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ESTRATTO DOCUMENTO

L'atto pubblico è il documento redatto, con le

richieste formalità, da un notaio o da altro pubblico

ufficiale autorizzato ad attribuirgli pubblica fede nel

luogo dove l'atto è formato (fa prova in se). (art.2699

CC.)

La scrittura privata fa piena prova, fino a querela di

falso, della provenienza delle dichiarazioni da chi l'ha

sottoscritta, se colui contro il quale la scrittura è

prodotta ne riconosce la sottoscrizione, ovvero se

questa è legalmente considerata come riconosciuta

(la prova scatta se il soggetto contro il quale viene

prodotta non la disconosce). Ciò che fa prova non è il

contenuto della dichiarazione ma la dichiarazione

stessa. (art. 2702 CC.)

La forma è condizione di validità non è un limite

ma un onere.

Un contratto stipulato senza rispettare le regole del

gioco cade nell’ambito dell’invalidità; si presentano

due casi: la nullità e l’annullabilità che sono

sanzioni che rientrano nella categoria della invalidità

del contratto.

Nullità: è la sanzione più grave prevista dal nostro

ordinamento giuridico; l’atto nullo non produce alcun

effetto, ha effetto retroattivo (agisce fin dalla

formazione dell’atto).

Cause di nullità del contratto (art.1418 CC)

Il contratto è nullo quando è contrario a norme

imperative, salvo che la legge disponga diversamente.

Producono nullità del contratto la mancanza di uno dei

requisiti indicati dall'articolo 1325 (accordo tra le

parti, forma, oggetto causa), l’illeciticità della causa,

l’illiceità dei motivi nel caso indicato dall'articolo 1345

e la mancanza nell’oggetto dei requisiti stabiliti

dall'articolo 1346 (possibile, lecito, determinato).

La nullità parziale (art. 1419 CC): se le clausole

colpite da nullità sono elemento determinante per il

consenso delle parti l’intero contratto diviene nullo.

Se le clausole nulle sono sostituite da norme

imperative il contratto non è soggetto a nullità.

Salvo diverse disposizioni di legge, la nullità può

essere fatta valere da chiunque vi ha interesse e può

essere rilevata d’ufficio dal giudice. (art.1421 CC)

L’azione per far dichiarare la nullità non è soggetta a

prescrizione (art.1422 CC) ed inoltre il contratto nullo

non può essere convalidato (art.1423 CC).

Esiste però la conversione dell’atto nullo che è

comunque cosa differente dalla convalida. Mentre la

convalida sana il negozio viziato con la conversione si

permette di salvare gli effetti di un contratto diverso a

determinate condizioni cioè che abbia i requisiti di

forma e di sostanza previsti dalla legge (art.1424 CC)

es. cambiale nulla diventa promessa di pagamento.

Annullabilità

Cause di annullabilità sono: l’errore, la violenza, il

dolo e gli altri casi stabiliti dalla legge.

Le cause annullabilità possono essere suddivise in due

grandi gruppi:

le cause attinenti all’incapacità di chi contrae

(art.1425 CC) es. minore, interdetto, inabilitato;

le cause che attengono ai vizi del consenso: il

soggetto che contrae è pienamente capace ma la sua

volontà è viziata (errore, violenza o dolo) art.1427

CC. per la quale il contratto produce si i suoi

effetti ma possono venir meno con l’azione del

soggetto la cui volontà è stata viziata diretta ad

ottenere l’annullamento.

Diverso significato ha l’inefficacia che si presenta

anche per un contratto valido ma

momentaneamente sospeso in attesa di una

circostanza estrinseca.

La nullità è il contratto non a norma di legge

privo di qualunque effetto, è una sanzione che

scatta automaticamente che riconosce che il contratto

non ha prodotto effetti.

Con tale disciplina l’ordinamento determina la sua

reazione nel caso che:

una parte abbia indotto l’altra a concludere il

1. contratto con l’inganno, Il dolo è causa di

annullamento del contratto quando i raggiri usati

da uno dei contraenti sono stati tali che, senza di

essi, l’altra parte non avrebbe contrattato

(art.1439 CC)Il dolo incidente non è causa di

annullabilità del contratto in quanto il contratto

sarebbe stato ugualmente stipulato anche se

diversamente (art.1440 CC).

una parte abbia indotto l’altra a concludere il

2. contratto con una minaccia, la violenza è

causa di annullamento del contratto, anche se

esercitata da un terzo (art.1434 CC); solo la

violenza psichica porta all’annullabilità del

contratto in quanto lascia due scelte: la scelta di

stesura del contratto o conoscere se la minaccia

era vera. La violenza fisica porta al contratto nullo

in quanto fa mancare uno dei suoi elementi

fondamentali: l’accordo tra le parti.

una parte si determina a concludere il contratto

3. per effetto di un errore dovuto ad una falsa

conoscenza o ignoranza o per aver attribuito

al contratto funzione che non può realizzare.

In quest’ultimo caso, il più complesso, il legislatore

disciplina la rilevanza e le conseguenze

dell’errore in base alla sua essenzialità e

riconoscibilità.

Essenzialità nel senso di importanza, quando

l’errore ricade sulla natura del contratto, sull’oggetto,

sull’identità del contraente, o sulle qualità giuridiche

dell’oggetto allora il contratto è annullabile altrimenti

ogni altro errore è irrilevante.

La riconoscibilità ricorre quando una normale

diligenza avrebbe potuto riconoscere l’errore

commesso dalla contro parte.

Le sanzioni di nullità e annullabilità non

costituiscono reazioni ad atti di autonomia ingiusti,

ma si limitano a privare l’atto di efficacia

impedendo che esso entri nell’ambito del

giuridicamente rilevante.

Se però l’atto è stato concluso in stato di bisogno o

di pericolo il rimedio che impone il legislatore è la

rescissione del contratto.

Se sussiste una sproporzione tra la prestazione

di una parte e quella dell’altra e tale

sproporzione dipende da uno stato di bisogno la

parte danneggiata può chiedere la rescissione

del contratto a condizione che l’altra parte abbia

approfittato questa situazione e che la sproporzione

ecceda la metà del valore.

Altro motivo di rescissione è data quando una

parte abbia assunto obbligazioni inique per

necessità nota alla controparte di salvare se o

altri dal pericolo attuale di danno grave alla

persona.

Non sono rescindibili invece i contratti iniqui per

disparita di potere contrattuale, ne quelli iniqui

sul piano delle prestazioni complessivamente

attese dove le condizioni di mercato determino

questo squilibrio.

Il secondo rilievo delle rescissione colpisce solo i

contratti nei quali i comportamento di una parte

non corrisponde a quel modello i correttezza

media che il legislatore considera sempre necessario,

infatti approfittarsi di uno stato di bisogno o di

pericolo non è illecito ma comunque deplorevole per

cui causa sufficiente da definire una rescissione che

parte dalla parte dalla danneggiata.

Per cui gli squilibri patrimoniali che non rientrano in

questi casi sono considerati giusti.

La vessatorietà: Art.1341 II CC: sistema di

protezione da clausole vessatorie (condizioni che

stabiliscono, a favore di colui che le ha predisposte):

 limitazioni di responsabilità;

 facoltà di recedere dal contratto o di sospenderne

l'esecuzione;

 decadenze;

 limitazioni alla facoltà di opporre eccezioni;

 restrizioni alla libertà contrattuale nei rapporti coi

terzi;

 tacita proroga o rinnovazione del contratto;

 clausole compromissorie;

 deroghe alla competenza dell'autorità giudiziaria.

Strumento protettivo è il richiamo del consumatore

sul contenuto della clausola in quanto esse non hanno

effetto se non sono esplicitamente approvate per

iscritto.

L’unione europea è intervenuta a protezione dei

consumatori intervenendo con il Capo14 bis circa i

contratti dei consumatori (Direttiva 5/4/1993 93/13

attuata con L.52 6/2/96). Nel contratto concluso tra il

consumatore e il professionista, si considerano

vessatorie le clausole che, malgrado la buona fede,

determinano a carico del consumatore un significativo

squilibrio dei diritti e degli obblighi derivanti dal

contratto.

Si presumono vessatorie fino a prova contraria le

clausole che hanno per oggetto o per effetto di:

 escludere o limitare la responsabilità;

 prevedere l’alienazione di un diritto

Il recesso,(NON RESCISSIONE SONO DIVERSI) è

la possibilità da parte di entrambe le parti di

recedere unilateralmente dal vincolo del

contratto, questa facoltà si ha solamente se è

prevista nel contratto oppure se finche il

contratto non abbia avuto principio di

esecuzione.

Il contratto ha forza di legge tra le parti e non

dovrebbe interessare terzi, ma nelle situazioni in qui il

contratto abbia effetti verso terzi c’è la possibilità o

meno che loro possano reagire; il che esprime

tecnicamente la regola dell’opponibilità o

inopponibilità.

Ci sono casi in cui il contratto tra le parti ha prodotto i

suoi effetti ma terzi controinteressati sono

ciononostante preservati nell’esercizio dei loro diritti

in quanto compromessi da quel contratto (esempio

tizio debitore che vende degli oggetti a caio in modo

che sempronio ,creditore verso tizio, non possa

metterli all’asta, sempronio può rifarsi su caio, il

contratto tra tizio e sempronio è inopponibile quello

tra caio e tizio è opponibile pag 211); oppure

esistono situazioni dove il contratto non può produrre

effetti perché incompatibili con gli effetti di un altro

contratto stipulato prima (esempio il conflitto fra

acquirenti del medesimo diritto immobile, mobile,

personale di godimento sono trasferiti a più soggetti,

questo è un caso abbastanza complesso perché

bisogna rifarsi alla priorità della trascrizione dei diritti

sugli immobili, art 2644, poi alla priorità del possesso

per i diritti dei mobili, art 1153, ed infine alla priorità

del godimento, art 1380.

La legge prevede che un contratto dotato di un

regolamento contrattuale lacunoso venga

integrato con effetti anche non previsti,

derivanti dalla legge, dagli usi o dall’equità.

Si è individuato ne art. 1374 uno strumento mediante

il quale piegare il contratto privato ad interessi sociali

esterni come è avvenuto per i monopoli ai quali è

stato reso obbligatorio contrattare con tutti gli

acquirenti a tutela degli utenti.

Ancora, se il contratto è atipico, non regolato

espressamente e dalla legge il giudice ne

ricostruirà il regolamento patrizio ed eventualmente lo

completerà richiamando la disciplina del contratto più

pertinente.

Gli effetti reali di un contratto consistono nel

trasferimento o costituzione di un diritto reale o di

altro diritto, mentre gli effetti obbligatori di tenere

un certo comportamento e di effettuare una certa

prestazione.

Nei contratti di compravendita l’efficacia è immediata

in quanto l’effetto reale (trasferimento di proprietà)

manifesta tutta la sua forza vincolante rispetto agli

effetti obbligatori (consegna e pagamento del bene).

Gli elementi accidentali (condizione, modo,

termine, circostanza)

Il termine è l’esigenza di delineare la durata del

contratto in relazione all’interesse di una parte ad

ottenere la relazione entro un certo termine e non

oltre.

Il modo invece è una causa tipica dei contratti

gratuiti, con la quale la disponente a favore del

beneficiario è gravata dall’onere di fare o non fare,

esempio se dono un terreno al comune è posso

imporre che venga destinato a verde

pubblico;costituisce uno strumento con il quale

orientare la ricchezza.

La condizione è regolata dal codice nella

dimensione contrattuale 1353, le parti possono

subordinare l’efficacia o la risoluzione di un

contratto ad un evento futuro incerto.

Condizione sospensiva, se si verifica la condizione

si producono gli effetti;

Condizione risolutiva, se si verifica la condizione

produce la risoluzione del contratto e gli effetti si

eliminano

La condizione può essere:

causale se si tratta di elementi estranei al

1. soggetto;

potestativa se si tratta di elementi determinati

2. dal soggetto;

mista se si verificano entrambi i casi.

3.

L’impegnativa del contratto condizionato è

testimoniata dalla possibilità di disporre del diritto in

pendenza della condizione, ciò non sarebbe possibile

senza il vincolo impegnativo.

Se c’è l’impossibilità delle parti di concludere un

contratto per motivi di tempo o luogo la parte che

vuole contrarre può farsi rappresentare in nome e

per conto suo da un procuratore che stipula il

contratto al suo posto, il genitore è il procuratore del

figlio grazie alla patria potestà, la legge la impone per

i minori e gli incapaci, per il resto il potere di

sostituirsi all’altrui attività giuridica può

derivare solo dalla volontà del rappresentato che

deve compiere un atto giuridico di autorizzazione, la

procura oppure un contratto nel quale ci si impegna

a compiere attività giuridica in nome e per conto di un

altro, contratto di lavoro.

Questa viene definita rappresentanza diretta,

quella indiretta invece realizzata mediante contratto

di mandato, art 1703, si presenta come forma

assolutamente ordinaria o fisiologica di esercizio di

autonomia privata dove il mandatario lavora a

nome suo ma per conto del mandante con

l’obbligo di trasferirgli successivamente il

diritto.

La simulazione o contrattazione creare

un’apparenza al fine di creare uno stato di cose

fittizie, conoscibili dai terzi.

Il negozio simulato crea per il terzo una apparenza,

una finzione, che non corrisponde a realtà.

simulazione assoluta: le parti fingono di porre in

essere un negozio, mentre in realtà non ne vogliono

porre in essere nessuno;

simulazione relativa: le parti fingono di porre in

essere un negozio, mentre in realtà ne vogliono porre

in essere un altro, diverso, denominato contratto

dissimulato.

Effetti della simulazione (non produce effetto tra le

parti ed è nullo). Effetti tra le parti (art.1414 CC) Il

contratto simulato non produce effetto tra le parti. Se

le parti hanno voluto concludere un contratto diverso

da quello apparente, ha effetto tra esse il contratto

dissimulato, purché ne sussistano i requisiti di

sostanza e di forma;

Prove della simulazione (art.1417 CC):

La prova per testimoni della simulazione è

ammissibile senza limiti, se la domanda di provazione

è proposta da creditori o da terzi e, qualora sia diretta

a far valere l’illeicità del contratto dissimulato, e

anche se è proposta dalle parti.

L’esecuzione è l’attuazione complessiva di tutti i

comportamenti necessari a rendere effettivo quel

regolamento di interessi ella realtà, i contraenti sono

obbligati ad adempiere tutti gli obblighi, tale attività

esecutiva è regolata dall’art. 1375 secondo il quale il

contratto deve essere eseguito secondo buona fede, a

differenza del concetto di buona fede richiamato i fase

di trattativa dove viene inteso come diligenza media

richiesta, nell’adempimento viene intesa come

esigenza di garantire l’acquisizione e/o conservazione

delle utilità previste in contratto e con l’obbiettivo di

sanzionare eventuali comportamenti tesi a

danneggiare l’altra parte.

La risoluzione del contratto mette a disposizione

dei privati dei rimedi per i vizi della fase d’esecuzione,

cosi detti funzionali, dato che nonostante il

programma contrattuale sia corretto e rispecchi in

astratto gli interessi dei contraenti, non risulta

concretamente attuabile per un mutamento delle

condizioni in base alle quali il contratto è stato

concordato:

inadempimento, nei contratti a prestazione

1. corrispettive, la prestazione dell’uno causa la

prestazione dell’altro,cosi che il vincolo può essere

sciolto se una delle parti non effettua l’attribuzione

prevista, a questo punto la parte danneggiata può

chiedere l’adempimento coatto con eventualmente

il risarcimento del danno, chiaro che se

l’inadempimento ha scarsa importanza riguardo

l’interesse del creditore il contratto non può essere

sciolto,questo sempre riferito al principio di buona

fede in modo tale che il creditore non possa

approfittarsi del debitore; se il creditore ha

concordato la clausola risolutiva espressa il

contratto viene sciolto se una determinata

obbligazione non è adempiuta e il creditore

intende avvalersene.

l’eccessiva onerosità sopravvenuta, nei

2. contratti ad esecuzione continuata, periodica, o

differita se la prestazione di una parte è divenuta

eccessivamente onerosa per cause straordinarie

ed imprevedibili; la ragione risiede nella

variazione dell’equilibri che i contraenti hanno

fissato, un metodo per evitare la risoluzione del

contratto è la rinegoziazione del contratto.

impossibilità sopravvenuta, se un evento rende

3. definitamene impossibile una delle prestazioni

contrattuali l’altra parte non può chiedere la

controprestazione che le sarebbe spettata in caso

di adempimento,e in caso restituire quella che

abbia gia ricevuto, pero se l’oggetto del contratto

è un trasferimento di proprietà o altri diritti

reali il perimento fortuito della cosa non libera

l’acquirente dall’obbligo della controprestazione, a

prescindere che la cosa non gli sia stata

consegnata.

L’obbligo di contrarre da chi gestisce un impresa in

regime di monopolio è stabilito dal codice al 2597 che

obbliga ad accettare chiunque voglia concludere affari

con l’imprese adoperando lo stesso trattamento,

questa norma va collegata anche all’art.1679 che

dispone i medesimi obblighi anche per coloro che

offrono servizi di trasporto pubblico su concessione

amministrativa.

Il rifiuto di contrarre può essere suscettibile di

giudizio di legittimità o illegittimità asseconda della

valutazione del comportamento del monopolista

perchè se esso ha adempiuto a tutti i suoi dovere ma

la prestazione risulta impossibile, l’impossibilità non

gli è imputabile e il rifiuto risulta legittimo.

Secondo l’art. 1339 le clausole e i prezzi di beni o

servizi imposti dalla legge o dalle cooperative sono di

diritto inseriti nel contratto anche in sostituzione di

clausole difformi inserite dalle parti.

In questo caso si ricade dentro all’invalidità o nullità

parziale, che però in questo caso viene dotata di un

meccanismo autoritativo, quindi di compressione

dell’autonomia privata, che amputa le clausole

difformi e rettifica con clausole giuste.

La costituzione non si occupa dell’autonomia privata

ma dell’iniziativa economica che gode di un rapporto

di strumentalità con l’autonomia contrattuale.

Articolo 41 della costituzione afferma nel primo

comma che l’iniziativa economica è libera, il secondo

comma afferma che tale iniziativa non può svolgersi

in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare

danno,in modo che negozi che risultano in contrasto

con tali utilità vengano sanzionati con la nullità il

terzo afferma che la legge determina i programmi e i

controlli opportuni perchè l’attività economica

pubblica e privata siano indirizzate a fini sociali; in

quest’ultimo comma viene inserito il principio della

programmazione economica per la realizzazione a fini

sociali legislativamente fissati.

La disciplina che regola i rapporti di lavoro investe

non soltanto la retribuzione, e quindi il valore sociale

del lavoro con la determinazione di un corrispettivo e

dei diritti patrimoniali del lavoratore, ma investe

anche poste di rilevanza politica dell’grado di

partecipazione delle organizzazioni lavoratrici nei

processi decisionali, si rifà alla determinazione dei

diritti non patrimoniali del lavoratore (l’emanazione

ne 1970 dello statuto dei lavoratori ha dato una

regolazione imperativa), infine determina il grado di

flessibilità del lavoro oppure a sua subordinazione al

livello di produzione.

Gli oggetti del contratto prima autoritativamente

regolati da questa disciplina col passare del tempo

sono passati sempre più nelle mani del mercato.

In ogni caso i contratti di lavoro sono

tendenzialmente a predisposizione unilaterale

secondo moduli cosiddetti di contrattazione

standardizzata, essendo l’imprese la parte con

maggior poter contrattuale.

La conclusione di un contratto standard a seconda

della tipologia di contrattazione standard può

avvenire:

il consumatore/utente ignora totalmente il

1. contenuto del contratto, essendo l’onere della

conoscibilità attuato al momento della conclusione

del contratto (es. acquisto di un biglietto di

trasporto).

il consumatore è posto in grado di leggere il

2. contenuto, ma ciò non ha alcun valore se non

quello informativo dato che non sono negoziabili e

nemmeno del tutto compressibili (settore bancario

e assicurativo/finanziario)

il consumatore è posto in grado di conoscere il

3. contenuto e di valutarlo operando un confronto di

mercato presso i concorrenti, anche se non è un

confronto del tutto risolutivo, dato che in certi

settori la concorrenza è pressoché neutralizzata

a fronte di questo sacrificio di liberta di trattativa il

codice pone un onere di conoscibilità spesso inutile,

solo per alcune clausole il codice reintroduce il vincolo

di accettazione formale per iscritto, le cosiddetta

clausole vessatorie dato che queste clausole

provocano un’alterazione della logica del rapporto di

scambio sulla distribuzione dei rischi e dei costi

dell’operazione economica regolata.

Il legislatore comunitario ha introdotto una nuova

categoria contrattuale, i contratti con i consumatori,

che ha portato delle novità tra cui la definizione del

contratto per via soggettiva della posizione di

mercato, non più oggettiva, identificando il

consumatore da una parte e impresa o professionista

dall’altra.

Sono state introdotte una serie di nuove misure, una

è la definizione delle clausole abusive, simile alle

clausole vessatorie, non è sottoposta a negoziazione

diretta; si considera abusiva ancorché sussista la

buona fede dell’impresa, quando determina un

significativo squilibrio ai danni del consumatore, tali

clausole sono inefficaci, mentre rimane efficace il

resto del contratto.

La normativa sul commercio elettronico introduce

dei principi di armonizzazione tesi a garantire la

fruizione dei servizi elettronici, affrontando la libertà

di stabilimento dei prestatori, la disciplina dei

contratti telematici per quanto riguarda la

conclusione, l’archiviazione, i mezzi per correggere

eventuali errori accidentali, la responsabilità dei

prestatori intermediari per la memorizzazione e

diffusione di informazione illecite che diano atto a

pirateria in violazione del copyright, l’utilizzo della

rete per comunicazioni commerciali non richieste

dall’utente e l’adozione da parte degli stati membri di

codici di condotta ed altre misure idonee ad una

rapida ed efficace composizione extragiudiziale delle

controversie insorte nell’ambiente on line.

Nel testo unico delle disposizioni legislative e

regolamentari in materia di documentazione

amministrativa, il documento informatico è definito

come la rappresentazione informatica di atti e fatti o

dati giuridicamente rilevanti, ed è valido e rilevante se

redatto secondo le disposizioni.

La firma digitale viene definita come il risultato

della procedura informatica (validazione) basata su un

sistema di chiavi asimmetriche una pubblica e una

privata che rende possibile al sottoscrittore tramite la

chiave privata e il destinatario tramite la chiave

pubblica, di rendere manifesta e di verificare la

provenienze e l’integrità di un documento informatico.

Il rapporto obbligatorio (obbligazione) è

caratterizzata sul piano soggettivo da due parti il

creditore, soggetto attivo, e il debitore, soggetto

passivo obbligato, sul piano oggettivo invece si

individua una prestazione dovuta con il requisito

essenziale della patrimonialità, suscettibile di

valutazione economica.

L’obbligazione è lo strumento mediante il quale

l’ordinamento consente la riparazione dei danni

causati dall’intromissione nella sfera altrui e perciò

usata per reintegrare i diritti violati, viene definita

come obbligazione risarcitoria.

La disciplina generale dell’obbligazione è riferibile a

tutti i rapporti obbligatori (contratto, illecito, legge).

Obbligazione pecuniaria, obbliga a pagare una

somma di denaro, può essere inserito in un rapporto

contrattuale o essere intesa come risarcitoria da fatto

illecito, in entrambi i casi è destinata a soddisfare un

credito alimentare, ossia a cui l’ordinamento assegna

un valore assoluto dove l’obbligato non vanta alcun

potere contrattuale.

Tutti i debitori di qualunque obbligazione devono

essere diligenti alla stregua del buon padre di

famiglia, devono sottostare anche al principio di

correttezza-buona fede, che copre un area di

comportamenti strumentali ed accessori alla

conservazione degl’interessi delle parti.

L’inadempimento, in quanto mancata o inesatta

esecuzione della prestazione produce la

conversione dell’obbligazione in obbligazione

risarcitoria che consiste nel pagamento di un a

somma di denaro pari ai danni causati al creditore se

la mancata esecuzione è imputabile al debitore.

È possibile che in corso di adempimento insorgano dei

problemi tali da giungere ad una modificazione delle

modalità esecutive mettendo in essere un nuovo

accordo oppure si possono far valere gli atti

sopravvenuti al fine di adempiere comunque

all’obbligazione.

Si inseriscono qui gli istituti che permettono di

realizzare l’estinzione del rapporto con mezzi

diversi dall’adempimento originario secondo i

quali il debitore può liberarsi:

novazione: sostituire una obbligazione esistente con

una nuova diversa dalla precedente per oggetto o per

titolo. Può essere soggettiva se cambia uno dei due

soggetti (debitore o creditore), o oggettiva se cambia

l’oggetto dell’obbligazione. Deve quindi essere

caratterizzata dalla volontà di novare e dalla cosa

nuova(art.1230-1235);

remissione: il creditore può rimettere il debito

estinguendo così l’obbligazione (art.1236-1240);

compensazione: quando due soggetti sono legati da

più rapporti di debito-credito (art.1241-1252):

compensazione legale (art.1243 CC)opera

automaticamente se i debiti sono liquidi ed esigibili;

compensazione giudiziale (art.1243 CC) se il debito è

di facile liquidazione il giudice può dichiarare la

compensazione;

volontaria (art.1252 CC) se c’è volontà tra le parti

anche si debiti non sono liquidi ed esigibili;

confusione: debitore e creditore si riuniscono nella

stessa persona e così i rapporti di debito-credito si

esauriscono(art.1253-1255);

eseguendo una prestazione diversa se il

creditore è d’accordo (art. 1197) Quando si entra

nella logica dell’inadempimento compare la cosiddetta

mora per il ritardo nell’adempimento.

Quando non viene rispettata la scadenza del contratto

il creditore può chiedere al debitore di

reintegrare la ricchezza distrutta a causa

dell’inadempimento o anche del ritardo.

In ogni caso è necessario poter imputare la

responsabilità dell’inadempimento al debitore,

senza la quale egli non può essere considerato

responsabile.

Poi è necessario definire un risarcimento del

danno, sempre che il debitore non riesca a dimostrare

che tale inadempimento è dovuto a un’impossibilità

sopravvenuta a lui non imputabile.

Se l’inadempimento si configura come ritardo non

giustificato nell’esecuzione della prestazione

dovuta, ed il ritardo non sia gia configurabile di per

se come inadempimento definitivo (obbligazione

sottoposte a termine essenziale), si ha a che fare

con la mora del debitore che scatta con la

costituzione in mora quindi un atto del creditore, ma

è automatica:

quando il debito deriva da fatto illecito;

 quando il debitore ha dichiarato per iscritto di non

 voler eseguire l’obbligazione;

quando è scaduto il termine se la prestazione

 deve essere eseguita al domicilio del creditore.

Mora del creditore: il creditore è in mora

quando, senza motivo legittimo, non riceve il

pagamento offertogli nei modi indicati dagli articoli

seguenti o non compie quanto è necessario affinché il

debitore possa adempiere l'obbligazione (art.1206).

La costituzione in mora del creditore si effettua con

l’offerta della prestazione al creditore (art.1209); gli

effetti sono:

l’impossibilità sopravvenuta della prestazione, per

 causa a lui non imputabile, è a carico del

creditore;

 non sono più dovuti dal debitore interessi sulle

somme di danaro;

sono dovuti dal creditore il rimborso per le spese

 di custodia della cosa e il risarcimento dei danni

che il debitore abbia subito a causa della mora;

Il debitore può, inoltre, conseguire l’ulteriore

 effetto della propria liberazione dal debito con il

deposito della somma dovuta in una banca o nei

luoghi indicati dal giudice (art.1210).

Le obbligazioni pecuniarie si caratterizzano per

l’oggetto che è sempre una somma di denaro,

infatti sono per cosi dire il simbolo del carattere

monetario dell’economia moderna in virtù del fatto

che ogni transazione è predeterminata in una somma

di denaro, anche le prestazioni rimaste inattuate che

si trasformano in obbligazioni risarcitoria e quindi

monetarie.

La moneta è soggetta a oscillazioni di valore,

questo problema è risolto dall’articolo 1227 che

sottopone le obbligazioni pecuniarie al principio

nominalistico, pagando alla scadenza una somma

nominale dello stesso valore dell’originale; poi c’è da

prendere in considerazione il problema della naturale

produttività del denaro che viene risolta definendo

l’obbligazione pecuniaria un obbligazione produttiva

del debito degli interessi definiti come l’equivalente

della disponibilità nel tempo del denaro altrui.

Dal giorno della mora il creditore ha diritto al

pagamento degli interessi per i danni subiti anche

se non prova di aver sofferto alcun danno.

Le obbligazioni creditizie si distinguono per la

funzione di anticipazione che svolgono per il quale

il creditore trasferisce al debitore un valore che costui

si obbliga a restituire entro un certo periodo.

Le obbligazioni di lavoro rappresenta la liberta

della subordinazione individuale, l’individuo deve

obbligarsi a cedere le proprie energia senza alienare

se stesso.

La sanzione che si infligge per la violazione del

diritto è la reintegrazione tramite risarcimento dei

danni provocati, per cui si esercita la

responsabilità per i danni causati che è diretta a

ripristinare l’equilibrio economico alterato

unilateralmente mediante la condotta dell’autore.

I termini in questione variano a seconda che la

violazione si rifaccia ad un rapporto di cooperazione

gia istituito, si parla allora di responsabilità

contrattuale, oppure riguardo all’interferenza

ingiustificata nell’altrui sfera giuridica, la cosiddetta

responsabilità extra contrattuale.

Il rapporto obbligatorio assume forma del diritto

reale, per cui assoluto, immediato e inerente (segue

il bene), tanto che lo si può rivendicare da chi lo

detiene illegittimamente.

Sono essenzialmente rapporti di cooperazione,

ossia rapporti mediante i quali si ottiene che

l’interesse di una persona venga realizzata attraverso

il comportamento di un altro soggetto, per questo

esistono norme che stabiliscono che il debitore deve

comportarsi secondo l’ordinaria diligenza (art.

1176) e altre che stabiliscono che il debitore è

esonerato dalla responsabilità se dimostra che

l’impossibilità è sopravvenuta per causa a lui

non imputabili.

Secondo gli articoli 1218 e 1256 dicono che

l’impossibilità coincide con il perimento della cosa

ossia con l’impossibilita assoluta e oggettiva di

adempiere, secondo l’articolo 1176 viene ammessa

l’impossibilità relativa e soggettiva che superi

l’ordinaria diligenza.

Per dare una definizione più corretta bisogna fare una

distinzione tra obbligazione di mezzi per cui il

debitore non può controllare il risultato ma solo

i mezzi con i quali si arriva a risultato, in questo caso

per definire l’adempimento si ricorre all’ordinaria

diligenza; se invece si ha il caso di un obbligazione

di risultati il risultato è nel controllo del debitore

dato che dipende da lui produrlo, in questo caso ci

si rifà agli articoli che impongono l’impossibilità

assoluta e oggettiva.

Pero non tutto ricade in questi due casi ma possono

esistere casi nei quali esistano entrambi i tipi di

obbligazione per cui si attua una distinzione tra

avvenimenti che sfuggono al controllo del debitore e

quelli che può controllare.

La peculiarità della disciplina dell’obbligazione

risarcitoria è la nozione di danno risarcibile,

costruita sull’esigenza di consentire al creditore di

ottenere due risultati, il ripristino dei valori

perduti e il risarcimento per la mancata

valorizzazione del capitale investito.

L’articolo 1223 costruisce la nozione di danno

considerando due parametri: il danno emergente

( perdita subita) il primo risultato e il lucro cessante

(mancato guadagno) che corrisponde al secondo

risultato.

L’articolo 1225 limita il risarcimento ai danni

che potevano prevedersi al tempo in cui

l’obbligazione è sorta, a condizione che

l’inadempimento non dipenda dal dolo del creditore, si

definisce criterio della prevedibilità ed istituisce un

parametro oggettivo degli avvenimenti e delle

situazioni successive alla conclusione del contratto, in

modo da non sottoporre il patrimonio del

debitore a rischi che un operatore mediamente

prudente non avrebbe potuto prevedere.

L’articolo 1227 dispone dei criteri per la

diminuzione del risarcimento per fatto colposo

del creditore (se il debitore consegna la merce in

ritardo parzialmente perita e il creditore la conserva

male facendola perire definitivamente il debitore deve

risarcire solamente il ritardo di consegna), un altro

criterio riguarda le deficienze strutturali dell’attività

del creditore gia presenti al momento

dell’inadempimento (un idraulico non esegue la

manutenzione ad un impianto idrico, il quale però

cessa definitivamente di funzionare perché il creditore

non ha provveduto alla manutenzione del collegato

impianto elettrico, il danno dei componenti idraulici

non riparati va risarcito ma i danni dovuto alla rottura

dell’impianto elettrico no).

L’articolo 1226 dice che se il danno non può

essere provato nel suo preciso ammontare il

giudice lo liquida con valutazione equitativa, ha

avuto notevole utilizzo nei casi di illecito.

L’articolo 1228 dice che il debitore che si rifaccia

all’opera di terza risponda di eventuali danni

compiuti da costoro almeno che non sia disposto

diversamente dal contratto.

La responsabilità extra contrattuale si colloca

sul piano dei rimedi alla distribuzione di

ricchezza gia acquisita dal danneggiato, provocata

da un’illecita interferenza del danneggiante, in

questo caso viene meno la prevedibilità

dell’articolo 1225.

Il danneggiato deve provare la colpa del

danneggiante, laddove i sede contrattuale è il

debitore che deve fornire la prova liberatoria.

Occorre comunque distinguere tra atti dannosi leciti

e atti dannosi illeciti, quest’ultima trova nell’articolo

2043 l’apertura di un titolo codicistico dedicato a tali

atti illeciti il IX.

Viene interpretata come norma di principio del

sistema della responsabilità extra-contrattuale,

derivante non da contratto ne da legge bensì dal

compimento di un atto illecito, <<qualunque fatti

colposo o doloso che cagiona ad altri un danno

ingiusto obbliga colui che ha commesso il fatto a

risarcire il danno>>.

Le norme che descrivono questa responsabilità extra

contrattuale oltre al 2043 sono:

l’articolo 2044 che esclude la responsabilità

 per il danno cagionato in caso di legittima difesa

l’articolo 2046 disciplina l’imputabilità del

 danneggiante escludendola in caso di

incapacità di intendere e di volere, salvo che non

derivi da colpa

l’articolo 2045 che nel caso il danno sia

 cagionato da chi vi sia stato costretto dalla

necessità di salvare se stessi o altri dal


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DESCRIZIONE APPUNTO

Appunti di Diritto Privato con analisi dei seguenti argomenti: definizione delle norme giuridiche e dell'ordinamento giuridico, la coercizione, il criterio della sanzione, diritto comune, diritto privato, rapporto giuridico e diritto oggettivo, gli atti giuridici quali sottocategoria dei fatti giuridici e loro effetti.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in operatore giuridico della pubblica amministrazione
SSD:
Docente: Bozzi Lucia
Università: Foggia - Unifg
A.A.: 2009-2010

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher trick-master di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto Privato e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Foggia - Unifg o del prof Bozzi Lucia.

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