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Diritto privato comparato - Common Law Appunti scolastici Premium

Appunti di Diritto privato comparato sul contratto di Common Law inglese. Nello specifico gli argomenti trattati sono i seguenti: i profili introduttivi, i requisiti per l'esistenza e/o validità del contratto, l’oggetto e il contenuto del contratto.

Esame di Diritto privato comparato docente Prof. R. Lener

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ESTRATTO DOCUMENTO

L'ipotesi più importante di estinzione dell'offerta è costituita dalla revoca: essa è possibile in ogni

momento prima che sia stata data l'accettazione. Nei contratti unilaterali però l'offerente non può

revocare l'offerta quando l'oblato abbia già intrapreso l'esecuzione del contratto. La revoca dell'offerta

non ha effetto se non è stata comunicata adeguatamente all'oblato.

Oltre che per revoca l'offerta si estingue per il rifiuto dell'oblato. Il rifiuto ha efficacia solo quando

raggiunge l'offerente; la controproposta è ritenuta un rifiuto dell'offerta.

L'offerta si estingue poi per decorso del termine. Vi possono essere casi di offerta permanente.

L'offerta poi può perdere efficacia per la presenza di una condizione (l'accettazione invece non può

essere condizionata).

Infine l'offerta può perdere efficacia per morte o sopravvenuta incapacità dell'offerente.

2) L'intenzione di creare vincoli giuridici si misura avendo riguardo sia alla volontà delle parti di

ammettere o di escludere la vincolatività della loro promessa (dalle loro affermazioni), sia

dall'oggettiva certezza (certainty) e sufficienza dell'accordo concluso a produrre effetti giuridici, in

quanto l'accordo sia completo, meritevole di tutela e intelligibile.

La nostra figura del contratto preliminare si riflette, nell'esperienza inglese, in diverse figure, tutte

ricondotte all'idea di un contratto solo parzialmente completo o in attesa di completamento. vi è quindi

una radicale differenza rispetto al contratto preliminare, che nell'esperienza italiana è accordo completo

e perfetto. La figura che ci è più vicina è il contract to make a contract; vi si riconducono due ipotesi:

a)l'ipotesi in cui le parti fanno riferimento ad un documento previamente preparato e si obbligano a

darvi esecuzione, nel qual caso il contratto è vincolante, perchè la sua incompletezza può essere

colmata dal documento previamente preparato; b) l'ipotesi in cui le parti si obbligano a negoziare.

3) Consideration: le sue due componenti sono, secondo Atiyah, il beneficio che si deve dare in cambio

al promittente (che può anche sussistere in uno svantaggio subito dal promissario) e l'affidamento del

promissario, la cui delusione deve portarlo in una posizione deteriore rispetto a quella che avrebbe

avuto se la promessa non fosse mai stata fatta. Le idee che animano la consideration sono quindi la

ricompensa per un beneficio reso e la tutela dell'affidamento. In questo senso quindi la consideration è

il fondamento della vincolatività della promessa e costituisce un limite alla libertà contrattuale in

quanto opera contro la volontà delle parti che intendono o non intendono vincolarsi: se non c'è

beneficio non c'è vincolo anche se il promittente ha inteso vincolarsi, mentre se è necessario tutelare

l'affidamento del promissario, si ritiene ci sia vincolo anche se il promittente non intendeva vincolarsi e

il beneficio che ha riportato è minimo. Consideration è quindi la spinta per cui le parti hanno concluso

il contratto: il motivo semmai consiste nell'ottenere la consideration. La consideration può essere

executed, executory e past. Nei contratti unilaterali la consideration è executed, perchè l'esecuzione

della prestazione richiesta dal promittente costituisce ad un tempo sia l'accettazione dell'offerta che la

considerazione della promessa; solo quando la consideration è executed la promessa diviene

vincolante. Nei contratti bilaterali la consideration è al tempo stesso il fondamento della promessa di

una parte e il corrispettivo della promessa dell'altra. La consideration deve essere presente per entrambe

le promesse. I contratti che si fondano su uno scambio di promesse da eseguire sono definiti executory

contracts e la consideration è executory.

Non vi è invece consideration quando una delle prestazioni è già stata completamente eseguita prima

della promessa, in tal caso la consideration è past, e la past consideration is no consideration, perchè

per fondare la vincolatività del contratto è necessaria la corrispettività attuale delle promesse.

La teoria classica del contratto reputa totalmente rimessa alla discrezionalità delle parti l'adeguatezza

della consideration. La consideration può essere nominal, ossia avere valore simbolico. La

consideration deve avere un economic value, essere cioè suscettibile di valutazione economica; può

cmq corrispondere anche ad un interesse non patrimoniale ma etico o spirituale del creditore.

4) Nel diritto inglese la forma non costituisce requisito essenziale per la stipulazione di un contratto;

ma è prescritta in alcuni casi eccezionali ad substantiam per la validità del contratto, ed in alcuni altri

solo ad probationem. Per i contratti per i quali la legge prevede la forma solenne non è richiesta

l'esistenza della consideration.

5) Capacità negoziale: restrizioni alla capacità contrattuale per minori, malati mentali e ubriachi.

CAP. III: L'OGGETTO E IL CONTENUTO DEL CONTRATTO

L’oggetto del contratto deve essere lecito, possibile, determinato o determinabile. Quando l’oggetto è

illecito il contratto è illegal e perciò nullo; analogamente quando l’oggetto è impossibile, indeterminato

ed indeterminabile il contratto è inesistente perché viziato da uncertainty. La determinazione

dell’oggetto è da intendersi come determinazione del prezzo e del corrispettivo del prezzo contrattuale.

La singola parte non può liberamente determinare l’oggetto della propria prestazione perché si sarebbe

in presenza di un accordo non vincolante perché viziato da uncertainty o perché sottoposto ad una

condizione meramente potestativa.

Il contenuto del contratto è costituito dalle clausole contrattuali pattuite dalla parti o automaticamente

inserite nel contratto dalla legge. Tali clausole si distinguono in statements of facts e statements of

intention; express terms e implied terms; ed exclusion clauses.

Nel diritto inglese con il temine condition si può indicare un elemento accidentale del contratto, ossia

una clausola che subordina l’efficacia del contratto (condition precedent) o la cessazione dei suoi effetti

(condition subsequent) all’accadere o al non accadere di un determinato fatto, dando origine a contratti

condizionati. . Il termine condition però indica anche una clausola essenziale del contratto che può

contenere sia una promessa, sia una dichiarazione di fatto da cui derivino diritti ed obblighi per le parti.

Le clausole contrattuali si distinguono in conditions e warranties. La condition è una clausola

essenziale dell’accordo, consistente in uno statement of intentino o in uno statement of fact, il cui

inadempimento comporta oltre al risarcimento del danno anche la risoluzione del contratto per

inadempimento contrattuale; mentre la warranty è una clausola non essenziale, anch’essa contenente

una promessa o una dichiarazione di fatto, il cui inadempimento non comporta risoluzione del contratto

ma solo risarcimento del danno per inadempimento contrattuale.

Gli express terms sono dichiarazioni fatte dalle parti e contenute nell’accordo, verbale o scritto.

Possono essere sia statements of fact che statements of intention.

Con il termine implied terms si indicano clausole, né scritte né orali, che le parti non hanno esplicitato

ma che sono egualmente incluse nel contenuto del contratto per effetto della legge o di consuetudini o

perché si possono ricavare o desumere dal testo o presumere contenute in esso in quanto le parti

abbiano voluto includerle nell’accordo.

Le exclusion clauses sono vere e proprie clausole di esclusione o di limitazione della responsabilità.

Nei contratti per adesione e in quelli con i consumatori non ci si preoccupa più di garantire la libertà

contrattuale, ma piuttosto di riequilibrare la posizione di obiettiva debolezza del consumatore, e cmq

del contraente debole. Diventa imperativo tutelare il contraente debole garantendo anche la fairness del

risultato negoziale.

L’Unfair Contract Terms Act 1977 costituisce il primo tentativo di disciplinare legislativamente le

clausole vessatorie. Si compone di 32 sections e di 4 appendici. Le sections sono divise in tre parti: la

prima reca emendamenti alla legislazione vigente in Inghilterra, Galles e Irlanda del Nord; la seconda a

quella vigente in Scozia; la terza accoglie una serie di disposizioni di diverso tenore che trattano di

problemi di diritto internazionale privato. Le disposizioni più rilevanti sono contenute nella prima

parte. Le appendici riguardano l’ambito di operatività della legge, i criteri di valutazione della

ragionevolezza, intesa come strumento di controllo giudiziale delle clausole, i rapporti con la

legislazione esistente e le modifiche di norme in contrasto con quelle dell’Act. L’Act è diretto a

regolare l’attività negoziale delle imprese, condotta con consumatori persone fisiche, ovvero con altre

imprese che agiscono o quali consumatori o nell’ambito della normale attività di impresa loro propria,

ed istituisce diversi meccanismi di controllo. Restano esclusi dall’ambito di operatività dell’Act i

contratti di assicurazione, i contratti che costituiscono, trasferiscono o estinguono diritti su beni

immobili, i contratti sui diritti d’autore e sulla proprietà intellettuale e i contratti di società. L’Act

prevede la nullità assoluta della clausole di limitazione o esclusione della responsabilità per colpa per

morte o lesioni fisiche, e delle clausole di esclusione o limitazione delle garanzie dovute ex lege

dall’imprenditore, se l’altro contraente è un cosumer. Le altre clausole di esclusione o limitazione sono

valide a condizione che soddisfino il controllo di ragionevolezza. I criteri per eseguire questo controllo

sono: 1) il potere contrattuale delle parti, avendo riguardo, tra l’altro, ai mezzi alternativi per soddisfare

le esigenze del cliente; 2) la circostanza che il cliente sia stato indotto a stipulare il contratto oppure

abbia avuto la possibilità di concluderlo con altri senza dover accettare la clausola che si ritiene

vessatoria; 3) il fatto che il cliente conoscesse o dovesse ragionevolmente conoscere l’esistenza e la

portata della clausola; 4) nel caso in cui una clausola escluda o limiti la responsabilità per

inadempimento di un’obbligazione, la verifica della ragionevole prevedibilità al momento della stipula

del contratto che tale obbligazione poteva essere adempiuta; 5) la circostanza che i beni siano stati

prodotti, lavorati o adattati su specifica richiesta del cliente.

La prima regola espone il divieto di clausole contrattuali di esclusione o di limitazione delle

responsabilità per decesso o lesioni fisiche dovute a colpa del predisponente.

La seconda regola riguarda le clausole dei contratti con i consumatori o le clausole predisposte

dall’impresa in un contratto standard utilizzato nei rapporti con altre imprese, e stabilisce il divieto di

escludere o limitare la responsabilità per inadempimento contrattuale ed il divieto di fare impiego di

clausole che conferiscono al predisponente il diritto di eseguire una prestazione diversa da quella

promessa o da quella che si poteva ragionevolmente attendere o di non eseguire alcuna prestazione: il

divieto cmq è temprato dall’applicazione del criterio della ragionevolezza.

La terza regola esclude la validità di clausole che accollino al consumatore l’obbligo di risarcire il

danno ad altri contraenti o a terzi nell’ipotesi di inadempimento del predisponente.

La quarta regola riguarda le clausole di garanzia: si commina l’invalidità di clausole di esonero o

limitazione di responsabilità contenute in contratti o in semplici avvisi e riferite alla garanzia prestata

dal predisponente per danni e perdite dovute all’uso di prodotti difettosi. La responsabilità deve essere

connessa alla colpa di un soggetto che sia parte del processo di produzione o di distribuzione della

merce. Completa questa parte il divieto di fare impiego di clausole che limitano o escludono gli

obblighi di garanzia.

I divieti colpiscono tutte le clausole di esonero o di limitazione di qualsiasi natura e le clausole che

comunque:

- rendano la responsabilità del predisponente più circoscritta e limitata o connessa con condizioni

onerose per la controparte;

- escludano o restringano i diritti e i rimedi dell’altra parte per inadempimento del predisponente o

rendano più difficile ed oneroso l’esercizio di quei diritti e di quei rimedi;

- invertano l’onere della prova ed introducano limitazioni processuali in danno all’aderente;

- circoscrivano o restringano obblighi fondamentali del predisponente.

L’Unfair Terms in Consumer Contracts Regulations 1994 si applica ai contratti conclusi dopo la sua

entrata in vigore. A differenza dell’UCTA, che si applica alle clausole contenute in contratti stipulati da

imprenditori con consumatori sia persone fisiche che giuridiche, nonché alle clausole contenute in

contratti tra imprese ed indipendentemente dal fatto che tali clausole siano state oggetto di

negoziazione o meno, l’UTCR si applica esclusivamente alle clausole contenute nei contratti stipulati

da imprenditori con consumatori persone fisiche, che non siano state individualmente negoziate.

Inoltre, l’UCTA riguarda le clausole di esclusione o di limitazione della responsabilità per colpa per

danni a cose o persone, della responsabilità contrattuale, del risarcimento del danno e delle garanzie dei

beni di consumo, mentre l’UTCR riguarda tutte le clausole abusive contenute nei contratti di vendita di


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AUTORE

flaviael

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza
SSD:
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher flaviael di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto privato comparato e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Tor Vergata - Uniroma2 o del prof Lener Raffaele.

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