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ESTRATTO DOCUMENTO

I suoi componenti rispondono personalmente e solidalmente delle obbligazioni assunte. I

sottoscrittori sono tenuti soltanto ad effettuare le oblazioni promesse (art.40 CC).

Qualora i fondi raccolti non siano sufficienti al raggiungimento dello scopo l’autorità

governativa stabilisce come destinare i fondi.

L’interesse del legislatore è ad assicurare che gli elementi patrimoniali di questi enti senza

scopo di lucro siano sempre e solo destinati allo scopo per cui era nata l’associazione

stessa.

Persone giuridiche con scopo di lucro (Libro V°):

Società di persone date da società semplici, SNC, SAS. Dove la responsabilità patrimoniale

è illimitata e solidale dei soci per le obbligazioni sociali e il potere di amministratore inerisce

direttamente alla qualità di socio. Intrasferibilità della qualità di socio senza il consenso degli

altri soci;

Società di capitali date da SPA, SRL SAPA. Dove la responsabilità patrimoniale è limitata e

il potere di amministratore è diverso dalla qualità di socio. Liberamente trasferibile la qualità

di socio.

FAMIGLIA:

Rapporto personale tra coniugi:

Artt.29-30 Cost.: famiglia come società naturale fondata sul matrimonio con elemento

caratteristico la parità tra coniugi.

Modello di famiglia del ’42 di tipo gerarchico con un capofamiglia avente diritti sugli altri

componenti che erano a lui subordinati.

Il diritto sulla famiglia è stato riformato nel 1975 in quanto il modello del 1942 non faceva

più parte del sentire comune.

Matrimonio (artt.82-142 CC):

senza matrimonio non c’è famiglia, c’è quindi una minore tutela per le famiglie di fatto con

la salvaguardia però per i figli. Il matrimonio sotto un duplice aspetto:

matrimonio come atto in cui il consenso viene esposto nelle forme proprie della

celebrazione del matrimonio. Due persone si scambiano dichiarazioni di volontà di

prendersi rispettivamente in marito e moglie;

matrimonio come rapporto in quanto è il rapporto giuridico che l’atto instaura tra i coniugi.

La cerimonia del matrimonio può essere:

civile è regolata con legge dello Stato e celebrato davanti all’ufficiale di stato civile (art.84 ss

CC) tale matrimonio è entrato in uso dal 1865;

religioso che è quello regolato da codice di diritto canonico e celebrato davanti al ministro

del culto cattolico o di altri culti (artt.82-83 CC). Vi è una differenza tra il matrimonio

celebrato da un ministro della fede cattolica o quelli di altri culti in quanto solo a quello

cattolico, in base all’art.29 del Concordato, può essere riconosciuto un effetto civile tramite

la trascrizione.

Diritti e doveri reciproci dei coniugi (art.143 CC):

Il legislatore si è ispirato ad un modello di parità all’interno di una comunità e subordinando

l’interesse personale dei coniugi all’interesse collettivo della famiglia.

con il matrimonio il marito e la moglie acquistano gli stessi diritti e assumono i medesimi

doveri;

dal matrimonio deriva l’obbligo reciproco della fedeltà., all’assistenza morale e materiale,

alla collaborazione nell’interesse della famiglia;

entrambi i coniugi sono tenuti ciascuno in relazione alle proprie sostanze e alla propria

capacità di lavoro professionale o casalingo a contribuire ai bisogni della famiglia (da notare

la pari dignità riconosciuta tra il lavoro professionale e quello casalingo).

art.143 bis CC la moglie assume il cognome del marito conservandolo durante lo stato

vedovile e fino a nuove nozze.

art.144 CC l’indirizzo della vita famigliare e la residenza come scelta comune dei coniugi.

art.145 CC intervento del giudice in caso di mancato accordo su questioni fondamentali

della convivenza.

art.147 CC il dovere verso i figli appartiene ad entrambi i genitori che devono tenere conto

nelle loro decisioni della personalità dei figli.

Separazione personale (art.150 CC):

Fa venire meno l’obbligo della coabitazione e della fedeltà. Allenta il vincolo matrimoniale

ma non la riunione.

La separazione, che può essere richiesta esclusivamente dai coniugi, può essere:

giudiziale (art.151 CC)

quando si verificano fatti tali da rendere intollerabile la prosecuzione della convivenza o

danneggiano la prole. Il giudice dichiara a quale coniuge addebitare la separazione che

però non rileva agli effetti dell’affidamento della prole ma invece:

agli effetti della corresponsione dell’assegno di mantenimento. Chi subisce

l’addebito non ha diritto al mantenimento ma solo agli alimenti;

agli effetti successori (art.548,585 CC) il coniuge con addebitata la separazione

perde i diritti successori, ha diritto soltanto ad un assegno vitalizio.

consensuale (art.158 CC)

il consenso è omologato dal giudice.

Gli effetti della separazioni si possono riassumere ne:

venire meno della coabitazione;

venire meno della fedeltà;

presenza dell’assegno di mantenimento;

presenza di provvedimento riguardanti i figli (art.155 CC). Il giudice che pronuncia la

separazione dichiara a quale coniuge i figli sono affidati. Stabilisce anche come l’altro

coniuge deve provvedere ai figli. Il coniuge a cui sono affidati i figli ha l’esercizio esclusivo

della podestà;

l’abitazione della casa familiare viene data al coniuge a cui sono affidati i figli.

Divorzio

E’ una causa di scioglimento del matrimonio introdotta con la L.898/70 e modificata con L.

74/87.

Può essere domandata da uno dei due coniugi quando sia venuta meno la comunione

materiale e spirituale tra i coniugi.

Le cause possono essere in uno dei seguenti fatti:

i coniugi vivono separati da almeno un triennio;

condanna penale di un coniuge;

non consumazione dell’atto coniugale;

uno dei coniugi se straniero abbia ottenuto all’estero annullamento o scioglimento;

cambiamento di sesso (L.174/82).

L’affidamento della prole segue i principi indicati all’art.6 comma II e III (che ripercorrono i

principi già visti nella separazione).

Viene inoltre riconosciuto un assegno di mantenimento (art.5 VI) in mancanza, da parte di

un coniuge, di mezzi adeguati o all’impossibilità oggettiva a procurarseli.

RAPPORTO PATRIMONIALE TRA CONIUGI:

Dal matrimonio discendono anche rapporti patrimoniali tra coniugi.

Regime patrimoniale:

Salvo diversa convenzione il regime patrimoniale legale tra i coniugi è costituito dalla

comunione dei beni (art.159 CC). Si va così a sottolineare il principio di uguaglianza

stabilito dall’art.29 Cost. così anche nell’art.160 CC che parla della inderogabilità dei diritti

e doveri previsti dall’istituto del matrimonio (art.143,147,148 CC).

Il regime della separazione dei beni che ora deve essere successivo ad una chiara scelta dei

coniugi fino al 1975 era invece il regime patrimoniale di riferimento nell’istituto del

matrimonio.

Oggetto della comunione legale (art.177 CC):

comunione immediata:

acquisti di beni compiuti durante il matrimonio ad esclusione di quelli personali

aziende costituite e gestite da entrambi i coniugi dopo il matrimonio. Se l’azienda era

di proprietà di uno dei due coniugi antecedentemente il matrimonio, ma poi era

gestita da entrambi, la comunione riguarda solo gli utili prodotti;

comunione residuale (art.177 b-c CC)

i redditi di attività personale non fanno direttamente parte della comunione, ma

diventano comuni se non sono stati consumati al momento dello scioglimento del

vincolo matrimoniale. Così come le imprese (art.178 CC).

Beni personali (art.179 CC):

beni di cui prima del matrimonio era proprietario o titolare di un diritto legale di godimento;

beni acquistati successivamente al matrimonio per effetto di donazione o successione;

beni di uso strettamente personale;

beni ottenuti a titolo di risarcimento danni;

Dopo il matrimonio per i coniugi esistono due tipi di beni: quelli personali e quelli in

comune.

Amministrazione dei beni in comune (art.180 CC):

L’amministrazione e rappresentanza ordinaria spetta disgiuntamente ad entrambi i coniugi;

gli atti di straordinaria amministrazione spettano congiuntamente ad entrambi.

Gli atti di straordinaria amministrazione compiuti senza il necessario consenso (art.184 CC)

sono annullabili se riguardano beni immobili o mobili registrati. L’azione deve però essere

portata entro un anno della data dell’atto o entro un anno dalla data di trascrizione.

Se gli atti riguardano invece beni mobili il coniuge che ha compiuto l’atto è obbligato a

ricostituire la comunione nello stato in cui era precedentemente l’atto.

Obblighi gravanti sui beni della comunione (art.186 CC):

i beni della comunione rispondono:

di tutti i pesi ed oneri gravanti su di essi al momento dell’acquisto;

di tutti i carichi dell’amministrazione;

delle spese per il mantenimento della famiglia e per l’istruzione e l’educazione dei figli e di

ogni obbligazione contratta dai coniugi anche separatamente nell’interesse della famiglia;

di ogni obbligazione contratta congiuntamente dai coniugi.

Obbligazioni contratte separatamente dai coniugi (art.189 CC):

i creditori possono ricevere soddisfazione dei loro crediti, dopo aver attinto ai beni

personali, sulla metà dei beni della comunione e se non sono sufficienti possono essere

chiamati anche i beni personali dell’altro coniuge.

Vige quindi una responsabilità sussidiaria dei beni personali (art.190 CC).

Scioglimento della comunione (art.191 CC):

avviene nei seguenti casi:

dichiarazione di assenza o di morte presunta;

annullamento, scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio;

separazione personale;

separazione giudiziale dei beni;

mutamento convenzionale del regime patrimoniale;

fallimento di uno dei due coniugi.

Modifiche convenzionali dalla comunione legale dei beni (art.210 CC):

i coniugi possono modificare il regime della comunione legale dei beni purchè enuncino in

modo concreto i nuovi patti regolatori.

Impresa famigliare (art.230 bis CC):

la norma ha carattere residuale in quanto la sua applicazione trova motivo se il rapporto non

è configurabile diversamente (es. lavoro subordinato, società).

L’impresa se appartiene ad uno dei famigliari resta come tale e non diventa impresa

famigliare.

Solo se si lavora nell’ambito dell’impresa si acquista il diritto agli utili o ai suoi beni. Il

lavoro domestico da diritti sull’impresa solo se ha efficacia causale nella gestione

imprenditoriale.

BENI E PROPRIETA’

Art.42 Cost. La proprietà è pubblica o privata. I beni economici appartengono allo Stato ed

enti o a privati. La proprietà privata è riconosciuta e garantita dalla legge, che ne determina i

modi di acquisto, di godimento e i limiti allo scopo di assicurarne la funzione sociale e di

renderla accessibile a tutti. La proprietà privata può essere, nei casi previsti dalla legge, e

salvo indennizzo, espropriata per motivi d'interesse generale. La legge stabilisce le norme ed

i limiti della successione legittima e testamentaria e i diritti dello Stato sulle eredità.

Sono beni le cose che possono formare oggetto di diritto (art.810 CC) quindi no l’aria o la

luce.

Distinzione beni immobili (legati al suolo) e mobili (altri beni) (art.812 CC).

Sono beni mobili anche le energie naturali che fanno valore economico (art.814 CC).

Esistono dei particolari beni mobili iscritti in pubblici registri e normati da apposite

disposizioni o in mancanza di queste da quelle riguardanti i beni mobili, es. automobili,

aerei, navi (art.815 CC).

La distinzione tra beni mobili e immobili rileva ai fini:

della forma scritta richiesta, pena la nullità, nei contratti immobiliari (art.1350 CC);

della pubblicità mediante trascrizione nei registri immobiliari (art.2643 ss CC);

dell’acquisto a titolo originario;

della disciplina degli atti di straordinaria amministrazione compiuti senza il necessario

consenso dell’altro coniuge in regime di comunione legale (art.184 CC).

Beni mobili ed immobili seguono regole di circolazione differenziate, con la ragione che il

legislatore voleva dare maggiore tutela, vista l’importanza che i beni immobili rivestivano

negli anni vicini al 1942. Negli anni successivi l’importanza dei beni immobili è diminuita

in quanto si sono sviluppate forme di ricchezza basate sul possesso anche di altre categorie

di beni mobili (es. azioni).

Pertinenze (art.817 CC):

Sono cose destinate, in modo durevole, a servizio ed ornamento di altre cose. La

destinazione può essere fatta dal proprietario della cosa principale o da chi ne ha un diritto

reale.

Regime delle pertinenze: gli atti e i rapporti giuridici che hanno per oggetto la cosa

principale comprendono anche le pertinenze, se non è diversamente disposto. Le pertinenze

possono formare oggetto di separati atti o rapporti giuridici (art.818 CC).

Frutti (art.820 CC):

frutti naturali quelli che provengono direttamente e naturalmente dalla cosa (es. frutti

agricoli) e finché non avviene la separazione, i frutti formano parte della cosa stessa;

frutti civili quelli che ritraggono dalla cosa come corrispettivo del godimento che altri ne

abbia (interessi capitali, corrispettivo locazioni).

L’acquisto dei frutti avviene:

per i frutti naturali essi appartengono al proprietario della cosa che li produce, se

appartengono ad altri la proprietà si acquista solo con la separazione;

i frutti civili si acquistano giorno per giorno in ragione della durata del diritto.

Beni pubblici (art.822 ss CC):

Il proprietario è un ente pubblico di beni che sono destinati al soddisfacimento di interessi

pubblici.

Fanno parte del demanio pubblico necessario i lidi del mare, laghi, fiumi, opere della difesa,

ecc. Mentre sono considerati demanio eventuale le strade statali, immobili interesse storico,

ecc.

Condizione giuridica del demanio pubblico (art.823 CC) sono beni inalienabili e non

formano oggetto di diritti a favore di terzi se non diversamente normato.

I beni pubblici possono non essere demaniali ma far parte del patrimonio dello Stato,

Provincie o Comuni. Si parla allora di patrimonio disponibile (art.826 I CC) e patrimonio

indisponibile (art.826 II CC) come le foreste.

La loro condizione giuridica (art.828 CC) è soggetta alle regole particolari che li riguardano

o alle regole del CC dove i beni indisponibili non possono essere sottratti alla loro

destinazione. I beni del patrimonio disponibile sono regolati dal sistema privatistico.

Diritti reali:

Diritto sulle cose aventi carattere di assolutezza perché spettano ad un soggetto nei confronti

di tutti gli altri.

hanno diritto si seguito;

godono di difesa assoluta;

sono suscettibili di possesso e di acquisto originario.

Diritti reali di godimento (facoltà diretta all’utilizzazione del bene):

su cosa propria (proprietà);

su cosa altrui (superficie, enfiteusi, usufrutto, uso, abitazione, servitù prediale e

diritti reali minori).

Diritti reali di garanzia (vincolano il bene alla garanzia dell’adempimento di una

obbligazione:

pegno e ipoteca.

Diritto di proprietà (art.832 CC):

Il proprietario ha il diritto di godere e disporre delle cose in modo pieno ed esclusivo, entro

i limiti e con l'osservanza degli obblighi stabiliti dall'ordinamento giuridico.

Nell’articolo del CC c’è un riferimento agli articoli 42 e seguenti della Costituzione che

sanciscono una funzione sociale della proprietà.

Il proprietario vive il suo diritto assoluto con delle limitazioni:

nell’interesse generale: atti di emulazione, espropriazione per pubblico interesse;

nell’interesse dei privati: immissioni, distanze, luci, vedute.

Atti di emulazione (art.833 CC) il proprietario non può compiere atti con il solo scopo di

nuocere ad altri. E’ di difficile applicazione nella giurisprudenza ma si trova in sintonia con

l’art.42 della Cost.

Espropriazione (art.834 CC) si può essere privati di beni o di parte di essi solo per cause di

pubblico interesse e contro il pagamento di una indennità.

Differenze tra CC che parla di pubblico interesse e la Cost. Art.42 che parla di interesse

generale che è più ampio. Il CC parla di giusto indennizzo mentre la Cost. solo di

indennizzo.

Proprietà fondiaria (art.840 CC):

proprietà di un fondo si estende al sottosuolo e non ci si può opporre ad attività nelle

profondità o nello spazio sovrastante a meno che non si abbia interesse ad escluderle

(gallerie, traffico aereo). Inoltre in determinati casi (art.843 CC) si deve consentire l’accesso

al fondo (riparazioni del vicino o cosa introdotta accidentalmente nel fondo).

Immissioni (art.844 CC):

stabilisce cosa il proprietario può pretendere dai proprietari dei fondi vicini.

La tutela delle immissioni va ad interesse soprattutto il diritto alla salute salvaguardata anche

da norme costituzionali.

Giurisprudenzialmente bisogna vedere dove si trova il fondo (zona residenziale, zona

industriale, ecc.) per poter stabilire la tollerabilità alle immissioni.

Proprietà edilizia normata soprattutto fuori dal CC nelle leggi speciali. C’è stata negli anni

una progressiva regolamentazione pubblicistica dell’attività edificatoria:

L.1150/42, L. 785/67 che ha portato tutti i comuni a dotarsi di piani regolatori e L.10/77 che

ha introdotto la concessione edilizia onerosa.

Negli artt.869-871 CC richiamo ai piani regolatori ed ai regolamenti edilizi comunali.

Art.872 CC proprietario come oggetto passivo di una sanzione privatistica.

Distanze (art.873 CC):

natura residuale delle norme codicistiche in tema di distanze.

Minima distanza di 3 metri tra costruzioni se non maggiore prevista dai regolamenti

comunali.

Luci e vedute (art.900 CC):

luce quando l’apertura non permette di affacciarsi sul fondo del vicino (non c’è distanza

minima ma la presenza di una grata).

Veduta o prospetto quando l’apertura permette di affacciarsi sul fondo del vicino (distanza

minima 1,5 metri dal confine).

MODI DI ACQUISTO DELLA PROPRIETA’ E DIRITTI MINORI:

(art.922 CC) La proprietà si acquista per:

modo originario e cioè

occupazione (art.923 ss CC);

invenzione (art.927 ss CC);

accessione (art.934 ss CC);

specificazione (art.940 ss CC);

unione o commistione (art.939 CC);

usucapione (art.1158 ss CC);

o modo derivato e cioè

effetto di contratti (art.1321 CC);

successione causa morte (art.456 ss CC).

Esistono quindi due categorie di acquisti:

a titolo originario dove il diritto di proprietà che si acquista sulla cosa è

indipendente dal diritto di un precedente proprietario. La proprietà si acquista libera

da ogni diritto altrui che avesse gravato il precedente proprietario;

a titolo derivato si acquista sulla cosa un diritto di proprietà già spettante ad un

precedente proprietario. Vale la regola per cui nessuno piò trasferire ad altri

maggiori diritti di quanto egli stesso abbia.

Occupazione (art.923 CC): cose mobili non appartenenti a nessuno cioè abbandonate e

animali caccia e pesca (fauna ora tutelata dallo stato).

Invenzione (art.927 CC): cose smarrite e ritrovate. Bisogna ricercarne il proprietario

consegnando l’oggetto al Sindaco (ufficio beni smarriti) che trascorso un anno diventa

proprietà del ritrovatore. Se la cosa è un tesoro appartiene per metà al ritrovatore e per metà

al proprietario del fondo.

Accessione (art.934 ss CC): proprietario di un cosa principale attrae a sé una cosa

accessoria:

accessione cosa mobile a cosa immobile (art.934-938 CC) es. costruzione edificio

su un fondo;

accessione di cosa immobile a cosa immobile (art.942,945-947 CC) es. alluvione e

avulsione;

accessione cosa mobile a cosa mobile (art.939 CC) unione o mescolanza.

Accessione invertita (art.938 CC) occupazione di fondo attiguo (es. costruzione di opere

pubbliche come l’occupazione acquisitiva dove un ente statale occupa illegittimamente un

suolo privato per costruire un’opera pubblica, si avrà l’estinzione del diritto di proprietà del

privato con la conseguente acquisizione a titolo originario della proprietà del suolo in capo

all’ente costruttore che dovrà però versare un risarcimento al privato).

specificazione (art.940 CC):

Se taluno ha adoperato una materia che non gli apparteneva per formare una nuova cosa ne

acquista la proprietà pagando al proprietario il prezzo della materia, salvo che il valore della

materia sorpassi notevolmente quello della mano d'opera. In quest'ultimo caso la cosa spetta

al proprietario della materia, il quale deve pagare il prezzo della mano d'opera. (es. stilista).

Diritti reali minori:

diritti reali su cosa altrui, coesistenza di diritti tra proprietario e altri soggetti.

Caratteristiche:

fanno diritto di seguito cioè seguono la trascrizione della cosa;

godono di difesa assoluta;

sono suscettibili di possesso e di acquisto a titolo originario tramite possesso (usucapione);

si prescrivono in 20 anni;

formano un numero chiuso cioè l’autonomia dei privati non può crearne altri (risponde ad

una finalità di politica legislativa che vuole evitare che sui beni si formino una generalità di

diritti in modo tale da impedire o rendere difficoltosa la loro circolazione e quindi la

formazione di ricchezza).

Tali diritti sono:

Diritto di superficie (art.952 CC): scissione tra proprietà del fondo e proprietà dell’edificio.

La costituzione del diritto di superficie sospende l’operatività del diritto di accessione.

Il diritto di superficie temporaneo è stato utilizzato come strumento di politica urbanistica

con la L.865/71 la quale prevede che i suoli espropriati per fini di edilizia popolare possono

restare di proprietà dei comuni e che su di essi venga concesso ai costruttori solo diritto di

superficie temporaneo (normalmente 99 anni).

enfiteusi (art.957-965 CC): diritto reale minore che attribuisce all’enfiteuta la facoltà di

godimento che spettano al proprietario (si parla di dominio utile per l’enfiteuta e dominio

diretto per il proprietario).

L’enfiteuta ha l’obbligo di migliorare il fondo e di pagare un canone (art.960 CC), il fondo

può essere affrancato dall’enfiteuta ed in caso di inadempimento degli obblighi

dell’enfiteuta il concedente può richiedere la devoluzione (art.972 CC).

E’ un’istituto scarsamente utilizzato.

usufrutto (art.981 CC):

usufruttuario ha la facoltà di godere della cosa ma di rispettarne la destinazione.

Si costituisce per legge, volontà dell’uomo o per usucapione (art.978 CC). I frutti spettano

all’usufruttuario per la durata del suo diritto (art.984 CC) e la durata non eccede la vita

dell’usufruttuario o se persona giuridica non oltre 20 anni (art.979 CC).

Uso e abitazione: forma di usufrutto più limitata.

Uso (art.1021 CC): Chi ha il diritto d'uso di una cosa può servirsi di essa e può raccogliere

i frutti per quanto occorre ai bisogni suoi e della sua famiglia. (ricordare la riserva a favore

del coniuge anche in caso di uso art.540 CC).

abitazione (art.1022 CC). Né l’uso né l’abitazione consentono di cedere il diritto di dare in

locazione la casa. Possono essere goduti come diritti solo in caso di bisogno del titolare e

della sua famiglia.

servitù prediali (art.1027 CC): La servitù prediale consiste nel peso imposto sopra un fondo

per l’utilità di un altro fondo appartenente a diverso proprietario.

Rapporto di asservimento tra fondi con la presenza di proprietari diversi.

Art.1031 CC costituzione delle servitù: le servitù prediali possono essere costituite

coattivamente o volontariamente. Possono anche essere costituite per usucapione o per

destinazione del padre di famiglia.

Servitù coattive:

acquedotto coattivo (art.1033-1048 CC);

passaggio coattivo (art.1051-1057 CC) concesso il passaggio da un fondo a cui è

interclusa la pubblica via;

servitù acquistate per usucapione o destinazione del padre di famiglia:

valgono solo per le servitù apparenti (art.1061 CC) es. senza opere visibili.

Estinzione delle servitù:

confusione (art.1072 CC) proprietario del fondo servente e fondo dominante diventano la

stessa persona;

prescrizione (art.1073 CC) non se ne usa per 20 anni.

POSSESSO:

art.1140 CC: “Il possesso è il potere sulla cosa che si manifesta in un'attività corrispondente

all'esercizio della proprietà o di altro diritto reale”.

Il possesso dà il potere di fatto su una cosa.

Rapporto tra possesso e proprietà:

la proprietà è una situazione di diritto (art.832 CC) che può essere acquistato a titolo

originario o definitivo;

il possesso è invece una situazione di fatto;

le vesti di proprietario e di possessore normalmente coincidono nella stessa persona;

il possessore può non essere il proprietario e ugualmente godere della tutela possessoria, il

proprietario, non essendo il possessore, può agire per recuperarla.(art.948 CC).

La legge tutela il possesso di per sé anche se il soggetto non ne è anche il proprietario e

anche se il possesso avviene in malafede.

Il possesso richiede:

che ci sia una materiale disponibilità della cosa, che è diversa dalla disponibilità giuridica;

intenzione di comportarsi come proprietario della cosa (animus possidendi) cioè di non

riconoscere in altri titolari del diritto del bene.

Possesso e detenzione si risolvono entrambe in potere di fatto sulla cosa, ma si

differenziano in quanto il potere del detentore sulla cosa presuppone e riconosce un

possesso altrui. Quindi è detentore e non possessore colui che ha il materiale godimento dei

una cosa in forza di un titolo che implichi il riconoscimento dell’altruità della cosa (es.

rapporto di locazione).

Mutamento della detenzione in possesso (art.1141 CC) può avvenire per:

causa proveniente da un terzo;

opposizione del detentore.

Possesso in buona fede (art.1147 CC): Colui che ritiene di essere anche il proprietario.

È possessore di buona fede chi possiede ignorando di ledere l'altrui diritto.

La buona fede non giova se l'ignoranza dipende da colpa grave.

La buona fede è presunta e basta che vi sia stata al tempo dell'acquisto

Il possesso si acquista a titolo:

originario con l’apprensione fisica della cosa tramite:

spoglio o occupazione (art.923 CC) cose mobili di proprietà di nessuno;

mutamento della detenzione in possesso (art.1141 CC);

interversione del possesso (art.1164 CC).

derivativo tramite:

consegna della cosa che può essere materiale o simbolica (es. chiavi immobile);

successione.

Effetti del possesso:

il proprietario può rivendicare dal possessore la restituzione del bene. A tal fine se la

domanda è accolta il possessore è tenuto a restituire la cosa con i frutti ma con diverse

modalità:

se possessore in buona fede acquista i frutti maturati in data anteriore alla domanda di

rivendica e già separati e restituisce quelli percepiti dal momento della domanda;

se possessore in malafede deve restituire tutti i frutti percepiti fin dall’inizio del possesso.

Il possessore ha comunque diritto al rimborso delle spese fatte per le manutenzioni

straordinarie.

Nell’acquisto della proprietà tramite possesso il possesso vale come titolo.

Per i beni mobili colui al quale sono alienati da parte di chi non ne è proprietario, ne

acquista la proprietà mediante il possesso, purché sia in buona fede e sussista un titolo

idoneo al trasferimento della proprietà (art.1153,1155 CC).

Usucapione:

Per i beni immobili la proprietà e gli altri diritti reali di godimento sui beni medesimi si

acquistano in virtù del possesso continuato per venti anni (art.1158 CC).

(art.1159 CC)Colui che acquista in buona fede da chi non è proprietario un immobile, in

forza di un titolo che sia idoneo a trasferire la proprietà e che sia stato debitamente trascritto,

ne compie l'usucapione in suo favore col decorso di dieci anni dalla data della trascrizione.

la proprietà dei beni mobili si acquistano in virtù del possesso continuato per dieci anni se

in buona fede. Se il possessore è di mala fede, l'usucapione si compie con il decorso di

venti anni.

AZIONI A DIFESA DELLA PROPRIETA’:

Azioni petitorie rivolte a chi ha il diritto di proprietà su un bene:

azione di rivendicazione (art.948 CC) Il proprietario può rivendicare la cosa da chiunque la

possiede o detiene e può proseguire l'esercizio dell'azione anche se costui, dopo la

domanda, ha cessato, per fatto proprio, di possedere o detenere la cosa. In tal caso il

convenuto è obbligato a ricuperarla per l'attore a proprie spese, o a corrispondergliene il

valore, oltre a risarcirgli il danno.

L’azione di rivendicazione spetta quindi solo al proprietario che avrà l’onere della prova

(art.2697 CC) del diritto di proprietà. Non sarà quindi ritenuto sufficiente un acquisto a

titolo derivativo ma occorrerà risalire ad un acquisto a titolo originario.

Al fine di dimostrare il suo diritto, il rivendicante deve dimostrare di aver acquistato a

titolo originario (es. ex art.1153 CC possesso in buona fede più titolo idoneo) oppure di

aver usucapito anche unendo il proprio possesso con quello del suo dante causa (ex art.

1146 CC) per un periodo in totale non inferiore ai 20 anni.

Prescrizione: l’azione di rivendicazione non si prescrive salvo gli effetti di acquisto

della proprietà da parte di altri per usucapione.

Azioni negatorie (art.949 CC) Il proprietario può agire per far dichiarare l'inesistenza di

diritti affermati da altri sulla cosa, quando ha motivo di temerne pregiudizio. Se sussistono

anche turbative o molestie, il proprietario può chiedere che se ne ordini la cessazione, oltre

la condanna al risarcimento del danno.

L’onere probatorio è meno impegnativo che nelle azioni di rivendicazione infatti il

proprietario può dare prova di acquisto anche solo a titolo derivativo.

Regolamento di confine e apposizione di termini (art.950-951 CC) Quando il confine tra

due fondi è incerto, ciascuno dei proprietari può chiedere che sia stabilito giudizialmente.

Ogni mezzo di prova è ammesso. In mancanza di altri elementi, il giudice si attiene al

confine delineato dalle mappe catastali. Se i termini tra fondi contigui mancano o sono

diventati irriconoscibili, ciascuno dei proprietari ha diritto di chiedere che essi siano apposti

o ristabiliti a spese comuni.

Azioni possessorie concesse a chi ha il possesso del bene.

Sono accordate al possessore in quanto tale a prescindere che si o meno il proprietario del

bene. Sono azioni più rapide rispetto di quelle petitorie.

Il possessore deve solo dimostrare il suo stato possessorio e se riveste anche la figura di

proprietario è dispensato dall’onere della prova di proprietà.

La motivazione giuridica di tale tutela è data da esigenze attinenti l’ordine pubblico onde

evitare una autotutela da parte dei cittadini.

azione di reintegrazione (art.1168 CC) deve essere esercitata entro l’anno contro chi

con violenza ha spogliato il possessore del suo bene. Viene tutelato anche il detentore

qualificato (non chi detiene per servizio o ospitalità). La reintegrazione è ordinata dal

giudice sulla semplice notorietà del fatto senza dilazione.

Azione di manutenzione (art.1170 CC) il possessore se detiene il possesso da almeno

un anno e tale possesso non è stato acquistato in modo violento o clandestino, può

chiedere che entro l’anno dalla turbativa la manutenzione (tutela) del possesso.

Azioni di nunciazione (artt.1171-1172 CC) sono azioni tutelari tese ad impedire che si

producano danni in capo ad un soggetto. Possono essere promosse da proprietari,

possessori o titolari di un diritto. Sono:

denunzia di nuova opera (art.1171 CC) se si teme che da una nuova opera in costruzione

possa arrivare un danno all’oggetto di un proprio diritto;

denunzia di danno temuto (art.1172 CC) se vi è una previsione di danno.

OBBLIGAZIONI:

Lo studio dell’obbligazione attiene all’oggetto del rapporto giuridico.

Differenze tra diritti reali e diritti di obbligazione:

diritti reali:

attengono ai diritti dell’uomo sulla cosa

godimento della cosa avviene sulla cosa stessa

diritti assoluti la loro efficacia è rivolta a tutti i soggetti (erga omnes);

perdurano nel tempo.

diritti di obbligazione:

attengono ai diritti che un soggetto (creditore) ha nei confronti di un altro soggetto

(debitore)

presuppongono la cooperazione del debitore (adempimento)

diritti relativi cioè possono essere fatti valere dal creditore solo nei confronti del

debitore;

tende ad esaurirsi nel tempo.

L’obbligazione è un vincolo giuridico in virtù del quale il debitore è tenuto verso il creditore

ad una prestazione (artt.1173-1320 CC).

Il creditore ed il debitore sono quindi legati da un vincolo un legame di comportamenti che

sfocia in una prestazione.

Elementi dell’obbligazione:

soggetto attivo (creditore) oggetto (prestazione) soggetto passivo (debitore)

Fonti delle obbligazioni (art.1173 CC): Le obbligazioni derivano da contratto, da fatto

illecito, o da ogni altro atto o fatto idoneo a produrle in conformità dell'ordinamento

giuridico.

Il contratto è quindi la fonte principale seguita dal fatto illecito. Altri fatti o atti idonei a far

sorgere una obbligazione sono: la promessa di pagamento (art.1988 CC), la promessa al

pubblico (art.1989 CC), la ricognizione di debito (art.1988 CC), i titoli di credito, la

gestione d’affari (art.2028 CC), il pagamento dell’indebito (art.2033 CC) e l’arricchimento

senza causa (art.2041 CC).

Oggetto del rapporto giuridico è la prestazione che deve essere:

a carattere patrimoniale (art.1174 CC) suscettibile a valutazione economica;

possibile, ci può essere impossibilità oggettiva o soggettiva, però solo l’impossibilità

oggettiva non fa sorgere l’obbligazione;

lecita, illecita è l’obbligazione contraria alla legge, all’ordine pubblico, alla morale o al buon

costume;

determinatezza e determinabilità che contenga tutti gli elementi per il suo stesso

svolgimento.

Art.1175 CC: Il debitore e il creditore devono comportarsi secondo le regole della

correttezza. Ci deve essere quindi collaborazione tra i due soggetti per la soddisfazione

dell’obbligazione; anche da parte del creditore.

Tipi di obbligazione:

di dare consegnare di mezzi: il debitore si obbliga nei confronti

del creditore

a compiere una determinata attività senza

garantirne il risultato (es. prestazioni

professionali)

di risultati: il debitore si obbliga nei confronti

del creditore non solo a compiere una

determinata attività ma anche a raggiungere un

particolare risultato.

restituire

fare

non fare.

ADEMPIMENTO DELLE OBBLIGAZIONI (artt.1176-1200 CC):

L’adempimento consiste nell’esatta esecuzione da parte del debitore della prestazione che

forma l’oggetto della obbligazione.

Elementi dell’esatto adempimento sono:

modalità di esecuzione della prestazione. Non è sufficiente quindi adempiere ma occorre

adempiere secondo gli elementi dell’esatto adempimento:

nell’adempiere l’obbligazione il debitore deve usare la diligenza del buon padre di

famiglia (art.1176 CC);

il creditore può rifiutare un adempimento parziale, quindi il debitore deve adempiere

per intero, salvo i casi previsti dalla legge come la legge cambiaria (art.1181 CC);

quando l’obbligazione ha per oggetto la prestazione di cose determinate soltanto nel

genere, il debitore deve prestare cose di qualità non inferiore alla media (art.1178

CC);

obbligo di custodire la cosa da consegnare fino alla consegna (art.1177 CC);

chi è tenuto a prestare garanzia la può dare reale o personale (art.1179 CC).

persona che esegue la prestazione (art.1180 CC). L’obbligazione assunta dal debitore può

essere adempiuta da un terzo, anche se non rientrava nel rapporto obbligatorio. Il creditore

non può opporsi all’adempimento del terzo a meno che non abbia un interesse particolare

sull’adempimento del debitore. (es. imprenditore teatrale che ingaggia un noto cantante). Ci

può essere anche una opposizione del debitore all’intervento del terzo.

persona che riceve la prestazione (art.1188 CC). Il pagamento deve essere fatto al creditore

o al suo rappresentante. Se il pagamento non è fatto al creditore e comunque lui lo rettifica il

debitore viene liberato dalla obbligazione.

luogo dell’adempimento (art.1182 CC). E’ il luogo stabilito dalle parti o in mancanza:

obbligo di consegna di cosa certa e determinata nel luogo dove si trova quando è

sorta l’obbligazione;

somma di danaro consegnata al domicilio del creditore alla scadenza o se il

domicilio è diverso dal momento in cui è sorta l’obbligazione al domicilio del

debitore;

in tutti gli altri casi al domicilio del debitore alla scadenza.

tempo dell’adempimento (art.1183 CC). Si distinguono sue ipotesi:

è stato fissato il termine si presume che sia a favore del debitore;

non è stato fissato il termine di esecuzione della prestazione e quindi il creditore può

esigerla immediatamente.

identità della prestazione oggetto dell’obbligazione. Perché ci sia esatto adempimento ci

deve quindi essere una esatta identità della prestazione oggetto della obbligazione con la

prestazione promessa.

Pagamento a creditore incapace (art.1190 CC). Il pagamento fatto al creditore incapace di

riceverlo non libera il debitore, se questi non prova che ciò che fu pagato è stato rivolto a

vantaggio dell'incapace.

Pagamento eseguito da debitore incapace (art.1191 CC). Il debitore che ha eseguito la

prestazione dovuta non può impugnare il pagamento a causa della propria incapacità se la

fonte di nascita dell’obbligazione è legittima.

Imputazione di pagamento (art.1193 CC). Di fronte ad un pagamento, se non è stato

specificato il debito che si vuole soddisfare, le obbligazioni vengono soddisfatte nel

seguente ordine:

più debiti , di cui uno scaduto, il debito scaduto;

più debiti scaduti, quello meno garantito;

più debiti scaduti ugualmente garantiti, quello più oneroso per il debitore;

più debiti scaduti ugualmente garantiti e onerosi per il debitore, quello più antico;

in mancanza, proporzionalmente ai vari debiti.

L’art.1199 CC sancisce che le spese per il pagamento sono a carico del debitore e

comunque il debitore ha diritto di ricevere la quietanza del pagamento.

Il creditore può accettare una prestazione diversa da quella dovuta e il debito si esaurisce al

compimento della prestazione stessa (art.1197 CC).

Surrogazione (artt.1201-1205 CC):

Quando un terzo interviene in favore del debitore sostituendolo nell’adempimento della

prestazione, il creditore può surrogarlo dei propri diritti. La surrogazione può essere: per

volontà del creditore, per volontà del debitore o legale.

Mezzi di pagamento. Non viene rispettato il luogo dell’adempimento come domicilio del

creditore: trasferimento elettronico di fondi, sistema bancomat, carta di credito, accredito

bancario e assegno.

Altri modi di estinzione del rapporto di obbligazione (diversi dall’esatto adempimento):

novazione (artt.1230-1235 CC) sostituire una obbligazione esistente con una nuova diversa

dalla precedente per oggetto o per titolo. Può essere soggettiva se cambia uno dei due

soggetti (debitore o creditore) od oggettiva se cambia l’oggetto della obbligazione. Deve

quindi essere caratterizzata dalla volontà di novare e dalla cosa nuova;

remissione (artt.1236-1240 CC) il creditore può rimettere il debito estinguendo così

l’obbligazione;

compensazione (artt.1241-1252 CC) quando due soggetti sono legati da più rapporti di

debito-credito:

compensazione legale (art.1243 CC)opera automaticamente se i debiti sono liquidi

ed esigibili;

compensazione giudiziale (art.1243 CC) se il debito è di facile liquidazione il

giudice può dichiarare la compensazione;

volontaria (art.1252 CC) se c’è volontà tra le parti anche si debiti non sono liquidi

ed esigibili.

confusione (art.1253-1255 CC) debitore e creditore si riuniscono nella stessa persona e così

i rapporti di debito-credito si esauriscono;

impossibilità sopravvenuta (art.1256-1259 CC) estingue l’operazione anche se al suo

sorgere era possibile. L’impossibilità non deve essere né temporale né parziale.

INADEMPIMENTO:

L’inadempimento consiste in ogni discordanza tra il dovuto e ciò che è effettivamente

prestato.

Art.1218 CC: Il debitore che non esegue esattamente la prestazione dovuta è tenuto al

risarcimento del danno, se non prova che l'inadempimento o il ritardo è stato determinato da

impossibilità della prestazione derivante da causa a lui non imputabile.

Il debitore è in mora quando non esegue la prestazione o la esegue in ritardo.

La mora scatta con la costituzione in mora quindi un atto del creditore (art.1219 CC) ma è

automatica:

quando il debito deriva da fatto illecito;

quando il debitore ha dichiarato per iscritto di non voler eseguire l’obbligazione;

quando è scaduto il termine se la prestazione deve essere eseguita al domicilio del creditore.

Effetti della mora:

obbligo di risarcire il danno del ritardo;

il rischio della prestazione passa dal creditore al debitore (art.1221 CC).

Gli elementi del danno risarcibile sono quelli generali cioè:

perdita subita (danno emergente);

mancato guadagno (lucro cessante).

Art.1226 CC valutazione equitativa del danno. Il giudice, se non è stato provato un danno

preciso nell’ammontare, fa una valutazione equitativa.

Mora del creditore (art.1206 CC):

Il creditore è in mora quando, senza motivo legittimo, non riceve il pagamento offertogli nei

modi indicati dagli articoli seguenti o non compie quanto è necessario affinché il debitore

possa adempiere l'obbligazione.

La mora del creditore, più complessa di quella del creditore, scatta quando il debitore ha

fatto un’offerta valida al creditore ex art.1208 CC. I requisiti per la validità dell’offerta

sono:

che sia fatta al creditore capace di ricevere o a chi ha la facoltà di ricevere per lui;

che sia fatta da persona che può validamente adempiere;

che comprenda la totalità della somma o delle cose dovute, dei frutti o degli interessi e delle

spese liquidate, e una somma per le spese non liquidate, con riserva di un supplemento, se

necessario;

che il termine sia scaduto;

che si sia verificata la condizione dalla quale dipende l’obbligazione;

che l’offerta sia fatta alla persona del creditore o nel suo domicilio;

che l’offerta sia fatta da un ufficiale pubblico a ciò autorizzato.

Se l’obbligazione ha per oggetto danaro o titoli di credito l’offerta deve essere reale

(materiale).

La cessione del credito (art.1260 CC): Il creditore può trasferire a titolo oneroso o gratuito il

suo credito, anche senza il consenso del debitore , purché il credito non abbia carattere

strettamente personale o il trasferimento non sia vietato dalla legge.

Efficacia della cessione (art.1264 CC): La cessione ha effetto nei confronti del debitore

ceduto quando questi l'ha accettata o quando gli è stata notificata.

Nella cessione a titolo oneroso il cedente è tenuto a garantire esclusivamente l’esistenza del

credito; nella cessione a titolo gratuito non deve neanche garantire l’esistenza del credito a

meno che la garanzia non sia espressamente pattuita.

Cessione pro soluto il cedente non risponde della solvenza del debitore; cessione pro

solvendo il cedente con apposito atto garantisce la solvibilità del debito.

La cessione del credito tra imprese (factoring) viene regolata dalla L.52/91.

La cessione del credito privato e quella del credito d’impresa si differenziano per le seguenti

caratteristiche:

i soggetti:

cessione del credito nel diritto privato: chiunque può cedere il credito;

factoring: il cedente deve essere un imprenditore e il cessionario deve essere una società.

le garanzie della cessione:

cessione del credito nel diritto privato: il cedente non garantisce la solvenza del debitore

(salvo patto contrario);

factoring: il cedente garantisce nei limiti del corrispettivo pattuito, la solvenza (salvo patto

contrario).

la natura dei crediti ceduti:

cessione del credito nel diritto privato: non vi è alcuna particolare limitazione;

factoring: oggetto della cessione devono essere i crediti sorti da contratti stipulati dal

cedente nell’esercizio dell’impresa.

SUCCESSIONE NEL DEBITO (art.1268 ss. CC):

Delegazione: il debitore originario (delegante) assegna un nuovo debitore (delegato) al

creditore (delegatario): Tizio (debito di 100)

Caio (debito di 100)

(Tizio delega Caio a pagare il suo debito a Sempronio) Sempronio (creditore)

delegazione di pagamento:

è liberatoria quando il delegante è liberato da debito per espressa dichiarazione del

delegatario;

è cumulativa quando il delegante non è liberato e resta obbligato accanto al delegato. Il

delegatorio cioè acquista accanto al vecchio debitore (delegante) un nuovo debitore

(delegato).

delegazione a promettere:

è titolata se il debitore nel promettere di pagare al delegatario fa riferimento al rapporto di

provvista o al rapporto di valuta o ad entrambi (emerge la struttura a triangolo);

è pura se il delegato promette di pagare al delegatario una certa somma senza riferirsi né al

rapporto di provvista né al rapporto di voluta.

Espromissione: è un contratto tra un terzo (espromittente) ed il creditore (espromissario)

dove il terzo promette di pagare un debito altrui (espromesso):

espromissione liberatoria: il creditore espromissario libera espressamente il debitore

espromesso (solo l’espromittente rimane obbligato);

espromissione cumulativa: il terzo espromittente è obbligato in solido con il debitore

espromesso nei confronti dell’espromissario.

Accollo: è un contratto tra un terzo (accollante) ed il debitore (accollato):

liberatorio;

cumulativo, c’è un affiancamento dell’accollante al accollato nell’obbligazione;

semplice, il creditore (accollatario) non è a conoscenza dell’avvenuto accollo del debito tra

l’accollante e accollato.

Obbligazioni pecuniarie sono quelle obbligazioni che hanno per oggetto un somma di

denaro (art.1277 CC). Si dice che le obbligazioni pecuniarie sono regolate dal principio

nominalistico e cioè il debito viene considerato al suo valore nominale. Si presenta quindi

un problema di mutamento di valore della moneta nel tempo a cui la giurisprudenza

risponde con la corrispondenza valore nominale al creditore sufficiente ad estinguere il

debito. Il rischio di mutamento di valore della moneta grava sul creditore.

In caso, però, di ritardato pagamento l’art.1224 CC stabilisce che il debitore deve almeno gli

interessi legali se non ne erano stati previsti di diversi. Il creditore ha diritto ad un ulteriore

risarcimento se prova che il danno sofferto è stato maggiore.

distinzioni tra obbligazioni:

l’obbligazione è semplice quando unica e sola è la prestazione assunta dal debitore;

l’obbligazione è alternativa quando due sono le prestazioni dedotte; o una o l’altra;

l’obbligazione è parziaria se il creditore deve chiedere a ciascheduno dei debitori il

pagamento della sua quota di debito;

l’obbligazione è solidale se il creditore può chiedere a ciascheduno dei debitori il pagamento

dell’intero debito:

attiva: più creditori con un solo debitore;

passiva: più debitori con uno solo creditore.

CONTRATTI (art.1321 CC):

Il contratto è l’accordo di due o più parti per costituire, regolare o estinguere tra loro

un rapporto giuridico patrimoniale.

Volontà come elemento fondamentale.

L’art.1325 CC delinea invece i requisiti essenziali del contratto ne:

accordo tra le parti;

la causa;

l’oggetto;

la forma quando risulta prescritta dalla legge sotto pena di nullità.

Produce nullità del contratto la mancanza di uno dei requisiti indicati dall'articolo 1325 CC.

Classificazione dei contratti:

reali: i contratti si formano con il consenso o la consegna della merce;

consensuali: i contratti si formano con il consenso delle parti.

In base all’effetto:

ad effetti reali: i contratti che producono l’effetto translativo;

ad effetti obbligatori: i contratti che producono l’effetto di far sorgere obbligazioni in capo

ad uno o ad entrambi i contraenti;

In base alle obbligazioni che fanno sorgere:

contratti onerosi: l’obbligazione è rivolta ad entrambe le parti;

contratti gratuiti: l’obbligazione è rivolta ad una parte sola.

Autonomia contrattuale (art.1322 CC): le parti possono liberamente determinare il

contenuto del contratto nei limiti imposti dalla legge.

Le parti possono anche concludere contratti che non appartengano ai tipi aventi una

disciplina particolare, purché siano diretti a realizzare interessi meritevoli di tutela secondo

l'ordinamento giuridico.

Quindi come si vede dal secondo comma per i contratti atipici ci deve essere un controllo di

meritevolezza dell’oggetto (es. contratto di sponsorizzazione).

A differenza dei contratti (categoria aperta) gli atti unilaterali patrimoniali, intesi come

dichiarazione di volontà di una sola parte, formano un numero chiuso (es. procura, atto di

fondazione) e sono disciplinati specificamente dal CC per ognuno di essi pur potendosi

applicare, in quanto compatibili, le norme generali sui contratti (art.1324 CC).

Processo di formazione del contratto (art.1325 CC):

Il contratto si forma sul principio dell’accordo tra le parti ed inoltre il contratto è concluso

nel momento in cui chi ha fatto la proposta è a conoscenza dell’accettazione dell’altra parte.

proposta consenso negoziale

accettazione

Un’accettazione non conforme alla proposta equivale ad una nuova proposta.

La proposta per essere valida deve contenere gli elementi necessari e sufficienti a

determinare con l’accettazione il consenso negoziale. Se mancano gli elementi si parla di

invito ad offrire.

L’effetto del contratto avviene dal momento in cui la proposta viene accettata e

l’accettazione della proposta fatta al domicilio del proponente porta alla presunzione di

conoscenza a meno che egli non dimostri di non averne avuto notizia senza sua colpa (art.

1335 CC).

La proposta può essere revocata finché il contratto non si è formato e partendo dal

presupposto che la proposta non può rimanere vincolante all'infinito le cause della sua

caducazione sono:

termine di validità della proposta espressamente evidenziato;

revoca;

morte del proponente;

sopravvenuta incapacità del proponente.

C’è comunque la possibilità di rinunciare alla revoca della proposta dando un termine alla

irrevocabilità della proposta. Durante tale periodo non sono possibili modifiche alla

proposta che, se viene accettata, rende il contratto concluso.

Causa: come funzione economico sociale del contratto. Non c’è nel codice una definizione

della causa ma si desume da tre articoli. L’illeicità della causa produce nullità nel contratto.

Il controllo della funzione economico sociale della causa si pone solo per i contratti atipici.

Art.1343 CC la causa è illecita quando è contraria a norme imperative, all’ordine pubblico o

al buon costume. La causa non va confusa con il motivo.

Il motivo è la ragione interna per la quale il soggetto si induce al negozio. I motivi sono

irrilevanti per il diritto ma rileva solo il motivo illecito. Il contratto è illecito (quindi nullo)

quando le parti si sono determinate a concluderlo esclusivamente per un motivo illecito

comune ad entrambe (art.1345 CC). I caratteri necessari per l’annullamento quindi sono:

illecito;

determinante alla ragione del negozio;

comune alle parti (non basta la conoscenza di una delle parti ma ci vuole la condivisione del

motivo).

Ci possono essere contratti in frode alla legge visti cioè come mezzi per eludere una norma

imperativa (art.1344 CC).

Oggetto è il contenuto concreto del singolo rapporto contrattuale.

Art.1346 CC L'oggetto del contratto deve essere possibile, lecito, determinato o

determinabile.

L’impossibilità deve essere oggettiva in quanto la soggettiva non rileva; la leicità come

conformità al diritto.

L’oggetto deve essere determinato o determinabile attraverso gli elementi compresi nel

contratto. Ci può essere il caso di un oggetto determinato da un terzo diverso dai contraenti.

Forma: requisito essenziale del contratto è la forma quando risulta prescritta dalla legge

sotto pena di nullità.

Esiste un principio di libertà delle forme cioè la forma assume requisito essenziale del

contratto solo se la legge lo stabilisce se no la forma è libera.

La legge però prevede una serie di contratti che devono farsi per atto pubblico o scrittura

privata pena la nullità (art.1350 CC) es. beni immobili.

Si distinguono:

forma ad substantiam richiesta per la validità dell’atto;

forma ad probationen necessaria per dare la prova dell’atto (prova documentale).

Art.2699 CC. L'atto pubblico è il documento redatto, con le richieste formalità, da un notaio

o da altro pubblico ufficiale autorizzato ad attribuirgli pubblica fede nel luogo dove l'atto è

formato (fa prova in se).

Art.2702 CC. La scrittura privata fa piena prova, fino a querela di falso, della provenienza

delle dichiarazioni da chi l'ha sottoscritta, se colui contro il quale la scrittura è prodotta ne

riconosce la sottoscrizione, ovvero se questa è legalmente considerata come riconosciuta (la

prova scatta se il soggetto contro il quale viene prodotta non la disconosce).

Ciò che fa prova non è il contenuto della dichiarazione ma la dichiarazione stessa.

Le trattative e la responsabilità precontrattuale. Le parti, nello svolgimento delle trattative e

nella formazione del contratto, devono comportarsi secondo buona fede (art.1337 CC).

Secondo buona fede vuol dire entrare nelle trattative con un serio desiderio a contrarre.

Se si viola questo principio di buona fede si incappa nella responsabilità precontrattuale che

ci porta a dover riconoscere dei danni all’altro soggetto.

I danni risarcibili sono riconosciuti nei limiti del cosiddetto “interesse negativo”. Dove si

intende l’interesse che la parte di buona fede aveva a che le trattative non avessero avuto

inizio.

L’interesse negativo si quantifica nelle spese delle perdute occasioni di stringere un altro

valido contratto e dalla attività sprecata nelle trattative (danno emergente e lucro cessante).

La quantificazione dell’interesse negativo non può essere mai pari o superiore al valore del

contratto che si sarebbe dovuto stipulare.

I rapporti giuridici preparatori:

Si intendono per rapporti giuridici preparatori quei rapporti diretti a fermare un affare, il cui

assetto definitivo viene posticipato nel tempo. I rapporti giuridici preparatori sono:

contratto preliminare (artt.1351,2932 CC) con la stipulazione del contratto preliminare le

parti si obbligano a stipulare un futuro contratto, detto contratto definitivo. Esistono i

contratti preliminari unilaterali o bilaterali. La forma deve essere quella del contratto

definitivo pena la nullità. L’art.2932 stabilisce che se colui che era obbligato a concludere

un contratto non adempie l’altra parte può ottenere una sentenza che produca gli stessi

effetti del contratto non concluso e quindi non solo un risarcimento del danno. L’effetto

definitivo avviene attraverso la stipulazione di un contratto nuovo;

opzione (art.1331 CC) è un contratto nel quale le parti convengono che una di esse rimane

vincolata dalla propria dichiarazione mentre l’altra si riserva la facoltà di accettarla o meno.

Diventa una proposta definitiva nel momento dell’accettazione della proposta effettuata

dall’altra parte;

patto di prelazione: si distingue dagli altri rapporti giuridici in quanto non crea un obbligo a

contrarre, ma più semplicemente crea un obbligo a preferire un determinato soggetto ad

altri, a parità di condizioni, se ed in quanto si deciderà a contrarre. Differenza tra patto di

prelazione e diritto di prelazione, il patto nasce da contratto il diritto nasce da ex legge e

dove nella violazione del diritto l’ordinamento scatta con meccanismi di natura reale, mentre

nel patto si avrà solo diritto ad un riconoscimento dei danni;

proposta irrevocabile (art.1329 CC);

la prenotazione.

Condizioni generali di contratto (artt.1341-1342,1370,1679,2211,2965 CC): contratti di

massa o di adesione. Vengono a mancare le contrattazioni individuali di pari forza.

Vengono a crearsi una serie di contratti standardizzati proposti ai consumatori che però

fanno nascere una specie di diritto privato d’impresa visto l’impari equilibrio tra i due

soggetti (impresa e consumatore).

Le condizioni generali di contratto sono il regolamento negoziale predisposto da un

contraente per la regolazione di una serie infinita di successivi rapporti.

Art.1341 CC: Le condizioni generali di contratto predisposte da uno dei contraenti sono

efficaci nei confronti dell'altro, se al momento della conclusione del contratto questi le ha

conosciute o avrebbe dovuto conoscerle usando l'ordinaria diligenza.

Il legislatore accetta il fenomeno delle condizioni generali ma esige come tutela della parte

debole che ci sia la conoscenza da parte del contraente delle condizioni.

Arte.1342 CC: Nei contratti conclusi mediante la sottoscrizione di moduli o formulari,

predisposti per disciplinare in maniera uniforme determinati rapporti contrattuali, le clausole

aggiunte al modulo o al formulario prevalgono su quelle del modulo o del formulario

qualora siano incompatibili con esse, anche se queste ultime non sono state cancellate.

Viene così riconosciuta un po’ di autonomia contrattuale.

Art.1341 II CC: sistema di protezione da clausole vessatorie (condizioni che stabiliscono, a

favore di colui che le ha predisposte):

limitazioni di responsabilità;

facoltà di recedere dal contratto o di sospenderne l'esecuzione;

decadenze;

limitazioni alla facoltà di opporre eccezioni;

restrizioni alla libertà contrattuale nei rapporti coi terzi;

tacita proroga o rinnovazione del contratto;

clausole compromissorie;

deroghe alla competenza dell'autorità giudiziaria.

Strumento protettivo è il richiamo del consumatore sul contenuto della clausola in quanto

esse non hanno effetto se non sono esplicitamente approvate per iscritto.

L’unione europea è intervenuta a protezione dei consumatori intervenendo con il Capo14

bis circa i contratti dei consumatori (Direttiva 5/4/1993 93/13 attuata con L.52 6/2/96). Nel

contratto concluso tra il consumatore e il professionista, si considerano vessatorie le

clausole che, malgrado la buona fede, determinano a carico del consumatore un significativo

squilibrio dei diritti e degli obblighi derivanti dal contratto.

Si presumono vessatorie fino a prova contraria le clausole che hanno per oggetto o per

effetto di:

escludere o limitare la responsabilità;

prevedere l’alienazione di un diritto

ELEMENTI ACCIDENTALI ED EFFETTI DEL CONTRATTO:

Si fa riferimento a:

condizione: è un avvenimento futuro e incerto al cui verificarsi si producono o vengono

meno gli effetti del contratto. Si distingue tra condizione sospensiva, se gli effetti del

negozio non si verificheranno che all’avverarsi della condizione; o condizione risolutiva se

gli effetti del negozio si verificheranno subito ma cesseranno all’eventuale verificarsi della

condizione. La condizione può essere:

causale se si tratta di elementi estranei al soggetto;

potestativa se si tratta di elementi determinati dal soggetto;

mista se si verificano entrambi i casi.

La condizione meramente potestativa consente in un fatto il cui compimento o la cui

omissione non dipende dalla volontà del terzo ma dal mero arbitrio (se vorrò); per

questo motivo è nulla;

termine: avvenimento futuro e certo dal quale, o fino al quale, debbono prodursi gli effetti

del negozio;

modo: peso che si oppone ad una liberalità allo scopo di limitarla.

Effetti del contratto (art.1372 CC):

Il contratto ha forza di legge tra le parti. Non può essere sciolto che per mutuo consenso o

per cause ammesse dalla legge.

Mutuo consenso: due sono le parti che hanno creato il vincolo negoziale e per sciogliersi da

quel vincolo occorre un nuovo e rinnovato consenso di entrambe le parti.

L’art.1373 prevede altresì il recesso unilaterale (convenzionale o legale) che può essere

configurato come il diritto potestativo di risolvere eccezionalmente dall’interno, ex uno

latere, il contratto.

Può scaturire dalla volontà delle parti (convenzionale) o per legge (legale). Nel primo caso

sono le parti stesse che al momento della stipulazione del contratto convengono che una di

esse potrà, a certe condizioni, recedere. Nel secondo caso invece è il recesso attribuito per

legge come nei rapporti di durata con assenza del termine finale e dove l’ordinamento

deroga al principio generale per il quale il contratto ha forza di legge tra le parti e ammette

che la volontà di un solo soggetto determini lo scioglimento del contratto (es. recesso dal

contratto di agenzia a tempo indeterminato art.1750 CC).

Nel nostro ordinamento vige il principio consensualistico ad effetto translativo nei contratti

ad effetti reali (art.1376 CC): la proprietà si trasmette o si acquista per effetto del consenso

delle parti legittimamente manifestato.

E’ con il codice napoleonico che si supera la traditio, basta il consenso per perfezionare il

contratto e non serve la consegna del bene. C’è un distinguo nell’art.1377 CC dove per il

trasferimento di massa di cose occorre una misurazione stabilita.

L’art.1378 CC per trasferimento di cose determinate solo nel genere il momento del

trasferimento della proprietà è l’individuazione, cioè l’isolare la massa di cose che viene

trasferita. Se il trasferimento è da piazza a piazza l’individuazione avviene mediamente la

consegna al vettore o spedizioniere.

Art.1380 CC: questa norma risolve il conflitto tra persone che abbiano diritti personali di

godimento sulla medesima cosa adottando un criterio temporale (il primo che ha goduto) o

il titolo di data anteriore.

Altri effetti del contratto:

acconto: somma di denaro corrisposta in conto prezzo (pagamento frazionato);

caparra confirmatoria: ha la funzione di rinforzare l’impegno ad adempiere ed ha la funzione

di liquidazione convenzionale del danno in caso di risoluzione del contratto per

inadempimento (art.1385 CC);

caparra penitenziale: è il corrispettivo del diritto di recesso; la funzione è quindi di

corrispettivo del diritto di recesso (art.1386 CC);

clausola penale: non si ha dazione di denaro al momento della stipula, come nel caso della

caparra. Ha la funzione di predeterminare il risarcimento del danno.

Interpretazione del contratto:

Nell’interpretazione soggettiva del contratto bisogna analizzare il comportamento delle parti

anche dopo la stipulazione del contratto stesso.

Se rimangono ulteriori dubbi dopo l’interpretazione soggettiva del contratto si ricorre alle

norme di interpretazione oggettiva come l’art.1367 (principio di conservazione il quale

stabilisce che vengono fatti salvi gli effetti che con una interpretazione soggettiva sarebbero

negati).

L’interpretazione di un contratto si può dividere in tre fasi:

interpretazione letterale;

ricerca della comune intenzione delle parti;

valutazione del comportamento delle parti.

L’art.1366 CC ci dice inoltre che il contratto deve essere interpretato secondo buona fede,

dove la buona fede non è tanto di chi interpreta il contratto ma in chi lo ha sottoscritto.

Per quanto riguarda l’interpretazione nei contratti di massa si applicano i principi dell’art.

1370 CC “ Le clausole inserite nelle condizioni generali di contratto o in moduli o formulari

predisposti da uno dei contraenti s'interpretano, nel dubbio, a favore dell'altro.”

L’art.1371 CC conclude le eventuali oscurità di un contratto anche dopo le varie

interpretazioni.

Qualora, nonostante l’applicazione delle norme contenute in questo capo, il contratto

rimanga oscuro, esso deve essere inteso nel senso meno gravoso per l'obbligato, se è a

titolo gratuito, e nel senso che realizzi l’equo contemperamento degli interessi delle parti se

è a titolo oneroso.

LA RAPPRESENTANZA:

Art.1388 CC: Il contratto concluso dal rappresentante in nome e nell'interesse del

rappresentato, nei limiti delle facoltà conferitegli, produce direttamente effetto nei confronti

del rappresentato.

Un soggetto agisce in nome e per conto di un altro soggetto nella sottoscrizione di contratti

(si evita così la duplicazione dei contratti).

Tra rappresentante e rappresentato vi è l’attribuzione di poteri per sostituirsi nel

compimento di una attività giuridica cosicché gli effetti risalgono direttamente nella sfera

giuridica del rappresentato.

Le fonti della rappresentanza (art.1387 CC): Il potere di rappresentanza è conferito dalla

legge ovvero dall'interessato. I tipi di rappresentanza sono:

legale: dalla legge (genitori rappresentano i figli minorenni);

volontaria: procura atto unilaterale

mandato contratto;

organica: il potere di rappresentanza consegue all’organo della persona giuridica (es.

Presidente S.p.A.).

Agire in nome di un soggetto significa spenderne il nome ed il fatto che in un atto di

rappresentanza il dominus sia fatto palese o meno al terzo, distingue la rappresentanza

diretta (il rappresentante dichiara al terzo di agire in nome e per conto del rappresentato) o la

rappresentanza indiretta (il rappresentante agisce per conto del rappresentato ma in nome

proprio).

Contratto di mandato (art.1703 CC): Il mandato è il contratto con il quale una parte si

obbliga a compiere uno o più atti giuridici per conto dell'altra.

Il mandato può essere:

con rappresentanza (art.1704 CC) se al mandatario è stato conferito il potere di agire in

nome del mandante. Si applicano le regole della rappresentanza;

senza rappresentanza (art.1705 CC) Il mandatario che agisce in proprio nome acquista i

diritti e assume gli obblighi derivanti dagli atti compiuti con i terzi (salvo l’obbligo di

trasferire il diritto al mandante).

Il parametro di diligenza del mandatario deve essere quello del buon padre di famiglia (art.

1710 CC).

L’agire nell’interesse del rappresentante può portare ad un conflitto di interessi tra il

rappresentante ed il rappresentato.

art.1394 CC: Il contratto concluso dal rappresentante in conflitto d’interessi col

rappresentato può essere annullato su domanda del rappresentato, se il conflitto era

conosciuto o riconoscibile dal terzo.

art.1395 CC: contratto con se stesso.

art.1398 CC: Rappresentanza senza potere. - Colui che ha contrattato come rappresentante

senza averne i poteri o eccedendo i limiti delle facoltà conferitegli, è responsabile del danno

che il terzo contraente ha sofferto per avere confidato senza sua colpa nella validità del

contratto.

art.1393 CC: giustificazione dei poteri (il terzo può esigere la dimostrazione dei poteri che il

rappresentante dichiara di avere).

art.1399 CC: il terzo può esercitare la facoltà di ratificare il contratto nel caso della

rappresentanza senza potere.

Interferenze tra contratto ed i terzi:

art.1401 CC: Nel momento della conclusione del contratto una parte può riservarsi la facoltà

di nominare successivamente la persona che deve acquistare i diritti e assumere gli obblighi

nascenti dal contratto stesso.

La nomina deve essere fatta entro 3 giorni e non ha effetto se non viene accettata restando

così obbligata nel contratto il soggetto nominante.

Effetti della nomina art.1404 CC: Quando la dichiarazione di nomina è stata validamente

fatta, la persona nominata acquista i diritti e assume gli obblighi derivanti dal contratto con

effetto dal momento in cui questo fu stipulato.

Contratto a favore di terzi (artt.1411 ss CC):

Gli effetti positivi del contraente vanno a favore di un terzo (es. assicurazione sulla vita con

beneficiario altro soggetto). Lo stipulante deve avere interesse nella stipula. Non è un

contratto trilaterale.

Cessione del contratto (artt.1406 ss CC):

Ciascuna parte può sostituire a sé un terzo nei rapporti derivanti da un contratto con

prestazioni corrispettive, se queste non sono state ancora eseguite, purché l’altra parte vi

consenta.

La differenza con la cessione del credito è che nella cessione del contratto è necessario il

consenso dell’altra parte, mentre non nella cessione del credito.

NULLITA’ E ANNULLABILITA’:

La nullità e l’annullabilità sono sanzioni che rientrano nella categoria della invalidità del

contratto.

Nullità: ciò che nullo non produce alcun effetto.

è la sanzione più grave prevista dal nostro ordinamento giuridico;

l’atto nullo non produce alcun effetto;

la nullità ha effetto retroattivo (agisce fin dalla formazione dell’atto).

Cause di nullità del contratto (art.1418 CC): Il contratto è nullo quando è contrario a norme

imperative, salvo che la legge disponga diversamente. Producono nullità del contratto la

mancanza di uno dei requisiti indicati dall'articolo 1325 (accordo tra le parti, forma, oggetto

causa), l’illiceità della causa, l’illiceità dei motivi nel caso indicato dall'articolo 1345 e la

mancanza nell’oggetto dei requisiti stabiliti dall'articolo 1346 (possibile, lecito, determinato).

nullità parziale (art.1419 CC): se le clausole colpite da nullità sono elemento determinante

per il consenso delle parti l’intero contratto diviene nullo. Se le clausole nulle sono sostituite

da norme imperative il contratto non è soggetto a nullità.

Art.1421 CC: Salvo diverse disposizioni di legge, la nullità può essere fatta valere da

chiunque vi ha interesse e può essere rilevata d’ufficio dal giudice.

L’azione per far dichiarare la nullità non è soggetta a prescrizione (art.1422 CC) ed inoltre il

contratto nullo non può essere convalidato (art.1423 CC).

Esiste però la conversione dell’atto nullo che è comunque cosa differente dalla convalida.

Mentre la convalida sana il negozio viziato con la conversione si permette di salvare gli

effetti di un contratto diverso a determinate condizioni cioè che abbia i requisiti di forma e di

sostanza previsti dalla legge (art.1424 CC) es. cambiale nulla diventa promessa di

pagamento.

Annullabilità:

Cause di annullabilità sono: l’errore, la violenza, il dolo e gli altri casi stabiliti dalla legge.

Le cause annullabilità possono essere suddivise in due grandi gruppi:

le cause attinenti all’incapacità di chi contrae (art.1425 CC) es. minore, interdetto,

inabilitato;

le cause che attengono ai vizi del consenso: il soggetto che contrae è pienamente capace ma

la sua volontà è viziata (errore, violenza o dolo) art.1427 CC.

L’errore può essere: errore vizio o errore ostativo.

L’errore è dovuto ad una falsa rappresentazione della realtà che nasce dalla mia percezione

di essa. Se è indotta si parla di dolo. Viene a costituirsi un conflitto tra la salvaguardia del

soggetto in errore ed il libero traffico economico. Quindi i tratti fondamentali perché l’errore

sussista è la riconoscibilità dell’errore dall'altro contraente (art.1428 CC) e l’essenzialità

dell’errore stesso.

Essenzialità dell’errore (art.1429 CC):

L’errore è essenziale:

1) quando cade sulla natura o sull’oggetto del contratto;

2) quando cade sull'identità dell’oggetto della prestazione ovvero sopra una qualità dello

stesso che, secondo il comune apprezzamento o in relazione alle circostanze, deve ritenersi

determinante del consenso;

3) quando cade sull’identità o sulle qualità della persona dell’altro contraente, sempre che

l’una o le altre siano state determinanti del consenso;

4) quando, trattandosi di errore di diritto, è stato la ragione unica o principale del contratto.

Esiste anche l’ipotesi dell’errore di calcolo che però non porta alla nullità del contratto ma

solo ad una sua modificazione.

La violenza può essere: fisica o psichica.

La violenza è causa di annullamento del contratto, anche se esercitata da un terzo (art.1434

CC).

Solo la violenza psichica porta all’annullabilità del contratto in quanto lascia due scelte: la

scelta di stesura del contratto o conoscere se la minaccia era vera. La violenza fisica porta al

contratto nullo in quanto fa mancare uno dei suoi elementi fondamentali: l’accordo tra le

parti.

Il dolo può essere: determinante o incidente.

Il dolo è causa di annullamento del contratto quando i raggiri usati da uno dei contraenti

sono stati tali che, senza di essi, l’altra parte non avrebbe contrattato (art.1439 CC).

Il dolo incidente non è causa di annullabilità del contratto in quanto il contratto sarebbe stato

ugualmente stipulato anche se diversamente (art.1440 CC).

La convalida può essere solo per i contratti annullabili e non i nulli:

espressa: è effettuata mediante un atto che contenga la menzione del contratto e del motivo

di annullabilità e la dichiarazione che si intende convalidarlo;

tacita: si estrinseca dal comportamento concludente del contraente cui spetta l’azione di

annullamento, il quale dà volontaria esecuzione al contratto conoscendo il motivo

dell’annullabilità.

Differenze tra nullità e annullabilità:

causa;

natura dell’interesse protetto (un interesse generale per la nullità mentre un interesse

particolare per l’annullabilità);

soggetti e legittimazione attiva (i criteri distintivi attengono ai soggetti che possono far

valere il vizio; più esteso nella nullità, più ristretto nella annullabilità);

prescrizione (l’atto nullo non si prescrive mai, l’atto annullabile si prescrive in 5 anni);

convalida (i negozi annullabili possono essere convalidati mentre non quelli nulli);

effetti (il negozio nullo non produce effetti fin dal suo nascere mentre il negozio annullabile

produce effetti fino a quando non è esercitata con successo l’azione di annullamento).

Simulazione:

creare un’apparenza al fine di creare uno stato di cose fittizie, conoscibili dai terzi.

Il negozio simulato crea per il terzo una apparenza, una finzione, che non corrisponde a

realtà.

simulazione assoluta: le parti fingono di porre in essere un negozio, mentre in realtà non ne

vogliono porre in essere nessuno;

simulazione relativa: le parti fingono di porre in essere un negozio, mentre in realtà ne

vogliono porre in essere un altro, diverso, denominato contratto dissimulato.

Effetti della simulazione (non produce effetto tra le parti ed è nullo). Effetti tra le parti (art.

1414 CC) Il contratto simulato non produce effetto tra le parti. Se le parti hanno voluto

concludere un contratto diverso da quello apparente, ha effetto tra esse il contratto

dissimulato, purché ne sussistano i requisiti di sostanza e di forma;

Prove della simulazione (art.1417 CC):

La prova per testimoni della simulazione è ammissibile senza limiti, se la domanda è

proposta da creditori o da terzi e, qualora sia diretta a far valere l’illeicità del contratto

dissimulato, anche se è proposta dalle parti.

Tra le parti la simulazione si prova a mezzo della contro-dichiarazione.

RESCISSIONE E RISOLUZIONE:

Sono rimedi previsti dall’ordinamento a causa di anomalie del contratto.

La rescissione si applica ad anomalie genetiche cioè che erano presenti alla formazione del

contratto:

contratto concluso in stato di pericolo (art.1447 CC);

azione generale di rescissione per lesioni (art.1448 CC).

La risoluzione si applica ad anomalie sorte in fase successiva alla formazione del contratto,

durante la sua vita:

per inadempimento;

per impossibilità;

per eccessiva onerosità.

RESCISSIONE (art.1447 CC): Il contratto con cui la parte ha assunto obbligazioni a

condizioni inique, per la necessità, nota alla controparte, di salvare sé o altri dal pericolo

attuale di un danno grave alla persona, può essere rescisso sulla domanda della parte che si

è obbligata.

Elementi necessari alla rescissione sono quindi: lo stato di pericolo attuale e grave per la

persona e che la situazione sia nota alla controparte.

Vi è una somiglianza tra la rescissione e l’annullamento causa violenza con la differenza che

nell’annullamento la violenza e fatta da un soggetto verso l’altro mentre nella rescissione la

violenza è solo conosciuta dall’altro soggetto.

Art.1448 CC: Azione generale di rescissione per lesione. Se vi è sproporzione tra la

prestazione di una parte e quella dell’altra, e la sproporzione è dipesa dallo stato di bisogno

di una parte, del quale l’altra ha approfittato per trarne vantaggio, la parte danneggiata può

domandare la rescissione del contratto. L’azione non è ammissibile se la lesione non eccede

la metà del valore che la prestazione eseguita o promessa dalla parte danneggiata aveva al

tempo del contratto.

Non sono ammessi i contratti aleatori.

RISOLUZIONE:

per inadempimento. Occorre distinguere tra:

la nozione di inadempimento dell’obbligazione;

l’inadempimento come causa di risoluzione del contratto.

Art.1453 CC risoluzione del contratto per inadempimento: Nei contratti con prestazioni

corrispettive, quando uno dei contraenti non adempie le sue obbligazioni, l’altro può a

sua scelta chiedere l’adempimento o la risoluzione del contratto, salvo, in ogni caso, il

risarcimento del danno.

La risoluzione può essere domandata anche quando il giudizio è stato promosso per

ottenere l’adempimento; ma non può più chiedersi l’adempimento quando è stata

domandata la risoluzione.

Dalla data della domanda di risoluzione l’inadempiente non può adempiere la propria

obbligazione.

Non ogni inadempimento dà luogo all’azione di risoluzione, ma solo un inadempimento

che, ai sensi dell’art.1455 CC, non sia di scarsa importanza avuto riguardo degli

interessi dell’altra parte. L’inadempimento deve essere quindi grave.

E’ l’azione giudiziaria che porta alla risoluzione del contratto. Stante però la difficoltà e

la lunghezza dei tempi per l’azione giudiziaria si può pervenire ad una risoluzione di

diritto:

diffida ad adempiere (art.1454 CC): non c’è più interesse nella prosecuzione del

contratto e quindi tramite una sollecito scritto si invita l’altra parte ad adempiere

entro un determinato periodo di tempo, trascorso il quale il contratto si riterrà

risoluto di diritto;

clausola risolutiva espressa (art.1456 CC): è prevista alla stipulazione del contratto e

copre l’interesse fondamentale di una parte, di cui è a conoscenza anche l’altra, dei

modi della prestazione;

termine essenziale (art.1457 CC): scrivere sul contratto dell’essenzialità del termine

temporale di esecuzione trascorso il quale c’è la risoluzione di diritto.

per impossibilità sopravvenuta. Si distingue tra:

impossibilità genetica comporta la nullità del contratto;

impossibilità funzionale comporta la risoluzione del contratto.

L’impossibilità può inoltre essere:

totale (art.1463 CC) comporta la restituzione, da parte del liberato, di ciò che ha

ricevuto secondo le norme della ripetizione dell’indebito;

parziale (art.1464 CC) riduzione della controprestazione oppure possibilità di

risoluzione.

per eccessiva onerosità (art.1467 CC). E’ presente nei contratti a prestazioni corrispettive

(l’esecuzione è continuata o periodica ovvero differita). Non si trova quindi nei contratti a

prestazione istantanea o i contratti aleatori oppure i contratti unilaterali.

L’articolo stride un po’ con il principio del contratto che ha forza di legge tra le parti.

Elementi sono la eccessiva onerosità; il verificarsi di avvenimenti straordinari ed

imprevedibili nel momento della conclusione del contratto.

E’ prevista una riconduzione all’equilibrio della prestazione.

L’art.1468 prevede che anche i contratti unilaterali si possono ricondurre ad equità.

Presupposto fondamentale per la riconduzione ad equità è che la prestazione (divenuta

eccessivamente onerosa) non sia stata ancora eseguita.

Caratteristiche della risoluzione per eccessiva onerosità sono:

l’azione della parte a cui spetta la prestazione onerosa (non agisce automaticamente);

gli effetti della risoluzione retroagiscono al momento della stipulazione;

la risoluzione può essere evitata con la riconduzione del contratto ad equità.

L’evoluzione socio-economica ha portato al crearsi di una molteplicità di contratti speciali

ed evoluti che sono regolati non solo dal Codice Civile.

La disciplina dei contratti è composta da:

disciplina generale del contratto (artt.132-1469 CC);

disciplina dei contratti speciali (dei singoli tipi di contratto).

L’evoluzione normativa è stata dovuta:

trasformazione interna ai tradizionali contratti tipici (es. contratto di locazione);

emergere di nuovi tipi di contratto (realtà mutevole e transnazionale es. leasing);

individuare nell’ambito del contratto diversi sottotipi (es. assicurazione vita o danni).

E’ quindi sulla base del tipo di contratto che se ne evidenziano le norme regolatrici.

Sistematica dei tipi contrattuali secondo:

criterio della natura giuridica (consensuali, reali, aleatori);

criterio effetti giuridici (translativi della proprietà, sorgere di obbligazioni);

criterio della funzione economica (conseguenze sulla realtà economica).


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DESCRIZIONE APPUNTO

Appunti di Diritto privato tratti dal manuale "Diritto privato" di Francesco Galgano. Gli argomenti trattati nel testo sono: norma giuridica, diritto oggettivo e soggettivo, interesse legittimo, Carta Costituzionale, le fonti, Codice civile, persone fisiche e giuridiche, Atti giuridici eccezionalmente consentiti al minore.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza
SSD:
Docente: Rolli Rita
Università: Bologna - Unibo
A.A.: 2008-2009

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Exxodus di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto privato e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Bologna - Unibo o del prof Rolli Rita.

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