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Testo fondamentale è l’art.2 della Cost. ove “la Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo..”. Non c’è

quindi un catalogo fisso di diritti ma invece un catalogo aperto al cambiare della società e del suo sentire.

Profilo storico:

- dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino (1789 Francia);

- dichiarazione universale dei diritti dell’uomo (ONU 1948);

- convenzione di salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali (Consiglio Europa 1950).

I diritti della personalità, che spettano all’uomo in quanto nato, hanno i caratteri de:

- l’assolutezza = diritti soggettivi assoluti riconosciuti nei confronti di tutti;

- indisponibilità =non sono rinunziabili seppure si ammetta la possibilità di consentirne l’uso ad altri a tutolo oneroso

- o anche gratuito.

- imprescrittibilità = non si estinguono anche se non c’è l’uso.

- Non patrimonialità = in quanto tutelano i valori della persona no suscettibili a valutazione economica.

Il c. penale sanziona i delitti contro

− la vita e l’incolumità personale (art 575c.p. es: omicidio percosse)

− delitti contro l’onore (art. 594 ss. C.p. es: ingiuria, diffamazione)

− la libertà individuale ( art. 600 ss. C.p. es: riduzione in schiavitù, sequestro di persona, violenza sessuale)

I diritti della personalità sono i seguenti:

Dr alla vita

Seppure non testualmente previsto dalla nostra carta costituzionale il dr alla vita è posto a presidio del fondamentale

interesse della persona umana alla propria esistenza fisica.

Tale dr impone a tutti i consociati l’obbligo di astenersi dall’attentare alla vita altrui.

Il problema delicato è quello di stabilire il momento in cui si acquista il dr alla vita.

Il dr a nascere trova tutela piena ed immediata nei confronti dei sogg diversi dalla madre: infatti è penalmente

sanzionata la condotta di chiunque cagioni l’interruzione della gravidanza senza il consenso della donna.

Nei confronti della madre occorre invece distinguere:

a) l’interruzione volontaria della gravidanza entro i 90 gg dal concepimento è rimessa alla sua libera

determinazione. Prevede infatti la legge che la donna che accusi circostanze x le quali la prosecuzione della

gravidanza comporterebbero un serio pericolo per la sua salute fisica e psichica si rivolge al medico di fiducia o

ad un consultorio pubblico; quando il medico riscontra l’esistenza di condizioni tali da rendere urgente

l’intervento rilascia immediatamente un certificato alla donna attestante l’urgenza. Questa con tale certificato

può presentarsi ad una delle sedi autorizzate a praticare l’aborto e praticare l’interruzione della gravidanza.

Di conto se non viene riconosciuto il caso di urgenza il medico rilascia alla donna coppia di un documento e la

invita a soprassedere per 7 gg. Trascorsi i 7 gg la donna può presentarsi x ottenere l’interruzione della

gravidanza sulla base del documento rilasciato.

b) L’interruzione volontaria della gravidanza dopo i primi 90 gg. Può invece essere praticata unicamente quando

la gravidanza comporti un grave pericolo x la vita della donna.

Nessuna sanzione consegue al suicidio. Del pari invece costituisce reato la condotta di chi cagiona ad altri la morte,

seppure con il di lui consenso.

Ampiamente discussa è l’ipotesi all’eutanasia: secondo il dr vigente sono vietate le condotte dirette a provocare la morte

dell’infermo con diretto intervento accelerato (es: mediante un iniezione letale). Di conto però è legittimo che i

trattamenti sanitari possano essere posti in essere solo con il consenso dell’avente diritto. Questo se il soggetto è dotato

di capacità naturale e legale d’agire. Spesso però l’evoluzione di una patologia irreversibile comporta il sopravvenire di

uno stato di infermità mentale, che impedisce al paziente di rifiutare l’accanimento terapeutico. Per questo motivo si

riconosce efficacia alle dichiarazioni rese precedentemente dal paziente riguardo alla volontà di essere o meno

assoggettato a trattamenti sanitari volti a prolungare la sopravivenza (testamento biologico)

Dr alla salute.

L’art. 32, comma 1, Cost. definisce quello alla <<salute>> come <<fondamentale dr all’individuo>>. L’art 3 della carta

dei dr fondamentali dell’ Unione europea proclama che ogni individuo ha dr alla propria integrità fisica e psichica.

Il dr alla salute e all’integrità psico-fisica compete anche al nascituro, infatti vi è la risarcibilità del danno conseguente a

lesioni subite dal feto nel periodo prenatale a causa di condotte imperite dal medico.

Se riconosce al concepito di nascere sano la nostra giurisprudenza gli nega invece il dr di non nascere se non sano. La

scelta abortiva, infatti, è rimessa esclusivamente alla madre.

Il dr alla salute è invece rimesso all’autodeterminazione del suo titolare: < nessuno può essere obbligato ad un determinato

(art. 32 Cost.)>.

trattamento sanitario se non per disposizioni di legge

E la legge può prevedere l’obbligo di un determinato accertamento o trattamento sanitario solo quando ciò sia

giustificato nn tanto dal vantaggio che potrà derivare per il soggetto, ma quanto dalla necessità di tutelare l’interesse

superiore alla protezione della sanità pubblica ( obbligatorietà di determinate vaccinazioni).

È oggi previsto da parte dello stato un indennizzo a favore di chiunque abbia riportato, a causa di vaccinazioni

obbligatorie, lezioni o infermità dalle quali sia derivata una menomazione permanente dell’integrità psico-fisica.

Al di fuori dei casi in cui risultino imposte per legge, senza il consenso del paziente il medico non può sottoporlo a visite

e cure mediche, quand’ anche il trattamento risulti necessario per la salvezza della vita.

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Peraltro, affinché possa prestare un valido consenso è necessario che il paziente venga correttamente informato dal

medico in ordine a nature ed esiti possibili, rischi e difficoltà del trattamento prospettatogli.

Nell’ipotesi in cui il paziente legalmente capace si trovi in uno stato di incoscienza, il medico deve procedere a

o far quanto necessario per salvargli la vita ( art. 2045 c.c.)

Nell’ipotesi in cui il paziente sia invece un incapace legale ( es: minorenne) il consenso deve essere dato dal suo

o rappresentante legale, e sarà doveroso quando l’intervento sia obbiettivamente utile.

Il dr alla salute e all’integrità psico-fisica non è, tuttavia , rimesso integralmente all’autodeterminazione del suo titolare.

Gli atti dispositivi del proprio corpo sono a quest’ultimo consentiti solo a due condizioni :

1. Che non siano contrari alla legge ( es: vietato, se non a titolo gratuito, il prelievo di sangue), all’ordine pubblico

e al buon costume.

2. Che non contagino una diminuzione permanente dell’integrità psico-fisica (art. 5 c.c.): sicché è vietato ,quando

anche vi sia il consenso, l’espianto di organi se se questo incide negativamente.

Peraltro la legge consente:

a) L’espianto da vivente del rene e di parti del fegato seppure solo a titolo gratuito e con il consenso informato

dell’interessato.

b) Intervanti di modificazione dei caratteri sessuali.

Inoltre la giurisprudenza ammette pacificamente la liceità della sterilizzazione volontaria sia maschile ( mediante

vasectomia) sia femminile ( mediante incollaggio delle tube).

I limiti al potere di autodeterminazione dell’avente dr, art. 5 c.c., valgono fino a ché il sogg è in vita. .

In ordine al prelievo di organi e tessuti la legge prevede che i cittadini sono tenuti a dichiarare la loro libera volontà in

ordine alla donazione di organi e tessuti del proprio corpo successivamente alla morte, e la mancata dichiarazione di

volontà è considerata quale assenso alla donazione.

Dr al nome.

Il nome costituito da prenome e cognome (art. 6, comma 2, c.c.) svolge funzione di identificazione sociale della persona.

Il figlio legittimo assume il cognome del padre ed il prenome attribuitogli all’atto della dichiarazione di nascita

all’ufficiale di stato civile. Se il dichiarante no dà un prenome al bambino, vi supplisce l’ufficiale di stato civile.

Il figlio naturale assume il cognome del genitore che per primo lo ha riconosciuto. Se il riconoscimento è effettuato

contemporaneamente ad entrambi i genitori, assume il cognome del padre; se il riconoscimento del padre avviene dopo

quello della madre, puoi assumere il cognome del padre aggiungendolo o sostituendolo a quello della madre (art. 262,

comma 1-2, c.c.).

I bambini non riconosciuti da alcuno genitore assumono il cognome e il prenome imposto dall’ufficiale di stato civile.

Il figlio adottivo assume il cognome del padre adottivo.

A seguito del matrimonio, la moglie aggiunge al proprio cognome quello del marito e llo conserva anche durante la

vedovanza, fino a ché non passi a nuove nozze ( art. 143 dis). Con lo scioglimento del matrimonio la donna divorziata

perde il cognome matrimoniale; ma può chiedere al giudice di conservarlo, in aggiunta al proprio, quando sussista un

interesse suo (ad es: perché ormai nota nell’ambito lavorativo con i cognome del marito) o per interesse del figlio

meritevole di tutela.

Il nome è tendenzialmente immodificabile; il mutamento di cognome può essere concesso solo con decreto del Ministro

degli Interni.

Il mutamento del prenome può essere richiesto con decreto del prefetto del luogo di residenza. Tale procedura è

applicata anche per la richiesta di cambiamento di cognome perché ridicolo o vergognoso.

Il nome viene tutelato contro:

• La contestazione (art. 7c.c.) si ha quando un terzo compie atti volti ad ostacolare ala sogg l’utilizzo del nome

legalmente attribuitogli.

• L’usurpazione ( art 7 c.c.) un terzo utilizza un nome altrui per identificare la propria persona

• Utilizzazione abusiva utilizza il nome altrui per identificare un personaggio di fantasia o un prodotto

Commerciale.

• Pseudonimo il nome, diverso da quello attribuitogli per legge, con cui il sogg è conosciuto in un

determinato ambiente.

La vittima di contestazioni, usurpazioni e utilizzo abusivo del proprio nome può chiedere la cessazione del fatto visivo e

il risarcimento del danno.

L’avente dr può concedere a terzi, anche a titolo oneroso, il dr di utilizzare il proprio nome a fini commerciali.

Dr all’integrità morale.

La legge tutela anche con sanzioni penali (art. 594-595 c.p.) l’interesse di ciascuno:

• All’onore

• Al decoro

• Alla reputazione

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Esiste un onore ed un decoro minimo che compete ad ogni persona per il solo fatto di essere uomo. Al di sopra di dato

minimo l’onore e il decoro vanno valutati in relazione alla personalità dell’interessato, a variabili quali ambiente sociale,

al momento storico e le circostanze del caso concreto.

Illegittima risulta qualsiasi espressione di mancato rispetto dell’integrità morale della persona manifestata direttamente

all’interessato o anche solo a terzi. Inoltre l’illiceità non viene meno se il fatto attribuito alla persona o il giudizio espresso

sul suo conto rispondono a verità o sono di pubblico dominio.

Il dr all’ integrità morale del singolo cede bifronte al dr all’informazione , e la notizia potrà essere pubblicata, qualora

concorrono 3 distinti presupposti:

• Quello della verità della notizia

• Quello dell’utilità sociale dell’informazione

• Quello della continenza espositiva

Ovviamente notizie lesive sull’integrità morale possono essere pubblicate anche in assenza di questi presupposti se vi è

l’assenso dell’avente dr.

L’illegittima lesione dell’altrui integrità morale obbliga il suo autore al risarcimento del danno sofferto dalla persona

offesa.

Dr all’immagine.

Il dr all’ immagine importa il divieto, a carico di terzi, di esporre, pubblicare, mettere in commercio il ritratto altrui senza

il consenso dell’interessato (art. 10 c.c.).

Il consenso dell’effigiato vale solo a favore di colui a cui è stato prestato. È inoltre consentita la diffusione dell’altrui

immagine, anche senza il consenso dell’interessato, quando la stessa è giustificata:

− dalla notorietà o dall’ufficio pubblico ricoperto dalla persona ritratta

− da necessità di giustizia o di polizia ( es: persona scomparsa o ricercata)

− da scopi scientifici didattici o culturali.

In ogni caso la pubblicazione dell’altrui immagine senza il consenso dell’interessato è vietata, ove rechi pregiudizio

all’onore, alla reputazione od anche al decoro della persona ritratta: divieto che cede di fronte al legittimo esercizio dei

dr di cronaca e critica giornalistica.

La lesione del dr all’immagine obbliga il suo autore al risarcimento del danno (art.10 c.c.)

A questi sono stati inseriti due nuovi dr:

Dr alla riservatezza.

Da intendersi quale potere dell’interessato di vietare comportamenti di terzi volti a conoscere o far conoscere situazioni o

vicende della propria vita personale o familiare che non avessero un interesse socialmente apprezzabile.

Oggi la materia è regolata dal D. Lgs. 30/06/2003 n.196 cde attribuisce all’interessato, relativamente ai suoi dati

personali, il dr non solo di vietare il loro trattamento ma anche il dr di vigilare sul loro utilizzo.

È infatti previsto che:

− il trattamento dei dati personali da parte di privati o di enti pubblici economici è ammesso solo con il consenso

espresso dell’interessato, ke è validamente prestato solo se è espresso liberamente e se è un documento per

iscritto, e se sono state rese all’interessato le informazioni relative alla modalità e finalità del trattamento cui i

dati sono destinati.

− L’interessato ha dr di sapere da chiunque se detiene dati personali che lo riguardano, con l’indicazione

dell’origine dei dati detenuti.

− L’interessato ha dr di ottenere da chiunque li detenga l’aggiornamento, rettifica, cancellazione, la forma

anonima o blocco dei propri dati.

− I dati personali devono essere trattati in modo lecito e secondo correttezza.

− Chiunque cagioni danno altrui per effetto del trattamento dei dati è tenuto la risarcimento del danno ai sensi

dell’art. 2050 c.c.

Dr all’identità personale.

Dr di ciascuno a vedersi rappresentato con i propri reali caratteri, senza travisamenti della propria storia, delle proprie

idee, della propria condotta, del proprio stile di vita, del proprio patrimonio intellettuale ecc.

A TALE DR FA RIFERIMENTO L’ART 2, COMMA 1, d.Lgs. n. 196/2003.

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C) LA PERSONA GIURIDICA: GLI ENTI

Nel nostro ordinamento sogg. di dr sono anche gli enti. Ciò significa che un bene può far capo all’ente in quanto tale.

È dotato di soggettività giuridica quell’organizzazione a cui l’ord. G. la capacità di essere titolari di sitazioni giuridiche

soggettive ( Pertanto l’attribuzione agli enti di tale soggettività finisce col farli divenire delle entità che

capacità giuridica).

operano nel contesto sociale con un’identità ed un ruolo distinti da quelli dei suoi componenti (es: Stato, comuni, partiti,

sindacati) al punto che l’interesse dei singoli non sempre coincide con quello del gruppo.

Si dicono persone dotate di personalità giuridica solo quegli enti che godono di autonomia patrimoniale perfetta, cioè

quegli enti che non solo hanno un loro patrimonio , ma rispondono alle loro obbligazioni solo con detto patrimonio.

Gli enti non possono agire che attraverso persone fisiche, che fanno parte della loro struttura organizzativa (organi

dell’ente). Per ragioni di comodità l’ordinamento ritiene utile la presenza di questi enti a fianco alle persone fisiche.

Questi enti sono dotati di autonomia patrimoniale: se un ente assume un’obbligazione, chi risponde dell’obbligazione è

l’ente stesso e non le persone fisiche che hanno firmato il contratto per conto dell’ente. L’ente quindi si serve di persone

fisiche che agiscono e operano per conto suo.

Seppure i loro interessi sono gestiti da altri sogg. si dice che l’ente non è privo di capacità giuridica ( art. 11 c.c.), infatti

gli organi dell’ente dono parte di esso. dell’ente.

Gli organi dell’ente si distinguono in esterni o interno a seconda che abbiano il potere di rappresentanza

Potere di assume impegni con terzi in nome e per conto dell’ente stesso

Distinzione tra:

− Potere di gestione (interna) potere di decidere una determinata operazione (es: acquisto di un macchinario)

− Potere di rappresentanza (esterna) potere di porre in essere l’operazione decisiva (es: stipulare con il venditore il

contratto di acquisto del macchinario)

Non sempre questi poteri sono attribuiti al medesimo organo: es: nella società per azioni il potere di gestione compete al

consiglio di amministrazione, mentre il potere di rappresentanza compete ai solo amministratori cui è espressamente

conferito.

Le persone giuridiche (enti) si dividono in :

• persone giuridiche pubbliche (stato, regioni, province, comuni ed enti pubblici), che ricavano la loro personalità

giuridica dalla legge; non sono disciplinate da una normativa specifica ma sono distinte in numerose norme. [art. 11

codice civile]; Vi troviamo:

enti registrati

- enti a struttura associativa su base contrattuale, costituiti dallo stato o da privati ma con fini pubblici(fondazioni)

- enti con finalità d lucro o ideali

- enti con scopi egoistici e non profit

- le figure tipiche sono: le società, le associazioni, le fondazioni e le organizzazioni di volontariato.

-

• persone giuridiche private (fondazioni, associazioni ed altre istituzioni di carattere privato) che acquistano la

personalità giuridica mediante riconoscimento con decreto del Presidente della Repubblica; nonostante ciò esistono

persone giuridiche di fatto ovvero non riconosciute ma alle qual si applica quasi tutta la disciplina delle prime. [art.

12 codice civile].

Da sempre discussi sono i criteri in forza dei quali distinguere un ente pubblico da quello privato. La giurisprudenza ha

elaborato una serie di indici di riconoscibilità nella natura pubblica di un ente:

− titolarità di pubblici poteri

− istituzione da parte dello stato o altri enti pubblici

− assoggettamento al controllo e all’ingerenza dello stato o altri enti pubblici

− fruizione di agevolazione o privilegi tipici della P.A.

Enti privati si distinguono tra:

• = le vicende risultano da un pubblico registro, accessibile a chiunque ne faccia richiesta;

enti registrati

• = vicende no risultano in un pubblico registro;

enti non registrati

• = godono di autonomia patrimoniale perfetta

enti dotati di personalità giuridica

• = non godono di autonomia patrimoniale perfetta

enti non dotati di personalità giuridica

• = danno vita ad un organizzazione stabile di più sogg. per l’esercizio di un attività

enti a struttura associativa volta al perseguimento di uno scopo comune;

• = danno origine ad un organizzazione stabile per la gestione di un patrimonio,

ente a struttura istituzionale

finalizzata al perseguimento di scopo altruistici.

• enti con finalità economiche = enti aventi come scopo quello della ripartizione tra le parti degli utili

conseguiti attraverso l’esercizio di un attività economica in comune.

(lucrativi: ente costituito per assicurare ai soci un ritorno economico; lo

scopo sociale è produrre e distribuire soldi => guadagnare (es. FIAT))

• Enti senza finalità economiche = è esclusa la ripartizione degli utili tra i partecipanti eventualmente

conseguiti attraverso l’esercizio dell’attività comune. a finalità ideali:

lo scopo socia non è quello del guadagno. Si tende a raggiungere il

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bilancio tra uscite e entrate. (es. università cattolica)

Gli enti con finalità economiche sono disciplinati dal libro V( art. 13 c.c. e art. 2247 ss c.c.) in quanto svolgono attività

d’impresa.

Gli enti senza finalità economica sono dal nostro codice civile disciplinati nel libro primo.

Tra gli enti privati senza senza finalità economiche la legge annovera espressamente:

Associazioni, riconosciute e non;

o Le fondazioni;

o I comitati, riconosciuti e non;

o Le altre istituzioni di carattere privato.

o

La procedura per ottenere il riconoscimento era diversa qualche tempo fa. La situazione era diversa se ci si trovava di

fronte ad un ente lucrativo o ideale.

Questo perché un ente lucrativo, fatta la registrazione al libro delle imprese, otteneva automaticamente il

riconoscimento.

Per gli enti a finalità ideale: il presidente riconosceva la persona giuridica solo dopo aver effettuato un’indagine sull’ente.

Se gli accertamenti si rivelavano positivi, il presidente attribuiva all’ente la personalità giuridica.

Perché questa distinzione tra i 2 tipi di enti?

Perché c’era una diffidenza dello stato verso le società intermedie(poste in mezzo tra l’individualità del singolo e lo stato

che comprende tutti). La diffidenza era una sorta di sospetto. Lo stato non aveva sospetti verso le persone che si univano

per fare enti a scopo lucrativo. Aveva invece sospetti verso gli enti non a scopo lucrativo, perché vedeva un pericolo per

la propria autorità( li vedeva come una sorta di rivoluzionari, cospiratori).

A questo scopo lo stato faceva indagini inquisitorie. Questo atteggiamento(il diverso trattamento e regolamento) era

sbagliato(illegittimo), contrario alla nostra costituzione che all’articolo 2 dichiara l’importanza dei gruppi che si uniscono

nella comunità per finalità ideali. Inoltre promuove lo sviluppo di queste associazioni => si tratta della concezione

pluralista dello stato.

Questo articolo dice inoltre che un ente ideale acquista la personalità giuridica iscrivendosi presso il libro delle persone

giuridiche che si trova in prefettura. Questo non significa che non ci siano mezzi di controllo di queste “aziende”.

È stato quindi mantenuto un controllo di legalità: siccome la persona giuridica assume una capacità di porre in essere dei

rapporti giuridici, e siccome deve poter rispondere delle obbligazioni che concede => devono avere un patrimonio per

far fronte a queste esigenze(devono avere un capitale sociale adeguato).

Fenomeno associativo

Per il fenomeno associativo il codice il codice predispone due distinti modelli degli organizzativi:

• associazioni riconosciute

• associazioni non riconosciute

Il riconoscimento avrebbe fatto acquistare all’ente una posizione giuridica ben più favorevole rispetto a quegli organismi

che detto riconoscimento non avessero richiesto o ottenuto. Invero :

1) alle associazioni non riconosciute erano reclusi sia gli acquisti mortis causa, sia quelli a titolo di donazione e sia

quelli immobiliari. Acquisti invece accessibili dalle associazioni riconosciute, seppure con autorizzazion

governativa.

2) Nelle associazioni non riconosciute i rapporti tra associati e associazione venivano rimessi integralmente agli

accordi degli associati ( art. 36 c.c.), mentre per le associazioni riconosciute i medesimi profili venivano fatti

oggetto di specifica regolamentazione normativa.

Scenario del tutto diverso è quello delineato dalla costituzione del 48.

Innanzitutto l’art. 18 Cost. proclama solennemente che i cittadini hanno dr di associarsi liberamente, senza

autorizzazione. Principio ribadito anche da art. 19 Cost. con riferimento alle associazioni religiose.

Le associazioni collettive non vengono più viste come fenomeni da emarginare e controllare, ma bensì come realtà non

solo da tutelare ma anche promuovere.

Associazione e società.

L’associazione è un’organizzazione collettiva che ha come scopo il perseguimento di finalità non economiche: costituisce

quindi un ente no profit. È proprio in ciò che l’associazione si distingue dalla società. Quest’ultima è infatti

caratterizzata da scopo lucrativo.

Nell’associazione sono precluse la ripartizione tra gli associati degli utili eventualmente realizzati attraverso l’esercizio

dell’attività dell’ente (precluso dal lucro sogg.).

Non è escluso che gli associati possano trarre, seppure solo indirettamente, vantaggi economici dall’agire

dell’associazione. Ma è importante che sia escluso il lucro soggettivo: cioè che gli utili possano essere distribuiti tra gli

associati.

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Il D.Lgs. 24 marzo 2006 consente che le società possano operare senza scopo di lucro, ove abbiano ad oggetto l’esercizio

di un impresa sociale.

Associazione riconosciuta.

L’associazione riconosciuta prende autonomia in forza di un atto di autonomia ( contratto) tra i fondatori (atto costitutivo)

che deve rivestire la forma di atto pubblico (art. 14 c.c.) normalmente notarile.

L’atto costitutivo, oltre alla manifestazione della volontà dei fondatori di dar vita all’associazione, deve contenere le

seguenti indicazioni:

• denominazione dell’ente

• scopo

• patrimonio

• sede

• norme sull’ordinamento e sull’amministrazione

• dr ed obblighi degli associati

• condizioni di ammissine all’associazione

queste previsioni possono essere contenute nello statuto. Atto costitutivo e statuto devono essere presenti alla prefettura

nella cui provincia è stabilita la sede dell’ente, accompagnata dalla richiesta di riconoscimento dell’ente come persona

giuridica.

Al fine del riconoscimento la prefettura deve verificare:

− che siano state soddisfatte le condizioni previste da norme di legge o di regolamento per la costituzione

dell’ente;

− che lo scopo sia possibile e lecito;

− che il patrimonio risulti adeguato per il raggiungimento dello scopo.

Nessun controllo è consentito alla prefettura in ordine alla meritevolezza dello scopo che l’associazione si prefigge; al

prefetto è demandato un mero controllo di legalità.

In ipotesi di esito positivo di tale controllo, il prefetto prevede all’iscrizione dell’associazione nel registro delle persone

giuridiche, tenuto presso la stessa prefettura. Con l’iscrizione l’associazione acquista la personalità giuridica.

Nel lasso di tempo fra la stipulazione dell’atto costitutivo e l’iscrizione nel registro delle persone giuridiche, associazione

già esiste e può operare, ma come associazione non riconosciuta.

L’ordinamento interno prevede almeno due organi:

• assemblea ha competenze per

− le modifiche dell’atto costitutivo e statuto

− approvazione del bilancio

− esercizio per l’azione di responsabilità nei confronti degli amministratori

− l’esclusione dell’associato per gravi motivi

− scioglimento dell’associazione e la devoluzione del patrimonio.

• Amministratori competenze per la gestione dell’attività associativa e rappresentano l’associazione nei

confronti dei terzi.

• Organi di controllo

L’assemblea delibera a maggioranza dei voti, in prima convocazione, con la presenza di almeno la metà degli associati,

in seconda convocazione, qualunque sia il numero degli intervenuti (art. 21 c.c.).

Maggioranze qualificate sono richieste per le modifiche dell’atto costitutivo e dello statuto, e per lo scioglimento

dell’associazione.

L’associazione ha un suo costituito da cespiti originariamente conferiti dai fondatori, dai proventi dell’attività

patrimonio,

svolta dall’associazione, da apporti di privati.

Ogni azione riconosciuta può effettuare liberamente qualsiasi tipo di acquisto, senza necessità di autorizzazione alcuna.

Gli associati non hanno alcun dr sul patrimonio dell’associazione, che è distinto dal loro patrimonio personale. Tant’è

che allorquando cessa di far parte dell’associazione, l’associato non può pretendere che gli venga attribuita una quota

parte del patrimonio associativo.

Infatti per le oggligazioni dell’associato non risponde il patrimonio dell’associazione e che per l’obbligazione

dell’associazione non risponde il patrimonio del singolo associato. Ma dell’obbligazione dell’associazione risponde solo

l’associazione con il suo patrimonio (autonomia patrimoniale perfetta).

All’accordo associativo si può aderire o all’atto della costituzione dell’associazione, oppure in un momento successivo. Si

dice che l’accordo associativo è aperto a terzi, ovvero che si ha una struttura aperta dell’associazione.

L’esclusione dell’associato dall’associazione può avvenire per gravi motivi ed in forza di una delibera motivata

dell’assemblea.

L’associato espulso può ricorrere all’autorità giudiziaria entro 6 mesi da cui la delibera gli è stata notificata. L’autorità

giudiziaria dovrà procedere all’annullamento del provvedimento impugnato se ritiene che la motivazione sia

inconsistente.

All’associato spetta il dr di recedere dall’associazione in qualsiasi momento, purcè esercitato almeno 3 mesi prima.

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L’associazione si estingue per :

• Deliberazione assembleare

• Raggiungimento dello scopo

• Impossibilità della sua realizzazione

• Venir meno di tutti gli associati.

Il verificarsi di una delle cause di estinzione dell’associazione viene accertata dal prefetto.

Una volta dichiarata l’estinzione dell’associazione si procede alla liquidazione del suo patrimonio, con il pagamento dei

debiti esistenti a carico dell’associazione stessa . i beni che residuano dalla liquidazione vengono devoluti ad enti con lo

stesso scopo.

Chiusa la procedura della liquidazione si procede alla cancellazione dell’ente dal registro delle persone giuridiche

Associazioni non riconosciute.

Prende vita in forza di un atto di autonomia tra i fondatori.

Per le associazioni non riconosciute, cioè gli enti che non abbiano chiesto il riconoscimento o a cui tale riconoscimento sia

stato negato si ha che: viene riconosciuta efficacia per quel che riguarda i rapporti interni.; i soci sono comproprietari di

un fondo comune senza la possibilità di riscatto della propria quota; tali associazioni godono di un’autonomia

patrimoniale imperfetta, ovvero i creditori possono fare valere i propri diritti sul fondo comune, e, qualora questo non

fosse sufficiente, risponderanno personalmente ed in solido coloro i quali hanno agito in nome e per conto della società.

Il presidente o il direttore sono rappresentanti nel diritto processuale; Le associazioni non riconosciute non possono

beneficiare di donazioni o lasciti: per poterne godere devono richiedere il riconoscimento.

Possono effettuare liberamente qualsiasi tipo di acquisto.

La fondazione

La fondazione è un organizzazione stabile che si avvale di un patrimonio per il proseguimento di uno scopo non

economico.

Anche la fondazione trae vita da un atto di autonomia, che però non è un contratto, bensì un atto unilaterale ( atto di

può essere:

fondazione) • Inter vivos = deve rivestire la forma di atto pubblico notarile. È revocabile dal fondatore fin

quando non è intervenuto il riconoscimento.

• Morti causa (contenuto in un testamento) = l’atto di formazione diverrà efficace solo al momento

dell’apertura. Fino a quel momento potrà essere

revocato dal testatore

l’atto di fondazione, oltre alla manifestazione di volontà del testatore di dar vita ad un organizzazione mirata al

proseguimento di una finalità non economica, deve contenete:

• Denominazione dell’ente

• Scopo

• Patrimonio e sede

• Norme sull’ordinamento e sull’amministrazione

• Criteri e modalità di erogazione delle rendite.

Analogamente quanto accade x l’associazione, tali previsioni possono essere contenuti nello statuto.

Essenziale x la fondazione è che sia dotata di un patrimonio, destinato a consentirle la realizzazione delle proprie

finalità. È quindi necessario che il fondatore, o anche terzi, pongano in essere pongano in essere un atti, mediante il

quale si spogliano gratuitamente della proprietà dei beni a favore della fondazione (atto di dotazione).

Per il riconoscimento e l’acquisto della persona giuridica si ha:

Presentazione di atto di fondazione, statuto e atto di dotazione alla prefettura nella cui provincia è stabilita la

sede della fondazione, accompagnata dalla domanda di riconoscimento.

Controllo, da parte della prefettura, del rispetto delle condizioni previste per la costituzione dell’ente, della

possibilità e liceità dello scopo, dell’adeguatezza del patrimonio per il raggiungimento dello scopo

Iscrizione nel registro delle persone giuridiche, che determina l’acquisizione della personalità giuridica.

In mancanza di riconoscimento le fondazioni non possono operare come fondazioni non riconosciute, ciò in quanto non

sarebbe dato alle parti creare patrimoni separati, se non nei casi stabiliti dalla legge.

Lo scopo della fondazione deve essere di pubblica utilità? Art. 28,comma3, rispondo in senso negativo, poiché ammette

la fondazione di famiglia.

Per il raggiungimento dello scopo la fondazione svolge un’attività che inizialmente si limitava alla mera gestione del suo

patrimonio, al fine di devolvere le rendite alle finalità previste (fondazioni di erogazione, art.16 c.c.)

Oggi è ammesso che la fondazione può svolgere anche un’attività d’impresa, organizzata per la produzione e lo scambio

di servizi o beni.

La fondazione è gestita da un organo amministrativo, gli amministratori sono i veri arbitri della vita della fondazione.

La fondazione non ha assemblea.

Bezhani Esla vietata la vendita Pagina 25

La fondazione ha un suo patrimonio, distinto da quello del fondatore, costituito da donazioni, lasciti, contributi pubblici,

utili derivanti dall’attività svolta, beni acquistati .

Delle obbligazioni della fondazione risponde solo quest’ultima con il proprio patrimonio (autonomia patrimoniale

perfetta).

L’amministrazione può sciogliere l’organo amministrativo e nominare un commissario straordinario, qualora gli

amministratori non agiscano in conformità con lo statuto, dello scopo della fondazione e della legge; può provvedere alla

nomina e alla sostituzione degli amministratori (art. 25 c.c.). allorquando si verifica una causa di scioglimento la

fondazione non si estingue, ma modifica il suo scopo. Però il fondatore può prevedere che la fondazione si estingua ed i

beni vengano devoluti a terze persone, o in mancanza di queste a fondazioni con stesso scopo (art. 31, comma2, c.c.).

Comitato.

È un’organizzazione di più persone che, attraverso raccolta pubblica di fondi, costituisce un patrimonio con il quale

realizzare finalità di natura altruistica.

Il comitato nasce da un accordo di tipo associativo, in forza del quale più soggetti (promotori) si vincolano all’esercizio in

comune di un’attività di raccolta tra il pubblico, dei mezzi con cui successivamente realizzare il programma.

L’attività del comitato si articola in due fasi:

1. I promitori annunciano al pubblico, mediante programma, la volontà di perseguire un determinato scopo,

invitando gli interessati a effettuare delle offerte in danaro o in altri beni.

2. Gli stessi promotori gestiscono i fondi raccolti.

Il patrimonio è costituito dai fondi pubblicamente raccolti: su detti fondi grava un vincolo di destinazione allo scopo

programmato. Solo l’autorità governativa è legittimata a dare loro una diversa destinazione.

Art. 39 c.c. dice che lo scopo deve essere di pubblico interesse e altruistico.

Il comitato può vivere sia come ente riconosciuto, sia come ente non riconosciuto.

Il procedimento e le condizioni per il riconoscimento sono le stesse dell’associazione.

Per le obbligazioni del comitato riconosciuto, risponde solo quest’ultimo con il suo patrimonio (autonomia patrimoniale

perfetta), mentre per le obbligazioni del comitato privo di riconoscimento rispondono personalmente tutti i componenti

del comitato (art. 41 c.c.).

Il terzo settore = della realizzazione di attività di utilità sociale ad opera di enti senza fini di lucro.

Appunti

Mente la Cost. riconosce le associazioni, vieta 2 tipo di associazioni: segrete e armate venne emanata nel ’48.

Associazioni militari = organo ke si organizza secondo gruppi di stampo militare e vi era una gerarchia. Cercavano di

raggiungere i loro obbiettivi anche con la violenza nel 1930 art. 270 parla di associazioni

sovversive. Intervenne la legge del 48.

L’ord. G. dopo il problema delle brigate intervenne kn art.270 bis e il 306 stigmatizzando il fenomeno.

Associazioni segrete non anno trovato una disciplina specifica per lungo tempo. Se ne erano occupati giuristi di stampo

pubblico privato sostenendo che erano una mancanza di lealtà dei cittadini nei confronti dello stato.

Con la legge 17 l’ord. Definì quale era l’associazione segreta:

1.

Bezhani Esla vietata la vendita Pagina 26

OGGETTO DEL RAPPORTO GIURIDICO

Il bene viene definito come qualsiasi cosa che possa formare oggetto di diritti [art. 810 codice civile]. In senso giuridico il

bene è il diritto stesso suscettibile di negoziazione.

Classificazione dei beni :

→ →

Beni immobili il suolo e tutto quello che è naturalmente Beni mobili categoria che comprende tutti i beni non

o artificialmente incorporato al suolo [art. 812 codice immobili e le energie naturali[art. 812 codice civile].

civile]. Gli atti relativi alla circolazione dei beni mobili non sono di

Ne fanno parte muli bagni ed edifici galleggianti norma soggetti a forma vincolata.

E’ richiesto l’atto scritto per la cessione o la Costituzione di Solo determinati beni mobili (mobili registrati) sono

qualsiasi diritto reale su un bene immobile [art. 1350 codice soggetti ad un regime di pubblicità; gli atti riguardanti beni

civile]. mobili registrati necessitano degli stessi requisiti di quelli

riguardanti beni immobili. Sono considerati beni

immateriali poesie, romanzi, films i beni che diventano

oggetto d’interesse.

→ →

Beni fungibili beni che possono essere indifferentemente Beni infungibili beni che non possono essere sostituiti

sostituiti con altri dello stesso genere - interessa la quantità con altri dello stesso genere - interessa il preciso bene

di beni di tale genere. fisicamente individuato.

La fungibilità di un bene dipende dalla sua natura o dalla

volontà delle parti.

La separazione o specificazione consiste nella pesatura,

numerazione o misura del bene.

→ →strumentali

Beni consumabili beni il cui utilizzo comporta la loro Beni inconsumabili suscettibili di

distruzione o alienazione. utilizzazione continuata.

I beni consumabili non possono essere oggetto di rapporti L’usufrutto viene concesso solo su questo tipo di beni

in cui si concede ad altri il godimento del bene con

l’obbligo di restituirlo.

→ →

Beni indivisibili

Beni divisibili suscettibili ad essere ridotti in parti tutti i beni che non sono divisibili.

omogenee senza che se ne alteri la destinazione economica. Per sciogliere la comunione su questi beni bisogna per

La divisibilità di un bene può dipendere anche dalla forza ricorrere alla vendita.

volontà delle parti.

→ →

Beni presenti beni già esistenti in natura; sono i soli a Beni futuri beni tuttora non esistenti in natura; possono

poter formare oggetto di proprietà o di diritti reali. formare oggetto dei soli rapporti obbligatori quando non

sia diversamente disposto dalla legge.

Possono far parte di contratti reali ma nulla è dovuto se

non vengono ad essere; possono essere oggetto di contratti

aleatori.

I frutti naturali beni provenienti in maniera diretta da latro bene, con o senza la concorrenza dell’opera dell’uomo [art.

820 codice civile]; affinché un bene possa essere classificato come frutto naturale la sua produzione deve avere carattere

di periodicità e non deve incidere sulla destinazione economica della cosa madre. Fin quando non avviene la

separazione dalla cosa madre i frutti si dicono pendenti, e sono parte integrante della cosa madre.

I frutti civili sono redditi che conseguono da un bene come corrispettivo del suo godimento concesso ad altri. I frutti

civile debbono presentare il requisito della periodicità.

Cosa semplice è quella i cui elementi non possono essere divisi senza alterare o distruggere la fisionomia della cosa.

Cosa composta è invece la risultante dalla connessione materiale e fisica di più cose, che anche singolarmente avrebbero

propria rilevanza giuridica ed economica.

Bezhani Esla vietata la vendita Pagina 27

La pertinenza è una cosa posta a servizio o ad ornamento di un altra cosa senza rappresentare elemento indispensabile

per la sua esistenza [art. 817 codice civile](esempi sono pozzi, garages recinti). Le pertinenze possono essere sia mobili

che immobili. È il vincolo che lega le due cose a determinare la pertinenza e questo deve essere durevole e non

occasionale, e deve inoltre essere realizzato da chi è proprietario della cosa principale ovvero da chi ha un diritto reale su

questa. Le pertinenze seguono il destino della cosa principale se non disposto diversamente [art. 818 codice civile]. Non

occorre che la cosa accessoria appartenga al medesimo proprietario della cosa principale. I terzi proprietari di pertinenze

possono rivendicarle contro i proprietari della cosa principale. Se la cosa principale è un bene mobile in caso di

alienazione viene protetto l’acquirente in buona fede del bene principale contro i terzi che vantano diritti sulle pertinenze

mediante applicazione del possesso vale titolo.

Universalità di mobili sono una pluralità di cose appartenenti alla stessa persona, aventi destinazione unitaria e

distinguono dalla cosa composta in quanto non vi è rapporto di subordinazione tra le parti; a volte i beni possono essere

considerati separatamente. La regola del possesso vale titolo non si applica alle universalità di mobili.

L’azienda: art 2555: è il complesso di beni organizzati dall’imprenditore per l’esercizio dell’impresa. È una figura sui

generis; ad essa è legata la figura dell’avviamento che è la capacità di produrre un reddito; tale avviamento è tutelato nei

Il codice non da la

contratti di locazione che vengono a cessare purché non a seguito di inadempienza o dolo.

definizione di impresa, ma da quella di imprenditore: art 2082: l’imprenditore è chi esercita professionalmente e cioè

sistematicamente un’attività economica organizzata al fine della produzione o dello scambio di beni o di servizi.

L’impresa è quindi vista come l’attività economica svolta dall’imprenditore.

Il patrimonio è il complesso dei rapporti attivi e passivi suscettibili di valutazione economica facenti capo ad una

persona. È una universitas.

Art 2740: Ogni soggetto ha un patrimonio ed un patrimonio sol col quale risponde dei propri debiti. L’imprenditore

risponde dei debiti contratti nell’esercizio dell’impresa anche con i beni che non abbia destinato a questa attività.

Il patrimonio autonomo giuridica.

è quello che si crea con la costituzione di una persona

Beni pubblici si dividono in due categorie :

• beni appartenenti ad enti pubblici;

• beni soggetti ad un regime diverso dalla proprietà privata (beni demaniali: demanio marittimo, militare, idrico

stradale); questi sono inalienabili e non possono formare oggetto di possesso; sono regolati dal diritto pubblico. Ci

sono poi i beni non demaniali appartenenti ad ente pubblico che si chiamano patrimoniali; ne abbiamo di due tipi:

disponibili che non sono destinati direttamente a pubblici servizi e che sono soggetti alle norme del codice civile , e

indisponibili miniere, foreste o pubblici uffici che non possono essere alienati.

Bezhani Esla vietata la vendita Pagina 28

EFFETTI DEL TEMPO SUL RAPPORTO GIURIDICO

Nel computo del tempo non si calcola il giorno iniziale ma quello finale art 2963.

Il decorso di un determinato periodo di tempo può produrre effetti giuridici, in particolare: la situazione di diritto viene

equiparata a quella di fatto. Ne sono esempi l’usucapione e la prescrizione.

La prescrizione estintiva produce l’estinzione del diritto soggettivo per effetto dell’inerzia del titolare che non lo

esercita. Art 2934. Le norme riguardanti la prescrizione sono inderogabili dalle parti. Oggetto di prescrizione sono tutti i

diritti tranne la proprietà ed i diritti indisponibili come gli status o le potestà. La prescrizione inizia a decorrere dal

sospensione della prescrizione

giorno in cui il diritto avrebbe potuto essere esercitato. La è determinata da particolari

rapporti giuridici tra le parti o dalla condizione di incapacità del titolare del diritto di esercitarlo (militari in tempo d

guerra, minore fino al raggiungimento della maggiore età); i semplici impedimenti di fatto non causano sospensione. La

sospensione elimina dal computo del tempo necessario alla prescrizione il periodo in cui ha avuto luogo l’impedimento,

della prescrizione

senza togliere valore al periodo antecedente l’impedimento stesso. L’interruzione si verifica quando il

titolare del diritto lo esercita o quando il diritto viene riconosciuto dal soggetto passivo del rapporto. L’interruzione fa

durata della prescrizione:

ripartire da zero il computo del tempo necessario alla prescrizione. Per ciò che concerne la la

prescrizione ordinaria ha la durata di dieci anni, ha durata di venti anni la prescrizione per l’usucapione e per

l’estinzione dei diritti reali su cosa altrui. In taluni casi, espressamente elencati [art. 2947 e seguenti codice civile], sono

previste prescrizioni brevi; in particolare riguardo al risarcimento per danno e ai rapporti commerciali..

Prescrizione presuntiva opera nel rapporto di credito; trascorso un breve periodo, la legge presume che il debitore si sia

liberato dell’obbligazione( non solo pagando ma anche per rinuncia del credito). Nel momento in cui opera la

prescrizione presuntiva l’onere di provare la pendenza del credito spetta al creditore. Se questi non ha prove deve o

ottenere una confessione o richiedere un giuramento decisorio.

Decadenza produce l’estinzione del diritto conseguente al non utilizzo del diritto da parte del titolare nel limite di

tempo imposto dall’ordinamento. La decadenza può essere impedita solo mediante l’esercizio del diritto nel tempo

previsto. La decadenza non è soggetta ad interruzione e sospensione. La decadenza può essere stabilita anche dalle parti

ma solo nel caso si tratti di diritti disponibili.

IL NEGOZIO GIURIDICO

Negozio giuridico è la dichiarazione di volontà con la quale vengono enunciati gli effetti perseguiti ed alla quale

l’ordinamento giuridico ricollega effetti giuridici conformi al risultato ottenuto. In questo modo viene lasciata ai privati

una sfera di autonomia entro la quale possono regolare i propri interessi. Il codice civile regola solo le figure del

contratto, del matrimonio e del testamento e non il negozio giuridico in generale; l’art 1324 dispone che per gli atti

unilaterali tra i vivi si osservano le stesse disposizioni prescritte per i contratti.

unilaterale

Si ha un negozio giuridico con la dichiarazione di una sola parte(testamento, donazione), dove per parte si

intende centro di interessi, quindi un atto può essere unilaterale ma collegiale( il vizio della volontà di uno del collegio

negozio

non vizia la volontà collegiale ma rende impugnabile la delibera assembleare); dall’altra parte corrisponde il

complesso che è l’atto che contiene la volontà di più parti le quali si fondono in un'unica volontà, ed il vizio di una le

vizia tutte.

Altre classificazioni possono essere fatte in base alla causa o motivo del negozio:

Negozio mortis causa con solo il testamento

Negozio abdicativo: la rinunzia

Negozi patrimoniali: distinguiamo

Negozio a titolo oneroso dove un soggetto per l’acquisto di un diritto accetta un sacrificio, ed esiste un nesso di

causalità tra vantaggio e sacrificio. Nel caso in cui in un contratto possa essere interpretato in maniera dubbia,

l’interpretazione deve essere sempre quella meno onerosa per l’obbligato .

Negozio a titolo gratuito dove si consegue un vantaggio senza alcun sacrificio corrispettivo.

Elementi del negozio giuridico :

• elementi essenziali: elementi senza i quali il negozio è nullo e sono [art. 1325 codice civile] :

• accordo tra le parti;

• la causa;

• l’oggetto;

• la forma;

• elementi accidentali : elementi che le parti possono decidere se apporre o meno.

Bezhani Esla vietata la vendita Pagina 29

MANIFESTAZIONE OVVERO DICHIARAZIONE DI VOLONTÀ

Affinché si possano produrre effetti giuridici occorre una dichiarazione di volontà; questa può essere fatta in due modi;

• →

espressa se realizzata con qualsiasi mezzo idoneo a palesare il proprio pensiero;

• →

tacita se il proprio comportamento è incompatibile con la volontà contraria.

Il silenzio è considerato assenso solo dove una precisa norma affida alla parte l’onere di dichiarare la propria volontà; se

questi tace allora accoglie gli effetti.

La forma del negozio è il linea di massima libera ma per alcuni negozi solenni (matrimonio, testamento , donazione) il

legislatore prevede la forma scritta o addirittura l’atto pubblico; in questi casi si parla di forma vincolata. Talvolta si

richiede un bollo per motivi fiscali oppure la trascrizione che ha carattere pubblicitario; mancando questi requisiti il

negozio può essere annullabile o nei casi meno gravi c’è una sanzione pecuniaria per le parti.

La volontà si forma:

al momento della manifestazione per i negozi unilaterali non recettizzi

al momento della conoscenza per gli unilaterali recettizzi

al momento dell’accettazione per gli accordi bilaterali

pubblicità

La serve a dare a terzi la possibilità di conoscere l’esistenza di un negozio giuridico o le vicende delle persone

fisiche e giuridiche. Abbiamo:

Pubblicità notizia ce è un obbligo e non un onere: la sua omissione da luogo ad una sanzione pecuniaria e i terzi

possono opporsi all’atto.

Pubblicità dichiarativa che serve a rendere opponibile a terzi il negozio, il quale vale anche senza trascrizione

ma che può essere impugnato da chiunque effettui la trascrizione successivamente.

Pubblicità costitutiva che è quella senza la quale non si ha validità del negozio: è il caso dell’ipoteca che nasce

solo con la trascrizione o della società che acquista la personalità giuridica con l’iscrizione nel registro delle

imprese.

CONTRASTO TRA DICHIARAZIONE E VOLONTÀ.

Può capitare che in un negozio la dichiarazione, quello che è stato scritto, diverga dall’intento delle parti. Il legislatore

risolve le controversie con la teoria dell’affidamento; secondo questa teoria, se la dichiarazione diverge dall’animus, ma

colui cui essa è destinata era incapace di conoscere tale divergenza, il negozio è valido; è invalido se il destinatario

conosceva tale divergenza.

Nel caso di negozio concluso attraverso violenza psichica, la volontà manca e l’atto è viziato.

Si parla di errore ostativo quando si intendeva dire una cosa e invece se ne è detta un’altra.

Il negozio simulato è il negozio che le parti stipulano solo per poterlo invocare di fronte ai terzi; le parti sono comunque

d’accordo che gli effetti del negozio non si dovranno verificare. Il negozio è quindi fittizio e inidoneo a produrre gli

effetti a cui appare preordinato; Il negozio simulato è una figura in cui la volontà delle parti diverge da quella

simulazione assoluta

espressamente dichiarata. La può essere quando le parti escludono ogni rilevanza dell’atto tra i

simulazione relativa

rapporti interni; si ha invece quando con un negozio se ne intende effettuare un altro (vendita al

negozio dissimulato.

posto di una donazione), e in tal caso si parla di Nel negozio dissimulato troviamo la figura del

prestanome ovvero della interposizione di persona fittizia, una persona alla quale vengono attribuiti diritti solo per

di un bene in nome di altri

motivi fittizi, da non confondere con l’intestazione che è un negozio regolare.

Il negozio assolutamente simulato non produce effetti in quanto le parti non volevano porlo in essere. Il negozio

dissimulato non ha effetto anch’esso ma si considera valido il negozio che è stato celato sotto al simulato se e solo se

sussistono i requisiti di forma.

Effetti della simulazione di fronte ai terzi :

I terzi estranei al contratto simulato, qualora ne risultino pregiudicati, possono far dedurre la simulazione e quindi

accertarne la nullità.[art. 1415 codice civile]. La simulazione non può essere opposta ai terzi che in buona fede hanno

acquistato diritti dal titolare apparente. La buona fede si presume.

Effetti della simulazione di fronte ai creditori :

I creditori del simulato alienante possono far dedurre la simulazione ed agire sui beni usciti dal patrimonio di questo se

il credito è antecedente al negozio [art. 1416 codice civile]

L’alienante simulato può opporre la simulazione ai creditori chirografari dell’acquirente simulato ma non a quelli

dell’acquirente se fallito o se muniti di ipoteca o pegno. .

Negozio indiretto: si verifica quando un determinato effetto giuridico viene realizzato dalla combinazione di più atti che

per vie traverse conseguono lo scopo originario del primo negozio. Non s ha simulazione in quanto gli atti posti in essere

sono tutti voluti e permettono di raggiungere un ulteriore scopo(finanziamenti attraverso accordi di forniture). Non si

esclude nessun effetto dei negozi.

Bezhani Esla vietata la vendita Pagina 30

Negozio fiduciario: si verifica quando un soggetto, fiduciante, trasferisce, o fa trasferire, la titolarità di un bene con il

patto che l’acquirente utilizzerà e disporrà di questo in conformità delle istruzioni del fiduciante in modo da disporre del

bene stesso esclusivamente nell’interesse del fiduciante. Non è previsto nel codice ma è previsto in una legge per le

società fiduciarie..

I VIZI DELLA VOLONTÀ

Nei vizi di volontà non c’è divergenza tra volere e dichiarazione, tuttavia la volontà si è formata in maniera anomala

ovvero per dolo, violenza, errore.

L’errore consiste nella falsa conoscenza della realtà; affinché l’errore sia rilevante, ovvero produca l’annullabilità del

negozio, occorre :

• che l’errore sia essenziale, ovvero che sia stato tale da aver indotto la parte a concludere il negozio (errore

determinante), inoltre l’errore per essere essenziale [art. 1429 codice civile] deve cadere su :

• sulla natura del negozio(locazione al posto della vendita);

• sull’oggetto del negozio;

• sulla quantità della cosa oggetto del negozio;

• sull’identità e sulle qualità dell’altro contraente;

Se l’errore è di diritto questo deve essere stato la ragione unica o principale del contratto per essere essenziale.

• che l’errore sia riconoscibile dall’altro contraente L’errore si considera riconoscibile quando, in relazione al

contenuto, alle circostanze del contratto o alle qualità dei contraenti, la controparte , usando la normale diligenza,

avrebbe potuto accorgersene.[art. 1431 codice civile].

Se l’errore è comune alle parti il negozio è annullato a prescindere dalla buona fede di entrambe.

L’errore può essere :

• →

di fatto se cade su di una circostanza di fatto;

• →

di diritto se cade sull’esistenza o sull’interpretazione di una norma giuridica.

L’errore ostativo cade sulla dichiarazione, anche se indipendente dalla volontà delle parti come nel caso di errore di

trasferimento dati; è equiparato all’errore vizio.

Il dolo (dolo inganno)è il raggiro perpetrato ai danni del contraente. Perché un negozio affetto da dolo sia annullabile

occorre :

• il raggiro ovvero azione idonea a trarre in inganno il contraente;

• l’errore del raggirato, ovvero il successo del raggiro (dolo determinante); non può essere impugnato se io avevo

capito il dolo; il riconoscimento è affidato alla normale diligenza.

• la provenienza del raggiro dalla controparte; se il raggiro è stato effettuato da terzi e se l’altro contraente non ne era

a conoscenza il dolo non è rilevante.

La figura del dolo incidente si ha allorquando il dolo non è fatto determinante per la stipula del contratto ma si limita

ad incidere sulle condizioni dello stesso(comportamento fraudolento); il contratto non è annullabile ma il raggirato ha

diritto all’indennizzo dei danni subito o ad un minor onere rispetto a quello contrattuale [art. 1440 codice civile].

Rilevanza del dolo

• →

in un contratto deve provenire dall’altro contraente o da terzo, ma in questo caso i raggiri devono essere noti al

contraente che en ha tratto vantaggio;

• →

in un negozio unilaterale non recettizio da qualsiasi terzo provenga;

La violenza psichica è la minaccia di un male ingiusto rivolta ad una persona con la finalità di indurla a concludere un

contratto ovvero a porre in essere qualsiasi tipo di negozio giuridico. La violenza pertanto assume rilievo come vizio

della volontà esclusivamente quando sia diretta al ottenere dal minacciato il compimento di un atto negoziale. Al

minacciato spetta la facoltà di agire per l’annullamento. La violenza deve essere [art. 1435 codice civile]:

• tale da impressionare una persona media;

• il male minacciato deve essere ingiusto e deve riguardare la vittima o il coniuge o ascendenti e discendenti della

vittima.

La violenza psichica ha rilevanza per l’annullabilità del negozio anche se posta in essere da un terzo all’insaputa

dell’altro contraente.

Bezhani Esla vietata la vendita Pagina 31

timore riverenziale

Una dichiarazione emessa per non annullabile eccetto per casi di eccezionale gravità quali il

matrimonio.

La violenza fisica non è un caso di vizio della volontà ma di assoluta mancanza di questa; produce la nullità del

negozio. stato di pericolo

Se per effetto dello una persona ha assunto obbligazioni a condizioni inique, il negozio non è

annullabile ma rescindibile.

LA CAUSA DEL NEGOZIO GIURIDICO

Causa del negozio giuridico scopo oggettivo rilevante socialmente ed economicamente per cui il negozio stesso è stato

posto in essere; la causa può essere vista come la funzione socioeconomica del negozio giuridico, il motivo per cui viene

posto in essere. La causa è un elemento essenziale del negozio giuridico la cui mancanza o la cui illiceità provoca la

nullità del negozio stesso. La causa può esserci all’inizio ma poi venire a mancare; in questo caso si può rescindere dai

causa illecita

contratti e sciogliere quindi le proprie obbligazioni. Si definisce quando è contraria a norme imperative,

all’ordine pubblico (illegale), al buon costume (immorale): l’illiceità della causa produce la nullità del negozio cioè

nessun effetto, e chi ha eseguito un pagamento ha diritto alla ripetizione.

Motivo del negozio giuridico è lo scopo soggettivo in seguito al quale la parte pone in essere il negozio; lo scopo

soggettivo consiste in un vantaggio o in una soddisfazione personale della parte. Il motivo non ha rilevanza ai fini

dell’annullabilità del negozio giuridico. Fanno eccezione i casi :

• se il motivo è illecito, comune ad entrambe le parti ed esclusivo, produce la nullità del contratto [art. 1418 codice

civile]; (nella donazione o nel testamento il motivo illecito rende nullo l’atto, mentre l’errore sul motivo (credevo

una cosa che invece non era vera) rende impugnabile l’atto a condizione che sia stato l’unico motivo per cui è stato

disposto).

• se la realizzazione del motivo è oggetto del patto contrattuale o di una condizione a cui viene subordinata l’efficacia

dell’atto stesso.

I negozi astratti producono i propri effetti astraendosi dalla causa; se la causa non esisteva o era illecita si può agire per

la restituzione a prestazione avvenuta. I negozi astratti richiedono sempre una forma solenne. L’esempio classico è la

cambiale, infatti non posso oppormi al terzo giratario eccependo l’insussistenza del primo rapporto. Un negozio che non

negozio causale.

sia astratto si dice

negozio in frode alla legge

Il è quello che pur rispettando la legge alla lettera costituisce il mezzo per eludere un’altra

norma.

Astrazione processuale: in un negozio causale chi agisce per ottenere la prestazione non ha l’onere di dimostrare

l’esistenza o la liceità della causa; l’onere di dimostrare l’illiceità grava sul convenuto se vuole sottrarsi alla condanna.

LA RAPPRESENTANZA

La rappresentanza è l’istituto per cui ad un soggetto (rappresentante) viene attribuito il potere di agire in nome e per

conto di un altro soggetto (rappresentato) nel compimento di un’attività giuridica; gli effetti degli atti posti in essere dal

rappresentante andranno ad incidere direttamente nella sfera giuridica del rappresentato. Il rappresentante, differisce

dal nuncio perché egli agisce con volontà propria e non del rappresentato; egli può aver ricevuto delle disposizioni ma

nell’ambito di queste decide con discrezionalità

La rappresentanza può essere :

• diretta in cui il rappresentante agisce in nome e per conto del rappresentato; gli effetti giuridici ricadono

direttamente nella sfera di quest’ultimo.

• indiretta interposizione reale

detta anche in cui il rappresentante agisce in nome proprio ma per conto terzi, ed

acquista in prima persona i diritti che poi, in virtù della rappresentanza a lui conferita, andrà a trasmettere nella

sfera giuridica del rappresentato attraverso un secondo negozio..

La rappresentanza è esclusa nei negozi di diritto familiare, nel testamento, ed è ammessa entro certi limiti nelle

donazioni.

Bezhani Esla vietata la vendita Pagina 32

La rappresentanza legale ricorre quando un soggetto è incapace o è interdetto(dei genitori e dal tutore), oppure quando

si parla di rappresentanza organica(di organo di persona giuridica).

La procura è il negozio unilaterale non recettizio mediante il quale viene conferito al rappresentante (procuratore) il

volontaria);

potere di rappresentanza (rappresentanza questo è un negozio unilaterale e riguarda i rapporti tra il

rappresentato ed i terzi interessati. (il mandato o il rapporto di lavoro subordinato o la società sono poi contratti che

regolano il rapporto interno tra rappresentante e rappresentato; il mandato quindi può essere con o senza procura)

La procura, come del resto ogni manifestazione di volontà, può essere espressa o tacita. Non sono richiesti requisiti di

forma, a meno che l’atto da compiere non richieda la ferma scritta: in questo caso anche la procura deve avere la

medesima forma. Gli effetti della procura si ripercuotono direttamente sul patrimonio dell’interessato. La procura può

essere generale o speciale quando si limita a riguardare uno o più determinati affari, e può contenere limiti dettati dal

delegante. revoca

Art 1393 la procura deve essere esibita al terzo che richieda al rappresentante la giustificazione dei suoi poteri. La

è l’atto mediante il quale il rappresentato fa cessare gli effetti della procura; anche la revoca è un negozio unilaterale. La

revoca deve essere portata a conoscenza dei terzi interessati, altrimenti i negozi da loro conclusi con il rappresentante

restano comunque validi e [art. 1396 codice civile]. La revoca può essere anche tacita qualora il rappresentato provveda

conflitto di interessi

ad istituire un nuovo rappresentante. Si parla di quando il procuratore è portatore di interessi

propri che vanno contro quelli del rappresentato e gli atti posti in essere sotto queste condizioni sono viziati e annullabili

a meno che il rappresentato non rilasci autorizzazione con cui autorizza il rappresentante.

Mandato è il contratto con cui una parte si assuma l’obbligo di compiere uno o più atti giuridici per conto dell’altra parte

[art. 1703 codice civile]; il mandato riguarda i rapporti interni tra rappresentante e rappresentato. Il mandato può essere

con o senza rappresentanza; se il mandato è concesso con rappresentanza (ovvero al mandatario è concessa una procura)

allora gli atti compiuti dal mandatario andranno ad incidere direttamente nella sfera giuridica del rappresentato

(rappresentanza diretta).

In un negozio concluso con un rappresentante si tiene conto degli eventuali vizi della volontà del rappresentante e non

del rappresentato. I vizi della volontà del rappresentante divengono rilevanti allorquando vanno ad incidere sulle

istruzioni da lui date al rappresentante.

rappresentanza senza potere

Si parla di per gli i atti conclusi da un rappresentante privo del potere di rappresentanza e

ratifica

considerati quindi inefficaci. La è la dichiarazione con cui viene tardivamente attribuito il potere di

rappresentanza al rappresentante che ne era privo; con la ratifica gli atti compiuti dal rappresentante senza potere

entrano a fare parte della sfera giuridica del rappresentato con effetto retroattivo, come se dall’inizio il rappresentante

fosse stato accompagnato da procura. Il terzo può chiedere il risarcimento per danni di un contratto non ratificato solo se

non sapeva o non poteva sapere che il rappresentante agiva senza procura; il risarcimento si limita alle spese sostenute e

non al contratto sfumato.

Nel caso taluno senza esservi obbligato e quindi spontaneamente assume la gestione di affari altrui , e che la gestione sia

stata utilmente iniziata, l’interessato deve adempiere le obbligazioni che il gestore ha preso in nome di lui.

contratto per persona da nominate

Nel colui che conclude il contratto può riservarsi la facoltà di nominare la persona

nella cui sfera giuridica il negozio deve produrre effetti. Il contraente se non trova la persona disposta entro tre giorni

risponde in proprio per le obbligazioni assunte. Il termine può essere stabilito dalle parti ma per intervalli superiori a tre

giorni non si ha più il contratto suindicato bensì la figura di un doppio contratto con i relativi doppi passaggi di

proprietà.

Elementi accidentali del negozio giuridico

Sono gli elementi non necessari, e quindi accessori; abbiamo la condizione, il termine ed il modo.

La condizione è l’avvenimento futuro ed incerto al quale le parti fanno dipendere la produzione degli effetti del

negozio, ovvero l’eliminazione degli effetti che il negozio ha già posto in essere. La condizione può essere :

• →

sospensiva se ad essa è subordinata l’efficacia del negozio; l’avverarsi di questa rende il negozio efficace;

• →

risolutiva se ad essa è subordinata l’eliminazione degli effetti che il negozio ha già posto in essere.

La risoluzione di un contratto è la cancellazione degli effetti già verificatisi.

Gli atti legittimi sono i negozi giuridici che non tollerano l’apposizione di una condizione; questi sono i negozi di diritto

familiare, l’accettazione dell’eredità, la cambiale, l’accettazione della girata della cambiale.

La condizione di fatto condizione

dipende dalla volontà delle part secondo una valutazione propria degli interessi; La

di diritto La condizione illecita

è l’elemento previsto e stabilito dalla legge; è inderogabile. contraria alle norme

imperative, all’ordine pubblico o al buon costume; la condizione illecita si ha per non apposta nei negozi mortis causa e

La presupposizione

rende nulli i negozi inter vivos. Stesso iter per la condizione impossibile. è una condizione implicita

cioè non dichiarata; sebbene la legge non prevede la tutela di una cosa non scritta, se la controparte del contratto

conosceva la presupposizione è data la possibilità di risoluzione del contratto.

Bezhani Esla vietata la vendita Pagina 33

Momenti del negozio condizionato

Durante la pendenza della condizione l’avvenimento non si è ancora verificato ma può ancora verificarsi; questa

situazione da luogo ad un’aspettativa; la legge riconosce alla parte interessata di compiere atti conservativi, chiedere il

sequestro conservativo; è data anche la facoltà di alienare il diritto ma questo risulta sempre sottoposto alla condizione

della condizione

originaria. Nell’avveramento la condizione si è verificata o non può più verificarsi; gli effetti del

negozio retroagiscono al momento della stipula con esclusione degli atti compiuti per la conservazione; anche i frutti

rimangono a chi disponeva del diritto prima del verificarsi della condizione.

Il termine è l’avvenimento futuro e certo dal quale o fino al quale debbono prodursi gli effetti del negozio. Il termine è

certo per il suo verificarsi, può essere però incerta la data in cui questo si verificherà. Alla scadenza del termine si

verificano gli effetti del negozio, ma questi non retroagiscono al momento della conclusione del negozio stesso.

Il modo è la clausola accessoria che si appone ad una liberalità allo scopo di limitarla; può consistere in un obbligo di

dare, di fare o di non fare. Il modo non sospende l’efficacia del negozio. Il modo può essere apposto solo nei negozi a

titolo gratuito. Non deve considerarsi modo la semplice raccomandazione, il desiderio o la preghiera. Il modo

impossibile o illecito si ha per non apposto a meno che non risulti l’unico motivo determinante del negozio.

L’adempimento dell’obbligo giuridico nascente dal modo può essere chiesto da ogni interessato, e in caso di

inadempimento dell’obbligo può essere pronunciata dal giudice la risoluzione del contratto. [art. 648 codice civile].

Qualsiasi negozio giuridico può necessitare di interpretazione rivolta appunto a determinare il significato giuridico

rilevante della dichiarazione negoziale. Possiamo avere interpretazione soggettiva e oggettiva; l’interprete deve ricercare

il risultato perseguito dal compimento dell’atto e non estrarre solo il senso letterale delle parole. Si parla di comunione

delle parti quando ci si riferisce al senso che entrambe attribuivano all’accordo; si deve tenere conto delle trattative

precontrattuali. Negli atti unilaterali si tiene conto della buona fede dell’artefice del negozio. Il principio della

conservazione del negozio dice che questo deve essere interpretato in maniera che abbia un senso piuttosto che in modo

da non avere effetti. Inoltre valgono:

gli usi interpretativi, tipici del luogo dove è stato stipulato il contratto

le espressioni dubbie devono essere intese nel modo più conveniente alla nature del contratto

le clausole dubbie si interpretano contro chi ha disposto il contratto

infine quando tutti i metodi si siano dimostrati inefficienti il contratto deve essere interpretato nel modo meno gravoso

per l’obbligato.

Effetti del negozio giuridico

Rispetto alle parti il negozio giuridico ha forza di legge [art. 1372 codice civile], cioè gli effetti sono vincolanti..

Rispetto ai terzi non può ne danneggiare ne giovare direttamente al terzo estraneo [art. 1372 codice civile], e infatti

anche i negozi che determinano giovamento a terzi sono soggetti a ad accettazione di questi. Un negozio in nome di terzi

deve essere accettato pena il trasferimento dell’obbligazione sulla parte che lo ha stipulato. Un negozio giuridico può

comunque produrre effetti indiretti rispetto ai terzi estranei.

Il negozio giuridico ad effetti reali ha per oggetto la trasmissione o la costituzione di un diritto reale o il trasferimento

di un altro diritto.

Il negozio giuridico ad effetti obbligatori da luogo alla nascita di un rapporto obbligatorio.

INVALIDITÀ ED INEFFICACIA DEL NEGOZIO GIURIDICO

Invalidità del negozio giuridico: il negozio è viziato, difettoso o malato in seguito all’inosservanza dei limiti stabiliti

dall’ordinamento. Si parla di inesistenza quando un deficienza grave non permette il riconoscimento del negozio.

L’invalidità può assumere i due aspetti della nullità e dell’annullabilità.

La nullità: un atto si dice nullo quando è invalido e non è idoneo a realizzare i suoi effetti tipici. In ogni caso la nullità

deve essere fatta valere dalle parti interessate altrimenti il negozio seppur nullo rimane efficace. Cause di nullità sono :

• specifico richiamo contenuto in una norma di legge [art. 1418 codice civile];

• mancanza di uno dei requisiti essenziali del negozio [art. 1350 codice civile] come ad esempio la forma, l’oggetto o il

contenuto;

Bezhani Esla vietata la vendita Pagina 34

• l’essere contrario a norme imperative [art. 1418 codice civile].

La nullità può essere :

• →

totale quando il vizio che la determina investe l’intero negozio;

• →

parziale se il vizio investe solo alcune clausole del negozio; in questo caso l’intero negozio è nullo se la parte

viziata doveva considerarsi essenziale [art. 1419 codice civile]; per le clausole sostituite da norme di legge

continuano a valere i contratti originari con le clausole nuove..

L’azione di nullità è azione giudiziale che mira al riconoscimento della nullità del negozio; le caratteristiche sono :

• imprescrittibilità;

• il negozio nullo è insanabile e non può essere convalidato;

• impossibilità di un accordo tra le parti che deroghi al principio di imprescrittibilità;

• l’azione di annullamento è di mero accertamento; il negozio era nullo anche prima della dichiarazione di nullità

quindi la situazione giuridica non viene modificata perché inesistente già prima dell’accertamento;

• è legittimato attivamente al riconoscimento della nullità chiunque ne abbia interesse( nell’annullabilità invece solo

una parte);

• la nullità di un atto può essere rilevata di ufficio cioè se il negozio viene invocato da una parte in un giudizio se ne

può dichiarare la nullità anche in assenza di domanda..

conversione del negozio nullo

Si ha quando un contratto può produrre gli effetti di un contratto diverso purché

contenga tutti i requisiti di sostanza e di forma richiesti per quest’ultimo (requisito oggettivo) ed a condizione che possa

ritenersi che le parti avrebbero accattato di stipulare quest’accordo in luogo dell’altro (requisito soggettivo) [art. 1424

codice civile]. La conversione non esige una nuova manifestazione di volontà delle parti, è l’ordinamento stesso che la

pone in essere. rinnovazione del negozio nullo

Per ottenere lo scopo del primo negozio interviene la che si verifica quando le parti si

accordano per stipulare un nuovo negozio che rimedi al vizio del negozio nullo.

IL riconoscimento di nullità per i contratti di lavoro subordinato non produce effetto.

Le società registrate per cui si ha nullità dell’atto costitutivi si considerano sciolte solo dal momento del riconoscimento.

La nullità dell’atto non è opponibile ai terzi in buona fede

L’annullabilità costituisce un’anomalia di gravità minore rispetto alla nullità; l’azione di annullabilità può essere

promossa per incapacità del soggetto, vizi della volontà, errore, violenza o dolo. Il negozio annullabile produce i suoi

effetti ma questi vengono meno se viene presentata ed accolta l’azione di annullamento. L’azione di annullamento

presenta le seguenti caratteristiche :

• l’azione di annullamento è un’azione costitutiva (mira a modificare una situazione preesistente cioè che aveva

prodotto i suoi effetti).

• legittimato attivamente è solo la parte nel cui interesse l’annullabilità è prevista dalla legge [art 1441 codice

civile](persona ingannata o minacciata…);

• l’annullabilità di un atto non può essere rilevata d’ufficio dal giudice;

• l’azione di annullamento è soggetta a prescrizione (di regola cinque anni) [art 1442 codice civile]; la prescrizione

comincia a decorrere da quando è cessata la violenza o la causa che ha dato luogo al vizio, dal giorno del

compimento della maggiore età;

• l’annullabilità è sempre sanabile o attraverso la prescrizione dell’azione di annullamento o con la convalida;

• se l’azione di annullamento viene accolta dal giudice l’annullamento ha effetto retroattivo cioè si verifica la stessa

situazione che avrebbe luogo se l’atto non si fosse mai verificato; le prestazioni effettuate devono essere restituite

(per l’incapace solo nei limiti in cui essa è rivolta a suo vantaggio); l’annullamento del primo negozio, ricade sul

secondo negozio se si tratta di vendita da parte di minore, alienazione in cui l’acquirente non è in buona fede.

La convalida è il negozio col quale la parte legittimata a proporre azione di annullamento si preclude la possibilità di far

valere il vizio. La convalida può essere espressa o tacita; espressa se contiene la menzione del negozio annullabile, del

motivo di invalidità e la dichiarazione convalidante; tacita se viene data esecuzione volontaria al negozio annullabile.

Inefficacia è l’inettitudine del negozio (valido) a produrre i suoi effetti per un fatto estraneo al negozio stesso, perché ad

esempio non si è verificata una condizione. Può essere originaria , e in tal caso è sempre transitoria, oppure successiva se

dipende dall’impugnativa di una delle parti o terzi.

Bezhani Esla vietata la vendita Pagina 35

TUTELA DEI DIRITTI

La tutela del diritto è affidata al titolare solo in rari casi che vengono denominati autotutela o legittima difesa; ricordiamo

il diritto di ritenzione, la diffida ad adempiere, la difesa delle cose finché vi è violenza in atto. L’azione può essere

convenuto

promossa dall’attore nei confronti di un presso gli organi di giustizia; del pari costituisce diritto inviolabile la

possibilità di difendersi in giudizio. Il processo di cognizione mira a verificare la sussistenza di un diritto soggettivo, alla

modifica di un rapporto tra convenuto e attore e all’emanazione di un comando di tipo obbligatorio da parte del giudice;

durante questo processo si può richiedere il sequestro conservativo dei beni del convenuto per tutelare un mio diritto. Il

processo esecutivo ha la finalità di dettare le disposizioni per l’esecuzione di una obbligazione; il caso più comune è

quello in cui si chiede l’espropriazione dei beni di un debitore inadempiente. I suoi beni vengono venduti all’asta e il

pignoramento.

ricavato diviso tra i creditori; l’atto con cui si espropria un bene viene chiamato

LA PROVA DEI FATTI GIURIDICI

Nel processo le prove devono essere fornite dalle parti; il giudice le esamina per vederne prima di tutto l’ammissibilità e

la rilevanza. Il giudice valuta con sentenza la loro concludenza.

della prova

Con l’onere si intende il fatto che grava sempre su una sola delle parti l’onere di provare la consistenza di un

fatto anche se la versione della parte opposta non risulti convincente art 2697. In genere l’onere spetta a chi vuole fare

valere un proprio diritto, salvo alcuni casi in cui la buona fede è presunta; in tali casi l’onere grava su chi mette in dubbio

la buna fede.

Si considerano elementi probatori documenti, foto , testimonianze, perizie ed anche ragionamenti logici. Il giudice deve

valutare le prove secondo il suo prudente apprezzamento tranne che per il giuramento e la confessione in cui il giudice

non ha nessuna capacità discrezionale nella loro valutazione. L’atto pubblico gode di particolare fiducia che si chiama

pubblica fede.; fa piena prova cioè il giudice considera vere le cose scritte; queste possono essere negate solo con querela

di falso. L’atto privato fa prova solo contro chi lo ha sottoscritto.

testimonianza

La è la narrazione fatta al giudice da una persona estranea alla relazione e ai fatti controversi di cui il teste

abbia conoscenza. Non è ammessa per controversie su contratti di importo superiore alle 5000 lire , ma il giudice pio

derogare; è ammessa solo nel caso non sia possibile procurare una prova documentale perché indisponibili ma non per

colpa della parte art 2724. Non è ammissibile qualora debba provare un contratto che doveva essere provato per iscritto.

La stessa disciplina si applica per le obbligazioni.

forma scritta

Quando in un atto la è richiesta ab substantiam ma ciò non viene rispettato, l’atto è nullo. Tale atto quindi

deve essere provato con una forma scritta. Nel caso che la parte non l’abbia per colpa non sua la prova orale è ammessa

per provare l’esistenza del contratto nella forma richiesta ed eventualmente ricostruirne il contenuto.

probationem tantum.

Quando la forma scritta di un atto sia richiesta come prova, si parla di forma a La mancanza di

tale forma non comporta la nullità dell’atto ma l’incompatibilità della prova testimoniale; anche per questo caso sono

ammesse le eccezioni per non colpa della perdita della prova scritta.

In ogni caso la parte che intenda provare il fatto può chiedere l’interrogatorio giudiziale nella speranza di ottenere una

confessione.

In genere nel negozio nullo le parti si scambiano una controdichiarazione in cui negano il primo negozio, proprio per far

valere la nullità di questo. La simulazione può essere fatta riconoscere:

dalle parti solo con prova scritta nel caso di negozio lecito, e con testimonianza per i casi dell’art

2724

dalle parti con prova scritta , presunzioni e testimonianze per atto illecito

dai terzi, proprio perché impossibilitati di avere prova scritta, con testimonianza e presunzioni

presunzione

Per si intende ogni argomento, congettura, illazione, attraverso cui, essendo già provata una circostanza, si

giunge a provarne un’altra indirettamente. Si parla di presunzioni legali quando è la stessa legge che attribuisce valore di

prova ad un fatto.

confessione

La è la dichiarazione che la parte fa di fatti sfavorevoli a se e favorevoli all’altra, ed è una dichiarazione di

scienza. Resa in giudizio fa piena prova; può essere revocata solo per errore violenza.. essa può essere resa

spontaneamente o tramite interrogatorio dall’altra parte.

Il giuramento è un mezzo di prova di cui si può chiedere l’acquisizione nel corso di un giudizio civile.

Può essere decisorio quando viene richiesto da una delle parti per ottenere una dichiarazione dall’altra parte su di una

cosa che davvero abbia carattere decisorio; il valore è quello di prova di fatto e contro di esso non possono esser portate

ulteriori prove. Lo spergiuro può essere dichiarato solo nel processo penale; in tal caso il reo deve indennizzare la parte

lesa nel processo civile. Non è ammesso quando si tratti di diritti indisponibili, fatti illeciti o fatti per cui sia richiesta la

forma scritta ad substantiam.

È invece suppletorio quando viene richiesto dal giudice ce non convinto delle prove addotte chiede una ulteriore prova.

Bezhani Esla vietata la vendita Pagina 36

DIRITTI ASSOLUTI

I DIRITTI DELLA PERSONALITÀ

La persona umana viene tutelata dall’ordinamento giuridico; prima di tutto vi sono le garanzie costituzionali della

libertà, libertà religiosa, libertà di espressione e divulgazione del pensiero. Vi sono poi gli impegni dello stato a favorire

lo sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione all’organizzazione politica, economica e sociale,

rimuovendo gli ostacoli che pregiudicano l’uguaglianza.

I caratteri essenziali dei diritti assoluti sono:

• →

immediatezza ovvero non serve mediazione per il loro soddisfacimento;

• → erga omnes.

assolutezza possono essere fatti valere

I diritti assoluti si distinguono in:

• diritti della personalità;

• diritti reali.

Diritti della personalità

I diritti della personalità sono diritti assoluti che si acquistano automaticamente con la nascita e si perdono solo con la

sono indisponibili ed intrasmissibili

morte; questi agli eredi. Non sono patrimoniali ma possono essere risarciti

patrimonialmente. I diritti della persona si esplicano in:

• individualità o identità della persona: la tutela del diritto al nome [Art. 7 codice civile] e del diritto allo

pseudonimo [Art. 9 codice civile]; ogni persona ha diritto a non vedersi disconosciuta la paternità delle proprie

azioni e a non vedersi riconosciuta quella delle azioni di altri; possiamo considerare tra questi anche il diritto al

trattamento dei dati personali;

• inviolabilità fisica della persona: sono vietati gli atti di disposizione del proprio corpo che causino una permanente

diminuzione dell'integrità fisica [Art. 5 codice civile]; la stessa costituzione Italiana tutela la salute come

fondamentale diritto dell’individuo e garantisce cure gratuite agli indigenti; nessuno può essere obbligato ad una

cura se non per disposizione di legge; come conseguenza esiste il diritto di esercitare ogni legittima difesa contro

ogni aggressione e il diritto di pretendere un risarcimento danni alla persona.

• integrità morale: diritto all'onore ed alla propria immagine [Art. 10 codice civile] protetti con sanzione per reati di

ingiuria e diffamazione; diritto alla propria immagine che non può essere utilizzata se non con autorizzazione: sono

escluse le persone note in cerimonie pubbliche.

DIRITTI REALI

I diritti reali sono imponibili verso qualsiasi terzo; di norma attribuiscono al titolare un potere di utilizzo sulla cosa salvo

le eccezioni dei diritti reali di garanzia (pegno ed ipoteca) e delle servitù negative.

tipicità,

I diritti reali cono caratterizzati dalla loro ovvero costituiscono un numero chiuso, non ve ne sono altri rispetto a

quelli elencati dal legislatore.. I diritti reali si classificano in:

• proprietà: diritto di godere e disporre in qualsiasi modo del bene proprio;

• diritti reali in re aliena: diritti su cosa altrui

I diritti reali in re aliena si classificano in:

• diritti di godimento: usufrutto, enfiteusi, uso, abitazione, superficie, servitù;

• diritti di garanzia (pegno ed ipoteca).

LA PROPRIETÀ

(categoria dei diritti reali su cosa propria.)

è riconosciuta dalla costituzione, tuttavia a differenza dello statuto albertino ne è permessa l’espropriazione da parte

dello stato quando la cosa abbia un preminente interesse generale.

La proprietà è il diritto che ha il proprietario di godere e di disporre della cosa in modo pieno ed esclusivo entro i limiti e

con l'osservanza degli obblighi dettati dall'ordinamento [Art. 832 codice civile]. Il diritto di consiste nella libertà

godere

del titolare di utilizzare o meno la cosa nell'ambito della sua destinazione. Il diritto di è il diritto del proprietario

disporre

di alienare tutta o parte della cosa. Il diritto di proprietà si caratterizza per:

Bezhani Esla vietata la vendita Pagina 37

• imprescrittibilità: il diritto è imprescrittibile per il suo stesso contenuto: al proprietario è accordato il diritto di

godere per sempre;

• perpetuità: non esiste un termine di durata.

La proprietà edilizia è regolata fondamentalmente dalla Bucalossi 10/1977: tutte le costruzioni sono soggette a licenza

preventiva, rilasciata se la costruzione è conforme al piano regolatore, e che prevede un contributo per aiutare il comune

nella costruzione dei servizi essenziali. Gli abusivismi sono stati sanati con la 28/2/1985 e gli atti di disposizione di

costruzioni per le quali non sono state concesse la licenza sono nulli.

L’espropriazione: è il diritto riservato alla pubblica amministrazione per la realizzazione di opere pubbliche

(socialmente vantaggiose) di trasferire coattivamente beni di proprietà privata a favore del soggetto che dovrà

provvedere all'opera [Art. 42 Costituzione]. L'espropriazione è prevista dietro un indennizzo nella misura di serio ristoro

del danno provocato al titolare del diritto di proprietà(media del valore di mercato e il reddito domenicale diminuito del

40% se il titolare si oppone all’esproprio.

atti di emulazione,

Sono vietati gli atti che hanno l'esclusiva finalità di nuocere o arrecare molestia ad altri nel

godimento della proprietà[Art. 833 codice civile]; affinché l'atto sia vietato occorrono due elementi:

• elemento soggettivo: intenzione di arrecare danno ad altri;

• elemento oggettivo: assenza di utilità per il proprietario.

Limiti posti al diritto di proprietà: si classificano in due categorie:

• limiti posti nel pubblico interesse: la limitazione al diritto di proprietà è imposta da interessi sociali: vantaggi per la

piccola e media proprietà [Art. 44 Costituzione]; Istituzione de ministero dell'ambiente [Legge 8 Luglio 1986 n.349];

Tutela del suolo [Legge 18 Maggio 1989 n.183] distanze tra le proprietà, soggezioni sul fondo per garantire utilità

alle pubbliche amministrazioni, le servitù pubbliche , i vincolo geologici ed idrologici..

• Limiti posti nell'interesse privato: ovvero nell'interesse di coloro ai quali possa nuocere la soddisfazione del diritto

da parte di altri privati; si parla di rapporti di vicinato; tali limiti riguardano:

a) le distanze minime di tre metri tra le costruzioni e nelle piantagioni; la comunione forzosa del muro sotto il

pagamento della metà dell’opera.[art. 873 - 899 codice civile]; il diritto di luci e vedute che permettono di

costruire finestre anche sul fondo del vicino avendo riguardo del suo diritto alla privacy. [art. 900 - 907

codice civile];

c) acque private [art. 909 - 921 codice civile]modificato con 5/1/1994; ora tutte le acque sono pubbliche e sono

considerate una risorsa che è salvaguardata secondo criteri di utilità. Sono escluse le acque raccolte dalle

piogge.

d) stillicidio [art. 908 codice civile].

La proprietà si estende in verticale illimitatamente ma egli non può opporsi ad attività di terzi che si svolgano ad una

altezza tale da escludere il suo interesse. L’accesso al fondo è libero a terzi per la caccia, per riprendere una cosa, per

riparare un qualcosa. Sono vietate le immissioni immateriali(fumo, rumore, vapori) che dalla proprietà di uno vanno in

quella di un altro; ogni proprietario può opporsi se i livelli superano la normale tollerabilità (decide il giudice), a meno

che questi non derivino da attività produttiva ma sempre con limiti; al limite si ricorre ad un indennizzo.

Modi di acquisto della proprietà: l'acquisto della proprietà può avvenire:

• originario,

a titolo qualora vi sia la nascita di un diritto nuovo;

• derivativo,

a titolo se esiste una successione del diritto tra due soggetti.

Modi di acquisto a titolo originario sono:

• l'occupazione: presa di possesso di cose mobili che non sono di proprietà di alcuno; la fauna e i beni immobili

vacanti sono patrimonio indisponibile dello stato

• l'invenzione: riguarda cose smarrite e consegnate al sindaco (non rivendicate per il periodo di un anno); nel caso di

ritrovamento del proprietario spetta di diritto un premio proporzionale.

• l'accessione: quando l'acquisto del diritto di proprietà su di una cosa implica l'acquisto della proprietà su altre cose

a questa connesse;

di mobile ad immobile: piantagioni, costruzioni, materiali e mobili sul terreno di una persona; il

proprietario dei mobili ha diritto a separarli dal suolo o di ottenerne il valore o l’aumento di valore nel

fondo

immobile ad immobile: alluvioni

è il caso che s verifica nelle (unione di detriti ad un fondo in maniera

avulsioni

poco percettibile) o nelle (distacco di una parte di terreno per torrente: l’altro proprietario

isola formata nel fiume

avvantaggiato deve pagare) o (che diventa demaniale)

Bezhani Esla vietata la vendita Pagina 38

mobile a mobile: mescolanza specificazione

che determina comunione; (dell’inventore con l’obbligo di

usucapione

pagare le materie prime o dei proprietari con l’obbligo di pagare il lavoro dello specificante);

• altri modi determinati caso per caso dalla legge

Azioni a difesa della proprietà

• Azione di rivendicazione: azione di colui che si afferma proprietario della cosa ma non ne ha il possesso [Art. 948

codice civile] e ne pretende la consegna dal possessore.

Legittimato attivamente è chi si sostiene proprietario ma non ha il possesso. Legittimato passivamente alla

restituzione è il detentore o il possessore.

L'attore ha l'onere di dimostrare il suo diritto [Art. 2697 codice civile] e il possessore deve restituire a sue spese.

L'azione di rivendicazione non è soggetta a prescrizione e nasce solo dal possesso del titolo di proprietario; l’azione

restituzione

di asce da contratto ed è quindi un d’obbligo per il possessore della cosa.

• L'azione negatoria: azione di accertamento data al proprietario per far cessare eventuali molestie o turbative di fatto

o di diritto (accertamento dell'inesistenza del diritto vantato da terzi) sul bene.

• L'azione di regolamento dei confini: azione di accertamento dell'estensione di proprietà contigue in cui viene già

riconosciuta la proprietà dei vicini. Ciascuna delle parti è simultaneamente attore e convenuto.

• Azione per apposizione di termini: serve per far apporre o ristabilire segni che delimitino l'estensione di domini

contigui.

I DIRITTI REALI DI GODIMENTO

Comprimono il diritto di godimento del proprietario per avvantaggiarne terzi, e sono: la superficie, enfiteusi, l’usufrutto,

l'uso, l’abitazione e la servitù prediale.

La superficie

La superficie è il diritto (attribuito al superficiario) di costruire al di sopra del suolo altrui un'opera di cui si acquista il

diritto di proprietà o il diritto stesso di proprietà di una costruzione sul suolo altrui [Art. 952 codice civile].

Nel caso in cui la costruzione già esista il diritto viene configurato come proprietà e non è quindi soggetto a prescrizione.

Nel caso in cui il diritto non è accompagnato da una costruzione esistente questo viene visto come un diritto reale su

cosa altrui ed è soggetto a prescrizione di venti anni [Art. 954 codice civile].

Il superficiario può ricostruire sul suolo.

L'enfiteusi

L'enfiteusi è il diritto (dell'enfiteuta) di godere del fondo altrui con l'obbligo di apportarvi migliorie e di pagare al

proprietario un canone periodico. Nel diritto di godimento dell'enfiteuta è compresa la facoltà di mutare la destinazione

del fondo purché non lo deteriori; sono vietate le innovazioni. All'enfiteuta spetto il dominio utile sul fondo mentre al

proprietario spetta il dominio diretto.

L'enfiteusi si estingue per non uso [Art. 970 codice civile].

L'enfiteusi può essere perpetua (caratteristica principale) o a tempo (mai inferiore ai venti anni).

l'enfiteuta può disporre del suo diritto

Il diritto di enfiteusi viene costituito mediante titolo o per usucapione, e ma vi è

divieto di subenfiteusi.

L’estinzione dell'enfiteusi si ha per:

• decorso termine (enfiteusi temporanea);

• perimento del fondo [Art. 963 codice civile];

• affrancazione;

• devoluzione;

• prescrizione estintiva [Art. 970 cod. civ] non uso del diritto dell’enfiteuta per almeno 20 anni.

Potere di affrancazione: diritto potestativo dell'enfiteuta di divenire proprietario pagando una somma corrispondente a

quindici volte il canone annuo [Art. 971 codice civile].

Diritto alla devoluzione: diritto del proprietario di riacquistare la piena proprietà della cosa subordinata o alla

condizione di mora dell'enfiteuta o alla sua violazione dell'obbligo di non deteriorare il fondo o di migliorarlo [Art. 972

codice civile]. Il diritto di affrancazione prevale di regola su quello alla devoluzione. Spettano all’enfiteuta i rimborsi per

Bezhani Esla vietata la vendita Pagina 39

le migliorie apportate: per i miglioramenti (che danno maggiore produttività al fondo) c’è u rimborso, per le addizioni

diritto di ritenzione

(opere fatte sul fondo come pozzi, magazzini) si ha li ius tolendi o il diritto al rimborso. Si ha per

l’enfiteuta quando questi ha diritto a rimanere in possesso del fondo finché non abbia soddisfatto il suo credito.

L'usufrutto

L'usufrutto è il diritto (dell'usufruttuario) di godere della cosa altrui con l'obbligo di rispettarne la destinazione

economica [Art. 981 codice civile]. L'usufrutto deve avere durata temporanea o se nulla è specificato per tutta la vita

dell’usufruttuario. Il diritto restante al proprietario prende il nome di nuda proprietà.

L'usufrutto si acquista per legge (usufrutto legale) sui beni del minore da parte dei genitori, per effetto di negozio o per

usucapione. Gli atti costituenti usufrutto su beni immobili necessitano forma scritta e sono soggetti a trascrizione.

Oggetto dell'usufrutto è qualsiasi tipo di bene.

Diritti dell'usufruttuario

• possesso della cosa [Art. 982 codice civile]; all'usufruttuario è consentita un'azione detta confessoria che mira

all'accertamento del suo diritto per il conseguimento del possesso sulla cosa; il diritto è soggetto ad un inventario e

ad una garanzia.

• frutti naturali e civili.

• alienabilità del diritto [Art. 980 codice civile]; l'usufruttuario può anche concedere in locazione l'oggetto del suo

diritto o ipotecarlo[Art. 999 codice civile]; la durata dell'usufrutto non può comunque essere estesa.

Obblighi dell'usufruttuario

• restituzione della cosa al termine del diritto che va tenuta con la diligenza del buon padre di famiglia. (fare

l'inventario e prestare garanzia) ;

• onere delle spese di manutenzione ordinaria e di custodia e ogni altra forma di spesa ordinaria gravante

sull’immobile.

Estinzione dell'usufrutto

• scadenza del termine o morte dell'usufruttuario;

• prescrizione estintiva (venti anni nel caso di usufrutto concesso a persona fisica, trenta se concesso a persona

giuridica);

• consolidazione (riunione dell'usufrutto e della nuda proprietà nella stessa persona);

• perimento della cosa;

• abuso dell'usufruttuario al suo diritto, cioè alienazione di beni non propri o lasciando deteriorare i beni.

Per i miglioramenti nasce un credito a favore dell’usufruttuario , mentre per le addizioni vale lo ius tollendi

Il quasi usufrutto: ha per oggetto beni consumabili; l'usufruttuario non è tenuto a restituire gli stessi beni ricevuti ma

altrettanti dello stesso genere. Il quasi usufrutto viene regolato dalle norme sull'usufrutto.

L'uso: o usufrutto limitato è il diritto di servirsi di un bene e di raccogliere i frutti limitatamente ai propri bisogni (nel

caso in cui questo sia fruttifero) [art. 1021 codice civile].

L'abitazione: diritto di abitare una casa limitato ai propri bisogni [art. 1022 codice civile].

Sia l’uso che l’abitazione sono diritti indisponibili [art. 1024 codice civile].

Le servitù prediali

La servitù prediale consiste nel peso imposto sopra un fondo (fondo servente) per l'utilità di un altro fondo (fondo

dominante), appartenente ad un diverso proprietario [Art. 1027 codice civile].

Le servitù prediali, appartenendo alla categoria dei diritti reali, costituiscono un numero chiuso; non sono quindi

ammesse servitù irregolari.

Caratteri delle servitù prediali:

Bezhani Esla vietata la vendita Pagina 40

• imposizione al proprietario del fondo servente di un dovere negativo e mai di un dovere positivo (di fare) perciò le

opere necessarie al fondo servente sono a carico del richiedente;

• appartenenza dei due fondi a proprietari diversi;

• utilità del fondo servente nei confronti del dominante;

• la vicinanza dei fondi.

Nascita della servitù:

• per imposizione legale (servitù coattiva); il proprietario del fondo servente ha diritto ad un'indennità [Art. 1032

codice civile];

• mediante un accordo tra le parti (contratto che necessita di forma scritta ed è soggetto a trascrizione), si parla perciò

di servitù volontaria.

Forme più frequenti:

acquedotto od elettrodotto coattivo, per garantire il passaggio di corsi d’acqua o linee elettriche, a condizione che

non vi siano altri modi di far passare tali linee.

Passaggio coattivo, per l’accesso alla pubblica via anche quando questo già esiste ma provoca troppo disagio o è

troppo piccolo per il passaggio di mezzi meccanici, o è insufficiente per l’attività svolta.

Il sacrificio posto all’altra parte deve essere il più limitato possibile.

La servitù volontaria può essere costituita per testamento o per contratto o per destinazione del padre di famiglia ed è

soggetta a trascrizione; la servitù può essere costituita per usucapione. L’uso è regolato dalla convezione o dal titolo che

Il diritto di servitù comprende tutto

l’ha costituita; in mancanza attraverso le norme di legge che regolano la fattispecie.

ciò che è necessario per usarne. Se nel titolo di servitù apparente è stabilito un modo (a piedi, con automezzo…), questo

è l’unico che si può disporre mentre se questo non era precisato l’usucapione del modo è ammissibile.

Se la servitù è non apparente non si può usucapire ne modo ne servitù. Le spese per la conservazione della servitù sono a

carico del proprietario del fondo dominante.

Classificazione delle servitù (in base al modo di acquisto):

• apparenti, se al loro esercizio sono destinate opere visibili e permanenti;

• non apparenti costituibili quando non si hanno opere visibili permanenti per il loro uso; si possono creare solo per

contratto o testamento

• positive, se conferiscono il potere di fare al proprietario del fondo dominante; prescrizione in venti anni per non uso

continue quando non è necessaria l’opera dell’uomo come negli acquedotti

discontinue quando è goduta per atti singoli

• negative, se gravano il proprietario del fondo servente dell'obbligo di non fare. , la prescrizione decorre dal

momento in cui il proprietario viola la servitù dopo venti anni.

Case, giardini e cortili non possono essere oggetto di servitù.

Azione confessoria: azione concessa al titolare della servitù nei confronti di chi la ostacola o la contesta. L'azione è di

accertamento.

Estinzione delle servitù:

• rinuncia del titolare;

• confusione, quando il titolare del fondo dominante diviene titolare del fondo servente;

• prescrizione estintiva di venti anni.

La comunione

Regime giuridico che si realizza quando più persone (comunisti) sono contitolari del medesimo diritto reale. Se il diritto

reale è di proprietà i partecipanti si dicono condomini. La comunione può essere:

• pro diviso, quando ad ognuno è assegnata una parte fisica della cosa;

• pro indiviso, quando il diritto di tutti i contitolari investe l'intera cosa ed in tal caso si parla di quote

• volontaria, se scaturisce dall'accordo delle parti;

• involontaria, se si realizza per legge (comunione forzosa del muro).

Bezhani Esla vietata la vendita Pagina 41

La comunione è regolata dal titolo, art 1100, in sua mancanza si applicano i seguenti principi generali:

• ogni contitolare può servirsi della cosa senza alterarne la destinazione e senza impedire agli altri di servirsene;

• ogni contitolare può disporre della sua quota;

• ogni contitolare deve contribuire alle spese necessarie in proporzione alla sua quota; le scelte sull’amministrazione

sono prese a maggioranza

Deliberazioni relative alla cosa:

• gli atti di ordinaria amministrazione sono approvati da maggioranza semplice (metà del valore della cosa), quindi

per maggioranza di quote;

• può esistere un regolamento interno sulla comunione il quale può stabilire un amministratore, anche esterno , della

cosa

• le innovazioni (cambiamenti nella destinazione della cosa) vengono approvati da maggioranza qualificata (due terzi

del valore della cosa);

• gli atti di straordinaria amministrazione necessitano il consenso di una maggioranza qualificata;

• l'alienazione della cosa è subordinata all'unanimità dei comunisti.

Il condominio negli edifici: ogni partecipante è proprietario esclusivo del proprio appartamento ed è condomino di

alcune parti dell'edificio. Le parti in questione non sono divisibili e quindi la comunione è forzosa. In genere le quote

sono indicate in millesimi; sono previsti un assemblea deliberativa e un amministratore esecutivo. Le regole per

l’assemblea sono quelle classiche: invito, maggioranza, possibilità d’impugnazione della delibera.

Multiproprietà: diritto di utilizzazione di un bene, conferito dal proprietario, limitato ad un determinato periodo

durante l'anno, valido perpetuamente o per molti anni, sono dettate molte norme sulla trasparenza con obblighi per il

titolare di fornire documenti informativi. È riconosciuto un diritto di recesso di 10 giorni, e il contratto deve essere scritto

Il possesso

Potere sulla cosa che si manifesta attraverso un'attività corrispondente all'esercizio di fatto del diritto di proprietà o di

altro diritto reale [Art. 1140 codice civile]. Non sempre il fatto di possedere scaturisce dal diritto di possedere, basta

pensare a chi possiede un bene rubato. Oggetto del possesso possono essere tutti i beni tranne quelli demaniali.

Situazioni possessorie:

• detenzione: disponibilità della cosa (corpus) accompagnata dalla consapevolezza di non averne il titolo di possesso

(conduttore, comodatario);

• possesso pieno (corpore et animo): avere la disponibilità della cosa non riconoscendo alcun diritto altrui su di essa;

• possesso mediato (solo animo): non avere la disponibilità della cosa ed essere riconosciuti dal detentore come

titolari. ius possesionis

Il proprio diritto di proprietà non può essere fatto valere da soli nei confronti del possidente. Nello

riconosciamo l'insieme dei vantaggi spettanti al possessore tra cui il diritto alla tutela possessoria, cioè nessuno può

togliere lui il bene se non vantando il proprio diritto in giudizio; abbiamo poi il diritto di usucapione e il diritto di

Lo ius possidendi

revindicazione se l’atra parte non riesce a fornire una prova di proprietà. è il diritto di chi ha un titolo

di proprietà accompagnato al possesso della cosa.

Acquisto del possesso può avvenire :

• a modo originario: apprensione della cosa o esercizio su di essa di poteri corrispondenti a quelli derivanti

dall'esercizio di un diritto reale di godimento (l'esercizio dei diritti non deve verificarsi per l'altrui tolleranza);

• a modo derivativo: tramite consegna (tradizione); il bene può anche non essere consegnato se l’acquirente già ne ha

il possesso oppure se rimane in detenzione dell’alienante.

Perdita del possesso: consegue al venir meno del corpus (disponibilità della cosa) o dell'animus (volontà di detenere la

cosa). Per le cose mobili questa si ha quando le cose sono uscite dalla custodia del possessore

spetta a chi nega il possesso di dimostrare che chi detiene la cosa l’ha ricevuta per un titolo che

L’art1141 afferma che

non permette di disporne. presunzione di possesso intermedio:

La per il possessore è sufficiente dimostrare di aver

posseduto la cosa in un tempo remoto e di possederla attualmente per far presumere che il possesso sia stato continuato.

Bezhani Esla vietata la vendita Pagina 42

Possessore di buona fede è chi ritiene di possedere la cosa in base da un titolo che gli spetta [Art. 1147 cod. civ]; il

possessore è in buona fede se ignora il vizio del suo titolo purché la sua ignoranza non dipenda da colpa grave ovvero è

La

in buona fede quando nelle stesse condizioni ance il buon padre di famiglia si comporterebbe allo stesso modo.

buona fede si presume e non occorre per tutta la durata del possesso ma basta che ci sia all’inizio. Il possesso continua

nella successione a titolo universale con gli stessi caratteri originari: buona o mala fede… . Se la successione avviene a

accessione del possesso

titolo particolare si parla di nel quale il periodo di godimento del donante si somma a quello di

colui che prende il possesso ai fini dell’usucapione è che determina anche un nuovo titolo di possesso in buona fede

indipendentemente dal titolo originario.

Ne caso di revindicazione del bene:

se il possessore era in buona fede allora i frutti percepiti non sono da restituire se non quelli dal momento

della domanda giudiziale integrati eventualmente con quelli che potevano essere percepiti;

se il possessore era in malafede deve restituire tutti i frutti tranne quelli caduti in prescrizione; le spese di

restituzione sono a suo carico;

le spese eccedenti la conservazione e i miglioramenti sono rimborsabili per i possessori in buona e mala

fede.

Il possessore in buona fede ha diritto alla ritenzione del bene fino a rimborso ultimato o nella sua misura.

Possesso vale titolo è la situazione in cui l'ordinamento tutela il possessore in buona fede di bene mobile anziché il

proprietario (alienazioni a non domino di cose mobili cioè per le vendite da chi non è proprietario della cosa) [Art 1151

codice civile]; affinché il possesso si traduca in titolo occorre:

• che l'acquirente possa vantare un titolo per il suo possesso;

• che l'acquirente abbia già acquistato il possesso della cosa e non solo il titolo;

• che l'acquirente sia in buona fede al momento della consegna della cosa e cioè che a momento dell’alienazione

ignorava la non titolarità dell’alienante che è presunta e difficilmente indagabile. Se

Per le universalità di mobili e i mobili registrati non basta la buona fede ma occorre che la titolarità sia certificata.

taluno con successivi contratti aliena a più persone lo stesso bene mobile, quella che ne ha acquistato il titolo in

buona fede è preferita alle altre.

L’azione possessoria può essere fatta valere da chiunque abbia subito una spogliazione del possesso con violenza, anche

da parte del proprietario; le azioni petitorie possono invece essere fatte valere solo da chi vanti un titolo regolare

Azione di reintegrazione o di spoglio: azione del possessore che abbia subito uno spoglio violento o clandestino anche

se non possa vantare un titolo di possesso[Art. 1168 codice civile]. L'azione di reintegrazione è soggetta al termine di

decadenza di un anno dallo spoglio nel caso sia stato violento o dalla sua scoperta se clandestino.

Azione di manutenzione è l’azione del possessore di un immobile, di un'universalità di immobili o di un diritto reale su

di un immobile per far cessare le molestie o le turbative nei confronti del suo possesso che deve durare da almeno un

anno ininterrotto[Art. 1170 codice civile]. L'azione di manutenzione è soggetta al termine di decadenza di un anno.

Azione di nuova opera: spetta al proprietario, al titolare di un diritto reale di godimento o al possessore che abbia

ragione di temere che una nuova opera arrechi danno alla cosa oggetto del suo diritto. Occorre che la nuova opera sia

iniziata da meno di un anno e non terminata.

Denunzia di danno temuto: spetta al proprietario, al titolare di un diritto reale di godimento o al possessore nel caso in

cui vi sia pericolo di danno grave ed imminente derivante da cosa preesistente.

L'USUCAPIONE

L'usucapione è definita come l'acquisto della proprietà a titolo originario e dei diritti reali di godimento in virtù del

possesso protratto per un certo periodo di tempo e di altri requisiti [Art. 1158 codice civile]. Può essere vista come

l’opposto della prescrizione perché fa nascere un diritto in base al tempo.

Requisiti dell'usucapione:

• il possesso non deve essere vizioso (se il possesso è acquistato in modo violento o clandestino il computo del tempo

inizia dal momento in cui il vizio è cessato) [Art. 1163 codice civile];

• il possesso non deve subire interruzioni; l'interruzione naturale dell'usucapione deve essere di oltre un anno [Art.

1167 codice civile].

Nell'usucapione ordinaria ventennale per gli immobili non si applicano né le cause di sospensione [Art 2942 codice

civile] né l'impedimento derivante da condizione o termine [Art 1166 codice civile].

Durata dell'usucapione:

• usucapione ordinaria: venti anni se il possesso è in cattiva fede, dieci se il possesso è caratterizzato da buona fede;

• usucapione breve: dieci anni per gli immobili e tre per i mobili registrati.

Requisiti ulteriori per l'usucapione breve:

Bezhani Esla vietata la vendita Pagina 43

• la buona fede;

• un titolo di trasferimento a non domino;

• la trascrizione del titolo che determina l’inizio del tempo per l’usucapione.

Bezhani Esla vietata la vendita Pagina 44

DIRITTI RELATIVI

I caratteri essenziali sono:

• →

relatività il diritto può essere fatto valere solo nei confronti di una persona, del debitore;

• →

mediatezza il soddisfacimento del diritto necessita della cooperazione.

I diritti relativi si identificano con il diritto di credito nel rapporto obbligatorio in cui l’obbligato risponde con la totalità

dei suoi beni presenti e futuri.

L'obbligazione

L’obbligazione naturale è quella di un dovere morale o sociale in cui il debitore non è obbligato giuridicamente (il debito

di gioco e l’obbligazione fiduciaria) e non ha diritto alla ripetizione. L’obbligazione contrattuale è invece civile: essa può

essere fatta valere in giudizio in maniera coercitiva.

Un'obbligazione consiste nel rapporto tra due parti in cui una di esse si obbliga (assume il dovere giuridico) di

eseguire una determinata prestazione a favore dell'altra. Fonti dell'obbligazione possono essere il contratto, l'atto

illecito e qualsiasi altro atto idoneo a produrla secondo l'ordinamento [Art. 1173 codice civile].

I soggetti dell'obbligazione sono almeno due:

• creditore o soggetto attivo;

• debitore o soggetto passivo.

Nel caso in cui vi siano più soggetti passivi l'obbligazione può essere:

• parziaria: se il creditore può pretendere da ogni debitore unicamente la sua parte;

• solidale: se il creditore può pretendere l'intera prestazione da ogni debitore; l'adempimento di uno tra i debitori

regresso.

libera gli altri dall'obbligazione e gli da diritto a porre in essere l’azione di Questa caratteristica rafforza il

vincolo e si presume a meno che non sia dichiarato diversamente. La remissione a favore di un debitore li libera tutti

salvo diversa disposizione. Dal lato attivo se uno dei creditori riceve l’adempimento per tutti i crediti si considerano

soddisfatti tutti i creditori.

• L’obbligazione indivisibile è quella che riguarda un credito indivisibile (un cavallo) e viene disciplinata come la

solidale con vincoli di indivisibilità.

Prestazione: viene così definito il comportamento dovuto o il risultato del comportamento; la prestazione può

consistere in un dare, in un fare o in un non fare. Una prestazione può essere:

• fungibile: se per il creditore è irrilevante chi gli procura il risultato del diritto;

• infungibile: se sono rilevanti le qualità personali dell'obbligato.

La prestazione dovuta deve avere carattere patrimoniale, deve cioè essere suscettibile di valutazione economica [Art

1174 codice civile].

Affinché un'obbligazione sia validamente assunta occorre che la prestazione sia:

• possibile;

• lecita;

• determinata o determinabile.

L’oggetto può essere determinato da un arbitratore, e le parti possono ricorrere al giudice quando la determinazione sia

iniqua, erronea o non fatta.

Oggetto dell'obbligazione consiste nella prestazione dovuta o (nelle obbligazioni di dare) nel bene materiale dovuto. In

relazione al bene dovuto le obbligazioni di dare si classificano in:

• generiche quando il bene non è determinato ma appartiene ad un genere;

• specifiche quando il bene è fisicamente determinato.

L’obbligazione è pecuniaria se l’obbligazione ha per oggetto il dare una somma in danaro che deve avere corso legale

a termine

nello Stato e nel momento; è se va adempiuta dopo un certo intervallo di tempo dal momento in cui è sorta;

vale il principio nominalistico ovvero non si tiene conto della svalutazione, tuttavia si possono stabilire interessi:

legali, attualmente al 2.5%

convenzionale, decisi tra le parti

moratori quando ci sia un ritardo nell’adempimento; se non fissati sono quelli legali

usurari se > 50% del tasso interbancario: SI CONSIDERA TALE CLAUSULA NULLA

gli interessi non possono capitalizzare se non scaduti da sei mesi.

Per le obbligazioni che devono essere liquidate si considera il valore reale della moneta.

Obbligazione alternativa: obbligazione che prevede due o più prestazioni ed in cui il debitore si libera eseguendone una

sola che salvo diversa pattuizione viene scelta dal debitore[Art. 1285 - 1291 codice civile] Un'obbligazione che prevede

una sola prestazione si dice semplice.

Obbligazione facoltativa: obbligazione semplice in cui il debitore si può liberare prestando altra cosa.

Bezhani Esla vietata la vendita Pagina 45

Obbligazione accessoria: obbligazione che ha fondamento in altro rapporto giuridico e vi rimane connessa in modo da

dipendere da quest'ultimo.

Modificazioni del lato attivo del rapporto obbligatorio

Cessione del credito: indica il contratto mediante il quale il creditore (cedente) pattuisce con un terzo (cessionario) il

trasferimento del suo diritto verso il debitore (ceduto); la cessione del credito indica anche lo stesso trasferimento del

credito; l'obbligazione resta inalterata a seguito della cessione [Art. 1260 codice civile].

Il contratto di cessione può avere per oggetto qualsiasi credito purché non abbia carattere personale, non sia vietato dalla

legge o non sia stato diversamente pattuito nell'obbligazione; con la cessione si cedono anche tutte le garanzie accessorie.

Non è necessario il consenso del debitore al quale peraltro la cessione dovrà essere notificata; in mancanza della notifica

la cessione non ha effetto nei confronti del debitore [Art 1264 codice civile].

Il creditore può opporre al cessionario le stesse eccezione che avrebbe potuto opporre al cedente ed è questo il

carattere fondamentale che distingue la cessione dalla girata della cambiale.

Qualora il credito sia stato oggetto di più cessioni a diverse persone prevale quella per prima notificata al debitore [Art.

1265 cod. civ].

Se la cessione è a titolo oneroso il cedente è tenuto a garantire al cessionario l'esistenza del credito, non il suo

adempimento [Art. 1266 codice civile], tuttavia con apposito patto il cedente può garantire la solvibilità stessa.

La cessione può avvenire:

• cessione pro solvendo: quando il cedente si libera solo dopo l'adempimento del debitore nei confronti del

cessionario. Qualora il debitore non adempia il cedente dovrà restituire al cessionario quanto ricevuto come

corrispettivo della cessione, oltre agli interessi, alle spese della cessione ed alle spese sostenute dal cessionario per

sollecitare il debitore [Art. 1267 codice civile]. Nella cessione pro solvendo i principi dell’art. 1266 vengono derogati

dalle parti.

• cessione pro soluto: quando il cessionario si fa carico del rischio di inadempienza del debitore; il cedente è

immediatamente liberato.

In ogni caso il cedente è obbligato a consegnare i documenti probatori del credito che si trovano in suo possesso.

Contratto di factoring: contratto mediante il quale un'impresa specializzata (factor) si assume l'impegno di gestire tutti o

parte dei crediti di un'altra impresa dietro pagamento di una commissione. Non è necessario che i crediti vengano ceduti

al factor; il factor generalmente svolge la funzione di finanziatore fornendo anticipi sui crediti. Il factor può essere una

banca o un intermediario finanziario e salvo specificazione i contratti sono pro solvendo.

delegazione attiva

Nel caso di il cedente il cessionario ed il debitore si mettono d’accordo sul fatto che il credito vada

pagato al cessionario; l’unica differenza con la cessione è che qui partecipa attivamente anche il debitore. Il pagamento

con surrogazione si ha con la sostituzione del creditore con un'altra persona all'atto del pagamento. A differenza della

cessione del credito la surrogazione presuppone che l'obbligazione sia adempiuta, è il caso del mutuo [Art. 1201 - 1205

codice civile].

Modificazioni del lato passivo del rapporto obbligatorio

La sostituzione del debitore non è possibile senza l’espressa volontà del creditore.

La delegazione: figura in cui un soggetto (delegante) ordina o invita un altro soggetto (delegato) ad eseguire (delegatio

solvendi) o a promettere di eseguire (delegatio promittendi) un determinato pagamento a favore di un terzo soggetto

(delegatario). L'operazione necessita della cooperazione di tutti e tre i soggetti. Distinguiamo inoltre:

• delegatio solvendi: il delegante invita il delegato ad effettuare un determinato pagamento a favore del delegatario;

il delegato non è tenuto ad accettare; nell'ipotesi in cui il delegato sia debitore verso il delegante questo può sempre

rifiutare l'incarico ma nel caso in cui lo accetti la prestazione eseguita vale contemporaneamente come effettuata dal

delegante verso il delegatario (e come effettuata dal delegato verso il delegante per i rapporti tra questi)[Art. 1269

codice civile]; questo è lo schema dell’assegno bancario. Nel caso di indebito, il diritto di pretendere la restituzione

spetta sempre al delegante.

• delegatio promittendi: il delegante invita il delegato ad assumere l'obbligo di effettuare un pagamento determinato

nei confronti del delegatario; la delegazione non libera il delegante che resta obbligato insieme al delegato

(delegazione cumulativa) , tuttavia il delegatario deve prima pretendere il pagamento dal delegato e poi dal

delegante[Art. 1268 codice civile]; le garanzie del delegante vengono annullate salvo diversa specificazione; solo il

delegatario con espressa dichiarazione può liberare il delegante (delegazione liberatoria); il delegante può revocare

la delegazione fin quando il delegato non abbia adempiuto.

Bezhani Esla vietata la vendita Pagina 46

L'espromissione: contratto mediante il quale un creditore ed un terzo convengono che quest'ultimo si assuma il debito

di un altro [Art 1272 codice civile]. L'azione del terzo è spontanea e può avvenire senza il consenso del debitore.

L'espromissione può essere:

• cumulativa quando l'obbligo del terzo non libera il debitore originario, che resta debitore insieme al terzo stesso;

• liberatoria quando a seguito del contratto il debitore originario viene liberato.

Il terzo può opporre le eccezioni che poteva opporre il primo debitore.

L'accollo: contratto tra il debitore (accollato) ed un terzo (accollante) mediante il quale quest'ultimo si assume l'onere di

provvedere al pagamento del creditore (accollatario); ciò di regola avviene nell’acquisto di immobili gravati da ipoteca.

Esistono due specie di accollo:

• accollo semplice o interno in cui l'accollante assume un impegno unicamente nei confronti dell'accollato; il creditore

non vanta alcun diritto nei confronti dell'accollante, quindi in caso di inadempimento risponderà l'accollato e

l'accollante sarà responsabile solo nei confronti dell'accollato; l'accollo interno non è contemplato dalla legge;

• accollo esterno in cui il creditore può aderire mediante suo atto unilaterale all'accordo tra accollato ed accollante; se

ciò avviene l'accollante diviene responsabile dell'adempimento; l'accollato viene liberato solo se espressamente

previsto dal contratto (accollo liberatorio), altrimenti è obbligato in solido coll'accollante (accollo cumulativo) [Art.

1273 codice civile].

Estinzione dell'obbligazione

L’adempimento è la realizzazione esatta della prestazione dovuta, cioè conforme all’obbligo assunto. L'adempimento

porta l'obbligazione alla sua fine naturale.

Il creditore può legittimamente rifiutare l'adempimento di un terzo solo nel caso in cui l'obbligazione sia infungibile o se

il debitore ha precedentemente comunicato la sua opposizione a un pagamento fatto da terzi[Art. 1180 codice civile].

Il creditore può accettare che il debitore si liberi con una prestazione diversa dall'esatto adempimento; qualora il debitore

non esegua la prestazione concordata il creditore può esigere il pagamento di quanto dovuto dall'obbligazione [Art. 1197

codice civile].

Il creditore può rifiutare un pagamento parziale anche se la prestazione è divisibile; si noti invece che nel rapporto

cambiario vale l’opposto. il destinatario

Affinché l’adempimento sia regolare si ha bisogno che: colui che riceve la prestazione sia

dell’obbligazione o chi indicato dal creditore e che questi sia legalmente capace; il debitore si libera anche se paga in

il luogo

buona fede chi appariva il creditore. A meno che diversamente specificato, dell’adempimento deve essere:

generalmente quello dove è sorta l’obbligazione, della consegna della cosa deve essere dove si trovava, del pagamento è

Il tempo

a casa del creditore o a casa del debitore. o il momento deve essere quello stabilito o se non pattuito si considera

scaduto

immediatamente esigibile. Il credito si considera e il creditore può agire in giudizio se il debitore non paga nel

termine convenuto.

Nel pagamento in contante è stato posto un limite in ventimilioni di lire, e per i movimenti maggiori bisogna servirsi di

banche che devono registrare i movimenti più grandi.

Nel caso che il creditore vanti più debiti dallo stesso debitore, questi pagando può dire quale intende saldare; in caso

contrario si intende quello scaduto e tra più scaduti quello meno garantito e poi quello più antico.

Allorquando il creditore, senza legittimo motivo, rifiuta di ricevere il pagamento offertogli dal debitore, oppure omette

mora del creditore

di compiere gli atti preparatori al compimento della prestazione, si realizza la figura della [Art. 1206

codice civile]; effetti della mora del creditore sono:

• rischio a suo carico che la prestazione divenga impossibile;

• onere al risarcimento dei danni provocati dal suo comportamento al debitore (oltre al rimborso delle spese di

custodia e di conservazione della cosa dovuta).

• Gli interesso moratori del debitore non si calcolano

Affinché si abbia mora del creditore è necessario che il debitore faccia un offerta solenne al creditore, cioè presentata da

pubblico ufficiale; quando l'offerta non è solenne non ci sarà mora del creditore ma non si realizzerà neppure la mora del

debitore [Art. 1220 codice civile].

Morte del debitore nel caso in cui la prestazione dovuta sia infungibile.

Compensazione: si realizza quando due soggetti sono tra loro contemporaneamente creditore e debitore relativamente a

due diversi rapporti obbligatori: se sussistono determinate condizioni previste dall'ordinamento i due rapporti possono

estinguersi totalmente o parzialmente senza ricorso ai rispettivi adempimenti. La compensazione può essere:

• legale: richiede l'omogeneità delle prestazioni, la liquidità e l'esigibilità dei crediti [Art. 1243 codice civile]; per

effetto della compensazione legale i debiti si estinguono in maniera retroattiva dal momento della loro coesistenza;

deve essere fatta riconoscere dal giudice.

Bezhani Esla vietata la vendita Pagina 47

• giudiziale: compensazione di un credito (anche non liquido, purché di facile liquidazione) ed esigibile, invocato in

giudizio, con un altro, di medesime caratteristiche, opposto nel giudizio stesso al primo credito [Art. 1243 codice

civile]; la compensazione giudiziale è applicata dal giudice;

• volontaria: avviene per specifico contratto tra le parti [Art. 1252 codice civile], che possono riservarsi di derogare le

condizioni necessarie alla compensazione legale o giudiziale; la compensazione facoltativa permette la realizzazione

con l’accordo della parte a cui ancora non è scaduto il debito.

Confusione: l'obbligazione si estingue per confusione quando un unico soggetto si trova nella condizione di creditore e

di debitore relativamente alla stessa obbligazione [Art. 1253 codice civile].

Novazione: contratto con cui i soggetti di un rapporto obbligatorio sostituiscono un nuovo rapporto a quello originario.

La novazione può essere:

• soggettiva qualora nel nuovo rapporto venga sostituita la figura del debitore [Art. 1235 codice civile]; alla novazione

soggettiva si applicano le norme riguardanti la delegazione, l'espromissione e l'accollo;

• oggettiva qualora nel nuovo contratto venga modificato l'oggetto [Art. 1230 codice civile]; elementi caratterizzanti la

novazione oggettiva sono la modificazione dell'oggetto (elemento oggettivo) e la volontà di estinguere la precedente

obbligazione (elemento soggettivo).

Remissione rinunzia del creditore al credito [Art. 1236 codice civile]; la remissione è un negozio unilaterale recettizio; il

debitore può dichiarare di non voler approfittare della remissione; la remissione può essere espressa o tacita (per

consegna del titolo all'obbligato); il pactum de non petendo è un atto in cui il creditore si impegna a non chiedere il

pagamento fino ad un certo periodo.

Impossibilità sopravvenuta: estingue l'obbligazione nel caso in cui questa sia divenuta impossibile non per colpa del

debitore [Art. 1256 codice civile]; in tal caso il debitore deve consegnare ciò che a ricevuto a titolo di risarcimento dal

terzo.

L'inadempimento

La figura dell'inadempimento si realizza quando il debitore non esegue l'esatta prestazione dovuta. L'inadempimento

può essere imputabile al debitore (in questo caso si parla di responsabilità contrattuale del debitore) oppure a cause non

dipendenti da lui (in tal caso il debitore ha l'onere di provare che l'impossibilità della prestazione non era a lui

imputabile) [Art. 1218 codice civile].

L'inadempimento può consistere in:

• adempimento inesatto quando la prestazione viene eseguita ma differisce quantitativamente o qualitativamente da

quella pattuita;

• inadempimento relativo quando la prestazione non è ancora stata eseguita ma sussistono ancora le condizioni

affinché si realizzi sebbene in ritardo; in tal caso il debitore è tenuto, oltre all'adempimento della prestazione

stabilita, al risarcimento dei danni recati al creditore a causa del suo ritardo;

• inadempimento assoluto quando la prestazione non è stata ancora compiuta e sono venuti a cadere i presupposti

affinché questa si realizzi (ad es. è troppo tardi); in questo caso la prestazione del creditore si trasforma nel

risarcimento danni.

La mora del debitore consiste nel ritardo (inadempimento relativo) del debitore nell'eseguire la prestazione dovuta , ma

può essere evitata se questi riesce a provare che la colpa non è sua.. La mora del debitore può essere:

• ex re automatica

ovvero quando non è necessario un atto di Costituzione in mora del debitore, la mora scatta

automaticamente per il solo fatto del ritardo [Art. 1219 codice civile]; la mora ex re si verifica quando:

• l'obbligazione deriva da fatto illecito perché la lesione del diritto altrui esige una pronta riparazione;

• il debitore dichiara per iscritto di non voler adempiere;

• quando è scaduto il termine se la prestazione doveva avvenire al domicilio del creditore.

• ex persona quando il creditore richiede per iscritto l'adempimento mediante atto di Costituzione in mora.

Se l'obbligazione consiste in un non fare qualora non sia rispettata si ha inadempimento assoluto, non ha senso quindi

parlare di ritardo e di mora.

Gli effetti della mora sono:

• risarcimento dei danni relativi al ritardo;

• passaggio del rischio ovvero qualora la prestazione sia divenuta impossibile mentre il debitore è in mora, anche se

per cause non a lui imputabili, egli è obbligato al risarcimento dei danni subiti come se l'impossibilità della

prestazione fosse dipesa da lui [Art. 1221 codice civile]; il debitore può liberarsi dal rischi se prova che la merce

sarebbe perita anche in mano al creditore.

Bezhani Esla vietata la vendita Pagina 48

In ogni caso il risarcimento dei danni subiti deve essere pari almeno al mancato guadagno, mentre l’onere di provare i

singoli fatti lesivi spetta al creditore; la liquidazione può essere affidata al giudice. Per le obbligazioni pecuniarie la colpa

del ritardo è sempre del debitore che deve versare oltre al debito anche gli interessi pari alla misura stabilita o al tasso

legale se nulla è disposto, e tutto indipendentemente dal fatto che il creditore abbia sofferto un danno; se comunque il

danno è stato in misura superiore agli interessi e se ne riesce a dar prova si ha diritto ad averli. Il risarcimento non è

dovuto per i danni che il creditore avrebbe potuto evitare se avesse utilizzato la normale diligenza (come nel caso

dell’approvvigionamento delle scorte). Per salvaguardare i propri interessi, spesso il debitore introduce una clausola

penale in cui fissa in anticipo la misura del risarcimento per inadempimento.

I DIRITTI REALI DI GARANZIA

Se il debitore non adempie la prestazione, il creditore dopo aver fatto accertare dal giudice l’inadempimento, promuove

il processo esecutivo sui beni del debitore, facendoli espropriare secondo le norme del codice civile. Art2910

Se vi sono più creditori, tutti hanno lo stesso diritto di soddisfarsi con il ricavato della vendita dei beni del creditore (par

condicio creditorum), causa legittima di prelazione i

tuttavia la legge preferisce quelli che godono di una che sono

privilegi, il pegno e l’ipoteca. Se le cose soggette a prelazione periscono e sono assicurate, si ha surrogazione attiva, cioè

Il privilegio

l’assicurazione paga i creditori al posto del debitore. è la prelazione che la legge accorda in considerazione

della natura del credito [Art. 2745 codice civile]cioè non vengono creati dai privati e quindi non possono ricadere su beni

di terzi; i creditori assistiti da privilegio sono preferiti agli altri nella distribuzione dei proventi relativi alla vendita

forzata dei beni del debitore. I creditori non investiti da privilegio vengono detti Il privilegio speciale viene

chirografari.

costituito su tutti gli immobili.

diritti reali

La categoria dei di garanzia comprende i due istituti di pegno ed ipoteca; entrambi limitano il potere di

disposizione del proprietario, hanno carattere reale, ovvero esiste un bene a garanzia del credito, e sono opponibili a

tutti. I due istituti attribuiscono al titolare il ovvero il potere di soddisfare il proprio credito facendo

diritto di sequela,

espropriare il bene e facendolo vendere all’incanto.

E’ comunque vietato il ovvero la facoltà di accordarsi affinché in mancanza di pagamento il creditore

patto commissorio,

entri nella proprietà della cosa; con la vendita agli incanti il debitore potrà vedere vendute le sue cose ad un prezzo

migliore

Il pegno che il creditore può acquistare come

è il diritto reale su cosa mobile di proprietà del debitore o di un terzo

oggetto

garanzia del suo credito [Art. 2784 codice civile]. Sono del pegno i beni mobili, universalità di mobili ed altri

costituzione

diritti aventi per oggetto cose mobili, sono vietati u subpegni; La del pegno avviene mediante atto scritto in

data certa e contenente una specificazione del pegno al quale sequela consegna della cosa al creditore o ad un terzo

designato dalle parti che ne assume la custodia; è quindi necessario che il debitore sia in possesso del bene [Art. 2786

codice civile]; se il debito eccede le lire cinquemila è richiesta la forma scritta [Art. 2787 codice civile]

Effetti del pegno :

• il creditore ha il diritto di trattenere la cosa ma ha altresì l’onere di custodirla [Art. 2790 codice civile]; se questo

perde il possesso della cosa può effettuare l’azione di rivendicazione e l’azione di spoglio [Art. 2789 codice civile];

• il pegno ha pura funzione di garanzia e il creditore ha solo il diritto di trattenere la cosa, non può quindi usarla o

disporne [Art. 2792 codice civile]; qualora il creditore usi la cosa o ne disponga il costituente può chiedere il

sequestro della cosa stessa [Art. 2792 codice civile]; al pagamento del debito il bene deve essere restituito;

• il creditore, previa intimazione al debitore, può chiedere che la cosa venga venduta al pubblico incanto o da privati

autorizzati e soddisfarsi sul ricavato [Art. 2796 codice civile]; il creditore può fare richiesta al giudice affinché i bene

gli sia assegnato

Nel pegno irregolare i beni fungibili che vengono dati in pegno passano direttamente nelle mani del creditore che ne

dispone e in caso di insolvenza non restituisce.

L’ipoteca è il diritto reale di garanzia che attribuisce al titolare il potere di far espropriare la cosa su cui tale diritto è

costituito e di soddisfare il proprio credito con preferenza sul prezzo ricavato dall’espropriazione [art. 2808 codice

civile].

L’ipoteca è soggetta ad un regime di pubblicità di carattere costitutivo; la convenzione tra le parti attribuisce il diritto ad

viene posta in essere dall’iscrizione nei pubblici registri.

ottenere l’ipoteca, ma questa

Oggetto dell’ipoteca sono i beni immobili ( e i diritti su questi: usufrutto, abitazione..) con le loro pertinenze escluse le

servitù, i mobili registrati e le rendite dello Stato [art. 2810 codice civile]. L’ipoteca sulla nuda proprietà si estende a tutta

la proprietà.

Bezhani Esla vietata la vendita Pagina 49

L’ipoteca può essere :

• legale quando è iscritta in forza di una norma di legge ed è attribuita a particolari creditori a causa di un debito

meritevole di una particolare tutela; spetta a:

l’alienante sugli immobili alienati

ai coeredi ai soci per il pagamento dei conguagli

Tali ipoteche sono iscritte di ufficio dal conservatore dei registri immobiliari se gli viene presentato l’atto di

alienazione, salvo rinuncia dell’alienante; tali ipoteche derogando allo scopo pubblicitario della stessa prevalgono

sulle ipoteche successivamente iscritte dall’acquirente divento alienante

• giudiziale quando la sua iscrizione è dovuta ad una sentenza esecutiva e non di mero accertamento; la sentenza

produce il diritto all’ipoteca che verrà poi messa in essere con l’iscrizione automatica presentando al conservatore

una copia della sentenza;

• volontaria quando la sua iscrizione è conseguenza di un atto di volontà del debitore o di un terzo datore d’ipoteca.

L’ipoteca volontaria può essere iscritta sia in base ad un contratto o anche in base a dichiarazione unilaterale del

concedente con esclusione del testamento; è richiesta la forma ad substantiam; l’atto deve contenere tutte le indicazioni

idonee ad individuare l’immobile su cui si concede l’ipoteca [art. 2826 codice civile]; deve essere registrata dal

proprietario; nel caso di ipoteca su bene altrui chi l’ha concessa è tenuto a procurarne al debitore la proprietà, tuttavia il

primo deve contenere il bene nel suo patrimonio.

Il grado dell’ipoteca è stabilito dalla data di iscrizione e non dalla data dell’atto sottostante e determina l’ordine di

preferenza tra le varie ipoteche. E’ consentito lo scambio del grado tra i creditori ipotecari nel caso in cui questi abbiano

gradi successivi. Se il negozio costitutivo dell’ipoteca è nullo è nulla anche l’iscrizione.

La pubblicità si attua mediante iscrizione, annotazione, rinnovazione e cancellazione: per l’iscrizione si ha bisogno della

l’annotazione

scrittura privata autenticata o accertata giudizialmente; serve a rendere pubblico il trasferimento

la rinnovazione

dell’ipoteca a favore di un’altra persona. Ha efficacia costitutiva; serve ad evitare l’estinzione

dell’iscrizione, deve eseguirsi prima del decorso dei venti anni dalla data dell’iscrizione. Trascorsi i venti anni senza che

la cancellazione

avvenga la rinnovazione si perde il grado dell’ipoteca, non il diritto a questa; estingue l’ipoteca [art.

2882 codice civile ] quando il credito è estinto o il creditore vi rinunzia; se il credito cade in prescrizione si può richiedere

la cancellazione.

L’ipoteca data la natura di diritto reale ha efficacia anche nei confronti di chi acquista l’immobile dopo l’iscrizione.

Il terso datore di ipoteca non gode nemmeno del beneficio excussionis, cioè non può chiedere che prima siano

espropriati i beni del debitore (l’unica cosa che può fare è chiedere a questo i danni)

Conservazione della garanzia patrimoniale

Azione surrogatoria è l’azione che può compiere il creditore qualora il suo debitore trascuri di compiere gli atti volti a

tutelare il suo patrimonio ( diritti di usucapione, riscossione crediti….) [art. 2900 codice civile]. Affinché si possa ricorrere

ad un’azione surrogatoria è necessario :

• che vi sia l’inerzia del debitore;

• che l’inerzia provochi una situazione di incapienza del debitore.

• Che il diritto sia patrimoniale;

Quando si verificano i suddetti presupposti al creditore è consentito di surrogarsi al suo debitore per l’esercizio dei

diritti di quest’ultimo, tuttavia questi agisce non solo per se ma in nomine debitoris e conseguentemente a favore di tutti

i creditori.

Azione revocatoria è l’azione spettante al creditore nel caso in cui il suo debitore compia degli atti che rendono il suo

patrimonio insufficiente a prestare garanzia del debito [art. 2901 codice civile]. Presupposti per esperire un’azione

revocatoria sono :

• un atto di disposizione del debitore, vendita, cessione crediti, donazione…;

• renda il patrimonio del debitore insufficiente

che l’atto di cui sopra a garantire il debito;

• la consapevolezza del debitore del pregiudizio da lui arrecato al suo creditore. Il creditore che agisce in revocatoria

ha l’onere di provare questa consapevolezza.

Non è necessario che l’atto compiuto dal debitore diminuisca il suo patrimonio, è sufficiente che diminuisca le garanzie

che questo può portare (vendita di un immobile).

L’azione revocatoria non rende nullo l’atto, ma consente al creditore di esperire contro i terzi acquirenti le stesse azioni

esecutive e conservative che avrebbe potuto compiere nei confronti del suo debitore. Se il terzo acquirente è in buona

fede la legge lo tutela, mentre se è i mala fede o a titolo gratuito il bene rientra in possesso del debitore principale.

L’azione revocatorio può essere fatta solo per gli atti di alienazione compiuti dopo la nascita del debito con lo scopo di

Bezhani Esla vietata la vendita Pagina 50

frodare i debitori; nel negozio simulato non occorre dimostrare il pregiudizio presente ma basta anche uno ipotetico ed

eventuale.

L’azione revocatoria si prescrive in dieci anni.

Sequestro conservativo è una misura che può essere chiesta al giudice dal creditore che ha fondato timore di perdere le

garanzie del proprio credito [art. 2905 codice civile]. In questo modo il bene diventa indisponibile per il debitore.

Diritto di ritenzione: diritto attribuito al creditore di rifiutare la consegna di una cosa di proprietà del debitore, fino a

quando il debitore non adempie l’obbligazione connessa con la cosa stessa. Il diritto di ritenzione si può far valere solo

nei casi espressamente previsti dall’ordinamento.

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flaviael

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DESCRIZIONE APPUNTO

Riassunto per l'esame di Diritto Privato, basato su appunti personali e studio autonomo del testo consigliato dal docente Manuale di Diritto Privato, Torrente. Nello specifico gli argomenti trattati sono i seguenti: l’ordinamento giuridico, la norma giuridica, il diritto positivo e il diritto naturale, la fattispecie, la sanzione.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in Giurisprudenza
SSD:
Università: Bari - Uniba
A.A.: 2010-2011

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher flaviael di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto privato e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Bari - Uniba o del prof Lezza Angela.

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