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Diritto privato II - donazioni e liberalita` Appunti scolastici Premium

Riassunto sulledonazioni e le liberalità` dal libro di Roppo per l'esame di Diritto Privato II. Nello specifico gli argomenti trattati sono i seguenti: la donazione, l’oggetto della donazione, la donazione modale, la nullità della donazione, la donazione remuneratoria.

Esame di Diritto privato II docente Prof. P. Scienze giuridiche

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La mancata o difettosa esecuzione della prestazione da parte del donante fa scattare rimedi a tutela

del donatario.

E in particolare, per il caso di inadempimento o ritardo nella prestazione, sorge la responsabilità

(contrattuale) del donante, che lo obbliga a risarcire il danno: ma tale responsabilità è limitata ai

casi di dolo o colpa grave (art. 789).

Inoltre, se la cosa donata è difettosa, il donante può essere tenuto alla garanzia per vizi; ma solo

nel caso limite di suo dolo (art. 798).

Può anche incorrere in garanzia per evizione, ma solo se:

 Ha espressamente promesso la garanzia;

 L’evizione dipende da dolo o fatto personale di lui;

 Si tratta di donazione modale o di donazione remuneratoria.

La donazione modale è la donazione in cui è previsto un onere (o modus) a carico del donatario,

analogo a quello che il testatore può prevedere a carico dell’erede o del legatario. L’onere limita

l’arricchimento del donatario, imponendogli qualche prestazione, di regola connessa con tale

arricchimento: ad esempio, X dona a Y un immobile, stabilendo che il 50% dei canoni annualmente

ricavati dalla sua locazione, siano devoluti alla Lega per la lotta contro il cancro. Ne nasce una vera

e propria obbligazione a carico del donatario, che “è tenuto all’adempimento entro i limiti del

valore della cosa donata” (art. 793, c. 2).

In caso di inadempimento dell’onere, contro il donatario può promuoversi giudizio per

l’adempimento, inoltre, in questo caso è legittimato ad agire non solo il donante, ma anche

“qualsiasi interessato” (art. 793, c. 3). Oppure può chiedersi la risoluzione della donazione, che

toglie effetto al contratto e obbliga il donatario a restituire ciò che gli era stato donato: e in questo

caso possono agire il donante e i suoi eredi (art. 793, c. 4).

Se la donazione contiene un onere illecito o impossibile, questo è nullo: ma di regola si considera

non apposto,e la donazione resta valida ed efficace come donazione non modale.

La donazione invalida può essere nulla oppure annullabile.

La nullità della donazione può dipendere dalle stesse cause che rendono nulli i contratti in genere, e

anche da alcune cause specifiche: l’avere per oggetto beni futuri; l’impossibilità o illiceità

dell’onere che rappresenti l’unico motivo determinante della donazione; l’illiceità del motivo che

risulti dall’atto e sia l’unico determinante.

Il trattamento giuridico della donazione nulla presenta una particolarità che l’accomuna al

testamento: infatti vi è la possibilità di sanatoria mediante conferma, espressa o tacita.

Per le cause di annullabilità della donazione valgono in linea di principio le regole sul contratto in

genere, ma con qualche differenza, e in particolare:

 L’incapacità naturale determina di per sé l’annullabilità;

 L’errore sul motivo rende la donazione annullabile.

Il donante può revocare la donazione, per fatti successivi alla donazione stessa, in due casi: per

ingratitudine del donatario e per sopravvenienza di figli (art. 800).

La revoca per ingratitudine può farsi quando il donatario ha commesso contro il donante o i suoi

stretti familiari qualcuno degli stessi fatti che determinano indegnità a succedere, e inoltre quando

porta ingiuria grave al donante o grave pregiudizio al suo patrimonio, o gli rifiuta indebitamente gli

alimenti dovuti (art. 801).

Mentre, la revoca per sopravvenienza di figli può farsi quando dopo la donazione nasce un figlio

legittimo al donante, o questi scopre di avere un figlio prima ignorato, o riconosce un figlio naturale

(art. 803).

La revoca è esclusa per due sottotipi di donazione: ossia quella remuneratoria e quella obnuziale

(art. 805).

La revoca obbliga il donatario a restituire il bene donato (in natura, se ancora esistente; per

equivalente monetario, se nel frattempo l’ha alienato); e in quest’ultimo caso i terzi acquirenti sono

salvi, purchè abbiano trascritto l’acquisto prima della trascrizione della domanda di revoca

(art. 808).


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza
SSD:
A.A.: 2009-2010

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Novadelia di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto privato II e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Scienze giuridiche Prof.

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