Diritto: definizioni e concetti chiave
Cosa si intende per diritto?
Ha una pluralità di significati. È il complesso di norme che disciplinano la vita comune —> diritto oggettivo.
Diritto soggettivo
Ciò che una norma, regola, principio attribuisce a un soggetto.
Componente valoriale: giustizia
Tutti possono ottenerla, ma diritto e giustizia possono non coincidere. Le possibili applicazioni del diritto possono dare luogo a soluzioni che non rispondono al senso di giustizia. Per valutare il grado di giustizia si cerca la conformità con quanto scritto. Ci può essere un malfunzionamento nel sistema giudiziario.
Applicazione delle norme
Per applicare una norma, il giudice deve valutarla e poi valutare il fatto. Bisogna essere certi che la norma sia giusta. La norma in quanto tale è un testo scritto che è un semplice enunciato, va ricavata dal testo. Il diritto reale è dato da ciò che viene effettivamente applicato alla vita di tutti i giorni.
I formanti del diritto
Sono principalmente il legislatore, ma vi è poi il formante giurisprudenziale e quello dottrinale. Si parla di tre formanti.
Costruttivismo giuridico
La regola concreta si costruisce volta per volta in base al caso. Il diritto positivo indica la norma nella sua forma. Il diritto in senso oggettivo si compone della norma giuridica e l’ordinamento.
Ordinamento giuridico
L’ordinamento è l’insieme di regole e discipline che all’interno di un gruppo ha il compito di disciplinare i rapporti del gruppo. Se una norma non viene rispettata non significa che l’ordinamento non è effettivo —> si prevedono delle sanzioni. L’ordinamento ha tre aspetti: norme di condotta, previsione di sanzioni, norme organizzative che garantiscono l’effettività.
Principio di pluralità e differenziazione
La stessa norma giuridica può avere diverse forme. La norma può essere ricavata da enunciati normativi diversi. Alcune norme sono essenziali (inderogabili/cogenti), altre aggiuntive (derogabili). Le norme inderogabili devono essere scritte. Norme derogabili —> le parti del contratto possono stabilire diversamente.
Giurisprudenza
Insieme delle decisioni che il potere giudiziario ha posto in essere per l’applicazione delle norme. Ci sono i sistemi giuridici di civil law e di common law.
Common law
La giurisprudenza è fonte del diritto. Formalmente le sentenze dei giudici diventano vincolanti. Si può superare il vincolo considerando che il nuovo caso anche solo in piccola parte è diverso rispetto al precedente. Nella civil law è stato introdotto un correttivo: quando in relazione ad una data norma si sono creati ordinamenti discordanti, si riuniscono le sezioni di corte di cassazione che decidono congiuntamente. I giudici locali tendenzialmente sono liberi, ma se si giunge in cassazione la norma diventa vincolante.
Equità
Significa giudicare il caso concreto, non applicando la legge perché il caso concreto ha caratteristiche uniche. Il giudice in determinate circostanze può decidere un criterio diverso:
- Quando la norma autorizza il giudice.
- Quando le parti coinvolte definiscono la controversia decidendo che il giudice deve giudicare secondo equità.
L’equità consiste nel trovare un punto di equilibrio tra le due parti.
Dottrina giuridica
Coloro che studiano il diritto a prescindere dall’applicazione nei casi concreti. All’interno della scienza giuridica ci sono varie discipline.
Diritto privato e diritto pubblico
Come soggetti siamo in una posizione di uguaglianza (diritto privato). Diritto pubblico = rapporto tra singoli e amministrazione pubblica.
Sistema delle fonti del diritto
Fonte del diritto = fattori, procedimenti formali idonei a produrre norme giuridiche. Esistono strumenti che ci permettono di conoscere le norme, chiamati di cognizione. Solo quando il testo viene pubblicato sulla gazzetta ufficiale la legge entra in vigore.
Norme di produzione
Norme giuridiche il cui oggetto è l’ordinamento e disciplinano la produzione di norme. Quali sono?
- Preleggi, norme contenute in un regio decreto che precede il codice civile e tratta gli aspetti generali.
Nel 1957 viene firmato il trattato istitutivo della CEE in cui si trovano le norme attinenti all’unione europea.
Sistema delle fonti del diritto
Il sistema delle fonti del diritto è strutturato secondo un ordine gerarchico. A seconda della tipologia la norma ha una certa valenza. Da un punto di vista assiologico si fa una distinzione tra le disposizioni contenute nella costituzione, alcune hanno valenza maggiore di altre. Le norme apicali prevedono i principi supremi dell’ordinamento.
Principi costituzionali
Il primo criterio per interpretare le norme è il principio di uguaglianza. Ciascuno di noi deve avere una tutela giudiziaria. La Costituzione si può modificare ma non la forma repubblicana.
Leggi costituzionali e diritto internazionale
La disposizione costituzionale ha una forma tale che le altre norme siano comunque allo stesso livello della Costituzione pur non avendo la stessa valenza. Le leggi costituzionali sono allo stesso livello della Costituzione (es. leggi delle regioni). Allo stesso livello della costituzione c’è il diritto internazionale le cui norme si basano sulle consuetudini.
Norma numero 10 e Art. 11
La norma numero 10 consente al nostro paese di aderire all’ordinamento internazionale. Art 11: Il nostro ordinamento assume la pace e la concordia con i popoli e l’Italia può cedere una parte di sovranità per aderire all’ordinamento internazionale.
Fonti ordinarie del diritto
Le fonti cosiddette “ordinarie” del diritto sono date dalle leggi. In via eccezionale il governo può intervenire con decreti legge e decreti legislativi.
Decreto legge e decreto legislativo
Decreto legge —> nei casi in cui non si può attendere il tempo di approvazione legge. Il decreto legge diventa parte del sistema se il parlamento lo converte in legge. Il parlamento dà al governo il decreto legislativo che deve rispettare i principi imposti.
Regolamenti e consuetudini
I regolamenti sono idonei a produrre norme giuridiche in quanto previsti dalla norma. La Costituzione a volte dice che per dare una disciplina ad una data materia bisogna prevedere una legge. Nel 1988 la legge 400 ha disciplinato in via generale i regolamenti.
Le consuetudini sono anche dette “usi normativi” perché manca un documento scritto. Si parla di consuetudine quando:
- Convinzione che un dato comportamento deve essere disciplinato in un certo modo.
- Il comportamento è ripetitivo nel tempo.
Sistema delle fonti e competenza
Il sistema delle fonti trova una sua sistemazione con il criterio della competenza. Leggi regionali possono entrare in conflitto con leggi internazionali. Le materie possono riguardare solo lo stato, solo la regione o essere concorrenti.
Diritto europeo
Per quanto riguarda il diritto europeo la competenza è limitata ai trattati formativi. La Corte Costituzionale non ha il potere di cancellare una norma costituzionale. In caso di contrasto di una norma di legge ordinaria con quella costituzionale, la prima può essere cancellata. Art 3 principio di uguaglianza
- Comma 1 uguaglianza formale —> nel legiferare il legislatore non deve prevedere un trattamento differenziato per situazioni omogenee.
- Comma 2 uguaglianza sostanziale —> indirizzato al legislatore ordinario affinché con il tempo vengano eliminate le situazioni di ostacolo.
Se le situazioni sono diverse il trattamento giuridico deve essere diverso.
Costituzione e applicabilità
La costituzione è un insieme di disposizioni, ma queste sono direttamente applicabili o sono rivolte al legislatore? Un contratto non può contenere previsioni lesive della dignità umana. Le disposizioni per una parte si rivolgono allo stato ma sono anche direttamente applicabili ai nostri rapporti.
Regolamenti e meccanismi di risoluzione
La Corte Costituzionale non si occupa di regolamenti. Se il regolamento è in contrasto con la forma ordinaria non trova applicazione al caso concreto. I meccanismi di risoluzione dei conflitti sono due: eliminazione della norma o disapplicazione della norma.
Solo in un caso il regolamento può essere annullato, quando viene analizzato dal giudice amministrativo.
Diritto comunitario
Il diritto comunitario si colloca a un livello costituzionale dove si trovano i trattati dell’unione europea, le norme di produzione. Attualmente abbiamo tre trattati: trattato istitutivo, trattato sul funzionamento dell’unione europea e la carta che racchiude i principi fondamentali.
Fonti ordinarie di matrice comunitaria
Le fonti ordinarie di matrice comunitaria sono le direttive, i regolamenti e le decisioni. Le decisioni sono formalmente fonti del diritto ma si rivolgono a un soggetto determinato ma siccome ad emanarla è la commissione c’è la vincolatività della fonte del diritto. La direttiva si rivolge agli stati membri che fanno parte dell’unione europea. Sono chiamati ad attuare la fonte interna in modo che diventi vincolante per tutti noi. La direttiva entra all’interno del contesto domestico tramite una legge ordinaria.
Regolamenti europei
I regolamenti (europei) come fonte sono equiparabili a una nostra legge interna. Sono un insieme di norme giuridiche direttamente applicabile e vincolante verso tutti i soggetti all’interno dell’unione europea (se pubblicato sulla gazzetta ufficiale). Vi è una sorta di automatismo per quanto riguarda la sua entrata nel sistema delle fonti.
Anomalie nei regolamenti e direttive
In alcuni casi c’è un’anomalia, se la direttiva è sufficientemente puntuale nel dare una certa disciplina abbiamo la possibilità che la direttiva diventa immediatamente vincolante. Si chiama direttiva self-executive.
Contrasti tra fonti comunitarie e interne
Cosa succede in caso di contrasto tra fonte comunitaria e fonte interna? I trattati non vanno contro i principi. Il meccanismo che risolve l’antinomia che risolve il contrasto è la disapplicazione della norma interna in favore della norma comunitaria che non viene applicata al caso concreto.
Diritto comunitario vs diritto internazionale
Non si deve confondere il diritto comunitario con un altro sistema giuridico che deriva dalla CEDU (carta europea dei diritti universali) che fa parte del diritto internazionale, riguarda gli stati che vi hanno aderito. La corte di Strasburgo è l’organo giudicante della carta europea.
Ordinamento europeo
L’ordinamento europeo è un ordinamento sovranazionale, una volta aderito posso uscirne ma stando dentro devo aderire alle norme che ne fanno parte. È essenziale cessare una parte della sovranità. Le fonti del diritto di matrice europea si completano con la giurisprudenza europea. Con il tempo si crea una giurisprudenza consolidata che a differenza della giurisprudenza interna diviene vincolante, non può essere ignorata per garantire l’uniformità interpretativa del sistema giuridico.
Ordinamento comunità
L’ordinamento comunità è un ordinamento giuridico in senso stretto? Sì perché sono verificati i tre elementi dell’ordinamento giuridico: norme di condotta, norme sanzionatorie e norme di struttura. Ciò non toglie che le fonti sono intimamente unite con quelle interne. Il sistema europeo delle fonti fa sì che si debba parlare di un sistema unico definibile come italo-comunitario.
Risolvere le antinomie
In generale come si risolvono le antinomie? In generale la fonte superiore prevale su quella inferiore, altrimenti si applica la legge di competenza. Se non viene in rilievo né il criterio gerarchico né quello di competenza vale il criterio temporale. L’abrogazione delle norme può essere sia espressa che tacita. C’è un criterio ultimo che è rappresentato dal carattere speciale o eccezionale di una norma rispetto ad un’altra.
Contratti e oggetti futuri
Il contratto può avere ad oggetto anche cose che non esistono in natura cioè future come per esempio il contratto di vendita di un immobile ancora da costruire. Se il contratto che viene in rilievo è di donazione una norma dice che il contratto è nullo. La donazione deve avere ad oggetto beni già esistenti.
Interpretazione delle norme giuridiche
Le norme giuridiche dal punto di vista dell’interpretazione possono contenere un precetto di portata regolare o un’eccezione che va a derogare la norma regolare. La fattispecie astratta è data dalla previsione della norma descritta nelle sue caratteristiche generali. Ad ogni norma di condotta è associata una sanzione in astratto. L’applicazione della legge consiste nel fatto che un caso concreto ha delle caratteristiche tali da coincidere con la fattispecie astratta, si può fare una sussunzione. Questo porta al fatto che la conseguenza giuridica astratta trova applicazione al caso concreto.
Sillogismo applicativo
La fattispecie concreta significa che in un giudizio il fatto deve essere provato, ricostruito. La fattispecie astratta richiede che la premessa del sillogismo non sia solo in una posizione logica ma che sia anche vera. Il problema è quello dell’interpretazione, serve a ricavare il significato giuridico. La norma non si trova già munita di un autoevidenza.
Principi di carattere ermeneutico
- Letterale e teleologico.
Il criterio letterale significa che se la norma dice qualcosa il significato giuridico è quello che emerge dalla norma scritta. Rimane attuale il criterio teleologico.
Intenzione del legislatore
Per intenzione del legislatore si intende ragione giustificatrice della norma, ratio legis. Bisogna ragionare, applicare la logica e vedere quale può essere il ragionevole risultato ricavabile da quella disposizione, è un criterio centrale.
Tipi di interpretazione
L’interpretazione è difficile, bisogna andare per tentativi. Si può giungere a due tipi di risultati: per tutelare il donante da un eccessiva prodigalità si usa la norma che fa divieto di donare beni futuri (interpretazione restrittiva) oppure c’è interpretazione estensiva. L’interpretazione sistematica non è contemplata da una norma di legge ma di fatto è ciò che l’interprete è chiamato a fare per mettere in relazione la norma con le altre norme e i principi dell’ordinamento.
Interpretazione evolutiva
Bisogna tenere presente il sentire comune della società. Il significato delle disposizioni può cambiare nel tempo.
Interpretazione autentica
L’ordinamento si arricchisce con norme giuridiche che hanno lo scopo di interpretare quelle precedenti. Le leggi normalmente sono retroattive, si applicano retroattivamente rispetto alla data di entrata in vigore.
Analogia
Dato un certo fatto non si trova una norma nell’ordinamento, si riscontra una lacuna normativa ma il giudice non può non pronunciare la sentenza. Il problema si risolve cercando di far uso del criterio di analogia.
Analogia legis e iuris
Analogia legis: si nota che la fattispecie astratta presenta delle somiglianze. La norma trovata viene adattata al fatto che si prende in considerazione, è una norma non scritta ma ricavata da una norma prevista dall’ordinamento. Analogia iuris: se non trovo una norma simile sono autorizzato a trovare una norma concreta ricavandola dai principi dell’ordinamento. Se una norma viene qualificata come eccezionale non si può applicare analogicamente.
Diritto soggettivo
Quando il diritto si incontra con i nostri interessi, cioè con i soggetti concreti che compongono la societas, il diritto viene declinato al soggetto. L’ordinamento deve riconoscere un nostro bisogno a cui si debba dare un disciplina.
Tutela del diritto soggettivo
Il diritto soggettivo è la titolarità di una situazione giuridica caratterizzata dal fatto che è riconosciuta dall’ordinamento e di conseguenza dà alla persona il potere di agire per tutelare un proprio interesse. L’esercizio del diritto consiste nel fatto che io agisco direttamente, nei limiti previsti dall’ordinamento —> tutela diretta e immediata. Io posso rivolgermi al giudice e fare valere direttamente la lesione di un mio diritto.
Interesse legittimo
Nell’interesse legittimo viene in rilievo il rapporto tra i cittadini e pubblica amministrazione. La pubblica amministrazione è governata da norme giuridiche che sono tali che non c’è una relazione paritaria con i cittadini. Io non posso invocare davanti al giudice direttamente la situazione giuridica lesa, posso dire che l’ente pubblico nell’agire non ha rispettato le norme previste dall’ordinamento. Rilevata la difformità del provvedimento amministrativo con il caso, l’atto viene annullato. La tutela del diritto è indiretta, mediata (diritto pubblico).
Interessi legittimi
Gli interessi legittimi si fanno valere davanti al tribunale amministrativo. Esistono norme di legge che in caso di ingiusta condanna si ha un risarcimento da parte dello stato e quindi abbiamo diritti soggettivi di fronte allo stato (caso eccezionale). La principale distinzione dei diritti soggettivi è tra diritti assoluti e diritti relativi.
Diritti assoluti e relativi
Il diritto di proprietà è un diritto assoluto nel senso che può essere fatto valere nei confronti di chiunque. Io posso chiedere che tutti i consociati rispettino il mio diritto. I diritti relativi presuppongono un rapporto giuridico in cui il titolare del diritto si rivolge verso un soggetto determinato che ha il relativo dovere giuridico. Il mio diritto può essere esercitato nei confronti di soggetti ben precisi (diritto familiare, diritti di credito).
Funzione del diritto soggettivo
Il diritto soggettivo è un potere di agire attribuito a ciascuno di noi per far valere il nostro diritto. In quanto proprietario ho alcune facoltà. Le facoltà sono le singole attività che rientrano nell'ambito di un più ampio diritto. Questo potere di agire è esercizio ma anche (momento qualificante, centrale) possibilità di far valere davanti ad autorità giudiziaria il mio diritto perché qualcuno non lo ha rispettato per chiedere la mia tutela. Se non ci fosse saremmo nel caos e non avremmo tutela con gli strumenti coercitivi. Schema fatto-diritto si riproduce quando analizziamo il diritto soggettivo nel prisma del processo.
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