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Momenti del negozio condizionato

Durante la pendenza della condizione l’avvenimento non si è ancora verificato ma può ancora verificarsi; questa

situazione da luogo ad un’aspettativa; la legge riconosce alla parte interessata di compiere atti conservativi, chiedere il

sequestro conservativo; è data anche la facoltà di alienare il diritto ma questo risulta sempre sottoposto alla condizione

della condizione

originaria. Nell’avveramento la condizione si è verificata o non può più verificarsi; gli effetti del

negozio retroagiscono al momento della stipula con esclusione degli atti compiuti per la conservazione; anche i frutti

rimangono a chi disponeva del diritto prima del verificarsi della condizione.

Il termine è l’avvenimento futuro e certo dal quale o fino al quale debbono prodursi gli effetti del negozio. Il termine è

certo per il suo verificarsi, può essere però incerta la data in cui questo si verificherà. Alla scadenza del termine si

verificano gli effetti del negozio, ma questi non retroagiscono al momento della conclusione del negozio stesso.

Il modo è la clausola accessoria che si appone ad una liberalità allo scopo di limitarla; può consistere in un obbligo di

dare, di fare o di non fare. Il modo non sospende l’efficacia del negozio. Il modo può essere apposto solo nei negozi a

titolo gratuito. Non deve considerarsi modo la semplice raccomandazione, il desiderio o la preghiera. Il modo

impossibile o illecito si ha per non apposto a meno che non risulti l’unico motivo determinante del negozio.

L’adempimento dell’obbligo giuridico nascente dal modo può essere chiesto da ogni interessato, e in caso di

inadempimento dell’obbligo può essere pronunciata dal giudice la risoluzione del contratto. [art. 648 codice civile].

Qualsiasi negozio giuridico può necessitare di interpretazione rivolta appunto a determinare il significato giuridico

rilevante della dichiarazione negoziale. Possiamo avere interpretazione soggettiva e oggettiva; l’interprete deve ricercare

il risultato perseguito dal compimento dell’atto e non estrarre solo il senso letterale delle parole. Si parla di comunione

delle parti quando ci si riferisce al senso che entrambe attribuivano all’accordo; si deve tenere conto delle trattative

precontrattuali. Negli atti unilaterali si tiene conto della buona fede dell’artefice del negozio. Il principio della

conservazione del negozio dice che questo deve essere interpretato in maniera che abbia un senso piuttosto che in modo

da non avere effetti. Inoltre valgono:

gli usi interpretativi, tipici del luogo dove è stato stipulato il contratto

le espressioni dubbie devono essere intese nel modo più conveniente alla nature del contratto

le clausole dubbie si interpretano contro chi ha disposto il contratto

infine quando tutti i metodi si siano dimostrati inefficienti il contratto deve essere interpretato nel modo meno gravoso

per l’obbligato.

Effetti del negozio giuridico

Rispetto alle parti il negozio giuridico ha forza di legge [art. 1372 codice civile], cioè gli effetti sono vincolanti..

Rispetto ai terzi non può ne danneggiare ne giovare direttamente al terzo estraneo [art. 1372 codice civile], e infatti

anche i negozi che determinano giovamento a terzi sono soggetti a ad accettazione di questi. Un negozio in nome di terzi

deve essere accettato pena il trasferimento dell’obbligazione sulla parte che lo ha stipulato. Un negozio giuridico può

comunque produrre effetti indiretti rispetto ai terzi estranei.

Il negozio giuridico ad effetti reali ha per oggetto la trasmissione o la costituzione di un diritto reale o il trasferimento

di un altro diritto.

Il negozio giuridico ad effetti obbligatori da luogo alla nascita di un rapporto obbligatorio.

INVALIDITÀ ED INEFFICACIA DEL NEGOZIO GIURIDICO

Invalidità del negozio giuridico: il negozio è viziato, difettoso o malato in seguito all’inosservanza dei limiti stabiliti

dall’ordinamento. Si parla di inesistenza quando un deficienza grave non permette il riconoscimento del negozio.

L’invalidità può assumere i due aspetti della nullità e dell’annullabilità.

La nullità: un atto si dice nullo quando è invalido e non è idoneo a realizzare i suoi effetti tipici. In ogni caso la nullità

deve essere fatta valere dalle parti interessate altrimenti il negozio seppur nullo rimane efficace. Cause di nullità sono :

• specifico richiamo contenuto in una norma di legge [art. 1418 codice civile];

• mancanza di uno dei requisiti essenziali del negozio [art. 1350 codice civile] come ad esempio la forma, l’oggetto o il

contenuto;

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• l’essere contrario a norme imperative [art. 1418 codice civile].

La nullità può essere :

• →

totale quando il vizio che la determina investe l’intero negozio;

• →

parziale se il vizio investe solo alcune clausole del negozio; in questo caso l’intero negozio è nullo se la parte

viziata doveva considerarsi essenziale [art. 1419 codice civile]; per le clausole sostituite da norme di legge

continuano a valere i contratti originari con le clausole nuove..

L’azione di nullità è azione giudiziale che mira al riconoscimento della nullità del negozio; le caratteristiche sono :

• imprescrittibilità;

• il negozio nullo è insanabile e non può essere convalidato;

• impossibilità di un accordo tra le parti che deroghi al principio di imprescrittibilità;

• l’azione di annullamento è di mero accertamento; il negozio era nullo anche prima della dichiarazione di nullità

quindi la situazione giuridica non viene modificata perché inesistente già prima dell’accertamento;

• è legittimato attivamente al riconoscimento della nullità chiunque ne abbia interesse( nell’annullabilità invece solo

una parte);

• la nullità di un atto può essere rilevata di ufficio cioè se il negozio viene invocato da una parte in un giudizio se ne

può dichiarare la nullità anche in assenza di domanda..

conversione del negozio nullo

Si ha quando un contratto può produrre gli effetti di un contratto diverso purché

contenga tutti i requisiti di sostanza e di forma richiesti per quest’ultimo (requisito oggettivo) ed a condizione che possa

ritenersi che le parti avrebbero accattato di stipulare quest’accordo in luogo dell’altro (requisito soggettivo) [art. 1424

codice civile]. La conversione non esige una nuova manifestazione di volontà delle parti, è l’ordinamento stesso che la

pone in essere. rinnovazione del negozio nullo

Per ottenere lo scopo del primo negozio interviene la che si verifica quando le parti si

accordano per stipulare un nuovo negozio che rimedi al vizio del negozio nullo.

IL riconoscimento di nullità per i contratti di lavoro subordinato non produce effetto.

Le società registrate per cui si ha nullità dell’atto costitutivi si considerano sciolte solo dal momento del riconoscimento.

La nullità dell’atto non è opponibile ai terzi in buona fede

L’annullabilità costituisce un’anomalia di gravità minore rispetto alla nullità; l’azione di annullabilità può essere

promossa per incapacità del soggetto, vizi della volontà, errore, violenza o dolo. Il negozio annullabile produce i suoi

effetti ma questi vengono meno se viene presentata ed accolta l’azione di annullamento. L’azione di annullamento

presenta le seguenti caratteristiche :

• l’azione di annullamento è un’azione costitutiva (mira a modificare una situazione preesistente cioè che aveva

prodotto i suoi effetti).

• legittimato attivamente è solo la parte nel cui interesse l’annullabilità è prevista dalla legge [art 1441 codice

civile](persona ingannata o minacciata…);

• l’annullabilità di un atto non può essere rilevata d’ufficio dal giudice;

• l’azione di annullamento è soggetta a prescrizione (di regola cinque anni) [art 1442 codice civile]; la prescrizione

comincia a decorrere da quando è cessata la violenza o la causa che ha dato luogo al vizio, dal giorno del

compimento della maggiore età;

• l’annullabilità è sempre sanabile o attraverso la prescrizione dell’azione di annullamento o con la convalida;

• se l’azione di annullamento viene accolta dal giudice l’annullamento ha effetto retroattivo cioè si verifica la stessa

situazione che avrebbe luogo se l’atto non si fosse mai verificato; le prestazioni effettuate devono essere restituite

(per l’incapace solo nei limiti in cui essa è rivolta a suo vantaggio); l’annullamento del primo negozio, ricade sul

secondo negozio se si tratta di vendita da parte di minore, alienazione in cui l’acquirente non è in buona fede.

La convalida è il negozio col quale la parte legittimata a proporre azione di annullamento si preclude la possibilità di far

valere il vizio. La convalida può essere espressa o tacita; espressa se contiene la menzione del negozio annullabile, del

motivo di invalidità e la dichiarazione convalidante; tacita se viene data esecuzione volontaria al negozio annullabile.

Inefficacia è l’inettitudine del negozio (valido) a produrre i suoi effetti per un fatto estraneo al negozio stesso, perché ad

esempio non si è verificata una condizione. Può essere originaria , e in tal caso è sempre transitoria, oppure successiva se

dipende dall’impugnativa di una delle parti o terzi.

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TUTELA DEI DIRITTI

La tutela del diritto è affidata al titolare solo in rari casi che vengono denominati autotutela o legittima difesa; ricordiamo

il diritto di ritenzione, la diffida ad adempiere, la difesa delle cose finché vi è violenza in atto. L’azione può essere

convenuto

promossa dall’attore nei confronti di un presso gli organi di giustizia; del pari costituisce diritto inviolabile la

possibilità di difendersi in giudizio. Il processo di cognizione mira a verificare la sussistenza di un diritto soggettivo, alla

modifica di un rapporto tra convenuto e attore e all’emanazione di un comando di tipo obbligatorio da parte del giudice;

durante questo processo si può richiedere il sequestro conservativo dei beni del convenuto per tutelare un mio diritto. Il

processo esecutivo ha la finalità di dettare le disposizioni per l’esecuzione di una obbligazione; il caso più comune è

quello in cui si chiede l’espropriazione dei beni di un debitore inadempiente. I suoi beni vengono venduti all’asta e il

pignoramento.

ricavato diviso tra i creditori; l’atto con cui si espropria un bene viene chiamato

LA PROVA DEI FATTI GIURIDICI

Nel processo le prove devono essere fornite dalle parti; il giudice le esamina per vederne prima di tutto l’ammissibilità e

la rilevanza. Il giudice valuta con sentenza la loro concludenza.

della prova

Con l’onere si intende il fatto che grava sempre su una sola delle parti l’onere di provare la consistenza di un

fatto anche se la versione della parte opposta non risulti convincente art 2697. In genere l’onere spetta a chi vuole fare

valere un proprio diritto, salvo alcuni casi in cui la buona fede è presunta; in tali casi l’onere grava su chi mette in dubbio

la buna fede.

Si considerano elementi probatori documenti, foto , testimonianze, perizie ed anche ragionamenti logici. Il giudice deve

valutare le prove secondo il suo prudente apprezzamento tranne che per il giuramento e la confessione in cui il giudice

non ha nessuna capacità discrezionale nella loro valutazione. L’atto pubblico gode di particolare fiducia che si chiama

pubblica fede.; fa piena prova cioè il giudice considera vere le cose scritte; queste possono essere negate solo con querela

di falso. L’atto privato fa prova solo contro chi lo ha sottoscritto.

testimonianza

La è la narrazione fatta al giudice da una persona estranea alla relazione e ai fatti controversi di cui il teste

abbia conoscenza. Non è ammessa per controversie su contratti di importo superiore alle 5000 lire , ma il giudice pio

derogare; è ammessa solo nel caso non sia possibile procurare una prova documentale perché indisponibili ma non per

colpa della parte art 2724. Non è ammissibile qualora debba provare un contratto che doveva essere provato per iscritto.

La stessa disciplina si applica per le obbligazioni.

forma scritta

Quando in un atto la è richiesta ab substantiam ma ciò non viene rispettato, l’atto è nullo. Tale atto quindi

deve essere provato con una forma scritta. Nel caso che la parte non l’abbia per colpa non sua la prova orale è ammessa

per provare l’esistenza del contratto nella forma richiesta ed eventualmente ricostruirne il contenuto.

probationem tantum.

Quando la forma scritta di un atto sia richiesta come prova, si parla di forma a La mancanza di

tale forma non comporta la nullità dell’atto ma l’incompatibilità della prova testimoniale; anche per questo caso sono

ammesse le eccezioni per non colpa della perdita della prova scritta.

In ogni caso la parte che intenda provare il fatto può chiedere l’interrogatorio giudiziale nella speranza di ottenere una

confessione.

In genere nel negozio nullo le parti si scambiano una controdichiarazione in cui negano il primo negozio, proprio per far

valere la nullità di questo. La simulazione può essere fatta riconoscere:

dalle parti solo con prova scritta nel caso di negozio lecito, e con testimonianza per i casi dell’art

2724

dalle parti con prova scritta , presunzioni e testimonianze per atto illecito

dai terzi, proprio perché impossibilitati di avere prova scritta, con testimonianza e presunzioni

presunzione

Per si intende ogni argomento, congettura, illazione, attraverso cui, essendo già provata una circostanza, si

giunge a provarne un’altra indirettamente. Si parla di presunzioni legali quando è la stessa legge che attribuisce valore di

prova ad un fatto.

confessione

La è la dichiarazione che la parte fa di fatti sfavorevoli a se e favorevoli all’altra, ed è una dichiarazione di

scienza. Resa in giudizio fa piena prova; può essere revocata solo per errore violenza.. essa può essere resa

spontaneamente o tramite interrogatorio dall’altra parte.

Il giuramento è un mezzo di prova di cui si può chiedere l’acquisizione nel corso di un giudizio civile.

Può essere decisorio quando viene richiesto da una delle parti per ottenere una dichiarazione dall’altra parte su di una

cosa che davvero abbia carattere decisorio; il valore è quello di prova di fatto e contro di esso non possono esser portate

ulteriori prove. Lo spergiuro può essere dichiarato solo nel processo penale; in tal caso il reo deve indennizzare la parte

lesa nel processo civile. Non è ammesso quando si tratti di diritti indisponibili, fatti illeciti o fatti per cui sia richiesta la

forma scritta ad substantiam.

È invece suppletorio quando viene richiesto dal giudice ce non convinto delle prove addotte chiede una ulteriore prova.

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DIRITTI ASSOLUTI

I DIRITTI DELLA PERSONALITÀ

La persona umana viene tutelata dall’ordinamento giuridico; prima di tutto vi sono le garanzie costituzionali della

libertà, libertà religiosa, libertà di espressione e divulgazione del pensiero. Vi sono poi gli impegni dello stato a favorire

lo sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione all’organizzazione politica, economica e sociale,

rimuovendo gli ostacoli che pregiudicano l’uguaglianza.

I caratteri essenziali dei diritti assoluti sono:

• →

immediatezza ovvero non serve mediazione per il loro soddisfacimento;

• → erga omnes.

assolutezza possono essere fatti valere

I diritti assoluti si distinguono in:

• diritti della personalità;

• diritti reali.

Diritti della personalità

I diritti della personalità sono diritti assoluti che si acquistano automaticamente con la nascita e si perdono solo con la

sono indisponibili ed intrasmissibili

morte; questi agli eredi. Non sono patrimoniali ma possono essere risarciti

patrimonialmente. I diritti della persona si esplicano in:

• individualità o identità della persona: la tutela del diritto al nome [Art. 7 codice civile] e del diritto allo

pseudonimo [Art. 9 codice civile]; ogni persona ha diritto a non vedersi disconosciuta la paternità delle proprie

azioni e a non vedersi riconosciuta quella delle azioni di altri; possiamo considerare tra questi anche il diritto al

trattamento dei dati personali;

• inviolabilità fisica della persona: sono vietati gli atti di disposizione del proprio corpo che causino una permanente

diminuzione dell'integrità fisica [Art. 5 codice civile]; la stessa costituzione Italiana tutela la salute come

fondamentale diritto dell’individuo e garantisce cure gratuite agli indigenti; nessuno può essere obbligato ad una

cura se non per disposizione di legge; come conseguenza esiste il diritto di esercitare ogni legittima difesa contro

ogni aggressione e il diritto di pretendere un risarcimento danni alla persona.

• integrità morale: diritto all'onore ed alla propria immagine [Art. 10 codice civile] protetti con sanzione per reati di

ingiuria e diffamazione; diritto alla propria immagine che non può essere utilizzata se non con autorizzazione: sono

escluse le persone note in cerimonie pubbliche.

DIRITTI REALI

I diritti reali sono imponibili verso qualsiasi terzo; di norma attribuiscono al titolare un potere di utilizzo sulla cosa salvo

le eccezioni dei diritti reali di garanzia (pegno ed ipoteca) e delle servitù negative.

tipicità,

I diritti reali cono caratterizzati dalla loro ovvero costituiscono un numero chiuso, non ve ne sono altri rispetto a

quelli elencati dal legislatore.. I diritti reali si classificano in:

• proprietà: diritto di godere e disporre in qualsiasi modo del bene proprio;

• diritti reali in re aliena: diritti su cosa altrui

I diritti reali in re aliena si classificano in:

• diritti di godimento: usufrutto, enfiteusi, uso, abitazione, superficie, servitù;

• diritti di garanzia (pegno ed ipoteca).

LA PROPRIETÀ

(categoria dei diritti reali su cosa propria.)

è riconosciuta dalla costituzione, tuttavia a differenza dello statuto albertino ne è permessa l’espropriazione da parte

dello stato quando la cosa abbia un preminente interesse generale.

La proprietà è il diritto che ha il proprietario di godere e di disporre della cosa in modo pieno ed esclusivo entro i limiti e

con l'osservanza degli obblighi dettati dall'ordinamento [Art. 832 codice civile]. Il diritto di consiste nella libertà

godere

del titolare di utilizzare o meno la cosa nell'ambito della sua destinazione. Il diritto di è il diritto del proprietario

disporre

di alienare tutta o parte della cosa. Il diritto di proprietà si caratterizza per:

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• imprescrittibilità: il diritto è imprescrittibile per il suo stesso contenuto: al proprietario è accordato il diritto di

godere per sempre;

• perpetuità: non esiste un termine di durata.

La proprietà edilizia è regolata fondamentalmente dalla Bucalossi 10/1977: tutte le costruzioni sono soggette a licenza

preventiva, rilasciata se la costruzione è conforme al piano regolatore, e che prevede un contributo per aiutare il comune

nella costruzione dei servizi essenziali. Gli abusivismi sono stati sanati con la 28/2/1985 e gli atti di disposizione di

costruzioni per le quali non sono state concesse la licenza sono nulli.

L’espropriazione: è il diritto riservato alla pubblica amministrazione per la realizzazione di opere pubbliche

(socialmente vantaggiose) di trasferire coattivamente beni di proprietà privata a favore del soggetto che dovrà

provvedere all'opera [Art. 42 Costituzione]. L'espropriazione è prevista dietro un indennizzo nella misura di serio ristoro

del danno provocato al titolare del diritto di proprietà(media del valore di mercato e il reddito domenicale diminuito del

40% se il titolare si oppone all’esproprio.

atti di emulazione,

Sono vietati gli atti che hanno l'esclusiva finalità di nuocere o arrecare molestia ad altri nel

godimento della proprietà[Art. 833 codice civile]; affinché l'atto sia vietato occorrono due elementi:

• elemento soggettivo: intenzione di arrecare danno ad altri;

• elemento oggettivo: assenza di utilità per il proprietario.

Limiti posti al diritto di proprietà: si classificano in due categorie:

• limiti posti nel pubblico interesse: la limitazione al diritto di proprietà è imposta da interessi sociali: vantaggi per la

piccola e media proprietà [Art. 44 Costituzione]; Istituzione de ministero dell'ambiente [Legge 8 Luglio 1986 n.349];

Tutela del suolo [Legge 18 Maggio 1989 n.183] distanze tra le proprietà, soggezioni sul fondo per garantire utilità

alle pubbliche amministrazioni, le servitù pubbliche , i vincolo geologici ed idrologici..

• Limiti posti nell'interesse privato: ovvero nell'interesse di coloro ai quali possa nuocere la soddisfazione del diritto

da parte di altri privati; si parla di rapporti di vicinato; tali limiti riguardano:

a) le distanze minime di tre metri tra le costruzioni e nelle piantagioni; la comunione forzosa del muro sotto il

pagamento della metà dell’opera.[art. 873 - 899 codice civile]; il diritto di luci e vedute che permettono di

costruire finestre anche sul fondo del vicino avendo riguardo del suo diritto alla privacy. [art. 900 - 907

codice civile];

c) acque private [art. 909 - 921 codice civile]modificato con 5/1/1994; ora tutte le acque sono pubbliche e sono

considerate una risorsa che è salvaguardata secondo criteri di utilità. Sono escluse le acque raccolte dalle

piogge.

d) stillicidio [art. 908 codice civile].

La proprietà si estende in verticale illimitatamente ma egli non può opporsi ad attività di terzi che si svolgano ad una

altezza tale da escludere il suo interesse. L’accesso al fondo è libero a terzi per la caccia, per riprendere una cosa, per

riparare un qualcosa. Sono vietate le immissioni immateriali(fumo, rumore, vapori) che dalla proprietà di uno vanno in

quella di un altro; ogni proprietario può opporsi se i livelli superano la normale tollerabilità (decide il giudice), a meno

che questi non derivino da attività produttiva ma sempre con limiti; al limite si ricorre ad un indennizzo.

Modi di acquisto della proprietà: l'acquisto della proprietà può avvenire:

• originario,

a titolo qualora vi sia la nascita di un diritto nuovo;

• derivativo,

a titolo se esiste una successione del diritto tra due soggetti.

Modi di acquisto a titolo originario sono:

• l'occupazione: presa di possesso di cose mobili che non sono di proprietà di alcuno; la fauna e i beni immobili

vacanti sono patrimonio indisponibile dello stato

• l'invenzione: riguarda cose smarrite e consegnate al sindaco (non rivendicate per il periodo di un anno); nel caso di

ritrovamento del proprietario spetta di diritto un premio proporzionale.

• l'accessione: quando l'acquisto del diritto di proprietà su di una cosa implica l'acquisto della proprietà su altre cose

a questa connesse;

di mobile ad immobile: piantagioni, costruzioni, materiali e mobili sul terreno di una persona; il

proprietario dei mobili ha diritto a separarli dal suolo o di ottenerne il valore o l’aumento di valore nel

fondo

immobile ad immobile: alluvioni

è il caso che s verifica nelle (unione di detriti ad un fondo in maniera

avulsioni

poco percettibile) o nelle (distacco di una parte di terreno per torrente: l’altro proprietario

isola formata nel fiume

avvantaggiato deve pagare) o (che diventa demaniale)

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mobile a mobile: mescolanza specificazione

che determina comunione; (dell’inventore con l’obbligo di

usucapione

pagare le materie prime o dei proprietari con l’obbligo di pagare il lavoro dello specificante);

• altri modi determinati caso per caso dalla legge

Azioni a difesa della proprietà

• Azione di rivendicazione: azione di colui che si afferma proprietario della cosa ma non ne ha il possesso [Art. 948

codice civile] e ne pretende la consegna dal possessore.

Legittimato attivamente è chi si sostiene proprietario ma non ha il possesso. Legittimato passivamente alla

restituzione è il detentore o il possessore.

L'attore ha l'onere di dimostrare il suo diritto [Art. 2697 codice civile] e il possessore deve restituire a sue spese.

L'azione di rivendicazione non è soggetta a prescrizione e nasce solo dal possesso del titolo di proprietario; l’azione

restituzione

di asce da contratto ed è quindi un d’obbligo per il possessore della cosa.

• L'azione negatoria: azione di accertamento data al proprietario per far cessare eventuali molestie o turbative di fatto

o di diritto (accertamento dell'inesistenza del diritto vantato da terzi) sul bene.

• L'azione di regolamento dei confini: azione di accertamento dell'estensione di proprietà contigue in cui viene già

riconosciuta la proprietà dei vicini. Ciascuna delle parti è simultaneamente attore e convenuto.

• Azione per apposizione di termini: serve per far apporre o ristabilire segni che delimitino l'estensione di domini

contigui.

I DIRITTI REALI DI GODIMENTO

Comprimono il diritto di godimento del proprietario per avvantaggiarne terzi, e sono: la superficie, enfiteusi, l’usufrutto,

l'uso, l’abitazione e la servitù prediale.

La superficie

La superficie è il diritto (attribuito al superficiario) di costruire al di sopra del suolo altrui un'opera di cui si acquista il

diritto di proprietà o il diritto stesso di proprietà di una costruzione sul suolo altrui [Art. 952 codice civile].

Nel caso in cui la costruzione già esista il diritto viene configurato come proprietà e non è quindi soggetto a prescrizione.

Nel caso in cui il diritto non è accompagnato da una costruzione esistente questo viene visto come un diritto reale su

cosa altrui ed è soggetto a prescrizione di venti anni [Art. 954 codice civile].

Il superficiario può ricostruire sul suolo.

L'enfiteusi

L'enfiteusi è il diritto (dell'enfiteuta) di godere del fondo altrui con l'obbligo di apportarvi migliorie e di pagare al

proprietario un canone periodico. Nel diritto di godimento dell'enfiteuta è compresa la facoltà di mutare la destinazione

del fondo purché non lo deteriori; sono vietate le innovazioni. All'enfiteuta spetto il dominio utile sul fondo mentre al

proprietario spetta il dominio diretto.

L'enfiteusi si estingue per non uso [Art. 970 codice civile].

L'enfiteusi può essere perpetua (caratteristica principale) o a tempo (mai inferiore ai venti anni).

l'enfiteuta può disporre del suo diritto

Il diritto di enfiteusi viene costituito mediante titolo o per usucapione, e ma vi è

divieto di subenfiteusi.

L’estinzione dell'enfiteusi si ha per:

• decorso termine (enfiteusi temporanea);

• perimento del fondo [Art. 963 codice civile];

• affrancazione;

• devoluzione;

• prescrizione estintiva [Art. 970 cod. civ] non uso del diritto dell’enfiteuta per almeno 20 anni.

Potere di affrancazione: diritto potestativo dell'enfiteuta di divenire proprietario pagando una somma corrispondente a

quindici volte il canone annuo [Art. 971 codice civile].

Diritto alla devoluzione: diritto del proprietario di riacquistare la piena proprietà della cosa subordinata o alla

condizione di mora dell'enfiteuta o alla sua violazione dell'obbligo di non deteriorare il fondo o di migliorarlo [Art. 972

codice civile]. Il diritto di affrancazione prevale di regola su quello alla devoluzione. Spettano all’enfiteuta i rimborsi per

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le migliorie apportate: per i miglioramenti (che danno maggiore produttività al fondo) c’è u rimborso, per le addizioni

diritto di ritenzione

(opere fatte sul fondo come pozzi, magazzini) si ha li ius tolendi o il diritto al rimborso. Si ha per

l’enfiteuta quando questi ha diritto a rimanere in possesso del fondo finché non abbia soddisfatto il suo credito.

L'usufrutto

L'usufrutto è il diritto (dell'usufruttuario) di godere della cosa altrui con l'obbligo di rispettarne la destinazione

economica [Art. 981 codice civile]. L'usufrutto deve avere durata temporanea o se nulla è specificato per tutta la vita

dell’usufruttuario. Il diritto restante al proprietario prende il nome di nuda proprietà.

L'usufrutto si acquista per legge (usufrutto legale) sui beni del minore da parte dei genitori, per effetto di negozio o per

usucapione. Gli atti costituenti usufrutto su beni immobili necessitano forma scritta e sono soggetti a trascrizione.

Oggetto dell'usufrutto è qualsiasi tipo di bene.

Diritti dell'usufruttuario

• possesso della cosa [Art. 982 codice civile]; all'usufruttuario è consentita un'azione detta confessoria che mira

all'accertamento del suo diritto per il conseguimento del possesso sulla cosa; il diritto è soggetto ad un inventario e

ad una garanzia.

• frutti naturali e civili.

• alienabilità del diritto [Art. 980 codice civile]; l'usufruttuario può anche concedere in locazione l'oggetto del suo

diritto o ipotecarlo[Art. 999 codice civile]; la durata dell'usufrutto non può comunque essere estesa.

Obblighi dell'usufruttuario

• restituzione della cosa al termine del diritto che va tenuta con la diligenza del buon padre di famiglia. (fare

l'inventario e prestare garanzia) ;

• onere delle spese di manutenzione ordinaria e di custodia e ogni altra forma di spesa ordinaria gravante

sull’immobile.

Estinzione dell'usufrutto

• scadenza del termine o morte dell'usufruttuario;

• prescrizione estintiva (venti anni nel caso di usufrutto concesso a persona fisica, trenta se concesso a persona

giuridica);

• consolidazione (riunione dell'usufrutto e della nuda proprietà nella stessa persona);

• perimento della cosa;

• abuso dell'usufruttuario al suo diritto, cioè alienazione di beni non propri o lasciando deteriorare i beni.

Per i miglioramenti nasce un credito a favore dell’usufruttuario , mentre per le addizioni vale lo ius tollendi

Il quasi usufrutto: ha per oggetto beni consumabili; l'usufruttuario non è tenuto a restituire gli stessi beni ricevuti ma

altrettanti dello stesso genere. Il quasi usufrutto viene regolato dalle norme sull'usufrutto.

L'uso: o usufrutto limitato è il diritto di servirsi di un bene e di raccogliere i frutti limitatamente ai propri bisogni (nel

caso in cui questo sia fruttifero) [art. 1021 codice civile].

L'abitazione: diritto di abitare una casa limitato ai propri bisogni [art. 1022 codice civile].

Sia l’uso che l’abitazione sono diritti indisponibili [art. 1024 codice civile].

Le servitù prediali

La servitù prediale consiste nel peso imposto sopra un fondo (fondo servente) per l'utilità di un altro fondo (fondo

dominante), appartenente ad un diverso proprietario [Art. 1027 codice civile].

Le servitù prediali, appartenendo alla categoria dei diritti reali, costituiscono un numero chiuso; non sono quindi

ammesse servitù irregolari.

Caratteri delle servitù prediali:

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• imposizione al proprietario del fondo servente di un dovere negativo e mai di un dovere positivo (di fare) perciò le

opere necessarie al fondo servente sono a carico del richiedente;

• appartenenza dei due fondi a proprietari diversi;

• utilità del fondo servente nei confronti del dominante;

• la vicinanza dei fondi.

Nascita della servitù:

• per imposizione legale (servitù coattiva); il proprietario del fondo servente ha diritto ad un'indennità [Art. 1032

codice civile];

• mediante un accordo tra le parti (contratto che necessita di forma scritta ed è soggetto a trascrizione), si parla perciò

di servitù volontaria.

Forme più frequenti:

acquedotto od elettrodotto coattivo, per garantire il passaggio di corsi d’acqua o linee elettriche, a condizione che

non vi siano altri modi di far passare tali linee.

Passaggio coattivo, per l’accesso alla pubblica via anche quando questo già esiste ma provoca troppo disagio o è

troppo piccolo per il passaggio di mezzi meccanici, o è insufficiente per l’attività svolta.

Il sacrificio posto all’altra parte deve essere il più limitato possibile.

La servitù volontaria può essere costituita per testamento o per contratto o per destinazione del padre di famiglia ed è

soggetta a trascrizione; la servitù può essere costituita per usucapione. L’uso è regolato dalla convezione o dal titolo che

Il diritto di servitù comprende tutto

l’ha costituita; in mancanza attraverso le norme di legge che regolano la fattispecie.

ciò che è necessario per usarne. Se nel titolo di servitù apparente è stabilito un modo (a piedi, con automezzo…), questo

è l’unico che si può disporre mentre se questo non era precisato l’usucapione del modo è ammissibile.

Se la servitù è non apparente non si può usucapire ne modo ne servitù. Le spese per la conservazione della servitù sono a

carico del proprietario del fondo dominante.

Classificazione delle servitù (in base al modo di acquisto):

• apparenti, se al loro esercizio sono destinate opere visibili e permanenti;

• non apparenti costituibili quando non si hanno opere visibili permanenti per il loro uso; si possono creare solo per

contratto o testamento

• positive, se conferiscono il potere di fare al proprietario del fondo dominante; prescrizione in venti anni per non uso

continue quando non è necessaria l’opera dell’uomo come negli acquedotti

discontinue quando è goduta per atti singoli

• negative, se gravano il proprietario del fondo servente dell'obbligo di non fare. , la prescrizione decorre dal

momento in cui il proprietario viola la servitù dopo venti anni.

Case, giardini e cortili non possono essere oggetto di servitù.

Azione confessoria: azione concessa al titolare della servitù nei confronti di chi la ostacola o la contesta. L'azione è di

accertamento.

Estinzione delle servitù:

• rinuncia del titolare;

• confusione, quando il titolare del fondo dominante diviene titolare del fondo servente;

• prescrizione estintiva di venti anni.

La comunione

Regime giuridico che si realizza quando più persone (comunisti) sono contitolari del medesimo diritto reale. Se il diritto

reale è di proprietà i partecipanti si dicono condomini. La comunione può essere:

• pro diviso, quando ad ognuno è assegnata una parte fisica della cosa;

• pro indiviso, quando il diritto di tutti i contitolari investe l'intera cosa ed in tal caso si parla di quote

• volontaria, se scaturisce dall'accordo delle parti;

• involontaria, se si realizza per legge (comunione forzosa del muro).

Bezhani Esla vietata la vendita Pagina 41

La comunione è regolata dal titolo, art 1100, in sua mancanza si applicano i seguenti principi generali:

• ogni contitolare può servirsi della cosa senza alterarne la destinazione e senza impedire agli altri di servirsene;

• ogni contitolare può disporre della sua quota;

• ogni contitolare deve contribuire alle spese necessarie in proporzione alla sua quota; le scelte sull’amministrazione

sono prese a maggioranza

Deliberazioni relative alla cosa:

• gli atti di ordinaria amministrazione sono approvati da maggioranza semplice (metà del valore della cosa), quindi

per maggioranza di quote;

• può esistere un regolamento interno sulla comunione il quale può stabilire un amministratore, anche esterno , della

cosa

• le innovazioni (cambiamenti nella destinazione della cosa) vengono approvati da maggioranza qualificata (due terzi

del valore della cosa);

• gli atti di straordinaria amministrazione necessitano il consenso di una maggioranza qualificata;

• l'alienazione della cosa è subordinata all'unanimità dei comunisti.

Il condominio negli edifici: ogni partecipante è proprietario esclusivo del proprio appartamento ed è condomino di

alcune parti dell'edificio. Le parti in questione non sono divisibili e quindi la comunione è forzosa. In genere le quote

sono indicate in millesimi; sono previsti un assemblea deliberativa e un amministratore esecutivo. Le regole per

l’assemblea sono quelle classiche: invito, maggioranza, possibilità d’impugnazione della delibera.

Multiproprietà: diritto di utilizzazione di un bene, conferito dal proprietario, limitato ad un determinato periodo

durante l'anno, valido perpetuamente o per molti anni, sono dettate molte norme sulla trasparenza con obblighi per il

titolare di fornire documenti informativi. È riconosciuto un diritto di recesso di 10 giorni, e il contratto deve essere scritto

Il possesso

Potere sulla cosa che si manifesta attraverso un'attività corrispondente all'esercizio di fatto del diritto di proprietà o di

altro diritto reale [Art. 1140 codice civile]. Non sempre il fatto di possedere scaturisce dal diritto di possedere, basta

pensare a chi possiede un bene rubato. Oggetto del possesso possono essere tutti i beni tranne quelli demaniali.

Situazioni possessorie:

• detenzione: disponibilità della cosa (corpus) accompagnata dalla consapevolezza di non averne il titolo di possesso

(conduttore, comodatario);

• possesso pieno (corpore et animo): avere la disponibilità della cosa non riconoscendo alcun diritto altrui su di essa;

• possesso mediato (solo animo): non avere la disponibilità della cosa ed essere riconosciuti dal detentore come

titolari. ius possesionis

Il proprio diritto di proprietà non può essere fatto valere da soli nei confronti del possidente. Nello

riconosciamo l'insieme dei vantaggi spettanti al possessore tra cui il diritto alla tutela possessoria, cioè nessuno può

togliere lui il bene se non vantando il proprio diritto in giudizio; abbiamo poi il diritto di usucapione e il diritto di

Lo ius possidendi

revindicazione se l’atra parte non riesce a fornire una prova di proprietà. è il diritto di chi ha un titolo

di proprietà accompagnato al possesso della cosa.

Acquisto del possesso può avvenire :

• a modo originario: apprensione della cosa o esercizio su di essa di poteri corrispondenti a quelli derivanti

dall'esercizio di un diritto reale di godimento (l'esercizio dei diritti non deve verificarsi per l'altrui tolleranza);

• a modo derivativo: tramite consegna (tradizione); il bene può anche non essere consegnato se l’acquirente già ne ha

il possesso oppure se rimane in detenzione dell’alienante.

Perdita del possesso: consegue al venir meno del corpus (disponibilità della cosa) o dell'animus (volontà di detenere la

cosa). Per le cose mobili questa si ha quando le cose sono uscite dalla custodia del possessore

spetta a chi nega il possesso di dimostrare che chi detiene la cosa l’ha ricevuta per un titolo che

L’art1141 afferma che

non permette di disporne. presunzione di possesso intermedio:

La per il possessore è sufficiente dimostrare di aver

posseduto la cosa in un tempo remoto e di possederla attualmente per far presumere che il possesso sia stato continuato.

Bezhani Esla vietata la vendita Pagina 42

Possessore di buona fede è chi ritiene di possedere la cosa in base da un titolo che gli spetta [Art. 1147 cod. civ]; il

possessore è in buona fede se ignora il vizio del suo titolo purché la sua ignoranza non dipenda da colpa grave ovvero è

La

in buona fede quando nelle stesse condizioni ance il buon padre di famiglia si comporterebbe allo stesso modo.

buona fede si presume e non occorre per tutta la durata del possesso ma basta che ci sia all’inizio. Il possesso continua

nella successione a titolo universale con gli stessi caratteri originari: buona o mala fede… . Se la successione avviene a

accessione del possesso

titolo particolare si parla di nel quale il periodo di godimento del donante si somma a quello di

colui che prende il possesso ai fini dell’usucapione è che determina anche un nuovo titolo di possesso in buona fede

indipendentemente dal titolo originario.

Ne caso di revindicazione del bene:

se il possessore era in buona fede allora i frutti percepiti non sono da restituire se non quelli dal momento

della domanda giudiziale integrati eventualmente con quelli che potevano essere percepiti;

se il possessore era in malafede deve restituire tutti i frutti tranne quelli caduti in prescrizione; le spese di

restituzione sono a suo carico;

le spese eccedenti la conservazione e i miglioramenti sono rimborsabili per i possessori in buona e mala

fede.

Il possessore in buona fede ha diritto alla ritenzione del bene fino a rimborso ultimato o nella sua misura.

Possesso vale titolo è la situazione in cui l'ordinamento tutela il possessore in buona fede di bene mobile anziché il

proprietario (alienazioni a non domino di cose mobili cioè per le vendite da chi non è proprietario della cosa) [Art 1151

codice civile]; affinché il possesso si traduca in titolo occorre:

• che l'acquirente possa vantare un titolo per il suo possesso;

• che l'acquirente abbia già acquistato il possesso della cosa e non solo il titolo;

• che l'acquirente sia in buona fede al momento della consegna della cosa e cioè che a momento dell’alienazione

ignorava la non titolarità dell’alienante che è presunta e difficilmente indagabile. Se

Per le universalità di mobili e i mobili registrati non basta la buona fede ma occorre che la titolarità sia certificata.

taluno con successivi contratti aliena a più persone lo stesso bene mobile, quella che ne ha acquistato il titolo in

buona fede è preferita alle altre.

L’azione possessoria può essere fatta valere da chiunque abbia subito una spogliazione del possesso con violenza, anche

da parte del proprietario; le azioni petitorie possono invece essere fatte valere solo da chi vanti un titolo regolare

Azione di reintegrazione o di spoglio: azione del possessore che abbia subito uno spoglio violento o clandestino anche

se non possa vantare un titolo di possesso[Art. 1168 codice civile]. L'azione di reintegrazione è soggetta al termine di

decadenza di un anno dallo spoglio nel caso sia stato violento o dalla sua scoperta se clandestino.

Azione di manutenzione è l’azione del possessore di un immobile, di un'universalità di immobili o di un diritto reale su

di un immobile per far cessare le molestie o le turbative nei confronti del suo possesso che deve durare da almeno un

anno ininterrotto[Art. 1170 codice civile]. L'azione di manutenzione è soggetta al termine di decadenza di un anno.

Azione di nuova opera: spetta al proprietario, al titolare di un diritto reale di godimento o al possessore che abbia

ragione di temere che una nuova opera arrechi danno alla cosa oggetto del suo diritto. Occorre che la nuova opera sia

iniziata da meno di un anno e non terminata.

Denunzia di danno temuto: spetta al proprietario, al titolare di un diritto reale di godimento o al possessore nel caso in

cui vi sia pericolo di danno grave ed imminente derivante da cosa preesistente.

L'USUCAPIONE

L'usucapione è definita come l'acquisto della proprietà a titolo originario e dei diritti reali di godimento in virtù del

possesso protratto per un certo periodo di tempo e di altri requisiti [Art. 1158 codice civile]. Può essere vista come

l’opposto della prescrizione perché fa nascere un diritto in base al tempo.

Requisiti dell'usucapione:

• il possesso non deve essere vizioso (se il possesso è acquistato in modo violento o clandestino il computo del tempo

inizia dal momento in cui il vizio è cessato) [Art. 1163 codice civile];

• il possesso non deve subire interruzioni; l'interruzione naturale dell'usucapione deve essere di oltre un anno [Art.

1167 codice civile].

Nell'usucapione ordinaria ventennale per gli immobili non si applicano né le cause di sospensione [Art 2942 codice

civile] né l'impedimento derivante da condizione o termine [Art 1166 codice civile].

Durata dell'usucapione:

• usucapione ordinaria: venti anni se il possesso è in cattiva fede, dieci se il possesso è caratterizzato da buona fede;

• usucapione breve: dieci anni per gli immobili e tre per i mobili registrati.

Requisiti ulteriori per l'usucapione breve:

Bezhani Esla vietata la vendita Pagina 43

• la buona fede;

• un titolo di trasferimento a non domino;

• la trascrizione del titolo che determina l’inizio del tempo per l’usucapione.

Bezhani Esla vietata la vendita Pagina 44

DIRITTI RELATIVI

I caratteri essenziali sono:

• →

relatività il diritto può essere fatto valere solo nei confronti di una persona, del debitore;

• →

mediatezza il soddisfacimento del diritto necessita della cooperazione.

I diritti relativi si identificano con il diritto di credito nel rapporto obbligatorio in cui l’obbligato risponde con la totalità

dei suoi beni presenti e futuri.

L'obbligazione

L’obbligazione naturale è quella di un dovere morale o sociale in cui il debitore non è obbligato giuridicamente (il debito

di gioco e l’obbligazione fiduciaria) e non ha diritto alla ripetizione. L’obbligazione contrattuale è invece civile: essa può

essere fatta valere in giudizio in maniera coercitiva.

Un'obbligazione consiste nel rapporto tra due parti in cui una di esse si obbliga (assume il dovere giuridico) di

eseguire una determinata prestazione a favore dell'altra. Fonti dell'obbligazione possono essere il contratto, l'atto

illecito e qualsiasi altro atto idoneo a produrla secondo l'ordinamento [Art. 1173 codice civile].

I soggetti dell'obbligazione sono almeno due:

• creditore o soggetto attivo;

• debitore o soggetto passivo.

Nel caso in cui vi siano più soggetti passivi l'obbligazione può essere:

• parziaria: se il creditore può pretendere da ogni debitore unicamente la sua parte;

• solidale: se il creditore può pretendere l'intera prestazione da ogni debitore; l'adempimento di uno tra i debitori

regresso.

libera gli altri dall'obbligazione e gli da diritto a porre in essere l’azione di Questa caratteristica rafforza il

vincolo e si presume a meno che non sia dichiarato diversamente. La remissione a favore di un debitore li libera tutti

salvo diversa disposizione. Dal lato attivo se uno dei creditori riceve l’adempimento per tutti i crediti si considerano

soddisfatti tutti i creditori.

• L’obbligazione indivisibile è quella che riguarda un credito indivisibile (un cavallo) e viene disciplinata come la

solidale con vincoli di indivisibilità.

Prestazione: viene così definito il comportamento dovuto o il risultato del comportamento; la prestazione può

consistere in un dare, in un fare o in un non fare. Una prestazione può essere:

• fungibile: se per il creditore è irrilevante chi gli procura il risultato del diritto;

• infungibile: se sono rilevanti le qualità personali dell'obbligato.

La prestazione dovuta deve avere carattere patrimoniale, deve cioè essere suscettibile di valutazione economica [Art

1174 codice civile].

Affinché un'obbligazione sia validamente assunta occorre che la prestazione sia:

• possibile;

• lecita;

• determinata o determinabile.

L’oggetto può essere determinato da un arbitratore, e le parti possono ricorrere al giudice quando la determinazione sia

iniqua, erronea o non fatta.

Oggetto dell'obbligazione consiste nella prestazione dovuta o (nelle obbligazioni di dare) nel bene materiale dovuto. In

relazione al bene dovuto le obbligazioni di dare si classificano in:

• generiche quando il bene non è determinato ma appartiene ad un genere;

• specifiche quando il bene è fisicamente determinato.

L’obbligazione è pecuniaria se l’obbligazione ha per oggetto il dare una somma in danaro che deve avere corso legale

a termine

nello Stato e nel momento; è se va adempiuta dopo un certo intervallo di tempo dal momento in cui è sorta;

vale il principio nominalistico ovvero non si tiene conto della svalutazione, tuttavia si possono stabilire interessi:

legali, attualmente al 2.5%

convenzionale, decisi tra le parti

moratori quando ci sia un ritardo nell’adempimento; se non fissati sono quelli legali

usurari se > 50% del tasso interbancario: SI CONSIDERA TALE CLAUSULA NULLA

gli interessi non possono capitalizzare se non scaduti da sei mesi.

Per le obbligazioni che devono essere liquidate si considera il valore reale della moneta.

Obbligazione alternativa: obbligazione che prevede due o più prestazioni ed in cui il debitore si libera eseguendone una

sola che salvo diversa pattuizione viene scelta dal debitore[Art. 1285 - 1291 codice civile] Un'obbligazione che prevede

una sola prestazione si dice semplice.

Obbligazione facoltativa: obbligazione semplice in cui il debitore si può liberare prestando altra cosa.

Bezhani Esla vietata la vendita Pagina 45

Obbligazione accessoria: obbligazione che ha fondamento in altro rapporto giuridico e vi rimane connessa in modo da

dipendere da quest'ultimo.

Modificazioni del lato attivo del rapporto obbligatorio

Cessione del credito: indica il contratto mediante il quale il creditore (cedente) pattuisce con un terzo (cessionario) il

trasferimento del suo diritto verso il debitore (ceduto); la cessione del credito indica anche lo stesso trasferimento del

credito; l'obbligazione resta inalterata a seguito della cessione [Art. 1260 codice civile].

Il contratto di cessione può avere per oggetto qualsiasi credito purché non abbia carattere personale, non sia vietato dalla

legge o non sia stato diversamente pattuito nell'obbligazione; con la cessione si cedono anche tutte le garanzie accessorie.

Non è necessario il consenso del debitore al quale peraltro la cessione dovrà essere notificata; in mancanza della notifica

la cessione non ha effetto nei confronti del debitore [Art 1264 codice civile].

Il creditore può opporre al cessionario le stesse eccezione che avrebbe potuto opporre al cedente ed è questo il

carattere fondamentale che distingue la cessione dalla girata della cambiale.

Qualora il credito sia stato oggetto di più cessioni a diverse persone prevale quella per prima notificata al debitore [Art.

1265 cod. civ].

Se la cessione è a titolo oneroso il cedente è tenuto a garantire al cessionario l'esistenza del credito, non il suo

adempimento [Art. 1266 codice civile], tuttavia con apposito patto il cedente può garantire la solvibilità stessa.

La cessione può avvenire:

• cessione pro solvendo: quando il cedente si libera solo dopo l'adempimento del debitore nei confronti del

cessionario. Qualora il debitore non adempia il cedente dovrà restituire al cessionario quanto ricevuto come

corrispettivo della cessione, oltre agli interessi, alle spese della cessione ed alle spese sostenute dal cessionario per

sollecitare il debitore [Art. 1267 codice civile]. Nella cessione pro solvendo i principi dell’art. 1266 vengono derogati

dalle parti.

• cessione pro soluto: quando il cessionario si fa carico del rischio di inadempienza del debitore; il cedente è

immediatamente liberato.

In ogni caso il cedente è obbligato a consegnare i documenti probatori del credito che si trovano in suo possesso.

Contratto di factoring: contratto mediante il quale un'impresa specializzata (factor) si assume l'impegno di gestire tutti o

parte dei crediti di un'altra impresa dietro pagamento di una commissione. Non è necessario che i crediti vengano ceduti

al factor; il factor generalmente svolge la funzione di finanziatore fornendo anticipi sui crediti. Il factor può essere una

banca o un intermediario finanziario e salvo specificazione i contratti sono pro solvendo.

delegazione attiva

Nel caso di il cedente il cessionario ed il debitore si mettono d’accordo sul fatto che il credito vada

pagato al cessionario; l’unica differenza con la cessione è che qui partecipa attivamente anche il debitore. Il pagamento

con surrogazione si ha con la sostituzione del creditore con un'altra persona all'atto del pagamento. A differenza della

cessione del credito la surrogazione presuppone che l'obbligazione sia adempiuta, è il caso del mutuo [Art. 1201 - 1205

codice civile].

Modificazioni del lato passivo del rapporto obbligatorio

La sostituzione del debitore non è possibile senza l’espressa volontà del creditore.

La delegazione: figura in cui un soggetto (delegante) ordina o invita un altro soggetto (delegato) ad eseguire (delegatio

solvendi) o a promettere di eseguire (delegatio promittendi) un determinato pagamento a favore di un terzo soggetto

(delegatario). L'operazione necessita della cooperazione di tutti e tre i soggetti. Distinguiamo inoltre:

• delegatio solvendi: il delegante invita il delegato ad effettuare un determinato pagamento a favore del delegatario;

il delegato non è tenuto ad accettare; nell'ipotesi in cui il delegato sia debitore verso il delegante questo può sempre

rifiutare l'incarico ma nel caso in cui lo accetti la prestazione eseguita vale contemporaneamente come effettuata dal

delegante verso il delegatario (e come effettuata dal delegato verso il delegante per i rapporti tra questi)[Art. 1269

codice civile]; questo è lo schema dell’assegno bancario. Nel caso di indebito, il diritto di pretendere la restituzione

spetta sempre al delegante.

• delegatio promittendi: il delegante invita il delegato ad assumere l'obbligo di effettuare un pagamento determinato

nei confronti del delegatario; la delegazione non libera il delegante che resta obbligato insieme al delegato

(delegazione cumulativa) , tuttavia il delegatario deve prima pretendere il pagamento dal delegato e poi dal

delegante[Art. 1268 codice civile]; le garanzie del delegante vengono annullate salvo diversa specificazione; solo il

delegatario con espressa dichiarazione può liberare il delegante (delegazione liberatoria); il delegante può revocare

la delegazione fin quando il delegato non abbia adempiuto.

Bezhani Esla vietata la vendita Pagina 46

L'espromissione: contratto mediante il quale un creditore ed un terzo convengono che quest'ultimo si assuma il debito

di un altro [Art 1272 codice civile]. L'azione del terzo è spontanea e può avvenire senza il consenso del debitore.

L'espromissione può essere:

• cumulativa quando l'obbligo del terzo non libera il debitore originario, che resta debitore insieme al terzo stesso;

• liberatoria quando a seguito del contratto il debitore originario viene liberato.

Il terzo può opporre le eccezioni che poteva opporre il primo debitore.

L'accollo: contratto tra il debitore (accollato) ed un terzo (accollante) mediante il quale quest'ultimo si assume l'onere di

provvedere al pagamento del creditore (accollatario); ciò di regola avviene nell’acquisto di immobili gravati da ipoteca.

Esistono due specie di accollo:

• accollo semplice o interno in cui l'accollante assume un impegno unicamente nei confronti dell'accollato; il creditore

non vanta alcun diritto nei confronti dell'accollante, quindi in caso di inadempimento risponderà l'accollato e

l'accollante sarà responsabile solo nei confronti dell'accollato; l'accollo interno non è contemplato dalla legge;

• accollo esterno in cui il creditore può aderire mediante suo atto unilaterale all'accordo tra accollato ed accollante; se

ciò avviene l'accollante diviene responsabile dell'adempimento; l'accollato viene liberato solo se espressamente

previsto dal contratto (accollo liberatorio), altrimenti è obbligato in solido coll'accollante (accollo cumulativo) [Art.

1273 codice civile].

Estinzione dell'obbligazione

L’adempimento è la realizzazione esatta della prestazione dovuta, cioè conforme all’obbligo assunto. L'adempimento

porta l'obbligazione alla sua fine naturale.

Il creditore può legittimamente rifiutare l'adempimento di un terzo solo nel caso in cui l'obbligazione sia infungibile o se

il debitore ha precedentemente comunicato la sua opposizione a un pagamento fatto da terzi[Art. 1180 codice civile].

Il creditore può accettare che il debitore si liberi con una prestazione diversa dall'esatto adempimento; qualora il debitore

non esegua la prestazione concordata il creditore può esigere il pagamento di quanto dovuto dall'obbligazione [Art. 1197

codice civile].

Il creditore può rifiutare un pagamento parziale anche se la prestazione è divisibile; si noti invece che nel rapporto

cambiario vale l’opposto. il destinatario

Affinché l’adempimento sia regolare si ha bisogno che: colui che riceve la prestazione sia

dell’obbligazione o chi indicato dal creditore e che questi sia legalmente capace; il debitore si libera anche se paga in

il luogo

buona fede chi appariva il creditore. A meno che diversamente specificato, dell’adempimento deve essere:

generalmente quello dove è sorta l’obbligazione, della consegna della cosa deve essere dove si trovava, del pagamento è

Il tempo

a casa del creditore o a casa del debitore. o il momento deve essere quello stabilito o se non pattuito si considera

scaduto

immediatamente esigibile. Il credito si considera e il creditore può agire in giudizio se il debitore non paga nel

termine convenuto.

Nel pagamento in contante è stato posto un limite in ventimilioni di lire, e per i movimenti maggiori bisogna servirsi di

banche che devono registrare i movimenti più grandi.

Nel caso che il creditore vanti più debiti dallo stesso debitore, questi pagando può dire quale intende saldare; in caso

contrario si intende quello scaduto e tra più scaduti quello meno garantito e poi quello più antico.

Allorquando il creditore, senza legittimo motivo, rifiuta di ricevere il pagamento offertogli dal debitore, oppure omette

mora del creditore

di compiere gli atti preparatori al compimento della prestazione, si realizza la figura della [Art. 1206

codice civile]; effetti della mora del creditore sono:

• rischio a suo carico che la prestazione divenga impossibile;

• onere al risarcimento dei danni provocati dal suo comportamento al debitore (oltre al rimborso delle spese di

custodia e di conservazione della cosa dovuta).

• Gli interesso moratori del debitore non si calcolano

Affinché si abbia mora del creditore è necessario che il debitore faccia un offerta solenne al creditore, cioè presentata da

pubblico ufficiale; quando l'offerta non è solenne non ci sarà mora del creditore ma non si realizzerà neppure la mora del

debitore [Art. 1220 codice civile].

Morte del debitore nel caso in cui la prestazione dovuta sia infungibile.

Compensazione: si realizza quando due soggetti sono tra loro contemporaneamente creditore e debitore relativamente a

due diversi rapporti obbligatori: se sussistono determinate condizioni previste dall'ordinamento i due rapporti possono

estinguersi totalmente o parzialmente senza ricorso ai rispettivi adempimenti. La compensazione può essere:

• legale: richiede l'omogeneità delle prestazioni, la liquidità e l'esigibilità dei crediti [Art. 1243 codice civile]; per

effetto della compensazione legale i debiti si estinguono in maniera retroattiva dal momento della loro coesistenza;

deve essere fatta riconoscere dal giudice.

Bezhani Esla vietata la vendita Pagina 47

• giudiziale: compensazione di un credito (anche non liquido, purché di facile liquidazione) ed esigibile, invocato in

giudizio, con un altro, di medesime caratteristiche, opposto nel giudizio stesso al primo credito [Art. 1243 codice

civile]; la compensazione giudiziale è applicata dal giudice;

• volontaria: avviene per specifico contratto tra le parti [Art. 1252 codice civile], che possono riservarsi di derogare le

condizioni necessarie alla compensazione legale o giudiziale; la compensazione facoltativa permette la realizzazione

con l’accordo della parte a cui ancora non è scaduto il debito.

Confusione: l'obbligazione si estingue per confusione quando un unico soggetto si trova nella condizione di creditore e

di debitore relativamente alla stessa obbligazione [Art. 1253 codice civile].

Novazione: contratto con cui i soggetti di un rapporto obbligatorio sostituiscono un nuovo rapporto a quello originario.

La novazione può essere:

• soggettiva qualora nel nuovo rapporto venga sostituita la figura del debitore [Art. 1235 codice civile]; alla novazione

soggettiva si applicano le norme riguardanti la delegazione, l'espromissione e l'accollo;

• oggettiva qualora nel nuovo contratto venga modificato l'oggetto [Art. 1230 codice civile]; elementi caratterizzanti la

novazione oggettiva sono la modificazione dell'oggetto (elemento oggettivo) e la volontà di estinguere la precedente

obbligazione (elemento soggettivo).

Remissione rinunzia del creditore al credito [Art. 1236 codice civile]; la remissione è un negozio unilaterale recettizio; il

debitore può dichiarare di non voler approfittare della remissione; la remissione può essere espressa o tacita (per

consegna del titolo all'obbligato); il pactum de non petendo è un atto in cui il creditore si impegna a non chiedere il

pagamento fino ad un certo periodo.

Impossibilità sopravvenuta: estingue l'obbligazione nel caso in cui questa sia divenuta impossibile non per colpa del

debitore [Art. 1256 codice civile]; in tal caso il debitore deve consegnare ciò che a ricevuto a titolo di risarcimento dal

terzo.

L'inadempimento

La figura dell'inadempimento si realizza quando il debitore non esegue l'esatta prestazione dovuta. L'inadempimento

può essere imputabile al debitore (in questo caso si parla di responsabilità contrattuale del debitore) oppure a cause non

dipendenti da lui (in tal caso il debitore ha l'onere di provare che l'impossibilità della prestazione non era a lui

imputabile) [Art. 1218 codice civile].

L'inadempimento può consistere in:

• adempimento inesatto quando la prestazione viene eseguita ma differisce quantitativamente o qualitativamente da

quella pattuita;

• inadempimento relativo quando la prestazione non è ancora stata eseguita ma sussistono ancora le condizioni

affinché si realizzi sebbene in ritardo; in tal caso il debitore è tenuto, oltre all'adempimento della prestazione

stabilita, al risarcimento dei danni recati al creditore a causa del suo ritardo;

• inadempimento assoluto quando la prestazione non è stata ancora compiuta e sono venuti a cadere i presupposti

affinché questa si realizzi (ad es. è troppo tardi); in questo caso la prestazione del creditore si trasforma nel

risarcimento danni.

La mora del debitore consiste nel ritardo (inadempimento relativo) del debitore nell'eseguire la prestazione dovuta , ma

può essere evitata se questi riesce a provare che la colpa non è sua.. La mora del debitore può essere:

• ex re automatica

ovvero quando non è necessario un atto di Costituzione in mora del debitore, la mora scatta

automaticamente per il solo fatto del ritardo [Art. 1219 codice civile]; la mora ex re si verifica quando:

• l'obbligazione deriva da fatto illecito perché la lesione del diritto altrui esige una pronta riparazione;

• il debitore dichiara per iscritto di non voler adempiere;

• quando è scaduto il termine se la prestazione doveva avvenire al domicilio del creditore.

• ex persona quando il creditore richiede per iscritto l'adempimento mediante atto di Costituzione in mora.

Se l'obbligazione consiste in un non fare qualora non sia rispettata si ha inadempimento assoluto, non ha senso quindi

parlare di ritardo e di mora.

Gli effetti della mora sono:

• risarcimento dei danni relativi al ritardo;

• passaggio del rischio ovvero qualora la prestazione sia divenuta impossibile mentre il debitore è in mora, anche se

per cause non a lui imputabili, egli è obbligato al risarcimento dei danni subiti come se l'impossibilità della

prestazione fosse dipesa da lui [Art. 1221 codice civile]; il debitore può liberarsi dal rischi se prova che la merce

sarebbe perita anche in mano al creditore.

Bezhani Esla vietata la vendita Pagina 48

In ogni caso il risarcimento dei danni subiti deve essere pari almeno al mancato guadagno, mentre l’onere di provare i

singoli fatti lesivi spetta al creditore; la liquidazione può essere affidata al giudice. Per le obbligazioni pecuniarie la colpa

del ritardo è sempre del debitore che deve versare oltre al debito anche gli interessi pari alla misura stabilita o al tasso

legale se nulla è disposto, e tutto indipendentemente dal fatto che il creditore abbia sofferto un danno; se comunque il

danno è stato in misura superiore agli interessi e se ne riesce a dar prova si ha diritto ad averli. Il risarcimento non è

dovuto per i danni che il creditore avrebbe potuto evitare se avesse utilizzato la normale diligenza (come nel caso

dell’approvvigionamento delle scorte). Per salvaguardare i propri interessi, spesso il debitore introduce una clausola

penale in cui fissa in anticipo la misura del risarcimento per inadempimento.

I DIRITTI REALI DI GARANZIA

Se il debitore non adempie la prestazione, il creditore dopo aver fatto accertare dal giudice l’inadempimento, promuove

il processo esecutivo sui beni del debitore, facendoli espropriare secondo le norme del codice civile. Art2910

Se vi sono più creditori, tutti hanno lo stesso diritto di soddisfarsi con il ricavato della vendita dei beni del creditore (par

condicio creditorum), causa legittima di prelazione i

tuttavia la legge preferisce quelli che godono di una che sono

privilegi, il pegno e l’ipoteca. Se le cose soggette a prelazione periscono e sono assicurate, si ha surrogazione attiva, cioè

Il privilegio

l’assicurazione paga i creditori al posto del debitore. è la prelazione che la legge accorda in considerazione

della natura del credito [Art. 2745 codice civile]cioè non vengono creati dai privati e quindi non possono ricadere su beni

di terzi; i creditori assistiti da privilegio sono preferiti agli altri nella distribuzione dei proventi relativi alla vendita

forzata dei beni del debitore. I creditori non investiti da privilegio vengono detti Il privilegio speciale viene

chirografari.

costituito su tutti gli immobili.

diritti reali

La categoria dei di garanzia comprende i due istituti di pegno ed ipoteca; entrambi limitano il potere di

disposizione del proprietario, hanno carattere reale, ovvero esiste un bene a garanzia del credito, e sono opponibili a

tutti. I due istituti attribuiscono al titolare il ovvero il potere di soddisfare il proprio credito facendo

diritto di sequela,

espropriare il bene e facendolo vendere all’incanto.

E’ comunque vietato il ovvero la facoltà di accordarsi affinché in mancanza di pagamento il creditore

patto commissorio,

entri nella proprietà della cosa; con la vendita agli incanti il debitore potrà vedere vendute le sue cose ad un prezzo

migliore

Il pegno che il creditore può acquistare come

è il diritto reale su cosa mobile di proprietà del debitore o di un terzo

oggetto

garanzia del suo credito [Art. 2784 codice civile]. Sono del pegno i beni mobili, universalità di mobili ed altri

costituzione

diritti aventi per oggetto cose mobili, sono vietati u subpegni; La del pegno avviene mediante atto scritto in

data certa e contenente una specificazione del pegno al quale sequela consegna della cosa al creditore o ad un terzo

designato dalle parti che ne assume la custodia; è quindi necessario che il debitore sia in possesso del bene [Art. 2786

codice civile]; se il debito eccede le lire cinquemila è richiesta la forma scritta [Art. 2787 codice civile]

Effetti del pegno :

• il creditore ha il diritto di trattenere la cosa ma ha altresì l’onere di custodirla [Art. 2790 codice civile]; se questo

perde il possesso della cosa può effettuare l’azione di rivendicazione e l’azione di spoglio [Art. 2789 codice civile];

• il pegno ha pura funzione di garanzia e il creditore ha solo il diritto di trattenere la cosa, non può quindi usarla o

disporne [Art. 2792 codice civile]; qualora il creditore usi la cosa o ne disponga il costituente può chiedere il

sequestro della cosa stessa [Art. 2792 codice civile]; al pagamento del debito il bene deve essere restituito;

• il creditore, previa intimazione al debitore, può chiedere che la cosa venga venduta al pubblico incanto o da privati

autorizzati e soddisfarsi sul ricavato [Art. 2796 codice civile]; il creditore può fare richiesta al giudice affinché i bene

gli sia assegnato

Nel pegno irregolare i beni fungibili che vengono dati in pegno passano direttamente nelle mani del creditore che ne

dispone e in caso di insolvenza non restituisce.

L’ipoteca è il diritto reale di garanzia che attribuisce al titolare il potere di far espropriare la cosa su cui tale diritto è

costituito e di soddisfare il proprio credito con preferenza sul prezzo ricavato dall’espropriazione [art. 2808 codice

civile].

L’ipoteca è soggetta ad un regime di pubblicità di carattere costitutivo; la convenzione tra le parti attribuisce il diritto ad

viene posta in essere dall’iscrizione nei pubblici registri.

ottenere l’ipoteca, ma questa

Oggetto dell’ipoteca sono i beni immobili ( e i diritti su questi: usufrutto, abitazione..) con le loro pertinenze escluse le

servitù, i mobili registrati e le rendite dello Stato [art. 2810 codice civile]. L’ipoteca sulla nuda proprietà si estende a tutta

la proprietà.

Bezhani Esla vietata la vendita Pagina 49

L’ipoteca può essere :

• legale quando è iscritta in forza di una norma di legge ed è attribuita a particolari creditori a causa di un debito

meritevole di una particolare tutela; spetta a:

l’alienante sugli immobili alienati

ai coeredi ai soci per il pagamento dei conguagli

Tali ipoteche sono iscritte di ufficio dal conservatore dei registri immobiliari se gli viene presentato l’atto di

alienazione, salvo rinuncia dell’alienante; tali ipoteche derogando allo scopo pubblicitario della stessa prevalgono

sulle ipoteche successivamente iscritte dall’acquirente divento alienante

• giudiziale quando la sua iscrizione è dovuta ad una sentenza esecutiva e non di mero accertamento; la sentenza

produce il diritto all’ipoteca che verrà poi messa in essere con l’iscrizione automatica presentando al conservatore

una copia della sentenza;

• volontaria quando la sua iscrizione è conseguenza di un atto di volontà del debitore o di un terzo datore d’ipoteca.

L’ipoteca volontaria può essere iscritta sia in base ad un contratto o anche in base a dichiarazione unilaterale del

concedente con esclusione del testamento; è richiesta la forma ad substantiam; l’atto deve contenere tutte le indicazioni

idonee ad individuare l’immobile su cui si concede l’ipoteca [art. 2826 codice civile]; deve essere registrata dal

proprietario; nel caso di ipoteca su bene altrui chi l’ha concessa è tenuto a procurarne al debitore la proprietà, tuttavia il

primo deve contenere il bene nel suo patrimonio.

Il grado dell’ipoteca è stabilito dalla data di iscrizione e non dalla data dell’atto sottostante e determina l’ordine di

preferenza tra le varie ipoteche. E’ consentito lo scambio del grado tra i creditori ipotecari nel caso in cui questi abbiano

gradi successivi. Se il negozio costitutivo dell’ipoteca è nullo è nulla anche l’iscrizione.

La pubblicità si attua mediante iscrizione, annotazione, rinnovazione e cancellazione: per l’iscrizione si ha bisogno della

l’annotazione

scrittura privata autenticata o accertata giudizialmente; serve a rendere pubblico il trasferimento

la rinnovazione

dell’ipoteca a favore di un’altra persona. Ha efficacia costitutiva; serve ad evitare l’estinzione

dell’iscrizione, deve eseguirsi prima del decorso dei venti anni dalla data dell’iscrizione. Trascorsi i venti anni senza che

la cancellazione

avvenga la rinnovazione si perde il grado dell’ipoteca, non il diritto a questa; estingue l’ipoteca [art.

2882 codice civile ] quando il credito è estinto o il creditore vi rinunzia; se il credito cade in prescrizione si può richiedere

la cancellazione.

L’ipoteca data la natura di diritto reale ha efficacia anche nei confronti di chi acquista l’immobile dopo l’iscrizione.

Il terso datore di ipoteca non gode nemmeno del beneficio excussionis, cioè non può chiedere che prima siano

espropriati i beni del debitore (l’unica cosa che può fare è chiedere a questo i danni)

Conservazione della garanzia patrimoniale

Azione surrogatoria è l’azione che può compiere il creditore qualora il suo debitore trascuri di compiere gli atti volti a

tutelare il suo patrimonio ( diritti di usucapione, riscossione crediti….) [art. 2900 codice civile]. Affinché si possa ricorrere

ad un’azione surrogatoria è necessario :

• che vi sia l’inerzia del debitore;

• che l’inerzia provochi una situazione di incapienza del debitore.

• Che il diritto sia patrimoniale;

Quando si verificano i suddetti presupposti al creditore è consentito di surrogarsi al suo debitore per l’esercizio dei

diritti di quest’ultimo, tuttavia questi agisce non solo per se ma in nomine debitoris e conseguentemente a favore di tutti

i creditori.

Azione revocatoria è l’azione spettante al creditore nel caso in cui il suo debitore compia degli atti che rendono il suo

patrimonio insufficiente a prestare garanzia del debito [art. 2901 codice civile]. Presupposti per esperire un’azione

revocatoria sono :

• un atto di disposizione del debitore, vendita, cessione crediti, donazione…;

• renda il patrimonio del debitore insufficiente

che l’atto di cui sopra a garantire il debito;

• la consapevolezza del debitore del pregiudizio da lui arrecato al suo creditore. Il creditore che agisce in revocatoria

ha l’onere di provare questa consapevolezza.

Non è necessario che l’atto compiuto dal debitore diminuisca il suo patrimonio, è sufficiente che diminuisca le garanzie

che questo può portare (vendita di un immobile).

L’azione revocatoria non rende nullo l’atto, ma consente al creditore di esperire contro i terzi acquirenti le stesse azioni

esecutive e conservative che avrebbe potuto compiere nei confronti del suo debitore. Se il terzo acquirente è in buona

fede la legge lo tutela, mentre se è i mala fede o a titolo gratuito il bene rientra in possesso del debitore principale.

L’azione revocatorio può essere fatta solo per gli atti di alienazione compiuti dopo la nascita del debito con lo scopo di

Bezhani Esla vietata la vendita Pagina 50

frodare i debitori; nel negozio simulato non occorre dimostrare il pregiudizio presente ma basta anche uno ipotetico ed

eventuale.

L’azione revocatoria si prescrive in dieci anni.

Sequestro conservativo è una misura che può essere chiesta al giudice dal creditore che ha fondato timore di perdere le

garanzie del proprio credito [art. 2905 codice civile]. In questo modo il bene diventa indisponibile per il debitore.

Diritto di ritenzione: diritto attribuito al creditore di rifiutare la consegna di una cosa di proprietà del debitore, fino a

quando il debitore non adempie l’obbligazione connessa con la cosa stessa. Il diritto di ritenzione si può far valere solo

nei casi espressamente previsti dall’ordinamento.

Bezhani Esla vietata la vendita Pagina 51

I CONTRATTI

Il contratto è l’accordo di due o più parti per costituire, regolare o estinguere tra loro un rapporto giuridico

patrimoniale [art. 1321 codice civile]. Il contratto quindi si distingue dagli altri negozi giuridici perché in primo luogo

non può mai essere unilaterale, e poi deve avere contenuto patrimoniale.

Elementi essenziali del contratto [art. 1325 codice civile] :

• l’accordo delle parti;

• la causa;

• l’oggetto che deve essere possibile, lecito, determinato o determinabile;

• la forma che è richiesta ab substantiam

Il contratto preliminare è il contratto con cui le parti si obbligano a stipulare un successivo contratto definitivo; nel

preliminare deve essere determinato il contenuto essenziale del contratto definitivo e le eventuali aggiunte devono

essere consensuali.

Il contratto preliminare può vincolare ambedue le parti o una sola (promessa unilaterale).

L’inadempimento del contratto preliminare da luogo ad una responsabilità contrattuale; oltre al risarcimento danni, se

taluno non adempie al preliminare all’altra parte è concessa la facoltà di ottenere, qualora sia possibile, una sentenza

costitutiva che realizzi gli effetti che avrebbe dovuto produrre il contratto.

Il contratto preliminare deve avere gli stessi requisiti di forma richiesti per il contratto definitivo [art. 1351 codice

civile].

Il preliminare è ammesso per qualsiasi tipo di contratto fatta eccezione per la donazione.

Attualmente è permessa la trascivibilità dei contratti preliminari, in particolare sugli immobili, al fine di evitare in caso

di fallimento dei costruttori la perdita delle caparre versate dai futuri acquirenti; questa trascrizione ha priorità sulle

successive e in caso di fallimento del costruttore il promissario acquirente ha diritto alla restituzione del prezzo pagato.

Cessione del contratto è una figura che si realizza nei contratti a prestazioni corrispettive purché queste non siano state

ancora eseguite, e consiste in un contratto (di cessione) stipulato da una parte (cedente) con un terzo estraneo al contratto

originario (cessionario) per trasferire in capo a quest’ultimo tutti i rapporti attivi e passivi derivanti dal contratto

originario [art. 1406 codice civile]. Ai fini della cessione de contratto è indispensabile il consenso dell’altro contraente

originario (ceduto).

Il cedente è tenuto a garantire la validità del contratto, il nomen verum, e non il suo adempimento.

Il cedente viene di norma liberato dalle sue obbligazioni verso il ceduto; ma il ceduto si può cautelare dichiarando

espressamente che con la cessione non intende liberare il cedente, in questo caso il cedente risponderà in caso di

inadempimento del cessionario.

Il cedente può anche garantire al cessionario l’adempimento del ceduto, rispondendo in solido con quest’ultimo (come

fideiussore) in caso di inadempimento.

La differenza con il subcontratto è che i rapporti contrattuali tra le due parti originarie rimangono gli stessi; nasce

completamente un nuovo rapporto tra una parte e il terzo e questo rapporto è completamente separato dal primo.

La conclusione del contratto:

trattative

Durante il periodo di si ha negoziazione per ciò che riguarda il contenuto degli accordi che si stanno formando;

l'obbligo di comportarsi secondo buona

le parti sono libere di concludere o meno il contratto, ma hanno comunque

fede [art. 1337 codice civile]. L’obbligo di comportarsi secondo buona fede si concretizza in due aspetti fondamentali :

• qualora le trattative siano giunte a buon punto una delle parti non le può interrompere senza un giustificato motivo.

• ciascuna delle parti ha il dovere di informare l’altra di eventuali cause in invalidità del contratto, qualora queste

siano conosciute o avrebbero potuto esserlo con la normale diligenza.

Responsabilità precontrattuale o colpa in contrahendo è un tipo di responsabilità extracontrattuale che viene a

realizzarsi qualora una delle parti, nel corso delle trattative, venga meno all’obbligo di comportarsi secondo buona fede.

Il risarcimento dovuto viene limitato alle spese ed alle perdite che siano strettamente dovute alle trattative ed al

vantaggio che sarebbe potuto ottenersi impiegando il tempo speso nella trattativa fallita in altre contrattazioni.

Il momento perfezionativo del contratto è il momento in cui proposta ed accettazione (che costituiscono entrambe

Il contratto si considera concluso nel momento e

dichiarazioni di volontà unilaterali) si fondono in un’unica volontà.

nel luogo in cui il proponente ha conoscenza dell’accettazione della sua proposta comunicatagli dalla controparte

[art. 1326 codice civile].

Bezhani Esla vietata la vendita Pagina 52

Si presume che l’accettazione sia venuta a conoscenza del proponente nel momento in cui questa sia giunta presso la sua

casa o la sua azienda. Per alcuni contratti si ha una esecuzione di un ordine: tali contratti si considerano accettati quando

la parte inizia ad eseguire , comunicando però l’esecuzione all’altra parte.

Se si tratta di un contratto con obbligazioni a carico del proponente (fideiussione)per la perfezione del contratto basta

anche un comportamento omissivo del destinatario che quindi non rifiuta la proposta. Una deroga al principio generale

è stabilita per la donazione, che si perfeziona solo in seguito a notifica al donante.

La revoca è l’atto unilaterale con cui si intende far perdere la validità della propria proposta o della propria accettazione

[art. 1328 codice civile].

La proposta può essere revocata prima della conclusione del contratto; tuttavia nel caso in cui accettante, in buona fede,

avesse data esecuzione alla sua prestazione, questo ha diritto ad essere indennizzato di spese e perdite dal proponente.

La revoca dell’accettazione per essere efficace deve giungere a conoscenza del proponente prima che gli pervenga

l’accettazione.

La proposta (o l’accettazione) perde automaticamente efficacia se prima del perfezionamento del contratto il proponente

(o l’accettante) muore o diviene incapace a meno che non si tatti di offerte proposte da imprenditori o società non piccoli.

La proposta irrevocabile si realizza nel caso in cui il proponente decide di rinunziare alla facoltà di revoca. La sua

proposta conserva l’efficacia anche nel caso di morte o di sopravvenuta incapacità [art. 1329 codice civile].

L’offerta al pubblico è la proposta indirizzata a destinatari indeterminati [art. 1336 codice civile]; per la sua validità deve

contenere gli estremi essenziali del contratto che mira a concludere. L’offerta al pubblico è revocabile, la revoca deve

essere fatta nella stessa forma con cui è stata fatta l’offerta ed è efficace anche nei confronti di chi essendo venuto a

conoscenza della proposta, non ha avuto notizia della revoca.

L’opzione rende irrevocabile la proposta in seguito ad un accordo tra le parti [art. 1331 codice civile]; l’irrevocabilità

presenta come unica differenza quella di derivare da accordo e non solo dalla volontà del proponente. L’opzione ha un

termine di validità, ed entro detto termine l’accettante può perfezionare il contratto mediante dichiarazione unilaterale di

volontà. L’opzione può avere un corrispettivo.

La prelazione consiste nel diritto di essere preferito ad ogni altro, a parità di condizioni, nella stipula di un determinato

contratto. La prelazione può essere :

• volontaria: quando è conseguenza di un accordo tra le parti : ha efficacia obbligatoria e non è opponibile ai terzi;

• legale: accordata dalla legge ai coeredi ed è opponibile ai terzi.

Contratti per adesione: consistono in moduli standard contrattuali che le imprese fanno sottoscrivere alle parti; il cliente

non può discutere il contratto e le sue clausole, può accettarlo in blocco o rifiutarlo. Le clausole più gravi o che

determinano uno squilibrio a carico del consumatore interne a questo tipo di contratti vengono dette e

vessatorie

necessitano una specifica approvazione scritta da parte del cliente; in genere riguardano le responsabilità, le deroghe alla

competenza dell’autorità giudiziaria, limitazioni alla facoltà di opporre eccezioni; esiste una black list di clausole

vessatorie. Le clausole aggiunte prevalgono su quelle prestampate anche se non cancellate; le clausole dubbie si

considerano a favore del contraente debole. Le clausole nulle non toccano la restante parte del contratto che rimane

valido e a vantaggio del consumatore.

Un contratto ha forza di legge tra le parti [art. 1372 codice civile] e può essere sciolto solo da uno specifico accordo delle

diritto di recesso,

parti o per cause ammesse dalla legge. Può altresì essere concordato uno specifico in favore di una o di

entrambe le parti, ma in tale caso il diritto dovrà essere fatto valere prima che l’altra parte abbia dato inizio

all’esecuzione del contratto [art. 1373 codice civile]. Nei contratti di durata indeterminata è dato diritto di recesso in ogni

momento salvo l’obbligo di dare un congruo preavviso.

Interpretazione del contratto - disposizioni del codice civile :

• nell’interpretare un contratto si deve risalite alla comune intenzione delle parti, alla luce del loro comportamento

complessivo [art. 1362];

• il contratto deve essere interpretato secondo buona fede [art. 1366];

• là dove le parti non abbiano disposto si ricorrerà all’integrazione del contratto applicando le eventuali norme

dispositive, gli usi o l’equità [art. 1374] - funzione integratrice della legge;

• si dovrà intendere come nulla ogni pattuizione dei privati contraria alle norme imperative - funzione imperative

della legge.

Contratti ad effetti reali - momento del passaggio della proprietà :

• se si tratta di cosa determinata la proprietà passa per effetto del consenso manifestato nelle forme previste dalla

legge [art. 1376 codice civile]; la consegna del bene non è necessaria;

• se si tratta di cose generiche la proprietà si trasmette con la specificazione, ovvero l’individuazione delle cose

mediante pesatura o misurazione [art. 1378 codice civile].

Bezhani Esla vietata la vendita Pagina 53

Conflitto tra più acquirenti dello stesso bene :

• se si tratta di beni mobili non registrati vale la regola del possesso vale titolo, e quindi prevale colui che per

primo ha acquistato il possesso o il godimento in buona fede;

• se il conflitto riguarda diritti reali ed alcuni diritti personali su beni immobili o mobili registrati vengono

applicate le regole della trascrizione;

• per i diritti personali di godimento (locazione) viene preferito chi per primo ha conseguito il godimento della cosa

[art. 1380 codice civile]. Se nessuno ha conseguito il godimento della cosa vale la data del titolo.

La clausola penale è la clausola inserita dalle parti nel contratto che individua quanto dovrà essere pagato da una parte

a titolo di penale, in seguito ad eventuale inadempimento. Tramite la clausola penale il creditore viene sgravato

dell’onere di provare l’entità del danno subito e sarà pure esonerato dalla stima che viene determinata dalla

liquidazione convenzionale[art. 1382 codice civile]. La clausola penale può essere prevista sia nel caso di

inadempimento assoluto che in caso di inadempimento relativo.

La caparra può essere di due tipi :

• confirmatoria: si verifica quando al momento della conclusione del contratto una parte consegna all’altra una

somma di danaro o una quantità di cose fungibili come conferma della serietà del vincolo assunto ed a titolo di

acconto sul prezzo dovuto [art. 1385 codice civile]. Se la parte che ha dato la caparra si rende inadempiente l’altra

parte ha la facoltà di recedere dal contratto trattenendo la caparra a titolo di risarcimento ovvero preferire

l’esecuzione del contratto o la risoluzione e trattenere la caparra come anticipo e garanzia dell’adempimento. Se si

rende inadempiente la parte che ha ricevuto la caparra l’altra parte ha la facoltà di recedere dal contratto

pretendendo il doppio della caparra.

• penitenziale costituisce il corrispettivo del diritto di recesso [art.1386 codice civile]; la parte che ha dato la caparra

può recedere perdendola e la parte che l’ha ricevuta può recedere pagando il doppio della caparra; la caparra è tutto

quello che può essere preteso.. Il contratto viene sciolto da una dichiarazione unilaterale recettizia e non è

configurabile un’ipotesi di inadempimento.

Effetti del contratto di fronte ai terzi: gli effetti del contratto sono limitati alle parti; se io prendo impegni per un terzo,

questi è libero di adempiere o meno; nei confronti del contraente sono però vincolato io e dovrò risarcire per danni il

primo se non riesco a convincere il terzo.

Il contratto a favore del terzo è il contratto in cui le parti (promittente e stipulante) attribuiscono ad un terzo il diritto di

pretendere l’adempimento di una promessa[art. 1411 codice civile]. La validità del contratto è subordinata alla

condizione che lo stipulante abbia un interesse, anche solo morale, all’attribuzione del vantaggio al terzo. Al terzo potrà

essere attribuita la titolarità di un diritto, a cui egli stesso discrezionalmente deciderà se ricorrere o meno, e non un

vantaggio meramente economico.

Tipici esempi sono l’accollo, il contratto di trasporto, la rendita a favore di terzi, l’assicurazione sulla vita a favore di

terzi.

Le caratteristiche del contratto a favore del terzo sono :

• il terzo acquista il diritto verso chi ha fatto la promessa fin dal momento della stipula del contratto a suo favore;

• il terzo ha facoltà di rinunzia al diritto attribuitogli;

• lo stipulante può revocare o modificare la stipulazione fino al momento in cui il terzo dichiari espressamente di

volere utilizzare il diritto;

• la causa dell’acquisto del diritto è il contratto a favore del terzo; perciò il promittente può opporre al terzo tutte le

eccezioni fondate sul contratto ma non quelle fondate sui rapporti tra promittente e stipulante.

LA RESCISSIONE E LA RISOLUZIONE DEL CONTRATTO

L’azione di rescissione

La rescissione del contratto è l’azione che rende inefficace il contratto; può essere chiesta nel caso in cui il contratto

Si può chiedere la rescissione del contratto

presenti anomalie genetiche, ovvero risalenti al momento della sua stipula.

se concluso in stato di pericolo e per lesione. stato di pericolo

Per esperire un’azione di rescissione del contratto concluso in occorrono due presupposti [art. 1447

codice civile] :

Bezhani Esla vietata la vendita Pagina 54

• lo stato di pericolo in cui si trovava uno dei due contraenti o un’altra persona che ha spinto il contraente alla stipula;

• l’iniquità delle condizioni. lesione

Per esperire un’azione di rescissione di un contratto (sinallagmatico) per si richiedono [art. 1448 codice civile] :

• una lesione ovvero una sproporzione tra le due prestazioni (la prestazione dovuta deve avere un valore più che

doppio rispetto alla controprestazione) che deve valere fino al momento in cui la domanda è proposta;

• lo stato di bisogno della parte danneggiata, ovvero uno stato di disagio economico tale da incidere sulla corretta

valutazione del contratto;

• che l’altra parte abbia approfittato dello stato di bisogno.

L’azione di rescissione per lesione non è ammissibile riguardo ai contratto aleatori.

Il contraente contro cui è proposta un’azione rescissione può evitarla eliminando la sproporzione tra le due prestazioni.

La rescissione non ha efficacia retroattiva, e quindi non può pregiudicare i diritti acquisiti da terzi.

L’azione si prescrive in un anno dalla conclusione del contratto.

L’azione di risoluzione

L’azione di risoluzione serve a sciogliere il rapporto contrattuale e fare come se non sia mai esistito; si hanno tre cause

risoluzione: per inadempimento, per impossibilità sopravvenuta, per eccessiva onerosità.

principali di

L’azione di risoluzione per inadempimento; in un contratto a prestazioni corrispettive qualora una delle parti risulti

inadempiente, all’altra è concesso il diritto potestativo di agire per la risoluzione del contratto : il contratto verrà

considerato come mai stipulato e la parte non inadempiente avrà il diritto di chiedere il rimborso delle spese dovute

all’assoluto inadempimento [art. 1453 codice civile]. La parte non inadempiente potrà ovviamente ottenere la ripetizione

della propria prestazione qualora questa sia stata già eseguita; è anche in suo potere chiedere al posto della risoluzione

una condanna all’adempimento in tal caso potrà chiedere una condanna per ritardato adempimento.

Per ottenere la risoluzione del contratto è necessario presentare una domanda giudiziale; spetterà quindi al giudice

accertare se vi è stato effettivamente inadempimento del contratto e se la responsabilità di questo deve attribuirsi al

convenuto. Il giudice dovrà anche dichiarare che l’inadempimento non abbia scarsa importanza. Una volta accolta la

domanda dal giudice, l’altra parte non potrà più operare per l’adempimento, salvo il consenso della parte che si è rivolta

al giudice; allo stesso modo la parte che ha fatto domanda di risoluzione non potrà pretendere l’adempimento. La

risoluzione non ha effetto retroattivo e le cose date devono essere restituite.

La risoluzione di diritto è la risoluzione di un contratto che può avvenire solo nei tre casi espressamente previsti

dall’ordinamento :

• Clausola risolutiva espressa, clausola contrattuale con cui le parti si accordano, al momento della stipula, per

considerare risolto il contratto qualora una determinata obbligazione non venga adempiuta o venga adempiuta con

ritardo [art. 1456 codice civile]. In seguito all’inadempimento della specifica obbligazione il contratto non viene

considerato automaticamente risolto, viene attribuito alla parte non inadempiente il diritto potestativo di chiedere la

risoluzione semplicemente comunicandolo all’altra parte. Dalla ricezione della comunicazione il contratto si intende

sciolto. Tale clausola stimola le parti a non ritardare.

• Diffida ad adempiere, qualora nel contratto manchi una clausola risolutiva espressa, in caso di inadempimento, la

parte non inadempiente può intimare l’altro contraente ad adempiere entro un termine congruo, dichiarando che,

qualora non si verifichi l’adempimento entro detto termine, il contratto sarà da considerare risolto [art. 1454 codice

civile]. La risoluzione del contratto opera di diritto e non vi sarà necessità di alcuna iniziativa giudiziale.

• Termine essenziale, termine oltre il quale la prestazione diviene inutile [art. 1457 codice civile]. L’essenzialità del

termine può essere oggettiva, qualora derivi dalla natura stessa della prestazione, oppure può essere soggettiva,

quando deriva da accordi contrattuali. Il contratto si considera risolto allo scadere del termine, a meno che la parte

interessata non comunichi che ha interesse ad accettare un adempimento tardivo con una raccomandata entro tre

giorni dalla data fissata.

Eccezione di inadempimento: eccezione che una parte può opporre all’altra per adempiere al proprio obbligo successivo

all’adempimento dell’altra qualora l’altra parte risulti inadempiente. L’inadempimento a cui si fa ricorso deve essere di

importanza sufficiente da giustificare l’eccezione a cui si fa ricorso.

Mutamento delle condizioni patrimoniali dei contraenti qualora il patrimonio di una delle parti sia divenuto tale da

mettere in pericolo la sua prestazione, è concesso all’altra parte di sospendere l’esecuzione della prestazione a questa

dovuta [art. 1561 codice civile], unica eccezione si ha se il credito è garantito.

Bezhani Esla vietata la vendita Pagina 55

La clausola solve et repete è la clausola con cui si dispone che una parte, prima di opporre le proprie eccezioni, è tenuta

all’adempimento [art. 1462 codice civile]. Tale clausola non ha effetto per le eccezioni di nullità, di annullabilità e di

rescissione del contratto e può essere derogata dal giudice qualora ricorrano gravi motivi.

La risoluzione per impossibilità sopravvenuta nei contratti a prestazioni corrispettive l’impossibilità sopravvenuta

libera la parte dalla prestazione dovuta, e libera quindi l’altra parte dalla controprestazione, dando luogo alla risoluzione

(di diritto) del contratto [art. 1463 codice civile].

Se la prestazione diviene solo parzialmente impossibile dovrà essere proporzionalmente ridotta la controprestazione; la

risoluzione sarà parziale, ma se la parte residua non interessa la parte può recedere dal contratto.

Nel caso di perimento di merci durante il trasporto il destinatario è obbligato a pagare lo stesso il corrispettivo in quanto

il contratto si è perfezionato al momento del consenso e non della consegna.

La risoluzione per eccessiva onerosità ha luogo quando si verificano le tre condizioni [art. 1467 codice civile] :

• che il contratto prevede il decorso di un certo lasso di tempo tra la stipula e l’esecuzione della prestazione;

• che sopravvenga un’eccessiva onerosità a carico di una della parti : tale onerosità dovrà comportare un grave

squilibrio tra le due prestazioni;

• l’eccessiva onerosità dovrà essere dipesa da eventi straordinari ed imprevedibili.

La risoluzione per eccessiva onerosità non si applica ai contratti aleatori. La risoluzione per eccessiva onerosità può

essere evitata eliminando lo squilibrio tra le due prestazioni.

Nei contratti con obbligazioni a carico di una sola parte l’eccessiva onerosità non da luogo alla risoluzione del contratto

ma solo alla sua rivedibilità.

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I CONTRATTI TIPICI

Sono contenuti nel titolo terzo del libro quarto un elenco di contratti regolati dal legislatore

compravendita

A. la contratti di borsa, riporto, contratto estimatorio,

B. contratti di scambio che realizzano un (permuta,

do ut des

somministrazione) leasing, appalto, trasporto)

C. contratti di scambio che realizzano un (locazione,

do ut facies commissione, spedizione, agenzia, mediazione)

D. contratti di cooperazione nell’altrui attività giuridica (mandato,

comodato, mutuo)

E. contratti reali (deposito, apertura di credito, sconto, cassette di sicurezza)

F. contratti bancari (deposito,

assicurazioni, gioco e scommessa)

G. contratti aleatori (rendita, anticresi)

H. contratti diretti a costituire una garanzia (fideiussione, cessione dei beni ai creditori)

I. contratti diretti a derimere una controversia (transazione,

vendita porta a porta

Nella il contraente debole viene tutelato con un diritto di recesso esercitabile fino a dieci giorni

dopo la stipula del contratto e che non comporta nessuna spesa per questi; la clausola è irrinunciabile, le cose devono

essere restituite e il giudice competente è quello del distretto del consumatore.

A) La compravendita.

La compravendita è il contratto che ha per oggetto il trasferimento della proprietà di una cosa o il trasferimento di un

altro diritto verso il corrispettivo di un prezzo determinato o determinabile. [art. 1470 codice civile]. È il prezzo che

contraddistingue la compravendita dalla permuta.

preliminare di vendita

Nel le parti si impegnano a stipulare successivamente un contratto; la parte inadempiente può

essere obbligata con sentenza del giudice ad adempiere. Nell’opzione una parte si impegna ad effettuare una alienazione

prelazione

se l’altra parte vuole e quando vuole. Nella non si ha obbligo a vendere ma in caso di vendita si ha l’obbligo

di fare una proposta a chi gode del diritto.

E’ un contratto consensuale, cioè per il suo perfezionamento non occorre la consegna della cosa, ed inoltre è un contratto

ad effetti reali nel senso che il diritto si trasmette automaticamente per effetto del consenso delle parti; quindi si può

vendere anche una cosa di cui non si dispone ma si ha l’obbligo di procurarne il possesso all’acquirente.

Non sempre la vendita è ad effetti reali, in questo caso si ha efficacia obbligatoria; le più importanti figure di vendita

obbligatoria sono :

• la vendita alternativa, perfezionata con la scelta di una tra più cose

• la vendita di cosa futura, perfezionata con l’esistenza o creazione della cosa

• la vendita di cose generiche perfezionata con la specificazione

• la vendita di cosa altrui

Per quanto riguarda la vendita di beni immobili e di mobili registrati, questa deve essere fatta per iscritto ed è

soggetta a trascrizione.

Le obbligazioni principali del venditore sono [art. 1476 codice civile] :

• fare acquistare al compratore la proprietà della cosa o la titolarità del diritto oggetto dello scambio

• consegnare la cosa al compratore o metterlo in grado di poterla utilizzare

• garantire il compratore dall’evizione e dai vizi della cosa

Il compratore può essere disturbato nel godimento del bene per effetto di pretese che terzi facciano valere nei sui

confronti; in questo caso si parla di evizione; tre sono i momenti dell’evizione :

1. pericolo di evizione

2. pendenza del giudizio

3. compimento del giudizio

Esistono inoltre varie ipotesi :

evizione totale,

a) quando il compratore soccombente in giudizio è costretto a consegnare il bene ad un terzo oppure,

l’espropriazione per fini di pubblica utilità. Il compratore che subisce l’evizione, se ha chiamato nel giudizio invocato

da terzo anche l’alienate, ha diritto alla restituzione del rezzo dall’alienante.

evizione parziale,

b) in questo caso il compratore ha diritto alla risoluzione qualora non avrebbe acquistato la cosa

senza la parte per cui ha subito l’evizione; egli può pretendere la restituzione parziale del prezzo pagato e un

risarcimento danni;

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cosa gravata da oneri o da diritti di godimento di terzi,

c) le stesse conseguenze di sopra

Secondo l’art.1490 del codice civile al compratore spetta una speciale tutela denominata garanzia per i vizi. In base

ex lege

a tale articolo il venditore è tenuto alla garanzia quando i vizi siano tali a rendere il bene inidoneo all’uso o da

diminuirne in modo apprezzabile il valore; il difetto deve essere denunciato entro otto giorni se apparente, entro otto

giorni dalla scoperta se occulto. La garanzia non è dovuta nel caso in cui il compratore conosceva i vizi. Il compratore

può inoltre ricorrere alla risoluzione del contratto (actio redhibitoria) restituendo il bene e facendosi restituire il prezzo

pagato, oppure la riduzione del prezzo (actio aestimatoria), salvo l’azione di risarcimento danni a meno che il

compratore non dimostri di aver ignorato i vizi della cosa; analoga garanzia vale se la cosa venduta non abbia le qualità

promesse o sia inidonea all’uso. L’azione del compratore è soggetta ad un termine di prescrizione di un anno.

principale del compratore

Nella compravendita l’obbligazione consiste nel pagare il prezzo [art. 1498 codice civile]

mentre è nulla la vendita senza prezzo identificabile o in cui il prezzo è simbolico.

vendita con patto di riscatto

Nella il venditore si riserva il diritto di riavere la cosa venduta mediante restituzione del

prezzo e i rimborsi stabiliti dalla legge [art.1500 codice civile] e senza un nuovo contratto.

Diverso dal patto di riscatto è il patto di retrovendita che ha effetti obbligatori, cioè obbliga il compratore ad un nuovo

contratto di vendita.

in diem addictio

La vendita riserva al venditore il diritto di non far valere la vendita se entro un certo tempo questi

riesce a trovare un acquirente che offra migliori condizioni.

Le figure particolari di vendita mobiliare sono :

I. vendita con riserva di gradimento, in cui il perfezionamento si ha con la comunicazione di gradimento al venditore

II. vendita a prova, condizione sospensiva che permette all’acquirente di provare le qualità del bene

III. vendita su campione, perfetta ma può essere risoluta se la merce differisce dal campione

altre figure di vendita mobiliare sono :

• vendita su documenti che attribuiscono a chi li possiede il diritto ad ottenere la consegna delle cose stesse dal

detentore ed il potere di disposizione su di esse

• vendita cif, costo, insurance, freight compresi

• vendita fob free on bord, franco stazione

• vendita a termine di titoli di credito

Nella vendita a rate il prezzo è pagato frazionatamente entro un certo tempo. L’effetto reale della vendita è sottoposto

alla condizione sospensiva del pagamento integrale. I rischi di perimento nascono però col possesso; i beni in corso di

pagamento non sono pignorabili; il bene ritorna nelle mani del venditore ne caso di mancato pagamento di una rata per

un importo maggiore di un ottavo, e questi ha diritto al risarcimento per l’uso e danni

Il credito al consumo è una forma di credito concesso sotto forma di finanziamento o di dilazione di pagamento a favore

di un consumatore che agisce per scopi estranei alla sua attività svolta.

La vendita immobiliare può essere fatta su misura ( a m quadro) o a corpo (immobile). Non sono validi gli atti di

cessione per cui manca la licenza edilizia.

B) Contratti che realizzano un do ut des

permuta

La è il contratto avente per oggetto il reciproco trasferimento della proprietà di cose; viene regolamentata come

la compravendita.

contratti di borsa

I sono vendite di cose generiche; possono essere per contanti, a premio a termine . La materia di borsa

è regolata dalla Legge 20 marzo 1913 n°272 e dal regolamento approvato con R.D. 4 agosto 1913 n°1068 .

Tali contratti sono di compravendita di valori o di merci che vengono generalmente conclusi per mezzo di speciali

mediatori (agenti di cambio) i quali nelle contrattazioni non spendono il nome dell’effettivo contraente .

La qualificazione dipende dalla peculiarità delle contrattazioni, dal loro oggetto, dal fine perseguito, dalla natura degli

operatori .

Si distinguono per contratti :

• a pronti, per l’acquisto immediato

• a termine quando l’esecuzione del rapporto è differita

nelle operazioni a termine il termine è essenziale.

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riporto

Il è un contratto in base al quale una persona (riportato) trasferisce ad un altro (riportatore) la proprietà di titoli di

credito contro consensuale pagamento di un prezzo; allo stesso tempo il riportatore si obbliga a ritrasferire al riportato

alla scadenza del termine fissato nell’accordo iniziale, la proprietà di altrettanti titoli della stessa specie. Non è una

doppia vendita, ma deve essere considerato come un contratto unitario; può essere visto come mezzo di finanziamento,

di possibilità di voto nelle assemblee e per sfruttare movimenti dei prezzi borsistici.

Il contratto estimatorio è un obbligazione facoltativa; in base a tale contratto una parte consegna ad una o più cose

mobili all’altra, che si obbliga a pagare il prezzo, con la facoltà però di liberarsi prima del pagamento da tale

obbligazione restituendo la cosa nel termine stabilito; si perfeziona col pagamento.

La somministrazione è un contratto con il quale una parte si obbliga, verso corrispettivo di un prezzo, ad eseguire a

favore dell’altra prestazioni periodiche o continuative di cose. È concesso il diritto di recesso e si può risolvere il

contratto per inadempimento della prestazione

C) Contratti che realizzano un do ut facias

locazione

La è il contratto con il quale una parte si obbliga a far utilizzare ad un altro soggetto una cosa per un dato

periodo di tempo, in cambio di un determinato corrispettivo [art. 1571 codice civile]. Si possono avere diverse tipi di

locazioni :

• locazione di beni mobili

• locazione di beni immobili urbani

• locazione di immobili non urbani

• locazione di beni produttivi in tal caso si parla di affitto

Può essere a tempo determinato o indeterminato; in tal caso si può recedere dando un preavviso

È un contratto consensuale, sinallagmatico, non c’è locazione se non vi è un prezzo detto fitto, inoltre è previsto un limite

max e un limite minimo.

L’alienazione del bene non ne determina lo scioglimento del contratto, inoltre il locatore ha l’obbligo di consegnare e

mantenere la cosa in stato da servire all’uso convenuto; il conduttore ha l’obbligo di servirsi della cosa secondo l’uso

pattuito e con la diligenza del buon padre di famigli e salvo patto contrario è ammessa la sublocazione ma non la

cessione del contratto senza autorizzazione del locatore

Locazione di immobili adibiti ad uso di abitazione, la durata della locazione non può essere inferiore a quattro anni, il

conduttore può recedere dal contratto in caso di gravi motivi, il conduttore non può sublocare ed il canone è libero

mentre se il canone di locazione è stabilito dalla legge (equo canone), il periodo minimo è di tre anni. La forma scritta è

richiesta ab substantiam

Locazione di immobili adibiti ad uso diverso da quello di abitazione, la durata non può essere inferiore a sei o nove

anni per gli alberghi, il canone è liberamente determinato dalle parti per il primo anno e entro il 75% IPC per i successivi;

è ammessa al sublocazione, il conduttore ha diritto di prelazione; nel caso di cessazione del rapporto per colpa non del

conduttore questi ha diritto ad un indennizzo per l’avviamento.

Il leasing è una locazione con facoltà di compra; il bene affittato viene acquistato da una società di leasing su richiesta

del conduttore e rimane nella proprietà del locatore fino al riscatto. Tipo particolare di leasing è il leaseback in cui un

proprietario aliena un suo bene ad una società di leasing e lo riaffitta.

L’appalto è un contratto con cui si assume a proprio rischio l’esecuzione di un’opera o di un servizio contro un

corrispettivo in denaro; l’appaltatore è un imprenditore; è un obbligazione di fare; in genere il committente fornisce un

progetto e l’appaltatore si carica di tutti i rischi connessi alla costruzione della cosa, egli ha però diritto di chiedere

modifiche del progetto affinché l’opera risulti a regola d’arte. Il committente ha quindi diritto a verificare l’opera prima

della consegna che risulta garantita anche senza una espressa clausola. L’appalto non può essere ceduto ma si può

subappaltare con l’autorizzazione del committente; si differenzia dalla vendita perché questa è una obbligazione di dare

e non fare.

subfornitura

La può consistere in una vendita, in un appalto, in una somministrazione o in una locazione finanziaria; si

ha l’obbligo di una forma scritta.

Il contratto di trasporto è un contratto con cui una parte si assume l’obbligo verso corrispettivo a trasferire persone o

cose da un luogo ad un altro.

Il trasporto pubblico viene gestito tramite concessione governativa e devono essere rispettati due obblighi:

quello di contrarre con chiunque ne faccia richiesta

quello d osservare la parità di trattamento

Nel trasporto di cose queste vengono affidate al vettore, nel trasporto di persone manca invece questo affidamento. Nel

trasporto di persone il vettore garantisce dell’incolumità dei viaggiatori, e in caso di sinistro la colpa del vettore è

presunta e in più egli ha l’onere di provare che erano state poste in essere tutte le misure idonee a garantire l’incolumità.

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Il viaggiatore ha l’onere di provare l’esistenza del contratto di viaggio e che il danno si è avuto nel corso della

prestazione; sono nulle le clausole che limitano la responsabilità del vettore. Nel trasporto amichevole l’unica

responsabilità e quella aquilana di non provocare danni a terzi.

D) Contratti di cooperazione nell’altrui attività giuridica

Il mandato è il contratto che ha per oggetto il compimento di atti giuridici da parte del mandatario per conto del

mandante. Il mandatario può avere un procura che è l’atto con cui il mandante attribuisce potere di rappresentanza

giuridica al mandatario; il mandato è invece il contratto con cui mandante e mandatario regolano i rapporti interni. Il

mandatario, se ha ricevuto la procura, dichiara ai terzi di agire in nome del mandante, che è il reale interessato, se invece

è senza procura si parla di mandato senza rappresentanza. Gli effetti giuridici ricadono sul mandatario che poi deve

trasferirli con successivo atto al mandante; in caso il mandatario rifiuti questo trasferimento il mandante può richiedere il

trasferimento forzoso dal giudice. Siccome nel mandato senza rappresentanza i beni entrano temporaneamente nel

patrimoni del mandatario, la legge tutela il mandante precludendo l’escussione da parte dei creditori del mandatario dei

beni acquisiti nel mandato Il mandante è tenuto a fornire al mandatario i mezzi per eseguire il mandato, a rimborsagli le

spese e a pagargli il compenso e risarcirgli i danni procuratisi nell’ambito del mandato; il mandatario deve agire con la

diligenza del buon padre di famiglia. Il mandatario non può farsi sostituire da altri, se ciò non è necessario o il mandante

non vi acconsente; inoltre il mandato può essere sempre revocato dal mandante e si estingue per la morte, oltre che del

mandante, del mandatario, per il suo fallimento. [art. 1703 codice civile] o per dichiarazione unilaterale di uno dei due.

Le gestioni patrimoniali si presentano come:

gestione in monte tipiche dei fondi comuni di investimento

gestione di patrimoni individuali riservata alle SIM, alle banche ed alle imprese di investimento.

Il contratto di gestione ha forma scritta, e la gestione segue i criteri della sana e prudente gestione. I soggetti abilitati sono

soggetti ai controlli della CONSOB e della Banca d’Italia; I partecipanti possono in ogni momento uscire dalle gestioni e

riacquistare il possesso del loro denaro.

Il contratto di commissione è un particolare mandato con il quale una persona (commissionario) compra o vende beni in

nome proprio ma per conto di altri (committente). Il commissionario è retribuito con una provvigione. [art. 1731 codice

civile].

Il contratto di spedizione è il contratto con cui una parte (spedizioniere) si obbliga a stipulare un contratto di trasporto

in nome proprio, ma per conto dell’altra parte (mandante) e di compiere le operazioni accessorie quali imballaggio,

assicurazione sdoganamento [art. 1737 codice civile].

Il contratto di agenzia è il contratto con cui un’impresa affida ad un agente l’incarico con carattere di stabilità, di

promuovere, nella zona assegnatagli, la stipulazione di contratti con i terzi relativi ai prodotti del preponente. L’agente

non provvede di regola a stipulare gli ordini ma solo a trasmetterli all’azienda. Se all’agente viene data anche una

agente di commercio.

capacità di rappresentanza allora si parla di L’agente è un imprenditore infatti egli supporta da

solo tutte le spese relative all’attività, in cambio egli gode di una esclusiva sul prodotto e sulla zona assegnata. All’uscita

dal contratto è previsto un indennizzo. La differenza cl mandatario è che questi stipula ordini mentre l’agente si limita a

trasmetterli.

Il franchising è un contratto a prestazioni corrispettive, con cui un imprenditore, detto franchisor, attribuisce ad un

altro imprenditore, detto franchisee, il diritto di vendere i suoi prodotti o servizi, usando il suo marchio, il suo know-

how e i suoi segni distintivi, e gli fornisce un’assistenza commerciale sia per avviare l’unità di vendita che per tutta la

successiva durata del contratto. In cambio la controparte deve pagare un corrispettivo all’atto della stipulazione del

contratto con il quale entra nella catena ed un canone periodico.

La mediazione è l’intervento di una persona estranea alle parti che pur non essendo legato a nessuna di esse da rapporti

di collaborazione o di dipendenza, le mette in relazione tra loro per provocare o agevolare la conclusione del contratto. I

mediatori sono iscritti in apposito ruolo; hanno diritto ad una provvigione da entrambe le parti anche se ha agito per una

di esse ma basta che l’affare si è concluso per il suo intervento. È tenuto a comportarsi con buona fede con entrambe le

parti. Ha diritto ad un rimborso anche se l’affare non è stato concluso solo quando abbia agito per ordine di una parte e

nei confronti di questa.

E) I principali contratti reali

si concludono con la consegna della cosa

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Il deposito regolare è il contratto col quale una parte riceve dall’altra una cosa mobile con l’obbligo di custodirla e di

restituirla in natura [art. 1766 codice civile]. E’ un contratto unilaterale che si presume gratuito e la causa sottostante è la

custodia del bene. Il depositario non ha ne proprietà ne possesso della cosa e la deve restituire al depositante su sua

richiesta. Non importa quale sia il titolo del depositante sulla cosa, e quindi il depositario non può pretendere che il

depositante dimostri la proprietà irregolare

Il deposito può essere regolare o a seconda che si lasci in deposito cose infungibili o fungibili. Nel deposito

irregolare (denaro) il depositario può servirsene ed acquista quindi la proprietà della cosa con l’obbligo di restituirne

altrettante dello stesso genere.

magazzini generali

Il deposito nei sono contratti a titolo oneroso; ai depositanti vengono rilasciati titoli (fedi di

deposito) equivalenti alle merci depositate. La merce può essere venduta con il trasferimento delle fedi di deposito. I

depositi possono essere alla rinfusa e in tal caso ognuno riceverà una quantità di bene fungibile, ma la differenza col

deposito irregolare è che il bene non passa nella disposizione di nessuno.

Il comodato è un contratto reale, unilaterale e gratuito. Consiste nella consegna gratuita di una cosa da una persona ad

un altra affinché se ne serva per un certo termine ed infine la restituisca. Può essere fatto solo su cose inconsumabili; a

differenza del deposito il comodatario può servirsi della cosa. Il comodato non può essere oneroso altrimenti si ricade

nella figura d locazione, tuttavia il comodatario è tenuto alle spese per la normale manutenzione o utilizzazione. Il

comodato precario non è di durata determinata e quindi è soggetto alla restituzione del bene non appena richiesto.

Il mutuo è il contratto con cui una parte consegna all’altra una quantità di denaro o una quantità di cose fungibili e

l’altra si impegna a restituirle; mutuo perché da mio diventa tuo. Il mutuo è del tutto simile al quasi usufrutto, solo che

mentre quest’ultimo si perfeziona col consenso, il mutuo si perfeziona con la consegna. Il mutuo si presume oneroso e

dove non siano stabiliti interessi si presuppongono quelli legali.

F) I contratti bancari

Il codice regola a parte i principali contratti bancari [art.1834 e seguenti codice civile], tutto il diritto bancario è

tipicamente un diritto speciale.

L’impresa bancaria è essenzialmente commerciale [art.2195 codice civile] e può essere esercitata soltanto da determinate

persone giuridiche sottoposte al continuo controllo dello Stato.

L’attività bancaria è sottoposta al controllo degli organi di vigilanza delle Banca d’Italia e l’intera materia è regolata da

leggi speciali sull’esercizio del credito e la difesa del risparmio e specialmente dalla Legge 7 marzo 1938 n°141 .

Le operazioni si distinguono in passive, per mezzo delle quali la banca raccoglie capitali, e in attive, per mezzo delle

quali la banca li impiega .

Depositi bancari in denaro costituiscono le principali operazioni passive [art.1834 codice civile] .

Il deposito si configura come un contratto di deposito irregolare e fa sorgere alla banca l’obbligo di restituzione alla

scadenza del termine; in generale la banca concede un interesse e la gestione avviene tramite conto corrente.

Art.1782 dove non ci siano norme speciali per il deposito e manchino disposizioni del contratto o usi si applicano le

norme sul mutuo .

Al deposito viene affiancato un libretto che è il documento esclusivo per la prova dei versamenti e prelievi; se emesso al

portatore chi lo possiede di regola può disporre delle somme depositate, se nominativo, il solo soggetto a cui è intestato

può compiere operazioni di esazione del credito.

L’apertura di credito costituisce una fondamentale operazione attiva, è il contratto mediante il quale la banca si obbliga

di mettere a disposizione del cliente una somma per un dato periodo o a tempo indeterminato . Caratteristica del

contratto è la disponibilità della somma che può anche essere utilizzata parzialmente.

L’apertura del credito viene concessa generalmente dietro garanzia; questa si estingue alla fine del rapporto e permane

anche nei momenti in cui l’affidamento non viene sfruttato. È un contratto consensuale (differente quindi dal mutuo);

Anticipazione bancaria è una sottospecie dell’apertura del credito, sua caratteristica è che l’anticipato fornisce alla banca

finanziatrice una garanzia reale con pegno su merci o su titoli .

Sconto è certamente utilissimo strumento per la prosperità del commercio .

Il titolare di un credito non ancora scaduto può realizzare subito il valore che gli è necessario rivolgendosi a una banca,

la quale anticipa l’importo al cliente, ricevendo in cessione il credito e detraendo gli interessi sulla somma dovuta. La

cessione di intende pro solvendo e questo fa rientrare lo sconto nella categoria dei prestiti garantiti.

Custodia sia ha quando il cliente deposita in banca cose di pregio, la proprietà degli oggetti depositati resta al

depositante, il quale rifondere alla banca le spese e pagare un compenso per il servizio [art.1767 codice civile] .

In qualunque evenienza il depositante ha il diritto di riavere per intero i valori depositati.

Bezhani Esla vietata la vendita Pagina 61

E’ chiuso quando si consegue un involto che deve essere restituito nella sua integrità .

E’ aperto quando si consegnano cose o titoli individuali da restituire nella loro identità .

Con il servizio cassette di sicurezza la banca mette a disposizione del cliente una cassetta dove egli può deporre tutto ciò

che intende preservare . Questa non può essere aperta senza il consenso di due persone e precisamente di chi

rappresenta la banca e del cliente. La banca si libera della sua responsabilità per l’integrità della cassetta quando riesca a

dimostrare l’esistenza di un caso fortuito [art.1839 codice civile].

Operazioni di credito agrario sono caratterizzate dalle facilitazioni che lo Stato vi collega in favore dell’agricoltura .

La legislazione in materia distingue due specie di operazioni :

• c.a. di esercizio ha lo scopo di fornire all’agricoltura i capitali necessari per la normale gestione dell’az.

• c.a. di miglioramento ha lo scopo di finanziare l’imprenditore agricolo che voglia attuare perfezionamenti colturali .

Tali operazioni si attuano mediante concessione di prestiti con speciali tassi di favore .

I prestiti e l’anticipazione del credito agrario d’esercizio sono fatti in natura e in denaro .

La cambiale agraria è un titolo equiparato in tutto il resto alla cambiale ordinaria, contiene in più l’indicazione del

rapporto di valuta, il fondo per cui il prestito è concesso e la garanzia da cui è assistito .

Contratto di conto corrente;

Mediante tale contratto le parti si obbligano a ammontare in un conto i crediti derivanti dalle reciproche rimesse

[art.1823 codice civile]. Tutte le partite risultano sistemate con il pagamento del solo saldo. In genere il CC è un contratto

accessorio ad uno principale di prestito o di deposito, e la banca è obbligata ad inviare una serie di estratti conto

periodici al cliente; tali estratti sono soggetti all’approvazione del cliente, ma si considerano approvati con la regola del

silenzio assenso in tre giorni dal ricevimento. Appartiene alla categoria dei contratti normativi.

Ci sono tre punti fondamentali :

• obbligatorietà in sezione del conto delle rimesse ricevute

• inesigibilità dei singoli crediti per la durata stabilità

• esigibilità del saldo a chiusura di ciascun periodo

Crediti e debiti che non siano suscettibili di compensazione sono esclusi dal rapporto [art.1824 codice civile].

Le somme riscosse o pagate dalla banca in esecuzione degli incarichi vengono accreditate o addebitate al cliente

riconosciute mediante scambio di corrispondenza .

G) I contratti aleatori

Contratti di rendita il codice regola sia il contratto di rendita vitalizia, che è tipicamente aleatorio, sia il contratto di

rendita perpetua, che non dipende dalla incerta durata di una vita.

Nella costituzione di rendita viene corrisposto un bene fungibile ad intervalli di tempo regolari; la rendita è perpetua

quando le prestazioni da farsi sono senza limite di tempo, vitalizia quando l’obbligo di pagare le annualità cessa con la

morte di una persona.

La rendita perpetua può essere sciolta con atto unilaterale del obbligato pagando la somma capitalizzata della rendita

perpetua.

La rendita vitalizia ha invece carattere puramente aleatorio e non può essere quindi capitalizzata; può essere costituita

sia per contratto oneroso sia per donazione o testamento.

Essendo il contratto aleatorio, il promittente non ha mezzo per rimediare alla gravosità della prestazione [art.1879 codice

civile].

Assicurazione vuol dire ripartizione dei rischi, oppure assunzione di rischi da parte di un terzo, che spesso è un

impresa con lo scopo di lucro; con ciò si intende che il rischio viene trasferito dall’assicurato all’assicuratore. Con essa si

da valore alla soddisfazione del danneggiato rispetto alla ricerca di una responsabilità dell’autore del danno.

Il contratto di assicurazione è consensuale, aleatorio, a prestazioni corrispettive, il che significa che la mancanza della

casualità conosciuta da una delle parti rende nullo l’atto o i può chiedere la risoluzione o la rettifica.

L’impresa di assicurazione non può essere esercitata da una persona singola o da un’impresa personale ma solo da un

istituto di diritto pubblico da una società per azioni e da una mutua assicuratrice (art.1883).

Abbiamo due tipi di assicurazione :

assicurazione contro i danni, si considera essenziale l’indennizzo del danno che si potrà verificare; l’indennizzo

non potrà mai essere superiore al valore della cosa; siccome la funzione dell’assicurazione è quella di allentare il

peso di una perdita patrimoniale dell’assicurato, è vietato assicurare beni altrui in quanto cade il precedente

principio. quando vi è stato dolo il contratto non è valido.

L’assicurato deve dare avviso del sinistro di regola entro tre giorni dall’accadimento all’assicuratore e deve fare

quanto è possibile per il salvataggio delle cose per ridurre il danno.

Bezhani Esla vietata la vendita Pagina 62

Assicurazioni sulla vita si perseguono scopi di previdenza, stabilendosi il pagamento di somme determinate

all’avverarsi di talune vicende della vita; il contraente è talora diverso dall’assicurato, alla cui vita si riferisce

l’alea e diverso può essere il beneficiario (assicurazione a favore di terzo). E’ vietato concludere assicurazioni caso

morte su di un terzo senza il consenso da provarsi per iscritto .

Tipi di assicurazione sono: caso morte in cui il momento della morte costituisce l’alea del contratto; caso vita in

cui la sopravvivenza all’anno x determina l’alea; miste.

La legge stabilisce che salvo patto contrario l’assicuratore non è tenuto al pagamento della somma assicurata

nell’ipotesi di suicidio nei primi due anni dal contratto [art.1927 codice civile].

Il contratto si forma sulla base di una proposta sottoscritta da chi chiede l’assicurazione, è un contratto basato sulla

buona fede. L’obbligo dell’assicurato è di dichiarare esattamente e senza reticenza, tutto ciò che è richiesto.

Il contratto richiede a probationem lo scritto.

Il contratto, che generalmente presenta la forma per adesione, si ritiene concluso quando il cliente proponente riceve

notizia della accettazione dell’assicuratore, la conclusione non necessariamente coincide con il perfezionamento.

Giuoco e scommessa:

Sono i contratti aleatori per eccellenza, ma a differenza delle assicurazioni non hanno scopo previdenziale. Se il gioco è

proibito nessun diritto nasce a favore del vincitore che è obbligato a restituire le somme vinte, mentre se è legale il

perdente non può ripetere quanto abbia spontaneamente pagato. Il credito di gioco non è assistito da nessuna norma.

H) Contratti diretti a costituire una garanzia

La fideiussione è un contratto di natura accessoria in cui il fideiussore si obbliga personalmente verso il creditore

garantendo l’adempimento del debitore [art. 1936 codice civile]. Il fideiussore garantisce l’adempimento con tutto il suo

patrimonio quindi questa è sicuramente una forma di garanzia più impegnativa dell’ipoteca su bene di terzi o il pegno di

terzi; proprio per questo la volontà di prestare fideiussione deve essere espressa. La fideiussione ha natura accessoria, il

che la fa esistere finquando esiste l’obbligazione principale. Generalmente il fideiussore è obbligato in solido col

debitore principale, è comunque possibile convenire l’obbligo della previa esecuzione del debitore principale. Il

fideiussore che ha pagato il debito al creditore è surrogato nei diritti di quest’ultimo nei confronti del debitore.

Al fideiussore è inoltre consentita un’azione specifica (di regresso) attraverso cui farsi rimborsare tutto ciò che ha pagato

al debitore principale [art. 1950 codice civile].

La fideiussione omnibus è quella in cui non è stabilito l’importo della garanzia ma solo un tetto massimo. Per la

validità dell’obbligazione nella garanzia deve essere indicato l’importo massimo per cui si presta la fideiussione

L’anticresi è un contratto in cui il debitore o un terzo si obbliga a consegnare al creditore un immobile a garanzia del

credito [art. 1960 codice civile]. Il creditore può utilizzare l’immobile e percepirà i frutti a titolo di interessi. L’anticresi è

soggetta a trascrizione ma in ogni caso non prevede un diritto di prelazione nel soddisfacimento del credito.

I) Contratti diretti a derimere una controversia

Transazione è il contratto con il quale le parti pongono fine a una lite già cominciata o prevengono una lite che sta per

sorgere tra loro, facendosi reciproche concessioni .

Essenziale è un incertezza subiettiva che è data dal solo fatto dell’esistenza di un conflitto attuale o potenziale tra le parti

.

Può avere oggetto diritti patrimoniali di qualsiasi natura, che devono essere disponibili .

La legge dichiara invalide le rinunce e le transazioni che hanno per oggetto diritti del prestatore di lavoro derivanti da

disposizioni inderogabili della legge o dai contratti e accordi collettivi .

L’impugnativa dev’essere proposta a pena di decadenza entro sei mesi dalla data di cessazione del rapporto e richiede la

prova scritta mentre la forma scritta ab substantiam è richiesta nel caso di controversie su diritti immobiliari; può essere

impugnata se è stata concessa per motivi che si sono rilevati non veri.

Compromesso è un contratto eccedente l’ordinaria amministrazione e richiede la forma scritta [art.806 e seguenti.

Codice civile].

L’accordo delle parti ha per oggetto l’attribuzione di un potere, contiene la rinunzia reciproca a ricorrere all’autorità

giudiziaria per le decisioni di una causa .

Bezhani Esla vietata la vendita Pagina 63

Deve determinare l’oggetto della controversia e deve contenere la nomina degli arbitri oppure stabilire il numero e il

modo per nominarli [art 807-809 codice civile].

Con l’accettazione gli arbitri si obbligano a decidere la controversia secondo le norme di diritto .

Clausola compromissoria consiste in un patto aggiunto a un contratto, con detta clausola si stabilisce che tutte le

eventuali controversie nascenti nell’applicazione del contratto dovranno essere decise da arbitri .

La cessione di beni ai creditori viene fatta per evitare la procedura esecutiva che è laboriosa e dispendiosa. Richiede la

forma scritta e si intende fatta pro solvendo.

Le obbligazioni nascenti da atti unilaterali:

Perché una promessa sia vincolante deve essere inserita in un contratto avente giusta causa oppure diretto a realizzare

tipiche;

una liberalità, ma in tal caso deve avere la forma solenne della donazione. Le promesse unilaterali sono quindi

un credito può essere fatto valere in giudizio solo se si riesce a dimostrarne la causa.

La promessa al pubblico acquista la sua efficacia vincolante non appena è resa pubblica. La promessa è vincolante di per

se senza che ci sia bisogno di accettazione (si noti la differenza con l’offerta al pubblico che è valida non appena

l’accettazione giunge all’offerente).

I titoli di credito sono caratterizzati dal contenere una promessa di pagamento o un ordine di pagamento. La forma di

documento scritto è uno strumento di prova ma è anche necessaria (ab substantiam); il possessore è legittimato a

I

ricevere la prestazione contenuta in esso, anche se non ne ha diritto e il debitore adempiente è in ogni caso liberato.

titoli di credito sono strumenti autonomi dal rapporto fondamentale ciò determina l’inopponibilità al terzo acquirente

delle eccezioni che l’emittente può opporre al prenditore. Siccome servono a favorire la circolazione della ricchezza sono

considerati come i beni mobili: il loro possesso vale titolo e non si può opporre al terzo acquirente in buona fede il difetto

di titolarità del suo dante causa.

Si dividono in :

titoli al portatore: per essere legittimato alla prestazione basta esibire il titolo

titoli all’ordine che si trasferiscono mediante consegna e girata; è legittimato alla prestazione colui che ha il possesso del

titolo e che può indicare a suo favore una serie continua di girate. (sono girate piene quelle che contengono tutti i dati del

giratario, e girate in bianco quelle che contengono solo la firma)

titolo nominativi in cui il titolo è intestato ad una persona determinata , e questa intestazione è tenuta anche in un

registro presso l’emittente. Per il trasferimento occorre l’annotazione nel registro dell’emittente e il rilascio di un nuovo

titolo (transfert). Il trasferimento può avvenire anche per girata piena autenticata da un notaio o da un agente di cambio

ma ha efficacia solo inter partes e deve essere fatta sempre l’annotazione presso l’emittente.

pecuniari

I titoli di credito possono essere quando sono cambiali, assegni, titoli di stato e obbligazioni; possono

titoli rappresentativi di merci

contenere altri diritti quando sono come fede di deposito, nota di pegno lettera di vettura

rappresentativi di partecipazioni

ecc..; possono anche essere come nelle azioni.

Caratteristiche del titolo di credito sono:

la letteralità, infatti il titolare può pretendere solo ciò che è scritto; ha forma cartolare

l’autonomia che serve a tutelare il terzo a cui il titolo viene trasferito, come abbiamo visto

l’astrattezza non comune a tutti i titoli: l’astrattezza si riferisce ad una mancanza di causa; sicuramente non sono astratti

l’azione e la nota di pegno….

Le eccezioni opponibili dal debitore sono di due tipi:

reali o assolute forma falsità della firma o di

che possono essere fatte valere contro tutti; abbiamo quelle di , di

incapacità di rappresentanza del sottoscrittore mancanza delle condizioni necessarie per l’esercizio

e quelle di

dell’azione come nel caso che sia intervenuta prescrizione o che il titolo non sia stato esibito

personali compensazione

o extracartolari come il caso di di credito o emissione con vizio di volontà nei confronti del

terzo in mala fede

smarrimento

Nel caso di o distruzione del titolo di credito si procede con l’ammortamento che serve a bloccarne

l’affidamento sulla sua validità che possono farne terzi. Si deve presentare un ricorso al presidente del tribunale locale

che ne pronunzia con decreto l’ammortamento e ne autorizza il pagamento dopo che sono trascorsi trenta giorni dalla

pubblicazione sulla gazzetta ufficiale e che sia stato notificato al debitore. Il pagamento effettuato prima di tale periodo e

liberatorio per il debitore ma è fata salva la possibilità di ripetere a favore del beneficiario vero a cura del finto creditore.

Bezhani Esla vietata la vendita Pagina 64

Altro soluzione è quella in cui entro i trenta giorni qualcuno proponga opposizione al decreto di ammortamento,

chiedendone l’annullamento. L’ammortamento non è applicabile ai titoli al portatore. Questi possono essere pagati solo

al termine del periodo di prescrizione se nessuno ne ha fatto richiesta e dando prova dello smarrimento.

Bezhani Esla vietata la vendita Pagina 65

Parte facoltativa

LA CAMBIALE

La cambiale è un titolo di credito all’ordine.

La cambiale tratta contiene l’ordine che una persona (traente) dà ad un'altra (trattario) di pagare ad un terzo

(prenditore) una somma di denaro. Il trattario è obbligato solo dal momento in cui accetta la tratta ovvero appone la

scritta ‘‘accettata’’ e la sua firma; se manca l’accettazione il traente o l’obbligato principale

Il vaglia cambiario o pagherò cambiario contiene la promessa di una persona (emittente) di pagare nelle mani di una

persona una somma di denaro.

La cambiale ipotecaria è garantita da ipoteca; si gira attraverso al girata e la successiva trascrizione dell’ipoteca

La cambiale agraria garantisce i prestiti agrari emessi per il miglioramento di un fondo; è assistita da particolari

privilegi.

Caratteristiche la letteralità e l’autonomia e l’astrattezza

sono (fatta valere solo nei confronti di terzi; il primo

Ha efficacia d titolo

beneficiario può opporre tutte le eccezioni ). Tali caratteristiche creano fiducia nella cambiale.

esecutivo e per l’esecuzione non vi è bisogno di sentenza di condanna.

Requisiti: scritta bollo;

deve essere e contenere un

deve contenere: denominazione di cambiale o di ordine di pagamento, identificazione delle parti, data e

sottoscrizione delle parti.

scadenza,

Il nome del primo prenditore può anche mancare (cambiale in bianco) ma deve essere scritto entro tre anni e non

può essere opposto al terzo portatore in buona fede.

Può essere emessa dal procuratore e dal mandatario senza rappresentanza che è obbligato di persona.

girata funziona come promessa cambiaria verso il giratario e

La permette di trasferire la cambiale, ma al tempo stesso

i successivi prenditori; il girante risponde dell’accettazione della cambiale. Non si ammette nessuna condizione nella

girata; Il traente può anche emettere una cambiale ‘’non all’ordine’’ vietandone quindi la girata (rimane permessa la

circolazione per cessione); in questo modo egli può opporre al terzo prenditore le eccezioni che avrebbe potuto opporre

al primo prenditore. Il cessionario acquista lo stesso diritto del cedente, i giratario acquista un diritto autonomo. La

girata in bianco in cui appare solo la firma del girante circola come un titolo al portatore. l’avallo.

Anche l’obbligazione cambiaria può essere garantita da una ulteriore obbligazione cambiaria, L’avallo è una

fideiussione cambiaria ed avendo la natura di cambiale è autonoma: vale anche se non vale l’obbligazione principale. Il

fideiussore che paga il debito dell’avallato è surrogato nei diritti che il debitore aveva contro il creditore.

obbligati di regresso solo il pagamento

Sono tutti i giratari nel vaglia cambiario e i giratari con il traente nella tratta;

dell’obbligato principale estingue la cambiale in quanto se paga uno degli obbligati di regresso questi vengono

Tutti i giratari sono obbligati in solido e

surrogati nei diritti del portatore e possono agire contro l’obbligato principale.

il portatore non può rifiutare un pagamento parziale perché questo libera seppur parzialmente gli obbligati di regresso.

La cambiale vale come titolo esecutivo e può essere utilizzata per ottenere un decreto ingiuntivo. L’azione deve essere

promossa prima contro gli obbligati principali (entro tre anni) e poi contro quelli di regresso (con prescrizione più

protesto cambiario dal notaio o

breve); per avvalersi contro gli obbligati di regresso bisogna prima far accertare il

attraverso un atto pubblico con il quale si accerta il rifiuto a pagare. L’azione causale è quella che può essere esperta

contro chi ha pagato un debito con una cambiale datagli in pagamento; tale azione non può essere iniziata se non è stato

Le

accertato il protesto. Il portatore ha l’obbligo di avvisare il suo girante che deve avvertire quello prima, e così via;

eccezioni cambiarie richiedono indagini appropriate e per questo il giudice può condannare al pagamento ma con

riserva di esame delle eccezioni.

GLI ASSEGNI

L’assegno non è un titolo di credito ma uno strumento di pagamento. Ne riconosciamo due tipi:

l’assegno bancario ha la forma della cambiale tratta, infatti con esso si sottoscrive un ordine incondizionato alla banca

di pagare un beneficiario. La banca esegue l’ordine in base alla provvista del cliente.

L’assegno circolare non è altro che un assegno emesso da una banca che ne è autorizzata dalla banca d’Italia.

non può essere al portatore

L’emissione prevede un prelievo da un conto o un versamento a favore della banca; ma

deve essere nominativo. La struttura è quella del pagherò cambiario in cui la banca si impegna a pagare a vista il debito.

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flaviael

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DESCRIZIONE APPUNTO

Riassunto per l'esame di Diritto Privato, basato su appunti personali e studio autonomo del testo consigliato dal docente Manuale di Diritto Privato, Torrente. Nello specifico gli argomenti trattati sono i seguenti: l’ordinamento giuridico, la norma giuridica, il diritto positivo e il diritto naturale, la fattispecie, la sanzione.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in Giurisprudenza
SSD:
Università: Bari - Uniba
A.A.: 2010-2011

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher flaviael di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto privato e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Bari - Uniba o del prof Lezza Angela.

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