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Referendum popolare: richiede minimo cinquecentomila sottoscrizioni per essere indetto

e serve per abrogare una legge.

Antinomia tra norme: si verifica qualora nell’ordinamento esistano due norme che

collegano effetti diversi alla medesima fattispecie. Invece la lacuna si verifica se la

fattispecie considerata non è prevista dall’ordinamento; ancora l’eccedenza si verifica

quando esistono norme antinomiche che descrivono la fattispecie considerata; in tale caso

l’antinomia si risolverà :

se le norme appartengono a diversi livelli gerarchici prevarrà quella di livello superiore

 (criterio gerarchico); la norma di livello gerarchico inferiore verrà dichiarata

incostituzionale;

se le norme appartengono allo stesso livello gerarchico preverrà quella più recente

 (criterio cronologico); la norma più antica si considererà tacitamente abrogata;

se le norme appartengono allo stesso livello gerarchico e sono coeve l’antinomia viene

 risolta senza abolire uno dei due termini del conflitto ma modificandoli.

L’APPLICAZIONE E L’INTERPRETAZIONE DELLA LEGGE.

Per applicazione della legge si intende la concreta realizzazione di quanto è ordinato dalle

regole che compongono il diritto dello Stato.

La maggior parte delle liti che sorgono possono essere risolte attraverso:

-rinuncia alla lite da parte di uno dei litiganti

-transazione, ossia accordo tramite il quale le parti si sanno reciproche concessioni

-compromesso in cui il giudizio è lasciato a terzi, in genere al giudice.

Di fronte ad una iniziativa giudiziale il convenuto può:

-non costituirsi a giudizio, ovvero rinunciare a difendersi

-costituirsi in giudizio per opporsi all’accoglimento della domanda dell’attore.

In questo caso il convenuto può promuovere eccezioni di fatto, ovvero contestare

e provare la falsità dei fatti, eccezioni di diritto ovvero contestare l’applicabilità

delle norme citate dall’attore alla fattispecie in esame.

L’interpretazione della legge: il primo comma dell’articolo 12 delle preleggi fornisce gli

strumenti a cui attenersi nell’attività di interpretazione della legge (attività rivolta ad

attribuire un certo contributo di significati ad un segno - significato letterale delle parole

costituenti la norma).

L’attività interpretativa si caratterizza in due profili :

profilo oggettivo individuazione del significato letterale delle parole;

 profilo soggettivo modo in cui le parole vengono interpretate.

 Sotto questo profilo distinguiamo tre interpretazioni:

-giudiziale che è quella che nasce dal lavoro dei giudici compiuta nell’esercizio

della funzione giurisdizionale

-dottrinale costituita dagli apporti di studio dei cultori di materie giuridiche

-autentica che è quella che si ha ogni qual volta il legislatore emana una

nuova norma con lo scopo di chiarire il significato di una legge già in

vigore. (questo è il caso in cui le leggi hanno effetto retro attivo)

La norma giuridica dipende dall’attività interpretativa; è possibile interpretare una

disposizione di legge in diversi modi, tutti plausibili. L’art. 12 delle preleggi prescrive di non

affidarsi esclusivamente il significato delle parole ma anche l’intenzione del legislatore. Si

hanno quindi una serie di criteri interpretativi [art. 12 preleggi - primo comma]

1. criterio logico; si esclude il contrario di ciò che è detto, si confrontano le forme simili, si

valuta se la norma a seguito di un’altra vada valutata a maggior ragione,, si elimina

l’assurdo.

2. Criterio storico: si analizzano le leggi che precedentemente hanno disciplinato la

fattispecie e se ne ricava un filo logico

3. Criterio sistematico: si valuta la norma nel quadro della materia disciplinata

4. Criterio equitativo, si escludono le interpretazioni che vanno contro il senso comune di

giustizia

Qualora l’interpretazione logica coincide con quella letterale si avrà un’interpretazione

dichiarativa, se invece l’interpretazione logica fornirà elementi quantitativamente maggiori

rispetto all’interpretazione letterale si perverrà ad una interpretazione estensiva, nel caso

opposto l’interpretazione si dirà restrittiva.

L’ANALOGIA:

Nella risoluzione di una lacuna il giudice può seguire due strade :

considerare il caso non rilevante in quanto non contemplato dall’ordinamento

 (argomento a contrario); se il legislatore regola taluni casi e non tali altri su può dedurre

che la sua intenzione fosse quella di non regolamentarli; - teoria della norma generale

esclusiva -

ricorrere ad una fattispecie simile a quella non contemplata (argomento a similis); se il

 legislatore non ha regolato la specifica fattispecie ma ne ha regolate altre simili è

possibile dedurre che egli si sarebbe comportato nello stesso modo anche per questa; -

teoria della norma generale inclusiva -

L’interpretazione per analogia consiste nel risolvere una lacuna dell’ordinamento

ricorrendo a fattispecie simili; affinché il giudice possa ricorrere all’analogia è necessario

[art. 12 preleggi] :

che non vi sia una disposizione che regoli lo specifico caso;

 che esista una similitudine tra le due fattispecie e che sia proprio questo elemento

 comune a permettere l’estendibilità della legge al caso non disciplinato.(la similitudine

tra le fattispecie va intesa nel senso che risalendo all’intenzione del legislatore si può

dedurre che sarebbe stata sua intenzione accomunare la specifica fattispecie con

l’altra simile).

L’analogia non è permessa per leggi penali.

CONFLITTI DI LEGGI NELLO SPAZIO

Nel diritto pubblico si ha predominanza degli ordinamenti con carattere territoriale ovvero

ogni persona è soggetta alle leggi locali. Questa principio vale per le norme di polizia e il

diritto penale ma non per quello privato.

Ogni paese ha in genere delle norme di diritto privato internazionale che rispettano

convenzioni o accordi internazionali e si ha in genere che:

pur essendo di diritto internazionale, le norme sono sempre di diritto privato

il dir internazionale privato comprende altri rapporti tra cui quello processuale

le norme sono strumentali ovvero si limitino a dire come debba essere disciplinato il

rapporto e non la singola fattispecie

Per l’applicazione della legge bisogna:

individuare il rapporto sottostante, ad es. un contratto, un diritto reale un dir indisponibile

trovare il momento di collegamento per associarlo ad una norma di dir internazionale

vedere se esiste un rimando ad una legge di un altro ordinamento

vedere se la norma straniera non è contraria all’ordine pubblico costituito

eseguire il giudizio

Se una persona ha più cittadinanze tra cui quella Italiana, questa predomina le altre.

Nel paragrafo 23 sono riportate tutte le norme per rapporti familiari di successione e altri a

livello internazionale.

LO STRANIERO

Il cittadino comunitario gode degli stessi diritti civili di quello nazionale ed inoltre di alcuni

diritti politici tra cui il diritto di voto nelle elezioni comunali.

Per l’extracomunitario: innanzi tutto si garantisce il diritto di asilo a colui che vede negate

le libertà democratiche contenute nella costituzione italiana nel suo paese e si

garantiscono i diritti fondamentali della persona umana. Non si ammette l’estradizione per

reati politici. Ai lavoratori si applicano le norme di diritto del lavoro italiano.

PARTE GENERALE

IL RAPPORTO GIURIDICO

Il rapporto giuridico è la relazione tra due soggetti regolata dal diritto oggettivo. Si ha

rapporto giuridico nel momento in cui nasce un diritto; il diritto nasce a titolo originario

quando sorge a favore di una persona senza che venga trasmesso da altri, a titolo

derivativo quando passa da una persona ad un’altra (sono di questo genere la

compravendita ma anche la successione o la donazione)

Soggetto attivo è colui che esercita un diritto, passivo colui su cui ricade il corrispettivo

dovere; nel contratto i soggetti si chiamano parti.

Nella successione, il diritto può essere sia nel lato attivo che passivo come nel caso in cui

il successore , l’erede, succede nell’obbligo di pagare i debiti del defunto. Nel diritto

italiano si ha successione a titolo universale quando il successore si pone come nuovo

soggetto che subentra in tutti i diritti attivi e passivi del suo dante causa, e ciò avviene

nella fusione societaria o nella costituzione di erede. Si ha invece successione a carattere

particolare nella figura del legato.

Terzo è colui che in genere è estraneo al rapporto ovvero per il quale il rapporto non

produce effetti.

Il diritto soggettivo è il potere di agire ( se uno vuole) per il soddisfacimento del proprio

interesse, protetto dall’ordinamento. L’esercizio del diritto consta nell’esplicazione dei

poteri che il diritto attribuisce e quindi nella realizzazione di un interesse; la realizzazione

può essere spontanea o coattiva , quando bisogna far ricorso ai mezzi che l’ordinamento

mette a disposizione per la tutela dei diritto(es.: espropriazione per soddisfare un credito).

Situazioni giuridiche soggettive

Favorevoli ovvero dal lato del soggetto Sfavorevoli ovvero dal lato del soggetto

attivo passivo

Diritto relativo o pretesa Il diritto viene Obbligo effetto giuridico soggettivo

 

soddisfatto non dal titolare ma dalla svantaggioso in si è obbligati verso un

condotta del titolare dell'obbligo. soggetto attivo per un fare , non fare o dare.

Caratteristiche: relatività e mediatezza Il titolare è nella condizione di decidere se

adempiere o meno.

Diritto assoluto può essere fatto valere Dovere dovere di non infrangere il diritto.

 

nei confronti di tutti erga omnes; non esiste Gli altri devono astenersi dal turbare il

un unico soggetto che può deludere godimento del diritto del soggetto attivo.

l'interesse del titolare [art. 832]. La

realizzazione del diritto non avviene per

l'adempimento degli altri ma avviene a

prescindere dagli altri, che sono potenziali

violatori del diritto.

Caratteristiche: immediatezza ed

assolutezza. L’esempio classico è il diritto

reale di proprietà.

Diritto potestativo possibilità di Soggezione situazione giuridica

 

determinare una modificazione nella sfera svantaggiosa caratterizzata dalla passività.

giuridica altrui senza l'altrui cooperazione

[art. 1500]. I diritti potestativi sono una

categoria a parte nell'ambito dei diritti

soggettivi.

Caratteristiche: immediatezza e relatività

Se al diritto soggettivo è legato anche un dovere (doveri-poteri) si parla di potestà.

Le facoltà o diritti facoltativi sono manifestazioni del diritto soggettivo che non hanno

carattere autonomo; esse si estinguono se si estingue il diritto soggettivo di cui sono

accessorie.

L’aspettativa è un interesse preliminare di un soggetto; è preliminare in quanto se si

verificherà un evento allora sorgerà un diritto a suo favore.

Nei casi in cui si applicano norme di diritto amministrativo e una persona ha interesse che

non si compiano atti illegittimi, si ha la figura dell’interesse legittimo, che è il diritto a che

tutto si svolga con regolarità affinché non vengano lesi i propri interessi.

Si ha la figura dell’onere quando ad un soggetto è attribuito un potere , ma l’esercizio di

tale potere è condizionato ad un adempimento. L’adempimento non è obbligatorio e quindi

non sanzionabile, ma senza di esso non si beneficia del potere conferito.

La violazione del diritto assoluto è una responsabilità extracontrattuale, al contrario della

violazione di un diritto relativo.

Lo Status è una qualità giuridica che si ricollega ad una posizione dell’individuo nella

società, e può essere di diritto pubblico(cittadino) o privato(figlio, coniuge)

In generale non si può alienare (alienum facere = fare di un altro) un diritto maggiore di

quello di cui si dispone

SOGGETTO DEL RAPPORTO GIURIDICO

La persona può distinguersi in:

fisica [art. 1 codice civile capacità giuridica];

 giuridica.

La persona fisica

Capacità giuridica speciale (dottrina) in relazione a determinati atti solo alcune persone

possono godere di determinati benefici [Art 350 codice civile]

L'idoneità alla capacità giuridica è riconosciuta dal momento del concepimento, ma

la sua acquisizione è subordinata alla nascita (di bambino vivo) [art. 462codice

civile]. La capacità giuridica secondo l’art 3 della Cost. non può essere limitata per sesso

religione, razza, opinioni politiche o condizioni sociali. Allo straniero è permesso di godere

di tutti i diritti civili a condizione di reciprocità.

La capacità di agire ovvero di usufruire dei diritti e di assumere ed adempiere obblighi

derivanti dalla capacità giuridica si acquista con la maggiore età: 18 anni; gli atti posti in

essere da un minore sono annullabili per incapacità legale di una delle parti. Ci sono

eccezioni per il matrimonio e per i contratti di lavoro che possono essere stipulati a 15

anni.

Minore emancipato è il minore di almeno sedici anni di età che abbia ottenuto dal

giudice l'autorizzazione a sposarsi; questo può effettuare atti che non pregiudichino il suo

patrimonio (atti di ordinaria amministrazione) ed inoltre può effettuare atti di straordinaria

amministrazione attraverso un curatore. Il curatore deve fare una dichiarazione di volontà

che accompagni quella del minore.

Incapacità di agire

interdizione incapacità assoluta. Il maggiore di età ed il minore emancipato che si

 trovano in stato di infermità mentale abituale possono essere interdetti su richiesta di

un parente entro il IV° grado o dal curatore o dal tutore. L’interdizione giudiziale

avviene tramite sentenza dal momento della pubblicazione obbligatoria. [art. 414

codice civile]. L'interdetto viene legalmente equiparato al minore non emancipato.

Viene nominato un tutore che deve sostituire con la propria volontà la volontà

dell'interdetto; L’interdetto viene riabilitato con sentenza del giudice.

inabilitazione stato di infermità mentale non sufficientemente grave da giustificare

 l'interdizione [art. 415 codice civile]. Viene nominato un curatore il quale integra la

dichiarazione di volontà dell'inabilitato per ciò che riguarda gli atti di amministrazione

straordinaria.. Il curatore affianca l'inabilitato mentre il tutore sostituisce l'interdetto.

Il codice penale prevede un altro caso per l’incapacità di agire ed è una pena

 accessoria ad una condanna per reclusione per un periodo non inferiore ai cinque anni.

Si parla di interdizione legale che dura fino all’esaurimento della pena e concerne la

disponibilità e l’amministrazione dei beni dell’interdetto..

Gli atti posti in essere da persone interdette sono annullabili, anche se al momento

dell’atto avevano piena capacità di intendere e di volere.

Può capitare che una persona non sia interdetta ma non abbia capacità di intendere e

di volere ovvero affetto da incapacità naturale; non importa se lo stato sia transitorio o

permanete, quello che conta è la condizione nel momento dell’atto: ebbene gli atti di

testamento, donazione e matrimonio sono direttamente impugnabili e quindi resi invalidi.

Per gli atti unilaterali (accettazione di un eredità o rinuncia di credito ) occorre che ci sia

anche un grave pregiudizio a carico dell’incapace. Per i contratti serve invece la mala

fede da parte dell’altro contraente.

Il rappresentante legale viene nominato quando un soggetto è legalmente incapace di

agire; per i minorenni sono i genitori che se assenti sono sostituiti da un tutore, nominato

dal giudice tutelare. Sia i genitori che il tutore non possono compiere atti di straordinaria

amministrazione senza l’intervento del giudice.

Il curatore è invece colui che fornisce assistenza; egli non si sostituisce all’emancipato o

all’inabilitato ma integra la loro volontà. Il curatore è nominato dal giudice tutelare.

Il legittimato è colui che ha il potere di disposizione rispetto ad un particolare diritto.

Per le persone fisiche abbiamo:

domicilio: luogo in cui una persona ha stabilito la sede principale dei suoi interessi e

affari.

Residenza luogo in cui la persona attualmente si trova e può essere provata con qualsiasi

mezzo.

Cittadinanza è la situazione d appartenenza di un individuo ad un determinato Stato;

nessuno può esserne privato. La cittadinanza si acquista per:

nascita, se uno dei genitori è cittadino, a prescindere dal luogo

adozione

nascita nel Territorio, per genitori apolidi o per rinuncia alla cittadinanza dei

genitori

il coniuge dopo almeno sei mesi di permanenza nel territorio

al cittadino CEE dopo 4 anni a qualsiasi straniero che risieda almeno 10

anni

è ammessa la doppia cittadinanza

La parentela si misura in linnee e gradi. Linee rette per discendenti, collaterali per stipite

comune ma non discendenti. Sono affini i parenti di uguale grado del coniuge. I coniugi

non sono parenti ne affini ma la relazione tra loro si chiama coniugio.

La personalità giuridica della persona fisica si estingue con la morte, dove questa è

accertata per cessazione di ogni attività celebrale. Si considera persona scomparsa il

soggetti che si è allontanato dal suo domicilio o residenza, e di cui non si hanno notizie. Il

tribunale della persona scomparsa può nominare un curatore quale rappresentante per

amministrare il patrimonio del soggetto. L’assenza si ha quando la scomparsa dura per

almeno due anni; il tribunale ordina l’apertura dei testamenti e si procede con

l’assegnazione dell’eredità ma i beni non entrano nel patrimonio disponibile dell’erede.

L’assenza non scioglie il matrimonio. La morte presunta viene dichiarata dopo 10 anni di

assenza o un termine più breve nel caso di guerre, calamità. Gli eredi possono disporre

dei beni il coniuge può risposarsi, tuttavia se il soggetto si ripresenta ha diritto a riavere il

prezzo dei beni alienati e il nuovo matrimonio del coniuge è invalido.

I registri in cui vengono annotate le vicende delle persone giuridiche sono quattro: nascita,

cittadinanza, matrimonio e morte; sono pubblici e svolgono proprio una funzione

pubblicitaria.

LA PERSONA GIURIDICA

Le persone giuridiche si dividono in :

persone giuridiche pubbliche (stato, regioni, province, comuni ed enti pubblici), che

 ricavano la loro personalità giuridica dalla legge; non sono disciplinate da una

normativa specifica ma sono distinte in numerose norme. [art. 11 codice civile]; Vi

troviamo:

enti registrati

enti a struttura associativa su base contrattuale, costituiti dallo stato o da privati

ma con fini pubblici(fondazioni)

enti con finalità d lucro o ideali

enti con scopi egoistici e non profit

le figure tipiche sono: le società, le associazioni, le fondazioni e le organizzazioni di

volontariato.

persone giuridiche private (fondazioni, associazioni ed altre istituzioni di carattere

 privato) che acquistano la personalità giuridica mediante riconoscimento con decreto

del Presidente della Repubblica; nonostante ciò esistono persone giuridiche di fatto

ovvero non riconosciute ma alle qual si applica quasi tutta la disciplina delle prime. [art.

12 codice civile].

Le persone giuridiche perdurano anche dopo la morte dei membri originari.

Elemento caratteristico è l’autonomia patrimoniale con la quale il patrimonio dell’ente

viene distinto da quello sei suoi associati e dei suoi organi, i creditori dei soci non possono

rivalersi sul patrimonio associativo e viceversa. Altri elementi sono una pluralità di

persone (tranne che per le fondazioni) e uno scopo comune .

La personalità giuridica si acquista con il riconoscimento da parte dello Stato. Per le

società, una vota effettuato l’atto costitutivo, basta l’iscrizione nel registro delle imprese. La

vita e l’attività di una persona giuridica è regolata dallo statuto; poiché questa non può

agire la sua volontà è espressa da organi che sono persone fisiche. L’organo decisorio è

l’assemblea che deve essere in numero legale in prima convocazione, in numero

qualunque in seconda e nel quale si procede per votazione a maggioranza.

La nazionalità è l’equivalente della cittadinanza per le persone fisiche, e viene data

tramite il riconoscimento. Allo stesso modo la residenza si chiama sede.

L’estinzione della persona giuridica si ha per motivi previsti nello statuto (obiettivo

raggiunto, scadenza del termine ….) oppure per insufficienza del patrimonio o scopo

esaurito (in questi casi lo stato può disporre la fusione di più fondazioni). L’estinzione si ha

per atto pubblico nel quale viene nominato un liquidatore che definisce i rapporti giuridici

pendenti; nel periodo di liquidazione possono essere posti in essere solo atti che sono

mirati alla stessa. Il patrimonio residuo viene disposto come per statuto.

La registrazione delle imprese riconosciute è promossa anche attraverso sanzioni penali

e gli amministratori che la omettono rispondono in solido con l’impresa; lo scopo è quello

di rendere pubbliche tutte le notizie della persona giuridica.

Per le associazioni non riconosciute cioè gli enti che non abbiano chiesto il

riconoscimento o a cui tale riconoscimento sia stato negato si ha che: viene riconosciuta

efficacia per quel che riguarda i rapporti interni.; i soci sono comproprietari di un fondo

comune senza la possibilità di riscatto della propria quota; tali associazioni godono di

un’autonomia patrimoniale imperfetta, ovvero i creditori possono fare valere i propri diritti

sul fondo comune, e, qualora questo non fosse sufficiente, risponderanno personalmente

ed in solido coloro i quali hanno agito in nome e per conto della società. Il presidente o il

direttore sono rappresentanti nel diritto processuale; Le associazioni non riconosciute non

possono beneficiare di donazioni o lasciti: per poterne godere devono richiedere il

riconoscimento.

Il comitato è una figura particolare di persona giuridica; il suo scopo è quello di raccogliere

fondi per un determinato scopo. I costituenti sono responsabili personalmente della

custodia e verso i destinatari dei fondi

Secondo l’articolo 39 della Costituzione i sindacati rientrerebbero nella categoria delle

associazioni riconosciute, ma essendo il loro riconoscimento subordinato alla verifica del

loro ordinamento interno, e mancando un organo statale preposto alla verifica di tale

ordinamento, i sindacati restano associazioni non riconosciute.

OGGETTO DEL RAPPORTO GIURIDICO

Il bene viene definito come qualsiasi cosa che possa formare oggetto di diritti [art. 810

codice civile]. In senso giuridico il bene è il diritto stesso suscettibile di negoziazione.

Classificazione dei beni :

Beni immobili il suolo e tutto quello che è Beni mobili categoria che comprende tutti

 

naturalmente o artificialmente incorporato al i beni non immobili e le energie naturali[art.

suolo [art. 812 codice civile]. 812 codice civile].

Ne fanno parte muli bagni ed edifici Gli atti relativi alla circolazione dei beni

galleggianti mobili non sono di norma soggetti a forma

E’ richiesto l’atto scritto per la cessione o la vincolata.

Costituzione di qualsiasi diritto reale su un Solo determinati beni mobili (mobili

bene immobile [art. 1350 codice civile]. registrati) sono soggetti ad un regime di

pubblicità; gli atti riguardanti beni mobili

registrati necessitano degli stessi requisiti di

quelli riguardanti beni immobili. Sono

considerati beni immateriali poesie, romanzi,

films i beni che diventano oggetto

d’interesse.

Beni fungibili beni che possono essere Beni infungibili beni che non possono

 

indifferentemente sostituiti con altri dello essere sostituiti con altri dello stesso genere

stesso genere - interessa la quantità di beni - interessa il preciso bene fisicamente

di tale genere. individuato.

La fungibilità di un bene dipende dalla sua

natura o dalla volontà delle parti.

La separazione o specificazione consiste

nella pesatura, numerazione o misura del

bene.

Beni consumabili beni il cui utilizzo Beni inconsumabili suscettibili

 strumentali

comporta la loro distruzione o alienazione. di utilizzazione continuata.

I beni consumabili non possono essere L’usufrutto viene concesso solo su questo

oggetto di rapporti in cui si concede ad altri il tipo di beni

godimento del bene con l’obbligo di

restituirlo.

Beni divisibili suscettibili ad essere ridotti Beni indivisibili tutti i beni che non sono

 

in parti omogenee senza che se ne alteri la divisibili.

destinazione economica. Per sciogliere la comunione su questi beni

La divisibilità di un bene può dipendere bisogna per forza ricorrere alla vendita.

anche dalla volontà delle parti.

Beni presenti beni già esistenti in natura; Beni futuri beni tuttora non esistenti in

 

sono i soli a poter formare oggetto di natura; possono formare oggetto dei soli

proprietà o di diritti reali. rapporti obbligatori quando non sia

diversamente disposto dalla legge.

Possono far parte di contratti reali ma nulla è

dovuto se non vengono ad essere; possono

essere oggetto di contratti aleatori.

I frutti naturali beni provenienti in maniera diretta da latro bene, con o senza la

concorrenza dell’opera dell’uomo [art. 820 codice civile]; affinché un bene possa essere

classificato come frutto naturale la sua produzione deve avere carattere di periodicità e

non deve incidere sulla destinazione economica della cosa madre. Fin quando non

avviene la separazione dalla cosa madre i frutti si dicono pendenti, e sono parte integrante

della cosa madre.

I frutti civili sono redditi che conseguono da un bene come corrispettivo del suo

godimento concesso ad altri. I frutti civile debbono presentare il requisito della periodicità.

Cosa semplice è quella i cui elementi non possono essere divisi senza alterare o

distruggere la fisionomia della cosa. Cosa composta è invece la risultante dalla

connessione materiale e fisica di più cose, che anche singolarmente avrebbero propria

rilevanza giuridica ed economica.

La pertinenza è una cosa posta a servizio o ad ornamento di un altra cosa senza

rappresentare elemento indispensabile per la sua esistenza [art. 817 codice civile](esempi

sono pozzi, garages recinti). Le pertinenze possono essere sia mobili che immobili. È il

vincolo che lega le due cose a determinare la pertinenza e questo deve essere durevole e

non occasionale, e deve inoltre essere realizzato da chi è proprietario della cosa principale

ovvero da chi ha un diritto reale su questa. Le pertinenze seguono il destino della cosa

principale se non disposto diversamente [art. 818 codice civile]. Non occorre che la cosa

accessoria appartenga al medesimo proprietario della cosa principale. I terzi proprietari di

pertinenze possono rivendicarle contro i proprietari della cosa principale. Se la cosa

principale è un bene mobile in caso di alienazione viene protetto l’acquirente in buona fede

del bene principale contro i terzi che vantano diritti sulle pertinenze mediante applicazione

del possesso vale titolo.

Universalità di mobili sono una pluralità di cose appartenenti alla stessa persona, aventi

destinazione unitaria e distinguono dalla cosa composta in quanto non vi è rapporto di

subordinazione tra le parti; a volte i beni possono essere considerati separatamente. La

regola del possesso vale titolo non si applica alle universalità di mobili.

L’azienda: art 2555: è il complesso di beni organizzati dall’imprenditore per

l’esercizio dell’impresa. È una figura sui generis; ad essa è legata la figura

dell’avviamento che è la capacità di produrre un reddito; tale avviamento è tutelato nei

contratti di locazione che vengono a cessare purché non a seguito di inadempienza o

dolo. Il codice non da la definizione di impresa, ma da quella di imprenditore: art

2082: l’imprenditore è chi esercita professionalmente e cioè sistematicamente

un’attività economica organizzata al fine della produzione o dello scambio di beni o

di servizi. L’impresa è quindi vista come l’attività economica svolta

dall’imprenditore.

Il patrimonio è il complesso dei rapporti attivi e passivi suscettibili di valutazione

economica facenti capo ad una persona. È una universitas.

Art 2740: Ogni soggetto ha un patrimonio ed un patrimonio sol col quale risponde

dei propri debiti. L’imprenditore risponde dei debiti contratti nell’esercizio

dell’impresa anche con i beni che non abbia destinato a questa attività.

Il patrimonio autonomo è quello che si crea con la costituzione di una persona giuridica.

Beni pubblici si dividono in due categorie :

beni appartenenti ad enti pubblici;

 beni soggetti ad un regime diverso dalla proprietà privata (beni demaniali: demanio

 marittimo, militare, idrico stradale); questi sono inalienabili e non possono formare

oggetto di possesso; sono regolati dal diritto pubblico. Ci sono poi i beni non demaniali

appartenenti ad ente pubblico che si chiamano patrimoniali; ne abbiamo di due tipi:

disponibili che non sono destinati direttamente a pubblici servizi e che sono soggetti alle

norme del codice civile , e indisponibili miniere, foreste o pubblici uffici che non possono

essere alienati.

EFFETTI DEL TEMPO SUL RAPPORTO GIURIDICO

Nel computo del tempo non si calcola il giorno iniziale ma quello finale art 2963.

Il decorso di un determinato periodo di tempo può produrre effetti giuridici, in particolare: la

situazione di diritto viene equiparata a quella di fatto. Ne sono esempi l’usucapione e la

prescrizione.

La prescrizione estintiva produce l’estinzione del diritto soggettivo per effetto dell’inerzia

del titolare che non lo esercita. Art 2934. Le norme riguardanti la prescrizione sono

inderogabili dalle parti. Oggetto di prescrizione sono tutti i diritti tranne la proprietà ed i

diritti indisponibili come gli status o le potestà. La prescrizione inizia a decorrere dal giorno

in cui il diritto avrebbe potuto essere esercitato. La sospensione della prescrizione è

determinata da particolari rapporti giuridici tra le parti o dalla condizione di incapacità del

titolare del diritto di esercitarlo (militari in tempo d guerra, minore fino al raggiungimento

della maggiore età); i semplici impedimenti di fatto non causano sospensione. La

sospensione elimina dal computo del tempo necessario alla prescrizione il periodo in cui

ha avuto luogo l’impedimento, senza togliere valore al periodo antecedente l’impedimento

stesso. L’interruzione della prescrizione si verifica quando il titolare del diritto lo esercita

o quando il diritto viene riconosciuto dal soggetto passivo del rapporto. L’interruzione fa

ripartire da zero il computo del tempo necessario alla prescrizione. Per ciò che concerne la

durata della prescrizione: la prescrizione ordinaria ha la durata di dieci anni, ha durata di

venti anni la prescrizione per l’usucapione e per l’estinzione dei diritti reali su cosa altrui. In

taluni casi, espressamente elencati [art. 2947 e seguenti codice civile], sono previste

prescrizioni brevi; in particolare riguardo al risarcimento per danno e ai rapporti

commerciali..

Prescrizione presuntiva opera nel rapporto di credito; trascorso un breve periodo, la

legge presume che il debitore si sia liberato dell’obbligazione( non solo pagando ma anche

per rinuncia del credito). Nel momento in cui opera la prescrizione presuntiva l’onere di

provare la pendenza del credito spetta al creditore. Se questi non ha prove deve o

ottenere una confessione o richiedere un giuramento decisorio.

Decadenza produce l’estinzione del diritto conseguente al non utilizzo del diritto da

parte del titolare nel limite di tempo imposto dall’ordinamento. La decadenza può essere

impedita solo mediante l’esercizio del diritto nel tempo previsto. La decadenza non è

soggetta ad interruzione e sospensione. La decadenza può essere stabilita anche dalle

parti ma solo nel caso si tratti di diritti disponibili.

IL NEGOZIO GIURIDICO

Negozio giuridico è la dichiarazione di volontà con la quale vengono enunciati gli effetti

perseguiti ed alla quale l’ordinamento giuridico ricollega effetti giuridici conformi al risultato

ottenuto. In questo modo viene lasciata ai privati una sfera di autonomia entro la quale

possono regolare i propri interessi. Il codice civile regola solo le figure del contratto, del

matrimonio e del testamento e non il negozio giuridico in generale; l’art 1324 dispone che

per gli atti unilaterali tra i vivi si osservano le stesse disposizioni prescritte per i contratti.

Si ha un negozio giuridico unilaterale con la dichiarazione di una sola parte(testamento,

donazione), dove per parte si intende centro di interessi, quindi un atto può essere

unilaterale ma collegiale( il vizio della volontà di uno del collegio non vizia la volontà

collegiale ma rende impugnabile la delibera assembleare); dall’altra parte corrisponde il

negozio complesso che è l’atto che contiene la volontà di più parti le quali si fondono in

un'unica volontà, ed il vizio di una le vizia tutte.

Altre classificazioni possono essere fatte in base alla causa o motivo del negozio:

Negozio mortis causa con solo il testamento

Negozio abdicativo: la rinunzia

Negozi patrimoniali: distinguiamo

Negozio a titolo oneroso dove un soggetto per l’acquisto di un diritto accetta un

sacrificio, ed esiste un nesso di causalità tra vantaggio e sacrificio. Nel caso in cui

in un contratto possa essere interpretato in maniera dubbia, l’interpretazione deve

essere sempre quella meno onerosa per l’obbligato .

Negozio a titolo gratuito dove si consegue un vantaggio senza alcun sacrificio

corrispettivo.

Elementi del negozio giuridico :

elementi essenziali: elementi senza i quali il negozio è nullo e sono [art. 1325 codice

 civile] :

accordo tra le parti;

 la causa;

 l’oggetto;

 la forma;

elementi accidentali : elementi che le parti possono decidere se apporre o meno.

MANIFESTAZIONE OVVERO DICHIARAZIONE DI VOLONTÀ

Affinché si possano produrre effetti giuridici occorre una dichiarazione di volontà; questa

può essere fatta in due modi;

espressa se realizzata con qualsiasi mezzo idoneo a palesare il proprio pensiero;

 tacita se il proprio comportamento è incompatibile con la volontà contraria.

Il silenzio è considerato assenso solo dove una precisa norma affida alla parte l’onere di

dichiarare la propria volontà; se questi tace allora accoglie gli effetti.

La forma del negozio è il linea di massima libera ma per alcuni negozi solenni (matrimonio,

testamento , donazione) il legislatore prevede la forma scritta o addirittura l’atto pubblico;

in questi casi si parla di forma vincolata. Talvolta si richiede un bollo per motivi fiscali

oppure la trascrizione che ha carattere pubblicitario; mancando questi requisiti il negozio

può essere annullabile o nei casi meno gravi c’è una sanzione pecuniaria per le parti.

La volontà si forma:

al momento della manifestazione per i negozi unilaterali non recettizzi

al momento della conoscenza per gli unilaterali recettizzi

al momento dell’accettazione per gli accordi bilaterali

La pubblicità serve a dare a terzi la possibilità di conoscere l’esistenza di un negozio

giuridico o le vicende delle persone fisiche e giuridiche. Abbiamo:

Pubblicità notizia ce è un obbligo e non un onere: la sua omissione da luogo ad una

sanzione pecuniaria e i terzi possono opporsi all’atto.

Pubblicità dichiarativa che serve a rendere opponibile a terzi il negozio, il quale

vale anche senza trascrizione ma che può essere impugnato da chiunque effettui la

trascrizione successivamente.

Pubblicità costitutiva che è quella senza la quale non si ha validità del negozio: è il

caso dell’ipoteca che nasce solo con la trascrizione o della società che acquista la

personalità giuridica con l’iscrizione nel registro delle imprese.

CONTRASTO TRA DICHIARAZIONE E VOLONTÀ.

Può capitare che in un negozio la dichiarazione, quello che è stato scritto, diverga

dall’intento delle parti. Il legislatore risolve le controversie con la teoria dell’affidamento;

secondo questa teoria, se la dichiarazione diverge dall’animus, ma colui cui essa è

destinata era incapace di conoscere tale divergenza, il negozio è valido; è invalido se il

destinatario conosceva tale divergenza.

Nel caso di negozio concluso attraverso violenza psichica, la volontà manca e l’atto è

viziato.

Si parla di errore ostativo quando si intendeva dire una cosa e invece se ne è detta

un’altra.

Il negozio simulato è il negozio che le parti stipulano solo per poterlo invocare di fronte

ai terzi; le parti sono comunque d’accordo che gli effetti del negozio non si dovranno

verificare. Il negozio è quindi fittizio e inidoneo a produrre gli effetti a cui appare

preordinato; Il negozio simulato è una figura in cui la volontà delle parti diverge da quella

espressamente dichiarata. La simulazione può essere assoluta quando le parti

escludono ogni rilevanza dell’atto tra i rapporti interni; si ha invece simulazione relativa

quando con un negozio se ne intende effettuare un altro (vendita al posto di una

donazione), e in tal caso si parla di negozio dissimulato. Nel negozio dissimulato

troviamo la figura del prestanome ovvero della interposizione di persona fittizia, una

persona alla quale vengono attribuiti diritti solo per motivi fittizi, da non confondere con

l’intestazione di un bene in nome di altri che è un negozio regolare.

Il negozio assolutamente simulato non produce effetti in quanto le parti non volevano porlo

in essere. Il negozio dissimulato non ha effetto anch’esso ma si considera valido il negozio

che è stato celato sotto al simulato se e solo se sussistono i requisiti di forma.

Effetti della simulazione di fronte ai terzi :

I terzi estranei al contratto simulato, qualora ne risultino pregiudicati, possono far dedurre

la simulazione e quindi accertarne la nullità.[art. 1415 codice civile]. La simulazione non

può essere opposta ai terzi che in buona fede hanno acquistato diritti dal titolare

apparente. La buona fede si presume.

Effetti della simulazione di fronte ai creditori :

I creditori del simulato alienante possono far dedurre la simulazione ed agire sui beni usciti

dal patrimonio di questo se il credito è antecedente al negozio [art. 1416 codice civile]

L’alienante simulato può opporre la simulazione ai creditori chirografari dell’acquirente

simulato ma non a quelli dell’acquirente se fallito o se muniti di ipoteca o pegno. .

Negozio indiretto: si verifica quando un determinato effetto giuridico viene realizzato

dalla combinazione di più atti che per vie traverse conseguono lo scopo originario del

primo negozio. Non s ha simulazione in quanto gli atti posti in essere sono tutti voluti e

permettono di raggiungere un ulteriore scopo(finanziamenti attraverso accordi di forniture).

Non si esclude nessun effetto dei negozi.

Negozio fiduciario: si verifica quando un soggetto, fiduciante, trasferisce, o fa trasferire,

la titolarità di un bene con il patto che l’acquirente utilizzerà e disporrà di questo in

conformità delle istruzioni del fiduciante in modo da disporre del bene stesso

esclusivamente nell’interesse del fiduciante. Non è previsto nel codice ma è previsto in

una legge per le società fiduciarie..

I VIZI DELLA VOLONTÀ

Nei vizi di volontà non c’è divergenza tra volere e dichiarazione, tuttavia la volontà si è

formata in maniera anomala ovvero per dolo, violenza, errore.

L’errore consiste nella falsa conoscenza della realtà; affinché l’errore sia rilevante, ovvero

produca l’annullabilità del negozio, occorre :

che l’errore sia essenziale, ovvero che sia stato tale da aver indotto la parte a

 concludere il negozio (errore determinante), inoltre l’errore per essere essenziale [art.

1429 codice civile] deve cadere su :

sulla natura del negozio(locazione al posto della vendita);

 sull’oggetto del negozio;

 sulla quantità della cosa oggetto del negozio;

 sull’identità e sulle qualità dell’altro contraente;

Se l’errore è di diritto questo deve essere stato la ragione unica o principale del contratto

per essere essenziale.

che l’errore sia riconoscibile dall’altro contraente L’errore si considera riconoscibile

 quando, in relazione al contenuto, alle circostanze del contratto o alle qualità dei

contraenti, la controparte , usando la normale diligenza, avrebbe potuto accorgersene.

[art. 1431 codice civile].

Se l’errore è comune alle parti il negozio è annullato a prescindere dalla buona fede di

entrambe.

L’errore può essere :

di fatto se cade su di una circostanza di fatto;

 di diritto se cade sull’esistenza o sull’interpretazione di una norma giuridica.

L’errore ostativo cade sulla dichiarazione, anche se indipendente dalla volontà delle parti

come nel caso di errore di trasferimento dati; è equiparato all’errore vizio.

Il dolo (dolo inganno)è il raggiro perpetrato ai danni del contraente. Perché un negozio

affetto da dolo sia annullabile occorre :

il raggiro ovvero azione idonea a trarre in inganno il contraente;

 l’errore del raggirato, ovvero il successo del raggiro (dolo determinante); non può

 essere impugnato se io avevo capito il dolo; il riconoscimento è affidato alla normale

diligenza.

la provenienza del raggiro dalla controparte; se il raggiro è stato effettuato da terzi e se

 l’altro contraente non ne era a conoscenza il dolo non è rilevante.

La figura del dolo incidente si ha allorquando il dolo non è fatto determinante per la

stipula del contratto ma si limita ad incidere sulle condizioni dello stesso(comportamento

fraudolento); il contratto non è annullabile ma il raggirato ha diritto all’indennizzo dei danni

subito o ad un minor onere rispetto a quello contrattuale [art. 1440 codice civile].

Rilevanza del dolo

in un contratto deve provenire dall’altro contraente o da terzo, ma in questo caso i

 raggiri devono essere noti al contraente che en ha tratto vantaggio;

in un negozio unilaterale non recettizio da qualsiasi terzo provenga;

La violenza psichica è la minaccia di un male ingiusto rivolta ad una persona con la

finalità di indurla a concludere un contratto ovvero a porre in essere qualsiasi tipo di

negozio giuridico. La violenza pertanto assume rilievo come vizio della volontà

esclusivamente quando sia diretta al ottenere dal minacciato il compimento di un atto

negoziale. Al minacciato spetta la facoltà di agire per l’annullamento. La violenza deve

essere [art. 1435 codice civile]:

tale da impressionare una persona media;

 il male minacciato deve essere ingiusto e deve riguardare la vittima o il coniuge o

 ascendenti e discendenti della vittima.

La violenza psichica ha rilevanza per l’annullabilità del negozio anche se posta in essere

da un terzo all’insaputa dell’altro contraente.

Una dichiarazione emessa per timore riverenziale non annullabile eccetto per casi di

eccezionale gravità quali il matrimonio.

La violenza fisica non è un caso di vizio della volontà ma di assoluta mancanza di

questa; produce la nullità del negozio.

Se per effetto dello stato di pericolo una persona ha assunto obbligazioni a condizioni

inique, il negozio non è annullabile ma rescindibile.

LA CAUSA DEL NEGOZIO GIURIDICO

Causa del negozio giuridico scopo oggettivo rilevante socialmente ed economicamente

per cui il negozio stesso è stato posto in essere; la causa può essere vista come la

funzione socioeconomica del negozio giuridico, il motivo per cui viene posto in essere. La

causa è un elemento essenziale del negozio giuridico la cui mancanza o la cui illiceità

provoca la nullità del negozio stesso. La causa può esserci all’inizio ma poi venire a

mancare; in questo caso si può rescindere dai contratti e sciogliere quindi le proprie

obbligazioni. Si definisce causa illecita quando è contraria a norme imperative, all’ordine

pubblico (illegale), al buon costume (immorale): l’illiceità della causa produce la nullità del

negozio cioè nessun effetto, e chi ha eseguito un pagamento ha diritto alla ripetizione.

Motivo del negozio giuridico è lo scopo soggettivo in seguito al quale la parte pone in

essere il negozio; lo scopo soggettivo consiste in un vantaggio o in una soddisfazione

personale della parte. Il motivo non ha rilevanza ai fini dell’annullabilità del negozio

giuridico. Fanno eccezione i casi :

se il motivo è illecito, comune ad entrambe le parti ed esclusivo, produce la nullità del

 contratto [art. 1418 codice civile]; (nella donazione o nel testamento il motivo illecito

rende nullo l’atto, mentre l’errore sul motivo (credevo una cosa che invece non era vera)

rende impugnabile l’atto a condizione che sia stato l’unico motivo per cui è stato

disposto).

se la realizzazione del motivo è oggetto del patto contrattuale o di una condizione a cui

 viene subordinata l’efficacia dell’atto stesso.

I negozi astratti producono i propri effetti astraendosi dalla causa; se la causa non

esisteva o era illecita si può agire per la restituzione a prestazione avvenuta. I negozi

astratti richiedono sempre una forma solenne. L’esempio classico è la cambiale, infatti non

posso oppormi al terzo giratario eccependo l’insussistenza del primo rapporto. Un negozio

che non sia astratto si dice negozio causale.

Il negozio in frode alla legge è quello che pur rispettando la legge alla lettera costituisce

il mezzo per eludere un’altra norma.

Astrazione processuale: in un negozio causale chi agisce per ottenere la prestazione

non ha l’onere di dimostrare l’esistenza o la liceità della causa; l’onere di dimostrare

l’illiceità grava sul convenuto se vuole sottrarsi alla condanna.

LA RAPPRESENTANZA

La rappresentanza è l’istituto per cui ad un soggetto (rappresentante) viene attribuito il

potere di agire in nome e per conto di un altro soggetto (rappresentato) nel compimento di

un’attività giuridica; gli effetti degli atti posti in essere dal rappresentante andranno ad

incidere direttamente nella sfera giuridica del rappresentato. Il rappresentante, differisce

dal nuncio perché egli agisce con volontà propria e non del rappresentato; egli può aver

ricevuto delle disposizioni ma nell’ambito di queste decide con discrezionalità

La rappresentanza può essere :

diretta in cui il rappresentante agisce in nome e per conto del rappresentato; gli effetti

 giuridici ricadono direttamente nella sfera di quest’ultimo.

indiretta detta anche interposizione reale in cui il rappresentante agisce in nome

 proprio ma per conto terzi, ed acquista in prima persona i diritti che poi, in virtù della

rappresentanza a lui conferita, andrà a trasmettere nella sfera giuridica del

rappresentato attraverso un secondo negozio..

La rappresentanza è esclusa nei negozi di diritto familiare, nel testamento, ed è ammessa

entro certi limiti nelle donazioni.

La rappresentanza legale ricorre quando un soggetto è incapace o è interdetto(dei

genitori e dal tutore), oppure quando si parla di rappresentanza organica(di organo di

persona giuridica).

La procura è il negozio unilaterale non recettizio mediante il quale viene conferito al

rappresentante (procuratore) il potere di rappresentanza (rappresentanza volontaria);

questo è un negozio unilaterale e riguarda i rapporti tra il rappresentato ed i terzi

interessati. (il mandato o il rapporto di lavoro subordinato o la società sono poi contratti

che regolano il rapporto interno tra rappresentante e rappresentato; il mandato quindi può

essere con o senza procura)

La procura, come del resto ogni manifestazione di volontà, può essere espressa o tacita.

Non sono richiesti requisiti di forma, a meno che l’atto da compiere non richieda la ferma

scritta: in questo caso anche la procura deve avere la medesima forma. Gli effetti della

procura si ripercuotono direttamente sul patrimonio dell’interessato. La procura può essere

generale o speciale quando si limita a riguardare uno o più determinati affari, e può

contenere limiti dettati dal delegante.

Art 1393 la procura deve essere esibita al terzo che richieda al rappresentante la

giustificazione dei suoi poteri. La revoca è l’atto mediante il quale il rappresentato fa

cessare gli effetti della procura; anche la revoca è un negozio unilaterale. La revoca deve

essere portata a conoscenza dei terzi interessati, altrimenti i negozi da loro conclusi con il

rappresentante restano comunque validi e [art. 1396 codice civile]. La revoca può essere

anche tacita qualora il rappresentato provveda ad istituire un nuovo rappresentante. Si

parla di conflitto di interessi quando il procuratore è portatore di interessi propri che

vanno contro quelli del rappresentato e gli atti posti in essere sotto queste condizioni sono

viziati e annullabili a meno che il rappresentato non rilasci autorizzazione con cui

autorizza il rappresentante.

Mandato è il contratto con cui una parte si assuma l’obbligo di compiere uno o più atti

giuridici per conto dell’altra parte [art. 1703 codice civile]; il mandato riguarda i rapporti

interni tra rappresentante e rappresentato. Il mandato può essere con o senza

rappresentanza; se il mandato è concesso con rappresentanza (ovvero al mandatario è

concessa una procura) allora gli atti compiuti dal mandatario andranno ad incidere

direttamente nella sfera giuridica del rappresentato (rappresentanza diretta).

In un negozio concluso con un rappresentante si tiene conto degli eventuali vizi della

volontà del rappresentante e non del rappresentato. I vizi della volontà del rappresentante

divengono rilevanti allorquando vanno ad incidere sulle istruzioni da lui date al

rappresentante.

Si parla di rappresentanza senza potere per gli i atti conclusi da un rappresentante privo

del potere di rappresentanza e considerati quindi inefficaci. La ratifica è la dichiarazione

con cui viene tardivamente attribuito il potere di rappresentanza al rappresentante che ne

era privo; con la ratifica gli atti compiuti dal rappresentante senza potere entrano a fare

parte della sfera giuridica del rappresentato con effetto retroattivo, come se dall’inizio il

rappresentante fosse stato accompagnato da procura. Il terzo può chiedere il risarcimento

per danni di un contratto non ratificato solo se non sapeva o non poteva sapere che il

rappresentante agiva senza procura; il risarcimento si limita alle spese sostenute e non al

contratto sfumato.

Nel caso taluno senza esservi obbligato e quindi spontaneamente assume la gestione di

affari altrui , e che la gestione sia stata utilmente iniziata, l’interessato deve adempiere le

obbligazioni che il gestore ha preso in nome di lui.

Nel contratto per persona da nominate colui che conclude il contratto può riservarsi la

facoltà di nominare la persona nella cui sfera giuridica il negozio deve produrre effetti. Il

contraente se non trova la persona disposta entro tre giorni risponde in proprio per le

obbligazioni assunte. Il termine può essere stabilito dalle parti ma per intervalli superiori a

tre giorni non si ha più il contratto suindicato bensì la figura di un doppio contratto con i

relativi doppi passaggi di proprietà.

Elementi accidentali del negozio giuridico

Sono gli elementi non necessari, e quindi accessori; abbiamo la condizione, il termine ed il

modo.

La condizione è l’avvenimento futuro ed incerto al quale le parti fanno dipendere la

produzione degli effetti del negozio, ovvero l’eliminazione degli effetti che il negozio ha già

posto in essere. La condizione può essere :

sospensiva se ad essa è subordinata l’efficacia del negozio; l’avverarsi di questa

 rende il negozio efficace;

risolutiva se ad essa è subordinata l’eliminazione degli effetti che il negozio ha già

 posto in essere.

La risoluzione di un contratto è la cancellazione degli effetti già verificatisi.

Gli atti legittimi sono i negozi giuridici che non tollerano l’apposizione di una condizione;

questi sono i negozi di diritto familiare, l’accettazione dell’eredità, la cambiale,

l’accettazione della girata della cambiale.

La condizione di fatto dipende dalla volontà delle part secondo una valutazione propria

degli interessi; La condizione di diritto è l’elemento previsto e stabilito dalla legge; è

inderogabile. La condizione illecita contraria alle norme imperative, all’ordine pubblico o

al buon costume; la condizione illecita si ha per non apposta nei negozi mortis causa e

rende nulli i negozi inter vivos. Stesso iter per la condizione impossibile. La

presupposizione è una condizione implicita cioè non dichiarata; sebbene la legge non

prevede la tutela di una cosa non scritta, se la controparte del contratto conosceva la

presupposizione è data la possibilità di risoluzione del contratto.

Momenti del negozio condizionato

Durante la pendenza della condizione l’avvenimento non si è ancora verificato ma può

ancora verificarsi; questa situazione da luogo ad un’aspettativa; la legge riconosce alla

parte interessata di compiere atti conservativi, chiedere il sequestro conservativo; è data

anche la facoltà di alienare il diritto ma questo risulta sempre sottoposto alla condizione

originaria. Nell’avveramento della condizione la condizione si è verificata o non può più

verificarsi; gli effetti del negozio retroagiscono al momento della stipula con esclusione

degli atti compiuti per la conservazione; anche i frutti rimangono a chi disponeva del diritto

prima del verificarsi della condizione.

Il termine è l’avvenimento futuro e certo dal quale o fino al quale debbono prodursi gli

effetti del negozio. Il termine è certo per il suo verificarsi, può essere però incerta la data in

cui questo si verificherà. Alla scadenza del termine si verificano gli effetti del negozio, ma

questi non retroagiscono al momento della conclusione del negozio stesso.

Il modo è la clausola accessoria che si appone ad una liberalità allo scopo di limitarla; può

consistere in un obbligo di dare, di fare o di non fare. Il modo non sospende l’efficacia del

negozio. Il modo può essere apposto solo nei negozi a titolo gratuito. Non deve

considerarsi modo la semplice raccomandazione, il desiderio o la preghiera. Il modo

impossibile o illecito si ha per non apposto a meno che non risulti l’unico motivo

determinante del negozio. L’adempimento dell’obbligo giuridico nascente dal modo può

essere chiesto da ogni interessato, e in caso di inadempimento dell’obbligo può essere

pronunciata dal giudice la risoluzione del contratto. [art. 648 codice civile].

Qualsiasi negozio giuridico può necessitare di interpretazione rivolta appunto a

determinare il significato giuridico rilevante della dichiarazione negoziale. Possiamo avere

interpretazione soggettiva e oggettiva; l’interprete deve ricercare il risultato perseguito dal

compimento dell’atto e non estrarre solo il senso letterale delle parole. Si parla di

comunione delle parti quando ci si riferisce al senso che entrambe attribuivano all’accordo;

si deve tenere conto delle trattative precontrattuali. Negli atti unilaterali si tiene conto della

buona fede dell’artefice del negozio. Il principio della conservazione del negozio dice che

questo deve essere interpretato in maniera che abbia un senso piuttosto che in modo da

non avere effetti. Inoltre valgono:

gli usi interpretativi, tipici del luogo dove è stato stipulato il contratto

le espressioni dubbie devono essere intese nel modo più conveniente alla nature del

contratto

le clausole dubbie si interpretano contro chi ha disposto il contratto

infine quando tutti i metodi si siano dimostrati inefficienti il contratto deve essere

interpretato nel modo meno gravoso per l’obbligato.

Effetti del negozio giuridico

Rispetto alle parti il negozio giuridico ha forza di legge [art. 1372 codice civile], cioè gli

effetti sono vincolanti..

Rispetto ai terzi non può ne danneggiare ne giovare direttamente al terzo estraneo [art.

1372 codice civile], e infatti anche i negozi che determinano giovamento a terzi sono

soggetti a ad accettazione di questi. Un negozio in nome di terzi deve essere accettato

pena il trasferimento dell’obbligazione sulla parte che lo ha stipulato. Un negozio giuridico

può comunque produrre effetti indiretti rispetto ai terzi estranei.

Il negozio giuridico ad effetti reali ha per oggetto la trasmissione o la costituzione di un

diritto reale o il trasferimento di un altro diritto.

Il negozio giuridico ad effetti obbligatori da luogo alla nascita di un rapporto

obbligatorio.

INVALIDITÀ ED INEFFICACIA DEL NEGOZIO GIURIDICO

Invalidità del negozio giuridico: il negozio è viziato, difettoso o malato in seguito

all’inosservanza dei limiti stabiliti dall’ordinamento. Si parla di inesistenza quando un

deficienza grave non permette il riconoscimento del negozio. L’invalidità può assumere i

due aspetti della nullità e dell’annullabilità.

La nullità: un atto si dice nullo quando è invalido e non è idoneo a realizzare i suoi effetti

tipici. In ogni caso la nullità deve essere fatta valere dalle parti interessate altrimenti il

negozio seppur nullo rimane efficace. Cause di nullità sono :

specifico richiamo contenuto in una norma di legge [art. 1418 codice civile];

 mancanza di uno dei requisiti essenziali del negozio [art. 1350 codice civile] come ad

 esempio la forma, l’oggetto o il contenuto;

l’essere contrario a norme imperative [art. 1418 codice civile].

La nullità può essere :

totale quando il vizio che la determina investe l’intero negozio;

 parziale se il vizio investe solo alcune clausole del negozio; in questo caso l’intero

 negozio è nullo se la parte viziata doveva considerarsi essenziale [art. 1419 codice

civile]; per le clausole sostituite da norme di legge continuano a valere i contratti

originari con le clausole nuove..

L’azione di nullità è azione giudiziale che mira al riconoscimento della nullità del negozio;

le caratteristiche sono :

imprescrittibilità;

 il negozio nullo è insanabile e non può essere convalidato;

 impossibilità di un accordo tra le parti che deroghi al principio di imprescrittibilità;

 l’azione di annullamento è di mero accertamento; il negozio era nullo anche prima della

 dichiarazione di nullità quindi la situazione giuridica non viene modificata perché

inesistente già prima dell’accertamento;

è legittimato attivamente al riconoscimento della nullità chiunque ne abbia

 interesse( nell’annullabilità invece solo una parte);

la nullità di un atto può essere rilevata di ufficio cioè se il negozio viene invocato da una

 parte in un giudizio se ne può dichiarare la nullità anche in assenza di domanda..

Si ha conversione del negozio nullo quando un contratto può produrre gli effetti di un

contratto diverso purché contenga tutti i requisiti di sostanza e di forma richiesti per

quest’ultimo (requisito oggettivo) ed a condizione che possa ritenersi che le parti

avrebbero accattato di stipulare quest’accordo in luogo dell’altro (requisito soggettivo) [art.

1424 codice civile]. La conversione non esige una nuova manifestazione di volontà delle

parti, è l’ordinamento stesso che la pone in essere.

Per ottenere lo scopo del primo negozio interviene la rinnovazione del negozio nullo che

si verifica quando le parti si accordano per stipulare un nuovo negozio che rimedi al vizio

del negozio nullo.

IL riconoscimento di nullità per i contratti di lavoro subordinato non produce effetto.

Le società registrate per cui si ha nullità dell’atto costitutivi si considerano sciolte solo dal

momento del riconoscimento.

La nullità dell’atto non è opponibile ai terzi in buona fede

L’annullabilità costituisce un’anomalia di gravità minore rispetto alla nullità; l’azione di

annullabilità può essere promossa per incapacità del soggetto, vizi della volontà, errore,

violenza o dolo. Il negozio annullabile produce i suoi effetti ma questi vengono meno se

viene presentata ed accolta l’azione di annullamento. L’azione di annullamento presenta le

seguenti caratteristiche :

l’azione di annullamento è un’azione costitutiva (mira a modificare una situazione

 preesistente cioè che aveva prodotto i suoi effetti).

legittimato attivamente è solo la parte nel cui interesse l’annullabilità è prevista dalla

 legge [art 1441 codice civile](persona ingannata o minacciata…);

l’annullabilità di un atto non può essere rilevata d’ufficio dal giudice;

 l’azione di annullamento è soggetta a prescrizione (di regola cinque anni) [art 1442

 codice civile]; la prescrizione comincia a decorrere da quando è cessata la violenza o la

causa che ha dato luogo al vizio, dal giorno del compimento della maggiore età;

l’annullabilità è sempre sanabile o attraverso la prescrizione dell’azione di annullamento

 o con la convalida;

se l’azione di annullamento viene accolta dal giudice l’annullamento ha effetto

 retroattivo cioè si verifica la stessa situazione che avrebbe luogo se l’atto non si fosse

mai verificato; le prestazioni effettuate devono essere restituite (per l’incapace solo nei

limiti in cui essa è rivolta a suo vantaggio); l’annullamento del primo negozio, ricade sul

secondo negozio se si tratta di vendita da parte di minore, alienazione in cui l’acquirente

non è in buona fede.

La convalida è il negozio col quale la parte legittimata a proporre azione di annullamento

si preclude la possibilità di far valere il vizio. La convalida può essere espressa o tacita;

espressa se contiene la menzione del negozio annullabile, del motivo di invalidità e la

dichiarazione convalidante; tacita se viene data esecuzione volontaria al negozio

annullabile.

Inefficacia è l’inettitudine del negozio (valido) a produrre i suoi effetti per un fatto estraneo

al negozio stesso, perché ad esempio non si è verificata una condizione. Può essere

originaria , e in tal caso è sempre transitoria, oppure successiva se dipende

dall’impugnativa di una delle parti o terzi.

TUTELA DEI DIRITTI

La tutela del diritto è affidata al titolare solo in rari casi che vengono denominati autotutela

o legittima difesa; ricordiamo il diritto di ritenzione, la diffida ad adempiere, la difesa delle

cose finché vi è violenza in atto. L’azione può essere promossa dall’attore nei confronti di

un convenuto presso gli organi di giustizia; del pari costituisce diritto inviolabile la

possibilità di difendersi in giudizio. Il processo di cognizione mira a verificare la

sussistenza di un diritto soggettivo, alla modifica di un rapporto tra convenuto e attore e

all’emanazione di un comando di tipo obbligatorio da parte del giudice; durante questo

processo si può richiedere il sequestro conservativo dei beni del convenuto per tutelare un

mio diritto. Il processo esecutivo ha la finalità di dettare le disposizioni per l’esecuzione di

una obbligazione; il caso più comune è quello in cui si chiede l’espropriazione dei beni di

un debitore inadempiente. I suoi beni vengono venduti all’asta e il ricavato diviso tra i

creditori; l’atto con cui si espropria un bene viene chiamato pignoramento.

LA PROVA DEI FATTI GIURIDICI

Nel processo le prove devono essere fornite dalle parti; il giudice le esamina per vederne

prima di tutto l’ammissibilità e la rilevanza. Il giudice valuta con sentenza la loro

concludenza.

Con l’onere della prova si intende il fatto che grava sempre su una sola delle parti l’onere

di provare la consistenza di un fatto anche se la versione della parte opposta non risulti

convincente art 2697. In genere l’onere spetta a chi vuole fare valere un proprio diritto,

salvo alcuni casi in cui la buona fede è presunta; in tali casi l’onere grava su chi mette in

dubbio la buna fede.

Si considerano elementi probatori documenti, foto , testimonianze, perizie ed anche

ragionamenti logici. Il giudice deve valutare le prove secondo il suo prudente

apprezzamento tranne che per il giuramento e la confessione in cui il giudice non ha

nessuna capacità discrezionale nella loro valutazione. L’atto pubblico gode di particolare

fiducia che si chiama pubblica fede.; fa piena prova cioè il giudice considera vere le cose

scritte; queste possono essere negate solo con querela di falso. L’atto privato fa prova

solo contro chi lo ha sottoscritto.

La testimonianza è la narrazione fatta al giudice da una persona estranea alla relazione e

ai fatti controversi di cui il teste abbia conoscenza. Non è ammessa per controversie su

contratti di importo superiore alle 5000 lire , ma il giudice pio derogare; è ammessa solo

nel caso non sia possibile procurare una prova documentale perché indisponibili ma non

per colpa della parte art 2724. Non è ammissibile qualora debba provare un contratto che

doveva essere provato per iscritto. La stessa disciplina si applica per le obbligazioni.

Quando in un atto la forma scritta è richiesta ab substantiam ma ciò non viene

rispettato, l’atto è nullo. Tale atto quindi deve essere provato con una forma scritta. Nel

caso che la parte non l’abbia per colpa non sua la prova orale è ammessa per provare

l’esistenza del contratto nella forma richiesta ed eventualmente ricostruirne il contenuto.

Quando la forma scritta di un atto sia richiesta come prova, si parla di forma a

probationem tantum. La mancanza di tale forma non comporta la nullità dell’atto ma

l’incompatibilità della prova testimoniale; anche per questo caso sono ammesse le

eccezioni per non colpa della perdita della prova scritta.

In ogni caso la parte che intenda provare il fatto può chiedere l’interrogatorio giudiziale

nella speranza di ottenere una confessione.

In genere nel negozio nullo le parti si scambiano una controdichiarazione in cui negano il

primo negozio, proprio per far valere la nullità di questo. La simulazione può essere fatta

riconoscere: dalle parti solo con prova scritta nel caso di negozio lecito, e con

testimonianza per i casi dell’art 2724

dalle parti con prova scritta , presunzioni e testimonianze per atto illecito

dai terzi, proprio perché impossibilitati di avere prova scritta, con

testimonianza e presunzioni

Per presunzione si intende ogni argomento, congettura, illazione, attraverso cui, essendo

già provata una circostanza, si giunge a provarne un’altra indirettamente. Si parla di

presunzioni legali quando è la stessa legge che attribuisce valore di prova ad un fatto.

La confessione è la dichiarazione che la parte fa di fatti sfavorevoli a se e favorevoli

all’altra, ed è una dichiarazione di scienza. Resa in giudizio fa piena prova; può essere

revocata solo per errore violenza.. essa può essere resa spontaneamente o tramite

interrogatorio dall’altra parte.

Il giuramento è un mezzo di prova di cui si può chiedere l’acquisizione nel corso di un

giudizio civile.

Può essere decisorio quando viene richiesto da una delle parti per ottenere una

dichiarazione dall’altra parte su di una cosa che davvero abbia carattere decisorio; il valore

è quello di prova di fatto e contro di esso non possono esser portate ulteriori prove. Lo

spergiuro può essere dichiarato solo nel processo penale; in tal caso il reo deve

indennizzare la parte lesa nel processo civile. Non è ammesso quando si tratti di diritti

indisponibili, fatti illeciti o fatti per cui sia richiesta la forma scritta ad substantiam.

È invece suppletorio quando viene richiesto dal giudice ce non convinto delle prove

addotte chiede una ulteriore prova.

DIRITTI ASSOLUTI

I DIRITTI DELLA PERSONALITÀ

La persona umana viene tutelata dall’ordinamento giuridico; prima di tutto vi sono le

garanzie costituzionali della libertà, libertà religiosa, libertà di espressione e divulgazione

del pensiero. Vi sono poi gli impegni dello stato a favorire lo sviluppo della persona umana

e l’effettiva partecipazione all’organizzazione politica, economica e sociale, rimuovendo gli

ostacoli che pregiudicano l’uguaglianza.

I caratteri essenziali dei diritti assoluti sono:

immediatezza ovvero non serve mediazione per il loro soddisfacimento;

 assolutezza possono essere fatti valere erga omnes.

I diritti assoluti si distinguono in:

diritti della personalità;

 diritti reali.

Diritti della personalità

I diritti della personalità sono diritti assoluti che si acquistano automaticamente con la

nascita e si perdono solo con la morte; questi sono indisponibili ed intrasmissibili agli

eredi. Non sono patrimoniali ma possono essere risarciti patrimonialmente. I diritti della

persona si esplicano in:

individualità o identità della persona: la tutela del diritto al nome [Art. 7 codice civile]

 e del diritto allo pseudonimo [Art. 9 codice civile]; ogni persona ha diritto a non vedersi

disconosciuta la paternità delle proprie azioni e a non vedersi riconosciuta quella delle

azioni di altri; possiamo considerare tra questi anche il diritto al trattamento dei dati

personali;

inviolabilità fisica della persona: sono vietati gli atti di disposizione del proprio corpo

 che causino una permanente diminuzione dell'integrità fisica [Art. 5 codice civile]; la

stessa costituzione Italiana tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e

garantisce cure gratuite agli indigenti; nessuno può essere obbligato ad una cura se

non per disposizione di legge; come conseguenza esiste il diritto di esercitare ogni

legittima difesa contro ogni aggressione e il diritto di pretendere un risarcimento danni

alla persona.

integrità morale: diritto all'onore ed alla propria immagine [Art. 10 codice civile] protetti

 con sanzione per reati di ingiuria e diffamazione; diritto alla propria immagine che non

può essere utilizzata se non con autorizzazione: sono escluse le persone note in

cerimonie pubbliche.

DIRITTI REALI

I diritti reali sono imponibili verso qualsiasi terzo; di norma attribuiscono al titolare un

potere di utilizzo sulla cosa salvo le eccezioni dei diritti reali di garanzia (pegno ed ipoteca)

e delle servitù negative.

I diritti reali cono caratterizzati dalla loro tipicità, ovvero costituiscono un numero chiuso,

non ve ne sono altri rispetto a quelli elencati dal legislatore.. I diritti reali si classificano in:

proprietà: diritto di godere e disporre in qualsiasi modo del bene proprio;

 diritti reali in re aliena: diritti su cosa altrui

 I diritti reali in re aliena si classificano in:

diritti di godimento: usufrutto, enfiteusi, uso, abitazione, superficie, servitù;

 diritti di garanzia (pegno ed ipoteca).

LA PROPRIETÀ

(categoria dei diritti reali su cosa propria.)

è riconosciuta dalla costituzione, tuttavia a differenza dello statuto albertino ne è permessa

l’espropriazione da parte dello stato quando la cosa abbia un preminente interesse

generale.

La proprietà è il diritto che ha il proprietario di godere e di disporre della cosa in modo

pieno ed esclusivo entro i limiti e con l'osservanza degli obblighi dettati dall'ordinamento

[Art. 832 codice civile]. Il diritto di godere consiste nella libertà del titolare di utilizzare o

meno la cosa nell'ambito della sua destinazione. Il diritto di disporre è il diritto del

proprietario di alienare tutta o parte della cosa. Il diritto di proprietà si caratterizza per:

imprescrittibilità: il diritto è imprescrittibile per il suo stesso contenuto: al proprietario è

 accordato il diritto di godere per sempre;

perpetuità: non esiste un termine di durata.

La proprietà edilizia è regolata fondamentalmente dalla Bucalossi 10/1977: tutte le

costruzioni sono soggette a licenza preventiva, rilasciata se la costruzione è conforme al

piano regolatore, e che prevede un contributo per aiutare il comune nella costruzione dei

servizi essenziali. Gli abusivismi sono stati sanati con la 28/2/1985 e gli atti di disposizione

di costruzioni per le quali non sono state concesse la licenza sono nulli.

L’espropriazione: è il diritto riservato alla pubblica amministrazione per la realizzazione di

opere pubbliche (socialmente vantaggiose) di trasferire coattivamente beni di proprietà

privata a favore del soggetto che dovrà provvedere all'opera [Art. 42 Costituzione].

L'espropriazione è prevista dietro un indennizzo nella misura di serio ristoro del danno

provocato al titolare del diritto di proprietà(media del valore di mercato e il reddito

domenicale diminuito del 40% se il titolare si oppone all’esproprio.

Sono vietati gli atti di emulazione, atti che hanno l'esclusiva finalità di nuocere o arrecare

molestia ad altri nel godimento della proprietà[Art. 833 codice civile]; affinché l'atto sia

vietato occorrono due elementi:

elemento soggettivo: intenzione di arrecare danno ad altri;

 elemento oggettivo: assenza di utilità per il proprietario.

Limiti posti al diritto di proprietà: si classificano in due categorie:

limiti posti nel pubblico interesse: la limitazione al diritto di proprietà è imposta da

 interessi sociali: vantaggi per la piccola e media proprietà [Art. 44 Costituzione];

Istituzione de ministero dell'ambiente [Legge 8 Luglio 1986 n.349]; Tutela del suolo

[Legge 18 Maggio 1989 n.183] distanze tra le proprietà, soggezioni sul fondo per

garantire utilità alle pubbliche amministrazioni, le servitù pubbliche , i vincolo geologici

ed idrologici..

Limiti posti nell'interesse privato: ovvero nell'interesse di coloro ai quali possa nuocere

 la soddisfazione del diritto da parte di altri privati; si parla di rapporti di vicinato; tali limiti

riguardano:

a) le distanze minime di tre metri tra le costruzioni e nelle piantagioni; la comunione

forzosa del muro sotto il pagamento della metà dell’opera.[art. 873 - 899 codice

civile]; il diritto di luci e vedute che permettono di costruire finestre anche sul

fondo del vicino avendo riguardo del suo diritto alla privacy. [art. 900 - 907

codice civile];

acque private [art. 909 - 921 codice civile]modificato con 5/1/1994; ora tutte le

c) acque sono pubbliche e sono considerate una risorsa che è salvaguardata

secondo criteri di utilità. Sono escluse le acque raccolte dalle piogge.

stillicidio [art. 908 codice civile].

d)

La proprietà si estende in verticale illimitatamente ma egli non può opporsi ad attività di

terzi che si svolgano ad una altezza tale da escludere il suo interesse. L’accesso al fondo

è libero a terzi per la caccia, per riprendere una cosa, per riparare un qualcosa. Sono

vietate le immissioni immateriali(fumo, rumore, vapori) che dalla proprietà di uno vanno in

quella di un altro; ogni proprietario può opporsi se i livelli superano la normale tollerabilità

(decide il giudice), a meno che questi non derivino da attività produttiva ma sempre con

limiti; al limite si ricorre ad un indennizzo.

Modi di acquisto della proprietà: l'acquisto della proprietà può avvenire:

a titolo originario, qualora vi sia la nascita di un diritto nuovo;

 a titolo derivativo, se esiste una successione del diritto tra due soggetti.

Modi di acquisto a titolo originario sono:

l'occupazione: presa di possesso di cose mobili che non sono di proprietà di alcuno; la

 fauna e i beni immobili vacanti sono patrimonio indisponibile dello stato

l'invenzione: riguarda cose smarrite e consegnate al sindaco (non rivendicate per il

 periodo di un anno); nel caso di ritrovamento del proprietario spetta di diritto un premio

proporzionale.

l'accessione: quando l'acquisto del diritto di proprietà su di una cosa implica l'acquisto

 della proprietà su altre cose a questa connesse;

di mobile ad immobile: piantagioni, costruzioni, materiali e mobili sul terreno di

una persona; il proprietario dei mobili ha diritto a separarli dal suolo o di

ottenerne il valore o l’aumento di valore nel fondo

immobile ad immobile: è il caso che s verifica nelle alluvioni (unione di detriti

ad un fondo in maniera poco percettibile) o nelle avulsioni (distacco di una

parte di terreno per torrente: l’altro proprietario avvantaggiato deve pagare) o

isola formata nel fiume (che diventa demaniale)

mobile a mobile: mescolanza che determina comunione; specificazione

(dell’inventore con l’obbligo di pagare le materie prime o dei proprietari con

l’obbligo di pagare il lavoro dello specificante); usucapione

altri modi determinati caso per caso dalla legge

Azioni a difesa della proprietà

Azione di rivendicazione : azione di colui che si afferma proprietario della cosa ma non

 ne ha il possesso [Art. 948 codice civile] e ne pretende la consegna dal possessore.

Legittimato attivamente è chi si sostiene proprietario ma non ha il possesso.

Legittimato passivamente alla restituzione è il detentore o il possessore.

L'attore ha l'onere di dimostrare il suo diritto [Art. 2697 codice civile] e il possessore

deve restituire a sue spese. L'azione di rivendicazione non è soggetta a prescrizione e

nasce solo dal possesso del titolo di proprietario; l’azione di restituzione asce da

contratto ed è quindi un d’obbligo per il possessore della cosa.

L'azione negatoria : azione di accertamento data al proprietario per far cessare eventuali

 molestie o turbative di fatto o di diritto (accertamento dell'inesistenza del diritto vantato

da terzi) sul bene.

L'azione di regolamento dei confini : azione di accertamento dell'estensione di proprietà

 contigue in cui viene già riconosciuta la proprietà dei vicini. Ciascuna delle parti è

simultaneamente attore e convenuto.

Azione per apposizione di termini : serve per far apporre o ristabilire segni che delimitino

 l'estensione di domini contigui.

I DIRITTI REALI DI GODIMENTO

Comprimono il diritto di godimento del proprietario per avvantaggiarne terzi, e sono: la

superficie, enfiteusi, l’usufrutto, l'uso, l’abitazione e la servitù prediale.

La superficie

La superficie è il diritto (attribuito al superficiario) di costruire al di sopra del suolo altrui

un'opera di cui si acquista il diritto di proprietà o il diritto stesso di proprietà di una

costruzione sul suolo altrui [Art. 952 codice civile].

Nel caso in cui la costruzione già esista il diritto viene configurato come proprietà e non è

quindi soggetto a prescrizione.

Nel caso in cui il diritto non è accompagnato da una costruzione esistente questo viene

visto come un diritto reale su cosa altrui ed è soggetto a prescrizione di venti anni [Art. 954

codice civile].

Il superficiario può ricostruire sul suolo.

L'enfiteusi

L'enfiteusi è il diritto (dell'enfiteuta) di godere del fondo altrui con l'obbligo di apportarvi

migliorie e di pagare al proprietario un canone periodico. Nel diritto di godimento

dell'enfiteuta è compresa la facoltà di mutare la destinazione del fondo purché non lo

deteriori; sono vietate le innovazioni. All'enfiteuta spetto il dominio utile sul fondo mentre al

proprietario spetta il dominio diretto.

L'enfiteusi si estingue per non uso [Art. 970 codice civile].

L'enfiteusi può essere perpetua (caratteristica principale) o a tempo (mai inferiore ai venti

anni).

Il diritto di enfiteusi viene costituito mediante titolo o per usucapione, e l'enfiteuta può

disporre del suo diritto ma vi è divieto di subenfiteusi.

L’estinzione dell'enfiteusi si ha per:

decorso termine (enfiteusi temporanea);

 perimento del fondo [Art. 963 codice civile];

 affrancazione;

 devoluzione;

 prescrizione estintiva [Art. 970 cod. civ] non uso del diritto dell’enfiteuta per almeno 20

 anni.

Potere di affrancazione: diritto potestativo dell'enfiteuta di divenire proprietario pagando

una somma corrispondente a quindici volte il canone annuo [Art. 971 codice civile].

Diritto alla devoluzione: diritto del proprietario di riacquistare la piena proprietà della

cosa subordinata o alla condizione di mora dell'enfiteuta o alla sua violazione dell'obbligo

di non deteriorare il fondo o di migliorarlo [Art. 972 codice civile]. Il diritto di affrancazione

prevale di regola su quello alla devoluzione. Spettano all’enfiteuta i rimborsi per le migliorie

apportate: per i miglioramenti (che danno maggiore produttività al fondo) c’è u rimborso,

per le addizioni (opere fatte sul fondo come pozzi, magazzini) si ha li ius tolendi o il diritto

al rimborso. Si ha diritto di ritenzione per l’enfiteuta quando questi ha diritto a rimanere in

possesso del fondo finché non abbia soddisfatto il suo credito.

L'usufrutto

L'usufrutto è il diritto (dell'usufruttuario) di godere della cosa altrui con l'obbligo di

rispettarne la destinazione economica [Art. 981 codice civile]. L'usufrutto deve avere

durata temporanea o se nulla è specificato per tutta la vita dell’usufruttuario. Il diritto

restante al proprietario prende il nome di nuda proprietà.

L'usufrutto si acquista per legge (usufrutto legale) sui beni del minore da parte dei genitori,

per effetto di negozio o per usucapione. Gli atti costituenti usufrutto su beni immobili

necessitano forma scritta e sono soggetti a trascrizione.

Oggetto dell'usufrutto è qualsiasi tipo di bene.

Diritti dell'usufruttuario

possesso della cosa [Art. 982 codice civile]; all'usufruttuario è consentita un'azione

 detta confessoria che mira all'accertamento del suo diritto per il conseguimento del

possesso sulla cosa; il diritto è soggetto ad un inventario e ad una garanzia.

frutti naturali e civili.

 alienabilità del diritto [Art. 980 codice civile]; l'usufruttuario può anche concedere in

 locazione l'oggetto del suo diritto o ipotecarlo[Art. 999 codice civile]; la durata

dell'usufrutto non può comunque essere estesa.

Obblighi dell'usufruttuario

restituzione della cosa al termine del diritto che va tenuta con la diligenza del buon

 padre di famiglia. (fare l'inventario e prestare garanzia) ;

onere delle spese di manutenzione ordinaria e di custodia e ogni altra forma di spesa

 ordinaria gravante sull’immobile.

Estinzione dell'usufrutto

scadenza del termine o morte dell'usufruttuario;

 prescrizione estintiva (venti anni nel caso di usufrutto concesso a persona fisica, trenta

 se concesso a persona giuridica);

consolidazione (riunione dell'usufrutto e della nuda proprietà nella stessa persona);

 perimento della cosa;

 abuso dell'usufruttuario al suo diritto, cioè alienazione di beni non propri o lasciando

 deteriorare i beni.

Per i miglioramenti nasce un credito a favore dell’usufruttuario , mentre per le addizioni

vale lo ius tollendi

Il quasi usufrutto: ha per oggetto beni consumabili; l'usufruttuario non è tenuto a

restituire gli stessi beni ricevuti ma altrettanti dello stesso genere. Il quasi usufrutto viene

regolato dalle norme sull'usufrutto.

L'uso: o usufrutto limitato è il diritto di servirsi di un bene e di raccogliere i frutti

limitatamente ai propri bisogni (nel caso in cui questo sia fruttifero) [art. 1021 codice civile].

L'abitazione: diritto di abitare una casa limitato ai propri bisogni [art. 1022 codice civile].

Sia l’uso che l’abitazione sono diritti indisponibili [art. 1024 codice civile].

Le servitù prediali

La servitù prediale consiste nel peso imposto sopra un fondo (fondo servente) per l'utilità

di un altro fondo (fondo dominante), appartenente ad un diverso proprietario [Art. 1027

codice civile].

Le servitù prediali, appartenendo alla categoria dei diritti reali, costituiscono un numero

chiuso; non sono quindi ammesse servitù irregolari.

Caratteri delle servitù prediali:

imposizione al proprietario del fondo servente di un dovere negativo e mai di un dovere

 positivo (di fare) perciò le opere necessarie al fondo servente sono a carico del

richiedente;

appartenenza dei due fondi a proprietari diversi;

 utilità del fondo servente nei confronti del dominante;

 la vicinanza dei fondi.

Nascita della servitù:

per imposizione legale (servitù coattiva); il proprietario del fondo servente ha diritto ad

 un'indennità [Art. 1032 codice civile];

mediante un accordo tra le parti (contratto che necessita di forma scritta ed è soggetto a

 trascrizione), si parla perciò di servitù volontaria.

Forme più frequenti:

acquedotto od elettrodotto coattivo, per garantire il passaggio di corsi d’acqua o linee

elettriche, a condizione che non vi siano altri modi di far passare tali linee.

Passaggio coattivo, per l’accesso alla pubblica via anche quando questo già esiste ma

provoca troppo disagio o è troppo piccolo per il passaggio di mezzi meccanici, o è

insufficiente per l’attività svolta.

Il sacrificio posto all’altra parte deve essere il più limitato possibile.

La servitù volontaria può essere costituita per testamento o per contratto o per

destinazione del padre di famiglia ed è soggetta a trascrizione; la servitù può essere

costituita per usucapione. L’uso è regolato dalla convezione o dal titolo che l’ha costituita;

in mancanza attraverso le norme di legge che regolano la fattispecie. Il diritto di servitù

comprende tutto ciò che è necessario per usarne. Se nel titolo di servitù apparente è

stabilito un modo (a piedi, con automezzo…), questo è l’unico che si può disporre mentre

se questo non era precisato l’usucapione del modo è ammissibile.

Se la servitù è non apparente non si può usucapire ne modo ne servitù. Le spese per la

conservazione della servitù sono a carico del proprietario del fondo dominante.

Classificazione delle servitù (in base al modo di acquisto):

apparenti, se al loro esercizio sono destinate opere visibili e permanenti;

 non apparenti costituibili quando non si hanno opere visibili permanenti per il loro

 uso; si possono creare solo per contratto o testamento

positive, se conferiscono il potere di fare al proprietario del fondo dominante;

 prescrizione in venti anni per non uso

continue quando non è necessaria l’opera dell’uomo come negli acquedotti

discontinue quando è goduta per atti singoli

negative, se gravano il proprietario del fondo servente dell'obbligo di non fare. , la

 prescrizione decorre dal momento in cui il proprietario viola la servitù dopo venti anni.

Case, giardini e cortili non possono essere oggetto di servitù.

Azione confessoria: azione concessa al titolare della servitù nei confronti di chi la

ostacola o la contesta. L'azione è di accertamento.

Estinzione delle servitù:

rinuncia del titolare;

 confusione, quando il titolare del fondo dominante diviene titolare del fondo servente;

 prescrizione estintiva di venti anni.

La comunione

Regime giuridico che si realizza quando più persone (comunisti) sono contitolari del

medesimo diritto reale. Se il diritto reale è di proprietà i partecipanti si dicono condomini.

La comunione può essere:

pro diviso, quando ad ognuno è assegnata una parte fisica della cosa;

 pro indiviso, quando il diritto di tutti i contitolari investe l'intera cosa ed in tal caso si

 parla di quote

volontaria, se scaturisce dall'accordo delle parti;

 involontaria, se si realizza per legge (comunione forzosa del muro).

La comunione è regolata dal titolo, art 1100, in sua mancanza si applicano i seguenti

principi generali:

ogni contitolare può servirsi della cosa senza alterarne la destinazione e senza impedire

 agli altri di servirsene;

ogni contitolare può disporre della sua quota;

 ogni contitolare deve contribuire alle spese necessarie in proporzione alla sua quota; le

 scelte sull’amministrazione sono prese a maggioranza

Deliberazioni relative alla cosa:

gli atti di ordinaria amministrazione sono approvati da maggioranza semplice (metà del

 valore della cosa), quindi per maggioranza di quote;

può esistere un regolamento interno sulla comunione il quale può stabilire un

 amministratore, anche esterno , della cosa

le innovazioni (cambiamenti nella destinazione della cosa) vengono approvati da

 maggioranza qualificata (due terzi del valore della cosa);

gli atti di straordinaria amministrazione necessitano il consenso di una maggioranza

 qualificata;

l'alienazione della cosa è subordinata all'unanimità dei comunisti.

Il condominio negli edifici: ogni partecipante è proprietario esclusivo del proprio

appartamento ed è condomino di alcune parti dell'edificio. Le parti in questione non sono

divisibili e quindi la comunione è forzosa. In genere le quote sono indicate in millesimi;

sono previsti un assemblea deliberativa e un amministratore esecutivo. Le regole per

l’assemblea sono quelle classiche: invito, maggioranza, possibilità d’impugnazione della

delibera.

Multiproprietà: diritto di utilizzazione di un bene, conferito dal proprietario, limitato ad un

determinato periodo durante l'anno, valido perpetuamente o per molti anni, sono dettate

molte norme sulla trasparenza con obblighi per il titolare di fornire documenti informativi. È

riconosciuto un diritto di recesso di 10 giorni, e il contratto deve essere scritto

Il possesso

Potere sulla cosa che si manifesta attraverso un'attività corrispondente all'esercizio di

fatto del diritto di proprietà o di altro diritto reale [Art. 1140 codice civile]. Non sempre il

fatto di possedere scaturisce dal diritto di possedere, basta pensare a chi possiede un

bene rubato. Oggetto del possesso possono essere tutti i beni tranne quelli demaniali.

Situazioni possessorie:

detenzione: disponibilità della cosa (corpus) accompagnata dalla consapevolezza di

 non averne il titolo di possesso (conduttore, comodatario);

possesso pieno (corpore et animo): avere la disponibilità della cosa non

 riconoscendo alcun diritto altrui su di essa;

possesso mediato (solo animo): non avere la disponibilità della cosa ed essere

 riconosciuti dal detentore come titolari.

Il proprio diritto di proprietà non può essere fatto valere da soli nei confronti del

possidente. Nello ius possesionis riconosciamo l'insieme dei vantaggi spettanti al

possessore tra cui il diritto alla tutela possessoria, cioè nessuno può togliere lui il bene se

non vantando il proprio diritto in giudizio; abbiamo poi il diritto di usucapione e il diritto di

revindicazione se l’atra parte non riesce a fornire una prova di proprietà. Lo ius

possidendi è il diritto di chi ha un titolo di proprietà accompagnato al possesso della

cosa.

Acquisto del possesso può avvenire :

a modo originario: apprensione della cosa o esercizio su di essa di poteri corrispondenti

 a quelli derivanti dall'esercizio di un diritto reale di godimento (l'esercizio dei diritti non

deve verificarsi per l'altrui tolleranza);

a modo derivativo: tramite consegna (tradizione); il bene può anche non essere

 consegnato se l’acquirente già ne ha il possesso oppure se rimane in detenzione

dell’alienante.

Perdita del possesso: consegue al venir meno del corpus (disponibilità della cosa) o

dell'animus (volontà di detenere la cosa). Per le cose mobili questa si ha quando le cose

sono uscite dalla custodia del possessore

L’art1141 afferma che spetta a chi nega il possesso di dimostrare che chi detiene la

cosa l’ha ricevuta per un titolo che non permette di disporne. La presunzione di

possesso intermedio: per il possessore è sufficiente dimostrare di aver posseduto la

cosa in un tempo remoto e di possederla attualmente per far presumere che il possesso

sia stato continuato.

Possessore di buona fede è chi ritiene di possedere la cosa in base da un titolo che gli

spetta [Art. 1147 cod. civ]; il possessore è in buona fede se ignora il vizio del suo titolo

purché la sua ignoranza non dipenda da colpa grave ovvero è in buona fede quando nelle

stesse condizioni ance il buon padre di famiglia si comporterebbe allo stesso modo. La

buona fede si presume e non occorre per tutta la durata del possesso ma basta che

ci sia all’inizio. Il possesso continua nella successione a titolo universale con gli stessi

caratteri originari: buona o mala fede… . Se la successione avviene a titolo particolare si

parla di accessione del possesso nel quale il periodo di godimento del donante si

somma a quello di colui che prende il possesso ai fini dell’usucapione è che determina

anche un nuovo titolo di possesso in buona fede indipendentemente dal titolo originario.

Ne caso di revindicazione del bene:

se il possessore era in buona fede allora i frutti percepiti non sono da restituire se

non quelli dal momento della domanda giudiziale integrati eventualmente con

quelli che potevano essere percepiti;

se il possessore era in malafede deve restituire tutti i frutti tranne quelli caduti in

prescrizione; le spese di restituzione sono a suo carico;

le spese eccedenti la conservazione e i miglioramenti sono rimborsabili per i

possessori in buona e mala fede.

Il possessore in buona fede ha diritto alla ritenzione del bene fino a rimborso

ultimato o nella sua misura.

Possesso vale titolo è la situazione in cui l'ordinamento tutela il possessore in buona

fede di bene mobile anziché il proprietario (alienazioni a non domino di cose mobili cioè

per le vendite da chi non è proprietario della cosa) [Art 1151 codice civile]; affinché il

possesso si traduca in titolo occorre:

che l'acquirente possa vantare un titolo per il suo possesso;

 che l'acquirente abbia già acquistato il possesso della cosa e non solo il titolo;

 che l'acquirente sia in buona fede al momento della consegna della cosa e cioè che a

 momento dell’alienazione ignorava la non titolarità dell’alienante che è presunta e

difficilmente indagabile.

Per le universalità di mobili e i mobili registrati non basta la buona fede ma occorre che la

titolarità sia certificata. Se taluno con successivi contratti aliena a più persone lo

stesso bene mobile, quella che ne ha acquistato il titolo in buona fede è preferita

alle altre.

L’azione possessoria può essere fatta valere da chiunque abbia subito una spogliazione

del possesso con violenza, anche da parte del proprietario; le azioni petitorie possono

invece essere fatte valere solo da chi vanti un titolo regolare

Azione di reintegrazione o di spoglio: azione del possessore che abbia subito uno

spoglio violento o clandestino anche se non possa vantare un titolo di possesso[Art. 1168

codice civile]. L'azione di reintegrazione è soggetta al termine di decadenza di un anno

dallo spoglio nel caso sia stato violento o dalla sua scoperta se clandestino.

Azione di manutenzione è l’azione del possessore di un immobile, di un'universalità di

immobili o di un diritto reale su di un immobile per far cessare le molestie o le turbative nei

confronti del suo possesso che deve durare da almeno un anno ininterrotto[Art. 1170

codice civile]. L'azione di manutenzione è soggetta al termine di decadenza di un anno.

Azione di nuova opera: spetta al proprietario, al titolare di un diritto reale di godimento o

al possessore che abbia ragione di temere che una nuova opera arrechi danno alla cosa

oggetto del suo diritto. Occorre che la nuova opera sia iniziata da meno di un anno e non

terminata.

Denunzia di danno temuto: spetta al proprietario, al titolare di un diritto reale di

godimento o al possessore nel caso in cui vi sia pericolo di danno grave ed imminente

derivante da cosa preesistente.

L'USUCAPIONE

L'usucapione è definita come l'acquisto della proprietà a titolo originario e dei diritti reali di

godimento in virtù del possesso protratto per un certo periodo di tempo e di altri requisiti

[Art. 1158 codice civile]. Può essere vista come l’opposto della prescrizione perché fa

nascere un diritto in base al tempo.

Requisiti dell'usucapione:

il possesso non deve essere vizioso (se il possesso è acquistato in modo violento o

 clandestino il computo del tempo inizia dal momento in cui il vizio è cessato) [Art. 1163

codice civile];

il possesso non deve subire interruzioni; l'interruzione naturale dell'usucapione deve

 essere di oltre un anno [Art. 1167 codice civile].

Nell'usucapione ordinaria ventennale per gli immobili non si applicano né le cause di

sospensione [Art 2942 codice civile] né l'impedimento derivante da condizione o termine

[Art 1166 codice civile].

Durata dell'usucapione:

usucapione ordinaria: venti anni se il possesso è in cattiva fede, dieci se il possesso è

 caratterizzato da buona fede;

usucapione breve: dieci anni per gli immobili e tre per i mobili registrati.

Requisiti ulteriori per l'usucapione breve:

la buona fede;

 un titolo di trasferimento a non domino;

 la trascrizione del titolo che determina l’inizio del tempo per l’usucapione.

DIRITTI RELATIVI

I caratteri essenziali sono:

relatività il diritto può essere fatto valere solo nei confronti di una persona, del

 debitore;

mediatezza il soddisfacimento del diritto necessita della cooperazione.

I diritti relativi si identificano con il diritto di credito nel rapporto obbligatorio in cui

l’obbligato risponde con la totalità dei suoi beni presenti e futuri.

L'obbligazione

L’obbligazione naturale è quella di un dovere morale o sociale in cui il debitore non è

obbligato giuridicamente (il debito di gioco e l’obbligazione fiduciaria) e non ha diritto alla

ripetizione. L’obbligazione contrattuale è invece civile: essa può essere fatta valere in

giudizio in maniera coercitiva.

Un'obbligazione consiste nel rapporto tra due parti in cui una di esse si obbliga

(assume il dovere giuridico) di eseguire una determinata prestazione a favore

dell'altra. Fonti dell'obbligazione possono essere il contratto, l'atto illecito e

qualsiasi altro atto idoneo a produrla secondo l'ordinamento [Art. 1173 codice

civile].

I soggetti dell'obbligazione sono almeno due:

creditore o soggetto attivo;

 debitore o soggetto passivo.

Nel caso in cui vi siano più soggetti passivi l'obbligazione può essere:

parziaria: se il creditore può pretendere da ogni debitore unicamente la sua parte;

 solidale: se il creditore può pretendere l'intera prestazione da ogni debitore;

 l'adempimento di uno tra i debitori libera gli altri dall'obbligazione e gli da diritto a porre

in essere l’azione di regresso. Questa caratteristica rafforza il vincolo e si presume a

meno che non sia dichiarato diversamente. La remissione a favore di un debitore li

libera tutti salvo diversa disposizione. Dal lato attivo se uno dei creditori riceve

l’adempimento per tutti i crediti si considerano soddisfatti tutti i creditori.

L’obbligazione indivisibile è quella che riguarda un credito indivisibile (un cavallo) e

 viene disciplinata come la solidale con vincoli di indivisibilità.

Prestazione: viene così definito il comportamento dovuto o il risultato del

comportamento; la prestazione può consistere in un dare, in un fare o in un non

fare. Una prestazione può essere:

fungibile: se per il creditore è irrilevante chi gli procura il risultato del diritto;

 infungibile: se sono rilevanti le qualità personali dell'obbligato.

La prestazione dovuta deve avere carattere patrimoniale, deve cioè essere

suscettibile di valutazione economica [Art 1174 codice civile].

Affinché un'obbligazione sia validamente assunta occorre che la prestazione sia:

possibile;

 lecita;

 determinata o determinabile.

L’oggetto può essere determinato da un arbitratore, e le parti possono ricorrere al giudice

quando la determinazione sia iniqua, erronea o non fatta.

Oggetto dell'obbligazione consiste nella prestazione dovuta o (nelle obbligazioni di dare)

nel bene materiale dovuto. In relazione al bene dovuto le obbligazioni di dare si

classificano in:

generiche quando il bene non è determinato ma appartiene ad un genere;

 specifiche quando il bene è fisicamente determinato.


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DESCRIZIONE APPUNTO

Riassunto di Diritto privato dal libro "Manuale di diritto privato" di Torrente - Schlesinger. Nello specifico gli argomenti trattati sono i seguenti: strumenti preliminari, l’ordinamento giuridico, la norma giuridica, la fattispecie, effetto giuridico, efficacia temporale delle Leggi, la deroga, la dichiarazione di incostituzionalità.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in Scienze politiche e delle relazioni internazionali
SSD:
A.A.: 2012-2013

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Exxodus di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto privato e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Niccolò Cusano - Unicusano o del prof Caricato Cristina.

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