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Art.2740 - “Il debitore risponde dell'adempimento delle obbligazioni con tutti i suoi beni presenti e
futuri. Le limitazioni della responsabilità non sono ammesse se non nei casi stabiliti dalla legge”.
Art.2741 - “I creditori hanno eguale diritto di essere soddisfatti sui beni del debitore, salve le cause
legittime di prelazione. Sono cause legittime di prelazione i privilegi, il pegno e le ipoteche”.
Il soddisfacimento delle pretese del creditore si attua con la soggezione di tutto il patrimonio
dell'obbligato: con la liquidazione del patrimonio stesso. Principio generale: i creditori hanno tutti
egual diritto di essere soddisfatti sui beni del debitore; Par Condicio Creditorum.
Sezione II – Natura ed elementi del rapporto obbligatorio
Se c'è un debitore ci sarà necessariamente anche un creditore: debitore e creditore sono i soggetti
del rapporto obbligatorio. Il rapporto è eminentemente personale, pur quando si riferisce a un bene
in proprietà dell'uno o dell'altro soggetto. Il rapporto obbligatorio si afferma di fronte a tutti, ma il
suo contenuto consiste nella pretesa di un soggetto alla prestazione di un o più altri soggetti.
L'obbligazione è vincolo giuridico; e in questo si distingue dagli altri rapporti da cui derivano
obblighi non giuridici. Contenuto dell'obbligo è una prestazione. La presenza di una prestazione da
adempiere distingue le obbligazioni dagli altri obblighi giuridici da osservare anche nel diritto
privato, come quelli di rispetto per gli altrui diritti reali.
L'obbligo di condotta, come oggetto dell'obbligazione, consiste in un comportamento che il debitore
deve tenere idoneo a soddisfare l'interesse del creditore. Il dovere di prestazione del debitore ha
come correlativo un diritto di credito, una pretesa del creditore.
L'obbligazione si potrebbe anche scomporre nei due elementi, del debito, che si riferisce al diretto
rapporto tra i soggetti, e la responsabilità, che consiste quasi in una proiezione dell'obbligo sul
patrimonio dell'obbligato.
Il contenuto dell'obbligazione è dato da una prestazione, vale a dire da un comportamento che il
debitore deve tenere a vantaggio del creditore. Sempre, qualunque sia l'oggetto immediato
dell'obbligo, quando il debitore dimostra di aver fatto quanto poteva richiedersi alla diligenza del
buon padre di famiglia rimane esente da responsabilità per inadempimento. Ma ciò non vuol dire
che siano raggiunti tutti gli effetti dell'adempimento.
Art.1174 - “La prestazione che forma oggetto dell'obbligazione deve essere suscettibile di
valutazione economica e deve corrispondere a un interesse, anche non patrimoniale, del
creditore”.
Il requisito della patrimonialità della prestazione non presuppone come necessario l'interesse
pecuniario del creditore. L'interesse nell'obbligazione è connesso con le finalità caratteristiche del
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vincolo. Gli obblighi di carattere puramente morale sono lasciati alla spontaneità dell'adempimento.
Requisiti della possibilità, liceità e determinabilità della prestazione. La prestazione deve essere
possibile. L'impossibilità può essere assoluta o relativa. La nullità dell'obbligazione è determinata
solo dall'impossibilità assoluta (o oggettiva). Relativa è invece l'impossibilità che ha riguardato alla
solo persona del debitore o alla sua capacità economica o alle sue abitudini. L'impossibilità può
essere fisica o giuridica. È fisica quella di chi si impegnasse a compiere un'azione inattuabile in
concreto. È giuridica in quanto non possibile in conseguenza di un divieto legislativo.
L'impossibilità può essere originaria o sopravvenuta. L'impossibilità temporanea non impedisce
l'esistenza dell'obbligazione; così, di regola, è valida l'obbligazione di prestare cose future. Se
l'impossibilità di esecuzione è parziale, anche la nullità dell'obbligazione è parziale. La prestazione
deve essere lecita. Una prestazione che sia contraria a norme imperative, all'ordine pubblico o al
buon costume non può formare il contenuto di una valida obbligazione.
Non dobbiamo confondere il concetto di prestazione illecita con quello di causa illecita. Illecita è la
prestazione, non la causa, non sempre è illecita la prestazione quando la causa è illecita. La
prestazione deve essere determinata o determinabile, ovvero l'oggetto della prestazione deve
essere certo e individuato.
Esaminando il contenuto dell'obbligazione si può trovare una prestazione positiva, che ha per
oggetto un dare o un fare, oppure una prestazione negativa, che ha per oggetto un non dare, o un
non fare, o il sopportare un'attività altrui altrimenti non permessa (obbligazioni negative).
Art.1177 - “L'obbligazione di consegnare una cosa determinata include quella di custodirla fino alla
consegna”.
È sottospecie delle obbligazioni di dare quella che ha per contenuto una restituzione. La
prestazione di fare ha per oggetto, anziché una cosa, un servigio, che può essere il più vario. Le
obbligazioni negative hanno per contenuto non un mutamento ma la conservazione della
situazione.
Caratteristico delle obbligazioni negative è il fatto che la subordinazione del debitore viene messa
in evidenza soltanto con l'inadempimento.
Art.1178 - “Quando l'obbligazione ha per oggetto la prestazione di cose determinate soltanto nel
genere, il debitore deve prestare cose di qualità non inferiore alla media”.
Obbligazioni accessorie = Sono le obbligazioni che hanno fondamento in altro rapporto giuridico, e
vi rimangono connesse in modo da dipendere da quest'ultimo (es. obbligazioni di garanzia).
Nelle obbligazioni cumulative il debito ha contenuto multiplo, e il debitore non sarà liberato che in
seguito all'adempimento di tutto ciò che è posto in obbligazione. Nell'obbligazione alternativa
abbiamo un unico rapporto con due o più oggetti, ma il debitore si libera con la prestazione di uno
solo. L'esercizio del diritto di scelta tra le varie prestazioni che sono in obbligazione spetta al
debitore o al creditore; eccezionalmente può spettare anche a un terzo; se la legge o la volontà
delle parti non hanno stabilito diversamente, la scelta spetta al debitore. Una volta che la scelta sia
stata fatta, si dice avvenuta la concentrazione dell'obbligazione.
L'obbligazione si estingue se prima della scelta una di queste prestazioni diviene impossibile per
causa non imputabile al debitore. Diversa dall'alternativa è l'obbligazione facoltativa. C'è una sola
prestazione obbligatoria ma il debitore ha la possibilità di eseguire una prestazione diversa. Dato
che l'obbligazione facoltativa ha un solo contenuto, basta che l'adempimento della prestazione
principale divenga impossibile per causa non imputabile al debitore perché l'obbligazione si
estingua. 86
Due soggetti, attivo il creditore, passivo il debitore, costituiscono i cardini essenziali per l'esistenza
stessa e per la vita del rapporto obbligatorio. Non è sempre necessario che i soggetti attivo e
passivo siano individualmente determinati in modo certo fin dall'inizio del rapporto; è sufficiente
che essi siano determinabili (es. promessa al pubblico). Quando la persona dell'uno o dell'altro
soggetto dell'obbligazione sia mutevole, si parla di obbligazioni ambulatorie. Tra le obbligazioni con
soggetti mediatamente determinati vanno ricordate le obbligazioni reali nelle quali la persona del
debitore può mutare in dipendenza del rapporto di proprietà o possesso che viene a esistere tra il
soggetto e una determinata cosa. Nell'onere reale si considera il pero che è fatto gravare
obiettivamente sul fondo per ottenere la prestazione di cui si tratta da colui che risponde con la
cosa stessa; nell'obbligazione la proprietà non è gravata da un peso, ma l'appartenenza del bene
vale per individuare il soggetto che resta personalmente obbligato.
Art.1175 - “Il debitore e il creditore devono comportarsi secondo le regole della correttezza”, in
relazione alle esigenze del mercato e ai principi di solidarietà umana e sociale.
È importante notare che all'obbligo della correttezza è sottoposto anche il contegno del creditore
(1176). Obbligo di correttezza e dovere di buona fede rispondono a uno stesso criterio. La
solidarietà sociale impone perfino l'obbligo di mettere sull'avviso la controparte circa le possibili
cause di invalidità del contratto che si vuole concludere. Il principio di buona fede delle
obbligazioni, come obbligo etico di comportamento onesto (buona fede oggettiva), costituisce un
concetto diverso dalla buona fede quale situazione psicologica di ignoranza dell'altrui lesione
(buona fede soggettiva).
Quando ci sono più debitori o più creditori per una sola prestazione, prima di tutto bisogna vedere
se la prestazione è divisibile o meno. Se è indivisibile, viene esclusa senz'altro la possibilità di
prestazioni parziali a carico o a favore dei singoli interessati. Si ha indivisibilità assoluta quando la
prestazione ha per oggetto una cosa indivisibile oppure un fatto che non ammette esecuzione
parziale. L'indivisibilità è relativa quando l'obbligazione ha per contenuto la prestazione che
riguarda una cosa o un fatto naturalmente divisibile, ma che cessa di essere tale per riguardo alla
rilevanza sociale o all'uso della cosa, oppure al modo come lo hanno considerato i soggetti. Nelle
obbligazioni indivisibili ciascun debitore ha l'obbligo di eseguire la prestazione per intero al
creditore, e ciascun creditore può esigere l'intera prestazione dal debitore o dai debitori.
Quando più sono i creditori, il diritto all'esazione può essere riconosciuto a ciascuno solo per la
sua rata. L'obbligazione si chiama parziaria quando l'obbligo o il diritto di ognuno è proporzionale
alla sua partecipazione al vincolo obbligatorio; si dice solidale attiva quando essendoci più di un
creditore, ciascuno ha diritto di pretendere la prestazione per l'intero; solidale passiva quando più
sono i debitori e ciascuno ha l'obbligo di eseguire la prestazione in totale.
La prestazione è una sola, a carico di ciascuno dei debitori e per ogni creditore. Tali rapporti
devono essere identici. Devono avere la stessa causa e uguale contenuto; inoltre i vari debiti
devono avere un'unica fonte obbligatoria. L'identità del rapporto non viene esclusa per la presenza
di modalità che si riferiscono a