Che materia stai cercando?

Riassunto esame Diritto Privato, prof. Palmeri, libro consigliato Istituzioni di Diritto Privato, Galgano Appunti scolastici Premium

Riassunto per l'esame di Diritto Privato, basato su appunti personali e studio autonomo del testo consigliato dal docente Istituzioni di Diritto Privato, Galgano.
Gli argomenti sono: l'interesse legittimo come interesse che la legge protegge solo indirettamente, in quanto coincidente con l’interesse pubblico, la protezione degli interessi legittimi del cittadino... Vedi di più

Esame di Diritto privato docente Prof. G. Palmeri

Anteprima

ESTRATTO DOCUMENTO

Con la L.672 del 31/12/96 si è data attuazione alla direttiva comunitaria n.95/46/CE del 24/10/95

“Relativa alla tutela delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali nonché alla

libera circolazione dei dati”. La legge promuove due novità:

la necessità del consenso al trattamento dei dati;

- la costituzione di un Garante.

-

Tutela dei diritti della personalità (difficoltà dovuta al carattere non patrimoniale di questi diritti):

risarcimento del danno (art.2043 ss CC);

- insufficienza dei criteri di legge stante il carattere non patrimoniale del pregiudizio (art.2059

- CC);

danni punitivi (sanzione presente più nell’ordinamento penale e non nel civile).

-

PERSONE GIURIDICHE (Artt.11-13 CC): Vedi Galgano

Si distinguono a seconda dello scopo in:

con scopo non di profitto (Libro I°) associazioni riconosciute e fondazioni (artt.14-35 CC),

- associazioni non riconosciute (artt.36-38 CC), comitati (artt.39-42 CC);

con scopo di profitto (Libro V°) art.13 CC, società di persone (artt.2251-2324 CC), società di

- capitali (artt.2325-2497 bis CC).

Associazioni (art.18 Cost.)

Nasce da un contratto plurilaterale con comunione di scopo.

Le differenze di regolazione legislativa tra le associazioni riconosciute e quelle non riconosciute

derivano unicamente dall’assenza di personalità giuridica delle seconde.

Caratteristiche:

- le parti possono essere due o più di due e in ogni caso le prestazioni di ciascuna delle parti è

diretta al perseguimento di uno scopo comune.

- è una organizzazione a struttura aperta in quanto le nuove adesioni sono possibili senza che ciò

implichi una modificazione del contratto.

Modi di attribuzione della personalità giuridica ad associazioni e fondazioni.

sistema concessionario:

- il riconoscimento si consegue attraverso un provvedimento di natura amministrativa specifico e

che viene emesso caso per caso valutando le ragioni ed i mezzi;

- il riconoscimento è concesso per decreto del Capo dello Stato (art.12 CC) o regionale (DPR

616/77) Autorità amministrativa e registrato sul registro delle persone giuridiche tenuto presso

la cancelleria del tribunale (funzione di rendere opponibili a terzi i fatti trasmessi).

L’autorità amministrativa continua ad esercitare controlli anche dopo la loro costituzione seguendo

la conformità alla legge dello statuto e dell’atto costitutivo con le loro successive modificazioni,

l’adeguatezza dei mezzi patrimoniali dell’ente rispetto allo scopo da perseguire.

La personalità giuridica è attribuita ad associazioni e fondazioni dotate di autonomia patrimoniale

perfetta (art.33 CC) cioè il patrimonio dell’ente è distinto dal patrimonio degli associati. Il

riconoscimento per decreto da parte da parte della pubblica amministrazione non è tanto per

legittimare lo scopo o la struttura ma per attribuire autonomia patrimoniale perfetta.

Modi di attribuzione della personalità giuridica a enti commerciali.

sistema normativo: PAGINA 8

l’acquisto delle personalità giuridica non richiede una verifica caso per caso ma è automatica

- conseguenza dell’adempimento delle formalità previste dalla legge.

fasi della procedura sono l’omologazione dell’atto costitutivo da parte del tribunale, la

- registrazione (iscrizione nel Registro delle Imprese) art.2331 CC.

Atto costitutivo o statuto:

le associazioni e le fondazioni devono essere costituite con atto pubblico. La fondazione può

- essere disposta anche per testamento (art.14 CC);

lo statuto è il testo normativo che disciplina la attività dell’ente.

-

L’atto costitutivo delle associazioni è un contratto di natura consensuale e si perfeziona per effetto

dell’accordo intercorso tra le parti. Il rapporto che si crea ha una patrimonialità che si determina in

ragione del fatto che le prestazioni, cui le parti sono obbligate, sono suscettibili di valutazione

economica.

Requisiti essenziali del contratto di associazione sono:

- lo scopo dell’associazione;

- le condizioni per l’ammissione degli associati;

- le regole sull’ordinamento interno.

L’ammissione successiva all’associazione ha giuridicamente la medesima natura dell’originaria

partecipazione e sono inammissibili le clausole che vietassero le nuove adesioni all’associazione

come d’altra parte che imponessero l’accoglimento di nuove domande di ammissione (atto di

autonomia contrattuale).

I contributi possono essere determinati periodicamente dagli organi dell’associazione.

Organi:

assemblea (artt.20-23 CC) i soci devono avere parità di diritti e doveri;

- amministratori (artt.18-19 CC);

- organo di controllo (proibiviri).

-

Responsabilità patrimoniale nelle associazioni riconosciute e fondazioni.

Il patrimonio delle associazioni riconosciute non appartiene ai singoli associati ma all’associazione,

pertanto su di esso possono agire solo i creditori dell’associazione e non anche i creditori degli

associati.

Acquisti nelle associazioni riconosciute e fondazioni.

Possono acquistare beni mobili ed immobili sia a titolo oneroso che gratuito.

La facoltà di recesso è concessa ad ogni associato.

L’esclusione dell’associato è ammessa solo per gravi motivi motivati in modo specifico da un fatto

determinato. In caso di richiesta di un intervento giudiziale il giudice ha il compito di stabilire

l’effettiva gravità dei fatti contestati.

L’estinzione dell’associazione si compie per:

le clausole previste dall’atto costitutivo (scadenza);

- deliberazione dell’assemblea;

- raggiungimento dello scopo o impossibilità a conseguirlo;

- il venire a mancare di tutti gli associati.

- PAGINA 9

Fondazione come stabile organizzazione volta a destinare il patrimonio privato ad un determinato

scopo di pubblica utilità e soggetto a controlli governativi.

Nelle Associazioni prevale l’elemento personale (artt.16,20,24 CC).

Nelle Fondazioni prevale l’elemento patrimoniale (art.14 CC).

Associazioni non riconosciute (enti di fatto)

Costituite da enti creati in autonomia dai privati e che non ottengono o non viene richiesto il

riconoscimento.

Sono regolate dagli accordi tra associati (art.36 CC) e quindi non statuti ed hanno un fondo comune

(art.38 CC) che differenzia dal patrimonio in quanto non c’è autonomia patrimoniale perfetta.

Responsabilità patrimoniale nelle associazioni non riconosciute.

Delle obbligazioni rispondono anche personalmente le persone che hanno agito in nome e per

conto dell’associazione. Per gli associati c’è invece uguale posizione che per le associazioni

riconosciute.

Gli acquisti di beni mobili ed immobili, nelle associazioni non riconosciute, può avvenire solo a

titolo oneroso.

Le disposizioni testamentarie (art.600 CC) o le donazioni (art.786 CC) a enti non riconosciuti non

sono validi se entro un’anno non hanno ricevuto il riconoscimento.

Comitati (artt.39-42 CC)

Nascono dall’esigenza di perseguire un fine di pubblica utilità e attuato grazie a fondi raccolti

mediante pubblica sottoscrizione.

Ha quindi caratteri di durata limitata nel tempo e la raccolta fondi.

Responsabilità patrimoniale (art.40 CC).

Gli organizzatori e coloro che assumono la gestione dei fondi sono responsabili personalmente e

solidalmente della conservazione dei fondi e della loro destinazione allo scopo annunciato.

I suoi componenti rispondono personalmente e solidalmente delle obbligazioni assunte. I

sottoscrittori sono tenuti soltanto ad effettuare le oblazioni promesse (art.40 CC).

Qualora i fondi raccolti non siano sufficienti al raggiungimento dello scopo l’autorità governativa

stabilisce come destinare i fondi.

L’interesse del legislatore è ad assicurare che gli elementi patrimoniali di questi enti senza scopo di

lucro siano sempre e solo destinati allo scopo per cui era nata l’associazione stessa.

Persone giuridiche con scopo di lucro (Libro V°):

Società di persone date da società semplici, SNC, SAS. Dove la responsabilità patrimoniale è

- illimitata e solidale dei soci per le obbligazioni sociali e il potere di amministratore inerisce

direttamente alla qualità di socio. Intrasferibilità della qualità di socio senza il consenso degli

altri soci;

Società di capitali date da SPA, SRL SAPA. Dove la responsabilità patrimoniale è limitata e il

- potere di amministratore è diverso dalla qualità di socio. Liberamente trasferibile la qualità di

socio.

FAMIGLIA:

Rapporto personale tra coniugi:

Artt.29-30 Cost.: famiglia come società naturale fondata sul matrimonio con elemento caratteristico

la parità tra coniugi. PAGINA 10

Modello di famiglia del ’42 di tipo gerarchico con un capofamiglia avente diritti sugli altri

componenti che erano a lui subordinati.

Il diritto sulla famiglia è stato riformato nel 1975 in quanto il modello del 1942 non faceva più parte

del sentire comune.

Matrimonio (artt.82-142 CC):

senza matrimonio non c’è famiglia, c’è quindi una minore tutela per le famiglie di fatto con la

salvaguardia però per i figli. Il matrimonio sotto un duplice aspetto:

- matrimonio come atto in cui il consenso viene esposto nelle forme proprie della celebrazione

del matrimonio. Due persone si scambiano dichiarazioni di volontà di prendersi rispettivamente

in marito e moglie;

- matrimonio come rapporto in quanto è il rapporto giuridico che l’atto instaura tra i coniugi.

La cerimonia del matrimonio può essere:

- civile è regolata con legge dello Stato e celebrato davanti all’ufficiale di stato civile (art.84 ss

CC) tale matrimonio è entrato in uso dal 1865;

- religioso che è quello regolato da codice di diritto canonico e celebrato davanti al ministro del

culto cattolico o di altri culti (artt.82-83 CC). Vi è una differenza tra il matrimonio celebrato da

un ministro della fede cattolica o quelli di altri culti in quanto solo a quello cattolico, in base

all’art.29 del Concordato, può essere riconosciuto un effetto civile tramite la trascrizione.

Diritti e doveri reciproci dei coniugi (art.143 CC):

Il legislatore si è ispirato ad un modello di parità all’interno di una comunità e subordinando

l’interesse personale dei coniugi all’interesse collettivo della famiglia.

con il matrimonio il marito e la moglie acquistano gli stessi diritti e assumono i medesimi

- doveri;

dal matrimonio deriva l’obbligo reciproco della fedeltà., all’assistenza morale e materiale, alla

- collaborazione nell’interesse della famiglia;

entrambi i coniugi sono tenuti ciascuno in relazione alle proprie sostanze e alla propria capacità

- di lavoro professionale o casalingo a contribuire ai bisogni della famiglia (da notare la pari

dignità riconosciuta tra il lavoro professionale e quello casalingo).

art.143 bis CC la moglie assume il cognome del marito conservandolo durante lo stato vedovile e

fino a nuove nozze.

art.144 CC l’indirizzo della vita famigliare e la residenza come scelta comune dei coniugi.

art.145 CC intervento del giudice in caso di mancato accordo su questioni fondamentali della

convivenza.

art.147 CC il dovere verso i figli appartiene ad entrambi i genitori che devono tenere conto nelle

loro decisioni della personalità dei figli.

Separazione personale (art.150 CC):

Fa venire meno l’obbligo della coabitazione e della fedeltà. Allenta il vincolo matrimoniale ma non

la riunione.

La separazione, che può essere richiesta esclusivamente dai coniugi, può essere:

- giudiziale (art.151 CC) PAGINA 11

quando si verificano fatti tali da rendere intollerabile la prosecuzione della convivenza o

danneggiano la prole. Il giudice dichiara a quale coniuge addebitare la separazione che però

non rileva agli effetti dell’affidamento della prole ma invece:

agli effetti della corresponsione dell’assegno di mantenimento. Chi subisce l’addebito non

ha diritto al mantenimento ma solo agli alimenti;

agli effetti successori (art.548,585 CC) il coniuge con addebitata la separazione perde i

diritti successori, ha diritto soltanto ad un assegno vitalizio.

- consensuale (art.158 CC)

il consenso è omologato dal giudice.

Gli effetti della separazioni si possono riassumere ne:

- venire meno della coabitazione;

- venire meno della fedeltà;

- presenza dell’assegno di mantenimento;

- presenza di provvedimento riguardanti i figli (art.155 CC). Il giudice che pronuncia la

separazione dichiara a quale coniuge i figli sono affidati. Stabilisce anche come l’altro coniuge

deve provvedere ai figli. Il coniuge a cui sono affidati i figli ha l’esercizio esclusivo della

podestà;

- l’abitazione della casa familiare viene data al coniuge a cui sono affidati i figli.

Divorzio

E’ una causa di scioglimento del matrimonio introdotta con la L.898/70 e modificata con L.74/87.

Può essere domandata da uno dei due coniugi quando sia venuta meno la comunione materiale e

spirituale tra i coniugi.

Le cause possono essere in uno dei seguenti fatti:

i coniugi vivono separati da almeno un triennio;

- condanna penale di un coniuge;

- non consumazione dell’atto coniugale;

- uno dei coniugi se straniero abbia ottenuto all’estero annullamento o scioglimento;

- cambiamento di sesso (L.174/82).

-

L’affidamento della prole segue i principi indicati all’art.6 comma II e III (che ripercorrono i

principi già visti nella separazione).

Viene inoltre riconosciuto un assegno di mantenimento (art.5 VI) in mancanza, da parte di un

coniuge, di mezzi adeguati o all’impossibilità oggettiva a procurarseli.

RAPPORTO PATRIMONIALE TRA CONIUGI:

Dal matrimonio discendono anche rapporti patrimoniali tra coniugi.

Regime patrimoniale:

Salvo diversa convenzione il regime patrimoniale legale tra i coniugi è costituito dalla comunione

dei beni (art.159 CC). Si va così a sottolineare il principio di uguaglianza stabilito dall’art.29 Cost.

PAGINA 12

così anche nell’art.160 CC che parla della inderogabilità dei diritti e doveri previsti dall’istituto del

matrimonio (art.143,147,148 CC).

Il regime della separazione dei beni che ora deve essere successivo ad una chiara scelta dei coniugi

fino al 1975 era invece il regime patrimoniale di riferimento nell’istituto del matrimonio.

Oggetto della comunione legale (art.177 CC):

a) comunione immediata:

acquisti di beni compiuti durante il matrimonio ad esclusione di quelli personali

- aziende costituite e gestite da entrambi i coniugi dopo il matrimonio. Se l’azienda era

-

di proprietà di uno dei due coniugi antecedentemente il matrimonio, ma poi era gestita da

entrambi, la comunione riguarda solo gli utili prodotti;

b) comunione residuale (art.177 b-c CC)

i redditi di attività personale non fanno direttamente parte della comunione, ma diventano

comuni se non sono stati consumati al momento dello scioglimento del vincolo matrimoniale.

Così come le imprese (art.178 CC).

Beni personali (art.179 CC):

beni di cui prima del matrimonio era proprietario o titolare di un diritto legale di godimento;

- beni acquistati successivamente al matrimonio per effetto di donazione o successione;

- beni di uso strettamente personale;

- beni ottenuti a titolo di risarcimento danni;

-

Dopo il matrimonio per i coniugi esistono due tipi di beni: quelli personali e quelli in comune.

Amministrazione dei beni in comune (art.180 CC):

L’amministrazione e rappresentanza ordinaria spetta disgiuntamente ad entrambi i coniugi;

- gli atti di straordinaria amministrazione spettano congiuntamente ad entrambi.

-

Gli atti di straordinaria amministrazione compiuti senza il necessario consenso (art.184 CC) sono

annullabili se riguardano beni immobili o mobili registrati. L’azione deve però essere portata entro

un anno della data dell’atto o entro un anno dalla data di trascrizione.

Se gli atti riguardano invece beni mobili il coniuge che ha compiuto l’atto è obbligato a ricostituire

la comunione nello stato in cui era precedentemente l’atto.

Obblighi gravanti sui beni della comunione (art.186 CC):

i beni della comunione rispondono:

di tutti i pesi ed oneri gravanti su di essi al momento dell’acquisto;

- di tutti i carichi dell’amministrazione;

-

- delle spese per il mantenimento della famiglia e per l’istruzione e l’educazione dei figli e di ogni

obbligazione contratta dai coniugi anche separatamente nell’interesse della famiglia;

di ogni obbligazione contratta congiuntamente dai coniugi.

-

Obbligazioni contratte separatamente dai coniugi (art.189 CC):

i creditori possono ricevere soddisfazione dei loro crediti, dopo aver attinto ai beni personali, sulla

metà dei beni della comunione e se non sono sufficienti possono essere chiamati anche i beni

personali dell’altro coniuge.

Vige quindi una responsabilità sussidiaria dei beni personali (art.190 CC).

Scioglimento della comunione (art.191 CC):

avviene nei seguenti casi:

dichiarazione di assenza o di morte presunta;

- annullamento, scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio;

- separazione personale;

- separazione giudiziale dei beni;

- mutamento convenzionale del regime patrimoniale;

- fallimento di uno dei due coniugi.

-

Modifiche convenzionali dalla comunione legale dei beni (art.210 CC): PAGINA 13

i coniugi possono modificare il regime della comunione legale dei beni purchè enuncino in modo

concreto i nuovi patti regolatori.

Impresa famigliare (art.230 bis CC):

la norma ha carattere residuale in quanto la sua applicazione trova motivo se il rapporto non è

configurabile diversamente (es. lavoro subordinato, società).

L’impresa se appartiene ad uno dei famigliari resta come tale e non diventa impresa famigliare.

Solo se si lavora nell’ambito dell’impresa si acquista il diritto agli utili o ai suoi beni. Il lavoro

domestico da diritti sull’impresa solo se ha efficacia causale nella gestione imprenditoriale.

BENI E PROPRIETA’

Art.42 Cost. La proprietà è pubblica o privata. I beni economici appartengono allo Stato ed enti o a

privati. La proprietà privata è riconosciuta e garantita dalla legge, che ne determina i modi di

acquisto, di godimento e i limiti allo scopo di assicurarne la funzione sociale e di renderla

accessibile a tutti. La proprietà privata può essere, nei casi previsti dalla legge, e salvo indennizzo,

espropriata per motivi d'interesse generale. La legge stabilisce le norme ed i limiti della successione

legittima e testamentaria e i diritti dello Stato sulle eredità.

Sono beni le cose che possono formare oggetto di diritto (art.810 CC) quindi no l’aria o la luce.

Distinzione beni immobili (legati al suolo) e mobili (altri beni) (art.812 CC).

Sono beni mobili anche le energie naturali che fanno valore economico (art.814 CC).

Esistono dei particolari beni mobili iscritti in pubblici registri e normati da apposite disposizioni o

in mancanza di queste da quelle riguardanti i beni mobili, es. automobili, aerei, navi (art.815 CC).

La distinzione tra beni mobili e immobili rileva ai fini:

della forma scritta richiesta, pena la nullità, nei contratti immobiliari (art.1350 CC);

- della pubblicità mediante trascrizione nei registri immobiliari (art.2643 ss CC);

- dell’acquisto a titolo originario;

- della disciplina degli atti di straordinaria amministrazione compiuti senza il necessario consenso

- dell’altro coniuge in regime di comunione legale (art.184 CC).

Beni mobili ed immobili seguono regole di circolazione differenziate, con la ragione che il

legislatore voleva dare maggiore tutela, vista l’importanza che i beni immobili rivestivano negli

anni vicini al 1942. Negli anni successivi l’importanza dei beni immobili è diminuita in quanto si

sono sviluppate forme di ricchezza basate sul possesso anche di altre categorie di beni mobili (es.

azioni).

Pertinenze (art.817 CC):

Sono cose destinate, in modo durevole, a servizio ed ornamento di altre cose. La destinazione può

essere fatta dal proprietario della cosa principale o da chi ne ha un diritto reale.

Regime delle pertinenze: gli atti e i rapporti giuridici che hanno per oggetto la cosa principale

comprendono anche le pertinenze, se non è diversamente disposto. Le pertinenze possono formare

oggetto di separati atti o rapporti giuridici (art.818 CC).

Frutti (art.820 CC):

- frutti naturali quelli che provengono direttamente e naturalmente dalla cosa (es. frutti agricoli) e

finché non avviene la separazione, i frutti formano parte della cosa stessa;

- frutti civili quelli che ritraggono dalla cosa come corrispettivo del godimento che altri ne abbia

(interessi capitali, corrispettivo locazioni).

L’acquisto dei frutti avviene:

per i frutti naturali essi appartengono al proprietario della cosa che li produce, se appartengono

- ad altri la proprietà si acquista solo con la separazione; PAGINA 14

i frutti civili si acquistano giorno per giorno in ragione della durata del diritto.

-

Beni pubblici (art.822 ss CC):

Il proprietario è un ente pubblico di beni che sono destinati al soddisfacimento di interessi pubblici.

Fanno parte del demanio pubblico necessario i lidi del mare, laghi, fiumi, opere della difesa, ecc.

Mentre sono considerati demanio eventuale le strade statali, immobili interesse storico, ecc.

Condizione giuridica del demanio pubblico (art.823 CC) sono beni inalienabili e non formano

oggetto di diritti a favore di terzi se non diversamente normato.

I beni pubblici possono non essere demaniali ma far parte del patrimonio dello Stato, Provincie o

Comuni. Si parla allora di patrimonio disponibile (art.826 I CC) e patrimonio indisponibile (art.826

II CC) come le foreste.

La loro condizione giuridica (art.828 CC) è soggetta alle regole particolari che li riguardano o alle

regole del CC dove i beni indisponibili non possono essere sottratti alla loro destinazione. I beni del

patrimonio disponibile sono regolati dal sistema privatistico.

Diritti reali:

Diritto sulle cose aventi carattere di assolutezza perché spettano ad un soggetto nei confronti di tutti

gli altri.

hanno diritto si seguito;

- godono di difesa assoluta;

- sono suscettibili di possesso e di acquisto originario.

-

Diritti reali di godimento (facoltà diretta all’utilizzazione del bene):

su cosa propria (proprietà);

su cosa altrui (superficie, enfiteusi, usufrutto, uso, abitazione, servitù prediale e diritti reali

minori).

Diritti reali di garanzia (vincolano il bene alla garanzia dell’adempimento di una obbligazione:

pegno e ipoteca.

Diritto di proprietà (art.832 CC):

Il proprietario ha il diritto di godere e disporre delle cose in modo pieno ed esclusivo, entro i limiti e

con l'osservanza degli obblighi stabiliti dall'ordinamento giuridico.

Nell’articolo del CC c’è un riferimento agli articoli 42 e seguenti della Costituzione che sanciscono

una funzione sociale della proprietà.

Il proprietario vive il suo diritto assoluto con delle limitazioni:

nell’interesse generale: atti di emulazione, espropriazione per pubblico interesse;

nell’interesse dei privati: immissioni, distanze, luci, vedute.

Atti di emulazione (art.833 CC) il proprietario non può compiere atti con il solo scopo di nuocere

ad altri. E’ di difficile applicazione nella giurisprudenza ma si trova in sintonia con l’art.42 della

Cost.

Espropriazione (art.834 CC) si può essere privati di beni o di parte di essi solo per cause di pubblico

interesse e contro il pagamento di una indennità.

Differenze tra CC che parla di pubblico interesse e la Cost. Art.42 che parla di interesse generale

che è più ampio. Il CC parla di giusto indennizzo mentre la Cost. solo di indennizzo.

Proprietà fondiaria (art.840 CC):

proprietà di un fondo si estende al sottosuolo e non ci si può opporre ad attività nelle profondità o

nello spazio sovrastante a meno che non si abbia interesse ad escluderle (gallerie, traffico aereo).

Inoltre in determinati casi (art.843 CC) si deve consentire l’accesso al fondo (riparazioni del vicino

o cosa introdotta accidentalmente nel fondo).

Immissioni (art.844 CC):

stabilisce cosa il proprietario può pretendere dai proprietari dei fondi vicini. PAGINA 15

La tutela delle immissioni va ad interesse soprattutto il diritto alla salute salvaguardata anche da

norme costituzionali.

Giurisprudenzialmente bisogna vedere dove si trova il fondo (zona residenziale, zona industriale,

ecc.) per poter stabilire la tollerabilità alle immissioni.

Proprietà edilizia normata soprattutto fuori dal CC nelle leggi speciali. C’è stata negli anni una

progressiva regolamentazione pubblicistica dell’attività edificatoria:

L.1150/42, L. 785/67 che ha portato tutti i comuni a dotarsi di piani regolatori e L.10/77 che ha

introdotto la concessione edilizia onerosa.

Negli artt.869-871 CC richiamo ai piani regolatori ed ai regolamenti edilizi comunali.

Art.872 CC proprietario come oggetto passivo di una sanzione privatistica.

Distanze (art.873 CC):

natura residuale delle norme codicistiche in tema di distanze.

Minima distanza di 3 metri tra costruzioni se non maggiore prevista dai regolamenti comunali.

Luci e vedute (art.900 CC):

luce quando l’apertura non permette di affacciarsi sul fondo del vicino (non c’è distanza minima ma

la presenza di una grata).

Veduta o prospetto quando l’apertura permette di affacciarsi sul fondo del vicino (distanza minima

1,5 metri dal confine).

MODI DI ACQUISTO DELLA PROPRIETA’ E DIRITTI MINORI:

(art.922 CC) La proprietà si acquista per:

modo originario e cioè

occupazione (art.923 ss CC);

- invenzione (art.927 ss CC);

- accessione (art.934 ss CC);

- specificazione (art.940 ss CC);

- unione o commistione (art.939 CC);

- usucapione (art.1158 ss CC);

-

o modo derivato e cioè

effetto di contratti (art.1321 CC);

- successione causa morte (art.456 ss CC).

-

Esistono quindi due categorie di acquisti:

a titolo originario dove il diritto di proprietà che si acquista sulla cosa è indipendente dal

diritto di un precedente proprietario. La proprietà si acquista libera da ogni diritto altrui che

avesse gravato il precedente proprietario;

a titolo derivato si acquista sulla cosa un diritto di proprietà già spettante ad un precedente

proprietario. Vale la regola per cui nessuno piò trasferire ad altri maggiori diritti di quanto

egli stesso abbia.

Occupazione (art.923 CC): cose mobili non appartenenti a nessuno cioè abbandonate e animali

caccia e pesca (fauna ora tutelata dallo stato).

Invenzione (art.927 CC): cose smarrite e ritrovate. Bisogna ricercarne il proprietario consegnando

l’oggetto al Sindaco (ufficio beni smarriti) che trascorso un anno diventa proprietà del ritrovatore.

Se la cosa è un tesoro appartiene per metà al ritrovatore e per metà al proprietario del fondo.

Accessione (art.934 ss CC): proprietario di un cosa principale attrae a sé una cosa accessoria:

PAGINA 16

accessione cosa mobile a cosa immobile (art.934-938 CC) es. costruzione edificio su un

fondo;

accessione di cosa immobile a cosa immobile (art.942,945-947 CC) es. alluvione e

avulsione;

accessione cosa mobile a cosa mobile (art.939 CC) unione o mescolanza.

Accessione invertita (art.938 CC) occupazione di fondo attiguo (es. costruzione di opere pubbliche

come l’occupazione acquisitiva dove un ente statale occupa illegittimamente un suolo privato per

costruire un’opera pubblica, si avrà l’estinzione del diritto di proprietà del privato con la

conseguente acquisizione a titolo originario della proprietà del suolo in capo all’ente costruttore che

dovrà però versare un risarcimento al privato).

specificazione (art.940 CC):

Se taluno ha adoperato una materia che non gli apparteneva per formare una nuova cosa ne acquista

la proprietà pagando al proprietario il prezzo della materia, salvo che il valore della materia sorpassi

notevolmente quello della mano d'opera. In quest'ultimo caso la cosa spetta al proprietario della

materia, il quale deve pagare il prezzo della mano d'opera. (es. stilista).

Diritti reali minori:

diritti reali su cosa altrui, coesistenza di diritti tra proprietario e altri soggetti.

Caratteristiche:

fanno diritto di seguito cioè seguono la trascrizione della cosa;

- godono di difesa assoluta;

- sono suscettibili di possesso e di acquisto a titolo originario tramite possesso (usucapione);

- si prescrivono in 20 anni;

- formano un numero chiuso cioè l’autonomia dei privati non può crearne altri (risponde ad una

- finalità di politica legislativa che vuole evitare che sui beni si formino una generalità di diritti in

modo tale da impedire o rendere difficoltosa la loro circolazione e quindi la formazione di

ricchezza).

Tali diritti sono:

Diritto di superficie (art.952 CC): scissione tra proprietà del fondo e proprietà dell’edificio. La

costituzione del diritto di superficie sospende l’operatività del diritto di accessione.

Il diritto di superficie temporaneo è stato utilizzato come strumento di politica urbanistica con la

L.865/71 la quale prevede che i suoli espropriati per fini di edilizia popolare possono restare di

proprietà dei comuni e che su di essi venga concesso ai costruttori solo diritto di superficie

temporaneo (normalmente 99 anni).

enfiteusi (art.957-965 CC): diritto reale minore che attribuisce all’enfiteuta la facoltà di godimento

che spettano al proprietario (si parla di dominio utile per l’enfiteuta e dominio diretto per il

proprietario).

L’enfiteuta ha l’obbligo di migliorare il fondo e di pagare un canone (art.960 CC), il fondo può

essere affrancato dall’enfiteuta ed in caso di inadempimento degli obblighi dell’enfiteuta il

concedente può richiedere la devoluzione (art.972 CC).

E’ un’istituto scarsamente utilizzato.

usufrutto (art.981 CC):

usufruttuario ha la facoltà di godere della cosa ma di rispettarne la destinazione.

Si costituisce per legge, volontà dell’uomo o per usucapione (art.978 CC). I frutti spettano

all’usufruttuario per la durata del suo diritto (art.984 CC) e la durata non eccede la vita

dell’usufruttuario o se persona giuridica non oltre 20 anni (art.979 CC).

Uso e abitazione: forma di usufrutto più limitata. PAGINA 17

Uso (art.1021 CC): Chi ha il diritto d'uso di una cosa può servirsi di essa e può raccogliere i frutti

per quanto occorre ai bisogni suoi e della sua famiglia. (ricordare la riserva a favore del coniuge

anche in caso di uso art.540 CC).

abitazione (art.1022 CC). Né l’uso né l’abitazione consentono di cedere il diritto di dare in

locazione la casa. Possono essere goduti come diritti solo in caso di bisogno del titolare e della sua

famiglia.

servitù prediali (art.1027 CC): La servitù prediale consiste nel peso imposto sopra un fondo per

l’utilità di un altro fondo appartenente a diverso proprietario.

Rapporto di asservimento tra fondi con la presenza di proprietari diversi.

Art.1031 CC costituzione delle servitù: le servitù prediali possono essere costituite coattivamente o

volontariamente. Possono anche essere costituite per usucapione o per destinazione del padre di

famiglia.

Servitù coattive:

- acquedotto coattivo (art.1033-1048 CC);

passaggio coattivo (art.1051-1057 CC) concesso il passaggio da un fondo a cui è interclusa

la pubblica via;

servitù acquistate per usucapione o destinazione del padre di famiglia:

- valgono solo per le servitù apparenti (art.1061 CC) es. senza opere visibili.

Estinzione delle servitù:

confusione (art.1072 CC) proprietario del fondo servente e fondo dominante diventano la stessa

- persona;

prescrizione (art.1073 CC) non se ne usa per 20 anni.

-

POSSESSO:

art.1140 CC: “Il possesso è il potere sulla cosa che si manifesta in un'attività corrispondente

all'esercizio della proprietà o di altro diritto reale”.

Il possesso dà il potere di fatto su una cosa.

Rapporto tra possesso e proprietà:

- la proprietà è una situazione di diritto (art.832 CC) che può essere acquistato a titolo originario

o definitivo;

- il possesso è invece una situazione di fatto;

le vesti di proprietario e di possessore normalmente coincidono nella stessa persona;

- il possessore può non essere il proprietario e ugualmente godere della tutela possessoria, il

- proprietario, non essendo il possessore, può agire per recuperarla.(art.948 CC).

La legge tutela il possesso di per sé anche se il soggetto non ne è anche il proprietario e anche se il

possesso avviene in malafede.

Il possesso richiede:

- che ci sia una materiale disponibilità della cosa, che è diversa dalla disponibilità giuridica;

- intenzione di comportarsi come proprietario della cosa (animus possidendi) cioè di non

riconoscere in altri titolari del diritto del bene.

Possesso e detenzione si risolvono entrambe in potere di fatto sulla cosa, ma si differenziano in

quanto il potere del detentore sulla cosa presuppone e riconosce un possesso altrui. Quindi è

PAGINA 18

detentore e non possessore colui che ha il materiale godimento dei una cosa in forza di un titolo che

implichi il riconoscimento dell’altruità della cosa (es. rapporto di locazione).

Mutamento della detenzione in possesso (art.1141 CC) può avvenire per:

causa proveniente da un terzo;

- opposizione del detentore.

-

Possesso in buona fede (art.1147 CC): Colui che ritiene di essere anche il proprietario.

È possessore di buona fede chi possiede ignorando di ledere l'altrui diritto.

La buona fede non giova se l'ignoranza dipende da colpa grave.

La buona fede è presunta e basta che vi sia stata al tempo dell'acquisto

Il possesso si acquista a titolo:

originario con l’apprensione fisica della cosa tramite:

spoglio o occupazione (art.923 CC) cose mobili di proprietà di nessuno;

- mutamento della detenzione in possesso (art.1141 CC);

- interversione del possesso (art.1164 CC).

-

derivativo tramite:

consegna della cosa che può essere materiale o simbolica (es. chiavi immobile);

- successione.

-

Effetti del possesso:

il proprietario può rivendicare dal possessore la restituzione del bene. A tal fine se la domanda è

accolta il possessore è tenuto a restituire la cosa con i frutti ma con diverse modalità:

- se possessore in buona fede acquista i frutti maturati in data anteriore alla domanda di rivendica

e già separati e restituisce quelli percepiti dal momento della domanda;

- se possessore in malafede deve restituire tutti i frutti percepiti fin dall’inizio del possesso.

Il possessore ha comunque diritto al rimborso delle spese fatte per le manutenzioni straordinarie.

Nell’acquisto della proprietà tramite possesso il possesso vale come titolo.

Per i beni mobili colui al quale sono alienati da parte di chi non ne è proprietario, ne acquista la

proprietà mediante il possesso, purché sia in buona fede e sussista un titolo idoneo al trasferimento

della proprietà (art.1153,1155 CC).

Usucapione:

Per i beni immobili la proprietà e gli altri diritti reali di godimento sui beni medesimi si acquistano

in virtù del possesso continuato per venti anni (art.1158 CC).

(art.1159 CC)Colui che acquista in buona fede da chi non è proprietario un immobile, in forza di un

titolo che sia idoneo a trasferire la proprietà e che sia stato debitamente trascritto, ne compie

l'usucapione in suo favore col decorso di dieci anni dalla data della trascrizione.

la proprietà dei beni mobili si acquistano in virtù del possesso continuato per dieci anni se in buona

fede. Se il possessore è di mala fede, l'usucapione si compie con il decorso di venti anni.

AZIONI A DIFESA DELLA PROPRIETA’:

Azioni petitorie rivolte a chi ha il diritto di proprietà su un bene: PAGINA 19

- azione di rivendicazione (art.948 CC) Il proprietario può rivendicare la cosa da chiunque la

possiede o detiene e può proseguire l'esercizio dell'azione anche se costui, dopo la domanda, ha

cessato, per fatto proprio, di possedere o detenere la cosa. In tal caso il convenuto è obbligato a

ricuperarla per l'attore a proprie spese, o a corrispondergliene il valore, oltre a risarcirgli il

danno.

L’azione di rivendicazione spetta quindi solo al proprietario che avrà l’onere della prova

(art.2697 CC) del diritto di proprietà. Non sarà quindi ritenuto sufficiente un acquisto a titolo

derivativo ma occorrerà risalire ad un acquisto a titolo originario.

Al fine di dimostrare il suo diritto, il rivendicante deve dimostrare di aver acquistato a titolo

originario (es. ex art.1153 CC possesso in buona fede più titolo idoneo) oppure di aver

usucapito anche unendo il proprio possesso con quello del suo dante causa (ex art.1146 CC) per

un periodo in totale non inferiore ai 20 anni.

Prescrizione: l’azione di rivendicazione non si prescrive salvo gli effetti di acquisto della

proprietà da parte di altri per usucapione.

- Azioni negatorie (art.949 CC) Il proprietario può agire per far dichiarare l'inesistenza di diritti

affermati da altri sulla cosa, quando ha motivo di temerne pregiudizio. Se sussistono anche

turbative o molestie, il proprietario può chiedere che se ne ordini la cessazione, oltre la

condanna al risarcimento del danno.

L’onere probatorio è meno impegnativo che nelle azioni di rivendicazione infatti il proprietario

può dare prova di acquisto anche solo a titolo derivativo.

- Regolamento di confine e apposizione di termini (art.950-951 CC) Quando il confine tra due

fondi è incerto, ciascuno dei proprietari può chiedere che sia stabilito giudizialmente. Ogni

mezzo di prova è ammesso. In mancanza di altri elementi, il giudice si attiene al confine

delineato dalle mappe catastali. Se i termini tra fondi contigui mancano o sono diventati

irriconoscibili, ciascuno dei proprietari ha diritto di chiedere che essi siano apposti o ristabiliti a

spese comuni.

Azioni possessorie concesse a chi ha il possesso del bene.

Sono accordate al possessore in quanto tale a prescindere che si o meno il proprietario del bene.

Sono azioni più rapide rispetto di quelle petitorie.

Il possessore deve solo dimostrare il suo stato possessorio e se riveste anche la figura di proprietario

è dispensato dall’onere della prova di proprietà.

La motivazione giuridica di tale tutela è data da esigenze attinenti l’ordine pubblico onde evitare

una autotutela da parte dei cittadini.

- azione di reintegrazione (art.1168 CC) deve essere esercitata entro l’anno contro chi con

violenza ha spogliato il possessore del suo bene. Viene tutelato anche il detentore qualificato

(non chi detiene per servizio o ospitalità). La reintegrazione è ordinata dal giudice sulla

semplice notorietà del fatto senza dilazione.

- Azione di manutenzione (art.1170 CC) il possessore se detiene il possesso da almeno un

anno e tale possesso non è stato acquistato in modo violento o clandestino, può chiedere che

entro l’anno dalla turbativa la manutenzione (tutela) del possesso. PAGINA 20

Azioni di nunciazione (artt.1171-1172 CC) sono azioni tutelari tese ad impedire che si producano

danni in capo ad un soggetto. Possono essere promosse da proprietari, possessori o titolari di un

diritto. Sono:

- denunzia di nuova opera (art.1171 CC) se si teme che da una nuova opera in costruzione possa

arrivare un danno all’oggetto di un proprio diritto;

- denunzia di danno temuto (art.1172 CC) se vi è una previsione di danno.

OBBLIGAZIONI:

Lo studio dell’obbligazione attiene all’oggetto del rapporto giuridico.

Differenze tra diritti reali e diritti di obbligazione:

diritti reali:

- attengono ai diritti dell’uomo sulla cosa

godimento della cosa avviene sulla cosa stessa

diritti assoluti la loro efficacia è rivolta a tutti i soggetti (erga omnes);

perdurano nel tempo.

diritti di obbligazione:

- attengono ai diritti che un soggetto (creditore) ha nei confronti di un altro soggetto (debitore)

presuppongono la cooperazione del debitore (adempimento)

diritti relativi cioè possono essere fatti valere dal creditore solo nei confronti del debitore;

tende ad esaurirsi nel tempo.

L’obbligazione è un vincolo giuridico in virtù del quale il debitore è tenuto verso il creditore ad una

prestazione (artt.1173-1320 CC).

Il creditore ed il debitore sono quindi legati da un vincolo un legame di comportamenti che sfocia in

una prestazione.

Elementi dell’obbligazione:

soggetto attivo (creditore) oggetto (prestazione) soggetto passivo (debitore)

Fonti delle obbligazioni (art.1173 CC): Le obbligazioni derivano da contratto, da fatto illecito, o da

ogni altro atto o fatto idoneo a produrle in conformità dell'ordinamento giuridico.

Il contratto è quindi la fonte principale seguita dal fatto illecito. Altri fatti o atti idonei a far sorgere

una obbligazione sono: la promessa di pagamento (art.1988 CC), la promessa al pubblico (art.1989

CC), la ricognizione di debito (art.1988 CC), i titoli di credito, la gestione d’affari (art.2028 CC), il

pagamento dell’indebito (art.2033 CC) e l’arricchimento senza causa (art.2041 CC).

Oggetto del rapporto giuridico è la prestazione che deve essere:

- a carattere patrimoniale (art.1174 CC) suscettibile a valutazione economica;

- possibile , ci può essere impossibilità oggettiva o soggettiva, però solo l’impossibilità oggettiva

non fa sorgere l’obbligazione;

- lecita , illecita è l’obbligazione contraria alla legge, all’ordine pubblico, alla morale o al buon

costume;

- determinatezza e determinabilità che contenga tutti gli elementi per il suo stesso svolgimento.

PAGINA 21

Art.1175 CC: Il debitore e il creditore devono comportarsi secondo le regole della correttezza. Ci

deve essere quindi collaborazione tra i due soggetti per la soddisfazione dell’obbligazione; anche da

parte del creditore.

Tipi di obbligazione:

- di dare consegnare di mezzi: il debitore si obbliga nei confronti

del creditore

a compiere una determinata attività senza garantirne il

risultato (es. prestazioni professionali)

di risultati: il debitore si obbliga nei confronti del

creditore non solo a compiere una determinata attività

ma anche a raggiungere un particolare risultato.

restituire

fare

-

- non fare .

ADEMPIMENTO DELLE OBBLIGAZIONI (artt.1176-1200 CC):

L’adempimento consiste nell’esatta esecuzione da parte del debitore della prestazione che forma

l’oggetto della obbligazione.

Elementi dell’esatto adempimento sono:

a) modalità di esecuzione della prestazione . Non è sufficiente quindi adempiere ma occorre

adempiere secondo gli elementi dell’esatto adempimento:

nell’adempiere l’obbligazione il debitore deve usare la diligenza del buon padre di

-

famiglia (art.1176 CC);

il creditore può rifiutare un adempimento parziale, quindi il debitore deve adempiere

-

per intero, salvo i casi previsti dalla legge come la legge cambiaria (art.1181 CC);

quando l’obbligazione ha per oggetto la prestazione di cose determinate soltanto nel

-

genere, il debitore deve prestare cose di qualità non inferiore alla media (art.1178 CC);

obbligo di custodire la cosa da consegnare fino alla consegna (art.1177 CC);

- chi è tenuto a prestare garanzia la può dare reale o personale (art.1179 CC).

-

b) persona che esegue la prestazione (art.1180 CC). L’obbligazione assunta dal debitore può

essere adempiuta da un terzo, anche se non rientrava nel rapporto obbligatorio. Il creditore non

può opporsi all’adempimento del terzo a meno che non abbia un interesse particolare

sull’adempimento del debitore. (es. imprenditore teatrale che ingaggia un noto cantante). Ci può

essere anche una opposizione del debitore all’intervento del terzo.

c) persona che riceve la prestazione (art.1188 CC). Il pagamento deve essere fatto al creditore o

al suo rappresentante. Se il pagamento non è fatto al creditore e comunque lui lo rettifica il

debitore viene liberato dalla obbligazione.

d) luogo dell’adempimento (art.1182 CC). E’ il luogo stabilito dalle parti o in mancanza:

PAGINA 22

obbligo di consegna di cosa certa e determinata nel luogo dove si trova quando è

-

sorta l’obbligazione;

somma di danaro consegnata al domicilio del creditore alla scadenza o se il domicilio

-

è diverso dal momento in cui è sorta l’obbligazione al domicilio del debitore;

in tutti gli altri casi al domicilio del debitore alla scadenza.

-

e) tempo dell’adempimento (art.1183 CC). Si distinguono sue ipotesi:

è stato fissato il termine si presume che sia a favore del debitore;

- non è stato fissato il termine di esecuzione della prestazione e quindi il creditore può

-

esigerla immediatamente.

f) identità della prestazione oggetto dell’obbligazione . Perché ci sia esatto adempimento ci deve

quindi essere una esatta identità della prestazione oggetto della obbligazione con la prestazione

promessa.

Pagamento a creditore incapace (art.1190 CC). Il pagamento fatto al creditore incapace di riceverlo

non libera il debitore, se questi non prova che ciò che fu pagato è stato rivolto a vantaggio

dell'incapace.

Pagamento eseguito da debitore incapace (art.1191 CC). Il debitore che ha eseguito la prestazione

dovuta non può impugnare il pagamento a causa della propria incapacità se la fonte di nascita

dell’obbligazione è legittima.

Imputazione di pagamento (art.1193 CC). Di fronte ad un pagamento, se non è stato specificato il

debito che si vuole soddisfare, le obbligazioni vengono soddisfatte nel seguente ordine:

più debiti , di cui uno scaduto, il debito scaduto;

- più debiti scaduti, quello meno garantito;

- più debiti scaduti ugualmente garantiti, quello più oneroso per il debitore;

- più debiti scaduti ugualmente garantiti e onerosi per il debitore, quello più antico;

- in mancanza, proporzionalmente ai vari debiti.

-

L’art.1199 CC sancisce che le spese per il pagamento sono a carico del debitore e comunque il

debitore ha diritto di ricevere la quietanza del pagamento.

Il creditore può accettare una prestazione diversa da quella dovuta e il debito si esaurisce al

compimento della prestazione stessa (art.1197 CC).

Surrogazione (artt.1201-1205 CC):

Quando un terzo interviene in favore del debitore sostituendolo nell’adempimento della prestazione,

il creditore può surrogarlo dei propri diritti. La surrogazione può essere: per volontà del creditore,

per volontà del debitore o legale.

Mezzi di pagamento. Non viene rispettato il luogo dell’adempimento come domicilio del creditore:

trasferimento elettronico di fondi, sistema bancomat, carta di credito, accredito bancario e assegno.

Altri modi di estinzione del rapporto di obbligazione (diversi dall’esatto adempimento):

- novazione (artt.1230-1235 CC) sostituire una obbligazione esistente con una nuova diversa dalla

precedente per oggetto o per titolo. Può essere soggettiva se cambia uno dei due soggetti

(debitore o creditore) od oggettiva se cambia l’oggetto della obbligazione. Deve quindi essere

caratterizzata dalla volontà di novare e dalla cosa nuova; PAGINA 23

- remissione (artt.1236-1240 CC) il creditore può rimettere il debito estinguendo così

l’obbligazione;

- compensazione (artt.1241-1252 CC) quando due soggetti sono legati da più rapporti di debito-

credito:

- compensazione legale (art.1243 CC)opera automaticamente se i debiti sono liquidi ed

esigibili;

- compensazione giudiziale (art.1243 CC) se il debito è di facile liquidazione il giudice

può dichiarare la compensazione;

- volontaria (art.1252 CC) se c’è volontà tra le parti anche si debiti non sono liquidi ed

esigibili.

- confusione (art.1253-1255 CC) debitore e creditore si riuniscono nella stessa persona e così i

rapporti di debito-credito si esauriscono;

- impossibilità sopravvenuta (art.1256-1259 CC) estingue l’operazione anche se al suo sorgere

era possibile. L’impossibilità non deve essere né temporale né parziale.

INADEMPIMENTO:

L’inadempimento consiste in ogni discordanza tra il dovuto e ciò che è effettivamente prestato.

Art.1218 CC: Il debitore che non esegue esattamente la prestazione dovuta è tenuto al risarcimento

del danno, se non prova che l'inadempimento o il ritardo è stato determinato da impossibilità della

prestazione derivante da causa a lui non imputabile.

Il debitore è in mora quando non esegue la prestazione o la esegue in ritardo.

La mora scatta con la costituzione in mora quindi un atto del creditore (art.1219 CC) ma è

automatica:

quando il debito deriva da fatto illecito;

- quando il debitore ha dichiarato per iscritto di non voler eseguire l’obbligazione;

- quando è scaduto il termine se la prestazione deve essere eseguita al domicilio del creditore.

-

Effetti della mora:

obbligo di risarcire il danno del ritardo;

- il rischio della prestazione passa dal creditore al debitore (art.1221 CC).

-

Gli elementi del danno risarcibile sono quelli generali cioè:

perdita subita (danno emergente);

- mancato guadagno (lucro cessante).

-

Art.1226 CC valutazione equitativa del danno. Il giudice, se non è stato provato un danno preciso

nell’ammontare, fa una valutazione equitativa.

Mora del creditore (art.1206 CC):

Il creditore è in mora quando, senza motivo legittimo, non riceve il pagamento offertogli nei modi

indicati dagli articoli seguenti o non compie quanto è necessario affinché il debitore possa

adempiere l'obbligazione. PAGINA 24

La mora del creditore, più complessa di quella del creditore, scatta quando il debitore ha fatto

un’offerta valida al creditore ex art.1208 CC. I requisiti per la validità dell’offerta sono:

che sia fatta al creditore capace di ricevere o a chi ha la facoltà di ricevere per lui;

- che sia fatta da persona che può validamente adempiere;

- che comprenda la totalità della somma o delle cose dovute, dei frutti o degli interessi e delle

- spese liquidate, e una somma per le spese non liquidate, con riserva di un supplemento, se

necessario;

che il termine sia scaduto;

- che si sia verificata la condizione dalla quale dipende l’obbligazione;

- che l’offerta sia fatta alla persona del creditore o nel suo domicilio;

- che l’offerta sia fatta da un ufficiale pubblico a ciò autorizzato.

-

Se l’obbligazione ha per oggetto danaro o titoli di credito l’offerta deve essere reale (materiale).

La cessione del credito (art.1260 CC): Il creditore può trasferire a titolo oneroso o gratuito il suo

credito, anche senza il consenso del debitore , purché il credito non abbia carattere strettamente

personale o il trasferimento non sia vietato dalla legge.

Efficacia della cessione (art.1264 CC): La cessione ha effetto nei confronti del debitore ceduto

quando questi l'ha accettata o quando gli è stata notificata.

Nella cessione a titolo oneroso il cedente è tenuto a garantire esclusivamente l’esistenza del credito;

nella cessione a titolo gratuito non deve neanche garantire l’esistenza del credito a meno che la

garanzia non sia espressamente pattuita.

Cessione pro soluto il cedente non risponde della solvenza del debitore; cessione pro solvendo il

cedente con apposito atto garantisce la solvibilità del debito.

La cessione del credito tra imprese (factoring) viene regolata dalla L.52/91.

La cessione del credito privato e quella del credito d’impresa si differenziano per le seguenti

caratteristiche:

a) i soggetti:

cessione del credito nel diritto privato: chiunque può cedere il credito;

- factoring: il cedente deve essere un imprenditore e il cessionario deve essere una società.

-

b) le garanzie della cessione:

cessione del credito nel diritto privato: il cedente non garantisce la solvenza del debitore (salvo

- patto contrario);

factoring: il cedente garantisce nei limiti del corrispettivo pattuito, la solvenza (salvo patto

- contrario).

c) la natura dei crediti ceduti:

cessione del credito nel diritto privato: non vi è alcuna particolare limitazione;

- factoring: oggetto della cessione devono essere i crediti sorti da contratti stipulati dal cedente

- nell’esercizio dell’impresa.

SUCCESSIONE NEL DEBITO (art.1268 ss. CC):

Delegazione: il debitore originario (delegante) assegna un nuovo debitore (delegato) al creditore

(delegatario): Tizio (debito di 100) PAGINA 25

(Tizio delega Caio a pagare il suo debito a Sempronio) Sempronio (creditore)

a) delegazione di pagamento:

- è liberatoria quando il delegante è liberato da debito per espressa dichiarazione del delegatario;

- è cumulativa quando il delegante non è liberato e resta obbligato accanto al delegato. Il

delegatorio cioè acquista accanto al vecchio debitore (delegante) un nuovo debitore (delegato).

b) delegazione a promettere:

- è titolata se il debitore nel promettere di pagare al delegatario fa riferimento al rapporto di

provvista o al rapporto di valuta o ad entrambi (emerge la struttura a triangolo);

- è pura se il delegato promette di pagare al delegatario una certa somma senza riferirsi né al

rapporto di provvista né al rapporto di voluta.

Espromissione: è un contratto tra un terzo (espromittente) ed il creditore (espromissario) dove il

terzo promette di pagare un debito altrui (espromesso):

- espromissione liberatoria: il creditore espromissario libera espressamente il debitore espromesso

(solo l’espromittente rimane obbligato);

- espromissione cumulativa: il terzo espromittente è obbligato in solido con il debitore

espromesso nei confronti dell’espromissario.

Accollo: è un contratto tra un terzo (accollante) ed il debitore (accollato):

liberatorio;

- cumulativo, c’è un affiancamento dell’accollante al accollato nell’obbligazione;

- semplice, il creditore (accollatario) non è a conoscenza dell’avvenuto accollo del debito tra

- l’accollante e accollato.

Obbligazioni pecuniarie sono quelle obbligazioni che hanno per oggetto un somma di denaro

(art.1277 CC). Si dice che le obbligazioni pecuniarie sono regolate dal principio nominalistico e

cioè il debito viene considerato al suo valore nominale. Si presenta quindi un problema di

mutamento di valore della moneta nel tempo a cui la giurisprudenza risponde con la corrispondenza

valore nominale al creditore sufficiente ad estinguere il debito. Il rischio di mutamento di valore

della moneta grava sul creditore.

In caso, però, di ritardato pagamento l’art.1224 CC stabilisce che il debitore deve almeno gli

interessi legali se non ne erano stati previsti di diversi. Il creditore ha diritto ad un ulteriore

risarcimento se prova che il danno sofferto è stato maggiore.

distinzioni tra obbligazioni:

l’obbligazione è semplice quando unica e sola è la prestazione assunta dal debitore;

- l’obbligazione è alternativa quando due sono le prestazioni dedotte; o una o l’altra;

- l’obbligazione è parziaria se il creditore deve chiedere a ciascheduno dei debitori il pagamento

- della sua quota di debito; PAGINA 26

l’obbligazione è solidale se il creditore può chiedere a ciascheduno dei debitori il pagamento

- dell’intero debito:

attiva: più creditori con un solo debitore;

passiva: più debitori con uno solo creditore.

CONTRATTI (art.1321 CC):

Il contratto è l’accordo di due o più parti per costituire, regolare o estinguere tra loro un

rapporto giuridico patrimoniale.

Volontà come elemento fondamentale.

L’art.1325 CC delinea invece i requisiti essenziali del contratto ne:

- accordo tra le parti ;

- la causa;

- l’oggetto;

- la forma quando risulta prescritta dalla legge sotto pena di nullità.

Produce nullità del contratto la mancanza di uno dei requisiti indicati dall'articolo 1325 CC.

Classificazione dei contratti:

- reali : i contratti si formano con il consenso o la consegna della merce;

- consensuali : i contratti si formano con il consenso delle parti.

In base all’effetto:

- ad effetti reali: i contratti che producono l’effetto translativo;

- ad effetti obbligatori: i contratti che producono l’effetto di far sorgere obbligazioni in capo ad

uno o ad entrambi i contraenti;

In base alle obbligazioni che fanno sorgere:

- contratti onerosi: l’obbligazione è rivolta ad entrambe le parti;

- contratti gratuiti: l’obbligazione è rivolta ad una parte sola.

Autonomia contrattuale (art.1322 CC): le parti possono liberamente determinare il contenuto del

contratto nei limiti imposti dalla legge.

Le parti possono anche concludere contratti che non appartengano ai tipi aventi una disciplina

particolare, purché siano diretti a realizzare interessi meritevoli di tutela secondo l'ordinamento

giuridico.

Quindi come si vede dal secondo comma per i contratti atipici ci deve essere un controllo di

meritevolezza dell’oggetto (es. contratto di sponsorizzazione).

A differenza dei contratti (categoria aperta) gli atti unilaterali patrimoniali, intesi come

dichiarazione di volontà di una sola parte, formano un numero chiuso (es. procura, atto di

PAGINA 27

fondazione) e sono disciplinati specificamente dal CC per ognuno di essi pur potendosi applicare, in

quanto compatibili, le norme generali sui contratti (art.1324 CC).

Processo di formazione del contratto (art.1325 CC):

Il contratto si forma sul principio dell’accordo tra le parti ed inoltre il contratto è concluso nel

momento in cui chi ha fatto la proposta è a conoscenza dell’accettazione dell’altra parte.

proposta consenso negoziale

accettazione

Un’accettazione non conforme alla proposta equivale ad una nuova proposta.

La proposta per essere valida deve contenere gli elementi necessari e sufficienti a determinare con

l’accettazione il consenso negoziale. Se mancano gli elementi si parla di invito ad offrire.

L’effetto del contratto avviene dal momento in cui la proposta viene accettata e l’accettazione della

proposta fatta al domicilio del proponente porta alla presunzione di conoscenza a meno che egli non

dimostri di non averne avuto notizia senza sua colpa (art.1335 CC).

La proposta può essere revocata finché il contratto non si è formato e partendo dal presupposto che

la proposta non può rimanere vincolante all'infinito le cause della sua caducazione sono:

termine di validità della proposta espressamente evidenziato;

- revoca;

- morte del proponente;

- sopravvenuta incapacità del proponente.

-

C’è comunque la possibilità di rinunciare alla revoca della proposta dando un termine alla

irrevocabilità della proposta. Durante tale periodo non sono possibili modifiche alla proposta che, se

viene accettata, rende il contratto concluso.

Causa: come funzione economico sociale del contratto. Non c’è nel codice una definizione della

causa ma si desume da tre articoli. L’illeicità della causa produce nullità nel contratto. Il controllo

della funzione economico sociale della causa si pone solo per i contratti atipici.

Art.1343 CC la causa è illecita quando è contraria a norme imperative, all’ordine pubblico o al buon

costume. La causa non va confusa con il motivo.

Il motivo è la ragione interna per la quale il soggetto si induce al negozio. I motivi sono irrilevanti

per il diritto ma rileva solo il motivo illecito. Il contratto è illecito (quindi nullo) quando le parti si

sono determinate a concluderlo esclusivamente per un motivo illecito comune ad entrambe

(art.1345 CC). I caratteri necessari per l’annullamento quindi sono:

illecito;

- determinante alla ragione del negozio;

- comune alle parti (non basta la conoscenza di una delle parti ma ci vuole la condivisione del

- motivo).

Ci possono essere contratti in frode alla legge visti cioè come mezzi per eludere una norma

imperativa (art.1344 CC).

Oggetto è il contenuto concreto del singolo rapporto contrattuale. PAGINA 28

Art.1346 CC L'oggetto del contratto deve essere possibile, lecito, determinato o determinabile.

L’impossibilità deve essere oggettiva in quanto la soggettiva non rileva; la leicità come conformità

al diritto.

L’oggetto deve essere determinato o determinabile attraverso gli elementi compresi nel contratto. Ci

può essere il caso di un oggetto determinato da un terzo diverso dai contraenti.

Forma: requisito essenziale del contratto è la forma quando risulta prescritta dalla legge sotto pena

di nullità.

Esiste un principio di libertà delle forme cioè la forma assume requisito essenziale del contratto solo

se la legge lo stabilisce se no la forma è libera.

La legge però prevede una serie di contratti che devono farsi per atto pubblico o scrittura privata

pena la nullità (art.1350 CC) es. beni immobili.

Si distinguono:

- forma ad substantiam richiesta per la validità dell’atto;

- forma ad probationen necessaria per dare la prova dell’atto (prova documentale).

Art.2699 CC. L'atto pubblico è il documento redatto, con le richieste formalità, da un notaio o da

altro pubblico ufficiale autorizzato ad attribuirgli pubblica fede nel luogo dove l'atto è formato (fa

prova in se).

Art.2702 CC. La scrittura privata fa piena prova, fino a querela di falso, della provenienza delle

dichiarazioni da chi l'ha sottoscritta, se colui contro il quale la scrittura è prodotta ne riconosce la

sottoscrizione, ovvero se questa è legalmente considerata come riconosciuta (la prova scatta se il

soggetto contro il quale viene prodotta non la disconosce).

Ciò che fa prova non è il contenuto della dichiarazione ma la dichiarazione stessa.

Le trattative e la responsabilità precontrattuale. Le parti, nello svolgimento delle trattative e nella

formazione del contratto, devono comportarsi secondo buona fede (art.1337 CC).

Secondo buona fede vuol dire entrare nelle trattative con un serio desiderio a contrarre.

Se si viola questo principio di buona fede si incappa nella responsabilità precontrattuale che ci porta

a dover riconoscere dei danni all’altro soggetto.

I danni risarcibili sono riconosciuti nei limiti del cosiddetto “interesse negativo”. Dove si intende

l’interesse che la parte di buona fede aveva a che le trattative non avessero avuto inizio.

L’interesse negativo si quantifica nelle spese delle perdute occasioni di stringere un altro valido

contratto e dalla attività sprecata nelle trattative (danno emergente e lucro cessante).

La quantificazione dell’interesse negativo non può essere mai pari o superiore al valore del

contratto che si sarebbe dovuto stipulare.

I rapporti giuridici preparatori:

Si intendono per rapporti giuridici preparatori quei rapporti diretti a fermare un affare, il cui assetto

definitivo viene posticipato nel tempo. I rapporti giuridici preparatori sono:

- contratto preliminare (artt.1351,2932 CC) con la stipulazione del contratto preliminare le parti si

obbligano a stipulare un futuro contratto, detto contratto definitivo. Esistono i contratti

preliminari unilaterali o bilaterali. La forma deve essere quella del contratto definitivo pena la

nullità. L’art.2932 stabilisce che se colui che era obbligato a concludere un contratto non

adempie l’altra parte può ottenere una sentenza che produca gli stessi effetti del contratto non

concluso e quindi non solo un risarcimento del danno. L’effetto definitivo avviene attraverso la

stipulazione di un contratto nuovo; PAGINA 29

- opzione (art.1331 CC) è un contratto nel quale le parti convengono che una di esse rimane

vincolata dalla propria dichiarazione mentre l’altra si riserva la facoltà di accettarla o meno.

Diventa una proposta definitiva nel momento dell’accettazione della proposta effettuata

dall’altra parte;

- patto di prelazione : si distingue dagli altri rapporti giuridici in quanto non crea un obbligo a

contrarre, ma più semplicemente crea un obbligo a preferire un determinato soggetto ad altri, a

parità di condizioni, se ed in quanto si deciderà a contrarre. Differenza tra patto di prelazione e

diritto di prelazione, il patto nasce da contratto il diritto nasce da ex legge e dove nella

violazione del diritto l’ordinamento scatta con meccanismi di natura reale, mentre nel patto si

avrà solo diritto ad un riconoscimento dei danni;

- proposta irrevocabile (art.1329 CC);

- la prenotazione .

Condizioni generali di contratto (artt.1341-1342,1370,1679,2211,2965 CC): contratti di massa o di

adesione. Vengono a mancare le contrattazioni individuali di pari forza.

Vengono a crearsi una serie di contratti standardizzati proposti ai consumatori che però fanno

nascere una specie di diritto privato d’impresa visto l’impari equilibrio tra i due soggetti (impresa e

consumatore).

Le condizioni generali di contratto sono il regolamento negoziale predisposto da un contraente per

la regolazione di una serie infinita di successivi rapporti.

Art.1341 CC: Le condizioni generali di contratto predisposte da uno dei contraenti sono efficaci nei

confronti dell'altro, se al momento della conclusione del contratto questi le ha conosciute o avrebbe

dovuto conoscerle usando l'ordinaria diligenza.

Il legislatore accetta il fenomeno delle condizioni generali ma esige come tutela della parte debole

che ci sia la conoscenza da parte del contraente delle condizioni.

Arte.1342 CC: Nei contratti conclusi mediante la sottoscrizione di moduli o formulari, predisposti

per disciplinare in maniera uniforme determinati rapporti contrattuali, le clausole aggiunte al

modulo o al formulario prevalgono su quelle del modulo o del formulario qualora siano

incompatibili con esse, anche se queste ultime non sono state cancellate. Viene così riconosciuta un

po’ di autonomia contrattuale.

Art.1341 II CC: sistema di protezione da clausole vessatorie (condizioni che stabiliscono, a favore

di colui che le ha predisposte):

limitazioni di responsabilità;

- facoltà di recedere dal contratto o di sospenderne l'esecuzione;

- decadenze;

- limitazioni alla facoltà di opporre eccezioni;

- restrizioni alla libertà contrattuale nei rapporti coi terzi;

- tacita proroga o rinnovazione del contratto;

- clausole compromissorie;

- deroghe alla competenza dell'autorità giudiziaria.

-

Strumento protettivo è il richiamo del consumatore sul contenuto della clausola in quanto esse non

hanno effetto se non sono esplicitamente approvate per iscritto.

L’unione europea è intervenuta a protezione dei consumatori intervenendo con il Capo14 bis circa i

contratti dei consumatori (Direttiva 5/4/1993 93/13 attuata con L.52 6/2/96). Nel contratto concluso

tra il consumatore e il professionista, si considerano vessatorie le clausole che, malgrado la buona

PAGINA 30

fede, determinano a carico del consumatore un significativo squilibrio dei diritti e degli obblighi

derivanti dal contratto.

Si presumono vessatorie fino a prova contraria le clausole che hanno per oggetto o per effetto di:

escludere o limitare la responsabilità;

- prevedere l’alienazione di un diritto

-

ELEMENTI ACCIDENTALI ED EFFETTI DEL CONTRATTO:

Si fa riferimento a:

- condizione : è un avvenimento futuro e incerto al cui verificarsi si producono o vengono meno

gli effetti del contratto. Si distingue tra condizione sospensiva, se gli effetti del negozio non si

verificheranno che all’avverarsi della condizione; o condizione risolutiva se gli effetti del

negozio si verificheranno subito ma cesseranno all’eventuale verificarsi della condizione. La

condizione può essere:

causale se si tratta di elementi estranei al soggetto;

- potestativa se si tratta di elementi determinati dal soggetto;

- mista se si verificano entrambi i casi.

-

La condizione meramente potestativa consente in un fatto il cui compimento o la cui omissione

non dipende dalla volontà del terzo ma dal mero arbitrio (se vorrò); per questo motivo è nulla;

- termine : avvenimento futuro e certo dal quale, o fino al quale, debbono prodursi gli effetti del

negozio;

- modo : peso che si oppone ad una liberalità allo scopo di limitarla.

Effetti del contratto (art.1372 CC):

Il contratto ha forza di legge tra le parti. Non può essere sciolto che per mutuo consenso o per cause

ammesse dalla legge.

Mutuo consenso: due sono le parti che hanno creato il vincolo negoziale e per sciogliersi da quel

vincolo occorre un nuovo e rinnovato consenso di entrambe le parti.

L’art.1373 prevede altresì il recesso unilaterale (convenzionale o legale) che può essere configurato

come il diritto potestativo di risolvere eccezionalmente dall’interno, ex uno latere, il contratto.

Può scaturire dalla volontà delle parti (convenzionale) o per legge (legale). Nel primo caso sono le

parti stesse che al momento della stipulazione del contratto convengono che una di esse potrà, a

certe condizioni, recedere. Nel secondo caso invece è il recesso attribuito per legge come nei

rapporti di durata con assenza del termine finale e dove l’ordinamento deroga al principio generale

per il quale il contratto ha forza di legge tra le parti e ammette che la volontà di un solo soggetto

determini lo scioglimento del contratto (es. recesso dal contratto di agenzia a tempo indeterminato

art.1750 CC).

Nel nostro ordinamento vige il principio consensualistico ad effetto translativo nei contratti ad

effetti reali (art.1376 CC): la proprietà si trasmette o si acquista per effetto del consenso delle parti

legittimamente manifestato.

E’ con il codice napoleonico che si supera la traditio, basta il consenso per perfezionare il contratto

e non serve la consegna del bene. C’è un distinguo nell’art.1377 CC dove per il trasferimento di

massa di cose occorre una misurazione stabilita.

L’art.1378 CC per trasferimento di cose determinate solo nel genere il momento del trasferimento

della proprietà è l’individuazione, cioè l’isolare la massa di cose che viene trasferita. Se il

trasferimento è da piazza a piazza l’individuazione avviene mediamente la consegna al vettore o

spedizioniere. PAGINA 31

Art.1380 CC: questa norma risolve il conflitto tra persone che abbiano diritti personali di godimento

sulla medesima cosa adottando un criterio temporale (il primo che ha goduto) o il titolo di data

anteriore.

Altri effetti del contratto:

- acconto : somma di denaro corrisposta in conto prezzo (pagamento frazionato);

- caparra confirmatoria : ha la funzione di rinforzare l’impegno ad adempiere ed ha la funzione di

liquidazione convenzionale del danno in caso di risoluzione del contratto per inadempimento

(art.1385 CC);

- caparra penitenziale : è il corrispettivo del diritto di recesso; la funzione è quindi di corrispettivo

del diritto di recesso (art.1386 CC);

- clausola penale : non si ha dazione di denaro al momento della stipula, come nel caso della

caparra. Ha la funzione di predeterminare il risarcimento del danno.

Interpretazione del contratto:

Nell’interpretazione soggettiva del contratto bisogna analizzare il comportamento delle parti anche

dopo la stipulazione del contratto stesso.

Se rimangono ulteriori dubbi dopo l’interpretazione soggettiva del contratto si ricorre alle norme di

interpretazione oggettiva come l’art.1367 (principio di conservazione il quale stabilisce che

vengono fatti salvi gli effetti che con una interpretazione soggettiva sarebbero negati).

L’interpretazione di un contratto si può dividere in tre fasi:

- interpretazione letterale;

- ricerca della comune intenzione delle parti;

- valutazione del comportamento delle parti.

L’art.1366 CC ci dice inoltre che il contratto deve essere interpretato secondo buona fede, dove la

buona fede non è tanto di chi interpreta il contratto ma in chi lo ha sottoscritto.

Per quanto riguarda l’interpretazione nei contratti di massa si applicano i principi dell’art.1370 CC “

Le clausole inserite nelle condizioni generali di contratto o in moduli o formulari predisposti da uno

dei contraenti s'interpretano, nel dubbio, a favore dell'altro.”

L’art.1371 CC conclude le eventuali oscurità di un contratto anche dopo le varie interpretazioni.

Qualora, nonostante l’applicazione delle norme contenute in questo capo, il contratto rimanga

oscuro, esso deve essere inteso nel senso meno gravoso per l'obbligato, se è a titolo gratuito, e nel

senso che realizzi l’equo contemperamento degli interessi delle parti se è a titolo oneroso.

LA RAPPRESENTANZA:

Art.1388 CC: Il contratto concluso dal rappresentante in nome e nell'interesse del rappresentato, nei

limiti delle facoltà conferitegli, produce direttamente effetto nei confronti del rappresentato.

Un soggetto agisce in nome e per conto di un altro soggetto nella sottoscrizione di contratti (si evita

così la duplicazione dei contratti).

Tra rappresentante e rappresentato vi è l’attribuzione di poteri per sostituirsi nel compimento di una

attività giuridica cosicché gli effetti risalgono direttamente nella sfera giuridica del rappresentato.

Le fonti della rappresentanza (art.1387 CC): Il potere di rappresentanza è conferito dalla legge

ovvero dall'interessato. I tipi di rappresentanza sono: PAGINA 32

- legale : dalla legge (genitori rappresentano i figli minorenni);

- volontaria : procura atto unilaterale

mandato contratto;

- organica : il potere di rappresentanza consegue all’organo della persona giuridica (es. Presidente

S.p.A.).

Agire in nome di un soggetto significa spenderne il nome ed il fatto che in un atto di rappresentanza

il dominus sia fatto palese o meno al terzo, distingue la rappresentanza diretta (il rappresentante

dichiara al terzo di agire in nome e per conto del rappresentato) o la rappresentanza indiretta (il

rappresentante agisce per conto del rappresentato ma in nome proprio).

Contratto di mandato (art.1703 CC): Il mandato è il contratto con il quale una parte si obbliga a

compiere uno o più atti giuridici per conto dell'altra.

Il mandato può essere:

- con rappresentanza (art.1704 CC) se al mandatario è stato conferito il potere di agire in nome

del mandante. Si applicano le regole della rappresentanza;

- senza rappresentanza (art.1705 CC) Il mandatario che agisce in proprio nome acquista i diritti e

assume gli obblighi derivanti dagli atti compiuti con i terzi (salvo l’obbligo di trasferire il diritto

al mandante).

Il parametro di diligenza del mandatario deve essere quello del buon padre di famiglia (art.1710

CC).

L’agire nell’interesse del rappresentante può portare ad un conflitto di interessi tra il rappresentante

ed il rappresentato.

art.1394 CC: Il contratto concluso dal rappresentante in conflitto d’interessi col rappresentato può

essere annullato su domanda del rappresentato, se il conflitto era conosciuto o riconoscibile dal

terzo.

art.1395 CC: contratto con se stesso.

art.1398 CC: Rappresentanza senza potere. - Colui che ha contrattato come rappresentante senza

averne i poteri o eccedendo i limiti delle facoltà conferitegli, è responsabile del danno che il terzo

contraente ha sofferto per avere confidato senza sua colpa nella validità del contratto.

art.1393 CC: giustificazione dei poteri (il terzo può esigere la dimostrazione dei poteri che il

rappresentante dichiara di avere).

art.1399 CC: il terzo può esercitare la facoltà di ratificare il contratto nel caso della rappresentanza

senza potere.

Interferenze tra contratto ed i terzi:

art.1401 CC: Nel momento della conclusione del contratto una parte può riservarsi la facoltà di

nominare successivamente la persona che deve acquistare i diritti e assumere gli obblighi nascenti

dal contratto stesso.

La nomina deve essere fatta entro 3 giorni e non ha effetto se non viene accettata restando così

obbligata nel contratto il soggetto nominante.

Effetti della nomina art.1404 CC: Quando la dichiarazione di nomina è stata validamente fatta, la

persona nominata acquista i diritti e assume gli obblighi derivanti dal contratto con effetto dal

momento in cui questo fu stipulato. PAGINA 33

Contratto a favore di terzi (artt.1411 ss CC):

Gli effetti positivi del contraente vanno a favore di un terzo (es. assicurazione sulla vita con

beneficiario altro soggetto). Lo stipulante deve avere interesse nella stipula. Non è un contratto

trilaterale.

Cessione del contratto (artt.1406 ss CC):

Ciascuna parte può sostituire a sé un terzo nei rapporti derivanti da un contratto con prestazioni

corrispettive, se queste non sono state ancora eseguite, purché l’altra parte vi consenta.

La differenza con la cessione del credito è che nella cessione del contratto è necessario il consenso

dell’altra parte, mentre non nella cessione del credito.

NULLITA’ E ANNULLABILITA’:

La nullità e l’annullabilità sono sanzioni che rientrano nella categoria della invalidità del contratto.

Nullità: ciò che nullo non produce alcun effetto.

è la sanzione più grave prevista dal nostro ordinamento giuridico;

- l’atto nullo non produce alcun effetto;

-

- la nullità ha effetto retroattivo (agisce fin dalla formazione dell’atto).

Cause di nullità del contratto (art.1418 CC): Il contratto è nullo quando è contrario a norme

imperative, salvo che la legge disponga diversamente. Producono nullità del contratto la mancanza

di uno dei requisiti indicati dall'articolo 1325 (accordo tra le parti, forma, oggetto causa), l’illiceità

della causa, l’illiceità dei motivi nel caso indicato dall'articolo 1345 e la mancanza nell’oggetto dei

requisiti stabiliti dall'articolo 1346 (possibile, lecito, determinato).

nullità parziale (art.1419 CC): se le clausole colpite da nullità sono elemento determinante per il

consenso delle parti l’intero contratto diviene nullo. Se le clausole nulle sono sostituite da norme

imperative il contratto non è soggetto a nullità.

Art.1421 CC: Salvo diverse disposizioni di legge, la nullità può essere fatta valere da chiunque vi

ha interesse e può essere rilevata d’ufficio dal giudice.

L’azione per far dichiarare la nullità non è soggetta a prescrizione (art.1422 CC) ed inoltre il

contratto nullo non può essere convalidato (art.1423 CC).

Esiste però la conversione dell’atto nullo che è comunque cosa differente dalla convalida. Mentre la

convalida sana il negozio viziato con la conversione si permette di salvare gli effetti di un contratto

diverso a determinate condizioni cioè che abbia i requisiti di forma e di sostanza previsti dalla legge

(art.1424 CC) es. cambiale nulla diventa promessa di pagamento.

Annullabilità:

Cause di annullabilità sono: l’errore, la violenza, il dolo e gli altri casi stabiliti dalla legge.

Le cause annullabilità possono essere suddivise in due grandi gruppi:

- le cause attinenti all’incapacità di chi contrae (art.1425 CC) es. minore, interdetto, inabilitato;

- le cause che attengono ai vizi del consenso: il soggetto che contrae è pienamente capace ma la

sua volontà è viziata (errore, violenza o dolo) art.1427 CC. PAGINA 34

L’errore può essere: errore vizio o errore ostativo.

L’errore è dovuto ad una falsa rappresentazione della realtà che nasce dalla mia percezione di essa.

Se è indotta si parla di dolo. Viene a costituirsi un conflitto tra la salvaguardia del soggetto in errore

ed il libero traffico economico. Quindi i tratti fondamentali perché l’errore sussista è la

riconoscibilità dell’errore dall'altro contraente (art.1428 CC) e l’essenzialità dell’errore stesso.

Essenzialità dell’errore (art.1429 CC):

L’errore è essenziale:

1) quando cade sulla natura o sull’oggetto del contratto;

2) quando cade sull'identità dell’oggetto della prestazione ovvero sopra una qualità dello stesso che,

secondo il comune apprezzamento o in relazione alle circostanze, deve ritenersi determinante del

consenso;

3) quando cade sull’identità o sulle qualità della persona dell’altro contraente, sempre che l’una o le

altre siano state determinanti del consenso;

4) quando, trattandosi di errore di diritto, è stato la ragione unica o principale del contratto.

Esiste anche l’ipotesi dell’errore di calcolo che però non porta alla nullità del contratto ma solo ad

una sua modificazione.

La violenza può essere: fisica o psichica.

La violenza è causa di annullamento del contratto, anche se esercitata da un terzo (art.1434 CC).

Solo la violenza psichica porta all’annullabilità del contratto in quanto lascia due scelte: la scelta di

stesura del contratto o conoscere se la minaccia era vera. La violenza fisica porta al contratto nullo

in quanto fa mancare uno dei suoi elementi fondamentali: l’accordo tra le parti.

Il dolo può essere: determinante o incidente.

Il dolo è causa di annullamento del contratto quando i raggiri usati da uno dei contraenti sono stati

tali che, senza di essi, l’altra parte non avrebbe contrattato (art.1439 CC).

Il dolo incidente non è causa di annullabilità del contratto in quanto il contratto sarebbe stato

ugualmente stipulato anche se diversamente (art.1440 CC).

La convalida può essere solo per i contratti annullabili e non i nulli:

- espressa: è effettuata mediante un atto che contenga la menzione del contratto e del motivo di

annullabilità e la dichiarazione che si intende convalidarlo;

- tacita : si estrinseca dal comportamento concludente del contraente cui spetta l’azione di

annullamento, il quale dà volontaria esecuzione al contratto conoscendo il motivo

dell’annullabilità.

Differenze tra nullità e annullabilità:

- causa ;

- natura dell’interesse protetto (un interesse generale per la nullità mentre un interesse particolare

per l’annullabilità);

- soggetti e legittimazione attiva (i criteri distintivi attengono ai soggetti che possono far valere il

vizio; più esteso nella nullità, più ristretto nella annullabilità);

- prescrizione (l’atto nullo non si prescrive mai, l’atto annullabile si prescrive in 5 anni);

PAGINA 35


ACQUISTATO

2 volte

PAGINE

63

PESO

306.04 KB

AUTORE

Moses

PUBBLICATO

+1 anno fa


DESCRIZIONE APPUNTO

Riassunto per l'esame di Diritto Privato, basato su appunti personali e studio autonomo del testo consigliato dal docente Istituzioni di Diritto Privato, Galgano.
Gli argomenti sono: l'interesse legittimo come interesse che la legge protegge solo indirettamente, in quanto coincidente con l’interesse pubblico, la protezione degli interessi legittimi del cittadino lesi da atti illegittimi della Pubblica Amministrazione spetta alla giurisdizione amministrativa.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza (AGRIGENTO, PALERMO, TRAPANI)
SSD:
Università: Palermo - Unipa
A.A.: 2007-2008

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Moses di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto privato e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Palermo - Unipa o del prof Palmeri Giuseppa.

Acquista con carta o conto PayPal

Scarica il file tutte le volte che vuoi

Paga con un conto PayPal per usufruire della garanzia Soddisfatto o rimborsato

Recensioni
Ti è piaciuto questo appunto? Valutalo!

Altri appunti di Corso di laurea magistrale in giurisprudenza (agrigento, palermo, trapani)

Riassunto esame Storia del diritto romano, prof. Cerami, libro consigliato Cerami, Corbino
Appunto
Riassunto esame Diritto commerciale, prof. Restivo, libro consigliato Manuale di Diritto commerciale Vol. 1 e 2, Campobasso
Appunto
Tesi Diritto ecclesiastico - La trascrizione del matrimonio canonico
Tesi
Compendio diritto tributario - Riassunto esame, prof. Lupi
Appunto