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Capitolo XLII il contratto di pacchetto turistico

Paragrafo 1. La nozione.

A causa dell'assenza di una disciplina specifica e del diffondersi del contratto di viaggio nella prassi

negoziale dottrina e giurisprudenza chi sforzare a individuare la natura giuridica del rapporto

contrattuale in questione e. Secondo la tesi maggioritaria il contratto di viaggio rappresenta un

appalto di servizi, mentre per un diverso orientamento è assimilato ad un contratto di mandato.

Negli anni 50 il turismo diviene un fenomeno di massa e questo fece nascere un ventaglio

eterogeneo di schemi contrattuali. Si diffusero viaggi organizzati attraverso i quali gli operatori del

settore non si limitavano a svolgere il ruolo di intermediari per il trasporto di soggiorno del cliente,

ma organizzavano anche una serie di servizi complementari che vengono venduti contestualmente

in un unico "pacchetto ".

Paragrafo 2. La convenzione internazionale di Bruxelles e la direttiva 90/314.

La convenzione di Bruxelles risale al 1970 ed ha avuto una scarsa incisività in quanto solo due sono

stati paesi che vi hanno aderito: Belgio e l'Italia.

Dopo quasi vent'anni l'unione europea emana la direttiva 90/314 concernente viaggi, le vacanze ed i

circuiti " tutto compreso ". Per questo motivo in Italia abbiamo oggi delle fonti normative

concorrenziali della materia perché nell'attuare la direttiva legislatore non ha provveduto ad

introdurre le modifiche ed integrazioni necessarie per coordinare la disciplina comunitaria con

quella della convenzione.

Il diverso campo di applicazione delle due discipline:

La nozione di venditore contenuta nel d l g s 111/95 (attuativo della direttiva) è sicuramente più

limitata di quella di intermediario offerta dalla convenzione.

Venditore=colui che vende o si obbliga a procurare pacchetti turistici (esclusi i venditori di singoli

servizi se varati ai quali si applicherà la previgente disciplina).

Anche la nozione di " pacchetto turistico " contenuta nel decreto legislativo è più circoscritta della

nozione di " organizzazione di viaggio " riportata dalla disciplina della convenzione. C'è da dire che

la direttiva tende a conferire al settore turistico maggiore omogeneità e ad assicurare a ciascun

cittadino dell'unione la possibilità di godere delle medesime condizioni nei diversi stati membri

oltre a rafforzare la tutela e informazione del consumatore.

L'ambito di applicazione della direttiva e limitato ai:

-viaggi

-vacanze e

-circuiti turistici

<<Tutto compreso>> venduti o offerti in vendita nel territorio della comunità.

Servizio tutto compreso=prefissata comminazione di almeno due degli elementi in appresso,

venduta/offerta in vendita ad un prezzo forfettario, ove questa prestazione superi le 24 ore e

comprende una notte:

A) trasporto

B) alloggio

C) altri servizi turistici non accessori.

Altra divergenza tra la direttiva e la convenzione sta nella concezione di contratto che mentre per la

direttiva consiste nell'accordo che lega il consumatore all'organizzatore e/o al venditore, per la

convenzione il contratto si distingueva in contratto di organizzazione e contratto di intermediazione

di viaggio distinzione che ora scompare.

Paragrafo 3. L'attuazione della direttiva negli stati membri.

Il termine fissato per l'attuazione a della direttiva è lei il 31 dicembre 1992 ma non è stato

rispettato. Il ritardo si giustifica con l'esigenza di coordinare il testo comunitarie con la normativa

previgente.

La grande discrezionalità lasciata ai legislatori nazionali ha prodotto forti disarmonie tra le leggi di

recepimento dei diversi stati. Per esempio l'articolo 4 della direttiva prevede che consumatore

debba informare l'organizzatore/venditore della cessione del rapporto protetto entro un termine

ragionevole: l'Italia quattro giorni, il Lussemburgo tre settimane.

Ancora, l'articolo 5 in prevede la responsabilità del venditore e/o organizzatore: la maggioranza

degli stati membri a cognato regime di ripartizione dei rischi tra il venditore e organizzazione in

base alla sfera di azioni ciascuno, la Danimarca invece ha elaborato una responsabilità solidale in

base alla quale dei danni subiti dal consumatore risponde un'immediata ed integrale il venditore il

quale successivamente potrà agire in regresso verso l'organizzatore.

Paragrafo 4. L'attuazione della direttiva in Italia.

D'Italia ha attuato la direttiva con il d.lgs 111/95 ora confluito nel codice di consumo agli articoli

82 e ss.

L'ambito di applicazione territoriale è circoscritto ai pacchetti turistici venduti offerti nel territorio

nazionale.

Per quanto riguarda l'ambito soggettivo di applicazione non si prevede, ai fini della qualifica

professionale dell'organizzatore o venditore, il possesso dell'autorizzazione governativa.

Organizzatore e venditore=soggetti che, rispettivamente, predispongono vendono pacchetti turistici:

il consumatore è maggiormente garantito. (definizione di consumatore, ambito oggettivo di

applicazione, tipologie negoziali contenute nel codice cons riproducono alla lettera il testo della

direttiva)

Il contratto

•deve essere redatto in forma scritta in termini chiari e precisi.

•Una sua copia deve essere rilasciata consumatore sottoscritta o timbrata dall'operatore.

•Il contenuto: elementi utili ad individuare il contenuto negoziale, i doveri di informazione

e circa le modalità di svolgimento del viaggio, la ricettività delle strutture e diritti che

spettano al viaggiatore.

•la conclusione del contratto--> si attribuisce alla somma versata all'atto della prenotazione la

qualifica di caparra =somma versata dalla parte al momento della conclusione del contratto. La

natura della prenotazione effettuata dal turista: la conclusione del contratto dovrebbe coincidere con

la prenotazione.

L'articolo 86 lett d) prevede che <<gli effetti di cui all'articolo 1385 del codice civile non si

producono qualora il recesso dipenda da fatto sopraggiunto non imputabile, ovvero sia giustificato

dal grave inadempimento della controparte>>.

La caparra è agganciata al recesso e nonna all'inadempimento, come invece pretende l'articolo 1385

per il quale il recesso è un posterius rispetto alla dazione della caparra e all'inadempimento di una

delle parti.

Il recesso del consumatore e una facoltà riconosciuta a priori e il suo esercizio risulta oneroso

perché implica la perdita della somma versata al momento della prenotazione intesa quindi come

caparra penitenziale (corrispettivo dell'invocazione del recesso) tale onerosità del recesso viene

meno quando il consumatore se ne avvalga a causa

•di una variazione contrattuale sgradita oppure

•di un fatto sopravvenuto a lui non imputabile

•di un inadempimento grave delle organizzatore e o venditore.

Sono queste le ipotesi che impongono al tour operator di restituire la somma ricevuta.

Quindi è stata una scelta sbagliata quella di qualificare come caparra confirmatoria una

anticipazione del prezzo di acquisto del pacchetto turistico la cui perdita è del tutto sganciata

dall'inadempimento della parte che l'ha versata o della parte che l'ha ricevuta.

Un problema ulteriore e dato dalla possibile estensione alla penale, alla multa penitenziale, delle

disposizioni sul recesso giustificato dettati in riferimento alla caparra penitenziale. Tra i tour

operator è diffusa la prassi di predisporre clausole che impongono al consumatore il pagamento di

una somma di denaro in caso di recesso prevedendo importi crescenti con l'approssimarsi della data

di inizio del viaggio sino al 75% del prezzo del pacchetto turistico in caso di recesso tra il decimo e

il terzo giorno prima della partenza. Il codice tace sul problema ma secondo una dottrina il

consumatore e tenuto al pagamento di tale somma (se il suo importo non sia manifestamente

eccessivo). Per questo motivo l'applicazione della disciplina della caparra penitenziale e da

escludersi che laddove il recesso tragga origine da un fatto sopravvenuto non imputabile al

consumatore o da un grave inadempimento di controparte (ratio: non far gravare sul

organizzatore/venditore il costo delle eventuali multe penitenziari imposte a loro volta dai fornitori

di servizi turistici di cui essi si avvalgono). L'affinità di ratio tra la caparra penitenziale e la multa

penitenziale e, che consiste nel rendere oneroso l'esercizio del diritto di recesso, sconsiglia

differenziazioni di trattamento giuridico perché irragionevole.

Articolo 91: l'organizzatore/venditore ha il potere di modificare le condizioni contrattuali se in un

momento successivo alla conclusione del contratto (ma antecedente alla partenza) sia dopo l'inizio

del viaggio.

Le variazioni significative compiute prima della partenza: devono avvenire in forma scritta, con la

specificazione delle eventuali differenze di prezzo lasciando la libertà di scelta al consumatore se

accettare il nuovo programma oppure recedere senza il pagamento di alcuna penale.

Le variazioni intervenute durante il viaggio: dopo la partenza quando una parte essenziale dei

servizi previsti dal contratto non può essere effettuata, l'organizzatore predispone adeguate

soluzioni alternative per la prosecuzione viaggio programmato non comportanti oneri di qualsiasi

tipo a carico delle consumatore, oppure rimborsa quest'ultimo nei limiti della differenza tra le

prestazioni originariamente previste e quelle effettuate, salvo il risarcimento del danno o.

Se le modifiche sono tali da impedire la prosecuzione del viaggio con il consumatore non le accetti

per giustificato motivo: l'organizzatore è tenuto a fornirgli un mezzo di trasporto equivalente per il

ritorno al luogo di partenza o ad un altro luogo convenuto e a restituire la differenza tra il costo

delle prestazioni previste e quello delle prestazioni effettuate fino al momento del rientro anticipato.

Articolo 92: il consumatore che recedere dal contratto o che si vede cancellato il pacchetto turistico

prima della partenza

•ha diritto di usufruire di un altro pacchetto turistico di qualità equivalente superiore senza

supplemento di prezzo,

•o di un pacchetto turistico qualitativamente inferiore e previa la restituzione della

differenza del prezzo,

•oppure gli è rimborsata la somma di denaro già corrisposta.

Questa disposizione è stata criticata dalla dottrina secondo la quale a seguito del recesso da parte

del consumatore il contratto si dovrebbe ritenere sciolto e quindi la configurazione della facoltà di

richiedere un pacchetto turistico alternativo appare inverosimile,. Sarebbe più corretto a ricostruire

questa fattispecie come un inadempimento dell'operatore cui corrisponde un risarcimento in forma

specifica.

Articoli 93 e ss.: disciplina della responsabilità da inadempimento dell'organizzatore del venditore.

Questi rispondono dei

•danni cagionati alla persona,

•di quelli causati dagli altri eventuali prestatori di servizi di cui si sono avvalsi (salvo il diritto di

rivalsa).

Il tour operator può sottrarsi alla responsabilità provando che l'inadempimento è dipeso da

impossibilità dovuta a causa a lui non imputabile.

Il consumatore deve denunciare senza ritardo l'eventuale mancanza nell'esecuzione contratto, può

sporgere reclamo tramite raccomandata con avviso di ricevimento entro e non oltre dieci giorni

lavorativi dalla data del rientro nel luogo di partenza.

L'organizzatore/venditore all'obbligo di stipulare un'assicurazione per la responsabilità civile verso

il consumatore.

Paragrafo 5. L'inadempimento e l'adempimento sanante.

Per quanto riguarda la tutela del consumatore la normativa in esame va cumulata alla disciplina

della vendita di beni di consumo anche se le tecniche rimediare predisposte contro la violazione

contratto sono diverse: la vendita di beni di consumo ha la garanzia in forma specifica, il contratto

di pacchetto turistico ha il cosiddetto adempimento sanante e il risarcimento del danno patrimoniale

e non patrimoniale. Inoltre il pacchetto turistico conosce una fase di informazione non solo in sede

precontrattuale ma anche nel corso del rapporto per rafforzare la tutela del consumatore.

L'adempimento dei doveri di informazione perde la sua dimensione statica per acquisirne una

dinamica poiché l'informazione non è solo un rimedio contro la conclusione non consapevole di

contratti squilibrati da parte del consumatore,ma anche uno dei presupposti di un rimedio ulteriore:

la responsabilità contrattuale del venditore/organizzatore del pacchetto turistico.


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flaviael

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DESCRIZIONE APPUNTO

Riassunto per l'esame di Diritto privato, basato su appunti personali e studio autonomo del capitolo 42 del testo consigliato dal docente del manuale di Mazzamuto. Vertente sui seguenti argomenti: l'assenza di una disciplina specifica e del diffondersi del contratto di viaggio nella prassi negoziale dottrina, la natura giuridica del rapporto contrattuale in questione.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze dei servizi giuridici
SSD:
A.A.: 2012-2013

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher flaviael di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto privato e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Roma Tre - Uniroma3 o del prof Mazzamuto Salvatore.

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