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07

oggetto di particolare disciplina:

edilizia :

fondiaria : illimitatezza del diritto, - la legge urbanistica del 1942, che attribuisce

commisurata all' interesse ai comuni il potere di stabilire vincoli

in considerazione delle classificando il territorio in zone destinate

concrete alla realizzazione di specifiche opere

possibilità di utilizzazione mediante strumenti urbanistici

del suolo. di pianificazione;

- la legge sull'edificabilità dei suoli del 1977,

che limita alcune facoltà del proprietario

(ius aedificandi) nell'interesse collettivo

ad un corretto e razionale assetto del territorio;

un particolare limite è dato dal rapporto

tra superficie e volumetria (CUBATURA),

che indica, per ogni area, il preciso volume di

quanto è possibile costruire; talvolta la

volumetria spettante ad un'area può essere

utilizzata su altra superficie, previo consenso

dei rispettivi proprietari (cessione di cubatura).

la proprietà dei terreni agricoli, che incontra non pochi limiti con specifiche

rurale: finalità sociali (produzione, vincoli idrogeologici, minima unità colturale…). 07

Modi di acquisto della proprietà

L'acquisto della proprietà può avvenire atti di autonomia negoziale

attraverso semplici fatti naturali

a TITOLO

ORIGINARIO DERIVATIVO

il diritto si trasferisce dal

(922 c.c.) Il diritto nasce pieno dante causa all'acquirente

in capo all'acquirente Il dante causa non può cedere un diritto

più ampio di quello del quale è titolare;

Il diritto trasferito resta gravato dalle

garanzie e da ogni altro peso che su di

esso insisteva precedentemente. 07

Principali modi d'acquisto a titolo originario:

 materiale impossessamento di una cosa, con la

nozione

 OCCUPAZIONE: volontà di farla propria;

oggetto soli beni mobili che non sono in proprietà di

(923 c.c.) alcuno (res nullius, res derelictae)

a) ritrovamento di cose smarrite

procedimento :

 INVENZIONE: b) obbligo di consegna al comune del luogo di

(927 ss. c.c.) ritrovamento

c) pubblicazione di un avviso

decorso di un anno

reclamo del proprietario senza reclamo

entro un anno acquisto della proprietà (929 c.c.)

premio al ritrovatore (930 c.c.)

N.B.: si applica la disciplina del tesoro (932 c.c.) alle cose di pregio nascoste, le quali

non rivestano particolare interesse storico o artistico. 07

Principali modi d'acquisto a titolo originario:

nozione attrazione, in un'unica situazione, di cose

 ACCESSIONE: appartenenti a proprietari diversi a tutela

dell'esclusività del diritto

pur nel rispetto della situazione soggettiva

destinata a soccombere (indennizzo o

possibilità di chiedere la separazione);

ratio salvaguardia dell'interesse più meritevole

(fra più interessi contrapposti).

L'accessione si verifica

per opera dell’uomo per fatto naturale 07

L'accessione per opera dell’uomo

accessione: acquisto, a favore del proprietario del suolo (cosa principale), della proprietà

sulle

opere ivi realizzate:

a) dal proprietario del suolo con materiale altrui (935 c.c.);

c.c.

b) da un terzo con materiale proprio (936 );

c.c.

c) da un terzo con materiale altrui (937 ).

accessione invertita: apparente eccezione al principio enunciato, consistente nell'occupazione

accessione invertita

in buona fede di una porzione di suolo attiguo al proprio per la costruzione di un edificio.

Acquisto della proprietà del suolo da parte del proprietario della costruzione:

• decorsi tre mesi dall'inizio della costruzione, in mancanza di opposizione da parte del

proprietario del fondo occupato;

• previo pagamento del doppio del valore della superficie occupata.

ratio: prevalenza dell'interesse reputato più meritevole, nel rispetto della situazione

ratio

proprietaria destinata a soccombere (da qui il diritto di opposizione del proprietario del fondo

ed il risarcimento dell'eventuale danno subìto).

specificazione: acquisto della proprietà di una cosa (nuova) creata con materiale altrui (940

specificazione

c.c.):

purché il valore del lavoro risulti prevalente (interesse più meritevole) rispetto a quello del

materiale trasformato. 07

L'accessione per fatto naturale

accessione

 di mobili a immobili: tutto ciò che sorge sopra o sotto il suolo appartiene al

c.c.

proprietario di questo (934 );

 di immobili a immobili :

 alluvione: incremento lento e progressivo di un fondo per distacco da

alluvione

altro fondo di detriti trasportati dall'acqua corrente (941 c.c.);

 avulsione: incremento di un fondo per distacco di parte considerevole e

avulsione

riconoscibile di altro fondo, determinato da una azione improvvisa

dell'acqua (944 c.c.). 

≠ modalità di incremento ≠ regime:

solo per l'avulsione (e non per l'alluvione) indennità (valore dell'incremento) a

favore del proprietario del fondo staccatosi

 di mobili a mobili:

 unione comunione tra i proprietari delle cose unite o mescolate (939 c.c.);

ratio: la parità fra interessi contrapposti impone il rispetto di entrambe le

situazioni.

 commistione acquisto della proprietà del tutto da parte del proprietario

della cosa principale o di maggior valore (939 c.c.). 07

Superficie

 NOZIONE: Situazione che qualifica un particolare modello di proprietà, ad estensione

orizzontale: la "proprietà superficiaria", proprietà della costruzione o diritto

di edificare separatamente (e indipendentemente) dalla proprietà del suolo (in

deroga alla tradizionale estensione verticale della proprietà).

 CONTENUTO (duplice): diritto di edificare

diritto sulla costruzione

(952 c.c.) attribuzione ad un soggetto

costituzione di un diritto di del diritto di edificare sul

proprietà su opera (già esistente). suolo altrui;

acquisto a titolo derivativo acquisto della proprietà sulla

opera (una volta) realizzata.

imprescrittibilità del diritto

di proprietà sulla costruzione acquisto a titolo originario

prescrizione, per non uso

ventennale, del diritto di edificare

 contratto - testamento; a tempo determinato / indeterminato;

MODI di COSTITUZIONE:

a) scadenza del termine;

 ESTINZIONE: b) rinunzia del superficiario;

c) consolidazione (riunione, nella medesima persona, delle qualità di

proprietario e superficiario).

N.B.: NON è causa di estinzione il PERIMENTO del BENE (salvo patto

c.c.

contrario) (954 ). 07

Enfiteusi

 attribuzione, al titolare, del godimento concesso al proprietario (959 c.c.),

NOZIONE: previo pagamento di un canone e con l'obbligo di migliorare il fondo oggetto

del diritto (960 c.c.). [Istituto in via di estinzione]

 CONTENUTO: "proprietà in senso sostanziale“= all'enfiteuta è attribuito il cd.

“dominio utile“ (tutti i diritti -poteri

di godimento - sul fondo e sulle

accessioni), salva l'operatività del

DIVIETO di SUBENFITEUSI; al

proprietario il cd. "dominio

diretto".

 usucapione; contratto (scritto, a pena di nullità);

MODI di COSTITUZIONE: testamento; a tempo indeterminato / determinato (non

inferiore a venti anni). 07

Enfiteusi

 a) prescrizione per non uso ventennale;

ESTINZIONE: b) cadenza del termine;

c) rinunzia;

d) consolidazione;

e) espropriazione per pubblico interesse;

f) perimento totale del fondo [in caso di perimento parziale: riduzione

proporzionale del canone o rinunzia al diritto] (963 c.c.);

g) affrancazione (971 c.c.) (per accordo tra le parti o per pronuncia

giurisdizionale): diritto (potestativo) dell'enfiteuta all'acquisto della

proprietà del fondo dietro corresponsione di una somma pari a

quindici volte il canone annuo;

h) devoluzione (972 c.c.) (analogie sostanziali con l'azione di

risoluzione):

possibilità per il concedente di estinguere l'enfiteusi in caso di

inadempimento dell'obbligo di miglioramento del fondo o di mancato

pagamento di due annualità di canone (salvo il positivo esercizio

dell'azione di affrancazione). 07

Diritti di godimento su cosa altrui

Situazioni personali:

“verso il proprietario”

(es.: diritto del conduttore verso il

locatore dell’appartamento); Situazioni reali:

“sul bene”

situazioni limitate di godimento: a contenuto minore rispetto

alla proprietà, corrispondente ai poteri non più esercitabili

dal proprietario (in ragione della coesistenza fra diverse

situazioni sullo stesso bene) usufrutto,

uso e abitazione;

servitù 07

Usufrutto

 NOZIONE: diritto reale di godimento su un bene altrui e sui suoi frutti (utilità: 981 c.c.)

con l’obbligo di conservarne la destinazione economica e di restituirlo alla

scadenza.

 OGGETTO:

beni fruttiferi, di regola inconsumabili (se consumabili “quasi-usufrutto”: 995 c.c.)

 LIMITI: rispetto della destinazione economica del bene

durata temporanea - non oltre la vita dell’usufruttuario per le persone fisiche

- non oltre i trenta anni per le persone giuridiche

situazione a termine (979 c.c.), (destinata a non comprimere eccessivamente la

proprietà):

• l’usufrutto può essere ceduto nel rispetto della durata originaria;

• non è trasmissibile per testamento;

• ammesso l’usufrutto congiuntivo (a favore di più persone congiuntamente),

con clausola di accrescimento fino alla morte dell’ultimo sopravvissuto (678

c.c.);

• espressamente escluso, per gli atti mortis causa (698 c.c.) (dubbi di

ammissibilità per gli altri casi), l’usufrutto successivo (a favore di più persone

 successivamente). legge; volontà delle parti (contratto, testamento); usucapione.

MODI di COSTITUZIONE: legge usucapione

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Usufrutto

 restituzione del/i bene/i alla scadenza (1001 c.c.);

OBBLIGHI dell’USUFRUTTUARIO: • osservanza, nel godimento, della diligenza del

buon padre di famiglia;

famiglia

• inventario dei beni oggetto del diritto;

• prestazione di una idonea garanzia; custodia,

garanzia

amministrazione, riparazioni ordinarie;

a) scadenza del termine;

 termine

ESTINZIONE: b) rinunzia;

rinunzia

c) prescrizione (per non uso ventennale);

d) consolidazione (della proprietà e

dell'usufrutto in capo ad un unico titolare);

e) perimento totale della cosa;

cosa

f) eccesso di potere dell’usufruttuario

(alienazione o deterioramento dei beni).

In ipotesi di espropriazione ovvero di perimento per colpa o dolo di terzi del bene

(purché, in quest’ultimo caso, previamente assicurato dall’usufruttuario) l’usufrutto si

trasferisce sulle relative indennità.

indennità 07

Uso e abitazione

 NOZIONE: situazione reale di godimento che attribuisce al suo titolare

il potere

• di servirsi di un bene e di raccoglierne i frutti (uso: 1021 c.c.)

• di abitare una casa (abitazione: 1022 c.c.)

nei limiti dei bisogni propri e della propria famiglia.

famiglia

diritti personalissimi (temporanei; incedibili; si estinguono per morte

 CARATTERI: del titolare)

analoghi all' usufrutto per contenuto e disciplina (applicabile in

quanto compatibile),

[ salvo una ≠ quantitativa, determinata dal limite dei bisogni del

quantitativa

titolare e della sua famiglia]. 07

Servitù

 NOZIONE: "

peso imposto sopra un fondo per l' utilità di un altro fondo appartenente

a diverso proprietario" (1027 c.c.).

proprietario

 - contiguità dei fondi = vicinanza tale da consentire un'utilità diretta;

PRESUPPOSTI: - appartenenza a due ≠ proprietari;

proprietari

- peso a carico di un fondo (servente) a fronte di un' utilità (1028 c.c.)

per l'altro fondo (dominante) anche nel senso di maggiore comodità

o amenità, ovvero di vantaggio futuro

amenità

relazione di servizio: tra situazioni soggettive distinte:

• non già tra persone diverse,

diverse (di qui la configurabilità di una servitù tra due fondi dei

quali uno stesso soggetto è, rispettivamente, proprietario

esclusivo e comproprietario);

né tra fondi materialmente intesi,

(sì che il perimento di un fondo non importa l'estinzione

della servitù, salvo che con esso si estingua la stessa

situazione di vantaggio o di servizio). 07

Tipi di Servitù

Criterio Classificazioni

apparenti / non apparenti (1061 c.c.)

modo di riflessi

manifestazione le prime caratterizzate da opere - artificiali o applicativi in

naturali - visibili e permanenti, destinate alla tema di

servitù in modo manifesto ed inequivoco,

situazione di fatto che costituzione

nelle seconde manca

affermative / negative

contenuto le prime attribuiscono il potere di svolgere una attività sul fondo

servente;

le seconde proibiscono - a carico della situazione servente - di compiere

atti e comportamenti

Continue rilievo ai fini

presupposti, Discontinue

presuppongono una della decorrenza

modalità di presuppongono il

precedente opera del termine di

fatto dell’uomo

esercizio (non richiedono attività dell'uomo) prescrizione

coattive (1032 ss. c.c.)

volontarie (1058 ss. c.c.)

modo di volontà della legge ( tipicità)

tipicità

volontà dei singoli

costituzione, PRESUPPOSTI: > necessità del f. dominante

legittimati i soli titolari di una

funzione > accordo - sentenza - atto amministrativo

situazione soggettiva più ampia 07

Servitù 

 •

MODI di COSTITUZIONE: tutti i tipi di servitù contratto - testamento;

usucapione;

• servitù apparenti destinazione del padre

di famiglia (1062 c.c.).

 (1063 ss. c.c.) regolato dal titolo o, in mancanza, dalla legge

ESERCIZIO: per soddisfare i bisogni del fondo dominante, con il minor aggravio

per il fondo servente (il proprietario di quest'ultimo non può in alcun

modo ostacolare l'esercizio della servitù).

 (1072 ss. c.c.) a) confusione;

confusione

ESTINZIONE: b) decorso del termine;

termine

c) rinunzia;

rinunzia

d) abbandono (liberatorio del fondo

servente);

e) prescrizione (per non uso ventennale). 07

Comunione

 NOZIONE: (1100 c.c.) medesima situazione di godimento nella titolarità di una

pluralità di soggetti

comproprietà: schema originario, esteso alle situazioni di godimento su

cosa altrui e, in quanto compatibile, alle altre situazioni patrimoniali.

limiti: • godimento commisurato a quello degli altri contitolari (1102

c.c. )

• attribuzione a ciascuno di un diritto esclusivo sulla propria quota:

quota

partecipazione ai vantaggi (godimento e disposizione) e agli

svantaggi (spese necessarie), correlati all'esercizio della situazione.

 forme speciali

FORME: in relazione alla fonte

• volontaria: accordo dei soggetti

volontaria comunione legale tra coniugi

• incidentale: evento casuale

incidentale (a ≠ della comunione ordinaria non

• forzosa: legge

forzosa ammette scioglimento anticipato su

iniziativa di un partecipante).

 (1105 ss. c.c.) spetta a tutti i partecipanti riuniti in assemblea;

assemblea

AMMINISTRAZIONE: deliberazioni: impugnabili entro trenta giorni a pena di

deliberazioni

decadenza;

• atti di ordinaria amministrazione: maggioranza del valore delle quote;

amministrazione quote

• atti di straordinaria amministrazione: maggioranza dei 2/3 del valore complessivo

amministrazione

della cosa comune

• atti di alienazione; costituzione di diritti reali; locazioni ultranovennali: unanimità.

alienazione reali ultranovennali unanimità

07

Condominio negli Edifici

 NOZIONE: coesistenza di più diritti (esclusivi) di proprietà in un edificio,

edificio

accanto alla comunione su talune parti dell'edificio stesso.

(Contitolarità e proprietà esclusiva funzionalizzate alla coabitazione, in

uno stesso edificio, di più persone).

limiti: a) uso delle parti comuni (diritto proporzionato al valore della proprietà esclusiva) (1118

c.c.)

esercizio del diritto (esclusivo) di proprietà

necessariamente commisurati all'esercizio del diritto da parte degli altri condòmini;

b) indivisibilità, salvo che la divisione non renda più incomodo l'uso della cosa a ciascun

indivisibilità

condomino (1119).

oneri: partecipazione alle spese determinata in relazione alla destinazione del servizio (1123 c.c.):

- commisurata al valore della quota se la cosa è destinata a servire tutti in modo

identico

- proporzionata all' uso se la cosa è destinata a servire ciascuno in misura diversa.

diversa

assemblea; amministratore: (obbligatorio in condomini con più di quattro

 amministratore

ORGANI: partecipanti: 1129 c.c.).

deliberazioni: impugnabili entro trenta giorni (a pena di decadenza: 1137 c.c.)

deliberazioni

maggioranze variabili secondo l'oggetto della delibera

regolamento: (obbligatorio nei condomini con più di 10 proprietari esclusivi:

regolamento

1138 c.c.). 07

Multiproprietà

 NOZIONE:

esercizio di un diritto su una cosa comune, in via esclusiva, con godimento turnario

comune esclusiva

[godimento esclusivo] [periodi predeterminati]

[comunione]

tipicità sociale: immobiliare (ville, appartamenti)

sociale

riferimento qualificante nel tempo alberghiera (complesso alberghiero)

azionaria (complesso immobiliare di una società)

 incerta la qualificazione del rapporto; analogie con la comunione, il

NATURA: condominio, la proprietà.

Tendenziale riconduzione ad un diritto di proprietà su un (nuovo) bene,

definito nello spazio e nel tempo

 d. leg. 9 novembre 1998, n. 427(attuazione della direttiva 94/47 CE)

DISCIPLINA: • qualificazione e disciplina lasciate impregiudicate dal d. leg., che si limita a

richiamare una più ampia forma di godimento turnario, senza prendere posizione

sulla natura reale del diritto),

• introduzione di tecniche a difesa dell'acquirente non professionale

relativamente alle trattative ed alle formalità del contratto:

contratto

a) doveri di informazione (2, d.leg.cit.);

b) forma e contenuto specifici del contratto (inserimento clausole: 3, d.leg.cit.);

c) diritto di recesso (5 e 6, d.leg.cit.). 08

Tutela delle situazioni reali di godimento

 Concesse al solo proprietario c.d. PETITORIE (azione di

rivendicazione; negatoria; di regolamento di confini; di

apposizione di termini).

 Concesse anche al titolare di un diritto reale di godimento su cosa

altrui CONFESSORIA e DI NUNCIAZIONE (azione di nuova

opera e di danno temuto).

 Previste per chi è soltanto possessore c.d. POSSESSORIE

(azione di reintegrazione e di manutenzione). 08

AZIONE Legittimati FUNZIONI CARATTERI PRESUPPOSTI

attivi

Proprietario riconoscimento del imprescrittibile contestazione del

di diritto

rivendicazione (salvi gli effetti della diritto di proprietà

(funzione di

(948 c.c.) usucapione); nei cfr. del

accertamento) rivendicante e del

e, eventualmente, suo dante causa

probatio diabolica:

restituzione del dimostrazione del

bene diritto di proprietà,

(funzione

recuperatoria) risalendo ad acquisto

a titolo originario

Proprietario dichiarazione prova con ogni molestie di fatto

Negatoria dell'inesistenza di mezzo o di diritto

(949 c.c.) (da

diritti altrui sulla parte di chi esercita

(anche presunzioni)

propria situazione o vanta un proprio

di un titolo diritto sul bene

d'acquisto del diritto contro il

di proprietà proprietario) 08

AZIONE Legittimati FUNZIONI CARATTERI PRESUPPOSTI

attivi

Proprietario demarcazione dei prova del confine: incertezza dei

di confini tra due con qualsiasi mezzo limiti di confine

regolamento (anche accertamento

fondi confinanti tra i fondi

di confini delle mappe catastali)

(950 c.c.)

per Proprietario apposizione dei irriconoscibilità

apposizione di segni di confine dei segni di

termini (“termini”) a confine tra i fondi

spese di entrambi

(951 c.c. ) i proprietari 08

AZIONE Legittimati FUNZIONI CARATTERI PRESUPPOSTI

attivi

a)proprietario riconoscimento prova dell'esistenza molestie di fatto o

confessoria ; del proprio diritto della situazione di di diritto

contro chi ne godimento

b)titolare di (contestata

contesti impedita o turbata)

un dir. reale l'esercizio,

su cosa altrui ovvero

cessazione di atti

impeditivi o di

turbative

di a)proprietario eliminazione di tutela a carattere 1) pericoli o limiti

nunciazione : ; un pericolo al potere di

provvisorio (prima

proveniente da un godimento da

1) di nuova b)titolare di di

fondo vicino un'opera

opera un una pronuncia nel intrapresa e non

a causa di nuove

2) di danno dir. reale su merito) con funzione ancora terminata;

opere o di

temuto cautelare

cosa altrui; 2) pericolo di un

attività intraprese

(1171, 1172 c) possessore da altri, danno grave ed

c.c.) ovvero di cose imminente al

già esistenti bene

(sul fondo vicino) oggetto di

godimento, da

una 08

Azioni possessorie

AZIONE Legittimati FUNZIONI CARATTERI PRESUPPOSTI

attivi

possessore; o reintegrazione esperibile entro spoglio violento o

di anche detentore nel possesso =

reintegrazione 1 anno dallo spoglio clandestino

(salvo che per restituzione (occulto)

(o di spoglio) o dalla sua scoperta

ragioni di servizio del bene

(1168 c.c.) (tutela provvisoria, che

o di ospitalità) prescinde

dall'accertamento del

diritto)

possessore di cessazione di esperibile entro un possesso continuo

di molestie o anno dallo spoglio e ininterrotto da

manutenzione beni immobili o turbative oltre 1 anno,

o dalla sua scoperta

(1170 c.c.) di universalità acquistato in

(tutela provvisoria, che

(o rimedio

di modo non

prescinde

contro lo

mobili dall'accertamento del violento né

spoglio non diritto) clandestino

violento né (altrimenti decorso

clandestino) almeno 1 anno dalla

fine della violenza o

della clandestinità) 08

Rapporto fra azioni possessorie e petitorie:

carattere provvisorio della tutela possessoria;

possibilità di agire in rivendica del proprietario soccombente

soltanto all'esito del giudizio possessorio - separazione tra

giudizio possessorio e petitorio (705¹ c.p.c.) - salve le ipotesi

nelle quali l'attesa della conclusione del giudizio possessorio

possa comportare un "pregiudizio irreparabile" per il

proprietario convenuto. 09

POSSESSO come potere di fatto:

definizione legislativa (art. 1140 c.c.).

N.B.: Necessità di abbandonare la qualificazione corrente, che colloca il possesso

sul piano delle situazioni giuridiche, vale a dire degli effetti (in parallelo con la

proprietà, che è "oggetto" di vicende giuridiche). In quanto comportamento, il

possesso si sostanzia in un atto giuridico (in senso stretto), da collocare sul piano

della fattispecie produttiva di effetti (v. artt. 1148 ss. c.c.).

Nozione: elemento "materiale": comportamento diretto al godimento e

[oggettivo] all'utilizzazione, attuali e futuri, di un bene

(indipendentemente da un legame di titolarità

con il bene stesso).

elemento "spirituale": animus possidendi = intenzione di usare la

[soggettivo] cosa come oggetto di un proprio diritto (di

proprietà, di usufrutto, di enfiteusi, ecc.).

Possesso c.d. mediato: si può possedere anche per mezzo di altra persona, che ha

la detenzione del bene (1140, comma 2, c.c.) [es.: è possessore il locatore, il quale

possiede il bene per mezzo del conduttore]. 09

≠ tra POSSESSO e DETENZIONE: diversità di animus + diversità di

condotta

DETENTORE è colui che, pur godendo del bene, non ha intenzione di

usarlo come oggetto di un proprio diritto di proprietà,

(usufrutto etc.) ed ha un comportamento non

corrispondente all'esercizio di un diritto reale; che dà

segni di riconoscere l'altrui diritto sulla cosa [es.: il

conduttore, che versa il canone al locatore, come corrispettivo

del godimento del bene].

Mutamento della detenzione in possesso: non è sufficiente il

mutamento del solo animus: sono necessari atti giuridici o

comportamenti materiali, accertabili in modo oggettivo, tali da far

cambiare il "titolo" del possesso, cioè la causa giustificativa del

godimento e dell'utilizzazione del bene (1141, comma2, c.c.).

[es.: vendita o donazione del bene locato, a favore del conduttore; opposizione

di costui nei confronti del proprietario (rifiuto di versare il canone o di

restituire il bene alla scadenza del contratto)]. 09

possesso a "titolo" di proprietà; a "titolo" di

'titolo' del possesso: usufrutto, di servitù,ecc.

in base al dato oggettivo del comportamento

tenuto dal possessore, dato oggettivo che rileva

ai fini del mutamento del titolo del possesso

(c.d. interversione del possesso, art. 1164 c.c.)

possesso

[ad es.: la condotta di chi, quotidianamente, attraversa

il fondo altrui, per raggiungere più comodamente il

proprio, corrisponde all'esercizio di una servitù di

passaggio; ove questi intenda mutare il titolo del suo

possesso a titolo di servitù in possesso a titolo di

proprietà, utile ai fini dell'usucapione, dovrà compiere

atti di opposizione contro il diritto del proprietario]. 09

Rilevanza del possesso: due ordini di garanzie:

a) tutela giurisdizionale del possesso: b) possesso quale titolo d'acquisto:

d'acquisto

1) c.dd. azioni possessorie (artt. 1168-1170 possibilità, per il possessore, di

c.c.) (contro spoliazioni, turbative e acquistare il diritto reale

molestie da parte di terzi); tecnica corrispondente al comportamento

semplice e rapida per la soluzione delle tenuto, attraverso i meccanismi

controversie relative all'utilizzazione dei predisposti dagli artt. 1153 e

beni, che impone l'immediato ripristino 1158c.c..

della situazione di fatto esistente,

rinviando ad un momento successivo

l'accertamento dei diritti delle parti in

conflitto;

ratio : interesse generale alla tutela della

pace sociale;

2) inversione dell'onere probatorio (posizione

più vantaggiosa del possessore convenuto

in rivendica rispetto al proprietario attore,

circa l'onere della prova: il possessore può

limitarsi ad affermare: «possideo quia

possideo»; il proprietario, invece, è tenuto

a provare il proprio diritto (c.d. probatio 09

Inizio e durata del possesso

ACQUISTO del possesso

in modo originario

: in modo derivativo:

derivativo

mediante apprensione del bene in seguito alla consegna del bene

d'iniziativa del soggetto che diviene da parte del precedente possessore

possessore N.B.: consegna non necessaria

quando:

a) chi acquista il possesso era già

detentore del bene

(c.d. traditio brevi manu);

b) chi cede il possesso conserva la

detenzione della cosa

(c.d. costitutum possessorium).

Non giovano ai fini dell'acquisto del possesso gli atti compiuti con l'altrui tolleranza

(del proprietario o titolare di altra situazione reale di godimento, per ragioni di

amicizia, cortesia o buon vicinato: art. 1144 c.c.). 09

DURATA e PRESUNZIONI

a) Il possesso attuale non fa presumere il possesso anteriore; tuttavia

anteriore

b) se il possessore ha posseduto in tempo più remoto

, si presume che

abbia posseduto anche nel tempo intermedio (1142 c.c.);

c) se il possessore ha, a fondamento del suo possesso, un titolo, si

titolo

presume che possieda dalla data del titolo, salvo prova contraria

(1143 c.c.).

È possibile il cumulo dei periodi di possesso di persone diverse in due

ipotesi di acquisto del possesso in modo derivativo:

• •

successione nel possesso accessione nel possesso

(1146, comma 1, c.c.): (1146, comma 2, c.c.):

in caso di successione a titolo in caso di successione a titolo

universale, il possesso continua particolare, l'avente causa può

automaticamente nell'erede, con unire il proprio possesso a quello

effetto dall'apertura della del suo autore al fine di goderne gli

successione, con gli stessi caratteri effetti (ad es.: se l'alienante era in

(ad es.: buona o mala fede) che aveva buona fede).

per il defunto. 09

BUONA FEDE nel possesso (1147 c.c.):

buona fede in senso soggettivo = ignoranza di ledere l'altrui diritto =

ignoranza circa l'altruità del bene (1147, comma 1. c.c.)

salvo che derivi da colpa grave(1147, comma 2, c.c., ad es.: l'ipotesi

dell'incauto acquisto di beni ad un prezzo

talmente basso da rivelare che chi li vende

non ne sia il proprietario bensì un

ricettatore)

si presume; ed è sufficiente che sussista al momento dell'acquisto

(a nulla rilevando la mala fede sopravvenuta 1147, comma 3,

c.c.)

giova al possessore a vari fini: 09

BUONA FEDE nel possesso (1147 c.c.): (2)

a) nella restituzione della cosa al proprietario

diritti ed obblighi del possessore di buona fede:

1. diritto di far propri i frutti del bene fino al giorno della

domanda (1148 c.c.; a fronte dell'obbligo di immediata

restituzione che incombe sul possessore di mala fede, 1149

c.c.);

2. diritto ad una indennità per riparazioni, miglioramenti,

addizioni apportate al bene (1150 c.c.; superiore a quella

spettante al possessore di mala fede);

3. c.d. diritto di ritenzione (= di non restituire il bene fino alla

corresponsione delle indennità dovute o alla prestazione di

idonee garanzie 1152 c.c.). 09

BUONA FEDE nel possesso (1147 c.c.): (3)

b) nella circolazione dei beni mobili

acquisto della proprietà o di altre situazioni reali:

1. principio "possesso vale titolo" (1153 c.c.); acquisto

della proprietà a titolo originario (da chi non è

proprietario del bene), in presenza di due condizioni:

buona fede al momento della consegna e titolo

astrattamente idoneo (un valido atto di compravendita o

di donazione);

2. criterio di risoluzione di conflitti fra più acquirenti da

un medesimo dante causa: prevale chi ha ricevuto per

primo il possesso del bene in buona fede, anche se il suo

titolo d'acquisto è di data posteriore (1155 c.c.). 09

USUCAPIONE

Possesso ad usucapionem = possesso protratto per un periodo di tempo

determinato dalla legge

modo d'acquisto a titolo originario della proprietà (e di altre

situazioni reali di godimento, ad eccezione delle servitù non

apparenti) su beni immobili, universalità di mobili, beni mobili

registrati e - in mancanza delle condizioni prescritte dall'art. 1153 -

anche mobili non registrati.

Ratio: esigenza di certezza delle situazioni giuridiche

Ratio (oltre a ragioni di favore per l'impiego proficuo di risorse, anche

da parte di chi non ne ha diritto, a fronte dell'inerzia dell'effettivo

titolare). 09

USUCAPIONE

Usucapione ordinaria

immobili universalit fondi mobili mobili

à rustici registrati non

di mobili registrati

20 anni 20 anni 15 anni 10 anni 20 anni

(1158) (1160) (regime (1162²) (in caso di possesso

mala fede

speciale 1161²)

1159 bis) 09

USUCAPIONE

Usucapioni abbreviate

immobili universalit fondi mobili mobili

à rustici registrati non

di mobili registrati

10 anni possesso +

(1161¹) buona fede

10 anni acquisto possesso +

(1160²) immediato buona fede +

(1153) titolo idoneo

10 anni 5 anni 3 anni possesso +

(1159) (1159 bis) (1162¹) buona fede +

titolo idoneo +

trascrizione 09

USUCAPIONE

Acquisto del possesso in modo violento o clandestino: decorso del

termine iniziale dal cessare della violenza o della clandestinità (1163).

Interruzione del decorso del termine prescritto in ipotesi di perdita

del possesso per oltre un anno (1167)

(oltre alle cause di interruzione e sospensione della prescrizione 1165). 10

Situazioni reali di credito

Criteri tradizionali di distinzione

Assolutezza intesa quale potere del titolare di

far valere la situazione nei confronti della

generalità dei consociati.

Situazioni reali Immediatezza intesa quale potere del titolare di

(diritto reale al quale è ricavare dalla cosa, oggetto del diritto, le utilità

correlato un dovere desiderate, in base ad una relazione diretta ed

generico di astensione immediata con la stessa.

gravante sulla

generalità dei

consociati). Inerenza intesa quale stretto legame o

immanenza della situazione soggettiva con il

bene che ne costituisce l'oggetto. Questo

carattere si specifica nel diritto di séguito,

nell'opponibilità ai terzi e nel diritto di

preferenza. 10

Situazioni reali di credito

Criteri tradizionali di distinzione

Relatività per la quale la situazione è

esercitabile soltanto nei confronti di una persona

determinata, il debitore.

Situazioni di credito

(diritto di credito al

quale è correlato un

dovere specifico imposto

ad un soggetto Mediatezza intesa quale impossibilità del

determinato). titolare del diritto di realizzare il suo interesse se

non attraverso l’intermediazione dell’altrui (del

debitore) prestazione. 10

Critica ai criteri tradizionali di distinzione

non sempre presentano il carattere dell'assolutezza,

Situazioni reali ad es., quando il titolo di acquisto della proprietà

immobiliare non sia stato trascritto o sia trascritto

tardivamente, oppure, nell'ipotesi del proprietario

mobiliare di fronte a colui il quale ha acquistato il

bene ai sensi dell'art. 1153 c.c.

a volte sono caratterizzate dalla mediatezza

(peculiare delle situazioni di credito, nell'ottica

tradizionale) come, ad es., i diritti reali di garanzia

(pegno ed ipoteca) i quali non consentono al titolare

del diritto di soddisfarsi direttamente sulla cosa (art.

2744 c.c.), ma richiedono la cooperazione, se non

del debitore, certamente degli organi dello Stato in

sede esecutiva. 10

Critica ai criteri tradizionali di distinzione

Situazioni di credito

a) si riscontrano le caratteristiche tipiche dell'assolutezza, nel

senso dell'opponibilità ai terzi (diritto di séguito), nei

Alcuni dei rapporti di locazione relativamente sia alla trascrivibilità

caratteri della locazione ultranovennale (art. 2643, n. 8, c.c.) sia al

propri delle principio, contenuto nell'art.1599, commi 1 e 3, c.c.,

situazioni secondo il quale emptio non tollit locatum. Le medesime

reali sono qualità sono altresì ravvisabili sia nell'affitto dei fondi

riscontrabili rustici (art. 41, l.3 maggio 1982, n. 203) sia nel diritto

anche in personale di abitazione nella casa familiare (art. 155,

situazioni

definite, comma 4, c.c. in seguito alla sentenza della Corte cost., 27

secondo luglio 1989, n. 454).

criteri

tradizionali, b) l'art. 2745 bis c.c. prevede la possibilità di trascrivere anche

creditorie i contratti preliminari (di contratti definitivi aventi come

oggetto beni immobili e ad effetti reali), i quali, sebbene

abbiano efficacia obbligatoria e non reale, risultano

opponibili ai terzi. 10

Critica ai criteri tradizionali di distinzione

Situazioni di credito

c) l'assolutezza, intesa, in una diversa accezione, come

possibilità che la situazione possa essere violata dalla

Alcuni dei generalità dei consociati, non può più considerarsi

caratteri esclusiva del diritto reale, ma attiene alle situazioni di

propri delle credito suscettibili, quindi, di essere lese da terzi estranei al

situazioni rapporto e meritevoli di tutela (c.d. tutela aquiliana del

reali sono credito).

riscontrabili

anche in d) il potere di godimento locatorio che dovrebbe

situazioni

definite, caratterizzarsi per la mediatezza, si esercita, in maniera

secondo immediata e diretta sulla cosa locata (immediatezza).

criteri

tradizionali, e) il diritto di preferenza è caratteristico anche di una

creditorie pluralità di situazioni creditorie in considerazione della loro

particolare ragione giustificativa. Ad es., i crediti alimentari

(art. 2751, n. 4 e art. 2778, n. 17, c.c.) e i crediti da lavoro

(art. 2751 bis, c.c.). 10

Il superamento della distinzione

tradizionale tra situazioni reali e

creditorie conduce all'individuazione di

un diritto comune delle situazioni

patrimoniali, sintesi della disciplina di

patrimoniali

Rilevanza della critica alla tutti i rapporti patrimoniali (sia reali sia

tradizionale suddivisione di credito, nella criticata prospettiva). In

delle situazioni patrimoniali questo senso, ad es., opererebbero

in reali e di credito relativamente a tutte le situazioni

patrimoniali, sia reali sia creditorie, il

divieto degli atti emulativi (art. 833

c.c.) e le clausole generali di

correttezza (art. 1175 c.c.) e diligenza

(art. 1176 c.c.). 10

Complessità delle situazioni creditorie e debitorie

a) la situazione creditoria è qualificata

attiva ed è costituita esclusivamente

da poteri, poteri formativi, pretese,

aspettative, ecc.

Nella prospettiva tradizionale b) la situazione debitoria è qualificata

passiva ed è costituita

esclusivamente da doveri, obblighi,

oneri, soggezioni. 10

Complessità delle situazioni creditorie e debitorie

La clausola generale (definita, clausola aperta) di correttezza e

buona fede (artt. 1175 e 1375 c.c.) quale espressione del principio di

solidarietà (art. 2 cost.) determina nell'ambito del concreto rapporto, la

Critica nascita di particolari doveri e obblighi di comportamento i quali

gravano o possono gravare sulla posizione debitoria e su quella

creditoria, arricchendone il contenuto ed integrandone il nucleo

centrale (costituito dal potere del creditore di esigere e dal dovere del

debitore di eseguire la prestazione). Le situazioni soggettive, pertanto,

sono caratterizzate da una notevole complessità la quale rende

inconfigurabile una situazione esclusivamente attiva o passiva. Sono

state elaborate, quali specificazioni concrete della correttezza e buona

fede, due categorie di obblighi:

a) obblighi di avviso i quali impongono alle parti il dovere

reciproco di informazione tempestiva circa l'esigenza di vicende

e circostanze idonee a pregiudicare il buon esito dell'operazione

sottesa al rapporto, o a rendere più onerosa la posizione di una di

esse.

b) doveri di protezione i quali tendono a preservare la sfera

giuridica delle parti (intese in senso lato) da fatti lesivi

potenzialmente connessi all'esecuzione della prestazione. 10

Oggetto del rapporto obbligatorio

Teorie patrimoniali le quali, a causa della

diffusa sfiducia nei confronti della cooperazione

La lettera dell'art. 1174 del debitore, spostano l'attenzione sul

c.c. appare chiara ed patrimonio del debitore (2740 c.c.). Non la

univoca nello stabilire prestazione (comportamento del debitore), in

debitore)

che la prestazione quanto incoercibile costituirebbe il referente

( comportamento al oggettivo del diritto del creditore, bensì il bene

quale è tenuto il dovuto (2930, 2910 c.c.).

debitore) è l'oggetto

debitore

dell'obbligazione.

Nonostante ciò si Teoria personalistica la quale, nel tentativo di

contrappongono due rivalutare il ruolo della prestazione nel

orientamenti. rapporto obbligatorio, esaspera la

contrapposizione con le teorie patrimoniali e

finisce per asserire che è la stessa prestazione a

costituire il bene idoneo ad attuare l’interesse

del creditore. 10

Oggetto del rapporto obbligatorio

Altro è l'identificazione del "bene" che, nel

Critica concreto rapporto, attua l'interesse del creditore,

altro è l'identificazione dello strumento messo a

disposizione del creditore per conseguirlo. Il

primo aspetto attiene al profilo teleologico, il

teleologico

secondo a quello della struttura del potere.

potere

Con riguardo alla struttura del potere, il creditore altro potere non ha se

non quello di esigere la prestazione (comportamento) dal debitore. La

prestazione, quindi, costituisce l'oggetto del rapporto obbligatorio,

prestazione

rapporto normalmente caratterizzato dall'intermediazione dell'altrui

prestazione. 10

Caratteri fisionomici del rapporto

obbligatorio

Definizione Il rapporto obbligatorio è un vincolo

giuridico in virtù del quale il titolare della

situazione c.d. debitoria è tenuto ad eseguire

una prestazione (comportamento)

economicamente valutabile, al fine di

valutabile

soddisfare l'

interesse, anche non patrimoniale,

patrimoniale

del titolare della situazione creditoria, il quale

ha il potere di pretendere l'esecuzione di tale

prestazione e può essere chiamato a cooperare

con il debitore per consentirgli di adempiere

esattamente (artt. 1174 e 1175 c.c.). 10

Caratteri fisionomici ed indefettibili

Il soggetto è elemento esterno alla

situazione soggettiva e dunque al

rapporto. Risulta anacronistica la

definizione del rapporto obbligatorio

come relazione fra soggetti. Sufficiente

soggetti

Dualità delle situazioni ed essenziale, ai fini dell'esistenza del

essenziale

soggettive rapporto, è la presenza di due situazioni

soggettive contrapposte o correlate, che si

ascrivano a due centri di interesse

distinti. La dualità va riferita alle

situazioni soggettive ed ai

corrispondenti patrimoni di

riferimento. 10

L'attuazione del rapporto obbligatorio deve realizzare

interessi giuridicamente rilevanti, meritevoli di tutela, del

Interesse del creditore creditore (artt. 1174, 1322, 1411 e 1379 c.c.). L'interesse del

creditore è indispensabile, quindi, per la stessa nascita del

rapporto obbligatorio. Nella situazione soggettiva creditoria

si richiede, a differenza di altre situazioni soggettive dove il

titolare delle stesse può realizzare da sé il suo interesse,

l' intermediazione dell'altrui prestazione, la cooperazione

prestazione

del debitore. Lo stesso art. 1174 c.c. esige una necessaria

corrispondenza fra prestazione ed interesse del creditore.

Non bisogna confondere la necessaria patrimonialità della

Può essere non patrimoniale prestazione (art. 1174 c.c.) con la eventuale natura non

patrimoniale dell'interesse che quella tende a realizzare. Vi

sono prestazioni patrimoniali che attuano interessi morali,

artistici, culturali.

Può richiedere, quando il creditore nella fase costitutiva del rapporto abbia tenuto in

particolare considerazione le qualità personali del debitore (rapporto c.d. intuitus personae),

che la prestazione sia eseguita personalmente dal debitore.

Può coesistere con interessi giuridicamente rilevanti del debitore quali l'interesse alla

liberazione dal vincolo (art. 1206 ss. c.c.) e ad estinguere l'obbligazione mediante il

personale adempimento (l'interesse del debitore ad adempiere, però, non configura un vero e

proprio diritto all'adempimento).

all'adempimento 10

La prestazione deve avere sempre e

necessariamente natura

patrimoniale (cioè essere

suscettibile di valutazione

Patrimonialità della prestazione economica) per essere idonea a

economica

costituire l'oggetto di un rapporto

obbligatorio; sì che, senza

patrimonialità, un rapporto non può

qualificarsi obbligatorio (art. 1174

c.c.)

La necessaria patrimonialità della prestazione non sembra trovare una

giustificazione nell'esigenza, altrimenti insoddisfatta, di determinare

l'entità pecuniaria del danno da risarcire al creditore a seguito

dell'inadempimento del debitore (art. 1218 c.c.). Piuttosto, sembra

rispondere alla necessità di precisare che l'autonomia contrattuale è

circoscritta alle vicende relative ai "beni" ed ai valori oggettivamente

suscettibili di valutazione economica. I "beni" ed i valori non patrimoniali

o esistenziali sono sottratti all'applicabilità delle disposizioni relative

all'obbligazione in generale. 10

Patrimonialità della prestazione : Criteri per l'individuazione

a) valutazione soggettiva: la patrimonialità della

soggettiva

prestazione non può essere determinata da un

soggettivo apprezzamento operato dalle parti nel

momento costitutivo del rapporto (sia pattuendo un

corrispettivo in danaro sia apponendo una clausola

penale ex art. 1382 c.c.) sì che anche la prestazione

che non avesse in sé una propria intrinseca

patrimonialità potrebbe acquisirla.

b) valutazione oggettiva (preferibile): il concetto

di patrimonialità ha natura oggettiva e va

determinato nell'ambito di un contesto giuridico-

sociale. Una prestazione è patrimoniale quando la

sociale

coscienza comune di una data collettività, in un

dato momento storico e in un dato territorio, le

riconosce tale natura (cioè, quando è riscontrabile

nella realtà sociale il diffuso apprezzamento in

termini economici di quel comportamento).

comportamento 10

Obbligazioni naturali

Sono solitamente definite obbligazioni naturali

quei rapporti obbligatori fondati esclusivamente

Definizione su doveri morali e sociali per i quali, di

conseguenza, è esclusa la coercibilità, in

coercibilità

contrapposizione ai rapporti obbligatori civili. Il

civili

titolare della situazione naturale creditoria non

può esigere l'esecuzione della prestazione dal

titolare della situazione naturale debitoria e, per

l'ipotesi di inadempimento, non è assistito da

azioni giudiziarie. 10

Obbligazioni naturali

Non è ammessa la ripetizione, attraverso la proposizione

ripetizione

Disciplina dell'

azione di indebito, di quanto è stato spontaneamente

indebito

(art. 2034 c.c.) prestato dal debitore naturale in esecuzione di doveri

morali o sociali, salvo che la prestazione sia stata eseguita

sociali

da un incapace (c.d. soluti retentio

)

. I doveri morali o

sociali e ogni altro (es., artt. 2940, 1933, 627 c.c., art. 64 l.

fall.) per i quali la legge non accorda azione ma esclude

la ripetizione di ciò che è stato spontaneamente pagato

non producono altri effetti.

Il sistema giuridico è interessato ad una concreta attuazione dei doveri morali

e sociali sì che essi ricevono, ancor prima del loro adempimento, una

valutazione positiva da parte dell'ordinamento (

rilevanza giuridica) operata

giuridica

esclusivamente in funzione dell'eventuale, spontaneo adempimento e tale da

non attribuire loro la rilevanza di un'obbligazione civile (esigibile e

coercibile). La considerazione normativa di tali doveri determina la loro

idoneità a fungere da valida ragione giustificativa dello spostamento

patrimoniale che con l'adempimento spontaneo si attua. 10

a) Spontaneità dell'adempimento: il debitore deve avere

dell'adempimento

Presupposti adempiuto senza costrizione. Risulta, quindi, ripetibile

costrizione

per la prestazione frutto di violenza morale o dolo.

dolo

Viceversa sembra esclusa la rilevanza dell'errore sulla

l'irripetibilità coercibilità dell'obbligo.

b) Capacità del solvens (debitore naturale): nel debitore

che adempie bisogna ravvisare la capacità naturale (art.

428, comma 1, c.c.) piuttosto che quella di agire. La

agire

necessità di questo presupposto ai fini dell'irripetibilità

sembra trovare una giustificazione nella natura

negoziale dell' atto di adempimento di un'obbligazione

naturale (diversamente, per l'adempimento delle

obbligazioni civili, il quale, in quanto atto dovuto, di

dovuto

natura meramente esecutiva, non richiede la capacità del

solvens e non avrebbe natura negoziale; art. 1191 c.c.)

L'adempimento dell'obbligazione naturale va distinto dagli atti di liberalità. Il

liberalità

primo è atto giuridicamente libero, ma moralmente e socialmente dovuto (c.d.

animus solvendi), mentre i secondi, caratterizzati dallo spirito di liberalità (c.d.

animus donandi, cfr. art. 769 c.c.), sono espressione della massima libertà

negoziale. 11

Pagamento dell'indebito

 La disciplina trova un fondamento nel principio della necessaria

giustificazione causale dell'attribuzione patrimoniale.

 Chi non è debitore adempie nei confronti di chi

non è creditore

 Si verifica nelle ipotesi di inesistenza originaria

o sopravvenuta (nullità, annullamento,

Indebito oggettivo inefficacia, rescissione o risoluzione del vincolo,

avveramento della condizione risolutiva) del

titolo dell'obbligazione.

 Il solvens (colui che ha adempiuto) può ripetere

(

azione di ripetizione

) quanto prestato

(art. 2033 c.c.). 11

 Chi è debitore adempie nei confronti di chi non è

creditore o non è legittimato a ricevere la

prestazione

 L'

accipiens (colui che ha ricevuto la prestazione)

Indebito non ha titolo per trattenere quanto ricevuto.

soggettivo  Il solvens non è liberato

, per cui deve adempiere

una seconda volta, ma è legittimato all'

azione di

Ex latere ripetizione nei confronti dell'

accipiens (art. 2033 e

accipientis 1189 c.c.).

 Viceversa, il solvens è liberato , provando la sua

buona fede, qualora adempia al creditore

apparente (art. 1189, comma 2, c.c.). L'azione di

ripetizione , in questa ipotesi, compete al vero

creditore e non al debitore. 11

 Chi non è debitore o è debitore di un terzo

adempie nei confronti di chi è creditore di un

terzo .

 L'

accipiens ha astrattamente titolo per trattenere

quanto ricevuto dal momento che qualsiasi terzo

può adempiere un debito altrui (arg. ex art. 1180

c.c.).

Ex latere

solventis  Il solvens può ripetere quanto prestato qualora si

sia creduto debitore in base ad un errore scusabile

(effettiva conoscenza dell'altruità del debito) purché

il creditore non si sia privato in buona fede del titolo

o delle garanzie del credito (art. 2036, comma 1,

c.c.).

 Viceversa, il solvens non può ripetere quanto

prestato, se ha adempiuto in base ad un errore non 11

Caratteri e disciplina

dell'azione di ripetizione

 personale

, cioè esperibile dal solvens soltanto nei confronti di

colui il quale ha ricevuto la prestazione non dovuta (

accipiens

)

(v., però, art. 2038, comma 1, c.c.).

 restitutoria

, cioè presuppone l'esecuzione di una prestazione (di

dare

) che abbia ad oggetto una somma di danaro, una quantità di

cose fungibili (artt. 2033 e 2036 c.c.) ovvero un bene o una cosa

determinati, la dazione dei quali sia suscettibile, appunto, di

restituzione (art. 2037 e 2038 c.c.). Si riconosce una

reintegrazione per equivalente nelle ipotesi di prestazioni di

fare.

 con funzione di riequilibrio dei patrimoni e non con finalità

sanzionatoria.

 si prescrive nel termine ordinario di dieci anni a decorrere

, nelle

ipotesi di inesistenza e nullità del vincolo, dall'esecuzione della

prestazione; mentre nelle altre ipotesi dell'avveramento della

condizione risolutiva o dalla sentenza che dichiari o accerti

l'annullamento, la rescissione o la risoluzione del vincolo stesso. 11

Ingiustificato arricchimento

 Chiunque, senza giusta causa, si è arricchito a danno di altri è

tenuto, nei limiti dell'arricchimento, a indennizzare (obbligazione

indennitaria) quest'ultimo della correlativa diminuzione patrimoniale

(art. 2041, comma 1, c.c.).

a) generale, poiché i fatti che ne legittimano

generale

Caratteri dell'azione: l'esperibilità sono atipici.

b) sussidiaria, poiché è proponibile quando

sussidiaria

non sia possibile esercitare (perchè

improponibile o esperita senza successo

altra azione, oppure è possibile esercitare

un'azione specifica) altra azione per ottenere

l'indennizzo del pregiudizio subito. 11

Presupposti dell'azione:

a) fatto lecito, naturale od umano

lecito

b) nesso di causalità: il fatto deve aver causato l'arricchimento di

causalità

un soggetto e correlativamente, in via immediata e diretta, la

diretta

diminuzione patrimoniale di un altro.

c) arricchimento: effettiva diminuzione patrimoniale, attuale al

arricchimento

momento della proposizione della domanda.

d) impoverimento: sia perdita di un elemento patrimoniale sia

impoverimento

diminuzione del suo valore per effetto dell’uso della cosa da

parte di terzi. Comprende solamente il danno emergente e non

il lucro cessante.

cessante

e) mancanza di causa: assenza di un idoneo titolo giustificativo

causa

sia legale sia convenzionale, che giustifichi l'arricchimento ed il

correlativo impoverimento.

• L'ingiustificato arricchimento è fonte di un'obbligazione indennitaria, con

indennitaria

finalità di reintegrazione, il cui ammontare va liquidato con riferimento ai valori

reintegrazione

di mercato nella misura della minor somma tra la perdita subita e l'arricchimento

conseguito. Possibile altresì la restituzione in natura (art. 2042 c.c.) 11

Adempimento

 Nozione

L'adempimento è l'esatta esecuzione della prestazione, "indirizzata"

prestazione

finalisticamente alla piena soddisfazione di tutti gli interessi sottesi al

vincolo. L'adempimento non si identifica necessariamente con la reale

piena soddisfazione di tutti gli interessi, ma è quel comportamento

esecutivo, semplicemente indirizzato, in concreto, alla soddisfazione

indirizzato

dell'interesse creditorio. Benché il codice civile utilizzi

indifferentemente i termini "adempimento" e "pagamento", quest’ultimo

si deve riferire esclusivamente all'adempimento di una obbligazione

pecuniaria. 11

Adempimento

Il nostro ordinamento ha accolto la clausola generale di esatto adempimento (art 1218

c.c.). L'esattezza dell'adempimento consiste nella piena conformità del

comportamento esecutivo del debitore al contenuto dell'obbligo e si commisura con

lo sforzo richiesto a quest'ultimo (art. 1175 e 1176 c.c.). Sotto questo profilo, la clausola

generale di buona fede, quale criterio di determinazione della prestazione

fede

(contenuto dell'obbligo), consente di individuare i limiti del comportamento esigibile in

concreto dal creditore. E' discusso, ad es., se il debitore sia anche obbligato,

nell'esecuzione della prestazione, alla salvaguardia dei beni e della vita del creditore

(c.d. obbligo di protezione). A volte è la stessa legge che impone al debitore di tenere

protezione

certi comportamenti, al fine di consentire al creditore di veder realizzato il suo interesse

(art. 1177 c.c., sull' obbligo di custodire fino alla consegna, e art. 1178 c.c.,

consegna

sull' obbligo di prestare cose di media qualità, nelle obbligazioni generiche). Il

qualità

debitore, per adempiere esattamente, è altresì tenuto all'esecuzione integrale della

prestazione anche se questa è divisibile, il creditore può sempre rifiutare un

divisibile

adempimento parziale (art. 1181 c.c.). Qualora, però, vi consenta, l'esecuzione parziale

libera il debitore per la parte eseguita, per la quale valgono pur sempre le regole

sull'esattezza. La diligenza, viceversa, è criterio oggettivo di responsabilità, il quale

diligenza responsabilità

consente di valutare il comportamento esecutivo del debitore (normalmente si richiede la

diligenza del buon padre di famiglia, ma, in relazione alle peculiarità della prestazione

famiglia

e alle qualità rivestite dal soggetto agente, essa può variare). 11

Adempimento

 Natura

è un atto dovuto non negoziale qualificato dalla causa solvendi. Non

solvendi

assume rilevanza l'

animus solvendi, cioè l'intenzione del debitore di

solvendi

adempiere un debito proprio. Sotto questo profilo, è altresì irrilevante

l'incapacità del solvens (art. 1191 c.c.): l'adempimento, quale oggettiva

congruenza tra quanto prestato e quanto dovuto, nessun pregiudizio

può recare all'agente.

 Effetti

è fattispecie estintiva del rapporto obbligatorio. Produce

contestualmente la c.d. realizzazione del diritto di credito (

effetto

estintivo) e la liberazione dell'obbligo di prestazione (

effetto

estintivo

solutorio). Non si ha adempimento in senso tecnico in quelle ipotesi

solutorio

nelle quali si realizza, alternativamente, soltanto il primo od il secondo

effetto. L'effetto solutorio, e quello estintivo conseguono per legge

all'

oggettiva congruenza tra prestazione eseguita e oggetto

dell'obbligo.

dell'obbligo 11

Adempimento

 Requisiti soggettivi

legittimato passivo, normalmente, è il debitore, ma la legge (art. 1180

passivo

c.c.) consente di adempiere a qualsiasi terzo, anche contro la volontà del

creditore (

adempimento del terzo). Il creditore può rifiutarsi di

terzo

ricevere la prestazione del terzo, esclusivamente in due ipotesi: se ha

interesse all'esecuzione personale del debitore (come accade nei rapporti

c.dd. intuitu personae) o nell'ipotesi in cui quest'ultimo gli ha

manifestato la sua opposizione. A differenza dell'adempimento del

debitore, quello del terzo ha natura negoziale qualificata dall'

animus

solvendi, e si perfeziona con l'effettiva esecuzione della prestazione

solvendi

( fattispecie reale).

reale 11

Adempimento

 Requisiti soggettivi

legittimato attivo (a ricevere) è il creditore, E' altresì, valido ed

efficace l'adempimento fatto al soggetto autorizzato dal creditore a

ricevere la prestazione (rappresentante, indicatario, adeictus solutionis

causa) (art. 1181, comma 1, c.c.). L'adempimento è inefficace se

effettuato a creditore incapace: in questo caso, l'unico legittimato a

incapace

ricevere è il tutore o il curatore. Qualora il debitore esegua la

prestazione a favore di colui il quale, in base a circostanze univoche,

univoche

appare legittimato a ricevere (c.d. creditore apparente), questi è

apparente

liberato (effetto solutorio), purchè provi la sua buona fede (art. 1189

c.c.) in quest’ipoteri, però, non realizzandosi l'effetto estintivo, il

creditore reale può esercitare, nei confronti di chi ha ricevuto la

prestazione, l'azione di ripetizione dell'indebito. 11

Adempimento

 Luogo

il luogo nel quale si deve eseguire la prestazione è normalmente

determinato nel negozio-fonte del rapporto obbligatorio (crf., art. 1173

c.c.). In assenza, però, di una espressa previsione ad opera delle parti, si

individuerà il luogo dell'adempimento sulla base dei c.dd. usi

negoziali. In subordine, hanno rilevanza gli usi normativi (art. 8 disp.

negoziali

prel. c.c.), la natura della prestazione ed altre circostanze obiettive

(art. 1182 c.c.). Per quanto attiene alle obbligazioni pecuniarie, queste

pecuniarie

devono essere adempiute al domicilio che il creditore ha al tempo

della scadenza.

scadenza 11

Adempimento

 Tempo

il termine di adempimento, essenziale alla configurabilità stessa dell’obbligo

adempimento

giuridico (un vincolo senza scadenze cronologiche è negazione della stessa

doverosità della condotta), indica la scadenza cronologica dell’obbligazione, è

semplice modalità esecutiva di un vincolo obbligatorio già validamente sorto.

sorto

Questo può essere iniziale o finale, e indica, rispettivamente, il momento dal

finale

quale o fino al quale, il debitore deve o può adempiere. Doveroso distinguerlo

dal termine di efficacia, il quale attiene al negozio giuridico, e indica il

efficacia

momento nel quale ( iniziale) o fino al quale ( finale) si produce l’effetto

iniziale finale

giuridico (cioè la costituzione, modificazione od estinzione di un rapporto

giuridico). L’art. 1183 c.c richiama, per la individuazione del termine, i criteri

indicati per la determinazione del luogo dell’adempimento. Se non è fissato

alcun termine, il creditore può esigere immediatamente la prestazione. Il

termine, il quale può essere stabilito a favore sia del creditore sia del debitore,

si presume sempre a favore di quest’ultimo (cfr., art. 1185 c.c,. per

l’individuazione delle conseguenze). Il termine è essenziale qualora costituisca

requisito causale del vincolo, o risulta fissato dalle parti quale presupposto

vincolo

per l’inadempimento. Nella prima ipotesi, la sua mancata fissazione determina

l’inadempimento

la nullità del vincolo stesso; nella seconda ipotesi, il ritardo nell’esecuzione

della prestazione equivale ad inadempimento.

inadempimento 11

Adempimento

 Imputazione

nelle ipotesi in cui il debitore ha più debiti della medesima specie verso

uno stesso creditore, il primo ha la facoltà di dichiarare,

dichiarare

contestualmente all’adempimento, quale debito intende soddisfare,

eliminando, così, ogni incertezza sulla direzione dell’effetto estintivo. La

mancata dichiarazione del debitore, contestuale all’esecuzione della

prestazione, rende operativi i criteri legali di imputazione (sui quali, art.

1193 c.c.).

 Quietanza

L'avvenuta esecuzione della prestazione deve essere attestata dal

creditore mediante il rilascio di una c.d. quietanza. Questa è un atto

quietanza

dovuto, unilaterale e recettizio, ricognitivo di un fatto storico, ed

dovuto recettizio storico

assolve la funzione di predisporre, per l'adempiente, una prova

liberatoria. Sotto questo profilo, il debitore adempiente vanta, verso il

liberatoria

creditore, un vero e proprio diritto alla quietanza (anche se,

difficilmente, è configurabile un suo concreto, operativo, strumento di

tutela). 11

Adempimento

 Prestazione in luogo dell'adempimento

L'esecuzione di una prestazione diversa da quella dovuta, anche se di valore uguale o

maggiore, non produce effetto liberatorio, tranne che nelle ipotesi nelle quali vi sia

accordo tra creditore e debitore (prestazione in luogo dell'adempimento, art. 1197

c.c.). L'accordo ha natura negoziale, e richiede, da un lato, il consenso del creditore,

negoziale

dall'altro, l'iniziativa del debitore la quale si manifesta con un comportamento

concludente (appunto, l'esecuzione, - recte, l'offerta - della diversa prestazione).

L'effetto estintivo, quindi, non segue al mero impegno a prestare, ma si produce con

l' effettiva esecuzione della diversa prestazione (ciò distingue la prestazione in luogo

dell'adempimento - datio in solutum - dalla novazione, nella quale, all'obbligazione

novazione

originaria si sostituisce una nuova obbligazione avente oggetto o titolo diverso). Nelle

ipotesi in cui la diversa prestazione consista nel trasferimento della proprietà o di

altro diritto (ad. es., diritto di credito), il riferito contratto con funzione solutoria

(qualificato dalla causa solvendi), tra creditore e debitore, si perfeziona col consenso

solvendi

delle parti (contratto c.d. consensuale); il debitore, in questa ipotesi, è tenuto a prestare

garanzia per l'

evizione e per i vizi della cosa (in virtù dell'applicabilità della

disciplina sulla vendita, di cui agli artt. 1470 ss., c.c.). Nell'ipotesi di cessione del

credito, l'obbligazione si estinguerà con l'effettiva riscossione da parte del creditore

credito

( cessio pro solvendo); tuttavia il creditore ed il debitore possono convenire che

solvendo

l'estinzione si verifichi in virtù del mero consenso ( cessio pro soluto).

soluto 11

Mora

Il termine "mora" indica, in linea di massima, il ritardo

qualificato, e si determina quando, per fatto del creditore o del

qualificato

debitore, si verifica un impedimento, necessariamente

debitore impedimento

temporaneo, all'attuazione del rapporto. La mora presuppone

temporaneo

che l'esecuzione della prestazione sia ancora possibile:

possibile

l'impossibilità sopravvenuta di quest'ultima esclude la mora. 11

Mora del creditore

Artt. 1206 ss c.c.

Conseguenze del mancato adempimento da parte del creditore

dell’obbligo posto a suo carico di cooperazione all’adempimento del

debitore qualora ciò sia necessario in relazione alle peculiarità della

prestazione dovuta per consentire la realizzazione del credito e la

liberazione del debitore.

 Mora

Il creditore è in mora quando rifiuta di ricevere la prestazione che il

debitore gli offre in forma solenne o quando non compie l’attività

necessaria affinché il debitore possa adempiere, senza un legittimo

motivo. Il rifiuto, infatti, è giustificato e ritenuto legittimo se, in

relazione alle peculiarità del caso concreto, è espressione di un

comportamento conforme alla buona fede e alla correttezza. 11

Mora del creditore

 Costituzione in mora

Il debitore costituisce in mora il creditore con un’offerta formale o

solenne della prestazione (nelle forme, nei modi e nei tempi previsti dalla

legge) mediante un pubblico ufficiale a ciò autorizzato. La validità

dell’offerta presuppone l’esattezza della prestazione offerta rispetto alla

prestazione dovuta.

L’offerta deve essere:

 reale (consegna materiale della cosa dovuta al pubblico ufficiale che

dovrà poi esibirla al creditore) se la prestazione ha ad oggetto denaro,

titoli di credito o beni mobili da consegnare al domicilio del creditore;

 per intimazione (atto notificato al creditore contenente

un’intimazione a ricevere la prestazione) se la prestazione ha ad oggetto

beni immobili o beni mobili da consegnare in un luogo diverso dal

domicilio del creditore;

 per intimazione, anche nelle forme di uso, se si tratta di una

uso

prestazione di fare. 11

Mora del creditore

 Effetti della mora del creditore

 il creditore sopporta le conseguenze dell’impossibilità

sopravvenuta della prestazione per causa non imputabile al

debitore;

 il creditore perde il diritto a ricevere i frutti della cosa e gli

interessi che non siano già stati percepiti dal debitore;

 il creditore è tenuto a risarcire al debitore i danni derivanti

dalla mora e a sostenere tutte le spese per la conservazione

della cosa dovuta.

Tali effetti si verificano dall’offerta se questa è poi accettata dal

creditore, altrimenti occorre attendere il passaggio in giudicato della

sentenza che risolve la controversia, in caso di contestazione.

 Liberazione del debitore

Il debitore si libera definitivamente dall’obbligo di eseguire la

prestazione dovuta attraverso il deposito liberatorio ai sensi dell’art.

1210 c.c.. 11

Modi di estinzione diversi dall’adempimento

Nozione: fattispecie le quali producono l'effetto estintivo del

Nozione

rapporto obbligatorio, in alternativa allo strumento fisiologico

di attuazione di esso rappresentato dall'adempimento (cap. III,

§53). Tra queste assumono particolare rilievo la novazione, la

remissione del debito, la compensazione, la confusione e

l'impossibilità sopravvenuta della prestazione per causa non

imputabile al debitore (artt. 1230-1259 c.c.). 11

Modi di estinzione diversi dall’adempimento

Classificazioni

 satisfattori e non: secondo che l'estinzione del rapporto

non

obbligatorio si accompagni o no alla soddisfazione degli interessi in

esso dedotti, o, comunque, al raggiungimento di un risultato

sostitutivo o equivalente, utile per il creditore. Costituiscono

fattispecie estintive satisfattorie la compensazione, la confusione e

la novazione, non satisfattorie, la remissione e l'impossibilità

satisfattorie

sopravvenuta della prestazione. La distinzione rileva, ad es., circa

l'applicabilità della disciplina dell'azione revocatoria ordinaria (art.

2901 c.c.).

 onerosi e gratuiti: al fine della applicazione della relativa disciplina

gratuiti

(cap. IV, § 66).

 negoziali e non: costituiscono fattispecie estintive negoziali la

non

compensazione volontaria, la remissione e la novazione, non

negoziali, la compensazione legale e giudiziale, la novazione legale,

negoziali

la confusione e l'impossibilità sopravvenuta. 11

Compensazione

Nozione: fattispecie estintiva che necessita quale presupposto

Nozione

necessario, ancorché non sufficiente, dell’esistenza di crediti e di debiti

necessario sufficiente

reciproci facenti capo a due autonomi o separati centri d'interesse

(dualità di patrimoni e non di soggetti; cap. III, 46).

§

Funzione: realizzare l'

economia degli atti di adempimento e di

Funzione

autotutela, attraverso la neutralizzazione degli effetti negativi di un

autotutela

eventuale inadempimento della controparte.

Tipi di compensazione legale, giudiziale e volontaria 11

Compensazione legale

Presupposti:

 obbligazioni reciproche non in relazione sinallagmatica (infra,

IV,65)

 liquidità, intesa quale esistenza e esatta determinazione

liquidità

dell'ammontare del credito

 esigibilità, intesa quale possibilità del titolare del credito di

esigibilità

pretendere la prestazione dovuta dal debitore. Questa non va confusa

con l'esistenza e l'azionabilità del credito

 omogeneità, intesa quale appartenenza dei beni oggetto delle

prestazioni reciproche allo stesso genere

 fungibilità, intesa quale equivalenza qualitativa fra i beni oggetto

delle prestazioni reciproche (retro, III,20) 11

Compensazione legale

Non è necessario per l'operatività della compensazione che i crediti e i

debiti reciproci si equivalgano quantitativamente.

Operatività:

 ipso iure (automaticamente), al mero verificarsi della coesistenza di

crediti e debiti reciproci con i caratteri di cui sopra

 su eccezione di compensazione (tesi preferibile), proposta da una

delle parti dinanzi al giudice (infra, IX). 11

Compensazione giudiziale

 Si realizza dinanzi al giudice per crediti e debiti reciproci che pur

non essendo liquidi, risultano di pronta e facile liquidazione da

liquidi

parte di costui.

 La pronuncia del giudice ha un ruolo costitutivo e l'effetto estintivo

si produce al momento dell'emanazione della sentenza (ex nunc). 11

Compensazione volontaria

 Si realizza attraverso una espressione di autonomia delle parti le

quali, derogando la disciplina legale, possono prevedere che l'effetto

estintivo di crediti e debiti si produca anche qualora non siano

ravvisabili i caratteri della esigibilità, della fungibilità e, seppur con

qualche perplessità, della liquidità.

 L'autonomia delle parti può dar vita anche ad un regolamento

compensativo preventivo.

preventivo 11

Confusione

Nozione: quando le qualità di creditore e debitore si riuniscono nella

Nozione

stessa persona, l'obbligazione si estingue (art. 1253 c.c.). L'effetto

persona

estintivo si produce non tanto al venir meno della dualità di soggetti,

ma in tutti quei casi nei quali non sia più ravvisabile la dualità di

centri di interesse o di patrimoni.

Operatività: anche per le obbligazioni naturali qualora si riconosca la

Operatività

possibilità di successione nel credito e debito naturale. 11

Novazione

Soggettività: mera sostituzione del soggetto passivo del rapporto che

Soggettività

normalmente non determina l'estinzione dello stesso, ma soltanto una

vicenda modificativa della titolarità della situazione debitoria (art. 1235

c.c.). Nei rapporti intuitu personae la sostituzione

del soggetto passivo determina l'estinzione del

rapporto in via indiretta, in quanto configura

direttamente una ipotesi di modificazione

dell'oggetto del rapporto. 11

Novazione

Oggettiva: fattispecie con funzione complessa, ma unitaria, che consiste

Oggettiva

nell'estinguere un rapporto obbligatorio e, simultaneamente, nel costituirne uno

nuovo che prende il posto del primo, con il concorso sia di un elemento oggettivo

sia di uno soggettivo (art. 1230 c.c.).

Elemento oggettivo: modificazione dell' oggetto, inteso sia come prestazione sia

oggettivo oggetto

come bene o interesse dedotto nell'obbligazione, e modificazione del titolo, inteso

titolo

come ragione giustificativa del rapporto obbligatorio (diverso dalla fonte del

rapporto). Da non confondere con la datio in solutum.

Elemento soggettivo: volontà non equivoca di estinguere il rapporto precedente

soggettivo

(animus novandi).

La novazione è inefficace (art. 1234 c.c.) - rectuis, nulla - nelle ipotesi di nullità

del titolo originario. Soluzione analoga nelle ipotesi di annullabilità e risolubilità

del titolo originario, tranne quando il debitore nell'assunzione della nuova

obbligazione sia a conoscenza del vizio del titolo originario oppure della causa

che gli avrebbe consentito di chiedere lo scioglimento del rapporto originario. 11

Remissione del debito

Nozione: dichiarazione del creditore di rimettere l'obbligazione con

Nozione

effetto estintivo del rapporto (1236 c.c.).

La remissione del debito non va confusa con la

rinunzia al credito: la prima estingue direttamente il

rapporto obbligatorio, mentre la seconda determina

direttamente un effetto di mera dismissione della

titolarità della posizione creditoria, e soltanto

indirettamente, quale effetto riflesso, logicamente

riflesso

successivo, l'estinzione del rapporto. La rinunzia

presenta sempre struttura unilaterale in quanto incide

direttamente soltanto nella sfera giuridica del

rinunziante. 11

Remissione del debito

Struttura:

Struttura

 negozio unilaterale recettizio e rifiutabile, dove il ruolo della

dichiarazione del debitore di non volerne profittare sarebbe di mero

requisito di efficacia dell'atto

 contratto (

preferibile), più attento sia agli interessi sottesi ai singoli

preferibile

concreti rapporti sia all'

interesse del debitore. La dichiarazione di

debitore

volerne profittare da parte del debitore atterrebbe, quindi, al

perfezionamento della fattispecie. Nelle ipotesi in cui non sia

ravvisabile un interesse del debitore, a mantenere in vita

l'obbligazione o ad estinguerla mediante l'adempimento, meritevole

di tutela, la remissione avrà struttura unilaterale ( variabilità della

struttura).

struttura

La remissione è negozio a titolo gratuito il quale può realizzarsi anche mediante

comportamenti concludenti.

L'estinzione dell'obbligazione per remissione implica il venir meno delle garanzie

reali e personali (1239 c.c.). 11

Impossibilità sopravvenuta

Nozione: l'impossibilità sopravvenuta della prestazione per causa non

Nozione

imputabile al debitore estingue il rapporto obbligatorio e, quindi, libera il

medesimo (1256 c.c.).

Impossibilità: deve essere oggettiva, non legata alla particolare

Impossibilità oggettiva

situazione del debitore, e assoluta, tale da non consentire a

assoluta

nessuno l'esatto adempimento. Si ritiene comunque impossibile

quella prestazione, possibile in astratto, ma da richiedere uno

sforzo del debitore umanamente insopportabile. Deve altresì

essere totale e definitiva.

definitiva

Inimputabilità: al debitore spetta provare che il mancato

Inimputabilità

adempimento è dipeso da caso fortuito o da forza maggiore.

maggiore 11

Impossibilità sopravvenuta

 Non è possibile configurare l'impossibilità nelle obbligazioni

generiche (genus numquam perit) e in quelle pecuniarie (salvo il

factum principis).

 Se la prestazione è divenuta impossibile solo in parte ( impossibilità

parziale), il debitore si libera dell'obbligazione eseguendo la

parziale

prestazione per la parte che è rimasta possibile (1258 c.c.).

 Se la prestazione è divenuta impossibile solo temporaneamente

(

impossibilità temporanea), non si estingue il rapporto obbligatorio

temporanea

fin quando, in relazione al titolo dello stesso o alla natura

dell'oggetto, il debitore non può più essere considerato obbligato ad

eseguire la prestazione ovvero il creditore non vi abbia più interesse

(1256, II comma, c.c.). 11

Mora del debitore

Artt. 1219 ss c.c.

Conseguenze del mancato adempimento dell’obbligazione da

parte del debitore, cioè della mancata esecuzione della

prestazione dovuta e quindi del mancato soddisfacimento

dell’interesse creditorio.

 Ritardo

Il termine di adempimento è scaduto, ma la prestazione è ancora

possibile e il creditore ha ancora interesse a riceverla 11

Mora del debitore

 Mora

Il termine è scaduto senza che il debitore abbia adempiuto, ma ciò non

necessariamente produce conseguenze giuridiche. Per fatto del debitore si

verifica un impedimento temporaneo all’attuazione del rapporto, ma

l’esecuzione della prestazione è ancora possibile il ritardo diventa mora

(ritardo qualificato), con conseguente responsabilità del debitore, quando è

seguito dalla formale richiesta di adempimento (atto di costituzione in mora) da

parte del creditore con persistente inadempimento da parte del debitore.

Per le obbligazioni di “non fare” si ritiene non concepibile la mora poiché la

violazione dell’obbligo rappresenterebbe sempre inadempimento definitivo.

Tuttavia taluni ritengono possibile l’adempimento tardivo qualora l’inerzia

del debitore sia ancora idonea, per il tempo successivo, a soddisfare

l’interesse del creditore.

 Inadempimento

La prestazione è divenuta definitivamente impossibile, o il creditore non

ha

più interesse a riceverla, o comunque il debitore non può o non vuole più

adempiere. 11

Mora del debitore

La mora è

ex persona quando è necessario l’atto formale di costituzione in

mora come richiesta del creditore di adempimento dell’obbligazione

fatta per iscritto nelle forme previste dalla legge (artt.1219 ss c.c.)

 ex re quando non è necessario l’atto formale di costituzione in mora

(il debitore è automaticamente considerato in mora) perché:

• Il debito deriva da fatto illecito (art.2043 c.c.);

• Il debitore ha già dichiarato per iscritto di non voler adempiere;

• Il termine è scaduto e la prestazione deve essere eseguita al

domicilio del creditore.

In entrambi i casi, la mora del debitore produce determinati effetti:

Il debitore è tenuto a risarcire al creditore i danni derivanti dalla

mora;

Il debitore sopporta il rischio dell’impossibilità sopravvenuta della

prestazione dovuta anche se derivante da causa a lui non imputabile

(salvo la possibilità per lo stesso debitore, in caso di prestazioni aventi

ad oggetto una cosa determinata, di provare che la cosa sarebbe 11

Mora del debitore

La mora non si configura se il debitore tempestivamente fa offerta

non formale della prestazione salvo che il creditore non la rifiuti

per un motivo legittimo. I predetti effetti della mora sono invece

interrotti dall’offerta non formale della prestazione da parte del

debitore dopo la costituzione in mora e sono eliminati ex nunc

(senza effetto retroattivo) da un eventuale adempimento tardivo

(cd. purgazione della mora). I danni sono comunque dovuti fino

al verificarsi di questi eventi. 11

Inadempimento

Artt. 1218 ss c.c.

Conseguenze del mancato adempimento da parte del debitore

dell’obbligazione a suo carico, qualora la prestazione sia

divenuta impossibile, qualora il debitore non voglia o non

possa adempiere, o qualora il creditore non abbia più

interesse ad un adempimento tardivo. 11

Inadempimento

 Art.1218 c.c.

Il debitore è responsabile per l’inadempimento del rapporto obbligatorio, a

meno che non riesca a provare (l’onere della prova è a suo carico) che

l’inadempimento stesso è dipeso da un’impossibilità sopravvenuta della

prestazione per causa a lui non imputabile.

Il debitore si libera, cioè, della presunzione di responsabilità a suo carico

dimostrando l’intervento di una forza maggiore o di un caso fortuito che hanno

determinato un’impossibilità assoluta, oggettiva ed insuperabile della

prestazione e quindi l’inadempimento.

Una prestazione impossibile non è dovuta, così come si ritiene non dovuta,

secondo il principio di buona fede e correttezza dell’art.1175 c.c., una

prestazione concretamente inesigibile, cioè una prestazione per l’esecuzione

della quale si richiede al debitore una condotta che, secondo il giudizio di

buona fede, è concretamente inesigibile.

Impossibilità e inesigibilità escludono la doverosità del comportamento. La

comportamento

valutazione della responsabilità del debitore è allora relativa ed implica a sua

volta una valutazione del comportamento del debitore, sia sotto il profilo della

buona fede (art.1175 c.c.), sia sotto il profilo della diligenza (art.1176 c.c.). 11

Inadempimento

orme fondamentali in tema di responsabilità per inadempimento (contrattuale)

 Art. 1229 c.c.

La norma prevede, al primo comma, la nullità del patto con il quale le parti

stabiliscono di escludere o limitare preventivamente la responsabilità del debitore

per dolo o per colpa grave; al secondo comma la nullità del predetto patto di esonero

anche per colpa lieve o lievissima se l’inadempimento costituisce violazione di

obblighi derivanti da norme di ordine pubblico.

 Art. 1228 c.c.

La norma prevede, salvo diversa pattuizione, la responsabilità del debitore anche per

i fatti dolosi o colposi commessi dai terzi della cui opera si sia avvalso per

l’esecuzione della prestazione, per il semplice fatto di aver dato loro incarico,

sempre che sia stata una sua iniziativa e possa escludersi una rapporto contrattuale

 Art. 1227 c.c.

tra creditore e terzi.

La norma prevede, al primo comma, la diminuzione proporzionale del risarcimento

del danno dovuto dal debitore se il danno stesso è stato cagionato, colposamente,

anche dalla condotta del creditore; al secondo comma, l’esclusione dell’obbligo di

risarcimento se si tratta di danni che il creditore avrebbe potuto evitare usando

l’ordinaria diligenza. 11

Risarcimento del danno

Artt.1223 ss c.c.

La responsabilità del debitore per l’inadempimento del rapporto

obbligatorio (responsabilità contrattuale) comporta l’obbligo di

risarcimento del danno

Danno Il debitore inadempiente è tenuto a risarcire il

risarcibile creditore sia per la perdita effettivamente subita

(

danno emergente), sia per il mancato guadagno

emergente

(

lucro cessante), sempre che l’uno e l’altro siano

cessante

conseguenza immediata e diretta

dell’inadempimento e del ritardo, cioè sempre

che ridiscendano causalmente

dall’inadempimento o dal ritardo (nesso di

causalità)

Il risarcimento comprende poi anche i danni

imprevedibili se si tratta di inadempimento e di

ritardo dolosi. 11

Risarcimento del danno

Il creditore ha l’onere di provare il nesso di

Onere della prova causalità e l’esistenza del danno. Deve anche, se

possibile, quantificare il danno subito; in

mancanza provvederà il giudice secondo equità

(art.1226 c.c.) Il debitore (art.1218) deve invece

dimostrare che l’inadempimento è dipeso da

causa a lui non imputabile.

L’obbligo di risarcimento del danno è un debito

Natura del debito di valore. Soltanto dopo la liquidazione ad opera

del giudice diventa un debito pecuniario di valuta

soggetto al principio nominalistico. 11

Clausola penale e caparra

Artt.1382 ss c.c.

 Nozione

La clausola penale è quella clausola con la quale le parti di un rapporto

obbligatorio convengono che sia dovuta una certa predeterminata

prestazione (di regola una somma di denaro) in caso di inadempimento o

di ritardo.

 Effetti

Se le parti non hanno previsto la risarcibilità dell’effettivo danno

ulteriore subito, per effetto della clausola il risarcimento è limitato alla

prestazione nella stessa stabilita. Tale prestazione è dovuta a

prescindere dal verificarsi di un danno o a prescindere dalla prova da

parte del creditore del danno subito.

Non è possibile, inoltre, pretendere contemporaneamente la penale e la

prestazione principale se non nel caso in cui la penale sia stata prevista

soltanto per il ritardo. 11

Clausola penale e caparra

 Funzione

La funzione è quella preventiva di coercizione all’adempimento e

coesiste con quella di predeterminazione e limitazione del

risarcimento.

E’ esclusa una funzione soltanto sanzionatoria (pena privata), tanto è

vero che il giudice può ridurre l’ammontare della penale se la

prestazione principale è stata in parte eseguita o se è manifestamente

eccessivo e sproporzionato rispetto all’interesse del creditore

all’adempimento (art.1384 c.c.).

se la penale è il corrispettivo del recesso di una parte (art. 1373

c.c.) dall’impegno assunto si parla di multa penitenziale 11

Clausola penale e caparra

 Caparra

La caparra è la somma di denaro o la quantità di cose fungibili che una

delle parti versa all’altra al momento della conclusione di un contratto a

prestazioni corrispettive.

• la caparra è confirmatoria se è data a conferma della serietà

dell’impegno assunto, sicché in caso poi di regolare esecuzione della

prestazione deve essere restituita o imputata alla prestazione

principale stessa. Se invece c’è inadempimento occorre distinguere:

 se non adempie la parte che ha versato la caparra, l’altra parte avrà

diritto di trattenerla ;

 se non adempie la parte che ha ricevuto la caparra, l’altra parte avrà

diritto alla restituzione del doppio di quanto versato.

In entrambi i casi la caparra andrà imputata al pagamento dei danni

liquidati giudizialmente e, per l’eccedenza, alla prestazione principale.

• la caparra è penitenziale se è data anticipatamente quale corrispettivo

del recesso ad nutum : il recedente perde la caparra o deve restituire il

doppio di quella ricevuta. 11

ACCOLLO

(contratto tra debitore e terzo)

 Nozione

Un terzo (accollante) conviene con il debitore originario (accollato)

l’assunzione del debito che questi ha nei confronti del creditore

(accollatario)

Accollo interno

Il creditore non partecipa alla convenzione di accollo e l’accollo produce

effetti solo tra le parti (terzo e debitore originario)

Accollo esterno

Il creditore aderisce alla convenzione rendendo irrevocabile la

dichiarazione di accollo (contratto a favore di terzi). 11

ACCOLLO

(contratto tra debitore e terzo)

L’insolvenza originaria dell’assuntore non libera il debitore originario

La dichiarazione di nullità o l’annullamento del negozio di accollo importa la

reviviscenza dell’obbligazione a carico del debitore originario senza le

garanzie dei terzi estinte all’atto della sua liberazione

Il rischio dell’insolvenza del nuovo debitore grava sul creditore qualora la

liberazione sia stata da quest’ultimo accordata con una sua dichiarazione.

Eccezioni opponibili

Il terzo (accollante) può opporre al creditore (accollatario) le eccezioni fondate

sul negozio di assunzione del debito, ossia le eccezioni che avrebbe potuto nei

confronti dell’accollato e le eccezioni che lo stesso accollato avrebbe potuto

opporre nei confronti del creditore (tranne le eccezioni personali al debitore

originario o quelle di compensazione che il debitore originario poteva opporre

al creditore). 11

ESPROMISSIONE

(contratto tra creditore e terzo)

 Nozione

Un terzo (espromittente) estraneo al rapporto obbligatorio assume

spontaneamente nei confronti del creditore (espromissario)

l’obbligazione del debitore (espromesso).

Differenze con l’adempimento del terzo: l’espromittente promettendo

di pagare non estingue l’obbligazione originaria.

Rapporto di provvista Espromittente (terzo) / espromissario (creditore)

Rapporto di valuta Espromissario (creditore) / espromesso

(debitore)

A differenza della delegazione dove c’è un ordine, qui c’è spontaneità:

per cui l’espromissione è astratta rispetto al rapporto di provvista ed è

titolata rispetto al rapporto di valuta. 11

ESPROMISSIONE

(contratto tra creditore e terzo)

 Eccezioni

L’espromittente non può opporre al creditore le eccezioni concernenti il

suo rapporto con il debitore originario, mentre può opporre quelle che il

debitore avrebbe potuto opporre al creditore (rapporto di valuta) tranne

quelle personali, di compensazione e quelle derivanti da rapporti

successivi all’espromissione.

Espromissione cumulativa

Il terzo è obbligato unitamente al debitore originario

Espromissione liberatoria

Con il consenso del creditore il debitore è liberato e rimane obbligato

solo il terzo. 11

DELEGAZIONE

 Nozione

Il debitore A (delegante) ordina al terzo B (delegato) di assumere o di

estinguere il debito nei confronti del creditore C (delegatario).

Delegazione di pagamento

A (delegante) ordina a B (delegato) di adempiere a C (delegatario)

Delegante/Delegato = rapporto di provvista

Delegante/ Delegatario = rapporto di valuta

Delegazione di credito

A (delegante) ordina a B (delegato) di assumere il debito nei

confronti di C (delegatario)

Delegante/Delegato = rapporto di provvista

Delegante /Delegatario = rapporto di valuta 11

DELEGAZIONE

Tipologia

Cumulativa Liberatoria

Il delegato assumendo il debito Il creditore libera il debitore

diventa condebitore solidale del originario ed unico obbligato

delegatario rimane il delegato

(beneficium ordinis)

Effetto privativo Effetto novativo

Sostituzione del nuovo Costituzione di un nuovo

debitore nel rapporto rapporto che prende il

originario. Il delegato può posto del precedente che si

opporre al creditore le stesse estingue. Impossibilità di

eccezioni che il delegante opporre le eccezioni che il

avrebbe potuto opporre al debitore liberato avrebbe

creditore potuto opporre al

creditore. 11

DELEGAZIONE

Tipologia

Titolata Pura

(riferimento al) (Prescinde dal)

rapporto sottostante

(di provvista o di valuta)

ECCEZIONI

Se si fa riferimento al rapporto di Nella delegazione pura

provvista il delegato può opporre al il delegato può

delegatario le stesse eccezioni che opporre al delegatario

avrebbe potuto opporre al delegante. solo le eccezioni che

Invece, se si fa riferimento al riguardano il suo

rapporto di valuta il delegato può rapporto con costui.

opporre al delegatario le stesse

eccezioni che il delegante avrebbe

potuto opporre al delegatario 11

Modificazioni soggettive dal lato creditorio

(La cessione del credito)

 Nozione

Il creditore può trasferire a titolo oneroso o gratuito il suo credito, anche

senza il consenso del debitore, purché il credito non abbia carattere

strettamente personale o il trasferimento non sia vietato dalla legge (Art. 1260

comma 1 c.c.).

Limiti alla trasferibilità dei crediti

Il principio della libera trasferibilità consente che il destinatario della

prestazione possa mutare senza che il debitore di regola possa impedirlo,

tuttavia vi sono ipotesi di incedibilità del credito:

a) Incedibilità legale: questo limite opera quando vi sia un particolare

legame tra credito e creditore. Così sono incedibili per legge:

1) I crediti che, per ragioni relative al titolo o all’oggetto, sono inerenti a

determinate persone (crediti alimentari)

2) I crediti che vantano creditori con particolari qualità (stipendi del

pubblico impiego)

3) I crediti che hanno natura speciale (crediti non pignorabili o non

sequestrabili) 11

Modificazioni soggettive dal lato creditorio

(La cessione del credito)

b) Incedibilità convenzionale: le parti possono escludere la cedibilità del

credito mediante accordo. Tuttavia se al momento della cessione il

cessionario non conosceva tale patto, il credito si trasferisce ( art. 1260

comma 2 c.c.). Il debitore che intenda efficacemente tutelarsi rispetto ad un

successivo trasferimento, deve rendere conoscibile il patto di incedibilità,

annotandolo, ad es. sui documenti probatori del credito da consegnare al

cessionario (art. 1262 c.c.).

Giustificazione causale

Non esiste una giustificazione causale costantemente presente in ogni atto

traslativo del credito (artt. 1260-1267 c.c.). Il trasferimento si attua secondo

molteplici giustificazioni causali, mediante l’uso degli schemi (tipici o

atipici) della negoziazione dei diritti (es.: se le parti trasferiscono il credito

verso corrispettivo di un prezzo, il mutamento assume la fisionomia della

vendita, ecc.). Pertanto, secondo la funzione da svolgere, le disposizioni

generali sulla cessione del credito si integrano con la disciplina specifica

del modello contrattuale utilizzato in concreto. 11

Modificazioni soggettive dal lato creditorio

(La cessione del credito)

Cessione del credito in luogo di adempimento

Un credito si può trasferire anche per estinguere un rapporto obbligatorio

tra cedente e cessionario: se il cessionario è creditore del cedente, questi,

invece di estinguere la prestazione dovuta, può cedergli il credito che egli

stesso vanti nei confronti di un terzo (debitore ceduto). L’obbligazione del

cedente verso il cessionario si estingue con l’adempimento da parte del

debitore ceduto nei confronti del cessionario (Art. 1198 c.c.).

Cessione a scopo di garanzia

Il credito può essere ceduto per garantire l’adempimento di un’obbligazione

del cedente nei confronti del cessionario. Se alla scadenza dell’obbligazione

il cedente adempie, il cessionario deve restituire il credito ceduto;

diversamente, il cessionario si può soddisfare sul credito ceduto, non quale

creditore del cedente, ma come titolare dello stesso, evitando che gli altri

creditori (del cedente) possano concorrere sullo stesso credito. 11

Modificazioni soggettive dal lato creditorio

(La cessione del credito)

La struttura

L’effetto traslativo è, di regola, determinato da un accordo tra cedente e

cessionario del quale il debitore ceduto non è parte. Tuttavia, se il credito

non è trasferibile senza il consenso e, quindi, senza la partecipazione del

debitore ceduto, questi deve “autorizzare” o “accettare” la cessione,

assumendo il ruolo di parte nel contratto di cessione (struttura trilaterale).

La struttura è, invece, unilaterale quando, per produrre l’effetto traslativo,

basta la volontà o del solo cedente o del solo cessionario (ciascuno di essi

titolare del diritto all’acquisto del credito altrui).

La forma

Individuata la funzione specifica del negozio traslativo, si è vincolati alla

disciplina del contratto prescelto e, quindi, anche ad eventuali prescrizioni

sulla forma. 11

Modificazioni soggettive dal lato creditorio

(La cessione del credito)

Opponibilità della cessione al debitore ceduto

Il debitore è obbligato ad eseguire la prestazione nei confronti del

cessionario soltanto se è a conoscenza del mutamento della titolarità del

diritto (art. 1264 c.c.). Questa informazione può essere fornita mediante:

• notifica: può essere effettuata sia dal cedente sia dal cessionario

con qualsiasi modalità (invio postale, atto giudiziale, ecc.)

• accettazione: da parte del debitore che, in tal modo,

implicitamente dichiara al cessionario di conoscere l’esistenza

della cessione.

N.B. Se il cessionario non ha proceduto alla notifica e non ha ricevuto

l’accettazione può dimostrare che il debitore ceduto era a conoscenza

dell’atto traslativo.

Eccezioni opponibili dal debitore ceduto

Il debitore ceduto può opporre al cessionario le eccezioni attinente al

rapporto obbligatorio che lo vincolava al creditore cedente. 11

Modificazioni soggettive dal lato creditorio

(La cessione del credito)

Conflitto tra più cessionari

Il creditore può compiere più cessioni a favore di soggetti diversi. Di

regola, dovrebbe essere valido l’atto compiuto anteriormente. Tuttavia, per

i crediti si ricorre a strumenti di pubblicità (notifica o accettazione) tali da

garantire l’anteriorità o la data certa (art. 1265 c.c.)

Garanzia dell’esistenza del credito

Con riguardo ai rapporti tra cedente e cessionario:

• se il trasferimento è a titolo oneroso: il cedente deve garantire al

cessionario l’esistenza del credito al tempo della cessione. Tale garanzia

può essere esclusa per patto, salvo che il cedente sia responsabile

dell’inesistenza del credito (art. 1266 c.c.)

• se il trasferimento è a titolo gratuito: si applica la garanzia per evizione

del donante (art. 797 c.c.).

In virtù della garanzia, il cessionario deve ottenere il risarcimento di tutti i

danni subiti. 11

Modificazioni soggettive dal lato creditorio

(La cessione del credito)

Garanzia della solvenza

Il cedente, di norma, non garantisce la solvibilità del debitore ceduto, sì che

il rischio dell’inadempimento di questi è ad esclusivo carico del cessionario

(art. 1267 c.c.). Tuttavia, il cessionario può ottenere che il cedente, se il

patrimonio del debitore non è sufficiente per la realizzazione del credito,

assuma la garanzia della solvenza. Il cedente deve corrispondere al

cessionario non quanto sarebbe stato adempiuto dal debitore ceduto, ma

quanto ha ricevuto come corrispettivo, oltre gli interessi dal momento della

corresponsione, le spese e i danni. 12

Obbligazioni pecuniarie

 Nozione: sono quelle obbligazioni nelle quali costituisce oggetto della

prestazione una somma di danaro. Nonostante l'identità di oggetto, questo tipo

di obbligazioni presenta una disciplina irriducibile ad uno statuto unitario.

L'adempimento delle obbligazioni pecuniarie viene indicato col termine

pagamento.

pagamento

L'esecuzione delle prestazioni pecuniarie è governata dal principio

nominalistico (1277 c.c.): il debito pecuniario si estingue con moneta avente

corso legale nello Stato al tempo del pagamento e per il suo valore nominale.

nominale

 Non incide ai fini della determinazione della somma dovuta l'eventuale

svalutazione del danaro intercorsa tra la nascita dell'obbligazione e la scadenza

( debito di valuta).

valuta

 Costituisce, viceversa, debito di valore, quel debito che ha ad oggetto una

valore

somma pecuniaria (indeterminata) la quale rileva non in se, per il suo valore

nominale, bensì in quanto rappresentativa di un valore economico da trasferire

al creditore. Il valore economico della prestazione è determinato sia con

riferimento ai prezzi di mercato sia muovendo dalle utilità soggettive che il

singolo creditore è idoneo a trarne. 12

Obbligazioni pecuniarie

 Correttivi al principio nominalistico

Clausole di rivalutazione monetaria

(clausola Istat, debito espresso in valuta

straniera, clausola oro, merci) dove il valore

nominale della somma dovuta, e quindi già

determinata, viene agganciato ad un criterio

di aggiornamento automatico.

Interessi corrispettivi: i crediti pecuniari

corrispettivi

purchè liquidi ed esigibili producono interessi

di pieno diritto, salvo che diversamente risulti

dalla legge o dal titolo, i quali costituiscono il

corrispettivo del godimento della somma

dovuta. 12

Obbligazioni pecuniarie

 La corresponsione degli interessi è oggetto di una obbligazione

accessoria: tale carattere attiene però al momento genetico. Una

accessoria

volta maturato, il credito degli interessi costituisce obbligazione

pecuniaria autonoma rispetto a quella principale. Tuttavia gli

interessi scaduti producono a loro volta interessi soltanto dal

giorno della domanda giudiziale o per accordo successivo alla

scadenza e sempre che riguardino un periodo superiore ai sei

mesi ( anatocismo, 1283 c.c.).

anatocismo 12

Obbligazioni pecuniarie

 Gli interessi possono, altresì, essere

Legali: fissati nella misura del 2.5% annuo (1284

Legali

c.c.).

Convenzionali: stabiliti dalle parti con patto scritto

Convenzionali

avente forma ad substantiam, in misura maggiore

rispetto agli interessi legali.

Moratori: interessi dovuti per ritardato pagamento,

Moratori

qualificato dalla costituzione in mora del debitore.

Usurari: interessi fissati dalle parti in misura non

Usurari

solo maggiore rispetto al tasso di interesse legale, ma

sproporzionata rispetto al mercato. In questo caso il

patto è nullo e non sono dovuti interessi neppure

nella misura legale (sanzione, 1815 c.c.). 12

Obbligazioni alternative

 Nozione: quando un unico rapporto può avere ad oggetto due o

Nozione

più prestazioni e il debitore è obbligato in alternativa ad

eseguire una delle prestazioni dedotte in obbligazione.

La facoltà di scelta spetta, di regola al debitore, ma può essere

convenzionalmente attribuita al creditore o ad un terzo (1286, I

comma, c.c.). Con la notificazione della dichiarazione di scelta o

con l'esecuzione di una delle prestazioni, la scelta diviene

irrevocabile.

irrevocabile

La scelta attua la c.d. concentrazione dell'obbligazione, la quale

da questo momento si considera semplice. Per la disciplina

semplice

dell'impossibilità sopravvenuta di una o entrambe le prestazioni,

vedi gli artt. 1288, 1289 e 1290 c.c.. 12

Obbligazioni facoltative

 Nozione: hanno ad oggetto una sola prestazione, ma il debitore

Nozione prestazione

per espressa previsione legislativa, o convenzionalmente, ha

facoltà di liberarsi eseguendo una diversa prestazione. Il

creditore può esigere esclusivamente la prestazione principale, la

quale, se diviene impossibile, estingue il rapporto obbligatorio.

Obbligazioni cumulative

 Nozione: quando un unico rapporto obbligatorio ha ad oggetto

Nozione

più prestazioni, il debitore si libera eseguendole

prestazioni

cumulativamente. L'unicità del rapporto è determinata

cumulativamente

dall'unicità della prestazione dovuta, tenuto conto

dell'

unitarietà dell'interesse del creditore.

Per alcuni, sarebbero ravvisabili più prestazioni da adempiere

cumulativamente e , quindi una pluralità di rapporti (obbligazioni

accessorie) collegati ad un rapporto fondamentale (obbligazione

principale). 12

Obbligazioni solidali

Solidarietà passiva: è un vincolo che Solidarietà attiva: si ha quando

passiva attiva

lega più debitori all'esecuzione di ciascuno dei creditori può

una medesima prestazione dove pretendere l'esecuzione dell'intera

ciascuno di essi può essere "costretto" prestazione dal debitore, e

all'adempimento dell'intera l'adempimento conseguito da uno

prestazione, ma l'adempimento di uno di essi libera il debitore verso gli

libera gli altri (1292 c.c.). Il creditore altri creditori (1292c.c.).

può pretendere l'adempimento da uno

qualsiasi dei coobbligati in solido, •La solidarietà attiva non si

anche se l'obbligazione è stata assunta presume (arg. ex 1294 c.c.).

nell'interesse esclusivo di uno di essi. •Il debitore può indifferentemente

adempiere nei confronti di uno

qualsiasi dei creditori, salvo che

non sia stato prevenuto da uno

solo di essi con domanda

giudiziale (1296 c.c.). 12

Obbligazioni solidali Nei rapporti esterni gli effetti

• La solidarietà passiva si presume.

presume favorevoli si estendono agli altri

debitori, quelli sfavorevoli hanno

• Presupposti sono l’unicità della fonte e un ambito limitato al rapporto tra

del titolo, nonché identità e unicità di creditore ed il singolo debitore.

prestazione, ma sia la legge sia la volontà Nei rapporti interni

delle parti possono escluderla. l'obbligazione si divide tra i

diversi debitori salvo che sia stata

• La solidarietà passiva è esclusa dalla assunta nell'interesse esclusivo di

previsione legale o convenzionale del uno di essi (1298 c.c.). Il debitore

beneficium excussionis, ipotesi nella quale che ha eseguito l'intera prestazione

il creditore deve preventivamente ha azione di regresso verso gli

escutere il patrimonio di uno dei altri (1299 c.c.).

coobbligati.

La solidarietà sembra esclusa anche con il c.d.. beneficium ordinis, ipotesi nella

quale il creditore deve preventivamente chiedere l'adempimento ad uno dei

coobbligati. 12

Obbligazioni divisibili e indivisibili

Indivisibili

Quando la cosa o il fatto oggetto della prestazione, in considerazione della loro

utilità oggettiva e della funzione economico-sociale o nella considerazione

delle parti, è insuscettibile di divisione (1316 c.c.). La prospettiva è teleologica:

è indivisibile l'obbligazione quando l'adempimento pro quota non è idoneo a

soddisfare proporzionalmente l'interesse del creditore. Sotto questo profilo non

si può distinguere la indivisibilità oggettiva da quella soggettiva. L'indivisibilità

può avere anche fonte legale.

Si applica la disciplina prevista per le obbligazioni solidali in quanto

compatibile (1317 c.c.). L'indivisibilità, a differenza della solidarietà, opera

anche nei confronti degli eredi del debitore o del creditore.

Divisibili

Presuppone una pluralità di creditori o di debitori (1314 c.c.). Se

l'obbligazione è divisibile (vedi supra) e non vi è solidarietà, pretesa creditoria

e obbligo debitorio si ripartiscono tra i vari soggetti. 13

I - Situazioni di garanzia patrimoniali

(artt. 2740 ss., 2910 ss.)

 Caratteri

Beni assoggettati alla garanzia: potere del creditore di far espropriare e vendere

coattivamente tutti i beni presenti e futuri del proprio debitore (art. 2740)

Risultati conseguibili con la garanzia:

a) attribuzione al creditore del ricavato della vendita forzata fino a concorrenza della

somma dovuta sin dall’origine ovvero come risarcimento del danno per

l’inadempimento o il ritardo (esecuzione generica artt. 2910 ss.);

b) attribuzione diretta al creditore di un bene appartenente al debitore, se coincide con

il bene che si doveva trasferire (esecuzione specifica degli obblighi di consegna art.

2930);

c) attribuzione del ricavato della vendita forzosa ai terzi i quali hanno compiuto

l’attività dovuta al posto del debitore (esecuzione specifica degli obblighi di fare

fungibile art. 2931) ovvero i quali hanno distrutto l’opera che il debitore doveva non

effettuare (esecuzione specifica degli obblighi di non fare art. 2933)

autonomia della garanzia patrimoniale dalla garanzia personale (trasformazione della

prestazione

originaria nella prestazione di una somma di danaro idoea a risarcire il danno):

attitudine della

garanzia patrimoniale a favorire, dove opera l’esecuzione specifica, la realizzazione 13

I - Situazioni di garanzia patrimoniali

(artt. 2740 ss., 2910 ss.)

 Concorso tra i creditori

Nozione: meccanismo in virtú del quale, quando il ricavato della vendita forzosa

dei

beni è inferiore al valore dei crediti,

1) esso si ripartisce proporzionalmente tra tutti i creditori e

2) se il bene è assoggettato ad una causa legittima di prelazione, si ripartisce tra

i creditori la parte del ricavato che residua dall’attribuzione al creditore con

preferenza di una somma pari all’intero valore del credito (art. 2741)

Riducibilità al principio del concorso tra i creditori (cd. par condicio

creditorum) del divieto

del patto commissorio (art. 2744): discendenza dal meccanismo del

trasferimento al

creditore della proprietà del bene in garanzia al momento dell’inadempimento

dell’insussistenza del potere degli altri creditori di ricevere una quota della

differenza tra il maggior valore del bene ed il minor valore del credito

corollario:

efficacia di un meccanismo convenzionale in virtú del quale il trasferimento

della 13

I - Situazioni di garanzia patrimoniali

(artt. 2740 ss., 2910 ss.)

 Privilegi (artt. 2745 ss.)

Fisionomia: potere del creditore di acquistare anche per intero (senza dividere con

gli altri) fino a concorrenza del valore del proprio credito il ricavato della

vendita forzosa di alcune categorie ovvero di singoli beni appartenenti al

creditore al momento dell’inadempimento (sussistenza di un diritto di

preferenza, ma non di un diritto di seguito).

presupposto: previsione legislativa, in ragione della particolare meritevolezza

dell’interesse soddisfatto dalla prestazione ovvero della discendenza del credito

da un fatto che ha favorito l’acquisto o la conservazione dei beni medesimi.

Tipologia

Privilegi generali: preferenza nell’attribuzione del ricavato della vendita di tutti i

mobili del debitore;

Privilegi speciali: preferenza nell’attribuzione del ricavato della vendita di singoli

beni mobili o immobili del debitore. 13

segue, mezzi di conservazione:

 Azione revocatoria (art. 2901 ss.)

Essenza: potere del creditore di far dichiarare inefficaci nei suoi confronti gli atti del

debitore idonei a diminuire la garanzia patrimoniale

presupposti: a) esistenza di un credito, anche sottoposto a termine o condizione; b)

atto del debitore che ha come conseguenza un mutamento quantitativo o qualitativo

dei beni sui quali il creditore può agire esecutivamente, che rende piú difficile il

conseguimento di un risultato utile dal procedimento esecutivo; c) incapienza del

patrimonio del debitore

rispetto al valore dei crediti (cd. periculum damni); d) conoscenza da parte del

debitore del pregiudizio ovvero dolosa preordinazione dell’atto (cd. consilium

fraudis); se l’atto è a titolo oneroso, e) consapevolezza da parte del terzo contraente

del pregiudizio ovvero partecipazione alla dolosa preordinazione (cd. partecipatio

fraudis)

condizioni di ammissibilità: f) estraneità all’atto della natura e della finalità di

adempimento di un debito scaduto; g) mancato decorso del termine di prescrizione di

5 anni; h) inesistenza di atti del terzo contraente che comportano l’acquisto a titolo

oneroso a favore di altri terzi in buona fede di diritti sul bene alienato con l’atto

revocato (inopponibilità dell’azione ai terzi subacquirenti)

effetti: potere del creditore che ha esercitato l’azione (se non riceve l’adempimento

spontaneo) di ottenere il ricavato della vendita forzosa dei beni oggetto dell’atto ? se

il debitore riceve l’adempimento spontaneo, salvezza dei diritti acquistati dal 13

segue, mezzi di conservazione:

 Azione surrogatoria (art. 2900ss.)

Essenza: potere del creditore di compiere gli atti che comportano l’acquisto di

beni a favore del debitore con il sacrificio spontaneo (esercizio di diritti) ovvero

con il sacrificio coattivo di un terzo (esercizio delle azioni)

presupposti: a) esistenza di un credito, anche sottoposto a termine o condizione;

b) inerzia del debitore nell’esercizio dei diritti o delle azioni che gli spettano

verso i terzi; c) incapienza del patrimonio del debitore rispetto al valore dei

crediti da soddisfare (cd. periculum damni); d) carattere patrimoniale dei diritti o

delle azioni; e) sostituibilità del titolare nell’esercizio (carattere non intuitu

personæ)

effetti: acquisto del bene nel patrimonio del debitore (con vantaggio indiretto per

tutti i creditori) ma attribuzione diretta della somma o del bene prestato dal terzo

al creditore, se vi sono ragionevoli motivi di ritenere che il debitore possa

sottrarlo all’azione esecutiva 13

segue, mezzi di conservazione:

 Sequestro conservativo (art. 2905 ss.)

Essenza: potere del creditore di agire immediatamente dopo la condanna in via

esecutiva sui beni alienati dal debitore durante il procedimento in forza del quale

il giudice accerta l’inadempimento e pronuncia la condanna

presupposti: a) accertamento sommario dell’esistenza di un credito

immediatamente esigibile (cd. fumus boni iuris); b) pendenza o imminenza di un

procedimento giudiziale diretto alla condanna del debitore; c) rischio che il

debitore alieni nel periodo antecedente alla condanna i beni necessari per la

soddisfazione coattiva del creditore (cd. periculum in mora)

effetti (se il giudice pronuncia la condanna): conversione del sequestro in

pignoramento e potere del creditore di ricevere il ricavato della vendita dei beni

alienati dal debitore nel periodo antecedente alla condanna 14

PEGNO (ART. 2784 SS.)

Sostrato: potere del creditore insoddisfatto di ottenere l’intero ricavato

della vendita forzosa di un determinato bene mobile* fino a

concorrenza del valore del credito senza doverlo dividere con gli altri

creditori (diritto di preferenza) ed anche se il debitore ha alienato la

cosa a terzi (diritto di séguito)

modo di costituzione: accordo + consegna della cosa al debitore

(contratto reale) figure tipiche in virtú delle quali la garanzia si

costituisce in mancanza dello spossessamento=pegno anomalo

caratteri: 1) subordinazione alla vigenza dell’obbligazione garantita

(cd. accessorietà); 2) persistenza senza riduzioni anche se

l’obbligazione garantita è stata estinta parzialmente (cd. indivisibilità

del pegno) * oggetto: proprietà, quota della comunione o diritti reali

su beni mobili o universalità di mobili e diritti di credito


PAGINE

308

PESO

19.95 MB

AUTORE

Moses

PUBBLICATO

+1 anno fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in economia aziendale
SSD:
Università: Salerno - Unisa
A.A.: 2007-2008

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Moses di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto privato e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Salerno - Unisa o del prof Valentino Daniela.

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