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Diritto privato - ordinamento e norme Appunti scolastici Premium

Appunti di Diritto privato sull' ordinamento e le norme. Nello specifico gli argomenti trattati sono i seguenti: la norma morale, la norma giuridica, ordinamento giuridico originario, fatti formali, capacità giuridica, posizione del nascituro, la capacità di agire, la posizione del minore.

Esame di Diritto Privato docente Prof. P. Scienze giuridiche

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ESTRATTO DOCUMENTO

Gli atti soggetti a trascrizione sono elencati nell’art. 2643. si tratta dei contratti,

degli atti unilaterali, e dei provvedimenti giudiziali a cui si trasferisce la proprietà

dei beni immobili, si trasferiscono, si costruiscono, si estinguono diritti reali limitati,

si costituiscono rapporti di locazione ultranovennale, Oppure si conferiscono

immobili in società o associazione. A norma dell’art. 2645 si aggiungono le

decisioni, l’accettazione di eredità o legato, il contratto preliminare.

LE PROVE: i rapporti regolati dal diritto privato riguardano a interessi particolari e

indisponibili: è solo l’interessato a poter decidere se e quanto occuparsi di curare i

proprio interesse. Questo nel giudizio civile si traduce nel principio dispositivo,

per il quale spetta alle parti interessate di promuovere la difesa dei propri diritti.

Infatti nel processo civile non è il giudice che deve cercare e prove dei fatti ma è

compito di ciascuna parte dimostrare l’esistenza dei fatti che fondano le sue

ragioni.

Quando sono invece in gioco gli interessi della collettività si guarda al principio

inquisitorio: il giudice deve cercare la verità e il compito delle parti può essere

quello di suggerire o offrire la prova dei fatti rilevanti.

Secondo l’art. 2697 sull’onere della prova, dispone che chi vuol far valere un

diritto in giudizio, ha l’onere di provare i fatti che ne costituiscono il fondamento,

mentre chi si oppone deve provare i fatti su cui l’eccezione si fonda.

Si parla anche di inversione dell’onere della prova quando il danneggiato

dovrebbe provare tutti i fatti che suono a fondamento del suo diritto al risarcimento

e quindi l’investimento, il danno, il dolo…e invece basta che provi e ed è

l’investitore a dover provare che non sussiste. (2043)

I mezzi di prova: Prove legali

il giudice non può valutarle liberamente, ma deve giudicare assumendo per

verificati i fatti, che da quelle prove documentali risultano accaduti:

- 2699 L’atto pubblico è il documento redatto da un notaio o altro pubblico

ufficiale autorizzato ad attribuire all’atto pubblica fede. Il 2700 spiga che questo

atto fa piena prova fino a querela di falso, della provenienza del documento dal

pubblico ufficiale che lo ha formato, nonché delle dichiarazioni delle parti e degli

altri fatti che il pubblico ufficiale attesta avvenuti in sua presenza o da lui compiuti.

- La scrittura privata è un semplice documento scritto, sottoscritto dalle parti.

L’essenziale è che sia firmato dalla persona a cui si attribuisce la dichiarazione.

Secondo il 2702 la scrittura privata fa piena prova fino a querela di falso, della

provenienza delle dichiarazioni da chi l’ha sottoscritta, se colui contro il quale la

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scrittura p prodotta ne riconosce la sottoscrizione, ovvero se questa è legalmente

considerata come riconosciuta.

- La prova legale della provenienza delle dichiarazioni si ha nella scrittura privata

autenticata, art 2703, che consiste nel documento redatto dalle parti e sottoscritto

davanti a un pubblico ufficiale il quale attesta che la firma è stata apposta in sua

presenza e dunque è autentica.

Le prove semplici

- La testimonianza consiste nella dichiarazione resa al giudice durante

l’interrogatorio del testimone sui fatti di cui egli abbia avuto diretta conoscenza. Il

problema di questa prova è l’ammissibilità, a causa delle testimonianza

interessate.

- L’art. 2730 definisce la confessione come la dichiarazione che una parte fa della

verità di fatti ad essa sfavorevoli e favorevoli all’altra parte. La confessione resa in

giudizio è prova legale dei fatti dichiarati, se verte su fatti relativi a diritti disponibili.

Stessa efficacia ha la confessione stragiudiziale.

- il giuramento è prova legale, se la parte giura non è più ammessa prova

contraria, la sentenza deve dare ragione a chi ha giurato e non può essere

revocata neanche se poi fosse provata la falsità del giuramento.

Le presunzioni

La presunzione semplice è un modo di valutare i risultati delle prove: un modo in

cui si può formare il libero convincimento del giudice; la si considera anche tra i

mezzi di prova, nel senso che la certezza pratica sull’accadimento dei fatti può

ricavarsi solo tramite argomentazioni. Il giudice utilizza comunque il criterio della

prudenza infatti non deve ammettere che presunzioni su circostanze gravi, precise

e concordanti.

Sull’onere della prova incide la presunzione legale che si ha quando è la legge

stessa a prevedere che un fatto si debba considerare per accaduto senza

necessità di darne la prova. Se la presunzione legale non ammette prova in

contrario è una presunzione assoluto oppure si parla di presunzione relativa che si

risolve in un’inversione dell’onere della prova.

LA PRESCRIZIONE 2934

Ogni diritto si estingue per prescrizione, quando il titolare non lo esercita per il

tempo determinato dalla legge. È quindi un modo di estinzione dei diritti fondato

sulla inerzia del titolare: chi non esercita il diritto, lo perde. L’art. 2934 esclude la

prescrizione per i diritti indisponibili, il diritto di proprietà e i diritti elencati dalla

legge. 16

Decorrenza: La prescrizione comincia a decorrere dal giorno in cui il diritto

• può essere fatto valere;

Sospensione: art. 2941/42

• Interruzione: quando cessa l’inerzia del titolare, la prescrizione si interrompe;

• Durata: il termine ordinario di prescrizione dei diritti è 10 anni.

LA PROPRIETA’

art. 832 la proprietà può essere pubblica o privata, è un bene, riconosciuto e

garantito dalla legge:

Imprescrittibile: non si può perdere per l’inutilizzo,

• Perpetuo;

“il proprietario ha il diritto di godere e disporre delle cose in modo pieno ed

esclusivo entro i limiti e con l’osservanza degli obblighi stabiliti dall’ordinamento

giuridico. “

Se il proprietario è un incapace legale nessuno ha facoltà di libero godimento ne

potere di libera disposizione; chi agisce per il minore ha poteri vincolati nel

conservare il bene e assicurare un uso conveniente all’interesse del minore o

dell’incapace; la vendita o altri atti di disposizione sono condizionati alla necessità

o utilità evidente per il minore.

Se la proprietà è in capo a un gruppo oppure a persone giuridiche: ogni facoltà o

potere è limitata o alterata man mano che si fa più forte allo scopo che il gruppo o

l’ente debbono perseguire. La libertà di uso, godimento, alienazione manca la

dove il bene fa parte di un patrimonio destinato a uno scopo.

LA PROPRIETA’ PRIVATA

Il contenuto della proprietà si concentra in due aspetti che spettano al proprietario

senza limiti, senza nuocere ad altri.

Godere: cioè trarre utilità dalla cosa; sia con l’uso diretto sia ricavandone i

• frutti naturali o civili, cioè il corrispettivo che un altro soggetto paga per poter

godere del bene;

Disporre: Decidere e attuare operazioni materiali sulla cosa in senso ampio

• significa destinarla a un certo uso, o trasformarla, in senso stretto disporre

del diritto di proprietà significa vendere, donare, costituire diritti sulla cosa,

cioè determinare la sorte giuridica della stessa.

Il bene immobile è un bene la cui utilizzazione può incidere sugli interessi

individuali di altri proprietari e sugli interessi della collettività; per questo nel codice

l’art. 845 spiega che la proprietà fondiaria è soggetta a regole particolari per il

conseguimento di scopi di pubblico interesse. 17

La proprietà del suolo art 840 : può formare oggetto di diritto ciò che presenta

una utilità per il titolare, dunque la proprietà si estende al sottosuolo e allo spazio

sovrastante, ma il diritto di escludere attività altrui cessa quando la profondità o

l’altezza è tale che manca l’interesse ad escludere.

Il proprietario non può inoltre sfruttare miniere, cave, torbiere che fanno parte del

patrimonio indisponibile dello stato e regioni, non può appropriarsi dei reperti

archeologici e non può opporsi all’esecuzione di opere idrauliche di pubblico

interesse. L’art. 841 prevede che il proprietario possa chiudere il fondo per

impedire a chiunque l’accesso.

Il rapporto di vicinato è fonte di vari limiti della proprietà privata che hanno tre

caratteristiche comuni:

Automaticità: i limiti nascono dall’esistenza della situazione prevista dalla

• legge;

Reciprocità: quel che vale per l’uno vale anche per l’altro;

• Gratuità: non essendoci squilibrio di vantaggi, non c’è compenso.

Un limite generale è il divieto di immissioni (844), ma si usa il criterio della

tollerabilità: il proprietario di un fondo non può impedire le immissioni che non

superino la normale tollerabilità, che si adatta alla condizione dei luoghi. I rimedi

sono l’ordine di cessare l’abuso o di provvedere alle necessarie misure per ridurre

le immissioni.

La seconda fonte di limiti di vicinato è data dalle norme sulle distanze minime che

devono essere mantenute tra le costruzioni (873)con il proprietario che per primo

costruisce a poter determinare l’arretramento del vicino rispetto al confine e la

violazione può dare al proprietario leso il diritto alla riduzione in pristino o al

risarcimento del danno.

Acquisto della proprietà (922)

a titolo derivativo sono i più frequenti e importanti, si tratta del contratto e

• della successione a causa di morte; qui esiste una relazione di dipendenza

tra il dante causa ( alienante) e l’avente causa (acquirente), cioè l’acquirente

acquista il diritto come era in capo all’alienante, ma se il titolo dell’alienante

cade, viene meno anche il diritto dell’acquirente.

a titolo originario sono:

- l’occupazione: modo di acquisto che riguarda le cose mobili che non sono

proprietà di alcuno, cioè le cose abbandonate, si acquistano prendendone

possesso. 18

- Invenzione: riguarda le cose mobili smarrite, chi le trova ha il dovere di

restituirle al proprietario o consegnarle al sindaco; dal ritrovamento può

derivare o l’acquisto della proprietà dopo un ano, o il diritto ad un premio se

il proprietario si presenta a reclamare la cosa.

- Accessione: quando un bene viene in rapporto con un altro, che lo attrae

come per forza di gravità, così che il tutto diventa proprietà del titolare del

bene principale. L’accessione si verifica tra cosa mobile e cosa immobile.

- Una forma simile all’accessione si attua per unione o commistione tra

cose mobili, cioè per mescolanza di cose che non possono essere separate

senza deterioramento.

- Altra forma di accessione è la specificazione: una persona adopera una

materia che non le apparteneva a formare la cosa nuova, se il valore del

materiale supera di molto quello della manodopera, allora la cosa spetta al

proprietario del materiale, che deve pagare la manodopera.

I DIRITTI SU COSA ALTRUI sono detti diritti reali limitati, sussistono solo su cose

di cui il titolare non è proprietario e il diritto reale limitato si estingue quando le due

posizioni si riuniscono in una stessa persona, cioè l’estinzione per confusione.

I diritti di godimento:

- Diritto di superficie: Possibilità di costruire su terreno altrui chiedendo il

diritto di superficie conservando però la proprietà della costruzione;

- Diritto di enfiteusi: diritto di godere di un bene immobile traendone i frutti;

però il bene è proprietà di terzi. Alla fine del periodo l’enfiteuta ha il diritto di

affrancazione, cioè di diventare proprietario del bene.

- Diritto di usufrutto: l’usufruttuario ha il diritto di godere della cosa e può

trarne ogni utilità che questa può dare. Egli deve comunque rispettare la

destinazione economica della cosa, non può cioè ne attraverso atti materiali

ne giuridici, alterare le caratteristiche del bene che delimitano gli impieghi

economici, può invece introdurre miglioramenti. L’usufrutto nasce per

volontà privata o per usucapione, ma la sua caratteristica è la durata

limitata: essa non può eccedere la vita dell’usufruttuario e il diritto cessa

comunque alla scadenza del titolo o alla morte del primo titolare se c’è

un’alienazione. L’usufrutto a favore della persona giuridica non può durare

più di 30 anni, ma viene meno se la persona giuridica si estingue prima. I

casi di estinzione sono la prescrizione per non uso ventennale; la riunione di

usufrutto e proprietà nella stessa persona; totale perimento della cosa. 19

- L’uso attribuisce al titolare non solo il diritto di servirsi della cosa, ma anche

di goderne i frutti, limitatamente ai bisogni suoi e della famiglia.

- Abitazione attribuisce la facoltà d’uso di un immobile al solo scopo di

abitarvi, il diritto è incedibile, e il titolare può far godere dell’abitazione solo i

membri della sua famiglia.

- La servitù prediali consiste nel peso imposto sopra un fondo per l’utilità di

un altro fondo appartenente a diverso proprietario. La servitù determina un

obbligo a carico del proprietario di un fondo e una reciproca pretesa a favore

del proprietario di un fondo vicino. L’obbligo non può essere di fare

qualcosa, ma obbligo di non fare o obbligo di lasciar fare. Le opere

necessarie all’esercizio devono essere costituite nel tempo e modo in cui

rechino minore incomodo al proprietario del fondo servente; inoltre le spese

sono carico del proprietario del fondo dominante.

IL POSSESSO Concetto distinto da quello di proprietà: non implica l’appartenenza

giuridica di una cosa al possessore, ma solo il fatto che una persona si trovi ad

averne la disponibilità, infatti art. 1140 : il possesso è il potere sulla cosa che si

manifesta nell’esercizio della proprietà o di altro diritto reale. Si può possedere

direttamente o per mezzo di un’altra persona, che ha la detenzione di una cosa.

- La detenzione è quindi il potere di fatto sulla cosa di chi la tiene o la utilizza

riconoscendo un diritto altrui.

- Possesso pieno : si ha il diritto sulla cosa , il proprietario e possessore sono

la stessa persona;

- Possesso mediato: quando non c’e immediata relazione di fatto di una cosa.

Il possesso si acquista:

a titolo originario: non deriva dal trasferimento da parte di un altro proprietario;

a titolo derivativo: col trasferimento, cioè la consegna della cosa tra le parti. Può

realizzarsi anche senza la consegna quando:

- L’acquirente è già detentore e diviene possessore (traditio brevi manu)

- Chi cede il possesso conserva la detenzione della cosa (costituto

possessorio)

Se una persona possiede non può mutare il suo possesso a titolo di proprietà se

non compie atti di opposizione contro il potere del proprietario: questo mutamento

si chiama interversione del possesso (1164).

Secondo l’art 1147 è possessore in buona fede colui che possiede ignorando di

ledere l’altrui diritto. 20

Gli effetti del possesso

Dall’art. 1148 al 1152 si regolano i diritti e obblighi del possessore della

restituzione della cosa; si tratta del diritti ad appropriarsi dei frutti, che spetta al

possessore di buona fede, a cui si attribuisce il diritto di ritenzione, cioè la facoltà

di non restituire la cosa rivendicata finché non sa stata pagata l’indennità o

prestate le idonee garanzie.

L’art. 1153 attribuisce al possesso una funzione essenziale nell’ambito della

circolazione dei beni mobili non registrati: quella di assicurare la certezza delle

situazioni giuridiche e la velocità delle contrattazioni. La norma prevede che la

persona a cui è alienato il bene non registrato ne acquisti la proprietà anche se

l’alienante non era proprietario della cosa, ma a due condizioni:

- Che l’acquisto del possesso sia in buona fede;

- Sulla base di un titolo astrattamente idoneo a trasferire la proprietà.

Ai fini dell’usucapione il possesso può essere di buona o cattiva fede, l’importante

è che non sia acquistato clandestinamente e che sia pacifico e pubblico. Il termine

dell’usucapione è di 20 anni per gli immobili, le universalità di mobili, e per i beni

mobili. Il termine si riduce a 10 anni nel caso di beni immobili se c’è buona fede, un

titolo idoneo a trasferire la proprietà e la trascrizione dell’atto. Si riduce a tre anni

l’usucapione dei beni mobili registrati.

AZIONI A DIFESA DELLA PROPRIETà E DEL POSSESSO: AZIONI PETITORIE

Azione di rivendicazione: 948, si chiede la consegna o restituzione della

• cosa di cui il proprietario ha perduto il possesso; l’azione si rivolge a

chiunque tiene presso di se la cosa. Naturalmente chi agisce in

rivendicazione deve provare di essere proprietario della cosa, la prova non è

raggiunta fino a quando non sia accertato un acquisto a titolo originario. Se il

proprietario ha interesse solo alla restituzione della cosa può ricorrere ad

azioni cui non è richiesta la prova della proprietà.

Azione negatoria: 949, è diretta a far dichiarare l’inesistenza di diritti

• affermati da altri sulla cosa, quando il proprietario ha motivo di temerne

pregiudizio; il proprietario può chiedere che il giudice ordini la cessazione

delle molestie e turbative e condanni l’altra parte al risarcimento del danno.

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AZIONI POSSESSORIE tutelano il possesso e la detenzione:

Azione di reintegrazione: qualunque possessore è protetto contro lo

• spoglio, cioè la privazione violenta o clandestina del possesso; egli può

chiedere al giudice antro un anno dallo spoglio, di essere reintegrato nella

sua posizione.

Azione di manutenzione: il possesso è protetto contro le molestie e contro

• la privazione del possesso non violenta o clandestina.

AZIONI DI NUNCIAZIONE,azioni che spettano sia al proprietario che al

possessore:

Denunzia di nuova opera: 1171, quando si ha ragione di credere che da

• una nuova opera intrapresa nel fondo altrui, possa derivare un danno alla

propria cosa;

Denunzia di danno temuto: 1172, pericolo di danno grave e prossimo, ma

• derivante da uno stato di cose già esistente cioè da un edificio, albero o altra

cosa siti nel fondo altrui.

L’OBBLIGAZIONE art. 2740

qualsiasi relazione economico- giuridica che preveda obblighi tra le parti.

Indica il rapporto tra un debitore e un creditore: il primo obbligato verso il secondo

ad una prestazione suscettibile di valutazione economica.

L’ obbligazione naturale si ha quando il debitore adempie per un dovere morale o

sociale(debiti di gioco, dove il creditore non ha niente di giuridico per obbligare a

pagare).

L’art.1173 indica le fonti delle obbligazioni che sono il contratto, il fatto illecito e

ogni altro atto o fatto idoneo a produrle in conformità all’ord. Giuridico. Al contratto

e all’illecito riconosce il ruolo di titolo di rapporti obbligatori, mentre per altri fatti o

atti si fa rinvio ad altre norme dalle quali risulti l’idoneità a fungere da fonte di

obbligazione.

Il rapporto di obbligazione oltre che tra creditore e debitore può essere tra più

soggetti: 22

Obbligazione parziale: quando ho un debito verso più persone che chiedono

• ognuno la propria quota;secondo l’art. 1299 con il regresso del debitore, se

uno non può pagare gli altri debitori devono pagare anche la sua quota.

Obbligazione solidale: quando posso pretendere il pagamento senza

• considerare altri debitori;in questa obbligazione ci sono tanti rapporti

giuridici. Può essere anche indivisibile quando il bene è indivisibile. (1292-

nozione di solidarietà).

Obbligazione di valuta: ha per oggetto una determinata somma di denaro;

• Obbligazione di vale: ha per oggetto una cosa che si trasformerà in denaro.

art. 1241 quando due persone sono obbligate reciprocamente l’una verso l’altra,

dove i debiti si estinguono per compensazione per le qualità corrispondenti: se

tizio deve a Caio due milioni e Caio deve a tizio un milione, è inutile tenere vita due

crediti: tizio rimane debitore per un solo milione e il debito di Caio si estingue. I

debiti devono essere omogenei e liquidi, cioè dello stesso genere e determinati nel

preciso ammontare. Il denaro è un bene fruttifero : i suoi frutti sono gli interessi.

Interessi corrispettivi: fungono da corrispettivo per il godimento della somma

• da parte di chi ne dispone ma è obbligato a pagarla o restituirla; producono

interessi corrispettivi tutti i debiti di denaro liquidi ed esigibili. L’obbligazione

di interessi si presenta come obbligazione accessoria rispetto a quella di

pagare una somma di denaro;

Interessi moratori: fungono da riparazione del danno derivante al creditore

• derivante dal fatto di non aver potuto disporre della somma per ritardo del

pagamento (mora).

Quando più debitori sono obbligati a una medesima prestazione che sia divisibile

si possono avere due situazioni:

1292, solidarietà nel debito: quando ciascun debitore può essere costretto

• all’adempimento per la totalità;

1314, obbligazione parziaria: ciascuno dei debitori è tenuto a pagare solo la

• sua parte.

Secondo l’art.1174 l’atto che compio con l’obbligazione è detto PRESTAZIONE e

deve essere suscettibile di valutazione economica e deve corrispondere a un

interesse, anche non patrimoniale, del creditore.

- L’obbligazione di dare è dove il debitore consegna una cosa specifica, la

prestazione non è la cosa, ma dare la cosa;

- l’obbligazione di fare invece è quando il debitore deve svolgere un’attività

che soddisfa l’interesse del creditore; 23

- quanto alle obbligazioni di non fare, richiedono al debitore una omissione,

cioè astenersi dall’attività: è un divieto.

Secondo l’art. 1175 la norma fondamentale del rapporto tra creditore e debitore è

quella che impone a entrambe le parti un dovere di correttezza , cioè utilizzare

una media diligenza nell’adempiere l’obbligazione e di agire in buona fede.

Gli interessi in base alla fonte possono essere legali, cioè stabiliti dalla legge,

oppure convenzionali, cioè stabiliti tra le parti. In base alla funzione invece ci sono

i corrispettivi,compensativi e moratori.

L’adempimento art. 1176

Nell’adempiere il debitore deve usare la diligenza del buon padre di famiglia, cioè

usare il buon senso; mentre il difetto di diligenza costituisce colpa del debitore.

In base alla diligenza e al risultato distinguiamo due tipi di obbligazioni:

- di diligenza o di mezzi: nelle quali il debitore è tenuto a una condotta

diligente e con essa adempie;

- di risultato: nelle quali il debitore è tenuto a produrre un certo risultato

concreto, senza il quale non si ha adempimento.

Per quanto riguarda il luogo dell’adempimento l’art. 1182 dispone che prima di

tutto si guardi all’accordo tra le parti, poi agli usi, poi alla natura della prestazione,

poi ad altre circostanze dell’adempimento. Infine si fa ricorso alle regole

suppletive:

- consegna di cosa determinata: va fatta nel luogo in cui era la cosa quando è

sorta l’obbligazione;

- pagamento di somma di denaro: va fatto al domicilio che il creditore ha al

tempo della scadenza;

- altre prestazioni: vanno eseguite al domicilio del debitore.

I debiti che devono essere pagati al domicilio del creditore si dicono portabili, quelli

che vanno pagati al domicilio del debitore si dicono chiedibili.

Quanto al tempo dell’adempimento l’art. 1183 usa gli stessi riferimenti (

usi,natura,accordo, circostanze) ma se la convenzione non stabilisce un termine,

la prestazione va compiuta immediatamente; se però gli usi, la natura, il modo o il

luogo dell’adempimento richiedono un termine, questo è stabilito per legge. Ma in

caso di decadenza del beneficio del termine, se il debitore risulta insolvente anche

se è stato stabilito un termine, il creditore può richiedere immediatamente la

prestazione.

Quando il debitore decide di liberarsi dell’obbligazione eseguendo una prestazione

diversa da quella dovuta, con valore uguale o maggiore, parliamo di prestazione

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in luogo dell’adempimento; il debito si estingue quando la diversa prestazione è

eseguita, non quando il creditore accetta la sostituzione.

Il debitore che paga ha diritto alla quietanza cioè una dichiarazione de creditore

che attesta l’avvenuto pagamento.

ESTINZIONE DELL’ADEMPIMENTO

La cessazione dell’obbligo e la liberazione del debitore possono essere provocate

da diversi fatti:

modi satisfattori: l’interesse del creditore è comunque soddisfatto

• modi non satisfattori, manca la soddisfazione ma si verifica egualmente

• l’effetto estintivi.

L’inadempimento: La prestazione non è eseguita o non lo è puntualmente. La

diligenza anche se massima, non è sufficiente a liberare il debitore, se non si è

realizzato l’adempimento; e se invece è mancato per impossibilità o per

negligenza basta far rispondere ancora il debitore. L’impossibilità deve essere

oggettiva, cioè non dipendere dalla situazione del debitore, e deve essere assoluta

cioè tale da escludere anche la minima possibilità di eseguire la prestazione.

Questo si rafforza anche con la causa non imputabile: il debitore deve provare

l’esistenza di una casualità a lui esterna, un caso fortuito o con la forza maggiore.

La prima conseguenza dell’inadempimento è stabilita dall’art. 1218: il debitore è

tenuto a risarcire il danno, a cui risponde con tutti i suoi beni presenti e futuri →

responsabilità patrimoniale.

L’art. 2910 prevede esecuzione forzata cioè l’espropriazione dei beni che posti in

vendita procureranno i mezzi per soddisfare l’interesse economico del

creditore;oppure l’esecuzione in forma specifica: la consegna o il rilascio di una

cosa determinata.

Il DANNO non è solo una perdita, secondo l’art. 1223, ma anche il mancato

guadagno. Il danno risarcibile è delimitato da tre criteri:

1. il danno deve essere conseguenza immediata e diretta dell’inadempimento

2. dev’essere prevedibile al tempo in cui è sorta l’obbligazione

3. non deve essere collegato ad un fatto colposo del creditore.

La mora del debitore: art. 1219 significa ritardo, la norma dice che il debitore, che

manca di adempiere nel tempo dovuto, deve essere costituito in mora mediante

intimazione o richiesta di adempiere per iscritto dal creditore, il debitore è tenuto a

risarcire i danni provocati dal ritardo nell’adempimento e sopporta il rischio

dell’impossibilità sopravvenuta anche per causa a lui non imputabile. La mora non

è necessaria quando: 25

1. il debito deriva da fatto illecito;

2. il debitore ha dichiarato per iscritto di non voler adempiere;

3. quando è scaduto il termine.

La mora del creditore: un debitore potrebbe non essere pronto ad adempiere ma

non poter eseguire la prestazione perché il creditore non collabora, quindi si tutela

con la mora del creditore.

Gli effetti della mora del orditore sono:

1. è a suo carico l’impossibilità della prestazione sopravvenuta per causa non

imputabile al debitore;

2. non sono più dovuti gli interessi ne i frutti non percepiti dal debitore;

3. il creditore è tenuto a risarcire il danno derivato dalla sua mora e a sostenere

le spese per la custodia e la conservazione della cosa dovuta.

LA SUCCESSIONE DEL CREDITO

Surrogazione: sostituzione di un terzo nei diritti del creditore:

1. per volontà del creditore, art. 1201 precisa che deve essere fatta in modo

espresso e contemporaneo al pagamento;

2. per volontà del debitore;

3. surrogazione legale.

Cessione del credito: contratto con cui si trasferisce il diritto dal creditore a un

cessionario, anche senza il consenso del debitore. L’art. 1260 prevede che le parti

possono escludere la cedibilità del credito di comune accordo, ma il patto non è

opponibile al cessionario se non si prova che egli ne era a conoscenza. La

cessione è esclusa quando il credito è strettamente personale o è vietato dalla

legge.

Se la cessione è a titolo oneroso il cedente risponde verso il cessionario

dell’esistenza del credito, non della solvenza del debitore, salvo che en abbia

assunto la garanzia.

Il trasferimento del credito avviene per effetto del solo consenso, secondo il

principio generale consensualistico che vale per i contratti traslativi di diritti.

LA RESPONSABILITA’ DEL DEBITORE

L’art. 2740 principio della responsabilità illimitata: il debitore risponde

dell’adempimento delle obbligazioni con tutti i suoi beni presenti e futuri.

L’art. 2741 principio della pari condizione dei creditori: ciascuno ha un eguale

diritto di soddisfarsi sui beni del debitore, salvo le cause legittime di prelazione,

cioè di preferenza di un creditore a un altro. Il patrimonio può essere: 26

separato: è l’eredità accettata con beneficio di inventario. L’accettazione

• semplice dell’eredità determina la confusione dei patrimoni in un unico

patrimonio con un solo attivo e passivo.

Autonomo: es. patrimonio della società rispetto a quello del socio.

Quando un creditore ha la possibilità di soddisfarsi a preferenza degli altri si parla

di cause di prelazione che sono : i privilegi, il pegno e le ipoteche.

PRIVILEGI --- L’art. 2745 definisce il fondamento del privilegio, cioè la ragione per

cui la legge protegge certi creditori: il privilegio è accordato in considerazione della

causa del credito. Si distingue il privilegio:

Generale, riguarda solo i beni mobili, ,a no è un diritto sulle cose del

• debitore, ma solo la pretesa a una particolare protezione del credito;

Speciale, funzione come un diritto reale limitato e si esercita su alcuno beni

• mobili e tutti i beni immobili.

PEGNO----È un diritto di garanzia su cose mobili, universalità di mobili, crediti, su

diritti aventi oggetto beni mobili, che si costituisce tramite un contratto di pegno : si

tratta si un contratto reale, la cui perfezione richiede la consegna della cosa o del

documento che ne conferisce la disponibilità.

IPOTECA --- Può avere oggetto beni immobili, usufrutto di beni immobili,

superficie, enfiteusi; È limitata nel tempo e serve come garanzia, cioè far vendere

l’immobile per soddisfare i creditori; il diritto a iscrivere ipoteca nasce da:

2817- Ipoteca legale: atti che a norma di legge danno senz’altro diritto alla

• costituzione dell’ipoteca;

2818- Ipoteca giudiziale si ha per ogni sentenza di condanna al pagamento

• di una somma o all’adempimento di altra obbligazione o al risarcimento dei

danno;

2821 -Ipoteca volontaria.

LA FIDEJUSSIONE ---- È il principale strumento della garanzia personale dove un

soggetto garantisce l’adempimento de un’obbligazione altrui obbligandosi

personalmente verso il creditore e rispondendone con tutti i suoi beni presenti e

futuri. Parti del contratto sono il fideiussore e il creditore, e può essere assunta

anche se il debitore principale non ne ha conoscenza. L’art. 1937 stabilisce che la

fideiussione deve risultare da una dichiarazione scritta.

L’effetto della fideiussione è di rendere il fideiussore e il debitore obbligati in solido

verso il creditore garantito. Le parti però possono pattuire il beneficio di

27

escussione: il garante non è tenuto a pagare prima che il creditore abbia escusso il

debitore principale, cioè deve agire prima per conto di lui per ottenere

soddisfazione; il fideiussore però ha l’onere di indicare i beni del debitore da

sottoporre a esecuzione.

Il debitore che ha pagato è surrogato nei diritti del creditore verso il debitore

principale; subentra cioè non solo nel credito ma anche nelle garanzie. Ha poi una

sua azione di regresso che comprende il capitale, gli interessi e le spese

sostenute.

LE AZIONI DEL CREDITORE A DIFESA DEL CREDITO

Surrogatoria, art 2900: il creditore può esercitare i diritti e le azioni che

• spettano verso terzi al proprio debitore e che questi trascura di esercitare;

quindi il creditore si sostituisce al debitore a favore di tutti i suoi creditori. Lo

scopo dell’azione è quello di evitare un pregiudizio per la garanzia del

creditore derivante dall’inerzia del debitore.

Revocatoria,art. 2901 : attribuisce al creditore il potere di chiedere che siano

• dichiarati inefficaci nei suoi confronti gli atti di disposizione del patrimonio

con i quali il debitore rechi pregiudizio alle sue regioni. L’effetto di questa

azione giova solo al creditore che la esercita.

Sequestro conservativo, art. 2905: nasce dall’esigenza del creditore d far

• valere il suo credito verso il debitore chiedendo al tribunale che i beni del

debitore siano sequestrati come garanzia. Servono però due condizioni: cioè

elementi che facciano rendere fondata la richiesta e accertato pericolo.

IL CONTRATTO IN GENERALE

art. 1321 :” il contratto è l’accordo di due o più parti per costituire, regolare o

estinguere tra loro un rapporto giuridico patrimoniale.

Secondo l’autonomia contrattuale le parti possono liberamente determinare il

contenuto del contratto nei limiti posti dalla legge, possono concludere anche

contratti che non appartengono a discipline particolari, purché siano diretti a

realizzare interessi meritevoli di tutela. I contratti tipici sono quelli regolati dalla

legge, mentre quelli atipici non hanno disciplina legale (factoring, leasing).

art. 1325 i requisiti del contratto sono:

Accordo delle parti.

Il contratto è concluso nel momento in cui chi ha fatto la proposta ha conoscenza

dell’accettazione dell’altra parte. L’accettazione deve giungere al proponente nel

termine da lui stabilito o in quello necessario secondo la natura dell’affare o

28

secondo gli usi. Proposta e accettazione si concordano nella fase delle trattative,

la cui regola base è compierle in buona fede (1337). Chi agisce in mala fede deve

risarcire la parte danneggiata di tutte le spese avvenute per la discussione del

contratto (responsabilità precontrattuale).

art. 1335 la proposta, l’accettazione e ogni altra dichiarazione si reputano

conosciute nel momento in cui giungono all’indirizzo del destinatario, se questi non

prova di essere stato, senza sua colpa, nell’impossibilità di averne notizia.

La proposta è irrevocabile dove il proponente blocca la proposta per un

determinato periodo di tempo in attesa dell’accettazione della controparte; la

morte non toglie l’efficacia del contratto fino alla scadenza.

Secondo l’art. 1331 si ha l’opzione quando le parti convengono che una di esse

rimanga vincolata alla propria dichiarazione e l’altra abbia facoltà di accettarla o

meno, la dichiarazione della prima si considera proposta irrevocabile.

1336 Offerta al pubblico: quando contiene gli estremi essenziali del contratto la

cui conclusione è diretta, vale come proposta, salvo che risulti diversamente dalle

circostanze o dagli usi. (proposta di acquisto del negoziante). Mentre la promessa

al pubblico è il soggetto che si impegna ad eseguire una prestazione.

Forma

La forma è libera, tranne per i limiti e termini di legge; devono farsi per atto

pubblico, scrittura privata o sotto pena nullità :

I contratti che trasferiscono la proprietà di beni immobili, i contratti di

• locazione;

I contratti che costituiscono, modificano o trasferiscono il diritto di usufrutto;

• I contratti che costituiscono la comunione di diritti, contratti di società o

• associazione;gli atti di divisione, le transazioni.

I contratti che costituiscono o modificano le servitù prediali

• Gli atti di rinuncia ai diritti elencati.

Contratto preliminare a un successivo definitivo, ha effetti obbligatori per le parti

perché contiene gli elementi essenziali del contratto definitivo, ma non trasferisce il

bene. Tutti i tipi d contratto tranne la donazione possono avere il preliminare.

Secondo l’art. 2932 se una delle parti n on adempie, la controparte può ottenere

una sentenza trasferendo il bene in base al contratto.

Il contratto preliminare ha durata limitata, infatti decade dopo tre anni.

Il contratto preliminare improprio è un contratto definitivo a tutti gli effetti che

però non è stato redatto nella forma adatta, quindi le parti sono obbligate a

modificarne la forma. 29

Contratto per adesione: corrisposto unilateralmente, la controparte ha il solo

compito di aderire o meno. La tutela della parte debole: la volontà dell’adesione va

in base alla conoscenza dei termini del contratto, insieme alle clausole vessatorie.

La causa

Funzione economico sociale del contratto, cioè l’interesse che le parti perseguono

e che l’ordinamento tutela. Un negozio privo di causa è quindi nullo.

Il problema della causa nasce quando si attua un contratto atipico, non disciplinato

e tutelato dalla legge. Quando parliamo di motivi invece parliamo di elementi

irrilevanti al legislatore, a meno che non sia motivo illecito che comporta la nullità

del contratto.

1344 contratto in frode di legge: si reputa illecita la causa quando il contratto

costituisce un mezzo per eludere l’applicazione di una norma.

L’oggetto

È la prestazione del contratto e deve essere : possibile, lecito determinato o

determinabile. La prestazione di cose future può essere dedotta dal contratto

salvo divieti di legge.

Contratti bilaterali o plurilaterali Distinzione importante per il vizio che

può avere una delle parti. Solo il

plurilaterale è sempre valido anche se

una parte è viziata.

Prestazione unilaterale Obbligazione a carico di una sola delle

parti (fideiussione, comodato)

Prestazione bilaterale Contratti SINALLAGMATICI cioè

reciprocità delle prestazioni

(compravendita)

A titolo oneroso o a titolo gratuito A titolo gratuito è la donazione, sacrificio

economico della prestazione di una sola

parte.

Di scambio Prestazione di una parte a vantaggio

della controparte

associativi Qualunque forma di società, l’azione di

ognuno ha il fine sociale.

commutativi I sacrifici delle parti sono certi

aleatori Maggiore rischio: una parte fa

sicuramente un sacrificio, ma l’altra

parte non si sa. 30

A esecuzione istantanea Prestazione concentrata in un solo

momento

A esecuzione differita Prestazione prolungata nel tempo

A forma libera o vincolata Forma dettata dalla legge oppure no

consensuali Si perfezione per effetto del semplice

consenso delle parti

Reali Oltre al consenso per perfezionarsi

richiedono la consegna della cosa

Ad efficacia reali Il bene si trasferisce per l’avvenuto

consenso delle parti

Ad efficacia obbligatoria Quando il contratto obbliga le parti a un

comportamento diverso al semplice

consenso.

ATTI E FATTI DIVERSI DAL CONTRATTO art. 1987 - PROMESSE

UNILATERALI

La promessa di una prestazione crea vincolo solo nei casi previsti dalla legge:

1988, Promessa di pagamento di un debito: impegno al pagamento, ma non

• crea l’obbligo che già esiste;

1989, promessa al pubblico: è vincolante appena resa pubblica e la revoca

• deve essere sempre pubblica.

Obbligazioni nascenti dalla legge:

2028, gestione degli affari altrui: chi, senza essere obbligato, assume la

• gestione di affare altrui, è tenuto a continuarla e condurla a termine finché

l’interessato non sia in grado di provvedervi;

2031, obblighi dell’interessato: l’interessato deve adempiere alle obbligazioni

• che il gestore ha assunto in suo nome, e deve rimborsare le spese con gli

interessi;

2029/30, il gestore deve avere capacità di contrattare ed è soggetto alle

• stesse obbligazioni che derivano dal mandato.

pagamento dell’indebito

Oggettivo 2033 quando viene effettuato pagamento

senza che ci sia un debito; 31

Soggettivo 2036 quando viene pagato un debito

credendosi debitore in base a un

errore scusabile, il creditore deve

restituire la somma;

obbligazioni naturali 2034 si adempie spontaneamente per un

dovere morale o sociale, salvo sia

eseguita da un incapace;

prestazioni contrarie al buon costume non si può richiedere quanto è stato

2035 pagato

2041 Arricchimento senza causa: chi, senza causa, si è arricchito a danno di

un’altra persona, è tenuto a indennizzare questa ultima della corrispettiva

diminuzione patrimoniale. Se l’arricchimento riguarda una cosa determinata, colui

che l’ha ricevuta la deve restituire. Prima di esercitare un’azione di arricchimento

devo indennizzare le precedenti, 2042.

TITOLI DI CREDITO

Possibilità di trasferire denaro attraverso un documento cartaceo e ha tre

caratteristiche:

1. Incorporazione: il credito è incorporati, contenuto, in un documento; si

applica la regola del possesso vale titolo, secondo cui 1994, il possessore è

legittimato a pretendere la somma se è in buona fede.

2. letteralità: il contenuto del titolo è quello che risulta dal tenore letterario

scritto sul documento che specifica quanto vale il credito.

3. autonomia : è tipica di tutti i titoli di credito, chi acquista un titolo lo utilizza

come se fosse sempre stato suo, prescindendo dai rapporti precedenti.

ASTRATTO: si prescinde dal rapporto CAUSALE: fa riferimento alla causa

che ha generato l’obbligazione del titolo;

(cambiale)

AL PORTATORE: il trasferimento del ALL’ORDINE: il possessore di un titolo

titolo al portatore si opera con la all’ordine è legittimato all’esercizio del

consegna del titolo. diritto in base a una serie continua di

girate. La girata deve essere scritta sul

32

titolo e sottoscritta dal girante; è valida

anche se non contiene l’indicazione

del giratario ed è nulla quella parziale.

NOMINATIVI: intestazione a una DI MASSA: sono contenuti in

persona, riporta il nome del titolare programmi informatici.

iscritto nel registro dell’emittente.

RAPPRESENTATIVI DI MERCI: PARTECIPAZIONE: acquistando le

rappresentano i beni e incorporano il azioni di una società si diventa

diritto di credito. creditori, ma non sono solo titoli

perché incorporano i diritti di

partecipazione come il diritto di voto.

Le eccezioni reali che il debitore può opporre al possessore sono:

1. relative alla forma del titolo, possono essere opposte se manca un requisito

formale che la legge richiede;

2. fondate sul contesto letterale del titolo;

3. di falsità di firma, difetto di capacità o di rappresentanza al momento

dell’emissione;

4. mancanza di condizioni necessarie per l’esercizio dell’azione.

Le eccezioni personali invece sono quelle che riguardano i rapporti tra debitore e

possessore.

Il titolo smarrito, sottratto o distrutto, viene privato della sua efficacia e in capo

all’ex possessore viene ricostituita la legittimazione ad esigere la prestazione del

debitore attraverso L’AMMORTAMENTO. L’ex possessore deve presentare ricorso

al presidente del tribunale il quale pronuncia il decreto e trascorsi trenta giorni

senza opposizione dal detentore del titolo si compie la procedura di

ammortamento e l’ex possessore può pretendere il pagamento e il duplicato del

titolo. 33

LA CAMBIALE è il titolo di credito più antico con il quale il soggetto che non ha di

che pagare un a merce rilascia una promessa di pagamento; in questo modo il

prendente non è costretto ad attendere che maturi il termine di scadenza per avere

la somma, ma può trasferire a terzi la cambiale come mezzo alternativo di

pagamento. Nella cambiale tratta il traente ordina al trattario di pagare un terzo

soggetto una somma di denaro. Con la cambiale pagherò invece un soggetto

promette di pagare una somma di denaro al prenditore al quale sia stato trasferito

il titolo di credito.

La cambiale è dotata di letteralità completa, autonomia e astrattezza, cioè non si

menziona a un rapporto che ha dato origine all’emissione del titolo.

Titolo all’ordine

• Titolo all’esecutivo: il possessore in caso di inadempimento del debitore può

• direttamente promuovere nei suoi confronti una procedura esecutiva;

Titolo formale : deve essere redatto osservando tutti i requisiti prescritti dalla

• legge cambiaria.

La cambiale deve essere redatta per iscritto e deve contenere la denominazione,

l’ordine o la promessa, il nome del trattario e del prenditore, la data di emissione,

la sottoscrizione dell’emittente e soprattutto la scadenza, che può essere:

A giorno fisso, indicando il giorno della scadenza;

• A certo tempo data, quando scade dopo un periodo determinato a partire

• dalla data di emissione

A vista,quando è pagabile in ogni momento

• A certo tempo vista, scade dopo un periodo a partire dal momento in cui è

• presentata al debitore

La cambiale circola tramite girata che non può essere condizionata; può essere

piena o in bianco, mentre è nulla quella parziale; inoltre rende il girante

responsabile nei confronti del giratario per il pagamento e per l’accettazione.

Sono obbligati principali il trattario che abbia accettato, l’emittente del vaglia

cambiario, gli avallanti del trattario accentante o dell’emittente. Mentre sono

obbligati in via di regresso il traente, i giranti e gli avallanti del traente o dei giranti.

L’ASSEGNO è un titolo di credito che contiene un ordine o una promessa di

pagamento, è quindi un mezzo di pagamento.

Nell’assegno bancario il sottoscrittore ordina ad una banca di pagare una certa

somma a favore di un determinato soggetto. Il trattario è una banca che stipula

con il proprio cliente una convenzione di assegno, con la quale autorizza questo

ultimo a emettere assegni bancari, consegnandogli un libretto degli assegni

34

intestato alla banca. È pagabile a vista e destinato a una circolazione di breve

durata.

Non trasferibile, può essere pagato solo al prenditore o accreditato sul suo

• conto corrente, la girata può essere solo a favore del banchiere per

l’incasso.

L’assegno sbarrato può essere pagato solo ad un banchiere o un cliente

• della banca trattaria

L’assegno da accreditare non è pagabile in contanti.

L’assegno circolare è un titolo all’ordine che contiene la promessa incondizionata

di una banca di pagare a vista una somma determinata, quindi può essere emesso

unicamente per le somme che la banca abbia disponibili al momento

dell’emissione; viene rilasciato su richiesta di un cliente legato da un rapporto di

provvista ed è più facilmente accettato perché l’obbligato è una banca ed il

prenditore spesso preferisce questo assegno perché sa che i rischi di non ottenere

il pagamento sono praticamente nulli. 35

L’IMPRENDITORE art. 2082

E’ il protagonista dell’iniziativa economica;

• Colui che organizza i fattori della produzione per produrre beni o servizi, cioè

• nuova ricchezza, sul mercato e per il mercato. Egli esercita un’attività

rischiosa, perché il successo di tale iniziativa dipende da fattori che lui cerca

di prevedere ma che non sempre riesce a governare.

il capo dell’impresa e da lui dipendono i collaboratori per i quali è tenuto ad

• adottare le misure necessarie a tutelare l’integrità fisica e la personalità

morale.

Illimitatamente responsabile con tutti i suoi beni presenti e futuri, per

• l’adempimento delle obbligazioni che assume nell’esercizio dell’impresa; è

una regola sempre operante in caso di impresa individuale, mentre se

l’impresa è esercitata collettivamente (società) occorre distinguere le

responsabilità: ognuno dei soci risponde col proprio patrimonio.

Secondo la cost. l’iniziativa economica privata è libera e secondo il c.c. l’impresa

è l’attività svolta dall’imprenditore; quindi il libero professionista non è un

imprenditore.

Il piccolo imprenditore è il coltivatore diretto del fondo, l’artigiano, i piccoli

commercianti e coloro che esercitano un’attività professionale organizzata

prevalentemente con il lavoro proprio e dei componenti della famiglia.

L’impresa è agricola se l’attività è diretta alla coltivazione del fondo, alla

silvicoltura, cioè coltivazione del bosco, all’allevamento di animale e alle attività

connesse; si tratta di attività dirette alla cura e lo sviluppo di un ciclo biologico o di

una fase necessaria.

Sono attività commerciali le attività industriali, intermediarie per la circolazione di

beni, di trasporto, bancarie o assicurative e attività ausiliarie; questa distinzione è

importante perché solo le attività commerciali sono soggette all’obbligo della

tenuta delle scritture contabili e alle procedure concorsuali.

L’impresa familiare non è una società, tutto si svolge all’interno e a favore della

famiglia, le decisioni strategiche dovranno essere adottate dall’imprenditore con il

consenso della maggioranza dei componenti.

2555 - L’azienda è un’universalità di beni gestiti, amministrati, coordinati

dall’imprenditore per l’esercizio dell’attività economica.

Nel caso di cessione dell’azione il cessionario subentra automaticamente nel

contratto, salvo facoltà del terzo contraente di recedere per giusta causa entro tre

36

mesi dalla notizia del trasferimento. La cessione dei crediti ha effetto dal momento

dell’iscrizione del trasferimento nel registro delle imprese, mentre secondo l’art.

2560 l’alienante non è liberato dai debiti inerenti all’esercizio, anteriori al

trasferimento, se non risulta che i creditori abbiano consentito. Il contratto di

cessione deve essere provato per iscritto e deve avere forma di atto pubblico o

scrittura privata autenticata.

Chi aliena l’azienda deve astenersi per il periodo di cinque anni dal trasferimento,

dall’iniziare una nuova impresa che per oggetto, ubicazione o altre circostanze sia

idonea a sviare la clientela dall’azienda

ceduta.

Il marchio è il segno che viene apposto sui prodotti e servizi offerti per marcarne

la provenienza e può consistere in un’immagine, denominazione o entrambi. Si

acquista con la registrazione all’Ufficio italiano brevetti e marchi e deve avere

capacità distintiva. Viene comunque tutelato l’imprenditore che pur nona vendo

registrato il marchio, di fatto abbia utilizzato da tempo un marchio

successivamente registrato da altri, ciò è definito preuso.

La ditta contraddistingue l’imprenditore: è il nome sotto il quale opera; deve

contenere il cognome o la sigla dell’imprenditore individuale e a volte non coincide

col marchio.

L’insegna contraddistingue i locali in cui si svolge l’impresa; ha funzione di

immediato richiamo della clientela e acquista importanza per le imprese che

operano a diretto contatto col pubblico. 37

Art. 2584 INVENZIONI INDUSTRIALI

Il brevetto garantisce all’inventore il diritto esclusivo di utilizzazione e sfruttamento

economico della proprio invenzione, deve avere caratteristiche di novità,

industrialità, originalità e liceità. Lo sfruttamento economico avviene attraverso la

concessione di licenze dietro pagamento di un corrispettivo che può essere una

tantum oppure stabilito in precedenza. La durata del brevetto è di 20 anni, ma si

perde per non uso prolungato di 3 anni. Il brevetto può essere venduto o ceduto; il

prestatore di lavoro ha diritto di essere riconosciuto autore dell’invenzione fatta

nello svolgimento del rapporto di lavoro.

2592 – chi ha ottenuto brevetto per un’invenzione atta a conferire a macchine o

parti di esse strumenti, utensili od oggetti efficaci ha il diritto esclusivo di attuare

l’invenzione, di disporne e di fare commercio sui prodotti a cui si riferisce.

Le opere di ingegno degli artisti possono creare un prodotto originario tutelato

dalla legge sui diritti d’autore, che è un diritto personale e irrinunciabile. Il diritto

patrimoniale d’autore consiste nel diritto esclusivo a pubblicare l’opera e ad

utilizzarla economicamente nei modi consentiti dalla natura dell’opera, è un diritto

commerciabile e la durata del diritto dopo la morte dell’autore è di 70 anni.

LA CONCORRENZA indica la presenza sul mercato di diversi operatori in

competizione tra loro; deve svolgersi in modo da non ledere gli interessi

dell’economia nazionale e nei limiti stabiliti dalla legge (2595). Il patto che limita la

concorrenza deve essere provato per iscritto ed è valido se circoscritto ad una

determinata zona o attività e non può eccedere la durata di 5 anni.

Chi esercita un’impresa in condizioni di monopolio legale ha l’obbligo di contrattare

con chiunque richieda le prestazioni che formano oggetto dell’impresa, osservando

la parità del trattamento.

La competizione deve essere sempre corretta e leale, il legislatore ha quindi

previsto norme sulla concorrenza sleale che vieta determinati mezzi dei quali un

imprenditore può avvalersi per affermarsi sul mercato o sottrarre clientela, cioè:

Quelli per produrre confusione tra i nomi o segni distintivi;

• Quelli di denigrazione che consistono nella diffusione di notizie o

• apprezzamenti sui prodotti di un concorrente per determinarne il discredito;

Il boicottaggio.

Per conquistare il mercato l’imprenditore fa uso della pubblicità che non può

essere negativa ma può essere comparativa, trasparente, veritiera e corretta. 38

SOCIETA’ IN GENERALE

Il soggetto che vuole esercitare un0attività economica in società deve trovare altre

persone interessate al progetto i collaborazione e organizzazione, questo

rapporto nasce da una scelta libera e volontaria tramite contratto fra due o più

soggetti interessati. Per questo l’art 2247 stabilisce che la società è un contratto

con cui due o più persone conferiscono beni o servizi, per l’esercizio di un’attività

economica, allo scopo di dividerne gli utili;.

I soci devono quindi inizialmente conferire o apportare alla società i beni che

servono per avviare ed esercitare l’impresa. I beni conferiti possono essere di

vario genere: denaro, beni in natura, mobili o immobili o beni immateriali. Il

conferimento in società di servizi si ha nel caso in cui un soggetto si impegna nei

confronti degli altri soci a svolgere un’attività lavorativa a favore della società,

conferisce lavoro e non beni.

Altro requisito importante è l’esercizio in comune dell’attività economica scelta.

Significa che tutti i soci possono partecipare all’impresa sociale contribuendo a

determinare e attuare le scelte e gli indirizzi. La misura dei poteri di direzione

variano in relazione ai diversi tipi di società.

Questo tipo di impresa è detta impresa collettiva: sotto questo profilo la nozione

legislativa di impresa è più ampia di quella di società, perché l’impresa può essere

individuale, mentre la società persegue fini lucrativi, l’impresa No. La società

inoltre può essere costituita anche per esercizio occasionale, ossia senza il

requisito della professionalità.

Le società perseguono lo scopo di lucro ossia esercitano l’attività economica al

fine di produrre utili per poi distribuirli fra i soci. Lo scopo lucrativo distingue la

società dagli enti che non hanno come finalità il profitto.

Nelle società di persone ciascun socio a norma dell’art. 2262, ha un vero e proprio

diritto alla integrale divisione annuale degli utili così come è sempre esposto pro

quota alle perdite; è infatti vietato il patto leonino con cui un socio è escluso dagli

utili o dalle perdite; invece nelle società di capitali è l’assemblea che delibera.

La società una volta costituita si configura come un soggetto di diritto distinto dalle

persone dei singoli soci. È dotata di:

capacità di essere titolare di diritti e obblighi ed è titolare di un patrimonio

• autonomo, quindi i creditori possono soddisfarsi sui beni personali dei soci

solo dopo aver sottoposto a esecuzione il patrimonio della società.

Può essere proprietaria di beni senza che il singolo socio possa vantare un

• diritto personale su quei beni.

Concede finanziamenti a terzi e diventa creditrice e solo lei potrà chiedere

• la restituzione della somma. 39

È titolare di un diritto al nome e alla reputazione;

• Esercita i diritti di cui è titolare tramite persona fisica che la rappresenta la

• quale fa valere i diritti e gli obblighi in nome e per conto della società.

La società non va confusa con la comunione, perché nella comunione i

partecipanti si propongono uno scopo di godimento e non di lucro; inoltre non

nasce come un’organizzazione autonoma rispetto ai soggetti che partecipano:

diritti e obblighi continuano a fare capo ai singoli comunisti. Ciascun

comproprietario è titolare per la propria quota dell’intero bene comune.

Il sistema legislativo delle società è un sistema chiuso:. Le parti possono

scegliere il modello che ritengono più adatto alle proprie esigenze ma non possono

dar vita a un nuovo modello di società. La regione di ciò risiede nel fatto che le

società esercitano sul mercato un’attività rischiosa ed hanno rapporti con terzi, i

quali per la sicurezza dei loro interessi e diritti devono poter conoscere con

esattezza con chi hanno a che fare. Ai sensi dell’art. 2249 le società

SOCIETà DI SOCIETà DI commerciali, cioè che hanno per oggetto

PERSONE CAPITALI l’esercizio di un’attività commerciale,

SOCIETà SOCIETà PER possono essere validamente costituite

SEMPLICE AZIONI solo scegliendo tra società in nome

SOCIETà IN SOCIETà IN collettivo, in accomandita semplice, per

NOME ACCOMANDITA azioni o a responsabilità limitata. Quando

COLLETTIVO PER AZIONI l’attività economica programmata non è di

SOCIETà PER SOCIETà A natura commerciale si ricorre alla società

ACCOMANDITA RESPONSABILITà semplice.

SEMPLICE LIMITATA

Associazione in partecipazione: l’associato fornisce un apporto all’impresa e

l’imprenditore promette una determinata quota di utili se la gestione risulta in

attivo. È un contratto di scambio e non associativo, in quanto vi è un chiaro

rapporto di corrispettività tra la partecipazione agli utili e l’apporto. L’associato

investe e rischia i propri capitali nell’impresa altrui: se l’impresa produce utili egli

ne riscuote la percentuale, se l’impresa perde egli vi concorre salvo patto

contrario. I terzi acquistano i diritti ed assumono obbligazioni solo nei confronti

dell’associante.

Joint venture: avventura economica intrapresa in comune. È un contratto atipico

di collaborazione stipulato tra due o più persone per realizzare ciascuna con i

40

propri mezzi un’opera che esige, per essere realizzata, l’integrazione di diverse

competenze ed economie.

DIFFERENZE SOCIETA’ DI PERSONE SOCIETA’ DI CAPITALI

adatte a svolgere attività trattano attività rischiose

economiche di modeste e richiedono massicci

dimensioni, basate sul investimenti, i soci

rapporto personale di contano non tanto come

pochi soci legati da vincoli persone, ma in ragione

di parentela o amicizia in delle ricchezze, capitali

un rapporto di reciproca che hanno investito nella

fiducia (intuitus personae) società.

potere e responsabilità ogni socio è i soci non rispondono

amministratore e personalmente delle

rappresentante della obbligazioni sociali. Il

società, ha il potere di socio non ha potere di

gestire e rappresentare amministrazione, a volte

impresa nel mercato. amministrano i tecnici o

Responsabilità illimitata, manager.

anche con il patrimonio

personale oltre a quello

conferito in società.

trasferimento delle quote il socio di regola può libera trasferibilità delle

trasferire a terzi la quota quote e in caso di morte

solo con consenso dei l’erede subentra

soci e in caso di morte il automaticamente.

rapporto non continua

automaticamente con

l’erede se lui o i soci non

sono d’accordo.

LE SOCIETA’ DI PERSONE

L’autonomia patrimoniale consiste nel grado di separazione del patrimonio

sociale dal patrimonio dei singoli soci della società dato dalla disciplina della

responsabilità dei debiti; essa è regolata in modo da separare il destino della

società da quello del singolo socio, cioè:

Finché la società dura, i creditori del singolo socio non possono aggredire

• direttamente i beni della società, come avverrebbe in una semplice

comproprietà; 41

La responsabilità del singolo per i debiti della società diviene sussidiaria o

• limitata alla quota.

Un altro aspetto importante è il modo in cui si può disporre dei beni sociali:

Mentre con la comproprietà ciascun comproprietario può cedere o ipotecare la

quota del bene comune, nelle società di persone il socio non ha questo potere sui

beni conferiti dalla società, Quindi il conferimento è un vero passaggio di proprietà,

a cui si applicano le norme sulla vendita.

La prima grande Una seconda Una terza distinzione è

classificazione delle classificazione è quella quella tra :

organizzazioni riguarda tra: Corporazioni:

lo scopo, e distingue Enti provvisti di organizzazioni a tipo

gli: personalità giuridica : associativo, dove

Enti profit : società sia associazioni prevale l’elemento

di persone che di riconosciute, personale

capitali; fondazioni e società di (associazioni, comitati

Enti no profit : capitali; e società)

associazioni, Enti non personificati Istituzioni, in cui

fondazioni, comitati, : associazioni non l’elemento personale

società cooperative, riconosciute e comitati, non è dominante

mutue assicuratrici. società di persone. perché prevalgono

l’aspetto patrimoniale o

quello funzionale.

LE PERSONE GIURIDICHE PRIVATE--- sono le associazioni, fondazioni, società

per azioni, società in accomandita per azioni, società a responsabilità limitata e i

consorzi.

Le persone giuridiche private sono caratterizzate dalla presenza di una

• pluralità di individui;

La persona giuridica ha sempre una base patrimoniale;

• L’attività delle persone e l’impiego dei mezzi sono diretti a uno scopo

• determinato dall’atto costitutivo ;

Il tutto si lega anche sul piano giuridico si costituisce un’organizzazione;

• l’esistenza e la disciplina di un apparato di organi a cui è affidata la

formazione delle decisioni o la loro attuazione sia all’interno che all’esterno,

tramite atti giuridici.

Elementi non secondari della persona giuridica sono la denominazione e la

• sede che devono risultare all’atto costitutivo. 42

Questi elementi però non bastano perché le organizzazioni siano considerate

persone giuridiche, la persona nasce quando agli elementi sostanziali si aggiunge

il riconoscimento formale che si distingue in:

Sistema Concessorio: disposto per le associazioni e fondazioni in cui il

• riconoscimento si ha per decreto dell’autorità governativa;

Sistema normativo : disposto per le società di capitali il cui riconoscimento si

• ha per effetto dell’iscrizione nel registro delle imprese istituito alla camera di

commercio.

LE PERSONE GIURIDICHE PUBBLICHE---lo stato e gli altri enti pubblici costituiti

direttamente dalla legge o da autorità amministrativa per uno scopo di carattere

pubblico, in altre parole sono costituiti e debbono operare per il soddisfacimento

d’interessi della collettività.

SOCIETA’ SEMPLICE ideata per un’attività economica non commerciale, quindi

agricola o professionale. È definita semplice perché il contratto non è soggetto a

forme speciali, salve quelle richieste dalla natura dei beni conferiti; il contratto può

essere concluso oralmente, anche tacitamente. (2251)

La sua disciplina si applica anche alla società in nome collettivo e in

accomandita semplice.

Rapporto tra i soci :Grazie al sistema dell’amministrazione disgiunta,

• ciascun socio può prendere decisioni su operazioni sociali, in piena

autonomia, in quanto è dato per presupposto un rapporto di fiducia fra i soci;

ogni socio può fare opposizione alle operazioni di un altro e sull’opposizione

deciderà poi la maggioranza dei soci. Il contratto sociale può essere

modificato solo con il consenso di tutti i soci, infatti in base all’art. 2256 il

socio non può servirsi senza il consenso degli altri soci delle cose

appartenenti al patrimonio sociale per fini estranei a quelli della società.

Rapporti con terzi: la società acquista diritti ed assume obblighi per mezzo

• dei soci che ne hanno la rappresentanza, ma solitamente tutti i soci sono

contemporaneamente amministratori e rappresentanti; il principio

fondamentale è quello per cui i creditori della società possono far valere i

loro diritti sul patrimonio sociale. Per le obbligazioni sociali rispondono inoltre

personalmente e solidalmente i soci che hanno agito in nome e per conto

della società e gli altri soci, salvo patto contrario. La società semplice è

comunque dotata di una certa autonomia patrimoniale ed è possibile che i

soci stipulino un patto che esoneri uno o più soci dalla responsabilità

43

illimitata. Il creditore particolare del socio, ossia chi vanta un credito nei

confronti del socio per un’attività personale, non può soddisfarsi sul

patrimonio della società ma solo su quello personale.

Scioglimento del rapporto sociale: art. 2272 – si verifica per il decorso del

• termine di durata, per il conseguimento dell’oggetto sociale o per

l’impossibilità di conseguirlo, per la volontà di tutti i soci, per il venir meno

della pluralità dei soci o per altre cause previste dal contratto. Lo sciogli

mento limitatamente ad un socio può avvenire per morte, recesso o

esclusione. Se il socio muore la regola è che i superstiti hanno l’obbligo di

liquidare agli eredi; il recesso consiste in una dichiarazione del socio di voler

uscire dalla società ed è ammesso incondizionatamente quando la società è

costituita a tempo indeterminato; l’esclusione può essere automatica in caso

di fallimento personale del socio e in caso di liquidazione della sua quota

oppure può essere decisa dagli altri soci quando il socio si rende

responsabile di gravi inadempienze agli obblighi, è deliberata dalla

maggioranza.

La società in nome collettivo è un tipo di società semplice più diffuso per

esercitare un’attività di natura commerciale. L’art. 2292 prescrive che la società in

nome collettivo eserciti la sua attività utilizzando una determinata denominazione

di uno dei soci e il tipo di rapporto sociale. Le società commerciali devono

iscriversi al registro delle imprese e depositare l’atto costitutivo. Tutti i soci

rispondono solidalmente e illimitatamente per le obbligazioni sociali e il patto

contrario, a differenza della società semplice, non ha effetto verso terzi. Si sciogli

in caso di dichiarazione di fallimento.

La società in accomandita semplice ha due categorie di soci: accomandatari e

accomandanti. I primi sono soci amministratori e rispondono illimitatamente e

solidalmente per obbligazioni sociali; gli altri sono soci risparmiatori e rispondono

nei limiti della quota conferita, ai quali è vietato di inserirsi nell’amministrazione

della società e compiere singoli atti, ma hanno poteri di controllo come il diritto alla

comunicazione del bilancio e del conto economico. La ragione sociale deve

comprender eil nome di almeno uno dei soci accomandatari e l’indicazione S.A.S.

E’ una società che si scioglie quando rimangono solo i soci accomandanti o

accomandatari. 44

SOCIETA’ DI CAPITALI è una delle grandi scoperte del rinascimento per lo

sviluppo della società occidentale con l’identificazione delle quote di

partecipazione in azioni.

Società per azioni art. 2325: per le obbligazioni sociali risponde solo la società

con il suo patrimonio e la partecipazione sociale è rappresentata dalla azioni

quindi, se la società assume debiti verso terzi questi possono far valere i loro diritti

solo sui beni della società che possiede autonomia patrimoniale perfetta e con

l’iscrizione al registro delle imprese acquista personalità giuridica.

Ogni singolo socio risulta titolare di un certo numero di azioni che rappresentano la

quota di partecipazione.

Costituzione : la denominazione sociale deve contenere l’indicazione di s.p.a. e

deve costituirsi con un capitale non inferiore a 120mila euro, con atto pubblico e

con l’atto costituivo si deve indicare i dati anagrafici dei soci e il numero delle

azioni sottoscritte da ciascuno, la sede, l’oggetto sociale ecc… deve essere inoltre

allegato lo statuto che contiene le regole decise dai soci relative al funzionamento

della società.

Le azioni: l’ammontare del capitale sociale è suddiviso in azioni, sono documenti

che devono essere di eguale valore; si tratta di titoli di credito di partecipazione

che incorporano i diritti connessi alla qualità di socio e sono trasferibili. Devono

essere nominative, ma leggi speciali stabiliscono che possono essere al portatore

le azioni di risparmio emesse da società quotate in borsa e si tratta di azioni prive

di diritto di voto dotate solo di particolari privilegi di natura patrimoniale. Esistono

azioni privilegiate che danno un diritto di preferenza e priorità in sede di

ripartizione degli utili e di rimborso del capitale ma hanno una limitazione nel diritto

di voto.

L’assemblea: nomina e revoca gli amministratori, decide l’azione di responsabilità

e modifica l’atto costitutivo. Se la società non è dualistica l’assemblea ordinaria

approva il bilancio, nomina e revoca gli amm. E ne determina il compenso, nomina

il soggetto a cui è demandato il controllo contabile e delibera sulle responsabilità;

se la società è dualistica l’assemblea ordinaria non approva il bilancio e c’è il

consiglio di sorveglianza e di gestione. Mentre l’assemblea straordinaria delibera

sulle modificazione dell’atto costitutivo e la determinazione dei poteri. Le

deliberazioni dell’assemblea devono essere adottate da tanti soci che

rappresentino la maggioranza prescritta dalla legge o dallo statuto della società; le

delibere sono annullabili in tutti i casi in cui non sono prese in conformità della

legge e in caso di conflitto di interessi di un socio verso la società.

Gli amministratori: gestiscono l’impresa, decidono la politica economica, le

strategie e le tattiche imprenditoriali. L’amministrazione può essere: 45

1. tradizionale: l’amministrazione spetta all’amministratore unico o al

consiglio di amm. Eletti dall’assemblea dei soci, che elegge l’organo

deputato al controllo di legalità degli atti e l’organo di controllo

contabile;

2. dualistico: l’assemblea nomina il consiglio di sorveglianza che nomina

il consiglio di gestione e di controllo contabile;

3. monastico: l’assemblea nomina il consiglio di amm. Che individua i

componenti del comitato per il controllo della gestione; l’assemblea

dei soci nomina anche l’organo di controllo contabile.

La legge e l’atto costitutivo impongono agli amministratori obblighi la cui violazione

determina una responsabilità e un obbligo a risarcire il danno; sono responsabili

verso la società in caso di violazione dei doveri imposti, in caso di violazione del

dovere di vigilanza sull’andamento gestionale, rispondono verso i creditori sociali e

nei confronti del singolo socio o del terzo che danneggino direttamente.

collegio sindacale: organo con funzione di controllo generale della legalità

sociale, incaricato di controllare che l’attività dell’assemblea e degli amministratori

si svolga in conformità con la legge e lo statuto; e di controllare l’adeguatezza

dell’assetto organizzativo, amministrativo e contabile. Mentre l’organo di

controllo contabile : ha la funzione di controllo della contabilità sociale e della

rispondenza del bilancio alle scritture contabili. Ogni socio può denunziare i fatti

che ritiene censurabili al collegio sindacale e se vi è fondato sospetto di gravi

irregolarità i soci che rappresentano il 10% possono denunciarlo al tribunale.

Le obbligazioni: strumento alternativo per finanziarsi con il vantaggio di attingere

denaro tra piccoli risparmiatori; ogni obbligazione contiene una dichiarazione della

società che si impegna a pagare a scadenza la somma portata dal documento con

l’aggiunta dell’interesse, così il risparmiatore è incentivato in quanto ha diritto al

rimborso salvo fallimento e con gli interessi ha un rendimento minimo fisso, ma

non attribuiscono la qualità di socio, solo quella di creditore. L’emissione di

obbligazioni è di competenza dell’organo amministrativo e la delibera deve essere

iscritta nel Registro delle Imprese, per cui l’art. 2412 stabilisce che la società può

emettere obbligazioni al portatore o nominative per somma complessivamente non

eccedente il doppio del capitale sociale, della riserva legale e riserve disponibili

risultanti dall’ultimo bilancio approvato; è comunque possibile convertire le

obbligazioni in azione.

Il bilancio: 2423- “Gli amministratori devono redigere il bilancio di esercizio,

costituito dallo stato patrimoniale, dal conto economico e dalla nota integrativa. Il

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bilancio deve essere redatto con chiarezza e deve rappresentare in modo veritiero

e corretto la situazione patrimoniale e finanziaria della società e il risultato

economico dell’esercizio.“

Nello stato patrimoniale deve essere indicata la consistenza del patrimonio della

società mettendo all’attivo il valore dei beni sociali e al passivo i debiti secondo lo

schema obbligatorio; il conto economico deve indicare tutte le spese sostenute e

tutti i ricavi incassati durante l’anno, in modo che emergano gli utili o le perdite; la

nota integrativa deve fornire una spiegazione del bilancio. Il tutto deve essere

redatto con chiarezza, verità e prudenza per tutelare i terzi che entrano in contatto

con la società.

2428- il bilancio deve essere corredato da una relazione degli amministratori sulla

situazione della società e sull’andamento della gestione, nel suo complesso e nei

vari settori in cui essa ha operato, ai ricavi e agli investimenti”.

Il bilancio deve essere comunicato al collegio sindacale per eventuali osservazioni

e proposte e poi presentato all’organo sociale deputato per la sua approvazione

entro 120gg dalla chiusura dell’esercizio e successivamente depositato presso

l’ufficio del Registro delle Imprese. L’assemblea che approva il bilancio decide in

quale misura distribuirlo ai soci e dagli utili netti annuali deve prelevare il 5% per

accantonarlo come riserva legale.

Nelle società quotate in borsa il bilancio deve essere controllato anche da una

società di revisione che verifica la regolare tenuta della contabilità sociale e che il

bilancio d’esercizio e quello consolidato corrispondano alle scritture contabili.

Modificazioni dell’atto costitutivo e operazioni sul capitale:

aumento del capitale: emissione di nuove azioni a pagamento o gratuito;

• se è a pagamento la società raccoglie nuovi conferimenti; gratuito si ha

quando vengono imputate al capitale le riserve.

Riduzione del capitale: obbligatoria quando il capitale è diminuito di oltre

• un terzo in conseguenza a perdite.

Scioglimento: si verifica per le cause elencate dall’art. 2484, cioè per il decorso

del termine, conseguimento dell’oggetto sociale o l’impossibilità di conseguirlo,

l’impossibilità di funzionamento, la riduzione del capitale al di sotto del minimo

legale. Quando si verifica sugli amministratori cala il divieto di nuove operazioni

e devono entro 30gg convocare l’assemblea straordinaria perché deliberi la

liquidazione della società che si conclude con un bilancio finale che indica la

parte spettante a ciascuna azione nella divisione dell’attivo. Approvato il bilancio

finale i liquidatori devono chiedere la cancellazione della s.p.a. dal Registro delle

imprese. 47

GRUPPI DI SOCIETà: le imprese più complesse e grandi dimensioni si

• articolano in molte fasi, in questi casi più società di capitali, costituenti entità

autonome con un proprio patrimonio e organi, si dividono i compiti, si

distribuiscono tra loro l’attività perseguendo un fine economico e un quadro

imprenditoriale unitario. Esiste una società capogruppo detta Holding che

possiede la percentuale più alta delle azioni della società per avere il

controllo, secondo l’art. 2359 sono considerate collegate le società sulle

quasi un’altra società esercita un’influenza notevole, che si presume quando

nell’assemblea ordinaria può essere esercitato un quinto dei voti o un

decimo se la società è quotata in borsa.

SOCIETà PER AZIONI IN MANO PUBBLICA: società per azioni in cui stato

• o enti pubblici hanno la maggioranza delle azioni e il controllo della società.

SOCIETA’ QUOTATE IN BORSA: è previsto un controllo pubblico da parte

• del Consob (Commissione nazionale per le società e la borsa) e a norma

coloro che partecipano in una società con azioni quotate in misura superiore

al due per cento del capitale ne danno comunicazione alla società

partecipata e al Consob.

SOCIETA’ IN ACCOMANDITA PER AZIONI: sono sempre presenti i soci

• accomandatari e accomandanti; i primi sono di diritto amministratori e la loro

revoca è deliberata con la maggioranza dell’assemblea straordinaria; le

modificazioni dell’atto costitutivo devono essere approvate oltre che

dall’assemblea straordinaria anche da tutti i soci accomandatari.

SOCIETA’ A RESP. LIMITATA, S.R.L. per le obbligazioni sociali risponde

• solo la società con il suo patrimonio; le quote di partecipazione dei soci non

possono essere rappresentate da azioni e ciò determina una circolazione

meno intensa e l’atto costitutivo può vietare il trasferimento delle quote; il

capitale sociale non può essere inferiore a 10mila euro.

SOCIETA’ COOPERATIVE: i consumatori interessati a risparmiare possono

costituire tra loro una società che produce essa stessa i beni e servizi e che li

fornisce ai soci a prezzo inferiore a quello di mercato, perché in tale prezzo non c’è

la quota di profitto dell’intermediario. L’attività oggetto dell’impresa viene effettuata

non come nelle altre società per il mercato e sul mercato, a vantaggio di terzi, per

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AUTORE

luca d.

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza
SSD:
A.A.: 2007-2008

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher luca d. di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto Privato e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Scienze giuridiche Prof.

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