Diritto privato
Diritti reali
Distinzione tra diritti assoluti e diritti di credito
Distinzione tra entità dotate di una loro corporeità e enti senza fisicità (opere dell’ingegno)
Le entità immateriali hanno una disciplina e una tutela diversa rispetto a quella che l’ordinamento prevede
per le cose corporali. Art 810 e seguenti c.c. nel disciplinare i beni e i diritti reali hanno le res corporales
come oggetto principale.
19/09/18
I beni
Art. 810 sono beni le cose che possono formare oggetto di diritto
1. Sono beni le cose, i beni che non sono cose trovano una disciplina nel libro quinto. Le norme che
à
esamineremo riguardano quindi beni che sono costituiti da cose
2. Vi possono essere cose che non sono beni (che non formano oggetto di diritto)
à
Possiamo avere beni che non sono cose e cose che non sono beni in senso giuridico. La nozione di bene è
una nozione giuridica, è l’ordinamento che qualifica come beni determinate cose.
Sono beni le cose che possono formare oggetto di diritti, cose che sono oggetto di appropriazione in via
esclusiva da parte di un singolo o di una determinata comunità di persone.
Vi possono quindi essere cose che non sono beni perché non sono oggetto di appropriazione in via
esclusiva, entità che appartengono a tutti (come l’aria…). Queste sono le res communes omnium, che non
sono quindi suscettibili di appropriazione in via esclusiva.
Nell’ambito dei beni giuridici posiamo operare delle distinzioni alle quali corrisponde una specifica e
autonoma disciplina giuridica, es.:
- Distinzione tra beni mobili e beni immobili, che non è meramente descrittiva (vedi trascrizione)
- Distinzione data dalla forma
Art 812
Primo comma: una serie di beni qualificati espressamente come beni immobili. L’indicazione è
esemplificativa, non tassativa. Infatti stabilisce che sono altresì beni immobili gli edifici e le altre
costruzioni, anche se adibite al suolo… pone un criterio di carattere generale per individuare altri beni
immobili. La qualificazione di un bene come mobile e immobile è sottratta all’autonomia delle parti. la
norma dell’articolo è inderogabile.
Secondo comma: beni mobili tutti i beni che non rientrano nelle previsioni del primo e secondo comma
L’individuazione di un bene come immobile dipende da un criterio strutturale, non funzionale.
L’impianto fotovoltaico è caratterizzato dal produrre una utilità duratura per un uso determinato di un
bene determinato. L’impianto, pur non essendo ancorato all’edificio medesimo è destinato a produrre
un’utilità duratura per quel determinato edificio sul quale è stato ancorato. Criterio di tipo funzionale.
Altra distinzione:
- Cose generiche e cose specifiche, in relazione al contratto di beni (vendita di cose generiche o
vendita che ha ad oggetto uno o più beni determinati). Le cose generiche fanno riferimento ad un
particolare genere a cui appartiene il bene. la vendita di cosa generica non produce un effetto
traslativo immediato ma è si verifica nel momento dell’individuazione del bene.
Contratto ad effetti reali: contratto che si perfeziona con il consenso manifestato da entrambe le parti
(principio del consenso traslativo).
La vendita di cose di genere e di specie comportano una disciplina diversa in tema di mancanza di
adempimento, o ritardo.
- Distinzione tra cose fungibili e cose non fungibili
Se diciamo che le cose fungibili sono quelle che possono essere sostituite con altri beni, non abbiamo
ancora individuato il concetto alla base della distinzione. Per stabilire se un bene è fungibile o meno
possiamo usare un carattere oggettivo, che deve però essere collegato anche con un criterio di tipo
soggettivo. È infungibile quel bene la cui sostituzione non è in grado di soddisfare l’interesse del creditore.
In caso di beni infungibili il creditore avrà, nei confronti del debitore inadempiente, solo una tutela di tipo
risarcitorio, in caso di bene fungibile avrà anche una tutela di tipo coattivo.
- Distinzione tra beni produttivi e beni non produttivi
I beni produttivi vanno considerati come beni che sono in grado di produrre frutti. L’azienda è un bene
produttivo.
Art 820 stabilisce come criterio per individuare i frutti naturali: tutti quei beni che provengono
direttamente dalla cosa, vi concorra o meno l’opera dell’uomo. I frutti naturali acquistano una loro
autonomia giuridica nel momento della separazione della cosa madre, prima di allora appartengono al
proprietario della cosa madre. Invece i frutti civili sono quelli che si traggono dalla cosa come corrispettivo
per il godimento della cosa stessa che viene attribuito ad altri. Es. gli effetti che derivano dal contratto di
locazione
- Distinzione tra cosa semplice e cosa composta
Cosa semplice: bene unico dotato di una sua autonomia
Cosa composta: formata da più cose semplici che nella composizione perdono la loro individualità
Universalità di fatto (universitas facti) art. 816
Pluralità di beni mobili appartenenti a una stessa persona, i beni devono avere una finalità unitaria per
volontà del proprietario
Es. ho una determinata quantità di francobolli, che sono cose mobili, devo dargli una destinazione unitaria,
creo una collezione di francobolli, più beni mobili che hanno una destinazione unitaria per volontà del
proprietario
Universitas iuris, universalità di diritto
1. Pluralità di beni che assume una destinazione unitaria in virtù di una volontà normativa (non del
proprietario)
2. Le universalità di fatto sono costituite da pluralità di beni mobili, quelle iuris da beni mobili e
immobili
Uniersitas iuris è l’azienda e il patrimonio ereditario
20/09/18
Pertinenza
Cosa principale e cosa accessoria, affinché nasca un vincolo pertinenziale tra le due è necessario che ci sia
un atto posto in essere o dal proprietario dei beni o da un soggetto che è titolare di un diritto reale sul bene
questo perché il fenomeno della pertinenza si inquadra in quello più ampio della aggregazione di cose.
Nell’universalità di beni NON vi è un rapporto di accessorietà di un bene rispetto ad un altro (bene posto ad
ornamento o servizio di un altro bene). Le pertinenze presuppongono un atto di destinazione posto in
essere dal proprietario del bene.
Possiamo avere un vincolo pertinenziale in cui la cosa accessoria è una cosa mobile e quella principale è
immobile. Es. quadro/mobile e appartamento c
Ma si può avere anche tra un bene mobile accessorio e mobile principale
es. la radio della macchina
Immobile immobile
Anche questo differenzia il vincolo pertinenziale da quello dell’universitas facti, dove sono immobili.
Quando c’è un atto di trasferimento del bene principale, nella pertinenza il bene accessorio segue il bene
principale es. vendita dell’automobile che importa anche la vendita della radio
es. garage dell’appartamento
Se vi è vincolo pertinenziale tra due beni, affinché l’atto di alienazione comporti il trasferimento del solo
bene principale e non quello accessorio, è necessario che chi compie l’atto dichiari che vuole alienare solo il
bene principale
“Nuovi beni”
Salubrità ambientale o tutela del paesaggio, come nuovi beni. Queste erano realtà da sempre esistenti in
rerum natura, ma se ne parla come nuovi beni perché il legislatore gli ha dedicato una particolare
attenzione. Sono diventate entità o realtà oggetto di una valutazione normativa.
Software e prodotti della ingegneria genetica. Sono nuovi beni in senso giuridico
Proprietà
Diritto reale come diritto assoluto.
Il diritto di proprietà nei codici dell’800 era visto come un diritto inviolabile e ciò corrispondeva ad una
visione individualistica del diritto, in quanto questa inviolabilità del diritto veniva tenuta a protezione di
eventuali interventi statali. Si voleva garantire l’individuo davanti al potere statale in relazione al rapporto
di proprietà che aveva su determinati beni.
Questa visione individualista dei diritti di proprietà ha subito una revisione nell’ambito della disciplina che il
legislatore del 42 ha dettato nel codice del 42. Viene del tutto superata con l’articolo 42 della nostra
costituzione.
Il legislatore costituente chiarisce che la proprietà può essere pubblica o privata, quindi vi è un
riconoscimento formale di un diritto di proprietà privata, e quindi la proprietà non può essere modificata se
non …?
Il nostro legislatore si è preoccupato anche ti stabilire che al nostro diritto di proprietà possono essere
imposti vincoli, limiti e obblighi. La proprietà deve avere una funziona sociale. Il proprietario di un bene è
libero di poter godere del bene o il godimento del bene deve comunque essere finalizzato al
perseguimento di un interesse sociale ?
La funzione sociale dei diritti di proprietà si orienta in una triplice dimensione 1. Che il godimento del diritto
di proprietà è sacrificabile per interessi generali
2. In caso di sacrificio della proprietà deve essere riconosciuto al proprietario un indennizzo
3. Il godimento del bene deve essere un godimento che può essere limitato dal legislatore in funzione del
raggiungimento di uno scopo generale
Dopo questo articolo il diritto di proprietà assume una connotazione molto complessa e molto articolata. Il
diritto di proprietà varia ed è in funzione del bene che è oggetto del diritto di proprietà, a seconda del bene
il legislatore ha dettato una disciplina diversa.
Oggi sarebbe più adatto parlare delle proprietà piuttosto che del diritto di proprietà.
Art 832
Non disciplina la proprietà bensì i poteri del proprietario. Stabilisce che il proprietario ha due poteri tipici,
facoltà di disporre del bene e di godere del bene. Il diritto di proprietà, in quanto diritto reale, si
distingueva diritto di credito. Il potere di godimento è un potere tipico di chi ha diritto di proprietà o altro
diritto reale sul bene. Ci sono vari atti di cui può avvalersi il proprietario per trasferire a terzi il suo diritto di
proprietà. Il proprietario può alienare a terzi la proprietà del bene. Il potere di godimento sul bene può
essere sia diretto che indiretto.
Godimento diretto del bene: il proprietario può soddisfare il suo interesse attraverso un’attività che
direttamente tragga dal bene le utilità che il bene produce, immediatezza del diritto
Godimento indiretto del bene: il proprietario esercita la sua facoltà di godimento cedendo ad altri un
godimento e ricevendo come corrispettivo del denaro. Il proprietario però mantiene il suo diritto di
proprietà, trasferisco solo il potere di godere di questo bene
L’art 832 stabilisce che il proprietari può godere del bene in maniera piena ed esclusiva tenuti presenti i
limiti e gli obblighi posti dall’ordinamento giuridicoà questo potere di disposizione è un diritto la cui
pienezza va vista in funzione dei limiti e degli obblighi che il legislatore ha posto a carico del proprietario,
limiti che variano a seconda del bene di cui il soggetto è proprietario.
Il potere di esclusività si traduce nel vietare che tutti i terzi interferiscano con il potere di godimento e di
disposizione del proprietario. Esclusività: escludere, impedire che terzi interferiscano con il potere di
disposizione del proprietario.
Articolo 833
Pone un divieto al proprietario stabilendo un divieto di porre in essere atti di emulazione. Divieto di atti
emulativi.
Il proprietario non può compiere atti che non abbiano altro scopo che quello di nuocere o recare molestia
ad altri.
Il proprietario che gode del bene al solo fine di nuocere ad altri pone in essere un comportamento che
supera il contenuto del diritto di proprietà?
L’833 è stato letto per molto tempo come limitativa dei diritti di proprietà
Art 833 norma speciale, eccezionale e limitativa dei diritti di proprietà
Dagli anni 90 però si è iniziato a pensare che la funzione dell’articolo 833 fosse un’altra. Laddove il
proprietario ponga in essere un comportamento che non soddisfa alcun suo interesse, ma lo ponga in
essere solo per nuocere ad altri, sta superando i suoi limiti, sta abusando del suo diritto.
L’esercizio del diritto deve determinare la soddisfazione dell’interesse del soggetto
In questa logica l’articolo 833 ha la funzione di contemperare l’esercizio del diritto di proprietà anche con
l’esercizio di un diritto altrui, cioè soggetto proprietario può esercitare il suo diritto anche provocando
molestia a terzi ma occorre che si tenga in considerazione che ci sia una proporzione
Quindi non è una norma esclusivamente limitativa dei diritti di proprietà ma è una norma che dà rilievo
anche all’interesse del terzo. Nell’esercizio del diritto un soggetto non può trascurare di prendere in
considerazione anche l’interesse del terzo
26/09/18
Divieto di atti emulativi, divieto del proprietario di godere di un bene senza trarne utilità ma solo per
nuocere ad altri. Può essere considerata una norma di carattere generale fondativa di un principio che vale
nell’ambito dei diritti reali. Il contenuto dei diritti di proprietà presuppone che il suo esercizio soddisfi
l’interesse del proprietario.
Nell’ambito delle obbligazioni, in presenza quindi di diritti relativi, non possiamo applicare l’articolo 833.
Es. vi è una casa automobilistica che produce e fabbrica determinate automobili. Stipula contratti con i
concessionari. In questi contratti si inserisce una clausola in cui si stabilisce che la casa madre è libera a suo
piacimento di recedere dal contratto. Se la casa madre decide di recedere può quindi farlo senza problemi.
Quando esercita questo potere la casa madre non è in grado di considerare anche l’interesse della
controparte. Occorre procedere allora ad un bilanciamento di interessi. Buona fede in senso oggettivo è
quella che riscontriamo nell’ambito contrattuale, buona fede in senso soggettivo si traduce nell’ignoranza
di ledere un diritto altrui. Il principio di buona fede è un principio che determina l’intera dinamica
negoziale. Va osservato sia nella fase in cui il contratto nasce sia in quella in cui il contratto si esegue. Se
violano il principio di buona fede nasce una responsabilità. Dovere di lealtà, correttezza, onestà,
trasparenza, informazione: buona fede nei contratti.
Entrando in questa vicenda il principio di buona fede vale a introdurre una rilevanza anche agli interessi
della controparte. nell’esercitare il potere bisogna quindi prendere in considerazione quale sacrificio esso
comporta per la controparte. se non vengono presi in considerazione gli interessi della controparte,
l’esercizio del potere di recesso NON è conforme a buona fede e quindi:
1. Affinchè l’esercizio del diritto del potere di recesso possa essere efficacemente esercitato è
necessario che esso sia conforme a buona fedeà se non è conforme a buona fede non è
efficacemente esercitato, e se non è efficacemente esercitato non produce effetti.
2. Se il diritto di recesso viene esercitato in maniera non conforme a buona fede è comunque
validamente esercitato ma il fatto che sia non conforme a buona fede lede comunque un interesse
legittimo della controparte e quindi il rapporto si scioglie e la parte lesa avrà un risarcimento.
Diritto abusivo che però non comporta che quell’esercizio non è produttivo di effetti, produce
comunque gli effetti.
Art 844 : divieto di immissioni
Se da un fondo A si propagano a un fondo B delle immissioni di fumo. Se superano la normale tollerabilità
sono lecite, sennò illecite. Come si stabilisce la normale tollerabilità? Criterio dello stato dei luoghi. Il
proprietario del fondo che subisce immissioni intollerabili ha una tutela di tipo inibitorio, diretta a far
cessare il fatto abusivo cioè le immissioni. Ma la tutela inibitoria non sempre comporta la cessazione del
fatto lesivo. Occorre vedere se il giudice ritiene prevalente l’interesse della produzione o del proprietario
del fondo leso. La priorità di un determinato uso serve per stabilire se bisogna dare più importanza
all’interesse del proprietario o a quello della produzione.
Se il giudice decide di dare prevalenza all’interesse della produzione, attraverso l’uso di determinati
strumenti tecnici si fa si che queste emissioni della produzione, che non cessa di esistere, siano tollerabili.
Oppure, tutela risarcitoria. Parliamo di un’azione risarcitoria di natura extracontrattuale (art.2043):
1. occorre nesso di causalità tra comportamento e danno,
2. comportamento doloso o colposo
3. Danno ingiusto
Per avere diritto ad azione risarcitoria si dovrebbe dimostrare queste cose. Che sia ingiusto è possibile
perché le emissioni ledono l’interesse del proprietario, quindi un diritto soggettivo assoluto (che costituisce
danno ingiusto). La semplice intollerabilità delle emissioni legittima di per sé un’azione risarcitoria perché è
di per sé fonte di danno.
Se il soggetto che abita l’appartamento, il conduttore del bene, che quindi non è proprietario di un diritto
reale assoluto ma di un diritto personale di godimento soffre di asma e subisce le emissioni di un fondo A.
- Chi può agire per far valere la intollerabilità delle emissioni? Il proprietario o può agire il
conduttore?
- Ai fini della tollerabilità e intollerabilità va tenuto in considerazione l’interesse alla salute del
condutt
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