e

della domanda e un accrescimento dinamico e costante del ricavo effettivo d’esportazione per

procurare a questi Paesi fonti crescenti di sviluppo economico.

5. L’espansione rapida dell’economia delle Parti contraenti in via di sviluppo sarà facilitata da

misure che assicurino la diversificazione della loro struttura economica, evitando loro di dipendere

eccessivamente dalla esportazione di prodotti principali. Per questa ragione è necessario

assicurare, nella più larga misura possibile e a condizioni favorevoli, un miglior accesso ai mercati

per i prodotti trasformati e per gli articoli manifatturati, la cui esportazione presenta o potrà

presentare un interesse particolare per le Parti contraenti in via di sviluppo.

6. A causa dell’insufficienza cronica dei ricavi d’esportazione e di altre divise delle Parti contraenti

in via di sviluppo, esistono degli importanti rapporti fra il commercio e l’aiuto finanziario allo

sviluppo. È dunque necessario che le Parti contraenti e le istituzioni internazionali di prestito

collaborino strettamente e permanentemente allo scopo di contribuire, con la massima efficacia, ad

alleggerire l’onere assunto dalle Parti contraenti in via di sviluppo per l’incremento economico.

7. Una collaborazione appropriata è necessaria fra le Parti contraenti, le altre organizzazioni

intergovernative e gli organi e le istituzioni delle Nazioni Unite, le cui attività concernono lo

sviluppo commerciale ed economico dei Paesi poco sviluppati.

8. Le Parti contraenti economicamente evolute rinunciano alla reciprocità circa gli impegni assunti

nei negoziati commerciali intesi a ridurre o eliminare i diritti di dogana ed altri ostacoli al

commercio delle Parti contraenti in via di sviluppo.*

9. L’adozione di misure volte a realizzare questi principi e scopi sarà oggetto di uno sforzo cosciente

e risoluto, tanto individuale che collettivo, delle Parti contraenti.

Articolo XXXVII

Obblighi

1. Le Parti contraenti economicamente evolute dovranno, per quanto possibile, ossia tranne

quando fossero impedite da ragioni imperative che comprendano eventualmente ragioni di ordine

giuridico, agire secondo le seguenti disposizioni:

(a) accordare alta priorità alla diminuzione ed alla eliminazione degli ostacoli che si oppongono al

commercio dei prodotti la cui esportazione presenta o potrebbe presentare un interesse particolare

per le Parti contraenti in via di sviluppo, compresi i diritti di dogana e altre restrizioni che

comportano una discriminazione irragionevole fra prodotti primi e prodotti trasformati;*

(b) astenersi d’istituire o aggravare i diritti doganali od ostacoli non tariffali all’importazione di

prodotti la cui esportazione presenta o potrebbe presentare un interesse particolare per le Parti

contraenti in via di sviluppo;

(c) (i) astenersi dall’istituire nuove misure fiscali,

(ii) accordare, nell’ordinamento della politica fiscale, una alta priorità alla riduzione e

all’eliminazione delle misure fiscali in vigore,

che provocherebbero un sensibile rallentamento dell’aumento del consumo dei prodotti primi allo

stato greggio o dopo trasformazione, provenienti totalmente o preponderantemente dal territorio

delle Parti contraenti in via di sviluppo, se queste misure saranno applicate specificamente a detti

prodotti.

2. (a) Ove si reputi che non è applicata una qualsiasi delle disposizioni dei capoversi (a), (b) e (c),

del numero 1, l’inosservanza sarà segnalata alle Parti contraenti, sia dalla Parte contraente che non

ha applicato le disposizioni pertinenti, sia da qualsiasi altra Parte contraente interessata.

(b) (i) A richiesta di ogni Parte contraente interessata e indipendentemente dalle consultazioni

bilaterali che potessero eventualmente essere intraprese, le Parti contraenti consulteranno, circa la

questione suindicata, la Parte contraente direttamente interessata e tutte le Parti contraenti

interessate per giungere a soluzioni soddisfacenti ogni Parte contraente e realizzare gli scopi

esposti nell’articolo XXXVI. Durante le consultazioni, saranno esaminati motivi invocati per la

mancata applicazione delle disposizioni dei capoversi (a), (b) e (c) del numero 1.

(ii) Dal momento che l’attuazione delle disposizioni delle lettere (a), (b) e (c) del numero 1 da parte

degli Stati contraenti che agiscono individualmente, può, in certi casi, essere realizzata più

facilmente di un’azione collettiva intrapresa con altre Parti contraenti economicamente evolute, le

consultazioni potrebbero, all’occorrenza mirare a questo fine.

(iii) Ove occorra, le consultazioni delle Parti contraenti potrebbero anche mirare a realizzare un

accordo collettivo che permetta di raggiungere gli scopi del presente accordo, come è previsto al

numero 1 dell’articolo XXV.

3. Le Parti contraenti economicamente evolute dovranno:

(a) adoperarsi allo scopo di mantenere i margini commerciali a livelli equi nei casi dove il prezzo di

vendita delle merci, totalmente o prevalentemente prodotte sul territorio delle Parti contraenti in

via di sviluppo, è determinato direttamente o indirettamente dal Governo;

(b) studiare attivamente l’adozione di altre misure il cui oggetto sarà di estendere le possibilità

d’aumento delle importazioni dalle Parti contraenti in via di sviluppo e collaborare a questo scopo

con un’azione internazionale appropriata;

(c) prendere in considerazione specialmente gli interessi commerciali delle Parti contraenti in via

di sviluppo quando esse intenderanno applicare misure diverse da quelle autorizzate nel presente

accordo, per risolvere particolari problemi, e cercare tutte le possibilità di riassestamento

costruttivo prima di applicare tali misure, se quest’ultime dovessero colpire gli interessi essenziali

di dette Parti contraenti.

4. Ogni Parte contraente in via di sviluppo accetta di prendere delle misure appropriate

all’attuazione dei disposti della Parte IV nell’interesse del commercio delle altre Parti contraenti in

via di sviluppo, per quanto queste misure siano compatibili con i bisogni attuali e futuri del suo

sviluppo, delle sue finanze e del suo commercio, tenuto conto dell’evoluzione commerciale avuta e

degli interessi commerciali dell’insieme delle Parti contraenti in via di sviluppo.

5. Nell’esecuzione degli obblighi enunciati nei numeri da 1 a 4, ogni Parte contraente offrirà senza

indugio a ogni altra parte contraente interessata o a tutte le altre Parti contraenti interessate tutte

le facilitazioni per entrare in consultazione, secondo le procedure normali del presente accordo,

riguardo a tutte le questioni o le difficoltà che si presenteranno.

Articolo XXXVIII

Azione collettiva

1. Le Parti contraenti che agiscono collettivamente, collaboreranno entro e fuori dell’ambito del

presente accordo, nel modo più adeguato, allo scopo di promuovere la realizzazione degli scopi

enunciati all’articolo XXXVI.

2. In particolare, le Parti contraenti dovranno:

(a) all’occorrenza, agire, mediante accordi internazionali, nello scopo di assicurare migliori e

accettabili condizioni d’accesso ai mercati mondiali per i prodotti primi che presentano un

interesse particolare per le Parti contraenti in via di sviluppo e di elaborare misure destinate a

stabilizzare e a migliorare la situazione dei mercati mondiali di questi prodotti, comprese quelle di

stabilizzazione dei prezzi a livelli equi e rimunerativi per le esportazioni di questi prodotti;

(b) cercare di ottenere, in politica commerciale e di sviluppo, una collaborazione appropriata con le

Nazioni Unite e loro organi ed istituzioni, comprese le istituzioni che saranno eventualmente

costituite in virtù delle raccomandazioni della Conferenza delle Nazioni Unite sul commercio e lo

sviluppo;

(c) collaborare all’analisi dei piani e della politica economica delle singole Parti contraenti in via di

sviluppo e all’esame dei rapporti tra commercio e aiuto al fine di approntare le misure concrete

agevolanti l’incremento del l’esportazione nonché l’accesso ai mercati dei prodotti delle branche in

tal modo potenziate; esse dovranno perciò collaborare adeguatamente con i Governi e gli organismi

internazionali e, in particolare, con gli organi competenti dell’aiuto finanziario allo sviluppo

economico, per svolgere studi sistematici sui rapporti, tra commercio e aiuto, delle singole Parti

contraenti in via di sviluppo onde siano chiaramente stabiliti il potenziale d’esportazione, le

possibilità del mercato e ogni altro fattore ritenuto necessario;

(d) seguire continuamente l’evoluzione del commercio mondiale, considerando specialmente il

saggio d’espansione degli scambi delle Parti contraenti in via di sviluppo, e dare loro le

raccomandazioni adeguate alle circostanze;

(e) collaborare alla ricerca di metodi praticabili per l’espansione degli scambi intesi allo sviluppo

economico, mediante un armonioso adeguamento, sul piano internazionale, della politica e

prescrizioni interne, l’applicazione delle norme tecniche e commerciali che riguardano la

produzione, i trasporti e la commercializzazione, e promuovendo le esportazioni grazie a dispositivi

idonei ad accrescere la diffusione delle informazioni commerciali e a sviluppare lo studio dei

mercati;

(f) prendere le disposizioni istituzionali che saranno necessarie al perseguimento degli scopi di cui

all’articolo XXXVI e all’applicazione delle disposizioni della presente Parte.

ALLEGATO A

ELENCHI DEI TERRITORI MENZIONATI NELLA LETTERA (a) DEL NUMERO 2

DELL’ARTICOLO I

Regno Unito di Gran Bretagna e d’Irlanda del Nord

Territori dipendenti dal Regno Unito di Gran Bretagna e d’Irlanda del Nord

Canada

Commonwealth di Australia

Territori che dipendono dal Commonwealth di Australia

Nuova Zelanda

Territori che dipendono dalla Nuova Zelanda

Unione Sudafricana, compreso il Sudovest Africano

Irlanda

India (come al 10 aprile 1947)

Terranova

Rodesia del Sud

Birmania

Ceylon

In alcuni dei territori summenzionati, sono in vigore, per qualche prodotto, due o più tariffe

preferenziali. Essi potranno, mediante accordo con le altre Parti contraenti, le quali, tra i Paesi

ammessi al beneficio della clausola della nazione più favorita, siano le principali fornitrici di tali

prodotti, sostituire alle tariffe preferenziali una tariffa preferenziale unica che nell’insieme non sarà

per i Paesi fornitori che godono di tale clausola, meno favorevole delle preferenze in vigore prima

della sostituzione.

L’imposizione di un margine equivalente di preferenza tariffale, in luogo del margine di preferenza

in vigore il 10 aprile 1947 nell’applicazione di una tassa interna esclusivamente tra due o più

territori menzionati nel presente allegato, oppure in luogo delle convenzioni preferenziali

quantitative, di cui al capoverso seguente, non sarà considerata un aumento del margine di

preferenza tariffale.

Le convenzioni preferenziali menzionate nella lettera (b) del numero 5 dell’articolo XIV sono quelle

vigenti nel Regno Unito, il 10 aprile 1947, in virtù di accordi conchiusi tra i Governi del Canada,

dell’Australia, e della Nuova Zelanda, per quanto concerne la carne congelata e refrigerata di bue e

di vitello, la carne congelata di montone e d’agnello, la carne congelata e refrigerata di porco e il

lardo. Si disegna, senza pregiudizio di qualunque misura presa in applicazione della lettera (b),

parte I, dell’articolo XX, di annullare tali convenzioni, di sostituire a esse delle preferenze tariffali e,

come prima sia possibile, di avviare dei negoziati a tale scopo tra i Paesi che in maniera diretta o

indiretta siano sostanzialmente interessati a questi prodotti.

Nell’applicazione del presente accordo, la tassa sul noleggio delle pellicole cinematografiche,

vigenti nella Nuova Zelanda il 10 aprile 1947, sarà considerata un dazio doganale secondo l’articolo

I. Nell’applicazione del presente accordo, il contingentamento imposto nella Nuova Zelanda il 10

aprile 1947 ai locatori di pellicole cinematografiche sarà considerato come un contingentamento

delle proiezioni secondo l’articolo IV.

Nell’elenco che precede, i Dominion dell’India e del Pakistan non sono menzionati separatamente,

poiché il 10 aprile 1947 non c’erano ancora.

ALLEGATO B

ELENCO DEI TERRITORI DELL’UNIONE FRANCESE MENZIONATI NELLA

LETTERA (b) DEL NUMERO 2 DELL’ARTICOLO I

Francia

Africa Equatoriale francese (Bacino convenzionale del Congo*) e altri territori

Africa Occidentale francese

Camerun sotto mandato francese*

Costa francese dei Somali e dipendenze

Stabilimenti francesi dell’Oceania

Stabilimenti francesi del Condominio delle Nuove Ebridi*

Indocina

Madagascar e dipendenze

Marocco (zona francese)

Nuova Caledonia e dipendenze

Saint-Pierre e Miquelon

Togo sotto tutela francese*

Tunisia ALLEGATO C

ELENCO DEI TERRITORI DELL’UNIONE DOGANALE DEL BELGIO, DEL

LUSSEMBURGO E DEI PAESI BASSI, MENZIONATI NELLA LETTERA (b) DEL

NUMERO 2 DELL’ARTICOLO I

Unione economica belgo-lussemburghese

Congo belga

Ruanda Urundi

Paesi Bassi

Nuova Guinea

Surinam

Antille olandesi

Repubblica di Indonesia

Per l’importazione nei territori metropolitani che compongono l’Unione doganale.

ALLEGATO D

ELENCO DEI TERRITORI CONCERNENTI GLI STATI UNITI D’AMERICA,

MENZIONATI NELLA LETTERA (b) DEL NUMERO 2 DELL’ARTICOLO I

Stati Uniti d’America (territorio doganale)

Territori dipendenti dagli Stati Uniti d’America

Repubblica delle Filippine

L’imposizione di un margine equivalente di preferenza tariffale, in luogo del margine di preferenza

in vigore il 10 aprile 1947 nell’applicazione di una tassa interna esclusivamente tra due o più

territori menzionati nel presente allegato, non sarà considerata un aumento del margine di

preferenza tariffale. ALLEGATO E

ELENCO DEI TERRITORI CUI SI APPLICANO GLI ACCORDI PREFERENZIALI

CONCHIUSI TRA IL CILE E I PAESI VICINI, MENZIONATI NELLA LETTERA (d)

DEL NUMERO 2 DELL’ARTICOLO I

Preferenze in vigore tra il Cile, dall’una parte, e

1. L’Argentina,

2. la Bolivia,

3. il Perù,

dall’altra. ALLEGATO F

ELENCO DEI TERRITORI CUI SI APPLICANO GLI ACCORDI PREFERENZIALI

TRA LA SIRIA E IL LIBANO E I PAESI VICINI, MENZIONATI NELLA LETTERA

(d) DEL NUMERO 2 DELL’ARTICOLO I

Preferenze vigenti esclusivamente tra l’Unione doganale libano-siriana, dall’una parte, e

1. la Palestina,

2. la Transgiordania,

dall’altra. ALLEGATO G

DATE CONSIDERATE PER LA DETERMINAZIONE DEI MARGINI

PREFERENZIALI MASSIMI, MENZIONATI NEL NUMERO 3 DELL’ARTICOLO I

Australia 15 ottobre 1946

Canada 1° luglio 1939

Francia 1° gennaio 1939

Rodesia del Sud 1° maggio 1941

Unione doganale libano—siriana 30 novembre 1939

Unione Sudafricana 1° luglio 1938

ALLEGATO H

ALIQUOTE IN PERCENTO DEL COMMERCIO ESTERO COMPLESSIVO, PER

L’ACCERTAMENTO PREVISTO NELL’ARTICOLO XXVI

(MEDIA DEGLI ANNI DAL 1949 AL 1953)

Qualora il presente accordo sia stato approvato dalle Parti contraenti il cui commercio estero

secondo la colonna I rappresenti la percentuale stabilita nel numero 6 dell’articolo XXVI, prima che

il Giappone vi abbia aderito, si applicherà, agli effetti del quel numero, la colonna I. Se il presente

accordo non sia stato approvato prima che il Governo del Giappone vi abbia aderito, si applicherà,

agli effetti di quel numero, la colonna II. Colonna II

Colonna I (Parti

(Parti contraenti al

contraenti al 1° marzo 1955

1° marzo 1955) e Giappone)

Australia 3.1 3.0

Austria 0.9 0.8

Belgio-Lussemburgo 4.3 4.2

Birmania 0.3 0.3

Brasile 2.5 2.4

Canada 6.7 6.5

Cecoslovacchia 1.4 1.4

Ceylon 0.5 0.5

Cile 0.6 0.6

Cuba 1.1 1.1

Danimarca 1.4 1.4

Finlandia 1.0 1.0

Francia 8.7 8.5

Germania (Repubblica federale) 5.3 5.2

Grecia 0.4 0.4

Haiti 0.1 0.1

India 2.4 2.4

Indonesia 1.3 1.3

Italia 2.9 2.8

Nicaragua 0.1 0.1

Norvegia 1.1 1.1

Nuova Zelanda 1.0 1.0

Paesi Bassi (Regno dei) 4.7 4.6

Pakistan 0.9 0.8

Perù 0.4 0.4

Regno Unito 20.3 19.8

Repubblica Dominicana 0.1 0.1

Rodesia e Niassa 0.6 0.6

Stati Uniti d’America 20.6 20.1

Svezia 2.5 2.4

Turchia 0.6 0.6

Unione Sudafricana 1.8 1.8

Uruguay 0.4 0.4

Giappone - 2.3

_____ _____

100.0 100.0

Osservazione: queste aliquote sono state calcolate tenendo conto di tutti i territori cui è applicato

l’accordo generale su le tariffe doganali e il commercio.

ALLEGATO I

NOTE E DISPOSIZIONI COMPLETIVE

ad Articolo I

Numero 1

Gli obblighi menzionati nel numero 1 dell’articolo I con riferimento ai numeri 2 e 4 dell’articolo III,

come anche quelli recati nella lettera (b) del numero 2 dell’articolo II con riferimento all’articolo

VI, sono considerati, ai fini del protocollo d’applicazione provvisoria, come entranti nell’ambito

della Parte II.

I rinvii ai numeri 2 e 4 dell’articolo III, recati nel capoverso che precede, come anche nel numero 1

dell’articolo I, saranno applicati soltanto, allorchè sarà stato mutato l’articolo III, per l’entrata in

vigore dell’emendamento previsto nel protocollo del 14 settembre 1948 che modifica la Parte II e

10

l’articolo XXVI dell’accordo generale su le tariffe doganali e il commercio.

Numero 4

La locuzione “margine di preferenza” significa la differenza assoluta tra l’ammontare del dazio

doganale applicabile alla nazione più favorita e quello del dazio preferenziale per lo stesso

prodotto, non già la proporzione tra i due dazi. Per esempio:

(1) se il dazio della nazione più favorita è del 36 per cento del valore e quello preferenziale è del 24

per cento, sarà considerato margine preferenziale il 12 per cento del valore, non il terzo del dazio

della nazione più favorita;

(2) se il dazio della nazione più favorita è del 36 per cento del valore e quello preferenziale è

indicato come uguale ai due terzi del dazio della nazione più favorita, il margine preferenziale è

uguale al 12 per cento del valore;

(3) se il dazio della nazione più favorita è di fr. 2 il chilogrammo e quello preferenziale è di fr. 1.50 il

chilogrammo, il margine preferenziale è di 0,50 il chilogrammo.

Non saranno considerate come incompatibili con il vincolo generale dei margini di preferenza le

misure doganali seguenti, prese secondo procedure uniformi e determinate:

(i) la rimessa in vigore, per un prodotto importato, di una classificazione doganale o di un saggio

ordinariamente applicabile al medesimo, se tale classificazione o saggio era temporaneamente

sospeso il 10 aprile 1947;

(ii) la classificazione di un prodotto sotto un numero tariffale, diversa da quello sotto cui era

classificato il 10 aprile 1947, se la legislazione tariffale prevede chiaramente che il prodotto possa

essere classificato sotto numeri differenti. ad Articolo II

Numero 2, lettera (a)

Il rinvio al numero 2 dell’articolo III, recato nella lettera (a) del numero 2 dell’articolo II, verrà

applicato soltanto, allorchè sarà stato mutato l’articolo III, per l’entrata in vigore

dell’emendamento previsto nel protocollo del 14 settembre 1948 che modifica la Parte Il e l’articolo

11

XXVI dell’accordo generale su le tariffe doganali e il commercio.

Numero 2, lettera (b)

Vedi la nota concernente il numero 1 dell’articolo I.

Numero 4

Salvo una convenzione espressa con le Parti contraenti che avevano negoziato la concessione,

nell’applicazione delle disposizioni del numero 4 sarà tenuto conto delle disposizioni dell’articolo

31 della Carta dell’Avana. ad Articolo III

Ogni tassa o altra imposizione interna, come pure ogni legge, ordinamento o prescrizione, secondo

il numero 1, che si applichi al prodotto importato come a quello nazionale congenere e sia riscossa

o imposta, nel caso del prodotto importato, al momento o nel luogo dell’importazione, sarà

nondimeno considerata come tassa o altra imposizione interna, oppure come legge, ordinamento o

prescrizione, secondo il numero 1, e sarà per tanto sottoposta alle disposizioni dell’articolo III.

Numero 1

L’applicazione del numero 1 alle tasse interne, imposte dai Governi o dalle amministrazioni locali

d’una Parte contraente, è disciplinata dalle disposizioni dell’ultimo numero dell’articolo XXIV La

locuzione “misure ragionevoli, in suo potere”, recata in quel numero, non sarà intesa, a cagione

d’esempio, come obbligante una Parte contraente ad abrogare una legislazione nazionale che

conferisca ai Governi locali l’autorità di imporre delle tasse interne, le quali, nella forma, siano

bensì contrarie alle lettera dell’articolo III, ma tali non siano, in effetto, allo spirito del medesimo,

se dall’abrogazione avessero a conseguire, per il Governo o le amministrazioni locali interessate,

delle gravi difficoltà finanziarie. Quanto alle tasse riscosse dai detti Governi e amministrazioni

locali, le quali fossero contrarie non meno alla lettera che allo spirito dell’articolo III, la locuzione

“misure ragionevoli, in suo potere” consente a una parte contraente di sopprimere

progressivamente tali tasse, durante un intervallo di transizione, qualora una soppressione

immediata sia per cagionare delle gravi difficoltà amministrative e finanziarie.

Numero 2

Una tassa conforme alle prescrizioni del primo periodo del numero 2 non dev’essere considerata

incompatibile con quelle del secondo periodo del medesimo, se non quando vi sia, dall’una parte,

concorrenza con il prodotto gravato, e, dall’altra, un prodotto direttamente concorrente o

sostituibile, non gravato da una simile tassa.

Numero 5

Un ordinamento compatibile con le disposizioni del primo periodo del numero 5 non va

considerato contrario alle disposizioni del secondo periodo, quando il Paese che lo applichi

produca tutti i prodotti, in esso disciplinati, in quantità sostanziali. Per dimostrare che un

ordinamento è consono con le disposizioni del secondo periodo, non si potrà allegare che,

assegnando una proporzione o una quantità determinata a ciascuno dei prodotti sottoposti

all’ordinamento, sia stato mantenuto un equo rapporto tra prodotti importati e prodotti nazionali.

ad Articolo V

Numero 5

Per quanto concerne le spese di trasporto, la norma stabilita nel numero 5 si applica ai prodotti

congeneri, trasportati per un medesimo itinerario in condizioni analoghe.

ad Articolo VI

Numero 1

1. Il dumping palliato, praticato da ditte associate (la vendita, cioè, operata da un importatore, a un

prezzo inferiore a quello fatturato dall’esportatore cui sia associato, e a quello corrente nel Paese

esportatore) è una forma di dumping di prezzo, nel quale il margine di dumping può essere

calcolato cominciando dal prezzo con il quale la merce è rivenduta dall’importatore.

2. Si ammette che, nel caso di importazioni provenienti da un Paese il cui commercio soggiaccia a

un monopolio completo, o quasi completo, e in cui tutti i prezzi interni siano stabiliti dallo Stato, la

determinazione della comparabilità dei prezzi, agli effetti del numero 1, possa essere malagevole, e

che, in casi siffatti, le Parti contraenti importatrici possano stimare necessario di tener presente,

che non sempre potrebbe essere acconcio un rapporto con i prezzi interni di quel Paese.

Numeri 2 e 3

1. Come accade sovente nella pratica doganale, una Parte contraente, nell’attesa dell’accertamento

definitivo dei fatti, potrà imporre una garanzia ragionevole (cauzione o deposito di danaro) per il

pagamento dei dazi antidumping o dei dazi compensatori, in tutti i casi in cui sia da sospettare un

dumping o un sussidio.

2. L’applicazione di saggi di cambio multipli può, in certi casi, costituire un sussidio

sull’esportazione, al quale si possono opporre dei dazi compensatori secondo il numero 3, oppure

costituire una sorta di dumping conseguita mediante una svalutazione della moneta, al che

possono essere opposte le misure previste nel numero 2. Con la locuzione “applicazione di saggi di

cambio multipli” s’intendono le pratiche operate oppure approvate da Governi.

Numero 6, lettera (b)

Le derogazioni alle norme della lettera b del numero 6 saranno concesse soltanto a domanda della

Parte contraente che si propone di riscuotere un dazio antidumping o un dazio compensatore.

ad Articolo VII

Numero 1

La locuzione “altre imposizioni” non sarà considerata come comprendente le tasse interne o le

imposizioni equivalenti riscosse all’importazione o in occasione di questa.

Numero 2

1. Sarà conforme all’articolo VII il presumere che il “valore reale” può essere rappresentato dal

prezzo di fattura, aumentato di tutte le spese legittime non comprese nel medesimo e che

effettivamente siano degli elementi del “valore reale”, come anche di qualsiasi sconto, o di altro

rilascio, non usuale, calcolato sul prezzo ordinario di concorrenza.

2. Si conformerebbe alle disposizioni della lettera (b) del numero 2 dell’articolo VII la Parte

contraente la quale interpretasse la locuzione “in operazioni commerciali usuali, avvenute in

condizioni di piena concorrenza” come escludente qualsiasi negozio nel quale il compratore e il

venditore non siano indipendenti l’uno dall’altro e nel quale non sia stato considerato soltanto il

prezzo.

3. La nozione “in condizioni di piena concorrenza” consente a una Parte contraente di non tenere

conto dei prezzi di vendita nei quali siano stati fatti quegli sconti speciali che sono concessi soltanto

ai rappresentanti esclusivi.

4. Il testo delle lettere (a) e (b) permette alle Parti contraenti di determinare in maniera uniforme il

valore doganale, sia 1. fondandosi sui prezzi che per la merce importata sono stabiliti da un

determinato esportatore, sia 2. fondandosi sul grado generale dei prezzi dei prodotti congeneri.

ad Articolo VIII

1. Sebbene l’applicazione di saggi di cambio multipli non sia espressamente menzionata

nell’articolo VIII, i numeri 1 e 4 del medesimo vietano che sulle operazioni di cambio siano riscossi

delle tasse o degli altri diritti, per i quali venga attuato un sistema siffatto; è nondimeno tutelata, in

virtù della lettera (a) del numero 9 dell’articolo XV, la condizione della Parte contraente che, con il

consenso del Fondo Monetario Internazionale, si valga di diritti valutari multipli allo scopo di

mantenere pari la sua bilancia dei pagamenti.

2. Sarebbe conforme alle disposizioni del numero 1, se, nell’importazione di merci da un territorio

d’una Parte contraente su quello di un’altra Parte, la presentazione di certificati d’origine fosse

richiesta soltanto quando sia strettamente necessaria.

ad Articoli XI, XII, XIII, XIV e XVIII

Le locuzioni “restrizioni sull’importazione” e “restrizioni sull’esportazione”, negli articoli XI, XII,

XIII, XIV e XVIII, concernono parimente le restrizioni applicate nei negozi attenenti al commercio

di Stato. ad Articolo XI

Numero 2, lettera (c)

La locuzione “qualunque sia la forma sotto la quale venga importato” si riferisce anche ai prodotti

poco trasformati e ancora deperibili che facciano una concorrenza diretta ai prodotti freschi e che,

se fossero importati liberamente, tenderebbero a rendere inoperanti le restrizioni applicate

sull’importazione dei medesimi.

Numero 2, ultimo capoverso

La locuzione “elementi particolari” comprende le variazioni della produttività comparata dei

produttori nazionali e stranieri, ma non le variazioni conseguite artificialmente con mezzi che

l’accordo generale non ammette. ad Articolo XII

Le PARTI CONTRAENTI prenderanno tutte le disposizioni utili affinché nelle consultazioni

intraprese secondo che dispone il presente articolo sia osservato un segreto assoluto.

Numero 3, lettera (c)(i)

Le Parti contraenti che applicano delle restrizioni dovranno studiarsi di non pregiudicare

gravemente le esportazioni di un prodotto primario dal quale dipenda in larga parte l’economia di

un’altra Parte contraente.

Numero 4, lettera (b)

È convenuto che questa data cadrà nel termine di novanta giorni a contare da quello dell’entrata in

vigore degli emendamenti a questo articolo, recati nel protocollo che modifica il preambolo e le

parti II e III del presente accordo. Le Parti contraenti potranno tuttavia stabilire una data ulteriore,

qualora stimassero che lo stato delle cose non sia consentaneo all’applicazione del presente articolo

al momento che era stato considerato; questa nuova data dovrà cadere nel termine di trenta giorni

a contare da quello nel quale gli obblighi stabiliti nelle sezioni 2, 3 e 4 dell’articolo VIII degli Statuti

del Fondo Monetario Internazionale divengano applicabili alle Parti contraenti, membri del Fondo,

le cui percentuali combinate del commercio estero rappresentino almeno il 50 per cento del

commercio estero complessivo di tutte le Parti contraenti.

Numero 4, lettera (e)

È convenuto che la lettera e del numero 4 non stabilisce alcun criterio nuovo su l’istituzione o il

mantenimento di restrizioni quantitative, intese a tutelare la parità della bilancia dei pagamenti.

Essa tende esclusivamente a fare sì che siano considerati debitamente tutti quegli elementi esterni,

come le mutazioni nei termini degli scambi, le restrizioni quantitative, i dazi troppo onerosi e i

sussidi, i quali possano contribuire a dissestare la bilancia dei pagamenti della Parte contraente che

applica le restrizioni. ad Articolo XIII

Numero 2, lettera (d)

Le “considerazioni di natura commerciale” non sono state reputate un criterio di ripartizione dei

contingenti, atteso che non sarebbe sempre dato alle Parti contraenti di applicarlo. D’altro canto,

qualora tale applicazione fosse possibile, una Parte contraente potrebbe valersene quando si studia

di conseguire un accordo secondo che dispone la norma generale stabilita nella frase introduttiva

del numero 2.

Numero 4

Vedi la nota sulla locuzione “elementi particolari”, all’ultimo capoverso del numero 2 dell’articolo

XI. ad Articolo XIV

Numero 1

Le disposizioni della lettera g del numero 1 non danno alle Parti contraenti l’autorità di esigere che

la procedura di consultazione sia applicata a operazioni commerciali isolate, salvo che queste non

siano di natura tanto ampia da assumere il valore d’un atto di politica commerciale generale. In tal

caso, a richiesta della Parte contraente interessata, le Parti contraenti dovranno esaminare

l’operazione considerata, anche rispetto alla politica generale della detta Parte quanto

all’importazione del prodotto del quale si tratta.

Numero 2

Tra i casi considerati nel numero 2 v’è quello della Parte contraente la quale, per effetto di

un’operazione commerciale corrente, disponga di crediti che non possa adoperare senza valersi di

misure discriminatorie. ad Articolo XV

Numero 4

La locuzione “s’opponga” significa in particolare che le misure di vigilanza sui cambi, le quali

fossero contrarie alla lettera di un articolo del presente accordo, non saranno considerate una

violazione del medesimo, se non siano notevolmente aliene dal suo spirito. Così, una Parte

contraente, la quale, in virtù d’una misura siffatta, applicata secondo gli statuti del Fondo

Monetario Internazionale, esigesse che il pagamento delle sue esportazioni sia fatto nella sua

moneta, oppure di uno o di parecchi Stati membri di quel Fondo, non sarà reputata, per tale

motivo, aver contravvenuto alle disposizioni dell’articolo XI o dell’articolo XIII. Potrebbesi anche

recare come esempio il caso della Parte contraente la quale specifichi, su una licenza

d’importazione, un Paese da cui potrebbe essere cavata una merce, non già per stabilire in quella


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flaviael

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DESCRIZIONE APPUNTO

Appunti sul seminario tenuto dal Professor Picardi, aventi come oggetto il GATT (Accordo Generale sulle tariffe doganali ed il commercio), con analisi dei seguenti argomenti: la descrizione delle disposizioni di legge delle relazioni commerciali con lo scopo di aumentare il benessere e il reddito di tutti gli Stati partecipanti, gli elenchi delle concessioni, il trattamento nazionale rispetto alle imposizioni e agli ordinamenti interni, i dazi antidumping e i dazi compensatori, i diritti e le forme attenenti all’importazione e all’esportazione.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza
SSD:
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher flaviael di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto processuale civile e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Picardi Nicola.

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