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Diritto privato - contratto integrato Appunti scolastici Premium

Appunti di Diritto privato riguardanti il contratto integrato. Nello specifico gli argomenti trattati sono i seguenti: le trattative, la colpa il contraendo, il momento perfezionativo del contratto, revocabilità e intrasmissibilità della proposta, l’offerta al pubblico, l’opzione, prelazione, i contratti “standard”... Vedi di più

Esame di Diritto Privato docente Prof. P. Scienze giuridiche

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decadenze, limitazioni alla facoltà di opporre eccezioni, restrizioni alla libertà contrattuale nei rapporti coi

terzi, tacita proroga o rinnovazione del contratto, clausole compromissorie o deroghe alla competenza

dell’autorità giudiziaria (art.1341.2 c.c.). Queste ultime clausole (dette vessatorie), devono essere approvate

con una sottoscrizione autonoma e distinta rispetto a quella apposta genericamente sul modulo, e che in

mancanza di tale specifica approvazione queste clausole vanno considerate inficiate senz’altro da nullità,

rilevabile anche d’ufficio dal giudice.

Le regole principali della nuova disciplina relativa ai contratti del consumatore sono:

a) gli artt.1469-bis e ss.c.c. si applicano solo ai contratti conclusi tra il consumatore e il professionista,

intendendosi per consumatore la persona fisica che agisce per scopi estranei all’attività imprenditoriale

svolta e per professionista, la persona fisica o giuridica, pubblica o privata, che, nel quadro della sua attività

imprenditoriale , utilizza il contratto;

b) in tali contratti si considerano vessatorie le clausole che determinano a carico del consumatore uno

squilibrio;

c) non possono considerarsi vessatorie, senza possibilità di prova contraria le clausole che attengano alla

determinazione dell’oggetto del contratto o all’adeguatezza del corrispettivo dei beni e dei servizi, purchè,

tuttavia, tali elementi siano individuati in modo chiaro e comprensibile;

d) sono sempre considerate vessatorie, senza possibilità di prova contraria le clausole inserite in una c.d. blak

list;

e) si presumono vessatorie fino a prova contraria, tutte le clausole contenute nell’elenco di cui al comma 3

dell’art.1469-bis, a meno che il professionista dimostri che, nel caso di specie, non lo erano, o dimostri che

non erano state imposte unilateralmente perché avevano formato oggetto di trattativa individuale;

f) le clausole considerate vessatorie sono inefficaci, ma il contratto rimane efficace per il resto. L’inefficacia

opera solo a vantaggio del consumatore e può essere rilevata d’ufficio dal giudice;

g) ad iniziativa di alcuni enti, può essere chiesto al giudice di inibire una volta per tutte, ad un professionista o

ad una associazione di professionisti, l’uso, nei contratti con i clienti, di determinate clausole che vengano

valutate come vessatorie.

Capitolo 42: GLI EFFETTI DEL CONTRATTO

1 La forza vincolante del contratto

Si dice che il contratto ha forza di legge (art.1342 c.c.) in quanto le parti, dal momento in cui esso si perfeziona,

sono obbligate ad osservarlo. Il contratto obbliga le parti non solo a quanto è nel medesimo espresso, ma anche a

tutte le conseguenze che ne derivano secondo la legge, o, in mancanza, secondo gli usi e l’equità (art.1374 c.c.).

Tuttavia un diritto di recesso (convenzionale) può essere concordato a favore di una o di entrambe le parti, ma il tal

caso la facoltà di recedere deve essere esercitata prima che abbia inizio l’esecuzione del contratto (art.1373.1 c.c.).

Spesso un diritto di recesso è attribuito ad una parte a fronte di un corrispettivo, rappresentato di solito da una

somma di danaro. Talvolta è la stessa legge che attribuisce ad una della parti il diritto di recedere da un contratto

ove si verifichino determinati presupposti (artt.1537, 1660, 1674 c.c.).

1 Gli effetti tra le parti

Nella determinazione del contratto non si deve tener conto soltanto delle clausole pattuite dalle parti. Là dove

queste non abbiano disposto occorre provvedere alla integrazione del contratto (art.1374 c.c.), applicando le

eventuali norme dispositive o gli usi o l’equità. Ma la legge interviene non solo con funzione integratrice della

volontà privata, ma pure con funzione imperativa, che annulla ogni contraria pattuizione dei privati.

Infine va ricordato che il principio fondamentale in tema di esecuzione del contratto, come in tema di

interpretazione, deve essere il rispetto della buona fede (art.1375 c.c.).

1 I contratti ad effetti reali

Per quanto riguarda i contratti con effetti reali, è importante tener presente la regola che, in mancanza di accordo

delle parti, fissa il momento in cui ha luogo il passaggio della proprietà, per tutte le conseguenze che ne derivano,

tra cui la più importante è quella relativa al rischio per il perimento fortuito della cosa.

I principi fissati dalla legge sono:

a) se si tratta di cosa determinata, la proprietà passa per effetto del consenso manifestato nelle forme di legge

(art.1376 c.c.): se si tratta di immobili, basta che le parti abbiano firmato il contratto; se si tratta di mobili,

basta che le parti abbiano raggiunto, anche verbalmente, l’accordo;

b) se si tratta di cose determinate solo nel genere (cose generiche o fungibili), la proprietà si trasmette con

l’individuazione delle cose mediante pesatura o misurazione (specificazione; art.1378 c.c.). Se l’oggetto del

trasferimento è una determinata massa di cose (ti vendo non tanto quintali di vino, ma tutto il vino della mia

cantina), è chiaro che non c’è bisogno di individuazione: perciò la proprietà si trasmette per il semplice

consenso (art.1377 c.c.).

1 Conflitti tra aventi diritto sullo stesso oggetto

Se una persona concede lo stesso diritto prima ad A e poi con un successivo contratto a B, tra A e B, dovrebbe

essere preferito colui a cui il diritto è stato concesso per primo. In ogni caso, il contraente che viene sacrificato ha

diritto al risarcimento dei danni verso l’altra parte, la quale, attribuendo lo stesso diritto ad altri, ha violato il

contratto. Se taluno, con successivi contratti aliena a più persone un bene mobile non registrato, quella tra esse che

ne ha acquistato in buona fede il possesso, è preferita alle altre, anche se il suo titolo è di data posteriore (art.1155

c.c.). Se il conflitto riguarda diritti reali ed alcuni diritti personali su beni immobili o mobili registrati, si applicano

le regole della trascrizione. Se il diritto di utilizzare lo stesso bene è stato concesso a più persone, tra i vari aventi

diritto è preferito chi per primo ha conseguito il godimento della cosa (art.1380 c.c.); se nessuno ha conseguito tale

godimento, si applica la regola generale: la preferenza spetta a colui che può dimostrare di aver concluso il

contratto in data anteriore.

1 La clausola penale e la caparra

In caso di inadempimento, il creditore ha diritto, come sappiamo, ad essere risarcito dei danni subìti. Perciò le parti

possono stabilire nel contratto una clausola con cui stabiliscono ex ante, quanto il debitore dovrà pagare, a titolo di

penale, ove dovesse rendersi inadempiente. In tal caso la parte inadempiente è tenuta a pagare la penale stabilita,

senza che il creditore debba dare la prova di aver subìto effettivamente un danno di misura corrispondente: e perciò

si dice che tale clausola penale contiene una liquidazione convenzionale anticipata del danno.

La penale può essere prevista sia per inadempimento assoluto dove il creditore, se pretende la penale, non può più

pretendere la prestazione principale, che per il semplice ritardo dove può pretendere sia la penale che la prestazione

contrattualmente prevista (art.1383 c.c.). Se nello stabilire la penale le parti non hanno espressamente previsto la

risarcibilità dell’eventuale danno ulteriore, il creditore non può pretendere più di quanto non sia stabilito nella

penale, nemmeno se il danno da lui subìto finisca poi col risultare maggiore. Le parti sono però libere di prevedere,

nella clausola, che il creditore abbia il diritto di pretendere, oltre alla penale, anche il risarcimento dell’eventuale

maggiore danno, naturalmente purchè dia la prova che il danno effettivamente subìto non era coperto da quanto

stabilito a titolo di penale. Ma il giudice può ridurre l’ammontare della penale ove la ritenga eccessiva.

La caparra: il c.c. disciplina due tipi di caparra: la caparra confirmatoria (art.1385) e la caparra penitenziale (art.

1386). Con la prima si provvede già a consegnare all’altra parte, nel momento stesso del perfezionamento

dell’accordo, una somma di danaro o una quantità di cose fungibili. La caparra, una volta eseguito il contratto, deve

essere restituita o trattenuta a titolo di acconto sul prezzo. Ove, però, la parte che ha dato la caparra si rendesse

inadempiente agli obblighi assunti, l’altra parte può scegliere se recedere dal contratto, trattenendo in tal caso

definitivamente la caparra ricevuta o preferire la risoluzione del contratto. Ove inadempiente fosse invece la parte

che ha ricevuto la caparra, è ovviamente la controparte a poter scegliere se recedere o meno dal contratto, ed in caso

di recesso può pretendere il doppio di quanto aveva versato a titolo di caparra (art.2385.2.3 c.c.).

In caso di caparra penitenziale, la somma versata a titolo di caparra ha solo la funzione di corrispettivo di un diritto

di recesso che le parti possono riservarsi ai sensi dell’art.1373 c.c.: vale a dire che chi ha versato la caparra può

rinunciarvi ed il contratto è sciolto, senza che la controparte possa pretendere altro (art.1386 c.c.). Parimenti chi ha

ricevuto la caparra può recedere dal contratto restituendo il doppio della caparra ricevuta.

1 Effetti del contratto di fronte ai terzi

Se ti prometto che un terzo assumerà il tuo debito o svolgerà una determinata attività a tuo favore, il terzo è

naturalmente libero di compiere o meno quanto io ho promesso: obbligato sono soltanto io a persuadere il terzo a

fare quanto ho promesso. Se il terzo non aderisce alle mie premure, l’unica conseguenza della promessa

dell’obbligazione sarà che io dovrò indennizzare colui a cui ho fatto la promessa, anche quando mi sia adoperato

con ogni mezzo per indurre il terzo (art.1381 c.c.)

1 Il contratto a favore del terzo

L’art.1411 c.c. ammette in via generale la figura del contratto con cui le parti attribuiscono ad un terzo il diritto di

pretendere l’adempimento di un contratto, benchè stipulato da altri, subordinandone la validità soltanto alla

condizione che lo stipulante abbia un interesse, anche se solamente morale, all’attribuzione di tale vantaggio al

terzo. Perché si abbia contratto a favore di terzi è indispensabile l’attribuzione al terzo della titolarità di un diritto a

poter pretendere egli stesso e direttamente dall’obbligato, l’esecuzione della prestazione promessa: con la

conseguenza che il terzo, occorrendo, potrà agire in giudizio contro l’obbligato, indipendentemente dalle iniziative

e dal comportamento dello stipulante.

Figure particolari di contratti a favore del terzo sono costituite dal contratto di assicurazione sulla vita a favore del

terzo, dal contratto di trasporto di cose, dall’accollo, dalla rendita vitalizia a favore del terzo.

La disciplina fondamentale a favore del terzo è:

a) il terzo acquista il diritto verso chi ha fatto la promessa, fin dal momento della stipulazione del contratto a

suo favore (art.1411.2 c.c.), ma questo acquisto non è definitivo perché non può negarsi al terzo la facoltà

di rinunziare al beneficio: è giusto che anche lo stipulante possa revocare o modificare la stipulazione a

favore del terzo. Solo quando il terzo, esercitando il potere attribuitogli dalla legge, dichiari di volerne

approfittare, la facoltà di revoca o di modificazioni è preclusa (art.1411.3 c.c.): se però la prestazione deve

eseguirsi dopo la morte dello stipulante, la destinazione del beneficio non ha carattere definitivo e la revoca

è sempre possibile, se lo stipulante non vi ha rinunziato (art.1412.1 c.c.);


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luca d.

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DESCRIZIONE APPUNTO

Appunti di Diritto privato riguardanti il contratto integrato. Nello specifico gli argomenti trattati sono i seguenti: le trattative, la colpa il contraendo, il momento perfezionativo del contratto, revocabilità e intrasmissibilità della proposta, l’offerta al pubblico, l’opzione, prelazione, i contratti “standard” o per adesione.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza
SSD:
A.A.: 2012-2013

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