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Esame di Diritto privato docente Prof. P. Ziviz

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ESTRATTO DOCUMENTO

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Interruzione: la prescrizione è interrotta dal riconoscimento del diritto da parte di colui contro il quale il diritto stesso può

essere fatto valere. Per effetto dell’interruzione inizia un nuovo periodo di prescrizione.

I diritti si estinguono con prescrizione con il decorso di 10 anni (salvi i casi in cui la legge dispone diversamente).

Prescrizione breve (es. responsabilità da fatto illecito, il soggetto leso ha 5 anni per esercitare il suo diritto)

Prescrizione lunga (es. diritti sui beni di un altro soggetto, sui quali ha durata 20 anni)

Prescrizione presuntiva: dopo un certo lasso di tempo deve essere il titolare del diritto a provare che l’obbligato non ha

adempiuto ai suoi obblighi (es. se viene erogata una somma di denaro/prestazione e questa non viene pagata entro 3

anni, sarà il creditore a dover dimostrare che il debitore non ha ancora saldato il debito, tramite giuramento o

ammissione del debitore).

Decadenza

Diritto deve essere esercitato entro un dato termine sotto pena di decadenza (nullo il patto con cui si stabiliscono termini

di decadenza che rendono eccessivamente difficile ad una delle parti l’esercizio del diritto).

Non è prevista alcuna sospensione, i termini possono essere previsti anche dai privati nei contratti (no per i diritti

indisponibili) e il giudice può rilevare anche d’ufficio la decadenza. 13

OBBLIGAZIONI

Rapporto obbligatorio

Obbligazione di dare (consegnare una cosa) di fare (svolgere un’azione diversa dalla consegna di una cosa) di non fare

(astenersi dal avere un comportamento).

Fonti delle obbligazioni: derivano da contratto, fatto illecito e ogni altro fatto o atto idoneo a produrle in conformità

dell’ordinamento. La prestazione che oggetto della prestazione deve essere suscettibile di valutazione economica e deve

corrispondere ad un interesse, anche non patrimoniale, del creditore. Il debitore ed il creditore devono comportarsi

secondo le regole della correttezzaObbligazioni di custodire (l’obbligazione di consegnare una cosa determinata include

quella di custodirla fino alla consegna) obbligazione generica: l’obbligazione ha per oggetto la prestazione di cose

determinate soltanto nel genere, il debitore deve prestare cose di qualità non inferiore alla media.

Adempimento

Nell’adempiere l’obbligazione il debitore deve usare la diligenza del buon padre di famiglia, nell’adempimento delle

obbligazioni inerenti l’attività professionale, la diligenza deve valutarsi con riguardo alla natura dell’attività esercitata (la

diligenza misura la qualità della prestazione).

L’obbligazione può essere adempiuta da un terzo, anche contro la volontà del creditore, se questi non ha interesse a che

il debitore esegua personalmente la prestazione. Il creditore può rifiutare in adempimento parziale anche se la

prestazione è divisibile, salvo che la legge o gli usi dispongano diversamente.

Il luogo della prestazione è indicato dal titolo o è desumibile dalla natura della prestazione, in mancanza di una

indicazione: consegna di una cosa (consegna nel luogo in cui si trovava quando l’obbligazione è nata), pagamento di

una somma di denaro (domicilio del creditore), atri tipi di prestazione (domicilio del debitore).

Il tempo della prestazione è indicato dal titolo dell’obbligazione, in mancanza di una indicazione, potrà essere richiesta

immediatamente, tranne quando gli usi o la natura della prestazione non lo permettono. Il termine fissato può essere a

favore del debitore (debitore sarà chiamato ad effettuare la prestazione solo al tempo stabilito) a favore del creditore

(eseguita nel tempo stabilita ma il creditore può chiederla anticipatamente) a favore di entrambi (debitore e creditore non

possono eseguire/ottenere la prestazione prima di una certa data).

Il pagamento deve essere fatto al creditore o al suo rappresentante, ovvero alla persona indicata dal creditore o

autorizzata dalla legge, il pagamento fatto a chi non era legittimato a riceverlo libera il debitore se in buona fede e se il

creditore lo ratifica o se ne ha approfitta, chi ha ricevuto il pagamento è tenuto a restituirlo al creditore. Il pagamento fatto

al creditore incapace (creditore apparente) di riceverlo non libera il debitore, se questi non prova che ciò che fu pagato è

stato rivolto a vantaggio dell’incapace. Il debitore che ha eseguito la prestazione dovuta non può impugnare il

pagamento a causa della propria incapacità. Il debitore non può impugnare il pagamento eseguito con cose di cui non

poteva disporre, salvo che offra di eseguite la prestazione dovuta con cose di cui può disporre. Chi ha più debiti della

medesima specie verso la stessa persona può dichiarare quando paga quale debito soddisfare, oppure, al debito

scaduto o al meno garantito o al più oneroso o al più antico. Il debitore non può imputare il pagamento al capitale,

piuttosto che all’interesse e alle spese senza il consenso del creditore. Il debitore non può liberarsi eseguendo un

prestazione diversa da quella dovuta, salvo il creditore lo consenta (dazione in pagamento). Il creditore che riceve la

prestazione deve su domanda e spese del debitore rilasciare una quietanza e farne annotazione al titolo, la quale fa

presumere per il capitale il pagamento degli interessi.

Le obbligazioni si distinguono in quelle di risultato (obbligo adempiuto se il debitore ha ottenuto il risultato desiderato dal

creditore) o di mezzi (obbligo adempiuto se il debitore ha fatto determinate cose per raggiungere il risultato, anche se

non è stato raggiunto). La prestazione deve essere eseguita esattamente (rispettare le modalità qualitative, quantitative,

di tempo e luogo).

Inadempimento

Il debitore che non esegue esattamente la prestazione dovuta è tenuto al risarcimento del danno, se non prova che

l’inadempimento o il ritardo è stato causato da impossibilita della prestazione derivante da causa a lui non imputabile.

Debitore in mora: il debitore è costituto in mora mediante intimazioni o richiesta fatta per iscritto, non è necessaria la

costituzione in mora nei casi in cui il debito deriva da fatto illecito o quando il debitore ha dichiarato per iscritto di non

voler eseguire l’obbligazione o quando è scaduto il termine se la prestazione deve essere eseguita al domicilio del

creditore.

L’effetto della mora è l’impossibilità di liberarsi per il debitore per la sopravvenuta impossibilità della prestazione

derivante da causa a lui non imputabile se non prova che l’oggetto della prestazione sarebbe ugualmente perito presso il

creditore. In qualunque modo sia perita o smarrita una cosa illecitamente sottratta, la perdita di essa non libera chi l’ha

sottratta dall’obbligo di restituirne il valore. Nel caso la prestazione inadempiuta sia di tipo pecuniario, il debitore sarà

soggetto al pagamento degli interessi moratori, calcolati sulla base del ritardo accumulato e con tasso legale o quello

previsto dal contratto, se superiore.

Risarcimento del danno: il risarcimento non dovrà tener conto solo della perdita subita, ma anche del mancato

guadagno. Saranno risarcibili solo i danni che potevano essere previsti al momento della nascita dell’obbligazione. I

danni non esattamente quantificabili sono lasciati alla decisione del giudice tramite valutazione equitativa. Nel caso il

creditore abbia contribuito a cagionare il danno o non abbia fatto tutto ciò che era nella sua capacità per limitarne gli

effetti, il risarcimento vero diminuito a seconda della colpa.

Creditore in mora: il creditore è costituito in mora nel caso in cui per i tipi di prestazione che devono essere eseguite con

l’ausilio della cooperazione del creditore, la cooperazione non venga fornita e trascura di fare quanto necessario

ingiustificatamente. E’ necessario che il debitore abbia presentato l’offerta solenne e secondo gli usi. L’unico effetto è

l’inibizione della costituzione in mora del debitore, che potrà richiedere il risarcimento dei danni per il ritardo. Il debitore

continuerà a dover eseguire la prestazione. 14

Modi di estinzione dell’obbligazione diversi dall’adempimento

Modi satisfativi (creditore ottiene una utilità)

-Compensazione: quando due persone sono obbligate l’una verso l’altra, i due debiti si estinguono per le quantità

corrispondenti. La compensazione estingue i due debiti dal giorno della loro coesistenza, il giudice non può rilevarla

d’ufficio. La compensazione si verifica solo tra due debiti che hanno per oggetto una soma di danaro una quantità di

cose fungibili dello stesso genere e che sono ugualmente liquidi ed esigibili. La compensazione può essere legale

quando necessita la dichiarazione del soggetto che la vuole eseguire, giudiziale quando è fatta dal giudice su richiesta di

una delle parti, volontaria per volontà delle parti anche se non sussistono le condizione per la compensazione legale.

-Confusione: quando le qualità di creditore e debitore si riuniscono nella stessa persona, l’obbligazione si estingue e i

terzi che hanno prestato garanzia per il debitore sono liberati. Se nella medesima persona si riuniscono le qualità di

fideiussore e debitore, la fideiussione resta in vita, purché il creditore ne abbia interesse.

Modi non satisfativi (senza vantaggi per il creditore)

-Novazione: obbligazione si estingue quando le parti sostituiscono all’obbligazione originaria una nuova obbligazione

contenete diverso oggetto o titolo.

Novazione soggettiva: con il consenso del creditore, si può sostituire il debitore originario con un nuovo debitore.

-Remissione: la dichiarazione del creditore di voler rimettere il debito estingue l’obbligazione quando è comunicata al

debitore, salvo che questi dichiari in congruo termine di non volerne approfittare.

-Impossibilità sopravvenuta per causa non imputabile al debitore: obbligazione si estingue quando per causa non

imputabile al debitore, la prestazione diventa impossibile. Se l’impossibilità è solo temporanea, finché essa perdura, egli

non è responsabile del ritardo nell’adempimento. L’obbligazione si estingue se l’impossibilità perdura fino a quando, in

relazione al titolo dell’obbligazione p alla natura dell’oggetto, il debitore non può più essere ritenuto obbligato ad eseguire

la prestazione ovvero il creditore non ha più interesse ad eseguirla. La prestazione che ha per oggetto una cosa

determinata si considera impossibile quando la cosa è sparita senza che possa esserne prova il perimento. Se la

prestazione è divenuta impossibile solo in parte, si libera l’obbligazione eseguendo la prestazione per la parte rimasta

possibile.

Successione del credito

-Cessione del credito: il creditore può trasferire a titolo gratuito o oneroso il suo credito anche senza il consenso del

debitore, salvo il credito non abbia carattere strettamente personale o il trasferimento non sia vietato dalla legge.

Le parti possono escludere la credibilità del credito, ma il patto non è opponibile al cessionario, se non si prova che egli

lo conosceva al tempo della cessione. Il cedente deve consegnare al cessionario i documenti probatori del credito che

sono in suo possesso.

Pro-soluto (non si garantisce che il debitore paghi) Pro-solvendo (si offrono garanzie, il cedente risponde nei limiti di

quanto ha ricevuto, inoltre deve corrispondere gli interessi, rimborsare le spese della cessione e quelle che il cessionario

abbia sopportato per escutere il debitore, e risarcire il danno.

-Surrogazione: creditore viene soddisfatto da un terzo, il quale si sostituirà nella veste di creditore nei confronti del

debitore, il quale è obbligato all’obbligazione.

Surrogazione per volontà del creditore (terzo esegue la prestazione ed il creditore surroghi immediatamente ed

espressamente questi nell’obbligazione) surrogazione per volontà del debitore (debitore prende a prestito da un terzo ciò

che serve ai fini dell’adempimento e diventi debitore verso questi) surrogazione legale (automatica, casi previsti dalla

legge).

Successione del debito (necessario consenso creditore)

-Delegazione: se il debitore assegna al creditore un nuovo debitore, (e il creditore accetta) egli si obbliga verso il

creditore, il debitore originario non è liberato dalla sua obbligazione, salvo che il creditore dichiari espressamente di

liberarlo. Rapporto di provvista (debitore si accorda con un terzo affinché egli fornisca i mezzi necessari per

l’adempimento). Rapporto di valuta (debitore ha crediti nei confronti di un terzo, il quale viene sostituito nell’obbligazione.

-Espromissione: il terzo che, senza delegazione del debitore, assume verso il creditore il debito, è obbligato in solido

con il debitore principale, se il creditore non dichiara espressamente di liberare quest’ultimo.

-Accollo: debitore e terzo convengono che questi assuma il debito dell’altro, il creditore può aderire alla convenzione.

Tipi particolari di obbligazioni

Obbligazioni pecuniarie: debito che ha per oggetto una somma di denaro.

I debiti pecuniari si estinguono con moneta avente corso legale nello Stato al tempo del pagamento e per il suo valore

nominale (principio nominalistico). I crediti liquidi ed esigibili di somme di danaro producono interessi di pieno diritto,

salvo che la legge o il titolo dispongano diversamente, i crediti per fitti e pigioni non producono interessi se non dalla

costituzione in mora. Anatocismo (interessi scaduti possono produrre interessi solo dal giorno della domanda giudiziale o

per effetto di convenzione posteriore alla loro scadenza e sempre che si tratti di interessi dovuti per almeno sei mesi.

Obbligazione alternativa: il debitore di un’obbligazione alternativa si libera eseguendo una delle prestazioni dedotte in

obbligazione, ma non può costringere il creditore a riceverne parte di una parte dell’altra. La scelta spetta al debitore se

non è stat conferita a creditore o ad un terzo. L’obbligazione si considera semplice se una delle due prestazioni non

poteva formare oggetto di obbligazione o se è divenuta possibile per causa non imputabile ad alcuna delle parti. Se

entrambe le prestazioni sono divenute impossibili, il debitore deve pagare l’equivalente di quella che è divenuta

impossibile per ultima, se la scelta spettava a lui, se la scelta spetta al creditore egli è libero di scegliere.

Obbligazione in solido: quando più debitori sono obbligati tutti per la medesima prestazione, in modo che ciascuno può

essere costretto all’adempimento per la totalità e l’adempimento di uno libera gli altri; oppure quando tre più creditori

ciascuno ha diritto di chiedere l’adempimento dell’intera obbligazione e l’adempimento conseguito da uno di essi libera il

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debitore da tutti i creditori. Il debitore in solido che ha pagato l’intero debito può ripetere dai condebitori la parte di

ciascuno di essi. Se uno di questi è insolvente la perdita si ripartisce tra gli altri condebitori, compreso quello che ha fatto

il pagamento.

Obbligazioni divisibili: se più sono i debitori o i creditori di una prestazione divisibile e l’obbligazione non è solidale,

ciascuno dei creditori non può domandare il soddisfacimento del credito che per la sua parte e ciascuno dei debitori non

è tenuto a pagare il debito che per la sua parte.

Obbligazioni indivisibili: quando la prestazione ha per oggetto una cosa o un fatto che non è suscettibile di divisione per

sua natura o per il modo in cui è stato considerato dalle parti contraenti.

Garanzia patrimoniale

Responsabilità patrimoniale: il debitore risponde dell’inadempimento delle obbligazioni con tutti i suoi beni presenti e

futuri, le limitazioni della responsabilità non sono ammesse se non nei casi stabiliti dalla legge.

I creditori hanno egual diritto di soddisfarsi sui beni del debitori salvo le cause legittime di prelazione (privilegi, ipoteca,

pegno). Qualora la cosa data in pegno o sottoposta a ipoteca perisca o si deteriori, in modo da essere insufficiente alla

sicurezza del creditore, questi può chiedere che sia prestata idonea garanzia su altri beni e in mancanza può chiedere

l’immediato pagamento del suo credito. E’ nullo il patto con il quale si conviene che in mancanza del pagamento del

credito nel termine fissato, la proprietà della cosa ipotecata o data in pegno passi al creditore, il patto è nullo anche se

posteriore alla costituzione dell’ipoteca o del pegno (patto commissorio).

Privilegi: accordato dalla legge in considerazione della causa del credito. I privilegi sono generali (si esercita su tutti i

beni mobili del debitore) o speciali (su determinati beni mobili o immobili).

Pegno: costituito a garanzia dell’obbligazione del debitore o da un terzo per il debitore. Possono essere dati in pegno

beni mobili, le universalità di mobili i crediti e altri diritti aventi ad oggetto beni mobili.

Il pegno si costituisce con la consegna al creditore della cosa o del documento che conferisce l’esclusiva disponibilità

della cosa. Il creditore ha diritto di farsi pagare con prelazione sulla cosa ricevuta in pegno, ma la prelazione non si può

far valere se la cosa data in pegno non è rimasta in possesso del creditore o presso i terzo designato dalle parti.

Il creditore è tenuto a custodire la cosa data in pegno e risponde della perdita e del deterioramento di essa, colui che ha

costituito il pegno è tenuto al rimborso delle spese occorse per la conservazione della cosa. Se la cosa data in pegno è

fruttifera, il creditore, salvo patto contrario, ha la facoltà di fare suoi i frutti, imputandoli prima alle spese e agli interessi

poi al capitale. Il creditore non può usare la cosa senza il consenso del costituente, salvo che l’uso sia necessario per la

conservazione. Se il creditore abusa della cosa il costituente può domandare il sequestro.

Ipoteche: attribuisce al creditore il diritto di espropriare, anche in confronto del terzo acquirente, i beni vincolati a

garanzia del suo credito e di essere soddisfatto con preferenza sul prezzo ricavato dall’espropriazione. Può avere ad

oggetto beni del debitore o di un terzo e si costituisce mediante iscrizione nei registri immobiliari.

L’ipoteca deve essere iscritta sui beni indicati e per una somma determinata in danaro.

Sono capaci d’ipoteca: i beni immobili che sono in commercio con le loro pertinenze, l’usufrutto sui beni stessi, il diritto di

superficie, il diritto dell’enfiteuta e quello del concedente sul fondo enfiteutico.

La servitù, i diritti di usufrutto, uso e abitazione si estinguono con l’espropriazione del fondo.

Ipoteca legale: alienante sopra gli immobili alienati per l’adempimento degli obblighi che derivano dall’atto di alienazione;

i coeredi, i soci e altri condividenti per il pagamento dei conguagli sopra gli immobili assegnati a condividenti ai quali

incombe tale obbligo; Stato sopra i beni dell’imputato e della persona civilmente responsabile.

Ipoteca giudiziale: prodotta a seguito di una sentenza di condanna al pagamento di una somma di danaro o di

obbligazioni, quale garanzia del nuovo credito.

Ipoteca volontaria: parti si accordano per ipotecare un bene a garanzia di un credito.

L’iscrizione conserva il suo effetto per 20 anni dalla sua data. L’effetto cessa se l’iscrizione non è rinnovata prima che

scada detto termine. Il creditore può procedere a nuova iscrizione

Fideiussione: soggetto (fideiussore) garantisce l’adempimento di un’obbligazione altrui, obbligandosi personalmente

verso il creditore. Il fideiussore si rende responsabile in solido (risponde con tutti i suoi beni presenti e futuri) con il

debitore principale. La fideiussione si realizza tramite contratto tra creditore e fideiussore mediante dichiarazione

espressa. Beneficio di escussione: creditore deve rivolgersi al fideiussore solo dopo aver agito nei confronti del debitore

principale. Il fideiussore è surrogato nei confronti del debitore dei diritti del creditore e potrà attraverso un’azione di

regresso rivalersi sul debitore.

Mezzi di conservazione della garanzia patrimoniale

-Azione surrogatoria: creditore, per assicurare che siano soddisfatte o conservate le sue ragioni, può esercitare i diritti

e le azioni che spettano verso i terzi al proprio debitore e che questi trascura di esercitare, purché i diritti e le azioni

abbiano contenuto patrimoniale e non si tratti di diritti o di azioni che per loro natura o per legge non possono essere

esercitati se non dal loro titolare.

-Azione revocatoria: se il debitore compie atti di disposizione del proprio patrimonio tali da mettere in pericolo le

garanzie del creditore, quest’ultimo ha la facoltà di agire al fine di considerare tali atti invalidi. E’ necessario che l’atto

compiuto dal debitore diminuisca la garanzia patrimoniale, sia in malafede, se a titolo oneroso che l’acquirente sia in

malafede. Si prescrive in 5 anni.

-Sequestro conservativo: il creditore può chiedere il sequestro conservativo dei beni del debitore al fine di evitare che

egli diminuisca il suo patrimonio. Non ha effetto in pregiudizio del creditore sequestrante le alienazioni e gli altri atti che

hanno per oggetto la cosa sequestrata, in conformità delle regole stabilite per il pignoramento. 16

CONTRATTI

Il contratto è l’accordo tra due o più parti per costituire, regolare o estinguere tra loro un rapporto giuridico.

Le parti possono liberamente determinare il contenuto die contratti nei limiti imposti dalla legge, le parti possono anche

concludere contratti non appartenenti ai tipi aventi una disciplina particolare, purché siano diretti a realizzare un interesse

meritevole di tutela secondo l’ordinamento giuridico (autonomia contrattuale)

Le norme che regolano i contratti si osservano, in quanto compatibili, per gli atti unilaterali tra vivi aventi contenuto

patrimoniale. I requisiti del contratto sono: accordo tra le parti, causa, oggetto, forma (quando risulta obbligatoria dalla

legge pena nullità).

Accordo tra le parti

Il contratto è concluso nel momento in cui chi ha fatto al proposta ha conoscenza dell’accettazione dell’altra parte.

L’accettazione deve giungere al proponente nel termine da lui stabilito o in quello ordinariamente necessario secondo la

natura dell’affare o secondo gli usi. Il proponente può ritenere efficace l’accettazione tardiva, purché ne dia

immediatamente avviso all’altra parte. Qualora il proponente richieda per l’accettazione una forma determinata,

l’accettazione non ha effetto se data in forma diversa. Un’accettazione non conforme alla proposta equivale ad una

nuova proposta. Qualora su richiesta del proponente o per natura dell’affare la prestazione debba eseguirsi senza una

preventiva risposta, il contratto è concluso nel tempo e nel luogo i cui ha avuto inizio l’esecuzione. L’accettante dovrà

dare prontamente avviso all’altra parte dell’iniziata esecuzione e in mancanza è tenuto al risarcimento del danno.

La proposta può essere revocata finché il contratto non sia concluso, tuttavia, se l’accettante ne ha intrapreso in buona

fede l’esecuzione prima di avere notizia della revoca, il proponente è tenuto a indennizzarlo delle spese e perdite subite

per l’iniziata esecuzione del contratto. L’accettazione può essere revocata purché la revoca giunga a conoscenza del

proponente prima dell’accettazione. Se il proponente si è obbligato a mantenere ferma la proposta per un certo tempo, la

revoca è senza effetto. Quando le parti convengono che una di esse rimanga vincolata alla propria dichiarazione e l’altra

abbia facoltà di accettarla o meno, la dichiarazione della prima si considera irrevocabile (diritto d’opzione).

La proposta diretta a concludere un contratto da cui derivano obbligazioni per il solo proponente è irrevocabile appena

giunge a conoscenza della parte alla quale è destinata, il destinatario può rifiutare la proposta nel termine richiesto dalla

natura dell’affare o dagli usi, in mancanza del rifiuto il contratto è concluso.

Gli atti unilaterali producono effetto dal momento in cui pervengono a conoscenza della persona alla quale sono

destinati. La proposta, accettazione, la loro revoca e ogni altra dichiarazione diretta ad una determinata persona si

reputano conosciute nel momento in cui giungono all’indirizzo del destinatario, se questi non prova di essere stato,

senza sua colpa, nell’impossibilità di averne notizia (presunzione di conoscenza).

Le parti nello svolgimento delle trattative e nella formazione del contratto devono comportarsi secondo buona fede.

La parte, che conoscendo o dovendo conoscere l’esistenza di una causa di invalidità del contratto, non ne ha dato

notizia all’altra parte è tenuta a risarcire il danno da questa risentito per aver confidato, senza sua colpa, nella validità del

contratto. Le clausole, i prezzi di beni e servizi, imposti dalla legge o da norme corporative sono di diritto inserite nel

contratto, anche in sostituzione delle clausole difformi apposte dalle parti. Le clausole d’uso s’intendono inserite nel

contratto, se non risulta che non sono state volute dalle parti. Le condizioni generali del contratto predisposte da uno dei

contraenti sono efficaci nei confronti dell’altro se al momento della conclusione del contratto questi la ha conosciute o

avrebbe dovuto conoscerle usando l’ordinaria diligenza.

Causa

La cause è illecita quando è contraria a norme imperative, all’ordine pubblico o al buon costume.

Si considera illecita la causa quando il contratto costituisce mezzo per eludere l’applicazione di una norma imperativa.

Il contratto è illecito quando le parti si sono determinate a concluderlo esclusivamente per un motivo illecito comune ad

entrambe.

Oggetto

L’oggetto del contratto deve essere possibile, lecito, determinato o determinabile.

Il contratto sottoposto a condizione sospensiva o a termine è valido se la prestazione inizialmente impossibile diviene

possibile prima dell’avveramento della condizione o della scadenza del termine.

La prestazione di cose future può essere dedotta in contratto, salvi i particolari divieti di legge.

Se la determinazione della prestazione dedotta in contratto è differita a un terzo e non risulta che le parti vollero

rimettersi al suo mero arbitrio, il terzo deve procedere con equo apprezzamento; se manca la determinazione del terzo o

è iniqua o erronea, la determinazione è fatta dal giudice; la determinazione rimessa la mero arbitrio del terzo non si può

impugnare se non provando la sua mala fede.

Forma

Devono farsi per atto pubblico o scrittura privata (sotto pena di nullità): contratti che trasferiscono al proprietà di beni

immobili; contratti che costituiscono, modificano, o trasferiscono il diritto di usufrutto su beni immobili, il diritto di

superficie, il diritto del concedente e dell’enfiteuta; contratti che costituiscono la comunione di diritti indicati dai

precedenti; contratti che costituiscono o modificano servitù prediali; atti di rinunzia di diritti indicati precedentemente;

contratti di affrancazione del fondo enfiteutico; contratti di locazione di beni immobili per una durata superiore a nove

anni; contratti di società o associazioni; atti che costituiscono rendite vitalizie o perpetue; transazioni che hanno per

oggetto controversie relative ai rapporti precedenti; altri atti specialmente indicati dalla legge.

Contratto preliminare: contenuto un obbligo delle parti a concludere, in futuro, un contratto; se un parte si rifiuta di

concludere, l’altra può chiedere l’esecuzione in forma specifica dell’obbligo di contrarre (sentenza emanata dal giudice

con gli stessi effetti del contratto); è nullo se non è fatto nella stessa forma che la legge prescrive per il contratto

definitivo. Se le parti hanno convenuto per iscritto di adottare una determinata forma per concludere il contratto, si

presume che sia stata voluta per la validità di questo. 17

Condizione del contratto

Le parti possono subordinare l’efficacia o la risoluzione del contratto o un singolo atto a un avvenimento futuro e incerto.

E’ nullo il contratto al quale è apposta una condizione, sospensiva o risolutiva, contraria a norme imperative, all’ordine

pubblico o al buon costume; la condizione impossibile rende nullo il contratto se sospensiva, come non apposta se

risolutiva. E’ nulla l’alienazione di un diritto o l’assunzione di un obbligo subordinata a una condizione sospensiva che la

faccia dipendere dalla mera volontà dell’alienante o da quella del debitore (condizione meramente potestativa).

In pendenza della condizione sospensiva l’acquirente di un diritto può compiere atti conservativi (pendenza della

condizione). Colui che si è obbligato o che ha alienato un diritto sotto condizione sospensiva, ovvero lo ha acquistato

sotto condizione risolutiva, deve, in pendenza della condizione, comportarsi secondo buona fede per conservare integre

le ragioni dell’altra parte. La condizione si considera avverata qualora sia mancata per causa imputabile alla parte che

avesse interesse contrario all’avveramento di essa.

Interpretazione del contratto

Nell’interpretare il contratto si deve indagare quale sia stata la comune intenzione delle parti e non limitarsi al senso

letterale delle parole; per determinare la comune intenzione delle parti si deve valutare il loro comportamento

complessivo anche posteriore alla conclusione del contratto. Le clausole del contratto si interpretano le une per mezzo

delle altre, attribuendo a ciascuna il senso che risulta dal complesso dell’atto. Il contratto deve essere interpretato

secondo buona fede. Nel dubbio, il contratto o le singole clausole devono interpretarsi nel senso in cui possono avere

qualche effetto, anziché in quello secondo cui non ne avrebbero alcuno. Le clausole ambigue si interpretano secondo ciò

che si pratica generalmente nel luogo in cui il contratto è stato concluso. Nei contratti in cui una delle parti è un

imprenditore le clausole ambigue si interpretano senso ciò che generalmente si applica nel luogo in cui ha sede

l’impresa. Le espressioni che possono avere più sensi devono nel dubbio, essere intese nel senso più conveniente alla

natura e all’oggetto del contratto. Le clausole inserite nel condizioni generali del contratto o in moduli o formulari

predisposti da uno dei contraenti s’interpretano, nel dubbio, a favore dell’altro. Qualora, nonostante l’applicazione delle

norme precedenti il contratto rimanga oscuro, esso deve essere inteso nel senso meno gravoso per l’obbligato, se è a

titolo gratuito, e nel senso che realizzi l’equo contemperamento degli interessi delle parti, se è a titolo oneroso.

Effetti del contratto

Efficacia del contratto: il contratto ha forza di legge tra le parti, non può essere sciolto che per mutuo consenso o per

cause ammesse dalla legge. Il contratto non produce effetto rispetto ai terzi che nei casi previsti dalla legge.

Recesso unilaterale: se a una delle parti è attribuita la facoltà di rendere dal contratto, tale facoltà può essere esercitata

finché il contratto non abbai avuto un principio di esecuzione; nei contratti a esecuzione continuata o periodica, tale

facoltà può essere esercitata anche successivamente me il recesso non ha effetto per le prestazioni già eseguite o in

corso di esecuzione; qualora sia stata stipulata la prestazione di un corrispettivo per il recesso, questo ha effetto quando

la prestazione è eseguita; è salvo in ogni caso il patto contrario.

Integrazione del contratto: il contratto obbliga le parti non solo a quanto è nel medesimo espresso ma anche a tutte le

conseguenze che ne derivano secondo le legge o in mancanza secondo gli usi e l’equità.

Il contratto deve essere eseguito secondo buona fede. Il divieto di alienare stabilito per contratto ha effetto solo tra le

parti, e non è valido se non è contenuto entro convenienti limiti di tempo e se non risponde ad un apprezzabile interesse

di una delle parti.

Subcontratto (una delle parti può concludere un ulteriore contratto, diverso da quello originario, che tuttavia provenga da

esso)

Rappresentanza

Il potere di rappresentanza è conferito dalla legge ovvero dall’interessato. Il contratto concluso dal rappresentante in

nome e nell’interesse del rappresentato nei limiti delle facoltà conferitegli, produce direttamente effetto nei confronti del

rappresentato. Per la validità del contratto concluso dal rappresentante è necessaria la capacità di intendere e volere

avuto riguardo alla natura e all’oggetto del contratto, sempre che sia legalmente capace il rappresentato. Il contratto è

annullabile se è viziata la volontà del rappresentante. La procura non ha effetto se non è conferita con le forme prescritte

per il contratto che il rappresentante deve concludere. Il terzo che contratta con il rappresentante può sempre chiedere la

giustificazione dei suoi poteri. Il contratto concluso dal rappresentante in stato di conflitto d’interessi col rappresentato

può essere annullato domanda del rappresentato, se il conflitto era conosciuto o riconoscibile dal terzo.

Le modificazioni e la revoca della procura devono essere portate a conoscenza dei terzi con mezzi idonei, in mancanza

non sono opponibili ai terzi, se non si prova che questi le conoscevano al momento della conclusone del contratto; le

altre cause di estinzione del potere di rappresentanza conferito dall’interessato non sono opponibili ai terzi che le hanno

senza colpa ignorate. Colui che ha contratto come rappresentante senza averne i poteri o eccedendo i limiti delle facoltà

conferitegli è responsabile del danno che il terzo contraente ha sofferto per avere confidato senza sua colpa nella validità

del contratto. Il contratto può essere ratificato dall’interessato, con l’osservanza delle forme prescritte per la conclusione

di esso.

Contratto a favore di terzi

E’ valida la stipulazione a favore di un terzo, qualora lo stipulante vi abbia interesse; salvo patto contrario, il terzo

acquista il diritto contro il promittente per effetto della stipulazione, che può essere revocata o modificata dallo stipulante,

finché il terzo non abbia dichiarato, anche in confronto del promittente, di volerne profittare.

Simulazione

Il contratto simulato non produce effetti tra le parti. Se le parti hanno voluto concludere un contratto diverso da quello

apparente, ha effetto tra esse il contratto dissimulato, purché ne sussistano i requisiti di sostanza e forma.

La simulazione non può essere opposta né dalle parti contraenti, né dagli aventi causa o dai creditori del simulato

alienante, ai terzi che in buona fede hanno acquistato diritti dal titolare apparente, salvi gli effetti della trascrizione della

domanda di simulazione. I terzi possono far valere la simulazione in confronto delle parti, quando essa pregiudica i loro

18

diritti. La simulazione non può essere opposta dai contraenti ai creditori del titolare apparente che in buona fede hanno

compiuto atti di esecuzione sui beni che furono oggetto del contratto simulato. La prova per testimoni della simulazione è

ammessa senza limiti, se la domanda è proposta da creditori o da terzi e qualora sia diretta a far valere l’illiceità del

contratto dissimulato, anche se è proposta dalle parti.

Nullità del contratto

Il contratto è nullo quando è contrario a norme imperative, salvo che la legge disponga diversamente.

Producono nullità del contratto la mancanza di uno dei requisiti indicati dall’art. 1325 cc, illiceità della causa, illiceità dei

motivi, mancanza nell’oggetto dei requisiti stabiliti dall’art. 1346 cc; il contratto è altresì nullo negli altri casi stabiliti dalla

legge.

La nullità parziale di un contratto o la nullità di singole clausole importa la nullità dell’intero contratto, se risulta che i

contraenti non lo avrebbero concluso senza quella parte del suo contenuto che è colpita da nullità.

La nullità di singole clausole non importa la nullità del contratto, quando le clausole nulle sono sostituite di diritto da

norme imperative.

La nullità può essere fatta valere da chiunque vi ha interesse e può essere rilevata d’ufficio dal giudice.

L’azione per far dichiarare la nullità non è soggetta a prescrizione, salvi gli effetti dell’usucapione e della prescrizione

delle azioni di ripetizione. Il contratto nullo non può essere convalidato, se la legge non dispone diversamente.

Annullabilità del contratto

Incapacità: il contratto è annullabile se una delle parti era legalmente incapace di contrattare; è parimenti annullabile

quando ricorrendo le condizioni stabilite dall’art. 428 cc, contratto stipulato da persona incapace di intendere e volere.

Il contratto non è annullabile, se il minore ha con raggiri occultato la sua minore età; ma la semplice dichiarazione da lui

fatta di essere maggiorenne non è di ostacolo alla impugnazione del contratto.

Vizi del consenso: il contraente, il cui consenso fu dato per errore, estorto con violenza o carpito con dolo, può chiedere

l’annullamento dei contratti. L’errore è causa di annullamento quando è essenziale (cade sulla natura o sull’oggetto del

contratto; cade sull’identità della prestazione; cade sull’identità o qualità dell’altro contraente) ed è riconoscibile dall’altra

parte (in relazione al contenuto, alle circostanze del contratto ovvero alla qualità dei contraenti, una persona di normale

diligenza avrebbe potuto rilevarlo). La violenza è causa di annullamento del contratto, anche se esercitata da un terzo.

La violenza deve essere di tal natura da fare impressione sopra un persona sensata e da farle temere di esporre sé o i

suoi beni a un male ingiusto e notevole (il solo timore non è causa di annullamento del contratto).

Il dolo è causa di annullamento del contratto quando i raggiri usati da uno dei contraenti sono stati tali che, senza di essi,

l’altra parte non avrebbe contrattato. Quando i raggiri sono fatti da un terzo, il contratto è annullabile solo se noti a chi ne

ha tratto vantaggio. Se i raggiri non sono stati tali da determinare il consenso, il contratto è valido, ma il contraente in

mala fede risponde dei danni.

Azione di annullamento: l’azione di annullamento può essere domandata solo dalla parte nel cui interesse è stabilito

dalla legge. L’incapacità del condannato in stato di interdizione legale può essere fatta valere da chiunque ne abbia

interesse. L’azione di annullamento si prescrive in 5 anni. Se il contratto è stato annullato per incapacità di uno dei

contraenti, questi non è tenuto a restituire all’altro la prestazione ricevuta se non nei limiti in cui è stat rivolta a suo

vantaggio. Il contratto annullabile può essere convalidato dal contraente al quale spetta l’azione di annullamento, è pure

convalidato se il contraente al quale spettava l’azione ha dato volontariamente esecuzione conoscendo il motivo di

annullabilità. L’annullamento che non dipende da incapacità legale non pregiudica i diritti acquistati a titolo oneroso dai

terzi in buona fede, salvi gli effetti della trascrizione della domanda di annullamento.

Rescissione del contratto

Il contratto con cui una parte ha assunto obbligazioni a condizioni inique, per la necessità, nota alla controparte, di

salvare sé o altri dal pericolo attuale di un danno grave alla persona, può essere rescisso sulla domanda della parte che

si è obbligata. Il giudice nell’assegnare la rescissione può assegnare un equo compenso all’altra parte per l’opera

prestata. Se vi è sproporzione tra la prestazione di una parte da quella dell’altra, e la sproporzione è dipesa dallo stato di

bisogno di una parte, del quale l’altra ha approfittato per trarne vantaggio, la parte danneggiata può domandare la

rescissione del contratto. L’azione di rescissione si prescrive in 1 anno dalla conclusione del contratto.

Il contraente contro il quale è domandata la rescissione può evitarla offendo una modificazione del contratto sufficiente

per ricondurlo ad equità. Il contratto rescindibile non può essere convalidato.

La rescissione del contratto non pregiudica i diritti acquistati da terzi, salvi gli effetti della domanda di rescissione.

Risoluzione del contratto

Risoluzione per inadempimento: nei contratti a prestazioni corrispettive, quando uno dei contraenti non adempie alle sue

obbligazioni, l’altro può a sua scelta chiedere l’adempimento o la risoluzione del contratto, salvo in ogni caso, il

risarcimento del danno. Alla parte inadempiente l’altra parte può intimare per iscritto di adempiere in un congruo termine,

con dichiarazione che decorso inutilmente detto termine, il contratto s’intenderà risoluto (diffida da adempire). Il termine

non può essere inferiore a 15 giorni, salvo diversa pattuizione delle parti, salvo che per la natura del contratto o secondo

gli usi, risulti congruo un termine minore (termine essenziale); decorso il termine senza che il contratto sia adempiuto, è

risoluto di diritto.

Il contratto non si può risolvere se l’inadempimento di una delle parti ha scarsa importanza, avuto riguardo all’interesse

dell’altra. I contraenti possono convenire espressamente che il contratto si risolva nel caso che una determinata

obbligazione non sia adempiuta secondo le modalità stabilite, in questo caso la risoluzione si verifica di diritto quando la

parte interessata dichiara all’altra che intende valersi della clausola risolutiva (clausola risolutiva espressa). La

risoluzione del contratto per inadempimento ha effetto retroattivo tra le parti, salvo il caso di contratti di esecuzione

continuata o periodica riguardo ai quali l’effetto della risoluzione non si estende alle prestazioni già eseguite. 19

Impossibilità sopravvenuta: nei contratti a prestazioni corrispettive, la parte liberata per la sopravvenuta impossibilità

della prestazione dovuta non può chiedere la controprestazione e deve restituire quella che abbia già ricevuta, secondo

le norme relative alla ripetizione dell’indebito.

Quando la prestazione di una parte è divenuta solo parzialmente impossible, l’altra parte ha diritto a una corrispondente

riduzione della prestazione da essa dovuta, e può anche recedere dal contratto qualora non abbia un interesse

apprezzabile all’adempimento parziale.

Eccessiva onerosità: nei contratti a esecuzione continuata o periodica, se la prestazione di una delle parti è divenuta

eccessivamente onerosa per il verificarsi di avvenimenti straordinari e imprevedibili, la parte che deve tale prestazione

può domandare la risoluzione del contratto. La risoluzione non può essere domandata se la sopravvenuta impossibilità

rientra nell’alea normale del contratto. La parte contro al quale è domanda la risoluzione può evitarla offrendo di

modificare equamente le condizioni del contratto. Se si tratta di un contratto nella quale una sola parte ha assunto

obbligazioni, questa può chiedere una riduzione della sua prestazione ovvero una modificazione nelle modalità di

esecuzione, sufficienti per ricondurla ad equità. Le norme degli articoli precedenti non si applicano ai contratti aleatori per

la loro natura o per volontà delle parti.

Contratti dei consumatori

Le disposizioni precedenti si applicano ai contratti del consumatore ove non derogate dal codice del consumo o da altre

disposizioni favorevoli per il consumatore. 20

CONTRATTI TIPICI

1) Contratti di alienazione

Contratto di vendita

Oggetto il trasferimento di una cosa o un diritto verso il corrispettivo di un prezzo (se il corrispettivo è versato in natura,

sotto forma di una prestazione o un bene o un diritto, si parlerà di contratto di permuta).

L’effetto reale del contratto si produce nel momento della sua conclusione, salvo i casi in cui si produca in un momento

successivo, vendita obbligatoria: vendita è sottoposta a termini iniziali o a condizione sospensiva; vendita riguarda una

cosa determinata solo nel bene, si trasferisce la proprietà solo nel momento in cui il bene viene identificato; vendita

riguarda una cosa futura, non ancora esistente, l’effetto reale si produce nel momento in cui la cosa viene realizzata;

vendita riguarda vendita di una cosa altrui, l’effetto reale si produce quando il venditore acquista la proprietà sulla cosa

altrui; vendita caratterizzata da riserva del proprietario (es. pagamento rateizzato, proprietario del bene detiene la cosa

fino al pagamento dell’ultima rata).

Il compratore deve pagare il prezzo nel tempo e luogo stabiliti dal contratto, venditore deve consegnare la cosa

concretamente o simbolicamente al compratore.

Garanzia per evizione: terzo fa valere il proprio diritto di proprietà sulla cosa venduta, sottraendola al compratore o

limitandone il godimento (evizione). Il venditore dovrà risarcire il danno a meno che il compratore venuto in giudizio eviti

di chiamarlo in causa.

Garanzia per i vizi della cosa: compratore è tutelato contro i vizi materiali della cosa che la rendono inidonea all’uso o ne

diminuiscono il valore in modo apprezzabile e può essere estesa a qualunque vizi del il venditore ne garantisce

l’assenza. Se sussiste la garanzia il compratore può chiedere la risoluzione del contratto attraverso un’azione redibitoria

o chiedere la riduzione del prezzo. Il compratore decade dal diritto di far valere la garanzia se non denuncia i vizi entro 8

giorni dalla scoperta; la prescrizione dura 1 anno dalla consegna della cosa; per i beni di consumo quando si trasferisce

un bene mobile tra professionista e consumatore, la garanzia può essere esercitata entro 2 mesi dalla scoperta del vizio;

si prescrive in 2 anni.

-Vendita con patto di riscatto

Possibilità per il venditore di riacquistare la proprietà di un bene venduto, dichiarando al compratore la sua volontà di

riscatto entro 2 anni per i beni mobili, entro 5 anni per i beni immobili. Il venditore ha l’obbligo di restituire il prezzo pagato

e rimborsare le spese e riparazioni sostenute; nullo il patto che preveda riscatti di entità superiori.

Nel caso il compratore abbia alienato la cosa ad altri, il patto di riscatto opererà solo se il terzo era a conoscenza

dell’esistenza del patto (per i beni immobili il patto di riscatto è oggetto di pubblicità).

-Vendita con patto di retrovendita

Parti si accordano per contrarre in futuro un nuovo contratto tramite il quale il bene viene ritrasferito; contratto di vendita

più contratto preliminare che impegna le parti a stipulare in futuro un nuovo patto di vendita.

-Vendita a rate con riserva di proprietà

La proprietà non passa direttamente al compratore qualora il pagamento è rateizzato; il venditore può decidere se

consegnare immediatamente la cosa al compratore ed addossare al possessore la responsabilità del bene, ma di

mantenere di fatto al proprietà fino al pagamento completo. In caso di inadempimento del compratore, il venditore potrà

riprendere il bene operando una risoluzione del contratto (inadempienza inferiore ad 1/8 del prezzo non si potrà rivalere

la risoluzione del contratto).

Contratto di somministrazione

Parte si obbliga a fornire prestazione periodiche o continuative dietro il corrispettivo di un prezzo

(es. contratto di fornitura delle terze di acqua, gas e luce)

Contratto estimatorio

Possibilità per l’acquirente di rivendere o restituire i beni dei quali entra in possesso; il rischio di perimento ricade

sull’acquirente (es. contratto stipulato dai giornalai con le case editrici, le quali forniscono giornali che se invenduti,

vengono restituiti).

Affiliazione commerciale (franchising)

Azienda principale stabilisce una rete di distribuzione con caratteristiche organizzative e segni distintivi omogenei, ma

gestita da imprenditori indipendenti (permette ad una delle parti di concedere all’altra, dietro corrispettivo, la disponibilità

sui diritti di proprietà industriale o intellettuale); esige forma scritta a pena nullità; pattuito a tempo determinato o

indeterminato.

Cessione dei crediti d’impresa (factoring)

Imprenditore si accorda con un altro al fine di concedergli tutti i crediti derivanti dalla propria attività d’impresa dietro il

pagamento di una percentuale di tali crediti; il cedente deve essere imprenditore, mentre il cessionario (factor) deve

essere una società o ente con personalità giuridica il cui atto preveda espressamente come oggetto l’acquisto di crediti

d’impresa (società deve avere un capitale non inferiore a dieci volte il capitale minimo per le s.p.a)

Contratto di rendita

Soggetto si impegna a corrispondere una prestazione ad altro che gli abbia ceduto un bene immobile o capitale.

Rendita perpetua: la prestazione sarà esigibile sino a che verrà fatto valere il diritto di riscatto sul bene ceduto)

Rendita vitalizia: la prestazione sarà esigibile fino alla morte del cedente.

Il contratto di rendita è aleatorio (non è possibile stabilirne la durata). 21

2) Contratti di utilizzazione

Contratto di locazione e affitto

Locatore si obbliga a far godere al conduttore una cosa mobile o immobile per un lasso di tempo determinato, in cambio

di un corrispettivo (titolare mantiene i propri diritti).

Obblighi locatore: consegnare la cosa in buono stato (utilizzabile, senza vizi non occultati), mantenerla (obbligo di

manutenzione) e garantire il pacifico godimento del bene al conduttore (proteggere il conduttore da chiunque

rivendicasse diritti sul bene dato in godimento).

Obblighi conduttore: pagare il corrispettivo, utilizzare il bene in modo consono e restituire il bene come gli è stato

consegnato.

Il limite massimo della locazione è 30 anni (durata non è mai indeterminata); locazione a tempo determinato (alla

scadenza il contratto cessa senza disdetta, ma si considera rinnovato se il conduttore è lasciato nella detenzione della

cosa) locazione a tempo indeterminato (alla scadenza il contratto non cessa a meno che non sia comunicata la disdetta).

Se la cosa viene alienata, la locazione è opponibile al terzo acquirente.

Sublocazione

Salvo patto contrario, il conduttore ha la facoltà di sublocare la cosa, mentre non può cedere il contratto senza il

consenso del locatore. Al locatore è data azione diretta per esigere dal subconduttore il prezzo del subcanone e per

l’adempimento di tutte le obbligazioni naturali.

Contratto di comodato

Parte consegna alla controparte un bene mobile o immobile a titolo gratuito purché se ne serva per un tempo

determinato. Allo scadere del termine deve essere riconsegnato nella sua integrità.

Il comodatario ha il dovere di conservare la cosa con la diligenza del buon padre di famiglia; in caso di inadempimento

può essere richiesto un risarcimento dei danni e la restituzione del bene può essere richiesta in qualunque momento.

Contratto di mutuo

Il titolare del diritto mette a disposizione una somma di denaro o delle cose fungibili alla controparte.

La controparte dovrà restituire altrettanto denaro o cose fungibili entro i termini indicati nel titolo; il mutuatario ha l’obbligo

di pagare gli interessi al mutuante, salvo le parti lo deroghino. Il contratto che prevede tassi superiori al tasso massimo

previsto per legge è da considerarsi nullo e la somma viene concessa a titolo gratuito.

3) Contratti di prestazione d’opera o servizi

Contratto di appalto

Svolgimento di un’opera o servizio in cambio di un corrispettivo (prestazione svolta da un soggetto attraverso la propria

organizzazione di mezzi e propria responsabilità); per concludere contratti di subappalto è necessaria l’approvazione del

committente, il quale ha diritto di controllo dell’opera in via di costruzione e deve assistere al collaudo una volta

terminata; se l’opera presenta vizi, l’appaltatore ha l’obbligo di risolverli.

Contratto di trasporto

Obbligo del vettore a trasferire cose o persone da un luogo ad un altro in cambio di un corrispettivo; se sono beni il

vettore ne assume l’onere di custodia e ne paga i danni; se non persone ad essere trasportate il vettore risponde dei

danni arrecati a loro ed alle loro pertinenze. In caso di sinistro il trasportato non ha l’onere di provare la colpa del vettore,

anche nel caso di trasporto gratuito.

Contratto di mandato

Parte si obbliga a compiere uno o più atti giuridici per conto di un’altra.

Il mandato si presume oneroso; il mandatario non ha facoltà di revocarlo se non c’è una giusta causa o se esiste uno

specifico interesse del mandante nella sua esecuzione.

Procura: atto unilaterale che ha efficacia nei confronti dei terzi

Mandato: contratto che non ha efficacia nei confronti dei terzi

Il mandato può essere accompagnato o meno da procura (se corredato il mandante agirà in nome del rappresentato,

altrimenti agirà in proprio nome e dovrà successivamente trasferire i beni acquistati per conto del mandante a questi. 22

FONTI NON CONTRATTUALI DI OBBLIGAZIONE

Promesse unilaterali

La promessa unilaterale di una prestazione non produce effetti obbligatori fuori dai casi ammessi dalla legge.

Promessa di pagamento e Ricognizione di un debito: dispensa colui a favore del quale è fatta, dall’onere di provare il

rapporto fondamentale; l’esistenza di questo si presume fino a prova contraria.

Promessa al pubblico: colui che, rivolgendosi al pubblico, promette una prestazione a favore di chi si trova in una

determinata situazione o compia una determinata azione, è vincolato dalla promessa non appena questa è resa

pubblica. Se alla promessa non è apposto un termine, o questo non risulta dalla natura o dallo scopo della medesima, il

vincolo del promittente cessa, qualora entro l’anno dalla promessa non gli sia stato comunicato l’avveramento della

situazione o il compimento dell’azione prevista nella promessa.

La promessa può essere revocata prima della scadenza del termine indicato dall’articolo precedente solo per giusta

causa, purché la revoca sia resa nella stessa forma della promessa o in forma equivalente.

Gestione di affari

Chi, senza esservi obbligato, assume scientemente la gestione di un affare altrui, è tenuto a continuarla e a condurla a

termine finché l’interessato non sia in grado di provvedervi da se stesso. L’obbligo di continuare la gestione sussiste

anche se l’interessato muore prima che l’affare sia terminato, finché l’erede possa provvedere direttamente.

Il gestore deve avere la capacità di contrarre. Il gestore è soggetto alle stesse obbligazioni che deriverebbero da un

mandato. Tuttavia, il giudice, in considerazione delle circostanze che hanno indotto il gestore ad assumere la gestione,

può moderare il risarcimento dei danni ai quali questo sarebbe tenuto per effetto della sua colpa.

Qualora la gestione sia stata utilmente iniziata, l’interessato deve adempiere le obbligazioni che il gestore ha assunte in

nome di lui, deve tenere indenne il gestore di quelle assunte dal medesimo in nome proprio e rimborsargli tutte le spese

necessarie o utili con gli interessi dal giorno in cui le spese stesse sono state fatte.

La ratifica dell’interessato produce, relativamente alla gestione, gli effetti che sarebbero derivati dalla gestione, anche se

la gestione è stata compiuta da persona che credeva di gestire un affare proprio.

Pagamento dell’indebito

Indebito oggettivo: chi ha esercitato un pagamento non dovuto ha diritto di ripetere ciò che ha pagato. Ha inoltre diritto ai

frutti e agli interessi dal giorno del pagamento se chi lo ha ricevuto era in mala fede, oppure se era in buona fede, dal

giorno della domanda. Non è ammessa la ripetizione di quanto è stato spontaneamente prestato in esecuzione di doveri

morali o sociali, salvo che la prestazione sia stata eseguita da un incapace. Chi ha eseguito una prestazione per uno

scopo che, anche da parte sua, costituisca offesa al buon costume non può ripetere quanto pagato.

Chi ha pagato un debito altrui, credendosi debitore in base a un errore scusabile, può ripetere ciò che ha pagato, sempre

che il creditore non si sia privato in buona fede del titolo o delle garanzie del credito. Chi ha ricevuto l’indebito è anche

tenuto a restituire i frutti e gli interessi dal giorno del pagamento se in mala fede, dal giorno della domanda se in buona

fede; quando la ripetizione non è ammessa, colui che ha pagato subentra nei diritti del creditore.

Chi ha ricevuto indebitamente una cosa determinata è tenuto a restituirla; se la cosa è perita, anche per caso fortuito, chi

l’ha ricevuta in mala fede è tenuto a corrispondere l’equivalente oppure la restituzione e un’indennità per la diminuzione

del valore; chi ha ricevuto in buona fede non risponde del ferimento o del deterioramento di essa, se non nei limit del suo

arricchimento. Chi avendo ricevuto la cosa in buona fede, l’ha alienata prima di conoscere l’obbligo di restituirla è tenuto

a restituire il corrispettivo conseguito; chi ha alienato la cosa ricevuta in mala fede o dopo aver conosciuto l’obbligo di

restituirla è obbligato a restituirla in natura o a corrispondente valore.

L’incapace che ha ricevuto l’inedito, anche in mala fede, non è tenuto che nei limit in cui ciò che ha ricevuto è stato

rivolto a suo vantaggio. Colui al quale è restituita la cosa è tenuto a rimborsare il possessore delle spese e dei

miglioramenti.

Arricchimento senza causa

Chi, senza giusta causa, si è arricchito a danno di un’altra persona è tenuto, nei limiti dell’arricchimento, a indennizzare

quest’ultima della correlativa diminuzione patrimoniale; qualora l’arricchimento abbia per oggetto una cosa determinata,

colui che l’ha ricevuta è tenuto a restituirla in natura, se sussiste al tempo della domanda.

L’azione di arricchimento non è proponibile quando il danneggiato può esercitare un’altra azione per farsi indennizzare

dal pregiudizio subito. 23

RESPONSABILITA’ CIVILE

Fonte principale di responsabilità per danni è l’illecito civile (atto o fatto lesivo di un interesse protetto da norma

giuridica, dal quale derivi pregiudizio per il soggetto leso): inadempimento di obbligazione (inadempimento in un

rapporto obbligatorio dal quale derivi un danno al creditore) fatto illecito (cagionato un danno ingiusto, derivato da un

comportamento colpevole, tenuto da un soggetto capace di intendere e volere)

Danno patrimoniale: perdita o mancato guadagno

Danno non patrimoniale: danno biologico, danno morale soggettivo, danno esistenziale;

-Danno biologico (lesione dell’integrità psicofisica del soggetto; per la valutazione del danno si fa uso di tabelle che

assegnano ad ogni punto di invalidità, riscontrato dal medico legale, una somma di denaro che prevede una soglia di

aggiustamento a seconda della rilevanza soggettiva del danno; tabelle prodotte dal Tribunale di Milano)

-Danno morale soggettivo (sofferenza cagionata da un fatto illecito, di natura transitoria o permanente)

-Danno esistenziale (provocato da un fatto che alteri le abitudini e gli assetti relazionali del soggetto, inducendolo a

scelte di vita diverse da quelle che avrebbe compiuto in mancanza del danno)

Risarcimento per fatto illecito

Qualunque fatto doloso o colposo, che cagiona ad altri un danno ingiusto, obbliga colui che ha commesso il fatto a

risarcire il danno.

Non è responsabile chi cagiona il danno per legittima difesa di sé o altri (legittima difesa)

Quando chi ha compiuto fatto dannoso vi è stato costretto dalla necessità di salvare sé o altri dal pericolo attuale di un

danno grave alla persona, e il pericolo non è stato da lui volontariamente causato né era altrimenti evitabile, al

danneggiato è dovuta un’indennità, la cui misura è rimessa all’equo apprezzamento del giudice (stato di necessità)

Non risponde delle conseguenze del fatto dannoso chi non aveva la capacità di intendere e volere al momento in cui lo

ha commesso, a meno che lo stato di incapacità derivi da sua colpa. In caso di danno cagionato da persona incapace di

intendere e volere, il risarcimento è dovuto da chi è tenuto alla sorveglianza dell’incapace, salvo che provi di non aver

potuto impedire il fatto. Nel caso in cui il danneggiato non abbia potuto ottenere il risarcimento da chi è tenuto alla

sorveglianza, il giudice, in considerazione delle condizioni economiche delle parti, può condannare l’autore del danno a

un’equa indennità (danno cagionato dall’incapace)

La padre e la madre, o il tutore, sono responsabili dal danno cagionato dal fatto illecito dei figli minori non emancipati o

delle persone soggette a tutela, che abitano con essi. La stessa disposizione si applica all’affiliante. I precettori e coloro

che insegnano un mestiere o un’arte sono responsabili del danno cagionato dal fatto illecito dei loro allievi e apprendisti

nel tempo in cui sono sotto la loro vigilanza. Le persone indicate dai commi precedenti sono liberate dalla responsabilità

soltanto se provano di non aver potuto impedire il fatto (responsabilità dei genitori, tutori, precettori, maestri d’arte)

I padroni e i committenti sono responsabili per i danni arrecati dal fatto illecito dei loro domestici e commessi

nell’esercizio delle incombenze a cui sono adibiti (responsabilità dei padroni e committenti)

Chiunque cagiona danno ad altri nello svolgimento di un’attività pericolosa, per sua natura o per la natura dei mesi

adoperati, è tenuto al risarcimento, se non prova di aver adottato tutte le misure idonee a evitare il danno.

Ciascuno è responsabile del danno cagionato dalle cose che ha in custodia, salvo provi il caso fortuito.

Il proprietario di un animale o chi se ne serve per il tempo in cui lo ha in uso, è responsabile dei danni cagionati

dall’animale, sia che fosse sotto la sua custodia, sia che fosse smarrito o fuggito, salvo che provi il caso fortuito.

Il proprietario di un edificio o di altra costruzione è responsabile dei danni cagionati dalla loro rovina, salvo che provi che

questa non è dovuta a difetto di manutenzione o a vizi di costruzione (rovina di edificio)

Il conducente di un veicolo senza guida di rotaie è obbligato a risarcire il danno prodotto a persone o a cosa dalla

circolazione del veicolo, se non prova di aver fatto tutto il possibile per evitare il danno. Nel caso di scontro tra veicoli si

presume, fino a prova contraria, che ciascuno dei conducenti abbia concorso ugualmente a produrre il danno subito dai

singoli veicoli. Il proprietario del veicolo o in sua vece l’usufruttuario o l’acquirente con patto di riservato dominio è

responsabile in solido col conducente, se non prova che la circolazione del veicolo è avvenuta contro la sua volontà.

Le persone indicate dai commi precedenti sono responsabili dei danni derivati da vizi di costruzione o da difetto di

manutenzione del veicolo (circolazione di veicoli)

Se il fatto dannoso è imputabile a più persone, tutte sono obbligate in solido al risarcimento del danno. Colui che ha

risarcito il danno ha regresso contro ciascuno degli altri, nella misura determinata dalla gravità della rispettiva colpa e

dall’entità delle conseguenze che ne sono derivate; nel dubbio le singole colpe si presumono uguali (responsabilità

solidale)

Il risarcimento dovuto al danneggiato si deve determinare secondo le disposizioni degli artt. 1223 cc (il risarcimento del

danno deve comprendere la perdita subita dal creditore come il mancato guadagno, in quanto ne siano conseguenza

immediata e diretta) 1226 cc (se il danno non può essere provato nel suo preciso ammontare è liquidato dal giudice con

valutazione equitativa) 1227 cc (se il fatto colposo del creditore ha concorso a cagionare il danno, il risarcimento è

diminuito secondo la gravità della colpa e l’entità delle conseguenze che ne sono derivate; il risarcimento non è dovuto

per i danni che il creditore avrebbe potuto evitare usando l’ordinaria diligenza) (valutazione dei danni)

Quando il danno alle persone ha carattere permanente la liquidazione può essere fatta dal giudice, tenuto conto delle

condizioni delle parti e della natura del danno, sotto forma di una rendita vitalizia, in tal caso il giudice dispone le

opportune cautele (danni permanenti)

Il danneggiato può chiedere la reintegrazione in forma specifica, qualora sia in tutto o in parte possibile; tuttavia il giudice

può disporre che il risarcimento avvenga solo per equivalente, se la reintegrazione in forma specifica risulta

eccessivamente onerosa per il debitore (risarcimento in forma specifica)

Il danno non patrimoniale deve essere risarcito solo nei casi determinati dalla legge (danni non patrimoniali):


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DETTAGLI
Corso di laurea: Economia e gestione aziendale
SSD:
Università: Trieste - Units
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher faina2015 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto privato e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Trieste - Units o del prof Ziviz Patrizia.

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