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Disciplina del codice civile

Diritto soggettivo e oggettivo

Oggettivo: Si fa riferimento alla regola, quindi alla norma giuridica, è la regola che viene imposta dall’autorità. L’ordinamento giuridico è l’insieme di norme giuridiche che disciplinano la vita dei soggetti di diritto. Il diritto oggettivo indica la norma giuridica, l’insieme delle norme giuridiche compone un ordinamento giuridico; l’ordinamento giuridico è l’insieme di norme giuridiche che regola la vita dei soggetti di diritto.

Soggetti di diritto: Sono i destinatari delle norme giuridiche, i soggetti a cui l’ordinamento si rivolge e la cui vita è disciplinata dalle norme giuridiche. Quando si parla di soggetto di diritto si fa riferimento alla persona fisica (minorenne, maggiorenne), soggetti concepiti ma non ancora nati (diritto successorio): se un genitore muore prima della nascita del figlio, il soggetto concepito se nasce vivo avrà una vita. Altri diritti possono essere riconosciuti a soggetti non ancora concepiti (ad esempio è possibile fare testamento e attribuire i propri beni ai figli futuri che avrà un determinato soggetto anche se non è ancora stato concepito). Quindi soggetto di diritto comprende tutte le persone fisiche.

Si fa riferimento anche agli enti collettivi:

  • Profit: Che svolgono un’attività di profitto come tutte le società di persone e di capitali.
  • No Profit: Persone giuridiche (associazioni riconosciute e fondazioni) o che non sono persone giuridiche (perché non sono iscritte nel registro delle persone giuridiche) e sono le cosiddette società non riconosciute e i comitati. Enti non riconosciuti sono soggetti di diritto, sono destinatari di norme giuridiche ma non sono qualificabili come persone giuridiche (partiti politici, sindacati) non sono riconosciuti, non sono iscritti nell’elenco delle persone giuridiche.

Le norme giuridiche compongono l’ordinamento giuridico: è quell’insieme di norme giuridiche che si rivolge ai soggetti di diritto (persone fisiche, enti non personificati come associazioni non riconosciute e comitati, enti personificati, le associazioni riconosciute).

Diritto soggettivo: è il potere che l’ordinamento attribuisce ad un soggetto per soddisfare un proprio interesse, indica il potere e il diritto che la norma giuridica attribuisce ad un soggetto. È il potere che l’ordinamento giuridico riconosce in caso di un processo per realizzare un proprio interesse.

Art. 832: Base del diritto soggettivo di proprietà

Il diritto di proprietà è il diritto reale per eccellenza, contenuto del diritto soggettivo perché indica il contenuto del diritto di proprietà, descrive la situazione giuridica soggettiva che fa capo al proprietario e descrive il potere che ha il proprietario: di godere e disporre delle cose in modo pieno ed esclusivo.

Godere: Il proprietario può fare quello che crede con il proprio bene (usarlo o distruggerlo) e di disporre (cederlo a titolo oneroso, gratuito).

Art. 832 è una norma che descrive il diritto soggettivo di proprietà.

Caratteristiche della norma giuridica

È un comando generale e astratto.

  • Generale: La norma si riferisce a chiunque si trovi in una determinata situazione, la norma non riguarda un singolo individuo riguarda chiunque, è una norma a carattere generale.
  • Astratto: La norma si applica a tutti i casi uguali o comunque riconducibili a quello previsto dalla cosiddetta situazione tipo.

Art. 2043: Fatti illeciti

Se un fatto doloso o colposo crea un danno, colui che ha commesso quel danno di fatto deve risarcire, la norma è un comando generale e astratto.

  • Rompere il naso a tizio: ledere un diritto di tipo personale.
  • Rompere la bicicletta di tizio: ledere un diritto reale su un bene.

Sono due fattispecie concrete diverse ma entrambe riconducibili alla fattispecie astratta riconducibile all’articolo 2043. La sanzione è sempre la stessa. Norma generale e astratta.

Nozione di norma giuridica come generale e astratta

Chiunque si venga a trovare in una situazione riconducibile alla fattispecie presente nella norma è soggetto alla disciplina contemplata nella norma (generale = che riguarda chiunque e astratta).

Norma generale riguarda chiunque, il destinatario della norma è qualsiasi soggetto di diritto (persona fisica, ente proprio, ente no profit). Astratta: la disciplina, la norma applicabile è la medesima per tutte quelle fattispecie concrete riconducibili alla situazione tipo la fattispecie astrattamente disciplinata dalla legge.

Ci sono norme scritte in modo più semplice e altre più articolate (come la legge di stabilità in cui ci sono norme con proposizioni articolate).

Ogni norma nella sua composizione minima si scompone in una sorta di giudizio ipotetico che viene riassunto: (se A descrive la fattispecie astratta allora B).

A descrive l’evento, se si verifica questo evento è la fattispecie astratta allora B indica quelle che sono le conseguenze di una determinata fattispecie astratta. La prima parte della norma descrive la fattispecie astratta in un fatto eventuale (doloso o colposo), la seconda parte della norma indica invece gli effetti che derivano dall’aver assunto un determinato comportamento.

Dalla norma più elementare nella sua formulazione alla norma più complessa comunque l’attività interpretativa (perché tutte le norme vanno interpretate) ogni norma nella sua formulazione più elementare si compone di queste due parti:

  1. Se A (descrive la fattispecie astratta)
  2. Allora B (che indica quelle che sono le conseguenze)

Questo ci permette di capire se un comportamento è obbligatorio o permissivo, se il comportamento prescritto dalla norma è un comportamento imposto oppure se la norma descrive un comportamento come lecito. Ci sono norme che impongono un comportamento obbligatorio e se non si assume quel determinato comportamento si incorre in una sanzione. Ci sono alcune norme che hanno un contenuto permissivo, permettono la facoltà senza imporre quel comportamento.

Art. 1350: Comportamento obbligatorio

È un esempio di norma che impone un comportamento obbligatorio, è una norma che prescrive un comportamento come obbligatorio e la cui non osservanza implica l’applicazione di una sanzione. La norma dice: se vuoi vendere una casa o terreno (bene immobile) il contratto deve essere redatto in forma scritta altrimenti è nullo, se A allora B. Se si trasferisce un bene immobile in forma orale il contratto è nullo. Pena di nullità solo sugli immobili. Se si compra un quadro il contratto è valido. Nella prassi si utilizza la forma scritta ma non significa che sia obbligatorio. In forma giuridica l’atto scritto deve essere anche sottoscritto, la regola è la libertà della forma, salvo i casi in cui la legge prescrive una specifica forma per la validità del contratto.

In questo articolo c’è un elenco di atti che devono obbligatoriamente essere stipulati in forma scritta, l’atto pubblico fatto dal notaio o scrittura privata atto scritto e sottoscritto.

Art. 1350 è anche un esempio di norma inderogabile, laddove la norma descrive un comportamento come obbligatorio la norma è cogente o inderogabile (non può essere derogata dalla volontà delle parti) le parti non possono non rispettare la norma, l’inosservanza è sanzionata, non è ammessa una diversa volontà delle parti. Le norme possono prescrivere un comportamento come obbligatorio o semplicemente ammissivo, come lecito.

Art. 1183: Norme permissive

Se non è determinato il tempo in cui la prestazione deve essere eseguita, il creditore può esigerla immediatamente. La norma permette alle due parti debitore e creditore di accordarsi se non è determinato il tempo in cui la prestazione deve essere eseguita, la norma ha un comportamento permissivo: di fissare la scadenza del debito, le due parti possono fissare la scadenza del debito. Non sono previste sanzioni ma si applica la disciplina legale, le parti si possono accordare quando deve essere eseguita la prestazione, se le parti nulla dispongono si applica la disciplina legale che prevede la esigibilità immediata vuol dire che il creditore va dal debitore e dice pagami. È una norma derogabile o dispositiva, la regola è che il creditore può pretendere subito il pagamento se le parti non hanno disposto diversamente.

Art. 1182: Luogo del pagamento

Possono esserci dei costi legati al pagamento (1942 moneta cartacea..), detta la disciplina legale del luogo di pagamento, ci consente di capire dove deve essere eseguita la prestazione, è una norma dispositiva perché detta una serie di regole reali per determinare il luogo di pagamento, ci consente di capire dove deve essere eseguita una prestazione, è una disciplina con carattere dispositivo, è una norma derogabile perché le parti possono comportarsi in modo diverso. Se non c’è accordo si applica la disciplina legale.

Struttura del codice civile

Il contratto di leasing è un contratto atipico non previsto dall’ordinamento giuridico. Il divorzio non è disciplinato dal codice civile ma è una legge speciale, non è sempre stato possibile divorziare, è stato introdotto nel 1970. Il divorzio breve è una legge civile disciplinata dal codice civile. Locazione di immobili ad uso abitativo nel linguaggio corrente si chiama fitto ma che è giuridicamente sbagliato perché l’affitto di un immobile è destinato ad un’attività produttiva. Questo contratto di locazione è disciplinato al di fuori del codice civile, quindi il codice civile non contiene sanzioni di carattere penale come la reclusione però è un insieme di leggi civili.

Chi approva le leggi nel nostro ordinamento giuridico? Il presidente del consiglio, il parlamento e il governo. Il governo può adottare decreti legge in caso di urgenza che devono essere convertiti dal parlamento in legge entro 60 giorni oppure decreti legislativi che presuppongono la delega del parlamento.

Nel 1942 a capo del governo c’era Mussolini, il codice civile corrisponde ad un decreto legislativo, insieme di norme equivale a decreto legislativo, referendum del 46 in cui l’Italia è entrata nella repubblica.

Il codice civile si compone di 2969 articoli:

Art.1 si compone della capacità giuridica all’articolo 2969, numerazione che non è effettiva perché sono state fatte dal 1942 a oggi molte modifiche, sono state abrogate diverse disposizioni, sono state aggiunte nuove disposizioni con l’aggiunta della numerazione bis, ter, ecc., tutta la riforma del diritto societario, a tutta la riforma del diritto di famiglia a tutta la riforma dei consumatori che è stata inserita in un testo a parte è una legge speciale ed è chiamato codice del consumo, la sua progressione va dall’articolo 1 all’articolo 2969.

Il nostro codice civile è entrato in vigore il 21 aprile del 1942. Bisogna sempre tenere conto del periodo storico in cui è entrato in vigore un regolamento normativo perché per capire il significato della norma bisogna capire il contesto sociale, storico, politico. Il nostro codice civile è diviso in 6 libri:

  • I libro (libro delle persone e della famiglia): Dall’articolo 1 all’articolo 455: Troviamo la disciplina dei soggetti di diritto delle persone fisiche e la disciplina dei tre tipi di capacità (giuridica, d’agire, naturale), la disciplina di tutti gli enti no profit, sia enti con personalità giuridica (associazioni riconosciute e fondazioni) sia enti privi di personalità giuridica (associazioni non riconosciute e i comitati). Disciplina delle persone e della famiglia (disciplina del matrimonio civile, celebrato davanti all’ufficiale di stato civile o concordatario) il matrimonio concordatario di culto cattolico e trascritto nei registri di stato civile (dopo lo scambio di consensi il sacerdote dà lettura di tre articoli del codice civile perché questo indica la procedura del matrimonio concordatario e vale non solo per l’ordinamento canonico ma anche per quello civile, il sacerdote deve trascrivere entro 5 giorni l’avvenuta celebrazione del matrimonio nei registri di stato civile, c’è la disciplina del rapporto di filiazione, rapporto genitori-figli, di filiazione legittima tra genitori sposati tra di loro o filiazione naturale (che non esiste neanche più) posizione del soggetto nato da genitori non sposati tra di loro (che possono essere sposati ma non tra loro).
  • II libro (delle successioni): Dall’articolo 456 all’articolo 809: Abbiamo la disciplina delle successioni, disciplina che si applica quando un soggetto muore. Il patrimonio di questo soggetto va in eredità a seconda dei casi. N.B. non è oggetto di esame. Abbiamo la disciplina del contratto di donazione: Tizio vuole donare la propria casa a Caio, la donazione è un contratto, non è un atto unilaterale, perché se Tizio vuole regalare una casa ma io non la voglio non me la dona, la donazione è un contratto che si fa in presenza di un notaio. Tutti gli altri contratti sono disciplinati nel libro IV, la donazione è l’unico contratto tipico ad avere una propria disciplina nel libro II. Se non c’è accordo non si può fare la donazione.
  • III libro (della proprietà): Dall’articolo 810 all’articolo 1172 (si fa il mercoledì con il dottor fede), si chiama della proprietà ma troviamo la disciplina di tutti i beni (immobili, mobili registrati, delle universalità di beni mobili biblioteca insieme di beni mobili che dà vita ad una universalità di beni, la disciplina del diritto di proprietà che è il diritto reale per eccellenza perché il diritto pieno ed esclusivo, disciplina del diritto reale di proprietà, diritti reali di godimento minori/limitati si vantano su beni appartenenti ad un altro soggetto diritto di usufrutto o la servitù di passaggio su fondo altrui.

I diritti reali minori sono sei, questi sono tipici soggetti di diritto, non possono creare diritti reali diversi da quelli previsti, oltre il diritto di proprietà i diritti reali di godimento minori sono:

  • Usufrutto
  • Uso
  • Abitazione
  • Servitù
  • Superficie
  • Enfiteusi

Questi sono i diritti reali minori, quindi 7 diritti reali di godimento, la proprietà è il diritto precedente più 6 diritti reali minori, tutti disciplinati nel libro III; si studierà come si acquistano, come si esercitano e come si estinguono. La proprietà è l’unico diritto reale che è disciplinato, o meglio menzionato anche nella nostra carta costituzionale (Art. 42 costituzione in cui fa riferimento al diritto di proprietà). Il proprio diritto di proprietà non può danneggiare altri. Nel libro III c’è la disciplina del possesso che non è un diritto ma una situazione di fatto che viene riconosciuta e tutelata dall’ordinamento giuridico.

IV libro (obbligazioni in generale): Dall’articolo 1173 all’articolo 2059: un rapporto obbligatorio indica un rapporto di debito-credito es. (Tizio deve 100€ a Caio) bisogna capire da dove nasce l’obbligo di Tizio di dare 100€ a Caio, quindi bisogna imparare quelle che sono le fonti (atti da cui nasce qualcosa) delle obbligazioni, domandarsi da dove nasce l’obbligo in capo al debitore di dover eseguire una prestazione nei confronti del creditore, es. di fonte dell’obbligazione può essere la compravendita (Caio ha venduto a Tizio un libro), la compravendita è un contratto, un mutuo che è un contratto, arrecare un danno a qualcuno (Art. 1043) che è disciplinato nel libro IV. (Art. 1173) norma con cui si apre il libro IV, indica le fonti dell’obbligazione, sono fonti dell’obbligazione il contratto (compravendita, mutuo, locazione), il fatto illecito e qualunque atto o fatto idoneo a produrre obbligazioni in conformità dell’ordinamento giuridico.

Es. (Ho perso il cane e prometto 100€ a chi lo ritrova) questa è una promessa al pubblico, è una fonte dell’obbligazione. Se qualcuno riporta il cane si ha l’obbligo di dargli 100€.

Bisogna imparare la struttura del codice civile. I libri sono suddivisi in titoli / sezioni / capi / paragrafi N.B. La prof si concentrerà soprattutto sul libro I e IV che è il libro delle obbligazioni Art. 1: Ogni libro è suddiviso in titoli che sono eventualmente suddivisi in capi. I sei libri sono suddivisi in titoli ed eventualmente suddivisi in capi eventualmente suddivisi in sezioni eventualmente suddivisi in paragrafi. Il libro IV è il libro delle obbligazioni ed è suddiviso in nove titoli che bisogna sapere (N.B. degli altri libri non interessa) bisogna sapere che ci sono 6 libri, che cosa è disciplinato all’interno di ogni libro.

Libro IV

  • Titolo I: Riguarda le obbligazioni in generale, vuol dire che abbiamo la disciplina generale del rapporto obbligatorio, cioè la disciplina generale che si applica a tutti i rapporti di debito/credito, in qualunque modo nascano; Es. (come e dove si esegue una prestazione, quali sono i modi di estinzione delle obbligazioni).
  • Titolo II (dei contratti in generale): Dall’articolo 1173 a 1320 riguarda la disciplina generale delle obbligazioni: come posso trasferire un debito o credito.
  • Il titolo II del libro IV (1420 – 1469 bis) riguarda la disciplina generale dei contratti, quindi riguarda la disciplina di una specifica fonte delle obbligazioni che è il contratto: come si costituisce, quando è nullo, quando è annullabile, quando è rescindibile.
  • Titolo III: Art. 1470: Riguarda i singoli contratti, i contratti tipici, i contratti che trovano una disciplina specifica.
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Scienze giuridiche IUS/01 Diritto privato

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher jonny121 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Istituzioni di diritto privato e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Ferrara o del prof Finessi Arianna.
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