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Lezione IV: Le obbligazioni

Definizione e concetto di obbligazione

Il concetto di obbligazione non è un concetto moderno in quanto la definizione di obbligazione che oggi è adottata, deriva da Gaio, il giurista romano.

Citazione di Gaio in italiano: “L’obbligazione è un vincolo giuridico che astringe le parti (debitori e creditore) e in forza di tale vincolo giuridico il debitore è tenuto ad effettuare una certa prestazione di dare, fare o non fare a favore del creditore, affinché il creditore medesimo trovi soddisfazione del proprio interesse che può essere patrimoniale e non patrimoniale”.

Rapporto obbligatorio

Quindi dall’obbligazione sorge un rapporto obbligatorio: una relazione qualificata tra parti determinate che comporta che un soggetto detto debitore sia tenuto a soddisfare l’interesse creditorio attraverso l’adempimento, esatto e tempestivo, della prestazione dovuta.

L’articolo 1795 sancisce la regola secondo cui i soggetti del rapporto obbligatorio devono comportarsi secondo la regola di correttezza e buona fede. Non soltanto il debitore è tenuto a comportarsi correttamente ma anche il creditore! Non è un caso che sia prevista accanto alla mora del debitore anche la mora del creditore.

Fonti delle obbligazioni

Il contatto rientra tra le fonti principali delle obbligazioni, in particolare l’articolo 1173 elenca le fonti delle obbligazione. Esse derivano dal contratto da fatto illecito e da qualunque atto o fatto idoneo a produrre secondo l’ordinamento. Questi atti o fatti sono regolati nella negotiorum gestio, nell’indebito e nell’arricchimento senza giusta causa e nelle promesse unilaterali. Da queste fonti sorge l’obbligazione. L’obbligazione è un vincolo giuridico coercibile.

Coercibilità delle obbligazioni

Che vuol dire coercibile? Vuol dire che laddove il debitore non adempia alla prestazione il creditore può coattivamente ottenere la prestazione o il ristoro del danno subito. Perché vi sottolineo tale aspetto? Nelle obbligazioni naturali vedremo che questo aspetto manca (ovvero la coercibilità) e per tal ragione vengono ritenute obbligazioni non giuridiche.

Caratteristica delle obbligazioni giuridiche è che generano un vincolo in capo al debitore il quale è tenuto a una data prestazione e tale vincolo è coercibile da parte del creditore in caso di inadempimento.

Oggetto dell'obbligazione

Oggetto dell’obbligazione è la prestazione: consiste nello svolgimento di un’attività o nel conseguimento di un dato risultato. Il contenuto può essere il più vario, ovviamente si fa una sorta di classificazione, cioè la prestazione può essere una prestazione di dare, di fare ma anche una prestazione di non fare, in quest’ultimo caso si parla di obbligazioni negative.

Obbligazioni di mezzi e di risultato

In relazione alla prestazione si suole distinguere tra obbligazioni di mezzi e di risultato. Tale distinzione è molto criticata, il Trabucchi la porta.

Obbligazione di mezzi: la stessa può dirsi adempiuta quando il debitore ha adoperato, nell’esecuzione della prestazione, il massimo sforzo di diligenza a prescindere dal fatto che il risultato sperato dal creditore sia raggiunto o meno. Tanto la prestazione può dirsi adempiuta, quando il debitore ha profuso l’impegno da lui esigibile anche se il risultato sperato dal creditore non è stato raggiunto. Vi faccio un esempio: L’avvocato. Il cliente si rivolge all’avvocato e chiede di patrocinare per lui in giudizio per una certa questione giuridica. L’obbligazione dell’avvocato si dice essere di mezzi… perché? Se l’avvocato svolge la sua attività con la diligenza da lui richiesta, che è la diligenza del professionista, laddove perdesse la causa, l’avvocato non può essere ritenuto inadempiente e avrà diritto al suo compenso.

Obbligazioni di risultato: per dirsi adempiute non basta la massima diligenza adoperata dal debitore nella prestazione, necessario è il raggiungimento del risultato a favore del creditore. Laddove questo risultato non è raggiunto il debitore sarà considerato inadempiente e responsabile dell’eventuale danno. Come vi dicevo questa distinzione non è da tutti condivisa. È contestata perché si dice che ogni obbligazione è sia di mezzo che di risultato (però andiamo avanti e non ci soffermiamo su questa distinzione).

Caratteri della prestazione

Articolo 1174 stabilisce che la prestazione forma l’oggetto dell’obbligazione, deve essere suscettibile di valutazione economica e deve corrispondere ad un interesse anche non patrimoniale del creditore.

Quindi il primo carattere che viene in rilievo è la sua patrimonialità. Che vuol dire? Deve essere suscettibile di valutazione economica ovvero la stessa deve essere quantificata in termini monetari. In caso di inadempimento, voi sapete che la prima conseguenza è il risarcimento del danno. Non sempre è possibile ottenere il risarcimento del danno in forma specifica, ma spesso il danno viene risarcito per equivalente. Quindi si va a guardare qual è il valore economico della prestazione rimasta inadempiuta e si liquida in una somma di denaro.

Poi la prestazione può corrispondere a un interesse anche non patrimoniale del creditore. Quindi la prestazione, anche se deve presentare il carattere della patrimonialità, allo stesso tempo l’interesse sotteso alla prestazione, che è quello del creditore, può anche essere non patrimoniale.

Caratteristiche delle prestazioni

Inoltre, la prestazione delle obbligazioni deve presentare altre caratteristiche. Deve essere: lecita, non contraria a norme imperative, all’ordine pubblico o al buon costume, deve essere possibile per il principio “nemo ad impossibilia tenetur”, deve essere determinata o determinabile.

Perché determinata o determinabile? Tale requisito è necessario perché il debitore deve essere a conoscenza della misura dell’impegno che lo stesso va ad assumere. L’oggetto dell’obbligazione deve essere determinato o determinabile sin dal principio. Determinabile vuol dire che esistono dei parametri ai quali rifarsi per poter determinare l’entità della prestazione.

Classificazione delle obbligazioni

Possiamo andare avanti… passiamo alla classificazione delle obbligazioni, sussistono varie classificazioni!

Oggi ci soffermeremo sulle obbligazioni solidali, sulle divisibili o indivisibili e sulle obbligazioni naturali in quanto queste sono oggetto di domanda di esame. Diciamo velocemente anche le altre.

Obbligazioni generiche e specifiche

La prima divisione che suole farsi è sulle obbligazioni generiche e specifiche. Le obbligazioni sono generiche quando hanno ad oggetto la prestazione di cose determinate solo nel genere e nella qualità. Esempio: devo dare 10 penne. Normalmente hanno ad oggetto beni fungibili cioè facilmente sostituibili.

Obbligazioni specifiche hanno ad oggetto una cosa ben determinata. Esempio: devo dare il quadro dipinto da Tizio.

Obbligazioni cumulative e alternative

Le obbligazioni sono cumulative quando hanno ad oggetto una pluralità di prestazioni e l’obbligazione può dirsi estinta e il debitore liberato quando lo stesso adempia a tutte le prestazioni.

Esse si distinguono dalle obbligazioni alternative che sono oggettivamente complesse in quanto hanno ad oggetto una pluralità di prestazioni tuttavia, mentre nelle cumulative il debitore si libera solo quando ha adempiuto a tutte le prestazioni, nelle alternative il debitore si libera adempiendo a una sola di esse. Vanno distinte dalle obbligazioni facoltative. Oggetto di tali obbligazioni è un'unica prestazione, tuttavia è riconosciuto al debitore di liberarsi dall’obbligazione seguendo una prestazione diversa.

Obbligazioni pecuniarie

Le obbligazioni pecuniarie hanno ad oggetto una somma di denaro e sono soggette al principio nominalistico. Cos’è tale principio?

L’articolo 1277 e seguenti: “I debiti pecuniari si estinguono con moneta avente corso legale nello stato al tempo del pagamento e per il suo valore nominale” cosa vuol dire? Vuol dire le obbligazione pecuniaria va adempiuta secondo il valore nominale del debito a prescindere dalle fluttuazioni del potere di acquisto della moneta.

Se 50 anni fa ho contrattato un debito pari al valore nominale di 50, trascorsi 50 anni io sono sempre tenuta a quei 50, anche se nell’arco di quei 50 anni vi è stato un mutamento del potere di acquisto della moneta. Ovviamente tale principio favorisce molto il debitore perché il rischio del deprezzamento della moneta è a carico del creditore ed è per questa ragione che, per ovviare a tale rischio, sono previste una serie di clausole di adeguamento come le clausole di indicizzazione ISTAT che servono ad ovviare il problema dell’inflazione e della svalutazione monetaria.

Obbligazioni solidali

Obbligazioni solidali o anche dette soggettivamente complesse. Le obbligazioni solidali sono quelle obbligazioni che si caratterizzano per una pluralità di soggetti dal lato attivo o passivo del rapporto obbligatorio, noi distinguiamo tra solidarietà attiva e solidarietà passiva.

La solidarietà passiva si configura quando abbiamo una pluralità di debitori. Nella solidarietà attiva abbiamo una pluralità di creditori.

Solidarietà passiva

Quand’è che siamo in presenza di un’obbligazione solidale dal lato passivo? Ragazzi quello che si vuole sapere in sede di esame è più che altro la solidarietà passiva più che quella attiva. Presupposti della solidarietà passiva sono la pluralità di soggetti dal lato passivo del rapporto obbligatorio, quindi una pluralità di debitori.

Il secondo presupposto è indicato nel: eadem res debita, ovvero tutti i debitori sono obbligati all’adempimento della medesima prestazione. Terzo presupposto è l’eadem causa obbligandi tale prestazione deve avere la medesima fonte, ovvero la medesima fonte per tutti i debitori.

In presenza di tali presupposti la legge presume che tutti i debitori siano obbligati “in solido”, salvo che la legge o il contratto dispongano diversamente. Cosa vuol dire? Vuol dire che quando abbiamo una pluralità di debitori, obbligati nella stessa prestazione e l’unicità della fonte della prestazione si presume che tutti i debitori siano obbligati “in Solido” perché la regola è la solidarietà passiva, salvo che la legge o il contratto dispongano diversamente.

Conseguenze della solidarietà

Cosa comporta tale solidarietà? Comporta che il creditore può esigere da uno qualunque dei condebitori in solido l’adempimento dell’intera prestazione. L’adempimento dell’intera prestazione da parte di un debitore, libera tutti gli altri.

Quindi se ci sono 3 debitori obbligati per 60 il creditore, salvo che la legge o il contratto non dispongano diversamente, non è tenuto a rivolgersi prima uno per 20, poi l’altro e l’altro ancora per la medesima somma (20), ma può chiedere ad uno solo l’adempimento dell’intero e quindi esigere 60. Il debitore a cui è richiesto l’adempimento per intero libera anche tutti gli altri debitori nei confronti del creditore.

Il creditore può rivolgersi indifferentemente a uno dei condebitori, a meno che non venga pattuito un beneficium ordinis o un beneficium excussionis. Il primo comporta che il creditore deve eseguire un ordine nella richiesta di adempimento, non può scegliere a suo piacimento il debitore al quale richiedere l’adempimento della prestazione ma deve seguire un ordine. Quindi rivolgersi prima a tizio poi eventualmente a caio e poi eventualmente a sempronio.

Il beneficium excussionis comporta che non è sufficiente che il creditore segua un ordine nella richiesta di adempimento ma egli, secondo un certo ordine non solo deve richiedere l’adempimento ma deve anche escutere il patrimonio del soggetto. Se si pattuisce un b.e. si stabilisce che il creditore deve prima chiedere ed escutere il patrimonio di tizio, poi dopo può rivolgersi a caio, chiedere l’adempimento ed eventualmente escutere il suo patrimonio.

Funzione della solidarietà

Secondo voi qual è la funzione della solidarietà, cosa comporta per il creditore la solidarietà passiva? Una maggiore garanzia! La solidarietà comporta un rafforzamento delle ragioni creditorie nella richiesta di adempimento perché è evidente che il creditore potrà rivolgersi all’uno o all’altro, normalmente la richiesta di adempimento per intero è a garanzia del creditore.

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Scienze giuridiche IUS/01 Diritto privato

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Gimmyboyd di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto Privato e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Napoli Federico II o del prof Caprioli Raffaele.
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