Che materia stai cercando?

Diritto privato (prof Finessi) Appunti scolastici Premium

Appunti di diritto privato basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni della prof.ssa Finessi dell’università degli Studi di Ferrara - Unife, della facoltà di economia, del Corso di laurea in economia . Scarica il file in formato PDF!

Esame di Diritto privato docente Prof. a. finessi

Anteprima

ESTRATTO DOCUMENTO

sono sempre :

 coniuge

 discendeti (figli)

 parenti entro il 4 grado

 affini (parenti del coniuge) entro il 2 grado

 curatore e tutore

 pubblico ministero

lo status di inabilitazione si acquista con la pronuncia della sentenza del giudice.

La disciplina che si applica è la seguente → incapacita parziale e quindi di conseguenza ha una

capacita parziale, infatti questo puo sposarsi e puo fare il testamento da solo oltre a questo puo

:  ATTI DI ORDINARIA AMMINISTRAZIONE : svolgerli autonomamente il soggetto inabilitato

 ATTI DI STRAORDINARIA AMMINISTRAZIONE : li puo compiere con l'ASSISTENZA di un

CURATORE (non ha potere legale ma affianca, lo assiste e non sostituisce il soggetto) e

con l'autorizzazione del giudice tutelare.

 ATTI DI DISPOSIZIONE : per il soggetto serve il consenso del curatore e l'autorizzazione

del tribunale.

 CONTINUARE UN'ATTIVITA D'IMPRESA : per il soggetto serve il consenso del curatore e

l'autorizzazione del tribunale

EMANCIPAZIONE

é uno status che ha una durata breve (massimo di 2 anni). L'emancipato è il minorenne (16

enne) il quale viene autorizzato dal tribunale a contrarre matrimonio. Il minore si emancipa una

volta che si sposa e diventa un soggetto PARZIALMENTE incapace, quindi acquista una parziale

capacita (di conseguenza) → uguale all'inabilitato.

Per quanto riguarda gli atti di ordinaria e straordinaria amministazione risulta essere uguale

all'inabilitato (il curatore pero in questo caso puo essere il coniuge se maggiorenne, oppure un

famigliare) e per gli altri atti risulta sempre uguale all'inabilitato.

L'unica cosa che lo differenzia è per quanto riguarda la continuazione di un'attivita d'impresa,

in quanto l'emancipato :

 è l'unico che puo essere autorizzato ad iniziare ex novo un'attivita d'impresa

 se viene autorizzato alla continuazione di un'attivita d'impresa o a una nuova attivita

d'impresa acquista di conseguenza la capacita d'agire; questa capacita l'acquista per

QUALSIASI ATTO, non necessariamente inerente all'attivita d'impresa (unica cosa che

non pero fare è il testamento o il contratto di donazione).

INCAPACITA D'AGIRE : DI PROTEZIONE

INCAPACITA ASSOLUTA INCAPACITA PARZIALE

INRTERDIZIONE MINORE

MINOR ETA INABILITAZIONE

GIUDIZIALE EMANCIPATO

ATTI DI

ORDINARIA Genitori

AMMINISTRAZI disgiuntamente

ONE Minore

Tutore Inabilitato

CONTRATTI DIR. emancipato

PERSONALI E DI Genitori

GODIMENTO congiuntamente

(sottocategoria di

atti di ord. amm)

ATTI DI - Necessita/utilita - consenso del - consenso del

Autorizzazione

STRAORDINARI evidente per il curatore curatore

del giudice

A figlio - autorizzazione - autorizzazione

tutelare

AMMINISTRAZI - autorizzazione del giudice del giudice

(art 374)

ONE del giudice tutelare tutelare

tutelare

ATTI DI Articolo 375 Articolo 375 Articolo 375

DISPOSIZIONE - parere del - consenso del - consenso del

curatore curatore

giudice tutelare - parere del - parere del

(sottocategoria di - autorizzazione giudice tutelare giudice tutelare

atti di straor. amm) del tribunale - autorizzazione - autorizzazione

del tribunale del tribunale

- parere del - parere del - parere del - parere del

giudice tutelare giudice tutelare giudice tutelare giudice tutelare

ESERCIZIO - autorizzazione - autorizzazione - autorizzazione - autorizzazione

ATTIVITA del tribunale del tribunale del tribunale del tribunale

D'IMPRESA solo per solo per solo per puo iniziare ex

continuazione continuazione continuazione novo l'attivita

AMMINISTRAZIONE DI SOSTEGNO

L'istituto dell'amministrazione di sostegno è uno strumento di protezione (di “tutela”) è si

colloca tra interdizione giudiziale e l'inabilitazione.

Il prego di questo è che attribuisce rilievo alle caratteristiche esclivamente fisiche (es si prende

in considerazione una persona paralizzata) e offre uno strumento di protezione a soggetti con

degli handicap fisici. Anche qui l'handicap puo essere a tempo determinato e per un

determinato periodo di tempo, eventualmente prorogabile (è una protezione temporanea).

Incide sulla capacita d'agire.

(articolo 404 : La persona che, per effetto di una infermità ovvero di una menomazione fisica

o psichica, si trova nella impossibilità, anche parziale o temporanea, di provvedere ai propri

interessi, può essere assistita da un amministratore di sostegno, nominato dal giudice tutelare

del luogo in cui questa ha la residenza o il domicilio. )

l'amministrazione di sostegno è un istituto estremamente elastico che permette di rispondere il

piu possibile alle esigenze del beneficiario, infatti puo essere menomazione fisica o psichica,

parziale o totale, ecc. l'obiettivo è quello di adattare lo strumento protettivo alle singole

esigenze del beneficiario senza prevedere delle regole generali. Limitare il meno possibile la

per effetto

capacita d'agire del soggetto, il problema è capire la linea di confine quando dice :

di una infermità ovvero di una menomazione fisica o psichica , che cos'è una menomazione

psichica ? E in che cosa si differenzia dal vizio di mente ? Questo è la maggiore difficolta per

l'applicazione di questa disciplina. C'è la tendenza a fare un largo utilizzo di questo istituto

perche è estremamente rapido dal momento che la risposta dal giudice deve avvenire entro 60

giorni dalla richiesta, e anche per la sua elasticita. Sono veramente piu rari i casi in cui si

ricorre all'interdizione e all'inabilitazione, ma si tende ad adottare l'amministrazione di

sostegno.

L'elasticita la determiniamo dall'articolo 405 : Il giudice tutelare provvede entro sessanta giorni

dalla data di presentazione della richiesta alla nomina dell'amministratore di sostegno con

decreto motivato immediatamente esecutivo, su ricorso di uno dei soggetti indicati

nell'articolo 406.Il decreto che riguarda un minore non emancipato può essere emesso solo

nell'ultimo anno della sua minore età e diventa esecutivo a decorrere dal momento in cui la

maggiore età è raggiunta.Se l'interessato è un interdetto o un inabilitato, il decreto è esecutivo

dalla pubblicazione della sentenza di revoca dell'interdizione o dell'inabilitazione.Qualora ne

sussista la necessità, il giudice tutelare adotta anche d'ufficio i provvedimenti urgenti per la

cura della persona interessata e per la conservazione e l'amministrazione del suo patrimonio.

Può procedere alla nomina di un amministratore di sostegno provvisorio indicando gli atti che è

autorizzato a compiere.Il decreto di nomina dell'amministratore di sostegno deve contenere

l'indicazione:1) delle generalità della persona beneficiaria e dell'amministratore di sostegno;2)

della durata dell'incarico, che può essere anche a tempo indeterminato;3) dell'oggetto

dell'incarico e degli atti che l'amministratore di sostegno ha il potere di compiere in nome e per

conto del beneficiario;4) degli atti che il beneficiario può compiere solo con l'assistenza

dell'amministratore di sostegno;5) dei limiti, anche periodici, delle spese che l'amministratore

di sostegno può sostenere con utilizzo delle somme di cui il beneficiario ha o può avere la

disponibilità;6) della periodicità con cui l'amministratore di sostegno deve riferire al giudice

circa l'attività svolta e le condizioni di vita personale e sociale del beneficiario.Se la durata

dell'incarico è a tempo determinato, il giudice tutelare può prorogarlo con decreto motivato

pronunciato anche d'ufficio prima della scadenza del termine.Il decreto di apertura

dell'amministrazione di sostegno, il decreto di chiusura ed ogni altro provvedimento assunto

dal giudice tutelare nel corso dell'amministrazione di sostegno devono essere immediatamente

annotati a cura del cancelliere nell'apposito registro. Il decreto di apertura dell'amministrazione

di sostegno e il decreto di chiusura devono essere comunicati, entro dieci giorni, all'ufficiale

dello stato civile per le annotazioni in margine all'atto di nascita del beneficiario. Se la durata

dell'incarico è a tempo determinato, le annotazioni devono essere cancellate alla scadenza del

termine indicato nel decreto di apertura o in quello eventuale di proroga.) è una situazione

intermedia.

INTERDIZIONE LEGALE

(privato falla capacita di agire con finalita punitive)

si ha quando un soggetto viene privato dalla capacita d'agire con finalita punitiva, per punire il

soggetto incapace. Si ha questa incapacita quando si ha l'INTERDIZIONE LEGALE (diversa da

quella giudiziale) che è una pena accessoria che si applica a tutti quelli condatti all'ergastolo o

alla reclusione per almeno 5 anni. Si chiama legale perche non serve una sentenza ad HOC,

come quella giudiziale, anche se non lo dichiara il giudice la si applica autonomaticamente.

Riguarda solo gli atti patrimoniali , l'interdetto puo sposarsi, fare testamento, riconoscere i figli,

ma non puo compiere atti patrimoniali (tutti, sia di ordinaria che di straordinaria

amministazione), per questo viene nominato un tutore e si seguono le regole per l'interdetto

GIUDIZIALE . → non puo comperare una penna, ne una casa.

DIFFERENZA TRA INTERDIZIONE :

 GIUDIZIALE → è una forma di incapacita di protezione, l'interdetto è un soggetto con

vizio di mente (..), deriva da una sentenza del giudice, non puo compiere

autonomamente nulla (tutore) neanche atti personali,

 LEGALE → è una forma di incapacita punitiva, l'interdetto ha l'ergastolo o la reclusione

di almeno 5 anni, pena accessoria che consegue la condanna, puo compiere atti

personali e si nomina un tutore per gli atti patrimoniali.

→ diversita di presupposti, sull'acquisto dello status e sulla disciplina.

(articolo 417 : l'interdizione o l'inabilitazione possono essere promosse dalle persone indicate

negli articoli 414 e 415, dal coniuge, dalla persona stabilmente convivente, dai parenti entro il

quarto grado, dagli affini entro il secondo grado, dal tutore o curatore ovvero dal pubblico

ministero. Se l'interdicendo o l'inabilitando si trova sotto la responsabilità genitoriale o ha per

curatore uno dei genitori, l'interdizione o l'inabilitazione non può essere promossa che su

istanza del genitore medesimo o del pubblico ministero.) 19 ottobre 2016

3) CAPACITA NATURALE

La capacita di intendere e di volere , l'attitudine di capire quello che si sta facendo, quindi la

capacita INTELLETTIVA e VOLITIVA, di intendere e volere. La capacita di capire il significato di

quello che si sta facendo dal punto di vista economico ecc. L'incapacita naturale, per contro, è

l'incapacita di percepire il significato di quello che si sta facendo; questa è per definizione una

situazione transitoria, perche se l'incapacita naturale si ripete di frequenza e senza intervalli

allora si pone il problema per accedere alla sitazione di interdizione, inabilitazione o sostegno.

Questo perche la costante mancanza di capacita naturale andra sicuramente ad incidere sulla

capacita giuridica del soggetto.

Il vizio di mente abituale e duraturo presuppone un'incapacita di capire quello che si sta

facendo e questa situazione puo derivare da varie cause: è incapace di intendere e di volere :

 un soggetto ubriaco

 un soggetto drogato

 per un momento piu o meno prolungato, un soggetto che subisce un forte shock

 un soggetto che agisce in uno stato d'ira particolare.

→ sono situazioni comunque che vanno valutate caso per caso dal giudice. Mentre per

l'ordinamento penale si parte dal presupposto che i ragazzi di eta inferiore ai 14 non hanno

capacita penale, per l'ordinamento civile la sitauzione è diversa dato che non si fa riferimento a

una determinata eta ma sara il giudice che valutera caso per caso che il soggetto abbia o meno

capacita di intendere e di volere (indipendentemente dalla capacita d'agire).

IN QUALE CONTESTO ASSUME RILIEVO LA CAPACITA NATURALE ?

 PER CAPIRE VALIDAMENTE UN ATTO GIURIDICO IN SENSO STRETTO : per compiere

validamente un atto giuridico in senso stretto bisogna avere la capacita naturale,

mentre per compiere validamente un atto negoziale serve la capacita naturale ma non

basta, serve anche quella di agire. Per l'atto giuridico in senso stretto basta la capacita

naturale perche è un evento caratterizzato dalla volontarieta dove cio che assume

rilievo per l'ordinamento è la condotta umana e la volontarieta del comportamento. Gli

effetti invece si producono automaticamente ex lege; non c'è quella volontarieta degli

effetti che contraddistingue il negozio giuridico. QUINDI l'atto giuridico in senso stretto

puo essere validamente compiuto da un soggetto con la capacita naurale anche senza

capacita d'agire.

 PER L'IMPUTABILITA DEL FATTO ILLECITO : imputabilita del fatto illecito → il fatto illecito

deve essere giuridicamente riconducibile all'autore materiale del fatto, e questo

significa che è vero che l'autore deve risarcire i danni ma è vero se l'autore era un

soggetto IMPUTABILE , cioè la legge richiede che il soggetto autore del fatto da cui

derivano le conseguenze dannose, sia al momento del compimento del fatto CAPACE DI

INTENDERE E DI VOLERE. C'è imputabilita quando l'autore ha compiuto l'atto in stato di

capacita naturale, non mi interessa sia maggiorenne o meno, è necessario e sufficiente

sia capace naturalmente. Qui si parla di illecito civile, altre sono le conseguenze per

l'illecito penale. (articolo 2046 : Non risponde delle conseguenze del fatto dannoso chi

non aveva la capacità d'intendere o di volere al momento in cui lo ha commesso, a

meno che lo stato d'incapacità derivi da sua colpa. ) → significa che se un soggetto si

ubriaca e altera la propria capacita volitiva e intellettiva, un soggetto lo puo fare perche

ha voglia di bere, si mette alla guida di una bici e fa un incidente, lui risponde dei danni

perche si è AUTOPROCURATO la situazione di incapacita naturale (diversa situazione

risulta essere se uno ti mette una pasticca nel drink e tu risulti drogato, e riesci a

provarlo, allora l'illecito non è imputabile a te).

 PER LA VALIDITA DEGLI ATTI UMANI LECITI NEGOZIALI : noi dobbiamo tenere presenti

che quando parliamo di questi atti sono atti stipulati da soggetti capaci di agire perche

se c'è una situazione di incapacita di agire non ha senso di porsi il problema di capire se

c'è la capacita naturale dal momento che se non c'è la capacita d'agire l'atto è

comunque nullo. Il problema quindi è la validita degli atti umani leciti possa incidere

sulla capacita naturale. Dobbiamo effetturare la distinzione tra 3 categorie di atti , le

ipotesi sono :

 Atto unilaterale → es la promessa al pubblico, prometto un milione per chi mi ritrova

il cell. La promessa è troppo. Il problema è che io ho fatto questa promessa mentre

ero ubriaca, la promessa com'è ? valida o no ? (articolo 428, comma 1: Gli atti

compiuti da persona che, sebbene non interdetta, si provi essere stata per qualsiasi

causa, anche transitoria, incapace d'intendere o di volere al momento in cui gli atti

sono stati compiuti possono essere annullati su istanza della persona medesima o

dei suoi eredi o aventi causa, se ne risulta un grave pregiudizio all'autore.) quindi

questi atti non sono validi se c'è INCAPACITA GIUDIZIALE e se l'atto è GRAVEMENTE

PREGIUDIZIEVOLE (bisogna guardare la circostanza concreta).

 Stipula di un contratto → stipulo una compravendita, sono ubriaca e lo vendo per

500 euro, posso chiedere l'annullamento ? Solo se c'è INCAPACITA GIUDIZIALE, se

l'atto è GRAVEMENTE PREGIUDIZIEVO e se c'è la MALAFEDE DELL'ALTRO

CONTRAENTE (articolo 428, comma 2 : L'annullamento dei contratti non può

essere pronunziato se non quando, per il pregiudizio che sia derivato o possa

derivare alla persona incapace d'intendere o di volere o per la qualità del contratto o

altrimenti, risulta la malafede dell'altro contraente. )

 Matrimonio, testamento, donazione (e anche unioni civili) → sono sempre annullabili

se sono stati compiuti da un soggetto con l'incapacita naturale (articolo 428,

comma 4 : Resta salva ogni diversa disposizione di legge. )

→ PRECISAZIONE : se io stipulo un contratto alterata da alcool, droga, ecc. è rilevante il fatto

che questa alterazione sia stata autoprovocata ? NO, posso essere incapace naturale per

qualsiasi cosa. L'autoprovocazione vale solo per l'imputabilita del fatto illecito, per il resto vale

l'incapacita naturale in qualsiasi modo.

ENTI GIURIDICI

1. PERSONE GIURIDICHE (enti con personalita giuridica) → PERFETTA AUTONOMIA

PATRIMONIALE :

 Associazioni riconosciute – enti senza scopo di profitto

 Fondazioni – enti senza scopo di profitto

 societa di capitali ( SPA – SRL – SAPA) – enti con scopo di profitto

2. ENTI NON PERSONIFICATI (enti con soggettivita giuridica – senza personalita giuridica) →

IMPERFETTA AUTONOMIA PATRIMONIALE :

 Associazioni non riconosciute – enti senza scopo di profitto

 Comitati - enti senza scopo di profitto

 Societa di persone (SS – SNC – SAS) - enti con scopo di profitto

Gli enti collettivi sono soggetti di diritto al pari delle persone fisiche.

persone giuridiche

Partiamo dall'analisi delle che sono soggetti di diritto, cioè destinatari

delle norme dell'ordinamento giuridico (diritto oggettivo).

PERSONE GIURIDICHE CON AUTONOMIA PATRIMONIALE PERFETTA NO PROFIT :

Quali sono le caratteristiche comuni tra ASSOCIAZIONI RICONOSCIUTE e FONDAZIONI sono che

entrambe sono enti collettivi che hanno il riconoscimento della personalita giuridica e aver tale

riconoscimento fa si che l'ente sia un soggetto di diritto del tutto autonomo e distinto dalle

persone che lo hanno creato. Tale ente ha anche un patrimonio autonomo (fondo comune) che

non si confonde che non si mescola/confonde con quello delle persone che l'hanno creato

(autonomia patrimoniale perfetta) → il patrimonio dell'ente è PERFETTAMENTE AUTONOMO, non

si confonde ne si mescola con il patrimonio dei singoli soggetti di diritto che hanno creato

questo ente. Di conseguenza i debiti sono solo della persona giuridica e non si aggredisce il

patrimonio personale dei soggetti di diritto che hanno formato la persona giuridica (ente).

 ASSOCIAZIONE RISCONOSCIUTA : sono un gruppo di persone (soggetti di diritto) che si

riuniscono per un obiettivo comune no profit. È un contrattto plurilaterale → negozio

giuridico con piu parti che deve essere redatto nella forma di atto pubblico/negozio

solenne (da un notaio o da un pubblico ufficiale) : non si puo costituire un'associazione

liberamente. Sono organi dell'associazione :

 Assemblea degli associati → organo che ha il potere DELIBERATIVO (determina

l'indirizzo dell'associazione e prende le decisioni). Opera con il metodo della

COLLEGIALITA cioè tutti gli associati devono essere posti in condizione di partecipare

alla vita dell'ente. L'assemblea opera nella base di 2 tipologie di quorum :

quorum costitutivo : per la valida costituzione dell'assemblea è necessario sia

 presente un certo numero di associati perche l'assemblea possa proceder con le

sue decisioni;

quorum deliverativo : ci devono essere un tot di voti favorevoli perche venfa

 assunta validamente una delibera assembleare.

 Amministratori : organo esecutivo cioè quelli che danno esecuzione alle delibere

assembleari. Tutti (o solo alcuni) hanno il potere di rappresentanza organica, cioè

agire in nome e per conto dell'ente.

Queste regole si trovano nello statuto (il quale regola la vita dell'ente – associazione

riconosciuta), contenuto nell'atto costitutivo nella maggior parte dei casi , se no anche in un

altro documento.

 FONDAZIONE : è un complesso di beni /patrimonio che viene destinato dalla volonta del

fondatore al raggiungimento di un determinato scopo di utilita sociale. È un patrimonio

vincolato, cioè quei beni possono essere utilizzati solo per il raggiungimento di un

determinato fine no profit, e chi stabilisce l'utilita sociale della fondazione è il fondatore.

Mentre nell'associazione prevale il gruppo di soggetti che si associano e quindi

l'elemente personale su quello materiale, nella fondazione l'opposto perche per

definizione è un patrimonio vincolato a uno scopo, quindi prevale l'elemento

patrimoniale a quello personale. La fondazione nasce con un NEGOZIO UNILATERALE

DEL FONDATORE. Puo essere un negozio :

 inter vivos : in questo caso è richiesta la forma dell'atto pubblico/atto solenne

 mortis causa : puo nascere anche con un testamento

Gli organi della fondazione sono gli amministratori, e nella fondazione abbiamo un importante

controllo dell'attivita governativa perche questa interviene nella nomina e nella scelta dei

rappresentati. PERSONE GIURIDICHE NON PROFIT

ASSOCIAZIONE RICONOSCIUTA FONDAZIONE

Nasce dall'accordo tra piu persone (contratto Nasce da un atto unilaterale di destinazione

plurilaterale) che convengono di collaborare (tra vici o causa di morte) per uno scopo non

per il raggiungimento di uno scopo non lucrativo di utilita sociale.

lucrativo.

È governata dalla volonta degli associati È governata secondo la volonta del fondatore

Il controllo governativo è limitato alla È soggetta a controllo e vigilanza della autorita

sospensione delle delibere contrarie a ordine governativa (articolo 25 : L'autorità

pubblico e al buon costume (articolo 23, governativa esercita il controllo e la vigilanza

comma 4 : Le deliberazioni dell'assemblea sull'amministrazione delle fondazioni;

contrarie alla legge, all'atto costitutivo o allo provvede alla nomina e alla sostituzione degli

statuto possono essere annullate su istanza amministratori o dei rappresentanti, quando le

degli organi dell'ente, di qualunque associato disposizioni contenute nell'atto di fondazione

o del pubblico ministero.L'annullamento della non possono attuarsi; annulla, sentiti gli

deliberazione non pregiudica i diritti acquistati amministratori, con provvedimento definitivo,

dai terzi di buona fede in base ad atti compiuti le deliberazioni contrarie a norme imperative,

in esecuzione della deliberazione medesima.Il all'atto di fondazione, all'ordine pubblico o al

presidente del tribunale o il giudice istruttore, buon costume; può sciogliere

sentiti gli amministratori dell'associazione, l'amministrazione e nominare un commissario

può sospendere, su istanza di colui che ha straordinario, qualora gli amministratori non

proposto l'impugnazione, l'esecuzione della agiscano in conformità dello statuto o dello

delibera impugnata, quando sussistono gravi scopo della fondazione o della

motivi. Il decreto di sospensione deve essere legge.L'annullamento della deliberazione non

motivato ed è notificato agli pregiudica i diritti acquistati dai terzi di buona

amministratori.L'esecuzione delle fede in base ad atti compiuti in esecuzione

deliberazioni contrarie all'ordine pubblico o al della deliberazione medesima.Le azioni contro

buon costume può essere sospesa anche gli amministratori per fatti riguardanti la loro

dall'autorità governativa. ) responsabilità devono essere autorizzate

dall'autorità governativa e sono esercitate dal

commissario straordinario, dai liquidatori o dai

nuovi amministratori.)

COME ACQUISTANO PERSONALITA GIURIDICA ? Attraverso iscrizione nel registro delle persone

giuridiche che si trova c/o prefetture o presso le regioni. Prevede il notaio a iscrizione

presentando atto costitutivo e statuto solo con iscrizione l'ente diventa una persona giuridica

con autonomia patrimoniale perfetta.

LE CAUSE DI ESTINZIONE della personalita giuridica vengono determinate nell'atto costitutivo e

tali personalita giuridiche vengono sciolte quando lo scopo viene raggiunto o quando

sussistono situazioni tali per cui non si riesca piu a raggiungere gli obiettivi prefissati (articolo

27 : Oltre che per le cause previste nell'atto costitutivo e nello statuto, la persona giuridica si

estingue quando lo scopo è stato raggiunto o è divenuto impossibile.Le associazioni si

estinguono, inoltre, quando tutti gli associati sono venuti a mancare.); oppure quando tutti gli

associati recedono (l'ente rimane conla personalita giuridica fino all'ultimo associato, quando

recede anche l'ultimo, perde la personalita).

ENTI COLLETTIVI NON PERSONIFICATI : che non hanno personalita giuridica. Non sono

iscritti al registro delle persone giuridiche.

 ASSOCIAZIONI NON RICONOSCIUTE : hanno autonomia patrimoniale imperfetta.

Nascono con un contratto che non richiede la forma dell'atto pubblico → non si richiede

una forma particolare (non è iscritto al registro delle persone giuridiche). Qualora ci sia

una controversia in giudizio ci va il presidente o l'amministratore/ direttore dell'ente.

(articolo 37: I contributi degli associati e i beni acquistati con questi contributi

costituiscono il fondo comune dell'associazione.Finché questa dura, i singoli associati

non possono chiedere la divisione del fondo comune, né pretenderne la quota in caso di

recesso.) → il patrimonio è costituito dal fondo comune formato dalle quote versate dai

consociati e non posso richiedere la liquidazione della mia quota finche la societa è in

vita. (articolo 38: Per le obbligazioni assunte dalle persone che rappresentano

l'associazione, i terzi possono far valere i loro diritti sul fondo comune. Delle obbligazioni

stesse rispondono anche personalmente e solidalmente le persone che hanno agito in

nome e per conto dell'associazione. ) → responsabilita e obblighi dell'associazione non

riconosciuta : i debiti dell'associazione non riconosciuta li paga il fondo comune ma

avendo un'autonomia patrimoniale imperfetta non c'è separazione tra il patrimonio

degli associati e quello dell'associazione quindi gli associati rispondo personalmente

(con il proprio patrimonio) e solidalmente (si puo chiedere l'estinzione di tutta

l'obbligazione a un solo socio) alle obbligazioni dell'associazione. Il creditore pero deve

rivolgersi al/ai rappresentate/i che ha/hanno agitao in nome e per conto

dell'associazione e richieder eil pagamento del debito.

→ RICAPITOLANDO : ASSOCIAZIONE NON RICONOSCIUTA (articoli 36: L'ordinamento interno e

l'amministrazione delle associazioni non riconosciute come persone giuridiche sono regolati

dagli accordi degli associati.Le dette associazioni possono stare in giudizio nella persona di

coloro ai quali, secondo questi accordi, è conferita la presidenza o la direzione. -37-38) :

 atto costitutivo → contratto! Non è richiesta una forma particolare ne un contenuto

specifico.

 Iscrizione → no

 autonomia patrimoniale imperfetta (articolo 38) → per i debiti dell'associazione

rispondono personalmente e solidalmente coloro che hanno agito in nome e per

conto dell'associazione.

 COMITATI : sono enti collettivi non personificati, disciplinati nel libro I del cc, e

consistono in un gruppo di soggetti (PROMOTORI) che promuovono una raccolta di fondi

da destinare a determinati fini con scopi sociali → lo scopo è ben preciso (utilita sociale)

es telecom. I promotori sono membri effettivi del comitato (norme sulla responsabilita →

articolo 41 ; qui tutti i membri effettivi sono obbligati personalmente e solidalmente

davanti alle obbligazioni); gli oblatori sono le persone che effettuano le donazioni che

hanno promesso e hanno l'obbligo ad adempiere a cio .

 Articolo 40 : Gli organizzatori e coloro che assumono la gestione dei fondi raccolti

sono responsabili personalmente e solidalmente della conservazione dei fondi e

della loro destinazione allo scopo annunziato.

 Articolo 41 : Qualora il comitato non abbia ottenuto la personalità giuridica, i suoi

componenti rispondono personalmente e solidalmente delle obbligazioni assunte. I

sottoscrittori sono tenuti soltanto a effettuare le oblazioni promesse.Il comitato può

stare in giudizio nella persona del presidente.

 Articolo 42 : Qualora i fondi raccolti siano insufficienti allo scopo, o questo non sia

più attuabile, o, raggiunto lo scopo, si abbia un residuo di fondi, l'autorità

governativa stabilisce la devoluzione dei beni, se questa non è stata disciplinata al

momento della costituzione. 24 ottobre 2016

OBBLIGAZIONI (libro 4)

Le obbligazioni sono un rapporto obbligatorio o vincolo obbligatorio; sono un rapporto che

intercorre tra almeno due soggetti, uno passivo e uno attivo, in virtù del quale il debitore è

obbligato ad eseguire una prestazione patrimoniale a favore del creditore (un diritto relativo). Il

creditore che ha il diritto di ottenere quella prestazione anche in modo coattivo. Designare la

situazione soggettiva passiva del debitore oppure rapporto obbligatorio.

Da dove nasce il vincolo obbligatorio (articolo 1173 : Le obbligazioni derivano da contratto, da

fatto illecito, o da ogni altro atto, o fatto idoneo a produrle in conformità dell'ordinamento

giuridico. ) → sono fonti dell’obbligazioni il contratto, il fatto illecito e ogni altro atto o fatto

idoneo a produrle in conformità dell’ordinamento giuridico.

Altri atti o fatti possono essere :

 promesse unilaterali (atto)

 la gestione d’affare altrui (fatto)

 pagamento dell’indebito (fatto)

 arricchimento senza causa (fatto)

Per quando riguarda la suddivisione in titoli del concetto di obbligazione, questa è :

1. Il primo titolo riguarda le obbligazioni in generale, cioè tutte quelle disposizioni che si

applicano a tutti i rapporti obbligatori a prescindere dalle fonti.

2. Il titolo secondo riguarda la disciplina generale del contratto.

3. Il titolo terzo riguarda i contratti tipici (singoli), come il comodato, il mutuo ecc

(donazione libro 2).

4. Nel titolo quarto ci sono le promesse unilaterali, troviamo negli atti diversi.

5. Titolo quinto i titoli di credito (non li studiamo).

6. Titolo sesto: gestione d’affare altrui.

7. Titolo settimo: pagamento dell’indebito.

8. Titolo ottavo: arricchimento senza causa

9. Titolo nono: fatto illecito.

RAPPORTO OBBLIGATORIO

Requisiti oggettivi

Gli Elementi che costituiscono il rapporto obbligatorio sono gli elementi OGGETTIVI e gli

elementi SOGGETTIVI.

OGGETTIVI

Elementi sono il debitore e il creditore mentre l'elemento oggettivo è la

prestazione . prestazione:

I requisiti della

1. Patrimonialità e interesse creditorio (articolo 1174 : La prestazione che forma oggetto

dell'obbligazione deve essere suscettibile di valutazione economica e deve

corrispondere a un interesse, anche non patrimoniale del creditore. ): la prestazione

deve essere economicamente valutabile (ad esempio non si può vendere il sangue) e

deve essere finalizzato a soddisfare u interesse del creditore

2. Lecita: liceità della prestazione, il concetto è conformità all’ordine pubblico, al buon

costume e alle norme imperative (inderogabili, cogenti); ad esempio l’adozione di un

soggetto minorenne verso corrispettivo è illecita

3. Possibile: la prestazione deve essere possibile sia in senso fisico e in senso giuridico (ad

esempio la compravendita del castello di Ferrara, beni extra-commercio)

4. Determinata o quantomeno determinabile: o è determinata nella sua individualità o

sussistono dei criteri per determinarla

Le prestazioni a loro volta si pososno classificare in :

 Fare: richiede un’attività da parte del soggetto indicato

 Dare: il dare può avere un duplice significato: in senso materiale (consegnare una cosa)

o in senso giuridico (trasferire un diritto)

 Non fare: obbligazioni negative, hanno per oggetto un non fare, il debitore si obbliga a

non fare qualcosa

Dare e fare può succedere che il debitore adempie, oppure può adempiere in ritardo, e quindi si

parla di OBBLIGAZIONE TARDIVA, oppure può non dare o non fare e si parla di INADEMPIMENTO

DEFINITIVO.

Nelle obbligazioni negative non c’è spazio per le obbligazioni tardive. (Articolo 1222:

inadempimento di obbligazioni negative → Le disposizioni sulla mora non si applicano alle

obbligazioni di non fare; ogni fatto compiuto in violazione di queste costituisce di per sé

):

inadempimento. le disposizioni sulla mora non si applicano alle obbligazioni di non fare.

( Articolo 1175 : comportamento secondo correttezza → l debitore e il creditore devono

comportarsi secondo le regole della correttezza )creditore e debitore devono comportarsi

secondo le regole della correttezza, la buona fede in senso oggettivo (correttezza), descrivono

l’obbligo gravante sui soggetti di comportarsi in modo onesto e leale, in modo da

salvaguardare l’interesse altrui (riguarda qualsiasi rapporto obbligatorio a prescindere dalla

fonte).

( Articolo 1337 : trattative e responsabilità precontrattuale →Le parti, nello svolgimento delle

trattative e nella formazione del contratto, devono comportarsi secondo buona fede. ) grava

sui soggetti già nella fase delle trattative, ancora prima che nasca l’obbligazione.

(Articolo 1366 : interpretazione di buona fede → Il contratto deve essere interpretato secondo

buona fede. ) e (Articolo 1375 : esecuzione di buona fede → Il contratto deve essere eseguito

secondo buona fede. ) e quindi significa che la buona fede è in senso soggettivo (situazione

psicologica): ignoranza di ledere l’altrui diritto.

Adempimento

L’esatta (sotto l’aspetto qualitativo e quantitativo, temporale, spaziale, sotto il profilo oggettivo

e soggettivo) esecuzione della prestazione dovuta imputabile ad debitore.

Effetti dell’esatta: si estingue l’obbligazione e il debitore e liberato (nulla più deve).

Requisiti oggettivi

 Diligenza ( articolo 1176: Nell'adempiere l'obbligazione il debitore deve usare la

diligenza del buon padre di famiglia.Nell'adempimento delle obbligazioni inerenti

all'esercizio di un'attività professionale, la diligenza deve valutarsi con riguardo alla

natura dell'attività esercitata. )nell’adempiere l’obbligazione deve osservare la diligenza

del buon padre di famiglia; criterio di adempimento, come deve essere adempiuta la

prestazione, il solo destinatario è il debitore; (criterio astratto) il buon padre di famiglia

rappresenta la diligenza media che si può pretendere da un soggetto; sarà il giudice se

il debitore si è comportato in modo diligente. Attività professionale, la diligenza deve

valutarsi secondo la natura dell’attività esercitata. Laddove non c’è diligenza si ha la

colpa, può concretizzarsi nella negligenza, nell’imprudenza o nell’imperizia.

 Adempimento parziale (articolo 1181: Il creditore può rifiutare un adempimento

parziale anche se la prestazione è divisibile, salvo che la legge o gli usi dispongano

diversamente. ) il creditore è legittimato a rifiutare un adempimento parziale offerto; il

debitore non può unilateralmente cambiare le condizione previste per l’adempimento.

 Identità della prestazione (articolo 1197: Il debitore non può liberarsi eseguendo

una prestazione diversa da quella dovuta, anche se di valore uguale o maggiore, salvo

che il creditore consenta. In questo caso l'obbligazione si estingue quando la diversa

prestazione è eseguita.Se la prestazione consiste nel trasferimento della proprietà o di

un altro diritto, il debitore è tenuto alla garanzia per l'evizione e per i vizi della cosa

secondo le norme della vendita salvo che il creditore preferisca esigere la prestazione

originaria e il risarcimento del danno.In ogni caso non rivivono le garanzie prestate dai

terzi.) bisogna eseguire esattamente la prestazione dovuta (se mi libero consegnando

100 mele rosse, se ne consegno 80 rosse e 20 verdi non sono liberata).

 Tempo ( articolo 1183 : Se non è determinato il tempo in cui la prestazione deve

essere eseguita, il creditore può esigerla immediatamente. Qualora tuttavia, in virtù

degli usi o per la natura della prestazione ovvero per il modo o il luogo dell'esecuzione,

sia necessario un termine, questo, in mancanza di accordo delle parti, è stabilito dal

giudice.Se il termine per l'adempimento è rimesso alla volontà del debitore, spetta

ugualmente al giudice di stabilirlo secondo le circostanze; se è rimesso alla volontà del

creditore, il termine può essere fissato su istanza del debitore che intenda liberarsi.) la

disciplina del tempo di pagamento è una disciplina dispositiva (derogabile), le parti sono

libere si stabilire il termine di pagamento. Se le parti non dispongono nulla sul tempo di

pagamento la prestazione è immediatamente esigibile (il creditore può pretendere

subito il pagamento) e il debitore non può rifiutare di eseguire la prestazione dovuta. Si

può avere il termine a favore del debitore (prima della scadenza il creditore non può

pretendere il pagamento, tuttavia il debitore può decidere di anticipare il pagamento,

liberandosi prima) o a favore del creditore (il creditore può pretendere un pagamento

anticipato, ma il debitore non può pretendere di liberarsi anticipatamente); se è previsto

un termine, nel silenzio si presume il termine a favore del debitore. Se il debitore esegue

in anticipo la prestazione anche se il termine è in suo favore, il debitore non può

richiedere la restituzione (ripetizione) di quanto è stato pagato; se questo anticipazione

avvantaggia il creditore io posso ripetere quanto il creditore ha ottenuto in vantaggio.

Decadenza dal beneficio del termine : se il debitore diventa insolvente, per sua colpa

non dà le garanzie promesse, decade del beneficio del termine con la conseguenza che

il creditore potrà pretendere immediatamente l’adempimento della prestazione.Hanno

carattere sussidiario, si applicano solo se le parti non stabiliscono (tempo e luogo); ma

al primo posto troviamo la volontà delle parti, sono se non stabiliscono si hanno le

norme sussidiarie.

 Luogo ( articolo 1182 :Se il luogo nel quale la prestazione deve essere eseguita non è

determinato dalla convenzione o dagli usi e non può desumersi dalla natura della

prestazione o da altre circostanze, si osservano le norme che seguono.L'obbligazione di

consegnare una cosa certa e determinata deve essere adempiuta nel luogo in cui si

trovava la cosa quando l'obbligazione è sorta.L'obbligazione avente per oggetto una

somma di danaro deve essere adempiuta al domicilio che il creditore ha al tempo della

scadenza. Se tale domicilio è diverso da quello che il creditore aveva quando è sorta

l'obbligazione e ciò rende più gravoso l'adempimento, il debitore, previa dichiarazione al

creditore, ha diritto di eseguire il pagamento al proprio domicilio.Negli altri casi

l'obbligazione deve essere adempiuta al domicilio che il debitore ha al tempo della

scadenza. ) disciplina derogabile, le parti possono stabilire diversamente. Sono le parti

che stabiliscono dove deve eseguirsi la prestazione. Se le parti non stabiliscono si fa

riferimento agli usi, alle circostanze della prestazione (natura della prestazione). Se

deve essere consegnata una cosa determinata la prestazione va adempiuta nel luogo

dove si trovava la cosa quando è nato il vincolo obbligatorio. Nel silenzio la prestazione

avente ad oggetto una somma di denaro deve essere adempiuta nel domicilio del

creditore (debito portabile). Tutto ciò che non rientra deve essere adempiuto al domicilio

del debitore (obbligazione chiedibile). 25 ottobre 2016

IMPUTAZIONE DI PAGAMENTO

Per l'imputazione di pagamento il presupposto è che due soggetti (uno attivo e uno passivo)

pluralita di rapporti obbligatori(quindi

intercorrano una uno stesso soggetto ha piu debiti

derivanti da fonti diverse nei confronti dello stesso creditore) quindi tizio ha piu debiti della

stessa specie nei confronti di caio. È chiario che un problema di imputazione di pagamento non

si pone se tizio deve 100 a sempronio e 500 a caio (deve essere lo stesso creditore). Il rapporto

di debito e di credito derivano da fonti diverse (contratto di locazione, di compravendita, di

mutuo, ecc).

Ultimo requisito perche possa porsi un problema di imputazione di pagamento è che questi

debiti devono essere della stessa specie → OMOGENEI (es una pluralita di obbligazioni

pecuniarie > prestazioni fungibili). È chiaro che se tizio deve consegnare un quadro a caio e

pagare 550 euro come canone di locazione non si pone un probelma di imputazione.

Il problema di imputazione si ha quando tizio deve pagare 500 euro di affitto e 200 euro per

una compravendita a caio, gli da 600 euro; quale debito va estinto ?

La legge prevede che in questa situazione è il debitore che al momento del pagamento

effettua l'imputazione del pagamento, quindi imputa al creditore a quele dei piu debiti deve

imputarsi il pagamento, ed è per questo che devono essere debiti della stessa specie. Quando

ci troviamo di fronte a piu debiti omogenei è il debitore che si pone di fronte il problema

dell'imputazione di pagamento. Se non risulta diversamente quindi è il debitore che decide

l'imputazione di pagamento.

L'imputazione trova un solo limite, proprio per quel che riguarda le imputazioni pecuniarie (il

non puo imputare

denaro è un bene che produce interessi) , e questo limite del debitore è che

il pagamento al debito avente per oggetto la somma capitale fino a quando non ha istinto il

debito avente come oggetto gli interessi → si ha questo limite perche il debito capitale

rappresenta la base su cui si basano gli interessi, quindi se io estinguo prima il debito capitale

dopo manca la base su cui calcolare gli interessi , o comunque si riduce (il debitore puo

scegliere l'imputazione salvo questo limite).

COSA SUCCEDE SE IL DEBITORE PAGA MA NON DICE NULLA ? (non effettua l'imputazione di

pagamento) in questo caso l'imputazione la puo effettuare il creditore e l'effettua nella

QUIETANZA → documento rilasciato dal creditore nel quale si attesta l'avvenuto esecuzione

della prestazione. Se non provvede il creditore (o un terzo indicato dalle parti), si applicano i

CRITERI LEGALI DI IMPUTAZIONE DI PAGAMENTO , questi criteri sono 4 e si applicano secondo

l'ordine del codice:

 Pagamento va imputato al debito/credito scaduto → un termine di adempimento

inutilmente decorso oppure nel caso in cui ci sia un'esigibilita immediata cioè quando

non c'è un termine oppure quando il termine è a favore del creditore (che lo puo esigere

in qualunque momento) oppure quando si verifica una situazione di decadenza di

beneficio del termine (il debitore risulta insolvente o ha diminuito o non ha dato le

garanzie → articolo 1186 : ). Se noi abbiamo piu debiti scaduti, allora ...

 il pagamento va imputato al debito meno garantito, quindi se abbiamo un debito

garantito da pegno ecc, e uno non garantito, va imputato a quello non garantito. Se

abbiamo piu debiti ugualmente garantiti, allora …

 il pagamento va imputato al debito che risulta essere piu oneroso per il debitore, quello

che implica maggiori spese di pagamento. Se anche questo criterio non permette di

effettuare l'imputazione, allora..

 il pagamento va imputato al debito che è sorto prima (quello piu antico).

Se nessuno di questi criteri consente di effettuare l'imputazione di pagamento, allora

 il pagamento viene ripartito in misura proporzionale tra i vari debiti.

Quindi riassumendo → stesso debitore, stesso creditore, piu rapporti obbligatori estinti che

generano a carico di uno stesso debitore piu debiti della stessa specie a carico dello stesso

creditore. L'imputazione del pagamento che consente di estinguere tutti i debiti , la decide il

debitore (con il limiti di estinguere prima il debito di interessi che quello capitale), se non

decide il debitore decide il creditore effettuando la quietanza e se non provvede neanche lui, si

applicano i criteri legali : debito scaduto, debito meno garantito, debito piu oneroso, debito che

è sorto prima; in mancanza di questi 4 si ha una ripartizione proporzionale.

ARTICOLI

Gli del codice civile sull'imputazione di pagamento sono :

 (articolo 1193 primo comma: Chi ha più debiti della medesima specie verso la stessa

persona può dichiarare, quando paga, quale debito intende soddisfare. ) → qui sono

indicati tutti i requisiti oggettivi e soggettivi;

(

 articolo 1194 : Il debitore non può imputare il pagamento al capitale, piuttosto che

agli interessi e alle spese, senza il consenso del creditore.) → chiaro che se c'è il

consenso si puo fare, il problema è sempre di capire cosa puo fare unilateralmente il

debitore;

(

 articolo 1195 : Chi, avendo più debiti, accetta una quietanza nella quale il creditore

ha dichiarato di imputare il pagamento a uno di essi, non può pretendere

un'imputazione diversa, se non vi è stato dolo o sorpresa da parte del creditore. ) → se

il debitore non provvede e provvede il creditore, poi il debitore non puo obbiettare o non

accettare l'imputazione effettuata dal creditore. La parola DOLO è intesa come di

raggiro (e non come la coscienza e la volonta del fatto lesivo);

 (articolo 1193 secondo comma : In mancanza di tale dichiarazione, il pagamento deve

essere imputato al debito scaduto; tra più debiti scaduti, a quello meno garantito; tra

più debiti ugualmente garantiti, al più oneroso per il debitore; tra più debiti ugualmente

onerosi, al più antico. Se tali criteri non soccorrono, l'imputazione è fatta

proporzionalmente ai vari debiti. ).

Requisiti soggettivi chi puo pagare e chi puo ricevere il pagamento ?

Significa domandarsi : (l'esecuzione della

prestazione).

Quando si parla di questi requisiti soggettivi si parla di chi PUO ricevere e pagare, non chi

DEVE, significa che non si ha un'unica categoria di soggetti legittimati a ricevere e a pagare,

qui si parla di legittimazione e non di capacita, infatti si parla di CAPACITA quando si fa

riferimento alla persona il quale persona (debitore e creditore) devono avere la capacita di

ricevere e di pagare; mentre la LEGITTIMAZIONE è un concetto diverso, quando si dice chi

significa domandarsi chi ha questa competenza, idoneita, ad

PUO pagare, CHI puo ricevere,

eseguire o ricevere la prestazione con effetto liberatorio per il debitore .

La legittimazione ad adempiere spetta (articolo 1180: L'obbligazione può essere adempiuta

da un terzo, anche contro la volontà del creditore, se questi non ha interesse a che il debitore

esegua personalmente la prestazione.Tuttavia il creditore può rifiutare l'adempimento offertogli

dal terzo, se il debitore gli ha manifestato la sua opposizione. ) non solo al debitore, ma a

chiunque; quindi se io mi rivolgo a caio per pagare il debito di tizio, questo mio pagamento

libera tizio nei confronti di caio. Non è detto che ci sia l'estinzione del titolo obbligatorio perche

dipende dal rapporto che si instaura tra me e tizio, ma senz'altro il pagamento del terzo libera il

debitore. DEBITORE

La legittimazione a pagare spetta innanzitutto al (e poi a chiunque); quale capacita

deve avere il debitore ?

Partiamo con (articolo 1191 : Il debitore che ha eseguito la prestazione dovuta non può

impugnare il

(chiedere la restituzione di quanto pagato, chiedere che quel pagamento venga annullato)

pagamento a causa della propria incapacità) → questo significa che non si puo chiedere la

restituzione del pagamento effettuato usando come scusa la propria incapacità.

Sostanzialmente la norma dice che il debitore che ha pagato non puo chiedere la restituzione

perche è incapace. Per sapere che tipo di capacita (naturale o d'agire) mi serve io devo

ragionare sul fatto che si parla di un pagamento, e devo capire che tipo di atto è il pagamento

che è un pagamento giuridico in senso stretto, quindi per compiere validamente un pagamento

mi serve la capacita naturale → in questa norma si parla di incapacita LEGALE, lo potra

impugnare solo in caso ci sia l'incapacita naturale. Il debitore deve avere la CAPACITA

NATURALE perche il pagamento è un atto giuridico in senso stretto.

QUINDI se il debitore fa la prestazione dovuta IO posso impugnare il pagamento e chiedere se

venga invalidato solo se dimostro di essere incapace naturale.

CREDITORE

Per quanto riguarda il , dobbiamo distinguere la legittimazione a ricevere e la

capacita a ricevere.

(Articolo 1190 : Il pagamento fatto al creditore incapace di riceverlo non libera il debitore, se

questi non prova che ciò che fu pagato è stato rivolto a vantaggio dell'incapace ) → si ricava

che il creditore abbia la capacita D'AGIRE. Pero il creditore non è l'unico soggetto che puo

ricevere il pagamento, ma puo essere legittimamente eseguito nelle mani di altri soggetti, quali

:  Rappresentante → soggetto che ha potere di agire in nome e per conto del creditore.

 Persone autorizzate dal giudice, dalla legge o dal creditore stesso.

Cosa succede se io pago a un creditore INCAPACE (di agire o legale) , a meno che non si

dimostri (che il debiotore non dimostri cio) che il pagamento sia entrato nel patrimonio del

creditore incapace ? Non ha effetto liberatorio per il debitore.

Torniamo a parlare della LEGITTIMAZIONE (potere di eseguire e ricevere la prestazione con

effetto liberatorio del creditore). Ritorniamo all'articolo 1180 e abbiamo detto che

l'adempimento del terzo è ammesso, e quindi chiunque puo pagare obbligazione altrui.

Puo il creditore rifiutare il pagamento da terzi ?

La regola è NO, NON PUO RIFIUTARE, salvo due eccezzioni , 2 situazioni che puo rifiutare

l'adempimento del terzo. Di regola non lo puo rifiutare perche chiunque per legge è legittimato.

Queste due eccezioni sono quando :

1) C'E' UN OBIETTIVO INTERESSE DEL CREDITORE ALL'ESECUZIONE DEL DEBITORE → si

tratta di un'ipotesi in cui le qualita personali del debitore incidono sul contenuto della

prestazione/esecuzione (se io faccio un contratto con medico, avvocato ecc, il fatto che

mi curi il medico A piuttosto che il medico B fa la differenza), allora in queste situazioni

il creditore è legittimato a rifiutare l'adempimento del terzo. Se è un'obbligazione

pecuniaria non cambia nulla ad esempio, per se io voglio un quadro da tizio e me lo fa

caio allora cambia.

2) C'E' L'OPPOSIZIONE DEL DEBITORE → io mi offro di pagare a caio i 10 euro di tizio ma

tizio non vuole, allora caio PUO rifiutare l'adempimento fatto da me a carico dei tizio.

Attenzione il creditore PUO RIFIUTARE , NON è OBBLIGATO a rifiutare.

In queste 2 situazioni il creditore PUO rifiutare, ma non è obbligato.

(articolo 1180 : L'obbligazione può essere adempiuta da un terzo, anche contro la volontà del

creditore, se questi non ha interesse a che il debitore esegua personalmente la prestazione.

Tuttavia il creditore può rifiutare l'adempimento offertogli dal terzo, se il debitore gli ha

manifestato la sua opposizione.) → anche se il creditore non è d'accordo non importa perche la

legittimazione a pagare spetta a chiunque, a meno che se interviene un altro soggetto a

pagare incide sul contenuto della prestazione allora il creditore puo rifiutare l'adempimento dal

terzi. Cosi come puo rifiutare se il debitore ha manifestato la sua opposizione.

Torniamo dall parte del DEBITORE.

COSA SUCCEDE SE IO PAGO A UN SOGGETTO NON LEGITTIMATO ? Il debitore non è liberato

(REGOLA GENERALE) perche manca un requisito soggettivo dell'inadempimento. Anche se ci

sono delle eccezzioni :

 IL PAGAMENTO AL CREDITORE APPARENTE : cioè il pagamento a colui che appare

legittimanto a ricevere ma non lo è, ad esempio questo appare legittimato perche si

presenta con la ricevuta che gli ha fatto il creditore. In questo caso succede che se il

debitore dimostra di essere stata in buona fede soggettiva allora il pagamento ha

effetto liberatorio (quindi se io pago a un soggetto non legittimato, ma che appare

legittimato in base a circostanze univoche e ho agito in buona fede ignorando di ledere

la posizione del vero creditore, allora questo pagamento ha efficacia liberatoria);

 uno strumento con cui si sana

IL CREDITORE RATTIFICA QUEL PAGAMENTO : la ratifica è

a posteriori un difetto di legittimazione , cioè un atto con cui il creditore legittima ex post

il soggetto che ha ricevuto il pagamento → leggittimo ora per qualcosa che è successo

prima.

 QUANDO IL CREDITORE HA OTTENUTO LA PRESTAZIONE COMUNQUE : approfittamento

nel senso che si dimostra che la prestazione è arrivata nel patrimonio del creditore

anche se l'adempimento è avvenuto nelle mani di un soggetto non leggittimato.

(Articolo 1188 : Il pagamento deve essere fatto al creditore o al suo rappresentante ovvero

alla persona indicata dal creditore o autorizzata dalla legge o dal giudice a riceverlo.Il

pagamento fatto a chi non era legittimato a riceverlo libera il debitore, se il creditore lo ratifica

o se ne ha approfittato ) → l'indicazione di pagamento è lo strumento con cui si autorizza un

soggetto a ricevere un pagamento. Il secondo comma parla della ratifica cioè se interviene con

una legittimazione ex post oppure se il creditore se ne è approfittato e quindi è riuscito a

recuperare l'oggetto della prestazione.

(Articolo 1889 : Il debitore che esegue il pagamento a chi appare legittimato a riceverlo in

base a circostanze univoche, è liberato se prova di essere stato in buona fede. Chi ha ricevuto il

pagamento è tenuto alla restituzione verso il vero creditore, secondo le regole stabilite per la

ripetizione dell'indebito.) → le circostanze univoche ci devono essere, non possono pensare che

sia legittimato il fratello del mio creditore semplicemente perche è suo fratello (esempio mi

sono sempre rapportanta con un certo rappresentante e non so che lui è stato licenziato e

continuo a rapportarmi con lui).

INADEMPIMENTO

L'inadempimento è la mancata o inesatta esecuzione della prestazione . Se è vero che

l'adempimento è l'esatta esecuzione della prestazione dovuta va da se che l'inadempimento

sia la mancanza o inesatta esecuzione della prestazone dovuta. Gli articoli sono i 1218 e

seguenti e ho precisato l'illecito cosidetto contrattualo o inadempimento.

L'inadempimento lo classifichiamo come atto umano illecito (no lecito), ed è contrattuale da

inadempimento.

Si dice illecito cosiddetto contrattuale e non semplicemente illecito contrattuale perchè l'illecito

cosiddetto contrattuale si ha quando violi un diritto relativo (esempio il diritto di credito cioè il

diritto ad un prestazione).

Dal punto di vista nozionistico, capisco se io devo applicare la disciplina degli articoli 2043 e

seguenti invece che la disciplina del 1218, perche nel primo caso viene violato un diritto

ASSOLUTO che puo essere un diritto della persona o un diritto reale, mentre nel secondo caso

viene violato un diritto RELATIVO come ad esempio il diritto di credito, i diritti potestativi →

ILLECITO COSIDDETTO CONTRATTUALE

quindi viene detto perchè stiamo parlando di

inadempimento per la mancata o inesatta esecuzione della prestazione e nel titolo primo che

riguarda le obbligazioni generali, cioè tutte le disposizioni che si applicano ai rapporti

obbligatori indipendentemente dalla fonte, cosiddetto contrattuale invece perche il diritto

relativo violato non necessariamente deriva da questo. Siamo nel titolo primo, libro quarto che

riguarda le obbligazioni generali , quindi l'illecito civile da inadempimento (articoli 1218 e

seguenti), si applica in tutti i casi in cui viene violato un diritto relativo, in tutti i casi in cui non

viene adempiuta una prestazione, indipendentemente dalla fonte. Quindi il mancato

pagamento del corrispettivo della compravendita è disciplinato come mancato pagamento dei

100 euro che si deve pagare in caso in cui si è compiuta l'attivita contemplata nel

La disciplina degli aritcoli 1218 e seguenti è la disciplina che si applica in tutti i

compromesso.

casi di cui non c'è adempimento della prestazione, indipendentemente dalla fonte dell'obbligo,

indipendentemente dall'obbligazione inadempiuta.

L'inadempimento puo essere di due tipi (classificazione generale) :

 ASSOLUTO → quando l'inadempimento è definito e irreversibile ( Devo consegnare un

quadro a tizio e non le lo consegno per qualsiasi motivo, non ci interessa il motivo). La

disciplina è quello dell'articolo 1218 e il creditore fa pretendere l'esecuzione coattiva e

se non possibile ci sara il risarcimento del danno da inadempimento.

 RELATIVO → riguarda la prestazione inesatta sotto il profilo temporale, nel senso che

l'adempimento è ancora possibile ma si paga in ritardo. In questo caso la disciplina è

quello dell'articolo 1219 che riguarda l'istituto della mora del debitore, e anche in

questo caso ci sara non solo il risarcimento danni per inadempimento (dal momento che

l'adempimento è ancora possibile) ma si potra chiedere l'adempimento e il risarcimento

dei danni subiti a causa del ritardo.

In termini estremamente generici, le conseguenze sono : se il debitore è responsabile di questo

inadempimento dovra risarcire i danni (sorge in capo al creditore un risarcimento dei danni), e

viene calcolato in modo diverso se :

 la prestazione originaria è ancora possibile, il debitore dovra adempiere la prestazione

originaria e la prestazione risarcitoria si affianca a quella originaria,

 Se invece l'originaria non è piu possibile, oppure il creditore non ha piu interesse in un

adempimento tardivo, allora la prestazione risarcitoria si sostituisce a quella originale.

QUANDO IL DEBITORE è RESPONSABILE DELL'INADEMPIMENTO ?

(Articolo 1218 : Il debitore che non esegue esattamente la prestazione dovuta è tenuto al

risarcimento del danno, se non prova che l'inadempimento o il ritardo è stato determinato da

impossibilità della prestazione derivante da causa a lui non imputabile) → norma chiave. Che

non esegue esattamente puo essere che non esegue affatto o che esegue ma in modo non

corretto. Oltre a questo la norma vuol dire che se tizio non paga è tenuto al risarcimento del

L'IMPOSSIBILITA LIBERATORIA

danno, se non prova quella che viene provata , cioè che

l'indempimento è stato determinato da impossibilità della prestazione derivante da causa a lui

non imputabile e questo fa si che il debitore non debba risarcire nulla e il vincolo si scioglie. Il

QUANDO SI HA IMPOSSIBILITA LIBERATORIA ?

problema è : (cioè quando il debitore si libera

senza conseguenze risarcitorie) Nei primi anni del cc questa disposizione era interepretata in

modo rigido, quindi si parlava di impossibilita liberatoria solo quando l'impossibilita presentava

2 requisiti , cioè doveva trattarsi di impossibilita :

 OGGETTIVA : che nessun debitore sarebbe in grado di adempiere, quindi non è un

problema del debitore tizio piuttosto che il debitore caio, ma è un'impossibilita di tipo

oggettivo, cioè un'ostacolo che nessun debitore sarebbe in grado di poter superare.

 e ASSOLUTA : cioè che nessun debitore con nessun tipo di sforzo sarebbe in grado di

adempiere all'obbligazione (es devo consegnare un quadro , c'è il terremoto, va

distrutto il locale con il quadro da consegnare dentro , questa è un'impossibilita

oggettiva e assoluta).

Il problema è che questa teoria era estremamente rigida, quindi rende il debitore responsabile

anche nel caso in cui abbia assunto un comportamento senza colpa, anche se si è comportato

in modo diligente. Quindi si è superata questa interpretazione estremamente rigida ? Leggendo

l'articolo 1218 con (articolo 1176 : Nell'adempiere l'obbligazione il debitore deve usare la

diligenza del buon padre di famiglia. Nell'adempimento delle obbligazioni inerenti all'esercizio

di un'attività professionale, la diligenza deve valutarsi con riguardo alla natura dell'attività

esercitata ) che è la norma che ci indica la regola comportamentale , che ci indica il

comprtamento che deve assumere il debitore che deve adempiere l'obbligazione. Dice che il

debitore si deve comportare in modo diligente.

Da questi 2 articoli ricavo che l'IMPOSSIBILITA LIBERATORIA è una impossibilita non derivante

da colpa del debitore, quindi un'ostacolo che non è superabile con uno sforzo diligente medio,

ostacolo che non deve essere provocato dal debitore ovviamente. 2 novembre 2016

RIPRENDIAMO IL DISCORSO dall' (Articolo 1218 : Il debitore che non esegue esattamente la

prestazione dovuta è tenuto al risarcimento del danno, se non prova che l'inadempimento o il

ritardo è stato determinato da impossibilità della prestazione derivante da causa a lui non

imputabile) parliamo di inadempimento. Si parla di illecito cosiddetto contrattuale da

inadempimento e si propone tutte le volte in cui c'è mancanza o inesatta esecuzione delle

prestazione. Siamo nel titolo I e libro IV e nell'ambito della disciplina generale delle

obbligazione. Si dice illecito cosiddetto contrattuale perche questa disciplina si applica in tutti i

casi in cui non viene o non viene esattaemente adempiuto un diritto di tipo relativo (esempio

diritto di credito) a prescindere dalla fonte.

Questo articolo si applica a qualsiasi inadempimento sia questo sia ASSOLUTO (quando non c'è

spazio per un inadempimento tardivo, il debitore non eseguira la prestazione dovuta, e

applicando l'articolo 1218 dovranno essere risarciti i danni derivati dall'inadempimento) che

RELATIVO (quando la prestazione non è stata eseguita nei termini ma è ancora possibile

un'esecuzione della prestazione anche se tardiva; in questo caso oltre all'articolo 1218 devo

guardare come si costituisce in mora il debitore, secondo le modalita prescritte dall'articolo

1219 , e anche in questo caso abbiamo un risarcimento per danni da ritardo e non da

inadempimento), mentre nel caso di inadempimento assoluto la prestazione risarcitoria si

sostituisce a quella originaria, in quello relativo la prestazione risarcitoria si affianca alla

prestazione dovuta e quindi l'ammontare del risarcimento varia a seconda che

l'inadempimento sia assoluto che devo risarcire il danno che il creditore subisce a causa della

mancanza assoluta dell'adempimento, o che sia relativa dal momento che la prestazione verrà

eseguita, seppur tardivamente, quindi in risarcimento sara inferiore (dal momento che i danni

risarciti sono solo quelli per il ritardo).

L'articolo 1218 parte dalla premessa che se il debitore non esegue la prestazione dovuta, deve

risarcire il danno. Tutto questo se non prova che l'inadempimento o il ritardo sia derivato da

IMPOSSIBILITA LIBERATORIA

cause a lui non imputabile; cio significa , cioè che se il

debitore riesce a dimostrare queste situazioni si libera dal diritto obbligatorio senza dover

risarcire il danno. → se il debitore non paga deve risarcire il danno a meno che non dimostri la

cosiddetta impossibilita liberatoria che gli permette di liberarsi dal vincolo (nulla piu deve al

creditrore), il vincolo si estingue e il debitore non deve piu risarcire nulla. Quindi il debitore non

è responsabile dell'inadempimento.

IMPOSSIBILITA LIBERATORIA → ci sono due concetti : 1) prestazione impossibile 2) derivante da

cause a lui non imputabile. Questa definizione è stata oggetto di due diverse interpretazioni :

1. interepretazione : l'impossibilita liberatoria era intesa come l'identificazione

dell'impossibilita oggettiva e assoluta, cioè si doveva creare una situazione tale per cui

nessun debitore avrebbe potuto adempiere, quindi l'ostacolo prescendeva dalla

sitazione personale del debitore e sopratutto nessun debitore sarebbe in grado di

adempiere con nessuno sforzo possibile → nessun oggetto di diritto, neanche con il

massimo grado di diligenza o con il massimo sforzo avrebbe potuto adempiere quella

prestazione. Questa impossibilita oggettiva e assoluta che veninva ad identificare

l'impossibilita liberatoria con il caso fortuito e la forza maggiore , quindi con situazioni

del tutto estranei alla sfera di controllo del debitore (eventi temporali) e in capo al

debitore c'era una responsabilita di tipo oggettiva, del tutto indipendentemente dalla

colpa del debitore.

2. Interpretazione : ( articolo 1176 : 1) Nell'adempiere l'obbligazione il debitore deve

usare la diligenza del buon padre di famiglia. 2) Nell'adempimento delle obbligazioni

inerenti all'esercizio di un'attività professionale, la diligenza deve valutarsi con riguardo

alla natura dell'attività esercitata ) → è la norma che ci descrive il comportamento che

deve assomere il debitore nell'adempiere alla prestazione , e ci dice che il debitore deve

comportarsi in modo DILIGENTE, deve usare la diligenza del buon padre di famiglia, la

diligenza dell'uomo medio. Nell'eseguire la prestazione posso pretendere dal debitore

che utilizzi un comportamento che normalmente si puo pretendere per l'esecuzione di

quella prestazione, e dice che il debitore deve eseguire la prestazione, deve impiegare

quelle risorse e quei mezzi che normalmente sono necessari per eseguire quel tipo di

prestazione e che normalmente si possono pretendere dall'uomo medio. È un criterio

astratto e poi sara il giudice nel caso concreto il parametro a cui rapportare il soggetto

debitore, è chiaro che la professionalita che si puo pretendere da un medico generico è

diverso da un cardiologo esempio, quindi anche in concetto di uomo medio è in concetto

che varia a seconda della prestazione richiesta e in relazione anche alla qualifica del

soggetto che compie la prestazione (ce lo dice nel 2 comma).

l'articolo 1218 come si legge

Alla luce da quanto prescritto dall'articolo 1176 , ? Che il debitore

che non esegue la prestazione deve risarcire il danno, se non prova che questa impossibilita

deriva da cause a lui non imputabili, cioè che si è verificato unìostacolo che non è superabile

con la diligenza media /ordinaria diligenza. Se il debitore dimostra che ha assunto un

comportamento diligente e cio nonostante l'esecuzione della prestazione non è stato possibile ,

il debitore non puo considersi responsabile dell'inadempimento.

 L'articolo 1176 dice che il debitore si deve comportare in modo diligente

 L'articolo 1218 dice che il debitore deve risarcire il danno se non prova di essersi

comportato in modo diligente (impossibilita della prestazione derivante da

impossibilita non imputabile)

criteri di distribuzione della responsabilita

I sono due :

 IMPOSSIBILITA DELLA PRESTAZIONE → la prestazione è impossibile quando non puo

essere eseguita utilizzando la diligenza richiesta, e la diligenza è quella dell'uomo medio

(articolo 1176) , quindi questo ostacolo per la prestazione non è superabile con la

diligenza del buon padre di famiglia (es incendio che distrugge il quadro). Ma non basta

questo per vedere se c'è responsabilita o impossibilita liberatoria, ma è necessario che

questa impossibilita della prestazione, questo ostacolo non sia imputabile al

debitore....

 IMPUTABILITA → cioè il debitore deve dimostrare che l'ostacolo non è stato da lui

provocato. Un'ostacolo che non deve essere superabile con la normale diligenza ma che

non deve neanche essere provocato dal debitore (es il quadro si brucia da un incendio

provocato da un incendio fatto dal debitore).

Questi sono due criteri sono estremamente collegati, infatti devo appunto verificare che

l'ostacolo sia superabile con l'ordinaria diligenza e se lo è, il debitore è responsabile e quindi

deve risarcire il danno; se invece l'ostacolo non è superabile con la diligenza del buon padre di

famiglia allora devo verificare che non sia stato da lui provocato l'ostacolo, e se riesco in

questa seconda verifica allora c'è IMPOSSIBILITA LIBERATORIA, quindi il vincolo si estingue

senza alcuna conseguenza risarcitoria a capo del debitore.

SINTESI : il debitore è responsabile e l'inadempimento è imputabile solo se l'ostacolo, da lui

non provocato,è superabile con la diligenza media. Sicuramente è responsabile se l'ostacolo è

da lui provocato.

Nel momento in cui dico che il debitore è responsabile se c'è un'ostacolo non superabile con

l'ordinaria diligenza, dico che il debitore è responsabile se l'ostacolo è superabile con la

diligenza, quindi se c'è un'ostacolo superabile con la diligenza media e io sono inadempiente,

vuol dire che ho assunto un comportamento NON DILIGENTE e tale comportamento è COLPA,

quindi la responsabilita del debitore è una responsabilita ancorata al criterio della colpa; il

debitore risponde perchè è in colpa e quindi perche non è stato diligente. È una

RESPONSABILITA PER COLPA → in materia di inadempimento il debitore risponde solo se è

in colpa, solo se non è stato diligente.

Di fronte all'INADEMPIMENTO le opzioni sono due :

 o c'è impossibilita liberatoria → quando ci sono questi due criteri : un'ostacolo non

provocato dal debitore e non superabile con la normale diligenza;

 o c'è resonsabilita per colpa → quando l'ostacolo è stato provocato dal debitore (non

ricorre il presupposto della causa non imputabile) oppure se l'ostacolo non è stato da lui

provocato ma è superabile con l'ordinaria diligenza.

Il tutto ruota attorno alla presenza della diligenza, all'osservanza del criterio della diligenza

media o alla inosservanza di tale criterio di diligenza media, ossia la colpa.

L'articolo 1218 ci dice dell'altro, e quindi bisogna mettere in evidenza che se il debitore non

riesce a dimostare che l'ostacolo non è stato da lui provocato, allora lui sara responsabile ? Si

parla di PRESUNZIONE DI COLPEVOLEZZA, è il debitore che deve dimostrare il suo

comportamento diligente, quindi di non aver agito ne con dolo ne con colpa (se tizio non mi

consegna il quadro è tizio che deve dimostare la sua non colpa) ; mentre nell'illecito extra-

contrattuale vale la regola opposta, infatti se io do un pungo a tizio, è tizio che deve dimostrare

la colpa dell'autore dell'illecito (è colui che chiede i danni che deve dimostrare la colpezza di

colui che si ritiene essere autore del danno); nel rapporto obbligatorio si presume invece la

colpevolezza dell'autore dell'illecito contrattuale che è il debitore, non è una differenza da poco.

Se il debitore non difende il suo diritto o se non riesce a fornire una prova contraria a questa

presunzione di colpevolezza, allora il debitore sara condannato al risarcimento del danno (è

considerato responsabile).

C'è una presunzione di colpevolezza, e non si è parlato solo di colpa. Questo perche

colpevolezza e colpa non sono la stessa cosa :

 la colpa è una forma di colpevolezza

 la colpevolezza, invece, indica la situazione con cui ha aguto il debitore o un soggetto.

La colpevolezza puo consistere in un comportamento :

colposo → la colpa è il contrario della diligenza media ed è quel comportamento

 negligente , imprudente. Si è assunta una prestazione senza averne le competenze

(forma meno grave di colpevolezza)

doloso → il dolo è la forma piu grave di colpevolezza, infatti è coscienza e volonta del

 fatto lesivo ( non ti pago perche non voglio pagarti) → forma piu grave di

colpevolezza.

Quindi c'è questa presunzione di colpevolezza, prevista dall'articolo 1218 ( che non

riscontriamo nell' (articolo 2043 : Qualunque fatto doloso o colposo che cagiona ad altri un

danno ingiusto, obbliga colui che ha commesso il fatto a risarcire il danno. ) perche la è la

vittima che deve dimostare la colpevolezza di colui che afferma essere il creatore del danno;

nell'illecito cosidetto contrattuale è il debitore che deve dimostare la NON colpa, cioè che

aveva assunto un comportamento diligente)

Finiamo il discorso della responsabilita con altre due considerazioni :

 la prima sempre legata alla presunzione di colpevolezza, per cui restano a carico del

debitore tutte le circostanze ignote. Laddove il debitore non è in grado di superare

questa presunzione di colpevolezza è per forza responsabile (si presume la sua

responsabilita, si presume la sua colpevolezza). Tutte le circostenze ignote restano a

carico del debitore.

 Altro aspetto è che la responsabilita del debitore è una responsabilita per colpa

(leggendo i due articoli che abbiamo analizzato fino ad ora) e il debitore è responsabile

laddove non dimostra di aver agito in modo diligente, laddove non fornisce la prova

dell'impossibilita liberatoria , quindi è una responsabilita per colpa che supera la

responsabilita oggettiva a cui si era ancorati alla lettura letterale dell'articolo.

Teniamo pero presente che ci sono comunque due ipotesi in cui si configura sempre e solo una

responsabilita oggettiva a carico del debitore, cioè ci sono due situazioni in cui il debitore è

responsabile nonstante lui abbia assunto un comportamento diligente, ci sono 2 criteri dove il

criterio della responsabilita per colpa non trova ubicazione, ma trova ubicazione la

responsabilita oggettiva (responsabilita che si prescinde dalla colpa o dalla non colpa del

debitore) , e queste 2 ipotesi sono :

Obbligazioni che hanno per oggetto cose generiche

1. → nelle obbligazioni

generiche, il debitore in caso di inadempimento è sempre responsabile perche si parte

dal presupposto per cui l'intero oggetto non perisce mai, è sempre possibile adempiere

una prestazione generica. Le obbligazioni generiche sono obbligazioni che hanno per

oggetto cose generiche (es obbligazioni pecuniarie) → si configura una responsabilita di

tipo OGGETTIVO, e quindi chi è responsabile di un'obbligazione generica non puo mai

invocare l'impossibilita liberatoria, quindi puo accadere che in situazioni particolari

(situazioni in cui ci sono catastrofi naturali esempio) ci puo essere una sospensione dei

termini di pagamento, pero serve il provvedimento dell'autorita governativa, statale.

Responsabilita per fatto degli ausiliari

2. : (Articolo 1228 : Salva diversa volontà

delle parti, il debitore che nell'adempimento dell'obbligazione si vale dell'opera di terzi,

risponde anche dei fatti dolosi o colposi di costoro ) → qui c'è una responsabilita

oggettiva perche se si pensa ad un datore di lavoro che ha impiegati e si avvale della

collaborazione di questi per eseguire determinate operazioni; in caso di inadempimento,

anche se il comportamento è imputabile a un comportamento colposo o doloso di un

collaboratore, il debitore principale, nei confronti del creditore, è comunque

responsabile. Quindi c'è una responsanbilita oggettiva del debitore, nei rapporti con il

creditore, per inadempimento colposo o doloso di eventuali collaboratori di cui il

debitore decide di avvalersi per eseguire la prestazione, questo a prescindere dal

comportamento diligente o non diligente del debitore principale. Se i terzi assumono un

comportamento colpevole (doloso o colposo) e non eseguono correttamente la

prestazione dovuta , di questi inadempimenti è chiamato a rispondere il debitore dal

momento che non ha eseguito la prestazione ma ha deciso di avvalersi di altri soggetti.

→ Queste sono considerazioni generli che valgono sia per l'inadempimento definitivo che per

quello tardivo. Anche in caso di inadempimento relativo, laddove c'è un ritardo dal debitore, il

debitore deve rispondere alle conseguenze del ritardo laddove l'ostacolo che ha impedito

l'esecuzione puntuale della prestazione non è superabile con l'ordinaria diligenza e quindi le

considerazioni sono le stesse per l'inadempimento puntuale.

INADEMPIMENTO TARDIVO

ISTITUTO DELLA MORA DEL DEBITORE

(Cosa succede in caso di inadempimento tardivo ?) → prendo in considerazione l'istituo della

mora del debitore.

MORA DEL DEBITORE una situazione giuridicamente rilevante di ritardo imputabile

La è (se

tizio non paga entro una certa scadenza, normalmente per il solo fatto di non aver pagato non

è in mora, ma la mora per definizioe è il ritardo imputabile al debitore giuridicamente rilevante

e quindi che produce determinati effetti).

presupposti

I della mora sono 3 :

 la prestazione deve essere ESIGIBILE → cioè quando non c'è alcun termine , quando è

scaduto il termine a favore del debitore oppure quando si ha un termine a favore del

debitore. Se il termine è a favore del debitore, il creditore lo puo esigere solo una volta

scaduto; se il termine è a favore del creditore, questo puo esigere la prestazione anche

prima (disciplina del tempo di pagamento)

 il ritardo deve essere IMPUTABILE al debitore → cioè il ritardo deve essere dovuto a sua

colpa. Il ritardo deve essere dovuto a un'ostacolo imputabile al debitore oppure

tutelabile con l'ordinaria diligenza.

 Possibilita di attuazione.

Con questi 3 requisiti, si puo costituire in mora il debitore, e come si fa a costituire in mora il

debitore ? Come faccio a dire che il debitore è formalmente in mora ?

modalita

Per costituire in mora il debitore quindi ci sono due distinte :

1. MORA EX PERSONA → rappresenta la regola , per cui il debitore è costituito in mora

attraverso un'intimazione o una richiesta fatta per iscritto dal creditore al debitore.

Normalmente perche si possa parlare di debitore in mora, è necessario che il creditore

intimi il debitore di adempiere (sollecito di pagamento, itimazione di pagamento, e deve

essere fatto per iscritto). Questo è un atto giuridico in senso stretto perche l'alternativa

è il negozio giuridico, e la distinzione tra le due categorie sta nella volonta dell'effetto

giuridico (nell'atto giuridico in senso stretto il diritto rileva il comportamento umano,

cioè la volontarieta della condotta, ma gli effetti si producono ex legis. Gli effetti che

adesso vedremo si producono quindi anche se il creditore non ne è a conoscenza e

anche se il creditore non li vuole; lui potrà rinunciare a questi effetti, ma questi si

producono lo stesso → gli effetti sorgono automaticamente). Per compiere validamente

una atto giuridico in senso stresso serve la capacita naturale, ovvero quella di intendere

e di volere. Questa è la regola, che pero trova delle eccezzioni, ci sono situazioni di..

automaticamente

2. MORA EX RE → cioè situazioni in cui il debitore è in mora, senza che

occorra un'intimazione o una richiesta fatta per iscritto dal creditore. Questo

automatismo consiste nel fatto che non serve l'intimazione/sollecito scritta (NB). Questo

accade per tre ipotesi diverse (previste dal codice civile) :

 quando il debito deriva da fatto illecito → quindi non serve nessuna richiesta di

sollecito scritto;

 se il debitore ha dichiarato per iscritto che non ha nessuna intenzione di adempiere;

 se sono scaduti i termini dei debiti portabili → per debito portabile si intende un

debito che va adempiuto c/o il domicilio del creditore. È il debitore che deve attivarsi

per eseguire la prestazione presso il domicilio del creditore( i debiti sono portabili

nelle prestazion pecuniarie, e ci dice che la prestazione va adempiuta presso il

domicilio del creditore). Se noi leggiamo insieme (articolo 1219 : Il debitore è

costituito in mora mediante intimazione o richiesta fatta per iscritto. Non è

necessaria la costituzione in mora: 1) quando il debito deriva da fatto illecito; 2)

quando il debitore ha dichiarato per iscritto di non volere eseguire l'obbligazione; 3)

quando è scaduto il termine, se la prestazione deve essere eseguita al domicilio del

creditore. Se il termine scade dopo la morte del debitore, gli eredi non sono costituiti

in mora che mediante intimazione o richiesta fatta per iscritto, e decorsi otto giorni

dall'intimazione o dalla richiesta) + (articolo 1182 : Se il luogo nel quale la

prestazione deve essere eseguita non è determinato dalla convenzione o dagli usi e

non può desumersi dalla natura della prestazione o da altre circostanze, si

osservano le norme che seguono.L'obbligazione di consegnare una cosa certa e

determinata deve essere adempiuta nel luogo in cui si trovava la cosa quando

l'obbligazione è sorta.L'obbligazione avente per oggetto una somma di danaro deve

essere adempiuta al domicilio che il creditore ha al tempo della scadenza. Se tale

domicilio è diverso da quello che il creditore aveva quando è sorta l'obbligazione e

ciò rende più gravoso l'adempimento, il debitore, previa dichiarazione al creditore,

ha diritto di eseguire il pagamento al proprio domicilio.Negli altri casi l'obbligazione

deve essere adempiuta al domicilio che il debitore ha al tempo della scadenza )

risulta che le obbligazioni pecuniarie , che sono le piu diffuse, se è deciso il tempo di

adempimento, il debitore che non paga alla scadenza è automaticamente in mora.

Oltre a questi 3 casi di mora ex re previsti dal codice civile, si affincano anche i casi di mora ex

re previsti da leggi speciali, quali :

 i contratti di subfornitura;

 altro caso importante, nel caso di rapporti tra imprese, l'inosservanza del tempo di

pagamento, e quindi alla scadenza, il debitore è automaticamente in mora (questo

vale ora anche per le pubbliche amministrazioni).

effetti

Gli della costituzione in mora sono (NB) :

1. RISARCIMENTO DEI DANNI da RITARDO → il debitore eseguira la prestazione, ma dovra

anche risarcire i danni subiti dal creditore a causa del ritardo.

(perpetuatio obligationis)

2. AGGRAVAMENTO DEL RISCHIO → cioè nel momento in cui il

debitore è costituito in mora è considerato responsabile dell'inadempimento anche nel

caso in cui ci sia un'impossibilta della prestazione anche derivante da causa a lui non

imputabile, detto diversamente , il debitore costituito in mora risponde , quindi è tenuto

al risarcimento del danno e quindi considerato inadempiente, anche nel caso in cui si sia

verificato un'ostacolo superabile con l'ordinaria diligenza; quindi il debitore in mora non

puo invocare l'impossibilita liberatoria che normalmente estingue il vincolo liberando il

debitore senza conseguenze liberatorie; se questo evento si verifica dopo che il debitore

è stato costituito in mora (per intimazione o automaticamente), il debitore non la puo

invocare. (articolo 1221 :Il debitore che è in mora non è liberato per la sopravvenuta

impossibilità della prestazione derivante da causa a lui non imputabile, se non prova

che l'oggetto della prestazione sarebbe ugualmente perito presso il creditore.In

qualunque modo sia perita o smarrita una cosa illecitamente sottratta, la perdita di essa

non libera chi l'ha sottratta dall'obbligo di restituirne il valore ) → mi dice che se

l'ostacolo si verifica dopo che il debitore è stato costituito in mora, allora il debitore è

considerato inadempiente, e quindi responsabile di quell'inadempimento.

QUINDI la regola è che l'ostacolo non superabile con l'ordinaria diligenza estingue il vincolo e

libera il debitore senza conseguenze risarcitorie; se quell'ostacolo si verifica dopo la

costituzione in mora del debitore, allora grava sul debitore (risponde come se fosse un

inadempimento a lui imputabile). Il debitore in mora si libera solo se fornisce la piu gravosa

prova che il bene sarebbe andato comunque distrutto anche in caso di pagamento puntuale.

3. INTERRUZIONE DELLA PRESCRIZIONE ATTRAVERSO L'ATTO DI COSTITUZIONE IN MORA →

la prescrizione è un'istituto in cui l'inerte del tempo accompagnata all'esercizio del

diritto determina l'estinzione del diritto stesso. Termine ordinario 10 anni, ma esistono

anche tempi piu lunghi e piu brevi (il diritto di credito va esercitato entro 10 anni). Se io

dopo 6 anni costituisco in mora il debitore, allora questo atto di costituzione in mora

interrompe la prescrizione, e il termine utile ai fini della prescrizione si azzera (non è

come la sospensione che il termine trascorso prima si somma a quello percorso dopo).

La disciplina della mora del debitore non si applica :

 OBBLIGAZIONI NEGATIVE (quelle di non fare), perche non è possibile (articolo 1222 :Le

disposizioni sulla mora non si applicano alle obbligazioni di non fare; ogni fatto compiuto

in violazione di queste costituisce di per sé inadempimento );

 OFFERTA NON FORMALE DI ADEMPIERE (articolo 1220: Il debitore non può essere

considerato in mora, se tempestivamente ha fatto offerta della prestazione dovuta,

anche senza osservare le forme indicate nella sezione III del precedente capo, a meno

che il creditore l'abbia rifiutata per un motivo legittimo ). 7 novembre 2016

Abbiamo visto nella lezione precedente in quali casi non si puo applicare la disciplina della

mora del debitore per incompatibilita logica (per le obbligazioni negative e per le offerte non

formale di adempiere).

Vediamo adesso in cosa consiste l'offerta formale e quando quindi, di conseguenza, c'è l'offerta

non formale.

MORA DEL CREDITORE (ritardo imputabile al creditore)

La mora del creditore si ha quando :

 1 presuspposto → si ha quando si ha un ritardo ingiustificato nel ricevere la prestazione

da parte del creditore. Bisogna tenere presente che il debitore ha l'obbligo di eseguire la

prestazione, mentre il creditore non ha l'obbligo di ricevere la prestazione, ma ha

comunque l'onere di collaborare; cioè grava sul debitore l'obbligo di eseguire la

prestazione secondo le modalita concordate di tempo e di luogo; il creditore ha diritto di

ricevere la prestazione ma non è obbligato, tuttavia ha un onere, cioè ha l'onere di

collaborare con il debitore perche questo possa liberarsi dal vincolo obbligatorio e quindi

il creditore deve attivarsi per far qualcosa per liberare il debitore dal vincolo

obbligatorio. Quindi il primo presupposto perche si possa parlare di mora del creditore

quando il creditore rifiuta senza giustificato motivo di ricevere

(articolo 1206) è

la prestazione ; è vero che laddove non vengano osservati uno o piu dei requisiti

oggettivi del rendimento, il creditore è naturalmente legittimato a rifiutare

l'adempimento (esempio in caso di adempimento parziale)

 offerta formale

2 presupposto : → devono essere rispettati tutti i requisiti dell'articolo

2018. L'offerta formale puo avere due categorie :

 REALE :

 PER INTIMAZIONE :

 eventuale convalida giudiziale

3 presupposto : MORA DEL CREDITORE

Partiamo dalla nozione di (articolo 1206 : Il creditore è in mora

quando, senza il motivo legittimo, non riceve il pagamento offertogli nei modi indicati dagli

articoli seguenti o non compie quanto è necessario affinché il debitore possa adempiere

l'obbligazione ).

COME SI COSTITUISCE IN MORA IL CREDITORE ? Perche il ritardo sia imputabile al creditore il

procedimento è piu articolato e si articola appunto in piu fasi :

1 fase

OFFERTA FORMALE : vuole dire che devono essere rispettati tutti i requisiti dell'articolo 1208

ma che si concretizzano nel fatto che devono essere rispettati tutti i requisiti oggettivi e

soggettivi dell'adempimento con la presenza pero di un pubblico ufficiale. Ciò che conferisce un

aspetto formale all'offerta è il rispetto di tutti i requisiti oggettivi e soggettivi e la presenza di

un pubblico ufficiale : (articolo 1208 : Affinché l'offerta sia valida è necessario:1) che sia fatta

al creditore capace di ricevere o a chi ha la facoltà di ricevere per lui;2) che sia fatta da

persona che può validamente adempiere;3) che comprenda la totalità della somma o delle cose

dovute, dei frutti o degli interessi e delle spese liquide, e una somma per le spese non liquide,

con riserva di un supplemento, se è necessario;4) che il termine sia scaduto, se stipulato in

favore del creditore;5) che si sia verificata la condizione dalla quale dipende l'obbligazione;6)

che l'offerta sia fatta alla persona del creditore o nel suo domicilio;7) che l'offerta sia fatta da

un ufficiale pubblico a ciò autorizzato.Il debitore può subordinare l'offerta al consenso del

creditore necessario per liberare i beni dalle garanzie reali o da altri vincoli che comunque ne

limitino la disponibilità ). Se manca il pubblico ufficiale, allora abbiamo : OFFERTA NON

FORMALE DI PAGAMENTO, dove i requisiti oggettivi e soggettivi vengono comunque

rispettati, ma non consente di costituire in mora il creditore, ma produce un altro limitato

effetto, cioè è un forma di auto tutela del debitore cioè pur non costituendo in mora il creditore

evita che quest'ultimo possa costituirlo in mora. Quindi per costituire in mora un creditore

occorre partire da un'offerta formale di pagamento (ma non basta) che presenti tutti i requisiti

dell'articolo 1208 , diversamente l'offerta non formale tutela il debitore contro comportamenti

fraudolenti del creditore perche evita che il creditore possa costituire in mora il debitore.

L'offerta formale puo essere di due tipi, in relazione al tipo di prestazione che il debitore deve

eseguire e tale offerta (rispettando sempre tutti i requisiti dell'articolo 1208) puo essere :

 REALE : matarialmente si porta il bene oggetto della prestazione al creditore.

L'offerta è reale è quando l'obbligazione ha per oggetto titoli di credito, soldi

(obbligazione pecuniaria) oppure quando ha per oggetto beni mobili e si tratta di

obbligazione portabile che deve essere adempiuta presso il domicilio del creditore.

In questi 3 casi materialmente il debitore insieme al pubblico ufficiale si reca nel

luogo previsto dalle parti (in mancanza della legge) e materialmente effettua

l'offerta formale.

 PER INTIMAZIONE A RICEVERE : si invita il creditore a compiere quanto di sua

competenza per ricevere la prestazione e questa offerta si utilizza quando ha per

oggetto la consegna di cose mobili (in un luogo diverso dal domicilio del creditore),

quando ha per oggetto la prestazione di beni immobili e quando ha per oggetto

obbligazioni di fare (es per tinteggiare un locale). L'offerta è sempre solenne, puo

DIPENDE

essere reale o per intimazione e questa scelta dalla natura della

prestazione (dipende dall'oggetto della prestazione) .

Gli articoli del codice civile che parlano di questo argomento sono :

(Articolo 1209 : Se l'obbligazione ha per oggetto danaro titoli di credito ovvero cose

 mobili da consegnare al domicilio del creditore, l'offerta deve essere reale. Se si tratta

invece di cose mobili da consegnare in luogo diverso, l'offerta consiste nell'intimazione

al creditore di riceverle, fatta mediante atto a lui notificato nelle forme prescritte per gli

atti di citazione

(Articolo 1216 : Se deve essere consegnato un immobile, l'offerta consiste

 nell'intimazione al creditore di prenderne possesso. L'intimazione deve essere fatta nella

forma prescritta dal secondo comma dell'articolo 1209.Il debitore dopo l'intimazione al

creditore, può ottenere dal giudice la nomina di un sequestratario. In questo caso egli è

liberato dal momento in cui ha consegnato al sequestratario la cosa dovuta. )

(Articolo 1217 : Se la prestazione consiste in un fare, il creditore è costituito in mora

 mediante l'intimazione di ricevere la prestazione o di compiere gli atti che sono da parte

sua necessari per renderla possibile. L'intimazione può essere fatta nelle forme d'uso )

L'offerta formale serve per costituire in mora il creditore.

GLI EFFETTI DELLA MORA DEL CREDITORE che si producono dal giorno in cui il

creditore riceve l'offerta formale. Gli effetti sono :

a) RISARCIMENTO DEI DANNI : il ritardo nel cooperare puo danneggiare il debitore. Tutti i

danni e le spese che il debitore sopporta a causa di un rifiuto ingiustificato del creditore

devono essere a lui risarcite.

b) RISCHIO DI IMPOSSIBILITA SOPRAVVENUTA PER CAUSA NON IMPUTABILE : per capire

bene questo bisogna aver studiato bene i contratti a prestazioni corrispettive.

c) EVENTUALI FRUTTI NON PERCEPITI DAL DEBITORE (civili o naturali che siano) NON

DEVONO ESSERE CONSEGNATI AL CREDITORE .

d) SORGE UN DIRITTO POTESTATIVO DEL DEBITORE ALLA LIBERAZIONE COATTIVO DEL

CREDITO.

(Articolo 1207 : Quando il creditore è in mora, è a suo carico l'impossibilità della prestazione

sopravvenuta per causa non imputabile al debitore. Non sono più dovuti gli interessi né i frutti

della cosa che non siano stati percepiti dal debitore. Il creditore è pure tenuto a risarcire i danni

derivati dalla sua mora e a sostenere le spese per la custodia e la conservazione della cosa

dovuta.Gli effetti della mora si verificano dal giorno dell'offerta, se questa è successivamente

dichiarata valida con sentenza passata in giudicato o se è accettata dal creditore ) → gli

interessi sono frutti civili. Le spese e i danni correlati al ritardo dell'esecuzione della prestazione

devono essere risariciti.

2 Fase

Per costituire in mora il creditore è indispensabile l'offerta formale, pero non è sufficiente,

infatti l'offerta formale deve essere ACCETTATA dala creditore oppure in alternativa,

CONVALIDATA dal giudice, quindi se io oggi faccio l'offerta formale, questa non basta per

costituire in mora il creditore, questa deve essere anche accettata o in alternativa convalidata

dal giudice; nel momento in cui si verificano o l'accettazione o la convalida giudiziale, gli effetti

della mora si producono dal giorno dell'offerta. Se all'offerta reale segue l'accettazione del

creditore, con questa si conclude la procedura di costituzione in mora del creditore e con

l'accettazione si ha anche l'adempimento e quindi l'estinzione del diritto e anche la liberazione

del debitore.

Nel caso l'offerta non fosse accettata quindi ci deve essere la CONVALIDA DEL

 GIUDICE. La convalida del giudice e l'accettazione sono strumenti alternativi che

consentono di completare il procedimento per costituire in mora il creditore.

Accettazione e convalida fanno RETROAGIRE gli effetti di mora al giorno in cui è

stata fatta l'offerta formale.

Si è detto che se l'offerta è accettata, con questa si conclude l'iter per costituire in mora il

creditore, ma tale accettazione produce un'altro effetto, si estingue il vincolo e il debitore si

libera. Se c'è convalida del giudice si chiude l'iter ma il rapporto obbligatorio non si estingue,

quindi il debitore è ancora obbligato nei confronti del creditore e quindi il debitore non è

liberato e qui si prende in considerazione il terzo possibile effetto della mora del creditore

3 fase

DIRITTO POTESTATIVO DEL DEBITORE A LIBERARSI COATTIVAMENTE DAL VINCOLO : se

l'offerta non viene accettata si passa alla convalida giudiziale che chiude l'iter per costituire in

mora il debitore pero il vincolo obbligatorio non si è ancora estinto, quindi il debitore non si è

ancora liberato ma matura il diritto potestativo di questo alla liberazione coattiva (non si puo

pensare che il debitore sia vincolato fino a quando il creditore cambia idea e quindi si decida a

prendere la prestazione). La liberazione coattiva si effettua o con il DEPOSITO (beni mobili) o

con il SEQUESTRO (beni immobili); attenzione che per far si che si determini l'estinzione del

vincolo e la liberazione del debitore anche il deposito o il sequestro devono essere o accettati o

convalidati. La liberazione coattiva non è prevista per le obbligazioni di fare (quindi il debitore

resta vincolato suo malgrado) e quindi in questo caso si ha l'estinzione del vincolo e quindi la

liberazione del debitore quando :

 la prestazione diventa impossibile

 il creditore non ha piu interesse nell'esigere la prestazione

 prescrizione : quando decorre il termine prescritto dalla legge accompagnato dall'inerzia

del titolare.

(Articolo 1210 : Se il creditore rifiuta di accettare l'offerta reale o non si presenta per ricevere

le cose offertegli mediante intimazione, il debitore può eseguire il deposito. Eseguito il

deposito, quando questo è accettato dal creditore o è dichiarato valido con sentenza passata in

giudicato, il debitore non può più ritirarlo ed è liberato dalla sua obbligazione )

CRITERI DI QUANTIFICAZIONE DEI DANNI

Danni da inadempimento e possono essere ASSOLUTO (quando non si esegue piu la

prestazione), da ritardo (quando non si esegue puntualmente la prestazione, in caso di

inadempimento RELATIVO).

Cosa deriva da un INADEMPIMENTO IMPUTABILE , un debitore che non ha volutamente e

colposamente adempiuto, quindi non si è comportato in modo diligente e non ha superato la

presunzione di colpevolezza e non ha dimostrato l'impossibilita della prestazione derivante da

cause a lui non imputabile (impossibilita liberatoria)

L'articolo 1218 ci dice che se il debitore non esegue la prestazione dovuta deve risarcire i

danni, che possono essere da inadempimento o da ritardo (i criteri sono i medesimi ma

l'ammontare della somma sono diversi); l'inadempimento non estingue il vincolo è

l'inadempimento con impossibilita liberatoria che estingue il vincolo, ma se c'è inadempimento

il vincolo resta in piedi e il debitore rimane vincolato, ma se l'inadempimento è assoluto la

pretesa risarcitoria si sostituisce all'originaria, se è relativo invece la pretesa risarcitoria si

affianca a quella originaria ancora possibile.

COM'è TUTELATO IL CREDITORE IN CASO DI INADEMPIMENTO ? Una delle norme chiave è

 (articolo 2740 : 1) Il debitore risponde dell'adempimento delle obbligazioni con tutti i

suoi beni presenti e futuri. 2) Le limitazioni della responsabilità non sono ammesse se

non nei casi stabiliti dalla legge ) → il comma 1) significa che il patrimonio del debitore

(tutti i suoi beni presenti e futuri) rappresentano una garanzia generica per il creditore

perche in caso di inadempimento il creditore potra soddisfarsi su tutto il patrimonio del

creditore (secondo le regole del processo in eseguzione). Il patrimonio del debitore

rappresenta una garanzia generica per tutti i creditori;

 (articolo 2741 : I creditori hanno eguale diritto di essere soddisfatti sui beni del

debitore , salvo le cause legittime di prelazione. Sono cause legittime di prelazione i

privilegi, il pegno e le ipoteche ) principio della parita di trattamento tra i creditori nel

senso che tutti i creditori hanno il medesimo diritto di concorrere e di soddisfarsi sul

patrimonio del debitore; se il patrimonio non è sufficiente a soddisfare tutti i creditori, si

concorrerà in misura proporzionale e ciascuno avra diritto a una determinata

percentuale. Questo principio incontra delle eccezzioni, quindi le deroghe sono le cause

legittime di prelazione cioè sono quelle situazioni in cui un creditore ha diritto ha

diritto di soddisfarsi con preferenza rispetto agli altri creditori (creditori crirografari). Le

cause legittime di prelazione sono 3 e sono PEGNO, IPOTECA e PRIVILEGIO (accordata

dalla legge).

COSA DEVO RISARCIRE IO DEBITORE ?

Le componenti sono :

 DANNO EMERGENTE o PERDITA SUBITA : è il decremento patrimoniale che il creditore ha

subito a causa dell'inadempimento o al ritardo imputabile al debitore – la decurtazione

patrimoniale (diminuzione del patrimonio)

 LUCRO CESSANTE o MANCATO GUADAGNO : è il mancato incremento patrimoniale che

il creditore ha subito a causa dell'inadempimento o al ritardo imputabile al debitore.

L'ammontare dovuto si determina prendendo in considerazione 3 criteri di determinazione :

1. (articolo 1223 : Il risarcimento del danno per l'inadempimento o per il ritardo deve

comprendere così la perdita subita dal creditore come il mancato guadagno, in quanto

ne siano conseguenza immediata e diretta ) principio di casualita adeguata cioè

quei danni che sono la conseguenza , che derivano direttamente o indirettamente

dall'inadempimento del debitore. Per casualita ADEGUATA bisgona capire quali danni

sono da considerarsi tali (es tizio su un taxi si fa un incidente e viene ferito, va in

ospedale, l'ospedale prende fuoco e tizio muore; l'autista deve rispondere alle

conseguenze e danni da morte ? ) e quindi adeguata si ispira a un concetto di normalita,

cioè che il debitore è chiamato a risarcire tutte le conseguenze che normalmente quel

tipo di evento è idoneo a produrre, si ispira a un criterio della normalita → criterio

astratto e sara il giudice che con le circostanze contrate a cui sara sottoposto a

concretizzarlo.

2. Prevedibilita del danno : sotto questo profilo è importante un'idagine a opera del

giudice in merito al comportamento dell'inadempimento doloso o colposo da parte del

debitore. Secondo (articolo 1225: Se l'inadempimento o il ritardo non dipende da dolo

del debitore, il risarcimento è limitato al danno che poteva prevedersi nel tempo in cui è

sorta l'obbligazione ) se il debitore ha agito con COLPA (inosservanza della diligenza

media) il debitore deve risarcire solo i danni prevedibili nel momento in cui è sorto

l'obbligazione, se invece ha agito con DOLO (non ha adempiuto perche non voleva

adempiere) deve risarcire tutti i danni, sia quelli prevedibili che quelli non prevedibili.

ATTENZIONE ! Questo non si applica nell'illecito extracontrattuale, nel quale vanno

risarciti sempre tutti i danni che si sono verificati . Noi infatti abbiamo sempre parlato di

ellecito cosiddetto contrattuale.

3. Esclusione danni da negligenza del creditore (articolo 1227 : 1) Se il fatto

colposo del creditore ha concorso a cagionare il danno, il risarcimento è diminuito

secondo la gravità della colpa e l'entità delle conseguenze che ne sono derivate. 2) Il

risarcimento non è dovuto per i danni che il creditore avrebbe potuto evitare usando

l'ordinaria diligenza) 8 novembre 2016

MODI DI ESTINZIONE DELL'OBBLIGAZIONE DIVERSI

DALL'ADEMPIMENTO

Abbiamo visto che l'adempimento è l'esatta esecuzione della prestazione dovuta e gli effetti

tipici dell'adempimento sono : l'effetto estintivo del vincolo obbligatorio e la liberazione del

debitore. Il legislatore prevede altri strumenti per produrre quell'effetto estintivo proprio

dell'adempimento; metodi alternativi per produrre il medesimo effetto estintivo. Parliamo di

modi di estinzione dell'obbligazione e non del contratto dal momento che stiamo studiando la

disciplina dell'obbligazione e non del contratto, a prescindere dalla loro fonte.

È possibile che l'obbligazione si possaa estinguere attraverso altri modi, disciplinati dagli

articolo 1230 e seguenti , e possiamo dividerli in due categorie:

1) Modi satisfattivi: soddisfano l'interesse del creditore, e sono :

a) Prestazione in luogo dell'adempimento

b) Compensazione

c) Confusione

2) Modi non satisfattivi: non soddisfano l'interesse del creditore, e sono :

a) Novazione

b) Impossibilità sopravvenuta per causa non imputabile

c) Remissione

I modi satisfattori sono :

LA PRESTAZIONE IN LUOGO DELL'ADEMPIMENTO

Il luogo dell'adempimento non centra assolutamente nulla : NB

Partiamo dalla premessa che il debitore deve eseguire la prestazione e non puo

unilateralmente una prestazione diversa anche se ha un valore superiore, non puo farlo

unilateralmente ma puo chiedere al creditore di essere autorizzato a farlo, quindi LA

un contratto con cui il creditore

PRESTAZIONE IN LUOGO DELL'ADEMPIMENTO è proprio

autorizza il debitore a liberarsi eseguendo una prestazione diversa da quella originariamente

prevista. Se il creditore non è d'accordo, il debitore non puo modificare unilateralmente la

prestazione. Mantiene inalterata l'obbligazione originaria, che si estingue solo se e quando la

nuova prestazione è adempiuta → il vincolo obbligatorio resta in piedi e si estinguera quando la

diversa prestazione sara adempiuta. Dal punto di vista struttuale è un contratto, un accordo tra

creditore e debitore (rapporto tra 2 soggetti a contenuto patrimoniale), il debitore ha la facolta

di liberarsi eseguendo una prestazione diversa da quella originariamente prevista. Si colloca

nei MODI DI ESTINZIONE DELL'OBBLIGAZIONE DIVERSI DALL'ADEMPIMENTO perche essa

estingue il vincolo sempre con il soddisfacimento delle parti.

(Articolo 1197 : Il debitore non può liberarsi eseguendo una prestazione diversa da quella

dovuta, anche se di valore uguale o maggiore, salvo che il creditore consenta. In questo caso

l'obbligazione si estingue quando la diversa prestazione è eseguita. Se la prestazione consiste

nel trasferimento della proprietà o di un altro diritto, il debitore è tenuto alla garanzia per

l'evizione e per i vizi della cosa secondo le norme della vendita salvo che il creditore preferisca

esigere la prestazione originaria e il risarcimento del danno.In ogni caso non rivivono le

garanzie prestate dai terzi )

LA COMPENSAZIONE

La compensazione è un modo di estinzione delle obbligazioni diverso dall'adempimento a

carattere satisfattorio , e consiste nell'estinzione dei reciproci rapporti obbligatori intercorrenti

fra gli stessi soggetti. Presuppone che uno stesso soggetto sia creditore e debitore

contemporaneamente di uno stesso soggett (Esempio : Tizio deve 100 a Caio, Caio deve 60 a

Tizio, basta che Tizio dia 40 a Caio) → presupposto della reciprocità (tizio e caio sono creditori e

debitori dell'uno e dell'altro. Presuppone una pluralita di rapporti obbligatori tra gli stessi

soggetti e sono reciprocamente debitore e creditore. Gli stessi soggetti sono reciprocamente

debitori e creditori uno dell'altro, e tra questi intercorrono una pluralita di rapporti obbligatori

Presupposto generale della compensazione è l'autonomia dei

derivanti da fonti distinte →

debiti, nel senso che essi devono derivare da fonti distinte . (Esempio tizio deve 50 euro a caio

ogni mese quindi tizio è debitore di caio di 50 euro al mese per un contratto di locazione;, caio

perde il cellulare e promette 100 euro a chi lo ritrova, e lo ritrova proprio tizio quindi caio deve

100 euro a tizio quindi TIZIO è debitore di 50 euro e creditore di 100 euro; quindi abbaimo due

rapporti obbligatori, uno nascente da un contratto di locazione dove deriva un diritto personale

di godimento; altro rapporto che intercorre è quello di promessa unilterali. La reciprocita sotto

il profilo oggettivo e l'autonomia delle fonti sono i presupposti necessari perche possa operare

RECIPROCITA OGGETTIVA AUTONOMIA DELLE FONTI.

l'istituto della compensazione → e

Vi possono essere tre tipi di compensazione:

1. Compensazione legale : è necessario che questi debiti e crediti reciproci derivanti da

fonti autonomi siano:

 omogenei → ossia sono beni fungibili e dello stesso genere. Sostanzialmente si

tratta di debiti pecuniari.

 liquidi → ossia sono determinati nel loro preciso ammontare

 esigibili → ossia che si puo pretendere il pagamento.

in quale momento si manifesta l'effetto estintivo ?

Ma la domanda è : Qui si confrontano 2

distinte tesi :

 è sufficiente la coesistenza di debiti e crediti con queste caratteristiche , cioè se

io ho debito percuniario nei confronti di tizio di 100 (scade 31 gennaio) e tizio ha

un credito di 300 euro (scade il 20 febbraio), si manifesta l'effetto estintivo per

70 euro il 20 febbraio cioè quando ci troviamo di fronte a due debiti crediti che

hanno tutte le caratteristiche richieste dall'ordinamento giuridico. (Articolo

1241 : Quando due persone sono obbligate l'una verso l'altra, i due debiti si

estinguono per le quantità corrispondenti, secondo le norme degli articoli che

seguono )

(Articolo 1243 , 1 comma : La compensazione si verifica solo tra due debiti che hanno per

oggetto una somma di danaro o una quantità di cose fungibili dello stesso genere e che sono

ugualmente liquidi ed esigibili )

(Articolo 1242, 1 comma : La compensazione estingue i due debiti dal giorno della loro

L'ESTIZIONE è l'effetto automatico della

coesistenza. Il giudice non può rilevarla d'ufficio ) →

coesistenza di debiti e crediti con tutte queste caratteristiche .

RILEVABILITA D'UFFICIO quando una determinata situazione puo essere fatta valere dal giudice

anche se nessuna delle parti della controversia ha formulato richiesta in questo senso. Se c'è

una rilevabilita d'ufficio vuol dire che il giudice puo pronunciarsi anche senza domanda di

parte, laddove il codice prevede l'irrilevabilita d'ufficio il giudice senza domanda non puo

pronunciarsi. non basta la mera coesistenza ma è necessario anche un atto

Altra tesi dice che

 di parte, cioè che una delle due parti deve comunicare all'altra che ha intenzione

di avvalersi dell'istituto della compensazione ; questo si ricava dall'articolo 1242

quando dice che Il giudice non può rilevarla d'ufficio la compensazione, e quindi

il fatto che lui non possa pronunciarsi indipendentemente ma solo su domdanda

si parte è indicativo del fatto che hai fini dell'estinzione, non ci puo essere solo la

coesistenza di debiti e crediti con tutte le caratteristiche ma serve anche una

dichiarazione di parte (è da considersi prevalente la tesi 1).

2. Compensazione giudiziale. Servono debiti e crediti reciproci derivanti da fonti

autonomi; devono essere omogenei, esigibili ma manca il requisito della liquidita, quindi

è pronunciata dal giudice, con sentenza costitutiva, quando in giudizio sia opposto in

compensazione un credito omogeneo ed esigibile, ma non ancora liquido, ma comunque

di pronta e facile liquidazione cioè il loro ammontare si individua sulla base di un calcolo

matematico, oppure in modo semplice. L'effetto estintivo si manifesta nel momento in

cui viene emanata la sentenza del giudice : in quel caso il giudice può dichiarare la

compensazione, anche parziale, purché il credito sia di facile e pronta liquidazione.

(Articolo 1243, 2 comma : Se il debito opposto in compensazione non è liquido ma è

di facile e pronta liquidazione, il giudice può dichiarare la compensazione per la parte

del debito che riconosce esistente, e può anche sospendere la condanna per il credito

liquido fino all'accertamento del credito opposto in compensazione) → La sentenza del

giudice è una sentenza costitutiva perche l'effetto estintivo non è automatico ma deriva

dalla sentenza.

SENTENZE

Le possono essere di 3 tipi :

 sentenza di condanna; avviene quando si condanna il soggetto chiamato in giudizio a

compiere qualcosa.

 sentenza dichiarativa (di mero accertamento); vuol dire che il giudice si limita ad

accertare qualcosa che c'è gia, situazione che si è gia verificata nella realta → il giudice

accerta giudizialmente una situazione che si è gia verificata nella realta. Con la

sentenza si accerta qualcosa di gia verificato.

 sentenza costitutiva ; il giudice con la propria pronuncia, modifica la realta. Con la

sentenza si crea qualcosa

3. Compensazione volontaria. Dal punto di vista strutturale è un ACCORDO (atto

necessariamente negoziale) tra debitore e creditore, è un contratto, e i presupposti sono

sempre che i debiti e crediti siano reciproci e derivanti da fonti autonomi, nulla di piu. È

un accordo, quando non ricorrono le condizioni per la compensazione legale o giudiziale.

In alcuni casi la compensazione volontaria è vietata. (Articolo 1252 : Per volontà delle

parti può aver luogo compensazione anche se non ricorrono le condizioni previste dagli

articoli precedenti. Le parti possono anche stabilire preventivamente le condizioni di tale

compensazione )

LA CONFUSIONE

La confusione si ha quando in capo a uno stesso soggetto di diritto si riuniscono , si confondono

la posizione di debitore e di creditore (Esempio : tizio stipula un contratto di mutuo con il padre,

il padre muore, e nel patrimonio c'era anche il credito del figlio, quindi tizio diventa sia

creditore che debitore, e quindi il rapporto obbligatorio si estingue per confusione).

I modi non satisfattori sono :

LA NOVAZIONE

La novazione è un contratto che ha un duplice effetto : uno estintivo nel senso che si estingue

il vincolo precedente e effetto costitutivo, ne crea uno nuovo in sostituzione. Mi serve

l'apporto di entrambi i soggetti. Quindi è un contratto con cui le parti sostituiscono

all'obbligazione originaria una nuova obbligazione: la vecchia obbligazione si estingue e il

debitore sarà tenuto esclusivamente ad adempiere la nuova.

La novazione è un contratto con cui si estingue un'obbligazione (non un contratto, mi

raccomando).

I requisiti essenziali per parlare di novazione sono due :

 aliquid novi

requisito oggettivo → è il cosiddetto o elemento di novita, cioè il nuovo

rapporto obbligatorio deve presentare almeno un elemento di novita rispetto a quello

precedente che si estingue. Con riferimento al tipo di novita, noi possiamo distinguere

due tipi di novazione :

 NOVAZIONE OGGETTIVA : quando cambia l'oggetto o il titolo, quindi il soggetto è

sempre lo stesso. Il nuovo rapporto ha un nuovo oggetto della prestazione (invece

che soldi si deve consegnare una macchina) oppure puo cambiare la causa (invece

che dare 200 euro per una rata, ma come affitto esempio). (Articolo 1230 :

L'obbligazione si estingue quando le parti sostituiscono all'obbligazione originaria

una nuova obbligazione con oggetto o titolo diverso.La volontà di estinguere

l'obbligazione precedente deve risultare in modo non equivoco)

 NOVAZIONE SOGGETTIVA : si dice soggettiva quando l'elemento di novita riguarda o

il soggetto attivo o quello passivo del rapporto obbligatorio (cambia o il debitore o il

creditore): puo essere attiva o passiva a seconda che cambi ilo creditore o il

debitore. (Articolo 1235 : quando un nuovo debitore è sostituito a quello originario

che viene liberato, si osservano le norme contenute nel capo VI di questo titolo-

Come si realizza una novazione soggettiva passiva ?

articolo 1278 ss). Tramite 3

diversi strumenti :

delegazione

 espromissione

 accollo

 nimus novandi

requisito soggettivo → è il cosiddetto a o l'intenzione di novare.

Novare vuol dire estingue e costituire un nuovo rapporto; se manca questo manca è che

la conseguenza non estinguo quello vecchio, ma ne creo solo uno uno che affianca

quello vecchio. L'animus novandi non deve essere espresso ma deve risultare in modo

inequivocabile che l'intento delle parti è quello di creare un rapporto nuovo in

sostituzione di quello precedente. (Articolo 1230, 2 comma :La volontà di estinguere

l'obbligazione precedente deve risultare in modo non equivoco )

→ quindi per aver novazione è importante che debitore e creditore si accordino, creino un

contratto con l'intento di estinguere il vecchio rapporto obbligatorio e crearne uno nuovo che si

differenzia dal precedente per almeno un elemento.

Se l'obbligazione originaria non esiste allora la novazione è nulla e non produce nessun effetto.

Se invece se l'obbligazione originaria è annullabile allora la novazione è efficace solo se il

debitore conosceva il rischio di annullamento dell'atto → CONVALIDA.

(Articolo 1234 : La novazione è senza effetto, se non esisteva l'obbligazione originaria.

Qualora l'obbligazione originaria derivi da un titolo annullabile, la novazione è valida se il

debitore ha assunto validamente il nuovo debito conoscendo il vizio del titolo originario )

14 novembre 2016

L'IMPOSSIBILITA SOPRAVVENUTA PER CAUSA NON IMPUTABILE

Facciamo riferimento a quella che noi chiamiamo impossibilita liberatoria cioè il debitore è

liberato senza alcuna conseguenza risarcitoria e la norma da cui dobbiamo partire è l'articolo

1218 che dice che il debitore che non esegue la prestazione dovuta deve risarcire il danno se

non prova che l'adempimento è dovuto dall'impossibilita dalle prestazione dovuta a cause a lui

non imputabili.

Questa impossibilita liberatoria viene contemplata anche nell' (articolo 1256 :

1)L'obbligazione si estingue quando, per una causa non imputabile al debitore, la prestazione

diventa impossibile. 2) Se l'impossibilità è solo temporanea, il debitore, finché essa perdura,

non è responsabile del ritardo nell'adempimento. Tuttavia l'obbligazione si estingue se

l'impossibilità perdura fino a quando, in relazione al titolo dell'obbligazione o alla natura

dell'oggetto, il debitore non può più essere ritenuto obbligato a eseguire la prestazione ovvero

il creditore non ha più interesse a conseguirla.) :

 1 comma : l'articolo 1218 ci dice che se c'è inadempimento sorge automaticamente

l'obbligo risarcitorio a meno che il debitore non dimostri impossibilita liberatoria e se

riesce a fornire questa prova liberatoria nond deve risarcire nulla; questo articolo pero

non ci dice qual'è la sorte del rapporto obbligatorio , perche nel momento in cui dico che

il debitore non deve risarcire nulla ed è liberato, non dico che fine fa questo rapporto

obbligatorio.; questo ce lo dice l'articolo 1256 → infatti precisa che l'impossibilita

liberatoria tale per cui povata il debitore non deve risarcire nulla, produce tale effetto di

estinzione del vincolo obbligatorio. Leggendo insieme i due articoli ricaviamo che : se il

debitore dimostra l'impossibilita liberatoria , il debitore non deve risarcire nulla e il

vincolo obbligatorio si estingue. L'articolo 1256 precisa, in aggiunta all'esclusione

dell'obbligo risarcitorio (art 1218) , che l'impossibilita estingue il vincolo. Il debitore non

deve risarcire nulla e non deve piu niente al creditore perche non c'è nessun vi ncolo →

è un metodo non soddisfatorio perche l'interesse del creditore non è soddisfatto

 2 comma : L'impossibilita puo essere solo temporanea, e anche questo si ricollega

all'articolo 1218 hce si parla di un ritardo senza conseguenze risarcitorie, traduce in una

impossibilita temporanea. Il debitore risponde da danni da ritardo solo se non è in grado

di vincere questa presunzione di colpevolezza, solo se non è in grado di dimostrare che

il ritardo deriva da cause a lui non imputabili (non superabile con l'ordinaria diligenza).

Se questa impossibilita temporanea si prolunga per un periodo tale per cui il creditore

non ha piu interesse ad un adempimento tardivo, o il debitore non si puo piu sentire

occupato nella prestazione, allora l'impossibilita temporanea determina l'estinzione del

titolo. Questo pero solo in base alle circostanze concrete in raleazione a quello che era

l'aspetto concreto. Normalmente l'impossibilita temporanea non ha un effetto estintivo ,

sospende, crea una sorta di situazione di coscienza, cioè il creditore non puo pretendere

nulla ; tuttavia , in relazione alle circostanze concrete e in relazione alla durata

dell'impossibilita temporanea, viene meno un'interesse del creditore ad un

adempimento tardivo, oppure non si puo piu ritenere il debitore obbligato, allora

quell'impossibilita anche se temporanea, determina l'estinzione del vincolo creditorio.

L'impossibilita parziale

puo essere anche solo , in questo caso la prestazione tenuta si

riduce proporzionalmente, per cui il debitore è tenuto a eseguire quella parte di prestazione

che è ancora possibile. L'impossibilita parziale non estingue il vincolo obbligatorio, ne modifica

l'oggetto, quindi il debitore deve eseguire la prestazione che è ancora eseguibile, sempre che il

creditore abbia interesse in un adempimento parziale. Laddove il creditore non abbia interese a

questo allora l'impossibilita estingue l'intero vincolo obbligatorio (anche se impossibilita

parziale) → (articolo 1258 : 1) Se la prestazione è divenuta impossibile solo in parte, il

debitore si libera dall'obbligazione eseguendo la prestazione per la parte che è rimasta

possibile. 2) La stessa disposizione si applica quando, essendo dovuta una cosa determinata,

questa ha subìto un deterioramento, o quando residua alcunché dal perimento totale della

cosa. ) .

Nel primo comma non si fa riferimento esplicito alle possibili ripercussioni di un'impossibilita

parziaria su l'intero vincolo obbligatorio, ma si ricava in via analogica, perche il principio di

base è lo stesso principio che abbiamo visto con l'imposibilita temporanea, quindi il non

rispetto delle modalita di esecuzione della prestazione e sotto il profilo quantitativo e

qualitativo del bene oggetto della prestazione, se incide in negtivo sull'obbligazione, il vincolo

si estingue; cosi come se l'adempimento tardivo non risponde piu ad un interesse del creditore

l'intero vincolo si estingue, lo stesso modo si ritiene in via analogica che se un'esecuzione

parziale non soddisfa piu l'interesse creditorio allora l'imposibilita parziale travolge l'intero

debito obbligatorio. Si applica analogicamente il principio dell'impossibilita temporanea.

LA REMISSIONE

La remissione è un modo di estinzione dell'obbligazione diverso dall'adempimento a carattere

non soddisfatorio. La remissione non determina il soddisfacimento dell'interesse obbligatorio, si

il creditore rinuncia al credito liberando

concretizza in una rinuncia al credito. Con la remissione

il debitore.

Dal punto di vista strutturale è un negozio giuridico (manifestazione di volonta diretta a

produrre un determinato effetto ) unilaterale (perche serve, è necessaria e sufficiente la sola

volonta del creditore, non mi serve il consenso del debitore), gratuito ( perche il creditore

recettizzio

rinuncia gratuitamente al credito) ed è .

Che è un negozio giuridico unilaterale RECETTIZZIO vuol dire che l'atto recettizzio è un atto che

produce il proprio effetto nel momento in cui giunge a conoscenza del destinatario; in

generale sono recettizzi quegli atti che per produrre i loro effetti devono giungere a

conoscenza della persona a cui sono destinati , conosciuto o quantomeno conoscibile, per

La remissione è un atto

questo si dice che deve giungere all'indirizzo a cui è destinato.

recettizzio quindi applicando questa nozione generale al nostro negozio ne deriva che è un atto

il cui effetto di estinzione de vincolo obbligatorio si produce nel momento in cui questa rinuncia

arriva all'indirizzo del debitore(per intenderci nel momento che viene inserita la lettera nella

buchetta della posta del debitore e non da quando lui legge la lettera ricevuta) . La rinuncia puo

essere fatta in qualsiasi forma : scritta,orale, o per comportamenti conludenti.

(Articolo 1236 : La dichiarazione del creditore di rimettere il debito estingue l'obbligazione

quando è comunicata al debitore, salvo che questi dichiari in un congruo termine di non

volerne profittare. ) → questa comunicazione va intesa alla luce del PRINCIPIO DI

COGNIZIONE ,e quindi estingue l'obbligazione quando arriva all'indirizzo delle persona a cui è

destinata; quando arriva all'indirizzo del debitore. La Remissione è un negozio unilaterale e

quindi non serve il consenso del debitore, e quindi non è necessaria la volonta, il parere

favorevole, il consenso del debitore pero bisogna fare attenzione perche la remissione non puo

avvenire contro la volonta del debitore; quindi NON SERVE che il debitore dica si ma è

NECESSARIO che il debitore NON DICA NO → non puo mai avvenire contro la volonta del

debitore, e se questo manifesta il suo dissenso, allora la remissione perde effetto

retroattivamente e quindi è come se non ci fosse mai stata rinuncia al credito.

QUINDI : la REMISSIONE non è come un contratto nel quale serve il consenso di entrambe le

parti; è un negozio unilaterale che si perfeziona con la volonta del creditore ed è recettizzio

(deve essere portato all'indirizzo del debitore); se il debitore non dice nulla allora la remissione

produce il suo effetto estintivo del vincolo obbligatorio, se il debitore dice si non importa nulla

anche perche avrebbe comunque prodotto il suo effetto, se invece il debitore dice no allora

questo priva e rende inefficace la remissione dal giorno in cui è stata effettuata → la volonta

contraria del debitore rende inefficace la remissione con effetto retroattivo (è come se non ci

fosse mai stata la rinuncia al credito)

La remissione puo essere :

 espressa → cioè il creditore in modo scritto, orale ecc comuqnue comunica la sua

volonta di rinunciare al credito;

 tacita → cioè si puo ricavare da un comportamento concludente del creditore.

Comportamento tacito vuol dire che esprime una volonta. Il creditore non scrive e non

dice nulla ma assume un comportamento che è incompatibile con una volonta diversa,

cioè questo comportamento significa inequivocabilmente che si rinuncia al credito.

Questo comportamento concludente è quando il creditore volontariamente e

spontaneamente consegna al debitore tutti i documenti relativi all'esistenza del credito;

questo comportamento viene considerato come REMISSIONE TACITA . (Articolo 1237 :

1) La restituzione volontaria del titolo originale del credito, fatta dal creditore al

debitore, costituisce prova della liberazione anche rispetto ai condebitori in solido. 2) Se

il titolo del credito è in forma pubblica, la consegna volontaria della copia spedita in

forma esecutiva fa presumere la liberazione, salva la prova contraria ) : il creditore puo

rinunciare espressamente al credito (remissione espressa) oppure puo fare la rinuncia

tacita che vuol dire che la volonta di rinuncia si ricava da un comportamento

concludente (che puo essere inteso solo in quel determinato modo)

OBBLIGAZIONI COMPLESSE

Il rapporto obbligatorio puo diventare complesso sotto il profilo oggettivo o sotto il profilo

soggettivo.

OBBLIGAZIONI SOGGETTIVAMENTE COMPLESSE

→ vengono in considerazione le obbligazioni oggetivamente complesse , le cosiddette

obbligazioni PLURISOGGETTIVE. Affrontiamo rapporti obbligatori dove abbiamo piu debitori

oppure piu creditori. Le obbligazioni soggettivamente complesse (altrimenti definite

obbligazioni plurisoggettive cioè che abbiamo piu soggetti o nel lato attivo o in quello passivo)

→ tizio vende a caio e sempronio un immobile (caio acquista per 30% e sempronio per 70%) e

quindi tizio è debitore della somma di 100 euro da caio e sempronio; tizio a chi chiede cosa

(come deve avvenire l'adempimento della prestazione)? Questo è un problema che si pone

quando si ha una plurarieta soggettiva dal lato passivo. Problema contrario si ha quando si

hanno piu creditori nel lato attivo. → quando noi abbiamo piu soggetti nel lato attivo o in quello

DIVISIBILE

passivo e la prestazione è (obbligazione pecuniaria esempio), le soluzioni che si

possono verificare sono 2 (alternative tra di loro); quindi le obbligazioni soggettivamente

complesse (con + creditori o con + debitori), possono essere :

 parziarieta

obbligazioni parziarie → : vuol dire che l'obbligazione si divide, cioè la

ripartizione interna del debito e del credito si manifesta all'esterno, si manifesta con

i rapporti con il comune debitore o con il comune creditore. Se tizio ha diritto a 100

nei confronti di caio e sempronio, noi abbiamo una pluralieta soggettiva nel lato

passivo; quindi in creditore potra pretendere da ciascun co-debitore la rispettiva

quota e ciasciun dei debitori è obbligato nei limiti della propria quota. Si parla di

PARZIARIETA PASSIVA quando abbiamo piu debitori nel lato passivo e la

ripartizione interno de debito si manifesta all'esterno per il comune creditore, per cui

il creditore puo pretendere da ciascun co-debitore la rispettiva quota a ciascun co-

debitore è obbligato nei limiti della propria quota, quindi il creditore non puo

PARZIARIETA ATTIVA

pretendere dal debitore piu della rispettiva quota (si parla di

in caso contrario). (Articolo 1314 : Se più sono i debitori o i creditori di una

prestazione divisibile e l'obbligazione non è solidale, ciascuno dei creditori non può

domandare il soddisfacimento del credito che per la sua parte (parziarieta attiva), e

ciascuno dei debitori non è tenuto a pagare il debito che per la sua parte (parziarieta

passiva) ) → la riapartizione interna del debito o del credito si manifesta anche nei

rapporti esterni.

 obbligazioni solidali → in questo caso abbiamo piu soggetti e la prestazione va

eseguita in un'unica soluzione. Possiamo distinguere tra : solidarieta passiva :

quando abbiamo piu debitori; solidarieta attiva : quando abbiamo piu creditori.

Partiamo da un esempio : tizio vende un immobile a caio e sempronio per 100 euro,

le parti possono essere uguali ma anche diverse infatti in questo caso, caio acquista

il 30% e sempronio il 70% , prevediamo che sia un'obbligazione solidale passiva, e la

SOLIDARIETA PASSIVA

nozione di significa che la ripartizione interna del debito o

del credito non si manifesta nei rapporti con il comune creditore o debitore. Se noi

abbiamo un'obbligazione solidale passiva, la ripartizione interna de debito non si

manifesta al comune creditore, per cui tizio potra prendere l'esecuzione dell'intera

prestazione da uno qualsiasi dei sui co-debitori (es 100 euro a caio o 100 euro a

sempronio), quindi puo pretendere l'esecuzione della prestazione da un solo

debitore; il pagamento eseguito da un co-debitore , libera anche l'altro co-debitore

nei confronti del creditore. Quindi il creditore non puo pretendere piu niente dall'altro

le regola è che nella obbligazione solidale la ripartizione delle

debitore e viceversa →

quote non si manifesta all'esterno, per cui il creditore comune puo pretendere

l'adempimneto del'intero da uno qualsiasi dei debitori, e il pagamento eseguito da

un co-debitore libera anche l'altro nei confronti del comune creditre (naturalmente il

co-debitore che ha pagato avra diritto di regresso nei confronti dell'altro/i co-

debitori). SOLIDARIETA ATTIVA

Se abbiamo piu creditori con il principio di

avremmo piu creditori e un solo debitore e le regole valgono esattamente quelle

della solidarieta passiva, ma al contrario (stessa cosa, uguale o contraria). Ciascun

co-creditore puo pretendere il pagamento dell'intero dal debitore, e tale pagamento

libera il debitore da tutti i creditori. Il creditore che ha ricevuto il titola pagamento

dovra poi dividerselo con gli altri creditori.

COME FACCIO A CAPIRE UN'OBBLIGAZIONE (con piu soggetti attivi o passivi) è SOTTOPOSTA

ALLA DISCIPLINA DELLA SOLIDARIETA O DELLA PARZIARIETA ?

Le indicazione le ricaviamo dal codice civile, per cui se abbiamo:

 Piu debitori la regola è quella della SOLIDARIETA PASSIVA perche la parziarieta passiva è

un'eccezzione e deve essere espressamente chiesta dalle parti o dalla legge. La ratio è

che la solidarieta passiva è un vantaggio per il creditore dato che pretende l'intero da

un solo debitore.

 Piu creditori la regola è quella della PARZIARIETA ATTIVA , mentre la solidarieta attiva è

un'eccezzione e deve essere espressamente chiesta dalle parti o dalla legge.

La legge rispetto a questo argomento dice :

 (Articolo 1292 : nozione di solidarieta → L'obbligazione è in solido quando più debitori

sono obbligati tutti per la medesima prestazione, in modo che ciascuno può essere

costretto all'adempimento per la totalità e l'adempimento da parte di uno libera gli altri;

oppure quando tra più creditori ciascuno ha diritto di chiedere l'adempimento dell'intera

obbligazione e l'adempimento conseguito da uno di essi libera il debitore verso tutti i

creditori. )

(

 Articolo 1294 : I condebitori sono tenuti in solido, se dalla legge o dal titolo non risulta

diversamente. ) → la solidarieta passiva è la regola, e se ci sono piu creditori c'è la

regola della parziarieta attiva.

(

 Articolo 1298 : Nei rapporti interni l'obbligazione in solido si divide tra i diversi

debitori o tra i diversi creditori, salvo che sia stata contratta nell'interesse esclusivo di

alcuno di essi. Le parti di ciascuno si presumono uguali, se non risulta diversamente. ) →

1) quando si agisce in regresso si possono recuperare le rispettive quote. Possiamo

trovarci situazioni con due co-debitori ma l'intera prestazione dell'obbligazione grava

solo su uno di essi (questo è un caso che abbiamo visto, cioè quando si parlava degli

enti giuridici, enti collettivi con autonomia patrimoniale imperefetta (associazioni non

riconosciute e comitati) , e quando parliamo di enti collettivi non personificati con

autonomia patrimoniale imperefetta e qui risponde dei debiti non tutti gli associati ma

solo quelli che hanno agito in nome e per conto di quell'ente (articolo 38 : Per le

obbligazioni assunte dalle persone che rappresentano l'associazione, i terzi possono far

valere i loro diritti sul fondo comune. Delle obbligazioni stesse rispondono anche

personalmente e solidalmente [c.c. 1292] le persone che hanno agito in nome e per

conto dell'associazione. ).

Il principio generali dei rapporti tra codebitori e cocreditori che occorre tenere presente è che

tra i co-debitori si comunicano quelli che vogliono essere gli effetti favorevoli, se è sfavorevole

non si comunica.

(Articolo 1237 : 1) La restituzione volontaria del titolo originale del credito, fatta dal creditore

al debitore, costituisce prova della liberazione anche rispetto ai condebitori in solido.)

remissione = effetto favorevole; vuol dire che se il creditore restituisce i documenti relativi

all'esistenza del credito a un debitore, questo effetto estintivo del vincolo si comunica agli altri

debitori, mentre un'eventuale effetto negativo non si comunica . (Articolo 1301 : La

remissione a favore di uno dei debitori in solido libera anche gli altri debitori, salvo che il

creditore abbia riservato il suo diritto verso gli altri, nel qual caso il creditore non può esigere il

credito da questi, se non detratta la parte del debitore a favore del quale ha consentito la

remissione. Se la remissione è fatta da uno dei creditori in solido (che non è un effetto

favorevole), essa libera il debitore verso gli altri creditori solo per la parte spettante al primo )

→ il principio generale è che tra codebitori e cocreditori qualora un evento si verifichi

limitatamente ad uno, se è un effetto favorevole si comunica anche agli altri, se è sfavorevole

non si comunica agli altri.

Noi abbiamo parlato solo delle obbligazioni divisbili, perche se la prestazione è INDIVISIBILE e

avro piu debitori o piu creditori non ha senso parlare di solidarieta o parziarieta, ma la

disciplina dove trovera ubicazione sara quella della SOLIDARIETA (non ha senso domandarsi se

applicare anche al disciplina dell'obbligazione parziaria).

L'indivisibilita puo essere :

 per NATURA

 per VOLONTA DELLA PARTI

La legge , per le obbligazioni inidivisibili dice :

 (Articolo 1316 : L'obbligazione è indivisibile, quando la prestazione ha per oggetto una

cosa o un fatto che non è suscettibile di divisione per sua natura o per il modo in cui è

stato considerato dalle parti contraenti. )

 (Articolo 1317 : Le obbligazioni indivisibili sono regolate dalle norme relative alle

obbligazioni solidali, in quanto applicabili, salvo quanto è disposto dagli articoli seguenti

) 15 novembre 2016

RIASSUNTO

OBBLIGAZIONI SOGGETTIVAMENTE COMPLESSE

Il termine di paragone è sempre il rapporto obbligatorio nella sua struttura elementare, un

debitore che deve eserguire una prestazione nei confronti del creditore. Possiamo avere una

complessita sotto il profilo SOGGETTIVO (obbligazioni solidali o parziale) o possiamo avere una

complessita anche sotto il profilo oggettivo (vedi obbligazioni oggettivamente complesse..)

Soggetti :

 due soggetti → un creditore e un debitore

 soggettivamente complesse

 solidale (adempimento per intero → articolo 1292: )

 parziale (adempimento diviso)

 collettive → si applica la disciplina delle obbligazioni indivisibili e solidali con una

precisazione che ci deve essere l'ESECUZIONE CONGIUNTA, cioè il suo

adempimento richiede la compresenza di tutti i soggetti. Quindi se è una

prestazione collettiva dal lato passivo deve essere eseguita con la presenza di tutti i

debitori (esempio la banda musicale per uno spettacolo devono essere presenti tutti

i musicisti) → l'esecuzione della prestazione richiede la contemporanea presenza di

tutti i soggetti passivi e/o attivi.

OBBLIGAZIONI OGGETTIVAMENTE COMPLESSE

Si puo avere una complessita sotto il profilo oggettivo, cioè il rapporto obbligatorio ha per

oggetto piu obbligazioni. E laddove abbiamo

 UNICA PRESTAZIONE , possiamo avere :

 Obbligazione semplice → obbligazione nella sua struttura elementare

 Obbligazione facoltativa → si ha quando ad esempio quando tizio deve

consegnare 100 euro a caio ed essendo in un momento di difficolta sta valutando di

trasferire la proprieta di un immobile a caio , puo farlo tizio ? Se io devo consegnare

un bene a un creditore posso cambiarlo con un accordo che si chiama PRESTAZIONE

IN LUOGO DELL'ADEMPIMENTO (e non INNOVAZIONE perche l'innovazione estingue

un vincolo esistente e ne crea uno nuovo, mentre la prestazione in luogo

dell'adempimento sostituisce l'oggetto) dal momento che c'è una modifica

dell'oggetto (all'interno dello stesso rapporto obbligatorio) (articolo 1197 : Il

debitore non può liberarsi eseguendo una prestazione diversa da quella dovuta,

anche se di valore uguale o maggiore, salvo che il creditore consenta. In questo caso

l'obbligazione si estingue quando la diversa prestazione è eseguita. Se la

prestazione consiste nel trasferimento della proprietà o di un altro diritto, il debitore

è tenuto alla garanzia per l'evizione e per i vizi della cosa secondo le norme della

vendita salvo che il creditore preferisca esigere la prestazione originaria e il

risarcimento del danno. In ogni caso non rivivono le garanzie prestate dai terzi. ). In

questo tipo di obbligazione c'è per oggetto solo UNA Prestazione (non piu

prestazioni) e si ha un contratto in cui il debitore ha la facolta di liberarsi o pagando

100 euro o dando l'immobile; le due prestazioni non sono sullo stesso piano, noi

abbiamo una prestazione dedotta nel rapporto obbligatorio e io sono autorizzato ad

estinguere il vincolo eseguendone una diversa. In questo obbligazione le prestazioni

non sono sullo stesso piano ma ce n'e una principale (che ha un ruolo preminente)

che è quella dedotta nel vincolo originario, e le conseguenze sono :

se prima dell'esecuzione la prestazione FACOLTATIVA diventa impossibile per

 cause non imputabili al debitore , il debitore deve eseguire l'altra prestazione,

cioè la ORIGINARIA

se invece diventa impossibile la prestazione ORIGINARIA, il debitore è liberato ,

 anche se quella facoltativa è ancora possibile. Non c'è un rapporto di

alternativita come nell'obbligazione alternativa.

 PIU PRESTAZIONI , possiamo avere :

 Obbligazione cumulativa → esempio è quello di tizio che deve a caio (in virtu di

un rapporto obbligatorio) un corrispettivo di 100 euro piu il trasferimento di

proprieta di un'edificio. In questa obbligazione cumulativa significa che sono dedotte

nel rapporto obbligatorio piu prestazioni cumulativamente dovute, quindi il debitore

si libera eseguendo cumulativamente entrambe le prestazioni. Complessita

oggettiva e obbligazione cumulativa vuol dire che ci sono piu prestazioni e solo

l'adempimento di tutte le prestazioni dedotte nel rapporto obbligatorio estingue il

vincolo e libera il debitore. Cumulativa = quando il debitore deve cumulare

l'esecuzione, deve eseguire cumulativamente tutte le prestazioni dedotte nel vincolo

obbligatorio;

 Obbligazione alternativa → vuol dire che sono dedotte nel rapporto obbligatorio,

piu o anche piu obbligazioni che pero sono alternative tra di loro, quindi il debitore si

libera eseguendone una sola. Alternativa = quando deve eseguire una delle 2 o piu

prestazioni alternativamente previste (es un concorso a premi alternativi tra di loro e

disciplina

chi vince puo decidere quale premio portarsi a casa). La delle obbligazioni

alternative , innanzitutto l'obbligazione ha per oggetto una o piu prestazioni

A

alternativamente dovute, e il debitore deve eseguire una di queste prestazioni, e

CHI SPETTA LA SCELTA ? CHI SCEGLIE QUALE PRESTAZIONE VA ESEGUITA ? Nel

silenzio (cioè se non è previsto nulla di diverso) la scelta spetta al debitore, ma cio

non esclude che la scelta possa essere attribuita al creditore o a un terzo (questo lo

decidono le parti); qual'ora la scelta sia attribuita al debitore, questi puo effettuare

la scelta contemporaneamente all'esecuzione , cioè nel momento in cui esegue la

prestazione effettua la scelta e contemporaneamente si estingue il vincolo

obbligatorio (perche è l'esatta esecuzione di una prestazione dovuta). La SCELTA puo

essere anche anticipata rispetto all'esecuzione della prestazione, quindi oggi la mia

obbligazione che quando è nata era oggettivamente complessa, è diventata

semplice. L'apetto della disciplina meritevole di attenzione è come si coordina la

COSA

disciplina dell'obbligazione alternativa con l'impossibilita liberatoria, cioè

SUCCEDE QUANDO UNA DELLE DUE PRESTAZIONI (alternativamente dovute)

DIVENTA IMPOSSIBILE PER CAUSE NON IMPUTABILI DAL DEBITORE ? Qui bisogna

distinguere diverse ipotesi :

1 IPOTESI : Una delle due prestazioni diventa impossibile per cause non imputabili al debitore

PRIMA che venga effettuata la scelta; in questo caso l'obbligazione diventa semplice e il

debitore è tenuto a eseguire ancora la prestazione. Quindi se io devo scegliere se consegnare

un quadro o una vettura, e la vettura va distrutta per cause a me non imputabile, io anche se

avevo pensato di consegnare la vettura sono obbligato a consegnare il quadro. Qualora una

delle due prestazioni alternativamente dovute diventa impossibile prima della scelta la

prestazione si concentra sull'obbligazione ancora possibile. → l'obbligazione si concentra sulla

prestazione ancora possibile

2 IPOTESI : Una delle due prestazioni diventa impossibile per cause non imputabili al debitore

DOPO la scelta ; decido di consegnare la vettura, cosa succede se diventa impossibile la

consegna del quadro ? Non succede niente perche io ho escluso quella prestazione dal vincolo

obbligatorio. Cosa succede se diventa impossibile la consegna della vettura invece ? Devo

consegnare il quadro ? No perche nel momento in cui io ho fatto la scelta, l'obbligazione che è

nata come oggettivamente complessa, diventa oggettivamente semplice, quindi nel momento

in cui scelgo, il mio obbligo è quello di consegnare la vettura, se il quadro è andato distrutto a

me non interessa. → applico la disciplina generale

OBBLIGAZIONI PECUNIARIE

Sono obbligazioni che hanno per oggetto una somma di denaro (monete, banconote, ecc). Sono

le obbligazioni piu diffuse nella prassi e sono soggetta a una disciplina generale delle

prima importante

obbligazioni, ma sono anche soggette a una disciplina specifica. Una

classificazione (che non influisce sulla disciplina che analizzeremo) e che riguarda la distinzione

tra :

 DEBITI DI VALUTA → hanno per oggetto una somma di denaro in quanto tale (non si

tiene conto del potere di acquisto, cioè degli andamenti del denaro). È un valore come

qualsiasi altro bene. Nei debiti di valuta il denaro è un oggetto considerato alla pari di

qualsiasi altro bene, ed è soggetto al cosidetto PRINCIPIO NOMINALISTICO cioè faccio

riferimento al valore nominale (un debito di 100 euro oggi è un debito di 100 euro anche

tra 20 anni) → ( aritcolo 1277: I debiti pecuniari si estinguono con moneta avente

corso legale nello Stato al tempo del pagamento e per il suo valore nominale. Se la

somma dovuta era determinata in una moneta che non ha più corso legale al tempo del

pagamento, questo deve farsi in moneta legale ragguagliata per valore alla prima ) :

quando c'è stato il passaggio dalla lira all'euro tutti i debiti in lira sono stati trasformati

in euro sulla base di una mera operazione matematica.

 DEBITO DI VALORE → qui il denaro non viene preso in cosiderazione alla stregua di

qualsiasi altro bene, ma viene preso in considerazione come espressione di valore

reale , quindi tengo conto del potere di acquisto del denaro. (il danno che viene risarcito,

quindi il giudice traduce in denaro il bene danneggiato).

Quali sono gli elementi particoli, specifici delle discipline delle obbligazioni pecuniarie. Alcuni

aspetti li abbiamo gia visti, e le regole specifiche per le obbligazioni pecuniarie sono :

 Il debitore non si puo liberare dal debito per impossibilita liberatoria (Non è configurabile

l'estinzione per impossibilita sopravvenuta) : cioè le obbligazioni pecuniarie rientrano

nei casi della responsabilita oggettiva, cioè il debitore è sempre responsabile dal

momento che l'intero genere non perisce mai e quindi non potra mai sotrarsi ad

inadempimento, potra eventualmente richiedere un'impossibilita liberatoria temporanea

, ed escludere le conseguenze del ritardo, ma il debito pecuniario va sempre

adempiuto ; in alcuni casi si puo sospendere o estinguere il debito ma solo con

provvedimento dell'autorita normativa (esempio per i terremotati non versano le tasse)

 Obbliazioni portabili : ( articolo 1182 : Se il luogo nel quale la prestazione deve essere

eseguita non è determinato dalla convenzione o dagli usi e non può desumersi dalla

natura della prestazione o da altre circostanze, si osservano le norme che

seguono.L'obbligazione di consegnare una cosa certa e determinata deve essere

adempiuta nel luogo in cui si trovava la cosa quando l'obbligazione è

sorta.L'obbligazione avente per oggetto una somma di danaro deve essere adempiuta al

domicilio che il creditore ha al tempo della scadenza. Se tale domicilio è diverso da

quello che il creditore aveva quando è sorta l'obbligazione e ciò rende più gravoso

l'adempimento, il debitore, previa dichiarazione al creditore, ha diritto di eseguire il

pagamento al proprio domicilio.Negli altri casi l'obbligazione deve essere adempiuta al

domicilio che il debitore ha al tempo della scadenza. ) → il debito si paga c/o il domicilio

del creditore e il debito portabile alla scadenza rientra nelle ipotesi di Mora ex re → il

debitore pecuniario non è in quanto tale automaticamente in mora alla scadenza, il

debitore è automaticamente in mora solo l'obbligazione pecuniaria va adempiuta presso

il domicilio del creditore. Questo è vero se le parti non hanno previsto un luogo diverso

di pagamento.

 Il denaro è un bene naturalmente fecondo → fruttifero : INTERESSI.

INTERESSI

Affrontiamo nello specifico quell'obbligazione che ha per oggetto gli interessi.

CARATTERISTICHE

Le dell'obbligazione avente come oggetti gli interessi sono :

 Pecuniarieta → cioè un'obbligazione che ha per oggetto una somma di denaro.

 Accessorieta (rispetto al capitale) → è accessoria rispetto all'obbligazione che ha per

oggetto la somma capitale. È un'accessorieta che è genetica, cioè nella fase iniziale,

l'obbligazione agli interessi sorge in quanto c'è un debito capitale che non è ancora

stata adempiuta/pagata; nel momento in cui matura il il debito agli interessi,

l'obbligazione di denaro è un'obbliazione autonoma (con le proprie caratteristiche).

 Percentualita → si calcolano sulla base di un tasso/saggio.

 Periodicita → questo saggio si calcola su base annua, mensile, settimanale,

dipende...anche a seconda di quello che decidono le parti.

FONTE

La , cioè come nasce l'obbligazione degli interessi, e qui la fonte puo essere :

 LEGALE → gli interessi possono essere previsti dalla legge

 CONVENZIONALE → gli interessi possono essere previsti dalle parti,

ATTENZIONE che quando si parla di fonte legale o convenzionale , si fa riferimento a due

aspetti, il primo aspetto è SE SORGE IL DIRITTO AGLI INTERESSI (la maturazione del diritto agli

interessi puo essere prevista dalla legge o puo essere prevista dalle parti), altro aspetto è IN

MERITO AL SAGGIO DI INTERESSE (quanto), cioè l'ammontare si calcola in base a un saggio

legale o rispetto a un saggio convenzionale. Quindi le fonti si manifestano sue due livelli :

 prima di tutto devo verificare se il creditore ha diritto agli interessi (diritto che puo

sorgere perche previsto dalla legge o perche previsto dalle parti)

 secondo è calcolare l'ammontare degli interessi che lo posso fare su un tasso di interessi

, e anche questo tasso puo essere legale o convenzionale.

FUNZIONE

La (o causa) che gli interessi sono chiamati ad assolvere sono :

A) INTERESSI CORRISPETTIVI → quando gli interessi hanno una finalita compensativa o

remuneratoria, cioè l'interesse è il corrispettivo (prezzo) che io pago per il fatto di

utilizzare il denaro di altri (es contratto di mutuo).

B) INTERESSI RISARCITORI (o moratorio) → cioè rappresentano il risarcimento per i danni

subiti. Si parla anche di interesse moratorio in quanto il ritardo è imputabile al

debitore , perche se cosi non fosse non sorgerebbe nessun obbligo risarcitorio in capo al

debitore.

INTERESSI CORRISPETTIVI

E' un'obbligazione pecuniaria , accessoria che si calcola periodicamente sulla base di un saggio

calcolato dalla legge o dalle parti. Gli aspetti legali della disciplina di questi aspetti sono che

per legge , essendo il denaro un bene fecondo, producono automaticamente interessi, tutti i

crediti liquiti ed esigibili → (articolo 1282: I crediti liquidi ed esigibili di somme di danaro

producono interessi di pieno diritto, salvo che la legge o il titolo stabiliscano

diversamente.Salvo patto contrario, i crediti per fitti e pigioni non producono interessi se non

dalla costituzione in mora.Se il credito ha per oggetto rimborso di spese fatte per cose da

restituire, non decorrono interessi per il periodo di tempo in cui chi ha fatto le spese abbia

goduto della cosa senza corrispettivo e senza essere tenuto a render conto del godimento. ) : di

pieno diritto vuol dire che sono prodotti automaticamente. Liquido vuol dire che è determinato

nel suo preciso ammontare. Esigibile vuol dire che il creditore ne puo pretendere il pagamento.

L'interesse di fonte legale riguarda i crediti liquidi ed esigibili, gli interessi di poco

convenzionale puo essere prevista per ogni fonte di credito. L'interesse si calcola secondo un

saggio, determianto dal ministero del tesoro e pubblicato in gazzetta ufficiale entro il 15

dicembre di ogni anno per l'anno successivo → al momento il saggio è de 0,2%. il saggio legale

è attualmente pari allo 0,2 % e in mancanza di disposizioni diverse, tutti i crediti liquidi ed

esigibili producono automaticamente interessi in misura pari allo 0,2% annuo. Le parti possono

escludere interessi e possono prevedere che maturino interessi anche su crediti non liquidi e

non esigibili; le parti possono anche prevedere un saggio di interessi diverso da quello legale,

nel senso che il tasso puo essere diminuito fino ad azzerarlo, ma puo anche aumentare il

saggio di interesse → l'aumento incontra due limiti :

1. LIMITE FORMALE : la previsione di un saggio maggiore a quello legale deve risultare da

atto scritto. Se verbalmente posso prevedere un tasso piu basso, questo non vale per un

tasso maggiore che deve previsto in forma scritta. Se il tasso maggiore viene previsto in

forma orale, in questo caso il codice dice che gli interessi sono dovuti pero nella misura

legale. Se il debitore paga un tasso superiore a quello legale (cosi pattuito) non puo

chiedere la restituzione di quanto pagato perche non puo richiedere quello che è stato

spontaneamente pagato → il pagamento spontaneo di un tasso di interesse ultra legale

non pattuito per iscritto è adempimento di un dovere morale , quindi se il creditore

agisse in giudizio il giudice rigetterebbe l'azione; se il debitore pagasse spontaneamente

il creditore pagherebbe pegno. Le norme del codice sono :

 (articolo 1282: I crediti liquidi ed esigibili di somme di danaro producono interessi

di pieno diritto, salvo che la legge o il titolo stabiliscano diversamente. Salvo patto

contrario, i crediti per fitti e pigioni non producono interessi se non dalla costituzione

in mora.Se il credito ha per oggetto rimborso di spese fatte per cose da restituire,

non decorrono interessi per il periodo di tempo in cui chi ha fatto le spese abbia

goduto della cosa senza corrispettivo e senza essere tenuto a render conto del

godimento.) → se il credito non è ne liquido ne isigibile o una delle due non è che il

credito non produrra interssi, ma produrra interessi per fonte convenzionali (cioè

stabiliti dalle parti)

 (articolo 1284 : Il saggio degli interessi legali è determinato in misura pari allo 0,2

per cento in ragione d'anno. Il Ministro del tesoro, con proprio decreto pubblicato

nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana non oltre il 15 dicembre dell'anno

precedente a quello cui il saggio si riferisce, può modificarne annualmente la misura,

sulla base del rendimento medio annuo lordo dei titoli di Stato di durata non

superiore a 12 mesi e tenuto conto del tasso di inflazione registrato nell'anno.

Qualora entro il 15 dicembre non sia fissata una nuova misura del saggio, questo

rimane invariato per l'anno successivo .Allo stesso saggio si computano gli interessi

convenzionali, se le parti non ne hanno determinato la misura.Gli interessi superiori

alla misura legale devono essere determinati per iscritto; altrimenti sono dovuti nella

misura legale )

2. LIMITE SOSTANZIALE : requisito sotanziale, le parti non possono prevedere qualsiasi

tasso, e questo è determinato dalla legge in materia di USURA → bisogna distinguere :

 usura oggettiva : si hanno dei tassi soglia che vengono determinati ogni semestre

dal ministero del tesoro, e vengono determinati 8 tassi soglia distinti per categoria di

operazione.

 usura soggettiva : cioè ci sono operazioni che non sono riconducibili a nessuna delle

8 categorie, e quindi si attribuisce al giudice il potere di verificare che nel singolo

caso concreto (anche in relazione alle condizioni economiche e alle condizioni

psicologiche in cui si sono trovate le parti) se quel tasso puo essere considerato un

tasso di usura o meno; c'è una discrezionalita decisa dal giudice.

Dal punto di vista CIVILISTICO, se un tasso viene definito oltre usura , non sono piu dovuti gli

interssi neanche nella misura legale (e vanno restituiti quelli gia versati con il tasso di usura).

INTERESSI RISARCITORI (o moratori)

Sono obbligazioni pecuniarie, accessorie, si calcolano sulla base di un tasso periodico, e anche

questi interessi possono avere fonte legale e fonte convenzionale.

La FINALITA dell'interesse moratorio è quella di risarcire il danno subito da un debitore

pecuniario. Non li abbiamo dove c'è mora, ma dove c'è mora relativamente ad un'obbligazione

pecuniaria. Gli interessi moratorie sono dovuti AUTOMATCAMENTE dal giorno della mora (dal

giorno in cui è in mora il debitore o dal giorno in cui il creditore costituisce in mora il debitore

con l'atto guridico in senso stretto) , e questo lo prevede la legge. Questi interessi sono dovuti

anche se non erano previsti interessi corrispettivi e calcolati al tasso legale. Le parti possono

prevedere tassi superiori, nel dispetto dei limiti sostanziale e formale. Se le parti hanno

convenzionalmente gli interessi corrispettivi , lo stesso saggio si applica per gli interessi

risarcitori o moratori (sono due interessi diversi ma la disciplina diversa si interseca).

Altro aspetta è che gli interessi moratori devono risarcire i danni che il creditore subisce a

causa del ritardato pagamento, attenzione pero che questi interessi sorgono automaticamente

e il creditore li puo pretendere senza dover dimostrare nulla , anche se non subisce nessun

danno (per assurdo).

Ultima regola è che è vero che se il creditore che subisce un maggior danno, se prova il

maggior danno, ha diritto risarcitorio del maggior danno, non puo chiedere il maggiore danno

se la misura degli interessi moratori è stata convenzionalmente prevista (articolo 1224 : Nelle

obbligazioni che hanno per oggetto una somma di danaro, sono dovuti dal giorno della mora gli

interessi legali, anche se non erano dovuti precedentemente e anche se il creditore non prova

di aver sofferto alcun danno. Se prima della mora erano dovuti interessi in misura superiore a

quella legale, gli interessi moratori sono dovuti nella stessa misura.Al creditore che dimostra di

aver subito un danno maggiore spetta l'ulteriore risarcimento. Questo non è dovuto se è stata

convenuta la misura degli interessi moratori ) 21 novembre 2016

Interessi moratori tra imprese e tra imprese e pubbliche amministrazioni. Noi abbiamo una

disciplina speciale (decreto legislativo 231 del 2002 ). il problema degli interessi moratori tra

imprese e tra imprese e pubbliche amministrazioni non è solo un problema italiano ma è un

problema che condividiamo con il resto dell'unione europea. In quella direttiva è stata prevista

una disciplina diversa per gli interessi moratori che riguarda solo le TRANSAZIONI

COMMERCIALI cioè lo scambio di beni e servizi tra imprese e tra imprese e pubbliche

amministrazioni (non riguardano i rapporti con i privati) → ha una sfera applicativa limitata.

Questa disciplina prevede interessi elevati che si affianca a quello che noi adesso abbiamo in

vigore pari allo 0.2% e quindi abbiamo un tasso legale che è molto elevato che è composto da

una componente fissa (8%) al quale si affianca una componente variabile che varia ogni

semestre (al momento è del 8,5%) e non potra mai essere inferiore all'8% dal momento che

questo è fisso. Questa disciplina prevede una ulteriore ipotesi di mora ex re, quindi alla

scadenza e in caso di mancato pagamento il debitore è costituito automaticamente in mora

(sia esso che sia impresa o pubblica amministrazione); questo fu molto strano per la pubblica

amministrazione dal momento che non era mai stata prevista la mora automatica per la

Se un'impresa o la pubblica amministrazione non paga nei termini

pubblica amministrazione.

un debito pecuniario derivato da transazione commerciale è automaticamente in mora e il

tasso di interesse deve essere superiore all'8% (i primi anni il tasso oscillava tra l'11 e il 12%)

dal momento che non si puo mai scendere sotto questa perche questa è la componente fissa

(riguarda solo il rapporto tra imprese e tra pubblica amministrazioni).

Il problema è che dal punto di vista sostanziale prevedere interessi moratori all'8,2% o

superiore rispetto allo 0,2% è un ottimo deterrente per continuare il ritardo nel pagamento

perche se hai una percentuale dello 0,2% per un'azienda è piu conveniente saldare il

pagamento perche magari ha i soldi investiti; quindi prevedere tassi di interesse cosi elevati è

senz'altro sulla casa una misura efficace per contrattare i fenomeni dei ritardi di pagamento.

Teniamo presente che oltre al tasso legale dello 0,2% si affianca anche il saggio legale che si

applica ai rapporti tra imprese e nei rapporti tra imprese e pubbliche amministrazioni →

interessi moratori.

(Articolo 1284, 4 comma : Il saggio degli interessi legali è determinato in misura pari al 2,5

per cento in ragione d'anno. Il Ministro del tesoro, con proprio decreto pubblicato nella Gazzetta

Ufficiale della Repubblica italiana non oltre il 15 dicembre dell'anno precedente a quello cui il

saggio si riferisce, può modificarne annualmente la misura, sulla base del rendimento medio

annuo lordo dei titoli di Stato di durata non superiore a 12 mesi e tenuto conto del tasso di

inflazione registrato nell'anno. Qualora entro il 15 dicembre non sia fissata una nuova misura

del saggio, questo rimane invariato per l'anno successivo.Allo stesso saggio si computano gli

interessi convenzionali, se le parti non ne hanno determinato la misura.Gli interessi superiori

alla misura legale devono essere determinati per iscritto; altrimenti sono dovuti nella misura

legale.Se le parti non ne hanno determinato la misura, dal momento in cui è proposta domanda

giudiziale il saggio degli interessi legali è pari a quello previsto dalla legislazione speciale

relativa ai ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali. La disposizione del quarto

comma si applica anche all'atto con cui si promuove il procedimento arbitrale ) → quindi vuol

dire che nel rapporti tra privati o tra privati e impresa in caso di tardivo pagamento si applica il

saggio legale allo 0,2 e quando si vanno in giudizio se le parti non hanno stabilito l'ammontare

del saggio, io applico il saggio della disciplina 231 del 2002. Quindi quell'8% io lo applico anche

al di fuori dei rapporti scritti sopra qualora si sia instaurata una lite giudiziaria.

ANATOCISMO

Il discorso degli interessi si conclude con la disciplina in materia di che è

l'espressione tecnica che indica la produzione di interessi su interessi. Se io ho un capitale pari

a 100 in caso di interessi li calcolo su 100, maturati gli interessi del 10% esempio, gli interssi

sucessivi li calcolo su 100 o su 110 ? Il codice ci dice ( articolo 1283 ) che se non risulta

diversamente gli interessi scaduti non possono produrre a loro volta interessi, se non quando

sono richiesti giudizialmente oppure che le parti si sono accordate in questo senso. Gli interessi

gli

scaduti non entrano nel capitale e quindi nella base per il calcolo di ulteriori interessi (

interessi scaduti e non pagati di regola non creano la base per il calcolo degli interessi ), ma

possono diventare base per il calcolo degli interessi solo se ricorrono queste due condizioni

alternative :

 se ne viene chiesto il pagamento in giudizio

 le parti si accordano dopo la loro scadenza in questo senso e prevedono anatocismo

In ogni caso devono essere interessi scaduti da almeno 6 mesi.

(Articolo 1283: In mancanza di usi contrari, gli interessi scaduti possono produrre interessi

solo dal giorno della domanda giudiziale o per effetto di convenzione posteriore alla loro

scadenza, e sempre che si tratti di interessi dovuti almeno per sei mesi )

MODIFICAZIONI SOGGETTIVE

Modificazione soggettiva significa che da un certo momento puo cambiare la persona del

debitore oppure puo cambiare la persona del creditore all'interno del rapporto creditorio; quindi

le modificazioni possono essere :

 lato attivo : cambia la persona del creditore

 lato passivo : cambia la persona del debitore

Questi fenomeni possono verificarsi nell prassi.

Gli strumenti che il legislatore mette a nostra disposizione sono :

 Nel lato attivo abbiamo :

 CESSIONE DEL CREDITO (modificazione dalla parte del creditore – articoli 1270 ss).

Va aggiunta la disciplina del factoring e riguarda la cessione dei debiti di impresa.

 SURROGAZIONE (pagamento con surrogazione)

 Nel lato passivo abbiamo :

 DELEGAZIONE

 ESPROMISSIONE

 ACCOLLO

Principale differenza nella disciplina è che quando si attua una sostituzione del creditore non

serve il consenso del debitore e quindi essendo indifferente per questo pagare ad uno o ad un

altro ma l'importante per il debitore è liberarsi, non serve il suo consenso. Questo è finalizzato

per garantire una circolazione dei crediti piu rapida.

Discorso diverso è quando cambia la persona del debitore, quindi quando si vuole sostituire il

debitore non si puo realizzare senza il consenso del creditore. Quindi un nuovo debitore non

puo realizzarsi senza il consenso del creditore. Se esso dice no o non dice nulla il nuovo

debitore si affianchera al vecchio debitore → regola della SOLIDARIETA (se ho piu debitori la

regola è la solidarieta passiva). Il creditore in questo caso deve essere d'accordo perche se il

debitore puo liberamente farsi sostituire da un altro soggetto succederebbe che tutti mettono

come debitore un soggetto che non ha nulla e che quindi non paghera. (Articolo 2740: ) il

patrimonio del debitore è una garanzia generica per il creditore in caso di inadempimento

quindi se questo cambia non significa cambiare il soggetto che esegue materialmente la

prestazione, ma significa cambiare il patrimonio che rappresenta la garanzia generica per il

creditore → per questo il cambiamento del debitore non puo realizzarsi senza il consenso del

creditore, eventualmente il nuovo debitore puo affiancarsi al vecchio debitore ma non lo

sostituisce; se lo affianca l'obbligazione diventa genericamente complessa e si applichera la

disciplina della solidarieta passiva.

SURROGAZIONE (significato ordinario è sostituire)

Tizio deve 100 euro a caio, e S si rivolge e caio e dice che li da lui i 100 euro che gli deve tizio e

questo è possibile sulla base sull'articolo 1180.

Il pagamento su surrogazione : il creditore che riceve il pagamento (caio) surroga il terzo, cioè

noi abbiamo un terzo che subentra nel rapporto obbligatorio (in qualita di creditore) a seguito

del pagamento effettuato → è la sostituzione di un terzo nei diritti del creditore soddisfatto. È

un meccanismo, la surrogazione, che consente di cambiare la persona del creditore ma che

presuppone il pagamento. Questo è un dato comune ai vari tipi di surrogazione che vedremo.

Nella surrogazione un terzo subentra al proprio creditore originario che è stato soddisfatto. Caio

esce dal rapporto obbligatorio perche ha ricevuto il pagamento. Nella surrogazione si verifica

una modifica del lato attivo del rapporto obbligatorio, quindi un nuovo creditore al posto di

quello originario, che ne esce perche ha ricevuto la prestazione quindi è stato soddisfatto.

Ci sono 3 tipi di surrogazione :

1. PER VOLONTA DEL CREDITORE : i requisti per operare questa surrogazione sono 1) il

pagamento; 2) la , cioè l'atto negoziale del creditore originario con cui fa entrare il terzo

dichiarazione di surroga

nel rapporto obbligatorio al suo posto. Questa deve essere

contemporanea o anticipata rispetto al pagamento perche deve impedire che il

pagamento produca i propri effetti quindi deve garantire l'entrata del terzo nel rapporto.

Il rapporto obbligatorio non si estingue ma continua ad esistere in capo ad un nuovo

soggetto. Il pagamento è necessario ma non deve produrre i suoi effetti, e questa

dichiarazione volta a tenere in vita solo il rapporto obbligatorio è la dichiarazione di

surroga che fa entrare nel rapporto un nuovo creditore che prende il posto di quello

precedente. (Articolo 1201: )

2. PER VOLONTA DEL DEBITORE : in questo caso la sostituzione del creditore si realizza

quando il creditore è stato soddisfatto ma a seguito della volonta del debitore. I requisiti

sono : 1) il debitore stipula un contratto di mutuo con un terzo e in quel contratto deve

essere indicata la destinazione della somma. 2) nella quietanza (documento con cui si

attesta l'avvenuto pagamento) il creditore deve indicare la provenienza della somma. Il

mutuo e quitanza devono avere data certa (prima si stipula il mutuo e poi si fa la

quitanza). Verificatesi queste situazioni il terzo subentra al posto del creditore che avuta

la somma dovuta esce dal rapporto obbligatorio. Questo meccanismo opera anche

contro la volonta del creditore. (Articolo 1202: ). In questo caso il creditore originario

che esce è soddisfatto quindi abbiamo sempre come presupposto un pagamento.

SURROGAZIONE LEGALE

3. : significa che opera nei casi previsti dalla legge e l'ingresso

avviene automaticamente nelle condizioni previsti dalla legge. L'ipotesi prevista dall'

(articolo 1203: La surrogazione ha luogo di diritto nei seguenti casi: 1) a vantaggio di

chi, essendo creditore, ancorché chirografario, paga un altro creditore che ha diritto di

essergli preferito in ragione dei suoi privilegi del suo pegno o delle sue ipoteche; 2) a

vantaggio dell'acquirente di un immobile che, fino alla concorrenza del prezzo di

acquisto, paga uno o più creditori a favore dei quali l'immobile è ipotecato; 3) a

vantaggio di colui che, essendo tenuto con altri o per altri al pagamento del debito,

aveva interesse di soddisfarlo; 4) a vantaggio dell'erede con beneficio d'inventario che

Punto 1)

paga con danaro proprio i debiti ereditari; 5) negli altri casi stabiliti dalla legge )

essere crirografario significa essere un creditore il cui credito non ha la leggitimazione di

prelazione. Questa norma dice che se un creditore crirografario paga un creditore

Punto 3)

ipotecario subentra nella posizione del creditore ipotecario. si fa riferimento

all'ipotesi di contitolarita del debito. Se un codebitore che paga l'intero si surroga la

posizione del creditore soddisfatto legalmente e che si mette in quella posizione per

recuperare quanto a anticipato per gli altri debitori.

Ultima norma in termini di surrogazione è l'(articolo 1205: Se il pagamento è parziale, il terzo

surrogato e il creditore concorrono nei confronti del debitore in proporzione di quanto è loro

dovuto, salvo patto contrario) significa che perche si realizzi un nuovo ingresso sulla base di

questo meccanismo abbiamo detto che il principio è che il creditore originario sia soddisfatto,

quindi il terzo subentra solo se ha pagato, quindi il PAGAMENTO è il presupposto indispensabile

per tutti i i tipi si surrogazione. Quindi il terzo subentra se ha pagato, ma l'articolo 1205 dice

che entra in proporzione a quello che è a lui dovuto. Il pagamento è fondamentale sia per

determinare l'ingresso del terzo, sia per determinare l'entita del suo ingresso che puo essere

parziale o intera : entra per intero se il pagamento è stato intero, entra parzialmente se il

pagamento è stato parziale (sempre che ricorrano le altre condizioni). Il pagamento è sempre

richiesto e si entra se e nella misura in cui è stato effettuato.

CESSIONE DEL CREDITO ORDINARIA

Non va confusa con la disciplina del factoring che riguarda la cessione dei crediti derivanti da

attivita di impresa.

Na cessione del credito il presupposto di partenza è che noi abbiamo un debitore e un

creditore, abbiamo un debitore tizio che deve 100 euro a caio e la cessione del credito si ha

quando il creditore ordinario, cede la titolarita del credito, che ha nei confronti del debitore

tizio, ad un terzo (rispetto al rapporto obbligazionario di base) che prende il nome di

CESSIONARIO. Quindi noi abbiamo un debitore che deve 100 al creditore e il creditore

trasferisce questo credito a un terzo.

Secondo la terminologia della disciplina dei contratti della cessione del credito abbiamo :

 creditore originario : CEDENTE

 nuovo creditore : CESSIONARIO

 debitore : CEDUTO

Dal punto di vista della natura giuridica questo è un contratto tra il vecchio e il nuovo creditore

(non si parla di debitore ceduto) ; è un contratto bilaterale e non plurilaterale, e sono parti del

contratto di cessione del credito il cedente e il cessionario, il vecchio creditore e il nuovo

creditore.

È un contratto tra cedente e cessionario. Nella cessione del credito di regola se io oggi stipulo

questo contratto di cessione del credito, a partire da oggi il creditore non è piu il cedente ma il

cessionario e di regola non serve il consenso del debitore ceduto , e questo è il principio di

LIBERA CEDIBILITA DEL CREDITO : cioè serve il consenso del cedente e del cessionario ma

non serve di regola quello del ceduto. Questo per garantire una rapida e libera circolazione dei

crediti e della ricchezza e la ragione perche il legislatore ha fatto questo è perche per il

debitore è indifferente pagare a uno o all'altro creditore e questa irrilevanza si traduce nel

principio del libera cedibilita del credito. Ci sono pero 3 eccezzioni a questo principio e sono

situazione dove o non è affatto possibile trasferire il credito o se possibile trasferiere il credito

solo se c'è il consenso del debitore (eccezzioni al principio di libera cedibilita del credito).

(Articolo 1260: Il creditore può trasferire a titolo oneroso o gratuito il suo credito, anche senza

il consenso del debitore, purché il credito non abbia carattere strettamente personale o il

trasferimento non sia vietato dalla legge.Le parti possono escludere la cedibilità del credito; ma

il patto non è opponibile al cessionario, se non si prova che egli lo conosceva al tempo della

cessione)

Le ipotesi sono :

INCEDIBILITA OGGETTIVA

1. : si sono dei crediti che per loro natura non si possono

trasferire e nel caso trasferiti il trasferimento è nullo (es assegno di mantenimneto per i

figli). Il trasferimento è vietato dalla legge e quindi sono oggettivamente incedibili

perche il mantenimento ha senso se associato a quel soggetto.

INCEDIBILITA SOGGETTIVA

2. : il credito non puo essere ceduto a certi soggetti. (Articolo

1261: I magistrati dell'ordine giudiziario, i funzionari delle cancellerie e segreterie

giudiziarie, gli ufficiali giudiziari, gli avvocati, i procuratori, i patrocinatori e i notai non

possono, neppure per interposta persona, rendersi cessionari di diritti sui quali è sorta

contestazione davanti l'autorità giudiziaria di cui fanno parte o nella cui giurisdizione

esercitano le loro funzioni, sotto pena di nullità e dei danni. La disposizione del comma

precedente non si applica alle cessioni di azioni ereditarie tra coeredi, né a quelle fatte

in pagamento di debiti o per difesa di beni posseduti dal cessionario)

INCEDIBILITA CONVENZIONALE

3. : tizio e caio inseriscono una clausola nella quale

convenzionalmente e quindi insieme stabiliscono l'incedibilita convenzionale. Vuol dire

che quel credito potrebbe essere cedibile, ma le parti dichiarano che quel credito non

potra essere efficacemente trasferito senza il consenso del debitore ceduto. Questa

incedibilita vuol dire che non esiste piu libera cedibilita perche si fonda su una

convenzione questa cedibilita, cioè sono le parti del rapporto obbligatorio originario che

stabiliscono che quel credito liberamente cedibile per convenzione delle parti non potra

COSA SUCCEDE SE IL CREDITORE

essere trasferito senza il consenso del debitore.

CEDENTE VIOLA QUESTO PATTO E CEDE COMUNQUE IL CREDITO ? Se caio cede il credito

a sempronio e sempronio si rivolge a tizio per avere il pagamento dei 100, tizio cosa puo

fare ? Tutto il meccanismo ruota attorno alla buona o non buona fede del cessionario e

occorre verificare se il cessionario conosceva il patto, cioè sapeva che quello era un

credito convenzionalmente incedibile. Il codice prevede che se il cessionario era in

buona fede allora il debitore non puo rifiutare il pagamento e quindi non puo opporgli il

patto (non ti pago perche il credito era convenzionalmente incedibile) e quindi non puo

evitare il pagamento al cessionario; se il debitore invece è in grado di dimostrare la

malafede del cessionario allora il debitore puo opporgli il patto e quindi dirgli che non

poteva essere convenzionalmente ceduto (articolo 1260, 2 comma : Le parti possono

escludere la cedibilità del credito; ma il patto non è opponibile al cessionario, se non si

prova che egli lo conosceva al tempo della cessione ) → si presume la buona fede del

cessionario, spetta al debitore ceduto dimostrare. 23 novembre 2016

Ultima volta abbiamo parlato di come si struttura la cessione del credito : è sempre un

contratto bilaterale, non è mai un contratto plurilaterale quindi serve ed è necessario il

consenso del vecchio e del nuovo creditore.

La regola è quella di un principio a libera cedibilita per cui il legislatore ha ritenuto di garantire

una rapida circolazione dei crediti escludendo la necessita del consenso del debitore ceduto in

quanto il principio di base è che per il ceduto è indifferente pagare ad un soggetto piuttosto

che ad un altro soggetto; laddove questa indifferenza viene a meno per motivi soggettivi o

oggettivi è necessario il consenso del debitore ceduto affinche il credito possa essere

efficacemente trasferito in capo al cessionario. Quindi la regola è il PRINCIPIO DI LIBERA

CEDIBILITA quindi il non cessario consenso del ceduto e quindi la cessione puo avvenire anche

senza che lui ne venga a conoscenza, ma questa regola incontra 3 eccezzioni :

INCEDIBILITA OGGETTIVA

1. : cioè legata alla natura del credito (esempio crediti

strettamente personali in cui assume rilievo la qualita del debitore → assegni di

mantenimento)

INCEDIBILITA SOGGETTIVA

2. : in questo caso l'incedibilita non è prevista in termini assoluti

ma riguarda determinate categorie di soggetti (Articolo 1261) laddove vieta ,

sanzionandolo con la nullita, la cessione ad esempio da un avvocato che coinvolto in

una lite giudiziaria avente come oggetto quel credito. Quel credito non è incedibile in

termini assoluti ma solo nei termini di quel soggetto, che puo essere cessionario pero di

altri crediti.

INCEDIBILITA CONVENZIONALE

3. : sono le parti cedente, creditore originario e debitore

che convenzionalmente prevedono l'incedibilita cioè l'efficace cessione del credito è

subordinata al consenso del debitore ceduto. La violazione di questa clausola deve

essere correlata a una indagine sulla buona o mala fede del cessionario, se il

censionario era in buona fede l'incedibilita non è a lui opponibile e quindi il debitore non

puo rifiutare il pagamento nelle mani del cessionario, salvo che puo chiedere il

risarcimento del danno per violazione al cedente della clausola; se invece il debitore è in

grado di dimostrare la malafede del cessionario, allora la cessione è inefficace e il patto

è opponibile al cessionario, quindi il debitore puo rifiutare il pagamento nelle mani del

cessionario. Questo non riguarda il trasferimento di un credito liberamente cedibile.

Altro discorso è il ruolo del debitore ceduto davanti a un credito liberamente cedibile, qui

abbiamo detto che il trasferimento è efficace indipendentemente dal consenso del ceduto e

anche indipendentemente dal fatto che questo ne sia venuto a conoscenza. Nonostante questo

è importante informare il debitore ceduto di cio perche il debitore deve sapere a chi pagare,

normalmente non si pensa che si possa cambiare la persona del creditore quindi il debitore puo

confidare sulla persistente titolarita del credito in capo al cedente, quindi è nell'interesse del

cessionario comunicare quanto prima al ceduto la cessione del credito.

Se nel periodo tra la stipulazione de contratto e la notifica il debitore paga al cedente succede

che se il debitore era in buona fede e quindi ignorava che c'era stato un cambiamento nella

titolarita del credito, allora il debitore ceduto è liberato quindi il pagamento effettuato al

cedente dopo la cessione del credito ma prima delle notificazione ha comunque efficacia

liberatoria per il ceduto. Se invece il cessionario dimostra che è stata effettuata la notifica o

che il ceduto sapeva delle cessione, quel pagamento non è liberatorio perche è un pagamento

fatto ad un soggetto non legittimato a ricevere; quindi il cessionario ha diritto ha riscuotere il

credito e il ceduto deve pagare al cessionario.

 (Articolo 1264: La cessione ha effetto nei confronti del debitore ceduto quando questi

l'ha accettata o quando gli è stata notificata. 2) Tuttavia, anche prima della

notificazione, il debitore che paga al cedente non è liberato, se il cessionario prova che il

debitore medesimo era a conoscenza dell'avvenuta cessione ) l'accettazione del ceduto

non è manifestazione di un'attivita negoziale. Il ceduto è sempre estraneo al contratto

di cessione del credito che è un contratto che si formula con il cedente e con il

cessionario. Questa accettazione del ceduto è una sorta di presa di conoscenza che non

va confuso con il CONSENSO (che è un'autorizzazione) mentre qui l'accettazione è

intesa come aver preso conoscenza dell'avvenuto cessione. 2) ci sono due da prendere

in considerazione : la data della cessione e la data della notificazione (non nel senso

processuale del termine, significa che il cessionario o cedente dia notizia dell'avvenuto

cessione al ceduto).

Un eventuale pagamento al cedente (creditore originario) libera il debitore ? DIPENDE ! Se è

effettuato a un momento successivo alla conoscenza dell'avvenuto cessione allora NO, non ha

efficacia liberatoria perche il ceduto sapeva che il cedente non era piu creditore; il problema si

pone pero se il ceduto effettua il pagamento in un momento intermedio alle due date viste

prima, e quindi occerre verificare se il ceduto era in mala o buona fede, cioè se sapeva che

c'era stato un cambiamento della titolarita del credito (onera a carico del cessionario) : se

sapeva dell'avvenuta cessiona allora il pagamento non è liberatorio e il cessionario potra

pretendere il pagamento dal ceduto che non potra rifiutare il pagamento; se non è in grado di

dimostrare il contrario invece il pagamento libera il ceduto e il cessionario potra agire nei

confronti del cedente. cosa succede se lo stesso

Altro aspetto da prendere in considerazine riguardano i terzi, cioè

credito viene ceduto a piu persone ? Quale tra questi soggetti diventa titolare del credito ?

Questo problema è..

L'EFFICACIA DELLA CESSIONE NEI CONFRONTI DEI TERZI : il problema dal punto di vista

giuridica è un conflitto tra piu aventi causa dallo stesso dante causa (creditore originario) che

stipula una pluralita di contratti di cessione del credito con soggetti distinti , e quindi chi

prevale ?

Questo conflitto si puo avere anche nella compravendita di beni mobili, immobili, e questo

conflitto se riguarda l'acquisto o il trasferimento del credito viene risolto tramite il criterio della

priorita della trascrizione.

(Articolo 1265: Se il medesimo credito ha formato oggetto di più cessioni a persone diverse,

prevale la cessione notificata per prima al debitore, o quella che è stata prima accettata dal

debitore con atto di data certa, ancorché essa sia di data posteriore. La stessa norma si

osserva quando il credito ha formato oggetto di costituzione di usufrutto o di pegno ) →

significa che prevale la cessione, cioè diventa cessionario legittimato a pretendere il

pagamento la cessione per cui per prima il debitore ha avuto conoscenza. Non mi interessa la

data di stipulazione del contratto di cessione, se oggi 1 dicembre si trasferisce il credito ad A, il

3 dicembre a B e il 25 dicembre a C , ma C è il primo che notifica la cessione, allora il conflitto è

risolto a favore di C; quindi prevale chi per primo notifica la cessione.

La disciplina della cessione dei crediti ha altri due aspetti . Torniamo all' (articolo 1260 : Il

creditore può trasferire a titolo oneroso o gratuito il suo credito, anche senza il consenso del

debitore, purché il credito non abbia carattere strettamente personale o il trasferimento non sia

vietato dalla legge.Le parti possono escludere la cedibilità del credito; ma il patto non è

opponibile al cessionario, se non si prova che egli lo conosceva al tempo della cessione ) la

causa del trasferimento del credito puo essere varia, ci puo essere una causa :

 vendita

Di : io vendo il mio credito. Che normalmente il corrispettivo è inferiore al

valore del credito. Ho un credito di 100 lo vendo a sempronio per 80 perche ho il

vantaggio di riscuotere anticipatamente il rispettivo (articolo 1260 ss vanno integrati

con quelli della compravendita).

 donazione

Di : cioè lo spostamento del credito dal patrimonio del creditore a quello del

debitore puo essere in virtu di una vendita o di una DONAZIONE (articolo 1260 ss vanno

integrati con quelli della donazione).

SOLVENDI CAUSA

La cessione de credito puo avvenire anche cioè che io trasferisco un credito

per estinguere un mio debito. Diverse possono essere le cause che giustificano lo spostamento

del credito da caio a sempronio (da cedente a cessionario), puo essere la vendita di un credito

(cessionario versa al cedente un corrispettivo), una donazione (dove il cedente regala, dona, il

solvendi causa

credito al cessionario); la cessione puo essere anche dove il cedente trasferisce

la titolarita del credito che ha nei confronti del ceduto, lo trasferisce al cessionario a tacitazione

di un debito che il cedente ha nei confronti del cessionario. (es tizio (ceduto ) è debitore di caio

per 100 euro; caio trasferiesce il credito che ha nei confronti di tizio a sempronio che è il

cessionario → questo è il contratto di cessione del credito. Questo trasferimento puo avvenire

tramite vendita, donazione e per solvendi causa, cioè tizio ha un debito di 100 nei confronti di

caio, e caio ha un debito nei confronti di sempronio, quindi caio ha un credito nei confronti di

tizio e un debito nei confronti di sempronio. A tacitazione di questo rapporto obbligatorio, caio

cede a sempronio il credito che ha nei confronti di tizio, quindi noi abbiamo due distinti rapporti

obbligatori dove la cosa comune è caio dove in un rapporto è creditore e in un rapporto è

debitore. Caio (debitore per 100 con tizio e debitore per 80 con sempronio) stipula con

sempronio un contratto di cessione del credito solvendi causa cioè caio cede a sempronio il

credito che ha nei confronti di tizio per estinguere (a tacitazione) il debito che ha con

sempronio → solvendi causa, con finalita solutoria). Questa operazione è una prestazione in

luogo dell'adempimento perche la regola base è che io non posso estinguere il mio vincolo

obbligatorio eseguendo una prestazione diversa da quella dovuta (caio non puo imporre a

semprionio la cessione del credito, ma devo avere il consenso del cedente e del cessionario; in

questo caso si sovrappone la disciplina di due istituti : caio debitore di semprionio propone ad

esso di estinguere il suo rapporto obbligatorio non dandogli 80 ma cedendogli un credito :

questo è possibile solo con il consenso del credito di caio. Questo è un contratto con

prestazione in luogo dell'adempimento, quindi devo integrare la disciplina generale della

cessione del credito con la desciplina della prestazione in luogo dell'adempimento.

rapporto obbligatorio estingue quando la diversa prestazione viene

Il caio-sempronio si

esgutita quindi questo rapporto tra caio-sempronio viene integrata con la disciplina della

cessione del credito con la disciplina della prestazione in luogo dell'adempimento. Questa è la

regola generale; la cessione del credito con finalita solutoria è effettuata PROSOLVENDO (i

rapporti restano in piedi fino a quando non viene effettuato il pagamento).

In generale : noi abbiamo un rapporto di base (tizio che deve 100 a caio e caio che trasferisce

il credito a sempronio), caio esce dal rapporto obbligatorio ed è tizio ad essere obbligato nei

confronti di tizio. Il rapporto inizialmente sorto tra tizio e caio a partire da un certo momento è

un rapporto tra tizio e sempronio. Questa cessione puo essere fatta come compravendita

oppure come donazione oppure solvendi causa. Laddove la donazione viene fatta solvendi

causa vuol dire che c'è un debito del cedente nei confronti del cessionario e che vuol dire che

la cessione viene fatta per estinguere questo rapporto; quindi abbiamo il rapporto dove caio è

creditore di tizio e rapporto in cui caio è debitore di sempronio, quindi ad un certo punto caio

cede il credito a sempronio per estinguere il suo debito. Quindi se la cessione viene fatta

solvendi causa, il pagamento di tizio a sempronio estingue sia il rapporto tizio-sempronio sia il

rapporto caio-sempronio.

(Articolo 1197: Il debitore non può liberarsi eseguendo una prestazione diversa da quella

dovuta, anche se di valore uguale o maggiore, salvo che il creditore consenta. In questo caso

l'obbligazione si estingue quando la diversa prestazione è eseguita.Se la prestazione consiste

nel trasferimento della proprietà o di un altro diritto, il debitore è tenuto alla garanzia per

l'evizione e per i vizi della cosa secondo le norme della vendita salvo che il creditore preferisca

esigere la prestazione originaria e il risarcimento del danno.In ogni caso non rivivono le

garanzie prestate dai terzi ) questa è la regola generale, poi abbiamo l' (articolo 1198:

Quando in luogo dell'adempimento è ceduto un credito, l'obbligazione si estingue con la

riscossione del credito, se non risulta una diversa volontà delle parti ) è l'applicazione specifica

alla cessione di un credito in luogo dell'adempimento → è una specifica e puntuale applicazione

dell'articolo 1197 se non risulta diversa volonta delle parti. Quindi il principio per cui in caso di

prestazione in luogo dell'adempimento l'obbligazione si estingue con l'esecuzione della diversa

esecuzione rappresenta una regola generale che puo essere derogata qual'ora venga ceduto

un credito con finalita solutoria. Normalmente la cessione di un credito con finalita solutoria è

prosolvendo cioè il debito si estingue con la riscossione; le parti pero possono accordarsi per

una cessione PROSOLUTO cioè possono prevedere (in casi eccezzionali, non è la regola questo,

la regola è il prosolvendo) che un rapporto si estingua nello stesso giorno in cui viene effettuata

la cessione (nel silezio naturalmente è prosolvendo, quindi con la riscossione : regola generale).

GARANZIE previste per la CESSIONE DEL CREDITO.

Esse sono :

 Garanzia dell'esistenza : (Articolo 1266: Quando la cessione è a titolo oneroso, il

cedente è tenuto a garantire l'esistenza del credito al tempo della cessione. La garanzia

può essere esclusa per patto, ma il cedente resta sempre obbligato per il fatto

proprio.Se la cessione è a titolo gratuito, la garanzia è dovuta solo nei casi e nei limiti in

cui la legge pone a carico del donante la garanzia per l'evizione) ci dice che il cedente è

tenuto a garantire al cessionario l'esistenza del credito al tempo della cessione. Questa

è un garanzia che opera dove la cessione è a tipo oneroso (cioè si paga quando si vuole

acquistare un credito) e opera solo in casi eccezzionali dove la cessione è a titolo

gratuito. Nel caso sopratutto di cessione a titolo oneroso il cedente è obbligto a

garantire l'esistenza del credito cioè deve garantire che effettivamente esiste il credito,

che deriva da titolo valido che non deve essere ne nullo, ne annullabile, ecc non ci deve

essere nessuna forma di invalidita. Laddove viene ceduto un credito inesistente scatta

la GARANZIA DELL'ESISTENZA quindi il cedente deve risarcire i danni al cessionario data

queste disposizione. Se io cedo un credito che non esiste il cedente è tenuto a risarcire il

danno per inadempimento; se io vendo un bene che non esiste il contratto è nullo,

quindi dobbiamo coordinare le due discipline, la regola è che l'impossibilita della

prestazione rende nullo il negozio (se io vendo un bene inesistente quella vendita è

nulla) e questa regola incontra una deroga nel caso in cui il bene sia un credito perche

in virtu della previsione dell'articolo 1266 il trasferimento di un credito inesistente non

rende nullo il contratto (esso è valido) ma avremmo una situazione di illecito

contrattuale (inadempimento che legittima una richiesta di risarcimento di danni per

inadempimento). La seconda parte dell'articolo dice che la garanzia puo essere esclusa

per patto quindi l'operativita della garanzia dell'esistenza opera come elemento

naturale del contratto cioè nel silenzio delle parti la garanzia opera, ma le parti possono

escluderla (norma dispositiva).

 Garanzia della solvenza : cosa succede che tizio non paga a sempronio dopo che caio

ha dato a sempronio il suo credito ? Nel caso in cui il cessionario non riceva

l'adempimento (in caso di inadempimento) puo il cessionario pretendere qualcosa dal

cedente (caio) ? No, a meno che le parti (cedente e cessionario) non abbiano

espressamente convenuto la GARANZIA DELLA SOLVENZA in virtu della quale il cedente

risponde in caso di inadempimento del ceduto. Qui non si rileva la causa, quindi

effettuata la cessione di un credito liberamente cedibile (contratto di cessione valido) se

il debitore è inadempiente il cessionario non puo pretendere nulla dal cedente, pero le

parti (cedente e cessionario del contratto di cessione) possono prevedere una garanzia

della solvenza (il cedente garantisce la solvenza, il pagamento del ceduto) quindi in

caso di inadempimento del ceduto, dove le parti abbiano convenzionalmente pattuito la

garanzia della solvenza, il cessionario puo richiedere il pagamento dal cedente. Ci sono

pero dei limiti :

 PRIMO LIMITE : il cedente che assume convenzionalmente la garanzia della solvenza,

risponde nei limiti di quanto ha ricevuto; il cedente garantisce la solvenza del credito

nei limiti di quanto ha ricevuto. Se un credito è di 100 che è stato venduto per 80 il

cedente risponde per 80, oltre a dover risarcire i danni e a rimborsare le spese.

 SECONDO LIMITE : anche qual'ora sia stata prevista al garanzia della solvenza, il

cedente non è responsabile se il cessionario non si è attivato per riscuotere il credito

nei confronti del ceduto.

 (Articolo 1267: Il cedente non risponde della solvenza del debitore, salvo che

ne abbia assunto la garanzia. In questo caso egli risponde nei limiti di quanto ha

ricevuto; deve inoltre corrispondere gli interessi, rimborsare le spese della

cessione e quelle che il cessionario abbia sopportate per escutere il debitore e

risarcire il danno. Ogni patto diretto ad aggravare la responsabilità del cedente è

senza effetto.Quando il cedente ha garantito la solvenza del debitore, la garanzia

cessa, se la mancata realizzazione del credito per insolvenza del debitore è

dipesa da negligenza del cessionario nell'iniziare o nel proseguire le istanze

contro il debitore stesso)

RICAPITOLANDO : la cessione dell'esistenza opera sempre nella cessione a titolo oneroso ( e

in alcuni casi nella cessione a titolo gratuito); in vie eccezzionali, in virtu di questa previsione

la cessione di un credito esistente è valida e l'operativita della garanzia dell'esistenza legittima

un risarcimento danni per inadempimento avanzata dal cessionario nei confronti del cedente.

Le parti possono escluderla.

Garanzia della solvenza richiede sempre una previsione convenzionale, non opera mai

naturalmente. Il cedente è responsabile nei limiti di quanto ha ricevuto (salvo risarcimento

danni e rimborso delle spese) e sempre che il cessionario abbia agito diligentemente per

riscuotere il credito presso il debitore.

La garanzia dell'esistenza opera naturalmente sempre, quando la cessione è a titolo oneroso e

in alcuni casi quando la cessione è a titolo gratuito; la garanzia della solvenza puo essere

convenzionalmente prevista ed è possibile solo laddove c'è una cessione a titolo oneroso

perche indirettamente lo si ricava dove dice che il cedente risponde nei limiti di quanto ha

ricevuto, se non ha ricevuto nulla perche ha donato il credito allora non risponde.

Normalmente, quando c'è la cessione a titolo oneroso è previsto il pagamento di un

corrispettivo che è inferiore al valore nominale del credito (un credito di 100 viene venduto per

80). Diverso è il discorso visto in materia di surrogazione perche il terzo si surroga nella misura

in cui ha pagato; nella surrogazione la sostituzione ha effetto se e nella misura in cui il terzo

aveva pagato il credito originario (se un terzo paga 80 il creditore originario lo surroga per 80)

perche nella surrogazione questi 80 sono pagamento/adempimento dei debiti del debitore a

favore del creditore originario mentre nella cessione a titolo oneroso gli 80 sono il corrispettivo

ATTENZIONE A NON

della compravendita del credito, non sono imputabili al pagamento (

CONFONDERSI).

Quindi si vende un credito, e si puo anche donare un credito (totalmente o parzialmente) e

questo dipende dal contratto di cessione; nella surrogazione il principio tanto si paga, tanto si

è surrogati è inderogabile per cui nella surrogazione un terzo paga un debito altrui e si

surroga/sostituisce al debitore originario se e nella misura in cui ha pagato; nella cessione del

credito l'eventuale pagamento è svincolato dal rapporto cedente – ceduto (tizio-caio) ma è

corrispettivo eventuale perche il credito puo essere anche donato nel contratto di cessione.

modificazioni del soggetto passivo

Adesso iniziamo a parlare delle , vuol dire che cambia

la persona del debitore. La persona del creditore puo cambiare in virtu di un pagamento con

surrogazione o di una cessione del credito, mentre per la modificazione del soggetto passivo

sono diversi gli strumenti che il nostro ordinamento giuridico mette a disposizione, tenendo

serve sempre il consenso del creditore

presente un principio di base per cui (Articolo 2740: Il

debitore risponde dell'adempimento delle obbligazioni con tutti i suoi beni presenti e futuri.Le

limitazioni della responsabilità non sono ammesse se non nei casi stabiliti dalla legge ).

Quando cambia la persona del debitore cambia anche quella garanzia generica rappresentata

dal suo patrimonio e che rappresenta una garanzia su cui potra soddisfarsi il creditore in caso

di inadempimento, quindi se cambia il debitore cambia anche il patrimonio che potra aggredire

(sottoforma di azione forzata) il creditore in caso di inadempimento.

Mentre il cambiamento del creditore puo avvenire anche contro la volonta del debitore e infatti

di regola non serve il suo consenso in quanto è irrilevante per il debitore pagare a un tizio o ad

un altro; cambia il discorso quando si realizza una modificazione del lato passivo del rapporto

obbligatorio, infatti se si vuole cambiare il debitore non si puo prescindere dal consenso del

creditore. DELEGAZIONE, ESPROMISSIONE, ACCOLLO

Gli strumenti che abbiamo a disposizione sono

(Articoli 1268 ss). CARATTERE GENERALE

Considerazioni di che riguardano tutti e 3 questi istituti.

Questi 3 istituti possono produrre alternativamente 2 tipologie di effetti :

 NOVATIVO →(si estingue il vecchio rapporto e se ne crea uno nuovo facente capo

effetto

a un nuovo debitore ) quando la delegazione, estromissione e accollo vengono utilizzati

per realizzare una novazione di tipo soggettivo cioè i soggetti coinvolti (tizio debitore

originario, caio creditore, sempronio nuovo debitore)stipulano un contratto con cui

estinguono il rapporto originario tizio-caio e creano un nuovo rapporto obbligatorio con

aliquid novi (elemento di novita) che è la persona del debitore. Quindi se l'effetto è di

tipo novativo, ragioniamo con l'istituto della novazione (come modo di estinzione del

cotnratto diverso dall'inadempimento). Con l'effetto novativo il vecchio rapporto si

estingue (e abbiamo quell'effetto estintivo e costitutivo che è proprio della novazione).

Possiamo avere una :

 NOVAZIONE SOGGETTIVA : il rapporto originario si estingue, si crea un nuovo

rapporto al posto di quello precedente e la differenza tra il vecchio rapporto e il

nuovo è la persona del debitore (articolo 1235: Quando un nuovo debitore è

sostituito a quello originario che viene liberato, si osservano le norme contenute nel

capo VI di questo titolo ).

 NOVAZIONE OGGETTIVA

 SUCCESSORIO (il nuovo debitore entra in un rapporto che resta in vita con

effetto →

tutte le sue caratteristiche e in relazione a quanto visto dalle parti, l'effetto puo essere

liberatorio – nuovo debitore al posto del vecchio debitore; o cumulativo – il nuovo

debitore si cumula, si affianca al vecchio debitore; ) vuol dire che il nuovo debitore

succede/subentra nel rapporto obbligatorio nella stessa posizione che faceva capo al

debitore originario. Mentre nell'effetto novativo il vecchio rapporto viene estinto e

sostituito da uno nuovo, con l'effetto successorio il rapporto resta in piedi con tutte le

sue caratteristiche, ma a partire da un dato momento quel rapporto vede come debitore

un terzo soggetto (non c'è quel duplice effetto estintivo, costitutivo che si ha nella

novazione). Esempio in materia di prescrizione : estinzione del diritto che si verifica

quando il titolare di quel diritto non lo esercita per un certo periodo di tempo; se io ho

un effetto novativo (con prescrizione di un anno) all'11 mese, allora questi 11 mesi si

azzerano; se io invece faccio una successione nel debito il rapporto obbligatorio resta in

piedi quindi l'inerzia per un altro mese determina l'estinzione del diritto per prescrizione

→ il rapporto resta in piedi con tutte le sue caratteristiche e di quel rapporto io cambio il

lato passivo. Tale effetto puo essere :

 LIBERATORIO (o privativo) : il nuovo debitore entra nel rapporto obbligatorio al posto

del vecchio debitore che viene liberato (tizio deve 100 a caio, si realizza una

successione del debito con effetto liberatorio per cui a partire da oggi sara

sempronio a dovere 100 a caio e non piu tizio che viene liberato ed esce dal

rapporto obbligatorio).

 CUMULATIVO : il nuovo debitore entra nel rapporto obbligatorio tizio-caio a fianco del

vecchio debitore. La posizione del nuovo debitore si affianca / cumula a quella del

vecchio debitore; per cui il rapporto che originariamente prevedeva tizio debitore di

100 verso caio in virtu di un effetto successorio cumulativo tizio e sempronio

dovranno 100 a caio. Diventano condebitori secondo la regola della SOLIDARIETA

PASSIVA.

La regola di base per cui serve il consenso del creditore ( Articolo 2740: Il debitore risponde

dell'adempimento delle obbligazioni con tutti i suoi beni presenti e futuri.Le limitazioni della

responsabilità non sono ammesse se non nei casi stabiliti dalla legge ) per cambiare la persona

del debitore. Nell'effetto successorio di tipo cumulativo non c'è questo cambiamento perche si

è vero che cambia il lato passivo ma il debitore originario continua ad essere vincolato, ed

anche qui c'è un vantaggio per il creditore perche ha 2 patrimonio che puo eventualmente

sottoporre ad esecuzione forzata. Il consenso del creditore mi serve in tutti i casi in cui il

debitore originario viene liberato, cioe nei casi in cui esce dal vincolo obbligatorio; se tale

debitore originario resta obbligato, il fatto che si aggiunga un nuovo debitore non sposta i

termini della questione e quindi se il debitore originario resta comunque vincolato il

meccanismo puo operare anche senza il consenso del creditore.

Questo riguarda tutti e 3 i tipi di strumenti. 28 novembre 2016

DELEGAZIONE

La delegazione è uno strumento che consente di

cambiare la persona del debitore e puo avere un

effetto novativo o successorio, che quest'ultimo a

sua volta puo essere cumulativo o liberatorio. È

uno strumento che consente di fare una

modificazione del lato passivo del vincolo

obbligatorio.

Abbiamo Tizio che deve 100 euro a caio

(rapporto base) e la modificazione del soggetto

passivo nell'ambito del rapporto obbligatorio

quando si utilizza la delegazione avviene tramite

un'operazione articolata che si scompone in 2

distinti passaggi :

1. INCARICO DELEGATORIO → il debitore originario incarica un terzo (terzo rispetto al

rapporto di riferimento tizio-caio /debitore-creditore) quindi il nostro debitore tizio si

rivolge a un terzo sempronio e li conferisce l'incarico di obbligarsi : DELEGATIO

PROMITTENDI strumento che consente la modificazione del lato passivo del rapporto

obbligatorio e che non va confusa con la DELEGATIO SOLVENDI (che ha un'altra

funzione). Questa delegatio promittendi è lo strumento che consente di cambiare la

persona del debitore e che si articola in 2 distinti atti : e il primo atto è questo incarico

delgatorio , atto nel quale tizio (delegante : colui che conferisce delega) che conferisce

l'incarico a sempronio (delegato : nuovo debitore) cosiddetto incarico delegatorio.

L'incario delegatorio è un CONTRATTO perche in virtu di questo incarico il debitore (tizio)

chiede a sempronio se vuole obbligarsi al suo posto. Quindi nell'incarico delegatorio si

incarica il nuovo debitore a diventare debitore , di obbligarsi nei confronti del creditore

delegatario. È un contratto, mi serve un consenso del delgato perche c'è un principio

generale nel quale nessuno puo essere obbligato a fare qualcosa contro la propria

volonta; quindi io non posso incaricare un terzo soggetto se questo non è d'accordo

perche se cosi fosse nessuno pagherebbe piu i debiti, quindi il rapporto sul quale si

avvia la delegazione è l'incarico delegatorio cioè un contratto che viene ricondotto alla

struttura generale del MANDATO : (Articolo 1703: Il mandato è il contratto col quale

una parte si obbliga a compiere uno o più atti giuridici per conto dell'altra ) → il nuovo

La

debitore sempronio assume l'obbligo di diventare debitore al posto di tizio.

delegazione ha inizio con l'incarico delegatorio, cioè un contratto tra il vecchio e il

nuovo debitore (delegante e delegatario) in virtu del quale il delegante conferisce al

delegatario l'incario delegatorio e questo incarico costituisce il fatto di diventare

debitore, di entrare nel rapporto obbligatorio al suo posto o al suo fianco.

2. CONTRATTO → in virtu del quale il terzo (estraneo riespetto al rapporto originario) si

obbliga ad obbligarsi, si obbliga nei confronti del debitore originario di diventare

debitore al suo posto o al suo fianco. Sempronio accetta e quindi è un contratto al quale

il nuovo debitore dovra dare esecuzione, quindi questo deve obbligarsi e quindi porre su

di se l'obbligazione gravante sul delegante. Questa obbligazione si assume :

 Se si tratta di delegazione NOVATIVA : serve il concenso di tutte le parti coinvolte.

 Se si tratta di delegazione SUCCESSORIA : la delegazione parte sempre con l'incarico

delegatorio, ma è un percorso un po piu articolato e quindi dobbiamo distinguere a

seconda che la delegazione successoria abbia un effetto (che dipende dalla volonta

delle parti) che puo essere :

 CUMULATIVO : se la delegazione è cumulativa non ho bisogno del consenso del

creditore (delegatario), quindi noi abbiamo sempre l'incario delegatorio quindi

sempre un contratto tra delegante e delegato, c'è sempre l'oblbigo del delegato

di dare esecuzione a quel contratto obbligandosi, ma dara esecuzione a quel

contratto con un semplice atto unilaterale di assunzione dell'obbligazione (non

Incarico delegatorio in cui il delegato

ho bisogno del consenso del creditore).

assume l'obbligo di obbligarsi a fianco del debitore originario (incario delegatorio

+ atto unilaterale di assunzione dell'obbligazione : non serve il consenso del

creditore perche il debitore originario continua ad essere sempre obbligato) .

L'obbligazione che inizialmente era semplice diventa soggetivamente complessa

nel lato passivo perche sempronio sara cobblgato insieme a tizio secondo il

regime della solidarieta passiva.

 LIBERATORIO (sempronio al posto di tizio) : in questo caso ho bisogno del

consenso del delegatario perche in virtu di questo contratto il delegato non fa

ancora parte del rapporto obbligatorio di base ; ha assunto l'obbligo di obbligarsi,

ma ancora non è entrato nel rapporto obbligatorio, e per entrarci il delegato

deve dare esecuzione dall'incarico delegatorio → serve un atto di assunzione

dell'obbligazione e quindi serve un contratto tra il delegato e il delegatario quindi

DELEGAZIONE CON EFFETTO SUCCESSORIO LIBERATIVO mi

per realizzare un

serve l'incarico delegatorio conferito dal delegante al delegato e l'atto di

esecuzione di quell'incarico delegatorio, un atto in cui il delegato diventa

debitore ma siccome il vecchio debitore è liberato e mi serve il consenso del

delegatario significa che quell'atto è un contratto (il primo passaggio è sempre

l'incario delegatorio dal momento che tizio non puo andare da sempronio e dirgli

semplicemente che da quel momento sempronio sara debitore al posto di tizio →

quindi tizio conferisce al terzo l'incarico di diventare debitore al suo posto o al

suo fianco e in virtu di questo incarico delegatorio sorge un obbligo in capo al

terzo che è l'obbligo di obbligarsi di fronte al debitore delegatario : c'è l'obbligo

di diventare debitore e di entrare nel rapporto originario).

(Articolo 1268, 1 comma: Se il debitore assegna al creditore un nuovo debitore, il quale si

obbliga verso il creditore, il debitore originario non è liberato dalla sua obbligazione, salvo che il

creditore dichiari espressamente di liberarlo )

(Articolo 1268, 2 comma : Tuttavia il creditore che ha accettato l'obbligazione del terzo non

può rivolgersi al delegante, se prima non ha richiesto al delegato l'adempimento ) → sotto il

profilo degli effetti fa riferimento alla delegazione successoria liberatoria perche ha accettato.

Perche si precisa pero che il creditore non puo rivolgersi al delegante se prima non si è rivolto

al delegato ? Se è vero che liberatoria perche vuole rivolgersi al delegato ? È vero che parla di

accettazione con riferimento alla delegazione di tipo cumulativo (dal momento che il delegante

è palese che non si sia ritirato dal momento che il creditore si puo rivolgere ad esso), quindi

come si completa il quadro ? Questa disposizione si risolve ponendoci nella posizione del

creditore (analizziamo il fenomeno della delegazione ponendoci nella posizione del creditore e

non piu nella posizione del vecchio e nuovo debitore) e possiamo avere un creditore che :

 RIFIUTO o SILENZIO → l'effetto è cumulativo : questo perche la liberazione richiede un

creditore che lo dichiara espressamente , in modo inequivocabile dice l'articolo, quindi

laddove non c'è una dichiarazione espressa nel senso della liberazione (se c'è un

silenzio o un rifiuto) l'effetto è cumulativo.

 ACCETTAZIONE → puo assumere 2 significati diversi :

 senso di volonta negoziale finalizzata a liberare il debitore (negozio che produce

effetti in quanto voluti ) allora diremo che l'effetto è liberatorio. Il creditore e il

debitore nuovo stipulano un contratto nel quale il delegato entra nel rapporto

obbligatorio del quale faceva parte il delegante, il quale quest'ultimo esce dal

rapporto obbligatorio.

 È pero anche configurabile un'accettazione anche nella delegazione cumulativa

(effetto cumulativo), non è un'accettazione in senso tecnico (volonta negoziale

che confluisce in un contratto) ma è una sorta di autorizzazione/approvazione

all'operazione e produce un effetto di introdurre nel regime di solidarieta che si viene

BENEFICIO D'ORDINE A FAVORE DEL DELEGANTE

ad instaurare un . La regola è che il

creditore puo scegliere indifferentemente a quale soggetto passivo richiedere per

primo il pagamento, nella delegazione cumulativa pero l'accettazione del creditore

delegatario produce un beneficio d'ordine cioè il creditore ha l'obbligo di chiedere il

pagamento al delegato e se questo si rifiuta, solo in questo caso, il creditore potra

richiedere il pagamento dell'intero dal delegante (debitore originario).

Questa descritta è la DELEGATIO PROMITTENDI dove l'oggetto dell'incarico delegatorio è

l'obbligo di obbligarsi in virtu dell'incarico delegatorio il delegato si obbliga a diventare

debitore.

Oltre a queste c'è la DELEGATIO SOLVENDI (delegazione di pagamento) e qui abbiamo

debitore originario incarica un terzo

sempre l'incarico delegatorio, ma cambia il contenuto. Il

delegato di pagare (nella promittendi si incarica di diventare debitore al posto del debitore

originiario; qui invece tizio incarica il delegato non di obbligarsi ma di pagare). Questa

delegazione è un rapporto che si instaura tra un debitore, nel proprio istituto di credito, nel

momento in cui si conferisce l'incarico di effettuare un bonifico sul conto corrente di un

creditore → si sta parlando di cose attuali (esempio si da in carico alla banca di fare un bonifico

altro non è che una delegazione di pagamento). Sempronio andra da caio pagando sulla base

dell'incarico delegatorio ricevuto (la banca effettua l'accredito sul c/c della persona X sulla base

dell'incarico ricevuto da me).

(Articolo 1269 : Se il debitore per eseguire il pagamento ha delegato un terzo, questi può

obbligarsi verso il creditore, salvo che il debitore l'abbia vietato.Il terzo delegato per eseguire il

pagamento non è tenuto ad accettare l'incarico, ancorché sia debitore del delegante. Sono

salvi gli usi diversi)

ESPROMISSIONE

L'espromissione è uno strumento per modificare il

soggetto passivo di un rapporto obbligatorio. Puo

realizzare un effetto novativo o successorio che

puo essere liberativo o cumulativo (considerazioni

di carattere generali). Anche qui il consenso del

creditore serve se si vuole fare un'espromissione di

tipo novativo o di tipo successorio – liberativo.

Partiamo sempr da tizo che deve 100 a caio,

succede che un soggetto terzo (valgono le

considerazioni che abbiamo visto per la

delegazione), rispetto al rapporto obbligatorio tra

debitore e creditore, spontaneamente assume il debito di un altro soggetto . Spontaneamente

significa che agisce in autonomia senza che ci sia alla base un incarico delegatorio; la freccia è

tratteggiata per questo agisce spontaneamente oppure puo accadere che ci sia un incarico

delegatorio ma questo non viene manifestato al creditore (espromissario), quindi dal suo punto

di vista il terzo agisce spontaneamente, in piena autonomia.

Il terzo entra nel rapporto obbligatorio a seconda del tipo di effetti che si intendono produrre :

 effetto NOVATIVO : serve il consenso di tutte le parti coinvolte;

 effetto SUCCESSORIO : in questo caso bisogna distinguere :

 se è SUCESSORIO LIBERATORIO : allora il terzo entra con un contratto, perche serve

il consenso del creditore;

 se è SUCCESSORIO CUMULATIVA : allora puo entrare anche in virtu di un atto

unilaterale.

La differenza rispetto alla delegazione è che in quella noi abbiamo un incarico delegatorio e il

delegato si obbliga dichiarando di agire su una base di un incarico delegatorio (atto unilaterale

o contratto), mentre nell'espromissione il terzo agisce spontaneamente (con atto unilaterale se

l'espromissione è cumulativa, con contratto se è liberatoria) → la differenza riguarda questa

prima fase, infatti l'espromissione è un'operazione piu semplice sia dal punto di vista giuridico

che da quello economico, perche mentre la delegazione si articola in due distinti atti (contratto

+ atto unilaterale o contratto + contratto) , l'espromissione rileva solo l'atto con cui il terzo

entra nel rapporto obbligatorio (unilaterale se è cumulativa, bilaterale/contrattuale se è

sucessoria liberatoria).

(Articolo 1272: Il terzo che, senza delegazione del debitore, ne assume verso il creditore il

debito, è obbligato in solido col debitore originario, se il creditore non dichiara espressamente

di liberare quest'ultimo.Se non si è convenuto diversamente, il terzo non può opporre al

creditore le eccezioni relative ai suoi rapporti col debitore originario.Può opporgli invece le

eccezioni che al creditore avrebbe potuto opporre il debitore originario, se non sono personali a

quest'ultimo e non derivano da fatti successivi all'espromissione. Non può opporgli la

compensazione che avrebbe potuto opporre il debitore originario, quantunque si sia verificata

prima dell'espromissione) l'atto con cui il terzo interviene nel rapporto cambia sotto il profilo

strutturale a seconda degli effetti che si intendono produrre (atto unilaterale se è cumulativa,

atto bilaterale/contrattuale se è sucessoria liberatoria).

Questo schema della delegazione si ritiene possa applicarsi anche al principio

dell'espromissione, ovvero l'(articolo 1268, 2 comma : Tuttavia il creditore che ha accettato

l'obbligazione del terzo non può rivolgersi al delegante, se prima non ha richiesto al delegato

l'adempimento ) si ritiene trovi applicazione in via analogica anche all'espromissione, quindi in

questa il creditore espromissario se rifiuta e se sta in silenzio avremmo un effetto cumulativo,

se accetta possiamo avere un effetto liberatorio (il debitore originario è liberato) oppure

dipende dalla volonta delle parti, l'accettazione puo evvenire come una sorta di autorizzazione

all'ingresso del terzo quindi avremo un regime di solidarieta con un beneficio d'ordine a favore

del debitore espromesso, per cui l'espromissario dovra necessariamente chiedere il pagamento

prima all'espromittente, e solo nel caso in cui questo non adempia, potra rivolgersi

all'espromesso. Si ritiene quindi che il secondo comma dell'articolo 1268 (dettato con

riferimento alla delegazione) possa trovare applicazione anche in materia di espromissione.

CHE DIFFERENZA C'è TRA ESPROMISSIONE E ADEMPIMENTO DEL TERZO ? Un terzo puo

adempiere un debito altrui perche la legittimazione ad adempiere spetta a chiunque salvo che

si tratti di crediti strattamente personali o salvo risulti l'ipotesi che il debitore abbia manifestato

la sua opposizione; In questi casi il creditore è legittimato a rifiutare l'adempimento dal terzo.

Questo pero non è quello che dice l'espromissione perche qui il terzo spontaneamente si

obbliga, mentre nell'adempimento del terzo questo spontaneamente paga (pagare ed

obbligarsi sono due cose diverse). Un terzo che paga non entra nel rapporto obbligatorio,

questo paga e basta e non diventa debitore; mentre nell'espromissione il terzo diventa debitore

e quindi entra nel rapporto.

ACCOLLO

Abbiamo sempre il nostro rapporto in cui tizio

deve 100 a caio. L'accollo è un contratto tra il

terzo, accollante (che si accolla un debito altrui),

e ild ebitore accollato, in forza del quale il terzo

assume un obbligo nei confronti

dell'accollatario. Quindi l'accollo è un contratto

tra il debitore e un terzo in virtu del quale il

terzo è obbligato nei confronti dell'accollatario.

In virtu di questo contratto a partire da un certo

momento, il debitore sara sempronio e non piu

tizio oppure saranno solidalmente sempronio e

tizio. Si da per scontato che l'accollo è uno

strumento per modificare il soggetto dal lato passivo di un rapporto obbligatorio, puo avere

effetto novativo ed effetto successorio che a sua volta puo essere liberatorio o cumulativo. Per

realizzare l'effetto novativo serve il consenso di tutte le parti, per realizzare quello successorio

liberatorio serve il consenso del creditore per quello cumulativo invece no. Questo meccanismo

si attua cosi : noi abbiamo un contratto tra il vecchio debitore e il nuovo debitore in virtu del

quale il nuovo debitore è obbligato nei confronti del creditore (in solido o esclusivamente), ma

la differenza rispetto alla delegazione è che manca l'atto di assunzione dell'obligazione che il

l'accollo è un contratto tra il

delegato compie per dare esecuzione all'incarico delegatorio →

terzo e un debitore in forza del quale il terzo assume direttamente l'obbligo dei confronti del

creditore. Cioè l'accollante diventa debitore in virtu del contratto di accollo, mentre nella

delegazione abbiamo l'incarico delegatorio e l'atto di assunzione dell'obbligazione questa

scomponsizione non l'abbiamo nell'accollo, e in virtu di questo contratto il nuovo debitore è gia

direttamente obbligato nei confronti del creditore.

Se il creditore non dice nulla il nuovo debitore sara obbligato in solido e quindi l'accollo sara

cumulativo; perche si liberi il debitore originario mi serve sempre il concenso del creditore

(dato che ricorre uguale per tutti e 3 gli strumenti). Mentre nella delegazione quindi abbiamo

incarico delegatorio e atto di assunzione dell'obbligazione (che sara o contratto o atto

unilaterale), nell'accollo noi abbiamo un solo contratto in virtu del quale il debitore è gia

obbligato nei confronti del creditore e se il creditore interviene in questo contratto con

l'accettazione allora avremmo anche l'effetto liberatorio, diversamente avremmo l'effetto

ACCOLLO ESTERNO

puramente cumulativo → questo viene definito (unico accollo

disciplinato dal codice civile, e viene ricondotto al contratto a favore di terzi : vantaggio per il

creditore).

(Articolo 1273: Se il debitore e un terzo convengono che questi assuma il debito dell'altro, il

creditore può aderire alla convenzione, rendendo irrevocabile la stipulazione a suo

favore.L'adesione del creditore importa liberazione del debitore originario solo se ciò costituisce

condizione espressa della stipulazione o se il creditore dichiara espressamente di liberarlo )

nell'accollo, in virtu del contratto di accollo, il terzo è gia direttaemente obbligato (in solido o in

esclusiva, dipende che si abbia il consenso o meno dell'accollatario).

Si ritiene quindi che il secondo comma dell'articolo 1268 (dettato con riferimento alla

delegazione) possa trovare applicazione anche in materia di accollo; per cui l'accollo puo

essere cumulativo e un eventuale consenso del creditore limitarsi non a liberare il debitore

originario ma a produrre un beneficio d'ordine a favore dell'accolato.

ACCOLLO INTERNO

La dottrina ha elaborato anche il cosiddetto : non si ha nel codice civile

ma si utilizza molto nella prassi. L'accollo interno è un contratto che non viene manifestato

all'esterno (quindi al creditore) ma è effettuato limitatamente tra le parti contraenti, cioè il

terzo non entra nel vincolo obbligatorio e quindi non diventa debitore nei confronti del creditore

per cui se l'accollo è interno il creditore accollatario non potra mai pretendere nulla dal terzo

accollante. Questo accollo ha effetti solo tra il debitore originario e il terzo e sostanzialmente è

un contratto in virtu del quale l'accollante si obbliga a mettere a disposizione del debitore

originario i mezzi necessari per eseguire il pagamento nelle mani del debitore accollatario.

29 novembre 2016

CONTRATTO

Il contratto si colloca tra le fonti dell'obbligazione (articolo 1173: Le obbligazioni derivano da

contratto, da fatto illecito, o da ogni altro atto, o fatto idoneo a produrle in conformità

dell'ordinamento giuridico ) e la disciplina generale la troviamo nel titolo secondo, libro quarto.

Proprio il suo ruolo di fonte dell'obbligazione giustifica la sistemazione all'interno di questo

titolo.

Il contratto non è un'obbligazione ma è fonte dell'obbligazione e cio significa che dal contratto


ACQUISTATO

1 volte

PAGINE

98

PESO

1.24 MB

PUBBLICATO

8 mesi fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in economia
SSD:
Università: Ferrara - Unife
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher letiziapresentati di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto privato e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Ferrara - Unife o del prof finessi arianna.

Acquista con carta o conto PayPal

Scarica il file tutte le volte che vuoi

Paga con un conto PayPal per usufruire della garanzia Soddisfatto o rimborsato

Recensioni
Ti è piaciuto questo appunto? Valutalo!

Altri appunti di Diritto privato

Diritto privato
Appunto
Schema riassuntivo Diritto privato (prof Fede)
Appunto
Schema riassuntivo Diritto privato(prof Finessi)
Appunto
Riassunto esame Diritto commerciale: i titoli di credito, prof. Mayr
Appunto