DIRITTO PRIVATO (Galgano)
1\10. Doping
La fatica è una sindrome complessa che deriva da uno sforzo eccessivo, dovuto
soprattutto all’iperattività dell’apparato muscolare.
Esistono mezzi capaci di ritardare la condizione di affaticamento: l’allenamento, il
riposo, l’alimentazione e la fisioterapia.
Quando si ricorre ad altri metodi che non sono più naturali per ottenere la
neutralizzazione della fatica e dei fenomeni fisici e psichici concomitanti, si entra
nell’ambito del doping.
Definizione: l’assunzione di sostanze non consentite, farmacologiche o fisiologiche in
quantità anomala, per incrementare le prestazioni dell’organismo, viene
sinteticamente indicata col termine inglese doping.
Il doping quindi è un comportamento illecito plurioffensivo in quanto lede: 1. i
principi di lealtà e correttezza sportiva; 2. Danneggia e pregiudica l’integrità
psicofisica di atleti e sportiva.
Non esiste alcun farmaco o pratica che comporti benefici per la salute di un soggetto
sano, anzi, con l’aumentare dell’assunzione subentra il rischio di effetti collaterali. Il
farmaco è una sostanza che limita un effetto non cura la patologia. Quindi andiamo ad
eliminare, se per esempio usiamo un antidolorifico, i recettori del dolore.
DOPING DI STATO -> le amfetamine con i loro derivati, sintetizzate negli anni trenta,
sono state fortemente somministrate, durante la seconda guerre mondiale, agli
aviatori inglesi che le utilizzavano per resistere più giorni senza riposare: oltre 72
milioni di compresse sono state distribuite ai soldati inglesi. (Ovviamente per poter
produrre tutte queste compresse dovevano procurarsi le materie prime per farlo)
L’esercito della Germania di Hitler avrebbe fatto uso di stimolanti chimici quali il
Pervitin.
Durante gli anni cinquanta esplose fra gli sportivi l’anomala tendenza di assumere
anfetamine.
Negli anni sessanta si affermò nei paesi dell’est, ove veniva praticato in maniera
sistematica nei confronti degli atleti partecipanti alle Olimpiadi, per poi diffondersi nel
resto dell’Europa, nell’ambito dello sport professionistico, dilettantistico e addirittura in
quella amatoriale.
Verso la fine degli anni settanta, l’assunzione di sostanze dopanti da parte delle
donne, arrivò a modificare i tratti somatici, mascolinizzandole, mentre aumentavano i
casi di insorgenza tumorali, conseguenti a prolungati periodi di assunzione di sostanze
ormonali.
- Negli anni ottanta esplose il culto dell’edonismo sportivo, enfatizzazione estrema
dell’aspetto estetico e affermazione del canone fisico della muscolarità ad ogni
costo, e gli atleti di varie discipline iniziarono ad assumere nandrolone, Expo, GH,
ormoni femminili, fino a dedicarsi all’autoemotrasfusione.
- Negli anni ottanta venne stipulata una convenzione fra il CONI (firmata da Franco
Carraro) e il centro di studi biomedici applicati allo sport dell’Università di Ferrara
affinché l’equipe del prof. Francesco Conconi seguisse i migliori atleti dello sport
azzurro (ciclismo, canottaggio, sci di fondo, pattinaggio di velocità, nuoto e lotta).
Secondo le ricerche condotte dal dirigente sportivo Alessandro Donati l’assistenza
fornita sarebbe stata basata sull’emotrasfusione e sull’utilizzo di eritropoietina
(EPO). [prima sperimentazione di massa fatta sui ciclisti]
La sentenza n. 533\2003 del tribunale di Ferrara e il procedimento di indagine n.
48\2004 dell’ufficio della procura antidoping del CONI disposero l’archiviazione per
intervenuta prescrizione.
(Prescrizione: procedimento giuridico non può andare avanti perché è scaduto il
tempo)
- Secondi A.Donati:
Per la US DEA molti dei trafficanti di ormoni anabolizzanti sono implicati con i
traffici di cocaina;
Nel luglio del 2005 è stato dimostrato il diffuso coinvolgimento nell’assunzione
di steroidi anabolizzanti dei soldati statunitensi impegnati in Iraq, in Afghanistan
ed in Kuwait.
Negli anni ottanta l’industria farmaceutica somministrava su vasta scala steroidi
anabolizzanti ai bambini denutriti specie in india e in Bangladesh
I principali Paesi produttori di sostanze e farmaci dopanti sono la Tailandia, la
Cina e l’India
Doping e criminalità organizzata-> La multinazionale farmaceutica Serono nel
2005 è stata condannata dal tribunale di Boston per aver commercializzato, tra i
malati di AIDS, il farmaco Serostim, a base di ormone della crescita. Di seguito la
criminalità organizzati ha aperto fabbriche clandestine per poi immettere nel mercato
nero del doping enormi quantità di Serostim contraffatto destinato ai body builder e
agli atleti.
L’indagine Cyber Chase della US DEA ha smascherato un traffico internazionale
operante su più di 200 web sites. Dal luglio 2003 ad aprile 2005 sono stati venduti
mensilmente circa 2,5 milioni di dosi di sostanze e farmaci doping, cioè 30 milioni di
dosi annue.
Operazione Hard Trainer
26 novembre 2015. Eseguite dai carabinieri del Nas di Bologna tre ordinanze di
custodia cautelare (un ucraino, un Personal trainer che si fingeva medico e il titolare di
un negozio di integratori) e dieci denunce. Sequestrate circa 9000 compresse e 700
fiale di nandrolone, testosterone, ormone della crescita che dall’Ucraina e dalla
Moldavia arrivano a Bologna per essere smerciati in palestra, centri di dimagrimento e
negozi di Bologna, Ferrara, Roma, Modena, Rieti, Latina, Messina Carrara e Cagliari.
I destinatari della merce erano in gran parte giovani frequentatori di palestre e body
builder. Il falso medico faceva visite mediche, forniva diete e piani alimentari e
prescriveva farmaci ai giovani assuntori, con modalità di assunzione potenzialmente
molto pericolo perché spesso v’erano principi attivi in contrasto l’uno con l’altro.
Società farmacocentrica
Pratiche e prodotti dopanti cambiano in funzione dei metodi antidoping e trasformano
gli atleti da consapevoli consumatori in soggetti affetti da dipendenza da farmaci o
compulsivi del doping cosmetico.
Un giovane atleta non tiene conto dei rischi che corre assumendo sostanze dopanti a
causa dell’euforia di poter sostenere sforzi notevoli senza avvertire la stanchezza.
2\10
Il problema del doping è l’interesse dell’industria farmaceutica.
Alla fine degli anni 50, grazie al modello trasmesso dall’industria cinematografica, è
esploso il fenomeno del doping cosmetico: esigenza di assumere qualcosa che ci
faccia diventare diversi, e quindi seguire ed imitare un modello.
Euforia del risultato veloce, diventa una dipendenza psichica. Quindi non solo siamo
disposti ad assumere qualsiasi sostanza, ma una volta che il risultato è stato ottenuto
ne siamo completamente dipendenti.
FARMACI
In base all’articolo 1, comma primo, del d.lgs. N. 178\1991 deve “intendersi come
medicinale ogni sostanza o composizione presentata come avente proprietà curative o
profilattiche delle malattie umane o animali, nonché ogni sostanza o composizione da
somministrare all’uomo o all’animale allo scopo di stabilire una diagnosi medica o di
ripristinare, correggere o modificare funzioni organiche dell’uomo o dell’animale”
I farmaci contraffatti sono quelli prodotti senza osservare le c.d. norme di buona
fabbricazione (NBF) e, quindi, non equivalenti per qualità, sicurezza ed efficacia, a
quelli originali.
L’utilizzo di pratiche mediche dovrebbe essere limitato:
1. Alla prevenzione degli infortuni e alla cura degli stati patologici (eventuale
conseguenza dell’attività agonistica)
2. Al controllo dietetico e nutrizionale
3. Al controllo dello stato di salute psico-fisico dell’atleta
La responsabilità per i danni che la somministrazione di farmaci può causare ai
pazienti ricade principalmente sulle case farmaceutiche, i medici e i farmacisti. Chi
riceve il danno può rivolgersi al giudice
La Cass. Con le sentenze 15 luglio 1987, n. 6241 e 27 luglio 1991, n.8395 ha
riconosciuto la pericolosità di produzione di farmaci e sancito l’applicabilità e tale
attività dell’art.2050 c.c.
Tutto questo nel mondo del doping non c’è. Quando decidi di assumere un
anabolizzante senza nessun controllo medico sanitario, ne subirò un danno
ma non potrò chiedere i danni a nessuno
Diete e integratori
L’integrazione dietetica è il ricorso a sostanze che l’organismo umano consuma in
misura superiore quando viene sottoposto a sforzo fisico (sostanza comunemente
presenti nel cibo e concentrate industrialmente).
È sempre opportuno un monitoraggio del medico nutrizionista in caso di
assunzione di notevoli quantità di integratori alimentari, liberamente venduti senza
prescrizione medica.
Le grandi società sportive devono avere, oltre al medico, un nutrizionista e un
preparatore atletico (che dovrebbe essere un laureato in scienze motorie).
Gli integratori sono “prodotti alimentari destinati a integrare la comune dieta e che
costituiscono una fonte concentrata di sostanze nutritive, quali vitamine e minerali, o
di altre sostanze aventi un effetto nutritivo o fisiologico, in particolare, ma non in via
esclusiva, aminoacidi, acidi grassi essenziali, fibre estratti di origine vegetale, sia
monocomposti che pluricomposti, in forme predosate” (d.lgs 21 maggio 2004, n.169,
art.2)
Negli integratori è possibile sciogliere qualsiasi sostanza. E si controllano soltanto sul
luogo di distribuzione.
Questa cosa ha fatto attivare le industrie farmaceutiche e, infatti, negli 90 coloro che
hanno assunto integratori sono risultati positivi a sostanze dopanti.
[Nelle società sportive di alto livello, si analizzano le sostanze prima dell’assunzione (è
alla base degli sponsor tecnici: si comprano i prodotti alimentari presso l’azione se
questa fornisce le analisi dei prodotti) e dopo, effettuando le analisi del sangue, urine,
ecc…]
Prodotti erboristici
L’estratto di una pianta può essere presente sul mercato contemporaneamente come
farmaco, alimento e prodotto erboristico, cosmetico o salutare.
I prodotti a base di erbe sono sottoposti a un limitato controllo con possibilità di rischio
per salute dei consumatori in considerazione delle rilevanti variazioni di principio
attivo contenute che possono esistere fra una partita e l’altra di prodotto, le possibili
sofisticazioni casuali o intenzionali o la potenziale presenza di contaminanti di
tipo microbiologico (muffe, lieviti e microtossine) o di tipo chimico (pesticidi e metalli
pesanti).
Bisogna riciclare quello che abbiamo. Nel momento in cui l’agente tossico entra nel
circolo, risulta essere dopato.
Integratori e doping
Per gli integratori a uso sportivo è prevista l’autorizzazione ministeriale, per altri la
semplice notifica ministeriale.
I prodotti salutistici (dai prodotti erboristici e dietetici a quelli omeopatici, dagli
antiossidanti alle tavolette energetiche) possono contenere sostanze dopanti.
Questi alimenti possono essere immessi sul mercato semplicemente previa noti a
dell’etichetta al Ministro della salute.
Ciò che non è lecito distribuire per un posto per un determinato sport, potrà essere
commercializzato in un altro luogo e può essere commercializzato in tutto il mondo
Doping genetico
La terapia genetica consiste nel trasferimento di materiale genetico (DNA, RNA, ecc)
nelle cellule umane per trattare o prevenire una malattia, una disfunzione per
compensare il gene assente o sostituire quello anormale.
Gli atleti sono interessati alla modificazione genetica dei geni che aumentano:
1. La massa muscolare
2. La capacità di trasporto dell’ossigeno (tra cui l’EPO)
3. La soglia del dolore (come le endorfine)
Se per esempio un feto viene tratto geneticamente, da grande nessun atleta normo
dotato può competere con lui.
Per esempio, una atleta finlandese, aveva un livello di ossigeno nel sangue molto
elevata, ma derivava da una terapia genetica.
Negli USA, Svizzera, è possibile chiedere come debba essere meglio sviluppato un
figlio
Se voglio porre in essere una modifica genetica di un bambino, lo posso fare. Posso
iniettare in un organismo geni migliorativi. Questo si può scoprire, ma non attraverso
le analisi delle urine. L’unico modo che abbiamo per vedere se c’è stata un’assunzione
dopanti genetica, è un’analisi istologica del tessuto. Perché quella parte di tessuto ha
un comportamento di cellule tumorali.
Il feto nasce già geneticamente modificato e quindi c’è già stata la modifica del
tessuto. Piccoli atleti già geneticamente modificati già ci sono e già gareggiano.
Il doping genetico è complicato perché se la combinazione non è esatta in
quell’organismo, si può creare un deforme o una disabilità.
Ho quindi creato un organismo ma si possono avere problemi nelle future generazioni.
IL CIO e il doping
Prima definizione ufficiale di doping del CIO (congresso di Strasburgo del
1963):
“Il doping è la somministrazione ad un soggetto sano o l’utilizzazione fatta dal
soggetto stesso, con qualsiasi altro mezzo, di una sostanza estranea al suo organismo.
E questo con il solo scopo di aumentare artificialmente ed in maniera sleale la
prestazione del soggetto in occasione della sua partecipazione ad una competizione”
-> è una norma che ci dice che c’è un problema ma non ci dice qual è il problema.
Dimostrare cosa era stato prodotta non era possibile.
Nel norme statale antidoping vanno nel procedimento penale e prevedono l’arresto; le
norme sportive antidoping che prevedono squalifica dell’atleta.
Il sistema sportivo collassa a livello internazionale nel 1998, durante il tour de France:
venne scoperto un diffusissimo abuso di sostanze vietate, che evidenziò una certa
confusione operativa da parte delle federazioni, al punto che alcune sanzioni
antidoping vennero contestate o annullate in sede giurisdizionale.
Vennero tutti assolti. Il CIO si ribellò, si riunirono in congresso e decisero che da quel
momento tutto sarebbe cambiato secondo alcuni parametri.
Nel febbraio del 1999 a Losanna il CIO convocò la prima Conferenza mondiale
antidoping durante la quale venne deciso di affidare ad un unico organo il potere di
emanare normative in materia: l’agenzia mondiale antidoping , fondazione di
diritto privato internazionale. Agencie mondiale antidopage (AMA) o World antidoping
agency (WADA).
La WADA ha il compito di dare una definizione di doping.
WADA
La WADA ha prodotto il codice mondiale antidoping unificato (world anti-doping
code) che prevede un unico elenco delle sostanze e dei metodi vietati, da
aggiornare periodicamente con l’introduzione di nuove sostanze che rispondano ad
almeno due delle seguenti caratteristiche:
Migliorino la prestazione
Rappresentiamo un rischio anche potenziale per la salute
Il loro uso sia contrario allo spirito sportivo descritto nel codice
Mascherino altre sostanze proibite.
Sono stati adottati standard internazionali operativi e tecnici relativi: 1. Alla
lista delle sostanze vietate e dei metodi proibiti; 2. Alle esenzioni a fini
terapeutici (quali farmaci possiamo assumere e come); 3. Alle modalità dei
controlli antidoping e ai laboratori antidoping (tutta la procedura dei controlli
antidoping e deve essere uguale in tutti i Paesi)
Il 5 marzo 2003, a Copenaghen, è stato sottoscritto il codice antidoping, i cui
principali punti furono:
1. Uguale trattamento sanzionatorio per tutti i Paesi aderenti (se sei positivo
al doping in un Paese, sei sanzionato allo stesso modo in un altro Paese)
2. Armonizzazione delle norme, delle procedure, dei prelievi e dei controlli
antidoping per tutti
Norme sportive antidoping (NSA)
Prevedono il divieto di partecipare ai giochi olimpici per tutti i Paesi che non abbiamo
conformato la propria normativa antidoping ai principi del codice.
Costituiscono le norme adottate dal CONI per disciplinare la materia dell’antidoping e
le condizioni cui attenersi nell’esecuzione dell’attività sportiva.
Sono composte da:
1. Codice sportivo antidoping
2. Disciplinare dei controlli e delle investigazioni
3. Disciplinare per le esenzioni ai fini terapeutici
Il CIO dice che questo è il sistema antidoping, e le federazioni devono avere un
sistema uguale a quello del CIO, ma può essere personalizzate in base allo sport di
competenza. Il meccanismo delle regole deve essere uguale.
3°lezione 8/10
Norme statali antidoping
La legge 16 febbraio 1942, n.426, stabilì sia pure solo interno all’ordinamento sportivo,
che l’assunzione di sostanze farmacologiche e chimiche, per migliorare le potenzialità
fisiche dell’atleta, era contraria alle regole di lealtà, correttezza e proibità sportiva. ->
quindi cerca di prevenire le lesioni che possono derivare agli atleti. Non prevedeva
sanzioni penali, perché quell’uso di sostanze era tollerato. Da un lato lo stato sapeva
che doveva affrontare la questione doping in termini di tolleranza, e dall’altra altri
giuristi sapevano che lo stesso fenomeno era controproducente. Per andare in contro a
questi hanno previsto la non punizione penale
Per i controlli antidoping nello sport è stata demandata questa attività a quella parte
del mondo mediche decideva volontariamente di entrare a far parte di un’associazione
federale proprio per far effettuare controlli antidoping agli sportivi.
Dal 50 in avanti nulla è stato fatto
Dopo gli anni 60 gli atleti morivano come nulla fosse, in quanto le sostanze che
venivano assunte erano molte soprattutto nel campo del ciclismo
Il 26 ottobre 1971, n.1099 (non è più in vigore) è stata istituita la prima norm
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