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Il diritto privato: un protagonista della vita quotidiana

Il diritto privato è un diritto pervasivo, che si diffonde in modo penetrante ed è il protagonista della vita quotidiana. Tuttavia, non si occupa dei rapporti sentimentali come amore e amicizia, perché riguardano la spontaneità degli individui.

La scienza giuridica

Quella giuridica è una scienza? Sì, perché ha un metodo.

Compiti del giurista

Il giurista ha dei compiti:

  • Separa il diritto dal non-diritto
  • Deve accertare se esista e se sia in vigore una certa norma giuridica
  • Organizza i rapporti tra più norme giuridiche, perché può essere che tra di loro alcune si contraddicano apparentemente (es. omicidio e legittima difesa, quale prevale?)
  • Deve trovare la norma che fa al caso specifico
  • Svolge un lavoro attivo e propulsivo
  • Non legge le norme, le interpreta e le applica
  • Interpreta i messaggi comunicativi (es. norme/leggi)

“Nel diritto non conta la preda, conta la caccia”: non conta la soluzione giuridica ma come ci si arriva. Può valere qualsiasi tesi, ma bisogna sapere argomentarla. Il diritto è artificiale ed è costruito dall'uomo.

Caratteristiche della norma giuridica

  • Si impone coattivamente
  • Sono chiamate norme positive (norme vigenti oggi in Italia)

A cosa serve il diritto?

Il diritto organizza una società; fa rispettare le norme anche contro la volontà altrui (coattività/coercitività); è un prodotto umano (fatto dagli uomini per gli uomini); presuppone una società; è un prodotto storico e risente dei condizionamenti di una certa epoca e di un certo luogo.

Due tipi di sistemi giuridici

Ci sono due tipi di sistemi:

  • Civil law: affonda le sue radici nel diritto romano. Appartiene a tutti i paesi europei (escluso Regno Unito), Giappone, Cina, America Latina, Turchia, Italia, ecc.
  • Common law: affonda le sue radici nel diritto inglese medievale. Appartiene al Regno Unito (escluso Scozia), Stati Uniti d'America, Canada, Australia, Nuova Zelanda, India, Malesia, Singapore.

Sono i due colori prevalenti nella cartina, sono i due sistemi più importanti. Un criterio affidabile per capire a quale sistema appartiene un paese, senza utilizzare la cartina, è capire che lingua si parla in quel determinato paese e di conseguenza capire se si tratta di un paese di common law o civil law.

Differenze tra i sistemi

  • Le fonti del diritto: in civil law ci sono fonti scritte che si manifestano anche nei codici, emanate da organi giuridici; in common law il diritto è “judge made”, sono i giudici a fare il diritto, le sentenze sono fonti del diritto, ossia creano le norme giuridiche. Un paese di common law non ha un codice, può anche non avere leggi.
  • La formazione del giurista: in civil law i giuristi si formano all'università, in common law si formano presso le corti.
  • Il reclutamento dei giudici: in common law i giudici sono eletti, in civil law si fa un concorso pubblico.
  • Il protagonista del diritto: in un sistema di civil law è il legislatore, in common law è il giudice.

Le fonti del diritto privato italiano

Il codice civile è preceduto dalle disposizioni preliminari; l'articolo 1 delle disposizioni sulla legge in generale elenca le fonti del diritto privato:

  • Le leggi (si sottintendono anche i decreti legge e legislativi che sono equiparate alla legge ed hanno la sua stessa importanza)
  • I regolamenti
  • Le norme corporative
  • Gli usi (sottintendono anche le consuetudini)

L'ordine è un ordine gerarchico.

L'ordine nuovo

  • Costituzione
  • Leggi ordinarie
  • Leggi regionali
  • Regolamenti
  • Usi e consuetudini

La Costituzione (entrata in vigore nel 1948) manca nell'elenco perché è stata introdotta successivamente al codice civile (entrato in vigore nel 1942), ciò nonostante è comunque più importante delle altre fonti. È la prima fonte del diritto per ragioni politiche, storiche, culturali e giuridiche. La costituzione è lunga (139 articoli + 18 disposizioni transitorie e finali), scritta e rigida (ossia non può essere modificata con legge ordinaria).

Tra le fonti non sono menzionati i trattati europei perché sono stati introdotti dopo. Il trattato più importante è quello sull'Unione Europea (ex comunità europea ed ex comunità economica europea). I principi fondamentali della costituzione sono più importanti delle altre norme e sono al primo posto, neppure le norme europee potrebbero derogarli o sorpassarli. Le norme europee prevalgono sugli altri principi della costituzione, sono sovraordinate alla costituzione nella parte dove non ci sono i principi fondamentali.

I regolamenti

Sono atti amministrativi deliberati dal Consiglio dei Ministri.

Le norme corporative

Sono state abrogate nel 1944 quindi tutti i riferimenti a tali norme devono essere intesi a fonti che non ci sono più.

Usi o consuetudini

Non sono fonti scritte, sono comportamenti adottati da una pluralità di cittadini la cui caratteristica è l'essere comportamenti reiterati e costanti, accompagnati dalla convinzione di chi le pone in essere che questi comportamenti siano conformi al diritto, ossia che siano norme giuridiche (opinio juris ac necessitatis). Gli usi principali vengono raccolti dalle camere del commercio che hanno sede presso i comuni. Gli usi sono una fonte subordinata perché hanno efficacia solo se sono richiamati da leggi o altre fonti. Gli usi si presumo esistenti fino a prova contraria; l'ente che raccoglie gli usi fa presumere l'esistenza di un uso, tuttavia si può dare la prova contraria del fatto che il comportamento non sia diffuso.

Il significato dell'ordine gerarchico

Le fonti che stanno sotto, non possono derogare alle fonti che stanno sopra. Esempio: La costituzione contempla il testamento che permette di dettare regole dopo la morte, una legge che prevede l'eliminazione del testamento è contro la costituzione perché la legge sta sotto la costituzione. Come si risolve il contrasto? La corte costituzionale dichiarerà la legge incostituzionale, la legge diventa inefficace, è retroattiva. (Una legge è irretroattiva solo per le sentenze definitive). Abrogazione significa eliminare l'efficacia di una fonte ad opera della stessa fonte. Elimina l'efficacia dal momento in cui entra in vigore, non ha effetti sul passato. È irretroattiva.

Chi produce norme giuridiche?

  • Il parlamento
  • Il governo (decreti legge e legislativi/regolamenti)
  • Le regioni
  • Il popolo attraverso il referendum (abrogativo) che ha lo stesso valore della legge
  • L'Unione Europea, istituita dagli stati che ne fanno parte, produce norme attraverso i regolamenti (direttamente e immediatamente applicabili) e le direttive
  • I privati attraverso gli usi e le consuetudini
  • Le authorities, autorità amministrative indipendenti (es. Agicom/Consob/Ivass)

Diritto pubblico e privato

Che criterio utilizziamo per capire se una norma appartiene al diritto pubblico e privato? Esempio: Il comune di Milano (ente pubblico territoriale) decide di costruire una nuova scuola, per farlo bisogna avere uno spazio che il comune di Milano individua in una zona dove c'è già un edificio del signor Rossi, per pubblica utilità può espropriare la casa del signor Rossi o stipulare un contratto per comprare la sua casa. (Contratto: strumento tipico del diritto privato).

Durante l'espropriazione il signor Rossi è in uno stato di soggezione, con l'espropriazione il comune agisce anche contro la sua volontà, non può rifiutarsi perché il comune è in uno stato di supremazia, il signor Rossi ha però diritto ad un risarcimento/indennizzo. Con il contratto il signor Rossi può rifiutare la proposta del comune. Se rifiuta, il contratto non si conclude; senza accordo non c'è il contratto. Il diritto privato è il luogo dell'uguaglianza (contratto), il diritto pubblico è il luogo della disuguaglianza tra enti pubblici e privati (espropriazione). La differenza tra diritto pubblico e privato sta nella disparità di forza o nell'uguaglianza.

Settori in cui i due diritti convivono

Esempio: Un privato è proprietario di un terreno e vuole venderlo, come si fa a sapere a quanto vuole venderlo? Il valore di mercato è dato dal fatto che il terreno sia edificabile o no. Sarà un ente pubblico a deciderlo approvando il piano regolatore (strumento del diritto pubblico). È un contratto in cui il prezzo è determinato da norme di diritto pubblico.

Esempio 2: in farmacia se acquisti un medicinale si tratta di un contratto di vendita (strumento di diritto privato) in cui il prezzo è prestabilito da un'autorità pubblica (es. la regione), non si può quindi negoziare. Si parla dunque di prezzi amministrati, ossia predeterminati dall'autorità pubblica.

Appartengono al diritto pubblico:

  • Il diritto costituzionale che studia il funzionamento dello stato e dei pubblici poteri
  • Il diritto amministrativo che regola l'azione della pubblica amministrazione (stato/comune/ente pubblico non territoriale, es. Cnel)
  • Il diritto penale nel caso in cui ci fosse una sanzione penale (personali: ergastolo/reclusione/arresto; pecuniarie: ammenda/multa)
  • Tutti i diritti processuali: processo penale, civile, amministrativo, contabile e tributario
  • Il diritto ecclesiastico che regola i rapporti tra lo stato italiano e tutte le confessioni religiose
  • Il diritto internazionale pubblico che regola i rapporti tra stati
  • Il diritto tributario: ente che si occupa della riscossione delle imposte e delle tasse

Appartengono al diritto privato:

  • Le istituzioni (=le basi) di diritto privato
  • Il diritto commerciale che studia i rapporti tra le imprese e tra le società, regola le loro attività
  • Il diritto industriale che si occupa di invenzioni industriali (marchi/brevetti), creazioni intellettuali (diritto d'autore) e tutela della concorrenza
  • Il diritto della navigazione che regola sia la navigazione via mare sia aerea
  • Il diritto fallimentare che regola le imprese in crisi
  • Il diritto del lavoro che regola i rapporti tra lavoratore e datore di lavoro, che sono rapporti individuali
  • Il diritto internazionale privato

Codice: corpo normativo

Un codice è un corpo normativo che ha delle caratteristiche che altre fonti non hanno:

  • La completezza: il codice aspira a regolare l'intera materia, ad essere completo
  • Qualunque codice ha la caratteristica della sistematicità: tutte le parti che compongono il codice sono tra loro collegate, l'impianto complessivo è coordinato, ogni norma è connessa con tutte le altre norme del codice
  • È destinato a durare nel tempo

Quali sono i veri codici?

  • Il codice civile
  • Codice di procedura civile
  • Codice penale
  • Codice di procedura penale
  • Il codice penale militare in tempo di pace
  • Il codice penale militare in tempo di guerra

Il codice civile del 1942

Il codice civile è preceduto da quello del 1865; ha una lunga gestazione; è stato approvato ed è entrato in vigore durante il fascismo; fu studiato e elaborato senza che l'ideologia penetrasse nel tessuto. Esempio: Un articolo afferma che “l'imprenditore è capo dell'impresa”, anche se capo in tedesco si dice “fuhrer” il termine si può interpretare in termini non in contrasto con la costituzione. Il codice è simbolo di un paese di Civil law.

Come si codifica?

Si prende spunto da altri codici che sono quelli originali (che non sono stati copiati): codice civile francese (1804), codice civile tedesco (1900), austriaco, svizzero, olandese (1992). Il codice civile italiano è copiato da più modelli: il modo in cui sono redatti gli articoli (lo stile/il modo di scrivere) si ispira al modello francese; la concettuologia/dogmatica (insieme di concetti) è di origine tedesca (la pandettistica, che ha elaborato il negozio giuridico).

Quello di negozio giuridico è un concetto importante non contenuto nel codice civile. I codici anche se simili non rendono il diritto uguale in tutti i paesi: cambia il modo di interpretare gli stessi articoli, quindi l'interpretazione reagisce sul diritto; cambiano i soggetti/i protagonisti e il loro ruolo; cambia la lingua, nella traduzione si perde sempre qualcosa; cambia la cultura, intesa come mentalità.

La struttura del codice civile

È uno dei codici più lunghi del mondo, sono più di 2.900 articoli; è il grande libro del diritto privato; è suddiviso in macro-capitoli chiamati libri. I libri sono interconnessi e hanno un certo ordine. I capitoli del libro corrispondono nel codici civile ai 6 libri del codice civile:

  • Libro primo: dedicato alle persone e alla famiglia (persone fisiche, alcune giuridiche e rapporti familiari).
  • Libro secondo: tratta della morte (delle successioni a causa di morte e parla di contratti che si chiamano donazioni che non c'entrano con la morte), di cosa e come possa essere trasmesso qualcosa dopo la morte della persona (eredità).
  • Libro terzo: chiamato “della proprietà”, è dedicato alle relazioni tra le persone e le cose.
  • Libro quarto: tratta dei rapporti di debito e credito, si chiama “delle obbligazioni”.
  • Libro quinto: chiamato “del lavoro”, lavoro inteso come attività produttiva/attività economica, regola i rapporti di lavoro (ex. lavoro subordinato o autonomo) e i rapporti che hanno a che vedere con l'attività economica (ex. società/impresa).
  • Libro sesto: si chiama “della tutela dei diritti”, tratta di istituti tra loro diversi, accomunati dal fatto che si tratta di tutelare qualcuno, appronta i mezzi attraverso cui si possono difendere dei diritti. Contiene gli strumenti di tutela dei diritti.

I libri a loro volta sono suddivisi in titoli, e i titoli possono essere suddivisi in “capi” inteso come parte del titolo, che è parte del libro e che infine è parte del codice civile. A loro volta i capi possono essere suddivisi in sezioni. Fino ad arrivare all'unità elementare chiamata articolo. Anche l'articolo può essere scomposto in commi (quando va a capo cambia comma). Il comma è suddiviso in diverse alinea (quando c'è un punto e di seguito la frase).

Ogni articolo ha una presentazione, si trova una scritta in corsivo prima dell'articolo chiamata “rubrica” (es. obbligazioni). L'articolo 38 c.c. si trova nel primo libro, ma per capire le obbligazioni devo conoscere anche il libro quarto. Le scritte tra parentesi sono i rimandi, i rinvii ad altri articoli.

Il linguaggio del legislatore

Il linguaggio del legislatore non può essere vero o falso, il suo linguaggio non descrive mai, egli prescrive, prescinde dalla verità o falsità (prescrivere significa dire chi può o deve fare cosa). La realtà, il mondo che vediamo (il diritto è artificiale e immateriale, non si vede) non viene descritto, prescrivere significa parlare di un mondo ideale. Il legislatore utilizza quasi sempre il tempo verbale “indicativo”, che equivale all'imperativo.

Registri linguistici del legislatore

Il legislatore utilizza più registri (linguaggi), usa sia un linguaggio tecnico che solo i giuristi possono capire (es. obbligazione/contratto/fatto illecito), sia un linguaggio comune. Gli articoli sono proposizioni linguistiche/enunciati caratterizzati dall'uso di determinati verbi e punteggiatura (non ci sono punti esclamativi e di domanda perché è un linguaggio prescrittivo e il legislatore non si domanda mai nulla).

La maggior parte delle norme giuridiche hanno una struttura ipotetica: se A, allora B (schema logico). A allude al mondo reale, al mondo dell'essere mentre B è il mondo dell'ideale, del dover essere. A designa la fattispecie, quindi è il mondo dei fatti che avvengono o che possono avvenire, B si chiama disciplina, sono le conseguenze giuridiche/gli effetti giuridici che il diritto ricollega ai fatti del mondo A. Se A fatto, allora B effetto.

L'interprete deve saper distinguere tra A e B.

Esempi di articoli del codice civile

Esempio: articolo 2 c.c. Rubrica “maggiore età. Capacità di agire”. Commi 2. A è il compimento del 18esimo anno. B è la maggiore età.

Esempio 2: articolo 962 c.c. A è il passaggio di conigli e pesci ad un'altra conigliera o peschiera senza frode o arte. B è il proprietario della peschiera o conigliera in cui sono passati acquista la proprietà dei pesci e conigli.

Esempio 3: articolo 1243 c.c Commi 2. A, se due debiti hanno per oggetto una somma di denaro o una quantità di cose fungibili dello stesso genere e che sono ugualmente liquidi ed esigibili, allora B è la compensazione si verifica.

Esempio 4: articolo 1448 c.c. A, da “Se” fino a “vantaggio”. B è la parte danneggiata può domandare la rescissione del contratto. L'articolo è già stato scomposto. Si devono verificare tutti i “se”, altrimenti B non si produce.

La fattispecie nel diritto

Perché fattispecie e non fatto? Fattispecie deriva dal latino facti + species, letteralmente sarebbe “specie del fatto”, indica un aspetto/una figura/un'immagine tra le tante. Non tutti i fatti sono presi in considerazione dal diritto (es. il compimento del 19esimo anno). Un giurista italiano diceva: “Il diritto fa vedere quel tanto di fatto che seleziona”.

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Scienze giuridiche IUS/01 Diritto privato

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher IreneDona di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto privato e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Milano o del prof Maniaci Arturo.
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