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Nozioni generali

Disposizioni sulla legge in generale

In Italia ci sono 5 codici fondamentali: codice civile, codice di procedura civile, codice penale, codice di procedura penale, codice di navigazione.

Codice civile: fondamentale corpo normativo del diritto privato, riguarda i rapporti personali e patrimoniali tra privati. Emanato nel 1942, consta di 2969 articoli, divisi in 6 libri (delle persone e della famiglia - delle successioni - della proprietà - delle obbligazioni - del lavoro - della tutela dei diritti) preceduti da 31 articoli delle Disposizioni sulla legge in generale (disposizioni preliminari o preleggi).

Codificazione: L'ordinamento italiano è chiamato diritto codificato. Formazione dei codici napoleonici (Code civil 1804 e Code de commerce 1807) e Codice civile generale austriaco 1811 e Codice civile dell'impero germanico 1900. Nel 1865 il Regno d'Italia si dotava del codice civile e di commercio ricalcati dal modello francese, 1930 codice penale e codice di procedura penale, 1940 codice di procedura civile, 1942 codice civile e codice di navigazione. Il legislatore può reagire all'invecchiamento di un codice con la novellazione (mantenere unità corpo legislativo e man mano procedere alla riforma di parti più o meno ampie del codice).

Diritto privato e diritto pubblico

Diritto privato: riguarda gli interessi dei singoli individui e dei gruppi, si divide in diritto civile e commerciale.

Diritto pubblico: riguarda gli interessi generali che toccano la collettività, si divide in diritto costituzionale, amministrativo, penale.

Indicazione delle fonti del diritto

  • Leggi: la formazione delle leggi e l'emanazione degli atti del Governo aventi forza di legge sono disciplinate da leggi di carattere costituzionale.
  • Regolamenti: il potere regolamentare del Governo è disciplinato da leggi di carattere costituzionale. Il potere regolamentare di altre autorità è esercitato nei limiti delle rispettive competenze in conformità di leggi particolari. I regolamenti non possono contenere norme contrarie alle disposizioni delle leggi.
  • Norme corporative: sono norme corporative gli accordi economici collettivi, i contratti collettivi di lavoro. Formazione ed efficacia sono disciplinate nel codice civile art. 2063-2081. Le norme corporative non possono derogare alle disposizioni delle leggi e dei regolamenti.
  • Usi: nelle materie regolate dalle leggi e dai regolamenti gli usi hanno efficacia solo in quanto richiamati da essi. Le norme corporative prevalgono sugli usi, anche se richiamati dalle leggi e dai regolamenti, salvo che in esse sia diversamente disposto.

Diritto oggettivo e diritto soggettivo

Diritto oggettivo: insieme di regole legali.

Diritto soggettivo: posizione di vantaggio garantita da una regola legale.

Legge e norma

Legge: tipologia di testo che contiene all'interno una o più norme.

Norma: regola dotata di autorità in quanto inserita in un atto normativo.

Norma imperativa: imperative o cogenti sono quelle norme che l'ordinamento impone ai singoli prescindendo da eventuali attuazioni, determinazioni unilaterali o negozi di qualsiasi tipo, pena nullità (art. 1418 cc "il contratto è nullo quando è contrario a norme imperative, salvo che la legge disponga diversamente").

Norma dispositiva: dispositive o derogabili sono quelle norme la cui applicazione può essere evitata tramite un atto di autonomia privata.

Entrata in vigore

Leggi e regolamenti divengono obbligatori il 15° giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale, salvo che sia altrimenti disposto. Le norme corporative divengono obbligatorie nel giorno successivo a quello della pubblicazione, salvo che in esse sia altrimenti disposto. La legge non ha effetto retroattivo per le leggi penali.

Interpretazione delle leggi

Nell'applicare la legge non si può ad essa attribuire altro senso che quello fatto palese da significato proprio delle parole secondo la connessione di esse e dalla intenzione del legislatore. Se una controversia non può essere decisa con un precisa disposizione, si ha riguardo alle disposizioni che regolano casi simili o materie analogiche (interpretazione analogica); in mancanza di una norma di legge, si decide secondo i principi generali dell'ordinamento giuridico dello Stato. Interpretazione: autentica, dottrinale, estensiva, restrittiva.

Le leggi penali e quelle che fanno eccezione a regole generali o altre leggi non si applicano oltre ai casi e i tempi in esse considerati.

Abrogazione delle leggi

Le leggi non sono abrogate che da leggi posteriori per dichiarazione espressa del legislatore, per incompatibilità tra le nuove disposizioni e le precedenti o perché la nuova legge regola l'intera materia già regolata dalla legge anteriore.

Precedente giudiziario

Decisione già avvenuta di un caso, analogo a quello che si tratta di decidere, dalla decisione o da una serie di decisioni conformi si ricava una regola.

Giudizio equitativo

Decisione di un giudice che prescinde da una rigida applicazione della legge (in base a equità), giustizia nel caso concreto. L'art. 113 c.p.c. dispone che il giudice di pace decide secondo equità le cause il cui valore non ecceda i 1100€ pur dovendo osservare i principi fondamentali, o, l'art. 114 c.p.c. dispone che il giudice decida secondo equità se le parti gliene facciano concorde richiesta e se la controversia riguardi diritti disponibili delle parti.

Clausole generali codice civile

  • Correttezza (buona fede oggettiva)
    • Art. 1175 cc (comportamento secondo correttezza) "Il debitore e il creditore devono comportarsi secondo le regole della correttezza"
    • Art. 1337 cc (trattative e responsabilità precontrattuale) "Le parti, nello svolgimento delle trattative e nella formazione del contratto, devono comportarsi secondo buona fede"
    • Art. 1358 cc (comportamento delle parti nello stato di pendenza) "Colui che si è obbligato o che ha alienato un diritto sotto condizione sospensiva, ovvero lo ha acquistato sotto condizione risolutiva, deve, in pendenza della condizione, comportarsi secondo buona fede per conservare integre le ragioni dell'altra parte"
    • Art. 1366 cc (interpretazione di buona fede) "Il contratto deve essere interpretato secondo buona fede"
    • Art. 1375 cc (esecuzione di buona fede) "Il contratto deve essere eseguito secondo buona fede"
  • Diligenza del buon padre di famiglia
    • Art. 1176 cc (diligenza nell'adempimento) "Nell'adempiere l'obbligazione il debitore deve usare la diligenza del buon padre di famiglia. Nell'adempimento delle obbligazioni inerenti all'esercizio di un'attività professionale, la diligenza deve valutarsi con riguardo alla natura dell'attività esercitata"
    • Art. 1710 cc (diligenza del mandatario) "Il mandatario è tenuto ad eseguire il mandato con la diligenza del buon padre di famiglia; ma se il mandato è gratuito, la responsabilità per colpa è valutata con minor rigore. Il mandatario è tenuto a rendere note al mandante le circostanze sopravvenute che possono determinare la revoca o la modifica del mandato"
  • A regola d'arte
    • Art. 2224 cc (esecuzione dell'opera) "Se il prestatore d'opera non procede all'esecuzione dell'opera secondo le condizioni stabilite dal contratto a regola d'arte, il committente può fissare un congruo termine, entro il quale il prestatore d'opera deve conformarsi a tali condizioni. Trascorso inutilmente il termine fissato, il committente può recedere dal contratto, salvo il diritto al risarcimento dei danni."

Criterio generale di valutazione

  • Buon costume (morale diffusa nella società)
    • Art. 5 cc (atti di disposizione del proprio corpo) "Gli atti di disposizione del proprio corpo sono vietati quando cagionano una diminuzione permanente dell'integrità fisica o quando siano altrimenti contrari alla legge, all'ordine pubblico o al buon costume"
  • Buona fede soggettiva
    • Art. 128 cc (matrimonio putativo) "Se il matrimonio è dichiarato nullo, gli effetti del matrimonio valido si producono, in favore dei coniugi, fino alla sentenza che pronuncia la nullità, quando i coniugi stessi lo hanno contratto in buona fede, oppure quando il loro consenso è stato estorto con violenza o determinato da timore di eccezionale gravità derivante da cause esterne agli sposi. Il matrimonio dichiarato nullo ha gli effetti del matrimonio valido rispetto ai figli"
    • Art. 534 cc (diritti di terzi) "L'erede può agire anche contro gli aventi causa da chi possiede a titolo di erede o senza titolo. Sono salvi i diritti acquistati, per effetto di convenzioni a titolo oneroso con l'erede apparente, dai terzi i quali provino di avere contratto in buona fede"
    • Art. 535 cc (possessore di beni ereditari) "Le disposizioni in materia di possesso si applicano anche al possessore di beni ereditari, per quanto riguarda la restituzione dei frutti, spese, miglioramenti e addizioni. Il possessore in buona fede, che ha alienato pure in buona fede una cosa dell'eredità, è solo obbligato a restituire all'erede il prezzo o il corrispettivo ricevuto. Se il prezzo o il corrispettivo è ancora dovuto, l'erede subentra nel diritto di conseguirlo. È possessore in buona fede colui che ha acquistato il possesso dei beni ereditari, ritenendo per errore di essere erede. La buon fede non giova se l'errore dipende da colpa grave"
    • Art. 936 cc (opere fatte da un terzo con materiali propri) "Il proprietario non può obbligare il terzo a togliere le piantagioni, costruzioni od opere, quando sono state fatte a sua scienza e senza opposizione o quando sono state fatte dal terzo in buona fede"
    • Art. 938 cc (occupazione di porzione di suolo attiguo) "Se nella costruzione di un edificio si occupa in buona fede una porzione del fondo attiguo, e il proprietario di questo non fa opposizione entro 3 mesi dal giorno in cui ebbe inizio la costruzione, l'autorità giudiziaria, tenuto conto delle circostanze, può attribuire al costruttore la proprietà dell'edificio e del suolo occupato. Il costruttore è tenuto a pagare al proprietario del suolo il doppio del valore della superficie occupata, oltre il risarcimento dei danni"
    • Art. 1147 cc (possesso in buona fede) "È possessore di buona fede chi possiede ignorando di ledere un diritto altrui. La buona fede non giova se l'ignoranza dipende da colpa grave. La buona fede è presunta e basta che vi sia stata al tempo dell'acquisto"
    • Art. 1153 cc (effetti dell'acquisto del possesso) "Colui al quale sono alienati beni mobili da parte di chi non ne è proprietario, ne acquista la proprietà mediante il possesso, purché sia in buona fede al momento della consegna e sussista un titolo idoneo al trasferimento della proprietà. La proprietà si acquista libera da diritti altrui sulla cosa, se questi non risultano dal titolo e vi è la buona fede dell'acquirente. Nello stesso modo si acquistano i diritti di usufrutto, di uso e di pegno"
    • Art. 1415 cc (effetti della simulazione rispetto ai terzi) "La simulazione non può essere opposta né dalle parti contraenti, né dagli aventi causa o dai creditori del simulato alienante, ai terzi che in buona fede hanno acquistato diritti dal titolare apparente, salvi gli effetti della trascrizione della domanda di simulazione. I terzi possono far valere la simulazione in confronto delle parti, quando essa pregiudica i loro diritti"
    • Art. 1416 cc (rapporto con i creditori) "La simulazione non può essere opposta dai contraenti ai creditori del titolare apparente che in buona fede hanno compiuto atti di esecuzione sui beni che furono oggetto del contratto simulato. I creditori del simulato alienante possono far valere la simulazione che pregiudica i loro diritti e ne conflitto con i creditori chirografari del simulato acquirente, sono preferiti a questi, se il loro credito è anteriore all'atto simulato"
    • Art. 1445 cc (effetti dell'annullamento nei confronti dei terzi) "L'annullamento che non dipende da incapacità legale non pregiudica i diritti acquistati a titolo oneroso dai terzi in buona fede, salvi gli effetti della trascrizione della domanda di annullamento"
  • Ordine pubblico (insieme dei principi e norme inderogabili dell'ordinamento)
  • Eccessiva onerosità
    • Art. 1467 cc (contratto con prestazioni corrispettive) "Nei contratti ad esecuzione continuata o periodica ovvero ad esecuzione differita, se la prestazione di una delle parti è divenuta eccessivamente onerosa per il verificarsi di avvenimenti straordinari e imprevedibili, la parte che deve tale prestazione può domandare la risoluzione del contratto, con gli effetti stabiliti dall'art. 1458. La risoluzione non può essere domandata se la sopravvenuta onerosità rientra nell'alea normale del contratto. La parte contro la quale è domandata la risoluzione può evitarla offrendo di modificare equamente le condizioni del contratto"
  • Equità
    • Art. 2118 cc (recesso dal contratto a tempo indeterminato) "Ciascuno dei contraenti può recedere dal contratto di lavoro a tempo indeterminato, dando il preavviso nel termine e nei modi stabiliti dalle norme corporative, dagli usi o secondo equità…”
    • Art. 1371 cc (regole finali dell'interpretazione del contratto) "Qualora, nonostante l'applicazione delle norme contenute in questo capo, in contratto rimanga oscuro, esso deve essere inteso nel senso meno gravoso per l'obbligato, se è a titolo gratuito, e nel senso che realizzi l'equo contemperamento degli interessi delle parti, se a titolo oneroso"
  • Giusta causa
    • Art. 2041 cc (azione generale di arricchimento) "Chi, senza giusta causa, si è arricchito a danno di un'altra persona è tenuto, nei limit dell'arricchimento, a indennizzare quest'ultima della correlativa diminuzione patrimoniale. Qualora l'arricchimento abbia per oggetto una cosa determinata, colui che l'ha ricevuta è tenuto a restituirla in natura, se sussiste al tempo della domanda"
    • Art. 2119 cc (recesso per giusta causa) "Ciascuno dei contraenti può recedere dal contratto prima della scadenza del termine, se i contratto è a tempo indeterminato o senza preavviso se il contratto è a tempo indeterminato, qualora si verifichi una causa che non consente la prosecuzione, anche provvisoria, del rapporto. Se il contratto è a tempo indeterminato, al prestatore di lavoro che recede per giusta causa compete l'indennità indicata nel secondo comma dell'articolo 2118"
    • Art. 2237 cc (recesso) "Il cliente può recedere dal contratto, rimborsando al prestatore d'opera le spese sostenute e pagando il compenso per l'opera svolta. Il prestatore d'opera può recedere dal contratto per giusta causa. In tal caso egli ha diritto al rimborso delle spese effettuate e al compenso per l'opera svolta, da determinarsi con riguardo al risultato utile che ne sia derivato al cliente. Il recesso del prestatore d'opera deve essere esercitato in modo da evitare pregiudizio al cliente"
  • Natura della cosa
    • Art. 1804 cc (obbligazioni del comodatario) "Il comodatario è tenuto a custodire e a conservare la cosa con la diligenza del buon padre di famiglia. Egli non può servirsene che per l'uso determinato dal contratto o dalla natura della cosa. Non può concedere ad un terzo il godimento della cosa senza il consenso del comodante. Se il comodatario non adempie agli obblighi suddetti, il comodante può chiedere l'immediata restituzione della cosa, oltre al risarcimento del danno"
  • Normale diligenza
    • Art. 1431 cc (errore riconoscibile) "L'errore si considera riconoscibile quando, in relazione al contenuto, alle circostanze del contratto ovvero alla qualità dei contraenti, una persona di normale diligenza avrebbe potuto rilevarlo"
  • Normale tollerabilità
    • Art. 844 cc (Immissioni) "Il proprietario di un fondo non può impedire le immissioni di fumo o di calore, le esalazioni, i rumori, gli scuotimenti e simili propagazioni derivanti dal fondo del vicino, se non superano la normale tollerabilità, avuto anche riguardo alla condizione dei luoghi. Nell'applicare questa norma l'autorità giudiziaria deve contemperare le esigenze della produzione con le ragioni della proprietà. Può tener conto della priorità di un determinato uso"
  • Persona sensata
    • Art. 1435 cc (caratteri della violenza) "La violenza deve essere di tal natura da fare impressione sopra una persona sensata e da farle temere di esporre sé e i suoi beni ad un male ingiusto e notevole"
  • Pericolo attuale di grave danno alla persona
    • Art. 1447 cc (contratto concluso in stato di pericolo) "Il contratto con cui un parte ha assunto obbligazioni a condizioni inique, per la necessità, nota alla controparte, di salvare sé o altri dal pericolo attuale di danno grave alla persona, può essere rescisso sulla domanda della parte che si è obbligata. Il giudice nel pronunciare la rescissione, può, secondo le circostanze, assegnare un equo compenso all'altra parte per l'opera prestata"
  • Scarsa importanza dell'inadempimento
    • Art. 1455 cc (Importanza dell'inadempimento)…
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Scienze giuridiche IUS/01 Diritto privato

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher faina2015 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto privato e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Trieste o del prof Ziviz Patrizia.
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