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Diritto privato 24/09/19

Introduzione al diritto privato

Il diritto che ci apprestiamo a studiare è il diritto che regola le relazioni fra soggetti come noi, soggetti che operano nel mondo giuridico. Tra di loro si collocano su una posizione dove non ci sono sbilanciamenti e hanno identiche prerogative. La gestione del loro rapporto è fondata sull'autonomia privata. Ad esempio, far attraversare la strada, fare la ricarica, prendere un caffè significano tutti stipulare un contratto. Tutte queste vicende sono regolate dal diritto privato, che opera come se tutti fossero nella stessa posizione. Non è detto che i soggetti debbano essere loro stessi privati. Ad esempio, il comune di Modena decide di fare una piscina, si apre una trattativa per l’acquisto del terreno, portando alla stipula di un contratto tra un ente privato (che vende il terreno) e uno pubblico (comune di Modena).

Se si tratta di costruire l’alta velocità o di interventi di un certo tipo sulla base di una valutazione politica, la trattativa individuale diventa difficile. Ci sono situazioni nelle quali l’ente pubblico opera in condizioni di piena e assoluta superiorità. Lo stato mette in atto gli strumenti che si è auto riconosciuto, offre l’indennizzo nella misura stabilita dalla legge: non siamo in una relazione "inter pares", ma asimmetrica, con un soggetto che non ha determinati strumenti, che invece ha il soggetto pubblico. Di questo si occupa il diritto pubblico.

Il codice civile

Il diritto privato è considerato una materia di codice, per le quali è stata dettata una disciplina organica, unitaria in un provvedimento onnicomprensivo (ad esempio, diritto penale). L’espressione "codice" è convenzionale; codice: raccolta di disposizioni caratterizzata da grande coordinamento, attenzione tecnica, ogni parte viene studiata in maniera da creare un corpus organico che consente a tutti gli operatori di trovare risposte rapide alle infinite questioni che la quotidianità ci chiede.

Codice civile: nella sua strutturazione è un codice nato durante il fascismo. È un testo normativo molto ben costruito e mantiene una sua validità. Di quel codice degli anni ’40 è rimasto molto; nel corso degli anni sono state fatte riforme normative, alcune esterne, alcune interne. Cambiando gli articoli (sostituendoli con un nuovo articolo diverso), come nella riforma del diritto societario: sostituendo nuove norme con la stessa numerazione, a vecchie norme. Il nostro Codice Civile è composto di 6 libri:

  • I: Delle persone e famiglia
  • II: Successioni
  • III: Della proprietà
  • IV: Libro delle obbligazioni (il più importante)
  • V: Libro del lavoro
  • VI: Della tutela dei diritti

Concetti di diritto

Quando si parla di diritto si possono intendere due concetti diversi:

Diritto in senso oggettivo: insieme delle disposizioni di legge; la capacità giuridica si acquista dal momento della nascita. “Il diritto vi riconosce la possibilità…”

Diritto in senso soggettivo: situazione giuridica che interessa quella singola persona; es.: art. 2043: “qualunque fatto doloso o colposo che cagiona ad altri persona; un danno ingiusto, obbliga colui che ha commesso il fatto a risarcire il danno” → chi rompe paga. Diritto soggettivo del proprietario del quadro ad essere risarcito da chi l’ha rotto. Il diritto oggettivo deriva dal soggettivo. Se ho cagionato un danno ingiusto, sono obbligato a risarcirlo: il diritto da oggettivo, diventa soggettivo.

Il diritto soggettivo normalmente rappresenta il titolo di quella certa operazione che sta alla base del soddisfacimento del diritto, ma dà la cosiddetta azione. Ad esempio, io ho prestato 1000 euro al mio vicino. Il nostro accordo (contratto) prevede la sua restituzione della somma. C’è stato un fatto generatore del diritto (contratto) che prevede che io, che sono diventato creditore, abbia la pretesa di ottenere la restituzione dei 1000 euro; nel momento in cui il mio vicino dovesse ridarmi i soldi, quella certa operazione è giustificata dal fatto che esiste il mio diritto. Questa dazione di denaro, è giustificata dal fatto che l’anno prima gli ho dato la stessa somma di denaro.

Se il vicino dà i soldi al mio fratello gemello e lui li prende: c’è stato un trasferimento di utilità/dazione di denaro, ma non è giustificato perché mio fratello non era titolare del diritto che giustificava la restituzione della somma. Mentre io è legittimo che trattenga i soldi che mi vengono dati, mio fratello no. Il vicino di casa, accortosi dell’errore, vuole che il fratello glieli restituisca e glieli ridà; perché la dazione di denaro non era fondata su titolo. Se mio fratello avesse rifiutato di restituire i soldi, il diritto dà al suo titolare la pretesa di tutela da parte dello Stato, cioè la possibilità di ottenere l’aiuto dello stato per avere l’utilità oggetto del diritto. Supponiamo che il vicino non mi restituisca i 1000 euro: visto che sono titolare del diritto soggettivo, vado dal giudice e gli chiedo l’emissione di un provvedimento giurisdizionale che richieda il risarcimento; se il vicino continua a non darmi i soldi, andrò dall’ufficiale giudiziario e aggrediremo i beni del mio vicino. I soldi vengono recuperati grazie all’intervento pubblico, dello Stato.

Azioni e controparte

Dove c'è l’azione, ci deve essere la controparte: rapporto giuridico → relazione tra due o più soggetti.

Il diritto soggettivo può dare altre posizioni giuridiche più ridotte:

  • Pretesa: contenuto del diritto che il titolare può pretendere dalle controparti
  • Facoltà: possibilità di scegliere se esercitare o meno un diritto
  • Potere: es. cambiare contratto; recedo dal contratto che ho stipulato tempo fa. Modificare unilateralmente il rapporto tramite il recesso
  • Immunità: titolare del diritto che ha tutta la legittima condizione di non vedere compromesso il proprio interesse (es. espropriazione)

Classificazioni di diritti soggettivi

Alcune classificazioni di diritti soggettivi: relativi e assoluti

Diritti relativi: es. il prestito che ho fatto al mio vicino di casa mi consente di pretendere la restituzione della somma; questa pretesa è esercitabile solo nei confronti del mio vicino. Mi dà la prerogativa esercitabile solo nei confronti di un particolare soggetto; i diritti di credito sono quelli che creano i rapporti obbligatori (debito-credito), chiamate obbligazioni: nascono da contratto e in virtù di questo ho diritto a riavere i soldi → fonte di diritto. Es. quadro: il danno che ho fatto va risarcito → io sono debitore e il proprietario è creditore. È nato un rapporto obbligatorio, non però obbligatorio, non da contratto, ma creato dal mio comportamento colposo. Questi diritti di credito possono quindi nascere da contratto o non da contratto (fatto illecito) creano un rapporto obbligatorio.

Diritti assoluti: non abbiamo un debitore, ma abbiamo una moltitudine di soggetti (il mondo); diritti esercitabili "erga omnes", nei confronti di tutti; es. diritti reali, diritto di proprietà: io sono proprietario del mio telefono e il diritto di usare questo telefono in modo pieno ed esclusivo; il diritto che ho su questo telefono, lo posso esercitare su tutti. Tutti devono astenersi dal ledere il mio diritto. Ho la pretesa di chiedere a tutti di non pregiudicare il mio diritto ad usare il telefono. L’essere diritto assoluto si estende anche ad altri diritti.

Abbiamo parlato finora di utilità economiche, di diritti patrimoniali, ma non tutti sono patrimoniali. Vi sono anche diritti che non hanno una loro immediata traducibilità in termini economici (diritto alla reputazione, immagine, privacy, integrità psicofisica…), ma sono tutelati dall’ordinamento e tutelati forse ancor più di quelli patrimoniali. Sono indisponibili: i titolari di questi diritti, non possono disporne → lo Stato rispetto all’economia ha una condizione liberista (ognuno è libero di fare quello che vuole con i propri diritti patrimoniali). Lo Stato mi dice che non posso gestire in piena autonomia dei diritti della personalità (es. non posso vendere una cornea). Non siamo padroni del nostro corpo fino a pregiudicare il valore dell’integrità. Solo per certi trapianti c’è una normativa specifica. Non posso vendere parti del mio corpo se non esiste legge che lo permetta. (((domanda all’esame sulla cornea))). Il diritto di proprietà è un diritto assoluto e patrimoniale; il diritto all’integrità fisica è assoluto e non patrimoniale (personale).

Diritto privato II

Capacità giuridica

La capacità giuridica è l’attitudine di essere titolare e di vedersi imputato un diritto. Appartengono a questa categoria tutte le persone viventi. Hanno quest’attitudine per legge; questa caratteristica viene riconosciuta alle entità giuridiche (impersonali, soggetti di diritto), che hanno una loro grande rilevanza e consistenza: ci sono le imprese individuali, collettive, associazioni, comitati, ecc. La personalità giuridica rappresenta l’autonomia patrimoniale perfetta (presuppone l’esistenza di capacità giuridica).

Ci sono alcune circostanza particolari nelle quali la legge deroga al principio generale per il quale la capacità giuridica si acquista dalla nascita, che anche il soggetto non nato possa essere soggetto di diritto → eccezione come nella materia successoria, donazione, liberalità. Ad esempio, un ricco imprenditore con cospicuo patrimonio vuole riconoscere i suoi eredi e c’è questa volontà di beneficiare anche il nipote non ancora nato; può nominare/istituire erede il nipote che ancora non è nato? Sì, perché il Codice Civile lo consente che anche il concepito sia istituito erede e diventa erede subordinatamente all’evento della nascita. Ci sono alcune estensioni anche in materia di atto illecito per cui chi cagiona un danno deve risarcirlo: questa materia trova applicazione anche rispetto al bambino non nato; ad esempio, donna in gravidanza investita che subisce danni; anche il nascituro è già in diritto risarcitorio anche se non ancora in vita, quando nascerà potrà chiedere il risarcimento del danno.

Quando nasce, il bambino ha già dei diritti suoi; tutti i bambini che nascono sono titolari dei diritti nel momento in cui vengono in vita. Non tutti hanno diritti patrimoniali, ma hanno tutti diritto alla salute, integrità fisica, nome, identità personale, diritti personali. Questo vale per la capacità giuridica generale/ordinaria.

Ci sono alcune materie rispetto alle quali c’è la deroga ai principi appena detti; per esempio, capacità all’ammissione del lavoro, capacità matrimoniale, capacità del riconoscimento di figlio naturale. Il principio per il quale si acquista la capacità giuridica alla nascita è generale.

Capacità di agire

Se la capacità giuridica è l’attitudine ad essere titolare di un diritto, questi diritti non li posso esercitare perché non ho piena consapevolezza di me stesso. La legge mi preclude la possibilità di fare atti.

La capacità di agire è qualcosa di più rispetto alla capacità giuridica, la presuppone e la completa; la persona deve essere capace di provvedere a tutelare la propria sfera di utilità; si acquista con la maggiore età. Ci sono gradi di maturità diversa; è evidente che le esigenze di chiarezza impongono di adottare una sorta di soglia di età convenzionale per cui sia presunto il fatto di aver maturato la capacità di gestire il proprio patrimonio.

Ci sono situazioni in cui diciottenni non sono capaci di intendere e volere; la condizione di non compiuta capacità può compromettere la capacità di gestire i propri patrimoni, a volte è solo parziale. La persona riceve sanzioni per cui non può accedere a determinate cose. In caso contrario, la legge attribuisce una capacità di agire anticipata (prima del diciottesimo anno di età).

Situazioni esterne in cui noi subiamo condizionamenti psicologici ed emotivi (incapacità naturale).

Minore età

Minore età: legalmente incapace. Art. 2 Codice Civile: es. ho terminato le scuole professionali a 17 anni, vado a lavorare, stipulo un contratto di lavoro; posso sottoscriverlo io o devono farlo i genitori? Se non ci fosse il comma 2, dovrebbero farlo i genitori. Il comma 2 dice che in questa materia particolare c’è una deroga; vale il principio dell’età minima di ammissione al lavoro: anche il minorenne può essere ammesso al lavoro anche a 16 anni. Potrà anche esercitare tutti i diritti che dipendono dal contratto; se il datore di lavoro non dovesse pagarlo, sarà lui ad andare dal sindacato, dal giudice e andare a chiedere il riconoscimento del proprio diritto. Per tutto il resto è sottoposto alla potestà genitoriale; se io ho delle proprietà; per esempio, se il nonno mi lascia la casa a Forte dei Marmi → chi ne gestisce gli affari? La mamma e il papà. Nel caso in cui la casa dovesse essere venduta, trattandosi di straordinaria amministrazione, non potrà essere fatto direttamente dal genitore ma il giudice tutelare dovrà intervenire e dare l’ok (perché in questo caso cede l’atto di ordinaria amministrazione).

Il minore compie degli atti rilevanti; es. ho 17 anni e sono appassionato di moto. Compro la moto; qual è la sorte di questo atto? Art. 1426: il contratto può essere annullato se il soggetto a cui favore il motivo di annullabilità è stato previsto dalla legge, ritiene che il contratto non sia conveniente; il contratto non è di per sé nullo, vale. Si dà al minore una sorta di potere di scelta. Se il minore ritiene che il contratto non gli conviene, può annullarlo. Se invece ritiene che sia conveniente, può decidere di non annullarlo e mantenere ferma quella posizione e convalidare il contratto. L’operazione di annullamento non viene eseguita e quindi il contratto si consolida. La protezione del minore viene a tradursi in una sorta di potere di scelta. Questa ipotesi non vale nell’ipotesi che il minore abbia con raggiri imputato la maggiore età. Se il minore falsifica il suo documento di identità il contratto non è più annullabile e nasce già come contratto valido. Se invece chi vende la moto non chiede un documento per accertare che sia maggiorenne o meno, non può dire di essere stato aggirato e il contratto è annullabile. La annullabilità può essere chiesta o dal minore o da chi ne ha la rappresentanza legale (genitori, …).

Incapacità di intendere e volere

Se non sono pienamente capace di intendere e di volere → può essere un’incapacità definitiva, totale, oppure parziale. A seconda del tipo di gravità, il codice prevede due istituti:

  • Interdizione
  • Inabilitazione: interviene nei casi in cui la capacità sia solo parziale

Entrambe presuppongono che ci sia un giudice che accerti la capacità di intendere e di volere del soggetto, che faccia un accertamento dello stato fisico o mentale del soggetto. Ad esempio, mio nonno che ha 106 anni vuole sposare la badante; a me non sta bene perché è ancora proprietario delle azioni della società. Una delle cose che posso fare è mettere in dubbio la capacità di intendere e di volere del nonno. Vado dal giudice e nomina un consulente medico che esamina le condizioni psico-fisiche del nonno che verrà presa in considerazione dal giudice per fare la sentenza che potrà essere di stato di compromessa capacità di intendere e volere o di inabilizzazione, oppure una sentenza con la quale il giudice prende atto e dice che il nonno in realtà capace di intendere e volere e chiude il procedimento con il rigetto della domanda del nipote.

  • Infermità di mente
  • Abitualità: infermità stabile
  • Infermità che riguarda la sfera patrimoniale
  • Assicurare un’adeguata protezione

La persona interdetta è assimilata al minore d’età; atti personalissimi: riconoscimento di figlio naturale, diritto di famiglia (non hanno un immediato contenuto patrimoniale). Dato che il suo patrimonio deve essere gestito, questi adempimenti devono essere compiuti da un tutore nominato per compiere gli atti che l’interdetto non può compiere. Il tutore deve agire nell’interesse esclusivo dell’interdetto. Se lo stato di capacità di intendere e di volere dovesse essere superato, la sentenza può essere revocata.

Interdizione giudiziale e legale

L’interdizione giudiziale ha una funzione protettiva nei confronti dell’interdetto; l’interdizione legale ha invece funzione punitoria: l’interdetto è stato condannato all’ergastolo o ad una pena di media gravità; l’interdetto non può compiere gli atti di ordinaria e straordinaria amministrazione. Questo tipo di interdizione riguarda solo gli atti patrimoniali.

Inabilitazione e prodigalità

Interdizione ridotta. L’inabilitazione qualcosa lascia rispetto all’interdizione. Prodigalità: spendere tanti soldi; non può compiere gli atti che incidono sulla consistenza del patrimonio (straordinaria amministrazione); per questi atti (es. comprare una casa) deve farlo con l’assistenza di un curatore (tutore nell’interdizione).

Ipotesi inversa. Abbiamo un minorenne che in ragione di una particolare situazione acquisisce una possibilità parziale. Abbiamo un sedicenne/diciassettenne particolarmente evoluto. Richiede il compimento dell’ordinaria amministrazione (art.390). Strumento sartoriale che permette al giudice di stabilire con carattere di precisione e di adattamento alla singola specifica situazione evitando irrigidimenti. Si nomina un amministratore che fa le veci del tutore e che è autorizzato a fare certe cose e a non farne altre in base a quello che il giudice gli dice.

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Scienze giuridiche IUS/01 Diritto privato

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher schelli di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto privato e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia o del prof Basenghi Francesco.
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